LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE

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1 DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE Terza sessione: IL CONTESTO NORMATIVO, L ORGANIZZAZIONE, GLI STRUMENTI LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO: ASPETTI DI MAGGIOR RILIEVO E RICADUTE OPERATIVE Regione Piemonte Direzione Ambiente Giuseppina Turco

2 La presentazione OBIETTIVI DELLA PRESENTAZIONE è finalizzata a dare evidenza ad alcuni dei principali elementi, presenti nella normativa vigente, che che indirizzano e condizionano le attività inerenti i dati e le informazioni di interesse ambientale e territoriale è molto sintetica, parziale, esemplificativa di alcune problematiche, ricorrenti nella realizzazione dei sistemi presentati.

3 Contesto operativo NORMATIVA SETTORIALE Acqua, Aria, Natura, Rischio Tecnologico, Suolo, Bonifiche, Emissioni, Rifiuti, Infrastrutture RIUTILIZZO dell informazione nel settore pubblico open data INFORMAZIONE AMBIENTALE Dlgs 195/2005 Obblighi ed esclusioni Autorità e Cataloghi INSPIRE Infrastruttura per l'informazione territoriale per gli scopi delle politiche ambientali comunitarie e delle politiche o delle attività che possono avere ripercussioni sull'ambiente. DLGS 82/2005 (CAD) Disponibilità dei dati delle pubbliche amministrazioni

4 LA NORMATIVA SETTORIALE AMBIENTALE Le norme ambientali sono molto ampie e dettagliate rispetto ai dati da produrre, storicamente sono autoreferenziali : non prevedono interrelazione con altre norme non richiedono l integrazione tra sistemi favoriscono le duplicazione e le sovrapposizioni. Un segnale innovativo: il Dlgs 155/2010 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa, ed i regolamenti applicativi (IPR) richiamano, per la messa a disposizione dei dati, l applicazione della direttiva INSPIRE, recepita con il Dlgs 32/2010.

5 DECRETO LEGISLATIVO 7 MARZO 2005, n. 82 smi - CODICE AMMINISTRAZIONE DIGITALE Art.50. Disponibilità dei dati delle pubbliche amministrazioni I dati delle pubbliche amministrazioni sono formati, raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione che ne consentano la fruizione e riutilizzazione, alle condizioni fissate dall'ordinamento, da parte delle altre pubbliche amministrazioni e dai privati; restano salvi i limiti alla conoscibilità dei dati previsti dalle leggi e dai regolamenti, le norme in materia di protezione dei dati personali ed il rispetto della normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico.

6 DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 195 Art. 1. Il presente decreto.e' volto a: a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientale detenuta dalle autorita' pubbliche ed a stabilire i termini, le condizioni fondamentali e le modalita' per il suo esercizio; b) garantire, ai fini della piu' ampia trasparenza, che l'informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. CONVENZIONE SULL'ACCESSO ALLE INFORMAZIONI, LA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO AI PROCESSI DECISIONALI E L'ACCESSO ALLA GIUSTIZIA Århus, Danimarca, 25 giugno 1998

7 DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 195 Art. 1 Definizioni - Le informazioni divulgabili: 1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita' biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi; 2) i fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1); 6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3);

8 DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 195 Art. 5. Casi di esclusione del diritto di accesso L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando la divulgazione dell'informazione reca pregiudizio: b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblica o alla difesa nazionale; d) alla riservatezza delle informazioni commerciali o industriali, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia, per la tutela di un legittimo interesse economico e pubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segreto fiscale, nonche' ai diritti di proprieta' industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;

9 DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 195 e) ai diritti di proprieta' intellettuale; f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una persona fisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazione dell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito di sua volonta' le informazioni richieste, in assenza di un obbligo di legge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alla divulgazione delle informazioni in questione; h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferisce l'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.

10 RIUTILIZZO dell informazione nel settore pubblico ESEMPI LEGGE REGIONALE 14 dicembre 1998, n. 40 e s.m.i. Disposizioni concernenti la compatibilità ambientale e le procedure di valutazione Art. 5 - Studio di impatto ambientale. Ai fini della predisposizione dello studio di impatto ambientale e degli altri elaborati necessari per le procedure previste dalla presente legge, il proponente ha diritto di accesso ai dati ed alle informazioni in possesso dell autorità competente, dell Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), del sistema informativo della Regione, nonché degli altri uffici della Pubblica Amministrazione, secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia.

11 RIUTILIZZO dell informazione nel settore pubblico

12 DIRETTIVA 2003/98/CE del 17 novembre 2003 DIRETTIVA 2003/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico Considerando Le tradizioni degli enti pubblici in materia di utilizzazione delle informazioni del settore pubblico si sono sviluppate in direzioni molto diverse e di questo occorrerebbe tener conto. In assenza di un'armonizzazione minima a livello comunitario, l'attività legislativa nazionale, già avviata in vari Stati membri in risposta alla sfide tecnologiche, potrebbe determinare soluzioni normative ancora più discordanti. Con l'ulteriore sviluppo della società dell'informazione, che ha già prodotto un notevole incremento dello sfruttamento delle informazioni oltre i confini nazionali, si accentueranno le conseguenze di tali differenze e incertezze sul piano legislativo.

13 DIRETTIVA 2003/98/CE del 17 novembre 2003 Si intende per «riutilizzo», l'uso di documenti in possesso di enti pubblici da parte di persone fisiche o giuridiche a fini commerciali o non commerciali diversi dallo scopo iniziale nell'ambito dei compiti di servizio pubblico per i quali i documenti sono stati prodotti. Lo scambio di documenti tra enti pubblici esclusivamente in adempimento dei loro compiti di servizio pubblico non costituisce riutilizzo Affinché il riutilizzo dei documenti del settore pubblico avvenga in condizioni eque, adeguate e non discriminatorie, le modalità di tale riutilizzo devono essere soggette ad una disciplina generale

14 DECRETO LEGISLATIVO 24 gennaio 2006, n. 36 Le politiche degli Stati membri possono spingersi oltre le norme minime stabilite dalla presente direttiva, consentendo un più ampio riutilizzo. Decreto Legislativo n. 36/2006, "Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico Articolo 1. Oggetto ed ambito di applicazione Le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico non hanno l'obbligo di consentire il riutilizzo dei documenti di cui al comma 1. La decisione di consentire o meno tale riutilizzo spetta all'amministrazione o all'organismo interessato, salvo diversa previsione di legge o di regolamento.

15 Decreto Legislativo 24 gennaio 2006, n. 36 Art. 4. Norma di salvaguardia - Sono fatte salve: a) la disciplina sulla protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; b) la disciplina sulla protezione del diritto d'autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n Gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo si applicano compatibilmente con le disposizioni di accordi internazionali sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare la Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, del 1886, ratificata con legge 20 giugno 1978, n. 399, e l'accordo TRIPS sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, del 1994, ratificato con legge 29 dicembre 1994, n. 747; e) le disposizioni in materia di proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 f) la disciplina sul Sistema statistico nazionale di cui al decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, nonche' la disposizione sull'accesso ai dati individuali di cui all'articolo 8 della legge 31 dicembre 1996, n. 681.

16 Legge regionale n. 24 del 23 dicembre 2011 Legge regionale n. 24 del 23 dicembre 2011 Disposizioni in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell'amministrazione regionale. Art. 1 Finalità La Regione, in attuazione del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82e del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, assicura la disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità e la riutilizzabilità dei documenti e dei dati pubblici di cui è titolare o da essa detenuti in modalità digitale.

17 OPEN DATA Dati aperti (Wikipedia) I dati aperti, comunemente chiamati con il termine open data, sono alcune tipologie di dati liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. L'open data si richiama alla più ampia disciplina dell open government, cioè una dottrina in base alla quale la pubblica amministrazione dovrebbe essere aperta ai cittadini, tanto in termini di trasparenza quanto di partecipazione diretta al processo decisionale, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell informazione e della comunicazione.

18 Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) CCPL sono delle licenze di diritto d'autore che si basano sul principio di "alcuni diritti riservati, rendendo semplice segnalare in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa. non sono la fonte dei diritti in oggetto: è grazie alla legge che tali diritti sorgono sono lo strumento tramite cui il titolare dei diritti concede determinati permessi ai licenziatari, permessi che sono flessibili e possono essere vincolati ad alcune condizioni.

19 Direttiva 14 marzo 2007, n. 2007/2/CE - INSPIRE Annualmente ogni paese europeo è tenuto a fornire al livello comunitario decine di migliaia di dati solo sull ambiente (25/ ), finalizzati a monitorare le politiche, e la confrontabilità e l utilizzo ai fini della valutazione è molto scarsa. Direttiva 14 marzo 2007, n. 2007/2/CE INSPIRE Considerando La notevole diversità di formati e di strutture in cui vengono organizzati e resi accessibili i dati territoriali nella Comunità ostacola la possibilità di formulare, attuare, monitorare e valutare in maniera efficiente la normativa comunitaria che incide, direttamente o indirettamente, sull ambiente;

20 Direttiva 14 marzo 2007, n. 2007/2/CE - INSPIRE Relazione alla presentazione del testo della Direttiva al Consiglio L approccio territoriale permette di integrare informazioni provenienti da varie discipline e destinate a vari usi. Una descrizione del territorio della comunità coerente e ampiamente accessibile potrebbe rappresentare il quadro necessario per coordinare la fornitura delle informazioni ed il monitoraggio in tutta la comunità. Purtroppo i problemi in termini di coordinamento, lacune di informazione, qualità indefinita e ostacoli all accesso all uso dei dati disponibili sono particolarmente acuti. Occorre intervenire per evitare di raccogliere più volte le stesse informazioni, oltre che aiutare a promuovere l armonizzazione e una diffusione più ampia dei dati.

21 Direttiva 14 marzo 2007, n. 2007/2/CE - INSPIRE Le informazioni, comprese quelle territoriali, sono necessarie anche per la formulazione e l attuazione delle politiche comunitarie, che devono integrare disposizioni di protezione dell ambiente, come sancito dall articolo 6 del trattato. Per realizzare tale integrazione occorre istituire misure di coordinamento tra gli utilizzatori e i fornitori delle informazioni, per poter combinare le informazioni e le conoscenze disponibili in vari settori diversi. Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 32 "Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunita' europea

22 DECRETO LEGISLATIVO 32/2010 Elementi del recepimento: estensione del campo di applicazione al monitoraggio ambientale ripartizione dei ruoli e compiti tra Ministero dell Ambiente del territorio e del Mare : NCP (National Contact Point) Geoportale Nazionale - coordinamento (Consulta) e monitoraggio Comitato dei Dati Territoriali (ex art. 59 Dlgs 85/2005): Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali ISPRA: supporto tecnico raccordo con SINAnet

23 DECRETO LEGISLATIVO 32/2010 autorità pubbliche: responsabili della creazione, gestione, manutenzione e distribuzione dei set di dati territoriali e dei servizi; Nel caso di copie identiche dei medesimi set di dati territoriali detenute da più autorità pubbliche o per conto di più autorità pubbliche, le disposizioni del presente decreto si applicano solo alla versione di riferimento da cui derivano le varie copie. INSPIRE e Cataloghi ex Dlgs 195/2006 : Il Geoportale nazionale è punto di accesso per il livello nazionale ai cataloghi pubblici dell'informazione ambientale.

24 MISURE DI COORDINAMENTO Le competenze ed i compiti in campo ambientale e territoriale sono trasversali agli enti. E necessario affrontare in modo coerente all interno dell ente Regione e tra la Regione e gli altri enti (ARPA, Province, Comuni), le condizioni di utilizzo e riutilizzo dei dati: adozione di licenze per la messa a disposizione delle informazioni disponibili modalità di affidamento di incarichi esterni agli enti con formule di salvaguardia adeguate decisioni sul riutilizzo della documentazione tecnica prodotta nell ambito di procedimenti previsti da normativa vigente autorità pubbliche

25 MIGLIORARE INTEGRAZIONE E FRUIBILITA DEI DATI E necessario adottare modalità di lavoro che, partendo dalle esigenze comuni, vadano realizzando: soluzioni praticabili, di scarso impatto sui sistemi esistenti, a basso costo, che rendano effettivamente fruibili le informazioni prodotte da altri e integrabili con le nostre un sistema di relazioni, che produca scelte condivise, sia nell operare all interno dei sistemi esistenti sia nel produrre e gestire nuove componenti.

26 LAVORARE INSIEME

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