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1 Preistoria di Quartu Se la data di nascita della città non è ancora definibile per la scarsità di documenti storici certi in merito, altrettanto non si può dire per la sua preistoria documentata da una serie ricchissima di ritrovamenti archeologici reperiti in città e nel suo vasto interland. In studi minuziosi condotti dal Prof. Enrico Atzeni (1) su Stazioni all aperto e officine litiche del Campidano di Cagliari e in La preistoria nel Golfo di Cagliari (2), viene presentata una cartina in cui sono anche segnalati 29 siti archeologici, 3 dei quali in città e altri 26 nel suo esteso territorio. Altre inedite preziose emermergenze questo autore segnala in Cagliari preistorica,(2) come quella nel Viale Colom -bo, a Santo Stefano a Is Arenas a lato dello stagno di Molentargius a Perda Bona (3), a Simbirizzi, a Terra Mala in La preistoria del Golfo di Cagliari. Questo pubblicazione contiene una prima sintesi delle campagne di scavo in corso a Is Mortorius per il recupero e la valorizzazione del Nuraghe Diana e delle sue strategiche pertinenze. Secondo gli studi del 1989 di G. Struglia (4), autore di un lavoro su I nuraghi di Quartu S. E. nel quale sono riportati i dati riferentesi alle sue ricerche sui siti archeologici del territorio quartese, questi, in bibliografia, variavano da un minimo di 14 (dati del Ministero Agricoltura e Foreste) a un massimo di 25 (Elenco degli edifici monumentali, LXVIII Vol.), contro i 34 censiti dal succitato autore. Questa differenza di dati del trentennio precedente, con quelli pubblicati da E. Atzeni, è da interpretarsi con la erronea inclusione tra i nuraghi di Quartu di due complessi che sovrastano il Rio Baccu Mandara (Nuraghe Sighientu de Susu e Sighien -tu de Basciu), risultanti in territorio Maracalagonis e anche con la scomparsa di alcuni di essi dovuta alla inarrestabile azione di distruzione e scempio ad opera degli speculatori edilizi e dei tombaroli che saccheggiano il nostro patrimonio archeologico. Ne sono un esempio il Nuraghe s Aria (Fig.7) nel comprensorio di Flumini di Cuba del quale se ne individuano solo poche tracce e quello di Niu e Crobu, (Fig. 8) sito a 104 metri d altitudine a dominare la valle di Flumini e Cuba, il cui materiale è stato utilizzato per costruire un deposito d acqua cosi come accaduto per il Nuraghe Puxéddu, posto sopra Porticciólu in Cala e Moru a Geremeas, (5) (descritto per la prima volta dal Can. G. Spano nel 1873), al quale è stata addossata una villetta abusiva a due piani il cui grezzo, da circa vent anni, attende la demolizione. Questi fatti dovrebbero preoccupare gli amministratori e i preposti alla tutela dei beni culturali essendo quello archeologico un inestimabile patrimonio da proteggere e valorizzare. Moltissimi sono i reperti archeologici, costituiti da strumenti in pietra e metalli, ritrovati da C. G. Cara, da C. Timon a Santo Stefano, Viale Colombo e Is Arenas (3-pag.60) e molti altri sono quelli scoperti nel territorio quartese da Enrico Atzeni. Questi ha indagato nelle stazioni di Foxi, di s Apparassi, del bivio de Is Pardinas, del nuraghe Forti Bécciu, di Cuccuru Fra Patteri, nelle officine di ossidiana casa Ligas, a s Apparassi e nei siti di Basciu Serra a Simbirizzi presso la Chiesa del Buon Cammino, in quelli di Perda Bona e Terra Mala (questi tre ultimi importanti perché appartenenti alla Cultura di Monte Claro sviluppatasi

2 nell Eneolitico Evoluto e Finale). E. Atzeni ha in particolare studiato il Nuraghe Diana a Is Mortorius, (sorto nel periodo nuragico apogeico) i cui scavi sono attualmente fermi), (Fig.9). Con gli innumerevoli reperti, oggi giacenti nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, si potrebbe organizzare un importante Museo in Quartu. Questo oltreché conferire maggior prestigio alla città diventerebbe una buona fonte produttiva di reddito per il suo alto interesse scientifico e per importanti ricadute socio-culturali e turistiche. Grazie al Prof. Enrico Atzeni che con le sue ricerche e la compilazione di una aggiornata carta archeologica, sta valorizzando il patrimonio preistorico quartese,(fig.5) noi possiamo conoscere indirettamente i processi evolutivi della millenaria civilizzazione dei nostri antenati e la loro Cultura (6) preistorica. Quando si parla di preistoria sarda, è bene precisare che essa coincide con la civiltà prenuragica, comprendendo, come dice R. Tykot (7- Tav. II): il Paleolitico (da a.c. a a.c.); il Meso-litico ( a.c.); il Neolitico (6.000 a a.c.); l Eneolitico ( a.c).. In questo periodo, dal al a.c., si sviluppa la Cultura di Monte Claro che ha interessato i colli di Cagliari, il suo Campidano fino a Simbirizzi e Terra Mala in territorio di Quartu; l Età Bronzo: Bronzo antico: a.c.; Bronzo medio a.c.. Dal al a.c. si sviluppa la Cultura del Nuragico I ; Bronzo recente a.c. in cui si sviluppa la Cultura del Nuragico II ; Bronzo finale a.c. nella quale si sviluppa la Cultura del Nuragico III; Prima Età del Ferro a.c. in cui, dal 730 al 580 a.c., si svolge il Nuragico IV in contemporanea col periodo Fenicio; Seconda età del Ferro 510 a.c d.c., periodo nel quale si sviluppa la Cultura del Nuragico V durante la dominazione punica dal 510 al 238 a.c. e, infine, dal 238 a.c. al 476 d.c., in cui la Sardegna diventa colonia romana nei periodi Repubblicano e Imperiale. Nel Neolitico si sviluppano le Culture di: Su Carroppu, Fliestru, Grotta Verde, Bonu Ighinu, e Ozieri. Nell Eneolitico iniziale, nel quale l uomo apprese l arte di lavorare la pietra, evolvono le Culture di Sub Ozieri, Filigosa e Abealzu. Nell Eneolitico Evoluto o Età Prenuragica si sviluppa la Cultura di Monte Claro che nasce in un colle di Cagliari e si estende nel suo Campidano fino allo Stagno di Simbirizzi a Basciu Serra (8-Fig10) in iterritorio di Quartu. La Civiltà Nura -gica si sviluppa nelle ere del Bronzo Medio e del Ferro. A questi periodi risalgono la maggior parte dei siti archeologici nuragici nel territorio quartese che, calcolati da G. Struglia, risultano in numero di 3,53 per ogni 10 Kmq., (esclusi i resti di alcuni villaggi nuragici) che rivelano attualmente ulteriori, notevoli crescite. Origine dei nuraghi Alcuni studiosi (9) ritengono che i nuraghi siano di origine cretese-micenea altri sostengono che esse, unitamente alla lingua nuragica (che ha molti legami con la lingua sumerica, come sarà approfondito nel capitolo riguardante la lingua sarda), siano originarie della Mesopotamia Setten

3 -trionale (Cultura di Halaf-Arpashyah) ai confini tra Siria, Turchia, Iraq e difffusa in Occidente tramite gli abitanti della Lidia. Dell influsso nord-siriano sulla archeologia nuragica parla Giovanni Lilliu (10) nella sua monumentale opera di studio sui nuraghi. Per considerazioni stori -che e linguistiche, i primi ad essere arrivati in Sardegna si pensa siano stati i Sardàna, epici naviganti protostorici, (notizia cunfermata dagli egìzi), seguiti dai Sardianói abitanti di Sardis, capitale della Lidia che hanno dato il nome anche ai sardi di Sardegna come afferma M. Pittau (8) il quale riferisce che Plauto, nel Miles Gloriosus, così dice: I Romani chiamavano Sardi non solo gli abitanti della Sardegna ma anche i Sardi della Lidia. Lo storico Festo, parlando della città etrusca di Velo, dice che gli abitanti si chiamavano Sardi. Anche Strabone dichiara che i sardi nuragici erano Tyrsenòi, a significare costruttori di torri perché tyrsis significa torre e i nuraghi sono torri. Nella migrazione dei Tyrsenòi dalla Lidia all Italia centrale la Sardegna ha costituito la penultima tappa dove si sono stabiliti per quattro secoli, fermandosì nell Isola dal XIII al IX secolo prima di Cristo e, come dice M. Pittau (11), mescolan -dosi con i sardi nuragici. I Tyrsenòi, arrivati in Italia, hanno preso il nome Tirreni-Etruschi, denominati Tursci dai latini. Mentre gli insediamenti greco-jonici nelle coste della Sardegna (Olbia, Neapolis nel golfo di Cabras-Oristano) hanno lasciato tracce archeologiche e linguistiche inconsistenti, tra i secoli X e IX prima di Cristo i Fenici si sono aggiunti, come (12) afferma Dedola e mescolati ai Tirreni di Sardegna. Dopo il 509 prima di Cristo (battaglia navale di Alalia o Aleria nelle Bocche di Bonifacio, nella quale gli etruschi, alleati con i punici, cacciarono dalle coste sarde i Greco Jonici) i fenici sono stati sostituiti dai cugini Cartaginesi. Destinazione dei nuraghi E controversa e impossibile da definire la loro vera destinazione: abitazioni? Luoghi di culto? Costruzioni con finalità di difesa? Altro? Si è propensi a credere che nei tempi, in base alla loro funzione venisse scelta l ubicazione, la tipologia e la forma, così da luogo a luogo differente. Si presume che sin dalle origini, il tyrsis, la torre sia stata costruita come abitazione fissa accanto alle capanne che non offrivano alcuna sicurezza nei casi di eventuale pericolo di aggressioni provenienti dal mare o in casi di grosse calamità naturali. E certo che diverse strutture nuragiche fossero dedicate al culto degli antenati come Sa domu e s Orku in Is Concas a San Pietro Paradiso di Quartucciu o a quello delle divinità dell acqua come il tempio a pozzo di Cuccuru Nuraxi a Settimo San Pietro. Questa struttura scavata fino a 33 m. di profondità, forse al centro dei ruderi di un nuraghe, è considerata dall Atzeni un Unicum, riconducibile al Bronzo Medio, con funzioni di santuario. (13) A Quartu il Nuraghe Diana a Is Mortorius, situato nella collina che si affaccia sullo sperone della antica tonnara, tra la cala di s Arrizzolu Salìu e quella di Terra Mala, è un classico esempio di monumento (polifunzionale?) di cui non se ne può definire la vera

4 destinazione anche se si è propensi a credere con E. Atzeni che fosse quasi un osservatorio nella sua strategica posizione di controllo delle rotte nuragiche del golfo, percorse, come è noto, in età del Bronzo da traffici micenei, ciprioti, fenici e greci diretti ai santuari, ad es. al nuraghe Antigori di Sarròk, a Cagliari, al suo hinterland e al santuario per il culto delle acque di Cuccuru Nuraxi di Settimo San Pietro. Civiltà Nuragica Preceduta dalla cultura prenuragica di Bonannaro ( a.c.) la Civiltà Nuragica inizia a metà dell Età del Bronzo Medio e prosegue sino all Età del Ferro, dal 1600 al 510 a. C. cioè fino alla fine dell età dei metalli. Il periodo arcaico, in base all evoluzione delle tipologie costruttive, secondo la datazione al C14 di R. Tykot, corrisponde al Nuragico I (Bronzo Medio a.c.-) e al Nuragico II (Bronzo Recente a.c.). Il periodo apogeico si sviluppa, per circa cinque secoli, col Nuragico III (Bronzo Finale a. C.) e col Nuragico IV ( Prima Età del Ferro a.c.) in corrispondenza col periodo fenicio. Con la colonizazione punica inizia il periodo della decadenza col Nuragico V (Seconda Età del Ferro a. C.) seguita dalla conquista dell Isola da parte dei romani (238 a.c. - 1 d.c. periodo Repubblicano e 1 d.c d.c. periodo Imperiale). Il periodo arcaico è caratterizzato dalla comparsa del nuraghe a torre semplice thòlos a falsavolta, nato forse in epoca prenuragica come embrione della primitiva +civiltà nuragica dei pastori guerrieri. Un esempio di questo tipo di costruzione a torre semplice lo ritroviamo in territorio di Quartu nel nuraghe Biancu (indicaz. n 61 nella cartina archeol. di E. Atzeni), il cui ingresso non è visibile perché forse ancora interrato. Il Periodo apogeico, che va dal 1500 al a.c., è caratterirzzato dal massimo sviluppo culturale ed economico-sociale del popolo nuragico per i rapporti avuti con gli altri popoli mediterranei attratti dalla ricchezze minerarie del sottosuolo dell Isola. La prosperità della civiltà nuragica in questo periodo è dovuta anche alla presenza dei fenici, colonizzatori e commercianti pacifici che hanno influito sulla creatività costruttiva dei complessi nuragici. A questo periodo nel quale le pianure chiuse tra i monti di Olla, di Sinnai, di Quartu e il suo golfo le quali offrivano condizioni favorevoli di insediamento per pastori e agricoltori primitivi, risalgono diversi siti archeologici di Quartu come le officine di ossidiana di casa Ligas e di s Apparassi in cui si preparavano raffinati utensili per la caccia e per la guerra. Il contatto con altri popoli civilmente più evoluti, lo sfruttamento delle miniere, la costruzione per il commercio di oggetti di ossidiana e di metallo, l importazione di gusti costruttivi più complessi hanno inciso nell incrementare il benessere dei nuragici. Esso coincide con la costruzione dei grandi complessi come il Nuraghe Diana a Is Mortorius lungo la strada Quartu-Villasimius. Il Diana, ancora ben conservato, è un nuraghe binato plurimo a tancato come dice Enrico Atzeni: a tre torri, simmetricamente

5 incentrate su un cortile a cielo aperto di pianta sub quadrangolare, disimpegnante l accesso principale dall esterno, lungo un corridoio a garette in transetto, i passaggi alle tre torri voltate a tholos, l accesso agli ancora inesplorati vani ricavati sulla cortina Ovest e, per singolari rampe di scala, sulle cortine Est e Sud_Est. Il proseguimento dello scavo, sospeso cinque anni orsono quando si arrivò a livelli culturali di epoca romana republicana, potrà dare risposte alle problematiche scientifiche e storico-culturali sul periodo di trapasso dal Bronzo Finale al primo Ferro e sulle dinamiche delle interazioni sardo-fenicie e con le altre civiltà mediterranee. Questo nuraghe, posto a 150 metri dal mare, chiuso ai visitatori ormai da un quinquennio per lavori di messa in sicurezza e definito dall Atzeni un capolavoro di ingegno costruttivo, è un tesoro dell archeologia che andrebbe valorizzato culturalmente e turisticamente per il prestigio di Quartu. Nel periodo apogeico all interno delle grandi cosrtuzioni, attorno alla camera centrale compaiono le nicchie, i corridoi, le doppie scale intramurarie, le torri troncoconiche diventano più alte e, talvolta con camere sovrapposte a due piani, compaiono le cinta murarie con interposte torrette minori (regia nuragica Montrabu a Monti e Pauli) di un mastio centrale (regia di Ferricci). Attorno ai grandi complessi sorgono i villaggi con molte capanne la cui base circolare in pietra, come le attuali pinnette, erano ricoperte di frasche, lastroni in pietra o tronchi posti a cono l uno a fianco dell altro. Nel periodo apogeico si ha il massimo sviluppo dei villaggi santuari (Santa Vittoria a Serri, Sant Anastasia a Sardara, il tempio a pozzo di Cuccuru Nuraxi a Settimo San Pietro, studiato da E. Atzeni, il quale pensa che molti santuari siano stati meta di pellegrinaggio da parte dei popoli mediterranei. Il periodo apogeico è stato caratterizzato da intensi contatti con i popoli del Mediterraneo orientale che in Sardegna arrivavano in cerca di metalli e per commerciare con i sardi nuragici. Il periodo aureo della Civiltà Nuragica, raggiunse il suo massimo splendore tra il il Bronzo Finale ed il periodo fenicio. Decadenza della civiltà nuragica Con la conquista dell isola da parte dei punici nizia l epoca storica che si avvia progressivamente al periodo finale dell età nuragica (Nuragico V a.c.). Cacciati dalle città porto della Sardegna i greco-jonici, i cartaginesi, forti dell alleanza con gli etruschi, dopo la battaglia di Alalia, iniziarono la conquista dell isola incontrando una strenua resistenza dei Sardi che, gelosi della loro millenaria autonomia, trovarono riparo nelle montagne della Barbagia e della Gallura. I Sardi che, dal VI al III sec. a,c., non vollero sottostare agli invasori cartaginesi e romani resistettero ad es. nel Villaggio di Monte Tiscali, in una dolina di difficile accesso, ben nascosta, (505 m. di altitudine) in territorio di Oliena. Altro villaggio nuragico mai espugnato fu quello di Sovana, a Nord di Tiscali, presso il Monte Cusidore (1147 m. di altitudine).

6 Taluni nuclei abitati di Quartu e Quartucciu sono sorti tra IV e III secolo a. C. perché la necropoli punico-romana di Pillu e Mata, tra le due cittadine (14-Fig ) a 500 m. dal confine con Quartu) (15), risale a quel periodo. Le fertili campagne del Campidano di Cagliari e saline del Maristani di Molentargius, prima in mano ai fenici, furono ben presto sfruttate anche dai punici che edificarono la grande necropoli di Tuvixéddu in Cagliari. Al periodo della decadenza risalgono le opere di difesa le muras, fortificazioni nuragiche a pianta circolare o ellitica (Mura Cariasas e Tilipera o a trapezio come le Mura Aeddo e Muru e su Cau, costruite nei pressi di Bonorva e quelle aventi funzione di avamposti di difesa a fronte delle fortificazioni puniche nell altopiano di Campeda. Anche i romani, giunti a cacciare i punici dall isola nel 238 a.c. non riuscirono, per lungo tempo, a piegare la resistenza di quel popolo fiero della sua millenaria civiltà. BIBLIOGRAFIA (1)-Enrico Atzeni- Stazioni all aperto e officine litiche del Campidano di Cagliari STUDI SARDI, Vol XIV-XV, , Sassari (2) Enrico Atzeni- Cagliari preistorica -ETS EDITRICE PISA (3) Enrico Atzeni- La preistoria nel Golfo di Cagliari -Ed. AV, pp (4) Giuseppe Struglia- I nuraghi di Quartu Sant Elena - Pag 13- Ed. Prestampa-Quartu (5) Vedi: Can. Giovanni Spano MEMORIA sopra l antico oppido di Geremea Editrice. Avvenire di Sardegna Cagliari 1873 (6) Per Cultura s intendono gli atteggiamenti più significativi coi quali si esprimono il pensiero e i modi di vivere di una popolazione in una certa epoca. (7) Preistoria in Sardegna Tavola II cronologico-culturale della preistoria sarda sulla base delle datazioni al C14, ricalibbrate da R. Tykot, (8) Enrico Atzeni- Le genti di Monte Claro: dal Neolitico al ventunesimo secolo - A cura della Provincia di Cagliari I.G.E.S. s.r.l.- Quartu Sant Elena pp 15. Fig -10. (9) Giuseppe Struglia- I nuraghi di Quartu Sant Elena - Pag 15- Edizioni Prestampa. Quartu S. E (10) Giovanni Lilliu-La bella età del bronzo- Storia dei Sardi e della Sardegna - Vol. I - Jaca Book (11)-M. Pittau-Lessico Etrusco-Latino compara to col nuragico- Chiarella -Sassari-1984.(12) S. Dedola-Toponomastica Sarda - Grafica del Parteolla (13)-Vedi-Enrico Atzeni- La preistoria del Golfo di Cagliari - Vedi Nuraghe Diana pag 13 Cap. VIII- Il tempio a pozzo di Cuccuru Nuraxi- Settimo San Pietro - Caglari - da pag..493 a pag.536. (14) Donatella Salvi- I contesti chiusi di Pill e Matta -pp (15) Pietro Matta- Inquadramento geo-stratigrafico dell area archeologica di Pill e Matta -Foglio 557 -sez. II-Comune di Quartu S. Elena. Fig.5- Cartin archeol. Quartu E. Atzeni. Fig. 6- Nuraghe Niu e Crobu (da G Struglia- pag. 30) Fig 7- Nuraghe s Aria - Struglia Fig 8- Nuraghe Niu Crobu Fig 9- Diana- G. Solinas Fig..10- Pugnali rame tomba di Basciu Serra in (Le Genti di Monte Claro. E. Atzeni) Tavola. -I- Stralcio siti arc.h. Quartu da Enrico Atzeni- La preistoria nel Golfo di Cagliari -Ed. AV, 2007-pag 17 Tavola-II- Tav. cronologico culturale al C14 di Tykot ( da da Enrico Atzeni- La preistoria nel Golfo di Cagliari )

7 Cartina archeologica del territorio di Quartu (da Enrico Atzeni- La preistoria del Golfo di Cagliari - stralcio da pag.17) 21-Is Arenas 22-Via Boito Quartu S.E. 23-Santo Stefano e V.le Colombo presso saline 24-Cuccuru Fra Patteri 25-Officina di ossidiana di s Apparassi 26-Nuraghe Su Forti Bécciu 27-Stazione Officina di s Apparassi 28-Bivio Is Pardinas 29-Stazione Foxi 30-Stazione e nuraghe Cuccuru Ibba 44-Nuraghe Mela Murgia 45-Nuraghe Niu e Crobu 46-Nuraghe S\erra Pauli 47-Nuraghe Is Meris 48-Nuraghe Capitana 49-Nuraghe Diana 50-Nuraghe Marapintau 51-Nuraghe de su Lillu 52-Nuraghe Palisteri 53-Nuraghe Callitas 54-Nuraghe s Orixéddu 55-Nuraghe Murtinéddu 57-Nuraghe Litas 58-Medau Abbruxau 59-Nuraghe Marcolinu 60-Nuraghe Santu Lianu 61-Nuraghe Biancu 62-Nuraghe Niéddu 63-Nuraghe s Arrumbulada Nuraghe Puxéddu*, posto sopra Porticciólu in Cala e Moru a Geremeas

8 Tab. I - Tavola cronologico-culturale della peristoria sarda sulla base della datazione al C14 ricalibrate da R, Tykot,1994- Da Enrico Atzeni- La preisto -ria del Golfo di Cagliari - pag.68.

9 Fig. 5 - Pugnaletto e lesina in rame o bronzo e brassard litico d arciere dai resti di tomba megalitica di Perda Bona (Quartu S.E.) di Cultura Bonnannaro (Bronzo Antico). Da E..Atzeni- Cagliari preistorica -ETS Ed.Pisa1983.

10 Fig. 6 - Pugnale in rame proveniente dalla stazione di Monte Claro a Basciu Serra- Simbirizzi-Quartu Sant Elena. Da E. Atzeni- Estr. da Le genti di Monte Claro -IGES-s.r.l pag. 15. Fig Cartina di una zona archeologica in territorio di Quartu Sant Elena. Da E.Atzeni La preistoria del Golfo di Cagliari -pag 62.

11 Mappa dei siti archeologici di Quartu (Fig. 1 e Fig..2) Fig.11 - Stralcio da Cartina archeologica del Golfo di Cagliari con i siti preistorici del territorio di Quartu (Enrico Atzeni- La preisto -ria del Golfo di Cagliari - pag.17 e Tab. II : 21-Is Arenas 22-Via Boito Quartu S.E. 23-Santo Stefano e V.le Colombo presso saline 24-Cuccuru Fra Patteri 50-Nuraghe Marapintau 51-Nuraghe de su Lillu 52-Nuraghe Palisteri 25-Officina di ossidiana di s Apparassi 53-Nuraghe Callitas 26-Nuraghe Su Forti Bécciu 54-Nuraghe s Orixéddu 27-Stazione Officina di s Apparassi 55-Nuraghe Murtinéddu 28-Bivio Is Pardinas 57-Nuraghe Litas 29-Stazione Foxi 58-Medau Abbruxau 30-Stazione e nuraghe Cuccuru Ibba 59-Nuraghe Marcolinu 44-Nuraghe Mela Murgia 60-Nuraghe Santu Lianu 45-Nuraghe Niu e Crobu 61-Nuraghe Biancu 46-Nuraghe S\erra Pauli 62-Nuraghe Niéddu 47-Nuraghe Is Meris 63-Nuraghe s Arrumbulada 48-Nuraghe Capitana 65- Nuraghe Puxéddu*, posto sopra Porticciólu in Cala e Moru a Geremeas 49-Nuraghe Diana

12 Fig. 8 - Nuraghe Niu e Crobu-Quartu S.E. Fig. 9 - Nuraghe Diana- Quartu Sant Elena - Foto G. Solinas

13 Fig.12 - Planimetria necropoli punico-romana di Pill e Mata- Da Luce sul tempo a cura di Donatella Salvi-AM&D EDIZ Pag.17.

14 Fig Foto aerea Necropoli Pill e Matta Da Luce sul tempo a cura di Donatella Salvi-AM&DEDIZIONI-2005-Pag.20. Fig Tombe in parte demolite dai mezzi meccanici nella necropoli di Pill e Mata- Da Luce sul tempo a cura di Donatella Salvi-AM&DEDIZIONI-2005-Pag.35-Foto (G.Secci).

15 Fig. 15-Contenuto tomba punica nella necropoli di Pill e Mata- Da Luce sul tempo a cura di Donatella Salvi-AM&D EDIZIONI-2005.

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