MISURA ED ANALISI DEI VIAGGI NEL SEGMENTO AFFARI Andrea Guizzardi Dip Scienze Statistiche, Università di Bologna

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1 MISURA ED ANALISI DEI VIAGGI NEL SEGMENTO AFFARI Andrea Guizzardi Dip Scienze Statistiche, Università di Bologna 1) Turismo e viaggi d affari Dall inizio degli anni 90, quando il turismo è diventato il primo comparto al mondo in termini di PIL e occupati 1, sono cresciuti gli sforzi fatti dalle agenzie pubbliche di informazione per fornire dati statistici utili alla sua analisi. Il grande lavoro svolto di recente sulla costruzione dei conti satellite del turismo è solo l ultimo momento del processo di definizione e misurazione che in Europa è riassunto in oltre 10 anni di direttive Eurostat sulle statistiche del turismo. Definire il turismo è un compito al tempo stesso arduo - dato che non si tratta di un settore di attività economica vero e proprio - e importante visto che il risultato della misura dipende dalla definizione di turista e quindi dalla identificazione dell unità statistica di osservazione. Se si considera, da un punto di vista economico, il turismo come l insieme delle attività di produzione di beni e di erogazione di servizi che contribuiscono a soddisfare i bisogni di un tipo particolare di consumatore ci si rende conto che non vi è nessuna branca di attività economica fra quelle previste dalle classificazioni ufficiali che produce in modo esclusivo beni e servizi destinati ai consumatori. Le diverse definizioni possibili dal lato dell offerta sono quindi facilmente criticabili e si è preferito tentare di definire i confini del comparto turistico dal lato della domanda. Vi sono diverse definizioni di turismo. Nelle più comuni, che in parte si sovrappongono, e in quella ufficiale di ONU ed OMT, si fa riferimento a tre elementi che riguardano: gli spostamenti verso luoghi diversi da quelli abitualmente frequentati, la durata dello spostamento e il motivo che ha dato origine allo spostamento. Il turismo è quindi ricondotto alle attività svolte dai soggetti identificati come turisti entro determinati limiti di durata dello spostamento e motivi che lo hanno provocato. Nella definizione statistica si spezza l identità tra turismo e vacanza per inserire le attività turistiche nel contesto più generale della mobilità delle popolazioni. Allo stesso tempo rimangono identificate differenti tipologie turistiche che circoscrivono segmenti con connotazioni solo in parte comuni, 1 World Travel and Tourism Council (1993), Travel and Tourism: A New Economic Perspective, pg.1.

2 tanto dal lato della domanda che da quello dell offerta. Tra questi si distinguono: lo svago / tempo libero (leisure) e gli affari/lavoro (business) 2. In termini assoluti si stima che il primo segmento valga circa tra 3 e 4 volte il secondo 3 ma più che alla dimensione l importanza del segmento affari 4 nelle economie sviluppate è legata ai caratteri differenziali rispetto al turismo di svago. Tra i caratteri distintivi di chi viaggia per affari vi è infatti una alta capacità di spesa - che generalmente determina anche un forte indotto nel segmento ristorazione una limitata domanda di risorse naturali, ed una stagionalità poco marcata o addirittura complementare a quella delle vacanze. Oltre a produrre un maggior valore aggiunto unitario, la produzione per affari è quindi maggiormente sostenibile e garantisce più alti tassi di utilizzo della capacità produttiva; inoltre in molti paesi sviluppati il segmento affari ha tassi di crescita costantemente superiori a quelli del segmento leisure. La valutazione è però possibile solo sulla base di indagini particolari, ipotesi ad hoc o simulazioni statistiche 5 dato che mancano misure attendibili, complete e confrontabili soprattutto nel segmento dei viaggi individuali. Il divario tra domanda e offerta di informazione statistica è anche evidenziato dall enorme quantità di ricerche e studi pubblicati da soggetti privati (gestori di carte di credito, charge card, vettori di trasporto o catene alberghiere). Questa produzione è un chiaro segnale che i dati pubblici sui viaggi d affari sono insufficienti per compiere sia analisi di tipo micro (marketing o benchmarking) sia analisi di tipo macro come ad esempio la stima della domanda di mercato. Da un punto di vista statistico una riflessione su come il turismo per affari è ad oggi definito risulta misurato, è preliminare ad ogni altra considerazione per rispondere al bisogno conoscitivo di un economia in continua evoluzione dove il turismo è destinato a giocare un ruolo sempre più importante. 2 La distinzione non esaurisce lo spazio di motivazioni della domanda di turismo dato che tra queste andrebbe considerato anche il turismo per studio. Gli studenti fuori sede, pur se ignorati dalle attuali statistiche ufficiali, rientrano a pieno titolo nella definizione di turisti. I loro spostamenti sul territorio determinano inoltre un impatto rilevante sull economia delle città universitarie. Nella sola città di Bologna si stima vi siano fra 6 e 7 milioni di presenze all anno; vedi: Tassinari F. (1994); Turismo culturale e turismo di studio, Rivista italiana di economia demografia e statistica, Davidson R. Coppe B. (2003), Business travel, Prentice Hall, London. 4 In tutti i sotto segmenti in cui è usualmente distinto: i viaggi individuali, convegni e congressi, incentive, exibitions e corporate hospitality; vedi Davidson R. (2001), Distribution channels analysis for business travel, in Laws E. and Buhalis D., Tourism distribution channels: practices, issues and transformations, Continuum, London. 5 British Tourist Authority (2003), Business tourism breefing Document of the Business Tourism Partnership, compiled By Tony Rogers per la Gran Bretagna; WTTC (2003) Country league tables The 2003 Travel and Tourism research, World Travel and Tourism Council ed. UK. per altri paesi.

3 2) La misura dei viaggi per affari, problemi e una proposta Stando ad un indagine ISTAT 6 condotta presso le famiglie, i viaggi per affari degli italiani che prevedono almeno un pernottamento in albergo sono 10,7 milioni (circa 8 milioni stimabili solo per Italia). Per lo stesso anno i viaggi d affari (con e senza pernottamento) di italiani all estero stimati dall UIC 7 sono circa 10 milioni. Il semplice esempio mostra la probabile sottostima connessa alla misura dei viaggi d affari dal lato della domanda 8. L esempio, riferito al caso italiano, è inoltre paradigmatico della situazione delle statistiche sui viaggi d affari in gran parte d Europa. Il giudizio non positivo sull informazione diventa invece oggettivo se basato sul piano qualitativo; a fianco delle informazioni demografiche mancano, ad esempio, informazioni sulla spesa disaggregata per caratteri strutturali di chi acquista il viaggio. L aspetto è meglio puntualizzato in diversi rapporti ufficiali 9 dove si rileva che nonostante l importanza del settore, l attuale sistema per la misura statistica dei flussi di viaggi e turismo mostra carenze soprattutto dal punto di vista della raccolta di informazioni economiche. Il problema della rappresentatività delle statistiche sui movimenti per affari non è di poco conto dato che si crede sia da ricondurre alla stessa definizione di domanda di turismo. Non distinguere tra consumatore leisure e consumatore di viaggi d affari, conduce ad una errata assunzione dell unità statistica oggetto di rilevazione soprattuto quando si vogliono misurare i viaggi individuali. Per gli uffici di statistica il turista è sempre e solo il viaggiatore anche quando questi non decide il come, il quando viaggiare o quanto spendere per soddisfare un bisogno di mobilità che, oltretutto, non è proprio ma di un terzo soggetto. Sul piano della rilevazione statistica definire la domanda guardando al sul consumo del viaggio, senza preoccuparsi di porre l accento sulla decisione di acquisto, ha come conseguenza che l unità statistica di riferimento è sempre il viaggiatore (o la famiglia), che si tratti di rilevare turismo di svago o viaggi di affari. Per misurare questi ultimi il viaggiatore non rappresenta però l unità statistica ottima e nemmeno la più informata visto che è spesso escluso dalla decisione di acquisto e che subisce le modalità di svolgimento (destinazione, tempistica, mezzo di trasporto, alloggio, ecc...). L intervistato consuma cioè un bene intermedio acquistato da altri il cui valore (il costo) può essergli ignoto perché stabilito nell ambito 6 Istat (2002) Indagine sui viaggi e vacanze degli italiani, Istat, Roma. 7 UIC (2002), Turismo internazionale dell Italia, UIC, Roma, 8 Dal lato dell offerta la pubblicazione Istat (2002) Statistiche del turismo Istat, Roma, riporta i seguenti dati: arrivi italiani in alberghi 4 e 5 stelle 15 milioni, arrivi di italiani in albergo nei soli mesi di ottobre, novembre, e marzo 10 milioni (al netto di quelli nelle province di Venezia, Firenze Roma e Napoli aggiungendo gli arrivi a Milano e Torino di tutto l anno). Pur trattandosi di basate su ipotesi molto semplificate del comportamento dei turisti d affari anche questi risultati confermano una probabile sottostima dei flussi dal lato della domanda. 9 OECD (2001) Measuring the Role of Tourism in OECD Economies, The OECD manual on tourism satellite accounts and employement, enterprise, industry and service, OECD, Paris.

4 di vere e proprie convenzioni tra acquirente e fornitori, e fatturato direttamente all acquirente dall agente di viaggio o da gli stessi fornitori. Chi effettivamente decide dell acquisto di input intermedio viaggi d affari è invece l impresa, l ente pubblico o l associazione (i manager incaricati) che sarebbero quindi i soggetti da intervistare per conoscere la reale dimensione del mercato e le modalità di gestione di questo input produttivo. Gli effetti della mancata distinzione tra viaggi come consumo finale e viaggi come consumo intermedio sono però ignorati dagli istituti di statistica che seguono precise direttive 10 nella rilevazione dei viaggi d affari e di svago. In particolare l Eurostat suggerisce di scegliere tra: indagini dirette presso le famiglie, indagini alle frontiere o riassunti della spesa effettuata con carte di credito (vedi tabella 1). Tabella 1. Rilevazioni sui viaggi/turismo nei principali paesi dell UE. Indagine Paesi sulle famiglie TUTTI alle frontiere IT, IE, FI, GB, PT, ES presso l'offerta di servizi (es hotels) DK, IT,FI,PT presso i viaggiatori nelle strutt. ricett. DK, DE,FR,NL,PT presso gli intermediari turistici DK sui movimenti di valuta) TUTTI Dati da carte di credito AT, BE, DK, ES, IT, LU, PT, Conto satellite AT, FI, FR, SP(provvisorio) Non incluse indagini svolte una tantum o con periodicità superiore all anno (situazione al 03/2003). AT = Austria, BE = Belgio, DE = Germania, DK = Danimarca ES = Spagna, FI = Finlandia, FR = Francia, GB = Gran Bretagna, GR = Grecia, IE = Irlanda, IT = Italia, NL=Olanda, PT = Portogallo. Oltre ad essere discutibile sul piano teorico, rifarsi ai viaggiatori per rilevare i movimenti e le caratteristiche dei viaggi d affari è anche tecnicamente inefficiente rispetto al referimento alle imprese. La popolazione dei viaggiatori non è nota ma è sicuramente più ampia e soprattutto meno identificabile di quella delle imprese 11. L efficacia di un piano di rilevazione dei movimenti per affari interni ad un Paese basato su intervista alle famiglie è anche ridotta dai maggiori errori di copertura e dalla difficoltà di intervistare gli individui che viaggiano più spesso. Inoltre chi è intervistato sui viaggi dei vari componenti del nucleo familiare, è più probabilmente informato (correttamente) sui viaggi di piacere, che magari lo hanno coinvolto personalmente, piuttosto che sui viaggi di lavoro. In ogni caso gli intervistati hanno meno dimestichezza a collaborare con gli istituti di statistica e meno informazioni sull escursionismo (che infatti è escluso dalla 10 Eurostat (2000), Technical group travel report, Balance of Payments Working Party executive summary, Kirchberg, Luxembourg. 11 Un distingo va posto tra le rilevazioni dei movimenti interni ad un Paese e dei movimenti attraverso una frontiera, il passaggio della quale individua il viaggiatore.

5 rilevazione) rispetto a quelle disponibili ad una impresa dotata di contabilità analitica dei costi. L attuale sistema statistico ha dunque un "cono d'ombra" sui movimenti per affari. Da un lato le rilevazioni sui viaggiatori producono risultati poco informativi sul piano economico e probabilmente sottostimati; dall'altro le inchieste dirette alle imprese non rilevano i costi per i viaggi d'affari nonostante il loro peso tra i costi aziendali sia non secondario. Il punto di vista dell impresa sarebbe invece rilevante per compiere analisi economiche o valutare i provvedimenti di politica economica da adottare in questo ambito. Ad esempio per determinare il PIL diretto ed indiretto del settore, le informazioni ausiliare richieste al viaggiatore: età, struttura familiare, sesso, area di provenienza, sono infatti meno importanti rispetto ad informazioni sulla spesa disaggregata per variabili strutturali dell impresa come settore produttivo (ATECO) o dimensione. Per disporre di una visione completa del comparto, accanto alla indagini attualmente in corso sarebbe quindi necessario raccogliere informazioni economiche sui viaggi intervistando direttamente imprese, amministrazioni pubbliche e associazioni. Un primo passo potrebbe essere includere i viaggi d affari tra le informazioni rilevate nelle indagini ufficiali sulle imprese, svolte da tutti gli istituti di statistica nazionali. Attualmente le indagini annuali sul PIL non considerano infatti la spesa per viaggi anche quando rilevano i costi di produzione con un dettaglio molto elevato 12. La spesa per viaggi d affari (dal lato dell impresa) è invece rilevata solo mediante indagini periodiche finalizzate a costruire le tavole Input-Output nazionali. Purtroppo le informazioni sono spesso datate (da 4 a 8 anni in media) 13 e, seppure importanti, non sono sufficienti per costruire un conto satellite. Nell esperienza USA ad esempio solo le spese per viaggio principale e albergo sono ricavate direttamente dalla tavola I-O; le spese accessorie per pasti, carburanti e trasporti locali sono stimate sulla base di dati forniti da un indagine American Express, proprio sulle imprese. Per superare l attuale fase di parziale copertura del settore è quindi necessario rileggere la definizione di domanda turistica e permettere agli istituti nazionali di separare le indagini nei segmenti leisure e business. Rimane ovviamente l interrogativo sulle difficoltà tecniche di una simile operazione. Per dare una prima risposta, seppure parziale, nel nov.-dic è stata svolta una indagine 12 Nell indagine campionaria sulle imprese con meno di 20 addetti svolta dall Istat tra i costi di produzione figurano le spese per: pubblicità, lavorazioni di terzi, noleggio, trasporti (non distinguendo tra merci e persone), provvigioni, ricerche di mercato, consulenze, servizi bancari, servizi di informatica, oneri bancari, oneri di assicurazione, fitti passivi, royalties, formazione, smaltimento rifiuti, altri servizi. Anche nel questionario destinato alle imprese con più di 100 addetti compare una unica voce aggregata per riassumere le spese in servizi nella cui descrizione non è però contenuto nessun riferimento esplicito ai viaggi per affari. 13 In Italia è attualmente in corso un indagine che si riferisce al I risultati saranno però disponibili non prima della seconda metà del 2004.

6 campionaria sui viaggi d affari delle imprese italiane i cui principali elementi progettuali sono riassunti nel seguente paragrafo insieme ad alcuni risultati. 3) Una indagine sul mercato italiano; aspetti statistici e principali risultati 14 L indagine ha come obiettivo la misura della spesa per viaggi d affari da parte delle imprese italiane definita come il totale dei costi per viaggi registrati a bilancio. Le risorse disponibili hanno imposto di escludere le imprese agricole, il pubblico impiego e le piccole imprese dall universo di riferimento che è pertanto limitata alle sole imprese private di dimensione superiore a 10 addetti (nell'industria) e 5 addetti (nei servizi). L universo è definito ricorrendo all archivio ASIA 2000 e rappresenta circa il 10% delle imprese ed il 55% degli addetti. Per l indagine si è scelto un piano di campionamento stratificato ad uno stadio come usualmente avviene nelle indagini presso le imprese. La previsione di realizzare un numero compreso tra 200 e 250 interviste ha consigliato di limitare il numero degli strati a 4; come variabili di stratificazione sono state considerate la dimensione (meno di 100, e 100 o più addetti) e la classificazione produttiva (industria e servizi). Nella scelta si sono considerati i risultati ottenuti in una precedente indagine pilota svolta nel 2001 che ha anche consentito di ottenere una stima preliminare della varianza di strato considerata per determinare la numerosità campionaria rispetto alla classificazione produttiva. Rispetto alla dimensione si è invece vincolato a priori la numerosità complessiva nei due strati (grandi e piccole imprese) rispettivamente a 1/3 e 2/3. La scelta è stata dettata dalla volontà di garantire maggiore controllo della variabilità campionaria nelle imprese più grandi (economicamente più rilevanti). La lista delle imprese è l annuario KOMPASS/SEAT ed ; problemi di segreto statistico hanno infatti impedito di utilizzare direttamente l archivio ASIA Il fatto ha determinato un errore non campionario di copertura il cui effetto è però difficilmente quantificabile dato il costo di una interrogazione totale dell archivio imprese. Il problema è comunque soprattutto evidente per le unità meno rilevanti ; infatti da informazioni ausiliarie si può stimare che l elenco copra circa 2/3 delle grandi imprese e 1/3 di quelle considerate piccole. Il processo di raccolta dei dati ha riguardato 1600 aziende scelte casualmente. La raccolta dei dati è avvenuta mediante questionari postali e fax. E stato 14 Per una nota metodologica piu dettagliata si rimanda ad una prossima pubblicazione su quaderno di ricerca del Dipartimento di Scienze Statistiche P. Fortunati.

7 successivamente necessario un lungo lavoro di recall telefonico. Per ogni strato, le unità totalmente non rispondenti sono state ordinate casualmente e ricontattate in ordine successivo fino a raggiungere le proporzioni stabilite sulla base dei dati ASIA Il tasso finale di risposta è stato del 13% (206 questionari completati) un risultato che dipende dalla grande richiesta di informazioni (21 domande). Molto più alto il tasso di risposta medio per questionario che sfiora il 90%. Non si sono evidenziati rilevanti problemi di autoselezione dei rispondenti rispetto a variabili quali: classificazione ATECO a due cifre, dimensione e area geografica (macro aree Nielsen). Il processo di verifica della coerenza interna delle risposte è basato sull analisi delle somme percentuali e sul controllo dei rapporto tra spesa in viaggi d affari e addetti e/o fatturato. Le imprese che presentavano valori considerati anomali perchè superiori a 3 volte lo scarto quadratico medio di strato, (12 in totale) sono state ricontattate. Il trattamento della mancata risposta parziale è stato affrontato con metodologie hot-deck dopo avere determinato le classi di imputazione in base alle variabili ATECO, addetti, e costo medio del singolo viaggio (classi). Nel caso fossero tali informazioni a mancare, si è provveduto a ricontattare il non rispondente e solo nel caso di ulteriore non risposta a imputare il dato attraverso correlazioni con variabili note. Il lavoro ha consentito di stimare in 18 miliardi di Euro 15 la spesa 2002 per viaggi d affari nel segmento corporate, un dato che pone il segmento in una posizione di assoluto rilievo. Tale spesa è generata da circa 30 milioni di viaggi (di cui oltre 21.5 milioni in Italia); i viaggi con almeno un pernottamento sono 19,5 milioni. Circa il 65% dei viaggi è motivato per incontrare clienti o fornitori mentre il 25% ha come motivo il partecipare a riunioni aziendali. La dimensione campionaria non consente di spingersi molto avanti nel dettaglio dei risultati, a meno di non accontentarsi di semplici indicazioni descrittive 16. Va però sottolineato come la prospettiva aziendale permetta sia di classificare l informazione per variabile strutturale (settore, dimensione), sia di analizzare il processo di acquisto dei viaggi (la travel policy) sia di calcolare alcuni indici (vedi tabella 2). L incidenza complessiva della spesa sul fatturato (1.1%) è in linea con quella stimata in una recente simulazione di conto satellite del turismo Italiano 17 ; qui l incidenza dei viaggi d affari sulla produzione totale ai prezzi base è l 1,2% per l intera economia (piccole imprese e pubblica amministrazione compresa). 15 Precisione 10% all 80% di significatività) 16 Risultati più dettagliati sono riportati in Guizzardi (2003) I viaggi d affari delle aziende italiane nel 2002: dimensione del mercato e previsione delle tendenze La Rivista del Touring, n 4, Touring Club Italiano ed. 17 WTTC (2003) Country league tables The 2003 Travel and Tourism research, World Travel and Tourism Council ed., UK.

8 Tab. 2) L incidenza della spesa per viaggi d affari Spesa su fatturato Spesa per addetto (Euro x 1000) Industria 1.0% 2.1 Commercio 0.5% 1.9 Servizi (non comm.) 2.0% 1.9 Totale 1.1% 2.0 Un risultato da evidenziare, anche perchè ritenuto robusto rispetto alla dimensione campionaria, è la maggiore stabilità intrasettoriale del rapporto spesa su addetti rispetto a quello spesa su fatturato. Il punto è rilevante oltre il numero, perchè indica che all ipotesi di proporzionalità tra spesa per viaggi e fatturato, spesso utilizzata nei modelli statistico-economici per superare la carenze di informazione pubblica 18, è preferibile quella di proporzionalità tra spesa e addetti. 4) Conclusioni La crescente importanza dei viaggi collegati a motivazioni d affari e alcune carenze dell attuale sistema informativo pubblico, soprattutto per quanto riguarda i flussi interni e il segmento viaggi individuali, hanno suggerito una prima riflessione sulle definizioni e gli strumenti di misura utilizzati. Il risultato principale è la evidenziata necessità di criticare l identità di definizione tra domanda di turismo e viaggiatore che, se accettabile per i viaggi di svago, non lo è per i viaggi di lavoro. Qui chi viaggia lo fa spesso per soddisfare un bisogno non proprio e soprattutto senza intervenire sulla decisione d acquisto che è delle imprese, degli enti pubblici, o delle associazioni. In altri termini la scelta equivale a non distinguere la domanda per consumi finali e quella per consumi intermedi una situazione che non si ripropone per nessun altro bene o servizio. Le imprese e non le famiglie dovrebbero essere quindi considerate come unità di rilevazione nelle indagini sui viaggi per affari. La soluzione oltre a migliorare la qualità dell informazione (sicuramente sotto il profilo dell informazione economica) renderebbe più semplice la rilevazione statistica come mostrato attraverso un indagine sperimentale condotta sul solo segmento corporate. Come primo risultato si è mostrata la grande potenzialità di un indagine sugli acquirenti ; è infatti stato possibile collegare i comportamenti di acquisto e la 18 Ad esempio in Woollett G., Townsend J., Watts G. (2002) Development of QGEM-T a Computable General Equilibrium Model of Tourism, Office of Economic and Statistical Research working paper, Queensland Treasury, Australia.

9 spesa a variabili economiche di struttura oltre che a informazioni sulle modalità di gestione. Si è mostrato che è possibile ottenere informazioni cruciali sia per le analisi di tipo micro (marketing o benchmarking) sia per analisi di tipo macro come ad esempio la stima della domanda di mercato o la costruzione di un conto satellite del turismo. Come secondo risultato si sono ottenute stime dei viaggi (30 milioni) e dell escursionismo d affari (11 milioni). Il dato sui viaggi con pernottamento risulta più elevato rispetto ai dati ufficiali ma in linea sia con quanto misurato da organismi internazionali sia con alcune valutazioni qualitative che si possono compiere analizzando i dati ufficiali dell offerta di turismo. Si è infine dimostra la rilevanza della segmentazione per settore produttivo nel determinare alcune caratteristiche dei viaggio d affari anche se tale dipendenza non è omogenea rispetto al carattere scelto. Ad esempio si è mostrato che l incidenza della spesa per viaggi sul fatturato è più variabile rispetto al settore produttivo che non il rapporto della spesa per viaggi sugli addetti. Il punto è rilevante nelle analisi economiche dove l ipotesi di proporzionalità tra spesa per viaggi e dimensione aziendale è spesso richiamata. Summary Tourism is an important part of modern societies and plays a crucial role within the world economy. Is a demand-side concept involving a wide range of activities and different motivations to consume, mainly leisure or business or study. Developed economies are generally mature markets for leisure tourism, so that attention is gradually shifting towards business travel. The latter helps to reduce seasonality, it is more valuable than leisure tourism and - because of business trends in management, market globalization and training activities - it shows a rate of growth that generally exceeds the overall tourism growth rate. Despite the sector s importance, present-day statistics on tourism do not provide sufficient business information, as pointed out in several official reports (see among others OECD 2001). This lack of information is a necessary consequence of Eurostat s (2000) suggestion to use household surveys for data collection. Such an approach produces no or very little relevant data about business travel s structure and costs limiting the possibility to evaluate indirect GDP, business policy effects, or to prepare a satellite account. The critical point is demand definition. Households represent only tourism final demand; therefore they are not the optimal statistical units when the focus is on tourism as an intermediate consumption. The decision to buy business travel is not generally taken by travellers themselves but by

10 company managers (enterprises), who are the only subjects knowledgeable about travel costs, purchasing processes or travel policies. In order to provide a more complete statistical picture for this important sector it so necessary to collect information from both side household and business government surveys. The question is whether today s official business surveys can be directly and effectively extended to survey business travel expenditure. In the work we have also presented the methodology and the results of an explorative survey on the corporate segment of the Italian business travel market. Data on business travel expenditure were collected through a direct survey of Italian enterprises. Only enterprises with more than 4 employees (if in the service sector) and more than 9 employees (if in the industrial sector) were included in the study. Mail, fax and questionnaires were sent to a sample of 1,600 firms; the final response rate was 13% (206 completed questionnaires) but it was necessary to later telephone. Although limited sample size does not allow for a very detailed analysis, results provide sufficient evidence to counter the frequently advanced hypothesis of indipendence between productive sector and business travel expenditure (i.e. the fixed proportions between travel expenditures and enterprise s size) Official statistics should no longer ignore or downplay the role of business travel as part of tourism sector. In order to provide a fuller picture, business travel costs should be included among other productive costs in official surveys to enterprises. This work shows that this is feasible, at least from a technical point of view. The main problem remains theoretical and it is tied to business travel demand definition. Until it will not be possible to correctly measure business travel relevance but to be In order to provide a more complete statistical picture for this important sector it so necessary to collect information from both side household and business government surveys.

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