Il villaggio di Frattesina e le sue necropoli

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1 Il villaggio di Frattesina e le sue necropoli XII - X secolo a.c. Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine, Barchesse di Villa Badoer

2 Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto Finito di stampare nel mese di febbraio da Fratelli Corradin Editori Tutti i diritti riservati Divieto di riproduzione con qualsiasi mezzo

3 In ricordo di Cecilia Colonna, della sua straordinaria passione archeologica e del suo generoso impegno per questo museo

4 Nel 1999 la Provincia di Rovigo, proprietaria della splendida Villa Badoer, ha stipulato con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il comodato d uso delle barchesse del complesso palladiano, per permettere la realizzazione del Museo Archeologico Nazionale di Fratta, che è stato inaugurato il 21 febbraio L esposizione in un edificio così prestigioso dà il meritato valore alla straordinaria testimonianza archeologica del villaggio di Frattesina e delle sue necropoli; essa rappresenta il risultato di oltre quarant anni di ricerche archeologiche, frutto del lavoro di diversi attori: Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Museo Civico di Rovigo, Associazione Manegium di Fratta Polesine, Comune di Fratta Polesine, Comune di Castelnovo Bariano con il locale Gruppo Archeologico, C.P.S.S.A.E. (Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici), Consorzio di Bonifica Adige Canalbianco, che ha finanziato l ultima campagna di scavi nella necropoli di Narde. Il Museo Nazionale di Fratta, che sarà presto collegato al Sistema Museale Provinciale Polesine, rappresenta un fondamentale tassello della rete museale della provincia di Rovigo per far conoscere, valorizzare, qualificare e promuovere i beni storici, artistici e naturali del nostro territorio. Sono lieta che, a poco più di un anno dall inaugurazione del museo veda la luce la presente guida, che offre un contributo nuovo alla conoscenza e alla promozione del patrimonio archeologico polesano. Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del Museo: il dott. Luciano Salzani, coordinatore del Comitato Scientifico, comprendente la dott. Anna Maria Bietti Sestieri, il dott. Paolo Bellintani e la dott. Maurizia De Min, coadiuvati dai collaboratori: la prematuramente scomparsa dott.ssa Cecilia Colonna, il dott. Massimo Saracino, la dott. Maria Cristina Vallicelli e, per l allestimento, l architetto Loretta Zega, coadiuvata dall arch. Marco Fontanive. Un grazie particolare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che ancora una volta ha sostenuto l iniziativa. Laura Negri Assessore alla Cultura della Provincia di Rovigo Dal 21 febbraio dell anno appena trascorso, Fratta Polesine ospita nelle barchesse di Villa Badoer il Museo Archeologico Nazionale, dove sono esposti i reperti dell antica civiltà di Frattesina. A distanza di un anno la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto ha predisposto questa importante guida. Una pubblicazione resa possibile grazie al lavoro della Soprintendenza stessa ed al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il Museo archeologico di Frattesina è stato concepito non solo come contenitore di beni preziosi, ma anche fornitore di un servizio volto a favorire la conoscenza del nostro patrimonio culturale. Se le funzioni fondamentali per un museo sono la conservazione, la ricerca e soprattutto la comunicazione, importantissima per definire il rapporto con il suo territorio di riferimento, posso affermare che in questo Museo tutto ciò è stato realizzato. E se dal un lato Fratta Polesine è grata di questo omaggio da parte degli enti promotori, necessario per la valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale e del proprio territorio, dall altro essa intende riconfermare la sua tradizionale cortesia nell accoglienza dei numerosi visitatori, proponendo alla loro attenzione anche il suo importante centro urbano, ricco di rilevanti presenze architettoniche, artistiche e storiche di sicuro prestigio e interesse. Riccardo Resini Sindaco di Fratta Polesine

5 Pur trattandosi di uno scavo relativamente recente, l importanza straordinaria dei rinvenimenti ha reso il sito archeologico di Frattesina uno dei luoghi-chiave della protostoria europea, in particolare per quella fase cruciale corrispondente agli ultimi secoli del II millennio a.c. - che gli archeologi chiamano: età del Bronzo finale. Come spesso accade negli stadi di transizione è questa un epoca di grandi rivolgimenti sociali e culturali, che accompagnano il passaggio tra età del Bronzo e età del Ferro ovvero, in senso lato, tra Preistoria e Storia. Della crisi del vecchio mondo e dell alba del nuovo Frattesina è uno dei testimoni più esaurienti, consentendoci di intravedere un ampia gamma di componenti socio-economiche e culturali: dalle produzioni domestiche, fittili e tessili, a quelle quasi-industriali, che, insieme alla metallurgia ormai diffusa a livello strettamente utilitario e alla produzione su larga scala degli ornamenti in vetro, prevedono anche la lavorazione e lo scambio di risorse pregiate e esotiche, come l ambra, l avorio e le uova di struzzo. Ma anche le forme dell abitare in un insediamento esteso quasi 20 ettari e le modalità sepolcrali nelle due ormai celebri necropoli ad incinerazione delle Narde e di Fondo Zanotto trovano a Frattesina espliciti correlati archeologici, consentendoci di inquadrare il peculiare assetto sociale di quella che doveva essere la capitale del Polesine e del Po di Adria, nonché il principale centro di riferimento dei traffici fenici e ciprioti nell Alto Adriatico. Di questo universo variegato e complesso il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine è specchio ampio e fedele. Integrata nella splendida sede delle barchesse di Villa Badoer, l articolazione del percorso espositivo corrisponde alla complessità del quadro storico proposto al visitatore: un piano per ciascuno dei due mondi (vivi e morti) e 18 sezioni per altrettanti temi e contesti, illustrati dai principali documenti archeologici e da efficaci ricostruzioni grafiche. La storia di questo museo è appena più breve, ma quasi altrettanto densa di quella degli scavi. Il Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine nasce dalla sinergia tra uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (la Soprintendenza archeologica e quella architettonica del Veneto occidentale, coordinate dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto) e Enti locali (la Provincia di Rovigo e il Comune di Fratta). L impegno ormai ultradecennale di queste e altre istituzioni - in primis la Fondazione Cariparo - e delle numerose persone che hanno offerto il loro contributo - a partire dal Comitato Scientifico - per la valorizzazione di questo straordinario patrimonio storico-culturale trova oggi concreta realizzazione editoriale con questa guida. Ci auguriamo che essa possa costituire un efficace e memorabile introduzione al mondo di Frattesina per i giovani e meno giovani visitatori del più giovane dei nostri musei. Vincenzo Tiné Soprintendente per i Beni Archeologici del Veneto Salutiamo con particolare piacere la pubblicazione della presente guida. Il sostegno della nostra Fondazione a questa iniziativa editoriale si inserisce nell ambito di un impegno più ampio a favore dell apertura nel 2009 del Museo Archeologico Nazionale a Fratta Polesine. Il volume offre un contributo significativo alla diffusione della conoscenza della storia plurisecolare di queste terre, di cui l allestimento museale di Fratta offre uno spaccato puntuale ed efficace, stimolando il visitatore a scoprire o riscoprire importanti reperti archeologici, provenienti dal villaggio di Frattesina e dalle sue necropoli. Investire risorse ed energie per la realizzazione di luoghi deputati alla promozione della cultura e del patrimonio artistico locale, con il coinvolgimento convinto degli enti territoriali, costituisce del resto per la Fondazione un aspetto centrale della propria attività a beneficio dello sviluppo economico e sociale delle comunità di riferimento. L augurio è che la guida del Museo di Fratta Polesine sappia suscitare non solo l interesse degli studiosi e dei professionisti del settore, che avranno ora a disposizione un nuovo e prezioso strumento per le loro attività di ricerca, ma dare anche ulteriore visibilità al nostro Polesine e alla sua storia, una ricchezza da preservare e da tramandare alle nuove generazioni. Antonio Finotti Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

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7 Il villaggio di Frattesina e le sue necropoli (XII X secolo a.c.) Il Museo rappresenta il punto di arrivo di oltre quarant anni di ricerche nel Polesine, la sede che raccoglie le importanti testimonianze dei villaggi della tarda Età del bronzo sorti lungo l antico corso del Po. Il nucleo principale dell esposizione è costituito dai ritrovamenti di un complesso archeologico oggi ritenuto fra i più rappresentativi a livello europeo per l Età del bronzo finale (XII X secolo a.c.), quelli del villaggio di Frattesina e delle sue necropoli, individuate nelle località Narde e Fondo Zanotto. Il percorso di visita prevede vari momenti di approfondimento volti ad offrire un esperienza conoscitiva di grande valore, una fonte di interesse non solo per un pubblico esperto ma anche per coloro che per la prima volta si accostano all archeologia. La visita al Museo inizia con un introduzione alla fase archeologica del bronzo finale in Europa e in particolare nel Veneto. L inquadramento generale viene proposto con una serie di carte geografiche, che in modo semplice ed immediato illustrano le caratteristiche del periodo protostorico, ed una selezione significativa di rinvenimenti del Veneto orientale e occidentale (Treviso, Montagnana, Gazzo Veronese, Veronella, Garda), provenienti sia da ambiti abitativi, sia funerari. Il percorso di visita prevede anche un approfondimento relativo all antico Polesine, con le testimonianze dei villaggi sorti lungo le rive dell antico ramo del Po nell Età del bronzo recente, XIII secolo a.c., (Larda di Gavello, Castelnovo Bariano) e del bronzo finale (Mariconda di Melara, Villamarzana). In questo ambito vengono illustrate le condizioni ambientali del periodo in esame, con l illustrazione della fauna e della flora e dell antico sistema idrografico, attraverso un ricco apparato di immagini ricostruttive. In questa sezione introduttiva viene affrontata anche la storia degli scavi e delle scoperte archeologiche che sono state effettuate in Polesine negli ultimi quarant anni. Con la visita alla sala successiva si affrontano le testimonianze, d importanza straordinaria, relative al grande abitato di Frattesina, esempio di eccezionale vitalità nel panorama europeo della tarda Età del bronzo. Il visitatore viene adeguatamente introdotto ai vari aspetti della vita quotidiana del villaggio, attraverso una serie di testi informativi e di immagini scientificamente ricostruttive, volti a fornire i giusti strumenti per un approccio appassionante, ma rigoroso, all esposizione. La ricca serie di testimonianze archeologiche illustra le principali attività domestiche, quali la preparazione e la cottura dei cibi, la filatura e la tessitura, il gioco e gli elementi cultuali. Le attività di sussistenza, quali l agricoltura, la caccia e la pesca vengono illustrate grazie ai numerosi strumenti di lavoro che il villaggio ci ha restituito, quali ad esempio le asce per disboscare, i falcetti per mietere i cereali o gli ami da pesca, alcuni di eccezionali dimensioni, per pescare nel grande fiume. Un ampia sezione è dedicata alle attività artigianali praticate con tale intensità e varietà nel villaggio di Frattesina da far supporre che la produzione non fosse unicamente destinata al fabbisogno interno, ma anche all esportazione, favorita dalla presenza del fiume, che senza dubbio agevolava le relazioni di scambio ad ampio raggio. Vengono così illustrate, con una ricca serie di reperti d importanza eccezionale, la lavorazione dei metalli, principalmente del bronzo, ma anche dell oro e del piombo, la lavorazione dell argilla per la realizzazione di vasi di varie fogge,

8 la lavorazione del vetro, dell osso animale e del corno di cervo. Eccezionali per qualità e quantità i reperti che testimoniano le produzioni metallurgiche, quali le numerosissime forme da fusione in pietra (oltre 60), i 4 ripostigli da fonditore, veri e propri complessi di frammenti bronzei da rifondere, le centinaia di oggetti finiti (ornamenti, utensili e armi) rinvenuti nell abitato. Anche le testimonianze relative alla lavorazione del vetro, quali le centinaia di perle, i frammenti di crogioli in terracotta, gli scarti di lavorazione e i blocchetti di vetro di vari colori, non hanno eguali nel panorama europeo dell Età del bronzo. La presenza di alcune materie prime di origine esotica, quali l avorio di elefante, l ambra del Baltico, le uova di struzzo e la ceramica di tipo egeo, rivelano con certezza la pratica di importare alcune materie prime allo stato grezzo, attraverso scambi commerciali anche con aree poste a grande distanza, per lavorarle sul posto e realizzare oggetti pregiati. Di particolare rilevanza il cosiddetto Tesoretto, costituito da numerosi pettini in avorio, perle in vetro e ambra e ornamenti in bronzo, rivenuto nell abitato insieme ai resti del recipiente bronzeo che lo conteneva. L ampia sezione posta al primo piano del Museo è interamente dedicata al mondo funerario. E esposta una significativa selezione delle oltre mille sepolture rinvenute nelle necropoli di Fondo Zanotto, individuata a 500 m a Sud-Est dell abitato di Frattesina, e Narde, individuata a circa 600 m a Nord, sulla riva opposta del fiume. Il rituale funerario è quello della cremazione, caratteristico dell Età del bronzo finale, seguito in modo pressoché esclusivo in tutta la penisola italiana e nelle coste settentrionali della Sicilia. Sono tuttavia attestate alcune, rare, sepolture ad inumazione, che prevedono appunto la deposizione del corpo direttamente nella nuda terra. Le sepolture sono costituite principalmente dall urna cineraria in terracotta e dal corredo posto al suo interno. Gli oggetti di corredo delle sepolture rispecchiano la ricca produzione artigianale svolta nell abitato, infatti sono costituiti da numerosi ornamenti in bronzo, perle in vetro, ambra e oggetti in osso/corno. Tra gli aspetti caratteristici dell ideologia funeraria dell Età del bronzo finale e delle fasi iniziali dell Età del ferro in tutta l Italia settentrionale è necessario considerare il divieto di deporre armi nelle sepolture. Da ciò deriva l eccezionalità delle due sepolture della necropoli di Narde, ciascuna delle quali ha restituito una spada in bronzo di cui una con ribattini in oro. Tali elementi caratterizzano i due defunti non solo come guerrieri ma come dotati di un ruolo politico preminente. Il visitatore è guidato da una serie di testi informativi, corredati di una ricca serie di immagini ricostruttive, riguardanti le varie tematiche funerarie, quali l ideologia e il rituale funerario e religioso, la composizione e il significato delle offerte e dei corredi, la storia delle ricerche nelle due necropoli.

9 Percorso museale L Italia nord-orientale ai tempi di Frattesina L antico ambiente del Polesine Prima di Frattesina L abitato di Frattesina Piano terra Introduzione all Età del bronzo INGRESSO L abitato di Frattesina Le necropoli di Frattesina Le necropoli di Frattesina Piano primo

10 indice Piano Terra, Sala I Prima di Frattesina 14 Frattesina tra Europa e Mediterraneo 15 Frattesina nel contesto dell Italia 16 Antica idrografia 17 L antico ambiente del Polesine 18 Piano Terra, Sala II L Italia nord-orientale dalla fine dell Età del bronzo 24 agli inizi dell Età del ferro Gli abitati dell Età del bronzo finale nel Veneto 25 Le necropoli dell Età del bronzo finale nel Veneto 26 Il Polesine ai tempi di Frattesina 28 La protostoria in Polesine: storia delle ricerche 29 La crono-tipologia 30 Piano Terra, Sala III L abitato di Frattesina 32 La vita nel villaggio 33 La casa 34 Vita domestica 35 La cottura dei cibi 36 Il trattamento e la conservazione degli alimenti 37 La filatura e tessuti 38 Abiti e ornamenti 39 Il mondo agricolo 41 Caccia e pesca 43 La ceramica 44 La lavorazione del corno e dell osso 45 La produzione del vetro 47 L artigianato metallurgico 49 Scambi e contatti 52 Metalli e vetro 53 Ambra, avorio e uova di struzzo, ceramica di tipo miceneo 54 Ambra e avorio 56 Il tesoretto 57 Aspetti cultuali 58

11 Primo Piano, Sala IV Le necropoli di Frattesina 60 Le necropoli di fondo Zanotto 61 La scoperta e gli scavi L organizzazione della necropoli Le tombe Le necropoli di Narde 62 La scoperta e gli scavi L organizzazione della necropoli Le tombe Narde II: una nuova area sepolcrale della stessa necropoli I rituali funerari nell Età del bronzo finale 63 Il rituale funerario dell incinerazione Le analisi effettuate sui resti ossei cremati 64 Il rituale funerario dell inumazione 65 Le analisi effettuate sui resti ossei Culto 66 I corredi funebri 67 Corredo maschile 68 Corredo Femminile Corredo infantile Le necropoli di Narde 69 Le tombe infantili Le tombe femminili 70 Le tombe maschili 71 La necropoli di fondo Zanotto 72 Le tombe infantili Le tombe femminili 73 Le tombe maschili 74 Il grande tumulo 75 Bibliografia di riferimento 76 Per i materiali esposti del Veneto nel bronzo finale 78

12 12 Ambito cronologico

13 Piano Terra, Sala I Prima di Frattesina Introduzione all Età del bronzo finale L antico ambiente del Polesine

14 PRIMA DI FRATTESINA Dall analisi tipologica dei materiali ceramici emerge che la fase iniziale dell insediamento di Frattesina presenta alcune affinità e una diretta derivazione dalle culture dell Età del bronzo recente. Nel Polesine sono ancora poco noti i siti del bronzo recente (XIII sec. a.c.); si tratta di rinvenimenti sparsi che per ora non permettono di ricostruire un quadro completo del popolamento del territorio in quest epoca. Un gruppo di ritrovamenti, localizzato nell Alto Polesine a Marola, Canova e Bosco S. Pietro (Castelnovo Bariano), rientra nel sistema di popolamento che ha la sede principale nelle vicine Valli Grandi Veronesi, dove sono numerosi i grandi villaggi arginati con le relative necropoli. Le principali ricerche si sono svolte nel Medio Polesine, in due siti della località Larda (Gavello), particolarmente significativa anche per la sua collocazione ambientale in stretta relazione con l antico delta padano. Gli scavi hanno parzialmente portato alla luce un abitato delimitato da argine e fossato, le cui capanne erano poste su un impianto di pali. La cultura materiale di questo sito si inquadra pienamente nell Età del bronzo recente e presenta strette affinità con il repertorio ceramico degli abitati della confinante area della Romagna. Recentemente (2008) sono iniziati gli scavi in un abitato, attribuibile ad una fase avanzata dell Età del bronzo recente, a Campestrin di Grignano (Rovigo), che si trova lungo un antico ramo del Po, nelle immediate vicinanze di Fratta Polesine, e che pertanto potrà fornire dati interessanti sull origine di Frattesina. 14 Piano Terra, Sala I

15 FRATTESINA TRA EUROPA E MEDITERRANEO Il periodo di vita dell abitato (XIII-X sec. a.c.) coincide con lo sviluppo della civiltà dei Campi d Urne, presente in molte regioni europee (Germania, Francia, penisola iberica, Italia, Balcani) accomunate dall uso quasi esclusivo dell incinerazione. La presenza di armi solo in pochissime tombe (v. le tombe 227 e 168 di Frattesina-Narde) indica la centralizzazione del potere politico, una condizione favorevole per l espansione di attività produttive e reti di scambio. Lo sviluppo di Frattesina coincide con la crisi delle grandi potenze del Mediterraneo Orientale (Egitto, Hittiti, Micenei), cui seguì il cambiamento delle condizioni generali e dei centri di origine dei collegamenti verso il Mediterraneo centrale e occidentale. Fra XVI e XIII sec. a.c. navigazioni dalla Grecia Micenea raggiungevano la Sicilia, l Italia meridionale e l Adriatico per acquisire materie prime italiane ed europee, in particolare metalli e ambra baltica. Il XIII sec. segna l inizio di una crisi dovuta al declino dei regni micenei e all avanzata in Sicilia e nelle isole Eolie di gruppi provenienti dall Italia meridionale. Fra XIII e IX sec. all influenza egea si sostituisce una forte presenza dal Mediterraneo Orientale (Cipro e Fenicia). La base più importante è la Sardegna; i collegamenti vanno dal Nord Africa, all Etruria, all Atlantico. Frattesina, in posizione strategica fra il Mediterraneo e l Europa, partecipa direttamente a questo sistema. La presenza attiva di una componente orientale (mercantiartigiani) è indiziata da materiali con confronti a Cipro (vedi frammento di dolio decorato nella vetrina Ritualità e Gioco) e dalla lavorazione di materie prime esotiche come l avorio. Le condizioni strutturali in cui avviene questo sviluppo sono l organizzazione politica centralizzata e il carattere industriale e commerciale delle produzioni. Piano Terra, Sala I 15

16 FRATTESINA NEL CONTESTO DELL ITALIA Frattesina è il principale punto di riferimento delle attività di acquisizione di materie prime, produzione e scambio per gran parte dell Italia settentrionale e centrale. La sua complessità strutturale e organizzativa si basa su un insieme di fattori: la continuità con le manifestazioni locali più antiche, i collegamenti con la penisola, la probabile presenza di una componente proveniente dal Mediterraneo Orientale. L abitato è nato nel corso dell Età del bronzo recente (ca. XIII sec. a.c.). Anche se praticate su una scala molto più ampia, molte produzioni, come la metallurgia e la lavorazione dell osso e del corno di cervo, sono un eredità delle fasi precedenti. Nel momento di massimo sviluppo (XII-X sec. a.c.), molti elementi indicano uno stretto rapporto di Frattesina e dell area fra Veneto e Lombardia orientale, con il Bolognese, la Romagna, le Marche, l Umbria e la Toscana. L intensità dei collegamenti su questo ampio territorio è indicata dalla somiglianza nelle forme e decorazioni della ceramica e dalla circolazione di metallo (oggetti finiti e lingotti a forma di piccone). La vita a Frattesina s interrompe, per motivi non ancora chiariti, agli inizi dell Età del ferro. Sono i centri villanoviani (cioè proto-etruschi) di Bologna e Verucchio ad ereditarne in buona parte le funzioni. Dal VI sec. a.c. la bassa pianura tra Adige, Po e costa adriatica tornerà al ruolo di punto nevralgico di contatti su lunga distanza con l emporio etrusco di Adria. 16 Piano Terra, Sala I

17 ANTICA IDROGRAFIA La pianura polesana è di formazione geologica recente, frutto degli apporti alluvionali del Po, dell Adige, in misura minore del Tartaro e dell azione umana. Le foto aeree e le indagini geomorfologiche hanno permesso di individuare numerose tracce di paleoalvei relativi al Tartaro e al Po, riconoscibili in lunghi dossi sabbiosi lievemente rilevati sulla campagna. In epoca antica, il basso corso del Po scorreva più a nord rispetto a quello attuale e presentava un delta molto più ampio e profondo; inoltre, più arretrata era la linea di costa, ancora oggi indicata da una serie di cordoni di dune fossili. All epoca di Frattesina, uno dei principali rami padani era il Po di Adria, riconoscibile nella fascia dossiva che da Ostiglia arriva fino all antica linea di costa, toccando numerosi centri abitati tra i quali Castelmassa, Trecenta, Fratta Polesine, Ceregnano, Adria. È lungo il suo corso che sorsero i principali centri dell epoca, tra i quali la stessa Frattesina. Tra la fine dell Età del bronzo e l inizio dell Età del ferro, un lungo periodo di forte piovosità con conseguenti alluvioni e dissesti idrogeologici portò ad una profonda trasformazione idrografica e ambientale; il Po di Adria perse la sua preminenza diventando un ramo secondario a vantaggio di un corso padano più meridionale, il Po di Spina. Piano Terra, Sala I 17

18 L ANTICO AMBIENTE DEL POLESINE Informazioni sull ambiente naturale circostante l abitato provengono principalmente dagli studi naturalistici. Si tratta soprattutto di analisi paleobotaniche, in grado di dare una completa ricostruzione della vegetazione (naturale e antropizzata), e di quelle archeozoologiche che, pur avendo come obiettivo primario lo studio delle popolazioni animali che hanno avuto rapporti con le comunità umane, forniscono utili considerazioni sulle attività economiche, rituali e sociali (metodi di caccia, domesticazione, allevamento, trasporti, lavorazione dei prodotti secondari dell allevamento, attività di culto, ecc.) nonché informazioni indirette sull ambiente vegetale. Il paesaggio ai tempi di Frattesina era radicalmente diverso da quello attuale, completamente trasformato negli ultimi due millenni dall azione congiunta di natura e uomo: bonifiche e appoderamenti, ritorno della selva e alluvioni, nuove bonifiche. L antica area deltizia doveva presentarsi ricca di corsi d acqua e di boschi formati prevalentemente da querce, olmi e frassini; diffuse erano anche piante tipiche degli ambienti umidi, come ontani e salici. Tra gli alberi da frutto, il melo selvatico e il nocciolo. In alternanza agli spazi boschivi si aprivano ampie radure, in parte dovute all azione dell uomo tesa a sottrarre terra per le colture agricole di cereali (orzo e grano) e legumi. Ricca e varia era la fauna, che comprendeva anche specie oggi scomparse dall ambiente polesano. Per quanto riguarda le specie selvatiche, è stata riscontrata la presenza di cervo, capriolo, cinghiale, orso, castoro, istrice, gatto selvatico, lepre, volpe, di diversi mustelidi (martora, faina e donnola) e di avifauna tipica dei luoghi paludosi, come trampolieri e anatre. In relazione all allevamento e alle specie domestiche, sono documentati suini, bovini, ovicaprini, il cavallo e il cane. 18 Piano Terra, Sala I

19 Piano Terra, Sala I 19

20 20 Piano Terra, Sala I

21 Piano Terra, Sala I 21

22 22 Piano Terra, Sala I

23 Piano Terra, Sala II Il Veneto nel bronzo finale 23

24 L ITALIA NORD-ORIENTALE DALLA FINE DELL ETÀ DEL BRONZO AGLI INIZI DELL ETÀ DEL FERRO Nella protostoria dell Italia settentrionale uno dei massimi sviluppi demografici si ha nelle fasi tra la piena Età del bronzo medio e il bronzo recente (XIV-XIII sec. a.c.), con una fitta rete di abitati diffusi nella pianura padana e sulle pendici e sommità collinari. Nel corso del XII sec. a.c., nel giro di pochi decenni, si ha un crollo di tutto questo sistema insediativo. Quasi tutta la pianura padana si spopola e solo pochi insediamenti a nord del Po documentano una continuità di vita fino agli inizi dell Età del bronzo finale (seconda metà del XII sec. a.c.). Una piena ripresa dell insediamento nel territorio si ha nelle fasi piena e terminale del bronzo finale (XI-X sec. a.c.). In quest epoca, nell Italia nord-orientale il sistema insediativo è abbastanza diverso da quello delle fasi precedenti: il ruolo fondamentale è assunto dal territorio attorno all asta fluviale del Po; altri nuclei importanti sono quello del territorio posto alla confluenza dei fiumi Tartaro e Tione e quello delle zone collinari prealpine. Molti degli insediamenti dell Età del bronzo finale staranno alla base della nascita e sviluppo dei centri protourbani dell Età del ferro. 24 Piano Terra, Sala II

25 GLI ABITATI DELL ETÀ DEL BRONZO FINALE NEL VENETO Nel Veneto sono conosciuti numerosi siti dell Età del bronzo finale, un buon numero dei quali rappresenta la fase iniziale di importanti abitati protourbani che avranno il loro massimo sviluppo durante l Età del ferro. In molti casi questi siti sono noti solo da recuperi di reperti e da qualche piccolo sondaggio di scavo. Sono ancora pochi gli abitati in cui siano state fatte ricerche in estensione, che abbiano permesso di conoscere le strutture delle capanne e le altre strutture interne e perimetrali dei villaggi. I dati più interessanti si sono ottenuti in recenti ricerche svolte all interno dell attuale centro urbano di Treviso. È stata scavata parte di un insediamento con abitazioni a pianta rettangolare, con pareti in graticcio intonacato con argilla e con copertura costituita da un intelaiatura lignea. I diversi nuclei di abitazioni erano intervallati da zone destinate all allevamento e alle coltivazioni. Altre importanti ricerche sono state condotte nell abitato protostorico di Montagnana, dove sono state portate alla luce strutture abitative e aree artigianali per la lavorazione della ceramica. La struttura dell insediamento si presenta abbastanza complessa, con vari nuclei abitativi associati a piccoli nuclei di necropoli, e con una successione stratigrafica di livelli abitativi che si alternano a livelli d abbandono dell area. Il rinvenimento di un frammento di ceramica egea e di un ripostiglio di bronzi vengono a sottolineare l interesse archeologico di questo abitato, che rappresenta il più importante centro protostorico lungo l asse fluviale dell antico corso dell Adige. Piano Terra, Sala II 25

26 LE NECROPOLI DELL ETÀ DEL BRONZO FINALE NEL VENETO Varie aree destinate alla deposizione dei defunti sono state individuate nel Veneto. Si tratta principalmente di vere e proprie necropoli comprendenti decine o centinaia di sepolture. Il rito funebre maggiormente seguito nel Veneto dell Età del bronzo finale, come in gran parte della Penisola, è quello della cremazione: il corpo del defunto veniva incenerito sulla pira funebre e i resti ossei raccolti in urne di terracotta, spesso dalla caratteristica forma biconica. L urna, coperta da una scodella capovolta, veniva deposta in pozzetti scavati nel terreno. Tra i rinvenimenti di tipo funerario del Veneto, risultano di particolare interesse quelli di Desmontà, Garda e Gazzo. GARDA (VR) Nel 1964, in seguito a lavori edili, sono stati portati alla luce due gruppi di sepolture databili al bronzo finale e prima Età del ferro. Il primo gruppo è costituito da alcune sepolture prive dell urna in ceramica, forse facenti parte di un piccolo tumulo di terra; il secondo invece raggruppa alcune sepolture con urna biconica coperta da una scodella capovolta o da una lastra di calcare. La necropoli non sembra riferibile ad un abitato palafitticolo o di riva del lago di Garda, bensì ad un insediamento le cui tracce sono state individuate sulla sommità della Rocca Vecchia. 26 Piano Terra, Sala II

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