FORMAZIONE SPECIFICA LAVORATORI SCUOLA 2

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1 Domenico Mannelli FORMAZIONE SPECIFICA LAVORATORI SCUOLA 2 Sostanze chimiche Cancerogene Mutagene Agenti fisici Agenti biologici Rischio incendio Ambienti confinati Rischi psicosociali Non importa ciò che dirò ma ciò che rimarrà a Voi

2 VIE DI ASSORBIMENTO DELLE SOSTANZE TOSSICHE INALAZIONE I polmoni hanno una superficie alveolare di circa 100 mq e sono la via di penetrazione più importante CONTATTO La pelle di un individuo di statura media ha una superficie di circa 1,8 mq ed è un ottima barriera se è integra Page 2 INGESTIONE L apparato digerente normalmente non ha molta importanza nell ambiente di lavoro, salvo nel caso di comportamenti errati

3 SIMBOLI DI RISCHIO CHIMICO I simboli di rischio chimico vengono stampati sulle etichette dei prodotti chimici e servono ad informare immediatamente riguardo ai tipi di pericoli connessi all'uso, alla manipolazione, al trasporto ed alla conservazione degli stessi. I simboli sono di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero. Page 3 Sono in fase di sostituzione.

4 ALCUNI SIMBOLI DI PERICOLO COMUNI NEI PRODOTTI DI PULIZIA Tossico T Si trova particolarmente su preparati per togliere le macchie di ruggine dai tessuti Corrosivo C detersivi per lavastoviglie, preparati liquidi per sgorgare lavandini o tubazioni Irritante Xi NocivoXn candeggina,ammoniaca, soluzioni anticalcare, detergenti per forni e superfici della cucina, preparati antimuffa, cere x legno, colle,detersivi per lavastoviglie,sbiancanti, smacchiatori, prodotti per piante ornamentali Trementina Infiammabile F bombolette spray, smacchiatori a base di solventi, articoli per impermeabilizzare le scarpe o altri prodotti per la manutenzione Page 4

5 NUOVI PITTOGRAMMI DI PERICOLO ) Ciascun pittogramma si applica a più pericoli, in generale secondo una combinazione classe + categoria di pericolo Per esempio il pittogramma in basso a destra indica sostanze: Page 5 - sensibilizzanti - mutagene - cancerogene - tossiche per la riproduzione - tossiche per organi bersaglio - tossiche in caso di aspirazione 12

6 FRASI R (FRASI DI RISCHIO) IN CORSO DI SOSTITUZIONE Frasi convenzionali che descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'unione Europea in apposite direttive. Sono indicate con la lettera R, da poco sostituita con la lettera H (Hazard statements) R 11 R 67 R 66 R 20/21/22 FACILMENTE INFIAMMABILE L INALAZIONE DEI VAPORI PUÒ PROVOCARE SONNOLENZA E VERTIGINI L ESPOSIZIONE RIPETUTA PUÒ PROVOCARE SECCHEZZA E SCREPOLATURA DELLA PELLE NOCIVO PER INALAZIONE, CONTATTO CON LA PELLE E PER INGESTIONE Page 6

7 FRASI S (CONSIGLI DI PRUDENZA) IN CORSO DI SOSTITUZIONE Frasi convenzionali che descrivono i consiglidiprudenza cui attenersi in caso di manipolazione di sostanze chimiche. S2 S 26 S 27 S 28 S 45 S 50 Conservare fuori della portata dei bambini In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati. In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con acqua corrente In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta) Non mescolare con acidi Page 7

8 ESEMPI DI NUOVE INDICAZIONI DI PERICOLO H300 Letale se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categorie di pericolo 1 e 2 H301 Tossico se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 3 H302 Nocivo se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 4 Page 8 LE SOSTANZE SONO CLASSIFICATE IN CLASSI DI PERICOLO (FISICO, PER LA SALUTE, PER L AMBIENTE) CATEGORIE CHE INDICANO LA GRAVITA DEL PERICOLO IN RELAZIONE ALLA GRAVITÀ DEGLI EFFETTI OSSERVATI

9 ESEMPI DI NUOVE INDICAZIONI DI CONSIGLI DI PRUDENZA P102 P202 P233 P235 Tenere fuori dalla portata dei bambini. Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze. Tenere il recipiente ben chiuso. Conservare in luogo fresco. In generale un determinato consiglio di prudenza si applica a più di una classe e/o categorie di pericolo. Per esempio, il consiglio P202 si applica a - Esplosivi - Mutageni - Cancerogeni - Tossici per la riproduzione Page 9 16

10 ETICHETTA (ESEMPIO) BONCOLOR Strada della sorgente, 1 FORLI tel INTOXITE Contiene: Cloruro di N,N,N-trimetilanilina e idrossido di sodio Tossico per contatto con la pelle e per ingestione Provoca gravi ustioni S36/39 - Usare indumenti protettivi adatti Proteggersi gli occhi/la faccia S26 - In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico S44 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta) 750 ml Page 10

11 Page 11 PRODOTTI DI USO DOMESTICO: ESEMPIO DI ETICHETTA

12 POSSIBILI SOSTANZE E PRODOTTI NOCIVI DA LABORATORIO SOSTANZA PRODOTTO LAVORAZIONE POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE PREVENZIONE TECNICA FUMI DI SALDATURA Lavori di carpenteria in ferro Lavori per impianti idraulici Congiuntiviti Irritazione prime vie respiratorie BPCO broncopneumopatia cronica ostruttiva Luoghi ben ventilati Aspiraz. localizzata D.P.I. (lenti attiniche, casco, grembiuli, guanti, maschere per gas tossici o nocivi) VERNICI IMPREGNANTI SIGILLANTI/PRIMERS MASTICI COLLANTI/ADESIVI MALTA PER FUGHE Rischio per presenza di: Solventi (benzolo, stirolo, xilolo, toluolo, aldeide formica, eteri, chetoni) Diluenti (acetone, alcool, nitrodiluente) Resine (poliuretaniche, epossidiche) Pigmenti (cromati, metalli di piombo, cadmio e zinco) Disturbi S.N.C. (cefalea, vertigini, ecc.) Sensibilizzazione cutanea e respiratoria (isocianati, cromo, cobalto) Luoghi ben ventilati Aspirazione localizzata Maschere con filtro a carbone attivo MALTE/CEMENTI Presenza di sali di cromo e di cobalto Eczema del muratore Guanti in crosta con sottoguanti in cotone Creme barriera LANA DI ROCCIA LANA DI VETRO Dispersione più elevata nelle operazioni di taglio e nelle demolizioni Irritazioni cutanee da contatto, con prurito Irritazione prime vie aeree Guanti Maschere con filtro P3 Page 12

13 IL LABORATORIO Page 13

14 ELIMINAZIONE DI RIFIUTI E RESIDUI DI SOSTANZE CHIMICHE Scarti e rifiuti del laboratorio (carta da filtro, cotone, stracci. etc.) vanno gettati in appositi secchi metallici di dimensioni non troppo grandi per evitare un pericoloso accumulo di sostanze combustibili. Un cesto a parte deve essere riservato alla vetreria rotta e spezzoni di vetro. Residui di prodotti chimici non vanno gettati insieme agli altri rifiuti se non dopo essersi accertati che non possano dar luogo a reazioni esotermiche o producenti vapori nocivi. Page 14

15 POLVERI Particelle solide disperse in aria di diametro compreso tra 0,1e 100 micron che possono entrare nel tratto respiratorio (frazione inalabile) Possono essere organiche o inorganiche, inerti o tossiche Un parametro indispensabile per la classificazione è rappresentato dal diametro aerodinamico (Dae), che è definito come diametro di una particella sferica equivalente di densità 1 g/cm 3 che ha la stessa velocità di caduta per gravità della particella in esame. Page 15

16 IL DPI IN FUNZIONE DELL ATTIVITA LAVORATIVA Per la protezione degli inquinanti che possono essere presenti nei singoli ambienti di lavoro, si può scegliere fra i seguenti DPI: maschere antipolvere monouso: per polvere e fibre respiratori semifacciali dotati di filtro: per vapori, gas nebbie, fumi, polveri e fibre apparecchi respiratori a mandata d aria: per isolarsi completamente dall atmosfera esterna, usati per verniciature a spruzzo o sabbiature Page 16

17 SOSTANZE CANCEROGENE, MUTAGENE, TERATOGENE Page 17 61

18 CANCRO DELLE CAVITÀ NASALI Il cancro delle cavità nasali è una neoplasia rarissima nella popolazione generale. Nel complesso ci attendiamo 1 caso spontaneo di adenocarcinoma del naso e dei seni paranasali ogni di persone, mentre fra i falegnami i casi sono nell'ordine di 5-9 ogni lavoratori e sono dovuti alla polvere di legno duro. Page 18

19 IL CONCETTO DI LEGNO DURO O DOLCE IN LINEA GENERALE I LEGNI DURI SONO RAPPRESENTATI DALLE LATIFOGLIE ED I LEGNI DOLCI O TENERI, DALLE CONIFERE (GYMNOSPERME). Page 19

20 RISCHIO LEGATO AD AGENTI FISICI Microclima Rumore Vibrazioni Alte e basse temperature Radiazioni (ionizzanti e non ionizzanti) Page 20

21 RUMORE Il suono è una perturbazione meccanica emessa da una sorgente che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido, solido) sotto forma di vibrazioni e che è in grado di eccitare il senso dell udito. SORGENTE propagazione RICEVITORE Page 21

22 LIVELLI DI PRESSIONE SONORA (DB) NELLA VITA QUOTIDIANA Soglia di udibilità Tic tac di un orologio biblioteca / abitazione silenziosa Conversazione / ufficio affollato Traffico stradale / aspirapolvere Motociclo in accelerazione LIMITE DI SOPPORTABILITA Tromba di automobile / tessitura Martello pneumatico / allarme Motori e reattori al banco/discoteca in talune situazioni Page SOGLIA DEL DOLORE Aereo a reazione al decollo

23 D. Lgs. 81/08 - TITOLO VIII - CAPO II Valori limite di esposizione e valori di azione Valori limite di esposizione LEX,8h = 87 db(a) Ppeak = 140 db(c) Valori superiori di esposizione che fanno scattare l azione LEX,8h = 85 db(a) Ppeak = 137 db(c) Valori inferiori di esposizione che fanno scattare l azione LEX,8h = 80 db(a) Ppeak = 135 db(c) Ad ogni valore del livello sonoro L EX,8h viene affiancato anche un valore di picco a riconoscimento dell aggravio di rischio uditivo rappresentato dal rumore impulsivo Page 23

24 EFFETTI DEL RUMORE SULL UOMO Gli effetti nocivi del rumore sull uomo si dividono in uditivi (specifici) diretti sull organo dell udito, extra uditivi (non specifici) che possono interessare vari organi ed apparati e di tipo psico-sociali Gli effetti uditivi si possono sintetizzare in modificazioni irreversibili per esposizione protratta al rumore (sordità da rumore) e in modificazioni reversibili o irreversibili per trauma acustico acuto. Un esposizione ad un rumore estremamente intenso può anche lacerare il timpano producendo una perdita uditiva molto accentuata Nella scuola possono sorgere problemi soprattutto negli istituti primari Page 24

25 MICROCLIMA Il microclima é l insieme dei fattori (es. temperatura, umidità, velocità dell aria) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semi-chiuso come ad esempio un ambiente di lavoro. Pur annoverandolo tra gli agenti fisici da controllare il D. Lgs. 81/2008 nulla dice sui controlli da effettuare. Page 25

26 BILANCIO TERMICO DELL UOMO una condizione necessaria per comfort termico globale è che l energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca (omeotermia), ovvero che nell equazione di bilancio termico il termine accumulo sia nullo è che l energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca, ovvero che nell equazione di bilancio termico il termine accumulo S sia nullo M = Calore di produzione metabolica W = Lavoro muscolare K = Conduzione C = Convezione R = Irraggiamento E = Evaporazione S = M +W ± K ± C ± R - E Page 26

27 IL PROBLEMA DEL MICROCLIMA Fattori soggettivi strettamente legati all individuo rendono difficile realizzare un comfort termico collettivo Temperatura corporea interna Vestiario indossato Superficie corporea vestita Attività metabolica di base Attività fisica svolta Età Peso Acclimatazione Stato di salute Page 27

28 VALORI INDICATIVI PER IL BENESSERE MICROCLIMATICO STAGIONE T ARIA UR VELOCITÀ DELL ARIA Inverno % 0,05-0,1 m/s Estate % 0,1-0,2 m/s Page 28

29 VIBRAZIONE DELLE MACCHINE Possiamo chiamare vibrazione del macchinario una complessa forma di movimento provocata da molteplici cause. La vibrazione è un fenomeno che esiste in tutte le macchine rotanti che dipende da: sbilanciamenti, struttura, anomalie di funzionamento. Page 29

30 VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO- BRACCIO vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari; Page 30

31 VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide Page 31

32 DANNI DA VIBRAZIONI MANO BRACCIO LESIONI MUSCOLOSCHELETRICHE Lesioni tendinee: polso Lesioni osteoarticolari di tipo cronicodegenerativo con particolare interessamento di polsi e gomiti Page 32

33 DANNI DA VIBRAZIONI VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO W.B.V. (Whole Body Vibration) Page 33 Patologie del rachide lombare Disturbi cervicobrachiali Disturbi digestivi Disturbi circolatori nel sistema venoso periferico Effetti sull apparato riproduttivo femminile Effetti cocleo-vestibolari

34 VALORI LIMITE Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione Livello di AZIONE giornaliero di esposizione Livello LIMITE giornaliero di esposizione NON C E RISCHIO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (BONIFICHE) SORVEGLIANZA SANITARIA MISURE IMMEDIATE PER RIPORTARE L ESPOSIZIONE AL DI SOTTO DEL LIMITE Page 34 VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione 2,5 m/s 2 5 m/s 2 20 m/s 2 (periodi brevi) VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione 0,5 m/s 2 1 m/s 2 1,5 m/s 2 (periodi brevi)

35 TIPOLOGIA RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI - ROA ROA NON COERENTI: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser INFRAROSSI, VISIBILI,ULTRAVIOLETTI ROA COERENTI :LASER amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione Page 35

36 Page 36

37 SORGENTI ROA NON DANNOSE l illuminazione standard per uso domestico e di ufficio, i monitor dei computer, i display, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa. Page 37

38 Page 38 RISCHIO LEGATO A VIRUS, BATTERI FUNGHI

39 DOSE MINIMA INFETTANTE Virus Batteri Vibrio cholerae Salmonella typhi Shigella B.anthracis Protozoi cryptosporidium spore 8x10 3-4x10 4 cisti 1 Page 39

40 igiene personale Per la pulizia dei servizi igienici proteggere le mani con i guanti. Evitare il bacio come saluto. Tenere quando possibile la distanza di un metro. Lavarsi le mani regolarmente e subito dopo ogni contaminazione. Page 40

41 ELIMINAZIONE DEI RIFIUTI l ambiente di lavoro deve essere conservato pulito le superfici di lavoro, gli arredi e le attrezzature devono essere regolarmente e opportunamente puliti Page 41

42 RISCHIO BIOLOGICO NEGLI UFFICI FONTI DI PERICOLO BIOLOGICO Materiale documentale, arredi, tendaggi, polvere, impianti di climatizzazione VIE DI ESPOSIZIONE Inalazione di bioaerosol - Contatto con superfici od oggetti contaminati EFFETTI SULLA SALUTE Disturbi alle vie respiratorie, allergie, dermatiti, infezioni, Sick Building Sindrome (SBS)(,disturbi dello stato generale di salute) Building Related Illness (BRI) (polmone da umidificatore» (una forma di alveolite allergica) «febbre da umidificatore», la legionellosi ) PREVENZIONE E PROTEZIONE Corrette prassi igieniche Adeguate procedure di pulizia degli ambienti, riduzione polvere Microclima confortevole (ventilazione, idoneo numero di ricambi d aria) Adeguata manutenzione degli impianti aeraulici e idrici Monitoraggi ambientali periodici per controllare la qualità dell aria, delle superfici e della polvere Acari della polvere Page 42

43 POLMONITE DA IPERSENSIBILITÀ (ALVEOLITE ALLERGICA ESTRINSECA AEE) Reazione infiammatoria che interessa alveoli e l interstizio polmonare Causa: ripetuta inalazione ( per soggetti sensibilizzati) di antigeni di dimensioni adatte a raggiungere gli spazi alveolari (<5µm), molto spesso sul luogo di lavoro Agenti : Polveri organiche Proteine animali e vegetali Batteri termofili e non termofili Funghi Prodotti chimici AAE da condizionatori d aria Umidificatori contaminati, deumidificatori, condizionatori d aria, sistemi di riscaldamento Actinomiceti (batteri) termofili Page 43

44 FEBBRE DA UMIDIFICATORE Page 44 È una malattia simile all influenza, che si manifesta con febbre e malessere, talvolta con tosse e difficoltà di respiro e coinvolge persone esposte a sistemi di umidificazione contaminati da agenti biologici. I sintomi insorgono 4-8 ore dalla ripresa del lavoro dopo un assenza di alcuni giorni (tipicamente il lunedì) e regrediscono entro le 24 ore seguenti.

45 LEGIONELLOSI La legionellosi è una infezione causata da un batterio del genere legionella. La malattia si presenta in due forme: 1) malattia dei legionari (forma più grave di polmonite). 2) febbre di Pontiac (forma leggera di infezione) Penetra nell ospite attraverso le prime vie respiratorie sottoforma di aerosol generati da rubinetti, docce ed impianti di condizionamento ecc. Le persone possono essere esposte in casa, nel luogo di lavoro, o in posti pubblici. SINTOMI Febbre,raffreddore, tosse, mal di testa dolori muscolari, perdita dell appetito. Page 45

46 ZECCHE Le zone ove le zecche possono risiedere più facilmente (luoghi di campagna, zone di passaggio di greggi, erbe alte, vicinanze di animali come pecore, capre e cani); Denunciare subito il morso della zecca se subita sul lavoro Infezione batterica Spirochetosi: Borrelia burgdorferi s.l. 1992: tre nuove genospecie : B.burgdorferi s.s. B.garinii B.afzelii 1993: B.japonica 1995: B.andersoni,... Page 46

47 Tetano Clostridium tetani è un agente biologico del gruppo 2 (i gruppi in totale sono 4 a gravità crescente da 1 a 4. Per il gruppo 2 sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche) I clostridi: batteri sporigeni Clostridium tetani Clostridium botulinum Clostridium perfrigens Vivono come saprofiti nel suolo o nell intestino di alcuni animali Clostridium difficile Le infezioni nell uomo sono dovute a introduzione accidentale per taglio o rottura nei tessuti profondi dei clostridi o delle spore o dell assunzione con alimenti di tossine Page 47

48 PUNTURE DA INSETTO Le punture da imenotteri (vespe, calabroni, api) sono abbastanza frequenti e procurano disturbi di diversa gravità Sintomatologia locale: pomfo eritematoso, pruriginoso e dolente, malessere generalizzato orticaria generalizzata+dolore, nausea, vomito Sintomatologia sistemica: grave reazione allergica fino allo shock anafilattico con perdita di coscienza Attenzione se si è allergici Page 48

49 RATTI E TOPI Fra le malattie diffuse dai ratti e dai topi estremamente importanti sono il tifo murino, diffuso dalle zecche e dagli acari parassitoidi dei ratti, la leptospirosi, diffusa da un batterio presente nel sangue e nelle urine dei ratti infetti, e la famigerata peste che nel medioevo provocò la morte di 25 milioni di esseri umani nella sola Europa. I ratti sono infine portatori di microrganismi tifodi, della dissenteria e della rabbia Page 49

50 I PICCIONI Il piccione è portatore di circa 60 malattie, contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi. Tra le più comuni : Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi, ecc. Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc.. PREVENZIONE rimozione dello strato di guano disinfezione e disinfestazione. Page 50

51 Page 51

52 COMBUSTIBILI LIQUIDI Tipologia Infiammabili da 21 a 55 Punto di infiammabilità (in gradi Centigradi) Altamente infiammabili Estremamente infiammabili da 0 a 21 minore di 0 F F+ Page 52 L infiammabilità per i liquidi è la capacità di formare una quantità di vapori sufficienti per un incendio o una esplosione.

53 liquidi infiammabili 1 bicchierino di liquore di un liquido infiammabile può evaporare ad un fusto di 200 l di miscela infiammabile 200 l Page 53

54 LIMITI D ESPLOSIVITA ( E DI ACCENSIONE PER LIQUIDI E GAS) IN QUESTA ZONA AVVIENE L ESPLOSI ONE percentuale di combustibile in aria Page 54 Esplosione e incendio sono lo stesso tipo di reazione chimica a velocità diverse: l esplosione avviene in un tempo infinitesimale mentre l incendio avviene in un tempo finito.

55 REGOLA PER PREVENIRE INCENDI Assicurare sempre la circolazione di aria (ventilazione) nei depositi di liquidi infiammabili e gas in modo da non raggiungere il limite inferiore di esplosività. Non conservare contenitori già aperti in locali privi di ventilazione quali sgabuzzini,cantine, ecc. Page 55

56 Il fuoco uccide? Si, ma le vittime più numerose sono dovute ai fumi o all esplosione che precede di solito l incendio di vapori, gas o polveri combustibili. L unica salvezza è scappare all aperto utilizzando l uscita di emergenza più vicina secondo il PEI Piano di Emergenza Interno. Durante la normale attività scolastica nessuna uscita di emergenza può essere chiusa a chiave Page 56

57 PERICOLO DI ASFISSIA PERICOLO DI ASFISSIA UN PERICOLO SERIO E un fenomeno INSIDIOSO IMMEDIATO SENZA PREAVVISO Page 57

58 IN CASO DI TOTALE MANCANZA DI OSSIGENO il sangue perde rapidamente il suo ossigeno CONDIZIONI NORMALI IMPROVVISA CARENZA O 2 SANGUE ATMOSFERA SANGUE ATMOSFERA SENZA O2 O2 O2 CO2 CO2 Contenuto O2 nel sangue CON 0% DI OSSIGENO, IL SECONDO RESPIRO PROVOCA PERDITA DI CONOSCENZA SENZA PREAVVISO NEL GIRO DI POCHI MINUTI, IL DANNO CEREBRALE DIVENTA IRREVERSIBILE Page 58

59 IL PERICOLO DI ASFISSIA può presentarsi IN TUTTI GLI SPAZI CONFINATI Page 59

60 COME SI PUÒ IDENTIFICARE UNO SPAZIO CONFINATO? PERICOLO DI ASFISSIA Uno spazio confinato è un qualsiasi luogo che abbia una delle seguenti caratteristiche: aperture limitate per l ingresso e l uscita ventilazione naturale inadeguata non progettato per la continua presenza dei lavoratori Page 60 Esempi: cantine, sotterranei, serbatoi, cisterne

61 STRESS LC L origine del termine stress è appannaggio dell ingegneria, dove con stress si denota una forza che viene applicata ad un materiale per controllarne i limiti di resistenza. Page 61

62 EUSTRESS Uno o più stimoli, anche di diversa natura, che allenano la capacità di adattamento psicofisico individuale esempi: allenamento sportivo, preparazione esame DISTRESS Uno o più stimoli che inducono un logorio progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche esempi: carico di lavoro eccessivo per lungo tempo o molteplici incarichi per lungo tempo Page 62

63 CONSEGUENZE DEL DISTRESS Reazioni emozionali: tristezza, depressione, irritabilità, rabbia Calo di rendimento, scarsa concentrazione, facilità a dimenticare Disturbi del sonno Disturbi cardiovascolari e ipertensione arteriosa Disturbi respiratori Disturbi gastroenterici Page 63

64 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LC Una corretta valutazione del rischio stress Lc migliora le condizioni di benessere del personale migliora la produttività favorisce la gestione della struttura scolastica diminuisce l assenteismo favorisce la partecipazione attiva La Basilicata ha ideato un metodo specifico di valutazione STRESS LC per le scuole Nessun metodo può essere valido se non partecipa tutto il personale Page 64

65 MOBBING Dall inglese to mob = attaccare, accerchiare Termine coniato per indicare un meccanismo di difesa collettivo che si attua nel mondo animale e mediante il quale un branco mantiene la sua omogeneità espellendo il non simile attraverso comportamenti di isolamento e lesivi. Page 65

66 IL MOBBING: FENOMENO PROGRESSIVO NON è un singolo evento/episodio ma un PROCESSO frequente e costante nel tempo Azioni di conflitto intenzionali, sistematiche, di lungo periodo. frequenti, ripetute, Attività vessatoria continua e duratura con almeno un episodio alla settimana per un periodo di almeno 6 mesi L alta frequenza e la lunga durata del comportamento ostile danno luogo a seri disagi psicologici, psicosomatici e sociali Page 66

67 TIPI DI MOBBING Mobbing dall'alto Bossing o mobbing strategico Mobbing Mobbing dal basso o down-up Mobbing tra pari o orizzontale Doppio mobbing La vittima trasmette la propria sofferenza al coniuge, ai figli, ai genitori per anni. Il logorìo attacca la famiglia, che quando le risorse saranno esaurite cambia atteggiamento, cessando di sostenere la vittima che è diventata una minaccia per l'integrità e la salute del nucleo familiare. Si tratta naturalmente di un processo inconscio: nessun componente sarà mai consapevole di aver Page 67

68 ALCUNE CONDOTTE DI MOBBING Page 68 Demansionamento in modo formale o solo di fatto Emarginazione e isolamento della vittima nell ambito lavorativo Lesione dell immagine e/o della reputazione presso colleghi e superiori Discriminazioni riguardanti la carriera, le ferie, l aggiornamento, il carico e la qualità del lavoro Assegnazione di obblighi dequalificanti o umilianti Imposizione di turni gravosi Abuso di controlli medico fiscali in caso di malattia Utilizzo in modo esasperato ed esasperante il potere di controllo e l azione disciplinare Molestie o violenze sessuali Provocazioni al fine di indurre il soggetto a reazioni incontrollate Negazione dei diritti contrattuali

69 BURN-OUT Traducibile con: bruciato, esaurito, scoppiato. E il cedimento psicofisico che riguarda in particolare l attività professionale. non farcela più I sintomi (Matthias Burisch) premonitori: riduzione dell impegno, reazioni emotive e colpevolizzazione, declino, appiattimento, reazioni psicosomatiche. Colpisce le helping professions: sanità, istruzione, volontariato Page 69

70 FATTORI CHE AUMENTANO LO STRESS LAVORATIVO Significato personale del lavoro Aspettative eccessive Lavoro come sostituto della vita sociale Lavoro come unica area per mutuare la stima di sé Mancanza di riconoscimento e di rinforzo per l impegno personale (carriera, compenso) Burocratizzazione del ruolo lavorativo Assenza di feedback significativi sui risultati del lavoro Contrasto tra i propri criteri di efficienza e quelli della Page 70 struttura di appartenenza

71 I SEGNI DEL BURNOUT Disturbi psicologici: depressione, ansia, noia, collera, rabbia, gelosia, permalosità, sospettosità, diffidenza, sfiducia, ruminazioni ossessive Disturbi comportamentali: cinismo, apatia, cavillosità, alcool e farmaco- dipendenza, sciocco umorismo e ironia di fronte alla sofferenza (per il personale sanitario) Page 71

72 SINDROME DEL CORRIDOIO QUANDO NON SAPPIAMO PIÙ DISTINGUERE TRA SFERA PUBBLICA E PRIVATA Page 72 Il corridoio rappresenta quello spazio metafisico che unisce indissolubilmente le gli ambienti casa lavoro in un unica soluzione e dunque consente di far passare da una stanza ad un altra emozioni e pensieri (positivi e negativi).

73 SLIDES SiRVeSS SISTEMA DI RIFERIMENTO VENETO PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE Page 73

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