Il Protocollo di Kyoto: la situazione italiana e le attività dell APAT

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1 Seminario regionale informale su Kyoto e dintorni Bologna, 11 luglio 2005 Il Protocollo di Kyoto: la situazione italiana e le attività dell APAT Domenico Gaudioso Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT)

2 Andamento delle emissioni di gas-serra nell UE-15,

3 Andamento delle emissioni di gas-serra negli Stati Membri (EU-15), Austria Belgio Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Portogallo Regno Unito Spagna Svezia % variazione % variazione obiettivo di Kyoto

4 Il sistema europeo di emissions trading La direttiva europea 2003/87/CE istituisce il sistema europeo di scambio dei permessi di emissione dei gas-serra attraverso: l assegnazione di quote di permessi di emissione a tutti gli impianti appartenenti alle categorie elencate nell Allegato I della direttiva (impianti di combustione e industriali, ad eccezione di quelli chimici e per il trattamento dei rifiuti) attraverso Piani di Assegnazione Nazionali; l introduzione, a partire dal 1 gennaio 2005, di una autorizzazione per le emissioni di gas-serra da tutti gli impianti appartenenti alle categorie sopra menzionate; la possibilità, per tutti gli impianti aderenti al sistema, di scambiare quote di permessi di emissione con altri impianti aderenti al sistema e di utilizzare crediti derivanti da progetti JI e CDM (direttiva linking 2004/101/CE); l istituzione di registri nazionali coordinati a livello europeo per lo scambio di quote di permessi di emissione.

5 L avvio del recepimento della direttiva in Italia Il D.L. 12 novembre 2004, n.273, convertito in legge dalla legge 30 dicembre 2004, n. 312, ha avviato il recepimento della direttiva nell ordinamento italiano chiedendo ai gestori degli impianti soggetti alla direttiva di presentare al Ministero dell ambiente, che svolge le funzioni di Autorità nazionale competente per l attuazione della direttiva: la domanda per l autorizzazione ad emettere gas a effetto serra (entro il 5 dicembre 2004); le informazioni necessarie ai fini dell assegnazione delle quote di emissione per il periodo (entro il 30 dicembre 2004). L APAT svolge funzioni di supporto tecnico del Ministero dell ambiente per l attuazione della direttiva, e in particolare per la raccolta dei dati delle aziende.

6 Assegnazione delle quote dei permessi A partire dal 1 gennaio 2005, nessun impianto appartenente alle categorie elencate nell allegato I della direttiva può funzionare senza un autorizzazione ad emettere gas a effetto serra rilasciata dall autorità competente. Tre mesi prima dell inizio del periodo , e dodici mesi prima dell inizio del periodo , gli Stati membri assegnano agli impianti soggetti alla direttiva e preventivamente autorizzati le quote totali di emissione per l intero periodo. Entro il 28 febbraio di ciascun anno, gli Stati membri rilasciano agli impianti la parte delle quote totali di emissione relativa all anno in corso.

7 Monitoraggio delle emissioni Le emissioni degli impianti sono monitorate e comunicate secondo i principi contenuti nell allegato IV della direttiva, le linee-guida contenute nella decisione C(2004)130 e le disposizioni contenute nell autorizzazione all emissione di gas a effetto serra Ogni anno, gli operatori degli impianti presentano all autorità competente un rapporto sulle emissioni dell anno appena terminato I rapporti sulle emissioni sono validati da verificatori indipendenti, a carico delle aziende che li presentano

8 Gestione delle quote dei permessi Entro il 30 aprile, i permessi corrispondenti alle emissioni dell anno precedente vengono restituiti e cancellati per la verifica dell attuazione degli impegni. In qualsiasi momento, i gestori degli impianti possono acquisire o vendere permessi di emissione all interno e all esterno della Comunità o acquisire crediti di emissione risultanti dall attuazione di progetti di joint implementation (nei Paesi ad economia in transizione) e di clean development mechanism (nei Paesi in via di sviluppo). Ogni anno, i gestori degli impianti che - entro il 30 aprile - non restituiscono una quota di permessi sufficiente a coprire le emissioni dell anno precedente vengono assoggettati ad una multa di 100 Euro. Per il primo periodo di applicazione della direttiva ( ), tale multa è ridotta a 40 Euro.

9 Il sistema di registri della direttiva 2003/87/CE La direttiva richiede la realizzazione di un registro nazionale al fine di gestire e registrare le operazioni riguardanti la gestione dei permessi di emissione. Il registro nazionale dei diritti di emissione ha lo scopo di: documentare le operazioni effettuate (rilascio delle quote, trasferimenti, acquisizioni, cancellazioni) e certificare il trasferimento di proprietà; dimostrare il rispetto degli impegni di riduzione previsti per ogni operatore (riconciliare quote possedute ed emissioni reali dei singoli operatori). Il sistema dei registri previsto dalla Direttiva Europea sullo scambio dei diritti di emissione è formato dai registri nazionali gestiti dagli Stati Membri e dal registro CITL (Community Independent Transaction Log) gestito dalla Commissione I registri nazionali previsti dalla direttiva dovranno essere incorporati nei registri nazionali previsti dal Protocollo di Kyoto

10 La struttura del sistema dei registri della direttiva Community Independent Transaction Log (gestito dalla Commissione Europea) Francia Germania Italia Regno Unito Registri nazionali (gestiti dagli Stati membri) Il registro previsto dalla direttiva deve essere incorporato nel registro nazionale previsto dal Protocollo di Kyoto

11 Il registro italiano Il registro italiano integra le funzionalità del registro previsto dalla direttiva 2003/87/CE e di quello previsto dal Protocollo di Kyoto E basato sul software GRETA sviluppato dal DEFRA (UK Dept. for Environment Food and Rural Affairs) GRETA (Greenhouse-gases Registry for Emissions Trading Arrangements) è un sistema informatico per la gestione del registro delle emissioni previsto dalla Direttiva CE 87/2003 e dal Protocollo di Kyoto. E stato adottato dall Italia sulla base degli accordi intercorsi tra DEFRA e MATT (e da altri Paesi tra i quali Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Norvegia, Irlanda, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania e Ungheria) Il registro nazionale è gestito da APAT e ospitato in SINAnet che ne garantisce l operatività per conto del MATT (sulla base di una convenzione con APAT e del recepimento in corso della direttiva 2003/87/CE

12 Il funzionamento del registro italiano Il registro consente a tutti l apertura di accounts sulla base di una registrazione on-line e dell assegnazione di una password tramite posta elettronica Possono aprire accounts, ad esempio, gli operatori degli impianti autorizzati, i verificatori indipendenti che validano i rapporti sulle emissioni presentati dagli operatori degli impianti e tutti coloro che sono interessati alle informazioni pubbliche del registro Il registro non svolge le funzioni di una piattaforma di scambio, ma solo quelle di documentare le operazioni effettuate, certificare il trasferimento di proprietà dei permessi e dimostrare il rispetto degli impegni di riduzione. Può essere collegato ad una piattaforma di scambio che renda automatiche le operazioni relative alle transazioni sulla base di una semplice richiesta dell utente.

13 Home-page del registro

14 Criticità del recepimento della direttiva (1) Tempi estremamente ristretti La direttiva è stata approvata il 13 ottobre 2003 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 25 Ottobre 2003, ma il Piano di Assegnazione Nazionale avrebbe dovuto essere presentato dagli Stati membri alla Commissione entro il 31 marzo 2004 e i permessi di emissione allocati agli impianti entro il 28 febbraio Le scadenze fissate dalla direttiva sono risultate irrealistiche per molti Paesi, a cominciare dal processo di recepimento nell ordinamento nazionale, che può richiedere due-tre anni. Ad esempio la direttiva 2001/80/CE del 23 ottobre 2001 concernente la limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione non è stata ancora recepita nell ordinamento italiano.

15 Criticità del recepimento della direttiva (2) Ambiguità di molte parti del testo Il testo approvato risulta ambiguo e di difficile applicazione rispetto ad elementi non trascurabili del sistema di trading, come l ambito di applicazione (in particolare l inclusione nel sistema degli impianti di combustione appartenenti a settori non elencati nell Allegato I della direttiva, come l industria chimica e alimentare, lo smaltimento dei rifiuti). La Commissione ha cercato di risolvere queste incertezze approvando diversi documenti interpretativi e linee-guida operative. In assenza di indicazioni, gli Stati membri hanno adottato decisioni non sempre coerenti nella predisposizione dei Piani di assegnazione nazionali e nell allocazione dei permessi.

16 Criticità del recepimento della direttiva (3) Carenze su aspetti centrali per il funzionamento dello schema La direttiva non fa alcun riferimento agli aspetti contabili e fiscali della gestione dei permessi. La direttiva richiede la verifica dei rapporti delle aziende tramite verificatori indipendenti, ma non disciplina l accreditamento dei verificatori, ad esempio le qualifiche richieste ai verificatori e la riconoscibilità dei verificatori accreditati in un Paese negli altri Paesi della Comunità. Il riferimento ad altri schemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14001) non risolve i problemi perché il compito dei verificatori nel sistema di emissions trading è di gran lunga più impegnativo (nel caso del trading la verifica è obbligatoria, negli altri è volontaria). E anzi lecito il dubbio che, entro marzo 2006, quando dovrà concludersi la prima fase di verifica dei rapporti delle aziende,siano realmente disponibili professionalità adeguate nei diversi Paesi.

17 Criticità del recepimento della direttiva (4) Mancata armonizzazione dei criteri di allocazione In assenza di una adeguata armonizzazione da parte della Commissione, gli Stati membri stanno adottando criteri di allocazione diversi, che potrebbero presentare rischi per la competitività delle imprese nei settori più soggetti alla concorrenza internazionale In particolare, l allocazione dei permessi sulla base delle percentuali di riduzione concordate tra i diversi Stati membri nel burden-sharing relativo al obiettivo di Kyoto rappresenta un elemento di forte discriminazione. La definizione del 1990 come anno di riferimento danneggia i settori industriali che in quell anno avevano già conseguito elevati livelli di efficienza (mancato riconoscimento delle early actions). E necessaria, già dal secondo periodo di applicazione della direttiva, l adozione di criteri allochino i permessi tenendo conto dei livelli di efficienza propri delle diverse tecnologie (benchmarking).

18 Criticità del recepimento della direttiva (5) Le carenze tecniche e logistiche del nostro Paese Alle inadeguatezze della direttiva si aggiungono, per il nostro Paese, carenze specifiche legate alla lunghezza del processo di recepimento delle direttive nell UE nell ordinamento nazionale e all assenza di dati sugli impianti soggetti alla direttiva. L APAT sta cercando di ridurre il gap con gli altri Paesi, attraverso: la messa a punto, in tempi estremamente ridotti, di un data-base contenente le dichiarazioni delle aziende; un servizio di help-desk per chiarire alle aziende le modalità di compilazione dei format predisposti da MATT e MAP con il supporto tecnico dell APAT; la verifica dei dati comunicati attraverso il confronto con le stime di emissione contenute nell inventario nazionale dei gas-serra e con i consumi energetici forniti dal Bilancio Energetico Nazionale; in prospettiva, il coordinamento tra la banca-dati della direttiva 2003/87/CE e quella della direttiva 1996/61/CE (EPER).

19 Le opportunità dell emissions trading per le aziende Il sistema europeo di emissions trading introduce una incentivazione dinamica alla riduzione delle emissioni di gas-serra Esso garantisce alle aziende soggette un buon livello di flessibilità nella scelta degli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi (scambio di quote tra aderenti al sistema, acquisto di crediti provenienti da interventi di JI e di CDM all interno e all esterno dell Unione Europea, borrowing tra un anno e l altro). Nell attuazione del sistema, è stato previsto un periodo di avvio ( ) con sanzioni ridotte (anche se non trascurabili). Nel periodo di avvio, le riduzioni richieste sono abbastanza limitate, a fronte di capitalizzazioni elevate e sanzioni non trascurabili (per l Italia, la riduzione media delle emissioni di gas-serra richiesta agli impianti soggetti alla direttiva, rispetto all andamento tendenziale, sarà del 7,25%).

20 Andamento delle emissioni di gas-serra in Italia, HFCs, PFCs, SF6 N2O CH4 CO2 CO2 eq. (Mt)

21 Obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di gas-serra MtCO 2 eq ,5 % rispetto al ,8 + 11,6 % ,3-6,5 %

22 Scenari di emissione di gas-serra al Obiettivo nazionale Misure adottate Kyoto Ulteriori misure Meccanismi di Kyoto

23 Andamento delle emissioni di gas-serra in Italia, (per settori di emissione) Industrie energetiche Industrie manifatturiere Trasporti Residenziale e servizi Emissioni fuggitive Processi industriali Uso di solventi Agricoltura Rifiuti % variazione % variazione

24 Andamento dei principali indicatori energetici e di emissione, PIL 110 consumi energetici totali 105 emissioni di CO2 100 intensità di CO

25 Grazie per l attenzione! Pagina web del MATT sull emissions trading: Pagina web del registro: Domenico Gaudioso APAT

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