PER UN ASSESSMENT CONCRETO DELLA POTENZIALITÀ TURISTICA DI UN'AREA PROTETTA

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1 XXXIV CONFERENZA ITALIANA DI SCIENZE REGIONALI PER UN ASSESSMENT CONCRETO DELLA POTENZIALITÀ TURISTICA DI UN'AREA PROTETTA Marcella DE FILIPPO 1, Erica MINGOTTO 2, Federica MONTAGUTI 3, Annalisa PERCOCO 4 SOMMARIO Non sempre la sola dotazione di risorse naturali costituisce, per un area protetta, una garanzia della capacità di attrarre flussi turistici e flussi di turisti natura in particolare. Da tale prospettiva il Parco Nazionale Appennino Lucano Val d Agri Lagonegrese può essere considerato un caso esemplare. Obiettivo di questo lavoro è mostrare come l utilizzo di un approccio che metta in relazione domanda e offerta evidenzi problematiche altrimenti sottovalutate. Tale approccio ha permesso di condurre una valutazione comparativa e di integrabilità delle attrattive attualmente espresse dal parco con altre aree e infine la valutazione strategica dei segmenti/prodotti in relazione sia alla domanda potenziale sia alla dotazione di fattori chiave, attraverso un adattamento della matrice di McKinsey. È così emerso che il prodotto maggiormente sviluppabile per il parco non è il turismo natura, quanto il turismo di scoperta. Sulla base di tale risultato, è stata condotta l'analisi di integrabilità al fine di identificare elementi utili al miglioramento della competitività del parco su alcuni key factors relativi ai diversi prodotti/segmenti. Nello specifico, è stata verificata la fattibilità di integrazione tra l area della Costa Ionica e il parco, attraverso un'indagine sul campo, con l'obiettivo di individuare l'esistenza di una domanda potenziale per il prodotto integrato. 1 Fondazione Eni Enrico Mattei, Via del Convento, 16, 85059, Viggiano (PZ), 2 Centro Internazionale di Studi sull'economia Turistica, Villa Mocenigo, Riviera S. Pietro, Oriago di Mira (Venezia) 3 Centro Internazionale di Studi sull'economia Turistica, Villa Mocenigo, Riviera S. Pietro, Oriago di Mira (Venezia) 4 Fondazione Eni Enrico Mattei, Via del Convento, 16, 85059, Viggiano (PZ),

2 1. Introduzione. Il ruolo delle aree protette per lo sviluppo territoriale locale 5 Le aree protette hanno gradualmente modificato il loro ruolo, passando da oggetto di protezione di [...] alcuni territori di indiscussa bellezza e le risorse di questi luoghi da ogni forma di sfruttamento che ne potesse compromettere il godimento da parte delle attuali e future generazioni (D Amore et al., 2009) (fine Ottocento) a soggetto di gestione dei diversi aspetti che interessano il governo del territorio (promozione dello sviluppo economico e sociale, valorizzazione turistica, conservazione della natura e dei beni culturali, risanamento e bonifiche, educazione ambientale, protezione civile, gestione agro-silvo-pastorale, difesa idrogeologica ecc.), in virtù della Legge quadro sulle aree protette (394/91). Inquadrata in tale prospettiva, dunque, un'area protetta, oltre ad avere un valore socioculturale in quanto strumento di tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico e culturale, ha anche un valore socio-economico per la comunità in quanto laboratorio strategico per la realizzazione di iniziative in grado di promuovere modelli di sviluppo locale sostenibile. Le aree protette, infatti, solo in Italia occupano direttamente circa addetti, oltre ai impegnati nei servizi e nelle attività di divulgazione e di educazione ambientale, nella ricerca scientifica e soprattutto nella gestione, affidata a circa 500 cooperative e imprese, degli oltre centri visita e più in generale delle strutture culturali e naturalistiche presenti nei parchi terrestri e marini (Valbonesi, 2010). Emerge, quindi, che la questione relativa al rapporto tra aree protette e sviluppo locale non può essere valutata come un elemento aggiuntivo al significato e al ruolo dell'area protetta, ma piuttosto come un fattore nel quale le politiche di conservazione e di tutela si manifestano nel reale contesto locale. Un parco, pertanto, è chiamato a svolgere una funzione di progetto di territorio declinato come uno spazio di incontro e di elaborazione di azioni convergenti, proiettato verso una immagine condivisa del futuro territoriale, fatto di progetti sostenibili dal punto di vista ambientale e in grado di attivare ricadute sullo sviluppo economico dell'economia e della società locale (De Matteis,1995). In particolare, è riconosciuto dalla letteratura internazionale il contributo che il turismo può offrire per la promozione socio-economica nelle aree protette (McNeely et al.,1992). Lo dimostrano, da un lato, i dati sui segmenti del turismo natura maggiormente richiesti ai tour operator domestici, secondo i quali le aree protette, che raccolgono ben il 34% delle preferenze dei turisti natura, costituiscono il segmento più rappresentativo e irrinunciabile, seguito poi dalla montagna (20%) e dal turismo rurale (12 %). Dall altro i dati positivi sull'andamento delle presenze (+ 0,79% nel 2009 e + 0,51% nel 2010) e sul fatturato ( +1,14% 5 Per quanto il lavoro sia frutto di una collaborazione tra gli autori, tuttavia sono da attribuirsi a De Filippo e Percoco i paragrafi 1,2,3 e a Mingotto e Montaguti i paragrafi 4,5,7, mentre il paragrafo 6 è frutto di un lavoro congiunto.

3 per il 2009 e +0,34% per il 2010) delle strutture ricettive ricadenti all'interno delle aree protette italiane (Osservatorio Permanente sul Turismo Natura,2011). Alla crescita dell'interesse per tutte le diverse declinazioni del turismo natura corrisponde una crescente preoccupazione per le trasformazioni indotte al territorio e i danni provocati all'ambiente dall'industria turistica. La cementificazione del territorio, oltre all'aumento delle emissioni di CO2 e all'effetto serra, sono riconosciuti tra i primi danni che un turismo poco gestito può generare (Fondazione Univerde, 2011). Se, da un lato è indiscutibile che l'attività turistica produca processi di territorializzazione, cioè di trasformazione dello spazio in artefatto umano, accelerando, quindi, la trasformazione dell'ambiente naturale in uno sempre più antropizzato, sia dal lato dell'offerta (strutture ricettive, spazi per il tempo libero ecc.) che da quello della domanda (flussi turistici); dall'altro è pur vero che il turismo si alimenta dalle qualità dell'ambiente e delle sue risorse (Romei, 2011), e ciò a maggior ragione nel caso delle aree protette. Da questo punto di vista, le aree protette sono chiamate a sperimentare un'attenta pianificazione dello sviluppo turistico in un'ottica sistemica, che concili le esigenze della tutela della natura e dell'identità culturale del territorio con quelle dello sviluppo turistico ed economico in generale. 2. Il Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'agri Lagonegrese Il Parco Nazionale dell'appennino Lucano - Val d'agri Lagonegrese (di seguito anche PNAL), istituito con il D.P.R. dell'8 dicembre 2007, comprende 29 comuni della provincia di Potenza ed è, ad oggi, il parco più giovane d'italia. Insieme al Parco Nazionale del Pollino e a quelli regionali di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane e della Murgia Materana, compone la ricca geografia delle aree naturali protette della Basilicata. Il suo territorio occupa l'area sud-ovest della regione e si estende per un raggio di circa 700 kmq, inglobando i fiumi Agri, Basento, Noce e Sinni. Da un punto di vista territoriale, il Parco risulta fortemente disomogeneo, comprendendo tre realtà differenti da un punto di vista socioeconomico oltre che fisico: Val Camastra, Val d'agri e Lagonegrese. Si caratterizza per essere fortemente eccentrico in termini di milieu locale poiché interessato da un lato dalla presenza di un patrimonio naturalistico e culturale di pregio e dall'altro dall'esistenza del più grande giacimento petrolifero d'europa on shore. Intrinsecamente dotato di una straordinaria varietà di ecosistemi, presenta ben 14 siti inseriti nella rete europea Natura 2000; 3 riserve regionali; un invaso artificiale- il lago Pietra del Pertusillo- tra i più grandi d'italia e numerosi rilievi montuosi, alcuni dei quali con un'altitudine superiore ai 2000 metri. Su questi territori insiste un patrimonio faunistico e floristico di rilievo, che contempla la presenza di un considerevole numero di specie rare e protette.

4 Figura 1: I confini del Parco Nazionale dell Appennino Lucano Dal punto di vista delle attrattive culturali nel Parco è presente un'area archeologica di rilevanza nazionale, che rappresenta uno dei pochi casi in Italia in cui è possibile osservare i resti di una tipica città romana del III sec. a.c., abbandonata e mai più reinsediata. Vicina territorialmente e da essa dipendente la Villa Romana di Marsicovetere, particolarmente interessante per essere stata rinvenuta nel 2006 nel corso di uno scavo eseguito dall'eni per la costruzione di un oleodotto. Risorse a forte attrattiva sono poi i borghi e i centri storici custodi di un importante patrimonio d'arte minore, sia materiale (di rilievo i palazzi signorili di Pignola, il castello di Brienza, il monastero basiliano di San Chirico Raparo), che immateriale (rintracciabile in molte usanze e feste tradizionali: la produzione ceramica di Calvello e quella di rame di Rivello,la tradizione musicale di Viggiano, la festa della 'ntenna di Castelsaraceno ecc.). A questi beni si aggiungono le numerose tipicità enogastronimiche, alcune delle quali, come il fagiolo di Sarconi, il canestrato di Moliterno, l'olio di Montemurro; il vino Grottino di Roccanova; il vino Terre dell'alta Val d'agri, dotate di marchio di qualità. Al vasto e variegato patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale, si aggiunge, infine, la ricchezza di risorse del sottosuolo: dei 25 pozzi presenti nell area della Val d Agri, 13, realizzati prima dell istituzione dell Ente Parco, ricadono infatti all interno dell area protetta.

5 Il PNAL, dispone dunque di un mosaico diversificato di risorse, idonee ad attrarre varie tipologie di turismi: da quello paesaggistico e naturalistico a quello culturale, dall'enogastronomico allo scolastico e allo sportivo invernale. Si intuisce come la messa a valore, anche per fini turistici, di questo articolato patrimonio territoriale potrebbe rappresentare una leva per creare nuove connessioni tra risorse endogene e sviluppo e rinsaldare, così, i processi di crescita economica/occupazionale interni al territorio. Dall analisi sullo stato del settore turistico del Parco, è emerso che il PNAL dispone di una nutrita serie di servizi di fruizione. Tra gli altri 4 Centri di Educazione all Ambiente e alla Sostenibilità e 3 centri studi naturalistici che organizzano escursioni e attività legate alla scoperta e fruizione del patrimonio ambientale, 1 area di bird watching sul Lago del Pertusillo,un parco-zoo con oltre duemila animali, 6 falesie per l arrampicata, un bike park, due parchi avventura e diversi impianti per la pratica di sport quali l equiturismo, la pesca sportiva e il nuoto. Nel territorio sono, inoltre, presenti 3 comprensori sciistici, dotati complessivamente di circa 20 impianti di risalita, adatti allo sci nordico e allo sci alpino. 19 le guide escursionistiche ufficiali, reclutate nel 2011 con un apposito bando e formate dall Ente Parco. Sono,poi, presenti alcuni contenitori didattici che per il loro sostrato scientifico risultano particolarmente adatti al turismo scolastico: il parco tematico sulla geologia nel comune di Nemoli e l osservatorio astronomico nel comune di Anzi, il centro didattico energia e territorio di Calvello.. L area sconta però una generale inadeguatezza dei servizi di cartellonistica e sentieristica, sia in termini di quantità sia in termini di distribuzioni sul territorio. Il PNAL dispone, infine, di un sistema ricettivo e ristorativo di buona consistenza ma ancora poco frequentato. Sono infatti presenti 96 strutture ricettive e un totale di 3380 posti letto, distribuiti per il 78% nel comparto alberghiero, comparto che si qualifica però di categoria medio bassa (l'84% dei letti è distribuito tra hotel ad una, due e tre stelle), e per il 22% nel settore extra- alberghiero, prevalentemente legato alla formula dell'agriturismo (66% dei letti). Carenze di posti letto si rilevano nel settore dei B&B (6% dei letti). Del tutto assenti ostelli, rifugi, campeggi e altre forme di ospitalità generalmente presenti nelle aree naturalistiche. Un'offerta al momento sovradimensionata rispetto alla domanda attuale dato l indice di utilizzazione lorda che si ferma solo al 12% e che vede un maggiore sfruttamento di letti solo nel comparto alberghiero, con un indice di utilizzo lordo del 14% nel comprensorio del Parco e di 5 punti percentuali più alto in Val d'agri, dove si rileva la presenza stabile dei turisti business occupati nel settore delle estrazioni petrolifere. L offerta ristorativa del Parco è invece composta per lo più da ristoranti, che rappresentano l 80% del totale- di questi il 27% è collocato all interno degli hotel-; il 16% da aziende agrituristiche, che valorizzando nella struttura architettonica, nell arredo e nelle pietanze proposte le tipicità del luogo rappresentano di per sé un naturale punto di forza dell area protetta; il restante 4% è costituito

6 da osterie, trattorie e tavole calde. Allo stato attuale i pull factor del Parco (fattori naturali, culturali e organizzativi), elementi costituitivi dell'offerta turistica, risultano essere da un lato ancora poco conosciuti e fruiti dai flussi turistici attuali dall altro potenzialmente capaci di attrarre un numero sostanzioso di visitatori. Del resto, è acquisito che, perché un territorio possa essere identificato come prodotto turistico, e quindi promosso e venduto sul mercato, è indispensabile che le sue risorse siano adeguatamente valorizzate ed organizzate in modo da essere fruibili ai visitatori (Berardi, 2007). 3. Il sistema turistico del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'agri Lagonegrese Come noto una delle fasi fondamentali del processo di pianificazione, presupposto fondamentale per valutare le potenzialità turistiche della destinazione, è l'identificazione delle risorse turistiche, non soltanto sulla base delle loro caratteristiche, ma anche e soprattutto sulla base della presenza di una domanda attuale o potenziale che risulti da esse attratta. Nell'analisi della domanda turistica del PNAL si è posta particolare attenzione non solamente all analisi statistica in termini di arrivi e presenze e loro evoluzione negli ultimi cinque anni ma anche allo studio delle motivazioni e dei comportamenti dei turisti, al fine di valutare il reale impatto dell istituzione dell area protetta sui flussi turistici presenti sul territorio L analisi statistica Nel 2011 il Parco ha fatto registrare arrivi, pari al 10,2% degli arrivi rilevati nell intera regione, e presenze ovvero il 7,8% delle presenze totali della Basilicata 6. Va però evidenziato che il movimento turistico nel Parco dal al 2011 ha fatto registrare un trend positivo, dal momento che gli arrivi sono incrementati del 9% e le presenze del 59%. La distribuzione dei flussi turistici non è uniforme all'interno del Parco; in Val d'agri si concentra il 72% delle presenze complessive del Parco; a seguire Lagonegrese (15%) e Val Camastra (13%). Il territorio in questione si caratterizza per un turismo prevalentemente domestico e in particolare di prossimità. L 89% delle presenze è alimentato dal mercato italiano, in particolare dalle regioni più limitrofe, quali Puglia (25% delle presenze di italiani) e Campania (13%). Non trascurabile è inoltre il peso esercitato da altre regioni italiane, non 6 Statistiche ufficiali fornite dall'agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata. 7 L'arco temporale analizzato va dal 2006, anno precedente all'istituzione formale del Parco, avvenuta con DPR 8 dicembre 2007, al 2011.

7 solo del sud Italia, come Sicilia (15%), Abruzzo (10%), Lombardia (6%) Lazio (5%) e Emilia Romagna (4%); regioni dalle quali, come hanno dimostrato le due indagini commentate successivamente, deriva soprattutto una domanda di turismo business e di lavoro. Il mercato internazionale invece, che rappresenta solamente il 11% dell offerta, è generato soprattutto dalla Romania (addirittura il 54% delle presenze di stranieri), dalla Spagna (9%) e dalla Svizzera (4%); Paesi la cui domanda, c è motivo di credere ancora una volta, sia di tipo prevalentemente business. La permanenza media, è di 2,8 notti per il mercato domestico e 5,6 notti per quello internazionale, tra l altro in aumento rispetto agli anni passati. In merito infine alla stagionalità, non si osserva all interno del territorio del Parco quella stessa concentrazione nei mesi estivi tipica invece del resto della regione basilicata. La domanda è infatti meglio distribuita durante l arco dell anno; fenomeno che si spiega con la tipologia di turismo sviluppata in ciascuna delle tre aree del parco, che solo per il Lagonegrese è maggiormente legata al periodo estivo, data la vicinanza alla costa tirrenica e in particolare a Maratea Le indagini qualitative sulle motivazioni e i comportamenti della domanda Al fine di raccogliere informazioni di tipo qualitativo sul profilo del turista che attualmente frequenta il Parco sono state condotte due indagini. La prima è stata svolta da CISET tra maggio e agosto 2012 sui gestori delle strutture ricettive ubicate nelle tre macroregioni del Parco e su quelle situate nel territorio circostante, in un area lontana non più di 2 ore di percorrenza dal PNAL; sono stati somministrati complessivamente 100 questionari; un campione, di cui i test condotti ne hanno dimostrato la rappresentatività rispetto alla popolazione di riferimento, verificando anche la significatività dei risultati. La seconda è stata invece condotta da FEEM direttamente sul campo tra i frequentatori dell area protetta, somministrando 150 questionari nei mesi estivi del 2012; si tratta di un campione esplorativo che ha consentito di raccogliere informazioni utili per conoscere una parte del fenomeno turistico presente e comprenderne le dinamiche. I questionari sono stati somministrati nelle tre macroaree del Parco (Val d'agri, Val Camastra, Lagonegrese) con quote proporzionali alle presenze rilevate nelle strutture ricettive. I risultati che emergono dalla rielaborazione dei dati e delle informazioni raccolte attraverso le due indagini sono non solo tra loro coerenti ma anche in linea con quanto rilevato nell analisi statistica. Si conferma innanzi tutto il carattere di prossimità dei turisti che soggiornano nel Parco provenienti soprattutto dalla Puglia, dalla Campania, dalla Calabria e dal Lazio. Molto interessanti sono i risultati a riguardo della motivazione del soggiorno secondo cui è possibile riconoscere che la domanda che pernotta nel Parco è composta da turisti di lavoro

8 (circa 40%), turisti montani tradizionali (circa 35%), turisti di ritorno e legati alla partecipazione a eventi locali (circa 15%), turisti di scoperta (circa 15%) e solo in misura marginale turisti natura (meno del 5%). Il turismo business rappresenta quindi al momento la prima motivazione al viaggio in questo territorio: si tratta generalmente di occupati nel settore estrattivo, dipendenti della compagnia petrolifera ENI o delle aziende e società dell indotto. I turisti risultano essere inoltre abbastanza fidelizzati con il Parco, se si considera che più della metà ha dichiarato di esservi già stato una o più volte; anche questa indicazione, in realtà, è riconducibile al turismo di ritorno e alla particolare tipologia di turismo di lavoro legata all'attività petrolifera. Riguardo alla durata del soggiorno, il 28% (la percentuale più alta) si ferma da uno a due giorni, mentre il 24% si ferma un solo giorno, quindi senza pernottare, o da tre a cinque giorni. Emerge, quindi, una potenzialità, per il Parco e per gli operatori del settore turistico, legata alla presenza di turisti che soggiornano sul territorio per più giorni, per i quali strutturare e commercializzare un'offerta integrata e facilmente riconoscibile. Le indagini hanno restituito inoltre risultati interessanti in merito alle aspettative verso l area protetta e alle attività che si vorrebbe condurre: tra le principali aspettative figurano il desiderio da un lato di poter fruire di visite guidate alla scoperta della natura (la principale attesa), attraverso anche una buona rete sentieristica, dall altro di poter degustare i prodotti della tradizione locale e di poter fruire del patrimonio culturale locale. Tra le principali attività che si intendono svolgere nel corso della vacanza, primeggiano invece le escursioni nei dintorni rispetto al comune di soggiorno, la partecipazione a feste e sagre, il relax e in misura minore la fruizione di itinerari naturalistici, le attività sportive, la scoperta del territorio attraverso itinerari culturali e l acquisto di prodotti locali. E inoltre interessante notare che una buona fetta dei turisti che soggiornano nel Parco manifesta la volontà di fare escursioni in altre località della Basilicata, soprattutto a Maratea, Metaponto, Matera, Potenza, Tursi e Policoro. Dato questo che anticipa la questione della necessità di pianificare un'offerta integrata con quella di aree turisticamente più appetibili, affrontata di seguito. Altre indicazioni utili ai fini della pianificazione dello sviluppo turistico del Parco emergono dai dati relativi al giudizio su una serie di servizi presenti nel Parco, nell'ottica di potenziamento dei deficit percepiti dai turisti attuali nel sistema turistico del Parco. In particolare, la cartellonistica del Parco, la manutenzione dei sentieri, il servizio di tarsporto pubblico, i servizi per disabili e la qualità dei servizi disponibili in rete hanno fatto registrare le maggiori percentuali di giudizio negativo. Al contrario, sono stati valutati positivamente la pulizie e il sistema di raccolta dei rifiuti, l'offerta di manifestazioni culturali e sagre, la qualità dei prodotti enogastronomici, la qualità del sistema di offerta ricettiva, l'ospitalità della comunità locale e il livello di conservazione del patrimonio locale. Emergono, inoltre, alte percentuali di risposte Non so relativamente al sito web del Parco,

9 alle visite guidate e attività didattiche, al livello di fruizione di Musei e siti culturali, alla presenza di piste ciclabili e ippovie, segno evidente che ancora molto bisogna fare sul piano della promozione della conoscenza e dell'immagine del Parco e delle risorse e servizi in esso presenti. Dai dati e dalle considerazioni precedenti si evince che il Parco è caratterizzato da una domanda turistica diversificata a cui è chiamato a rispondere, al fine di potenziare i flussi, attraverso un offerta integrata e innovativa capace di cogliere le esigenze dei viaggiatori che attualmente si muovono sul territorio, puntando a moltiplicarne le presenze e ad aumentarne il grado di soddisfazione. D'altro canto, visto il peso ancora irrisorio del turismo, risulta necessario agire su una pianificazione turistica lungimirante, capace cioè di rendere la destinazione maggiormente competitiva al fine di intercettare nuovi flussi, una pianificazione che agisca sul miglioramento della qualità turistica dell'area protetta, sullo sfruttamento strategico e sostenibile degli asset territoriali, sulla definizione di politiche di integrabilità con territori limitrofi e di maggiore richiamo. 4. L approccio metodologico Nonostante il turismo natura sia da molti considerato strategico per lo sviluppo turistico dei parchi naturali e delle aree protette, in termini di tutela dell ambiente e sostegno all economia locale, alcune concrete esperienze sembrano mostrare invece che non sempre il turismo natura è economicamente sostenibile. A riguardo alcuni interessanti studi nella letteratura hanno messo in luce come in alcuni casi il turismo natura sia lontano dall essere un asse strategico per lo sviluppo economico di un area, dato che genera solo poche opportunità di lavoro e profitto per la comunità locale rispetto a quelle auspicate (Kiss, 2004; Lindberg, 2011; Place, 1995; Sarrasin, 2012; Wall, 1997). La discrepanza tra benefici attesi dal turismo natura e risultati realmente prodotti è in parte spiegabile con una sopravvalutazione delle reali potenzialità del turismo natura in relazione alle caratteristiche dell area oggetto di studio. Lo sviluppo del turismo natura si poggia infatti molto spesso su considerazioni derivate da un analisi superficiale limitata alle sole risorse e sull ipotesi che la sola istituzione e presenza di un parco naturale sia sufficiente a motivare flussi turistici nell area. Tuttavia, la sola dotazione di risorse naturali non sempre costituisce una garanzia indiscussa della capacità del parco stesso di attrarre flussi turistici e flussi di turisti natura in particolare. Tale capacità dovrebbe infatti essere valutata in relazione non al semplice valore naturalistico intrinseco delle risorse presenti ma alla loro capacità d attrattiva e al grado di competitività del parco rispetto ai possibili competitors (altri parchi naturali o aree in grado di movimentare la stessa domanda). Può a questo punto essere utile chiarire che il concetto di attrazione turistica non coincide con la disponibilità di una risorsa dotata di particolari e specifiche caratteristiche, quanto con la messa a valore e l inserimento di tale

10 risorsa nel mercato turistico, finché non sia in grado di attrarre a sé un flusso di persone. È evidente che l attrattività turistica non dipende quindi dal solo valore della risorsa ma da una serie combinata di differenti e complessi aspetti (Lindberg, 2001; Ritchie et al., 2001; Sheller et al., 2004; Urry, 2007). Al fine di definire le reali potenzialità di un area parco, in questo caso il Parco Nazionale dell Appennino Lucano, Val d Agri e Lagonegrese (d ora in avanti soprannominato PNAL), si rende di conseguenza strategica un analisi approfondita fondata su un approccio che metta in relazione domanda e offerta, evidenziando così problematiche altrimenti sottovalutate. Gli autori hanno di conseguenza svolto per il PNAL: innanzi tutto una valutazione comparativa che ha permesso di evidenziare i punti di forza e di debolezza dell area in relazione alle attrazioni di cui dispone e a quelle dei competitors; in secondo luogo una valutazione di integrabilità che ha evidenziato la percorribilità di un piano di integrazione del PNAL con alcune aree limitrofe, al fine di completare l offerta dell area parco e incrementarne l attrattività; in terzo luogo una valutazione strategica dei diversi prodotti che il PNAL può offrire, al fine di definire, sulla base delle precedenti valutazioni e della stima della domanda potenziale, quali prodotti, oltre a quello del turismo natura, presentano maggiori potenzialità di sviluppo per il parco stesso. Prima di discutere i risultati derivanti dallo studio, si ritiene utile fornire nei successivi sottoparagrafi una breve descrizione dell approccio metodologico utilizzato per ciascuna delle tre valutazioni. 4.1 La valutazione comparativa La valutazione comparativa si è concretizzata nella selezione e comparazione delle risorse del parco rispetto al territorio di riferimento, tenendo conto non solo delle risorse in sé ma anche delle relazioni e articolazioni tra gli elementi che caratterizzano i territori considerati e ponendo attenzione non solo alla dimensione materiale ma anche ai sistemi di significato. La valutazione si è focalizzata non tanto sul numero delle risorse quanto sulla loro significatività e sulla presenza di una qualche forma di loro messa a valore (intesa come l esistenza di un informazione sulla risorsa che sia almeno accessibile). È stata inoltre differenziata secondo il prodotto/segmento turistico, sulla base delle caratteristiche dei segmenti di domanda turistica leisure finora rilevati presso il parco, sia in percentuali medioalte, come il turismo montano invernale, estivo e sportivo e il turismo balneare, sia di nicchia, come il turismo natura e quello di scoperta. In merito ai termini di confronto, la valutazione è stata condotta rispetto ai territori contigui al PNAL e con i quali il Parco stesso più direttamente si rapporta. Essendo possibile distinguere due tipologie di territori a seconda che la relazione con il PNAL sia più di tipo competitivo o di relazione, la valutazione si è concentrata soprattutto sulla seconda categoria, ossia su quelle

11 aree in cui la relazione creata dall interazione domanda/territorio non è semplicemente competitiva (concorrenti rispetto ad uno stesso bacino di domanda) ma più diretta, essendo queste aree raggiunte anche dai turisti che soggiornano nel PNAL. Tale approccio, funzionale all individuazione delle aree per la successiva valutazione di integrabilità, ha portato ad effettuare il confronto del PNAL rispetto al: Parco Regionale di Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane; Parco Nazionale del Pollino; area lungo le direttrici che legano le varie aree del PNAL alla costa ionica, a Matera e alla Puglia e quindi l area dei Calanchi, di Valsinni, Tursi e Craco. 4.2 La valutazione d integrabilità Obiettivo dell analisi di integrabilità è stato quello di identificare nel territorio circostante al Parco elementi utili nel migliorare la competitività del PNAL su alcuni key factors relativi ai diversi prodotti/segmenti. L integrabilità che qui si è voluto verificare è funzionale allo sviluppo di prodotti turistici maggiormente competitivi basati su specificità del Parco, sia per caratteristiche territoriali sia per vocazione connessa alla sua natura di area protetta. La valutazione è stata condotta analizzando sia il grado di integrabilità geografica sia il livello di integrabilità tematica delle diverse attrattive del PNAL (culturali, naturalistiche, enogastronomiche, artigianali ecc.) con quelle dei territori precedentemente individuati nella valutazione comparativa. Il grado di integrabilità geografico è stato di più semplice valutazione, essendo questo legato ad un aspetto di posizione e logistica. Quello tematico è stato derivato invece da due ulteriori assessment: uno sulla competitività del territorio come destinazione ecoturistica/di scoperta/montana (sulla base dell attuale stadio di sviluppo dei prodotti in questione per ciascun territorio potenzialmente integrabile, dell attuale situazione e trend del mercato turistico in queste aree e della valutazione dello sviluppo del sistema di offerta) e un altro sull attuale sistema di attrattive culturali, naturalistiche, ecc. Quest ultimo assessment è stato in particolare il risultato dell analisi dell attuale configurazione delle risorse materiali e semiotiche dei diversi territori considerati e del potenziale di mobilizzazione. Tale valutazione si è resa necessaria dato che la configurazione delle risorse di un dato luogo non è fissata o preesistente, ma dipende da un insieme di perfomances di turisti e residenti, organizzate e informali, che avvengono all interno o in relazione al luogo stesso (fotografia, lettura, posting di informazioni su siti web, navigazione on line shopping) e in funzione delle quali i luoghi e gli oggetti assumono significati multipli contestuali. Tale assessment è stato condotto a partire da un analisi semiotica del PNAL e delle altre aree attraverso le guide turistiche, che rappresentano in testi, mappe, fotografie, ecc. una serie di

12 segni, frutto del complesso gioco di letture precedenti, testi già circolanti, produzioni dell industria culturale e pratica turistica. A questa valutazione se ne è aggiunta un altra ricavata da un indagine presso le strutture ricettive sulle motivazioni e sugli spostamenti della domanda già in loco. 4.3 La valutazione strategica dei prodotti La valutazione strategica dei prodotti è stata condotta attraverso un adattamento della matrice di McKinsey e a partire dai risultati delle precedenti valutazioni uniti alle stime della domanda potenziale del PNAL per i diversi prodotti/segmenti. La matrice di McKinsey, poco impiegata in ambito turistico e appositamente adattata al caso in questione, è uno strumento che consente di evidenziare da un lato i prodotti turistici sviluppabili, mostrandone la posizione relativa di ciascuno in termini di rapporto con la domanda potenziale, dall altro la dotazione dei fattori chiave, includendo non solo l attuale sviluppo dei prodotti, ma anche la potenzialità in termini di risorse, possibilità di mobilizzazione e messa a valore. Sulla colonna della matrice è indicato il livello di interesse della domanda potenziale relativa a ciascun segmento/prodotto, non solo in termini di numerosità, ma anche di customer mix, ossia di peso delle diverse componenti di domanda; sulla riga è invece segnalata la presenza nel territorio del Parco di fattori chiave funzionali alla competitività su ciascun specifico segmento. La posizione di ciascun prodotto il vettore nella matrice - rappresenta quindi non solo la numerosità e desiderabilità del customer mix dei diversi segmenti di domanda potenziale, includendo tutte le componenti (turisti, escursionisti, ecc.), ma anche l'opportunità che il PNAL ha di competere per conquistare una quota maggiore di questa domanda. I prodotti con maggior potenzialità e quindi priorità di sviluppo sono quelli collocati nell area in alto a destra della matrice, mentre quelli che richiedono maggiore tempo e investimenti sono distribuiti sull area in basso a sinistra. Figura 2 La matrice di McKinsey

13 La valutazione strategica dei prodotti del PNAL è stata condotta rispetto al turismo montano, natura, di scoperta e al turismo religioso; quest ultimo, anche se è stato studiato solo marginalmente per assenza di domanda (se non quella legata alla visita a parenti e amici e alla partecipazione a manifestazioni, più o meno religiose) è stato considerato, dato che il PNAL presenta alcune peculiarità rispetto a questo prodotto. La valutazione ha inoltre tenuto conto di due possibili alternative che hanno quindi restituito due diverse matrici: la prima rappresenta la situazione dei prodotti relativamente a domanda e fattori chiave solo considerando la dotazione interna del PNAL; la seconda rappresenta invece la situazione data dall integrazione con altri territori. 5. I risultati delle valutazioni I risultati innanzi tutto della valutazione comparativa sono descritti nella tabella 1, la quale evidenzia i punti di forza e di debolezza del PNAL, valutati sulla base delle risorse disponibili nel Parco stesso e di quelle dei competitors e rispetto a diversi prodotti/segmenti turistici. Emerge che il PNAL può contare su un attrazione archeologica significativa come gli Scavi di Grumentum, sulla vicinanza ad un altra interessante attrazione quale la Vita Bandita e su una certa peculiarità dei prodotti enogastronomici. Buoni risultati si riscontrano anche dal lato dell accessibilità, tra l altro migliore di quella degli altri territori analizzati e della capacità ricettiva, anche in questo caso più sviluppata rispetto alle altre aree. È inoltre l unica area della Basilicata dotata di piste di sci alpino e sci nordico, complementari a quelle per lo sci di fondo, presenti invece nel vicino Pollino. Si tratta inoltre di un area protetta molto estesa, anche se tale fattore si ritrova anche in un parco molto più conosciuto come quello del Pollino. La valutazione ha comunque evidenziato anche numerosi punti di debolezza, rappresentati innanzi tutto dalla ridotta presenza di attrazioni significative oltre a quelle sopra segnalate rispetto agli altri territori e dalla mancanza di un paesaggio davvero peculiare. Si pensi ad esempio che il Parco del Pollino si caratterizza per l unicità della flora e della fauna, quello di Gallipoli-Cognato si distingue per la riconosciuta unicità del paesaggio, come anche l area di Valsinni che può vantare un paesaggio fortemente connotato, merito anche della produzione letteraria (qui sono presenti il Parco Letterario di Isabella Morra e quello di Carlo Levi). Tali debolezze rispetto agli altri territori analizzati, unite alla recente istituzione del parco e alla valorizzazione delle risorse non ancora completa, fanno sì che il PNAL sia limitato da una scarsa notorietà e da un posizionamento confuso. Il PNAL risulta inoltre indebolito dalla mancanza di servizi appositi per i visitatori oltre alle guide e da una scarsa differenziazione degli itinerari, a limitazione così della fruibilità dell area protetta da parte dei diversi segmenti di domanda (famiglie con bambini, turisti sportivi e d avventura, ecc.).

14 Complessivamente si può quindi riconoscere che il PNAL presenta vantaggi su accessibilità, offerta ricettiva e dotazione di impianti ma un riconoscimento meno deciso dell assetto complessivo del territorio e degli attrattori, sia sul fronte del paesaggio culturale sia su quello del turismo natura. Tabella 1 I risultati della valutazione comparativa: punti di forza e di debolezza del PNAL PNAL PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA Attrazione archeologica importante Area piuttosto estesa Accessibilità buona Ricettività sviluppata anche se orientata al turismo d affari/lavoro Dotazione di piste per sci alpino e sci nordico le uniche della Basilicata Proposta enogastronomica con elementi di peculiarità superiori Alcuni casi di successo sul fronte enoturismo e rigenerazione Continuità con Vita Bandita Valorizzazione non completa (sentieri e anche risorse e proposte). Scarsa notorietà Posizionamento non chiaro (forse anche per questione di tempo) Attrazioni più significative segnalate altrove Paesaggio meno evidentemente peculiare Poca differenziazione degli itinerari dal lato della difficoltà Mancanza all interno del parco di altri servizi per i visitatori oltre alle guide (es. programma di attività di fruizione del parco originali e distinte a seconda dell età e del tipo di partecipanti dagli intenditori ai meno esperti -) Parco Nazionale del Pollino Attrazione must Area molto estesa Unicità di flora e fauna Elementi culturali e enogastronomici Sci di fondo Turismo montano già sviluppato Posizionamento: incontaminato Notorietà elevata a livello nazionale, come area parco Valorizzazione non completa spesso a carico di ricettività e servizi Accessibilità non ottimale Manutenzione piste non ottimale Attrattività turistica in calo Nessuna notorietà a livello internazionale Turismo montano più che natura. Parco Regionale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane Notorietà Volo dell Angelo ---> posizionamento su avventura Buona valorizzazione delle risorse ambientali (sentieri, mappe, proposte, ecc.) Area non estesa Ricettività molto limitata Accessibilità limitata Offerta culturale non particolarmente sviluppata

15 Dolomiti Lucane: una delle principali attrazioni della regione Riconosciuta unicità del paesaggio Contiguità con Vita Bandita Birdwatching importante e ben valorizzato Contiguità con Montagna Materana, da cui eredita un posizionamento da mondo altro Integrazione nel prodotto anche di altre aree per effetto delle attività promosse dalla cooperativa Offerta turismo invernale non presente Area Calanchi - Valsinni 3 attrazioni molto segnalate (Calanchi, Craco, Santa Maria d Anglona) 3 parchi letterari 1 bandiera arancione e 2 stelle Touring Contiguità all area balneare Paesaggio fortemente connotato, anche per effetto della produzione letteraria Prossimità a Matera e possibilità di sfruttarne le dinamiche positive Città dell Olio (Aliano e Ferrandina) Toccata dal servizio Provincia in bus 2 parchi letterari su 3 poco o per nulla attivi Accessibilità non ottimale Ricettività assente o limitata Valorizzazione dall esterno La valutazione di integrabilità, risultato anche delle considerazioni sopra riportate, ha evidenziato innanzi tutto che dal punto di vista geografico, l integrabilità è possibile con tutti i territori considerati, visto che essi sono contigui. Considerando tuttavia i movimenti della domanda e la posizione di alcuni bacini in cui la domanda potenziale di turisti ma anche di residenti è particolarmente numerosa, emerge come la zona dietro la costa ionica lucana e a ovest di Matera (Bradanica, specie lungo l Appia, Montagna Materana) e le località non balneari del Metapontino e il Parco di Gallipoli- Cognato, si trovino lungo la direttrice di questi flussi, nel momento in cui questi volessero raggiungere il PNAL. Tali aree risultano comunque avere un peso strategico diverso rispetto a quello del Pollino, che presenta una domanda turistica con caratteristiche simili a quella del PNAL (turismo montano e natura) ma con una dinamica poco positiva, al contrario invece di quanto accade, ad esempio a Matera e nel Metapontino. In termini invece di integrabilità tematica, la valutazione restituisce risultati più o meno diversi a seconda dei segmenti di domanda. Per quanto concerne il turismo montano e sportivo potrebbe essere percorribile innanzi tutto l integrazione con il Pollino, che consentirebbe l ampliamento dell offerta di turismo invernale ma anche d avventura,

16 combinando lo sci di fondo e avventura con quello alpino. Da non scartare è anche l integrazione con il Parco di Gallipoli-Cognato che permetterebbe di offrire un prodotto per il turismo estivo più sfidante e adatto agli appassionati di montagna ma anche agli sportivi e a quelli alla ricerca di avventura (qui si trova il Volo dell Angelo, ossia un volo appesi ad un cavo d acciaio tra le due stazioni di Pietrapertosa e Castelmezzano). Tali integrazioni richiedono comunque prima un miglioramento della fruibilità di piste e percorsi e soprattutto nel Pollino e nel PNAL una miglior messa a valore dell offerta esistente, affinché le risorse diventino vere attrazioni. In termini invece di turismo natura, l integrabilità potrebbe essere percorribile sia con il Pollino, sia con il parco di Gallipoli-Cognato sia con il territorio interno tra la costa ionica e i parchi; quest ultima sarebbe tuttavia da preferire alle prime, in quanto si configura come una migliore soluzione win-win per entrambi i territori coinvolti: infatti la combinazione tra i punti di forza dell area interna tra costa, Matera e parco di Gallipoli-Cognato (il paesaggio ben riconosciuto dei Calanchi) e quelli del PNAL (maggiore strutturazione sul fronte natura, peculiarità, prodotti tipici diversi e migliore capacità ricettiva) consentirebbero un rafforzamento dei key factors per entrambi i territori. A riguardo invece del turismo di scoperta, ancora una volta il territorio dietro la costa ionica presenta un assetto già in parte mobilizzato attraverso network diversi da quello turistico e la presenza di alcuni attrattori non naturali segnalati come significativi dalle guide, oltre che dei parchi letterari; sarebbero inoltre possibili concept trasversali che includono anche l offerta natura, come le storie sui lupi e sui lupi mannari, tra l altro riportate anche da Levi, che potrebbero costituire un elemento centrale per unire parco letterario, specificità del PNAL (Museo del lupo, presenza dei lupi) e tradizione. Si ricorda che l integrabilità qui discussa è funzionale al potenziamento della competitività del PNAL rispetto ai diversi prodotti/segmenti, attraverso un integrazione win-win per i diversi partner, in cui anche il PNAL possa essere quindi un attore centrale. Non si esclude comunque che non possa essere verificata anche la fattibilità di un altra tipologia di integrazione basata invece su iniziative più semplici di alleanza e co-marketing, in cui però il Parco può risultare secondario rispetto ad altri partner più forti. Infine la valutazione strategica dei prodotti ha condotto alla definizione delle due matrici di seguito proposte. È doveroso precisare che la posizione in colonna si basa sulle seguenti considerazioni, derivanti dalla stima della domanda attuale e potenziale: la domanda potenziale di turismo religioso proprio è di poco conto; il turismo montano è stimato in circa arrivi nel PNAL; la domanda complessiva per il prodotto natura (escursionisti, residenti, scolaresche, turisti con altre motivazioni ma con propensione a questa fruizione del territorio e turisti natura veri e propri) è stimata in visitatori potenziali, cui si aggiungono altri potenziali arrivi di turisti natura nei prossimi 5 anni;

17 la domanda complessiva per il prodotto scoperta (escursionisti, residenti, scolaresche, turisti con altre motivazioni ma con propensione a questa fruizione del territorio e turisti di scoperta veri e propri) è stimata in circa visitatori potenziali, cui si aggiungono altri potenziali arrivi di turisti di scoperta nei prossimi 5 anni. Senza alcuna integrazione con altri elementi del territorio circostante, la situazione del PNAL è piuttosto positiva da un punto di vista di domanda, avendo due segmenti con un bacino potenziale in crescita (scoperta e natura); tuttavia, come si ha già avuto modo di osservare, risulta più complessa dal punto di vista dei fattori chiave. Tenendo invece conto delle possibilità di integrazione con altre aree, la dotazione del PNAL migliora e si configurano come prodotti a maggiore potenzialità il montano e il turismo di scoperta. Anche se in misura minore, migliora la situazione anche del prodotto natura grazie da un lato all integrazione tra le specificità e la maggiore strutturazione del PNAL con alcune evidenze paesaggistiche ora più riconosciute; dall altro all aggregazione di aree più immediatamente limitrofe a zone ove si trovano ampi bacini di domanda. Figura 3 Valutazione strategica dei prodotti del PNAL senza integrazioni con altre aree Figura 4 Valutazione strategica dei prodotti del PNAL con integrazioni con altre aree

18 6. Percorsi strategici di sviluppo: considerazioni sul ruolo del segmento business, della Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette e dell area costiera. Oltre ai risultati dell analisi di cui ai punti precedenti, anche le ricerche condotte da FEEM negli ultimi anni, in particolare quelle sull'analisi della consistenza dei flussi turistici attualmente presenti nei comuni del Parco e dell'offerta (in termini di risorse e di servizi per il turista) fanno emergere alcune altre considerazioni relative alle strategie da mettere in campo per uno sviluppo competitivo del turismo in quest'area. 8 La concentrazione dei flussi, delle risorse e dei diversi servizi turistici evidenzia la presenza di tre poli maggiormente suscettibili di sviluppo turistico. Il primo gravita intorno all'area di Viggiano e di Grumento Nova, dove si registra la maggiore concentrazione di posti letto, prevalentemente nel comparto alberghiero. L'utilizzo di queste strutture ricettive qui avviene prevalentemente a opera della domanda di turismo business e di lavoro, legata allo stabilimento petrolifero di Viggiano. Tale componente di domanda è integrata da un altra a carattere più leisure, connessa prevalentemente al turismo montano. Il secondo polo può essere individuato intorno all area di Pignola, comune della Val Camastra connotato da una buona consistenza dell'offerta ricettiva. Anche quest area si caratterizza per una doppia valenza: da un lato il turismo montano e dall altro il turismo business, legato in parte all'attività estrattiva e in parte alle attività industriali dell'area di Tito. Infine, il terzo polo si sviluppa attorno ai comuni di Lagonegro e Lauria, dove si registra una domanda prevalentemente leisure legata d estate ai turisti balneari di Maratea. A questa domanda balneare se ne aggiunge una di tipo montano sviluppata d estate e in parte d inverno per la presenza del comprensorio del Sirino. Ne consegue, quindi, l'assenza di una fruizione del territorio da parte di veri e propri turisti naturalistici. Escludendo, per ovvi motivi, i turisti business, nemmeno quelli della montagna possono essere propriamente qualificati come turisti verdi, dato che le attività da essi svolte sci, passeggiate e escursioni - non sono sufficienti per farli rientrare nella definizione di turisti natura. Sembra trattarsi piuttosto di una fruizione di montagna piuttosto tradizionale e di un turismo di passaggio verso la costa ionica o di sponda alla stessa. Rispetto a quello che ci si potrebbe attendere da un area protetta, allo stato attuale le direttrici più fattibili di sviluppo turistico del Parco appaiono legate non tanto al turismo natura, quanto 8 A.Bencivenga, M.Breil, M.Cassinelli, L. Chiarullo, A.Percoco (2011), Le potenzialità turistiche di un area protetta tra natura e energia:il parco nazionale dell Appennino Lucano Val d Agri Lagonegrese, XXXII Conferenza Italiana di Scienze Regionali.

19 alla presenza della domanda business e alle potenzialità espresse dall area rispetto al turismo di scoperta Il possibile ruolo strategico del segmento business Il segmento business può generare impatti ed esternalità positive per il turismo nel Parco sia in termini qualitativi che quantitativi. In primo luogo, il turista business richiede servizi di elevata qualità sia rispetto alla ricettività che alla ristorazione, oltre a caratterizzarsi per una domanda aggiuntiva di servizi a valore aggiunto (comunicazioni, trasporto, servizi per la fruizione di risorse artistiche e culturali, servizi per il leisure ecc.). Si tratta, quindi, di un segmento ad elevata profittabilità, se si considera che la spesa media giornaliera dei turisti business è pari a tre volte quella di un viaggiatore per vacanza, secondo studi internazionali (Davidson e Cope, 2002). Rispetto alla stagionalità, questo segmento si distribuisce durante tutto l'arco dell'anno, configurandosi come un segmento complementare rispetto al segmento vacanze, in grado, pertanto, di ridurre la stagionalità con benefici per la sostenibilità del settore turistico, per la qualità ambientale, per la redditività, per lo sviluppo imprenditoriale e infine per il miglioramento delle relazioni residenti/turisti e turismo/economia locale. Inoltre, il turismo business induce effetti positivi anche sul piano aziendale; la diversificazione nel segmento business, infatti, aumenta il tasso di utilizzo delle strutture e stimola l innovazione migliorando il posizionamento anche rispetto alle nuove esigenze della domanda di ospitalità per vacanze. Le imprese attive nei segmenti tradizionali possono, quindi, perseguire politiche volte al miglioramento qualitativo delle strutture ricettive utilizzando le maggiori risorse finanziarie derivanti dall integrazione dei due segmenti. Infine, non va sottovalutato il ruolo che il segmento business può svolgere in termini di marketing territoriale. La visita di un luogo per motivi di lavoro influenza positivamente la scelta della destinazione per le proprie vacanze. Infatti, diverse indagini hanno dimostrato che la conoscenza di una località durante un viaggio di lavoro ne favorisce la visita anche in qualità di turisti (spesso assieme ai propri familiari). In particolare, la British Tourism Authority ha condotto una ricerca da cui è emerso che in Gran Bretagna il 40% dei viaggiatori sceglie, per le proprie vacanze con la famiglia, una destinazione che ha visitato in precedenza per motivi di lavoro (Davidson e Cope 2003). Questa capacità moltiplicativa potrebbe, quindi, rappresentare una notevole potenzialità aggiuntiva in un'ottica di pianificazione dello sviluppo turistico del Parco. Allo stato attuale, tale potenzialità è solo parzialmente colta dal territorio. Lo dimostra il fatto che, come emerge

20 dall indagine condotta dal CISET 9, tale categoria di turisti, nonostante soggiorni per periodi piuttosto lunghi circa 14 giorni, non si mostra molto propensa a svolgere attività leisure, come la visita alla località nella quale pernotta o escursioni in quelle limitrofe. Solo una minoranza si reca durante il proprio tempo libero sulla costa ionica. Ne consegue la necessità di ripensare il sistema di offerta turistica locale, per facilitare l'incontro con le esigenze espresse dal segmento business che, al momento, riveste il peso maggiore in termini di presenze nel Parco L integrazione con Gallipoli-Cognato e l alleanza con la Costa ionica A supporto valgano alcune informazioni relative alle scelte effettuate dai turisti leisure (77% sul totale) presenti in Val Camastra. Esiste, infatti, un consistente flusso in uscita da quest'area verso il Parco Gallipoli Cognato e le Dolomiti Lucane, un'area dotata di un buon posizionamento sul mercato turistico, anche internazionale, e di una notevole riconoscibilità. Come già evidenziato nel paragrafo 5, da un punto di vista geografico, il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccoli Dolomiti è attiguo alla Val Camastra, per cui potrebbe rappresentare una locomotiva cui il Parco Appennino Lucano potrebbe ipotizzare di agganciarsi per una proposta di integrabilità. Rispetto al Parco Nazionale Appennino Lucano, il Parco di Gallipoli-Cognato presenta un gap notevole in termini di offerta culturale e, soprattutto, di servizi di ricettività, tanto da mettere in campo una possibile cooperazione con il Vulture, altro territorio dotato di un notevole potenziale turistico. Nell'ottica di perseguire un riequilibrio e una sorta di compensazione tra i due territori contigui, si potrebbe ipotizzare un percorso di integrazione nel sistema di offerta dei due Parchi, dove il Parco Nazionale potrebbe svolgere un ruolo di protagonista in termini di dotazione di strutture per l'accoglienza turistica e di offerta culturale, facendo, però, leva sulla notorietà raggiunta dal Parco Regionale in virtù della presenza di un attrattore di nuova generazione (Volo dell'angelo). Un'altra potenzialità potrebbe essere offerta dalla necessità espressa dalla Costa Ionica di destagionalizzare, per far fronte al fenomeno di sovraffollamento estivo e di abbandono delle aree interne, nel resto dell'anno. Infatti a quest area, densamente turistica nel periodo estivo e dotata di un buon posizionamento in termini di visibilità e di domanda sia domestica che 9 La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario telefonico a un campione di strutture ricettive (nel Parco e in alcune aree limitrofe) con l'obiettivo di indagare la tipologia di domanda turistica attualmente presente nei comuni del Parco.

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