I n d i c e

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1 I n d i c e 7 Introduzione 11 ATTIVITÀ 1 Le fonti e gli elementi datanti 15 ATTIVITÀ 2 La Stratigrafia 23 ATTIVITÀ 3 Cenni di Paleontologia 27 ATTIVITÀ 4 Fossili 35 ATTIVITÀ 5 Cenni di Paletnologia. L industria litica 41 ATTIVITÀ 6 Statuette femminili 47 ATTIVITÀ 7 L Arte rupestre 53 ATTIVITÀ 8 Il Megalitismo 57 ATTIVITÀ 9 Manufatti fittili delle civiltà del territorio 63 ATTIVITÀ 10 Primo approccio con l Epigrafia: le tavolette sumeriche 67 ATTIVITÀ 11 Epigrafia: le tavolette di Ebla 71 ATTIVITÀ 12 Epigrafia: i Geroglifici 75 ATTIVITÀ 13 Stele egizie 79 ATTIVITÀ 14 Affreschi minoici 83 ATTIVITÀ 15 Maschere micenee 87 ATTIVITÀ 16 La Civiltà fenicio-punica 93 ATTIVITÀ 17 La produzione vascolare greca 103 ATTIVITÀ 18 I templi greci 111 ATTIVITÀ 19 Le metope delle 12 fatiche di Eracle 115 ATTIVITÀ 20 Gli Ostraka 119 ATTIVITÀ 21 La Domus romana 123 ATTIVITÀ 22 Le Decorazioni parietali: i 4 stili pompeiani 129 ATTIVITÀ 23 I Larari 133 ATTIVITÀ 24 La Gemma Augustea

2 137 ATTIVITÀ 25 Leggere un iscrizione latina 145 ATTIVITÀ 26 Ricerca sul campo: materiali romani di reimpiego 149 ATTIVITÀ 27 La scultura dei Tetrarchi 153 ATTIVITÀ 28 Paleografia. La scrittura onciale 157 ATTIVITÀ 29 Cenni di Araldica 163 ATTIVITÀ 30 Sepolture e corredi funerari 170 APPENDICE A Scheda semplificata di reperto archeologico 173 APPENDICE B Carta quadrettata 175 Bibliografia

3 Introduzione Quella dell Archeologia a scuola è una nuova risorsa da scoprire e da valorizzare, ma pochi docenti hanno la possibilità di mandare avanti un discorso del genere, se privi di un supporto teorico-pratico (che allo stato attuale, appunto, manca). Ci sono scuole che propongono il Laboratorio di Archeologia: basta vedere alcuni siti per notare che però fanno ricorso a risorse esterne, a esperti e operatori museali. Il docente può ricorrere a questo libro per svolgere un Laboratorio in autonomia durante un intero anno scolastico, oppure semplicemente ispirarsi soltanto a qualcuna delle attività proposte. Struttura del testo Il periodo trattato nel presente volume tratta di un arco temporale che va dalla Preistoria al Medioevo. Il programma contiene 30 Attività, ognuna delle quali propone Suggerimenti operativi, articolati in step e corredati da Bibliografia (che riguarda anche i testi da cui sono state riprodotte manualmente alcune immagini), Sitografia, nonché uno o più dei seguenti strumenti: Materiale didattico, che fornisce gli strumenti per la classificazione di quel determinato tipo di reperto/documento (classificazione che verrà poi esplicitata dagli allievi mediante la compilazione di una Scheda semplificata di reperto archeologico fornita in Appendice); Scheda operativa, con varie attività da proporre ai ragazzi. In Appendice, oltre alla Scheda di reperto, è presente anche la Carta quadrettata: entrambe vanno utilizzate per alcune attività in aggiunta alla Scheda operativa. Le attività proposte riguardano discipline diverse: Paleontologia, Epigrafia, Araldica, Storia dell Arte, Paleografia, per dare ai discenti un idea dell unitarietà del sapere e della cooperazione fra le diverse discipline che non vanno concepite come racchiuse in compartimenti stagni. Con il presente materiale si intende inoltre fornire un supporto per: rafforzare la tendenza all astrazione dei discenti, insegnare loro il contatto con la realtà materiale nell ambito della disciplina storica.

4 8 Laboratorio archeologia Nella maggior parte delle attività si ricorre al metodo deduttivo-globale: agli allievi prima viene fornita una visione generale dell argomento trattato (mediante introduzione da parte del docente), quindi si offrono gli strumenti per analizzare un oggetto preciso (mediante il Materiale didattico, che contiene, ad esempio, repertori di tipologie). Gli alunni in questo modo dal generale entreranno nel particolare, costituito dal reperto che analizzano. Le attività proposte sono di diverso grado di difficoltà: in linea di massima si può affermare che le prime sono più semplici, le successive più impegnative. Infatti, man mano che si sviluppano le competenze degli alunni, verranno svolte attività sempre più diversificate e complesse.

5 Elenco delle attività u ATTIVITÀ 1: Le fonti e gli elementi datanti Materiale didattico 1: Fonti ed elementi datanti Scheda operativa 1: Tipi di fonte e cronologia u ATTIVITÀ 2: La Stratigrafia Materiale didattico 2: L Unità stratigrafi ca Scheda operativa 2: Riconoscere le unità stratigrafi che u ATTIVITÀ 3: Cenni di Paleontologia Materiale didattico 3: Tipologie di fossilizzazione Scheda operativa 3: Riconoscere il tipo di fossilizzazione u ATTIVITÀ 4: Fossili Materiale didattico 4a: Classifi cazione di Linneo e Scala geologica dei tempi Materiale didattico 4b: Repertorio di fossili Scheda operativa 4: Riconoscere alcuni fossili u ATTIVITÀ 5: Cenni di Paletnologia. L industria litica Materiale didattico 5: L Industria litica Scheda operativa 5: Identifi chiamo alcuni manufatti u ATTIVITÀ 6: Statuette femminili Materiale didattico 6: Dalla venere paleolitica alla dea madre neolitica Scheda operativa 6: Statuette femminili u ATTIVITÀ 7: L Arte rupestre Materiale didattico 7: L Arte rupestre Scheda operativa 7: Analisi di pitture rupestri u ATTIVITÀ 8: Il Megalitismo Materiale didattico 8: Strutture megalitiche Scheda operativa 8: Strutture megalitiche u ATTIVITÀ 9: Manufatti fittili delle civiltà del territorio Materiale didattico 9: Manufatti fi ttili: forme e decorazioni Scheda operativa 9: Classifi care reperti fi ttili u ATTIVITÀ 10: Primo approccio con l Epigrafia: le tavolette sumeriche Materiale didattico 10: Ideogrammi sumerici Scheda operativa 10: La scrittura sumerica u ATTIVITÀ 11: Epigrafia: le tavolette di Ebla Materiale didattico 11: La scrittura cuneiforme Scheda operativa 11: Mi esercito con la scrittura cuneiforme u ATTIVITÀ 12: Epigrafia: i Geroglifici Materiale didattico 12: Cenni sulla scrittura gerolifi ca Scheda operativa 12: Esercitati con i Geroglifi ci u ATTIVITÀ 13: Stele egizie Materiale didattico 13: Alcune stele egizie Scheda operativa 13: Arte fi gurativa egizia u ATTIVITÀ 14: Affreschi minoici Materiale didattico 14: Alcuni affreschi minoici Scheda operativa 14: Affreschi minoici u ATTIVITÀ 15: Maschere micenee Materiale didattico 15: Produzione orafa micenea Scheda operativa 15: Maschere micenee Introduzione 9

6 u ATTIVITÀ 16: La Civiltà fenicio-punica Materiale didattico 16: Elementi di Iconografia fenicio-punica Scheda operativa 16: Simboli fenicio-punici u ATTIVITÀ 17: La produzione vascolare greca Materiale didattico 17a: Tipologie vascolari della Ceramica greca Materiale didattico 17b: Stili decorativi della Ceramica greca Scheda operativa 17: Ricostruzione e classificazione di vasi greci u ATTIVITÀ 18: I templi greci Materiale didattico 18a: La pianta del Tempio greco Materiale didattico 18b: Elementi del Tempio greco Materiale didattico 18c: Gli ordini architettonici Scheda operativa 18: Architettura greca u ATTIVITÀ 19: Le metope delle 12 fatiche di Eracle Materiale didattico 19: Le dodici fatiche di Eracle Scheda operativa 19: Individuare le fatiche di Eracle u ATTIVITÀ 20: Gli Ostraka Materiale didattico 20: La scrittura greca e gli Ostraka Scheda operativa 20: Decifrare alcuni ostraka u ATTIVITÀ 21: La Domus romana Materiale didattico 21: La domus romana Scheda operativa 21: Gli ambienti della casa romana u ATTIVITÀ 22: Le Decorazioni parietali: i 4 stili pompeiani Materiale didattico 22: Le Decorazioni parietali: i 4 stili pompeiani Scheda operativa 22: Riconosco gli stili pompeiani u ATTIVITÀ 23: I Larari Materiale didattico 23: Tipologie di larario Scheda operativa 23: Analizziamo un larario u ATTIVITÀ 24: La Gemma Augustea Materiale didattico 24: Lettura della Gemma Augustea Scheda operativa 24: Figure e allegorie della Gemma Augustea u ATTIVITÀ 25: Leggere un iscrizione latina Materiale didattico 25a: La Scrittura Capitale Quadrata Lapidaria Materiale didattico 25b: Abbreviazioni delle iscrizioni Materiale didattico 25c: Onomastica latina Materiale didattico 25d: Come trascrivere le iscrizioni Scheda operativa 25: Decifrare iscrizioni latine u ATTIVITÀ 26: Ricerca sul campo: materiali romani di reimpiego Materiale didattico 26: materiale romano reimpiegato nelle chiese romaniche Scheda operativa 26: Individuare e catalogare il materiale di reimpiego u ATTIVITÀ 27: La scultura dei Tetrarchi Materiale didattico 27: La scultura dei Tetrarchi Scheda operativa 27: La Tetrarchia u ATTIVITÀ 28: Paleografia. La scrittura onciale Materiale didattico 28: La Scrittura onciale Scheda operativa 28: Decifrare e usare la scrittura onciale u ATTIVITÀ 29: Cenni di Araldica Materiale didattico 29: Repertorio di scudi e decorazioni araldiche Scheda operativa 29: Analizzare e realizzare scudi u ATTIVITÀ 30: Sepolture e corredi funerari Materiale didattico 30: Metodi di sepoltura e corredi funerari Scheda operativa 30: Corredi funerari 10 Laboratorio archeologia

7 attività 1 Le fonti e gli elementi datanti Per svolgere questa attività, l ideale sarebbe avere a disposizione un cortile con giardino dove è possibile rinvenire monete recenti e altri oggetti (può provvedere l insegnante disponendo qua e là delle monete da 50 lire degli anni 70, ad esempio). Altrimenti si può lavorare in classe, dove ci sono sicuramente più elementi datanti (calendari, circolari, diari, ecc.), anche se troppo riferiti al presente. OBIETTIVI CONOSCENZE: saper individuare la differenza fra i diversi tipi di fonte, conoscere la funzione degli elementi datanti. OBIETTIVI ABILITÀ: classificare i diversi tipi di fonte, collocare gli eventi nel tempo. SUGGERIMENTI OPERATIVI Step 1: Presentazione argomento e consegna materiale didattico L insegnante, dopo aver introdotto l argomento che verrà trattato, consegna a ogni alunno/gruppo il «Materiale didattico» presente in questo capitolo e la «Scheda operativa». Step 2: Ricerca sul campo L insegnante conduce gli alunni (muniti di guanti di lattice, per motivi di igiene, e di berrettino in caso di giornata calda) nel cortile o nel giardino della scuola e li invita a cercare degli oggetti significativi. In alternativa, invita i ragazzi a effettuare una ricerca analoga all interno della classe. Step 3: Analisi L alunno/il gruppo, una volta messo insieme il materiale reperito (tappi di bottiglia, cocci, monete, copertine di quaderno, ecc.), cerca di distinguere fra: fonti scritte e fonti materiali, oggetti che forniscono indicazioni sulla datazione e oggetti che non forniscono tali dati. Step 4: Sintesi L alunno/il Gruppo svolge gli esercizi della «Scheda operativa». BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Harari M. (1999), I tramiti per la conoscenza dell antico: la cultura materiale (materiale per il Corso di Perfezionamento in Didattica dell Antico), Ferrara, Tecomproject Editore. Harari M. (2001), Percorsi archeologici (materiale per il Corso di Perfezionamento in Didattica dell Antico), Ferrara, Tecomproject Editore. Attività 1 11

8 1 materiale didattico Fonti ed elementi datanti La Storia che studiamo sui libri è il risultato del lavoro di diversi studiosi che hanno analizzato, confrontato e interpretato le fonti. Tipi di fonte Le fonti sono quei reperti da cui si ricavano testimonianze per una ricostruzione storiografi ca e possono essere: scritte (tavolette, papiri, iscrizioni, lettere, leggi, manoscritti); iconografi che (sculture, dipinti, rilievi, incisioni); materiali (vasi, armi, strumenti, oggetti, monumenti); orali (registrazioni, storie tramandate di padre in fi glio). Nel corso di questo Laboratorio avrai a che fare con le prime tre tipologie di fonte. Elementi datanti Alcuni dei documenti citati sopra possono essere degli «elementi datanti», cioè dei reperti che, essendo in qualche modo attribuibili a un determinato periodo, aiutano nella datazione di ciò che si trova vicino a essi. La datazione di un oggetto si basa sui seguenti fattori: materia in cui è fatto; stile in cui è realizzato; forma; decorazione; eventuali iscrizioni con indicazioni cronologiche. Per reperti recanti sostanze organiche si ricorre alla tecnica del «Carbonio 14» (che non si può utilizzare per materiali risalenti a oltre anni fa). Gli elementi datanti forniscono quello che si chiama «terminus post quem» («termine dopo il quale»): il ritrovamento di elementi datanti come le monete potrà condurre a ragionare circa il «terminus ante quem» («termine prima del quale») e il «terminus post quem» e a formulare ipotesi sulla successione cronologica e stratigrafi ca. Se scavando nel cortile di casa tua trovassi una moneta come quella raffi gurata sopra (una vecchia lira), avresti un elemento datante, perché in basso è segnato proprio l anno in cui essa è stata Una moneta da 100 lire. coniata. In questo caso, il 1967 sarà il «terminus post quem». Anche nei libri puoi trovare un indicatore cronologico, nel marchio del copyright riportato nel retrofrontespizio, dove ci sarà una scritta di questo genere: 2007 Edizioni Erickson. Anche in questo caso abbiamo un elemento datante , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

9 scheda operativa 1 Tipi di fonte e cronologia Esercizio A Nella tabella sottostante puoi vedere alcuni oggetti che studierai nel corso di questo Laboratorio. Per ognuno prova a effettuare la classifi cazione precisando se si tratta di fonte scritta, materiale o iconografi ca. Tavoletta eblaita. Ostrakon. Tavoletta su merica. Strumento liti co preistorico. È una fonte: È una fonte: È una fonte: È una fonte: scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca Ceramica greca. Iscrizione romana. Frammento di vaso neolitico. Scultura dei Tetrarchi. È una fonte: È una fonte: È una fonte: È una fonte: scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca scritta materiale iconografi ca (continua) 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 13

10 4B materiale didattico Repertorio di fossili Legno silicizzato Fossile di derivazione vegetale. Si tratta di legno che ha subito il fenomeno della sostituzione: gli atomi di carbonio (C) del legno, col passare del tempo, sono stati sostituiti dal composto chimico della silice (la cui formula chimica è SiO 2 ), conservando tutti i dettagli del legno originale. In alcuni casi è possibile riconoscere persino gli anelli di accrescimento della pianta. Trilobiti La classe delle Trilobiti appartiene al tipo degli Artropodi (che tradotto letteralmente vuol dire «dai piedi articolati»), gruppo di cui fanno parte tutti quegli animali invertebrati il cui scheletro esterno è suddiviso in segmenti articolati. In particolare i trilobiti, animali esclusivamente marini, avevano un esoscheletro diviso in tre parti sia orizzontalmente Legno silicizzato. che verticalmente. Le tre parti longitudinali erano la testa (cephalon), il torace (torax) e la coda (pygidium), ognuna delle quali era fornita di zampe uguali tra di loro, a esclusione del primo paio che formava le antenne. La testa aveva una parte centrale convessa, detta glabella, posta tra le due guance, su ciascuna delle quali si trovavano poi degli occhi molto sviluppati. Il torace e la coda, oltre a essere forniti di zampe, presentavano anche un paio di branchie respiratorie. Alcune trilobiti possedevano la capacità di nuotare nella massa d acqua, altre vivevano ancorate sui fondali marini. Apparse all inizio del Cambriano, ebbero il massimo sviluppo dell Ordoviciano, dopodiché iniziarono a perdere importanza e a diminuire fi no a scomparire nel Permiano. Trilobite. Esacoralli (sottoclasse) Esacorallo. Animali marini appartenenti al Tipo dei Celenterati. Una colonia di coralli è data dall insieme di tutti gli scheletri dei singoli animali dei coralli, i cosiddetti polipi, che appunto si costruiscono uno scheletro calcareo che li contiene. I coralli possono essere solitari o coloniali, in entrambi i casi vivono ancorati al fondale marino. Questi ultimi vivono in molti nel medesimo scheletro e danno vita alle cosiddette barriere e/o scogliere coralline. Gli esacoralli comparvero nel Triassico medio e sono tuttora diffusi nei nostri mari. (continua) , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

11 (continua) materiale didattico 4B Adesso vediamo alcuni esempi di Cefalopodi, classe cui appartengono animali esclusivamente marini dotati di una conchiglia, che può essere sia interna che esterna rispetto alle parti molli. Sono così chiamati per via del piede che si è man mano trasformato in tentacoli che circondano la bocca e che vengono utilizzati sia per la locomozione che per la cattura delle prede. Alla classe dei cefalopodi appartengono varie sottoclassi tra cui ricordiamo l Ammonoidea e svariati ordini tra cui Belemnitidae Orthoceratida. Ammonoidea (sottoclasse) Anche questi erano Molluschi (tipo) Cefalopodi (classe) simili a seppie, calamari e polipi. Possedevano una conchiglia conica suddivisa in numerosi setti e avvolta a spirale, dentro la quale si ritraevano e che chiudevano mediante l utilizzo di placchette di calcite; la bocca era circondata da una serie di tentacoli. Questi animali sono così chiamati in quanto la loro conchiglia avvolta a spirale richiama in qualche modo l avvolgimento delle corna del dio egizio Ammone. Apparsi nel Devoniano, furono molto numerose nel Giurassico per poi scomparire alla fi ne del Cretaceo. Belemnitida Ammonite. Tali animali, anch essi simili alle seppie, ai polipi e ai calamari attuali, erano provvisti di endoscheletro, ossia di una parte dura interna (chiamata rostro) circondata dalle parti molli. I belemniti avevano un aspetto molto simile a un siluro perché questa era la forma del rostro, l unica che si sia fossilizzata. Apparsi nel Permiano, ebbero il massimo sviluppo nel Mesozoico e scomparvero poi durante il Cretacico. Orthoceratida Organismi provvisti di una conchiglia dritta e sottile, che dà loro il nome (che signifi ca «cono dritto»). Le loro conchiglie erano suddivise in camere, diverse Belemnite. a seconda del periodo di vita dell animale. Alcune arrivavano ai due metri di lunghezza e a un diametro di 10 centimetri. Comparsi nell Ordoviciano inferiore scomparvero nel Triassico. Orthoceras. Bilvalvia (Lamellibranchi) Con questo termine si indicano tutti quegli organismi acquatici appartenenti al Tipo dei Molluschi caratterizzati da un esoscheletro (ovvero la parte dura esterna che protegge le parti molli interne) formato da due parti (le valve) unite tra di loro, che possono essere identiche (in questo caso si parla di conchiglia equivalve) o diverse (conchiglia inequivalve). (continua) 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 31

12 4B materiale didattico (continua) Fanno parte di questa classe animali come la arselle, le cozze, le ostriche, ecc., organismi acquatici che possono sia vivere ancorati a un supporto solido come una roccia, sia nuotare all interno della massa d acqua. La loro comparsa viene posta nel Cambriano medio. Nel Siluriano e Devoniano iniziano a comparire forme adattate anche alla vita nelle acque salmastre e dolci. Attualmente sono ancora molto diffusi. Gasteropoda A questa classe appartengono animali sia acquatici che terrestri (come le lumache e le patelle), provvisti di una conchiglia Bivalve. esterna calcarea generalmente a forma di tubo conico o elicoconico. La conchiglia racchiude al suo interno le parti molli; alcune di esse rimangono sempre all interno, altre invece, come il piede e il capo, possono essere estromesse. Il piede consiste in un muscolo utilizzato per la locomozione, mentre il capo è quella parte molle nella quale si trovano organi come la bocca, gli occhi e i tentacoli. Più o meno contemporanei dei bivalvia, sono comparsi nel Cambriano inferiore e sono diffusi anche attualmente. Gasteropode , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

13 8 materiale didattico Strutture megalitiche Le strutture megalitiche sono quei monumenti preistorici composti da grandi blocchi di pietra variamente sovrapposti e infi ssi nel suolo. Vediamone le composizioni basilari. Il Menhir (dal bretone «pietra lunga») è un monolito di forma allungata piantato verticalmente nel terreno; compare isolato o in allineamento (lineare o circolare) con altri menhir. Nella foto accanto si vede un menhir antropomorfo di Filitosa (in Corsica): si distinguono i lineamenti del volto (occhi, naso, bocca) e il rilievo di un pugnale in basso. Alcuni menhir antropomorfi sono scolpiti anche nella parte posteriore, con un abbozzo di colonna vertebrale. Trilithon. Il Trilithon (dal greco «tre pietre») è costituito, come suggerisce il nome stesso, da tre pietre, due delle quali ortostatiche e conficcate nel terreno e una sovrapposta orizzontalmente ad esse a mo di architrave. Il Dolmen (dal bretone: «tavola di pietra») è una derivazione del trilithon ed è formato da più pietre conficcate nel terreno e sovrastate da una lastra orizzontale di copertura. Menhir di Filitosa. Il Cairn (termine bretone) è un tumulo di terra o pietre posto sopra un dolmen. Il Cromlech (dal gaelico «recinto circolare») è un circolo di megaliti (come quello di Stonehenge). L Allée couverte (dal francese «camminata coperta») è una sorta di corridoio formato da due fi lari paralleli di ortostati piantati nel terreno e chiuso da lastroni orizzontali. La Tomba dei giganti (il cui nome deriva dal fatto che in passato si riteneva vi fosse sepolto un gigante) è un monumento funerario collettivo nuragico, formato da lastroni di pietra infissi nel suolo. La facciata è costituita da una composizione architettonica curvilinea (esedra) dietro la quale si sviluppava una lunga camera sepolcrale absidata, coperta con lastroni di pietra (sul genere dell allée couverte). La stele centrale dell esedra spicca per altezza, è centinata (cioè curva nella parte superiore) e ha alla base una piccola apertura da cui probabilmente si introducevano i corpi dei defunti. Nelle foto vediamo alcuni dettagli della Tomba dei Giganti di Capichera presso Arzachena (Sardegna settentrionale), utilizzata dal al a.c. In origine era un allée couverte (datata all Età del Rame), tramutata poi (nell Età del Bronzo) in Tomba dei giganti mediante l aggiunta dell esedra. La stele centinata di Capichera è la più alta conosciuta: Tomba dei giganti di Capichera, Arzachena. misura oltre 4 m , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

14 scheda operativa 8 Strutture megalitiche Esercizio A Osserva le immagini e rispondi alle domande e individua di quali monumenti si tratta. Palaggiu (Corsica) Stonehenge (Inghilterra) menhir allineamento di menhir trilithon dolmen cromlech cairn allée couverte tomba dei giganti. menhir allineamento di menhir trilithon dolmen cromlech cairn allée couverte tomba dei giganti. Esercizio B La foto raffigura la tomba dei giganti di Capichera. Inserisci nell immagine i nomi delle seguenti parti: allée couverte, esedra, stele centinata, apertura per l inserimento dei corpi. Esercizio C Produci con la creta o altro materiale plasmabile un piccolo plastico di una struttura megalitica. Tomba dei giganti di Capichera. 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 55

15 18B materiale didattico Elementi del Tempio greco Osserviamo la parte anteriore del tempio dal basso verso l alto. Vediamo innanzitutto lo stereobate e lo stilobate, quindi le colonne (sormontate da un capitello), sopra le quali si ha «trabeazione», costituita da tre elementi orizzontali che sono, dal basso verso l alto: l architrave, il fregio, la cornice. Sopra la trabeazione vi sono le seguenti parti: il frontone, che è un elemento architettonico triangolare, posto come coronamento dei due lati minori del tempio; il timpano, che è la parete triangolare delimitata dalla trabeazione e dalle cornici rampanti del frontone; le cornici rampanti, che sono oblique e insieme alla cornice orizzontale, defi niscono il timpano; gli acroteri, elementi decorativi posti agli angoli e al vertice del timpano. TIMPANO E FRONTONE ACROTERIO CORNICE RAMPANTE CORNICE FREGIO COLONNA ARCHITRAVE CAPITELLO STILOBATE Particolare di veduta frontale del tempio , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

16 materiale didattico 18C Gli ordini architettonici I templi greci sono realizzati in stili o ordini diversi: dorico, ionico e corinzio. Ordine dorico Nello stile dorico, che nasce nel Peloponneso nella seconda metà del VII secolo a.c. e fi o- risce nel VI, la colonna presenta le seguenti peculiarità: un fusto scanalato che poggia direttamente sullo stilobate, la rastremazione, ossia la graduale diminuzione di sezione, del fusto dal basso verso l alto, un capitello schiacciato composto da abaco quadrato ed echino, un fregio con alternanza di triglifi (lastre quadrangolari con tre scanalature verticali) e metope (lastre quadrangolari dipinte o in rilievo). Capitello dorico. OCCHIO ABACO ECHINO ABACO CANALE Ordine ionico Lo stile ionico compare fra VII e VI secolo a.c. nelle città costiere dell Asia Minore e nelle isole egee per poi approdare ad Atene nella seconda metà del VI secolo a.c. Presenta le seguenti peculiarità: la colonna poggia su un basamento formato da toro (modanatura convessa) e scozia (modanatura concava), il capitello è decorato a volute, il fregio ha un bassorilievo continuo. Ordine corinzio Lo stile corinzio raggiunge il suo apice nel IV secolo a.c. ed è caratterizzato dai seguenti elementi: la colonna poggia anch essa su un basamento formato da toro e scozia, la colonna è molto slanciata, il capitello è decorato con foglie d acanto scolpite, il fregio ha un bassorilievo continuo. Capitello ionico. Capitello corinzio. VOLUTA ABACO VOLUTA CAULICOLO 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 107

17 18 scheda operativa Architettura greca Esercizio A Osserva la piantina del tempio qui a fi anco e compila il testo sottostante. Il tempio riprodotto è: TETRASTILO ESASTILO OTTASTILO Perché? Il tempio è anche: PROSTILO ANFIPROSTILO PERIPTERO DIPTERO Perché? Esercizio B Disegna nello spazio quadrettato la piantina di un tempio periptero ottastilo. (continua) , A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson

18 (continua) scheda operativa 18 Esercizio C Individua i seguenti elementi del tempio e scrivili sul disegno. Colonna Trabeazione Architrave Triglifo Cornice Timpano Frontone Stilobate Cornice rampante Fregio Metopa Capitello Esercizio D Riconosci lo stile cui appartengono questi capitelli? dorico ionico corinzio Perché? dorico ionico corinzio Perché? dorico ionico corinzio Perché? 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 109

19 29 materiale didattico Repertorio di scudi e decorazioni araldiche L Araldica è la disciplina che si occupa dei titoli nobiliari, degli alberi genealogici e degli stemmi. Gli stemmi sono emblemi araldici che hanno: forma (di scudo di diverso genere), colore, decorazioni caratteristiche per ogni famiglia o ente o associazione. Nell immagine accanto, si possono vedere i nomi delle diverse zone dello scudo, ricavate dalla suddivisione in tre parti sia in orizzontale che in verticale, con l aggiunta di 2 parti centrali. Va segnalato che destra e sinistra sono riferite allo scudo, non a chi guarda. Il fondo dello scudo si chiama «campo». CANTONE DESTRO DEL CAPO FIANCO DESTRO CANTONE DESTRO DELLA PUNTA CAPO POSTO D ONORE CUORE OMBILICO PUNTA CANTONE SINISTRO DEL CAPO FIANCO SINISTRO CANTONE SINISTRO DELLA PUNTA Le parti dello scudo. Alcuni tipi di scudo Francese moderno o Sannitico Francese antico Appuntato Spagnolo (continua) , A.R. Vizzari, Laboratorio atorio archeologia, Trento, Erickson

20 (continua) materiale didattico 29 Inglese A bandiera A losanga o romboidale Ovale Quando uno scudo è diviso da una o più linee, si hanno le partizioni. Vediamo di seguito le più semplici. Partizioni semplici Partito Addestrato Sinistrato Troncato Trinciato Tagliato Lo scudo partito è diviso in due parti uguali da una linea verticale mentre quello troncato è diviso in due da una linea orizzontale. Lo scudo addestrato è diviso per un terzo da una linea verticale situata a destra, mentre quello sinistrato è diviso per un terzo da una linea verticale situata a sinistra. Lo scudo trinciato è diviso in due parti da una diagonale che parte dall angolo superiore destro e raggiunge l inferiore sinistro; al contrario, lo scudo tagliato è diviso in due parti da una diagonale che parte dall angolo superiore sinistro e raggiunge l inferiore destro. Figure Le fi gure effi giate negli scudi appartengono a diverse categorie: fi gure naturali: animali (leoni, orsi, cavalli, serpenti, api, ecc.), vegetali e anatomiche. fi gure fantastiche: liocorni, unicorni, centauri, sirene, grifi, ippogrifi, chimere, aquile bicipiti, draghi, pegasi, ecc.; fi gure artifi ciali: ancore, torri, spade, asce, armature, ecc. Gli animali e le fi gure fantastiche possono essere rappresentati in diverse posizioni. Nella pagina successiva analizzeremo alcune di queste posizioni. (continua) 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 159

21 29 materiale didattico (continua) Posizioni Stante: raffi gurato in piedi e fermo. Passante: ritratto nell atto di camminare. Rampante (o Inalberato o Levato, ecc., a seconda dell animale): raffigurato sulle due zampe posteriori. Seduto: è raffi gurato in riposo, mentre appoggia la parte posteriore. Testa tagliata. Nascente: da una linea di partizione spunta la fi gura, di cui si vedono: testa, collo, zampe anteriori e punta della coda o delle ali. Addossati: due fi gure speculari sono poste di schiena l una rispetto all altra. Affrontati: due fi gure speculari sono poste l una di fronte all altra. Le immagini sono tratte e rielaborate da: , A.R. Vizzari, Laboratorio atorio archeologia, Trento, Erickson

22 scheda operativa 29 Analizzare e realizzare scudi Esercizio A Analizza i seguenti scudi (in certi casi non bisogna crocettare). Tipo di scudo Tipo di partizione Tipo di figura Posizione della/e figura/e Sannitico Romboidale Appuntato Ovale Inglese Partito Addestrato Sinistrato Troncato Trinciato Tagliato Naturale Fantastica Artifi ciale Stante Passante Rampante Seduto Testa tagliata Nascente Addossati Affrontati Sannitico Romboidale Appuntato Ovale Inglese Partito Addestrato Sinistrato Troncato Trinciato Tagliato Naturale Fantastica Artifi ciale Stante Passante Rampante Seduto Testa tagliata Nascente Addossati Affrontati Sannitico Romboidale Appuntato Ovale Inglese Partito Addestrato Sinistrato Troncato Trinciato Tagliato Naturale Fantastica Artifi ciale Stante Passante Rampante Seduto Testa tagliata Nascente Addossati Affrontati Sannitico Romboidale Appuntato Ovale Inglese Partito Addestrato Sinistrato Troncato Trinciato Tagliato Naturale Fantastica Artifi ciale Stante Passante Rampante Seduto Testa tagliata Nascente Addossati Affrontati (continua) 2007, A.R. Vizzari, Laboratorio archeologia, Trento, Erickson 161

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