PROGRAMMA DEL CLUB MESE DI NOVEMBRE 2004

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1 DISTRETTO TO 2030 Anno 6 NUMERO 62 Ottobre 2004

2 PROGRAMMA DEL CLUB MESE DI NOVEMBRE 2004 Mercoledì 03 Novembre Riunione interclub con il R.C. Genova Ovest Jolly Hotel Plaza - ore 20,00 Relazione del Dottor Riccardo Garrone sul tema Dal petrolio al calcio Mercoledì 10 Novembre Riunione conviviale - Jolly Hotel Plaza - ore 20,00 Relazione del Dottor Roberto Napolitano, Presidente della Commissione Distrettuale sulla Rotary Foundation, dal titolo : Ogni rotariano, ogni anno: da Tortona a Maastricht Mercoledì 17 Novembre Visita all archivio storico economico della Fondazione Ansaldo onlus Villa Cattaneo dell Olmo, Corso Perrone 118, Genova Campi - ore 18,00 segue alle 20,00 cena presso il ristorante Da Marino, Via F. Rolla 36 r Mercoledì 24 Novembre Riunione interclub con il R.C. Genova Golfo Paradiso in onore dell Aeronautica Militare Italiana - Circolo Ufficiali del Presidio Militare, Via San Vincenzo 68 - ore 20,00 Relazione Prof. Carlo Barbieri, Presidente del Comitato Internazionale Le grandi imprese aeree e navali italiane, sul tema : L organizzazione e l uomo in imprese ad alto rischio : Italo Balbo aviatore. Per le serate del 17 Novembre e 24 Novembre è richiesta la prenotazione, da effettuarsi entro il 15/11 per l Ansaldo ed entro il 17/11 per il Circolo Ufficiali, e la massima puntualità. Per le altre riunioni vale la regola generale del Club secondo la quale i Soci sono invitati a preavvertire solo l eventuale assenza in Segretaria, altrimenti, in mancanza di avvertimento, si intenderanno presenti. Tel/fax , mail Dal 1 Luglio 2004 è in pagamento la quota sociale per l anno rotariano 2004/2005, di 550 che potrà essere versata direttamente al Tesoriere Mario Viano, oppure bonificata sul conto corrente intestato al Club, n 17028/80, presso l Ag.6 della Banca CARIGE in P. Dante 40r BBAN: CIN N ABI CAB N. CONTO

3 LETTERA DEL GOVERNATORE - NOVEMBRE 2004 Il Rotary dedica il mese di novembre alla Rotary Foundation, la cui missione è sostenerlo nel perseguimento dei suoi obiettivi, di pace e di sviluppo, attraverso programmi locali ed internazionali. I Rotariani, che pongono a disposizione della R.F. il loro tempo, il loro denaro e le loro competenze, sono la linfa vitale della Fondazione. Il Seminario del 18 settembre scorso a Tortona si proponeva, appunto, di ribadire questi concetti e di informare i Rotariani del Distretto sulle recenti politiche e procedure di finanziamento dei progetti dei Club, sviluppate dalla Rotary Foundation, per portare nuove energie a quello che molti rotariani definiscono il braccio operativo del Rotary. I presenti erano più di centosettanta ed ogni Club rappresentato ha ricevuto un CD con le relazioni degli oratori e gli aggiornamenti più recenti sulla situazione di bilancio. Mi auguro che tutti i Club abbiano programmato di trattare l argomento durante una riunione, per farlo conoscere ai soci, per commentarlo, per rinnovare quell entusiasmo che, sino ad oggi, ci ha portato ad essere generosi nei confronti della R.F.. Tuttavia sui bollettini non ne ho rilevato ancora alcuna traccia. Eppure, come uomo di numeri, io sono sempre affascinato dalla potenzialità di questo strumento rotariano, con il suo Fondo Programmi che viene speso completamente, ogni anno, per sovvenzionare la partecipazione dei distretti ai programmi internazionali della Fondazione (oggi il numero di richieste di sovvenzione supera di gran lunga i fondi disponibili) ed il Fondo Permanente che, istituito nel 1982 per assicurare al Rotary un reddito supplementare alla crescente domanda d interventi umanitari nel mondo, ha consentito di incrementare notevolmente gli stanziamenti. Sono le risorse che hanno permesso al nostro Rotary di affrontare i suoi progetti più importanti: la Polio Plus, le Borse di Studio degli Ambasciatori, i Centri rotariani di studi internazionali, gli Scambi di Gruppi di Studio (SGS), tramite le Sovvenzioni Paritarie, le Sovvenzioni Individuali, le Sovvenzioni Distrettuali Semplificate e le Sovvenzioni 3-H (programma attualmente sospeso). Il Distretto ha saputo ricavarne concreti vantaggi, che ho voluto sintetizzare per voi: 1. Il totale dei contributi versati dal Distretto per la polio nella campagna è stato di US$. Nella campagna Manteniamo la promessa: eradichiamo la polio dall aprile 2002 al 30 giugno 2004 il versamento è stato di: ,81 US$, pari a 184,72 US$ di contribuzione pro-capite (la più alta in Italia). 2. Il contributo versato dal Distretto alla R.F. dalla costituzione al giugno 2004 ammonta a US$. Ciò ha permesso al Distretto di sponsorizzare 90 Matching Grants di cui 11 nell anno Il totale dei progetti realizzati dal ad oggi ammonta a US$. 3. Le Borse di Studio sponsorizzate dal 1988 al 2005 sono state 33 (a fronte delle circa sponsorizzate nel mondo). 4. Abbiamo scambiato sette Gruppi di Studio con 5 paesi diversi: dagli USA (tre volte), dal Cile, dalla Repubblica Dominicana, dall Argentina (due volte), dal Brasile. Nella storia del nostro Distretto vi è stato un solo Grande Benefattore (donazione di oltre US$), a fronte di 25 Benefattori e 1913 Paul Harris Fellows. Ho voluto fornirvi un quadro della posizione del nostro Distretto nei confronti della R.F., come motivazione per confermare l impegno obiettivo di versare 100 US$ per socio. Sono certo che, con queste premesse, nell Anno del Centenario, saremo capaci di raggiungere l obiettivo proposto dal Presidente Internazionale Glenn E. Estess e confermato dal Presidente del Board of Trustees della Fondazione Rotary Carlo Ravizza (Past Presidente Internazionale italiano nell anno ) nell incontro interclub con il nostro Distretto a Villa Sassi. In amicizia. Giuseppe 3

4 GLI INCONTRI DEL CLUB Martedì 5 Ottobre Interclub generale di tutti i Club genovesi Musei del Mare e della Navigazione - dalle ore 18,30 Visita guidata ai Musei del Mare e della Navigazione ed alla mostra sui Transatlantici SOCI: ALBINI, AMALFITANO, BAGNASCO, BRUNI, CECCHERINI, FUSELLI, GHEZZI, LA TERRA, MARCONI, MELCHIORI, PANFILI, PARODI A., PARODI AM, ROMEO, SANGUINETTO, TOMASELLI, TRAVERSA, VASSALLO, VIANO. PERCENTUALE DI PRESENZA: 19/54= 35% CONIUGI: di Bruni, La Terra, Manicardi, Parodi Adr., Sanguinetto, Traversa, Vassallo, Viano. OSPITI DI SOCI: di Amalfitano il figlio Alessandro e Giovanna, di Ghezzi il figlio Matteo, la sorella Laura con il coniuge Paolo Schiavetti e la figlia Marta, di Parodi Adr. il Sig. Vallebona e Signora, di Manicardi il figlio Maurizio jr. Mercoledì 13 Ottobre Riunione con piccola conviviale Jolly Hotel Plaza - ore 20,00 Relazione professionale della socia Prof. Francesca Gazzano, sul tema: La guerra di Troia: mito, storia, attualità. Resoconto della serata Il Presidente Vassallo apre la serata con il consueto tocco di campana dando un cordiale benvenuto ai presenti ed in particolare a Elisa Spallarossa, figlia di Donatella Mascia, appena rientrata dal viaggio di nozze; Elisa ringrazia tutto il Club e procede alla tradizionale distribuzione di confetti. Il Presidente comunica inoltre che, nell ambito delle manifestazioni del Festival della Scienza (29 ottobre - 8 novembre 2004), il 2/11/04 alle ore presso il Complesso di Sant Ignazio si svolgerà una conferenza dal titolo Caccia al virus - L impegno Rotary contro le malattie infettive, patrocinata dai Rotary Club genovesi ed invita i soci a partecipare. Moderatori della conferenza saranno Adriana Albini ed Emilio Maura; sono in programma le relazioni di Aldo Jester, Raffaella Giacchino, Pietro Crovari, Claudio Viscoli; è prevista l introduzione di un rappresentante del Governatore del distretto 2030 Giuseppe Nuzzo. Si parlerà delle sfide, delle difficoltà e delle vittorie nella battaglia contro i germi, dalla SARS al virus dei polli, dall AIDS all Ebola. In questo contesto il Rotary ha contribuito fortemente con il progetto di eradicazione della Polio ed il monitoraggio a livello mondiale. La socia Prof. Gazzano svolge quindi la sua relazione professionale e, con l ausilio di audiovisivi, propone un percorso tra storia e mito particolarmente affascinante, fornendo con rigore scientifico ma anche con vivacità molteplici spunti di riflessione; ne è seguito un acceso dibattito a testimonianza dell interesse che la relatrice ha saputo suscitare, anche grazie alla passione e alla profonda conoscenza con cui ha affrontato il tema tra l altro estremamente attuale. Si sono registrati gli interventi dei soci Bagnasco, Bellin, Fuselli, Mascia, Parodi Adriana, Vassallo. Alle ore 11 il Presidente, dopo aver ringraziato la relatrice, chiude la riunione con il tocco di campana. 4

5 SOCI: BAGNASCO, BELLIN, BRUNI, CECCONI, DODERO, FUSELLI, GAZZANO, GRAMATICA, ICARDI, LA TERRA, MASCIA, MILINTENDA, NATOLI, PANFILI, PARODI Adr., ROMEO, SAVIOLI, TOMASELLI, VASSALLO, VIANO. PERCENTUALE DI PRESENZA: 20/54 = 37% CONIUGI: di Vassallo. OSPITI DI SOCI: di Bellin la Signora Anna Marina Bassino, di Dodero il figlio Federico, di Mascia la figlia Ing. Elisa Spallarossa. Mercoledì 20Ottobre Interclub con Genova Ovest e Genova Golfo Paradiso Jolly Hotel Plaza - ore 20,00 Presentazione targhe commemorative ai monumenti Le vele di Colombo in Italia e negli Stati Uniti Resoconto della serata Il Presidente del RC Genova Ovest Damiani apre la serata con un cordiale benvenuto e, dopo le presentazioni delle Autorità e dei graditi Ospiti, descrive brevemente il progetto Vela di Colombo, di cui la serata costituisce il secondo e conclusivo evento. In particolare, egli illustra la finalità ed il significato rotariano nell ambito delle manifestazioni di Genova 2004 Capitale Europea della Cultura e delle celebrazioni per l anno del Centenario; di seguito, commenta alcune diapositive riferite al precedente evento avvenuto all aeroporto lo scorso 12 Ottobre, ringraziando alcune testate giornalistiche e due reti televisive cittadine per il contributo offerto per la diffusione dell evento nei confronti del grande pubblico. Passa di seguito la parola alla Dott.ssa Saiano, Agente Consolare USA, che fornisce interessanti informazioni a riguardo dell analogo evento oltreoceano, descrive la preziosa collaborazione della NIAF e riferisce su diverse problematiche burocratico-amministrative che, a tempo attualmente non prevedibile, porteranno alla definitiva sistemazione della targa americana ; questa, nel frattempo, verrà spedita ed affidata in custodia ad un R.C. di New York, indicato dal nostro Distretto. Successivamente prende la parola l Amm. Federico Biroli che, di ritorno dagli USA, dopo aver partecipato alla Convention della NIAF a Washington, racconta con soddisfazione e giusto orgoglio la sua esperienza e mostra le diapositive riferite ai momenti più significativi della cerimonia di donazione simbolica della targa rappresentata da un esemplare fotografico di dimensioni ridotte. Il Dott. Damiani passa la parola al PDG Giuseppe Viale, presente in rappresentanza del Governatore Distrettuale Giuseppe Nuzzo, del quale trasmette il duplice messaggio: di complimento per la conclusione del progetto e di soddisfazione nel constatare che, in Liguria, contrariamente ad altre regioni del Distretto, vengono effettuate molte riunioni conviviali interclub, essenziali per l affiatamento e l amicizia tra Club. La parola passa di seguito ai Delegati Distrettuali del Comitato Genova 2004, Dott. Bertolini e Arch. Ameri, che brevemente illustrano il lavoro compiuto durante l anno 2004, ricordandone i principali eventi; anno che, volgendo a termine, lascerà il campo libero per il prosieguo delle celebrazioni del Centenario. Il Dott. Damiani dà quindi la parola ai Presidenti degli altri Club ospitanti, Dott. Gotelli e Dott. Vassallo, i quali, manifestando soddisfazione per la conclusione del progetto, ringraziano tutti coloro che vi hanno preso parte e salutano i presenti. Infine, il Dott. Damiani, dichiarando concluso il prologo della riunione, ringrazia tutti gli intervenuti e ringrazia, in particolare, per la preziosa e determinante collaborazione, la Dott.ssa Saiano e l Ammiraglio Biroli, oltre ai Presidenti e consoci dei Club genovesi partecipanti, invitando tutti a recarsi a cena, non prima di un doveroso brindisi, naturalmente dedicato alla Vela Di Colombo. Alle ore 11, al termine della conviviale, il Presidente Damiani chiude la riunione con il tocco di campana. 5

6 PRESENZE SOCI : Bagnasco, Benedetti, De Concilio, Dodero, Fresia, Gazzano, Ghezzi, Gotelli, La Terra, Melchiori, Natoli, Parodi Adriana, Parodi A.M., Romeo, Tomaselli, Vassallo, Viano PERCENTUALE PRESENZE SOCI (17/54) = 31% CONIUGI : di Dodero, Vassallo e Viano OSPITI DEI SOCI: di Pistolese il M.re Franca Amoretti, di Romeo il Col. Alberto Raucci OSPITI DEL CLUB: degli Ospiti della serata ripartiti tra i Club Mercoledì 27 Ottobre Riunione con piccola conviviale Jolly Hotel Plaza - ore 20,00 Relazione professionale della socia Dott.ssa Adriana Albini, Vicedirettore I.S.T. per la ricerca, sul tema : Il clone questo sconosciuto. Dal genoma alle cellule staminali. Resoconto della serata Il Presidente Vassallo apre la serata con il consueto tocco di campana dando un cordiale benvenuto ai presenti e ricorda i prossimi appuntamenti del mese di novembre: nell ambito delle manifestazioni del Festival della Scienza, i Rotary Club genovesi hanno organizzato la conferenza dal titolo Caccia al virus - L impegno Rotary contro le malattie infettive per il 2/11/04 alle presso il Complesso di Sant Ignazio; moderatori saranno la nostra socia Adriana Albini ed il Prof. Emilio Maura; per quanto riguarda le riunioni del Club, mercoledì 3/11 ore l Interclub con il RC Genova Ovest, relatore il dott. Riccardo Garrone sul tema Dal petrolio al calcio ; mercoledì 10/11 la serata sulla Rotary Foundation, con il dott. Roberto Napoletano Presidente della Commissione Distrettuale; mercoledì 17/11 la visita all Archivio Ansaldo, con cena al ristorante Da Marino; mercoledì 24/11 l Interclub con il RC Genova Golfo Paradiso in onore dell Aeronautica Militare Italiana, presso il Circolo Ufficiali di via San Vincenzo, con la relazione del Prof. Barbieri sulla figura di Italo Balbo aviatore. Dopo la cena il Presidente Vassallo dà la parola alla Dottoressa Adriana Albini che svolge la sua relazione professionale e, con l ausilio di audiovisivi, affronta temi di notevole complessità, come il DNA, i cromosomi, i geni ed il loro contenuto, la clonazione, gli OGM, le cellule staminali, la loro provenienza ed i possibili utilizzi, con rigore scientifico ma vivaci tecniche divulgative, con riferimenti al passato, ma anche al presente ed agli scenari futuri, accennando anche alle diverse legislazioni vigenti nei Paesi europei ed extraeuropei ed alle numerose questioni etiche. Si registrano gli interventi dei soci Bagnasco, Bellin, Marconi, Natoli, Panfili, Vassallo. Alle ore 11 il Presidente, dopo aver ringraziato la relatrice, chiude la riunione con il tocco di campana. PRESENZE SOCI: Albini, Amalfitano, Bagnasco, Bellin, Benedetti, Bruni, Crovari, Iachino, Marconi, Marrè Brunenghi, Milintenda, Natoli, Panfili, Romeo, Savioli, Tomaselli, Vassallo, Viano. PERCENTUALE PRESENZE SOCI (18/54) = 33% CONIUGI : di Albini, Vassallo e Viano. OSPITI DI SOCI : di Savioli l Ing. Michele Sansò 6

7 La guerra di Troia: mito, storia, attualità Il tema della guerra di Troia è oggi tornato di attualità, addirittura di moda: il redivivo Omero scala le classifiche dei libri più venduti, il kolossal Troy è stato uno dei blockbuster della passata stagione cinematografica e gli opinionisti disquisiscono sulle ragioni di tale popolarità. A dire il vero, Omero non è mai passato di moda, almeno fra gli addetti ai lavori : tutt altro. Non solo gli studi sul testo omerico sono in continuo, proficuo fervore, ma in seguito alla riapertura nel 1988 dei cantieri di scavo a Troia (odierna Hissarlik in Turchia), l interpretazione dei dati archeologici da parte dell attuale direttore dei lavori, il Prof. Manfred Korfmann di Tübingen, ha scatenato di recente una polemica così accesa da approdare, in Germania, sulle prime pagine dei quotidiani. Nel nostro Paese le ragioni del revival omerico sembrano altre, meno scientifiche o se si vuole accademiche. In un epoca di guerra, quale è quella che stiamo vivendo, la fortuna dell Iliade, un autentico monumento alla guerra (la definizione è di Alessandro Baricco, nella Postilla che chiude la sua recente operazione editoriale di modernizzazione del poema), continua a suscitare interrogativi, dotti pareri sui quotidiani e perfino qualche imbarazzo. Quali siano le vere motivazioni del rinnovato interesse è difficile dire, così come è arduo distinguere la profondità del ritorno a Omero dalla propaganda pubblicitaria e commerciale che ne ha accompagnato la resurrezione su larga scala. Comunque sia, gli studiosi del mondo antico avrebbero di che rallegrarsi, considerato l infimo rilievo dato nei più recenti programmi ministeriali alla storia greca e romana; è magra, ma sottile soddisfazione osservare che i protagonisti di una fase fondante della civiltà antica si dimostrano più resistenti del previsto all epurazione, benché la loro resistenza appaia talvolta favorita da fraintendimenti, forzature, o letture in chiave ideologica, più che dai nuovi dati acquisiti dalle ricerche archeologiche, filologiche e storiche. Ma, del resto, è un destino comune a ogni avvenimento storico di una certa rilevanza, non importa se remoto o recente: le generazioni successive se ne impossessano e lo interpretano, e interpretandolo lo trasformano. A tal proposito, merita ricordare che la guerra di Troia fu intesa, già dalla tradizione greca dell età delle guerre persiane ( a.c.), come una puntata gloriosa, ovviamente nell ottica ellenica, della millenaria lotta fra Occidente e Oriente, e come tale fu poi recepita e propagandata, per esempio da Alessandro Magno; forse benché questo non fosse l intento di Omero, che rappresenta Achei e Troiani come popoli sì antagonisti, ma affini la lettura a tesi della saga troiana come epico scontro fra civiltà potrebbe aver agevolato il paragone con l attualità. D altra parte, può darsi che di fronte ai grandi mutamenti del presente, dinnanzi al disagio cui è costretto un Occidente solo vagamente definito, e comunque reo confesso di indecoroso senso di superiorità, si sia indotti a riflettere su quale valore vada attribuito all espressione civiltà occidentale, o a ricercarne le radici più profonde, le origini più autentiche: e, risalendo di eredità in eredità, di epoca in epoca, si giunge di necessità a Omero, le cui opere costituiscono sia le prime testimonianze della letteratura greca (e quindi occidentale ), sia pur senza essere o divenire mai un testo sacro la pietra angolare di tutte o quasi le manifestazioni della civiltà greca (e quindi occidentale ). Ad ogni modo, al di là delle possibili interpretazioni o reinterpretazioni attuali, resta il dato indubitabile che la guerra 7

8 di Troia costituisce una delle vicende più famose e più avvincenti del mondo antico. Nel II sec. d.c., il biografo Plutarco di Cheronea affermava che le imprese belliche compiute dagli Ateniesi nel corso della loro storia non erano in sé epocali: la loro fama dipendeva dall abilità degli scrittori che le avevano sapute trasformare, nelle loro opere, in eventi immortali. Plutarco si riferiva in effetti alle opere storiche di età classica, ma le sue argomentazioni si adattano senza difficoltà anche alla guerra di Troia, eternata dal genio poetico di Omero. Non è davvero un caso se dell intero ciclo epico dedicato al conflitto fra Achei e Troiani comprendente almeno otto ponderosi poemi concernenti cause remote, antefatti, sviluppi e conseguenze dell assedio decennale e della presa di Troia siano sopravvissute solo le sezioni attribuite dalla tradizione a Omero, vale a dire l Iliade, che narra gli eventi accaduti in poco meno di due mesi fra il IX e il X anno di guerra ed è imperniata sul tema dell ira di Achille, e l Odissea, che racconta, dopo la conquista della città, il lungo e travagliato ritorno in patria di uno dei capi achei, Odisseo sovrano di Itaca. I due poemi sono i più antichi, quanto a epoca di redazione (l opinione ormai prevalente ne colloca la stesura nell VIII secolo a.c), ma non riguardano affatto tutta la storia della spedizione achea contro Troia: si tratta di segmenti, quantunque molto ampi, di un più vasto patrimonio di storie e miti. Tale complesso di racconti, a parte i poemi omerici, è oggi noto in parte attraverso i poeti tragici del V secolo a.c., che rielaborarono anch essi singoli episodi della saga, in parte attraverso le compilazioni più tarde di mitografi ed eruditi (p.es. la Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro). Peraltro, i poemi del ciclo troiano narravano fatti appartenenti a un passato già remoto nell VIII secolo a.c.: oggi possiamo affermare con il rigore scientifico moderno che il nucleo fattuale degli avvenimenti (veri o inventati che fossero) descritti risale alla tarda età del bronzo, e in particolare alla civiltà micenea, che si sviluppò nella penisola ellenica a partire dal 1650 a.c. circa e che scomparve in maniera catastrofica e definitiva intorno al 1100 a.c. Di conseguenza, la data tradizionale della guerra di Troia, fissata dai cronografi, dagli storici e dagli scienziati greci di età classica ed ellenistica intorno al 1200 a.c., appare abbastanza plausibile, sia per le nostre conoscenze sull ultima fase dei regni micenei, sia in virtù di un possibile confronto con i dati archeologici del sito di Troia, quantunque ancora molto discussi. Se la guerra fra Achei e Troiani si verificò intorno al 1200 a.c., la civiltà greca vera e propria nacque solo nell VIII secolo a.c., dopo centinaia d anni di stagnazione, lente trasformazioni, migrazioni e invasioni di cui sappiamo purtroppo ancora troppo poco; in questa lunga fase (detta età oscura ) il ricordo dell antico splendore miceneo fu conservato esclusivamente grazie alla trasmissione orale di canti che, di generazione in generazione, attraverso la voce degli aedi, veri signori della memoria, perpetuavano la reminiscenza di personaggi ed eventi e la integravano con caratteri e istituzioni del proprio presente. I nuovi Greci erano perfettamente consapevoli che prima di loro era esistito chi aveva edificato gli imponenti complessi palaziali di Tirinto, Micene, Pilo rovine ai loro occhi come ai nostri -, ma non erano più in grado di ricostruire quelle vicende in modo storico ; le collocarono perciò nel tempo senza tempo del mito, trasformando i guerrieri micenei in eroi semidivini e dando loro il privilegio del contatto diretto con le divinità. In questa prospettiva, un ruolo importante ebbero nella storia 8

9 della fortuna e del rimaneggiamento dei poemi le nuove classi dirigenti delle città greche di VIII-VII secolo a.c., le aristocrazie. Infatti, attraverso la creazione di genealogie fittizie, i nuovi leaders costruivano un legame ininterrotto con gli eroi del mito, onorandone le tombe e la memoria con culti e rituali, in modo da dare alla loro autorità uno statuto di assoluta legittimità. Inoltre, particolarmente importante, perché alla base della concezione greca della vita, appare il mondo dei valori tipico dell eroe, che in età storica assurge a mondo dei valori dell élite aristocratica (e poi delle prime forme di democrazia). Il credo degli eroi omerici si potrebbe riassumere in: desiderio di gloria, gusto per la competizione, lealtà, osservanza dei doveri dell ospitalità, amore per il simposio e per il canto, onore in guerra, morte in battaglia e soprattutto aspirazione alla fama e all immortalità nel ricordo dei posteri. Altrettanto considerevole, anche se estromesso in tutte le moderne revisioni dei fatti di Troia, dall Iliade di Baricco al film Troy, risulta il ruolo svolto nella vicenda dagli dèi; eppure i Greci di età classica consideravano essenziale l apporto dei poemi omerici in materia, come testimonia il giudizio di Erodoto, il grande storico del V secolo a.c., secondo cui Omero ed Esiodo avevano addirittura dato ai Greci i loro dèi. Quanto all intervento così diretto e continuo della divinità nel mondo degli eroi omerici si potrebbero individuare numerose cause, dal permanere della religione micenea nella nuova civiltà greca alla concezione stessa della poesia, che per i Greci non era una creazione del tutto umana, perché ispirata direttamente dalla divinità. I poemi omerici, come molte altre opere poetiche successive, si aprono con la richiesta del poeta alla Musa di infondergli il canto, ed è la Musa stessa che canta per bocca del poeta. Infine, la natura umanizzata delle divinità che presto i Greci stessi trovarono inadeguata pare immagine stessa del loro rapporto con la religione: ogni atto dell uomo greco è in sé religioso, ogni avvenimento della sua vita è connesso a un rito o a un culto, ma non c è né adorazione, né abbandono totale. Del resto, gli dei non sono né buoni, né malvagi, possono aiutare il mortale, o distruggerlo, ma non c è alcun piano divino per la salvezza dell uomo. Gli dei non sono responsabili del male del mondo, per questo sono liberi di comportarsi capricciosamente e di replicare alle suppliche dei mortali con una appunto risata omerica. In conseguenza di tutto ciò, è operazione quanto mai ardua e rischiosa cercare di separare, nella saga troiana, il dato storico miceneo da quello altrettanto storico ma di epoca successiva, dall elemento mitico e dalla libera invenzione poetica: gli eventi descritti dai poemi del ciclo troiano sono in effetti un inestricabile groviglio di dati reali (micenei e post-micenei), elementi tratti da miti divini, fantasie di poeti e cantori, interpolazioni e manipolazioni successive. La poesia epica di età arcaica e quella tragica di età classica costituirono senza dubbio il principale veicolo per la conoscenza e per la divulgazione dei fatti di Troia nel tempo e nello spazio, e non per coincidenza i Romani divenuti a partire dal II sec. a.c. arbitri delle sorti dei Greci, ma vittime nei loro confronti di un complesso d inferiorità culturale affidarono le proprie patenti di nobiltà proprio a un Troiano, Enea, che la leggenda voleva essersi salvato dall eccidio finale. Oltre all epica e alla tragedia, di cui si è detto, un potente strumento per la diffusione della leggenda del conflitto acheo-troiano fu fin dall epoca arcaica la pittura, in particolare su vasi e oggetti destinati al commercio transmarino; rispetto alla poesia, questa aveva il vantaggio di essere comprensibile anche ai barbari a quanti cioè non parlavano il greco ed era quindi esportabile con maggiore facilità. Da un 9

10 sommario esame della documentazione disponibile emerge che il ciclo troiano è uno dei meglio attestati nelle raffigurazioni vascolari di età arcaica e classica. Attraverso i vasi è possibile ripercorrere tutti i momenti salienti della guerra (non ho preso in esame le vicende post-belliche dell Odissea), mentre alcuni episodi il giudizio di Paride, antefatto e causa remota del conflitto, la sottrazione ad Achille della schiava Briseide, lo strazio del corpo di Ettore, la supplica di Priamo ad Achille, il trasporto del morto Achille da parte di Aiace, la presa di Troia e il massacro che la conclude risultano rappresentati più e più volte, in epoche e con stili diversi, con e senza didascalie esplicative. Poiché quanto è pervenuto non costituisce che una minima parte di quanto venne in effetti prodotto dagli artigiani e dagli artisti greci, il campione appare estremamente significativo. Oltre a ciò, merita sottolineare che buona parte dei vasi con raffigurazioni del ciclo troiano proviene non dal territorio della Grecia propria, ma dalle necropoli etrusche: così è per veri capolavori come i vasi di Exechia, ceramografo e pittore del VI secolo a.c., o come il vaso François, maestoso cratere dei primi del VI secolo a.c. opera di Ergotimo e Clizia. Un ulteriore segno della passione suscitata in età arcaica e classica dal mito troiano è il fatto che alcuni vasi decorati con scene della guerra non sono d importazione, ma vennero prodotti da artisti locali, in aree (p.es. quella del Ponto, l odierno Mar Nero, o l Apulia) di forte influenza ellenica. In generale, si osserva che nelle varie raffigurazioni, i protagonisti appaiono di volta in volta attualizzati ed abbigliati secondo la moda del momento, non senza tuttavia qualche tocco di arcaismo, ravvisabile, per esempio, nell armamento e negli scudi. Quanto alla storicità della guerra di Troia, si tratta ancora oggi di una vexata quaestio: i Greci (e poi i Romani) non nutrivano dubbi sul fatto che si fosse realmente verificata, anche se erano consapevoli che il resoconto dei fatti era stato irrimediabilmente alterato dalla sua trasformazione in saga epica, a causa del troppo tempo trascorso e dell inventiva poetica dei cantori e di Omero stesso; per contro, a partire dal Medioevo e fino all età moderna l ipotesi di una spedizione achea contro Troia fu giudicata una semplice leggenda, priva di un qualsivoglia riscontro reale. Questo drastico parere si trasformò sul finire del XIX secolo in un troppo ottimistico grido Omero aveva ragione! quando fra il 1870 e il 1890 l intraprendente Heinrich Schliemann, pioniere (non molto scientifico) della moderna scienza archeologica, individuò, sulla collina dell odierna Hissarlik in Turchia, i resti di un imponente città fortificata, subito identificata con la Troia omerica, portando alla luce notevoli ricchezze, gioielli e suppellettili, che egli definì il tesoro di Priamo ; l entusiasmo crebbe ulteriormente nel 1876 quando lo stesso Schliemann scoprì a Micene nel cuore dell Argolide gli stupefacenti corredi funerari, fra cui l enigmatica maschera funebre d oro attribuita ad Agamennone, di un gruppo di principi sepolti nelle tombe a fossa dell acropoli. Tuttavia, non si trattava né in un caso né nell altro di oggetti databili all epoca presumibile della guerra di Troia, intorno al 1200 a.c., perché risalenti a periodi ben più antichi: il tesoro di Priamo è infatti datato fra 2600 e 2400 a.c., mentre i corredi di Micene furono deposti nelle tombe intorno al a.c. Inoltre, la situazione stratigrafica del sito di Troia apparve fin dall inizio dei lavori particolarmente complessa: non una, ma addirittura nove (o dieci) città si erano sovrapposte sul medesimo luogo in un lunghissimo arco cronologico, e a tutt oggi non si è individuato un livello compatibile con i dati omerici. Le candidate più verosimili appaiono Troia VI e Troia VIIa, ma in entrambi i casi all identificazione si frappongono numerosi e gravi ostacoli. La storicità della guerra di Troia, al momento, è nuovamente oggetto di discussione, anche perché non sono ritenuti probanti i possibili confronti con le fonti orientali coeve, in particolare quelle ittite. 10

11 Al di là delle dotte dispute fra studiosi e delle possibili ipotesi formulate in merito (alcune non poco sconcertanti, come la teoria che colloca la guerra di Troia omerica non in Anatolia, bensì in Inghilterra, e le attribuisce motivazioni commerciali legate al commercio dello stagno), va sottolineato il fatto che di fronte sia all antichità e alla lunga durata della tradizione, sia alla geografia sorprendentemente precisa dei poemi omerici, sia alle sempre maggiori conoscenze sulla civiltà micenea, sia all apporto delle fonti orientali l onere della prova spetta a quanti negano che il conflitto abbia avuto luogo, non ai difensori della sua storicità. In conclusione, è verosimile che dietro l ingombrante e deformante apparato mitico, leggendario e poetico si celi un nucleo di realtà storica riferibile a un episodio bellico della tarda età del bronzo, che vide coinvolte popolazioni micenee e anatoliche, forse per il controllo delle rotte commerciali nello stretto dei Dardanelli fra Egeo e Mar Nero: ma, senza l ingombro, senza le deformazioni di quell apparato senza Omero, insomma di quell episodio, oggi, si avrebbe ancora motivo di discutere o, addirittura, memoria? Francesca Gazzano Commissione Azione di INTERESSE PUBBLICO Pres. Prof. Donatella Mascia Ing. Giovanni Cecconi Prof. Giancarlo Icardi Iniziative per il territorio e la città Il territorio ligure e la città di Genova presentano una specifica criticità in relazione alle infrastrutture in generale ed a quelle stradali in particolare. Le principali conseguenze derivanti della inadeguatezza della rete stradale sono: una strozzatura alle connessioni, con riflesso diretto sullo sviluppo in tutti i settori produttivi; una qualità della vita di basso livello per tutti coloro che svolgono attività richiedenti mobilità, sia essa a livello locale o di attraversamento; elevato rischio per la pubblica incolumità a causa di infortuni e sinistri, il cui numero elevato rappresenta un costo sociale significativo per la comunità. Su quest ultimo punto, per dare una misura della sua rilevanza, basti sapere che gli oneri dei sinistri a livello regionale ammontano a circa all anno, per un numero indicativo di sinistri di circa , dei quali rilevati, di cui solo nella città di Genova. Risulta quindi evidente l ingente danno economico, la cui componente in termini di spese sanitarie dovute ai ricoveri, ricade direttamente sulla colletività. Nell ambito delle iniziative atte a ridurre il fenomeno, le tipologie di intervento più adottate da parte degli enti preposti sono fondamentalmente di tipo repressivo (sanzioni comminate mediante la tecnica di cogliere l automobilista o il motociclista in fallo) e cautelativo (limitazioni sulla velocità, sulla sosta, sul sorpasso, tendenti 11

12 a vietare piuttosto che a scoraggiare comportamenti potenzialmente pericolosi). Occorre allora concentrarsi su ulteriori metodologie di intervento che possano aumentare la sicurezza, riducendo significativamente il numero dei sinistri, quali: misure educative: gli utenti della strada possono essere adeguatamente informati sulle reali cause della maggior parte dei sinistri, incrementando le conoscenze di base sulla dinamica con un insegnamento che possa giungere anche a chi non possiede basi specifiche. misure strutturali: queste dovranno tenere conto di i) segnaletica inadeguata: non necessariamente la segnaletica deve essere fortemente limitativa per essere idonea a ridurre la sinistrosità; ii) punti neri : si tratta di conformazioni geometriche dei tracciati stradali che di per se innescano situazioni di pericolosità, non facilmente prevedibili. Sulla base delle considerazioni esposte, ritenendo che le iniziative per la sicurezza stradale siano di decisiva importanza per il miglioramento della qualità della vita e per il contenimento dell ingente danno economico che ne consegue, il Rotary Club Golfo di Genova si pone come parte attiva a disposizione della città per la sensibilizzazione della Opinione pubblica, svolgendo una attività di informazione e formazione tecnica agli utenti della strada. Dal punto di vista operativo si delineano come iniziative: organizzazione di una serie di incontri, cui parteciperanno Tecnici specialisti, Pubblici Amministratori, Polizia stradale e municipale, le cui relazioni potranno essere pubblicate e divulgate; studio tecnico di un sito riconosciuto pericoloso, con individuazione di nuovi provvedimenti; supporto economico del club a sostegno della proposta. Genova, 8 Settembre 2004 Donatella Mascia Commissione AZIONE PROFESSIONALE 12 Pres. Dott. Carlo Iachino Ing. Pier Lorenzo Benedetti Prof. Francesca Milintenda Avv. Anna Maria Panfili Il progetto consiste nella collaborazione ad attivare un poliambulatorio medico presso la ricostruenda CASA della GIOVANE di Genova, a cui dovrebbero afferire, sotto la direzione di un medico esperto, specialisti o specializzandi dell ultimo anno delle Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università di Genova, in giorni prestabiliti. Si ritiene che gli specialisti (o specializzandi) utili a tale realizzazione possano essere i seguenti: un internista, un chirurgo generale, un ginecologo-ostetrico, un endocrinologo-diabetologo, un cardiologo, un ortopedico, un neuro-psichiatra ed uno psicologo.

13 E ipotizzabile inoltre che, grazie al coinvolgimento diretto di alcuni Soci del Club, si possa anche usufruire del supporto di altre strutture già attive nell effettuazione di indagini diagnostiche (es. l ambulatorio del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta, gli Istituti di Radiologia e di Igiene dell Università, il Laboratorio di Biologia Molecolare dell Istituto Tumori, ecc.) e di una rapida concessione da parte degli uffici preposti delle tessere STP, necessarie ai cittadini extracomunitari per ottenere prestazioni terapeutiche in regime di ricovero ospedaliero. Il progetto, così strutturato, dovrebbe essere finalizzato sia alla diagnosi e cura di eventuali affezioni delle ospiti della Casa della Giovane, sia alla prevenzione di malattie endemiche e/o epidemiche e dell eventuale diffusione sul nostro territorio. Il contributo del Club, oltre al coinvolgimento diretto di alcuni Soci del settore medico, potrà anche manifestarsi nel supporto logistico nella ristrutturazione ed attivazione dell edificio, ove specifiche conoscenze e/o professionalità possano permettere un più rapido compimento di tutte le fasi progettuali e burocratiche. Genova, 8 Settembre 2004 Carlo Iachino Commissione INFORMAZIONE ROTARIANA Pres. Dott. Maria Elvira Amalfitano Ing. Alberto Bagnasco Ing. Pier Lorenzo Benedetti Perché il Rotary International nella sua ponderata saggezza, frutto di tanti anni di meticolosa legiferazione, ha voluto dare spazio anche alla Commissione d Informazione Rotariana? Non certo crediamo solo per esaurire il suo compito in un più o meno breve incontro con i futuri Soci, per informarli sulla storia della nostra associazione, sui loro diritti/doveri e sugli usi e costumi rotariani! Purtroppo questo è ciò che le varie Commissioni hanno attuato e non certo per cattiva volontà dei loro componenti. E una Commissione facile e poco impegnativa è la frase ricorrente che i presidenti di Club ripetono ai Soci incaricati di reggerla. La sostanza però è ben altra e molto più vasta, tale da inquadrare e comprendere tutto il sapere rotariano. L informazione rotariana non deve essere rivolta solo ai futuri Amici, ma principalmente deve essere diretta a rinfrescare la memoria a quanti, magari Soci da tanto tempo, hanno perso la passione per il Rotary. Da sempre sentiamo parlare della necessità di ringiovanire e rinvigorire i Club con nuove energie, ma 13

14 dimentichiamo spesso che occorre un azione interna per riaccendere l entusiasmo verso i nostri ideali. E qui che l Azione Interna, di cui l Informazione Rotariana deve essere cardine, interviene per ricordare a volte per spiegare ex novo che cos è veramente il Rotary. Nella vita di ogni rotariano esistono sempre alti e bassi di entusiasmo: passiamo da momenti in cui crediamo veramente agli scopi associativi e proviamo il desiderio di ritrovarci settimanalmente con gli Amici del Club, a momenti in cui la presenza è determinata solamente dall interesse per l argomento della relazione o dall amicizia col relatore. Questa seconda fase è molto pericolosa, perché denota stanchezza o noia e dichiara palesemente che il rotariano sta avviandosi ad essere solo un portatore di distintivo. Il discorso sarebbe lungo e difficile da esprimere in poche righe, ma riteniamo che sia opportuno approfondire l argomento in ambito Direttivo, al fine di promuovere un azione di ringiovanimento rotariano per riscoprire l entusiasmo dei primi anni di vita del Club. Le iniziative programmate in quest anno, come già attuato nei precedenti, ci permettono di asserire che il Club non abbassa la guardia e continua a formare e mantenere rotariani. In ambito distrettuale il <Golfo di Genova> ha messo a disposizione due suoi Soci quali Formatori nell ambito del programma varato nel 2003/2004 e che speriamo abbia finalmente attuazione, coinvolgendo tutti i rotariani entrati nei Club negli ultimi due anni. Quanti sono per esempio i rotariani che conoscono a fondo ciò che la R.F. attua? Quanti dirigenti di Club possiedono ed hanno letto almeno una volta il Manuale di Procedura? Quanti neofiti hanno ricevuto un adeguata informazione sui nostri scopi? Servire è anche mettersi a disposizione di altri per condividere con loro la gioia di appartenere ad una libera associazione. Tutti noi dobbiamo professare il Rotary senza peraltro farne lavoro od impegno gravoso. Dedicare qualche minuto durante le riunioni all Informazione Rotariana certamente non ci costerà fatica e contribuirà a tenere viva la fiaccola accesa cent anni fa da Paul Harris. Genova, 8 Settembre 2004 Maria Elvira Amalfitano Distribuzione riservata ai Soci Rotariani Direttore responsabile Ing.Alessandro Savioli Tel Fax

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