UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI ECONOMIA TESI DI LAUREA

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI ECONOMIA TESI DI LAUREA Marcello Donalisio ANNO ACCADEMICO

2 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA IN BUSINESS ADMINISTRATION TESI DI LAUREA TITOLO LA REVISIONE ED IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO DELLE AZIENDE: IL RUOLO DELL INTERNAL AUDITOR E DEL CFO, LE LORO SPECIFICITA E LE LORO RESPONSABILITA. IL CASO: M SPA Relatore: Prof. Alain Devalle Correlatore esterno: Dott. Marco Ortalda Candidato: Marcello Donalisio ANNO ACCADEMICO 2009/10 1

3 Ringraziamenti Desidero innanzitutto ringraziare il Professor Alain Devalle per i preziosi insegnamenti durante i due anni di laurea specialistica oltre che quelli della laurea triennale e le per le numerose ore dedicate alla mia tesi. Inoltre, ringrazio sentitamente il Dott. Marco Ortalda che è stato sempre disponibile a dirimere i miei dubbi durante la stesura di questo lavoro. Inoltre, vorrei esprimere la mia sincera gratitudine alla mia compagna di corso e di vita Agnese per i numerosi consigli durante la ricerca. Infine, ho desiderio di ringraziare con affetto i miei genitori, Angioletta e Silvio, e mio fratello, Fabio, per il sostegno ed il grande aiuto che mi hanno dato ed in particolare per essermi stati vicino ogni momento durante questo anno di lavoro ed i precedenti anni della mia vita. 2

4 Indice Introduzione 7 1. I principi contabili italiani riferiti alle principali aree di criticità del bilancio IV direttiva CEE La situazione in Italia I principi contabili introdotti dalla Comunità Europea: gli IAS/IFRS Le disponibilità liquide: il principio nazionale OIC 14 e quanto previsto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS Il principio nazionale OIC I principi contabili internazionali: il concetto di strumento finanziario Le rimanenze di magazzino: il principio nazionale OIC 13 ed il principio contabile internazionale IAS Il principio nazionale OIC I principi contabili internazionali applicati alle rimanenze di magazzino: lo IAS I principi di revisione: il rischio del revisore nel giudizio di aree semplici ma critiche Le società di revisione ed i principi di revisione Un caso particolare di analisi: la società di revisione PricewaterhouseCoopers Spa La PwC Audit Guide La PwC audit guide ed i test richiesti per la voce Disponibilità liquide Le riconciliazioni bancarie Il cut-off delle banche La circolarizzazione delle banche La conta di cassa La PwC audit guide: i test richiesti per le rimanenze di magazzino per ottenere conforto circa l applicazione dei principi richiesti dalla legge Le procedure d inventario del cliente Il programma dell inventario Il tracing Il bridging Il cut off Le misure per la riduzione del rischio: gli strumenti utilizzati dal revisore nell analisi del cliente L approccio di audit utilizzato dalla società di revisione PricewaterhouseCoopers Il concetto di rischio Il concetto di significatività materialità di errore di bilancio La overall materiality La performance materiality La de minimis SUD posting level La rete dei processi I controlli sulle applicazioni Obiettivi di controllo relativi alle transazioni Obiettivi di controllo relativi alle transazioni Controlli sui software utilizzati dalla società (ITGC) 84 3

5 I processi di controllo sulle disponibilità liquide I processi di controllo sulle rimanenze di magazzino Gli strumenti utilizzati dal revisore per la valutazione del rischio La Business Analysis Framework (BAF) Le analytical procedures La Audit Comfort Matrix (ACM) La Summary of Comfort (SOC) Le asserzioni di bilancio L audit comfort cycle Le asserzioni La frode La responsabilità del management aziendale La responsabilità del revisore La componente dello scetticismo professionale nel lavoro del revisore Le novità della legislazione in ambito di revisione contabile: il Decreto Legislativo n. 39/ Il sistema di controllo interno utilizzato dalle imprese: il ruolo dell internal auditor e del CFO nell organizzazione dei processi interni Il sistema di Corporate Governance Il modello tradizionale Il modello monistico Il modello dualistico Il sistema informativo aziendale Il sistema informativo operativo Il sistema informativo operativo a supporto delle aree funzionali Il sistema informativo operativo a supporto dei processi Il sistema informativo operativo a supporto dei processi: il sistema informativo legacy Il sistema informativo operativo a supporto dei processi: il sistema informativo integrato o Enterprise Resource Planning Il rischio in economia aziendale: il concetto di Enterprise Risk Management Il rischio nell attività di impresa La gestione ed il controllo dei rischi aziendali: il risk management Definizione dell ERM Gli obiettivi aziendali Le componenti del rischio I livelli organizzativi Perché introdurre l ERM in azienda Principali tipologie di rischi aziendali Il sistema di controllo interno nelle aziende ed i collegamenti con l ERM Definizione Efficacia del sistema di controllo interno Ambiente di controllo Integrità e valori etici Consiglio di amministrazione o audit committee Struttura organizzativa Attribuzione di poteri e responsabilità Politiche e prassi di gestione delle risorse umane Valutazione Risk assessment Definizione degli obiettivi Identificazione degli eventi Valutazione del rischio 158 4

6 Attività di controllo Risposta al rischio Le attività del controllo interno Informazioni e comunicazione La comunicazione interna La comunicazione esterna Monitoraggio Limiti del controllo interno Rapporto costi-benefici Il sistema di controllo nell economia aziendale L evoluzione dell ERM e del sistema di controllo interno negli Stati Uniti: il Sarbanes-Oxley Act Le principali figure preposte ai sottosistemi di controllo aziendale in Italia Il decreto legislativo n. 58/1998: l introduzione della figura dell internal auditor La legge n. 262 del 28 dicembre 2005: l introduzione della figura del Dirigente preposto Il ruolo della funzione amministrazione, finanza e controllo Il CFO come analista e consulente interno aziendale Il CFO come misuratore delle performance e regolatore delle funzioni del management addetto alla funzione di gestione amministrativa-contabile-finanziaria Il CFO come regolatore del rischio L Organismo di vigilanza introdotto dalla legge 231/ Il caso aziendale: la società M Spa La società Market overview Regulatory environment Macroeconomic environment Strategy Value creating activities Financial performances Il rischio di frode Considerazione dei fattori che portano a rischio di frode Analisi del sistema di controllo interno della società La valutazione del sistema di controllo interno della società ed i relativi processi che alimentano i principali cicli aziendali Il processo del ciclo attivo Il sistema informativo adottato dalla società Il processo del ciclo passivo Il processo della tesoreria Il processo del magazzino Descrizione inventory process Ricevimento della merce Movimentazioni interne Le uscite di magazzino e le vendite La valutazione da parte dell auditor esterno dei principali rischi dopo la valutazione dei processi aziendali: la costruzione dell Audit Comfort Matrix I test di dettaglio dell auditor esterno I test sul ciclo attivo Le substantive analytical procedures Il fondo svalutazione crediti I test sul ciclo passivo La circolarizzazione dei fornitori Merci in viaggio Cut off acquisti Test passività non registrate 268 5

7 Test fatture da ricevere I test sul ciclo del magazzino L inventario fisico La valorizzazione delle materie: esempio delle materie prime L obsolescenza di magazzino: l esempio sui prodotti finiti I test sul ciclo finanziario Analisi della fluttuazione dei finanziamenti passivi Check del costo ammortizzato sui finanziamenti Covenants sui finanziamenti passivi Il caso di frode Conclusioni 293 Bibliografia 295 6

8 Introduzione Le aziende sono un complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa 1. La definizione di azienda differisce sostanzialmente da quella di impresa e di società. L impresa è infatti l esercizio professionale di una attività economica organizzata al fine dello scambio di beni e servizi 2. Il termine società indica invece il contratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per l esercizio in comune di un attività economica 3. Ad ogni modo, esse sono organizzazioni di persone e di beni economici, che, attraverso una serie coordinata di operazioni, mirano al soddisfacimento dei bisogni umani. Nel corso di questa ricerca il candidato si propone di analizzare quello che è un aspetto rilevante di tali entità: il sistema di controllo interno che esse adottano per analizzare l ambiente in cui le imprese operano ed il modo in cui gestiscono i vari rischi aziendali. Tutte le imprese condividono alcune caratteristiche che le accomunano. Innanzitutto esse sono un insieme di elementi diversi ed interrelati tra loro ed appaiono, per quanto di piccole dimensioni siano, un entità complessa. L impresa è quindi un sistema formato dagli elementi che lo compongono e dalle relazioni che esistono tra tali elementi 4. Inoltre le imprese hanno il medesimo fine di realizzare e vendere un prodotto ad un cliente e vivono solamente attraverso una serie continua di scambi con l ambiente circostante: è per tale ragione che le imprese sono dei sistemi aperti (cioè un insieme di elementi integrati ed interdipendenti in costante rapporto di scambio con l ambiente esterno). Le imprese raggruppano differenti aspetti organizzativi e sono la rappresentazione dell evoluzione storica delle metodologie organizzative applicate alla realtà. In base alla tipologia di organizzazione dei diversi aspetti aziendali, ciascuna impresa differisce dalle altre per adattarsi a quelle che sono le condizioni ambientali presenti nel contesto economico di riferimento ed in base anche alla grandezza (tale indice viene misurato in termini di espansione territoriale oltre che di influenza sull ambiente economico 1 Definizione art Codice civile 2 Definizione art Codice civile 3 Definizione art Codice civile 4 Dipartimento di Economia Aziendale, Lezioni di economia aziendale, G. Giappichelli Editore, Torino,

9 circostante). In particolare per ambiente economico si intende tutto quanto circonda l azienda che influisce sulla sua struttura e sul suo comportamento, cioè sui suoi elementi costitutivi e sulla sua attività 5. Le aziende al fine di adeguarsi e muoversi più agevolmente nell ambiente economico in cui operano hanno adottato modelli organizzativi differenti: storicamente il primo modello, quello più naturale, prevede la divisione dei compiti tra le diverse funzioni aziendali, nelle quali viene posto personale specializzato 6. Questa suddivisione rappresenta un modo naturale di interpretare il funzionamento dell impresa, pensando cioè alle sue funzioni fondamentali, definite anche come aree funzionali. La ripartizione funzionale raggruppa diversi vantaggi. I più importanti sono i seguenti: Raggruppamento di risorse omogenee nella medesima unità organizzativa (maggiore specializzazione); Sfruttamento delle economie di scala in ciascuna funzione (maggior efficienza). Vi sono anche però due svantaggi che rappresentano i punti di debolezza dell organizzazione per funzioni: Scarsa attenzione all unitarietà aziendale e conseguente esclusiva enfasi sui risultati di funzione (si rischia di perdere di vista la soddisfazione del cliente, che rappresenta l obiettivo di lungo periodo dell azienda scarsa efficacia); Inelasticità rispetto ai mutamenti ambientali e scarsa innovazione per sovraccarico della gerarchia (scarsa flessibilità). L evoluzione ha invece portato ad una gestione di carattere più procedurale: infatti l obiettivo finale complessivo e non quello della singola funzione permette un maggiore coordinamento ed il perseguimento di un comune obiettivo. L organizzazione per processi permette di seguire, monitorare e gestire l intero flusso delle attività che compongono il processo stesso e l utilizzo delle risorse che, dato un 5 L ambiente si divide in particolare in due livelli di analisi differenti: L ambiente generale, che è l ambiente del sistema Paese in cui l azienda ha sede e principalmente opera; L ambiente specifico, che rappresenta il contesto più particolare e ristretto entro cui opera ogni singola impresa ed è rappresentato tipicamente dal settore e dal mercato in cui ciascuna impresa esercita la propria attività. 6 F. Culasso, Sistema impresa e gestione per processi, Giappichelli Editore, Torino,

10 certo input iniziale, portano alla realizzazione di un output, oggetto di scambio (interno o esterno) e come tale di valore per il cliente 7. Il funzionamento corretto dei processi consente infatti di soddisfare le attese del cliente (con conseguente creazione di valore 8 e soddisfacimento delle attese degli azionisti) e permette un maggiore coordinamento tra le diverse attività dell azienda, che comporta una maggiore flessibilità organizzativa (gli svantaggi presentati dal modello funzionale vengono quindi coperti dall adozione di una organizzazione incentrata sui processi, se ben implementata). Il modello di gestione dell impresa per processi è spesso accompagnato da metodologie di misurazione di performance e di raggiungimento degli obiettivi. Tali metodologie hanno permesso l introduzione in azienda di strumenti molto utili alle finalità dell organizzazione dei processi e, quindi, del soddisfacimento finale delle attese degli stakeholders 9. Il più importante strumento utilizzato dalle aziende per ottenere misurazioni di performance e definizione degli obiettivi è la balanced scorecard. Tale strumento permette di misurare i flussi di cassa con opportuni indicatori in modo da fissare dei target e misurare i corrispondenti risultati 10. Ritornando al concetto di funzioni, la presente ricerca si propone di analizzare ciò che perlopiù concerne la funzione amministrazione e controllo nelle società e quindi il processo di formazione dell informativa di bilancio. La funzione amministrativa in senso stretto si occupa di tutto ciò che riguarda la tenuta della contabilità ed i relativi adempimenti, disciplinati dalle leggi civili e dalle norme fiscali. Il suo compito principale è la produzione di informazioni, economico finanziarie ma anche di altra natura, rivolte agli stakeholder (portatori di interesse come in precedenza definiti) dell azienda. Il controllo riguarda invece per un lato l accertamento 7 F. Culasso, Sistema impresa e gestione per processi, Giappichelli Editore, Torino, Appare necessario in questa sede distinguere tra utile d esercizio e creazione di valore: il primo è la differenza tra ricavi e costi, qualora positiva, che si deduce dal prospetto di Conto Economico d Esercizio e che riguarda quindi una grandezza creata riguardante il breve periodo (grandezza flusso creata negli ultimi 12 mesi); la seconda è la grandezza che riguarda la formazione di ricchezza, duratura nel tempo, che garantisce sviluppo e sopravvivenza e che riguarda grandezze non esclusivamente monetarie 9 Con tale termine vengono individuati i soggetti portatori di interessi nei confronti di un iniziativa economica (ad esempio clienti, fornitori, banche, azionisti, ecc.) (come definito in W.M. Evan, A stakeholder approach on modern corporation: the kantian capitalism, 1984) 10 L. Brusa, Attuare e controllare la strategia aziendale. Mappa strategica e balanced scorecard, Giuffrè editore, Milano, 2007; R.S. Kaplan, D.P. Norton, The balanced scorecard, Harvard Business School Press,

11 che la gestione aziendale si svolga in condizioni di efficienza ed efficacia, coerentemente con gli obiettivi esplicitati in sede di pianificazione strategica (controllo di gestione), e dall altro il monitoraggio del sistema organizzativo interno, il suo corretto funzionamento per garantire un flusso informativo veritiero e per essere compliante con quanto richiesto dalle leggi e la sua eventuale implementazione (internal audit) 11. La figura e l importanza della funzione amministrazione e controllo è stata in parte svalutata nel corso degli ultimi anni per via della non corretta informativa fornita da alcune aziende a causa di dirigenti aziendali non all altezza del loro ruolo e a situazioni di frode occorse per via delle scarse misure anti-frode e gli scarsi controlli interni posti in essere. Tale argomento è diventato attuale e molto importante ai fini della rappresentazione corretta e veritiera del bilancio d esercizio 12. Pertanto è diventato di fondamentale importanza porre all interno delle imprese un sistema di adeguato monitoraggio del rischio. Con la parola rischio si vuole indicare la distribuzione dei possibili scostamenti dai risultati attesi per effetto di eventi di incerta manifestazione, interni o esterni al sistema aziendale 13. Il rischio in economia aziendale condiziona la sopravvivenza delle imprese e va quindi gestito con le più opportune politiche. Nella storia più recente delle imprese sono stati peraltro diffusi diversi fattori che hanno provocato eclatanti danni agli investitori (ad esempio un sistema di controllo interno non adeguato, flussi informativi non gestiti nella maniera corretta, ). I fattori che hanno permesso lo sviluppo del rischio sono differenti, a partire dal sistema macroeconomico (globalizzazione, crisi finanziarie,...). Si è reso quindi necessario l intervento da parte delle istituzioni politiche per definire nuove regole in tema di Corporate Governance e di controllo interno. Si sono quindi diffusi nel mondo diversi interventi normativi, tra i quali il COSO Report (1992) e la legge Sarbanes Oxley Act (SOX USA 2002), che riguardano l informativa su risk management e l introduzione della responsabilità penale per l Amministratore delegato ed il Direttore Amministrativo 14. Con questa legge viene inoltre aumentata la responsabilità degli 11 Dipartimento di Economia Aziendale, Lezioni di economia aziendale, G. Giappichelli Editore, Torino, Come richiesto dal Codice civile italiano che, al secondo comma, cita: Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell esercizio 13 F. Culasso, Gestione del rischio e controllo strategico. Un ottica sistemica aziendale, Giappichelli Editore, Torino, Legge Stati Uniti d America del senatore P. Sarbanes, 30 luglio

12 auditor esterni delle aziende e viene intensificata la necessità di monitorare e separare i loro servizi tra consulenza e revisione, viene inoltre creato un board indipendente che si occupi del monitoraggio delle società di revisione, viene prevista la certificazione da parte del senior corporate management della veridicità del bilancio annuale e delle relazioni finanziarie delle società quotate e viene prevista la full disclosure 15 delle transazioni off-balance sheet e di altre obbligazioni che possono influenzare e mistificare le condizioni finanziarie della corporation 16. Gli interventi normativi sono stati presenti anche in Italia ed i più importanti sono: Legge Draghi (1998), che riguarda il sistema di controllo interno ed il Collegio sindacale delle società quotate 17 ; Responsabilità penale degli enti (2001), che riguarda i modelli di organizzazione e di controllo interno 18 ; Riforma del risparmio (2005), che riguarda l introduzione nelle aziende della figura del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari (CFO) 19 ; D.Lgs. n. 39 del 27 gennaio 2010 (si veda il capitolo 3 per un maggiore approfondimento circa tale argomento). Le disposizioni legislative appena citate non prevedono nessun obbligo di introduzione all interno dei sistemi aziendali di alcun controllo. Laddove però la realtà, vista la dimensione, il contesto e la quantità di flussi informativi, richiedesse un sistema più complesso ed articolato al fine di prevenire i possibili rischi di informativa errata, l impresa deve implementare un sistema di controllo interno adeguato. Per un approfondita analisi sulle richieste delle leggi e sugli adempimenti di grandi realtà aziendali oltre che sull eventualità di non essere compliante con un adeguato sistema di controllo interno, si rimanda al capitolo quarto della trattazione. Il presente lavoro si propone quindi di analizzare il sistema di controllo interno posto in essere da imprese di grandi dimensioni per cercare di comprendere come il flusso 15 Con tale termine si vuole indicare che tutte le transazioni off-balance sheet e tutte le informazioni che potrebbero influenzare le condizioni finanziarie della società dovranno essere rese pubbliche sia nelle relazioni annuali che in quelle semestrali 16 Articolo del 2 marzo 2004, Sarbanes-Oxley Act e trasparenza in USA, pubblicato su sito internet sito che si occupa di tutte le news riguardanti gli investor relations 17 Fonte D.Lgs. n. 58/ Fonte D.Lgs. n. 231/ Fonte Legge n. 262/

13 informativo possa ritenersi quello corretto ed il sistema di controllo interno in base alla specifica legislazione di settore. La comparazione del sistema di controllo interno delle imprese viene contrapposto nell analisi al controllo esterno posto in essere dalle società di revisione dei conti. Queste società devono essere iscritte in un apposito Albo tenuto dalla Consob 20 ed hanno il compito di controllare la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta registrazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili, informando senza indugio il Collegio sindacale e la Consob (ove applicabile) dei fatti che ritenga censurabili, nonché quello di verificare che il Bilancio d esercizio, e l eventuale Bilancio consolidato, corrispondano alle risultanze delle scritture contabili e alle norme che li disciplinano 21. La società di revisione riceve l incarico dall Assemblea dei Soci previo parere del Collegio sindacale 22. L incarico dura tre esercizi e non può essere rinnovato più di due volte alla stessa società, qualora si tratti di revisione obbligatoria ad una società quotata 23, mentre può essere rinnovato ogni tre esercizi senza limiti per gli incarichi di revisione volontaria 24. L incarico può comunque essere revocato prima della scadenza prevista nel solo caso in cui ricorra una giusta causa (sempre previo parere del Collegio sindacale). Al termine di ogni esercizio la società di revisione esprime un giudizio sul Bilancio che viene formalizzato in una apposita relazione. Tale documento viene allegato al Bilancio e depositato presso la sede della società durante i 15 giorni che precedono l Assemblea che approva il Bilancio e finchè il medesimo non è approvato 25. Il presente lavoro si propone quindi altresì di confrontare le tecniche usate dal revisore esterno per ottenere assurance sulle informazioni con quella dell ente interno all azienda preposto alla verifica del sistema di controllo interno. L analisi di specifici casi aziendali aiuterà nella comprensione delle differenze, delle peculiarità e della metodologia di controllo al fine di garantire una corretta emissione 20 Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, istituita con la legge n. 216 del 7 giugno 1974, è un autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia con la legge 281 del 1985, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano (fonte sito internet sito della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) 21 Commissione paritetica per la statuizione dei principi di revisione, Obiettivi e principi generali della revisione contabile del bilancio 22 Fonte art. 159 D.Lgs. 58/ Fonte art. 155 TUIF 24 Fonte art bis e 2409-ter Codice civile 25 Fonte art. 156 comma 5 D.Lgs. 58/

14 dell informativa di bilancio nei confronti di un mercato sempre più attento al rispetto delle leggi da parte delle organizzazioni ed alle certificazioni esterne oltre che a sistemi di controllo interni che garantiscano la correttezza dei flussi informativi che risultano importanti per gli investitori esterni per diverse finalità. 13

15 1. I principi contabili italiani riferiti alle principali aree di criticità del bilancio IV direttiva CEE 1.1. La situazione in Italia La legislazione italiana prevede che per la redazione del Bilancio d esercizio e di quello consolidato (e quindi per l emissione di informativa da parte delle società verso l esterno) vada utilizzato quanto previsto dal Codice civile agli art e seguenti, sino all art bis. Le norme del Codice civile relative alla redazione del Bilancio d esercizio definiscono i seguenti aspetti: Le finalità del Bilancio d esercizio, che rappresentano le linee guida che devono orientare gli amministratori nella redazione del Bilancio d esercizio. Esse dettano le regole generali e sono sovraordinate rispetto a tutte le altre regole relative al bilancio; I principi di redazione, che rappresentano orientamenti di carattere più tecnico relativi alla redazione del Bilancio d esercizio; I principi contabili, che rappresentano norme tecnico-applicative per la rilevazione delle operazioni di gestione, per la redazione degli schemi di bilancio e per la valutazione degli elementi patrimoniali attivi e passivi. Essi consentono l applicazione pratica delle finalità e dei principi di redazione del Bilancio d esercizio. All art del Codice civile prevede che gli amministratori debbano redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell esercizio. [ ] 26. Il postulato della chiarezza implica la redazione del Bilancio d esercizio in una forma tale da rendere agevole la lettura delle informazioni contenute nel bilancio stesso. Il rispetto degli schemi di Bilancio che prevedono l iscrizione nell ordine indicato dagli art. 26 Fonte art Codice civile. Si precisa inoltre che vengono riportati solo gli stralci degli articoli considerati importanti ai fini dell analisi 14

16 2424 (Stato patrimoniale) e 2425 (Conto economico) e separata delle voci 27 oltre che il divieto di compensazione delle partite 28, consente agli schemi di esplicare per intero la capacità informativa relativamente alla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria della società e al risultato d esercizio. Il postulato della rappresentazione veritiera e corretta implica invece attendibilità del Bilancio d esercizio e si riferisce alla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell impresa. Per rappresentazione veritiera non significa pretendere dai redattori del bilancio l esposizione di una verità oggettiva, impossibile da raggiungere con riferimento ai valori stimati 29. Al contrario l aggettivo veritiero obbliga i redattori del bilancio ad operare correttamente le stime ed a rappresentare adeguatamente il risultato di tali stime. Le finalità del bilancio costituiscono le linee guida per la redazione del Bilancio d esercizio e prevedono l obbligo di derogare alle norme specificatamente previste qualora, in casi eccezionali 30, l applicazione di una delle norme non consenta una rappresentazione veritiera e corretta 31. L eventuale utilizzo della deroga deve comunque essere motivato in Nota integrativa, all interno della quale devono essere anche indicati gli effetti sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico 32. All art bis vengono invece riportati i principi di redazione del bilancio, che sono il principio della continuità, della prudenza, della competenza, della valutazione separata 27 Il raggruppamento delle voci si ha nel momento in cui due o più voci previste dagli schemi vengono sostituite da una sola voce. L art ter consente il raggruppamento di voci solo qualora l importo delle voci sia irrilevante ai fini della chiarezza o quando il raggruppamento favorisca la chiarezza (in questo secondo caso è necessario indicare in Nota integrativa distintamente le voci oggetto del raggruppamento) 28 Esso consiste nella somma algebrica di elementi di segno contabile opposto. Esso può essere inteso in senso contabile (compensazione di valori di segno contabile opposto) o in senso giuridico (compensazione di voci previste per legge all attivo e al passivo dello Stato patrimoniale o in diverse poste del Conto economico). Ai fini del rispetto del postulato della chiarezza è rilevante il solo compenso di partite in senso giuridico 29 Si pensi ad esempio ai fondi per accantonamenti di vario genere esposti in bilancio: essi sono per definizione delle poste valutative, per i quali la legge non detta criteri di valutazione specifici per gli accantonamenti, nella valutazione dei quali occorre quindi tenere presente i principi generali del bilancio (ref. Principio contabile italiano n. 19) 30 Ad esempio costituisce caso eccezionale il terreno la cui destinazione viene variata dal piano regolatore da agricola ad edificabile, con conseguente incremento sostanziale del valore di iscrizione in bilancio del terreno 31 Fonte art Codice civile, quarto comma 32 Va specificato inoltre che gli utili derivanti dall applicazione della deroga non sono distribuibili se non in misura corrispondente dal valore recuperato dall eventuale alienazione 15

17 degli elementi eterogenei delle singole voci e della costanza dei criteri di valutazione Nello specifico, il principio della continuità prevede che con il termine Bilancio d esercizio ci si riferisca al bilancio di una impresa in funzionamento e che nella valutazione degli elementi del patrimonio sia necessario tener conto della prospettiva della continuazione dell attività 35. Non è possibile continuare ad utilizzare le regole del Bilancio d esercizio quando nell impresa viene meno il presupposto della continuità aziendale 36. Il principio della prudenza è invece volto ad evitare che la valutazione delle attività e delle passività porti a sopravvalutazioni del reddito e del patrimonio 37. E quindi necessaria l iscrizione in bilancio di tutte le perdite, anche se solo presunte, e di tutti i rischi prevedibili e la non iscrizione in bilancio degli utili non ancora realizzati. Il principio della competenza è diretto alla determinazione del reddito prodotto nell esercizio come differenza tra il flusso dei ricavi ed il flusso dei costi relativi alla gestione, indipendentemente dalla loro manifestazione numeraria. Per quanto riguarda i ricavi, essi si considerano economicamente conseguiti nel periodo amministrativo in cui è stato completato il processo produttivo dei beni o dei servizi ed è avvenuto lo scambio cono terze economie 38. Nel caso in cui i ricavi si riferiscano a due o più esercizi è necessario effettuarne una ripartizione tra i vari periodi amministrativi. I costi devono essere invece imputati nell esercizio in cui i relativi fattori produttivi hanno concorso alla determinazione dei ricavi, in quanto essi sono remunerazione di fattori produttivi e pertanto vanno registrati nell esercizio ove hanno ceduto la loro utilità: si parla infatti di correlazione tra ricavi e costi iscritti in Conto economico. La correlazione può essere effettuata per associazione di causa ad effetto (quando è 33 Il principio contabile italiano n. 11 (Bilancio d esercizio: finalità e postulati) individua ulteriori principi di redazione quali la neutralità, la significatività e la rilevanza, la verificabilità dell informazione e la prevalenza della sostanza sulla forma. In particolare quest ultima voce implica che la rappresentazione delle operazioni avvenga a prescindere dagli aspetti formali/giuridici e che al contrario si basi esclusivamente su quelli sostanziali 34 Fonte art bis Codice civile 35 Ad esempio non è possibile valutare i beni strumentali al valore di realizzo diretto sul mercato, in quanto essi verranno realizzati indirettamente attraverso i ricavi di vendita dei beni 36 In tali casi risulta necessario redigere il Bilancio d esercizio utilizzando i criteri propri dei Bilanci di liquidazione 37 P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il bilancio d esercizio Principi, struttura e valutazioni, Euroconference editore, Verona, settembre Fonte Principio italiano n. 11 (Bilancio d esercizio: finalità e postulati); per tale principio, lo scambio si considera effettuato per i beni al momento della consegna o della spedizione, mentre, per quanto riguarda i servizi, il momento dello scambio coincide con l effettuazione della prestazione 16

18 possibile identificare il momento in cui il fattore produttivo cede la propria utilità, trasformandosi in beni o in servizi) o sulla base di una ripartizione (ogni qual volta il fattore produttivo cede la sua utilità in più esercizi). In taluni casi può non essere possibile una correlazione con i ricavi (ad esempio costi per ricerche capitalizzati ed iscritti tra le immobilizzazioni immateriali ma non più in grado di cedere utilità); in questi casi il costo va iscritto nel conto economico dell esercizio nel quale ci si rende conto della cessazione dell utilità. Il principio della valutazione separata degli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci è invece volto ad evitare che vengano effettuate compensazioni tra utili non realizzati relativi ad alcuni elementi del patrimonio aziendale e perdite presunte relative ad altri elementi patrimoniali. Infine il principio della costanza dei criteri di valutazione degli elementi patrimoniali prevede che essi non possono essere modificati da un esercizio all altro se non in casi eccezionali, motivando l applicazione della deroga in Nota integrativa oltre che l influenza del cambiamento del criterio di valutazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico. Figura Esempio di cambiamento del criterio di valutazione del magazzino, con il passaggio dalla valutazione delle rimanenze con il metodo LIFO a quella con il metodo FIFO 39 Storico acquisti materie prime società che compongono la valutazione a LIFO 0,86 Indice di conversione LT to KG Data LT KG Prodotto PZ/LT PZ/KG costo acq /Lt costo acq /Kg 9-set Gasolio 0,372 0, ott Gasolio 0,367 0, nov Gasolio 0,362 0, dic Gasolio 0,354 0, gen Gasolio 0,366 0, gen Gasolio 0,365 0, feb Gasolio 0,355 0, apr Gasolio 0,378 0, mag Gasolio 0,373 0, lug Gasolio 0,439 0, ago Gasolio 0,429 0, set Gasolio 0,445 0, Per la spiegazione di tali criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino, si veda il paragrafo 1.4. Le rimanenze di magazzino: il principio nazionale OIC 13 ed il principio contabile internazionale IAS 2 17

19 22-ott Gasolio 0,427 0, nov Gasolio 0,408 0, dic Gasolio 0,399 0, Totale Quantità alla data di chiusura dell'esercizio kg Valutazione LIFO * 0, * 0,427 + Il magazzino risulta iscritto in bilancio in base * 0,421 + al valore rimanenze dei primi acquisti effettuati * 0,412 = Valore magazzino in al 31 dicembre 1998 Valutazione FIFO * 0, * 0,475 + Il magazzino risulta iscritto in bilancio in base al valore rimanenze degli ultimi acquisti * 0,497 + effettuati * 0,518 = Valore magazzino in al 31 dicembre 1998 TM: Si rimanda al paragrafo 1.4. Le rimanenze di magazzino: il principio nazionale OIC 13 ed il principio contabile internazionale IAS 2 per una spiegazione circa le differenze a SP e CE delle valutazioni con il criterio LIFO e FIFO Fonte: elaborazione propria su dati inventati Mantenere costanti i criteri di valutazione permette di evitare di utilizzare il cambiamento dei criteri di valutazione come mezzo per effettuare politiche di bilancio. Il cambiamento di un criterio di valutazione deve essere applicato retroattivamente 40. Ciò significa che il nuovo principio contabile trova applicazione anche su fatti ed operazioni avvenuti negli esercizi precedenti a quello in cui interviene il cambiamento come se il nuovo principio fosse stato sempre applicato. L applicazione retrospettiva comporta la necessità di determinare l effetto cumulativo derivantee dal cambiamento di principio all inizio dell esercizio che deve essere iscritto come provento o onere nell area straordinaria (si rimanda al sottoparagrafo numero Il principio nazionale OIC 13 ed in particolare all Esempio Passaggio da LIFO a FIFO per prendere visione dell esempio relativo al cambiamento della valutazione delle rimanenze con relativo effetto cumulativo derivante dal cambiamento di principio all inizio dell esercizio). 40 Fonte Principio contabile italiano n. 29: Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, eventi e operazioni straordinari, fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell esercizio 18

20 Al terzo livello nelle norme che regolano la redazione del bilancio d esercizio si collocano i principi contabili, ovvero le regole per la formazione del Bilancio d esercizio che trovano il fondamento logico nei postulati del Bilancio d esercizio. I principi contabili riguardano l intero processo formativo del Bilancio d esercizio: essi possono pertanto avere ad oggetto la rilevazione contabile delle operazioni di gestione, la redazione del Bilancio d esercizio, la valutazione delle attività e delle passività costituenti il patrimonio di bilancio. I principi contabili sono oggetto dell art del Codice civile per quanto riguarda la valutazione delle singole voci ma sono integrati, laddove necessario, da principi contabili di generale accettazione, frutto del lavoro della dottrina e delle associazioni dei professionisti contabili nazionali ed internazionali 41. Il Codice civile prevede come criterio base di valutazione il costo che, in linea di massima, non può mai essere superato 42. In taluni casi il costo deve essere ridotto per essere allineato ad un minor valore di mercato. Il valore di mercato non viene mai utilizzato per individuare incrementi di valore, in quanto ciò sarebbe in contrasto con il principio della prudenza. Gli articoli del Codice civile precedentemente analizzati fanno parte del Titolo V Delle Società, Capo V Società per azioni, Sezione IX. Del bilancio, ed esplicano inoltre il contenuto del Bilancio d esercizio 43, in termini di singoli schemi 44 e dei documenti 41 Tali principi sono chiamati OIC che precede il numero di rifermento del principio stesso (es. OIC 14 per le disponibilità liquide) e sono i principi contabili nazionali. L'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nasce dall'esigenza, avvertita dalle principali parti private e pubbliche italiane, di costituire uno standard setter nazionale dotato di ampia rappresentatività con il fine di esprimere le istanze nazionali in materia contabile. L' OIC si è costituito, nella veste giuridica di fondazione, il 27 novembre Esso predispone i principi contabili per la redazione dei bilanci d'esercizio e consolidati delle imprese, dei bilanci preventivi e consuntivi delle aziende non profit e delle amministrazioni pubbliche, nazionali e locali. Inoltre, l' OIC, coordinando i propri lavori con le attività degli altri standard setter europei, nel rispetto delle norme di legge e regolamentari vigenti, fornisce il supporto tecnico per l'applicazione in Italia dei principi contabili internazionali e delle direttive europee in materia contabile. L' OIC svolge altresì un'opera di assistenza al legislatore nazionale nell'emanazione delle norme in materia contabile e connesse per l'adeguamento della disciplina interna di bilancio alle direttive europee e ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea. I principi contabili dell'oic sono soggetti al parere della Banca d'italia, della CONSOB, dell'isvap e dei Ministeri competenti nella fattispecie. L'eventuale parere negativo delle istituzioni anzidette è pubblicato congiuntamente al principio contabile approvato dal Comitato Esecutivo 42 Fonte art Codice civile 43 Art comma 1 Codice civile, che stabilisce che gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa 44 Art Codice civile, Stato patrimoniale, che rappresenta la situazione patrimoniale dell impresa, individuando le attività, le passività ed il patrimonio netto; art Codice civile, Conto economico, che rappresenta il risultato economico conseguito nell esercizio mediante l individuazione di ricavi e costi attinenti al periodo amministrativo considerato; art e 2427 bis Codice civile, Nota integrativa, che consente di illustrare analiticamente i principi ed i criteri utilizzati nella determinazione del reddito e del patrimonio 19

21 obbligatori relativi al bilancio 45, i documenti raccomandati dai principi contabili italiani 46, gli obblighi informativi in situazioni specifiche (ad esempio la redazione del Bilancio d esercizio in forma abbreviata per le società di modesta dimensione 47 ) e gli adempimenti per il bilancio (ad esempio il deposito del bilancio 48 e la sua pubblicazione 49 ) I principi contabili introdotti dalla Comunità Europea: gli IAS/IFRS Per la redazione di taluni bilanci è oggi necessario fare invece riferimento ad altri principi contabili, già presenti prima che il loro utilizzo fosse reso obbligatorio dalla Comunità Europea. Infatti a partire dall esercizio avente inizio il 1 gennaio 2005 alcune società europee (ed anche italiane) devono o possono abbandonare il modello di bilancio basato sul Codice civile e determinare il proprio patrimonio e reddito in maniera sostanzialmente differente da quanto scaturirebbe applicando le Direttive comunitarie. Per principi contabili internazionali si intendono gli International Accounting Standards (IAS), gli International Financial Reporting Standards (IFRS) e le relative Interpretazioni (SIC/IFRIC), emessi dall Accounting Standards Boards (IASB) 50 e dall International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC). 45 Quali la relazione sulla gestione (art Codice civile), gli allegati al bilancio (art del Codice civile) e la relazione del Collegio sindacale e/o Revisore contabile (art Codice civile) 46 Prospetto delle variazioni di patrimonio netto e rendiconto finanziario 47 Secondo l art bis Codice civile, per essere considerati società di modesta dimensione occorre, se non si abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, nel primo esercizio o successivamente per due esercizi successivi non superare i limiti seguenti: Totale attivo Stato patrimoniale: euro; Totale ricavi delle vendite e delle prestazioni Conto economico: euro; Dipendenti occupati in media durante l esercizio: 50 unità. 48 L art del Codice civile prevede che il bilancio deve essere comunicato dagli amministratori al Collegio sindacale con la relazione almeno 30 giorni prima di quello fissato per l Assemblea che deve discuterlo. Il bilancio deve restare depositato in copia nella sede della società con la relazione di amministratori, sindaci e del soggetto incaricato del controllo contabile, durante i 15 giorni che precedono l Assemblea e finchè sia approvato al fine di permettere ai soci di prenderne visione 49 L art del Codice civile stabilisce che entro 30 giorni dall approvazione devono essere depositati a cura degli amministratori presso l Ufficio del Registro delle imprese i seguenti documenti: Una copia del bilancio; Le relazioni di amministratori, sindaci e revisori contabili; Il verbale di approvazione dell Assemblea 50 Lo IASB è un organo indipendente di formazione della Fondazione IFRS. I suoi membri (al momento 15) sono responsabili dello sviluppo e della pubblicazione degli IFRS, inclusi quelli per le piccole-medie imprese, e per l approvazione di interpretazioni degli IFRS, sviluppato dalla IFRS Interpretations Committee (precedentemente chiamata IFRIC). Lo IASB opera a stretto contatto con gli stakeholders di tutto il mondo, inclusi investitori, analisti, legislatori, business leader ed esercenti la professione contabile 20

22 Tuttavia i principi contabili internazionali emanati dallo IASB non sono immediatamente utilizzabili dalle società europee. Tali principi, infatti, devono dapprima essere accettati dalla Comunità Europea attraverso il meccanismo di omologazione, che ha l obiettivo di verificare che gli IAS/IFRS: Non siano in contrasto con le Direttive comunitarie; Rispondano ai criteri di comprensibilità, pertinenza, affidabilità e comparabilità richiesti dall informazione finanziaria necessaria per adottare le decisioni economiche e valutare l idoneità della gestione. I principi contabili internazionali così omologati vengono poi tradotti nelle lingue ufficiali della Comunità Europea e pubblicati sulla GUCE 51 : solo a questo punto possono essere utilizzati dalle società per la preparazione dei loro bilanci. La scelta della Comunità Europea di obbligare o consentire ad alcune società l utilizzo degli IAS/IFRS è motivata dalla necessità di armonizzare l informazione finanziaria presentata dalle società europee. L obiettivo è pertanto quello di garantire un elevato livello di trasparenza e comparabilità dei bilanci e l efficiente funzionamento del mercato comunitario dei capitali e del mercato interno. L obbligo di applicazione degli IAS/IFRS è previsto per ogni esercizio finanziario avente inizio a partire dal 1 gennaio 2005 per le società soggette al diritto di uno Stato membro qualora alla data del bilancio consolidato i loro titoli siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di un qualsiasi Stato membro. L ambito obbligatorio di applicazione è quindi rappresentato dai bilanci consolidati dei gruppi quotati in una borsa europea 52. Le opzioni possibili per gli Stati membri sono invece due differenti: Gli Stati membri possono consentire o prescrivere alle società quotate di redigere il loro Bilancio d esercizio e alle società non quotate di redigere il bilancio consolidato e/o il Bilancio d esercizio conformemente ai principi contabili internazionali 53 ; Gli Stati membri possono posticipare l inizio dell obbligo di adottare i principi contabili internazionali agli esercizi aventi inizio a partire dal 1 gennaio Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea 52 Fonte art. 4 Regolamento CE 1606/ Fonte art. 5 Regolamento CE 1606/

23 alle società i cui soli titoli di debito sono quotati o i cui titoli sono ammessi alla negoziazione pubblica in un paese terzo e che, a tal fine, hanno applicato principi riconosciuti internazionalmente a partire da un esercizio finanziario iniziato prima della data di pubblicazione del Regolamento nella GUCE 54. In Italia l esercizio dell opzione prevista dall art. 5 del Regolamento CE 1606/2002 è avvenuta in due fasi distinte: la legge delega comunitaria del 2003 prevede l obbligo di adottare i principi contabili internazionali nella redazione del Bilancio d esercizio delle società quotate, nella redazione del Bilancio d esercizio e consolidato delle società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico 55, nella redazione del Bilancio d esercizio e consolidato delle banche ed intermediari finanziari sottoposti a vigilanza da parte della Banca d Italia, nella redazione del Bilancio consolidato delle società che esercitano attività di assicurazione 56 e, infine, nella redazione del Bilancio d esercizio delle società quotate e delle società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico che esercitano attività di assicurazione solo nel caso in cui non redigano il bilancio consolidato. E prevista anche la facoltà di adottare i principi contabili internazionali nella redazione del Bilancio d esercizio o consolidato delle società diverse da quelle assicurative e da quelle che possono redigere il Bilancio in forma abbreviata 57 ; il decreto legislativo del 2005 di attuazione della legge delega comunitaria precedentemente esplicata ha disciplinato le opzioni in tema di utilizzo dei principi contabili internazionali nella redazione del Bilancio d esercizio e consolidato da parte delle società italiane Fonte art. 9 Regolamento CE 1606/ L art. 116 del D.Lgs. del 24 febbraio 1998, n.58 e l art. 2 bis del Regolamento Consob 11971/1999, n stabiliscono che sono emittenti di strumenti finanziari presso il pubblico gli emittenti italiani che contestualmente: Abbiano azionisti diversi dai soci di controllo in numero superiore a 250, che detengano complessivamente una percentuale di capitale sociale almeno pari al 5%; Non abbiano la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell art bis primo comma (per il dettaglio di tali limiti si veda la nota n. 48) 56 Come previsto dal D.Lgs. 173 del 26 maggio 1997 e dal punto A dell allegato I del D.Lgs. del 17 marzo 1995, n. 174 (assicurazioni sulla durata della vita umana) 57 Fonte legge delega n. 306/ Fonte D.Lgs. 38/

24 Figura Rappresentazione della modalità di adozione dei principi contabili internazionali da parte dei soggetti italiani Tipologie di società Bilancio consolidato IAS Bilancio d esercizio IAS a. Società quotate Obbligo dal 2005 Facoltà da 2005 Obbligo da 2006 b. Società con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico c. Banche italiane, capogruppo di gruppi bancari, SIM, SGR, finanziarie, istituti di moneta elettronica Obbligo dal 2005 Obbligo dal 2005 d. Società assicurative Obbligo dal 2005 e. Società incluse nel bilancio consolidato di società sub a, b, c e d f. Società che redigono il bilancio consolidato diverse dalle società sub a, b, c e d g. Società diverse dalle precedenti incluse nel bilancio consolidato di società sub f h. Società diverse dalle precedenti non incluse in un bilancio consolidato i. Società che possono redigere il bilancio abbreviato Facoltà da 2005 Obbligo da 2006 Facoltà da 2005 Obbligo da 2006 Obbligo da 2006 Se quotate e non optano per il bilancio consolidato Facoltà da 2005 Facoltà da 2005 Facoltà da 2005 Facoltà da 2005 Se optano per il consolidato - Facoltà da 2005 Fonte: P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il primo bilancio redatto con gli IAS/IFRS, Egea Spa, Milano, Facoltà dall esercizio individuato con apposito decreto - Divieto Per talune aziende è diventato obbligatorio pertanto l utilizzo di tali principi mentre per altre rimane facoltativo. Tra le aziende che possono esercitare l opzione di utilizzo facoltativo dei principi IAS/IFRS ve ne sono alcune che li utilizzano per permettere ai lettori dei bilanci di poter fare delle comparazioni con le aziende dello stesso settore di appartenenza (ad esempio la società Ferrero Spa redige il Bilancio d esercizio in base ai principi contabili internazionali, seppur non quotata e non obbligata, per via dei propri competitor di settore, quali ad esempio la società Nestlè che è quotata sul mercato azionario). In tutte le aziende i principi per la redazione del Bilancio d esercizio (nazionali o internazionali) devono comunque essere seguiti ed applicati nel modo più corretto possibile. Vi sono taluni principi sbagliando l applicazione dei quali si potrebbero commettere errori di tipo significativo (e cioè tali da inficiare il giudizio del lettore del bilancio). Basti pensare ad esempio ad aree apparentemente semplici, ad esempio quelle riferite 23

25 all iscrizione di fondi (ad esempio fondi svalutazione di crediti troppo bassi rispetto agli effettivi recuperi di credito futuri). Ad ogni modo alcune aree sono indicate come più delicate non tanto per la difficoltà della loro valutazione in bilancio, ma piuttosto perché considerate importanti a livello di analisi e di informativa fornita dal bilancio di una società. Per questo motivo si è scelto di analizzare le richieste dei principi contabili applicati a due aree di bilancio importanti come le disponibilità liquide e le rimanenze di merci Le disponibilità liquide: il principio nazionale OIC 14 e quanto previsto dai principi contabili internazionali IAS/IFRS I principi contabili nazionali ed internazionali risultano come detto di fondamentale importanza ai fini dell emissione corretta dell informativa di bilancio delle aziende. In alcuni ambiti i principi contabili sono di facile applicazione ma l eventualità di presenza di informazioni sbagliate ha effetti di indurre in una direzione sbagliata i lettori di bilancio. E questo il caso dell informativa richiesta alle società riguardante le disponibilità liquide detenute dalla società presso la propria sede, le proprie succursali o su conti correnti esterni (ad esempio bancari o postali) Il principio nazionale OIC 14 L informativa richiesta alle società circa la presenza di denaro con immediata disponibilità è raggruppata all interno dello schema di Stato patrimoniale italiano alla voce dell attivo circolante 59 ed in particolare alle voci: C) Attivo circolante IV Disponibilità liquide 1) Depositi bancari e postali 2) Assegni 3) Denaro e valori in cassa La somma complessiva di quanto raggruppato alla voce C) IV risulta di notevole importanza per gli stakeholder dell azienda. Su tale valore essi calcolano diversi indici che permettono di evidenziare quale sia la posizione finanziaria della società con 59 Esso comprende tutti gli elementi attivi del patrimonio che presumibilmente ritorneranno in forma liquida nel breve periodo, cioè ritorneranno in forma monetaria in un tempo non superiore all anno 24

26 l obiettivo di sapere se l impresa sarà in grado di disporre della liquidità necessaria per estinguere i suoi debiti in tempo. Questo è il motivo per il quale sia gli analisti finanziari, sia le banche sono interessati a varie misure della liquidità: essi sanno che le imprese illiquide hanno maggiori probabilità di fallire e di essere insolventi. Va sottolineato che comunque, poiché le misure della liquidità variano frequentemente, esse possono diventare poco attendibili in breve tempo. L analisi finanziaria esamina quindi l attitudine dell azienda a fronteggiare i fabbisogni finanziari senza compromettere l equilibrio economico della gestione 60. Essa è un analisi di tipo dinamico 61 che può essere esaminata nel dettaglio solo attraverso l analisi dei flussi 62. Uno tra gli indicatori più importanti è rappresentato dalla posizione finanziaria netta. Essa indica la disponibilità di liquidi da parte dell impresa e viene calcolata nel modo seguente 63 : Disponibilità liquide + crediti finanziari a breve e a medio-lungo termine posizione finanziaria netta (PFN) = Debiti finanziari a breve, a medio e a lungo termine Se il saldo derivante dall applicazione di tale formula è positivo, vuol dire che l impresa ha una disponibilità finanziaria pari al valore ottenuto. Se negativo, essa è soggetta a un indebitamento finanziario per l ammontare indicato. Questo indicatore risulta quindi di fondamentale importanza per gli analisti finanziari in quanto esso permette di desumere la situazione delle finanze dell impresa e gli obblighi che devono essere assunti nel breve-medio periodo (qualora la PFN sia negativa). La PFN positiva evidenzia al contrario una situazione in cui le eccedenze di liquidità presenti nelle casse dell impresa o destinate ad entrarvici nel futuro più immediato, 60 Va evidenziato che l equilibro economico e quello finanziario all interno di un impresa sono due grandezze completamente differenti. In Dipartimento di Economia Aziendale, Lezioni di economia aziendale, G. Giappichelli Editore, Torino, 2003 viene fatta la distinzione tra: Economico, rappresenta quell equilibrio che misura la relazione esistente tra flusso di costi e flusso di ricavi dell esercizio (all interno del Bilancio d esercizio tale correlazione è misurata nel prospetto di Conto economico) Finanziario, rappresenta quell equilibrio che misura la relazione esistente tra flusso di entrate monetarie e flusso di uscite monetarie (all interno del Bilancio d esercizio tale correlazione è misurata nel prospetto di Rendiconto finanziario) 61 Detta analisi per flussi, che sono la ricostruzione della differenza tra quanto presentato da un azienda all inizio di un periodo di analisi fino a ciò che viene presentato alla fine di tale periodo 62 Astolfi, Barale & Ricci, Entriamo in azienda 3. Imprese industriali, sistema informativo di bilancio e imposizione fiscale Tomo 1, Tramontana, Milano, G. Ferrero, F. Dezzani, P. Pisoni, L. Puddu, Analisi di bilancio e rendiconti finanziari, Giuffrè editore, Milano,

27 possono essere investite per acquisire capitale immobilizzato o comunque asset che permettono all impresa di creare valore nel corso del tempo. Alcune indicazioni possono tuttavia essere ottenute anche costruendo opportuni indici: molto importante è il quoziente di liquidità immediata 64. Le attività maggiormente liquide di un azienda sono la cassa e le attività finanziarie facilmente liquidabili. Tale indice viene calcolato come segue: quoziente di liquidità immediata = Cassa + attività finanziarie a breve termine Passività correnti Va sottolineato che il risultato di tale indice non sempre esprime una reale situazione aziendale di solvibilità. Infatti gli indici di liquidità possono essere falsati se al numeratore si indica denaro liquido derivante da prestiti ottenuti che, in attesa di un prossimo utilizzo, sono depositati nei c/c bancari e postali 65. Lo studio dei flussi correlato a quello degli indici consente però di conoscere la provenienza dei fondi liquidi. L analisi di tali flussi ed indici richiede quindi che alla base vi siano informazioni attendibili. Se le informazioni non fossero invece veritiere e corrette, esse potrebbero portare a giudizi fuorvianti e perciò il flusso informativo che alimenta tali voci deve essere ben monitorato e testato in modo da produrre informazioni attendibili. La rappresentazione in bilancio avviene, come richiesto dal principio, anche per le disponibilità passive (ad esempio debiti per conti correnti bancari scoperti). All interno del Bilancio d esercizio IV direttiva, tale classificazione avviene all interno del passivo, nelle voci seguenti: D) Debiti 4) Debiti verso banche Il principio OIC 14 nello specifico richiede innanzitutto che la valutazione delle disponibilità liquide sia effettuata al valore nominale delle stesse (denaro e valori bollati). In particolare l OIC richiama l art del Codice civile che al punto 8 prevede che i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione (questo vale per depositi bancari, depositi postali, assegni). Viene altresì richiamato 64 R.A. Brealey, S.C. Myers, F. Allen, S. Sandri, Principi di finanza aziendale, McGraw-Hill, Milano, Gli indici di liquidità sono numerosi, ma non si ritiene in questa sede necessario farne ulteriore analisi 26

28 l art del Codice civile, riferito ai principi generali di redazione del Bilancio d esercizio 66. Il sistema amministrativo-contabile dell'impresa deve avvalersi di un controllo interno affidabile tale da consentire la possibilità di verificare, mediante rilevazioni elementari o prospetti di riconciliazione, che i saldi siano reali e rispondenti a valori riscontrati 67. I conti accesi alle disponibilità liquide devono comprendere tutti i movimenti di numerario avvenuti entro la data di bilancio. Non è corretto considerare come disponibilità liquide, con corrispondente riduzione dei crediti, le rimesse di numerario ricevute in cassa o in banca in data posteriore a quella di chiusura dell'esercizio, anche se il loro giorno di valuta è anteriore a tale data. Analogamente, non è corretto diminuire i fondi liquidi, con corrispondente riduzione dei debiti, per rimesse di numerario uscite dalla cassa o disposte con assegni o bonifici bancari in data posteriore a quella di bilancio. In conclusione, i saldi dei conti bancari devono tener conto di tutti gli assegni emessi e dei bonifici disposti entro la data di chiusura dell'esercizio e degli incassi effettuati dalle banche o altre istituzioni creditizie ed accreditati nei conti prima della chiusura dell'esercizio, anche se la relativa documentazione bancaria è pervenuta nell'esercizio successivo. I fondi esistenti all'estero (essi vengono valutati al cambio in vigore alla data di chiusura dell'esercizio 68 ) che non possono essere rimpatriati a causa di restrizioni valutarie, ma che si prevede verranno utilizzati ai fini della gestione locale, vanno normalmente indicati in nota integrativa e, se di ammontare particolarmente rilevante, in apposita sottovoce dello stato patrimoniale. In caso di difficoltà di utilizzo e di rimpatrio di tali fondi, essi vanno valutati al presumibile valore di realizzo stimato alla fine dell'esercizio. Le disponibilità liquide esposte nello stato patrimoniale si presumono essere immediatamente utilizzabili per qualsiasi scopo dell'impresa. 66 Per visionare approfonditamente quanto richiesto dall articolo, si veda il paragrafo 1.1. La situazione in Italia 67 Fonte OIC 14: Disponibilità liquide 68 In conformità con quanto previsto dall OIC 26, Operazioni e partite in moneta estera 27

29 Di conseguenza, eventuali disponibilità liquide vincolate, o non immediatamente utilizzabili o utilizzabili solo per specifici scopi, devono avere, se di ammontare rilevante, una evidenziazione separata nella nota integrativa. Non è accettabile effettuare in bilancio una compensazione tra conti bancari attivi e passivi, anche se della stessa natura e tenuti presso la stessa banca, in quanto tale prassi comporterebbe la compensazione di una attività con una passività, fra l'altro derivanti da posizioni di debito e di credito a tassi di solito non equivalente. In Nota integrativa, oltre a quanto già indicato inerente la natura di eventuali fondi vincolati e i conti all'estero che non possono essere trasferiti o utilizzati a causa di restrizioni valutarie del paese estero o per altre cause, vanno fornite informazioni circa l'utilizzo di eventuali sistemi di cash pooling 69 e, comunque, se rilevante, ogni tipo di rapporto ove sono coinvolte imprese controllate, collegate, controllanti e quelle sottoposte al controllo di queste ultime, nonché se diverse, imprese che rientrano sotto la stessa attività di direzione e coordinamento. Sulla base di quanto previsto dal principio contabile nazionale OIC 14, si sviluppano diverse aree che richiedono maggiore attenzione da parte dell azienda ai fini della corretta e veritiera rappresentazione dei fatti occorsi durante l esercizio. In particolare, come si evince da quanto richiesto dal principio, la rappresentazione a cavallo di esercizio richiede particolari regole che vanno seguite e rispettate in modo da non incorrere in errori che portino a situazioni sbagliate (e ad una informativa distorta nei confronti degli investitori). Le società devono quindi porre una maggiore attenzione a quelle che sono le transazioni che occorrono a fine esercizio e che sono disposte a fine esercizio seppur vengano rappresentate sull estratto conto bancario della banca solo nel mese successivo a quello di chiusura. I test svolti dai revisori esterni circa quest area di bilancio prendono in considerazione i più differenti aspetti in modo da garantire al lettore di bilancio un informativa non fuorviante e che non possa influenzarne le scelte in maniera errata. Per visionare tali test, si rimanda alla lettura del paragrafo 2.3. La PwC audit guide: i test richiesti per le 69 L accordo di cash pooling consiste nell accentrare in capo ad un unico soggetto giuridico la gestione delle disponibilità finanziarie di un gruppo societario, al fine di ottenere la miglior gestione della tesoriera aziendale con relazione ai rapporti in essere tra le società aderenti al gruppo e gli istituti di credito (Articolo di M. Tidona, Il cash pooling tra le società appartenenti ad un gruppo, Milano, 16 dicembre 2000) 28

30 disponibilità liquide per ottenere compliance sull applicazione dei principi (capitolo successivo) I principi contabili internazionali: il concetto di strumento finanziario Gli schemi di bilancio redatto in conformità ai principi IAS/IFRS differiscono sostanzialmente dalla rappresentazione prevista dal Codice civile per i bilanci redatti secondo i principi contabili nazionali (ref. Art. 2424, 2425 e 2427 Codice civile, paragrafo 1.1. La situazione in Italia). Infatti lo schema di Stato patrimoniale 70 prevede due possibili criteri di classificazione delle voci anziché uno solo: Classificazione sulla base del ciclo operativo, tipico delle società esercenti attività a carattere industriale, che prevede una suddivisione delle attività e delle passività tra correnti e non correnti; Classificazione delle attività e delle passività sulla base della loro liquidità (tipico delle Società ad intermediazione mobiliare e delle banche). Siccome lo IAS 1 stabilisce che, in linea di massima, la classificazione da utilizzare è quella basata sul ciclo operativo, mentre quella in base alla liquidità è da utilizzarsi solo quando fornisca informazioni più rilevanti e significative, e visto che le attività analizzate nel presente lavoro sono a carattere perlopiù industriale, si è deciso di analizzare esclusivamente la rappresentazione secondo il ciclo operativo. Sono considerate correnti quelle attività che: Siano possedute per la vendita e il consumo che si suppone vengano realizzate nel normale svolgimento del ciclo operativo 71 ; Siano possedute principalmente per essere negoziate; Si suppone debbano essere realizzate entro dodici mesi dalla data del bilancio; Siano sotto forma di denaro o di altro mezzo equivalente non vincolante per quanto riguarda il loro utilizzo Fonte IAS 1: Presentazione del bilancio; Framework per la preparazione e la presentazione del bilancio 71 Definizione di ciclo operativo IAS 1: Il tempo intercorrente tra l acquisizione dei materiali che entrano nel processo produttivo e la loro realizzazione in denaro o in altro strumento prontamente convertibile in denaro 29

31 Tutto ciò che non rientra nelle precedenti categorie di attività non è considerato attività corrente. Per quanto riguarda le voci rappresentate nel passivo, la suddivisione è sostanzialmente la stessa e riguarda ciò che viene considerato corrente e ciò che non viene considerato tale. Come si evince dall analisi di ciò che rientra tra le attività correnti, si può notare che le attività rappresentate sotto forma di denaro sono ivi ricomprese nello schema di Stato patrimoniale 73. Anche i principi utilizzati per la redazione del bilancio differiscono parzialmente da quelli previsti dal Codice civile italiano. In particolare nella redazione di un bilancio IAS/IFRS è necessario considerare: Le assunzioni di bilancio 74 : Competenza economica: gli effetti delle transazioni e degli altri eventi sono rilevati al momento della loro manifestazione economica (accrual basis); Continuità aziendale: il bilancio deve essere redatto nella prospettiva della continuazione dell attività (going concern). Le caratteristiche qualitative del bilancio: Comprensibilità: vi deve poter essere immediata comprensione delle informazioni contenute nel bilancio da parte di lettori robusti in senso economico; Significatività: un evento viene considerato significativo qualora rilevante; Attendibilità: un informazione è attendibile se è priva di errori o distorsioni rilevanti e se gli utilizzatori possono fare affidamento su essa; Comparabilità: essa fa riferimento alla necessità per gli utilizzatori di comparare i bilanci di una stessa impresa nel corso del tempo e di 72 Fonte IAS 1: Presentazione del bilancio 73 Lo schema di Stato patrimoniale IAS richiede che vi sia una rappresentazione dal contenuto minimo, al quale possono essere fatte integrazioni ove ritenuto necessario ai fini di una migliore rappresentazione per il lettore del bilancio. Al punto i del contenuto minimo è prevista la rappresentazione delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 74 Fonte IAS 1: Presentazione del bilancio; Framework per la preparazione e la presentazione del bilancio 30

32 imprese tra loro differenti al fine di valutare le situazioni patrimoniali, finanziarie e le risultanze economiche degli esercizi. I criteri base di valutazione ovvero del fair value, cioè il corrispettivo al quale una attività può essere scambiata o una passività estinta tra parti consapevoli ed indipendenti (esso equivale quindi al valore di mercato) 75. Viene mantenuto il criterio del costo privilegiato da principi italiani solo come alternativa all utilizzo del fair value per la valutazione di talune poste di bilancio (es. immobilizzazioni materiali 76 ) o la valutazione esclusiva di altre poste di bilancio (es. rimanenze di magazzino 77 ). Figura Differenze tra il bilancio secondo il Codice civile e il bilancio secondo gli IAS/IFRS Codice civile IAS/IFRS Utilizzatore principale del bilancio Creditore Investitore Nozione di reddito/patrimonio Reddito prodotto Patrimonio effettivo Reddito potenziale Patrimonio potenziale Postulato prevalente Prudenza Competenza Criterio base di valutazione Costo Fair value Documenti che compongono il bilancio (obbligatori) Stato patrimoniale Conto economico Nota integrativa Stato patrimoniale Conto economico Prospetto delle variazioni del PN Rendiconto finanziario Note al bilancio Fonte: P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il primo bilancio redatto con gli IAS/IFRS, Egea Spa, Milano, 2007 I principi contabili internazionali di rifermento per l iscrizione delle disponibilità liquide all interno del bilancio redatto secondo gli IAS/IFRS sono differenti: IAS 32 (Strumenti finanziari: esposizione in bilancio); IAS 39 (Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione); IFRS 7 (Strumenti finanziari: informazioni integrative); IAS 7 (Cash flow). 75 Fonte IAS 39: Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione 76 Fonte IAS 16: Immobili, impianti e macchinari 77 Fonte IAS 2: Rimanenze 31

33 Lo strumento finanziario in generale è qualsiasi contratto che dà origine a un attività finanziaria per un soggetto e a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di capitale per un altro soggetto Nella definizione di strumento finanziario non rientrano soltanto le disponibilità liquide, ma anche i crediti, i debiti, i titoli di debito e di capitale, i derivati, ecc.. In particolare però per attività finanziaria, si intende qualsiasi attività che sia disponibilità liquide 80. Anche nella definizione di passività finanziaria si richiama il concetto di passività quale obbligazione contrattuale a consegnare disponibilità liquide a un altra entità Le disponibilità sono costituite dalla cassa e dai crediti bancari a vista. Per cassa si intende il denaro in moneta nazionale ed in valuta straniera detenuto dall impresa 83. I valori bollati, che in Italia sono generalmente accomunati alla cassa, non rientrano nel concetto di cassa secondo i principi internazionali perchè non sono convertibili in denaro contante, ma costituiscono il pagamento anticipato di un servizio che sarà ottenuto in futuro (i valori bollati che costituiscono oggetto dell attività commerciale sono considerati rimanenze valutate al costo 84 ). Le disponibilità liquide sono definite come investimenti a breve termine molto liquidi, facilmente convertibili in ammontari noti di denaro e soggetti ad un rischio insignificante di cambiamenti di valore. Deve inoltre essere presentata una riconciliazione del saldo riportato sullo Stato patrimoniale con l equivalente presentato nel rendiconto finanziario. La classificazione come disponibilità di un investimento a breve dipende non solo dalla rispondenza alla definizione, ma anche dal fine per il quale è detenuto l investimento. Per essere classificati come parte delle disponibilità, gli investimenti a breve termine devono essere acquistati e venduti, generalmente, nell ambito dell attività di gestione 78 Uno strumento rappresentativo di capitale è qualsiasi contratto che rappresenti una quota ideale di partecipazione residua nell attività dell entità dopo aver estinto tutte le sue passività (IAS 32) 79 Fonte IAS 32: Strumenti finanziari: esposizione in bilancio 80 Punto a. paragrafo 11 IAS 32, definizione di attività finanziaria 81 Punto a. paragrafo 11 IAS 32, definizione di passività finanziaria 82 La definizione specifica di attività finanziaria e di passività finanziaria indicata dallo IAS 32 non viene riportata in quanto non significativa ai fini dell analisi 83 PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, Fonte IAS 2: Rimanenze 32

34 della tesoreria, piuttosto che come parte dell attività operativa, di investimento o di finanziamento. Le disponibilità possono essere classificate, ai fini della valutazione, come crediti e prestiti, attività detenute fino a scadenza o come investimenti disponibili per la vendita. Questa classificazione degli investimenti a breve non impedisce comunque di esporli nello Stato patrimoniale come parte delle disponibilità. La caratteristica a breve termine delle disponibilità è generalmente individuata con una scadenza non superiore ai tre mesi dall acquisto. La classificazione di un investimento come disponibilità non è limitata agli investimenti presso istituzioni finanziarie, come le banche o il tesoro dello stato. Gli strumenti di debito emessi da un impresa possono essere classificati tra le disponibilità se soddisfano la definizione di disponibilità. Anche le azioni privilegiate redimibili potrebbero essere classificate come disponibilità. Un impresa può classificare tra le disponibilità anche gli scoperti bancari a vista se il management li utilizza come parte della strategia di tesoreria piuttosto che come parte della strategia di finanziamento. Questi ultimi scoperti sono classificati nello Stato patrimoniale come passività sulle quali maturano interessi invece che come disponibilità. La cassa viene rilevata quando è ricevuta e le disponibilità quando viene effettuato l investimento o il deposito. Anche se generalmente la rilevazione non dà problemi, si deve prestare attenzione ad alcune particolarità. Per esempio laddove vi siano restrizioni particolari (ad esempio per via di leggi in diversi Paesi) deve esserne fornita adeguata informativa. I titoli non possono essere classificati come disponibilità se ci sono preoccupazioni che l emittente possa non rimborsare il titolo alla scadenza. Essi dovrebbero invece essere classificati come investimenti detenuti fino alla scadenza o disponibili per la vendita. Le disponibilità devono essere rilevate inizialmente per l ammontare di denaro ricevuto in contanti o depositato in un conto corrente dell impresa. Le altre disponibilità devono essere inizialmente rilevate al costo. Il costo equivale al fair value del corrispettivo pagato per acquistare le disponibilità. Gli scoperti bancari classificati tra le disponibilità devono essere rilevati inizialmente per l ammontare di capitale da rimborsare al finanziatore. 33

35 Gli ammontari in valuta straniera devono essere convertiti nella moneta di conto al tasso di cambio del momento dell incasso. Le disponibilità depositate presso un altra entità dovrebbero riflettere i flussi di cassa che ci si attende di ricevere da tale entità. Il saldo dovrebbe cessare di soddisfare la definizione di disponibilità se sorgono serie preoccupazioni sul merito di credito dell altra entità. Il saldo dovrebbe essere riclassificato come disponibile per la vendita e svalutato al valore attuale dei futuri flussi di cassa attesi. La rappresentazione nel bilancio prevede che le disponibilità devono essere presentate in una linea separata dello Stato patrimoniale e nelle Note devono essere fornite le seguenti informazioni: descrizione dei saldi inclusi tra le disponibilità; spiegazione della classificazione degli investimenti a breve suddivisi tra disponibilità e altri investimenti; riconciliazione tra le disponibilità incluse nel rendiconto finanziario e l ammontare esposto nello Stato patrimoniale; termini e condizioni delle disponibilità, come per esempio i tassi d interesse e la scadenza media; restrizioni sull uso del denaro e delle disponibilità all estero 85. Quando un attività o una passività finanziaria è contabilizzata per la prima volta, deve essere valutata al fair value più i costi di transazione che sono direttamente attribuibili all acquisto dell attività o all emissione della passività. La valutazione successiva degli strumenti finanziari in sede di redazione del bilancio dipende dalla categoria nella quale l impresa ha classificato lo strumento finanziario 86. Sono previste quattro categorie di classificazione 87 : attività e passività finanziarie al fair value rilevato in conto economico (Fair value through profit and loss FVTPL); investimenti detenuti fino alla scadenza (Held to maturity HtM); 85 PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il primo bilancio redatto con gli IAS/IFRS, Egea Spa, Milano, Fonte IAS 39: Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione 34

36 finanziamenti e crediti (Loans and receivables); attività finanziarie disponibili per la vendita (Available for sale AfS). Figura La valutazione degli strumenti finanziari 88 Categoria Criterio di valutazione FVTPL HtM Loans and receivables AfS Passività finanziarie non incluse tra i FVTPL Fair value Incrementi/decrementi di fair value inseriti in conto economico Costo ammortizzato Impairment test Costo ammortizzato Impairment test Fair value Incrementi/decrementi di valore inseriti in una riserva di patrimonio netto Impairment test Costo ammortizzato Fonte: P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il primo bilancio redatto con gli IAS/IFRS, Egea Spa, Milano, 2007 I principi contabili italiani non contengono regole minuziose come quelle contenute nello IAS 32 e nello IAS 39. Infatti essi considerano facenti parte della categoria solo i depositi bancari e postali, gli assegni, il denaro e i valori in cassa, ma non i titoli scadenti entro tre mesi 89. L OIC 14 considera tra le disponibilità liquide i depositi vincolati classificabili tra le attività correnti, cioè scadenti entro l esercizio successivo. I depositi vincolati con scadenza oltre l esercizio successivo devono essere classificati invece tra le immobilizzazioni finanziarie Le rimanenze di magazzino: il principio nazionale OIC 13 ed il principio contabile internazionale IAS 2 Sempre importante per i lettori di bilancio risulta conoscere la capacità della società di far ruotare le merci detenute nel proprio magazzino. La valutazione corretta o sbagliata dello stesso può inficiare il giudizio dei lettori, orientandolo verso resoconti completamente errati (si pensi al caso di un azienda di petrolio che valuta le proprie rimanenze al costo delle prime giacenze: si noterà subito che il magazzino risulta fortemente svalutato rispetto al reale valore di mercato). 88 In questa sede non si ritiene necessario ai fini dell analisi approfondire ulteriormente tali concetti 89 Fonte OIC 14: Disponibilità liquide 35

37 Quest area risulta molto rischiosa per differenti motivi, ad esempio la possibilità di perdere o non conteggiare il materiale presente presso i magazzini di proprietà, o di contarne in eccesso con successiva rappresentazione in bilancio di un magazzino gonfiato di materiale non presente nella realtà, ecc Il principio nazionale OIC 13 L area inerente le rimanenze di magazzino è rappresentata in bilancio 90 all interno dell attivo, ed in particolare viene rappresentata nel seguente modo: C) Attivo circolante I Rimanenze: 1) Materie prime, sussidiarie e di consumo 2) Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 3) Lavori in corso su ordinazione 4) Prodotti finiti e merci 5) Acconti La normativa contabile riferita a tali voci si scinde in diversi principi: in particolare la voce inerente le commesse C) I 3) è normata da uno specifico principio differente da quello riguardante le rimanenze di merci, materie e prodotti finiti (si tratta nello specifico del principio contabile nazionale OIC 23: Lavori in corso su ordinazione). Tale differenziazione occorre anche nei principi internazionali IAS/IFRS (principio di riferimento IAS 11: Lavori su ordinazione). L esposizione nel Conto economico prevede che il valore delle rimanenze venga ricompreso nel valore della produzione, per quanto riguarda le variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti (voce A) 5)), e venga ricompreso tra i costi della produzione per quanto riguarda le variazioni di materie prime, sussidiarie e di consumo e delle merci (voce B) 11)) 91. Per tale voce è importante considerare l iscrizione dei soli costi del materiale di proprietà dell impresa 92, seppur in viaggio verso l azienda stessa. 90 Art Codice civile 91 Art Codice civile 92 Più precisamente va considerato il passaggio del rischio in capo all acquirente, che generalmente avviene con il passaggio di proprietà. Per determinare tale momento sono importanti gli incoterms, che definiscono il momento di passaggio della proprietà con tutti i rischi e benefici annessi 36

38 Per permettere una corretta rilevazione delle quantità fisiche, è necessario effettuare una conta fisica almeno una volta l anno alla data di riferimento del bilancio di quanto presente nei magazzini di proprietà, e dotarsi dei un sistema affidabile di scritture contabili di magazzino 93. La valutazione delle rimanenze presenti in magazzino avviene secondo le seguenti regole 94 : Le rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di produzione ovvero al valore di realizzazione desumibile dall andamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione 95 ; Il costo dei beni fungibili può essere calcolato alternativamente con il metodo: Media ponderata; LIFO (last in first out; ultimo entrato primo uscito); FIFO (first in first out; primo entrato primo uscito). Le configurazioni di costo possibili sono: Costo di acquisto, per cui si intende il prezzo effettivo di acquisto più gli oneri accessori; Costo di fabbricazione, per cui si intende il costo di acquisto definito nel punto precedente più le spese industriali di produzione e trasformazione. In caso di minor valore corrente, rispetto al costo d'acquisto o di produzione, occorre svalutare il magazzino; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. Inoltre il principio prevede che i criteri di valutazione si applicano a ciascuna delle voci di magazzino indipendentemente dalla loro dislocazione fisica. La valutazione del magazzino al minore tra costo e mercato deve avvenire utilizzando sempre gli stessi metodi, cioè con uniformità di criterio. Nei casi eccezionali in cui si 93 P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il bilancio d esercizio Principi, struttura e valutazioni, Euroconference editore, Verona, settembre Art Codice civile paragrafi 9 e La valutazione delle rimanenze di magazzino al prezzo di vendita non è considerato corretto in quanto anticipa utili non realizzati. Essa è pertanto in contrasto con i postulati del Bilancio d esercizio 37

39 cambia il metodo di applicazione del principio, ad esempio passando a valutare le rimanenze dal metodo di costo LIFO a FIFO, si deve determinare l effetto del cambiamento. La rettifica che si origina, qualora risulti significativa, deve essere appropriatamente contabilizzata ed evidenziata in bilancio insieme al fatto del cambiamento 96. L applicazione retrospettiva comporta quindi la necessità di determinare l effetto cumulativo derivante dal cambiamento di principio all inizio dell esercizio. Tale effetto deve essere iscritto come provento o onere nell area straordinaria. Esempio Passaggio da LIFO a FIFO Rimanenze iniziali Rimanenze finali Differenza Valutazione a LIFO Valutazione a FIFO Differenza da valutazioni La differenza tra la valutazione a LIFO e quella con il FIFO deve essere rilevata come rettifica dei saldi d apertura e costituisce l effetto cumulativo di inizio esercizio. Tale effetto deve essere iscritto nell area straordinaria come provento, con la seguente scrittura contabile: Variazione rimanenze a Proventi straordinari 600 A fine esercizio: Rimanenze a Variazione rimanenze 2800 Fonte: elaborazione propria 97 Per lo svolgimento dell'inventario fisico risulta necessario considerare alcuni accorgimenti procedurali che ne permettono l'effettuazione. Essi si possono riassumere nei seguenti 98 : tenere nei limiti del possibile la produzione ferma; assegnare personale competente; predisporre un programma d'inventario fisico ben dettagliato da spiegare agli addetti; 96 Fonte OIC 29: Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, eventi e operazioni straordinari, fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell esercizio 97 Per semplicità di rappresentazione, non si tiene conto dell effetto delle imposte differite 98 Fonte OIC 13: Le rimanenze di magazzino 38

40 effettuare le conte con adeguata documentazione; ad esempio con schede conta prenumerate il cui utilizzo sia ben controllato; analizzare gli scostamenti di entità rilevante tra quantità fisiche e quantità per rilevazioni permanenti; introdurre tutti quegli accorgimenti necessari per separare i periodi contabili, ossia rendere operanti quelle procedure necessarie per assicurare che le operazioni di ricevimento e di spedizione avvenute nei periodi precedente e successivo alla data dell'inventario fisico (ed alla chiusura dell'esercizio se l'inventario fisico verrà effettuato a data diversa) siano state propriamente contabilizzate. Talvolta le società procedono ad effettuare un inventario fisico a rotazione (o su base ciclica), per ulteriormente cautelarsi da errori eventuali di conta del magazzino o perché le dimensioni, la pluralità di magazzini ed i flussi in entrata e in uscita di merci sono così grandi da richiedere una procedura di conta aggiuntiva. Alcuni accorgimenti procedurali da tener presente da parte delle imprese che, mantenendo rilevazioni molto accurate di magazzino e disponendo di un sistema di controllo interno ben strutturato e documentato, effettuano un inventario fisico a rotazione, sono i seguenti: predisporre un programma di conta ben dettagliato, tenendo conto nel predisporre tale programma, della velocità di rotazione delle giacenze, del valore dei vari tipi di materiali, merci ecc. in modo tale da assicurare la conta delle giacenze di maggior valore ad una data non lontana da quella di bilancio; assegnare personale competente; documentare le conte e le eventuali riconciliazioni (stati di concordanza) che possono rendersi necessarie tra quantità fisiche e quantità per rilevazioni permanenti se queste ultime non sono aggiornate all'ultimo movimento; rettificare le quantità indicate nelle rilevazioni permanenti in base alle risultanze della conta. Se tali scostamenti sono significativi, individuare e modificare le cause degli scostamenti. Il verificarsi di scostamenti rilevanti è sintomatico di procedure di controllo interno non efficienti e pongono l'impresa di fronte alla necessità di procedere all'inventario fisico alla chiusura dell'esercizio. 39

41 I principi contabili internazionali applicati alle rimanenze di magazzino: lo IAS 2 La classificazione all interno dello schema di Stato patrimoniale del bilancio redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS, prevede all interno del suo contenuto minimo la voce g. Rimanenze, che comprende l iscrizione di beni posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell attività, per essere impiegate nei processi produttivi per la vendita e sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella prestazione di servizi 99. La classificazione di tale voce è ricompresa tra le attività correnti 100. Nella valorizzazione del costo di iscrizione delle rimanenze si deve tenere conto di alcuni costi e di alcuni aspetti particolari che sono trattati in modo specifico da altri principi contabili. E il caso di: oneri finanziari (trattati dallo IAS 23); contributi pubblici (trattati dallo IAS 20); accantonamenti per costi prevedibili (trattati dallo IAS 37). Nell ambito di applicazione dei principi contabili internazionali per l area delle rimanenze, lo IAS 2 non si applica a: attività biologiche connesse all attività agricola (si applica lo IAS 41, Agricoltura); strumenti finanziari (si applica lo IAS 39). Inoltre lo IAS 2 non si applica alla valutazione delle rimanenze presso: produttori di prodotti agricoli e forestali; intermediari (broker) e commercianti all ingrosso (trader) 101. Le rimanenze sono beni posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell attività, impiegati nei processi produttivi per la vendita o sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella prestazione di servizi 102. Le rimanenze comprendono: 99 P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il primo bilancio redatto con gli IAS/IFRS, Egea Spa, Milano, Si veda per la spiegazione della classificazione all interno del bilancio redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS il sottoparagrafo I principi contabili internazionali: gli IAS/IFRS 101 PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, Definizione IAS 2: Rimanenze 40

42 merci acquistate e possedute per una successiva rivendita, senza o con limitati costi di trasformazione (ad esempio merce acquistata da un dettagliante e posseduta per la rivendita); gli approvvigionamenti: materie prime e materie sussidiarie; altre materie, quali per esempio i materiali di consumo, che non entrano direttamente nella composizione del prodotto fabbricato dall impresa ma rappresentano materiali che vengono consumati e che pertanto entrano nel processo produttivo solo in via indiretta; terreni ed altri beni immobili posseduti per la rivendita; prodotti finiti o semilavorati realizzati dall impresa 103. Nel caso di prestatori di servizi le rimanenze includono i costi del servizio per i quali l impresa non ha ancora contabilizzato il rispettivo ricavo. Un impresa deve rilevare le rimanenze quando ha il controllo della rimanenza, si attende che la stessa generi benefici economici futuri e il costo delle rimanenze può essere misurato attendibilmente. Le imprese contabilizzano le rimanenze quando si attendono di ottenere benefici dal loro uso o dall eventuale vendita a clienti 104. La valutazione iniziale delle rimanenze è al costo; successivamente alla contabilizzazione iniziale l impresa deve valutare le rimanenze al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo delle rimanenze include il costo di tutti i materiali che entrano direttamente nella produzione e i costi di trasformazione di questi materiali in prodotti finiti 105. I principi contabili internazionali consentono delle opzioni contabili in tema di valutazione delle rimanenze (FIFO e costo medio ponderato) e pertanto viene richiesto che la scelta tra le classificazioni o i criteri di rappresentazione sia basata su quella che 103 Tale categoria include anche i beni in viaggio 104 PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, Fonte IAS 2: Rimanenze 41

43 meglio possa rappresentare gli elementi che hanno determinato il risultato economico dell impresa 106. Il costo delle rimanenze di beni fungibili deve essere determinato adottando il metodo FIFO (first in first out) o il metodo del costo medio ponderato. Il costo delle rimanenze di beni non fungibili deve essere determinato adottando il metodo della specifica identificazione del costo. Un impresa deve utilizzare il medesimo metodo per tutte quelle rimanenze che hanno natura e uso simile per l impresa; per le rimanenze con natura e uso differente può essere giustificato l utilizzo di metodi differenti. Tuttavia la semplice differenza dovuta alla collocazione geografica delle rimanenze non è sufficiente per giustificare l adozione di metodi differenti. Qualsiasi metodo applicativo venga utilizzato da un impresa, questa deve applicarlo in modo coerente e costante nel tempo. Gli IFRS non consentono l utilizzo del metodo LIFO (last in first out) per la determinazione del costo delle rimanenze. La scelta di eliminare il metodo LIFO, rientra nell obiettivo generale dello IASB di ridurre o eliminare le alternative contabili; le motivazioni addotte a supporto di tale decisione riguardano il fatto che il metodo LIFO, non fornisce una rappresentazione attendibile dei reali flussi delle giacenze ed il costo del venduto viene valutato sulla base di prezzi non attuali (ciò comporta un assunzione poco realistica del flusso dei costi, come visto nel paragrafo 1.1. La situazione in Italia all interno del presente capitolo alla Figura 1.1). L obbligo di valutare le rimanenze al minore tra il costo e il valore netto di realizzo comporta la contabilizzazione delle perdite di valore quando queste si manifestano. L indicazione della necessità di svalutare le rimanenze in quanto il loro costo non risulta più recuperabile può derivare dal declino dei prezzi di vendita o dall aumento dei costi stimati di completamento o dai costi stimati per realizzare la vendita 107. Il costo delle rimanenze può non essere recuperabile anche quando alcuni prodotti risultano, in tutto o in parte, danneggiati, od obsoleti o possono essere detenuti in quantità che non potranno essere vendute in un periodo ragionevole. 106 Framework per la preparazione e la presentazione del bilancio 107 F. Dezzani, P. Biancone, D. Busso, IAS/IFRS, Wolters Kluver Italia,

44 In tali circostanze le rimanenze devono essere svalutate al di sotto del costo fino al valore netto di realizzo. L ammontare della svalutazione deve essere determinato sulla base di una valutazione eseguita bene per bene. Nel caso in cui invece la diminuzione del prezzo delle materie prime e dei materiali di consumo indichi che il costo dei prodotti finiti sarà superiore al valore di netto realizzo, le materie prime e i materiali di consumo devono essere svalutati fino al loro valore di netto realizzo, la miglior misura disponibile di tale valore è rappresentata dal costo di sostituzione 108. Esempio Svalutazione di magazzino Costo Costo di sostituzione Prezzo di vendita del prodotto finito Costi di completamento Il valore netto di realizzo è pari a euro 17 (euro 22 - euro 5, prezzo di vendita stimato meno i costi di completamento e di vendita). Il costo di sostituzione del prodotto in giacenza è pari a 18, conseguentemente deve essere effettuata una svalutazione di euro 2. Fonte: PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, 2010 La principale differenza tra i principi contabili internazionali e quelli nazionali consiste nell eliminazione della possibilità di utilizzare il criterio del LIFO per la valutazione delle rimanenze di magazzino per via degli effetti discorsivi precedentemente descritti. Il cambiamento di criterio utilizzato per la valutazione delle rimanenze obbligato per talune società dall introduzione dell obbligo di utilizzo degli IAS/IFRS deve essere trattato con la seguente scrittura (si riprenda l esempio 1.1 all interno del presente capitolo al precedente paragrafo per la visione dei dati) PricewaterhouseCoopers, Memento IFRS, IPSOA, Lo IAS 8: Principi contabili, cambiamenti nelle stime e errori prescrive che un cambiamento di principio contabile deve essere applicato retroattivamente, a meno che l ammontare delle eventuali rettifiche che si riferiscono a esercizi precedenti non sia determinabile con ragionevolezza. Qualsiasi rettifica che ne derivi deve essere rilevata come rettifica al saldo d apertura degli utili portati a nuovo. Inoltre l informazione comparativa deve essere rettificata, a meno che ciò non sia possibile 43

45 Esempio Rilevazione in apertura del passaggio da criterio LIFO a FIFO La differenza tra la valutazione a LIFO e quella con il FIFO deve essere rilevata come rettifica dei saldi d apertura, senza transitare da conto economico, ma con addebito alla posta di patrimonio netto Utili perdite a nuovo (Riserva). Conseguentemente gli utili e le perdite riportate a inizio esercizio si incrementeranno. La variazione tra il valore delle rimanenze alla data di apertura e chiusura di bilancio (pari a 600) sarà rilevata nel conto economico dell anno precedente. Verranno alimentate quindi le seguenti scritture contabili: Variazione rimanenze a Riserve 600 Per visionare la scrittura di fine esercizio, si veda l esempio 1.1 all interno del presente capitolo al precedente paragrafo (la scrittura di chiusura è infatti la medesima) Fonte: elaborazione propria 110 La valutazione errata delle rimanenze di magazzino (ed in particolare la contropartita economica di variazione delle rimanenze rispetto al precedente esercizio) influenza l EBIT 111 e l EBITDA 112. L EBIT coincide con il reddito operativo che viene calcolato sottraendo al fatturato i costi operativi esterni, il costo del lavoro, gli ammortamenti e le svalutazioni. L EBIT rappresenta il principale indicatore della capacità dell impresa di produrre reddito con la sua attività operativa, senza considerare i componenti di reddito di natura finanziaria, quelli straordinari e le imposte sul reddito. L EBITDA coincide invece con il margine operativo lordo o MOL, che viene calcolato sottraendo al fatturato i costi operativi esterni ed il costo del lavoro, ma non gli ammortamenti e le svalutazioni. Il margine operativo lordo (MOL o EBITDA) consente di verificare se la società realizza un eccedenza di risultati dalla sola gestione ordinaria, esclusi gli ammortamenti e le svalutazioni. L EBITDA risulta quindi estraneo alle eventuali politiche di bilancio fatte su ammortamenti e svalutazioni e può essere calcolato anche come la somma tra il reddito operativo e gli ammortamenti e svalutazioni 113. Per via delle informazioni delicate riferite a tale area ed alla difficoltà che talvolta vi può essere nella gestione, spesso le rimanenze di merci sono un area rischiosa e bisogna porre delle corrette procedure di inventariazione delle giacenze e fare gli opportuni calcoli al fine di valutare scostamenti e porre in essere procedure che permettano una rilevazione precisa ed accurata nel calcolo di quanto presente in magazzino. 110 Per semplicità di rappresentazione, non si tiene conto dell effetto delle imposte differite 111 Earning before interest and taxes 112 Earning before interest, taxes, depreciation and amortization 113 G. Ferrero, F. Dezzani, P. Pisoni, L. Puddu, Analisi di bilancio e rendiconti finanziari, Giuffrè editore, Milano,

46 2. I principi di revisione: il rischio del revisore nel giudizio di aree semplici ma critiche 2.1. Le società di revisione ed i principi di revisione I principi contabili elencati ed analizzati nel precedente capitolo sono strettamente collegati ad un altra categoria di principi: quelli di revisione. Tali principi sono quelli a cui devono attenersi le società di revisione, in qualità di revisore indipendente terzo del bilancio delle società. Gli organi di controllo della società sono differenti a seconda che quest ultima sia quotata o meno 114, del tipo di società scelta dall imprenditore (per esempio Snc, Spa, ecc.) e per via della grandezza della stessa (laddove i flussi informativi interni che costituiscono il bilancio sono maggiori, la società deve dotarsi di un sistema di controllo interno più articolato, in modo da prevenire eventuali errori). In generale gli organi di controllo previsti dalla legge sono: Il Collegio sindacale (previsto sia per le società quotate che non quotate dal Codice civile 115 ); Società di revisione (obbligatorie solamente per le società quotate) 116 ; Internal auditing (introdotto per individuare i rischi legati ai processi operativi e legato alle società quotate; si veda il capitolo 4 della presente trattazione per maggiori approfondimenti) 117 ; Comitato per il controllo interno (adesione facoltativa per le società quotate) 118 ; Organismo di vigilanza (adesione facoltativa e legato alle società quotate; esso può anche coincidere con l Internal audit; si veda il capitolo 4 della presente trattazione per maggiori approfondimenti) Per società quotata si intende un ente i cui titoli di capitale e di debito sono ammessi alla negoziazione presso una borsa valori (fonte sito internet sito della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) 115 Art bis Codice civile 116 Introdotte dal Decreto del Presidente della Repubblica n.136/1975, ormai abrogato e sostituito dal D.Lgs. 58/ Introdotte dal Decreto del Presidente della Repubblica n.136/1975, ormai abrogato e sostituito dal D.Lgs. 58/ Codice di autodisciplina in applicazione del D.Lgs. n. 24/

47 L agire di questi organi di controllo interno è a loro volta monitorato da altri organismi nazionali quali: la Consob 120, la Banca d Italia, l ISVAP 121 ed il Covip Le società di revisione dei conti analizzano il bilancio delle aziende con l obiettivo di garantire l attendibilità delle informazioni in esso contenute affinchè risulti corretto e veritiero e che non infici in maniera significativa le decisioni degli stakeholder della società (si rimanda al capitolo 1 per le specifiche circa tale punto) 124. Il soggetto incaricato del controllo contabile deve: Verificare con periodicità almeno trimestrale la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione 125 ; Verificare se il Bilancio d esercizio e l eventuale Bilancio consolidato corrispondano alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano. L attività di controllo contabile si conclude con la redazione di una relazione in cui viene espresso un giudizio professionale sul Bilancio d esercizio e, eventualmente, sul Bilancio consolidato 126. Il giudizio può essere: Senza rilievi (conformità alle norme che disciplinano la redazione dei bilanci); Con rilievi (mancanza di conformità alle norme per via di disaccordo su criteri adottati, errori, inadeguatezza informativa e limitazioni al processo di revisione per impedimenti e limitazioni nell acquisizione di elementi probativi) Negativo (applicazione non corretta dei criteri contabili o inadeguata informazione tali da rendere inattendibile il bilancio); Impossibilità di esprimere un giudizio (limitazioni alle procedure di revisione tali da far mancare elementi indispensabili per un giudizio) D.Lgs. 231/ Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano (fonte sito internet sito della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) 121 Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo 122 Commissione di vigilanza sui fondi pensione 123 In tale sede non si ritiene necessario approfondire ulteriormente le peculiarità ed i compiti di tali organi 124 P. Pisoni, F. Bava, D. Busso, A. Devalle, Il bilancio d esercizio Principi, struttura e valutazioni, Euroconference editore, Verona, settembre In conformità a quanto previsto dal primo comma dagli articoli 2409-ter lettera a) del Codice Civile e seguenti 126 Comunicazione Consob n. DAC/ del 1999 per le società quotate; D.Lgs. n. 32/2007 per le società non quotate 46

48 La società di revisione emette inoltre un giudizio di coerenza tra la relazione sulla gestione ed il bilancio 128. La relazione finale della società di revisione riporta al secondo paragrafo il richiamo dei principi e criteri per la revisione contabile raccomandati dalla Consob, indicando che tali principi sono stati seguiti per condurre l esame di bilancio. I principi di revisione sono nati verso la metà degli anni 70, emanati dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e dal Consiglio nazionale dei Revisori contabili. Essi costituiscono un punto di rifermento vincolante per le società di revisione, anche per i lavori di revisione volontaria. In particolare i principi di revisione sono diversi ma hanno il comune obiettivo di definire gli standard in base ai quali deve essere commisurato il livello qualitativo della revisione e di statuire gli standard per limitare la discrezionalità del revisore. I principi generali della revisione contabile del bilancio sono indicati sui principi 129 e sono: Indipendenza (formale e sostanziale); Integrità (onestà intellettuale); Obiettività (imparzialità); Competenza (da mantenere); Diligenza (propria); Riservatezza (salvo eccezioni); Professionalità; Rispetto dei principi tecnici. Tutte le società di revisione devono attenersi a tali principi e sono responsabili sotto il profilo civile per la mancata o erronea applicazione dei principi di revisione con conseguenze sulla correttezza del giudizio espresso e sotto il profilo penale per false relazioni o comunicazioni, ostacolo all attività delle autorità pubbliche di vigilanza, rapporti patrimoniali illeciti con la società, compensi illegalmente percepiti ed uso e divulgazione di notizie riservate. 127 F. Bava, A. Devalle, Le relazioni al bilancio degli organi di controllo, Euroconference, Verona, Principio di revisione n. 001, 2009, adottato da Consob con delibera n , Doc. 200 Obiettivi e principi contabili della revisione contabile del bilancio 47

49 Gli obiettivi della revisione contabile sono acquisire ogni elemento necessario per consentire al revisore di esprimere un giudizio se il bilancio è redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al quadro normativo di riferimento 130. I principi di revisione vengono costantemente rinnovati al fine di allinearsi a quanto previsto dai principi di revisione internazionali di revisione, gli ISA Un caso particolare di analisi: la società di revisione PricewaterhouseCoopers Spa In Italia e nel mondo sono presenti diverse società di revisione (a livello nazionale sono ), anche se generalmente per gli operatori del settore le principali sono quattro e sono definite spesso le Big four. In particolare: PricewaterhouseCoopers (dipendenti nel mondo 163 mila, ricavi annui ,2 mld dollari USD) 133 ; Deloitte & Touche (dipendenti nel mondo 168 mila, ricavi annui ,1 mld dollari USD) 134 ; Ernst & Young (dipendenti nel mondo 144 mila, ricavi annui ,4 mld dollari USD) 135 ; KPMG (dipendenti nel mondo 135 mila, ricavi annui ,1 mld dollari USD) 136. Tra le quattro leader del mercato, si è scelto di analizzare la metodologia utilizzata dalla più grande in termini di fatturato: la PricewaterhouseCoopers Spa. Va comunque sottolineato che la differenza di approccio tra le diverse Società di revisione iscritte all Albo speciale tenuto dalla Consob non è molta: infatti nello stabilire la propria metodologia di lavoro tutte devono attenersi, come precedentemente anticipato, ai principi di revisione. 130 Doc. 200 Obiettivi e principi contabili della revisione contabile del bilancio 131 International standards on auditing 132 Fonte sito internet sito della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa 133 Fonte sito internet sito ufficiale della Società di revisione PricewaterhouseCoopers 134 Fonte sito internet sito ufficiale della Società di revisione Deloitte & Touche 135 Fonte sito internet sito ufficiale della Società di revisione Ernst & Young 136 Fonte sito internet sito ufficiale della Società di revisione KPMG 48

50 La PwC Audit Guide La metodologia di revisione PricewaterhouseCoopers è chiamata PwC audit. Questa metodologia è basata sulle norme di revisione internazionali (ISA), sui principi di revisione italiani e su best practise maturate operando da anni nel settore. La Guida di revisione PwC spiega la metodologia PwC e fornisce un approccio comune in materia di revisione per le società facenti parte del network. La Guida espone in maniera dettagliata gli strumenti ed i test da applicare sul bilancio nel corso dell attività di audit e, oltre ai criteri di controllo, questa Guida analizza anche la gestione dei rischi e l indipendenza del revisore (richiamata nel paragrafo 2.1. del presente capitolo). In particolare, il rischio che il revisore deve fronteggiare nel corso del proprio lavoro è quello che l informativa finale non sia corretta ed il lettore del bilancio possa essere sostanzialmente inficiato nelle proprie decisioni di investimento. La gestione dei rischi prevista nella PwC audit guide prevede quindi che, sulla base del bilancio da analizzare 137, vada analizzato il rischio che il revisore corre nell emettere un giudizio non corretto, e questa operazione deve essere fatta preliminarmente rispetto all inizio dell attività di audit (intesa come raccolta della documentazione probatoria e dei test di dettaglio svolti sulle varie aree di bilancio per comprendere se la loro iscrizione è corretta). L approccio descritto nello specifico utilizzato dalla PricewaterhouseCoopers verrà analizzato in maniera più completa nel capitolo successivo. I rischi di revisione sono comunque strettamente correlati a quelli che sono gli obiettivi finali del revisore. Genericamente essi sono già stati esposti all interno del paragrafo In ogni caso, gli obiettivi del revisore sono anche riepilogati all interno del format per l emissione del giudizio finale sul bilancio (opinion). Infatti al punto 1 viene dichiarato che la responsabilità della redazione del bilancio compete agli amministratori. E comunque della società di revisione la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio e basato sulla revisione contabile. Al punto 2 della relazione del revisore viene esplicitato che l esame è condotto secondo i principi e criteri per la revisione contabile raccomandati dalla Consob e che in conformità a tali principi e criteri, la revisione è pianificata e svolta al fine di acquisire 137 Ad esempio una distinzione è tra un bilancio di una società industriale e quello di una banca 49

51 ogni elemento necessario per accertare se il bilancio non sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile. Nel giudizio finale, viene anche esposto che le verifiche vengono comunque fatte a campione sulla base dei criteri previsti dai principi di revisione La PwC audit guide ed i test richiesti per la voce Disponibilità liquide 138 L'obiettivo fondamentale delle analisi da effettuarsi sui saldi bancari consiste nel verificare che i dati di bilancio siano autentici, correttamente registrati e sommati. L'asserzione 139 dell autenticità è soddisfatta tramite le conferme dirette dalle banche e la conta delle giacenze di cassa detenute dalla società. L'asserzione della corretta registrazione e della correttezza della somma è soddisfatta invece tramite la verifica delle riconciliazioni bancarie, la richiesta di conferme dirette dalla banca circa quanto riportato in bilancio dalla società, la verifica della correttezza del cut-off finanziario e la verifica della conversione in euro dei saldi in valuta estera (per verificare la corretta applicazione del tasso di cambio). L area delle banche è quella cui va posta maggiore attenzione in quanto presenta la maggiore componente di rischio, poiché in caso di anomalie o eccezioni, l area banche è quasi sempre implicata. Preliminarmente, così come per tutte le aree e come vedremo nel seguente capitolo, andrà valutato il sistema di controllo interno posto in essere dalla società, il mapping dei conti utilizzati, i transitori, ecc Le riconciliazioni bancarie La riconciliazione permette di ricostruire le cause delle differenze tra le risultanze contabili ed il saldo riportato nell'estratto conto inviato dalla banca. Vi sono due motivi che possono generare differenze: Registrazioni in contabilità che non sono ancora state effettuate dalla banca, tipicamente: assegni emessi e non ancora addebitati sul conto; 138 Fonte per l intero paragrafo: PricewaterhouseCoopers, PwC audit guide, Le asserzioni di bilancio utilizzate nella procedura di audit per stabilire come testare un saldo vengono definite nel capitolo successivo 50

52 bonifici bancari non ancora addebitati sul conto; Registrazioni già effettuate dalla banca, ma non ancora effettuate in contabilità, tipicamente: interessi maturati; bonifici da clienti. Occorre comunque sottolineare che non tutti gli errori possono essere individuati tramite la verifica della corretta predisposizione delle riconciliazioni bancarie, in quanto possono esserci operazioni (erroneamente) non registrate né dalla società né dalla banca. Le riconciliazioni devono essere predisposte periodicamente (di solito trimestralmente o mensilmente a seconda della dimensione e complessità dell'azienda) per tutti i conti bancari: c/c, c/anticipi, conti in valuta estera, conti ri.ba Tutte le riconciliazioni richiedono inoltre di essere controfirmate a dimostrazione che sono state vistate da un apposito responsabile (può essere il direttore finanziario ove presente od il responsabile amministrativo). La predisposizione periodica e tempestiva di questi prospetti di raccordo, nonché la pronta indagine e sistemazione delle voci individuate come errate, costituisce un elemento imprescindibile del sistema di controllo nell'area banche per qualunque società 141. Operativamente la guida richiede che vengano effettuate diverse attività al fine di verificare le riconciliazioni bancarie. Tali operazioni sono: ottenere le riconciliazioni bancarie di tutti i conti; verificare la correttezza dei saldi (contabilità ed e/c) e le somme; testare a campione gli importi ritenuti significativi. Nell ottenimento delle riconciliazioni di tutti i conti, bisogna assicurarsi che la società abbia predisposto i prospetti anche per i conti a saldo zero, perché, ai fini del controllo che viene effettuato, si avrà evidenza che anche quel conto è stato monitorato. Una volta ottenuto il prospetto di riconciliazione, la prima verifica che si deve effettuare è la spunta del saldo in contabilità (con la scheda contabile che deve quadrare con il 140 Conti in cui sono registrati gli anticipi per ricevute bancarie 141 PricewaterhouseCoopers, Quick wins 2008,

53 bilancio di verifica) e del saldo da e/c (che deve quadrare con l e/c della banca). Inoltre va eseguita la somma degli importi in riconciliazione per verificare che sia stata correttamente predisposta. I documenti da verificare devono essere sempre quelli originali. Secondo i criteri di significatività 142, bisogna infine selezionare gli importi in riconciliazione ed andare a testare, mediante presa visione di opportuna documentazione di supporto, la correttezza o meno dell iscrizione dell importo in riconciliazione. Va tenuto presente che: per i pagamenti la data di contabilizzazione è quella della disposizione ordinata dalla società, a prescindere dalla data di esecuzione da parte della banca (così come previsto dal principio contabile nazionale analizzato nel capitolo 1); per gli incassi fa fede la data di contabilizzazione da parte della banca sull estratto conto. Non fa fede la data valuta, la data corretta è la data operazione. Unica eccezione a questo principio è rappresentata dalle operazioni con carte di credito, per le quali si considera l incasso e il pagamento al momento della transazione. Pertanto, se su un prospetto di riconciliazione si trovano operazioni registrate dalla banca e non dalla società, si è probabilmente di fronte ad un errore. Nella selezione degli importi da esaminare non è sufficiente basarsi esclusivamente sull importo e selezionare per le verifiche i più alti, ma anche su altre caratteristiche, quali anzianità della posta in riconciliazione. Nel caso di operazioni registrate dalla società e non dalla banca è necessario assicurarsi il recepimento della registrazione da parte della banca nell estratto conto del mese successivo. Le competenze bancarie sono una delle poste che si trovano frequentemente nei prospetti di riconciliazione, in quanto le società devono contabilizzarli a fine periodo, ma non è detto che le banche li registrino sull estratto conto del periodo. Se non vi sono disallineamenti tra il saldo riportato sull estratto conto e la contabilità generale, ci 142 Tale concetto verrà meglio spiegato nel capitolo successivo 52

54 si deve accertare che la banca le abbia registrate nell e/c, altrimenti si è di fronte ad un errore da parte della società. Figura Esempio di prospetto di riconciliazioni bancarie Importi in /000 Verifiche: importi in valore assoluto > 50% importi in riconciliazione Il delta è dovuto a: Saldo coge al 31 dicembre a) Accrediti non registrati dalla società - b) Accrediti non registrati dalla banca - c) Addebiti non registrati dalla società - d) Addebiti non registrati dalla banca 28 Saldo c/c banca X al 31 dicembre TM: Verificato l'importo più elevato presente in riconciliazione. Dettaglio importi in riconciliazione: Disposizione di pagamento verso fornitore A del 28 dicembre ç Disposizione di pagamento verso fornitore J del 30 dicembre ç Verificata disposizione di pagamento alla banca X della società del 28 dicembre 2010 per materiale acquistato Verificata registrazione su e/c bancario avventa il giorno 3 gennaio 2011 Fonte: elaborazione propria su dati inventati Figura Prospetto di riepilogo per le riconciliazioni bancarie A Srl - Riconciliazioni bancarie al 31 dicembre 2010 Importi in /000 Verificati importi in riconciliazione > 10 /000 Banca Numero c/c Saldo Coge al 31 dicembre 2010 E/C Banca al 31 dicembre 2010 Delta Note Banca A # - Banca B # -48 Banca C # 1 Banca D # -3 Banca E # -43 Banca E # - Totale Disp. Liquide - Depos. Bancari e C/C a a (93) T.M.: as BdV al 28 febbraio 2010 # as E/c bancario al 28 febbraio 2010 a footed PwC verificato PwC Fonte: elaborazione propria su dati inventati 53

55 Il cut-off delle banche L'obiettivo del cosiddetto test di cut-off finanziario è quello di verificare che i saldi bancari iscritti in bilancio tengano conto di tutti e soli i movimenti finanziari aventi competenza anteriore o corrispondente al giorno di chiusura dell'esercizio sociale. Come sopra sinteticamente espresso quindi, i saldi dei conti bancari devono tenere conto di tutti gli assegni emessi e dei bonifici disposti entro la data di chiusura dell'esercizio e degli incassi effettuati dalle banche od altre istituzioni creditizie ed accreditati nei conti prima della chiusura dell'esercizio, anche se le contabili bancarie sono pervenute nell'esercizio successivo. Al fine di verificare la presenza di errori di cut - off finanziario e la corretta applicazione della società del principio di competenza, si deve ottenere dalla società stessa copia degli estratti conto bancari / remote banking relativi al mese successivo a quello di chiusura. Da questi estratti conto vanno verificate le disposizioni di pagamento delle operazioni registrate durante i primi giorni del mese, di importo più elevato, ottenendo dalla Società la relativa documentazione di supporto (disposizioni di pagamento). A questo punto, per tutte le operazioni selezionate occorrerà verificare quando la società ha effettuato la registrazione e se è stato correttamente applicato il principio di competenza. Questa attività di controllo può essere svolta correttamente soltanto coordinandola con la verifica delle riconciliazioni (è con le riconciliazioni che si verifica il cut off relativo a operazioni registrate a cavallo d esercizio da una delle due controparti e non dall altra). 54

56 Figura Esempio di test di cut-off finanziario Test Cut Off finanziario Selezionati pagamenti > 10 /000 (per i primi 15 giorni di gennaio 2010) Importi in /000 Banca Importo Descrizione Data registrazione banca Data disposizione pagamento Data registrazione in Co.ge del Pagamento Competen za FY 2009 Competen za FY 2010 Errore Banca A 33 Assegni circolari 4-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca A 49 N. 3 disposizioni 4-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca B 47 N. 2 effetti ritirati 4-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca B 39 N. 1 bonifico 4-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca C 77 Bonifico 11-gen-10 5-gen-10 gen-10 X Banca C 30 Girofondo 10-gen-10 5-gen-10 gen-10 X Banca C 75 Riba 2-gen dic-09 gen-10 X 75 Banca C 60 Bonifico 9-gen-10 5-gen-10 gen-10 X Banca C 33 Riba 8-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca C 54 Riba 4-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca C 13 Riba 3-gen-10 2-gen-10 gen-10 X Banca C 38 Girofondo 3-gen dic-09 dic-09 X Fonte: elaborazione propria su dati inventati Totale La circolarizzazione delle banche Tale procedura consiste nell'inviare a tutte le banche presso cui la società ha acceso dei conti bancari a fine periodo (e quelle estinte durante l anno) una lettera standard al fine di ottenere informazioni, codificate già da tempo in un apposito modulo ABI. La risposta della banca deve essere analizzata ed indagata in ogni sua informazione e deve esserne verificata la corrispondenza in bilancio, sia per quanto indicato negli importi di conto corrente che per quanto riguarda eventuali fidi, garanzie, ecc.. Tutte queste informazioni vanno verificate con l e/c della banca. Per i fidi occorre visionare anche le lettere della banca in cui si autorizza la concessione del fido. Per i conti chiusi nel corso dell'esercizio, occorre verificare il dato con la lettera di chiusura del conto inviata alla banca e con l e/c di chiusura. Riguardo invece le garanzie prestate dalla banca per conto della società, le fideiussioni/lettere di patronage ecc. vanno verificate visionando la lettera originale della garanzia. Per gli effetti e documenti della società presso la banca per lo sconto, l'accredito s.b.f. o l'incasso (es. ri.ba.) la risposta banca (generalmente un saldo) va quadrata con le 55

57 distinte di presentazione, ovvero l elenco degli effetti che la società ha presentato per l incasso. L elenco nominativo dei titoli e loro valore va quadrato con gli e/c che la banca invia alla società. Le altre informazioni presenti sul modulo della banca vanno verificate con l opportuna documentazione a supporto La conta di cassa Si tratta di una procedura di revisione che consente di raggiungere un elevato livello di audit satisfaction, per quanto riguarda in particolare l'asserzione dell'esistenza 143. Se svolta nel giorno di chiusura dell'esercizio, permette di ottenere un riscontro diretto del saldo di bilancio. Se invece effettuata ad una data successiva, occorrerà effettuare il cosiddetto "roll-back". In sostanza, bisogna ottenere la ricostruzione di tutti i movimenti verificatisi dalla chiusura dell'esercizio fino alla data della conta e verificare alcuni di essi con la relativa documentazione di supporto (es. ricevute di prelievo autorizzate, contabili per i reintegri, ecc.). Nel caso in cui in cassa vi siano delle giacenze in valuta, queste devono formare oggetto di conta separata e deve essere effettuato un adeguato follow-up della valorizzazione delle stesse nel bilancio in euro, convertendole al tasso di cambio di chiusura periodo, esattamente come per i saldi bancari. 143 Per un analisi specifica sulle operazioni di bilancio si rimanda al capitolo seguente 56

58 Figura Esempio riepilogo conta cassa fatta nel giorno di chiusura A Spa Conta di cassa del 31 dicembre ,50 0,20 0,10 0,05 0,02 0,01 Assegni Quantità Valore A , , , , , , , , , , , , ,00 Totale 2.258,16 A T.M. A As scheda contabile al 31 dicembre 2010 Personale PwC Personale della società Nome Cognome Nome Cognome Firma Firma Fonte: elaborazione propria su dati inventati Successivamente va visionato il libro cassa (un registro in cui sono annotati tutti i movimenti di cassa) o documenti sostitutivi (archivio delle ricevute). Bisogna quindi procedere a selezionare da questi registri le movimentazioni più significative dalla data di conta a quella di chiusura di bilancio. 57

59 Figura Esempio roll-back A Spa Conta di cassa del 31 gennaio 2010 Quantità ,50 0,20 0,10 0,05 0,02 0,01 Assegni Valore A , , , , , , , , , , , , ,00 Totale 2.258,16 A T.M. A As scheda contabile al 31 gennaio 2010 Movimenti 31 dicembre gennaio 2010 Verifiche movimenti > 500 Entrate gennaio Uscite gennaio 342,10 567,88 982,01 111,76 909,98 B 1093,77 Totale C 2.441,95 Ok con scheda contabile 31 dicembre 2009 (A-B+C) TM: Verificati PwC 567,88 = reintegro del 12 gennaio Ok con e/c 2 gennaio ,01 = pagamento fattura del 13 gennaio Ok con fattura n. 2 verso fornitore X Fonte: elaborazione propria su dati inventati 2.4. La PwC audit guide: i test richiesti per le rimanenze di magazzino per ottenere conforto circa l applicazione dei principi richiesti dalla legge 144 Come visto all interno del capitolo 1, per verificare le giacenze presenti nel magazzino sono previste procedure di inventariazione fisica del materiale Fonte per l intero paragrafo: PricewaterhouseCoopers, PwC audit guide,,

60 La procedura dell inventario fisico permette di verificare l esistenza e la correttezza della quantità di merci/materie prime/prodotti ecc. presente nel magazzino contabile della società. Avendo per oggetto grandezze fisiche, il valore dei beni serve come base per la selezione, ma l obiettivo che si pone il test è inerente solo alle quantità. Il prezzo, o più in generale il valore dei beni, viene testato con altre procedure, che verranno esposte successivamente. Lo svolgimento della procedura prevede alcune fasi quali: Revisione delle procedure dell inventario del cliente; Programma di lavoro dell inventario; Tracing dell inventario; Cut off di magazzino Le procedure d inventario del cliente La prima attività che vede coinvolto il revisore è quella della revisione delle procedure d inventario fisico. Vi sono alcune cose da considerare per valutare l accuratezza della procedura ad esempio: Che sia conosciuta dai partecipanti; Che preveda l apposizione di cartellini o altri segni identificativi dei materiali nel magazzino; Che per tutti i prodotti che arrivano durante l inventario sia previsto uno stock separato, magari con apposizione di cartellini indicanti di non inventariare; Che le istruzioni prevedano sempre una conta di verifica delle differenze riscontrate. La valutazione delle istruzioni permetterà di fare più o meno affidamento sul comportamento della società e di conseguenza di selezionare un campione da verificare più o meno ampio. 145 OIC 13: Le rimanenze di magazzino 59

61 La società può svolgere sia l inventario in un unico periodo (per esempio a fine anno) oppure applicare una procedura di inventario ciclico, attraverso una conta a campione dei codici per assicurarsi della corretta giacenza a rotazione nel corso dell esercizio Il programma dell inventario Il personale della società di revisione, dopo aver ricevuto i tabulati di magazzino, selezionerà dei codici a campione da contare. L inventario fisico può essere sostanzialmente di due tipi: Procedurale; A copertura. Nel primo tipo di inventario l obiettivo è quello di capire, attraverso la verifica, se le procedure seguite dalla società sono corrette, avendo come evidenza un certo numero di prodotti contati. Questo tipo di inventario si effettua di solito presso clienti di grandi dimensioni. Nell inventario a copertura invece l obiettivo è quello di avere assicurazione che una percentuale significativa del valore di magazzino esista. In entrambi i casi, in genere, i codici selezionati dal tabulato 146 avranno come base di selezione il loro valore totale a magazzino. Insieme al personale del magazzino il revisore verifica che fisicamente le risultanze dei tabulati corrispondano alla merce presente in magazzino. La conta viene effettuata dalla società, il revisore provvede solo a supervisionare e verificare la correttezza della quantità contate. Durante la fase di conta bisogna tener presente che il magazzino deve essere chiuso, cioè che non vi siano movimenti di carico e scarico di merce perché questo potrebbe pregiudicare la giacenza contata. Il revisore deve inoltre prestare attenzione ad identificare le caratteristiche qualitative della merce che viene contata (es. per notare se vi sono segni di particolare obsolescenza, merce danneggiata o altro). 146 Il tabulato di magazzino non è altro che un elenco dettagliato dei materiali presenti nel magazzino della società, con indicazione del codice, della descrizione del prodotto, della quantità giacente, dell unità di misura e del valore 60

62 Va inoltre ottenuta documentazione di supporto relativamente ad eventuale merce in viaggio, merce in deposito e merce in conto vendita. Per merce in viaggio si intende la quantità di merce non ancora pervenuta presso la società ma di cui la società risulta già proprietaria (se il momento di passaggio di proprietà è la data di spedizione). Per merce in deposito si intendono invece i prodotti di terzi stoccati presso i magazzini della società (da non includere nella conta fisica) o prodotti della società immagazzinati presso magazzini esterni (da includere nella conta fisica e da verificare mediante procedura di circolarizzazione del depositario od eventualmente mediante inventario fisico presso quest'ultimo). Per merce in c/vendita si intendono infine le quantità fatturate ma non ancora spedite. Potrebbero costituire un errore di cut off. Tali prodotti devono essere tenuti ben separati dalla società. Analizzando la documentazione di supporto il revisore deve poter concludere sulla loro inclusione o meno nelle risultanze dell'inventario fisico a seconda che il trasferimento della proprietà si sia già verificato Il tracing Questo test si effettua in sede di final audit 147 sul bilancio alla data di chiusura. Lo svolgimento è piuttosto semplice: esso richiede l utilizzo del tabulato finale di magazzino della società in quadratura con il bilancio. Non appena ottenuto, il revisore deve verificare che le quantità contate in sede di inventario fisico siano state correttamente riportate dalla società Il bridging Nel caso in cui la data di inventario fisico non coincida con la data di chiusura del bilancio, sarà inoltre necessario, una volta effettuato il tracing, effettuare anche il bridging dell'inventario fisico; vale a dire, attraverso l'analisi documentale di ogni tipo di movimento (acquisti, vendite, carichi e scarichi a/da produzione, trasferimenti a/da depositi, ecc) intercorsi tra la data di inventario e la data di bilancio, essere in grado di concludere sulla correttezza della quantità alla data di bilancio. 147 Il final audit viene generalmente effettuato dopo un certo periodo dalla data di chiusura temporale della società, per permettere alla stessa di effettuare tutta la chiusura dei conti e preparare tutta la documentazione che sarà poi oggetto di analisi da parte del revisore esterno 61

63 Figura Esempio di bridging del magazzino A Spa Audit al Tracing di magazzino Valori in Criterio di selezione verifiche: Delta valorizzato > 10 /000 DATI INVENTARIO FISICO DI MAGAZZINO DATI BRIDGING ì Q.TA soc A Post invent Prodotto Cod Descriz UM Q.TA' PRE- INVENT. ( a ) ( b ) Q.TA PWC ( c ) Delta ( c - a) Delta ( c - b ) Quant al 31/3 ($) Delta ($-&) Verifica PwC Valore Unitario Prod finiti 2 a M Prod finiti 3 b KG Prod finiti 6 c KG (4) Delta valorizz Prod finiti 4 d M (7) - 29 (20) (21.700) Mat prima 8 e KG (4) Mat prima 22 r KG (1) ç (11.475) Mat prima 99 t M Mat prima 88 o KG (5) Delta valorizzato movimenti 25/03/2010 (giorno inventario fisico di magazzino) - 31/03/2010 (29.094) TM: ç Bolla n. 9 del per 10 mq; bolla n.10 del per 10 mq Verificato ordine di produzione controfirmato Ok con tabulati di magazzino ì Ok con tabulato pre inventariale (24 marzo 2010) è Ok con tabulato post inventariale (25 marzo 2010) ò Ok con conta fisica PwC 25 marzo Footed PwC à Ok con tabulato fine esercizio (31 marzo 2010) Fonte: elaborazione propria su dati inventati Il cut off Per effettuare il test di cut off di magazzino il revisore deve richiedere alla società copia delle prime e delle ultime bolle di entrata e di uscita del materiale (il loro numero può variare in funzione della significatività, generalmente è 5, che vuole dire un ammontare totale di 20 bolle). Ottenute le bolle, il revisore provvede a verificare il rispetto del principio della competenza, verificando che i carichi e gli scarichi di magazzino corrispondano con le date in cui la merce è o meno di proprietà della società. 62

64 Figura Test di cut off di magazzino sulle vendite A Spa Test sul cut-off di magazzino USCITA MERCI BOLLA D'USCITA Data reg. Numero Data Cliente Incoterm 148 Contab. generale Ultime di dicembre dic-05 s Spa Franco destino dic-05 a dic-05 e Spa Franco destino 31-dic-05 b dic-05 i Spa Franco fabbrica (EXW) dic dic-05 s Spa Franco a bordo (FOB) dic-05 c dic-05 o Spa Franco fabbrica (EXW) 1-gen-06 Prime di gennaio 1 1-gen-06 s Spa Franco a bordo (FOB) 1-gen gen-06 o Spa Franco a bordo (FOB) 1-gen gen-06 y Spa Franco destino 2-gen gen-06 t Spa Franco fabbrica (EXW) 3-gen gen-06 r Spa Franco a bordo (FOB) 3-gen-06 TM: Errore di cut off di magazzino a Arrivo a destinazione: 31 dic > ok, no errore di cut off b Arrivo a destinazione: 2 gen > errore di cut off c Inizio trasporto: 31 dic > ok, no errore di cut off Fonte: elaborazione propria su dati inventati 148 Con tale termine si indica il momento del passaggio della proprietà dei beni oggetto dello scambio, con il passaggio dei relativi rischi e benefici 149 Tale incoterm stabilisce che il passaggio della proprietà e dei connessi rischi e benefici avviene solamente quando la merce avrà raggiunto il luogo di destinazione, e cioè il magazzino del compratore 150 Tale incoterm stabilisce che il passaggio della proprietà e dei connessi rischi e benefici avviene immediatamente, all atto di uscita dallo stabilimento del venditore (data di emissione della bolla) 151 Tale incoterm stabilisce che il passaggio della proprietà e dei connessi rischi e benefici avviene nel momento in cui viene murata la nave con la quale la merce viene trasportata e parte dal molo 63

65 3. Le misure per la riduzione del rischio: gli strumenti utilizzati dal revisore nell analisi del cliente 3.1. L approccio di audit utilizzato dalla società di revisione PricewaterhouseCoopers L attività di auditing consiste nello svolgimento di una complessa procedura di analisi in classi di transazioni che ha per scopo la riduzione ad una soglia ragionevolmente accettabile del rischio che i documenti finanziari possano presentare dei dati non corretti (a seguito di errori materiali e/o frodi) i quali potrebbero fuorviare il giudizio di tutti quegli stakeholder aziendali che fanno affidamento su di essi per compiere delle scelte in campo economico e finanziario. La diffusione del modello di corporate governance 152 fondato sulla separazione tra la proprietà e la gestione dell impresa ha richiesto nel corso degli ultimi decenni una crescita imponente dell attenzione rivolta dal mercato e dagli organi di vigilanza alle problematiche concernenti la trasparenza, l affidabilità e la chiarezza dei prospetti e dei dati finanziari presentati dalle aziende (soprattutto da quelle quotate). Gli scandali finanziari che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno comportato l emanazione di regolamenti in ambito internazionale volti a promuovere una maggiore etica nel mondo degli affari ed un rispetto più ampio per gli investitori (come visto nel capitolo introduttivo della presente analisi). Questi scandali sono costati agli investitori diversi miliardi di dollari 153, perché hanno generato il crollo dei titoli azionari delle società interessate senza che il risparmiatore fosse stato adeguatamente informato dalle società di rating, dagli organi di vigilanza e dalle società di revisione (spesso colluse). I provvedimenti legislativi voluti da diversi Paesi, quali tra i primi gli USA, mirano ad intervenire, come visto nel primo capitolo, a chiudere alcuni buchi nell attività di controllo, al fine di migliorare la corporate governance e garantire la trasparenza delle scritture contabili e dei prospetti finanziari, agendo tuttavia anche dal lato penale, con l incremento della pena nei casi di falso in bilancio e simili (in Italia in 152 Per approfondire tali concetti, si veda il capitolo successivo 153 Si riporta tale valuta e non quella corrente del nostro Paese (Euro) in quanto i primi ed i principali scandali a livello finanziario sono avvenuti in USA 64

66 quegli anni il falso in bilancio veniva di fatto depenalizzato 154 ). Viene inoltre aumentata la responsabilità degli auditor all atto della revisione contabile. La maggiore attenzione rivolta alla trasparenza ed alla chiarezza ed affidabilità dei prospetti finanziari, unite al processo di globalizzazione economico-finanziaria, hanno obbligato le società di revisione ad adeguare la propria attività e le proprie metodologie in conformità (compliance) con i principi etici, gli standard, le leggi ed i regolamenti professionali riconosciuti a livello internazionale nel campo dell audit (ISAs International Standards on Auditing emanati dallo IAASB International Auditing and Assurance Standards Board). Il fulcro dell attività di audit secondo la metodologia PricewaterhouseCoopers è costituito dal cosiddetto audit comfort cycle al quale si accompagnano le procedure analitiche ed i test di dettaglio. Si tratta di un attività ciclica e dinamica che consente di pervenire ad un grado di conoscenza dell azienda e dei suoi business process (corroborato dall acquisizione delle evidenze e delle prove sostanziali necessarie) sufficientemente approfondito per ritenere di poter ragionevolmente (e in conformità con gli ISAs o ai principi contabili 155 ) affermare che i dati finanziari presentati dalla società sono attendibili ed esenti da errori materiali che ne potrebbero modificare i valori al punto da dar vita ad una rappresentazione economica, contabile e finanziaria dell azienda non corrispondente al vero e pertanto fuorviante. L obiettivo del revisore non è quello di verificare che tutti i valori indicati in bilancio siano corretti al centesimo, bensì di garantire che tali dati esprimano in modo attendibile e rappresentativo il risultato economico/finanziario conseguito dall impresa al termine del periodo di riferimento e che pertanto possano essere utilizzati come base affidabile per prendere decisioni che vedono coinvolta la società stessa (si tratti di decisioni di investimento, di finanziamento, piuttosto che misurazioni della performance aziendale o del management, oppure ancora computi di carattere fiscale e tributario ecc., così come già accennato al capitolo 1). L audit comfort cycle deriva il suo nome dal fatto che si tratta di un attività che si ripete ciclicamente (difatti nel corso del suo svolgimento si ritorna spesso sulle fasi precedenti le quali continuano ad aggiornarsi anche grazie alle informazioni acquisite negli step successivi mediante un processo adattivo che si realizza come un work in progress) e 154 Sito internet che riporta un articolo riguardante la modalità di revisione della principale firm del settore, PricewaterhouseCoopers Spa 155 Per un maggiore approfondimento di tale tematica, si rimanda al capitolo 1 di tale trattazione 65

67 che si pone l obiettivo iniziale di comprendere, valutare e validare il livello di comfort che è possibile ottenere dal sistema di controlli interno istituito dall impresa (laddove tale sistema esista). In relazione alla maggiore o minore affidabilità attribuita al sistema di controlli interno si decide se sia opportuno propendere per un attività di audit basata principalmente sulle procedure analitiche (poco onerose e poco affidabili), oppure sui test di dettaglio (i quali garantiscono un risultato molto più attendibile, ma richiedono un enorme dispendio di risorse e di tempo). Durante gli incontri iniziali (gli initial meetings) tra l engagement team e il management della società soggetta a revisione, si definisce lo scope dell analisi 156. In questo stadio hanno luogo le cosiddette preliminary analytical procedures (obbligatorie in base ai principi di revisione). La definizione dello scope è legata al tipo di azienda, al settore di appartenenza, agli obiettivi di audit, alla storia pregressa, al professional judgement e a numerosi altri fattori. In questa fase si realizzano delle indagini conoscitive che partono dalla comprensione della natura dell entity, del business aziendale e del settore di appartenenza. Si analizzano quindi gli obiettivi e le strategie aziendali ed i rispettivi rischi di business, le metodologie contabili adottate, le misurazioni e le review delle performance finanziarie ecc. allo scopo di pervenire ad una rappresentazione chiara della configurazione dell impresa e delle sue caratteristiche basilari. Le informazioni relative ai rischi di business risultano di particolare rilevanza soprattutto laddove si riscontrino delle connessioni con quelli di audit. Le prime attività di inquiry servono a verificare che all interno dell azienda sia stato istituito un sistema di controlli interno ed in caso affermativo se tale framework sia più o meno allineato alle esigenze di audit. Difatti, sovente capita che la società si sia dotata di un sistema di controlli interno efficiente ed efficace, ma in tutto o in parte inadeguato a coprire i rischi di audit. Ciò si verifica quando il management si è posto nella fase di pianificazione ed allestimento del sistema stesso degli obiettivi differenti rispetto a quelli di audit. Lo studio del sistema di controllo interno non può prescindere dall analisi dei suoi cinque componenti principali che costituiscono il cosiddetto Internal Control-Integrated Framework by COSO: Il Control Environment; L Information and Communication; Il Risk Assessment; Le Control Activities; Il Monitoring of Controls. 156 Delimitazione del campo d azione dell audit in modo da concentrare lo sforzo e le risorse sulle sole aree di effettivo interesse 66

68 Ognuno dei cinque componenti di controllo interno è importante per ogni obiettivo elevato livello di detta entità e le componenti sono applicati a tutti i livelli dell'organizzazione (ossia, al soggetto e / o processi aziendali a livello). Il quadro COSO indirizza operazioni aziendali dell'entità, la loro necessità di preparare bilanci affidabili, e la conformità alle leggi e ai regolamenti ai quali l'ente è soggetto. Con tale framework si ottiene una comprensione di come l'entità implementa i componenti di controlli interni, per aiutare il revisore a valutare il rischio e determinare l approccio di revisione. L obiettivo primario è la zona di informativa finanziaria, ma va anche considerato il rispetto di leggi e regolamenti, che hanno un significato finanziario di riferimento, al fine di rispondere meglio ai rischi identificati. Se si guarda a una qualsiasi delle categorie, ad esempio, per valutare l'affidabilità delle relazioni finanziarie dell'entità, tutte e cinque le componenti del controllo interno devono essere presenti e funzionano in modo efficace. Figura Il COSO Report Fonte: PricewaterhouseCoopers Spa Con il control environment ci si riferisce alle caratteristiche dell ambiente di controllo dell azienda nel suo complesso (adozione, diffusione e condivisione di principi etici, cultura della legalità ecc.). Questo ambiente di controllo si riferisce in particolare a: 67

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