Sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli: una panoramica internazionale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli: una panoramica internazionale"

Transcript

1 Sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli: una panoramica internazionale Casi-studio su: Canada, Cile, Germania, Israele, Italia, Olanda, Spagna e Stati Uniti STUDI MONITORAGGIO PREZZI S ISMEA

2 Realizzazione a cura di Ismea Responsabile della ricerca: Ezio Castiglione Responsabile scientifico: Raffaele Borriello Il lavoro è stato curato e coordinato da: Giacomo Branca e Patrizio Piozzi Redazione: Capitolo 1: Giacomo Branca, Professore incaricato di Economia dell Ambiente, Facoltà di Economia, Università della Tuscia, Viterbo. Canada: Richard McConnel, Economista, DYMAC Risk Management Solutions Ltd., Canada Cile: William Ellis Foster, Professore del Dipartimento di Economia Agraria della Facoltà di Ingegneria Agraria e Forestale della Pontificia Università Cattolica del Cile. Germania: Christoph Behr, ZMP Zentral Markt und Preisberichtstelle GmbH, Germania. Israele: Italia: Olanda: Spagna: Amir Heiman e Yacov Tsur, professori del Dipartimento di Economia Agraria della Facoltà di Scienze Agrarie, dell Alimentazione e della Qualità dell Ambiente dell Università di Gerusalemme. Patrizio Piozzi; il paragrafo sul Sistema Camerale è stato curato da Valentina Canali (Direttore della Borsa Merci di Roma) e da Francesco Giardina (Azienda Romana Mercati); hanno collaborato ai casi studio: Giovanna Miccolis (olio), Cosimo Montanaro (frumento), Patrizia Nocella (ortofrutta), Silvia Paolini (bovini), Alba Pietromarchi (prodotti ittici). Kees de Bont and Jan Bolhuis, LEI, Istituto per la Ricerca in Economia Agraria, Olanda. Alicia Mateos Ronco e Ricardo J. Server Izquierdo, CEGEA (Centro Universitario di Ricerche e specializzazione in economia agraria e gestione aziendale), professori del Dipartimento di Economia e Scienze Sociali dell Università Politecnica di Valencia, Spagna. Stati Uniti: Bruce Babcock, Direttore del CARD (Centre for Agricultural and Rural Development) e Professore presso il Dipartimento di Economia della Iowa State University, Usa. Impaginazione e grafica: Massimo Cerasi, Donatella Quaranta e Carlo Alberto Torlai La ricerca è stata eseguita con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. 2

3 Indice Presentazione dell indagine 7 1. L impianto dell indagine: aspetti metodologici ed elementi interpretativi La domanda di servizi informativi alle imprese e la rilevazione 9 dei prezzi agricoli 1.2 Gli obiettivi e la metodologia dell indagine La struttura dei casi-studio nazionali La descrizione del sistema di rilevazione nazionale La scelta delle filiere oggetto d indagine La struttura della disamina delle filiere selezionate Canada Il quadro generale del Sistema Agricolo canadese La produzione agricola Struttura e grado di concentrazione del mercato dei prodotti agricoli La Rete canadese per la raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli L utilizzo dei prezzi dei prodotti agricoli per le assicurazioni agricole I prodotti esaminati Il colza I bovini da carne Le patate Il miele Considerazioni conclusive Cile La raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli in Cile La struttura generale della raccolta dei prezzi agricoli La selezione dei prodotti agricoli da esaminare La metodologia di raccolta dei prezzi dell Odepa I prodotti selezionati La frutta: uva da tavola e mele Il latte e l industria casearia I bovini da carne Il frumento Punti di forza e di debolezza del sistema di raccolta dei prezzi agricoli in Cile Germania La raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli in Germania La struttura generale della raccolta dei prezzi agricoli 95 e le organizzazioni deputate alla rilevazione 3

4 4.1.2 Le politiche governative I prodotti esaminati Gli ortaggi freschi La frutta fresca I cerali I suini Considerazioni conclusive Israele Le strutture deputate alla raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli Descrizione generale dei sistemi di raccolta dei dati I prodotti esaminati Gli ortaggi freschi La frutta fresca I fiori I prodotti ittici Il latte bovino Considerazioni conclusive Italia La Rete di Rilevazione Ismea Le finalità della rilevazione dei prezzi all origine Organizzazione e struttura della rilevazione Gli strumenti utilizzati per l attività di rilevazione dei prezzi La gestione dei dati L indice dei prezzi all origine Le modalità di diffusione dei dati Il Sistema Camerale La pubblicazione del listino dei prezzi all ingrosso Le borse merci I prodotti esaminati Il frumento duro L olio d oliva I bovini da carne L ortofrutta: mele e ortaggi a frutto I prodotti ittici Considerazioni conclusive Olanda Le attività del LEI Le statistiche sui prezzi La raccolta dei dati Le strutture responsabili della raccolta e dell elaborazione dei prezzi La struttura e l organizzazine delle indagini 222 4

5 7.2.2 La gestione dei dati Modalità di diffusione I prodotti esaminati I pomodori I fiori Il latte bovino I suini Le uova Considerazioni conclusive Spagna Le strutture deputate alla raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli I dati raccolti e diffusi dal MAPA Statistiche dei prezzi all origine e al consumo dei prodotti 245 agro-alimentari L Osservatorio dei prezzi dei prodotti agroalimentari L impresa nazionale Mercasa I dati sui prezzi raccolti e divulgati dal MITC: 250 la rete d informazione sui mercati L indice di tendenza dei margini commerciali dei prodotti 251 agroalimentari per il consumo fresco I dati sui prezzi diffusi dalle amministrazioni delle Comunità Autonome Rilevanza della rilevazione dei prezzi per le assicurazioni agricole I prodotti esaminati Le arance I mandarini I pomodori Le pesche L olio d oliva Stati Uniti Le strutture deputate alla raccolta dei prezzi dei prodotti agricoli Risorse utilizzate per la raccolta dei dati Legami tra l attività di raccolta dei prezzi e le assicurazioni agricole I prodotti esaminati Il mais Le mele I bovini da carne Le arance Le patate Punti di forza e di debolezza del sistema Usa di raccolta 322 e diffusione dei prezzi agricoli Riferimenti bibliografici 325 5

6 6

7 Presentazione dell indagine L a presente indagine è stata realizzata con l obiettivo di offrire una panoramica internazionale dei sistemi di rilevazione dei prezzi dei prodotti agricoli nelle prime fasi di scambio. L obiettivo di delineare un quadro conoscitivo dei servizi informativi nel mercato agricolo su scala internazionale nasce dall accresciuta sensibilità nei confronti dei sistemi di raccolta e diffusione dei dati, considerati elementi cardine per garantire la trasparenza dei mercati insieme all introduzione e diffusione di strumenti innovativi (creditizi, assicurativi, finanziari) a supporto delle imprese. Tali strumenti in particolare quelli per la gestione del rischio d impresa vanno assumendo un ruolo determinante per le imprese agro-alimentari europee che si trovano ad operare in mercati sempre più concorrenziali sia per il continuo processo di globalizzazione dei mercati che per la riduzione complessiva del sostegno garantito dalle attuali politiche agricole dell UE. In questo scenario diventa fondamentale garantire un elevato grado di rappresentatività ai sistemi di monitoraggio dei mercati agricoli e assicurare quanto più possibile la trasparenza dei prezzi dei prodotti agro-alimentari lungo l intera filiera. In particolare, si possono identificare tre aspetti che impongono una crescente attenzione all affidabilità e all oggettività delle metodologie di rilevazione nonché al grado di comunicazione e diffusione dei dati rilevati: occorre tutelare contemporaneamente l interesse dei consumatori e quello dei produttori, in un ottica di trasparenza del mercato ; lo sviluppo di nuovi strumenti a disposizione del settore agro-alimentare, siano essi finanziari, assicurativi o creditizi, rende indispensabile l individuazione del valore delle produzioni agricole nelle prime fasi di scambio; la valutazione dell opportunità di un intervento delle istituzioni nei casi in cui il reddito aziendale venga compromesso a causa di fenomeni indipendenti dalle scelte imprenditoriali, richiede un attento e puntuale monitoraggio delle dinamiche commerciali, proprio nelle fasi di scambio più prossime alla produzione. L Ismea ha dunque ritenuto opportuno realizzare un indagine per descrivere i sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli esistenti in altri paesi, analizzandone le principali peculiarità e confrontandoli con la struttura di rilevazione esistente in Italia. A tal fine è stato costituito un gruppo di lavoro coordinato da Giacomo Branca (Università della Tuscia, Viterbo) e Patrizio Piozzi (Ismea) e composto dai seguenti esperti a livello internazionale: per il Canada, Richard McConnel, Dymac Risk Management Solutions; per il Cile, William Foster, del Dipartimento di Economia Agraria della Facoltà di Ingegneria Agraria e Forestale della Pontificia Università Cattolica del Cile; per la Germania, Christoph Behr del Zentrale Markt 7

8 8 und Preisberichtstelle GmbH (ZMP); per Israele, Amir Heiman, e Yacov Tsur del Dipartimento di Economia Agraria della Facoltà di Scienze Agrarie, dell Alimentazione e della Qualità dell Ambiente dell Università di Gerusalemme; per l Olanda, Kees de Bont e Jan Bolhuis, del Landbouw-Economisch Instituut (LEI); per la Spagna, Alicia Mateos Ronco e Ricardo J. Server Izquierdo, CEGEA (Centro Universitario di Ricerche e specializzazione in economia agraria e gestione aziendale), del Dipartimento di Economia e Scienze Sociali dell Università Politecnica di Valencia; per gli Stati Uniti d America, Bruce Babcock, del Dipartimento di Economia della Iowa State University e Direttore del CARD (Centre for Agricultural and Rural Development). Per ciascun paese oggetto d indagine, è stato ricostruito il quadro nazionale dei sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli arricchito da specifiche informazioni sulla struttura della raccolta, elaborazione e diffusione dei dati per alcune filiere rappresentative dell agricoltura nazionale. In particolare, ogni capitolo consiste di una prima parte a carattere prevalentemente descrittivo, in cui sono presentate le caratteristiche generali dei sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli e di una seconda parte, di stampo più analitico, in cui si illustrano le peculiarità della raccolta dei dati e della classificazione merceologica adottata per alcuni casi-studio esemplificativi del panorama produttivo nazionale.

9 1. L impianto dell indagine: aspetti metodologici ed elementi interpretativi 1.1 La domanda di servizi informativi alle imprese e la rilevazione dei prezzi agricoli N egli ultimi anni è andato crescendo l interesse degli imprenditori e dell operatore pubblico verso i servizi alle imprese agricole, in risposta alla maggiore competitività del sistema di produzione-distribuzione-consumo e alla crescente complementarietà tra beni e servizi necessaria per accedere a mercati sempre più globalizzati. I servizi alle imprese agricole sono diventati così elementi di rilevanza strategica per conseguire un vantaggio competitivo in modo comparabile al ruolo svolto dal cambiamento tecnologico. In particolare, i servizi di informazione sui mercati oltre a quelli finanziari e assicurativi si configurano sempre più come strumenti privilegiati di gestione delle possibili strategie di mercato e delle diverse tipologie di rischio connesse ai rapidi e molteplici cambiamenti che l impresa si trova ad affrontare. In questo quadro, emerge l esigenza di rendere quanto più possibile trasparenti i processi evolutivi che i prezzi dei prodotti agro-alimentari subiscono lungo la filiera nelle varie fasi di commercializzazione e di assicurare una maggiore informazione non solo al produttore, ma anche agli altri operatori lungo la filiera, fino al consumatore finale, anch egli sempre più esigente in materia di informazioni di mercato. La disponibilità di dati aggiornati e dettagliati riduce l asimmetria informativa tra i produttori agricoli e gli altri operatori commerciali nelle fasi a valle della filiera (creando così le condizioni per una maggiore concorrenzialità), migliora le condizioni in cui si svolgono le transazioni commerciali e garantisce che i prezzi a cui avvengono le transazioni riflettano le reali condizioni di mercato senza distorsioni. In particolare, i produttori chiedono di avere prontamente disponibili sia i dati sulle quotazioni di mercato del prodotto (prezzi minimi e massimi, media delle quotazioni rilevate, numero di quotazioni rilevate e variazione mensile e tendenziale) che sulla loro variabilità, al fine di poter calcolare gli effetti sui ricavi e sulla dinamica dei redditi. I dati sui prezzi e sugli altri fattori propri delle transazioni commerciali costituiscono anche la base per elaborazioni di mercato, per la quantificazione dei margini commerciali, per la stima dei redditi agricoli e per analisi previsionali sull andamento dei prezzi. Infatti, la possibilità di confrontare i diversi prezzi che si registrano ai diversi livelli di mercato fornisce informazioni preziose sui margini percepiti dalle figure commerciali che operano nelle varie filiere e sulle eventuali rendite di posizione o situazioni di scarsa concorrenza (monopoli, oligopoli, monopsoni, oligopsoni). Dal momento che spesso gli acquirenti di prodotti agricoli (operatori a valle della filiera) sono in numero di gran lunga inferiore ai venditori (produttori), 9

10 10 essi detengono un vantaggio intrinseco nella contrattazione dei prezzi e sono generalmente in possesso di una maggiore conoscenza delle condizioni di mercato. A tal riguardo, risulta appropriato avanzare delle considerazioni sull opportunità di garantire l istituzionalità all attività di raccolta ed elaborazione dei dati sui prezzi in agricoltura. Infatti, nel momento in cui la diffusione quotidiana di informazioni aggiornate sulle condizioni di mercato dei principali prodotti agricoli, sul livello dei prezzi e sul loro andamento nelle diverse fasi della filiera ristabilisce le reali condizioni di concorrenzialità e aumenta il grado di competitività dei mercati, l attività dei sistemi di rilevazione dei prezzi si configura come un servizio pubblico a beneficio di produttori e consumatori. Tale connotazione si rafforza, inoltre, quando i prezzi rilevati rappresentano la base per la stipula delle polizze agevolate nel settore agricolo, per il calcolo degli indennizzi in caso di danno o calamità naturale e sono utilizzati nell analisi finanziaria in relazione alla concessione dei crediti alle aziende agricole. Tuttavia, in molti paesi, come peraltro testimoniato dalla presente indagine, l accesso ai dati viene garantito solo dietro corresponsione di denaro e la diffusione delle informazioni viene considerato un servizio privato a pagamento. Le finalità dell attività di raccolta, elaborazione e diffusione dei prezzi, richiamate poc anzi, rappresentano, per le strutture deputate, un ulteriore stimolo ad ottimizzare il grado di trasparenza, robustezza e riservatezza dell informazione disponibile, l affidabilità e l oggettività delle metodologie di rilevazione nonché il livello di comunicazione e diffusione dei dati sui prezzi. In particolare, i sistemi di rilevazione devono essere organizzati in modo che sia possibile elaborare in breve tempo e in maniera sistematica una notevole mole di dati, gestire in maniera efficiente banche dati di ampie dimensioni, garantire una facilità di accesso alle stesse, e aggiornare tempestivamente le procedure di rilevazione seguendo i cambiamenti che si registrano sui mercati, in modo da assicurare che i prezzi rilevati siano effettivamente rappresentativi delle reali condizioni di offerta e domanda. Eventuali carenze in questi aspetti possono costituire altrettanti punti di debolezza del sistema di rilevazione che ne riducono potenzialmente l efficacia complessiva. Tale pressione si traduce in una spinta per le strutture impegnate nella rilevazione affinché aumentino l efficienza (in relazione alle risorse investite) e l efficacia (in relazione agli obiettivi conseguiti) delle procedure di raccolta, elaborazione e divulgazione delle informazioni organizzate e dei risultati delle analisi svolte. L entità e la professionalità delle risorse umane attive nella rilevazione, le sinergie tra strutture centrali e periferiche di rilevazione, il numero di prodotti per i quali si effettua la raccolta dei dati e la tipologia di informazioni registrate, il numero dei punti di rilevazione e la loro distribuzione (geografica o in relazione alle strutture di produzione e commercializzazione o in funzione del potere di mercato degli operatori), insieme alla facilità e rapidità con cui i produttori accedono alle informazioni e al grado di innovazione tecnologica adottato nei sistemi di diffusione dei dati: tutti questi fattori costituiscono degli importanti indicatori di efficienza delle strutture di rilevazione.

11 1.2 Gli obiettivi e la metodologia dell indagine Nell ambito dello scenario descritto, si è ritenuto interessante realizzare un indagine conoscitiva sui sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli operanti in altri paesi, al fine di poter effettuare un analisi comparativa con la rete di rilevazione esistente in Italia. La ricerca è stata svolta commissionando una serie di studi sui sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli in alcuni paesi del mondo: Canada, Cile, Germania, Israele, Olanda, Spagna, Stati Uniti. La scelta dei sette paesi, a cui si è ovviamente aggiunta l Italia, che costituiscono l oggetto dei casi-studio contenuti nei capitoli che seguono, è stata operata in modo da consentire il confronto tra realtà piuttosto differenziate sotto diversi punti di vista: dalla struttura dei settori agricoli nazionali e delle produzioni realizzate, al livello di organizzazione dei mercati e al grado di apertura internazionale degli stessi, dal grado di evoluzione dei sistemi di raccolta e diffusione dei prezzi agricoli, all entità delle risorse investite nella rilevazione stessa, nonché agli orientamenti prevalenti nel campo delle politiche agricole nazionali. Nei capitoli che seguono si riportano, dunque, i casi-studio nazionali che mostrano una realtà molto variegata di sistemi di rilevazione, più o meno efficienti nell ottimizzazione delle risorse e diversamente efficaci nel conseguimento degli obiettivi stabiliti. I capitoli dei casi-studio sono strutturati in maniera tra loro simile in modo da facilitare tale confronto; ognuno di essi consiste di due parti distinte ma logicamente collegate: la prima, di carattere prevalentemente descrittivo, in cui vengono presentate le caratteristiche generali dei sistemi di rilevazione dei prezzi agricoli a livello nazionale o sub-nazionale; la seconda, di stampo più analitico, in cui si offre un esame approfondito della struttura della raccolta, elaborazione e diffusione dei prezzi per alcune filiere rappresentative dell agricoltura e zootecnia nazionale ed esemplificative dei sistemi di rilevazione stessi. Nel paragrafo seguente si descrive la struttura comune ai casi-studio nazionali, mentre nei capitoli 2-9 si riportano i singoli casi-studio: Canada, Cile, Germania, Israele, Italia, Olanda, Spagna, Stati Uniti. 1.3 La struttura dei casi-studio nazionali La descrizione del sistema di rilevazione nazionale La prima parte di ciascun caso-studio nazionale consiste dunque in una descrizione del sistema di censimento dei prezzi agricoli e zootecnici in ogni paese, e ha essenzialmente l obiettivo di fornire una panoramica: a) dei programmi di rilevazione realizzati e delle attività svolte nell ambito di questi programmi; b) dei settori i cui prezzi sono oggetto di rilevazione e della relativa copertura geografica del sistema di rilevazione stesso; c) delle strutture coinvolte e delle risorse impegnate nella rilevazione; d) degli 11

12 aspetti legati alla gestione ed elaborazione dei dati e alla diffusione dei risultati. L obiettivo della parte descrittiva è quello di offrire al lettore un inquadramento del sistema di rilevazione dei prezzi alla produzione nell ambito del settore agricolo del paese in questione, esaminando il ruolo svolto dalle varie strutture deputate alla rilevazione e divulgazione (anche con riferimenti di tipo storico e normativo), evidenziando le problematiche relative all attività di raccolta e il livello oggettivo di affidabilità dei dati rilevati, oltre al grado di utilizzazione, da parte degli operatori, delle informazioni elaborate. A tal riguardo, un attenzione particolare viene posta sugli aspetti della rilevazione dei prezzi che interessano il mercato delle assicurazioni per il settore agricolo e, più in generale, i servizi informativi per le imprese La scelta delle filiere oggetto d indagine La seconda parte di ciascun caso-studio nazionale è invece rappresentata da un analisi approfondita del sistema di rilevazione per alcuni prodotti selezionati come casi esemplificativi e rappresentativi dell intera rete nazionale. La scelta dei prodotti oggetto dell indagine è ricaduta sulle produzioni che oltre ad essere rappresentative dell agricoltura di ciascun paese (in termini strutturali ed economici 1 ), hanno anche una rilevanza significativa per quanto concerne la rilevazione dei prezzi: in altre parole, si è fatto in modo che le filiere scelte nell ambito dell analisi (4-5 per ciascun paese) offrano una panoramica quanto più ampia possibile dei diversi sistemi e programmi di rilevazione esistenti a livello nazionale e locale. Più precisamente, le filiere oggetto di indagine sono state scelte in base ai seguenti criteri: a) grado di organizzazione della filiera - si è distinto tra filiere ben organizzate e con un alto livello di concentrazione ad uno o più livelli di mercato e filiere scarsamente coordinate, con un elevata frammentazione delle fasi di distribuzione, un alto numero di operatori sul mercato e un basso grado di concentrazione. In alcuni casi è stato necessario distinguere tra filiera del prodotto per il consumo fresco e filiera del prodotto per l industria di trasformazione. Altro fattore che si è tenuto in considerazione è l importanza strategica delle produzioni sul piano internazionale e degli scambi sui mercati mondiali. Infine, sono stati presi in considerazione anche prodotti la cui organizzazione del mercato è gestita in maniera centralizzata da strutture nazionali sotto il controllo del governo (prezzi minimi garantiti e quote fisiche di produzione); b) distribuzione geografica della produzione - sono stati presi in esame settori caratterizzati da un elevata dispersione geografica della produzione su tutto (o quasi) il territorio nazionale e altri la cui produzione è invece concentrata in alcune aree specifiche, con riflessi sull organizzazione dei mercati (le filiere sono differenziate su scala sub-nazionale e assumono le caratteristiche di veri e propri mercati locali); c) caratteristiche strutturali della filiera - si è avuto cura di scegliere sia filiere lunghe, caratterizzate da numerosi operatori e intermediari di mercato, in cui il prodotto è soggetto a numerosi passaggi con relativo aumento dei margini di mer- 12

13 cato, sia filiere corte in cui invece il prodotto raggiunge con pochi passaggi i consumatori finali. Inoltre, i settori sono stati scelti in modo da essere differenziati in base al diverso rapporto numerico tra produttori e operatori delle fasi a valle della filiera (immagazzinamento e trasporto, trasformazione e confezionamento, distribuzione e vendita) con conseguenze sui rapporti di potere tra gli operatori stessi ed effetti sui margini di mercato; d) aspetti merceologici del prodotto - i prodotti oggetto d indagine sono stati selezionati in base al grado di omogeneità e standardizzazione del prodotto, alle caratteristiche qualitative e altri requisiti richiesti dal consumatore, alla struttura del calendario dell offerta, alle caratteristiche di conservabilità e trasportabilità delle merci; e) meccanismi di formazione dei prezzi - si è avuto cura di scegliere prodotti il cui prezzo si forma essenzialmente sui mercati all ingrosso (sia attraverso le aste che tramite contrattazione libera) e altri le cui quotazioni sono fissate in una fase della filiera (dalle associazioni dei produttori o dall industria di trasformazione o, ancora, dagli operatori delle grandi catene della distribuzione organizzata). Inoltre, si è tenuto conto anche di eventuali differenziazioni su scala geografica (nel caso di transazioni che avvengono in una parte del paese ma che influenzano, in qualche modo, quelle che avvengono su tutti gli altri mercati nazionali) e dei loro riflessi sui meccanismi di formazione dei prezzi La struttura dell indagine per ciascuna filiera Per ciascuna delle filiere selezionate vengono descritti tutti gli aspetti che possono influenzare i prezzi alla produzione: le strutture di mercato e gli aspetti organizzativi della filiera; gli operatori coinvolti e i ruoli svolti; i meccanismi di formazione del prezzo a vari livelli della filiera con un enfasi particolare sulle prime fasi delle transazioni (prezzi alla produzione o franco azienda agricola); le modalità di rilevazione dei prezzi stessi (evidenziando le motivazioni alla base della scelta di registrare uno specifico prezzo, in una determinata fase del mercato e con appropriate modalità che garantiscano l oggettività della rilevazione). Nella descrizione della struttura di mercato ci si sofferma innanzitutto sulle caratteristiche principali del prodotto: distribuzione geografica della produzione, elementi strutturali della domanda e dell offerta, destinazione d uso del prodotto, consumatori intermedi e finali, problematiche legate al mercato internazionale (importazioni ed esportazioni), struttura del calendario dell offerta e della commercializzazione, aspetti legati alla conservazione e trasformazione agroalimentare, grado di integrazione verticale e/o orizzontale della filiera. Successivamente si prendono in esame altri aspetti che hanno effetti sui livelli dei prezzi, quali la classificazione merceologica (standard tecnici e commerciali, qualità delle produzioni agricole, classificazione ai fini delle transazioni elettroniche) e la struttura stessa dei mercati (struttura della filiera e dei canali di mercato, 13

14 ricostruzione del percorso del prodotto lungo le varie fasi della filiera, identificazione del numero di passaggi delle figure coinvolte, importanza delle fasi dell ingrosso e del dettaglio nella commercializzazione dei prodotti, grado di competitività, rapporti con il mercato mondiale e peso delle transazioni internazionali, peso dell industria agroalimentare). La conoscenza del quadro strutturale della filiera è propedeutico alla comprensione dei meccanismi di formazione del prezzo che sono descritti successivamente. Infatti, per ciascuna filiera si descrivono i luoghi in cui avvengono le transazioni commerciali e le modalità con cui esse si svolgono; le tipologie di prezzo che si formano ai vari livelli della filiera e che sono oggetto di rilevazione (ad esempio prezzi all ingrosso, prezzo d asta, prezzo fob, prezzo franco azienda agricola o franco magazzino di raccolta o centro di raccolta del bestiame, prezzi futures); i contratti eventualmente in essere tra produttori e operatori lungo le fasi a valle della filiera intermediari, trasportatori, grossisti, grande distribuzione e piccolo dettaglio, industria di trasformazione e l eventuale ruolo dei mercati a termine rispetto ai mercati a pronti. L indagine per filiera prosegue quindi descrivendo le strutture (pubbliche o private) responsabili della rilevazione dei prezzi alla produzione (raccolta, elaborazione e diffusione dei risultati), la loro collocazione geografica e rispetto ai mercati (locali, centrali, periferiche), le risorse impegnate, i punti di rilevazione (azienda agricola, centri di raccolta e smistamento, mercati fisici all ingrosso, aste e altre strutture di vendita all ingrosso, punti vendita della grande distribuzione, esercizi del piccolo dettaglio, negozi specializzati, mercati rionali, mercati a pronti e mercati a termine), il tipo di prezzo rilevato (alla produzione, all ingrosso o al dettaglio); numero di varietà per cui si rileva il prezzo; aspetti legati alla qualità e agli standard di prodotto; altri dati eventualmente rilevati oltre al prezzo, la scelta dei punti di rilevazione (geografica, in base al peso degli scambi commerciali o sulla base di altri elementi legati alle dinamiche di domanda e offerta), e gli organi deputati alla supervisione del processo di formazione dei prezzi nonché il loro ruolo. Infine, l indagine si focalizza sugli aspetti più propriamente tecnici della struttura e dell organizzazione della rilevazione dei prezzi alla produzione (strumenti di comunicazione utilizzati, software impiegati, metodologia adottata, modalità di campionamento statistico, organizzazione e frequenza della rilevazione), della gestione dei dati (immagazzinamento e creazione dei database, ponderazione, verifica e validazione delle informazioni), dell analisi e diffusione degli stessi (elaborazioni statistiche effettuate, stesura dei rapporti analitici e di mercato, diffusione dei dati e dei rapporti di mercato, accessibilità da parte degli operatori, uso delle reti di comunicazione). Nel Box 1.1 si riporta uno schema sintetico della struttura della disamina dei prodotti selezionati come casi-studio nazionali. 1 Ad esempio il paniere dei prodotti oggetto di monitoraggio è stato scelto sulla base della rappresentatività in termini di superfici investite e di produzioni realizzate. 14

15 Box La struttura dell indagine per ciascuna filiera presa in esame Struttura del mercato e caratteristiche del prodotto Classificazione merceologica e struttura dei mercati Meccanismi di formazione del prezzo Strutture responsabili della rilevazione dei prezzi alla produzione Aspetti tecnici della struttura e dell organizzazione della rilevazione dei prezzi alla produzione distribuzione geografica della produzione; elementi strutturali della domanda e dell offerta; destinazione d uso del prodotto, consumatori intermedi e finali; problematiche legate al mercato internazionale; struttura del calendario dell offerta e della commercializzazione; aspetti legati alla conservazione e trasformazione agroalimentare; grado di integrazione verticale e/o orizzontale della filiera. standard tecnici e commerciali, standard di qualità; classificazione ai fini delle transazioni elettroniche; struttura della filiera e dei canali di mercato, ricostruzione del percorso del prodotto lungo le varie fasi della filiera; identificazione del numero di passaggi delle figure coinvolte; importanza delle fasi dell ingrosso e del dettaglio nella commercializzazione dei prodotti; grado di competitività; rapporti con il mercato mondiale e peso delle transazioni internazionali; peso dell industria agroalimentare. luoghi e modalità di svolgimento delle transazioni commerciali; tipologie di prezzo oggetto di rilevazione ai vari livelli della filiera; contratti tra produttori e operatori delle fasi a valle della filiera; mercati a termine. tipologia di strutture; collocazione geografica e rispetto ai mercati (locali, centrali, periferiche); risorse impegnate; punti di rilevazione; prezzi (e altri dati) rilevati; scelta dei punti di rilevazione; organi deputati alla supervisione del processo di formazione dei prezzi e il loro ruolo. strumenti di comunicazione e software utilizzati; metodologia adottata nella raccolta: modalità di campionamento statistico, organizzazione e frequenza della rilevazione; immagazzinamento e gestione dei dati; analisi ed elaborazioni; accesso e diffusione di dati ed elaborazioni. 15

16

17 2. Canada 2.1. Il quadro generale del Sistema Agricolo Canadese La produzione agricola I l Canada, una federazione di province di vaste dimensioni, con una densità di popolazione piuttosto bassa, è un paese con una naturale vocazione all esportazione e con una propensione verso i mercati statunitensi. La densità di popolazione e la produzione agricola (diversità di colture e quantità di prodotti realizzati) variano da un luogo all altro del paese e questo fatto incide sul livello di consumo interno o/e di esportazione della produzione agricola nazionale. Il clima del Canada è altamente instabile ed eterogeneo, per questo i rischi Fig Distribuzione % della superficie agricola e del numero di aziende agricole nelle province canadesi (2001) 0,4% 3,8% 8,2% 31,2% 21,7% 38,9% 20,5% 11,3% 8,9% 8,1% 24,2% 5,1% 13,0% 0,7% 0,1% 0,3% 0,6% 0,6% 1,2% 1,6% % di superfici coltivabili canadesi % di fattorie canadesi 17

18 naturali cui è esposta la produzione agricola sono molto elevati. Nel 2001 si contavano 167 milioni di acri 1 di superficie coltivabile sull intero territorio canadese, l 81% dei quali ubicati nelle zone occidentali, o Grande Prairie, nelle province dell Alberta (31,2%), Saskatchewan (38,9%) e Manitoba (11,3%). Le aree appartenenti alle province British Columbia (3,8%), Ontario (8,1%) e Quebec (5,1%) comprendono il 17% della superfice coltivabile del paese, le province atlantiche, invece, (Nova Scotia, New Brunswick, Prince Edward Island e Newfoundland) partecipano con il restante 2%. La Figura 2.1 indica la distribuzione delle superfici coltivabili e del numero di aziende agricole per provincia (% rispetto ai relativi totali dell intero paese); in particolare, si evidenzia che la provincia dell Ontario ha un numero relativamente alto di agricoltori (24,2 %) rispetto alla superficie coltivabile (8,1 %) e che le dimensioni delle aziende agricole variano notevolmente da un punto all altro del paese. La tabella 2.1 riporta il numero e le dimensioni delle aziende agricole sul territorio canadese (il numero di operatori agricoli supera il numero di aziende per via dell esistenza di società di persone e di accordi di proprietà comune). Tabella Numero e dimensione delle aziende agricole per provincia (2001) Superfici Aziende Dimensioni medie Operatori Occupazione coltivabili agricole delle aziende agricoli agricola (migliaia di acri) (numero) agricole (in acri) (numero) (numero occupati) Canada Newfoundland Prince Edward Island Nova Scotia New Brunswick Quebec Ontario Manitoba Saskatchewan Alberta British Columbia Fonte: Statistic Canada. 18 Di 167 milioni di acri di superficie coltivabile, 90 milioni sono coltivati, 12 milioni sono tenuti a maggese (non seminati ma lavorati al fine di controllare la crescita delle erbe infestanti con la tecnica della falsa semina), 12 milioni destinati a pascoli coltivati (terreno seminato a pascolo) e la restante parte utilizzata a pascolo naturale, bosco, terreni marginali e piccole proprietà a conduzione familiare. Le dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti, in questi ultimi anni, sono in aumento e ciò indica una continua tendenza alla fusione ed

19 unificazione delle aziende agricole e ad una riduzione del numero degli operatori agricoli in attività. Le aziende sono classificate in unità di dimensioni piccolo-medie e di grandi dimensioni. Il grafico 2.1 evidenzia come le attività su larga scala (che hanno ricavi superiori a dollari 2 ) rappresentino la maggioranza (80%) della produzione agricola. Grafico Distribuzione delle aziende agricole canadesi per entrate lorde (2001) Piccole e medie 45% Ricavi da $ a $ % delle aziende 12% delle entrate lorde A tempo libero 22% Ricavi < $ % delle aziende 1% delle entrate lorde Grandi 33% Ricavi per $ e oltre 33% delle aziende 88% delle entrate lorde Fonte: Statistics Canada. Il Canada produce una varietà di prodotti agricoli e zootecnici diversi, con notevoli differenziazioni da una parte all altra del paese. Il grafico 2.2 mostra, tuttavia che, nel 2004, le carni rosse, i cereali ed i semi oleosi rappresentavano oltre la metà delle entrate dei mercati agricoli. L importanza dei vari settori colturali e zootecnici differisce in base alle zone del paese ed il grafico 2.3 fornisce un indicazione di tale variabilità. Le carni rosse, i cereali e i semi oleosi rappresentano oltre l 80% delle entrate di mercato nella regione della Prairie, in cui è ubicata gran parte della superficie coltivabile del paese. Il sistema agro-alimentare canadese ha prodotto l 8,2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) nel L importanza di questo per l economia delle singole province varia significativamente a seconda delle zone del paese. Nel grafico 2.4 emerge come l importanza del settore agricolo nelle province Prince Edward Island, Saskatchewan e Manitoba superi quella registrata mediamente nell intero paese canadese. Le province dell Ontario e del Quebec contano il maggior numero di occupati nel settore agricolo e agro-alimentare, in funzione della densità demografica. 19

20 Grafico Ricavi dei mercati agricoli per prodotto (2004, totale miliardi di dollari canadesi) Frutta e Vegetali 6,8% Carni Rosse 29,7% Pollame e Uova 7,6% Lattiero caseari 14,5% Granaglie e Semi oleosi 24,1% Altri prodotti agricoli 17,2% Fonte: Statistic Canada. Grafico Ricavi dei mercati agricoli regionali per quota di prodotto (2004) Frutta e ortaggi Pollame ed uova Lattiero-caseari Altri prodotti Cereali e semi oleosi Carni rosse 0 20 British Columbia Prairies Ontario Quebec Stati atlantici Fonte: Statistic Canada.

Analisi economica del settore agricolo

Analisi economica del settore agricolo LE FILIERE BIOLOGICHE IN LOMBARDIA Analisi economica del settore agricolo Alessandro Banterle Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano

Dettagli

NUMERI CHIAVE DELLA FILIERA BIOLOGICA dalla produzione al consumatore: il ruolo dell ortofrutta

NUMERI CHIAVE DELLA FILIERA BIOLOGICA dalla produzione al consumatore: il ruolo dell ortofrutta NUMERI CHIAVE DELLA FILIERA BIOLOGICA dalla produzione al consumatore: il ruolo dell ortofrutta Silvia ZUCCONI Coordinatore Area Agroalimentare NOMISMA > SUPERFICI BIO SUPERFICI BIOLOGICHE (milioni di

Dettagli

IL MERCATO AGROALIMENTARE CANADESE & IL MADE IN ITALY ASCAL BOVA ITALIAN TRADE COMMISSIONER

IL MERCATO AGROALIMENTARE CANADESE & IL MADE IN ITALY ASCAL BOVA ITALIAN TRADE COMMISSIONER IL MERCATO AGROALIMENTARE CANADESE & IL MADE IN ITALY ASCAL BOVA ITALIAN TRADE COMMISSIONER Avvertenze I dati utilizzati sono gli ultimi disponibili, eccetto ove indicato. Le fonti sono istituti statistici

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 2. L agricoltura italiana a confronto con l Ue IN SINTESI Nel 2011, secondo i conti economici dell agricoltura pubblicati da Eurostat, il reddito agricolo italiano

Dettagli

L INTERSCAMBIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI TRA I PAESI AGRONET : STATO DELL ARTE, TREND E PROSPETTIVE FUTURE

L INTERSCAMBIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI TRA I PAESI AGRONET : STATO DELL ARTE, TREND E PROSPETTIVE FUTURE L INTERSCAMBIO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI TRA I PAESI AGRONET : STATO DELL ARTE, TREND E PROSPETTIVE FUTURE Direttore Area Agricoltura e Industria alimentare Nomisma spa I TEMI DI APPROFONDIMENTO Gli scambi

Dettagli

GLI STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA ESPERIENZE ESTERE E SISTEMA ITALIANO. Marzo 2009

GLI STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA ESPERIENZE ESTERE E SISTEMA ITALIANO. Marzo 2009 GLI STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA ESPERIENZE ESTERE E SISTEMA ITALIANO Marzo 2009 GLI STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA ESPERIENZE ESTERE E SISTEMA ITALIANO CONTENUTI

Dettagli

LA BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA AL SERVIZIO DEL COMPARTO SUINICOLO. Reggio Emilia, 25 febbraio 2015

LA BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA AL SERVIZIO DEL COMPARTO SUINICOLO. Reggio Emilia, 25 febbraio 2015 AL SERVIZIO DEL COMPARTO SUINICOLO Reggio Emilia, 25 febbraio 2015 Cos è la Borsa Merci Telematica Italiana È il mercato telematico regolamentato dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari,

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export Roberto Monducci Istituto nazionale di statistica Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche

Dettagli

Economia e filiere in agricoltura

Economia e filiere in agricoltura Economia e filiere in agricoltura giuseppe timpanaro Modulo Jean Monnet Nuove Competenze per Nuove Sfide: politiche nazionali ed europee per la lotta alla Criminalità Organizzata UNITA TEMATICA del Di3A

Dettagli

Problematiche di approvvigionamento e commercializzazione delle aziende di prima trasformazione del comparto oleario

Problematiche di approvvigionamento e commercializzazione delle aziende di prima trasformazione del comparto oleario Panel agroalimentare Indagini monografiche Panel Agroalimentare Ismea Problematiche di approvvigionamento e commercializzazione delle aziende di prima trasformazione del comparto oleario Novembre 2006

Dettagli

Alimentazione naturale

Alimentazione naturale B Alimentazione naturale Secondo i dati dell ISMEA (Osservatorio del mercato dei prodotti biologici), in un anno di crisi come il 2010 i consumi di prodotti ortofrutticoli biologici hanno avuto un andamento

Dettagli

Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere. Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano

Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere. Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano LA TRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI AGRO-ALIMENTARI: UN ANALISI DELLE IMPLICAZIONI ECONOMICHE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E PER I CONSUMATORI Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere Dipartimento di Economia

Dettagli

Proposta per una strategia di promozione dei prodotti agricoli lucani

Proposta per una strategia di promozione dei prodotti agricoli lucani DIPARTIMENTO POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI Viale Vincenzo Verrastro, 10-85100 Potenza ass_agricoltura@regione.basilicata.it tel. 0971668710 fax 0971668731 L ASSESSORE Potenza lì 05/05/2014 MATERA 2019

Dettagli

Studio elaborato per LA FILIERA AGROALIMENTARE ITALIANA FORMAZIONE DEL VALORE E DEI PREZZI ALIMENTARI LUNGO LA FILIERA

Studio elaborato per LA FILIERA AGROALIMENTARE ITALIANA FORMAZIONE DEL VALORE E DEI PREZZI ALIMENTARI LUNGO LA FILIERA Studio elaborato per LA FILIERA AGROALIMENTARE ITALIANA FORMAZIONE DEL VALORE E DEI PREZZI ALIMENTARI LUNGO LA FILIERA Roma, 3 Aprile, 2014 1 PARTE PRIMA La filiera agroalimentare italiana: operatori,

Dettagli

DINAMICA DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE MONDIALE: ATTORI E DETERMINANTI

DINAMICA DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE MONDIALE: ATTORI E DETERMINANTI DINAMICA DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE MONDIALE: ATTORI E DETERMINANTI Anna Carbone (Università della Tuscia) Antonella Finizia (Ismea) Workshop del Gruppo 2013 L agroalimentare italiano nel commercio mondiale:

Dettagli

Le tendenze e gli scenari futuri per l agro-alimentare lombardo

Le tendenze e gli scenari futuri per l agro-alimentare lombardo Le tendenze e gli scenari futuri per l agro-alimentare lombardo Roberto Pretolani Dipartimento di Economia, Management e Metodi quantitativi Università degli Studi di Milano Regione Lombardia, 4 dicembre

Dettagli

L ALLEVAMENTO BOVINO DA CARNE

L ALLEVAMENTO BOVINO DA CARNE L ALLEVAMENTO BOVINO DA CARNE La fotografia La rilevanza del comparto: l offerta di carne bovina incide circa il 40% sul valore della produzione degli allevamenti da carne e circa ¼ su quello de totale

Dettagli

Meeting. Gli alimenti cultura del vivere

Meeting. Gli alimenti cultura del vivere Meeting Gli alimenti cultura del vivere Annibale Feroldi Direttore BMTI S.c.p.a. Nuove competenze professionali e nuovi modelli di vendita dei prodotti nei Paesi esteri 8 maggio 2015 PREMESSA SALUTI...

Dettagli

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Tendenze e prospettive strategiche Gennaio 2015 La rilevanza del settore agroalimentare In Italia il processo di produzione e distribuzione di prodotti agroalimentari

Dettagli

Gentilissimi, Per eventuali necessità di chiarimenti o approfondimenti potete contattare ADM (tel. 02 777212367 info@adm-distribuzione.it).

Gentilissimi, Per eventuali necessità di chiarimenti o approfondimenti potete contattare ADM (tel. 02 777212367 info@adm-distribuzione.it). Gentilissimi, abbiamo il piacere di segnalarvi la ricerca LA FILIERA AGROALIMENTARE ITALIANA - FORMAZIONE DEL VALORE E DEI PREZZI ALIMENTARI LUNGO LA FILIERA sviluppata da Nomisma per ADM, l Associazione

Dettagli

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà. Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà. Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015 Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà Sintesi operativa Quadro strategico dell IFAD 2011-2015 1 Il quarto Quadro strategico del Fondo regioni, di insicurezza alimentare

Dettagli

MAIS, SOIA E FRUMENTO NEL VENETO: DAL CAMPO AL MERCATO

MAIS, SOIA E FRUMENTO NEL VENETO: DAL CAMPO AL MERCATO MAIS, SOIA E FRUMENTO NEL VENETO: DAL CAMPO AL MERCATO In collaborazione con Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Parma Università degli Studi di Verona Dipartimento Territorio e

Dettagli

ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE

ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE Il sistema agroalimentare italiano è inserito in un contesto di mercato altamente

Dettagli

proposta di legge n. 238

proposta di legge n. 238 REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE proposta di legge n. 238 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 30 marzo 2004 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 27 LUGLIO 1998, N. 24 CONCERNENTE: DISCIPLINA

Dettagli

Incremento dell export agroalimentare: importante valorizzare i prodotti DOP e IGP

Incremento dell export agroalimentare: importante valorizzare i prodotti DOP e IGP Incremento dell export agroalimentare: importante valorizzare i prodotti e IGP Fra gli obiettivi del Governo a sostegno dell economia e dell occupazione, c è l incremento, entro il 2020, dell export agroalimentare

Dettagli

Facoltà di Scienze Politiche e di Scienze della Comunicazione. Corso di laurea in Economia e Metodi Quantitativi per le Aziende

Facoltà di Scienze Politiche e di Scienze della Comunicazione. Corso di laurea in Economia e Metodi Quantitativi per le Aziende Facoltà di Scienze Politiche e di Scienze della Comunicazione Marketing MARKETING DEL Corso di laurea in Economia e Metodi Quantitativi per le Aziende TURISMO II MODULO STATISTICA ECONOMICA E MARKETING

Dettagli

ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA

ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA ISMEA Direzione Servizi di Mercato e Supporti Tecnologici Dr. Mario Schiano lo Moriello 1

Dettagli

Osservatorio SANA 2015 L AGROALIMENTARE BIOLOGICO ITALIANO ALL ESTERO SILVIA ZUCCONI - Nomisma

Osservatorio SANA 2015 L AGROALIMENTARE BIOLOGICO ITALIANO ALL ESTERO SILVIA ZUCCONI - Nomisma Osservatorio SANA 2015 L AGROALIMENTARE BIOLOGICO ITALIANO ALL ESTERO SILVIA ZUCCONI - Nomisma Progetto promosso da: Con il patrocinio di: OSSERVATORIO SANA 2015 OSSERVATORIO SANA 2015 a cura di OBIETTIVI

Dettagli

Panel Ismea. Struttura dell indagine, metodologia di rilevazione e dettaglio informativo

Panel Ismea. Struttura dell indagine, metodologia di rilevazione e dettaglio informativo Indagini di clima Metodologia Panel Ismea Struttura dell indagine, metodologia di rilevazione e dettaglio informativo I Panel Ismea Ismea conduce sistematicamente delle indagini congiunturali e tendenziali

Dettagli

Gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati in Italia nella GDO

Gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati in Italia nella GDO Maggio 2012 In sintesi Il quadro internazionale dell agricoltura biologica Nel 2010, secondo gli ultimi dati disponibili, l agricoltura biologica a livello mondiale ha sostanzialmente confermato l estensione

Dettagli

Il mercato dell olio di oliva in Russia Analisi delle opportunità commerciali per le imprese italiane

Il mercato dell olio di oliva in Russia Analisi delle opportunità commerciali per le imprese italiane Il mercato dell olio di oliva in Russia Analisi delle opportunità commerciali per le imprese italiane Roberto Cassanelli - Responsabile Commerciale Corporate Nord Est Verona, 8 aprile 2013 INDICE IL QUADRO

Dettagli

Aumento Iva: un analisi degli effetti

Aumento Iva: un analisi degli effetti Aumento Iva: un analisi degli effetti SINTESI DELLO STUDIO REALIZZATO DA REF RICERCHE PER CENTROMARCA A partire dall ottobre 2012 potrebbe entrare in vigore l aumento di due punti percentuali dell aliquota

Dettagli

La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia

La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia Maurizio Canavari e Nicola Cantore Unità di Ricerca: Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria Università degli Studi di Bologna

Dettagli

Problematiche concorrenziali nel settore agro-alimentare: struttura distributiva, relazioni verticali e criteri di formazione dei prezzi

Problematiche concorrenziali nel settore agro-alimentare: struttura distributiva, relazioni verticali e criteri di formazione dei prezzi Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Problematiche concorrenziali nel settore agro-alimentare: struttura distributiva, relazioni verticali e criteri di formazione dei prezzi Roma Palazzo Rospigliosi

Dettagli

PROGETTO REGIONALE FILIERA CORTA Rete regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani.

PROGETTO REGIONALE FILIERA CORTA Rete regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani. ALLEGATO A REGIONE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO PROGETTO REGIONALE FILIERA CORTA Rete regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani. 1 PREMESSA Molti avvenimenti in questi

Dettagli

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE 48 4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE Il basso livello dei tassi d interesse che caratterizza ormai da parecchi anni i mercati finanziari in Italia e nel mondo sembra avere determinato una riduzione

Dettagli

Il futuro della PAC quali prospettive per le assicurazioni e fondi di mutualizzazione? Pasquale DI RUBBO Policy Advisor Trento 1 Aprile 2011

Il futuro della PAC quali prospettive per le assicurazioni e fondi di mutualizzazione? Pasquale DI RUBBO Policy Advisor Trento 1 Aprile 2011 Il futuro della PAC quali prospettive per le assicurazioni e fondi di mutualizzazione? Pasquale DI RUBBO Policy Advisor Trento 1 Aprile 2011 Che cosa sono il Copa e la Cogeca? Il Copa Gli agricoltori europei

Dettagli

Roma, 29 marzo 2004. nuove norme e le opportunità per le. Andrea Stoppa

Roma, 29 marzo 2004. nuove norme e le opportunità per le. Andrea Stoppa Roma, 29 marzo 2004 Convegno Coldiretti La gestione del rischio in agricoltura: le nuove norme e le opportunità per le imprese Le esperienze di riferimento nella gestione del rischio in agricoltura Andrea

Dettagli

Benito Campana. Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare

Benito Campana. Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare Benito Campana Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare Itinerario Programmare le politiche aziendali per la qualità in relazione alla normativa, alle esigenze dei mercati e alle

Dettagli

TRADIZIONE & CULTURA

TRADIZIONE & CULTURA PALATIPICO MODENA TRADIZIONE & CULTURA Le Produzioni Agroalimentari Modenesi D.O.P. e I.G.P. Corso 30560 MARKETING STRATEGICO Laurea in Economia e marketing nel sistema agro-industriale Facoltà di Agraria

Dettagli

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali IL MINISTRO Prot. 0008809 VISTO il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche, concernente interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole; VISTI i Capi I, III e IV del medesimo

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN PIEMONTE

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN PIEMONTE NOTIZIARIO DOCUMENTI Alessandro Corsi Università degli Studi di Torino Dipartimento di Economia S. Cognetti de Martiis AGRICOLTURA BIOLOGICA IN PIEMONTE ab agricoltura biologica L Agricoltura biologica

Dettagli

COMUNI DI: _l_ sottoscritt. nat_ a il / /, residente in n. civico (via, fraz., loc.) (c.a.p.) (comune) (prov.) CHIEDE

COMUNI DI: _l_ sottoscritt. nat_ a il / /, residente in n. civico (via, fraz., loc.) (c.a.p.) (comune) (prov.) CHIEDE Alla Provincia di Lecco Servizio Agricoltura Piazza L. Lombarda 4 23900 Lecco PEC provincia.lecco@lc.legalmail.camcom.it All Istituto di Credito Filiale di OGGETTO: D. Lgs 29 marzo 2004, n. 102 Interventi

Dettagli

Il quadro di riferimento

Il quadro di riferimento Il quadro di riferimento L'agroalimentare Made in Italy rappresenta circa il 15 per cento del Prodotto Interno lordo (PIL), secondo solo al comparto manifatturiero. L'agricoltura italiana è in Europa il

Dettagli

Indice. Il mercato internazionale dei cereali: tendenze e prospettive per l Italia. Premessa 14/10/2010

Indice. Il mercato internazionale dei cereali: tendenze e prospettive per l Italia. Premessa 14/10/2010 Il mercato internazionale dei cereali: tendenze e prospettive per l Italia Grano Italia, Bologna 30 settembre - 1 ottobre 2010 Aula Magna della Facoltà di Agraria Prof. Gabriele Canali SMEA, Alta Scuola

Dettagli

Le tendenze degli acquisti di prodotti biologici e l evoluzione del profilo del consumatore. Enrico De Ruvo Bologna, 10 settembre 2012

Le tendenze degli acquisti di prodotti biologici e l evoluzione del profilo del consumatore. Enrico De Ruvo Bologna, 10 settembre 2012 Le tendenze degli acquisti di prodotti biologici e l evoluzione del profilo del consumatore Enrico De Ruvo Bologna, 10 settembre 2012 1 Il contesto strutturale in Italia Numeri importanti, ma c è ancora

Dettagli

La Supply Chain nel settore dell ortofrutta.

La Supply Chain nel settore dell ortofrutta. La Supply Chain nel settore dell ortofrutta. Andrea Payaro Le regole della supply chain devono essere applicate anche al settore dell ortofrutta. Frammentazione degli operatori e dimensioni aziendali ridotte

Dettagli

Il sistema informativo della RICA italiana

Il sistema informativo della RICA italiana Gestione Aziendale delle Imprese Agricole La presentazione del nuovo software INEA per la gestione economica dell azienda agricola Milano, 11 Settembre 2008 Carmela De Vivo Istituto Nazionale di Economia

Dettagli

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA 2015 Cooperazione agroalimentare La cooperativa è un associazione autonoma di persone unite volontariamente per soddisfare le loro aspirazioni e bisogni economici,

Dettagli

L OFFERTA E LA DOMANDA DI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA

L OFFERTA E LA DOMANDA DI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA L OFFERTA E LA DOMANDA DI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA Fabio Del Bravo ISMEA Bologna, 6 settembre 2014 www.ismea.it www.ismeaservizi.it AGENDA 1. Come cambiano i consumi alimentari e che ruolo ha assunto

Dettagli

Strategie di internazionalizzazione: delocalizzazione produttiva

Strategie di internazionalizzazione: delocalizzazione produttiva Panel agroalimentari Indagini monografiche Panel Agroalimentari Ismea Strategie di internazionalizzazione: delocalizzazione produttiva 2005 Introduzione Attraverso le aziende del Panel delle aziende di

Dettagli

Nota di sintesi POLITICHE AGRICOLE NEI PAESI OCSE: MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 2003

Nota di sintesi POLITICHE AGRICOLE NEI PAESI OCSE: MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 2003 Nota di sintesi POLITICHE AGRICOLE NEI PAESI OCSE: MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 2003 Overview Agricultural Policies in OECD Countries: Monitoring and Evaluation 2003 Politiche agricole nei paesi Ocse : Monitoraggio

Dettagli

Gestione dei rischi PROGRAMMA. 1) Nozioni di base di finanza aziendale. 2) Opzioni. 3) Valutazione delle aziende. 4) Rischio di credito

Gestione dei rischi PROGRAMMA. 1) Nozioni di base di finanza aziendale. 2) Opzioni. 3) Valutazione delle aziende. 4) Rischio di credito PROGRAMMA 1) Nozioni di base di finanza aziendale 2) Opzioni 3) Valutazione delle aziende 4) Rischio di credito Gestione dei rischi 5) Risk management 6) Temi speciali di finanza aziendale Argomenti trattati

Dettagli

CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI

CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI Un decennio di profonde trasformazioni: l agricoltura Campana ha affrontato un periodo di grandi cambiamenti nello scenario socio-economico

Dettagli

INDICE PRESENTAZIONE...9 INTRODUZIONE...11 SIGLE E ABBREVIAZIONI...13 NOTA DI SINTESI...17

INDICE PRESENTAZIONE...9 INTRODUZIONE...11 SIGLE E ABBREVIAZIONI...13 NOTA DI SINTESI...17 PRESENTAZIONE...9 INTRODUZIONE...11 SIGLE E ABBREVIAZIONI...13 NOTA DI SINTESI...17 IL QUADRO DELL AGROALIMENTARE VENETO 1. L EVOLUZIONE DEL SISTEMA AGROALIMENTARE DEL VENETO (Davide Bortolozzo, Andrea

Dettagli

EXPO: PARLATO E BRUNO PRESENTANO IL RAPPORTO CREA SUL COMMERCIO ESTERO

EXPO: PARLATO E BRUNO PRESENTANO IL RAPPORTO CREA SUL COMMERCIO ESTERO EXPO: PARLATO E BRUNO PRESENTANO IL RAPPORTO CREA SUL COMMERCIO ESTERO 5144-01:07:15/13:05 - milano, (agra press) - nel 2014 per l'agroalimentare le esportazioni, pari a circa 35 miliardi di euro, sono

Dettagli

A Chi Ci Rivolgiamo?

A Chi Ci Rivolgiamo? Per proporre assicurazione nel mondo agricolo NON BASTA FARE GLI ASSICURATORI, ma è necessario avere un esperto agronomo che valuti il Riscio Agricolo, avendo conoscenze specifiche sulle necessità del

Dettagli

BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO

BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PARMA BORSA MERCI DI PARMA REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO REGOLAMENTO PER LA RILEVAZIONE DEI PREZZI ALL INGROSSO DELLA

Dettagli

I Farmer s market come strumento per una ulteriorecrescita delle vendite dirette dei prodotti agricoli dr.vilmer Poletti

I Farmer s market come strumento per una ulteriorecrescita delle vendite dirette dei prodotti agricoli dr.vilmer Poletti Reggio Emilia 28/05/08 I Farmer s market come strumento per una ulteriorecrescita delle vendite dirette dei prodotti agricoli dr.vilmer Poletti con la collaborazione di Davide Zaniboni Assessorato Agricoltura

Dettagli

Quanto vale la cooperazione agricola italiana?

Quanto vale la cooperazione agricola italiana? Eddi Fontanari *, Carlo Borzaga ** Quanto vale la cooperazione agricola italiana? * Euricse, University of Missouri - visiting scholar. **Università degli Studi di Trento, Euricse. Negli ultimi anni l

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA - SOCIETA CONSORTILE PER AZIONI in forma abbreviata BMTI S.c.p.A.

REGOLAMENTO DELLA BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA - SOCIETA CONSORTILE PER AZIONI in forma abbreviata BMTI S.c.p.A. REGOLAMENTO DELLA BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA - SOCIETA CONSORTILE PER AZIONI in forma abbreviata BMTI S.c.p.A. Premesso - che la Borsa Merci Telematica Italiana Società Consortile per azioni (in appresso

Dettagli

Agricoltori si nasce o si diventa? Valentina Cattivelli Ricercatrice indipendente e docente a contratto Politecnico di Milano

Agricoltori si nasce o si diventa? Valentina Cattivelli Ricercatrice indipendente e docente a contratto Politecnico di Milano Agricoltori si nasce o si diventa? Valentina Cattivelli Ricercatrice indipendente e docente a contratto Politecnico di Milano Indice Le motivazioni del futuro imprenditore agricolo Le difficoltà Opportunità

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI

TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI SETTORE AGRICOLTURA TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROINDUSTRIALI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE

Dettagli

IV Forum settore agroalimentare

IV Forum settore agroalimentare IV Forum settore agroalimentare Patti di Filiera Agroalimentare per lo Sviluppo del Sulcis Iglesiente Patto di Filiera: Filiera delle carni. Riunione del 06 ottobre 2011 - ore 16:00 Sala Conferenze Via

Dettagli

il mercato dei prodotti agroalimentari negli S T A T I U N I T I

il mercato dei prodotti agroalimentari negli S T A T I U N I T I (in gestione transitoria - ex Lege 214/2011) il mercato dei prodotti agroalimentari negli S T A T I U N I T I 1 R e g n o U n i t o G i a p p o n e G e r m a n i a S t a t i U n i t i S v i z z e r a F

Dettagli

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI 26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce

Dettagli

Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico

Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico Legge Regione Umbria n. 21 del 20/08/2001 Disposizioni in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione, commercializzazione e consumo di organismi

Dettagli

COOPERAZIONE AGROALIMENTARE ASSOCIATA «AVANZATA»: TREND 2014

COOPERAZIONE AGROALIMENTARE ASSOCIATA «AVANZATA»: TREND 2014 COOPERAZIONE AGROALIMENTARE ASSOCIATA «AVANZATA»: TREND 2014 a cura di: Bologna, INDICE 2 IL CAMPIONE DELLA «COOPERAZIONE AVANZATA» pag. 4 «COOPERAZIONE AVANZATA»: IL FATTURATO pag. 8 «COOPERAZIONE AVANZATA»:

Dettagli

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Signor Presidente, Onorevoli Deputati, il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) tra Unione europea e Stati Uniti d America, oggetto dell audizione di oggi, ha tra i suoi obiettivi quello

Dettagli

8.2.2 Codice e titolo della misura Mis. 2 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art 15)

8.2.2 Codice e titolo della misura Mis. 2 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art 15) 8.2 DESCRIZIONE DELLA MISURA 8.2.2 Codice e titolo della misura Mis. 2 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art 15) 8.2.2.1 Base Giuridica Art.

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica

Dettagli

Orientamenti dell Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale 2014-2020

Orientamenti dell Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale 2014-2020 Allegato alla Delib.G.R. n. 13/11 del 31.3.2015 Legge regionale 11 marzo 1998, n. 8, articolo 23. Aiuti per i danni alla produzione agricola. Nuove direttive di attuazione. 1. Quadro normativo Orientamenti

Dettagli

La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti

La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti La riforma della PAC per il post 2013: principali cambiamenti e possibili impatti Università di Bologna 17 maggio, 2013 I temi di approfondimento Il percorso di riforma Gli obiettivi e lo scenario economico

Dettagli

Risultati della Ricerca

Risultati della Ricerca Risultati della Ricerca Titolo Linee guida per il trasporto e la vendita di prodotti alimentari deperibili a basso impatto ambientale Descrizione estesa del risultato La progettazione, realizzazione e

Dettagli

Le caratteristiche del software GAIA

Le caratteristiche del software GAIA Gestione Aziendale delle Imprese Agricole La presentazione del nuovo software INEA per la gestione economica dell azienda agricola Milano, 11 Settembre 2008 Le caratteristiche del software GAIA Antonio

Dettagli

Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nota Congiunturale URUGUAY

Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nota Congiunturale URUGUAY Istituto nazionale per il Commercio Estero Nota Congiunturale URUGUAY Maggio 2011 L'economia uruguaiana, nel 2010, ha registrato una significativa crescita del PIL dell 8,5% rispetto al 2009 e, nel primo

Dettagli

Patrizia Giuliotti Delegato Commerciale. CNA Roma e Lazio 18 gennaio 2013

Patrizia Giuliotti Delegato Commerciale. CNA Roma e Lazio 18 gennaio 2013 FARE BUSINESS CON IL CANADA Patrizia Giuliotti Delegato Commerciale AMBASCIATA DEL CANADA CNA Roma e Lazio 18 gennaio 2013 Agenda Ambasciata del Canada in Italia Perché il Canada Rapporti commerciali Canada

Dettagli

La filiera dei cereali Cosa produciamo, cosa mangiamo

La filiera dei cereali Cosa produciamo, cosa mangiamo La filiera dei cereali Cosa produciamo, cosa mangiamo I cereali biologici: la situazione del comparto e il progetto FederBio per la tracciabilità delle transazioni Paolo Carnemolla FederBio Centro Congressi

Dettagli

I prodotti biologici e la filiera corta

I prodotti biologici e la filiera corta Regione Siciliana Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per l agricoltura Istituto Nazionale di Economia Agraria I prodotti

Dettagli

I MERCATI TELEMATICI DELLE BIOMASSE

I MERCATI TELEMATICI DELLE BIOMASSE I MERCATI TELEMATICI DELLE BIOMASSE Camera di Commercio Firenze Borsa Merci Telematica Italiana CONSORZIO DELLE CAMERE DI COMMERCIO SOMMARIO 1. La Borsa Merci Telematica Italiana.. 2 2. I mercati telematici....

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA PROTEINE VEGETALI

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA PROTEINE VEGETALI PROGRAMMA PROTEINE VEGETALI Premessa Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha invitato le Regioni alla stesura di un proprio programma che s inserisse all interno di un piano nazionale, denominato

Dettagli

2. La stima dei fondi rustici

2. La stima dei fondi rustici 2. La stima dei fondi rustici Per fondi rustici si intendono appezzamenti od aziende di diversa dimensione. La valutazione, detta a cancelli aperti, ha lo scopo di determinare il solo valore del capitale

Dettagli

Economia agroalimentare: mercati e politiche

Economia agroalimentare: mercati e politiche Economia agroalimentare: mercati e politiche Valeria Sodano, Maria Sassi, Andrea Marchini Economia agroalimentare: mercati e politiche McGraw-Hill Milano New York San Francisco Washington D.C. Auckland

Dettagli

Profilo dei vincitori del Premio europeo per l innovazione cooperativa 2009 e descrizione dei loro progetti innovativi

Profilo dei vincitori del Premio europeo per l innovazione cooperativa 2009 e descrizione dei loro progetti innovativi P(09)4743:2 dei vincitori del Premio europeo per l innovazione 2009 e descrizione dei loro progetti innovativi Categoria Processi alimentari FEIRACO S.C.G. (Spagna) Lattierocaseario Feiraco è una delle

Dettagli

N 348 del 7 febbraio 2015

N 348 del 7 febbraio 2015 N 348 del 7 febbraio 2015 Il mercato nazionale dei prodotti lattiero caseari Prezzi settimanali di alcuni prodotti lattiero-caseari in Italia ( / kg) 2 feb. sett. 1 anno 2015 precedente prima sett. Parmigiano

Dettagli

L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA

L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA E x e c u t i v e s u m m a r y L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA La fotografia La rilevanza del comparto. L industria dell olio di oliva in senso stretto contribuisce per il 3,5% al fatturato complessivo

Dettagli

Situazione e prospettive per il mercato avicolo 1

Situazione e prospettive per il mercato avicolo 1 Situazione e prospettive per il mercato avicolo 1 Gian Luca Bagnara consulente Mercato Avicolo di Forlì Gli ultimi anni sono stati segnati da frequenti problemi nella produzione zootecnica europea, i quali

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Siviglia, 18-20 settembre, 2013. Gian Luca Bagnara PROSPETTIVE PER I FORAGGI ESSICCATI IN ITALIA

Siviglia, 18-20 settembre, 2013. Gian Luca Bagnara PROSPETTIVE PER I FORAGGI ESSICCATI IN ITALIA Siviglia, 18-20 settembre, 2013 Gian Luca Bagnara PROSPETTIVE PER I FORAGGI ESSICCATI IN ITALIA Il mercato Le criticità Le prospettive internazionali Le strategie PROSPETTIVE DELLA PRODUZIONE ITALIANA

Dettagli

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali

PSR 2014-2020: le prospettive provinciali PSR 2014-2020: le prospettive provinciali Incontro con il partenariato La gestione del rischio Gregorio Rigotti Dipartimento Territorio, Agricoltura, Ambiente e Foreste Trento, 6 marzo 2014 Contenuti La

Dettagli

Politica Agricola Comunitaria e adattamento ai cambiamenti climatici.

Politica Agricola Comunitaria e adattamento ai cambiamenti climatici. Politica Agricola Comunitaria e adattamento ai cambiamenti climatici. Quali prospettive alla luce della prossima riforma? Simone Severini (Università della Tuscia - Coordinatore Unità: Prof. G. Dono) Portici

Dettagli

- 6 - PROGETTI EDUCATIVI

- 6 - PROGETTI EDUCATIVI Progetto di educazione alimentare Il progetto A SCUOLA CON GUSTO consiste in una serie di interventi (tre oppure quattro, a seconda del percorso formativo) da effettuarsi in classe. L intento generale

Dettagli

FATTORIE DIDATTICHE DELLA PROVINCIA DI TORINO

FATTORIE DIDATTICHE DELLA PROVINCIA DI TORINO FATTORIE DIDATTICHE DELLA PROVINCIA DI TORINO Il Piano di Sviluppo Rurale del Piemonte Qualità e sicurezza alimentare Claudia Cominotti R&P Ricerche e Progetti Torino E- mail : c.cominotti@repnet.it 1

Dettagli

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE ROMA UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE Relatore: Claudio Destro - Presidente Confagricoltura di Roma I nuovi orizzonti dell agricoltura multifunzionale di Roma Milano, 6 settembre 2015 Evoluzioni

Dettagli

Romania: il mercato dei prodotti BIOLOGICI

Romania: il mercato dei prodotti BIOLOGICI Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane Romania: il mercato dei prodotti BIOLOGICI Ufficio di Bucarest Str.A, D. Xenopol nr.15, 010472 Bucuresti T +40 21

Dettagli

Sicurezza alimentare e nuovi assetti delle responsabilità di filiera

Sicurezza alimentare e nuovi assetti delle responsabilità di filiera Sicurezza alimentare e nuovi assetti delle responsabilità di filiera Irene Canfora 1.- La costruzione del sistema europeo della sicurezza alimentare è avvenuta con il reg. 178/02 che ha definito i principi

Dettagli

OGGETTO: Decreto legislativo 29 marzo 2004, n.102 e succ. modifiche con D.lgs. n.82/2008. Istanza di ammissione ai benefici di legge.

OGGETTO: Decreto legislativo 29 marzo 2004, n.102 e succ. modifiche con D.lgs. n.82/2008. Istanza di ammissione ai benefici di legge. Modello n. 4 Spett PROVINCIA DI BERGAMO SETTORE AGRICOLTURA ED EXPO VIA F.LLI CALVI 10 24100 BERGAMO OGGETTO: Decreto legislativo 29 marzo 2004, n.102 e succ. modifiche con D.lgs. n.82/2008. Istanza di

Dettagli

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO ECONOMICO E RURALE DIREZIONE GENERALE PER LO SVILUPPO AGROALIMENTARE, QUALITÀ E TUTELA DEL CONSUMATORE

Dettagli