FORMAZIONE SPECIFICA LAVORATORI SCUOLA 2

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "FORMAZIONE SPECIFICA LAVORATORI SCUOLA 2"

Transcript

1 Domenico Mannelli FORMAZIONE SPECIFICA LAVORATORI SCUOLA 2 Sostanze chimiche Cancerogene Mutagene Agenti fisici Agenti biologici Rischio incendio Ambienti confinati Rischi psicosociali Non importa ciò che dirò ma ciò che rimarrà a Voi

2 VIE DI ASSORBIMENTO DELLE SOSTANZE TOSSICHE INALAZIONE I polmoni hanno una superficie alveolare di circa 100 mq e sono la via di penetrazione più importante CONTATTO La pelle di un individuo di statura media ha una superficie di circa 1,8 mq ed è un ottima barriera se è integra Page 2 INGESTIONE L apparato digerente normalmente non ha molta importanza nell ambiente di lavoro, salvo nel caso di comportamenti errati

3 SIMBOLI DI RISCHIO CHIMICO I simboli di rischio chimico vengono stampati sulle etichette dei prodotti chimici e servono ad informare immediatamente riguardo ai tipi di pericoli connessi all'uso, alla manipolazione, al trasporto ed alla conservazione degli stessi. I simboli sono di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero. Page 3 Sono in fase di sostituzione.

4 ALCUNI SIMBOLI DI PERICOLO COMUNI NEI PRODOTTI DI PULIZIA Tossico T Si trova particolarmente su preparati per togliere le macchie di ruggine dai tessuti Corrosivo C detersivi per lavastoviglie, preparati liquidi per sgorgare lavandini o tubazioni Irritante Xi NocivoXn candeggina,ammoniaca, soluzioni anticalcare, detergenti per forni e superfici della cucina, preparati antimuffa, cere x legno, colle,detersivi per lavastoviglie,sbiancanti, smacchiatori, prodotti per piante ornamentali Trementina Infiammabile F bombolette spray, smacchiatori a base di solventi, articoli per impermeabilizzare le scarpe o altri prodotti per la manutenzione Page 4

5 NUOVI PITTOGRAMMI DI PERICOLO ) Ciascun pittogramma si applica a più pericoli, in generale secondo una combinazione classe + categoria di pericolo Per esempio il pittogramma in basso a destra indica sostanze: Page 5 - sensibilizzanti - mutagene - cancerogene - tossiche per la riproduzione - tossiche per organi bersaglio - tossiche in caso di aspirazione 12

6 FRASI R (FRASI DI RISCHIO) IN CORSO DI SOSTITUZIONE Frasi convenzionali che descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'unione Europea in apposite direttive. Sono indicate con la lettera R, da poco sostituita con la lettera H (Hazard statements) R 11 R 67 R 66 R 20/21/22 FACILMENTE INFIAMMABILE L INALAZIONE DEI VAPORI PUÒ PROVOCARE SONNOLENZA E VERTIGINI L ESPOSIZIONE RIPETUTA PUÒ PROVOCARE SECCHEZZA E SCREPOLATURA DELLA PELLE NOCIVO PER INALAZIONE, CONTATTO CON LA PELLE E PER INGESTIONE Page 6

7 FRASI S (CONSIGLI DI PRUDENZA) IN CORSO DI SOSTITUZIONE Frasi convenzionali che descrivono i consiglidiprudenza cui attenersi in caso di manipolazione di sostanze chimiche. S2 S 26 S 27 S 28 S 45 S 50 Conservare fuori della portata dei bambini In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati. In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con acqua corrente In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta) Non mescolare con acidi Page 7

8 ESEMPI DI NUOVE INDICAZIONI DI PERICOLO H300 Letale se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categorie di pericolo 1 e 2 H301 Tossico se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 3 H302 Nocivo se ingerito Tossicità acuta (per via orale), categoria di pericolo 4 Page 8 LE SOSTANZE SONO CLASSIFICATE IN CLASSI DI PERICOLO (FISICO, PER LA SALUTE, PER L AMBIENTE) CATEGORIE CHE INDICANO LA GRAVITA DEL PERICOLO IN RELAZIONE ALLA GRAVITÀ DEGLI EFFETTI OSSERVATI

9 ESEMPI DI NUOVE INDICAZIONI DI CONSIGLI DI PRUDENZA P102 P202 P233 P235 Tenere fuori dalla portata dei bambini. Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze. Tenere il recipiente ben chiuso. Conservare in luogo fresco. In generale un determinato consiglio di prudenza si applica a più di una classe e/o categorie di pericolo. Per esempio, il consiglio P202 si applica a - Esplosivi - Mutageni - Cancerogeni - Tossici per la riproduzione Page 9 16

10 ETICHETTA (ESEMPIO) BONCOLOR Strada della sorgente, 1 FORLI tel INTOXITE Contiene: Cloruro di N,N,N-trimetilanilina e idrossido di sodio Tossico per contatto con la pelle e per ingestione Provoca gravi ustioni S36/39 - Usare indumenti protettivi adatti Proteggersi gli occhi/la faccia S26 - In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico S44 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta) 750 ml Page 10

11 Page 11 PRODOTTI DI USO DOMESTICO: ESEMPIO DI ETICHETTA

12 POSSIBILI SOSTANZE E PRODOTTI NOCIVI DA LABORATORIO SOSTANZA PRODOTTO LAVORAZIONE POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE PREVENZIONE TECNICA FUMI DI SALDATURA Lavori di carpenteria in ferro Lavori per impianti idraulici Congiuntiviti Irritazione prime vie respiratorie BPCO broncopneumopatia cronica ostruttiva Luoghi ben ventilati Aspiraz. localizzata D.P.I. (lenti attiniche, casco, grembiuli, guanti, maschere per gas tossici o nocivi) VERNICI IMPREGNANTI SIGILLANTI/PRIMERS MASTICI COLLANTI/ADESIVI MALTA PER FUGHE Rischio per presenza di: Solventi (benzolo, stirolo, xilolo, toluolo, aldeide formica, eteri, chetoni) Diluenti (acetone, alcool, nitrodiluente) Resine (poliuretaniche, epossidiche) Pigmenti (cromati, metalli di piombo, cadmio e zinco) Disturbi S.N.C. (cefalea, vertigini, ecc.) Sensibilizzazione cutanea e respiratoria (isocianati, cromo, cobalto) Luoghi ben ventilati Aspirazione localizzata Maschere con filtro a carbone attivo MALTE/CEMENTI Presenza di sali di cromo e di cobalto Eczema del muratore Guanti in crosta con sottoguanti in cotone Creme barriera LANA DI ROCCIA LANA DI VETRO Dispersione più elevata nelle operazioni di taglio e nelle demolizioni Irritazioni cutanee da contatto, con prurito Irritazione prime vie aeree Guanti Maschere con filtro P3 Page 12

13 IL LABORATORIO Page 13

14 ELIMINAZIONE DI RIFIUTI E RESIDUI DI SOSTANZE CHIMICHE Scarti e rifiuti del laboratorio (carta da filtro, cotone, stracci. etc.) vanno gettati in appositi secchi metallici di dimensioni non troppo grandi per evitare un pericoloso accumulo di sostanze combustibili. Un cesto a parte deve essere riservato alla vetreria rotta e spezzoni di vetro. Residui di prodotti chimici non vanno gettati insieme agli altri rifiuti se non dopo essersi accertati che non possano dar luogo a reazioni esotermiche o producenti vapori nocivi. Page 14

15 POLVERI Particelle solide disperse in aria di diametro compreso tra 0,1e 100 micron che possono entrare nel tratto respiratorio (frazione inalabile) Possono essere organiche o inorganiche, inerti o tossiche Un parametro indispensabile per la classificazione è rappresentato dal diametro aerodinamico (Dae), che è definito come diametro di una particella sferica equivalente di densità 1 g/cm 3 che ha la stessa velocità di caduta per gravità della particella in esame. Page 15

16 IL DPI IN FUNZIONE DELL ATTIVITA LAVORATIVA Per la protezione degli inquinanti che possono essere presenti nei singoli ambienti di lavoro, si può scegliere fra i seguenti DPI: maschere antipolvere monouso: per polvere e fibre respiratori semifacciali dotati di filtro: per vapori, gas nebbie, fumi, polveri e fibre apparecchi respiratori a mandata d aria: per isolarsi completamente dall atmosfera esterna, usati per verniciature a spruzzo o sabbiature Page 16

17 SOSTANZE CANCEROGENE, MUTAGENE, TERATOGENE Page 17 61

18 CANCRO DELLE CAVITÀ NASALI Il cancro delle cavità nasali è una neoplasia rarissima nella popolazione generale. Nel complesso ci attendiamo 1 caso spontaneo di adenocarcinoma del naso e dei seni paranasali ogni di persone, mentre fra i falegnami i casi sono nell'ordine di 5-9 ogni lavoratori e sono dovuti alla polvere di legno duro. Page 18

19 IL CONCETTO DI LEGNO DURO O DOLCE IN LINEA GENERALE I LEGNI DURI SONO RAPPRESENTATI DALLE LATIFOGLIE ED I LEGNI DOLCI O TENERI, DALLE CONIFERE (GYMNOSPERME). Page 19

20 RISCHIO LEGATO AD AGENTI FISICI Microclima Rumore Vibrazioni Alte e basse temperature Radiazioni (ionizzanti e non ionizzanti) Page 20

21 RUMORE Il suono è una perturbazione meccanica emessa da una sorgente che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido, solido) sotto forma di vibrazioni e che è in grado di eccitare il senso dell udito. SORGENTE propagazione RICEVITORE Page 21

22 LIVELLI DI PRESSIONE SONORA (DB) NELLA VITA QUOTIDIANA Soglia di udibilità Tic tac di un orologio biblioteca / abitazione silenziosa Conversazione / ufficio affollato Traffico stradale / aspirapolvere Motociclo in accelerazione LIMITE DI SOPPORTABILITA Tromba di automobile / tessitura Martello pneumatico / allarme Motori e reattori al banco/discoteca in talune situazioni Page SOGLIA DEL DOLORE Aereo a reazione al decollo

23 D. Lgs. 81/08 - TITOLO VIII - CAPO II Valori limite di esposizione e valori di azione Valori limite di esposizione LEX,8h = 87 db(a) Ppeak = 140 db(c) Valori superiori di esposizione che fanno scattare l azione LEX,8h = 85 db(a) Ppeak = 137 db(c) Valori inferiori di esposizione che fanno scattare l azione LEX,8h = 80 db(a) Ppeak = 135 db(c) Ad ogni valore del livello sonoro L EX,8h viene affiancato anche un valore di picco a riconoscimento dell aggravio di rischio uditivo rappresentato dal rumore impulsivo Page 23

24 EFFETTI DEL RUMORE SULL UOMO Gli effetti nocivi del rumore sull uomo si dividono in uditivi (specifici) diretti sull organo dell udito, extra uditivi (non specifici) che possono interessare vari organi ed apparati e di tipo psico-sociali Gli effetti uditivi si possono sintetizzare in modificazioni irreversibili per esposizione protratta al rumore (sordità da rumore) e in modificazioni reversibili o irreversibili per trauma acustico acuto. Un esposizione ad un rumore estremamente intenso può anche lacerare il timpano producendo una perdita uditiva molto accentuata Nella scuola possono sorgere problemi soprattutto negli istituti primari Page 24

25 MICROCLIMA Il microclima é l insieme dei fattori (es. temperatura, umidità, velocità dell aria) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semi-chiuso come ad esempio un ambiente di lavoro. Pur annoverandolo tra gli agenti fisici da controllare il D. Lgs. 81/2008 nulla dice sui controlli da effettuare. Page 25

26 BILANCIO TERMICO DELL UOMO una condizione necessaria per comfort termico globale è che l energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca (omeotermia), ovvero che nell equazione di bilancio termico il termine accumulo sia nullo è che l energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca, ovvero che nell equazione di bilancio termico il termine accumulo S sia nullo M = Calore di produzione metabolica W = Lavoro muscolare K = Conduzione C = Convezione R = Irraggiamento E = Evaporazione S = M +W ± K ± C ± R - E Page 26

27 IL PROBLEMA DEL MICROCLIMA Fattori soggettivi strettamente legati all individuo rendono difficile realizzare un comfort termico collettivo Temperatura corporea interna Vestiario indossato Superficie corporea vestita Attività metabolica di base Attività fisica svolta Età Peso Acclimatazione Stato di salute Page 27

28 VALORI INDICATIVI PER IL BENESSERE MICROCLIMATICO STAGIONE T ARIA UR VELOCITÀ DELL ARIA Inverno % 0,05-0,1 m/s Estate % 0,1-0,2 m/s Page 28

29 VIBRAZIONE DELLE MACCHINE Possiamo chiamare vibrazione del macchinario una complessa forma di movimento provocata da molteplici cause. La vibrazione è un fenomeno che esiste in tutte le macchine rotanti che dipende da: sbilanciamenti, struttura, anomalie di funzionamento. Page 29

30 VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO- BRACCIO vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari; Page 30

31 VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide Page 31

32 DANNI DA VIBRAZIONI MANO BRACCIO LESIONI MUSCOLOSCHELETRICHE Lesioni tendinee: polso Lesioni osteoarticolari di tipo cronicodegenerativo con particolare interessamento di polsi e gomiti Page 32

33 DANNI DA VIBRAZIONI VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO W.B.V. (Whole Body Vibration) Page 33 Patologie del rachide lombare Disturbi cervicobrachiali Disturbi digestivi Disturbi circolatori nel sistema venoso periferico Effetti sull apparato riproduttivo femminile Effetti cocleo-vestibolari

34 VALORI LIMITE Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione Livello di AZIONE giornaliero di esposizione Livello LIMITE giornaliero di esposizione NON C E RISCHIO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (BONIFICHE) SORVEGLIANZA SANITARIA MISURE IMMEDIATE PER RIPORTARE L ESPOSIZIONE AL DI SOTTO DEL LIMITE Page 34 VIBRAZIONI TRASMESSE AL SISTEMA MANO-BRACCIO Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione 2,5 m/s 2 5 m/s 2 20 m/s 2 (periodi brevi) VIBRAZIONI TRASMESSE AL CORPO INTERO Livello di azione giornaliero di esposizione Livello limite giornaliero di esposizione 0,5 m/s 2 1 m/s 2 1,5 m/s 2 (periodi brevi)

35 TIPOLOGIA RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI - ROA ROA NON COERENTI: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser INFRAROSSI, VISIBILI,ULTRAVIOLETTI ROA COERENTI :LASER amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione Page 35

36 Page 36

37 SORGENTI ROA NON DANNOSE l illuminazione standard per uso domestico e di ufficio, i monitor dei computer, i display, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa. Page 37

38 Page 38 RISCHIO LEGATO A VIRUS, BATTERI FUNGHI

39 DOSE MINIMA INFETTANTE Virus Batteri Vibrio cholerae Salmonella typhi Shigella B.anthracis Protozoi cryptosporidium spore 8x10 3-4x10 4 cisti 1 Page 39

40 igiene personale Per la pulizia dei servizi igienici proteggere le mani con i guanti. Evitare il bacio come saluto. Tenere quando possibile la distanza di un metro. Lavarsi le mani regolarmente e subito dopo ogni contaminazione. Page 40

41 ELIMINAZIONE DEI RIFIUTI l ambiente di lavoro deve essere conservato pulito le superfici di lavoro, gli arredi e le attrezzature devono essere regolarmente e opportunamente puliti Page 41

42 RISCHIO BIOLOGICO NEGLI UFFICI FONTI DI PERICOLO BIOLOGICO Materiale documentale, arredi, tendaggi, polvere, impianti di climatizzazione VIE DI ESPOSIZIONE Inalazione di bioaerosol - Contatto con superfici od oggetti contaminati EFFETTI SULLA SALUTE Disturbi alle vie respiratorie, allergie, dermatiti, infezioni, Sick Building Sindrome (SBS)(,disturbi dello stato generale di salute) Building Related Illness (BRI) (polmone da umidificatore» (una forma di alveolite allergica) «febbre da umidificatore», la legionellosi ) PREVENZIONE E PROTEZIONE Corrette prassi igieniche Adeguate procedure di pulizia degli ambienti, riduzione polvere Microclima confortevole (ventilazione, idoneo numero di ricambi d aria) Adeguata manutenzione degli impianti aeraulici e idrici Monitoraggi ambientali periodici per controllare la qualità dell aria, delle superfici e della polvere Acari della polvere Page 42

43 POLMONITE DA IPERSENSIBILITÀ (ALVEOLITE ALLERGICA ESTRINSECA AEE) Reazione infiammatoria che interessa alveoli e l interstizio polmonare Causa: ripetuta inalazione ( per soggetti sensibilizzati) di antigeni di dimensioni adatte a raggiungere gli spazi alveolari (<5µm), molto spesso sul luogo di lavoro Agenti : Polveri organiche Proteine animali e vegetali Batteri termofili e non termofili Funghi Prodotti chimici AAE da condizionatori d aria Umidificatori contaminati, deumidificatori, condizionatori d aria, sistemi di riscaldamento Actinomiceti (batteri) termofili Page 43

44 FEBBRE DA UMIDIFICATORE Page 44 È una malattia simile all influenza, che si manifesta con febbre e malessere, talvolta con tosse e difficoltà di respiro e coinvolge persone esposte a sistemi di umidificazione contaminati da agenti biologici. I sintomi insorgono 4-8 ore dalla ripresa del lavoro dopo un assenza di alcuni giorni (tipicamente il lunedì) e regrediscono entro le 24 ore seguenti.

45 LEGIONELLOSI La legionellosi è una infezione causata da un batterio del genere legionella. La malattia si presenta in due forme: 1) malattia dei legionari (forma più grave di polmonite). 2) febbre di Pontiac (forma leggera di infezione) Penetra nell ospite attraverso le prime vie respiratorie sottoforma di aerosol generati da rubinetti, docce ed impianti di condizionamento ecc. Le persone possono essere esposte in casa, nel luogo di lavoro, o in posti pubblici. SINTOMI Febbre,raffreddore, tosse, mal di testa dolori muscolari, perdita dell appetito. Page 45

46 ZECCHE Le zone ove le zecche possono risiedere più facilmente (luoghi di campagna, zone di passaggio di greggi, erbe alte, vicinanze di animali come pecore, capre e cani); Denunciare subito il morso della zecca se subita sul lavoro Infezione batterica Spirochetosi: Borrelia burgdorferi s.l. 1992: tre nuove genospecie : B.burgdorferi s.s. B.garinii B.afzelii 1993: B.japonica 1995: B.andersoni,... Page 46

47 Tetano Clostridium tetani è un agente biologico del gruppo 2 (i gruppi in totale sono 4 a gravità crescente da 1 a 4. Per il gruppo 2 sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche) I clostridi: batteri sporigeni Clostridium tetani Clostridium botulinum Clostridium perfrigens Vivono come saprofiti nel suolo o nell intestino di alcuni animali Clostridium difficile Le infezioni nell uomo sono dovute a introduzione accidentale per taglio o rottura nei tessuti profondi dei clostridi o delle spore o dell assunzione con alimenti di tossine Page 47

48 PUNTURE DA INSETTO Le punture da imenotteri (vespe, calabroni, api) sono abbastanza frequenti e procurano disturbi di diversa gravità Sintomatologia locale: pomfo eritematoso, pruriginoso e dolente, malessere generalizzato orticaria generalizzata+dolore, nausea, vomito Sintomatologia sistemica: grave reazione allergica fino allo shock anafilattico con perdita di coscienza Attenzione se si è allergici Page 48

49 RATTI E TOPI Fra le malattie diffuse dai ratti e dai topi estremamente importanti sono il tifo murino, diffuso dalle zecche e dagli acari parassitoidi dei ratti, la leptospirosi, diffusa da un batterio presente nel sangue e nelle urine dei ratti infetti, e la famigerata peste che nel medioevo provocò la morte di 25 milioni di esseri umani nella sola Europa. I ratti sono infine portatori di microrganismi tifodi, della dissenteria e della rabbia Page 49

50 I PICCIONI Il piccione è portatore di circa 60 malattie, contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi. Tra le più comuni : Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi, ecc. Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc.. PREVENZIONE rimozione dello strato di guano disinfezione e disinfestazione. Page 50

51 Page 51

52 COMBUSTIBILI LIQUIDI Tipologia Infiammabili da 21 a 55 Punto di infiammabilità (in gradi Centigradi) Altamente infiammabili Estremamente infiammabili da 0 a 21 minore di 0 F F+ Page 52 L infiammabilità per i liquidi è la capacità di formare una quantità di vapori sufficienti per un incendio o una esplosione.

53 liquidi infiammabili 1 bicchierino di liquore di un liquido infiammabile può evaporare ad un fusto di 200 l di miscela infiammabile 200 l Page 53

54 LIMITI D ESPLOSIVITA ( E DI ACCENSIONE PER LIQUIDI E GAS) IN QUESTA ZONA AVVIENE L ESPLOSI ONE percentuale di combustibile in aria Page 54 Esplosione e incendio sono lo stesso tipo di reazione chimica a velocità diverse: l esplosione avviene in un tempo infinitesimale mentre l incendio avviene in un tempo finito.

55 REGOLA PER PREVENIRE INCENDI Assicurare sempre la circolazione di aria (ventilazione) nei depositi di liquidi infiammabili e gas in modo da non raggiungere il limite inferiore di esplosività. Non conservare contenitori già aperti in locali privi di ventilazione quali sgabuzzini,cantine, ecc. Page 55

56 Il fuoco uccide? Si, ma le vittime più numerose sono dovute ai fumi o all esplosione che precede di solito l incendio di vapori, gas o polveri combustibili. L unica salvezza è scappare all aperto utilizzando l uscita di emergenza più vicina secondo il PEI Piano di Emergenza Interno. Durante la normale attività scolastica nessuna uscita di emergenza può essere chiusa a chiave Page 56

57 PERICOLO DI ASFISSIA PERICOLO DI ASFISSIA UN PERICOLO SERIO E un fenomeno INSIDIOSO IMMEDIATO SENZA PREAVVISO Page 57

58 IN CASO DI TOTALE MANCANZA DI OSSIGENO il sangue perde rapidamente il suo ossigeno CONDIZIONI NORMALI IMPROVVISA CARENZA O 2 SANGUE ATMOSFERA SANGUE ATMOSFERA SENZA O2 O2 O2 CO2 CO2 Contenuto O2 nel sangue CON 0% DI OSSIGENO, IL SECONDO RESPIRO PROVOCA PERDITA DI CONOSCENZA SENZA PREAVVISO NEL GIRO DI POCHI MINUTI, IL DANNO CEREBRALE DIVENTA IRREVERSIBILE Page 58

59 IL PERICOLO DI ASFISSIA può presentarsi IN TUTTI GLI SPAZI CONFINATI Page 59

60 COME SI PUÒ IDENTIFICARE UNO SPAZIO CONFINATO? PERICOLO DI ASFISSIA Uno spazio confinato è un qualsiasi luogo che abbia una delle seguenti caratteristiche: aperture limitate per l ingresso e l uscita ventilazione naturale inadeguata non progettato per la continua presenza dei lavoratori Page 60 Esempi: cantine, sotterranei, serbatoi, cisterne

61 STRESS LC L origine del termine stress è appannaggio dell ingegneria, dove con stress si denota una forza che viene applicata ad un materiale per controllarne i limiti di resistenza. Page 61

62 EUSTRESS Uno o più stimoli, anche di diversa natura, che allenano la capacità di adattamento psicofisico individuale esempi: allenamento sportivo, preparazione esame DISTRESS Uno o più stimoli che inducono un logorio progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche esempi: carico di lavoro eccessivo per lungo tempo o molteplici incarichi per lungo tempo Page 62

63 CONSEGUENZE DEL DISTRESS Reazioni emozionali: tristezza, depressione, irritabilità, rabbia Calo di rendimento, scarsa concentrazione, facilità a dimenticare Disturbi del sonno Disturbi cardiovascolari e ipertensione arteriosa Disturbi respiratori Disturbi gastroenterici Page 63

64 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LC Una corretta valutazione del rischio stress Lc migliora le condizioni di benessere del personale migliora la produttività favorisce la gestione della struttura scolastica diminuisce l assenteismo favorisce la partecipazione attiva La Basilicata ha ideato un metodo specifico di valutazione STRESS LC per le scuole Nessun metodo può essere valido se non partecipa tutto il personale Page 64

65 MOBBING Dall inglese to mob = attaccare, accerchiare Termine coniato per indicare un meccanismo di difesa collettivo che si attua nel mondo animale e mediante il quale un branco mantiene la sua omogeneità espellendo il non simile attraverso comportamenti di isolamento e lesivi. Page 65

66 IL MOBBING: FENOMENO PROGRESSIVO NON è un singolo evento/episodio ma un PROCESSO frequente e costante nel tempo Azioni di conflitto intenzionali, sistematiche, di lungo periodo. frequenti, ripetute, Attività vessatoria continua e duratura con almeno un episodio alla settimana per un periodo di almeno 6 mesi L alta frequenza e la lunga durata del comportamento ostile danno luogo a seri disagi psicologici, psicosomatici e sociali Page 66

67 TIPI DI MOBBING Mobbing dall'alto Bossing o mobbing strategico Mobbing Mobbing dal basso o down-up Mobbing tra pari o orizzontale Doppio mobbing La vittima trasmette la propria sofferenza al coniuge, ai figli, ai genitori per anni. Il logorìo attacca la famiglia, che quando le risorse saranno esaurite cambia atteggiamento, cessando di sostenere la vittima che è diventata una minaccia per l'integrità e la salute del nucleo familiare. Si tratta naturalmente di un processo inconscio: nessun componente sarà mai consapevole di aver Page 67

68 ALCUNE CONDOTTE DI MOBBING Page 68 Demansionamento in modo formale o solo di fatto Emarginazione e isolamento della vittima nell ambito lavorativo Lesione dell immagine e/o della reputazione presso colleghi e superiori Discriminazioni riguardanti la carriera, le ferie, l aggiornamento, il carico e la qualità del lavoro Assegnazione di obblighi dequalificanti o umilianti Imposizione di turni gravosi Abuso di controlli medico fiscali in caso di malattia Utilizzo in modo esasperato ed esasperante il potere di controllo e l azione disciplinare Molestie o violenze sessuali Provocazioni al fine di indurre il soggetto a reazioni incontrollate Negazione dei diritti contrattuali

69 BURN-OUT Traducibile con: bruciato, esaurito, scoppiato. E il cedimento psicofisico che riguarda in particolare l attività professionale. non farcela più I sintomi (Matthias Burisch) premonitori: riduzione dell impegno, reazioni emotive e colpevolizzazione, declino, appiattimento, reazioni psicosomatiche. Colpisce le helping professions: sanità, istruzione, volontariato Page 69

70 FATTORI CHE AUMENTANO LO STRESS LAVORATIVO Significato personale del lavoro Aspettative eccessive Lavoro come sostituto della vita sociale Lavoro come unica area per mutuare la stima di sé Mancanza di riconoscimento e di rinforzo per l impegno personale (carriera, compenso) Burocratizzazione del ruolo lavorativo Assenza di feedback significativi sui risultati del lavoro Contrasto tra i propri criteri di efficienza e quelli della Page 70 struttura di appartenenza

71 I SEGNI DEL BURNOUT Disturbi psicologici: depressione, ansia, noia, collera, rabbia, gelosia, permalosità, sospettosità, diffidenza, sfiducia, ruminazioni ossessive Disturbi comportamentali: cinismo, apatia, cavillosità, alcool e farmaco- dipendenza, sciocco umorismo e ironia di fronte alla sofferenza (per il personale sanitario) Page 71

72 SINDROME DEL CORRIDOIO QUANDO NON SAPPIAMO PIÙ DISTINGUERE TRA SFERA PUBBLICA E PRIVATA Page 72 Il corridoio rappresenta quello spazio metafisico che unisce indissolubilmente le gli ambienti casa lavoro in un unica soluzione e dunque consente di far passare da una stanza ad un altra emozioni e pensieri (positivi e negativi).

73 SLIDES SiRVeSS SISTEMA DI RIFERIMENTO VENETO PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE Page 73

Fattori di rischio a scuola 2 a parte CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA. Unità didattica 2.1

Fattori di rischio a scuola 2 a parte CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA. Unità didattica 2.1 Fattori di rischio a scuola 2 a parte Unità didattica CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA 2.1 Rischio nelle attività di pulizia I prodotti chimici Sono da considerare potenzialmente

Dettagli

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R Le sigle R e S sempre presenti sulle etichette dei prodotti chimici utilizzati in laboratorio rappresentano rispettivamente una definizione dei rischi specifici connessi con l impiego della sostanza chimica

Dettagli

ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE "Frasi di Rischio" ( R ) e "Consigli di Prudenza" ( S )

ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE Frasi di Rischio ( R ) e Consigli di Prudenza ( S ) ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE "Frasi di Rischio" ( R ) e "Consigli di Prudenza" ( S ) La Legge 29 Maggio 1974, N 0 256 obbliga tutti i fabbricanti di prodotti aventi determinate caratteristiche

Dettagli

Frasi H informazioni sui rischi

Frasi H informazioni sui rischi 2 Analisi chimica strumentale Frasi H informazioni sui rischi Pericoli fisici H200 Esplosivo instabile. H201 Esplosivo; pericolo di esplosione di massa. H202 Esplosivo; grave pericolo di proiezione. H203

Dettagli

Fattori di rischio a scuola II parte CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA. Unità didattica 2.1

Fattori di rischio a scuola II parte CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA. Unità didattica 2.1 Fattori di rischio a scuola II parte Unità didattica CORSO DI FORMAZIONE REFERENTI DI PLESSO PER LA SICUREZZA 2.1 Rischio nelle attività di pulizia I prodotti chimici Sono da considerare potenzialmente

Dettagli

Elementi dell etichetta del regolamento CLP

Elementi dell etichetta del regolamento CLP Elementi dell etichetta del regolamento CLP Il regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging of substances and mixtures) introduce nuovi simboli, indicazione e nuove regole di classificazione

Dettagli

Mini guida sul significato dei

Mini guida sul significato dei Mini guida sul significato dei Vediamo spesso questi simboli sulle etichette dei prodotti per la pulizia, ma conosciamo davvero il loro significato? Con questa mini guida Samar ti aiuterà a scoprire il

Dettagli

SCHEDA DATI DI SICUREZZA Edizione riveduta no : 6. Responsab. della distribuzione

SCHEDA DATI DI SICUREZZA Edizione riveduta no : 6. Responsab. della distribuzione Pagina : 1 êc { C : Corrosivo 8 : Sostanza corrosiva. Pericolo M» Produttore Responsab. della distribuzione Avenue Albert Einstein, 15 Avenue Albert Einstein, 15 1348 Louvain-la-Neuve Belgium 1348 Louvain-la-Neuve

Dettagli

Gestione del Rischio Chimico nei laboratori di ricerca e di didattica

Gestione del Rischio Chimico nei laboratori di ricerca e di didattica Gestione del Rischio Chimico nei laboratori di ricerca e di didattica Definizioni Danno: alterazione transitoria o permanente dell organismo umano o/e delle sue funzioni Danno biologico: infortunio o malattia

Dettagli

Sistemi di sicurezza per l acquisto, la conservazione, il trasporto e l utilizzo dei prodotti fitosanitari

Sistemi di sicurezza per l acquisto, la conservazione, il trasporto e l utilizzo dei prodotti fitosanitari Elenco delle frasi di pericolo (H) e dei consigli di prudenza (P) (come previsto dal Regolamento (CE) n.1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 e successive modificazioni

Dettagli

IL RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO

IL RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO Via Cassala 88 Brescia Tel. 030.47488 info@cbf.191.it Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni IL RISCHIO CHIMICO, CANCEROGENO, MUTAGENO CHE COS E IL RISCHIO CHIMICO?

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE )

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE ) 1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Filtro in Fibra di Vetro (Tipo VBB) 1 (180g/m 2 ) 1.2. Società distributrice: D.L.G.

Dettagli

3M Prodotti per la Sicurezza sul Lavoro. Guida ai rischi. Protezione Vie Respiratorie. Prendi. a cuore. la tua sicurezza

3M Prodotti per la Sicurezza sul Lavoro. Guida ai rischi. Protezione Vie Respiratorie. Prendi. a cuore. la tua sicurezza 3M Prodotti per la Sicurezza sul Lavoro Protezione Vie Respiratorie Guida ai rischi Prendi a cuore la tua sicurezza A ogni respiro, possiamo inalare milioni di particelle. Le particelle nocive non sono

Dettagli

Iscriviti gratuitamente all'indirizzo: http://www.amblav.it

Iscriviti gratuitamente all'indirizzo: http://www.amblav.it Elenco delle frasi di rischio R R1 R2 R3 R4 R5 R6 R7 R8 R9 R10 R11 R12 R14 R15 R16 R17 R18 R19 R20 Esplosivo allo stato secco. Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 3 ( 91 / 155 / CEE )

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 3 ( 91 / 155 / CEE ) 1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Paint Stop (260 g/m 2 ) 1.2. Società: D.L.G. sas via Cal de Livera 71/b 31020 VITTORIO

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA

SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA (In accordo alla direttiva 91/155/CE e s.m.i.) P016 Intonaco Cementizio Fibrorinforzato 1/8 1. Identificazione del preparato e del produttore 1.1 Identificazione

Dettagli

SISTEMA AMBIENTE. Reach: le nuove frasi rischio (H) e precauzione (P)

SISTEMA AMBIENTE. Reach: le nuove frasi rischio (H) e precauzione (P) Reach: le nuove frasi rischio (H) e precauzione (P) Indice Reach: le nuove frasi rischio (H) e precauzione (P)...1 Frasi di rischio per rischi fisici... 1 Frasi di rischio per rischi per la salute... 2

Dettagli

Legenda relativa alle frasi di Rischio e ai Simboli presenti su etichette e schede di sicurezza

Legenda relativa alle frasi di Rischio e ai Simboli presenti su etichette e schede di sicurezza Legenda relativa alle frasi di Rischio e ai Simboli presenti su etichette e schede di sicurezza Normativa di riferimento: Classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose - Ministero

Dettagli

SIMBOLI CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53

SIMBOLI CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53 CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53 CONSERVARE SOTTO CHIAVE - FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI - LONTANO DA LOCALI ABITAZIONE - LONTANO

Dettagli

La Normativa di Sicurezza nelle Università- PREVENZIONE DAGLI AGENTI CHIMICI

La Normativa di Sicurezza nelle Università- PREVENZIONE DAGLI AGENTI CHIMICI La Normativa di Sicurezza nelle Università- PREVENZIONE DAGLI AGENTI CHIMICI A cura Dell ing. Sabina Spagnolo E dell Ufficio Sicurezza e Qualità del Dipartimento di Ingegneria dell Innovazione Coordinatore

Dettagli

Indicazioni di Pericolo (Frasi H)

Indicazioni di Pericolo (Frasi H) Indicazioni di Pericolo (Frasi H) Pericoli Fisici H200 Esplosivo instabile. H201 Esplosivo; pericolo di esplosione di massa. H202 Esplosivo; grave pericolo di proiezione. H203 Esplosivo; pericolo di incendio,

Dettagli

Dispositivi di protezione individuale DPI

Dispositivi di protezione individuale DPI Cosa sono Dispositivi di protezione individuale DPI È considerato DPI qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata o portata dal lavoratore per tutelarsi da uno o più rischi per la sicurezza e

Dettagli

Vendita di prodotti chimici Sistema di classificazione e etichettatura GHS

Vendita di prodotti chimici Sistema di classificazione e etichettatura GHS Vendita di prodotti chimici Sistema di classificazione e etichettatura GHS Ripercussione del sistema GHS sulle farmacie mercoledì 17 settembre 2014 Bellinzona Fabrizio Guidotti Repubblica e Cantone Ticino

Dettagli

Giornata di informazione sulla sicurezza sul lavoro. Il rischio chimico

Giornata di informazione sulla sicurezza sul lavoro. Il rischio chimico Il rischio chimico Tutte le sostanze sono dei veleni Non vi è nulla che non sia un veleno La giusta dose differenzia un veleno da un rimedio (Paracelso 1500) Rischio chimico Misure generali per la protezione

Dettagli

! Classificazione delle proprietà pericolose! Schede dei dati di sicurezza! Immagazzinamento! Smaltimento

! Classificazione delle proprietà pericolose! Schede dei dati di sicurezza! Immagazzinamento! Smaltimento Legislazione in materia di protezione dell ambiente, della salute e dei lavoratori Corso di aggiornamento per responsabili di laboratorio di scienze Aprile 2014 Bellinzona Argomenti! Classificazione delle

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti

SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti Kerr Italia SpA Nome Commerciale del Prodotto: Mirror 3 Adhesive (V.P.S.) SCHEDA DI SICUREZZA ai sensi della Direttiva Comunitaria 91/155 Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore Data

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN

SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN Data: aprile 2010 1. Identificazione del preparato e della Società/Impresa 1.1.1 Identificazione del preparato: Cere alla Citronella 1.1.2. Tipologia del

Dettagli

I FATTORI DI RISCHIO. Ing. Guido SAULE

I FATTORI DI RISCHIO. Ing. Guido SAULE I FATTORI DI RISCHIO Ing. Guido SAULE I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO I rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative in un determinato

Dettagli

Etichettatura delle sostanze chimiche e miscele

Etichettatura delle sostanze chimiche e miscele Etichettatura delle sostanze chimiche e miscele Il regolamento CLP introduce le modalità di Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura che assieme alla Scheda di dati di sicurezza, così come

Dettagli

L ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E DEI PREPARATI PERICOLOSI

L ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E DEI PREPARATI PERICOLOSI SCHEDA TECNICA N 21 L ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E DEI PREPARATI PERICOLOSI SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE AZIENDALE V I A A L B E R T O N I, 1 5-4 0 1 3 8 B O L O G N A 0 5 1. 6 3. 6 1. 1 3 7 - FA

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009

SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009 SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA 1.1 Descrizione commerciale: GRASSELLO 1.2 Usi previsti: Settore industriale: Edilizia Tipo di Impiego:

Dettagli

PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE

PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE PROCEDURE PER GLI ADDETTI INTERNI ALLE PULIZIE PARTE PRIMA ELENCO DELLE SOSTANZE Il D.S.G.A. dovrà produrre l Elenco delle Sostanze Utilizzate (prodotti per la pulizia, l igiene, ecc.). L originale del

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Gestione dei Rifiuti. Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Gestione dei Rifiuti. Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale Assegnare il codice CER e le caratteristiche di pericolosità ad un rifiuto speciale I RIFIUTI SPECIALI so descritti da un codice a sei cifre (codice CER 1 ) che permette la loro identificazione su tutto

Dettagli

SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO FORMAZIONE PERSONALE IISS "Camillo Golgi" SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO D. Lgs. 81/2008 1 D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 coordinato con il Decreto legislativo n. 106/2009 TESTO UNICO SULLA SALUTE

Dettagli

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA CALCESTRUZZI PRECONFEZIONATI MARIOTTI CALCESTRUZZI SRL

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA CALCESTRUZZI PRECONFEZIONATI MARIOTTI CALCESTRUZZI SRL Pagina 1 di 9 1. INFORMAZIONI GENERALI: IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DEL PRODOTTO 1.1 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO Conglomerato cementizio fresco, prima dell indurimento. In base alla diversa miscelazione

Dettagli

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA secondo il Regolamento (CE) Num. 1907/2006 Versione 5.1 Data di revisione Data di stampa

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA secondo il Regolamento (CE) Num. 1907/2006 Versione 5.1 Data di revisione Data di stampa SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA secondo il Regolamento (CE) Num. 1907/2006 Versione 5.1 Data di revisione Data di stampa 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETÀ / IMPRESA 1.1 Identificatori

Dettagli

Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140

Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140 SCHEDA DATI DI SICUREZZA redatta in conformità alla direttiva 91/155/CE e successive modifiche e integrazioni Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140 1. Elementi identificativi della sostanza o

Dettagli

Formazione ed Informazione dei Lavoratori ai sensi degli art.li 36-37 del D.lgs. 81/08. I Dispositivi di Protezione Individuale in laboratorio

Formazione ed Informazione dei Lavoratori ai sensi degli art.li 36-37 del D.lgs. 81/08. I Dispositivi di Protezione Individuale in laboratorio Formazione ed Informazione dei Lavoratori ai sensi degli art.li 36-37 del D.lgs. 81/08 I Dispositivi di Protezione Individuale in laboratorio Articolazione Intervento Inquadramento normativo Significato

Dettagli

Caratterizzazione dei pericoli di prodotti chimici

Caratterizzazione dei pericoli di prodotti chimici Informazioni sulla Legge sui prodotti chimici Servizi cantonali per i prodotti chimici Scheda A12 pagina 1 di 9 Ver. 5.0-07/2013 Caratterizzazione dei pericoli di prodotti chimici Questa scheda è destinata

Dettagli

PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1

PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1 SCHEDA DI SICUREZZA PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1 1 Identificativi del prodotto e della società Nomi commerciali: York / Boston / Boston Micro Utilizzo: Pannelli per controsoffitti modulari Produttore:

Dettagli

Presa Rapida Utilizzazione del preparato / descrizione Identificazione del Fornitore

Presa Rapida Utilizzazione del preparato / descrizione Identificazione del Fornitore Pagina 1 di 7 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DEL FORNITORE Identificazione del preparato / nome commerciale Presa Rapida Utilizzazione del preparato / descrizione Identificazione del Fornitore

Dettagli

: Mr Muscolo Idraulico gel

: Mr Muscolo Idraulico gel 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/ MISCELA E DELLA SOCIETÀ/DELL'IMPRESA Informazioni sul prodotto Nome del prodotto Utilizzazione della sostanza/della miscela : : Disingorgante Società : S.C. Johnson Italy

Dettagli

DM-BS 230 DETERGENTE SGRASSANTE CONCENTRATO

DM-BS 230 DETERGENTE SGRASSANTE CONCENTRATO Pagina 1 di 5 DETERGENTE SGRASSANTE ALCALINO CONCENTRATO 1. IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETA NOME PRODOTTO: TIPO DI PRODOTTO ED IMPIEGO: NOME DEL DISTRIBUTORE: INDIRIZZO COMPLETO: DETERGENTE

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA secondo direttiva 2001/58/CE RTV12C 01P-Bottle (0.800 Lbs-0.363 Kg)

SCHEDA DI SICUREZZA secondo direttiva 2001/58/CE RTV12C 01P-Bottle (0.800 Lbs-0.363 Kg) 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Informazioni sul prodotto Marchio : Società : GE Silicones 260 Hudson River Road 12188 Waterford Telefono : Telefax : +49 (0)214/3072397

Dettagli

I PRODOTTI PER LE PULIZIE

I PRODOTTI PER LE PULIZIE ALLEGATO RELATIVO A Scheda A.1 TIPI E USO Come vediamo nella tabella, una prima classificazione dei prodotti usati per le pulizie può essere basata sulle loro finalità di impiego. 1 1 Detergenti Miscele

Dettagli

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA ai sensi della Direttiva 91/155/EEC 1 1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa. 1.1 Identificazione della sostanza DOXORUBICINA CLORIDRATO 1.2 Identificazione

Dettagli

MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA MUGNANO - MODENA (Tel. 059/586511 - Fax 059/460133)

MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA MUGNANO - MODENA (Tel. 059/586511 - Fax 059/460133) S C A M S.r.l. Pag. 1 di 5 SCHEDA DI SICUREZZA 1. Denominazione della sostanza/preparato e della Ditta (Registr. n. 11624 del 11/03/2003) MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA

Dettagli

Allegato I Lista delle indicazioni di pericolo, frasi H (Hazard Statements)

Allegato I Lista delle indicazioni di pericolo, frasi H (Hazard Statements) Scheda A11 pagina 6 di 12 Ver. 5.2-10/2013 Allegato I Lista delle indicazioni di pericolo, frasi H (Hazard Statements) H2xx H3xx H4xx EUHxxx Pericoli fisici Pericoli per la salute Pericoli per l ambiente

Dettagli

Il metodo di valutazione del rischio da agenti chimici. ChemiRisk. Indice

Il metodo di valutazione del rischio da agenti chimici. ChemiRisk. Indice Il metodo di valutazione del da agenti chimici ChemiRisk Indice 1 La valutazione del da esposizione ad agenti chimici secondo il D.Lgs. 81/2008... 2 2 Il metodo di valutazione di ChemiRisk... 3 2.1 Calcolo

Dettagli

3. Identificazione e classificazione dei rifiuti

3. Identificazione e classificazione dei rifiuti Revisione 0 Pagina 1 di 7 3. 3.1 Aspetti generali Con il termine di rifiuti, in base al D.lgs del 05/02/1997 n 22 (Decreto Ronchi), si intende qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore necessiti

Dettagli

Ambienti abitativi. Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor

Ambienti abitativi. Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Radon Cos è e da dove viene Il radon è un gas radioattivo di origine naturale proveniente dal sottosuolo che si può infiltrare e accumulare nelle abitazioni

Dettagli

Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE

Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE 1. Identificazione della sostanza e della società 1.1. Identificazione della sostanza o preparato: Idrossiprogesterone 17-Caproato 1.2. Identificazione della società:

Dettagli

Uso dell acqua potabile Prevenzione nelle attività pubbliche e private

Uso dell acqua potabile Prevenzione nelle attività pubbliche e private Uso dell acqua potabile Prevenzione nelle attività pubbliche e private LA PREVENZIONE DALLA LEGIONELLOSI Acqua destinata al consumo umano Decreto legislativo 2 feb. 2001, n 31 Attuazione della direttiva

Dettagli

SCHEDA DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DATI DI SICUREZZA SCHEDA DATI DI SICUREZZA 1. Identificazione del prodotto e della società Nome preparato: BIXAN MG Polvere insetticida microgranulare Società: EUROEQUIPE srl Via del Lavoro, 3-40056 Crespellano (BO) Telefono

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza

Scheda di dati di sicurezza Pagina 1 di 5 SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1. Identificatore del prodotto 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati

Dettagli

Caratterizzazione chimica: polvere per soluzione per iniezione o infusione (Principio Attivo: fludarabina fosfato)

Caratterizzazione chimica: polvere per soluzione per iniezione o infusione (Principio Attivo: fludarabina fosfato) FLUDARA I.V. (materiale bulk (sfuso)) 1. Identificazione della sostanza/prodotto e dell azienda/produttore 1.1 Nome commerciale: Fludara i.v. (materiale bulk (sfuso)) 1.2 Uso: prodotto medicinale 1.3 Azienda

Dettagli

Leggere attentamente l etichetta e la Scheda di 2Sicurezza (SDS)

Leggere attentamente l etichetta e la Scheda di 2Sicurezza (SDS) Leggere attentamente l etichetta e la Scheda di 2Sicurezza (SDS) Come si legge un etichetta L etichetta di un agrofarmaco deriva dalla valutazione di numerosi studi effettuati sul prodotto inerenti aspetti

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA - Norme comportamentali nei laboratori - Rischio chimico: Frasi di rischio e schede di sicurezza - - - Dispositivi di Protezione Individuale () - Attrezzature di Laboratorio

Dettagli

SOSTANZE CHIMICHE COME FONTE DI INCIDENTI E DI INFORTUNI Non solo Seveso!!!

SOSTANZE CHIMICHE COME FONTE DI INCIDENTI E DI INFORTUNI Non solo Seveso!!! Bologna 27 / 05 / 2011 SOSTANZE CHIMICHE COME FONTE DI INCIDENTI E DI INFORTUNI Non solo Seveso!!! Gabriella Nicotra - Giuliano Marchetto Andrea Mazzetti INFORTUNIO. Evento improvviso (a volte brutale)

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza. YETI Dentalprodukte GmbH

Scheda di dati di sicurezza. YETI Dentalprodukte GmbH 1. Elementi identificatori della sostanza o del preparato e della società / impresa produttrice Discrezione: 3-D Laser Scanning Spray Bianco, Art.No.581-0300 Contenuto: 300 ml Scopo: Fabbricante: Spray

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA Pagina 1 di 9 SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA NITRATO POTASSICO / MULTIGREEN NK 13.0.46 1. Identificazione del prodotto e dell azienda 1.1. Identificazione della sostanza / preparato: - Denominazione NITRATO

Dettagli

NORME di COMPORTAMENTO e di SICUREZZA

NORME di COMPORTAMENTO e di SICUREZZA AULA- LABORATORIO SCIENTIFICO LICEO CLASSICO V. GIOBERTI SUCCURSALE NORME di COMPORTAMENTO e di SICUREZZA NORME di COMPORTAMENTO GENERALE 1) ENTRARE nell aula laboratorio scientifico solo se sono già usciti

Dettagli

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 pag. 01/06-NTM25 SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 Data di emissione : 5 agosto 1998 Versione N. : 3 1. DENOMINAZIONE COMMERCIALE PRODOTTO 1.1 Nome commerciale : 1.2 Società produttrice

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1/6 Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1 - Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Denominazione commerciale: ACIDE D,L-MALIQUE Impiego: Preparato per uso enologico

Dettagli

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA RIO CASAMIA COLONIA

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA RIO CASAMIA COLONIA SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa. 1.1. Identificatore del prodotto 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza o miscela e usi sconsigliati 1.3. Informazioni

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO 1 IDENTIFICAZIONE PREPARATO E SOCIETA PRODUTTRICE 1.1 Denominazione commerciale : DILUENTE DELCO 1.2 Ditta produttrice : MGR ELECTRO SRL 1.3 Numero telefonico : 02/9660699

Dettagli

LA QUALITA DELL ARIA DENTRO LA NOSTRA CASA. arch. Luca Farinelli studio anguillametrica luca@anguillametrica.com

LA QUALITA DELL ARIA DENTRO LA NOSTRA CASA. arch. Luca Farinelli studio anguillametrica luca@anguillametrica.com LA QUALITA DELL ARIA DENTRO LA NOSTRA CASA arch. Luca Farinelli studio anguillametrica luca@anguillametrica.com NELLA CASA SI TRASCORRE L 80% DEL TEMPO DELLA NOSTRA VITA CHE ARIA RESPIRIAMO DENTRO LA NOSTRA

Dettagli

APPLICABILE DAL 1 GIUGNO 2015

APPLICABILE DAL 1 GIUGNO 2015 CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE DEI RIFIUTI A PARTIRE DAL 1 GIUGNO 2015 Guida alla classificazione dei rifiuti Se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso assoluto, esso è pericoloso senza

Dettagli

CORRETTA LETTURA DELLE ETICHETTE E DELLE SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI CHIMICI

CORRETTA LETTURA DELLE ETICHETTE E DELLE SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI CHIMICI Pagina 1 di 10 INDICE Premessa Riferimenti normativi Definizioni Campo di applicazione Responsabilità ed aggiornamento Schede di sicurezza Etichette Uso dei D.P.I. Sorveglianza sanitaria Controlli e verifiche

Dettagli

Scheda di sicurezza CANDOGEN 2B SCHEDA DI SICUREZZA

Scheda di sicurezza CANDOGEN 2B SCHEDA DI SICUREZZA SCHEDA DI SICUREZZA 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Riducente per l industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA SRL Via Clerici, 16 22070 Bulgarograsso

Dettagli

La valutazione del rischio in ambiente di lavoro D.Lgs. 626/94 e s.m.i.

La valutazione del rischio in ambiente di lavoro D.Lgs. 626/94 e s.m.i. Modulo Dat. Lavoro - RSPP La valutazione del rischio in ambiente di lavoro D.Lgs. 626/94 e s.m.i. Zambelli Per. Ind. Michele Zambelli Per. Ind. Michele 1 Rischio: probabilità che venga raggiunto il limite

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 DATA DI REVISIONE: GENNAIO 2006

SCHEDA DI SICUREZZA DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 DATA DI REVISIONE: GENNAIO 2006 SCHEDA DI SICUREZZA UFO ULTRA FINE OIL DATA DI COMPILAZIONE: MARZO 2001 PAGINA: 1 DI 6 1 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Nome commerciale UFO - ULTRA FINE OIL Identificazione

Dettagli

SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO

SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO SICUREZZA DPI DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE CAMICE GUANTI OCCHIALI PROTETTIVI VANNO INDOSSATI SEMPRE IN LABORATORIO

Dettagli

ACETIKO24 DISPOSITIVO MEDICO DI CLASSE IIB 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ

ACETIKO24 DISPOSITIVO MEDICO DI CLASSE IIB 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ SS 05 pagina 1 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ 1.1 Identificazione del preparato Denominazione chimica: polvere a base di TAED e percarbonato sodico. Classificazione Dispositivo

Dettagli

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA E DELLA SOCIETÀ 1.1 Identificatore del prodotto Nome prodotto Prodotto fitosanitario Reg. Min. Sal. n. 12393 del 27.09.2005 1.2 Usi pertinenti identificati della sostanza

Dettagli

CORSO RSPP MODULO B Macrosettore 4. Contenuti

CORSO RSPP MODULO B Macrosettore 4. Contenuti ASSOCIAZIONE PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE DELLA PROVINCIA DI LECCO VIA PERGOLA, 73 23900 LECCO (LC) TEL. 0341282822 FAX 0341282034 Internet: http://www.api.lecco.it - E-mail: associazione@api.lecco.it Area

Dettagli

SCHEDA SICUREZZA RESINA R00500 Revisione del 24/06/2009 Nome del Prodotto:R00500 Riferimento: SDS_R00500_20090624

SCHEDA SICUREZZA RESINA R00500 Revisione del 24/06/2009 Nome del Prodotto:R00500 Riferimento: SDS_R00500_20090624 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DELLA SOCIETÀ PRODOTTO RESINA R00500 Nome chimico: Forma ionica: Uso del preparato utilizzi principali: Società produttrice: SOCIETA DISTRIBUTRICE: Acido

Dettagli

Simboli di pericolo simboli di pericolo sostanze formulazioni prodotti simboli di pericolo

Simboli di pericolo simboli di pericolo sostanze formulazioni prodotti simboli di pericolo Simboli di pericolo I simboli di pericolo vengono usati per etichettare le sostanze pericolose, come previsto dalle normative vigenti sull argomento. La Ordinance on Hazardous Substances è una regolamentazione

Dettagli

1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETA /IMPRESA

1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA SOCIETA /IMPRESA Via Galvani, 14-294 Corsico (MI) - Italy Tel. (+39) 2 4586435 - Fax (+39) 2 4586984 e-mail: info@pandoralloys.com Internet: www.pandoralloys.com 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA O DELLA MISCELA E DELLA

Dettagli

Relatore: Dott. Lazzaro Palumbo Rischio medio 8 ore PERCHÉ FREQUENTARE UN CORSO ANTINCENDIO? Il rischio incendio è uno dei maggiori rischi per i luoghi di lavoro Non esistono attività lavorative a rischio

Dettagli

FOGLIO DI ISTRUZIONI D USO IN SICUREZZA

FOGLIO DI ISTRUZIONI D USO IN SICUREZZA FOGLIO DI ISTRUZIONI D USO IN SICUREZZA Grigliati in Poliestere Rinforzato con Fibra di Vetro (PRFV) Revisione 5 del 30/12/2014 0. INTRODUZIONE La Normativa Europea sui prodotti chimici N 1907/2 006 (REACH)

Dettagli

Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica

Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica (traccia gentilmente concessa da ITIS E. Fermi Bassano del Grappa) (Rielaborato da ITIS De Pretto Schio) Lo studente ha il DIRITTO di essere informato

Dettagli

No. documento : 06-9354-9 Data di revisione : 20/01/2003 Versione : 2.03 Sostituisce : 26/07/2002 Stato del docum. : Definitivo

No. documento : 06-9354-9 Data di revisione : 20/01/2003 Versione : 2.03 Sostituisce : 26/07/2002 Stato del docum. : Definitivo 3M ITALIA S.p.A. Via S. Bovio 3 - Loc. S. Felice 20090 Segrate - MI Tel. 0270351 Fax 0270353076-0270353090 E-mail: innovation.it@mmm.com ========================================================================

Dettagli

CODICE: 20175 NATURA CHIMICA ED USO RACCOMANDATO: Sigillante anaerobico a base acrilica, per l industria meccanica.

CODICE: 20175 NATURA CHIMICA ED USO RACCOMANDATO: Sigillante anaerobico a base acrilica, per l industria meccanica. SCHEDA DI SICUREZZA 91/155/UE REVISOINE N 3 DEL 1 0/04/03 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO: FISSA BOCCOLE, BRONZINE CODICE: 20175 NATURA CHIMICA ED USO RACCOMANDATO:

Dettagli

AGENTI CHIMICI PERICOLOSI

AGENTI CHIMICI PERICOLOSI RISCHIO CHIMICO Il RISCHIO CHIMICO in ambiente di lavoro è riconducibile all insieme dei rischi per la Sicurezza e per la Salute, connessi con la presenza, nell ambito dello svolgimento delle lavorazioni,

Dettagli

Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione:

Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione: Eberhard-Finckh-Straße Nome Commerciale: S-U-DENTA-VLIES 39 D-89075 Ulm (Donau) Germany Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione:

Dettagli

IL RISCHIO BIOLOGICO

IL RISCHIO BIOLOGICO LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA IL RISCHIO BIOLOGICO protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL Vallecamonica Sebino - Direzione Territoriale del Lavoro Ufficio Scolastico

Dettagli

LICEO CLASSICO F. SCADUTO BAGHERIA

LICEO CLASSICO F. SCADUTO BAGHERIA LICEO CLASSICO F. SCADUTO BAGHERIA DIPARTIMENTO DI FISICA, CHIMICA E SCIENZE NATURALI in ottemperanza al D.lgs. 81/2008 NORME DI FORMAZIONE ED INFORMAZIONE SULLA SICUREZZA E SALUTE NEL LABORATORIO DI SCIENZE

Dettagli

Condizioni de pericolosità. (Condizioni precauzionali pagina 5)

Condizioni de pericolosità. (Condizioni precauzionali pagina 5) REACH Compliance GmbH Route des Chevallets 7 CH-1658 Rossinière Schweiz Firmenunterstützung für Chemikaliensicherheit und Arbeitsschutz Tel. 026 924 32 10 Fax 026 924 32 11 info@reach-compliance.ch www.reach-compliance.ch

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA PRODOTTO CHIMICO PER USO INDUSTRIALE ACIDO SUCCINICO

SCHEDA DI SICUREZZA PRODOTTO CHIMICO PER USO INDUSTRIALE ACIDO SUCCINICO Versione 4 Data revisione 01.09.2010 SCHEDA DI SICUREZZA PRODOTTO CHIMICO PER USO INDUSTRIALE Conforme al Regolamento CE n. 1907/2006 ACIDO SUCCINICO 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA E DELLA SOCIETÀ NOME

Dettagli

Scheda di Dati di Sicurezza secondo (CE) n. 1907/2006- ISO 11014-1

Scheda di Dati di Sicurezza secondo (CE) n. 1907/2006- ISO 11014-1 Scheda di Dati di Sicurezza secondo (CE) n. 1907/2006- ISO 11014-1 pagine 1 di 5 Loctite 5070 SDB n. : 157264 V002.1 revisione: 23.07.2010 Stampato: 15.11.2010 Nome commerciale: Loctite 5070 1. Identificazione

Dettagli

IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO. Le parole da conoscere

IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO. Le parole da conoscere IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO Le parole da conoscere AGENTE Sostanza chimica, biologica, fisica che può avere degli effetti sulla salute del lavoratore. AGENTE BIOLOGICO Virus, batterio o altro microrganismo

Dettagli

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO DESCRIZIONE DEL PRODOTTO Il flussante Ecoflux ACQUA 4000 della serie no clean rappresenta un significativo sviluppo tecnologico dei flussanti organici, esso è idrosolubile ed è completamente costituito

Dettagli

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza INCENDI Nell industria di processo l incendio rappresenta il processo più frequente: il calore prodotto e irraggiato provoca generalmente notevoli danni all impianto e pone in serio pericolo l incolumità

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/10 Denominazione commerciale: POLIFIM B2

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/01/10 Denominazione commerciale: POLIFIM B2 Pagina: 1/ 5 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA ml.750 Articolo numero: art.05606 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Schiuma poliuretanica ad uso manuale e

Dettagli