Prof. Bruno Pirozzi. Anno accademico Materiale ad uso esclusivamente didattico e con circolazione limitata agli studenti

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1 Prof. Bruno Pirozzi Anno accademico Materiale ad uso esclusivamente didattico e con circolazione limitata agli studenti

2 PROGRAMMA Ore 60 MODULO 1 1-l azienda e il suo insieme :struttura e risorse e le interazioni con il mercato pag le principali operazioni di gestione e la loro rilevazione contabile pag Elementi di contabilità per la comprensione del bilancio di esercizio pag Il bilancio di esercizio e la sua rappresentazione pag il fabbisogno finanziario dell impresa e i principi, la natura, la durata e le modalità di calcolo delle necessità finanziarie pag MODULO 2 6-Il mercato monetario e finanziario: I principali intermediari finanziari pag Il finanziamento delle imprese:le forme tecniche a breve e a lungo termine pag L internazionalizzazione delle imprese e le principali forme di regolamento e finanziamento nel commercio internazionale. pag I finanziamenti agevolati e la creazione di nuova imprenditorialità pag l rapporto banca impresa alla luce della nuova normativa di Basilea 2 pag

3 CAPITOLO 8

4 IL COMMERCIO CON L ESTERO a) Esportare o Importare: come fare? Esportare o importare beni e servizi, comporta una serie di problemi di tipo economico, normativo e valutario, a volte semplici ed a volte più complessi. Un piano di esportazione consiste principalmente di due fasi: una fase informativa ed una fase operativa. Per quanto riguarda la fase informativa è innanzitutto necessario compiere una valutazione preliminare delle aree potenzialmente più interessanti per il prodotto da esportare. A tal fine si possono utilizzare per esempio i dati relativi ai flussi commerciali per prodotto e per area geografica disponibile presso l'istat e l'uic. Nella fase di tipo informativo è essenziale reperire quante più informazioni è possibile in tempi brevi ed a costi accessibili. Per questo motivo, il ruolo dei servizi all internazionalizzazione per sistemi di imprese, erogati dal mercato privato o da strutture pubbliche o rappresentative di interessi aggregati, è andato fortemente crescendo negli ultimi anni, in connessione e parallelamente con i processi di internazionalizzazione e di mondializzazione dell economia e con gli sviluppi del processo di integrazione dell Europa comunitaria. Il problema principale del settore dei servizi all internazionalizzazione, pur nel contesto della sua crescente rilevanza per i sistemi di impresa, sta ancora oggi nei limiti di visibilità e di definizione. Infatti esso si colloca molto spesso nel quadro di strutture di servizio più generali, che erogano una molteplicità di servizi, fra i quali, e spesso in misura ancora marginale, quelli all internazionalizzazione (questo accade ad esempio per le banche o per le società di pubblicità o ancora per la maggior parte degli studi professionali). Le stesse strutture di servizio pubbliche o associative, presentano in molti casi una caratteristica simile, cioè offrono servizi all internazionalizzazione (e in misura limitata) solo nel contesto di funzioni più generali. Questo fatto rende il settore dei servizi all internazionalizzazione ancora poco visibile e trasparente. In altre parole, questi servizi, sembrano collocarsi in un mercato per più aspetti imperfetto dove domanda ed offerta hanno non poche difficoltà a riconoscersi e quindi ad incontrarsi proficuamente. In particolare, sembra ancora molto debole, un esplicita domanda di servizi all internazionalizzione da parte delle PMI. Esse tendono ad esprimere una domanda esplicita, solo se sollecitate da soggetti visibili ed attraenti. In un contesto, sostanzialmente di mercato ancora in costruzione, il ruolo delle strutture di offerta pubbliche e delle strutture rappresentative di interessi aggregati (associazioni ed anche consorzi di export) appare particolarmente importante e per certi aspetti strategico. Le organizzazioni che offrono un apporto all internazionalizzazione delle imprese per quanto riguarda l offerta pubblica sono: - le Regioni,

5 - i centri esteri delle Camere di commercio, - le banche dati (tra queste ricordiamo: ITIS, Mark, IBIS, STEN, NODO) - l Istituto Nazionale per il Commercio con l estero. 2. Analisi di un mercato estero Vediamo ora nel dettaglio come si fa l analisi di un mercato estero. Per vendere all estero un prodotto il primo passo che le imprese devono compiere è quello di procedere ad un attenta analisi dei mercati esteri, al fine di raggiungere due obiettivi principali: - individuare nuovi mercati - seguire costantemente i mercati nei quali l impresa già opera ed individuare tempestivamente eventuali variazioni della domanda. Poiché inoltre, l ingresso in un mercato comporta sempre il sostenimento di costi, prima di trovare una forma di penetrazione commerciale all estero occorre trovare un metodo per selezionare i mercati che hanno una domanda potenziale superiore ad una soglia minima accettabile. Per individuarli bisogna passare attraverso tre fasi: 1. Selezione dei mercati con maggiore potenziale; 2. Analisi a tavolino ; 3. Analisi in profondità: Rapporto prodotto/mercato. Va poi sottolineato che quando l impresa è già entrata su un mercato ed ha già sviluppato una certa politica commerciale è comunque necessario continuare a fare analisi molto attente per più ragioni: la domanda cambia costantemente, i concorrenti propongono prodotti nuovi e le prospettive di lungo termine possono cambiare. In questo caso la ricerca si deve limitare non solo a quanto è avvenuto o sta avvenendo, ma si deve spingere a previsioni di breve e medio periodo. E necessario quindi predisporre un sistema di analisi dei sintomi che preannunciano i cambiamenti della situazione economica, sociale e politica, occorre seguire costantemente le strategie adottate dalla concorrenza, l evoluzione dei gusti del consumatore per quanto riguarda i beni di consumo e le esigenze dei potenziali compratori per quanto riguarda i beni strumentali. 3. L'attività doganale negli scambi con l'estero L intervento dello stato negli scambi internazionali di merci è provocato principalmente da due esigenze: la necessità di regolare l attività commerciale e l interesse a procurarsi un flusso di entrate tributarie. Tale intervento è attuato attraverso l azione delle dogane, che costituiscono per tale ragione, gli organi di politica commerciale ed economica della Stato. La loro attività non attiene solo agli aspetti economici e tributari, ma anche ai settori sanitario, fitopatologico, di difesa del patrimonio artistico, di polizia e di statistica. L attività economica internazionale, che ha assunto un rilievo sempre maggiore negli ultimi anni, è stata regolata ed istituzionalizzata mediante accordi e organizzazioni

6 internazionali. Particolare importanza nel contesto della cooperazione internazionale, ai fini della progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali, ha assunto l attività che si è sviluppata a seguito della conclusione il 30 Ottobre 1947 a Ginevra, dell accordo generale sulle tariffe e sul commercio (Gatt) Sull'attività doganale hanno avuto un forte impatto la creazione della Ceca nel 1951 e della Cee e Ceea nel Ai sensi dell articolo XXIV del Gatt, nell unione doganale si ha la sostituzione di un solo territorio doganale a due o più territori doganali in modo che: dazi doganali ed altre norme restrittive degli scambi commerciali siano eliminati nel complesso dei territori costitutivi dell unione; dazi doganali identici, e altre norme pure identiche, siano applicati da ciascuno dei membri dell unione al commercio con i territori che non fanno parte della stessa. Gli Stati dell unione doganale, a differenza di quelli della zona di libero scambio, applicano nei confronti degli Stati terzi, una tariffa doganale e una politica commerciale comune. Vige inoltre al suo interno il principio della libera pratica e non il principio dell origine. Questo significa che possono circolare liberamente all interno dell unione sia i prodotti originari degli Stati membri, sia quelli provenienti da Paesi terzi per i quali siano state adempiute in uno degli Stati membri le formalità di importazione e riscossi i dazi doganali e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale dei dazi. In particolare nella Comunità europea, la libera circolazione delle merci è consentita alle merci originarie della comunità stessa ed alle merci terze per le quali sono stati assolti, in un paese membro i dazi previsti dalla tariffa esterna comune, e le altre formalità previste all importazione per le merci extracomunitarie, venendo così a trovarsi in una posizione simile a quella delle merci comunitarie, che è definita di libera pratica dal trattato. 4. Accordi con gli Stati terzi Essi vanno suddivisi in base alla reciprocità o meno del trattamento preferenziale. Si avranno quindi: accordi basati sull istituzione progressiva di un unione doganale o di una zona di libero scambio ai sensi delle regole del Gatt; accordi che stabiliscono trattamenti preferenziali da parte della Comunità, senza obbligo di reciprocità, a taluni Paesi a titolo di aiuti allo sviluppo, accettati dal Gatt come compatibili con le regole dell accordo medesimo. Con alcuni Paesi non membri esistono particolari accordi che facilitano il commercio internazionale. Si parla in questi casi di : Accordi preferenziali reciproci

7 TURCHIA L accordo in questione prevede l istituzione di un unione doganale.gli scambi avvengono sulla base di una nozione di libera pratica diversa da quella in vigore per gli scambi all interno dell unione doganale comunitaria, in quanto ne sono escluse le merci importate nella Comunità o in Turchia da Paesi terzi con un regime doganale particolare, a causa della loro origine o provenienza per esempio da Paesi legati ad accordi preferenziali. Le merci in questione non possono considerarsi in libera pratica quando vengono riesportate nell altra parte contraente. La loro ammissione al beneficio delle disposizioni previste dall accordo è subordinata alla riscossione, nello Stato di esportazione, di un prelievo di compensazione. CIPRO E MALTA L obiettivo degli accordi con questi Paesi è realizzare un unione doganale. Negli scambi con i Paesi terzi Cipro e Malta non adottano per ora la tariffa doganale della Comunità europea e, quindi, la circolazione delle merci è disciplinata come negli accordi per l istituzione di una zona di libero scambio. Vengono applicate tariffe agevolate solo alle merci considerate originarie delle parti contraenti, in base alle regole stabilite dagli accordi medesimi. Sono invece interamente aboliti, tranne che per un ristretto numero di prodotti agricoli, per i quali è prevista una riduzione progressiva, i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente. Paesi Efta Quando tre dei Paesi facenti parte dell Efta entrarono a far parte delle Comunità europee, al fine di mantenere il regime preferenziale già esistente tra questi e i Paesi Efta non aderenti, la Comunità stipulò con ciascuno di questi accordi che rappresentano altrettante zone di libero scambio limitatamente ai prodotti industriali classificati nei capitoli dal 25 al 99 della tariffa doganale. Evoluzione di tali accordi è la creazione dal 1 Gennaio 1994 dello Spazio Economico Europeo tra l Unione europea e i Paesi già facenti parte dell Efta, esclusa la Svizzera che non lo ha ratificato. L accordo comporta una maggiore integrazione dei Paesi in questione con la Comunità, ma non l abolizione delle formalità doganali. Polonia, Ungheria,Rep.Ceca, Slovacchia,Bulgaria e Romania Gli scambi con questi Paesi sono regolati da accordi aventi come obiettivo la realizzazione di altrettante zone di libero scambio. Viene realizzato l abbattimento daziario per tappe successive, per taluni prodotti nell ambito di contigenti o massimali annuali. Il trattamento è applicato ai prodotti considerati originari in base alle regole di origine stabilite in ciascun accordo. Con l allargamento previsto tutti gli accordi verranno eliminati Israele Anche l accordo con questo Paese ha come obiettivo la realizzazione di una zona di libero scambio. L abbattimento daziario è completo tranne che per un certo numero di prodotti agricoli. E applicato ai prodotti considerati originari in base alle regole stabilite dall accordo. Accordi preferenziali non reciproci

8 Maghreb-Machrak Hanno come obiettivo la realizzazione da parte della Cee della politica mediterranea. I prodotti originari di questi Paesi sono ammessi all importazione nella Comunità in esenzione da dazi e senza restrizioni quantitative. L origine è attestata da certificati di circolazione. Ex Iugoslavia L accordo, sottoscritto quando si trattava ancora di un unico Paese, spingeva al miglioramento delle condizioni di accesso dei prodotti di questo al mercato comunitario, attraverso l abolizione dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative, facendo eccezione per alcuni prodotti. Partendo dalle differenze nelle condizioni di sviluppo la Cee non ha preteso reciprocità di trattamento.dopo la separazione del Paese in Stati indipendenti, il trattamento preferenziale previsto dall accordo è per ora riservato a Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia e alla Repubblica iugoslava di Macedonia. Stati Acp Gli scambi commerciali con questi Paesi sono regolati dalla Terza convenzione di Lomè conclusasi l 8 dicembre 1984.All interno dell accordo è tra l altro stabilito il libero accesso nella Comunità, in esenzione da dazi e senza restrizioni quantitative, di alcuni prodotti industriali e agricoli, che rientrano nella politica agricola comune e che sono considerati originari degli Stati Acp in base alle regole di origine stabilite dalla convenzione. Trattamenti preferenziali concessi in via unilaterale Paesi e territori d oltremare (Ptom) Attraverso decisioni rinnovate dalla Comunità europea ogni cinque anni e secondo l art.131 del trattato di Roma e la relativa convenzione allegata, tali Paesi sono associati automaticamente alla Comunità. Gli scambi commerciali sono regolati facendo riferimento alla regolamentazione stabilita per i Paesi Acp. Paesi in via di sviluppo (Pvs) La Comunità europea accorda a tali Paesi, in via unilaterale, concessioni tariffarie che vanno sotto il nome di preferenze tariffarie generalizzate. Queste sono rinnovate di anno in anno e sono concesse con delle limitazioni: per alcuni prodotti agricoli: esenzione dai dazi per le importazioni dai Pvs meno progrediti; riduzione parziale dei dazi per le importazioni dagli altri Pvs; per i prodotti tessili: esenzione dai dazi nell ambito di massimali o di contingenti nel rispetto dell accordo Multifibre; per prodotti semilavorati e finiti del settore industriale: esenzione dai dazi nell ambito di contingenti per ogni singolo Paese fornito e di massimali (oltre i quali i dazi possono essere reintrodotti). Non possono però essere imputate le importazioni che beneficiano già di esenzioni daziarie ai sensi di un altro regime preferenziale concesso dalla Comunità. 5. Applicazione delle tariffe doganali La tariffa doganale rappresenta lo strumento primario con il quale un Paese regola,

9 nell ambito della propria politica economica, gli scambi commerciali con il resto del mondo. Si tratta di una raccolta sistematica, per settori merceologici, di posizioni nelle quali trovano collocazione le merci oggetto di scambi internazionali. Per ogni merce, attraverso la tariffa doganale vengono stabilite: l imposta doganale, cioè i dazi o altri diritti di effetto equivalente, a cui le merci devono essere assoggettate all atto dell importazione. Per quanto riguarda la Comunità economica europea, dal 1968, momento in cui ha avuto attuazione l unione doganale, i Paesi membri hanno adottato un unica tariffa doganale verso l esterno, sia per quanto riguarda la nomenclatura sia per l imposizione daziaria. L entrata in vigore del sistema armonizzato ha determinato un adeguamento della tariffa doganale comunitaria. Il passaggio al nuovo sistema non è avvenuto con la semplice trasposizione dal vecchio al nuovo codice, in quanto la Commissione delle Comunità europee ha, con l occasione, riordinato il suo sistema di classificazione numerico. Partendo dal Sa la Comunità ha istituito una nomenclatura combinata (Nc) che ha sostituito unificandoli i due documenti precedentemente utilizzati al fine sia di attribuire le aliquote daziarie ai prodotti considerati (tariffa doganale comune) sia di rilevare le statistiche del commercio fra gli Stati membri della stessa (Nimexe). La tariffa esterna della Comunità, oltre a coprire le aliquote dei dazi autonomi e convenzionali applicabili alle importazioni dei Paesi terzi, prevede una gamma molto ampia di dazi preferenziali, a seconda del Paese di origine delle merci e di altre misure specifiche. Per gestire tutte queste misure non sarebbero state sufficienti le 9500 linee della NC. Per tale ragione la Commissione ha provveduto a introdurre a partire dalla Nc le suddivisioni comunitarie complementari necessarie per la designazione delle merci che formano oggetto di tali misure, con ulteriori due cifre del codice che si aggiungono al codice Nc. Nasce in questo modo la Tariffa integrata comunitaria (Taric) che contiene circa voci identificate da un codice ad 11 cifre. Oltre al dazio previsto dalla tariffa esterna comune, sono applicati all importazione altri diritti doganali che non vengono stabiliti a livello comunitario e che continuano ad essere gestiti autonomamente dagli Stati membri; ci si riferisce in particolare all imposta sul valore aggiunto ed alle accise. Per l applicazione della tariffa doganale, il Ministero delle Finanze, in Italia ha strutturato sulla base della tariffa integrata comunitaria, la tariffa nazionale d uso integrata che comprende, oltre alle misure comunitarie stabilite dalla Taric, anche le relative misure nazionali. 6. Operazione doganale Nel rapporto doganale vanno distinti un soggetto attivo ed un soggetto passivo. Sono i soggetti passivi che devono provvedere al compimento delle operazioni doganali secondo una delle seguenti modalità:

10 in proprio, o anche attraverso propri dipendenti muniti di appositi poteri e agenti sotto la responsabilità del proprietario; rappresentanza diretta, riservata agli spedizionieri doganali iscritti nell albo professionale istituiti con la legge 22 dicembre 1960 n.1612, i quali agiscono in nome e per conto del proprietario; rappresentanza indiretta, riservata: agli spedizionieri iscritti negli elenchi di cui alla legge 14 novembre 1941, n.1442; alle imprese esercenti attività di trasporto, per le merci dalle stesse trasportate; a coloro che esercitano attività di deposito, per le merci destinate a essere depositate nei loro locali, aree o magazzini. Essi agiscono in nome proprio e per conto del proprietario, e possono agire a mezzo di propri dipendenti muniti degli appositi poteri. Da quanto detto deriva che non esiste l obbligo che l operazione doganale sia effettuata in nome e/o per conto dell effettivo proprietario della merce. Va però sottolineato che alcune destinazioni doganali fanno sorgere in capo al dichiarante una serie di diritti ed obblighi specifici: in questi casi è necessario che la bolletta doganale sia intestata all acquirente o, rispettivamente, al venditore verso l estero. L attività doganale e i relativi istituti sono disciplinate principalmente dalle norme di funzionamento dell Unione doganale comunitaria. La legislazione di base che si applica agli scambi tra i dodici Paesi membri e i Paesi terzi, è contenuta nel Codice doganale comunitario entrato in vigore il 1 Gennaio 1994e successivi aggiornamenti La legislazione doganale è invece contenuta principalmente nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, le cui norme si applicano in quanto non incompatibili con quelle comunitarie, considerata comunque la prevalenza della norma comunitaria su quella nazionale. Nei testi menzionati non sono comunque contenuti tutti i provvedimenti applicabili agli scambi. Ne sono in particolare escluse le disposizioni tariffarie, applicabili prodotto per prodotto, per le quali occorre consultare la Tariffa doganale e le misure preferenziali derivanti da accordi commerciali con Paesi terzi. Le procedure doganali che disciplinano gli scambi con le merci hanno subito notevoli modifiche a partire dal 1 Gennaio La regola generale da allora applicata è che per le merci comunitarie scambiate fra i Paesi membri sono stati completamente aboliti i controlli e le formalità doganali, fatte salve alcune eccezioni; di conseguenza i termini importazione ed esportazione sono riferiti esclusivamente agli scambi con i Paesi terzi. Analizziamo ora le fasi della procedura doganale normale, ovvero applicabile alla generalità degli operatori: presentazione alla dogana delle merci e della dichiarazione doganale; registrazione della dichiarazione, con l indicazione del numero e della data; pagamento dei diritti, o annotazione nel conto di debito se l operatore è ammesso al pagamento periodico e/o differito; controllo della dichiarazione e dei documenti ad essa allegati;

11 eventuale verifica fisica della merce; rilascio della merce. Esistono anche procedure più agevoli di quella normale sopra descritta. Queste possono essere utilizzate dagli operatori appositamente autorizzati dalla pubblica Amministrazione. Loro caratteristica comune è la possibilità di prescindere dalla presentazione alla dogana delle merci che devono formare oggetto di operazioni doganali relative ad alcuni regimi doganali: importazione definitiva, temporanea importazione, reimportazione e introduzione in deposito, per le merci provenienti dall estero; esportazione definitiva e temporanea, riesportazione o transito, per le merci destinate all estero. 7. I Mezzi di Pagamento Internazionali Quando si parla di regolamenti valutari delle operazioni con l estero, ci si riferisce al pagamento dei debiti ed alla riscossione dei crediti in contropartita con i non residenti. Per operazioni valutarie si intendono invece le operazioni relative al trasferimento di valuta estera e/o di lire in esecuzione di operazioni con l estero. I mezzi di pagamento sono gli strumenti tecnici attraverso i quali si effettuano i trasferimenti di valuta tra debitori e creditori residenti in Paesi diversi. Le cose sono notevolmente cambiate con la liberalizzazione valutaria, in quanto essa ha introdotto il principio della libertà delle relazioni economiche e finanziarie con l estero. In particolare i residenti sono autorizzati a: detenere valuta estera sotto qualsiasi forma in Italia ed all estero; intrattenere liberamente conti in lire e/o valuta estera presso banche in Italia ed all estero; regolare le operazioni con l estero attraverso: a- operazioni canalizzate: eseguite cioè attraverso il canale bancario e l amministrazione postale; b - operazioni decanalizzate: eseguite mediante il passaggio diretto della valuta tra residente e non residente. Le valute utilizzabili per effettuare i pagamenti con l estero sono le valute convertibili. 8. I mezzi di pagamento Le forme tecniche di regolamento delle operazioni con l estero sono: 1- LA RIMESSA DIRETTA con: a) bonifico bancario b) assegno c) banconote

12 a- Bonifico Bancario Si tratta di un trasferimento di fondi ordinato da un debitore a favore di un creditore ed effettuato tramite una o più banche. I soggetti che intervengono in tali operazioni sono: - l ordinante - il beneficiario - la banca dell ordinante - la banca del beneficiario Il bonifico può essere effettuato in vari modi: - via Swift - via lettera - via telegramma - via telex Il bonifico può inoltre essere fatto: 1. - in via anticipata 2. - in via posticipata Il bonifico è uno strumento di pagamento estremamente semplice ed è il meno costoso ma implica sempre che uno dei due partner rimanga in rischio. Per il debitore esiste infatti il rischio di inadempienza dell esportatore, mentre per il creditore esiste il rischio di insolvenza del debitore, al quale si aggiunge il rischio Paese. La banca prima di formalizzare il bonifico al beneficiario lo sottopone ad una serie di controlli per accertare: l autenticità dell ordine l eseguibilità dell ordine in relazione all esatta identificazione e reperibilità del beneficiario ed all assenza di disposizioni o istruzioni speciali che vincolino l accredito a formalità che la banca non è in grado né vuole espletare. Dal punto di vista valutario, per effetto della liberalizzazione, le banche non hanno più nessun obbligo di accertamento ma devono fornire all Uic, per fini statistici, le informazioni e i dati di flusso concernenti le operazioni con l estero. Il bonifico avviene su input del beneficiario. Gli elementi indispensabili per eseguirlo sono: i dati identificativi del beneficiario la banca del beneficiario il motivo del pagamento la scelta del mezzo di trasmissione l importo del bonifico.

13 L ordine del bonifico va firmato dall ordinante (o da una persona da lui delegata) se è una persona fisica; o da chi ha i poteri di firma a norma di statuto, se l ordinante è una società. b-assegno L assegno è un titolo di credito, astratto, formale e completo, che contiene l ordine incondizionato, diretto ad una banca, di pagare a vista una determinata somma, all ordine di una persona o al portatore. Per i pagamenti internazionali vengono usati vari tipi di assegni tra cui: assegno bancario assegno piazzato International Money Order Nel nostro Paese l assegno è considerato valuta estera quando è espresso in moneta avente corso legale all estero oppure in euro In tal caso l assegno deve sottostare alle seguenti norme: emissione: è libera l emissione in lire o valuta da parte di residenti circolazione: la consegna di assegni espressi in lire o valuta in Italia e all estero è libera ma bisogna tener conto che l importazione o esportazione di assegni o altri titoli di credito è soggetta ad alcuni vincoli inquadramento dell operazione: il pagamento o l introito che avviene a mezzo assegno va considerato operazione decanalizzata segnalazioni statistiche: in conseguenza del punto precedente il residente, per importi superiori a 20 milioni deve segnalare l operazione all Uic. Chi riceve l assegno può sia utilizzarlo come mezzo di pagamento girandolo, sia presentarlo alla propria banca per la negoziazione. c-banconote Un operazione con l estero può essere regolata tramite banconote anche se il loro utilizzo è vincolato dall art.3 della legge 227 del 4 agosto E' questa una delle ragioni per cui il loro utilizzo è assolutamente marginale rispetto al totale dei pagamenti internazionali. L operatore che riceve in pagamento banconote estere può decidere se detenerle o cederle ad una banca abilitata per il successivo utilizzo. Se vuole cambiarle deve tenere conto del fatto che il cambio banconota è diverso dal cambio commerciale cable e compensa la banca dei giorni di valuta necessari per ottenere la trasformazione delle banconote in fondi liquidi presso la banca centrale e delle spese sostenute per la loro custodia e sicurezza. 2- L INCASSO CONTRO DOCUMENTI E quella formula di pagamento che prevede il regolamento della compravendita

14 all atto del trasferimento al compratore dei documenti rappresentativi della merce. In compratore per ricevere i documenti che gli consentono il ritiro della merce deve provvedere all adempimento dei suoi obblighi contrattuali. La stessa formula di pagamento può essere utilizzata anche quando si è in presenza di documenti non rappresentativi della merce, di documenti finanziari o di documenti attestanti l erogazione di un servizio. Sono state predisposte, a questo proposito, dalla Camera di Commercio internazionale una serie di disposizioni denominate Norme uniformi relative agli incassi (Nui) che disciplinano ruoli, responsabilità e procedure relative all incasso di effetti e/o di documenti. Le norme in questione sono autonome dalle varie legislazioni e sono vincolanti per tutte le parti che intervengono. L incasso, indipendentemente dai documenti inviati potrà essere: semplice o documentario. A seconda delle prestazioni richieste al debitore si avranno differenti forme di incasso: documenti contro pagamento (D/P) documenti contro accettazione (D/A) documenti contro trust receipt (impegno pagamento banca) Un aspetto molto importante dell incasso contro documenti è rappresentato dalla bollatura degli effetti, ovvero dall aspetto fiscale. Infatti quando una rimessa documentaria contiene uno o più titoli di credito, gli effetti per poter esercitare i diritti giuridici relativi all esecutività del titolo stesso, devono aver assolto agli obblighi previsti dalle norme fiscali italiane, ed in particolare: le cambiali devono essere sottoposte alla bollatura prima dell accettazione; le cambiali e le ricevute, a carico di importatori italiani, sono soggette all imposta di bollo solo in caso d uso. L incasso contro documenti sembra rappresentare una forma di pagamento senza rischi in quanto vincola entrambi i partner ad adempiere agli obblighi contrattuali. Nella realtà esistono delle aree di elevata criticità che portano ai seguenti rischi. Per l esportatore: mancato ritiro dei documenti giunti presso la banca presentatrice da parte dell importatore per rifiuto della merce mancato ritiro dei documenti perché l importatore è per qualche motivo già riuscito a sdoganare la merce insolvenza dell importatore che alla scadenza non onora gli effetti accettati; rischio Paese L esportatore che vuole utilizzare questa formula di pagamento deve verificare alcune condizioni: - accertarsi del grado di solvibilità, della serietà ed onestà commerciale

15 dell acquirente estero; - accertare se il prodotto venduto è un prodotto di largo consumo, facilmente collocabile anche presso eventuali acquirenti nel luogo di destino; - accertarsi di quali siano nel Paese di destinazione le procedure per l ottenimento di visti, licenze o permessi di importazione, e quali documenti sono necessari per lo sdoganamento; - concordare con l acquirente che deve accollarsi le spese e le commissioni bancarie che di norma vengono ripartite tra i due contraenti; - accertarsi di quali siano le norme relative all eventuale protesto per mancata accettazione e/o per mancato pagamento dell effetto, per poter trasmettere alla banca trasmittente istruzioni dettagliate e precise in merito; - controllare il grado di rischiosità del Paese dove si va ad esportare. Per l importatore: pagare o impegnarsi a farlo senza aver potuto esaminare la merce (N.B.); rischi ed oneri per la sosta in dogana della merce che arriva prima che i documenti giungano alla banca presentatrice. Un ruolo fondamentale in queste operazioni hanno le banche che devono attenersi in maniera estremamente scrupolosa alle istruzioni ricevute in merito alla gestione dei documenti e alla consegna degli stessi all importatore trassato, alle procedure da osservare per il trasferimento dei fondi ed alle azioni da intraprendere in caso di mancato ritiro dei documenti o di insolvenza del debitore, così come stabilito nelle Norme. Le banche non si assumono però alcun obbligo né alcuna responsabilità relativamente al buon fine dell operazione. Quando si è in presenza di vendite con grosse dilazioni di pagamento, viene generalmente utilizzata la cambiale internazionale, mezzo di pagamento regolato dalla convenzione di Ginevra del 1930 in vigore nei Paesi che l hanno sottoscritta. Il titolo di credito in questione ha le caratteristiche di autonomia, astrattezza e letteralità: il debitore sottoscrive con l emissione della cambiale un impegno di pagamento inderogabile, che assume una propria fisionomia giuridica indipendente dalla buona esecuzione del contratto sottostante. Il beneficiario per tale ragione non deve più dimostrare la validità della transazione che ha originato l obbligazione: è sufficiente il possesso del titolo. Il creditore può inoltre richiedere che l effetto venga garantito da un avvallante solitamente rappresentato da una banca primaria o da un organismo equivalente, nel Paese dell importatore. In tal modo il beneficiario potrà in seguito smobilizzare il proprio credito vendendo i titoli, con una cessione pro-soluto o pro-solvendo, sul mercato finanziario internazionale. Per utilizzare le cambiali internazionali è necessario avvalersi degli appositi moduli redatti in lingua inglese e francese e predisposti per l utilizzo nel commercio internazionale. Essi sono completi di tutti i requisiti formali richiesti dalle leggi per i titoli di credito.

16 Sotto il profilo fiscale esse devono rispettare le leggi vigenti in Italia in merito alla bollatura degli effetti. Crediti documentari. La Camera di Commercio Internazionale di Parigi ha elaborato le "Norme ed Usi Uniformi" che disciplinano i crediti documentari, prevedendo ruoli, responsabilità e procedure per le parti interessate. Il credito documentario, lo strumento più diffuso per il pagamento del corrispettivo dei contratti internazionali, consiste nell'impegno assunto da una banca, su istruzioni dell'acquirente/importatore, ad effettuare una certa prestazione a favore del venditore, contro presentazione dei documenti richiesti, nei limiti di una somma prestabilita ed entro una scadenza fissata. titoli di credito. Si tratta di mezzi di pagamento regolamentati dalla Convenzione di Ginevra del 1930, tutt'oggi in vigore per i paesi aderenti. Il titolo di credito presenta le caratteristiche di autonomia, astrattezza e letteralità. Il debitore, sottoscrivendo l'impegno, assume una obbligazione inderogabile indipendentemente dal contratto di fornitura sottostante. La cambiale internazionale può assumere la forma di promissory note o bill of exchange. Recenti sistemi di pagamento La progressiva deregulation valutaria, che tende ad abbattere le barriere normative tra gli Stati, e l'incremento degli accordi di collaborazione tra le banche a livello mondiale, hanno consentito negli ultimi tempi l'espansione di sistemi di pagamento internazionali sempre più raffinati e perfezionati, che, grazie a circuiti elettronici, garantiscono un notevole abbattimento dei costi ed un miglioramento dell'efficienza nel trattamento delle operazioni commerciali internazionali. Tra questi nuovi sistemi di pagamento rientrano: il Lock Box System, mediante il quale l'esportatore si fa pagare tramite assegno dai propri clienti ed i pagamenti affluiscono ad una casella postale gestita da una banca di sua fiducia nel paese del compratore; il Check Disbursement System, che consiste nell'effettuazione via Swift di un ordine di bonifico ad una banca estera e l'emissione di assegni internazionali a valere sul bonifico stesso; il Sistema RID, caratterizzato da una esazione automatizzata, per conto del creditore, di incassi di natura diversa, mediante addebito preautorizzato sul conto del debitore; il Banklastscrift, che consente all'esportatore/creditore di poter incassare i suoi crediti con semplice richiesta di pagamento indirizzata alla banca del debitore, a questo scopo precedentemente autorizzata dal debitore stesso. il Cash on delivery (Cod). E una formula di incasso che avviene tramite il vettore, che può consegnare la merce all importatore soltanto dopo che quest ultimo ha assolto ai suoi obblighi di pagamento o rilascio di un effetto accettato. E diffuso soprattutto nell ambito della Cee, dove le distanze relativamente brevi ed il sistema di trasporto via camion

17 consentono la consegna delle merci in tempi brevi. Con la crescita del traffico internazionale tale formula dovrebbe essere diffusa anche a Paesi extra-europei. Anche con questa formula non viene in alcun modo tutelato il rischio Paese.

18 L'ASSISTENZA CREDITIZIA NELL'INTERSCAMBIO CON L'ESTERO 1.1 PREMESSA La globalizzazione dei mercati é la conseguenza della progressiva internazionalizzazione che investe tutte le principali aree economiche del mondo. Tale evoluzione é ancor più vivace nel contesto europeo ove la realizzazione del Mercato Unico, dell'unione Economica e di quella monetaria hanno dato luogo ad un sistema economico aperto e orientato verso un mercato molto competitivo. In questo contesto e, a fronte di questa prospettiva, le imprese italiane si trovano esposte alla concorrenza crescente sia di aziende extraeuropee sia di quelle degli altri paesi dell'europa in fase d ingresso nella UE. Le aziende italiane seppur tradizionalmente presenti sui mercati non domestici scontano purtroppo una carenza ed una discontinuità di presenza su tali mercati. In particolare ciò è maggiormente vero per le piccole e medie imprese la cui attività di import export non è sostenuta da adeguate politiche commerciali capaci di contrastare le frequenti fluttuazioni della domanda internazionale. Le imprese di minori dimensioni (tra l'altro riconosciute dalla Comunità come il motore dello sviluppo economico) si trovano nella necessità di dover definire adeguate strategie industriali commerciali e finanziarie atte a sostenere i processi di internazionalizzazione sopraricordati. Abbisognano quindi di assistenza,di consulenza di carattere tecnico,giuridico,commerciale e finanziario; a tale bisogno le banche ed, in particolare quelle di maggiori dimensioni e vocazione internazionale,rispondono fornendo il loro sostegno. I servizi offerti in generale possono variare da Banca a Banca e dovrà essere l'operatore che effettuerà la sua scelta in base alle sue esigenze. Per fornire una chiave di lettura più semplice possibile i servizi offerti sono stati suddivisi in due Macro Aree: A- SERVIZI COMMERCIALI Si riferisce a quelli offerti dalle Banche per agevolare la penetrazione commerciale delle imprese sui mercati esteri, B-SERVIZI FINANZIARI Riguarda i più tradizionali supporti alla gestione finanziaria dell'attività internazionale dell'azienda. Di seguito vedremo in dettaglio le due aree. 1.2 IL CONTESTO NORMATIVO

19 L'attuale contesto in cui le imprese e le banche si trovano ad operare, se confrontato con quello di alcuni anni fa (fine anni 80) in scenari completamente modificati. Infatti, l'adozione di norme di tipo " europeo" ha radicalmente modificato il modo di operare delle aziende, ma soprattutto ha inciso profondamente nell'attività delle banche. Il passaggio da un regime valutario "controllato" basato su norme rigide ad uno completamente aperto ha avuto profonde conseguenze nel modo di operare delle aziende favorendone appunto la progressiva internazionalizzazione. Le norme prevedono ai fini valutari solo n. 2 categorie di operatori - residenti (persone fisiche e/o giuridiche) - non residenti " e disciplinano: a) Operazioni con l'estero operazioni Correnti importazioni esportazioni transito cessioni di merci allo stato estero prestazioni di servizi o beni immateriali transazioni invisibili Investimenti diretti (all'estero) Operazioni di natura finanziaria b) Operazioni valutarie (trasferimento di divise in dipendenza di operazioni con l'estero) c) Operazioni in cambi Le conseguenze più significative che si sono verificate negli ultimi anni sono state : eliminazione del monopolio dei cambi dell'uic i residenti possono aprire conti all'estero e conti in divisa con le banche italiane libera circolazione delle merci e dei capitali come: eliminazione delle dogane alle frontiere

20 liberta di insediamento per gli intermediari finanziari e riconoscimento reciproco delle norme di regolamento e controllo del paese di origine armonizzazione fiscale con l'adozione di trattati contro la doppia imposizione, con la normativa "madre figlia" regolante i rapporti fiscali tra società controllate e /o branches estere Introduzione di un sistema di monitoraggio fiscale volto a monitorare i movimenti di capitale volto a contrastare il riciclaggio di denaro sporco 1.3 MONITORAGGIO FISCALE DL.28/6/1990 N.167 CONVERTITO NELLA LEGGE N.27 DEL 4/8/90 E succ. INTEGRAZIONI La normativa attuale si muove lungo due direttrici e riguarda le movimentazioni tra l Italia e l area dei paesi UE di fatto quasi coincidente con area euro: a) Fiscale attraverso il monitoraggio dei movimenti di capitale, dall'estero e per l'estero, effettuati dai residenti non soggetti ad obblighi di bilancio con un limite minimo di (organismo delegato Banca d Italia attraverso la sezione Uic) b) non tributario mirante a contenere, per quanto possibile, l'uso del denaro contante nelle transazioni (ponendo precisi vincoli alla possibilità di effettuare importazioni ed esportazioni di denaro, titoli e valori mobiliari ) onde evitare eventuali operazioni di riciclaggio proveniente da operazioni illecite Il monitoraggio fiscale delle operazioni, da e per l'estero, si sostanzia in realtà in una serie di obblighi e adempimenti che possono interessare: - solamente le banche abilitate e gli altri intermediari che si interpongono nell'esecuzione delle operazioni - solamente i soggetti che effettuano le operazioni stesse (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici, società di persone, società di armamento e associazioni fra professionisti. - entrambi le categorie di soggetti Il monitoraggio fiscale delle operazioni da e per l'estero si sostanzia in una serie di obblighi e adempimenti in relazione a: 1- trasferimenti effettuati attraverso intermediari bancari e non 2- trasferimenti effettuati attraverso non residenti

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