Software sociali per un apprendimento aperto e flessibile in Rete

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Software sociali per un apprendimento aperto e flessibile in Rete"

Transcript

1 Software sociali per un apprendimento aperto e flessibile in Rete La condivisione e l aggregazione di risorse della Rete attraverso i Social Software potrebbe rivoluzionare la concezione tradizionale dell apprendimento. Corrado Petrucco, Università di Padova Scienze della Formazione More and more, the purpose of the web is not to find something, but rather to find somebody. [N. D arcy] Tecnologie, residui cognitivi e cognizione distribuita Le metafore attraverso le quali abbiamo rappresentato la conoscenza hanno sempre risentito fortemente dei supporti fisici con i quali è stata di volta in volta codificata. Nelle società orali primarie le tradizioni e la cultura erano in qualche modo codificate oralmente nei racconti e poemi di una rete di aedi o cantastorie (Ong, 1986), nelle società in cui era presente la scrittura, la conoscenza era limitata dall accesso alle poche copie di manoscritti gelosamente conservati. Nell era della stampa la conoscenza è invece archiviata nei libri ed il luogo cognitivo della conoscenza è la biblioteca: tutto ruota attorno al problema di come conservare, organizzare ed indicizzare efficacemente un sempre crescente numero di testi. Per chi appartiene a culture in cui esiste la scrittura e la stampa non è più possibile pensare le parole senza anche vederle scritte; noi che apparteniamo ormai all era della Rete, siamo nello stesso modo in una condizione di non-ritorno: non è più possibile pensare alla conoscenza senza associarla a strumenti come i motori di ricerca, i siti Web, i repositori di Learning Object, e ancora più recentemente a tutti quei software di condivisione sociale di cui i Blog, di Wiki sono gli esempi e gli strumenti più significativi. Da quando esistono i Blog, la scrittura non è più un operazione solipsistica, (Ong, 1986) ma un invito a partecipare, a condividere ed in cui la distinzione tra i ruoli di autore e lettore diventa meno marcata e a volte scompare del tutto mettendo così in crisi il concetto stesso di proprietà intellettuale. Se, come afferma Ong, la scrittura ha modificato la mente umana più di qualsiasi altra invenzione, è lecito aspettarsi che proprio gli strumenti che utilizziamo per connetterci ed operare nella Rete non siano neutri ma abbiamo degli effetti importanti sul nostro modo di concepire la comunicazione, la conoscenza e la cultura. In quanto strumenti artifattuali (Gibson, 1990), sono ormai vissuti come estensioni naturali della nostra cognizione: quando cerchiamo informazioni attraverso un motore di ricerca ad esempio, il browser, l interfaccia del motore, lo stesso mouse, a livelli diversi e con modalità differenti, contribuiscono a facilitare il processo cognitivo che porta alla soddisfazione del nostro bisogno informativo. L intelligenza non è più solo un attributo del singolo, ma va vista in un contesto più ampio, distribuito nell ambiente e di cui le tecnologie fanno parte (Clark, 2003) e diventano piano piano indistinguibili dallo sfondo. Dopo un certo periodo di adattamento in cui la percezione dello strumento ci è ben presente e richiede una parte costante della nostra attenzione cosciente, la sua presenza diviene naturale e non lo vediamo più, esso cioè diviene per così dire trasparente alla percezione permettendo di liberare preziose energie cognitive per il compito che stiamo svolgendo. È un processo di internalizzazione (Mioduser, 2006) che da un lato ci arricchisce ma dall altro lascia delle tracce cognitive importanti, dei veri e propri residui cognitivi (Salomon, Perkins, e Globerson, 1991) che vanno al di là del compito specifico per il quale lo strumento è stato utilizzato ed in qualche modo influenzano 1

2 con le loro metafore anche l approccio a problemi in altri contesti (Pea, 1997). In questo senso già Castells (2001) sosteneva che la tecnologia non determina la società, ma la incarna, è una forza che penetra nel cuore, nella vita, nella mente 1 (Kranzberg, 1985). Tecnologie della Rete tra apprendimento formale ed informale È evidente che il rapporto tecnologia-apprendimento in questo contesto diventa cruciale specialmente se essa pervade inevitabilmente i luoghi storicamente deputati alla formazione e all educazione: gli studenti non portano in classe solo cellulari con videocamera, lettori MP3 e console di videogiochi portatili, ma assieme ad essi ne incarnano i contesti d uso, che sono sostanzialmente di tipo informale. Proprio per questo aspetto essi molto raramente entrano a far parte della didattica come supporti specifici di attività curricolari e ciò crea potenti effetti di dissonanza cognitiva che sono percepiti nel contrastato alternarsi di luoghi di apprendimento formali ed informali dove le tecnologie di volta in volta perdono o acquistano un senso. È certamente un problema di aggiornamento tecnologico e dei tempi lenti che la scuola ha nell adozione delle nuove tecnologie della Rete, ma è soprattutto un problema legato agli approcci pedagogici e alle metafore di riferimento utilizzate nel processo di insegnamento - apprendimento tradizionale ancora profondamente legate ad un ruolo passivo di chi apprende e poco centrate su attività di tipo collaborativo. Anche strumenti innovativi come i social software se applicati all interno di in un contesto didattico restrittivo e non aperto rischiano di non esplicitare le loro effettive potenzialità. Bisogna infatti ormai riconoscere che la gran parte dell apprendimento di un individuo, avviene al di fuori di ambienti formali ed è attivo, costruttivo, indipendente da tempi e spazi rigorosamente stabiliti (Cross, 2006), spesso supportato da artefatti tecnologici il cui uso e la cui pratica non sono stati insegnati ma sono per lo più frutto di sforzi di apprendimento fortemente motivati e personali. In questo senso una scelta coraggiosa di stampo costruttivista-sociale supportata adeguatamente dalla tecnologia normalmente disponibile nei contesti quotidiani, può aiutare a creare un ambiente di apprendimento attivo, in cui gli studenti ed i docenti cercano di risolvere collaborativamente dei problemi contestualizzandoli nel mondo reale, ma sopratutto in cui la loro elaborazione non termini al di fuori delle aule scolastiche ma prosegue, si sviluppa e cresce su supporti cognitivi estesi nella Rete come i Blog, i Wiki, i Forum, ed innumerevoli altri software di condivisione sociale. È anche una ridefinizione del tempo della formazione (Ferri, 2005) in un nuovo contesto di temporalità topologica della Rete (Bolter e Grusin, 2002) o nella sintesi di un tempo esteso (De Kerkove, 1997). Ciò significa però erodere i solidi muri istituzionali creati per distinguere l apprendimento formale da quello informale e non formale, perché la Rete di sua natura tende a non escludere, ma a coinvolgere, non a creare barriere ma ad aprire agli altri ed ai loro contesti di vita e di lavoro. Una proposta educativa e formativa adeguata potrebbe perciò cercare di integrare in modo coerente il formale e l informale (Calvani e Bonaiuti, 2006). Proposta non certo nuova, come già Dewey ci ha ricordato (Dewey, 1965), ma da sperimentare attraverso le interazioni sociali mediate in modo consistente dagli strumenti della Rete che diviene allora la più potente zona di sviluppo prossimale (Vygotsky, 1992) capace di organizzare la conoscenza in contesti multipli e flessibili (Spiro e Feltovich, 1991), che possono avere un senso diverso in funzione del tempi, dei luoghi o delle comunità con cui entriamo in contatto e a cui di volta in volta ci sentiamo partecipi e con le quali costruiamo 1 Melvin Kranzberg, The Information Age: Evolution or Revolution?, citato in Manuel Castells, La Nascita della Società in Rete, Milano, EGEA, 2002, nella prefazione di Guido Martinotti. 2

3 conoscenza. Un effetto collaterale interessante di questa integrazione, potrebbe essere proprio il definitivo superamento dell annoso problema della inter-intra-multi-disciplinarietà che affiora spontaneamente nella rete di relazioni trasversale tra comunità di pratica e di apprendimento. Si tratta di un vero life-long learning in cui il ruolo specifico delle comunità (Wenger, 2005) viene supportato da tools che permettono la condivisione e la memoria dei discorsi, delle pratiche, dei segni. È un modello che persegue un approccio partecipativo alla conoscenza (Sfard, 1998) e fortemente legato al costruttivismo sociale (Brown, Collins e Duguid, 1989) (Jonassen, 2000) per il quale l apprendimento è soprattutto un processo attivo e situato socialmente volto a risolvere problemi reali. Un esempio efficace è senza dubbio quello della Wikipedia: è emblematico il recente caso dello scontro con l enciclopedia Britannica; entrambe disponibili on-line, sono state oggetto di una indagine commissionata dalla stessa Britannica ai redattori della famosa rivista Nature perché evidenziasse la scarsa affidabilità della Wikipedia in quanto risultato di sforzi collaborativi ed anonimi degli utenti della Rete. Wikipedia, al contrario di quanto si voleva dimostrare non si è rivelata un ricettacolo di testi poco scientifici o accurati, ma una fonte di informazioni generalmente discreta. Non è stato tanto il fatto di trovare la Wikipedia ad uno standard accettabile rispetto ai contenuti a destare clamore e preoccupazione, quanto l implicita ammissione che essa costituisce una seria minaccia al paradigma enciclopedico della conoscenza così come lo abbiamo sino ad oggi conosciuto. Britannica rappresenta la quint essenza del controllo assoluto sull informazione, della gerarchia, dello spirito ottocentesco di Diderot e d Alembert, di singoli o piccoli gruppi di esperti che codificano il sapere per tutti gli altri. Forse questo paradigma sta per essere modificato. Wikipedia in questo senso è l attribuzione totale delle competenze a tutta la società che, nel processo di editazione delle voci enciclopediche, assume la fiducia nel contributo degli altri come valore supremo. È l intelligenza collettiva che cerca di codificarsi in forme dinamiche e pluri-contestuali: un articolo di una qualsiasi enciclopedia raramente si riferisce ad un contesto preciso di vita o di lavoro, in Wikipedia questo è possibile, e più crescono i contesti, più affidabile sarà la voce enciclopedica (Giger, 2006). Sarà così anche in futuro? Oppure Wikipedia sarà sommersa dallo spamming e da contributi di scarsa qualità? La moneta cattiva scaccerà quella buona? Non lo sappiamo, ma fa sperare l emergere di una vera e propria cultura della fiducia, della condivisione, e dell impegno personale nei confronti della collettività di cui il movimento open source e le licenze Creative Commons ne sono degli esempi. Costruzione della conoscenza con i social software I nuovi strumenti di connessione e costruzione sociale della conoscenza prendono il significativo nome di social software e anche se il termine è sufficientemente ambiguo da includere molti tools e tecnologie differenti, essi hanno la caratteristica comune di facilitare l interazione in molti contesti: dalla ricerca e selezione delle informazioni alla redazione collaborativa di testi, alla marcatura di materiali e risorse, alla scoperta di affinità. Essi appartengono a quell idea di Web 2.0 che da tempo si sta formando in contrapposizione a quella del Web tradizionale e che lascia prevedere di conseguenza la nascita anche di un elearning 2.0 inteso come un ripensamento delle modalità con le quali si svolgono attualmente i processi di apprendimento mediati dalle funzioni tradizionali delle varie piattaforme di Learning Management Systems. Bisogna ricordare a questo proposito che i social software non sono stati pensati sin dall inizio come strumenti innovativi per l apprendimento ma, molto più semplicemente, come risposta spontanea a precise esigenze concrete. Ad esempio un social software come del.icio.us è nato come mezzo per la condivisione con altri dei bookmarks che ciascun utente raccoglie 3

4 durante la navigazione su Web; in LibraryThing gli utenti cercano di catalogare i libri posseduti cercando di scoprire reciprocamente se anche altri li possiedono, nella convinzione che vengano perciò condivisi gli stessi interessi. Amazon, che è la più grande libreria on-line al mondo, allo stesso modo ormai si configura anche come un vero e proprio sistema di raccomandazione sociale per i libri in commercio e che ha aperto la strada a vari contesti non solo legati ai libri ma a qualsiasi altro oggetto, tanto da far scaturire un insieme di studi sull argomento che hanno portato anche a coniare termini come collaborative filtering sino ad arrivare a saggezza delle folle (Surowiecki, 2005) per definire quel processo per cui le decisioni mediate da un gruppo sono spesso più efficaci di quelle di singoli esperti. Digg ne è un esempio geniale nella sua semplicità: si tratta di un sito di news che si basa su di una forma non gerarchica, democratica, di controllo editoriale: gli utenti inseriscono notizie e riferimenti ad articoli lasciando agli altri stabilire l importanza delle stesse: le notizie più votate sono quelle rese più visibili nella home page secondo un sistema articolato di ranking. Fig. 1 Gli assi sociale/individuale e conosciuto/scoperta incidentale e la distribuzione dei più famosi social sofware (tratto da Dybwad, ) Come quelli citati, innumerevoli altri servizi operano non solo per valutare e raccomandare risorse su Web o prodotti commerciali, ma anche per permettere la scoperta reciproca. Il concetto sottostante implica che esista una qualche forma di descrizione dell identità di una persona intesa non tanto come la declinazione delle sue generalità, quanto come l esplicitazione del suo profilo (età, sesso, luogo di residenza, interessi di studio e di 2 4

5 lavoro ) in grado di inserirsi in una rete sociale che supporti la libera esplorazione a chiunque vi appartenga. Molto spesso il mezzo attraverso il quale si scopre un contatto condiviso è la marcatura semantica, gli ormai famosi tag che si aggregano tra loro sino a creare complesse folksonomie, sintomo (e soluzione?) della crisi dei modelli gerarchici tradizionali utilizzati per descrivere e indicizzare l informazione. Flickr è un esempio tipico in cui si è creata una comunità di persone che condivide foto ed immagini, commentandole ed indicizzandole con i tag e crea folksonomie. Il termine di folksonomia (Petrucco, 2006) deriva dall unione di folk (popolo) con la parola taxonomy (tassonomia) e si pone come un rifiuto dei sistemi di classificazione tradizionali rigidi ed imposti da una autorità o da una istituzione. Ogni utente può marcare con le proprie parole chiave una risorsa nella speranza di scoprire altre persone vicine ai suoi contesti d interesse o d uso semplicemente cercando nella folksonomia chi altro ha marcato degli oggetti in quello stesso modo. È interessante notare che il concetto di tag sta influenzando prepotentemente tutto quel filone di pensiero sui LOM Learning Objects Metadata, sinora governato da metafore che appartengono al mondo delle biblioteche, per il quale è inconcepibile utilizzare una keyword al di fuori di un insieme di campi con significati non ambigui (autore, soggetto, titolo..). I tag invece creano sconcerto perché sono l antitesi della standardizzazione, ma di converso offrono quello spazio personale e situazionale che descrive i contesti d uso del qui e ora rifacendosi ad un insieme di termini molto spesso tipici di una comunità di pratiche che li usa, ne condivide il senso, li crea. Risulta evidente che le attività di social bookmarking stimolano in questo senso anche il riconoscimento della presenza di differenti prospettive e soprattutto percezione di una dinamica costante, in cui le risorse non sono stabilite una volta per tutte, ma cambiano nel tempo sia nei contenuti che nella connotazione (intenzionalità) degli stessi attraverso i tag in molteplici contesti che attivano così processi interdisciplinari, transdisciplinari, multi-disciplinari mediati dalla cultura di appartenenza. Social software per la didattica : condividere e aggregare contenuti, contesti, esperienze I post-strutturalisti come Barthes e Foucault, hanno spesso insistito sul concetto di intertestualità per la quale ogni testo è comunque connesso ad ogni altro testo in un insieme continuo di rimandi e di riferimenti ed in cui alla fine è difficile definire chi sia veramente l autore o se si possa ancora parlare di autore. Molti dei software del Web 2.0 come i Blog ed i Wiki dopo molti anni sembrano confermare questa intuizione: un blog è spesso una raccolta informale di post dell autore e di decine o centinaia di commenti di persone che lo hanno letto e hanno voluto lasciare una traccia del loro passaggio. Un Wiki egualmente si compone di articoli scritti e ri-editati più volte e da più persone che possono anche restare anonime. Chi è allora l autore del blog nel suo insieme? Chi l autore di un testo nel Wiki? Questi temi, al di là del problema autore-singolo autore-collettivo, evidenziano un aspetto cruciale dell evoluzione del Web che segnala come ormai la nostra identità cognitiva (ed emotiva!) nella Rete non sia più unica ma piuttosto sparsa e distribuita in migliaia di piccoli pezzi sparsi tra , blog, Wiki, bookmark, ed ogni altro contesto di comunicazionesocializzazione che sia potenzialmente referenziabile con un link. La percezione del nostro vissuto esperienziale all interno della Rete è oltremodo frammentato e questo ci sottopone costantemente ad uno sforzo continuo di aggregazione di contenuti che provengono da decine o centinaia di sorgenti differenti per poter poi di volta in volta generare una nostra specifica configurazione o punto di vista personale. Ci stanno venendo in aiuto i cosiddetti aggregatori, come Flock, SuprGlu e NetVibes, essi sono dei particolari social software in grado di fornire una visione d insieme collegando servizi differenti (blog, news, bookmark, RSS) in un unico, integrato, contesto d uso. 5

6 Fig. 2 Come appare una pagina Web visualizzata da più utenti di Zweitgeist Pensare allora ad un utilizzo integrato dei social software nella didattica implica, se perseguito sino in fondo, un ripensamento profondo della didattica, della pratica educativa e della valutazione nella scuola proprio perché ne mette in crisi il setting contestuale: i luoghi, i tempi e le modalità dell apprendimento tradizionale, aprendo all irruzione dell informale e del non-formale. La valutazione stessa si sposta anche sul fronte del peer assesment e non è più solo una attività del docente, ma di una comunità di cui il docente può anche non far parte. L apprendimento in questa ottica è generalmente di tipo incidentale e acquisisce i contorni della scoperta, in un processo che Pierce chiama abduzione e John S. Brown citando Levi Strass, compara al bricolage che consiste nel prendere lo spunto dai fatti, dall esperienza concreta per poi avanzare ipotesi utili a risolvere problemi e spiegare e dare un senso al mondo. quello che vedo accadere ai ragazzi oggi quando operano all interno del nuovo media digitale, ha molto più a che fare con il bricolage piuttosto che con I processi della logica astratta. Il Bricolage, un concetto originariamente studiato da L. Strauss molti anni fa, è correlato al concreto. Ha a che fare con l abilità di cercare qualcosa un oggetto, uno strumento, un documento- e di usarlo in un modo novo ed in nuovo contesto. (J. S. Brown, 1999) Nella Rete, la conoscenza è sparsa tra milioni di singoli flussi informativi, un insieme di microcontenuti la maggioranza dei quali è ormai inserita in un intrico di relazioni e di rimandi raggiungibili con un semplice link ottenuto da un social software: sono milioni di piccoli pezzi uniti assieme 3. Particolarmente significativa in questo senso è l applicazione Zweitgeist che viene definita dai suoi creatori come: il nostro alter ego, la nostra presenza virtuale durante la navigazione nella Rete Con Zweitgeist è possibile scegliersi un avatar, una icona virtuale che ci rappresenta, e renderci visibili ad altri che hanno installato questo software e comunicare in con essi quando visitiamo la stessa pagina Web. Non solo, è possibile in tempo reale sapere quali pagine Web altri utenti stanno correntemente visitando, 3 6

7 riuscendo perciò a seguire modo le tracce virtuali delle loro navigazioni. In questo caso si verifica una sorta di rivoluzione spaziale/contestuale/temporale nel senso che mentre normalmente si discute dei contenuti nello spazio altro di una pagina Web attraverso un Blog, un Forum o via , con questa applicazione il tutto si svolge contestualmente in una unità aristotelica di tempo luogo ed azione. Le nuove competenze per operare nella società connettiva Quali potrebbero essere allora quelle competenze necessarie a gestire l apprendimento in questo contesto? Al di là di quelle prettamente tecniche nell uso degli strumenti sociali della Rete, esse dovrebbero includere quelle chiaramente identificabili già nella Media Education (Rivoltella, 2001) per la decodifica critica dei codici comunicativi e nella Information Literacy (Petrucco, 2003) che prevedono ad esempio un uso responsabile ed etico dell informazione e la gestione dell information overflow. Dovrebbero però trovare spazio anche quelle più difficili da formalizzare, e cioè relative alla formulazione e soluzione collaborativa di problemi con modalità creative ed innovative, che sono ormai necessarie a partecipare attivamente ad un mondo in cui la complessità cresce costantemente. Diventa cruciale aiutare gli studenti a sviluppare abilità nella comprensione di prospettive multiple, della diversità come valore, della negoziazione di significati contestualizzata a volte in culture anche molto differenti tra loro. Proprio la definizione di un termine nuovo può aiutare ad aggregare questo insieme eterogeneo di competenze: la Participation Literacy (Giger, 2006). Essere participation literate significa sapere come ed in che modo condividere la propria conoscenza e anche in quale grado condividerla con altri per avere un adeguato controllo della propria privacy e della propria identità virtuale. Le potenzialità dei social software consistono allora nella loro stessa affordance più importante, quella di costringere chi li utilizza a muoversi nell ottica della Rete, del network, della relazionalità in modo attivo e partecipato ed in cui creare percorsi personalizzati ed adattivi. Il concetto stesso di creatività cambia sottilmente: si concretizza ancora certamente nella creazione di contenuti originali, ma soprattutto nella pratica del rip, mix and burn ritagliare, incollare, mescolare assieme segmenti separati per ottenere un artefatto a tutti gli effetti nuovo. Il processo attraverso il quale è stato ottenuto, secondo una linea di pensiero innovativa, è probabilmente di tipo connettivo: a differenza del costruttivismo, per il quale l apprendimento è un atto di costruzione, il connettivismo afferma che il significato esiste già, il compito di chi apprende è quello di riconoscere i pattern nascosti nell infinita serie di connessioni e relazioni distribuite nella Rete (Siemens, 2006) 4. Sebbene l uso del social software oggi sia ancora nella sua infanzia e non sappiamo se la sua evoluzione si sia stabilizzata o sia suscettibile di nuovi e più imprevedibili sviluppi, quel che è certo è che vanno ripensati tutti quegli elementi che portano alla centralizzazione (risorse, persone, processi) o alla rigida standardizzazione, rivedendoli piuttosto in un ottica distribuita, aperta e flessibile. È inevitabile quindi che anche le competenze essenziali che gli studenti dovranno costruire nel loro percorso di studio, la progettazione didattica, il curricolo, debbano tener conto di queste importanti sollecitazioni. 4 Il connettivismo vorrebbe essere un qualche cosa di diverso ed inglobare contestualizzandole nei processi di relazione mediati dai social software, l intelligenza collettiva (Levy) e connettiva (De Kerckhove). 7

8 Oltre l elearning tradizionale: i Personal Learning Environment Un effetto collaterale nell uso dei software sociali è che essi immediatamente mettono in crisi il paradigma dominante legato al concetto di piattaforma o Learning Management System (LMS): l idea di utilizzare un ambiente centralizzato e gestito da un amministratore, dove deve avvenire in tempi e modalità prestabilite il processo di apprendimento. Apprendimento che è spesso modularizzato in unità discrete (Learning Objects), ed in cui l utente non ha un ruolo attivo e non ne è al centro ma in qualche modo ne viene etero-diretto (Blackall, 2005) (Levine, 2004). Questa tecnologia tende cioè a perpetuare il modello trasmissivo tradizionale in cui chi apprende ha inevitabilmente un ruolo passivo e non ha la possibilità di prendere il controllo del proprio apprendimento. Al contrario lo spostamento verso un insieme di tools flessibili e personalizzati, potrebbe stimolare un apprendimento autodiretto e soprattutto aperto in cui è il Web stesso la piattaforma (Downes, 2006). Gli studenti cercando e costruendo attivamente relazioni, fonti e contenuti nella Rete attraverso i software sociali definiscono così il proprio ambiente di apprendimento che va al di là dei limiti istituzionali dell apprendimento formale: nasce così il concetto di PLE (Personal Learning Environment). Una delle affordance più importanti della Rete è infatti certamente quella di fornire autonomia ed un accesso diretto, non-mediato alle innumerevoli fonti informative e che si traduce nella libertà di ciascuno di controllare la propria esperienza di apprendimento a vari livelli. Paulsen (1993) ne individua fino a sei, fra cui la libertà di seguire i propri tempi in funzione delle proprie competenze e la libertà di approfondire e scegliere i contenuti e le modalità in base al proprio stile di apprendimento. Anderson (2005) suggerisce di aggiungerne una settima: la libertà di relazione, dove chi apprende è libero di attivare relazioni con altri che meglio rispondono ai loro bisogni sociali di costruzione della conoscenza. Una interpretazione radicale in questo senso porterebbe inevitabilmente a modificare non solo le modalità dell apprendimento, ma probabilmente anche i luoghi, i tempi ed in ultima analisi anche le strutture sociali deputate alla formazione come le conosciamo oggi. A meno che la reazione delle istituzioni ancora una volta non pieghi al suo paradigma anche i PLE: il rischio infatti è quello di commettere lo stesso errore epistemologico del passato per il quale si tende a confondere un ambiente di apprendimento con una singola identità tecnologica specifica (piattaforma, software o artefatto digitale). Un ambiente di apprendimento è sempre multifattoriale ed inserito in un contesto ambientale, ecologico, che mal sopporta quello che potremmo definire un determinismo tecnologico di fondo, limitativo delle potenzialità dei PLE. Il processo di apprendimento vero e proprio si sviluppa soprattutto attraverso l uso di strumenti sociali che per loro natura travalicano i confini limitati di una piattaforma. Infatti pensare alla soluzione di integrare uno o più social software all interno di una stessa piattaforma non avrebbe probabilmente lo stesso effetto che usarli come strumenti privati di cui ciascuno si serve nella sua quotidiana attività, secondo i modi ed i tempi che gli sono più congeniali. Una soluzione ibrida in questo senso è senza dubbio rappresentata da Elgg 5 : definito dai suoi fondatori non come un altro LMS ma come un learning landscape, fornisce ad ogni utente i servizi di blog, podcasting, RSS e tagging per marcare semanticamente le risorse e favorire la scoperta reciproca di interessi comuni. I Learning Management Systems istituzionali dovrebbero invece assumere il diverso ruolo di luogo cognitivo in cui stimolare la motivazione, l incontro e ed essere lo spunto per l esplicitazione degli obbiettivi di apprendimento. Essere insomma luogo di un azione di tutoring e mentoring al tempo stesso, che dia valore aggiunto alle esperienze di apprendimento 5 8

9 mediate dai social software che incoraggi le riflessioni metacognitive necessarie per imparare ad apprendere nella Rete e con la Rete. Figura 3 Il modello concettuale di Elgg, che tenta di inglobare alcune funzioni dei social software Usare anche un insieme di piccole e mirate applicazioni di software sociali piuttosto che solo complessi ed istituzionalizzati LMS è già di per sé una decisione che implica una precisa scelta pedagogica che mette in crisi i classici modelli di formazione basati sui corsi e sul tradizionale instructional design. Potrebbe essere una scelta molto efficace cercare di organizzare invece i processi di apprendimento ripensando ai luoghi dell e-learning in modalità più aperte e flessibili in cui sia la stessa comunità ad allargare i suoi orizzonti al di fuori dei confini ristretti di un Learning Management System. Soprattutto se si riconosce come il Web, grazie ai social software, si sta trasformando concettualmente e pragmaticamente da medium a vera e propria piattaforma, in cui i contenuti vengono creati, condivisi e ri-assemblati in innumerevoli configurazioni, tante quante ne generano il bisogno della ricerca di senso di ciascuno che sia partecipe della Rete. Le reti di apprendimento create dall uso intergrato di social software possono fornire un punto di partenza per cercare costruire un nuovo tipo di formazione che vada al di là del concetto di corso e che sposta il focus su un modello di apprendimento centrato più su chi apprende ed in ultima analisi, sul riconoscimento della prospettiva inevitabile per la quale il momento formativo specifico non è che parte di un flusso aperto e continuo di life-long learning. 9

10 Bibliografia Anderson, T. (2005). Distance learning social software's killer ap? ODLAA 2005 Conference. Blackall, L. (2005). Die LMS die! You too PLE! Bolter, J.D., Grusin, R. (1999) Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, trad. it. Guerini e Associati, Milano, Bonaiuti G. (2006) E-learning 2.0. Il futuro dell'apprendimento in rete tra formale ed informale, Erickson. Brown, J.S., Collins, A., Duguid, P. (1989). Situated Cognition and the Culture of Learning. Educational Researcher, volume 18, number 1, Brown, J.S. (1999). Learning, Working and Playing in the Digital Age. Clark, A. (2003). Natural-Born Cyborgs: Minds,Technologies, and the Future of Human Intelligence. Oxford: Oxford University Press. Cross J., (2006) Informal Learning: Rediscovering the Natural Pathways That Inspire Innovation and Performance, Wiley. De Kerkove D. (1997) Intelligenza Connettiva. Sommerville. Dewey J. (1965) Democrazia ed educazione, La Nuova Italia, Firenze. Dolog, P.; et al. (2004), Personalization in Distributed e-learning Environments. WWW 2004, May, New York, ACM /04/0005 Downes, S. (2006) The Students Own Education Seminario presso il Knowledge Media Institute, The Open University, Milton Keynes, UK, 5th June Ferri, P. (2005) E-Learning. Didattica e comunicazione e tecnologie digitali, Le Monnier, Milano. Galliani, L., Luchi F., Varisco B. M. (2000) Ambienti multimediali di apprendimento, Pensa Multimedia, Lecce. Gardner H. (1983) Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza. Feltrinelli, Milano. Gardner, H. (2005) Cambiare idea, Feltrinelli, Milano. Gibson J. (1990) Un approccio ecologico alla percezione visiva, Il Mulino, Bologna. Giger P., (2006) Participation Literacy, licentiate thesis, Blekinge Institute of Technology, Karlskrona, Sweden: Jonassen, D. (2000). Learning as Activity. Paper del convegno The Meaning of Learning Project, Learning Development Institute, Presidential Session at AECT Denver, October Kranzberg, M. (1985) "The Information Age: Evolution or Revolution?", in Bruce R. Guile (ed.), Information Technologies and Social Transformation (National Academy Press, 1985). Lave, J. Wenger E. (1991) Situated Learning. Legitimate peripheral participation, Cambridge University Press. Levine, A. (2004). The word is out: Small technologies loosely joined NMC Levy, P. (1996) L'intelligenza collettiva. Per un'antropologia del cyberspazio, Feltrinelli, Maragliano, R. (2004) Nuovo manuale di didattica multimediale, Roma-Bari, Laterza, p

11 Mayer, R. (2005). The Cambridge Handbook of Multimedia Learning. USA, Cambridge University Press, p.9. Milligan C.D, et al. (2006) Developing a Reference Model to Describe the Personal Learning Environment. In Innovative Approaches for Learning and Knowledge Sharing; First European Conference on Technology Enhanced Learning, EC-TEL 2006 Crete, Greece, October 1-4, 2006 Proceedings pp Berlin/Heidelberg, Springer Mioduser D.(2005) From virtual reality in Lascaux to virtual reality today: cognitive processes wuith cognitive technologies sta in Trabasso, T., Sabatini, J., Massaro, D.W., & Calfee, R.C. (Eds.) (2005). From orthography to pedagogy: Essays in honor of Richard L. Venezky. Mahwah, NJ: Lawrence Erlbaum Associates. Ong, W. J. (1986) Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola, Il Mulino. Ong, W. J. (2001) Writing Is a Technology that Restructures Thought. Literacy: A Critical Sourcebook. Eds. Ellen Cushman, Eugene R. Kintgen, Barry M. Kroll, and Mike rose. Boston: Bedford/St. Martin s, pp Paulsen, M. (1993). The hexagon of cooperative freedom: A distance education theory attuned to computer conferencing. DEOS, 3 (2), Pea, R. D. (1997). Practices of distributed intelligence and designs for education. In G. Salomon (Ed.), Distributed cognitions: Psychological and educational considerations. (pp ). New York, NY, US: Cambridge University Press. Petrucco C., (2003) Ricercare in rete, Pensa Multimedia, Lecce. Petrucco, C. (2004) I learning object: la condivisione dei materiali didattici come naturale evoluzione del web, in TD n Numero Petrucco, C. (2006) "Folksonomie" nella rete : costruire categorie alternative, creative ed interculturali, in TD : tecnologie didattiche : quadrimestrale di tecnologie didattiche. - 1, (2006), p Rivoltella, P. C. (2001) Media Education. modelli, esperienze, profilo disciplinare, Carocci, Roma. Rourke, L. & Anderson, T. (2002). Exploring social presence in computer conferencing. Journal of Interactive Learning Research, 13(3), Retrieved September 10, 2002, Salomon, G., Perkins, D. N., and Globerson, T. (1991). Partners in cognition: Extending human intelligence with intelligent technologies. Educational Researcher, 20(3), pp Sfard, A. (1998). On two metaphors for learning and the dangers of choosing just one. Educational Researcher, 27(2), Siemens, G. (2006) Knowing Knowledge, ISBN Testo disponibile on-line su licenza Creative Commons: Spiro R.J., Feltovich P.J., Jacobson M.J., & Coulson R.L. (1991), Cognitive flexibility, constructivism and hypertext: Random access instruction for advanced knowledge acquisition in ill-structured domains sta in Educational Technology, 31 (5), Surowiecki, J. (2005), The Wisdom of Crowds, Anchor Ed. Wilson, S. (2006) PLE Workshop, Cetis PLE event in Manchester (UK), June

prof. Corrado Petrucco, Università di Padova Scienze della Formazione mail to: corrado.petrucco@unipd.it

prof. Corrado Petrucco, Università di Padova Scienze della Formazione mail to: corrado.petrucco@unipd.it Progetto duezero del 16 settembre 2012 duezero Un progetto formativo integrato per la scuola, le istituzioni e le comunità del territorio, basato sul paradigma di condivisione sociale del Web 2.0 prof.

Dettagli

Social software e nuove competenze per studenti e docenti: quale modello per la scuola?

Social software e nuove competenze per studenti e docenti: quale modello per la scuola? Social software e nuove competenze per studenti e docenti: quale modello per la scuola? Corrado Petrucco, Università di Padova Scienze della Formazione, via Beato Pellegrino, 28 35100, Padova: corrado.petrucco@unipd.it

Dettagli

COME LE TECNOLOGIE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE SOCIALSOFTWARE. Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi

COME LE TECNOLOGIE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE SOCIALSOFTWARE. Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi COME LE TECNOLOGIE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE I SOCIALSOFTWARE Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi Università di Padova Seminario di contatto Cl@ssi 2.0 Gruppo di lavoro

Dettagli

COME LE TECNOLOGIE I SOCIALSOFTWARE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE. Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi

COME LE TECNOLOGIE I SOCIALSOFTWARE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE. Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi COME LE TECNOLOGIE POSSONO MEDIARE L AMBITO FORMALE E NON FORMALE I SOCIALSOFTWARE Prof. Corrado Petrucco Prof.ssa Marina De Rossi Università di Padova Seminario Montecatini Ottobre 2010 - Cl@ssi 2.0 Gruppo

Dettagli

Ci becchiamo su Facebook: social network ed educazione, si può fare? Elena Pacetti Università di Bologna elena.pacetti@unibo.it

Ci becchiamo su Facebook: social network ed educazione, si può fare? Elena Pacetti Università di Bologna elena.pacetti@unibo.it Ci becchiamo su Facebook: social network ed educazione, si può fare? Elena Pacetti Università di Bologna elena.pacetti@unibo.it Ciascuno di noi ha oggi a disposizione uno spazio potenzialmente illimitato

Dettagli

Social network e Educazione: una convivenza possibile di Stefania Nirchi

Social network e Educazione: una convivenza possibile di Stefania Nirchi ISSN: 2038-3282 Pubblicato il: 09 Gennaio 2014 Tutti i diritti riservati. Tutti gli articoli possono essere riprodotti con l'unica condizione di mettere in evidenza che il testo riprodotto è tratto da

Dettagli

Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti

Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti Verso un quadro di riferimento delle degli insegnanti nelle ICT per la loro pratica Vittorio Midoro, CNR, Istituto Tecnologie Didattiche

Dettagli

Comunità di pratiche problem solving e problem posing

Comunità di pratiche problem solving e problem posing Università Digital di Padova Scienze della Formazione Storytelling e Conoscenza situata, storie Comunità di pratiche problem solving e problem posing prof. Corrado Petrucco corrado.petrucco@unipd.it Università

Dettagli

COMPLEX LEARNING COMMUNITY

COMPLEX LEARNING COMMUNITY COMPLEX LEARNING COMMUNITY Cos è, Perché attuarla Come attuarla COMPLEX COMMUNITY: CHE COSA È? COMPLEX COMMUNITY: CHE COSA NON È PERCHÉ E QUANDO UTILIZZARE UNA COMPLEX LEARNING COMMUNITY ESPERIENZE DI

Dettagli

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA di Mario Comoglio INTRODUZIONE 1 Non è raro imbattersi in articoli e in interventi ministeriali che affrontano la questione di come valutare l apprendimento degli studenti.

Dettagli

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte

Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374. ABSTRACT del documento. e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte Progetto Equal COMUNET IT-S2-MDL-374 ABSTRACT del documento e-learning: teorie e metodologie. Lo stato dell arte 1 Gruppo di lavoro Supervisione scientifica: Maria Pia Cavalieri Coordinamento Marco Guspini

Dettagli

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio )

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Fino ad ora, l istituzione scolastica ha basato la sua azione,

Dettagli

L informal learning di Jay Cross

L informal learning di Jay Cross L informal learning di Jay Cross tratto ed adattato da Apprendimento informale e formazione aziendale: perché usare questo sistema di apprendimento? di Jay Cross e Robin Good (link) Premessa di formazione-esperienziale.it

Dettagli

Costruire i saperi nella società della conoscenza: il complex learning

Costruire i saperi nella società della conoscenza: il complex learning Costruire i saperi nella società della conoscenza: il complex learning Abstract Il complex learning rappresenta l ibridazione tra ambienti, linguaggi e modi di interazione in una comunità di apprendimento

Dettagli

Le nuove tecnologie dell informazione: verso il Social Semantic Web. Roberto Boselli Alessandria 04-05-2007

Le nuove tecnologie dell informazione: verso il Social Semantic Web. Roberto Boselli Alessandria 04-05-2007 Le nuove tecnologie dell informazione: verso il Social Semantic Web Roberto Boselli Alessandria 04-05-2007 Outline Web 2.0 e Semantic Web Social Software Semantica e Ontologie SEDIMENTO 2 Obiettivi Aggiungere

Dettagli

Mariella Proietta. Introduzione

Mariella Proietta. Introduzione Mariella Proietta maripro@yahoo.it Joomla per una scuola secondaria superiore: una piattaforma per integrare l insegnamento della lingua straniera e migliorare la professionalità docente Introduzione L

Dettagli

e-learning & Social Networking

e-learning & Social Networking e-learning & Social Networking Una relazione da maneggiare con cura Luigi Colazzo Dipartimento di Informatica e Studi Aziendali - Università di Trento luigi.colazzo@unitn.it Di cosa parliamo 1 Della relazione

Dettagli

Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD

Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD Social Learning E.T.I.CA. PUBBLICA NEL SUD Indice: 1 Social Learning 2 Social Learning per E.T.I.CA. 3 RiusaLO 4 Percorsi integrati 5 Community 6 Best, la Banca dati delle Esperienze Trasferibili 7 Social

Dettagli

Glossario. Adaptive Learning System (Sistemi di apprendimento adattivi)

Glossario. Adaptive Learning System (Sistemi di apprendimento adattivi) Glossario Adaptive Learning System (Sistemi di apprendimento adattivi) Con adaptive learning ( apprendimento adattivo ) si intende un metodo che utilizza il computer come strumento interattivo per adattare

Dettagli

Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la

Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la creazione di un vasto spazio pubblico riempito di giudizi

Dettagli

La prospettiva dell apprendimento esperienziale nei contesti formali, non formali ed informali. Piergiorgio Reggio

La prospettiva dell apprendimento esperienziale nei contesti formali, non formali ed informali. Piergiorgio Reggio La prospettiva dell apprendimento nei contesti formali, non formali ed informali U.S.R. Emilia Romagna Bologna, 27 novembre 2014 Piergiorgio Reggio Università Cattolica Milano Istituto Italiano di Valutazione

Dettagli

MODULO I TRODUTTIVO. Premessa

MODULO I TRODUTTIVO. Premessa MODULO I TRODUTTIVO Indice Premessa Obiettivo del modulo Didattica blended Ragioni dell adozione del blended e-learning - Ragioni didattiche - Ragioni del lifelong learning Finalità e obiettivi Risultati

Dettagli

L Innovazione possibile

L Innovazione possibile Università degli Studi di Teramo L Innovazione possibile L e-learning dal basso per il change management del settore pubblico BARBARA COCCAGNA E-learning dal basso Come è possibile salvaguardare la qualità

Dettagli

E-LEARNING. Utilizzare le tecnologie di rete per progettare, distribuire, scegliere, gestire e ampliare l apprendimento.

E-LEARNING. Utilizzare le tecnologie di rete per progettare, distribuire, scegliere, gestire e ampliare l apprendimento. E-LEARNING Utilizzare le tecnologie di rete per progettare, distribuire, scegliere, gestire e ampliare l apprendimento. E-LEARNING Electronic Learning E- LEARNING EXPERIENCE: possibilità di interazione,

Dettagli

RiusaLO, la libreria di Learning Object della PA

RiusaLO, la libreria di Learning Object della PA RiusaLO, la libreria di Learning Object della PA 26 giugno 2013 Di cosa parleremo - Il Progetto ETICA pubblica nel sud e il Social learning - RiusaLO: obiettivi, contenuti e funzionalità della libreria

Dettagli

LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO

LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO LA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO Alessandra Cenerini Presidente ADi 1 ORIGINE DELLA VALUTAZIONE PER L APPRENDIMENTO Il termine è stato ufficialmente coniato dal pamphlet Valutazione per l apprendimento:

Dettagli

Web X.0 e Pubblica Amministrazione. Roma, 23 maggio 2007

Web X.0 e Pubblica Amministrazione. Roma, 23 maggio 2007 Web X.0 e Pubblica Amministrazione Roma, 23 maggio 2007 WEB 2.0 Web 2.0 è un paradigma in evoluzione: da un web nel quale pochi scrivono per molti a un web dove molti scrivono a molti prendere informazioni

Dettagli

Strumenti e tecnologie per il web Gianluca Merlo 28/10/2014. https://www.flickr.com/photos/kalexanderson/52773348

Strumenti e tecnologie per il web Gianluca Merlo 28/10/2014. https://www.flickr.com/photos/kalexanderson/52773348 Strumenti e tecnologie per il web Gianluca Merlo 28/10/2014 https://www.flickr.com/photos/kalexanderson/52773348 https://www.flickr.com/photos/81171474@n06/7437936 Internet vs Web. Quale differenza? https://www.flickr.com/photos/pocphotography/12462536895/sizes/l

Dettagli

LA PIATTAFORMA COMOL L E-LEARNING CENTER PER LE AZIENDE

LA PIATTAFORMA COMOL L E-LEARNING CENTER PER LE AZIENDE LA PIATTAFORMA COMOL L E-LEARNING CENTER PER LE AZIENDE Edutech Vi Offre Un Ambiente Dedicato Per La Formazione A Distanza Cosa vi offre EduTech EduTech, grazie alla collaborazione con il Dipartimento

Dettagli

MOODLE E DINTORNI...L'ESPERIENZA DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI BARI

MOODLE E DINTORNI...L'ESPERIENZA DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI BARI MOODLE E DINTORNI...L'ESPERIENZA DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI BARI Vito Lavolpe, Domenica De Laura, Paolo Livrea Dipartimento di Neuroscienze, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli

Dettagli

Internet e condivisione di interessi: social networking, blog, peer to peer

Internet e condivisione di interessi: social networking, blog, peer to peer Seminario della Consulta delle Associazioni Culturali del Comune di Modena La Rete Civica del Comune di Modena per le associazioni culturali" Internet e condivisione di interessi: social networking, blog,

Dettagli

Piattaforme Open Source e Web 2.0 a integrazione della didatt

Piattaforme Open Source e Web 2.0 a integrazione della didatt Piattaforme Open Source e Web 2.0 a integrazione della didattica in aula Ufficio Interventi Educativi USP Vicenza 27 Marzo 2010 L Idea Liceo Scientifico Quadri, Vicenza aula computer POF integrazione

Dettagli

Introduzione 11. 1. Dalla Fad all e-learning 2.0 13 1.1 Dalla Fad all e-learning 16 1.2 Il Web 2.0 18 1.3 L e-learning 2.0 21

Introduzione 11. 1. Dalla Fad all e-learning 2.0 13 1.1 Dalla Fad all e-learning 16 1.2 Il Web 2.0 18 1.3 L e-learning 2.0 21 Indice Presentazione di F. Falcinelli 7 Introduzione 11 1. Dalla Fad all e-learning 2.0 13 1.1 Dalla Fad all e-learning 16 1.2 Il Web 2.0 18 1.3 L e-learning 2.0 21 2. Tipologie di e-learning e modelli

Dettagli

Piattaforme, standard, ambienti virtuali di apprendimento. Antonio Fini

Piattaforme, standard, ambienti virtuali di apprendimento. Antonio Fini Le tecnologie per l e-learningl learning Piattaforme, standard, ambienti virtuali di apprendimento Antonio Fini LTE Laboratorio di Tecnologie dell Educazione Facoltà di Scienze della Formazione Università

Dettagli

Cercare informazioni in rete. Uno strumento metacognitivo per sviluppare le abilità di ricerca e di costruzione di conoscenza

Cercare informazioni in rete. Uno strumento metacognitivo per sviluppare le abilità di ricerca e di costruzione di conoscenza Cercare informazioni in rete Uno strumento metacognitivo per sviluppare le abilità di ricerca e di costruzione di conoscenza L information overload Internet con la sua enorme mole di informazione disponibili

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

La piattaforma etwinning: modalità d uso, potenzialità e limiti

La piattaforma etwinning: modalità d uso, potenzialità e limiti La piattaforma etwinning: modalità d uso, potenzialità e limiti Franco Di Cataldo La piattaforma etwinning costituisce un riferimento importante per la valorizzazione ed il potenziamento di progetti europei

Dettagli

"Le Comunità di Pratica favoriscono il Knowledge Management " ovvero l innovazione e l apprendimento individuale ed organizzativo

Le Comunità di Pratica favoriscono il Knowledge Management  ovvero l innovazione e l apprendimento individuale ed organizzativo "Le Comunità di Pratica favoriscono il Knowledge Management " ovvero l innovazione e l apprendimento individuale ed organizzativo Marco Bianchini Premessa Il Knowledge Management, come sostenuto da Peter

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti Percorso Abilitante Speciale P.A.S. a.a. 2014-2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu, 18 ore d aula + 18 ore online) Prof. Giancarlo Gola ggola@units.it Syllabus a.a. 2014-15, versione 01 BREVE

Dettagli

dalle piattaforme al personal

dalle piattaforme al personal dalle piattaforme al personal content management La crisi progressiva dei LMS come indice di una più ampia ridefinizione delle modalità di costruzione e circolazione della conoscenza from platforms to

Dettagli

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Premessa La Carta di qualità di cui si parla in questa scheda è stata elaborata da ONG e associazioni di 5 regioni italiane nel corso del

Dettagli

Formazione online o in presenza?

Formazione online o in presenza? Formazione online o in presenza? Settore Tecnologie Educative Paolo_Manfredi@multifad.formazione.unipd.it http://www.formazione.unipd.it PRINCIPALI VARIABILI DI PROCESSO DI APPRENDIMENTO atteggiamenti

Dettagli

NUOVE TECNOLOGIE E PARTECIPAZIONE GIOVANILE

NUOVE TECNOLOGIE E PARTECIPAZIONE GIOVANILE NUOVE TECNOLOGIE E PARTECIPAZIONE GIOVANILE Progettazione e realizzazione di percorsi di cittadinanza attiva attraverso le nuove tecnologie. PREMESSA Abbiamo scelto per semplicità di presentare in questo

Dettagli

e-learning Guglielmo Trentin trentin @ itd.cnr.it http://polaris.itd.cnr.it / gt Istituto Tecnologie Didattiche

e-learning Guglielmo Trentin trentin @ itd.cnr.it http://polaris.itd.cnr.it / gt Istituto Tecnologie Didattiche Aspetti didattico-metodologici dell e-learning e-learning trentin @ itd.cnr.it http://polaris.itd.cnr.it / gt Istituto Tecnologie Didattiche Consiglio Nazionale delle Ricerche, Genova http://www.itd.cnr.it

Dettagli

Modello Formativo. DIDATEC Corso base PON DIDATEC: Quadro culturale e aspetti metodologici. Concetta Grasso

Modello Formativo. DIDATEC Corso base PON DIDATEC: Quadro culturale e aspetti metodologici. Concetta Grasso Modello Formativo DIDATEC PON DIDATEC: Quadro culturale e aspetti metodologici Concetta Grasso Il docente nel XXI secolo la scuola dell insegnamento Ruolo, funzioni, profili professionali dell insegnante

Dettagli

Online Communities: collaborazione, cooperazione e strumenti

Online Communities: collaborazione, cooperazione e strumenti Online Communities: collaborazione, cooperazione e strumenti Paolo Bianchetti bianchetti@scuoladirobotica.it Convegno Robotica: dalla scuola all azienda ITIS A. OMAR Novara, 10 Marzo 2006 Costruttivismo

Dettagli

Multimedialità. Giuliana Pascucci. g.pascucci@unimc.it

Multimedialità. Giuliana Pascucci. g.pascucci@unimc.it Università degli Studi di Macerata - Facoltà di Scienze della Formazione - Corso di Laurea in Scienze dell educazione e della formazione Multimedialità Giuliana Pascucci g.pascucci@unimc.it a.a. 2010 2011

Dettagli

Presentazione a cura dell Ufficio per l Educazione, la Scuola e l Università della Diocesi di Brescia

Presentazione a cura dell Ufficio per l Educazione, la Scuola e l Università della Diocesi di Brescia Presentazione a cura dell Ufficio per l Educazione, la Scuola e l Università della Diocesi di Brescia 1. Indicazioni Nazionali Curricolo (2012): spunti per ripensare la didattica scolastica. 2. Indicazioni

Dettagli

Dipartimento di Psicologia dell Università di Parma. Insegnante elementare, esperta di multimedialità

Dipartimento di Psicologia dell Università di Parma. Insegnante elementare, esperta di multimedialità http://digilander.libero.it/ricercavisiva/mission/_/intervista.htm Nell ambito del Progetto Mission è stato promosso un seminario di studi organizzato dalla S. M G. Galilei di Cecina in collaborazione

Dettagli

AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network. Prof. Giuseppe Riva. Università Cattolica del Sacro Cuore

AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network. Prof. Giuseppe Riva. Università Cattolica del Sacro Cuore AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network Prof. Giuseppe Riva Università Cattolica del Sacro Cuore www.isocialnetwork.info 1-1 Indice I social network sono una moda? SN come

Dettagli

E-learning in the information society

E-learning in the information society 1 ISSN: 2038-3282 Pubblicato il: 30 Aprile 2015 Tutti i diritti riservati. Tutti gli articoli possono essere riprodotti con l'unica condizione di mettere in evidenza che il testo riprodotto è tratto da

Dettagli

Lo strumento: dalla filosofia di Moodle, ai suoi aspetti tecnico/pratici Bologna, 27 marzo 2014

Lo strumento: dalla filosofia di Moodle, ai suoi aspetti tecnico/pratici Bologna, 27 marzo 2014 Lo strumento: dalla filosofia di Moodle, ai suoi aspetti tecnico/pratici Bologna, 27 marzo 2014 Le piattaforme Il concetto di ambiente di apprendimento riconduce storicamente a termini quali formazione

Dettagli

CAPITOLO 5 STRUMENTI E TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE PERSONALE

CAPITOLO 5 STRUMENTI E TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE PERSONALE CAPITOLO 5 STRUMENTI E TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE PERSONALE Indice 5.1 UNA PANORAMICA SULLE NUOVE TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE......... 102 La struttura dell impresa oggi....................................................

Dettagli

Relazione finale. Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle

Relazione finale. Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle Relazione finale Progetto: Attività didattiche integrative con Moodle 1. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti Il progetto consiste nella creazione e somministrazione

Dettagli

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment Ambiente di apprendimento generativo - Generative Learning Environment di Paolo Giordani 1 Nel loro articolo del 1995, intitolato Rich environments for active learning: A definition, Grabinger e Dunlap

Dettagli

E-learning e teorie sull apprendimento

E-learning e teorie sull apprendimento Istituto Nazionale Previdenza Sociale Gestione Dipendenti Pubblici E-learning e teorie sull apprendimento E-Learning per la Pubblica Amministrazione - Teorie sull apprendimento Apprendimento Cambiamento

Dettagli

SOMMARIO. Introduzione. SEZIONE I Aspetti Teorici. 1. Per una definizione di modello formativo. 2. Modelli e pratiche di e-learning

SOMMARIO. Introduzione. SEZIONE I Aspetti Teorici. 1. Per una definizione di modello formativo. 2. Modelli e pratiche di e-learning SOMMARIO Introduzione SEZIONE I Aspetti Teorici 1. Per una definizione di modello formativo 2. Modelli e pratiche di e-learning 2.1 Modelli teorici 2.2 Pratiche Modellizzate 3 Quale teoria per il Complex

Dettagli

Moodle al Formez, Imma Citarelli

Moodle al Formez, Imma Citarelli Moodle al Formez Dott.ssa Imma Citarelli Formez - Centro di Formazione e Studi Centro di competenza e-learning e Knowledge management Apprendimento autonomo Libri, riviste, convegni Risorse on line Il

Dettagli

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti *

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * PREMESSA La breve riflessione che segue si colloca nell ambito degli attuali orientamenti di riforma, di conseguenza considera suo principale punto

Dettagli

A proposito di qualità del software didattico

A proposito di qualità del software didattico A proposito di qualità del software didattico Il software va visto nel contesto d uso e va valutato sulla base dell efficacia didattica e dell integrabilità del diversi percorsi educativi Michela Ott ITD-CNR,

Dettagli

RAGAZZI DIGITALI Progetto di Formazione

RAGAZZI DIGITALI Progetto di Formazione RAGAZZI DIGITALI Progetto di Formazione Istituto Capofila LA VIARTE Progetti Speciali su bando della Regione Friuli Venezia Giulia Sede Istituto Salesiano G. Bearzi Udine - 14 marzo 2012 ISIS Mattei -

Dettagli

La cultura della gestione della conoscenza è diventata

La cultura della gestione della conoscenza è diventata RAGONAMENT 41 La rete per insegnare D FABRZO EMER Tecnologie e modelli per l e-teaching La cultura della gestione della conoscenza è diventata il punto focale dell apprendimento. Questa innovazione comporta

Dettagli

Le tecnologie digitali e la didattica: il Wiki come ambiente di apprendimento

Le tecnologie digitali e la didattica: il Wiki come ambiente di apprendimento Le tecnologie digitali e la didattica: il Wiki come ambiente di apprendimento Com'è nato il nostro progetto: Contesto: classe quinta scuola primaria 25 alunni discipline: storia, geografia e tecnologie

Dettagli

Professioni Sanitarie e Formazione Digitale

Professioni Sanitarie e Formazione Digitale Sapienza Università di Roma Facoltà di Medicina e Psicologia Professioni Sanitarie e Formazione Digitale Vassilios Papaspyropoulos Convegno ECM Professioni Sanitarie & ICT Sala Convegno Fondazione Il Faro

Dettagli

Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale

Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale Workshop SVEA Torino, 20 Ottobre 2011 Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto Tecnologie Didattiche Genova Workshop SVEA Torino, 20

Dettagli

PROFESSIONE DOCENTE GUIDA ALLE AVVERTENZE AI PROGRAMMI D ESAME

PROFESSIONE DOCENTE GUIDA ALLE AVVERTENZE AI PROGRAMMI D ESAME P. CATTANEO / A. DE ANGELIS / M. GUASTAVIGNA E. MAROTTA / G. MORELLO / A.TOSOLINI PROFESSIONE DOCENTE GUIDA ALLE AVVERTENZE AI PROGRAMMI D ESAME I REQUISITI CULTURALI E PROFESSIONALI INDISPENSABILI ALL

Dettagli

Con il termine elettronic learning o e-learninge indichiamo l apprendimento supportato dalla rete. Le definizioni sono molte e dalle mille sfumature

Con il termine elettronic learning o e-learninge indichiamo l apprendimento supportato dalla rete. Le definizioni sono molte e dalle mille sfumature Il ricercatore ha bisogno di una serie di ipotesi da cui partire per orientare le sue azioni, che possono essere verificate sperimentalmente [...]. Senza una teoria le sue attività possono essere inconsulte

Dettagli

Progettare Ipermedia. Presentazione

Progettare Ipermedia. Presentazione Progettare Ipermedia Presentazione L aspetto progettuale riveste notevole importanza in un percorso didattico impostato sulla produzione di ipermedia così come è importante pianificarne lo sviluppo su

Dettagli

Sistemi Informativi e WWW

Sistemi Informativi e WWW Premesse Sistemi Informativi e WWW WWW: introduce un nuovo paradigma di diffusione (per i fornitori) e acquisizione (per gli utilizzatori) delle informazioni, con facilità d uso, flessibilità ed economicità

Dettagli

Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A.

Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A. sviluppiamo le competenze! Progetto Una rete per la formazione di qualità RFQ 2014 Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A. Roma, 3 marzo 2014 1 I moduli aree di

Dettagli

Una piattaforma LMS open-source: Claroline a cura di G.Cagni (Irre Piemonte) http://www.claroline.net

Una piattaforma LMS open-source: Claroline a cura di G.Cagni (Irre Piemonte) http://www.claroline.net Una piattaforma LMS open-source: a cura di G.Cagni (Irre Piemonte) http://www.claroline.net I modelli di formazione in modalità e-learning richiedono necessariamente l utilizzo di una tecnologia per la

Dettagli

Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage

Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage Moodle per la formazione a distanza dei professionisti dei beni culturali: l esperienza del Progetto Europeo Linked Heritage Antonella Zane Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB) Università degli studi

Dettagli

3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo)

3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) 3.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) a cura di Enrico Giliberti, Università di Bologna 3.3.1 Reperimento dell informazione sul SD Individuare, accedere e consultare le principali fonti di informazione

Dettagli

OFFERTA FORMATIVA 2015/16

OFFERTA FORMATIVA 2015/16 SERVIZIO DI PSICOLOGIA DELL APPRENDIMENTO E DELL EDUCAZIONE IN ETÀ EVOLUTIVA UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI MILANO OFFERTA FORMATIVA 2015/16 www.spaee.it Sede di Milano via Nirone, 15 20123 Milano

Dettagli

L istruzione degli utenti e la promozione dei servizi delle biblioteche. Blog e wiki

L istruzione degli utenti e la promozione dei servizi delle biblioteche. Blog e wiki L istruzione degli utenti e la promozione dei servizi delle biblioteche Blog e wiki Biblioteca 2.0 la biblioteca sta cambiando l impatto del Web 2.0 (Open Acess, Wikis, Google book, blogosfera, Flickr,

Dettagli

DIDAMATICA 2006 Cagliari, 11-13 maggio 2006

DIDAMATICA 2006 Cagliari, 11-13 maggio 2006 DIDAMATICA 2006 Cagliari, 11-13 maggio 2006 dr. Antonio Cartelli cartan@unicas.it Laboratorio di Tecnologie dell istruzione e dell apprendimento FORMAZIONE IN SERVIZIO DEI DOCENTI E TRASPARENZA DEI PROCESSI

Dettagli

Progettazione annuale di sezione

Progettazione annuale di sezione ISTITUTO COMPRENSIVO GANDHI Via Mannocci, 23 59100 PRATO Scuola dell Infanzia Gandhi Progettazione annuale di sezione Sez. 1 ANNO SCOLASTICO 2014-15 PROGETTAZIONE ANNUALE DI SEZIONE SEZ. 1) CAMPI DI ESPERIENZA

Dettagli

OPEN SOURCE E DIDATTICA: UN SOFTWARE, UN MODELLO PER L APPRENDIMENTO

OPEN SOURCE E DIDATTICA: UN SOFTWARE, UN MODELLO PER L APPRENDIMENTO Software libero: un alternativa possibile, Pescara 12 aprile 2003 OPEN SOURCE E DIDATTICA: UN SOFTWARE, UN MODELLO PER L APPRENDIMENTO Sommario Francesco Mulas IPRASE del Trentino, via Gilli 3, Trento

Dettagli

La Learning Organization Apprendimento organizzativo, individuale e generativo

La Learning Organization Apprendimento organizzativo, individuale e generativo La Learning Organization Apprendimento organizzativo, individuale e generativo Francesco Sardu 8 agosto 2003 indice 1. Apprendimento organizzativo, individuale e generativo 2. Le cinque discipline per

Dettagli

Dottorato di ricerca 21 ciclo (A.A. 2005/2006) SCIENZE DELLA COGNIZIONE E DELLA FORMAZIONE. Dott.ssa Claudia Arcolin

Dottorato di ricerca 21 ciclo (A.A. 2005/2006) SCIENZE DELLA COGNIZIONE E DELLA FORMAZIONE. Dott.ssa Claudia Arcolin Dottorato di ricerca 21 ciclo (A.A. 2005/2006) SCIENZE DELLA COGNIZIONE E DELLA FORMAZIONE Dott.ssa Claudia Arcolin ANTONIO CALVANI (a cura di), Innovazione Tecnologica e cambiamento dell Università: verso

Dettagli

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu - 3 lezioni d aula, 18 ore + 18 ore online) Prof.ssa Maria Grazia Ottaviani pas.ottaviani.univr@gmail.com Syllabus

Dettagli

Hardware & Software negli ambienti di apprendimento

Hardware & Software negli ambienti di apprendimento TEACHER Hardware & Software negli ambienti di apprendimento Hardware & Software negli ambienti di apprendimento Il modulo intende accertare nel candidato il possesso delle competenze digitali relative

Dettagli

Le tecnologie informatiche per la collaborazione

Le tecnologie informatiche per la collaborazione II incontro scientifico di facoltà 13 giugno 2007 Le tecnologie informatiche per la collaborazione Marco Colombetti Microstoria del computer Le tre ere del calcolatore elettronico digitale: 1945 1960:

Dettagli

I S T I T U T O C O M P R E N S I V O O R V I E T O B A S C H I ORVIETO

I S T I T U T O C O M P R E N S I V O O R V I E T O B A S C H I ORVIETO I S T I T U T O C O M P R E N S I V O O R V I E T O B A S C H I ORVIETO A scuola tra le nuvole Il progetto intende realizzare il connubio tra la tecnologia, come strumento di mediazione dell apprendimento,

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE. e-l@boriamo

ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE. e-l@boriamo ANNO SCOLASTICO 2010/2011 - PROGETTO CL@SSE 2.0 1D LICEO SCIENTIFICO SCIENZE APPLICATE e-l@boriamo Pag 2 - PROGETTO Pag 3 - OBIETTIVI/ TECNOLOGIE/METODOLOGIE DI LAVORO Pag 4 - PIANO DI LAVORO ANNO SCOLASTICO

Dettagli

Progetto di rete L.I.S.A.

Progetto di rete L.I.S.A. ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO VIA AGELLI 10 63027 PETRITOLI Tel e fax 0734 658180 www.iscpetritoli.it e-mail: isc.petritoli@libero.it Progetto di rete L.I.S.A. (Laboratorio Istituti Scolastici Autonomi)

Dettagli

" L. A N N E O S E N E C A

 L. A N N E O S E N E C A MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFF. SCOL. REG. PER IL LAZIO I S T I T U T O D I I S T R U Z I O N E S U P E R I O R E L I C E O " L. A N N E O S E N E C A " Via F. Albergotti,

Dettagli

Aggiornati con i blog

Aggiornati con i blog Aggiornati con i blog RSS Formato per la distribuzione di contenuti Web basato su XML, che rappresenta oggi lo standard de facto Deve il suo successo all uso che se ne fa nei blog FEED RSS Documenti salvati

Dettagli

Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE. La comunità che apprende

Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE. La comunità che apprende Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara Fuoricl@sse 2.0 2012 Docente: Silvia Di Paolo Destinatari: studenti Cl@sse 2.0, I sez. I a.s. 2012/2013 DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE La comunità che apprende

Dettagli

Guida all uso di Innovatori PA

Guida all uso di Innovatori PA Guida all uso di Innovatori PA Innovatori PA La rete per l innovazione nella Pubblica Amministrazione Italiana Sommario Sommario... 2 Cos è una comunità di pratica... 3 Creazione della comunità... 3 Gestione

Dettagli

Capitolo 11 Un esempio concreto

Capitolo 11 Un esempio concreto Capitolo 11 Un esempio concreto Questa è una storia vera e narra di come da un corso in presenza con un supporto su Web si è arrivati ad un corso completamente online, i problemi affrontati nel passaggio

Dettagli

Scenari e strumenti di valutazione nella formazione a distanza.

Scenari e strumenti di valutazione nella formazione a distanza. versione non definitiva Scenari e strumenti di valutazione nella formazione a distanza. Morena Terraschi, Stefano Penge, Maurizio Mazzoneschi morena@altrascuola.it Sommario Il contributo vuole, attraverso

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

INDICE. Capitolo 2 Dalle piattaforme all ambiente di apprendimento personale. Integrazione tra sfera individuale e sociale (Giovanni Bonaiuti) 59

INDICE. Capitolo 2 Dalle piattaforme all ambiente di apprendimento personale. Integrazione tra sfera individuale e sociale (Giovanni Bonaiuti) 59 INDICE Prefazione (Antonio Calvani) 7 Introduzione (Giovanni Bonaiuti) 9 Capitolo 1 Formazione in rete tra formale e informale. Verso l e-learning 2.0 (Giovanni Bonaiuti) 13 Capitolo 2 Dalle piattaforme

Dettagli

L IT a supporto della condivisione della conoscenza

L IT a supporto della condivisione della conoscenza Evento Assintel Integrare i processi: come migliorare il ritorno dell investimento IT Milano, 28 ottobre 2008 L IT a supporto della condivisione della conoscenza Dott. Roberto Butinar AGENDA Introduzione

Dettagli

Un #SocialHR per la #socialorg

Un #SocialHR per la #socialorg Un #SocialHR per la #socialorg 2 3 4 5 6 7 8 CHE COS E LA SOCIAL ORGANIZATION? GUARDIAMOLA CON GLI OCCHI DEL (social)hr CHE COS E LA SOCIAL Un nuovo modo di fare impresa che consente a un vasto numero

Dettagli

Indice. 1 Ambienti virtuali di apprendimento e piattaforme per l e-learning... 3. 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento...

Indice. 1 Ambienti virtuali di apprendimento e piattaforme per l e-learning... 3. 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento... AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO PROF.SSA ELVIRA VENTRE Indice 1 e piattaforme per l e-learning... 3 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento... 4 2 Il contesto di apprendimento e insegnamento

Dettagli

11.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo)

11.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) 11.3 Software didattico (scelta, uso, sviluppo) a cura di Enrico Giliberti, Università di Bologna Quando si parla di software didattico (cioè programmi che servono per facilitare il processo di insegnamento/apprendimento)

Dettagli

Uso dei Blog Aulevirt e Polser per lo studio e il lavoro professionale

Uso dei Blog Aulevirt e Polser per lo studio e il lavoro professionale E stato chiesto da un partecipante al Laboratorio di dedicare uno spazio alle tecniche di creazione e uso dei Blog. Poiché il tema non fa parte esplicitamente parte del nostro percorso didattico ho pensato

Dettagli