LA SFIDA DEL FUNDRAISING

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA SFIDA DEL FUNDRAISING"

Transcript

1 Massimo Coen Cagli LA SOSTENIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI DI ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE LA SFIDA DEL FUNDRAISING con il contributo di Barbara Bagli, Andrea Caracciolo di Feroleto, Armanda Salvucci e Michele Messina

2 La Scuola nasce nel 2004 per iniziativa di alcuni fundraiser, dirigenti di organizzazioni non profit che hanno deciso di mettere le proprie esperienze e professionalità al servizio del mondo non profit e delle altre istituzioni sociali e pubbliche. Per la Scuola il fundraising non è solo un insieme di tecniche ma è una strategia per rendere sostenibili progetti sociali. Se cresce il fundraising, cresce la capacità di garantire lo sviluppo sociale nel nostro paese e nel mondo. La missione della Scuola è affiancare gli attori dello sviluppo sociale (non profit, servizi alla collettività, fondazioni filantropiche, aziende socialmente responsabili), nella difficile opera di rendere sostenibili i loro progetti fornendo loro formazione, assistenza e conoscenze sul fundraising. Massimo Coen Cagli Autore del primo manuale italiano sul Fundraising (Carocci, 1998) dopo 20 anni di impegno nella dirigenza di organizzazioni non profit ha dato vita ad un network di professionisti attivi nel campo della consulenza, della formazione e della ricerca per l empowerment del terzo settore e dei servizi pubblici. È direttore scientifico della Scuola di Roma, docente presso primarie università italiane e presso master post universitari. E membro del Comitato Scientifico del Festival del Fundraising.

3 2013 Tutti i diritti riservati GIFT Cooperativa di servizi via Virginia Agnelli, ROMA tel Scuola di Roma Fund- Finito di stampare presso la tipografia Grafica Stef snc, via Cornelio Labeone, ROMA nel mese di giugno 2013

4 Indice Presentazione Capitolo primo Il fundraising in una prospettiva evolutiva Capitolo secondo Definizione di fundraising e ambiti di applicazione Capitolo terzo Il ciclo del fundraising Capitolo quarto Fare fundraising step by step Capitolo quinto Raccolta fondi da individui Capitolo sesto Raccolta fondi da aziende Capitolo settimo Raccolta fondi da fondazioni Capitolo ottavo Raccomandazioni sulle policy Bibliositografia p. 3 p. 5 p. 9 p. 14 p. 21 p. 47 p. 71 p. 85 p.91 p. 96 1

5 2

6 Presentazione di Massimo Coen Cagli Questo breve manuale è dedicato ai dirigenti e agli operatori degli Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, ossia ai più di 130 enti che svolgono attività di formazione, produzione e ricerca in campo artistico nei settori delle arti visive, musicali, coreutiche, drammatiche e del design. Istituzioni per le quali il cosiddetto Bologna Process ha riaffermato il ruolo essenziale di generatori di sviluppo e coesione sociale e quindi attori essenziali per la realizzazione di un sistema altamente qualitativo di formazione che renda l Europa maggiormente competitiva. In questo contesto si riaffermano, tra le altre, due caratteristiche valoriali dell istruzione superiore: l essere un bene pubblico, sia nell accezione di servizio sotto la responsabilità dei governanti, sia in quella di oggetto di attenzione di tutta la comunità; e la centralità della partecipazione degli attori e degli stakeholders al governo di tali istituzioni. Due aspetti che sono direttamente connessi con il fundraising. Infatti esso si applica a cause sociali, ossia a iniziative, organizzazioni e servizi che concorrono, senza finalità di lucro, a produrre benefici sociali. Al contempo, i sostenitori e i donatori, lungi dall essere meri filantropi, sono necessariamente stakeholders degli istituti, non tanto e non solo in quanto apportatori di risorse, ma anche in quanto soggetti che si attivano accanto ai dirigenti e ai governanti per garantire la qualità e la piena fruibilità della offerta formativa, e quindi per alimentare lo sviluppo della comunità. Questo manuale prende le mosse proprio da queste ragioni politiche e sociali del fundraising, piuttosto che dalla mera dimensione tecnica o di marketing propria della raccolta fondi, sperando di favorire la difficile quanto necessaria adozione del fundraising da parte degli Istituti non in quanto mera risposta alla crisi economica ma come politica sociale intimamente connessa con lo sviluppo della formazione superiore in campo artistico e più in generale con la creazione di nuove forme di welfare sociale e di comunità. 3

7 4

8 CAPITOLO PRIMO IL FUNDRAISING IN UNA PROSPETTIVA EVOLUTIVA 1. Una visione d insieme Il fundraising, pratica tesa a reperire risorse necessarie a sostenere iniziati- ve sociali, ha le sue radici già nell antichità e in diversi contesti culturali. Non c è religione o cultura che non abbia promosso una pratica della donazione o della liberalità come regola alla quale i membri di una comuni- tà debbano attenersi. Come pratica organizzata e oggetto di un azione ragionata e non spontaneistica, il fundraising nasce e si sviluppa con il sorgere delle organizzazioni sociali e il loro progressivo riconoscimento quali fautrici fondamentali nella costruzione di una società in grado di soddisfare i bisogni di tutti e in particolare delle persone più deboli o svantaggiate. Dagli anni il fundraising assume i caratteri di una disciplina fondata su un approccio scientifico e professionale, codificata in metodologie e tecniche adattate ai differenti contesti sociali, culturali e istituzionali nei quali operano le organizzazioni che perseguono una causa sociale senza finalità di lucro. Negli ultimi anni, a causa della crisi economica e politica dei tradizionali sistemi di welfare, anche gli enti governativi e i servizi pubblici hanno iniziato a guardare al fundraising come ad una delle modalità possibili per rendere sostenibile l implementazione di politiche pubbliche nei più disparati campi: dalla cultura, alla sanità, all assistenza sociale, all educazione e formazione delle giovani generazioni (solo per citarne alcuni). E opportuno, pertanto, guardare al fundraising come a una disciplina in costante e rapida evoluzione che, alla luce dei cambiamenti sociali, politici e culturali, assume nuovi significati sia per le organizzazioni, sia per chi apporta risorse (donatori, sponsor, ecc.) sia infine per la collettività tutta. 5

9 2. Come cambia il fundraising La crisi economica, che sta attraversando l Italia e tutti i paesi occidentali che posseggono un forte welfare state, ha senza dubbio accelerato alcuni processi di evoluzione del fundraising, sia perché la tipologia di cause sociali oggetto di attività di raccolta fondi comprende in modo crescente politiche e servizi che fino ad oggi erano sotto l esclusivo controllo economico dello stato, sia perché la crisi investendo anche aspetti sociali, culturali e politici ha fortemente cambiato il punto di vista della comunità sul fenomeno della donazione e del fundraising. Tali tendenze possono essere così riassunte: - un maggiore protagonismo dei donatori nei progetti finanziati (la donazione non rappresenta più un sostituto dell azione sociale, bensì una delle possibili forme nelle quali essa può concretarsi insieme al volontariato, all impegno civico, al coinvolgimento nella realizzazione di progetti, alla creazione d imprese sociali; - la perdita di significato della tradizionale cultura del filantropismo e della beneficenza a favore di una cultura dell investimento sociale; - un riequilibrio tra aspetti emozionali e retorici della comunicazione per il fundraising e aspetti razionali- politici del sostegno alle cause sociali; - Il rafforzarsi della dimensione comunitaria e delle reti sociali (on line e offline) quali sistemi fiduciari indispensabili a rendere disponibili risor- se economiche (il superamento della tradizionale frattura tra donatori, organizzazioni e beneficiari). Proprio riguardo a questi più recenti trend sociali e culturali, il fundraising appare sempre più essere una forma particolare di economia legata all azione organizzata di soggetti non statali, pubblici e privati in quanto attori sociali della governance. Una sorta di economia della collettività che concorre, insieme all economia politica (fiscalità e redistribuzione), a quella del mercato (libero scambio) e al filantropismo tradizionale (generosità individuale), a rendere sostenibile il sistema di welfare, ga- 6

10 rantendone alti livelli di socialità e capacità di generare uno sviluppo socia- le ed economico della collettività 1. Questa visione apre nuove strade e nuovi mercati proprio a quegli enti che sostengono cause sociali non tradizionalmente presenti sullo scenario del fundraising (ad esempio, l educazione e formazione dei giovani o l intero ambito della cultura e della produzione artistica, finora legate quasi esclusivamente al finanziamento pubblico o al libero mercato) senza la quale esse avrebbero poco spazio perché si tratta di un mercato da molto tempo presidiato da cause sociali quali la ricerca medica, l aiuto umanita- rio, il sostegno di opere religiose, ecc. 3. Le sfide del fundraising per le istituzioni di formazione artistica: dalla erogazione di servizi pubblici alla produzione di valore sociale aggiunto. Quali sono le implicazioni di tale scenario per quelle organizzazioni che operano nell ambito dell educazione e formazione delle nuove generazioni e del loro inserimento nel mondo del lavoro? Ne elenchiamo di seguito quattro, che a ben vedere rappresentano altrettante sfide da affrontare: a) la possibilità/necessità di porre tale causa sociale sul piano dei finanziamenti privati e non solo su quello del finanziamento pubblico (come sarebbe naturale nel tradizionale schema di welfare); 1 Per un approfondimento del tema si veda M. Coen Cagli, Il fundraising come strategia globale per lo sviluppo sociale ed economico ; lectio magistralis tenuta in occasione del Workshop Fundraising e comunicazione, ASVI, Roma, luglio 2007 (http://www.blogfundraising.it/knowledge- center/sul- fund- raising/) Sull evoluzione del rapporto tra economica politica, economia civile e welfare si vedano i numerosi lavori realizzati da S. Zamagni e in particolare: Verso il Mercato di Qualità Sociale: I Presupposti Politici ed Economici in Verso il mercato di qualità sociale a cura di Giulio Ecchia e Diego Lanzi, AICCON, 2003; Volontariato come fraternità. Per lo sviluppo di un rinnovato modello sociale (working paper, Le giornate di Bertinoro L identità organizzativa del non profit: verso una governance civile (working paper); Gratuità e agire economico: il senso del volontariato (working paper 9/2005, Università di Bologna- Facoltà di Economia - Beni relazionali e principio di reciprocità, in (a cura di) Stefano Zamagni, Nonprofit come economia civile, Il Mulino, Bologna, 1999; Economia Civile, di Bruni L., Zamagni S. (2004) Il Mulino, Bologna. 7

11 b) la necessità di trasformare il proprio mandato istituzionale in una vera e propria causa sociale, che metta in evidenza una missione, una visio- ne e una strategia di azione sulla quale richiedere il coinvolgimento della comunità e non solo l erogazione di determinati servizi da rivolgere ad una specifica utenza; c) La necessità di creare ampie partnership tra i differenti attori sociali, portatori e promotori di interessi verso le giovani generazioni e la cultura in quanto bene comune, che si prendano in carico di rendere disponibili risorse adeguate. La necessità di legare la richiesta di fondi non tanto al mantenimento dello status quo (per quanto sia necessario garantire la continuità dei propri servizi, principalmente connessa con il finanziamento pubblico) ma soprattutto al valore aggiunto prodotto dalle proprie attività sia in senso sociale sia in senso individuale (ossia che porta un beneficio al donatore). In tal senso il fundraising dovrà essere strettamente legato alla produzione di qualità riconosciuta tale dai donatori. Tale sfida si sostanzia anche nella necessità di produrre bilanci sociali e di missione in grado di rendere conto ai donatori sull utilizzo dei soldi ricevuti e i risultati (obiettivi, impatti e quant altro) ottenuti con essi. 8

12 CAPITOLO SECONDO DEFINIZIONE DI FUNDRAISING E AMBITI DI APPLICAZIONE Alla luce dell evoluzione del contesto sociale, culturale e politico, il fundrai- sing può essere definito non solo e non tanto come la nobile arte di insegnare il piacere di donare 2 o come la tecnica per gestire in modo efficace lo scambio di valori sociali e umani (di cui sono portatori le organizzazioni di volontariato) con il denaro delle persone sensibili, ma come una vera e propria strategia di sostenibilità delle cause sociali. Tra le tante possibili definizioni, in questo manuale faremo riferimento a una che tiene in massimo conto il significato e le implicazioni che tale disciplina ha per le organizzazioni sociali. Il fundraising è un attività strategica di reperimento di risor- se finanziarie volta a garantire la sostenibilità di un organizzazione nel tempo e a promuovere il suo sviluppo costante, affermando la missione della organizzazione stessa verso una molteplicità di interlocutori affinchè investano risorse per raggiungere benefici sociali 3 Fundraising, anche etimologicamente, non vuol dire raccogliere fondi. Il verbo to raise, infatti, significa promuovere, far crescere, incrementare, sviluppare, ecc. Tale disciplina, quindi, si caratterizza non tanto e non solo 2 3 Si fa riferimento qui alla tradizionale definizione coniata da H. Rosso (Rosso H., Tempel E. R., Melandri V. Il Libro del fundraising, ETAS, 2003) che, sottolinea l importanza di diffondere una cultura della donazione in quanto condizione essenziale per l esistenza del fundraising. Ambrogetti F., Coen Cagli M, Milano R., Manuale di fundraising, Carocci, 1998 (rist. 2005) 9

13 come un insieme di tecniche per raccogliere fondi in modo efficace, ma soprattutto come processo di analisi, ricerca, progettazione e imple- mentazione di una strategia di sostenibilità di cause sociali. 1. Le implicazioni organizzative A partire dalla definizione del fundraising che abbiamo appena definito, ora possiamo individuare alcune basi comuni del fundraising che rap- presentano altrettante sfere d influenza che tale disciplina ha sul versante interno delle organizzazioni e sull'ambiente di riferimento. a) In primo luogo vi è una forte relazione tra fundraising e cultura della donazione e del finanziamento a scopo sociale che lega il fundraising a una prospettiva di mutamento e sviluppo della cultura sociale. b) In secondo luogo, il fundraising è frutto di un azione sociale e collettiva volta a porre sotto controllo i rischi sociali (creando un beneficio percepibile da una intera comunità) e ciò evidenzia il suo legame con la dimensione della cittadinanza sociale dei "donatori". c) In terzo luogo, il fundraising si fonda su un progetto di sviluppo di un organizzazione ed ha un valore strategico per il raggiungimento della mission della organizzazione stessa. Il fundraising, quindi, è indissolubilmente legato all'area della pianificazione strategica (strategic planning) di un organizzazione. d) Inoltre, il fundraising dipende in modo diretto dall esistenza o meno di un sistema di relazioni sociali verso l'ambiente in cui opera un organizzazione. Questo pone in evidenza il forte legame del fundraising con la comunicazione pubblica, sociale e interpersonale. e) Un ulteriore fondamento del fundraising sta nella progettazione e gestione di scambi tra idee, progetti, programmi, valori e risorse necessarie a realizzarli il che lo lega alla dimensione del marketing. f) Infine, vi è una reciproca influenza tra fundraising e gestione delle risorse umane, tecniche, organizzative ed economiche che lega tale disciplina alla dimensione del management strategico di un organizzazione. Da un punto di vista organizzativo, quindi, la pratica del fundraising investe in modo rilevante 5 sfere funzionali: la progettazione strategica, la 10

14 comunicazione e le relazioni pubbliche, la produzione, la promozione e la raccolta di fondi, il management delle risorse chiave (umane, strutturali, organizzative, tecniche, finanziarie, ecc.). Per progettare e fare fundraising, quindi, è necessario un coinvolgimento rilevante sia delle professionalità operanti in queste 5 sfere, sia del gruppo dirigente di un ente. Non sono sufficienti, quindi, i tecnici della raccolta di fondi. La definizione della mission di un organizzazione, infatti, così come la concezione dei propri prodotti e servizi, o le relazioni pubbli- che sono tipiche aree (per citarne solo alcune che sono indispensabili per mettere a punto una strategia di fundraising) presidiate solitamente dalla dirigenza. 2. Gli ambiti e le modalità di applicazione Le principali modalità di applicazione del fundraising, nel campo dei servizi di utilità sociale, quali la produzione della cultura e la formazione delle risorse umane che intendono operare in questo campo, sono legati ai tre principali bisogni economici degli enti, ossia: il finanziamento di servizi e strutture che hanno una continuità nel tempo (ossia l attività istituzionale ordinaria, ma anche edifici, uffici, inclusi la conservazione e il ripristino di un bene e l allestimento); Il sostegno alla realizzazione di singole iniziative o progetti (un corso di formazione, una banca dati, una rivista, un indagine, ecc.); l apporto di risorse finanziarie per dare vita a nuovi enti o imprese culturali (si pensi ad esempio alla creazione di fondazioni civiche con capitali privati e pubblici - per la gestione di nuovi e vecchi servizi alla collettività). In relazione a questa tipologia di bisogni si possono mettere in pratica tre differenti modalità di fundraising (spesso coordinate tra loro): fundraising di capitali e dotazioni di base spesso legati all acquisizione o all allestimento delle strutture e in genere forniti da soci o partner dell impresa sociale anche in quanto co- fondatori; annual fundraising, concernente donazioni e finanziamenti legati alla gestione ordinaria di un ente; 11

15 operational fundraising, che riguarda finanziamenti finalizzati a realizzare iniziative e progetti specifici (ricerche, corsi di formazione, internship, stage, viaggi di studio, ecc.), campagne straordinarie (sensibilizzazione, informazione, ecc.) o il sostegno degli allievi (borse di studio, premi, ecc.). 3. Il fundraising per le istituzioni di formazione artistica in Italia e nel mondo Detto sinceramente, questo paragrafo si sarebbe potuto eliminare facilmente, in quanto l esperienza di raccolta fondi per tali istituti, in Italia, è pressoché nulla, fatti salvi alcuni casi sporadici di attività di raccolta fondi (spesso auspicate e non realizzate) in occasione di emergenze, come nel caso di danni provocati alle strutture dal terremoto, o la necessità di restaurare un vecchio edificio che ospita un conservatorio. Sono comunque pochi i tentativi di raccogliere donatori non occasionali e non emergenziali. Tuttavia è importante tenere conto di questa realtà che pone gli istituti italiani in una sostanziale situazione di start- up e quindi con la necessità di incominciare a sperimentare quanto prima veri e propri programmi di raccolta fondi, non episodici e in un ottica di medio e lungo termine senza pensare che i risultati possano arrivare nel brevissimo termine come per miracolo. Se non si facesse questo sforzo adesso, il rischio è che in uno scenario di possibile sostegno alle istituzioni culturali, tali istituti rimanga- no in una posizione estremamente arretrata, con maggiore difficoltà a sostenere la competizione con altre istituzioni e con l aggravante che i fondi pubblici e istituzionali saranno sempre più limitati. Differente è la situazione nel mondo, soprattutto anglosassone, dove, inve- ce, i conservatori e gli istituti di formazione artistica sono soggetti molto attivi nel campo del fundraising, presentandosi non solo come semplici erogatori di educazione artistica e formazione professionale ma come vere e proprie istituzioni della cultura che interagiscono con la propria comunità non solo di utenti ma di cittadini amanti della musica e dell arte e interessati a sostenere la nascita di nuovi talenti. Soprattutto negli USA e in Canada i conservatori nel campo del fundraising sono ad un livello molto 12

16 avanzato. C è chi ha articolati programmi di raccolta fondi come il Royal Conservatory del Canada (www.rcmusic.ca/giving) o chi ha una strutturata offerta di beni e prodotti connessi con la danza il cui ricavato è legato a sostenere l istituto (come nel caso del Maple Youth Ballet Cons. - www. mapleconservatory.com), chi organizza eventi conviviali che incontrano i gusti e l interesse di persone di ogni genere con il duplice scopo di raccogliere fondi e avvicinare il pubblico al conservatorio, come il Victoria Conservatory of Music (http://vcm.bc.ca/events/uncork- your- palate/). Anche in Germania è forte e radicato il fundraising per tali istituti. Il Conservatorio del dr. Hoch a Francoforte (è una fondazione) ha una associazione di patrocinanti alla quale aderiscono persone e aziende la cui quota è utilizzata per borse di studio e progetti speciali (www.dr- hochs.de). Anche il Conservatorio di Kottbus ha un Club di sostegno istitui- to nel 1991 su impulso della direzione, composto da docenti, ex docenti, alunni, genitori, ecc... (www.konservatorium- cottbus.de). Nel caso del Carl Schroeder- Konservatorium (www.carl- schroeder- konservatorium.de/home.php) Il Club di sostegno è stato istituito proprio per rispondere alla questione dei tagli della spesa pubblica alla cultura. Ne fanno parte 100 membri. Tuttavia si tratta di un antica tradizione. Infatti la Hochschule fuer Musik und Theater Hamburg (una tra le più famose della Germania - hamburg.de) ha un circolo di amici sin dal Ma anche un circolo top di sostenitori dove si può entrare solo dopo aver effettuato una donazione consistente. In tutti i casi, però, va notato che in USA, Germania, Inghilterra, Canada e molti altri paesi ogni istituto di formazione artistica ha un vero e proprio programma di fundraising composto da diverse iniziative e con una funzione professionale che garantisce la sua continuità e qualità. Un esempio di tale approccio strategico lo troviamo nel Royal Conservatory Canadese (www.rcmusic.ca/giving). Ed è questa la cosa che forse fa la differenza sostanziale con il sistema italiano che insieme a quello francese, si basa esclusivamente sul finanziamento pubblico senza segnali significativi di attività spontanea di fundraising. 13

17 CAPITOLO TERZO IL CICLO DEL FUNDRAISING Partendo dalla definizione del fundraising, è possibile costruire e descrive- re uno strumento che alcuni studiosi 4 hanno definito come il "ciclo del fundraising. Esso rappresenta uno schema di lavoro utile a guidare quel complesso processo di analisi, progettazione, attuazione e valutazione che è il presupposto di un attività di fundraising di successo. Il processo del fundraising, qui rappresentato a fini esemplificativi in modo schematico, può seguire itinerari articolati e non ovvi. In questa chiave, esso ha anche e soprattutto la funzione di garantire l'ordine logico tra le diverse attività che è necessario realizzare. Di seguito si riporta lo schema d insieme del ciclo del fundraising. Fig. 1: Il ciclo del fundraising 14 4 Si vedano in particolare Rosso H.Tempel E. R., Melandri V. Il Libro del fundraising, ETAS, 2003 e Ambrogetti F., Coen Cagli M, Milano R., Manuale di fundraising, Carocci, 1998 (rist. 2005)

18 Per ciascuna delle 7 fasi del ciclo vengono riportate le attività di analisi e progettazione e le azioni operative che un organizzazione deve realizzare. Le principali saranno illustrate in dettaglio più avanti. I fase: avvio del fundraising - disegno della governance del fundraising - definizione del case statement - individuazione e superamento degli ostacoli e delle resistenze interne - people raising e formazione dei volontari - formazione dello staff di fundraising II fase: analisi dell organizzazione - SWOT (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats) analysis - analisi del capitale sociale - analisi della composizione dei fondi III fase: analisi dell'ambiente - SWOT e PEST (Political, Sociological, Economical e Technological) analysis - analisi dei soggetti e dei mercati pubblici e privati - definizione dei target di raccolta fondi e metodo LAI IV fase: progettazione e pianificazione - definizione del piano di fundraising - progettazione delle singole attività - scelta degli strumenti di raccolta fondi (contatto diretto, mailing, sponsorizzazioni, convenzioni, ecc.) - piano di comunicazione V fase: implementazione - monitoraggio e management - internalizzazione/esternalizzazione dei servizi di fundraising - gestione degli aspetti finanziari, contabili e fiscali VI fase: valutazione e gestione degli esiti - valutazione economica - valutazione del potenziale - fidelizzazione: rinnovo e incremento VII fase: revisione del ciclo La valutazione complessiva di un ciclo di fundraising dà luogo anche alla revisione di alcuni suoi presupposti, che coincide con l'inizio di un nuovo ciclo 15

19 1. L avvio del ciclo di fundraising La decisione di partire Gli studi sulle organizzazioni hanno identificato un momento cruciale nel processo di avvio di una qualsiasi impresa o attività: la "decisione di parti- re". Questo momento richiede tre elementi fondamentali: una decisione condivisa e cogente per l organizzazione, un investimento di risorse umane, tecniche e organizzative per la realizzazione del fundraising e una buona causa per la quale raccogliere fondi. La decisione di partire, evidentemente, non consiste solo in una dichiarazione d intenti. Chi non sottoscriverebbe l affermazione che è necessario garantire un migliore futuro economico alla propria organizzazione? Esiste un ampia letteratura che dimostra quanto sia delicato il passaggio dalle intenzioni alla messa in pratica delle azioni necessarie per realizzarle. Qui entrano in gioco vari fattori e spesso il principale è la mancanza di opinioni e rappresentazioni condivise sul fundraising all'interno dell'organizzazione. Ciò significa che possono esserci alcuni fattori psicologici, culturali, organizzativi che rappresentano un ostacolo o un freno all'avvio del fundraising o che, in altri termini, rendono difficile la scelta di fare fundraising. La decisione di dotarsi di una strategia di fundraising, inoltre, può apparire velleitaria se non tiene conto delle risorse, quelle umane in particolare, necessarie a sostenerla, dando vita così ad uno staff di fundraising e av- viando un programma di formazione dello stesso. Ma oltre allo staff, che deve possedere determinati strumenti professionali, è importante sollecitare la collaborazione attiva degli altri soggetti: i dirigenti innan- zitutto, ai quali compete la guida della strategia, la gestione delle relazioni e il controllo della mission in funzione del fundraising, i dipendenti e i volontari che, devono rendere il loro lavoro ordinario funzionale al fundraising, cercando di orientarlo al raggiungimento degli obiettivi di raccolta fondi. Si pensi ad esempio, all importanza del lavoro di chi si occu- pa delle relazioni con gli studenti o con il pubblico, laddove l organizzazio- ne realizzi eventi pubblici, o ancora degli addetti alla comunicazione, o di chi realizza i singoli progetti e programmi dell organizzazione, tra i primi testimoni anche verso l esterno - dell importanza di avere risorse adeguate. 16

20 La definizione della buona causa La seconda azione relativa all'avvio del fundraising è quella di definire in modo univoco ed efficace la "buona causa" per la quale vengono raccolti fondi, nella consapevolezza che al centro del fundraising e all'attenzione dei mercati di riferimento c è la mission dell'organizzazione. Definire la buona causa non è scontato e spesso richiede di re- interpretare le ragioni per cui un organizzazione è nata e in virtù delle quali agisce. La buona cau- sa, inoltre, deve essere comunicabile all'esterno e quindi possedere alcuni criteri di efficacia e d impatto sotto il profilo della logica e della retorica. 2. L elaborazione di una strategia Si noti che i primi tre passaggi del ciclo (start up, analisi interna e analisi esterna) sono collegati tra loro in elementi che concorrono a disegnare un itinerario di analisi e progettazione finalizzato a individuare quale sia il migliore modello di fundraising adottabile da un organizzazione in relazio- ne alla proprie caratteristiche e a quelle dell ambiente di riferimento. Una strategia di fundraising, come vedremo più avanti, deve essere salda- mente fondata sui punti di forza di chi dovrà chiedere soldi e sulle opportunità offerte dall ambiente al quale si rivolge. Pertanto, gran parte della possibilità di dare vita a strategie efficaci di finanziamento dipende dalla capacità di dotarsi di un modello di fundraising in grado di massi- mizzare i fattori di potenziale successo, tenendo conto delle caratteristi- che istituzionali, organizzative e soprattutto socio- culturali di un organiz- zazione. Il successo nel fundraising è legato in particolar modo a punti di forza o elementi qualificanti che risiedono nelle seguenti aree tematiche: la qualità e la distintività della mission e delle attività; il capitale sociale e relazionale; le competenze e le conoscenze necessarie ad operare sui mercati e a gestire le operazioni di fundraising; il sistema di comunicazione efficace; il management moderno e imprenditoriale delle proprie risorse 5. 5 Per un approfondimento si veda M. Coen Cagli, Strategie e strumenti di fundraising, in: A. Hinna, Organizzare e gestire il terzo settore, Carocci,

21 L analisi dell ambiente interno L'analisi dell'organizzazione è un indagine volta a evidenziare le risorse che essa possiede (o che potenzialmente può acquisire) per raggiungere determinati obiettivi (nel nostro caso economici e di fundraising). Essa è una fotografia, allo stato attuale, dei punti di forza e di debolezza dell organizzazione. Lo strumento di analisi maggiormente utilizzato è quello della SWOT analysis, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti delle forze e delle debolezze che derivano dalle caratteristiche e dallo stato reale di un organizzazione. Altri strumenti utilizzabili sono l internal audit, la ricerca- azione, la valutazione e analisi della qualità e altre ancora. Tale analisi, inoltre, deve riguardare il sistema di relazioni che l organizzazione ha con l ambiente nel quale opera, al fine di individuare i target e la tipologia di pubblici che più facilmente possono condividerne la causa e le proposte (analisi del capitale sociale). L analisi, infine, deve anche riguardare le fonti di finanziamento praticate allo stato attuale e la loro incidenza percentuale rispetto al bilancio com- plessivo dell organizzazione. Tale analisi fornisce informazioni indispensa- bili a comprendere, in una logica di funding mix, quale sia stata fisiologi- camente la strategia di sostenibilità dell ente o quale sia il modello di sostenibilità praticato da altri organismi ed enti simili al nostro. L analisi dell ambiente esterno di riferimento Oltre al versante interno, è necessario analizzare anche il versante esterno di un organizzazione prendendo in considerazione l'ambiente nel quale essa opera. Sono tre gli aspetti essenziali che è opportuno analizzare. In primo luogo i pubblici, ossia l'insieme dei soggetti individuali, collettivi e sociali che sono o possono essere in relazione con l organizzazione, le sue attività e le sue finalità. In secondo luogo è necessario eseguire un attenta analisi dei soggetti (individuali o collettivi, come le aziende o le fondazioni, che possono rappresentare potenziali finanziatori). Infine c è l analisi dei mer- cati che si creano a partire dalla loro potenziale offerta di risorse finanzia- rie. 18

THE FUND RAISING SCHOOL. www.fundraisingschool.it. Calendario Corsi 2015

THE FUND RAISING SCHOOL. www.fundraisingschool.it. Calendario Corsi 2015 THE FUND RAISING SCHOOL Calendario Corsi 2015 www.fundraisingschool.it LA PRIMA SCUOLA ITALIANA DI RACCOLTA FONDI Nata nel 1999 The Fund Raising School è la prima scuola di formazione italiana dedicata

Dettagli

CORSI BREVI. Catalogo formativo 2015. /FitzcarraldoFon

CORSI BREVI. Catalogo formativo 2015. /FitzcarraldoFon CORSI BREVI Catalogo formativo 2015 La svolge attività di formazione dal 1989 ed è stata tra i primi in Italia a introdurre percorsi formativi legati al management e al marketing culturale. L'offerta formativa

Dettagli

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT E quell insieme di organizzazioni che producono beni/servizi e gestiscono attività fuori dal mercato o, se operano nel mercato, agiscono con finalità non

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI PREMESSA Nell ambito del Programma Torino e le Alpi, la Compagnia di San Paolo ha promosso dal 12 al 14 settembre 2014,

Dettagli

Il Fund Raising per la cultura: realtà o miraggio?

Il Fund Raising per la cultura: realtà o miraggio? Il Fund Raising per la cultura: realtà o miraggio? Marianna Martinoni Per citare il contenuto di queste slides, usate il seguente formato: Martinoni M, (2010), Lezioni di fundraising: Il Fund Raising per

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano,

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Dichiarazione Popolazione e cultura

Dichiarazione Popolazione e cultura IX/11/1 Dichiarazione Popolazione e cultura I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all art 2, comma 2, lettera

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove generazioni. Nell aprile 2010 il Consiglio di Legislazione del Rotary International ha stabilito che le Nuove

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Master in Fundraising e Project Management

Master in Fundraising e Project Management Master in Fundraising e Project Management Il Master in Fundraising e Project Management, in collaborazione con l Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è volto a formare esperti di raccolta fondi

Dettagli

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio Croce Rossa Italiana Campagna Soci Ordinari CAMPAGNA SOCI ORDINARI Pagina 1 di 12 SOMMARIO 1. Premessa... 3 2. Quali sono gli obiettivi della Campagna Soci Ordinari... 4 3. Cosa vuol dire essere Soci Ordinari

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Protagonismo culturale dei cittadini BENESSERE COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando senza scadenza Protagonismo culturale dei cittadini Il problema La partecipazione

Dettagli

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Maggio 2015 Scusi presidente, ma il commercio equo e solidale è profit o non profit? La

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

PRESENTAZIONE PROGETTO

PRESENTAZIONE PROGETTO PRESENTAZIONE PROGETTO Serie di attività svolte per sollecitare : Un maggior impegno sociale, Coinvolgimento attivo nella vita cittadina, Crescita della cultura della solidarietà, Dedicazione di parte

Dettagli

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 1. Definizione del Commercio Equo e Solidale Il Commercio Equo e Solidale e' un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005

Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE. G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 Capitolo 15 LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE G. Airoldi, G. Brunetti, V. Coda Corso di economia aziendale Il Mulino, 2005 1 L ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO In organizzazione il centro

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

IL PROGETTO MINDSH@RE

IL PROGETTO MINDSH@RE IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS AGENDA Il contesto la strategia europea Significati e definizioni Disseminazione:quando e come, a beneficio di chi? Youthpass Link e materiali di disseminazione

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Policy. Le nostre persone

Policy. Le nostre persone Policy Le nostre persone Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 28 luglio 2010 LE NOSTRE PERSONE 1. L importanza del fattore umano 3 2. La cultura della pluralità 4 3. La valorizzazione

Dettagli

Essere biblioteca, fare biblioteche Spazi, servizi, risorse

Essere biblioteca, fare biblioteche Spazi, servizi, risorse Essere biblioteca, fare biblioteche Spazi, servizi, risorse Trento 20 maggio 2011 1 Il Consorzio SBCR Atto Costitutivo 31 Luglio 1997 Il Consorzio per il sistema bibliotecario dei Castelli Romani è nato

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE

MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE Master MES - Management of Education and School 4 a EDIZIONE APRILE 2015 - NOVEMBRE 2016 partner MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

UNIVERSITA per Stranieri Dante Alighieri Reggio di Calabria

UNIVERSITA per Stranieri Dante Alighieri Reggio di Calabria di UNIVERSITA per Stranieri Dante Alighieri Reggio di Calabria Master di I livello in Manager delle imprese sociali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale Indirizzi: - Manager delle Imprese

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE

LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE CAPITOLO V LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE PREMESSA Questo capitolo affronta l analisi dello sport come diritto di cittadinanza non solo metaforico, emotivo, ma anche commerciale ed identitario.

Dettagli

SCHEDA PROGETTO CLIVIA (CONCILIAZIONE LAVORO VITA ARPA)

SCHEDA PROGETTO CLIVIA (CONCILIAZIONE LAVORO VITA ARPA) SCHEDA PROGETTO CLIVIA (CONCILIAZIONE LAVORO VITA ARPA) SOGGETTO ATTUATORE REFERENTE AZIONE DENOMINAZIONE ARPA PIEMONTE INDIRIZZO Via Pio VII n. 9 CAP - COMUNE 10125 Torino NOMINATIVO Bona Griselli N TELEFONICO

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

Conference Workshop LabMeeting Eventi culturali

Conference Workshop LabMeeting Eventi culturali Newsletter n.1 / presentazione ravenna 2013 / in distribuzione febbraio 2013 Conference Workshop LabMeeting Eventi culturali Info: Web: www.ravenna2013.it Mail: ravenna2013@labelab.it / Telefono: 366.3805000

Dettagli

L azienda e le funzioni aziendali

L azienda e le funzioni aziendali UDA 5 TEMA 3 L operatore impresa L azienda e le funzioni aziendali a cura di Lidia Sorrentino Il concetto di azienda. Per soddisfare i propri bisogni, fin dall antichità l uomo si è associato con altre

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

CINQUE IDEE PER LA P.A. DI DOMANI

CINQUE IDEE PER LA P.A. DI DOMANI FORUM PA 2014 Roma, 27 maggio 2014 CINQUE IDEE PER LA P.A. DI DOMANI PERCHÉ UNA P.A. DI TUTTI HA BISOGNO DI TUTTI 1 - TRASPARENZA 2.0 Per render conto ai cittadini Garantire l'accessibilità totale Siamo

Dettagli

I profili con maggiore potenzialità occupazionale nel non profit in Europa, riscontrati attraverso le vacancy e nel recruitment passaparola

I profili con maggiore potenzialità occupazionale nel non profit in Europa, riscontrati attraverso le vacancy e nel recruitment passaparola I profili con maggiore potenzialità occupazionale nel non profit in Europa, riscontrati attraverso le vacancy e nel recruitment passaparola Europrogettista Il profilo è ricercato in particolare da ONG,

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

SOCIAL BRANDING La comunicazione positiva. Roma, 30 maggio 2002

SOCIAL BRANDING La comunicazione positiva. Roma, 30 maggio 2002 SOCIAL BRANDING La comunicazione positiva Roma, 30 maggio 2002 Indice Lo scenario italiano 3-10! Come la pensano gli italiani! Le cause sociali di maggiore interesse! Alcuni casi italiani! Il consumatore

Dettagli

Master in Management del Turismo 9a edizione ROMA

Master in Management del Turismo 9a edizione ROMA Master in Management del Turismo 9a edizione ROMA Inizio master: 26 ottobre 2015 chiusura selezioni: 01 ottobre 2015 La SESEF è una scuola di management, socia ASFOR, con 12 anni di esperienza, che svolge

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo SOMMARIO Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Gruppo di Lavoro ITACA Regioni/Presidenza del Consiglio dei Ministri Aggiornamento 14 novembre 2011 Dipartimento

Dettagli

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile INVITO A PRESENTARE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE 1. COSA SONO I LABORATORI DAL BASSO I Laboratori dal

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 NORME GENERALI Art. 1 Validità del regolamento interno Il presente regolamento, derivante dai principi espressi dallo Statuto da cui discende, rappresenta le regole e le concrete

Dettagli

Tre Ires e tre progetti comuni

Tre Ires e tre progetti comuni IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto

Dettagli

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA

CORSO ECM. Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento. Sede corso: Viale Angelico 20/22- ROMA ISTITUTO «LEONARDA VACCARI» PER LA RIEDUCAZIONE DEI FANCIULLI MINORATI PSICO - FISICI CORSO ECM Ausili informatici e tecnologie per la comunicazione e l apprendimento: dal bisogno all intervento Sede corso:

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale

Dettagli

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO CenTer - SCHEDA DOCUMENTO N 2467 TIPO DI DOCUMENTO: PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE TIPOLOGIA CORSO: Corso universitario TIPO DI CORSO: Master di 1 Livello TITOLO: Gestione Integrata dei Patrimoni Immobiliari

Dettagli

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA 1 10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA MEMORANDUM SULL EASS L' Educazione all Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile, una necessità! L'Educazione Ambientale

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 Presentazione L'Università Ca' Foscari Venezia e l'escp Europe hanno ideato il Doppio Master universitario in Management

Dettagli

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit.

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. NID Non profit Innovation Day Università Bocconi Milano, 12 novembre 2014 18/11/2014 1 Mi presento, da dove vengo? E perché

Dettagli

Che cos è il Marketing 3.0?

Che cos è il Marketing 3.0? Che cos è il Marketing 3.0? di Fabrizio Pieroni Philip Kotler, studioso di Marketing attento ai cambiamenti della società e pronto a modificare di conseguenza le sue posizioni, ha recentemente presentato

Dettagli

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA novembre 2004 FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA CICLO DI FORMAZIONE SUL RUOLO E SULLA VALORIZZAZIONE DELLA MARCA NELLA VITA AZIENDALE 3, rue Henry Monnier F-75009 Paris www.arkema.com TEL (+33)

Dettagli

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Università degli Studi di Roma Tor Vergata DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E FINANZA MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ECONOMIA DELLA CULTURA: POLITICHE, GOVERNO E GESTIONE modalità didattica mista presenza/distanza

Dettagli

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia Nel mondo ci sono 150 milioni di Italici: sono i cittadini italiani d origine, gli immigrati di prima e seconda generazione, i nuovi e vecchi emigrati e i loro discendenti,

Dettagli

SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA

SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA SECRETARY-GENERAL UNITED NATIONS NEW YORK NY 10017 USA Dear Mr. Secretary General, I m pleased to confirm that ALKEDO ngo supports the ten principles of the UN Global Compact, with the respect to the human

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

Linee guida per le Scuole 2.0

Linee guida per le Scuole 2.0 Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione

Dettagli

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020 Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Simona De Luca, Anna Ceci UVAL DPS Roma 11 luglio 2013 Indice 1. Indicatori: un modo

Dettagli

L Assemblea delle Regioni d Europa (ARE La missione dell ARE

L Assemblea delle Regioni d Europa (ARE La missione dell ARE L Assemblea delle Regioni d Europa (ARE) é un'organizzazione indipendente di regioni e la più importante rete di cooperazione interregionale nella Grande Europa. Rappresenta 12 organizzazioni interregionali

Dettagli

GIUGNO 2009 A TUTT OGGI Consorzio Regionale Parco Valle Lambro, Via Vittorio Veneto, 19 20050 TRIUGGIO

GIUGNO 2009 A TUTT OGGI Consorzio Regionale Parco Valle Lambro, Via Vittorio Veneto, 19 20050 TRIUGGIO F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Nazionalità 23, VIA GIOVANNI PAOLO II, 23861, CESANA BRIANZA, LC ITALIANA Data di nascita 09/02/1979

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli