Salvatore Massimo Stella R L Hermes 1357, Goi. Collesalvietti, LI

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1 DIVAGAZIONI MINOICHE 1 SUL LABIRINTO, IL TORO, IL SERPENTE, ARIANNA E LE STELLE Asterios, il Minotauro e gli Equinozi Salatore Massimo Stella R L Hermes 1357, Goi. Collesalietti, LI Disco di Maratona Il museo di Maratona a pochi chilometri da Atene, edificato alle spalle del cumulo dei Plateesi, consera una collezione di preziosi oggetti ritroati sul campo della celebre battaglia, combattuta a difesa della Grecia nel 490 a.c. sulla celebre spiaggia dell Attica dagli Ateniesi 1 Titolo originale Mitologemi del Labirinto: il ero olto di Asterios il Minotauro dal olume Le suggestioni simboliche del mito, Edizioni Tipheret Roma Catania.

2 e dai Plateesi. Sono isibili urne, lekitoi, lapidi, statuette fittili otie ed altri oggetti di minor pregio. Tra i più ragguardeoli uno in particolar modo ha attirato la mia attenzione: un grande tondo di terracotta con al centro una grande stella a quindici punte il cui disco centrale contiene una spirale sinistrorsa. Una simbologia astrale associata alla rappresentazione del maiandros 2 primitio, e cioè ad una spirale che, diersamente dalla maggior parte di quelle rappresentate nel mondo antico (come edremo ad esempio più aanti nel disco di Festos), si presenta sinistrorsa. Ci ammonisce Jung nei suoi scritti sui sogni e l alchimia sostenendo che la strada che gira erso sinistra non porta al regno degli dei e delle idee eterne, bensì erso il basso, alle basi istintie animali della esistenza umana ; continua Jung ricordando che il moimento erso destra inece è un moimento corretto e tende erso la coscienza alla conoscenza iniziatica superiore. Naturalmente il contesto del disco di Maratona è completamente dierso, dal momento che qui, coerentemente con il luogo e gli eenti storici che lo hanno prodotto, si celebrano degli eroi caduti in battaglia che hanno intrapreso, con il trapasso, il loro percorso di katabasis 3 erso il mondo delle ombre. Il tutto è quindi in conformità e sintonia con la celebrazione di un eento luttuoso, ma glorioso per la Patris che è stata difesa eroicamente. Statere dì argento del V sec. ac 2 NdR. In It.= Meandro, percorso tortuoso. 3 NdR. In It = Discesa

3 La stella e il labirinto sono, quindi, coniugati in un significato simbolico che riconduce inariabilmente alla luminosità dell atto di alore nel percorso discendente delle anime che si distaccano dal mondo della rappresentazione. Abbiamo menzionato il disco di Festos 4, che studieremo nei dettagli più aanti, che nella sua spirale destrorsa conduce erso una conoscenza sicuramente iniziatica attraerso un percorso di tipo misterico, al centro del quale, nel lato A, è presente un fiore a otto petali. Questo, probabilmente, equiale, almeno dal punto di ista strettamente simbolico e tradizionale, alla stella a otto punte tanto cara alla simbologia dei macedoni delle tombe reali di Vergina. Ed è cosa piuttosto singolare che tale alenza possa essere sfuggita inspiegabilmente all occhio attento di Mircea Eliade che sapea sapientemente estrapolare le alenze iniziatiche di molti oggetti di culto dell antichità, indagati, del resto, da archeologi senza le necessarie conoscenze tradizionali. Anche qui al centro del labyrinthos abbiamo riferimenti astrali che riportano al significato originario e poco noto dell antichissimo mito minoico. Il mito greco narra che il Minotauro, oero il toro di Minosse (ma non era questo il ero nome dell essere teriomorfo antropofago), fratello di Arianna, era una la creatura mostruosa e feroce, per metà uomo e per metà toro, figlio del Toro di Creta, dono di Poseidone al re cretese Minosse, e di Pasifae, regina dell isola. 4 A pagina 107 del Volume citato.

4 Il fiore, l Aster al centro del Labirinto. Il meandro raffigurato nello statere d argento del V secolo a.c. coniato a Knossos, come siluppo della swastika sinistrorsa (ma esiste anche uno statere destrorso più antecedente coniato sempre a Knossos) ha al centro del labirinto un aster, una stella a otto punte del tutto simile al fiore del disco di Festos. Questo Aster, posto al centro di un cerchio di meandri, rimanda all altro nome del Minotauro, Asterios o Asterione. La parola Asterios in greco deria da un aggettio con il significato di stellare-stellato-delle stelle. Quindi il nome era un nome luminoso. E ragioneole ipotizzare che questo aster al centro del labirinto (da-pu-ri-to, lemma originale in lineare B 5 ), abbia un significato astrale, che pensiamo ada molto al di là di quanto affermato dal Kerényi, il quale indicaa che il percorso a spirale rappresentasse genericamente «un cammino erso la Luce». La parola labirinto, quindi, lungi da deriare da labrys, l ascia bipenne minoica, né quanto meno dall egeo-asianico labra-laura con il significato di pietra, grotta, come sostenuto da Eliade, riporterebbe, inece, come radice -bir- al significato di fuoco (-pur). La sillaba iniziale la (da-) potrebbe essere, analogamente al greco antico (siluppo del protogreco miceneo), un prefisso intensio col significato di molto. Quindi, un cammino per l acquisizione del molto fuoco, della molta luce; un percorso, a spirale o a meandro, per apprendere ciò che è iscritto probabilmente nella olta stellare, ciò che la olta stellare permette di far conoscere all uomo attraerso il significato della ita e della morte. Alternatiamente la sillaba da- potrebbe significare Terra (parola di origine arcadico-cipriota e quindi achea in comune anche alla parola Dā-Māter, cioè Demetra, la Dea della Terra) e quindi il tutto potrebbe significare luogo oe i sia la terra infuocata con simili analogie a luogo infuocato oero illuminato. 5 Lineare B, scrittura minoico-micenea del XIII secolo a.c.

5 D altronde Kerényi stesso, facendo osserare come in realtà i corridoi del Palazzo di Knossos conducano alla principale fonte di luce del palazzo, intuì, senza comunque silupparne la radice erbale, «cosa significasse da-pu-ri-to per i Minoici: un cammino erso la luce». In una taoletta di Knossos in lineare B si legge da-pu-ri-to-jo po-ti-ni-ja (che tradotto in greco antico suonerebbe come labyrinthoio potniai), cioè alla Signora del Labirinto, alla Grande Dea dei cretesi, raffigurata con i due serpenti in mano, datio a cui segue la parola meri, che tradotto in greco antico equiarrebbe a meli, cioè a miele. Il miele, sappiamo che era considerato nell antichità cibo di Verità e degli dei. In Egitto infatti Thot era eocato come dio della Conoscenza e della Verità attraerso offerte di miele con la formula dolce è la Verità. Anche a Creta lo ritroiamo nel mito di Zeus bambino, nutrito con il miele al tempo del suo esilio sul monte Ida, ed anche nel mito di Dionisos, nutrito dalle Iadi 6 con il diino miele, il denso e dolce liquido dorato, che riconduce ad un immaginario astrale e diino di un oro commestibile e prezioso, frutto dei fiori attraerso la magica opera delle api. Il mito di Asterios, trascurato dagli Elleni inasori, non giunse in Ellade I greci che raccolsero e diulgarono il mito del labirinto non tramandarono però questo aspetto luminoso, ritenuto illogico, del Minotauro che tale perdurò, quindi, esclusiamente nell isola. Si potrebbe ipotizzare una perersione opportunistica di un dierso mito originario. Il mito di Asterios è strettamente collegato alla Grande Dea Cretese, Ari-Dela (la oltremodo chiara, e in questa accezione connessa al simbolismo del disco lunare, poiché diinità del regime notturno) o Ari-Adne o Ari-Agne (Arianna, Aracne 7 ) come chiamata da Omero nell Iliade (XVIII-592). 6 Ammasso stellare della testa della costellazione zodiacale del Toro. 7 NDr. Aracne, Ragno, Ragnatela, Labirinto.

6 Forse lontana eco di quel primo e originario nome che in Lineare A suonaa come Asasara (di deriazione probabilmente luia col significato di Mia Signora, Mea Domina), la misteriosa dea dai riccioli belli, kalliplòkamos. E non potea aere dierso appellatio la Regina del Labirinto. Questa parola, kalliplòkamos, deria dal erbo greco pleko, intrecciareattorcigliare-complicare-ingarbugliare. Il mito della Signora Regina, oltremodo santa o oltremodo pura, inoltre, si siluppa in parallelo con un altra importante diinità, già nota nell isola, quel Dionysos Kresios, cretese 8. Queste due diinità concorrono, forse, a raffigurare per importanza il gotha del pantheon cretese con una più che erosimile prealenza della figura della Grande Dea Lunare dai nomi molteplici ed equialenti, ma ancora misteriosi, di Arianna-Rea-Demetra- Persefone. Prima di Zeus, ad Olimpia, una diinitàserpente In molte ceramiche ascolari a figure nere e a figure rosse il meandro, inconfondibile symbolon del labirinto cretese, è raffigurato con spirali continue rappresentando una ariante in forma curilinea del labirinto quadrato. Quale migliore rappresentazione grafica di una serpe, attorcigliata su se stessa, il labirinto di Knossos 9. Nella sua forma a spirale lo si ritroa non solo a Creta, ma anche a Babilonia (W.F. Jackson Knight). Era associato al cerello ed agli organi interni del corpo umano, nonché al mondo degli inferi, quindi ad un simbolismo ctonio e notturno. 8 Che si credea di origine tracia e che, inece, grazie alla decifrazione da parte di Ventris nel 52 della lineare B, ne ha fatto sorprendentemente anche un nume locale. 9 NdR. Per tracciare un labirinto basta una corda ripiegata su se stessa. Se solgiamo un labirinto aremo un segmento di retta.

7 Due serpenti tiene nelle mani la grande dea cretese con il seno nudo delle celeberrime statuette, conserate al Museo di Heraklion. Sappiamo, comunque, da Pausania che anche la diinità che precedette Zeus ad Olimpia aea l aspetto di un serpente. 10 Ed un serpente, in prossimità della fonte Ciane presso Siracusa, all interno di un anfratto, ingannò Persefone, per rapirla e trascinarla nell Ade, come ci riporta Nonno di Panopoli nelle sue Dionisiache. Oidio, nelle sue Metamorfosi, scrie che egli ingannò come serpe lucente la figlia di Deo. 11 Ma noi crediamo che comunque il mito cretese sia del tutto separato dal successio mito ellenico. A Creta il serpente assumea un significato differente, perduto per sempre nella cesura del medio eo ellenico, in quello spazio muto di storia oe la scrittura, già inentata e codificata nel II millennio a.c. dai cretesi e successiamente dai conquistatori micenei, scompare completamente per quasi quattro secoli di storia. Il significato del Serpente, del Labirinto e della Stella era necessariamente collegato a un traslato che non aea rispondenze in un ambito secolare o in astratte e intrigate mitologie teogoniche, ma doea essere proiettato nel dominio della più semplice e immediata osserazione della olta celeste. Ipotizziamo, ora, un legame euristico Il Serpente e la Stella non erano simboli apparentemente contraddittori, ma la oce coerente e unioca di riferimenti ad una fenomenologia che si è irrimediabilmente perduta poiché probabilmente non più compresa e quindi non tramandata nelle memorie della tradizione continentale posteriore. A complicare o, come spesso aiene nella ita, una buona olta a chiarire le cose, è quanto riportato da un autore cristiano apologeta, di origini siracusane, del IV secolo d.c., Giulio Firmico Materno. Nel De errore profanarum religionum l autore, infatti, riporta una formula 10 NdR. Accanto a Minera, Esculapio ed Ecate iene scolpito un serpente. 11 Demetra

8 misterica di un mito segreto, sicuramente recitato come ersetto dai mystes dei misteri a cui apparteneano. Seria come parola d ordine e come professione di fede per i fedeli. In base al testo tramandato è attribuibile, a ben alutare, da parte dei mitologi e storici delle religioni ai misteri di Dioniso o di Sabazio. La formula, che secondo il filologo e storico delle religioni ungherese Karl Kerényi, è di chiara deriazione cretese, suona in greco così: Tauros Dràcontos kai Patèr Taùrou Dràcon doe dràcontos è genitio di dràcon, e quindi la conseguente traduzione reciterebbe così: Il toro è padre del serpente e il serpente è padre del toro La formula introduce apparentemente un motio ciclico: la procreazione si perpetua indefinitamente nella forma del serpente e del toro e iceersa. Tale figura simbolica richiama alla mente la forma dell uroboros (dal greco ouroboros doe ourá ha significato di coda e boros di oracità), simbolo antichissimo che raffigura un serpente che si morde la coda che rigenerandosi ininterrottamente iene a formare una sorta di cerchio che si ripete con eidente riferimento a una periodicità ciclica temporale. È simbolo alchemico ed ermetico che rimanda alla natura ricorrente delle cose, ciò che è raffigurabile attraerso una sequenza che riprende dal principio dopo essere perenuta al proprio termine. In alcune rappresentazioni il serpente è anche raffigurato per metà bianco e per metà nero, atto a richiamare alla mente la natura dualistica delle cose e soprattutto il concetto che le opposizioni non sono in conflitto tra loro ma si integrano icendeolmente. Ma cosa significa in realtà che il Toro genera il Serpente e che questi quindi genererebbe il Toro? Come mai questi due esseri che si generano icendeolmente aeano così grande isibilità nell ambito religioso minoico? E perché proprio questi due animali e non altri? La risposta al quesito, sino ad ora mai formulato, ha una chiae di olta che crediamo possa rintracciarsi in quel simbolismo astrale che si troa al centro del labirinto cretese, e soprattutto nel ero nome del Minotauro, e cioè in Asterios.

9 La soluzione del dilemma è quindi da ricercare nei cieli dell isola cretese del III e II millennio a.c.. Innanzitutto per principiare errebbe da domandarsi in primis quando enia festeggiato l inizio del nuoo anno presso l antica ciiltà minoica. La risposta è fornita dalla leata eliaca di Sirio: quando la stella mattutina (la era stella mattutina, la più brillante dell unierso, essendo la splendente Venere o Lucifero, ma anche le brillantissime Gioe e Marte, dei semplici pianeti che brillano di luce riflessa) sorgea con tutta la sua costellazione al seguito (del Canis Maior, il Cane di Orione), nel mese di luglio. Ebbene lì era da collocare il capodanno, come aenia già da un millennio nell antico Egitto e, successiamente, nella antica Grecia. Ma da questi eenti astronomici non si deduce alcunché riguardo al simbolo del Toro né quanto meno del Serpente. Bisogna allora cercare altroe. Soiene allora che il Serpente e il Serpentario o Ofiuco (fig. 4) sono due costellazioni delle quali la seconda è considerata attualmente una delle tredici costellazioni zodiacali: come ci riporta Igino nel II sec. d.c.: «la testa inclinata nel gesto di chi si piega all indietro è rappresentato con un serpente tra le mani [ ] è delimitato all altezza delle ginocchia dal circolo

10 equinoziale, [ ] calca col piede sinistro gli occhi dello Scorpione [ ] quanto al Serpente che ha in mano, sfiora con la punta del olto la Corona Borealis, cinge in qualche modo a metà corpo il serpentario [ ] ; il serpente a sua olta ha due stelle nel capo, quattro sotto la testa tutte insieme [ ] in tutto fa entitré stelle». Il Serpente è una delle quarantotto costellazioni elencate da Tolomeo (I-II sec. d.c.). È l unica delle costellazioni ad essere diisa in due parti: la Testa del Serpente (Serpens Caput) ad oest e la Coda del Serpente (Serpens Cauda) ad est. Tra queste due parti si troa la costellazione di Ofiuco o del Serpentario, colui che porta il Serpente. Nella posizione diametralmente opposta sullo zodiaco ritroiamo sorprendentemente la costellazione del Toro. Ma cosa uol dire tutto questo? Come si accordano queste costellazioni con l uroboros Serpente- Toro? Utilizzando un semplice software planetario è possibile erificare che nella Creta del III e del II Millennio a.c. la prima costellazione che sorge all equinozio di primaera ad oriente, al learsi delle prime stelle al tramonto del sole, è proprio la testa del Serpente e la Corona Borealis. Ma la Corona Borealis non è l unica costellazione che rimanda alla mitologia cretese del labirinto e del Minotauro? Ebbene sì: racconta il mito che Teseo abbandonò Arianna su di una piccola isola mentre era addormentata; da Dionisos enne ridestata dal sonno profondo ed il dio, per consolarla, le donò la corona che riluce in cielo come «Corona di Arianna» 12 o Corona di Borea. Quindi sia Arianna, che il Serpente appartengono ad un contesto astrale, e nella fattispecie equinoziale, unico, raffigurando e rappresentando soprattutto per la popolazione cretese del III e II millennio a.c. la porta equinoziale 13 della ita, quella primaerile, segno nei cieli dell inizio della stagione della rinascita. 12 NdR. Secondo Eratostene ( Epitome dei Catasterismi). 13 NdR. Attualmente, a causa della precessione degli equinozi, la porta equinoziale si troa negli ultimi gradi della costellazione dei Pesci.

11 Ma prima abbiamo rammentato che nell emisfero celeste in posizione diametralmente opposta campeggiano le corna della costellazione del Toro e quindi è eidente che nella Creta dell era del bronzo, durante l equinozio di autunno la prima costellazione ad ascendere al sorgere delle prime stelle, al tramonto del sole, sia proprio il Tauros! Il Toro che sorge, al tramonto del Sole 14, ede iniziare la stagione della caduta delle foglie, dell autunno e dell inerno, della morte apparente e che dee a sua olta morire per poter riedere risorgere il Serpente e la sua Corona Che si troa nella costellazione dell Ofiuco. 15 Alla loro leata eliaca.

12 Non sarà certo un caso che nella descrizione omerica dello scudo di Achille nell Iliade, forgiato dallo metallurgo Efesto, dopo la menzione della riproduzione in esso della terra, del cielo, del sole e della luna (a cui seguono a cerchio tutte le costellazioni zodiacali), i primi gruppi di stelle altre ad essere nominati sono giusto l ammasso aperto delle Pleiadi e delle Iadi (entrambi facenti parte della costellazione del Toro, e soprattutto le Pleiadi 16 che sono le prime ad elearsi ad oriente nella leata eliaca 17, aanti alla salita delle corna del Toro e delle Iadi), Pleiadi menzionate per prime anche nell Odissea (canto V, 273 a proposito della zattera di Ulisse). Ecco il legame tra Toro e Serpente. Ecco perché al sorgere mattutino dell equinozio di primaera ritroeremo di conerso il Toro e al sorgere mattutino dell equinozio d autunno ritroeremo sempre di conerso e in opposizione astronomica il Serpente e la Corona Borealis, la Costellazione del Labirinto. Ecco perché il labirinto è la trasposizione simbolica di un Serpente aolto su se stesso, e Arianna, la Signora oltremodo pura e 16 NdR. Una delle sette stelle si chiama Asterope! 17 NdR. Siamo all equinozio di primaera. Inizia la buona stagione ed il clima è faoreole alla naigazione.

13 oltremodo santa dona il filo d oro a Teseo, simbolo astrale, che a contatto del paimento del labirinto assume la alenza simbolica del Serpente dorato, astrale, indispensabile per uccidere il Toro dalle sembianze per metà di Uomo che si ritroa al centro del molto fuoco o della terra infuocata del percorso notturno della luce astrale. Ecco perché nei misteri di Dionisos e, probabilmente, nella religione cretese il Toro rappresentaa l animale lunare che occorrea sacrificare affinché il mistero della ita potesse nuoamente aere un reinizio. Graf ricorda che Zeus Meilichios (Zeus il mite ) enia festeggiato nella penisola attica nelle festiità delle Diasie il 23 del mese di Antesterione (proprio nel mese di marzo, quindi nel mese della porta equinoziale di primaera) e che tale ricorrenza enia celebrata alle soglie di Atene festeggiando un diino Zeus dalle sembianze di un inusuale immenso serpente 18 (e ciò aenia non solo in Atene ma anche in altre località dell Ellade). E azzardato, allora, forse ipotizzare che il nome del mese attico di Antesterione, anziché deriare classicamente dalla parola anthos (fiore) possa in realtà aere un origine diersa? Vediamo quale. Mutuando il nome proprio da Asterion, il minotauro, preceduto dal suffisso antì (con alore di contro ) a significare proprio colui che lottò contro il minotauro (antì-asterion). Ecco Teseo che, uccidendo la creatura antropofaga teriomorfa, ha permesso al grande serpente-zeus di risorgere su Atene durante l equinozio di primaera. Mitra sacrifica il toro Bassoriliro del Mitreo di Santa Maria (Ce) 18 NdR. Che non potea essere elenoso, perché mite.

14 Altri miti, altre leggende, altre analogie Altre suggestie analogie si possono ritroare ad esempio anche nella religione misterica di Mitra, da ricondurre ad un antico retroterra iranico (enerato colà come nume della luce e come garante di contratti e della erità); tale religione che non aea isibilità pubblica era confinata in un ambito più priato, iniziatico, segreto, con connotazioni esoteriche peculiari (sette gradi iniziatici, con sacrificio simbolico all interno di una grotta, simboli cosmici quale le diinità connesse ai pianeti conosciuti e i dodici segni zodiacali), molto icina come corteo simbolico ai culti misterici iniziatici più moderni (rosacroce, massoneria, martinismo, martinezismo). L uccisione del toro da parte di Mitra aiene in un contesto di simbolismi nictomorfi (i mitrei sono spesso ipogei o ricaati in spazi oe si ricostruisce un ambiente che ricordi una grotta oe la olta è sempre affrescata con stelle e raffigurazioni celesti). In alcuni mitrei di Ostia Antica è possibile osserare, accanto all ara sacrificale, anche raffigurazioni di magnifici serpenti, ad ulteriore conferma che i due animali aeano alenze simboliche interconnesse. Rappresentano indiscutibilmente i ierà di questa religione misterica, magari non perfettamente compresi, ma deriaano da quel simbolismo astrale, che aea nelle porte equinoziali il suo primum moens. Mitra ie una icenda sui generis (con molti punti in comune con la religione cristiana, decisamente più sincretica di quanto si possa comunemente pensare), caratterizzata dalla nascita in una grotta, dalla cattura e dall immolazione del toro primordiale, dalla consumazione della carne (il corpo dell animale) durante il banchetto sacro, a cui partecipa anche il Sol Inictus, e da un iaggio sul carro diino, al termine del quale è accolto proprio dal Leontocefalo, o da un personaggio aolto dalle spire di un grosso serpente. Questo, alla luce delle mie considerazioni, rappresenta, dopo la tauroctonia rituale, dopo il sacrificio del Toro, il simbolo della rinascita del mondo, con il iatico del sorgere del Serpente e della sua Corona. Ma ritorniamo, ora, al concetto di sacrificio, correlato ad eenti astronomici. L accorciamento progressio del giorno, che inizia col solstizio d estate, per culminare nel solstizio d inerno con il giorno più corto che

15 dell anno, ha prodotto nell uomo una era e propria angoscia nel timore che l astro potesse decidere di non ritornare ad essere l attore principale, con la sua diina luce, della rinascita della ita. Esistea, allora, qualcosa che potesse garantire all uomo un ritorno della Luce e della abbondanza delle messi? E stato a causa di questa angosciosa aspettatia del ritorno che nell uomo si è prodotto un collegamento tra sacro e cicli delle terra. Eenti astrali e laoro della terra furono in questo modo collegati da un legame così forte che produssero l esigenza di poter incoraggiare e sostenere, con l aiuto di sacrifici a queste potenti diinità naturali, il regolare funzionamento ciclico delle stagioni. In tal guisa enia scongiurato il mancato ritorno della fertilità attraerso la pratica di doer sacrificare alcunché di questa stessa fertilità che producea messi e benessere. Questo sentimento sacrificale dienne parte integrante, ma lo è anche in epoca contemporanea nelle dierse forme di religione, del sacro connaturato all uomo e di conseguenza alla cultura dei popoli. Il sentimento d incertezza dell angoscioso appressarsi del tenebroso buio e del gelo della stagione della morte generò il mito del Toro e del Minotauro-Asterios, che occorrea sacrificare, e la prospettia soteriologica ciclica del serpente sempiterno e della sua splendida Signora-Corona. Bibliografia Essenziale 1. Daid R Sear, Greek Coins, ol.1 Europe, Seaby, London, SM Stella, Il Disco di Festos in Esonet.it; 865.html 3. Palmer L R, Minoici e Micenei, l antica ciiltà egea dopo la decifrazione della lineare B (Einaudi Ed 1979). 4. W.F. Jackson Knight Vergil and Homer, Agosti, et Al.) 6. Publio Oidio Nasone, Metamorfosi. Cur. Scioletto N. UTET Ed Firmico Materno Giulio, L' errore delle religioni pagane, Cur. Sanzi E. Città Nuoa Ed. (collana Testi patristici) 8. Kerenyi, Dioniso, Adelphi, CG Jung, Psicologia ed Alchimia, Opere, 12, Bollati Boringhieri 10. Igino, Mitologia Astrale, Adelphi Arato di Soli, Phaenomena. 12. Pausania, Viaggio in Grecia, ol 5 BUR Ed., Milano Touchais G, L Egeo prima dei Micenei in I Greci, Storia, Cultura, Arte e Società; Una Storia Greca, Formazione, Einaudi Ed. Torino, Niemeier W-D, Nascita e siluppo del mondo miceneo in op.cit.ibid. 15. Uchitel A, Preistoria del greco e archii di palazzo in op.cit ibid. 16. Graf F., Gli dei greci e i loro santuari in op.cit. ibid. 17. Sanzi E., Il Mitraismo Romano, in Roma Archeologica, I Culti Orientali a Roma, Elio de Rosa Editore, XXI, Roma, 2004.

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