IL RAPPORTO GRASSO/CASEINE NEL LATTE DI CALDAIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL RAPPORTO GRASSO/CASEINE NEL LATTE DI CALDAIA"

Transcript

1 IL RAPPORTO GRASSO/CASEINE NEL LATTE DI CALDAIA ANTICO E NUOVO PARAMETRO QUALITATIVO PER LA CASEIFICAZIONE Autori : G. Bolzoni, G. Varisco, M. Cornoldi Reference: Dr. Giuseppe Bolzoni Centro Referenza Nazionale Qualità del Latte Bovino Istituto Zooporofilattico Sp. della Lombardia e dell Emilia Romagna (B. Ubertini) Via Bianchi 7, Brescia, Italy. Tel Fax PREMESSA.. Tre dunque sono le parti che compongono il latte, siero, butiro e cacio. Il siero è la parte fluida, il butiro è la parte pingue, la quale emula la natura degli olj nei vegetabili; il cacio è la parte più pesante.. Tale unione si forma alla superficie e ne risulta un cremore, ossia fior di latte, e da questa sostanza si otiene il butiro; le parti caseose poi unendosi fra di loro a poco a poco formano massa soda e resistente detta formaggia, la quale gravita al fondo della caldara; e frattanto il siero prende sapore acido e comunica la sua acidità alle parti che restano. (Ferrari G., Modo di migliorare le fabbriche dei formaggi, 1816). INTRODUZIONE Riferimenti di questo tipo si possono agevolmente trovare in testi anche più antichi, a testimonianza del fatto che da sempre la qualità e la quantità del formaggio ottenuto in caseificio dipendono innanzi tutto dal latte di partenza e soprattutto dal rapporto tra i suoi vari componenti. E in particolare al rapporto tra sostanza grassa e sostanza proteica, o meglio caseinica, che si è maggiormente rivolta l attenzione dei casari per le molteplici, e spesso difficili, decisioni che dovevano assumere sia nelle fasi operative per fissare i tempi, le temperature, le quantità degli ingredienti per il controllo tecnologico del processo produttivo, sia in quelle gestionali per il calcolo delle rese, dei costi e dei ricavi per il controllo economico dell attività. Di fatto con il progredire delle tecniche di produzione, si è assistito ad una parziale riduzione della rilevanza delle decisioni prese in base al fiuto all esperienza, al occhio clinico dei casari, sebbene continuino a rappresentare una parte distintiva della caseificazione soprattutto nei formaggi a lunga stagionatura. Al loro posto hanno assunto importanza aspetti legati alla necessità di standardizzare il prodotto, automatizzare le fasi di lavorazione e così via. In quest ottica appare evidente che non si possa considerare la qualità del latte come un unicum adattabile a qualunque tipo di trasformazione casearia, ma che la conoscenza della materia prima sia il primo e fondamentale mattone per la costruzione di sistemi produttivi efficienti ed al passo con le esigenze, anche di gestione dei costi, che il mercato oggi impone. La conoscenza e la gestione dei parametri qualitativi della materia prima, costituiscono dunque elementi fondamentali nel determinare la resa di caseificio e la qualità del prodotto e, tra questi, particolare importanza nella filiera dei formaggi grana, assumono i rapporti grasso/proteine e grasso/caseine del latte immesso in caldaia dopo l affioramento. BREVI CENNI STORICI Come accennato, tra le molteplici informazioni che il casaro deve considerare nel momento in cui assume decisioni operative per la caseificazione vi sono anche la quantità di grasso e di proteine/caseine del latte che arriva in caldaia. Al contrario di alcuni parametri tecnologici rapidamente determinabili (temperatura e acidità del latte e del sieroinnesto, quantità di presame, tempi delle varie fasi di lavorazione) la quantità dei costituenti non è normalmente nota nel momento della caseificazione. Per la quantità di grasso e di proteine, ad esempio, ci si basa solitamente sulla conoscenza dei dati storici del latte consegnato dai singoli allevamenti, ed eventualmente su occasionali controlli eseguiti in fase di affioramento, oltre che sulla esperienza e sulla percezione del casaro. In tale situazione è però difficoltoso impostare le lavorazioni per ottenere un prodotto standardizzato, ma soprattutto diventa complesso eseguire precisi e corretti calcoli delle rese. Ciò è particolarmente vero se si pensa che il parametro principe per la resa in formaggio (quantità di caseine) non è, tradizionalmente, disponibile se non con tempi lunghi e su quantità limitate di campioni. Malgrado ciò si sono sempre fatti tentativi di disporre di sistemi pratici e veloci per ottenere questo tipo di informazioni, con numerose e diverse formule di calcolo delle rese succedutesi nei secoli ed in parte ancora utilizzate (Vedi Scheda n 1). In tutti i casi viene però sottolineato che non esiste la formula perfetta adattabile in assoluto a diversi tipi di caseificazione e, nemmeno, a differenti caseifici. In qualunque caso infatti, il vero nodo è la conoscenza, la più precisa possibile, della composizione del latte (in genere in caldaia) e dei prodotti a fine processo. Sia nel caso dei calcoli sulla produzione annuale, che per valutazioni tecnologiche sulle fasi produttive, è infatti evidente che errori anche piccoli di valutazione sul prodotto di partenza, si traducono in errori economicamente rilevanti sulla valutazione finale.

2 E quindi evidente che a seconda della formula applicata esistono dei parametri analitici che è indispensabile conoscere nel modo più preciso possibile. Per quanto riguarda la caseina il limite principale è sempre stato quello della difficoltà di disporre di dati analitici in tempi brevi, su numeri elevati di campioni ed a costi accettabili. Per questo motivo si è spesso ripiegato sull utilizzo delle caseine determinate per calcolo, derivandole con un coefficiente fisso dalle proteine, oppure si è utilizzato direttamente il valore di proteine nelle formule di calcolo. In ambedue i casi si accettava di fatto un errore, non trascurabile, che influiva sulla validità dei risultati finali dei calcoli delle rese. Nel primo caso a causa della uniformità del rapporto caseine/proteine che non rispecchiava la variabilità del latte di diversi allevamenti, nel secondo caso accettando di calcolare come materia proteica caseificabile anche la componente di proteine non caseiniche (cosiddette sieroproteine che dovrebbero partecipare alla resa casearia soltanto in termini di Kg di ricotta prodotta). Il discorso andrebbe ripetuto anche per la valutazione dei cosiddetti solidi (Residuo Secco e Residuo Secco Magro) che di norma sono dedotti per calcolo, ma difficilmente disponibili come dati effettivamente determinati in laboratorio. LA VALUTAZIONE DELLE CASEINE NEL LATTE DI MASSA Da quanto detto appare evidente l importanza che assume la conoscenza del contenuto in caseina del latte per i processi di caseificazione; fino a pochi anni orsono non era però possibile determinare il titolo caseinico su grandi numeri di campioni per motivi essenzialmente tecnici legati alla metodica analitica disponibile. D altra parte, a poco serve l utilizzo di un fattore fisso per convertire matematicamente il valore delle proteine in caseine in modo uguale e costante per tutto il latte analizzato. Questo tipo di trasformazione, adottato in alcune realtà locali, fornisce formalmente il dato delle caseine, ma in realtà esegue semplicemente un calcolo matematico senza considerare che l indice di caseina non è il medesimo in latti di differenti allevamenti e in differenti periodi dell anno. Soltanto di recente si sono rese disponibili strumentazioni automatiche per la determinazione della caseina che consentono ai laboratori l esecuzione dell analisi anche su parecchie centinaia di campioni al giorno. A partire dal 2002 presso i laboratori dell Istituto Zooprofilattico di Brescia, l adozione di uno di questi strumenti analitici (Milkoscan 6000 FT, Foss, DK) ha consentito, dopo un periodo di collaudo e sperimentazione (utilizzato, tra l altro, proprio per validare la curva di calibrazione per il parametro caseine), di inserire il parametro Caseine tra quelli routinariamente determinati sui campioni di latte conferiti. I risultati del primo periodo di indagine sono stati pubblicati ed approfonditamente descritti in precedenza (note bibliografiche 1,2 e 3). Con il passare del tempo l adesione dei caseifici è aumentata ed il numero di campioni analizzati è cresciuto fino a valori sicuramente rappresentativi dell intera realtà lombarda (circa allevamenti ). L andamento delle medie mensili di Proteine e Caseine (Grafico 1, relativo ai primi dieci mesi del 2004) mostra un comportamento nell anno simile a quello descritto da diversi Autori in precedenza, con un abbassamento di entrambi i parametri nei mesi estivi, anche se le variazioni della caseina appaiono leggermente inferiori, ed un netto e repentino innalzamento con la ripresa produttiva dei primi mesi freschi che prosegue poi gradualmente fino ai mesi invernali. Di fatto il valore dell Indice di Caseina appare tutt altro che costante nel corso dell anno e di ciò va tenuto conto quando si vogliano dedurre informazioni sulle rese casearie dai soli dati relativi al contenuto proteico del latte. Relativamente alla variabilità dell indice caseinico, oltre all andamento stagionale, non si deve dimenticare l ancor più ampia variabilità osservata in allevamenti differenti. A titolo di esempio si riporta nel Grafico 2, la distribuzione di frequenza osservata negli allevamenti controllati nel corso del Aldilà dei singoli valori osservati, che sono relativi al solo primo anno di osservazione e quindi ad un numero ancora limitato di allevamentirispetto agli anni successivi, la variabilità che si può apprezzare in tali dati, è decisamente ampia anche quando si trascurino le code estreme della distribuzione che individuano un numero limitato di situazioni molto particolari. L indice di caseina che caratterizza un singolo allevamento non appare quindi deducibile con l utilizzo di un fattore fisso per la trasformazione del valore proteico in quello caseinico con un operazione matematica comune a tutti gli allevamenti. A conferma di quanto detto possono servire anche i dati schematicamente raccolti nel Grafico 3, in cui i campioni analizzati, sempre relativamente all anno 2002, sono stati suddivisi in funzione del valore proteico osservato; risulta evidente che l indice di caseina appare significativamente diverso tra la prima colonna e l ultima. La prima colonna identifica situazioni di evidente insufficienza del titolo proteico attribuibili a gravi scompensi alimentari ed errori gestionali, mentre l ultima rappresenta situazioni di chiara eccellenza con valore proteico superiore a 3,60 g/100ml. In quest ultimo caso, oltre all ovvio maggior contenuto in caseine, si osserva anche un deciso miglioramento dell indice di caseina e quindi in definitiva della resa casearia ottenibile con quel latte. Queste considerazioni possono risultare utili anche per chiarire alcuni dubbi, frequentemente espressi dai trasformatori caseari, circa il reale rapporto esistente tra le differenti componenti azotate del latte ritirato, con particolare riferimento ai contenuti in urea e/o sieroproteine rispetto alle caseine e quindi, in definitiva, alla mancata corrispondenza tra titolo proteico del latte lavorato e resa casearia. LA VALUTAZIONE DELLE CASEINE NEL LATTE DI CALDAIA Anche se in linea generale appare ovvio attendersi che nelle analisi sul latte di caldaia (sottoposto ad affioramento), conferito dai singoli caseifici, il tenore in caseine sia sovrapponibile a quello osservato sul latte di massa aziendale, dalle analisi condotte in questi anni su questo tipo di latte, si possono trarre alcuni spunti di riflessione.

3 Innanzitutto per il fatto che i caseifici che hanno conferito campioni di latte di caldaia per questo tipo di analisi sono in gran parte coinvolti nella produzione di formaggi a lunga stagionatura (Grana Padano nella quasi totalità) e rappresentano quindi una porzione del settore lattiero-caseario particolarmente interessata, ed economicamente coinvolta, alla componente caseinica. In secondo luogo perché la composizione del latte di caldaia risulta condizionata dalla fase di affioramento che, ovviamente, è determinante per il rapporto caseine/grasso che si ritroverà in fase di lavorazione e che tanto influisce sulla resa quali/quantitativa del prodotto finale. Va sottolineato fin da subito che i dati raccolti in questi primi anni, a differenza di quanto è successo con i campioni di latte di massa, sono numericamente limitati e, soprattutto, non costanti nell arco dell anno da parte di singoli caseifici. I dati disponibili devono dunque essere considerati soltanto come primo approccio alla caratterizzazione del contenuto del latte destinato alla caseificazione in una fase cruciale del processo produttivo. In particolare per i dati presentati in Tabella 1, è da precisare che i valori relativi al 2004 riguardanti il solo primo semestre, risentono della mancanza dei campioni del periodo estivo con significativi effetti sui valori medi dei contenuti e dei rapporti; allo stesso modo va tenuto presente il numero limitato di campioni analizzati nel primo anno ed in particolare nei primi mesi del Ciò spiega, almeno in parte, la differenza dei valori medi registrata nelle 3 differenti annate. IL RAPPORTO GRASSO/CASEINE NEL LATTE DI CALDAIA Fatte salve le precauzioni di cui sopra, le caratteristiche del latte di caldaia da noi analizzato nel corso di questi due anni e mezzo, possono essere sinteticamente riassunte in Tabella 2. Le variazioni stagionali sembrano uniformarsi con quelle osservate nella materia prima, con cali più o meno marcati del grasso, delle proteine e delle caseine nel periodo caldo. A questo punto diventa quindi interessante cercare di caratterizzare il latte di caldaia in funzione del rapporto grasso/caseine nell arco dell annata, ricordando che questo rapporto dipende proprio dalla discrezionalità e dalla responsabilità del casaro nelle modalità di realizzazione del processo produttivo. In tabella 3 è possibile apprezzare l intervallo nel quale si distribuiscono i valori del rapporto Caseine/Grasso (Min. e Max) del latte di caldaia, nonché la misura della dispersione attorno ai valori medi, sempre riferiti all intero periodo di osservazione. Nel grafico n 4 infine, la situazione viene rappresentata in modo più diretto attraverso gli andamenti di tale parametro nei singoli anni ed anche in modo cumulativo nel complesso del periodo di osservazione (K Gr/Cas Trien.). PRIME VALUTAZIONI DI CONFRONTO PER SINGOLO CASEIFICIO I dati finora illustrati possono costituire una prima base di caratterizzazione della composizione del latte di caldaia nelle realtà produttive caratteristiche dell area lombarda e quindi, essenzialmente, della produzione del Grana Padano. A questa situazione possono riferirsi i singoli caseifici al fine di ottenere un confronto tra le proprie condizioni di caseificazione e quelle che, seppur in modo provvisorio, costituiscono al momento una sorta di riferimento. Ulteriori indagini di questo tipo, potranno del resto, portare a definire dei valori da considerare come Gold Standard per un determinato tipo di processo produttivo. Su questo tema è del resto in atto una discussione anche per quanto riguarda i disciplinari di produzione, che prevederebbero dei limiti entro i quali deve situarsi il raporto caseine/grasso del latte in caldaia. Allo stato attuale delle conoscenze può comunque essere fornito, a titolo di esempio, un confronto tra le osservazioni ottenute dai campioni conferiti da due caseifici delle province di Brescia e Cremona rispetto a quelle fornite dall insieme di tutte le osservazioni realizzate nel periodo (Grafico 5 : Complessivo Triennale). CONCLUSIONI L importanza del contenuto in caseine del latte destinato alla caseificazione nel determinare la resa quantitativa è nota da tempo, ma soltanto da poco è possibile determinare il contenuto reale in caseine del latte su numeri elevati di campioni. Ciò vale per il latte crudo ritirato alla stalla ma anche per il latte presente nelle caldaie dopo la fase di affioramento. La resa qualitativa dei prodotti caseari (consistenza, aroma, colore ecc.) dipende, oltre che da titolo in grasso e dalla composizione in acidi grassi della componente lipidica del latte, anche da altri fattori. Tra questi sicuramente importanti sono il quantitativo di caseine ed il rapporto grasso/caseine che tanto influiscono anche sulle rese quantitative. E evidente quindi che la conoscenza dei titolo in grasso e caseine del latte in caldaia, e del conseguente rapporto, costituiscono informazioni fondamentali per la definizione, il controllo, l ottimizzazione dei processi produttivi di singoli caseifici ed in particolare di quelli coinvolti in produzioni ad alto valore aggiunto quale quella dei formaggi a lunga stagionatura. Come si è cercato di precisare più volte nel presente lavoro, i dati analitici ottenuti sui campioni di latte di caldaia conferiti al laboratorio, non costituiscono un riferimento statisticamente rappresentativo della realtà operativa attuale dei caseifici della nostra area geografica: il loro numero è limitato, il conferimento non è stato costante nel corso degli anni

4 e, all interno di ciascun anno, nei singoli mesi, molti caseifici hanno infine, conferito campioni in numero molto limitato rispetto al numero di caldaie effettivamente lavorate quotidianamente. Lo scopo del presente lavoro non è stato quello di fornire i valori di riferimento per le caratteristiche qualitative del latte di caldaia e del suo contenuto in caseine e grasso, bensì quello di suggerire l esecuzione di controlli di questo tipo su larga scala, resi oggi possibili dalla disponibilità di nuove metodiche analitiche. Le informazioni che il singolo caseificio può trarre da un controllo costante, frequente ed omogeneo sulle caldaie poste in lavorazione, rappresenta una fonte di informazioni tecniche, a nostro avviso, importantissime per la valutazione dei processi produttivi, il calcolo delle rese di caseificazione, la conoscenza profonda della materia prima posta in lavorazione. BIBLIOGRAFIA 1 Bolzoni G., Varisco G., Marcolini A., Cornoldi M., Rabaioli C., 2003 Le caseine per la valorizzazione casearia del latte nel pagamento in base alla qualità Il Latte, n 2, 2003, pp Bolzoni G., Varisco G., Marcolini A., Cornoldi M., Federici A., 2003 Le caseine per la valorizzazione casearia del latte nel pagamento in base alla qualità: un aggiornamento. Il Latte, n 28 (7),,2003, pp Varisco G., Bolzoni G. Cornoldi M., 2004 La caseina la determinazione della caseina nel latte per la qualità delle trasformazioni casearie. Con il patrocinio IZSLER e Ass. Agricoltura Reg. Lombardia. Tip Artigianelli spa, Brescia, pp.46 ===============

5 3,6 g/100 ml GRAFICO 1 - PROTEINE E CASEINE ( Campioni circa ) 3,4 3,2 3 2,8 Proteine 2004 CASEINE ,6 2,4 GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC ANNO 6500 Grafico 2: DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA DELL'INDICE DI CASEINA - Anno ,72 0,72 0,73 0,73 0,73 0,74 0,74 0,74 0,74 0,75 0,75 0,75 0,76 0,76 0,76 0,77 0,77 0,77 0,77 0,78 0,78 0,78 0,79 0,79 0,79 0,8 0,8 0,8 0,8 0,81 0,81 Frequenza Classe Grafico 3: Rapporto fra percentuale di proteina ed indice di caseina 0,768 0,766 0,764 0,762 0,760 0,758 0,756 0,754 0,752 0,750 0,748 <3,0 >3,2<3,4 >3,5<3,6 >3,6

6 GRAFICO 4- RAPPORTO CASEINA-GRASSO NEL E CUMULATIVO 1,20 1,15 1,10 1,05 1,00 0,95 0,90 0,85 Gen. Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Set. Ott. Nov. Dic. K cas./gr K cas./gr K cas./gr K cas./gr. Trien. GRAFICO 5: RAPPORTO CASEINA GRASSO: SINGOLI CASEIFICI 1,110 1,060 1,010 0,960 0,910 Gen. Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Set. Ott. Nov. Dic. MESE Caseificio 1 Caseificio 2 Complessivo Triennale

7 TABELLA 1 - CAMPIONI LATTE DI CALDAIA ANNO CAMPIONI ANALIZZATI * 224 CASEINE 2,60 0,06 2,63 0,15 2,70 0,05 PROTEINE 3,38 0,08 3,37 0,15 3,42 0,05 GRASSO 2,53 0,16 2,47 0,16 2,54 0,2 INDICE CASEINA 0,770 0,01 0,781 0,02 0,790 0,01 CASEINA /GRASSO 1,034 0,06 1,068 0,09 1,080 0,08 TABELLA 2 - LATTE DI CALDAIA ANDAMENTO MENSILE (assemblamento dati e primo semestre 2004) MESE GRASSO CASEINE PROTEINE INDICE CASEINA CAMPIONI ANALIZZATI GENNAIO 2,60 (0,11) 2,60 (0,17) 3,40 (0,02) 0, FEBBRAIO 2,62 (0,09) 2,67 (0,05) 3,44 (0,01) 0, MARZO 2,52 (0,22) 2,63 (0,08) 3,40 (0,05) 0, APRILE 2,55 (0,14) 2,62 (0,1) 3,37 (0,07) 0, MAGGIO 2,49 (0,13) 2,60 (0,11) 3,35 (0,07) 0, GIUGNO 2,42 (0,11) 2,53 (0,09) 3,30 (0,08) 0, LUGLIO 2,37 (0,12) 2,49 (0,03) 3,26 (0,05) 0, AGOSTO 2,37 (0,19) 2,52 (0,05) 3,28 (0,07) 0, SETTEMBRE 2,44 (0,17) 2,61 (0,07) 3,41 (0,06) 0, OTTOBRE 2,56 (0,2) 2,70 (0,11) 3,51 (0,11) 0, NOVEMBRE 2,60 (0,14) 2,69 (0,07) 3,49 (0,04) 0, DICEMBRE 2,59 (0,12) 2,67 (0,06) 3,46 (0,03) 0, TABELLA 3 - RAPPORTO CASEINE/GRASSO LATTE DI CALDAIA (Anni e 1 Semestre 2004 assemblati) MESE RAPPORTO GRASSO/CASEINE MEDIO DEV. ST. MIN MAX GENNAIO 1,010 0,054 0,710 1,093 FEBBRAIO 1,017 0,038 0,967 1,114 MARZO 1,039 0,056 0,928 1,170 APRILE 1,036 0,076 0,851 1,320 MAGGIO 1,047 0,077 0,937 1,528 GIUGNO 1,050 0,055 0,884 1,162 LUGLIO 1,055 0,055 0,950 1,172 AGOSTO 1,073 0,099 0,886 1,356 SETTEMBRE 1,066 0,075 0,975 1,298 OTTOBRE 1,046 0,072 0,903 1,152 NOVEMBRE 1,039 0,064 0,902 1,137 DICEMBRE 1,031 0,054 0,953 1,118

8 SCHEDA 1 ESEMPI DI FORMULE E SISTEMI DI CALCOLO DELLE RESE DI CASEIFICIO - Correlazione tra Grasso e Proteine = 0,53 +/ - 0,06 quindi, Proteine = 1,40 + 0,5 % Grasso (Svezia, Danim.) - Formula di van Slyke (Formaggio Cheddar) Resa in Kg x 100 Kg latte = [(0,93 %Grasso Latte + % Caseina Latte 0,1) x 1,09 / 100 % Umidità Formaggio] x 100 Dove i fattori costanti sono però specifici per il tipo di formaggio - Formula di Peter Resa = (kg Form / 100 Kg Latte) x [ R.S. Latte P / R.S. Form. ] x 100 Dove P è una costante in funzione del tipo di formaggio (6,3-6,5 per pasta dura) - Coefficiente G (Gerault) = (Kg formaggio x % Residuo Secco) x (Litri Latte % Grasso sul R.S. Formaggio) / 100 x Litri Latte - Coefficiente n (Tapernoux) = ( Grasso del latte / litri di Siero) x Grasso del siero - Coefficiente N (Mocquot) = Kg Materia Azotata / Kg Latte in caldaia - Formula di Roeder : Resa = 0,9 (Grasso + 0,32 R.S.M.) + 1,102 R.S.M. - Resa Formaggio Grana 24 ore = ( % Grasso Cald. + % Caseina Cald. / Peso Spec. Latte Cald. - % Grasso Siero / Peso Spec. Siero) x RLC / Gr.Cald. + Cas. Cald. dove il fattore RLC = Peso forma a 24 ore/ Peso Latte caldaia x Formula di Cusmano e Russo : ( % Grasso + % Caseina / Peso Specifico ) latte in Caldaia - % Grasso / Peso Specifico Siero x 1,744 con fattore R.L.C = 1,744 per Formaggio Grana a 24 ore - Formula di Maobois (Formaggio Camembert ) : Resa = 0,327 Proteine + 0,090 Grasso e Resa = 0,606 Caseine 0,077 Grasso

Scopo del lavoro è. Studio dell Istituto zooprofilattico di Brescia Rapporto tra acidi grassi saturi e insaturi nel latte bovino

Scopo del lavoro è. Studio dell Istituto zooprofilattico di Brescia Rapporto tra acidi grassi saturi e insaturi nel latte bovino Un valore che influenza la qualità nutrizionale, tecnologica e soprattutto organolettica dei prodotti finiti di Giuseppe Delle Donne, Antonio Marcolini, Giorgio Zanardi, Giuseppe Bolzoni Studio dell Istituto

Dettagli

ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL EMILIA ROMAGNA B. UBERTINI REGIONE LOMBARDIA AGRICOLTURA LA CASEINA

ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL EMILIA ROMAGNA B. UBERTINI REGIONE LOMBARDIA AGRICOLTURA LA CASEINA ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL EMILIA ROMAGNA B. UBERTINI REGIONE LOMBARDIA AGRICOLTURA LA CASEINA La determinazione della caseina nel latte per la qualità delle trasformazioni

Dettagli

IL PUNTO DI CONGELAMENTO DEL LATTE : TRUFFE, ERRORI O SEMPLICE IGNORANZA

IL PUNTO DI CONGELAMENTO DEL LATTE : TRUFFE, ERRORI O SEMPLICE IGNORANZA IL PUNTO DI CONGELAMENTO DEL LATTE : TRUFFE, ERRORI O SEMPLICE IGNORANZA Autori: Bolzoni G., Todeschi S. References: Dr. Giuseppe Bolzoni : Centro di Referenza Nazionale per la Qualità del Latte Bovino

Dettagli

IL PAGAMENTO DEL LATTE IN BASE ALLA QUALITA

IL PAGAMENTO DEL LATTE IN BASE ALLA QUALITA IL PAGAMENTO DEL LATTE IN BASE ALLA QUALITA glorioso passato, incerto presente e futuro di opportunità G. Bolzoni : Centro di Referenza Nazionale Qualità Latte Bovino IZSLER Brescia IL PASSATO Pagare di

Dettagli

Cartella stampa Taleggio

Cartella stampa Taleggio Cartella stampa Taleggio Rev. Febbraio 2016 1. Il Taleggio D.O.P.: un prodotto d eccellenza 1.1 La Storia Il Taleggio è un formaggio di origini antichissime, anteriori al X secolo. Documenti risalenti

Dettagli

PUNTO CRIOSCOPICO DEL LATTE DI PECORA: VARIAZIONI STAGIONALI E RELAZIONI CON LA COMPOSIZIONE CHIMICA

PUNTO CRIOSCOPICO DEL LATTE DI PECORA: VARIAZIONI STAGIONALI E RELAZIONI CON LA COMPOSIZIONE CHIMICA ITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE REGIONI LAZIO E TOSCANA NTRO NAZIONALE DI REFERENZA PER LA QUALITA DEL LATTE E DEI PRODOTTI RIVATI DEGLI OVINI E DEI CAPRINI (CRELDOC) PUNTO CRIOSCOPICO DEL LATTE

Dettagli

a cura del Settore Economia, Mercati e Competitiva

a cura del Settore Economia, Mercati e Competitiva Progetto AGRICONFRONTI EUROPEI a cura del Settore Economia, Mercati e Competitiva Il progetto intende mettere a confronto la situazione dell agricoltura veneta con quella di altri paesi dell Unione Europea

Dettagli

Il progetto: descrizione delle attività sperimentali e approccio metodologico

Il progetto: descrizione delle attività sperimentali e approccio metodologico Il progetto: descrizione delle attività sperimentali e approccio metodologico Elena Bortolazzo, CRPA Incontro tecnico: Vitamina B12 nei sottoprodotti della lavorazione del Parmigiano Reggiano: siero e

Dettagli

Edizioni L Informatore Agrario

Edizioni L Informatore Agrario www.informatoreagrario.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi

Dettagli

Grana Padano Forme. Grana Padano Tranci 00.. - FORME PV 1 004.. - FORME MARCHIATO (16 MESI) PV 1.. - FORME RISERVA (20 MESI) PV 1

Grana Padano Forme. Grana Padano Tranci 00.. - FORME PV 1 004.. - FORME MARCHIATO (16 MESI) PV 1.. - FORME RISERVA (20 MESI) PV 1 1 PRODUTTORE AL MONDO In Lombardia il settore lattiero-caseario inizia a organizzarsi nei primi anni del 1900. Sorsero allora i primi caseifici sociali e nel 1928 si costituì il Consorzio del Grana Tipico

Dettagli

30 25023 GOTTOLENGO (BS) TEL. 030 951007 FAX

30 25023 GOTTOLENGO (BS) TEL. 030 951007 FAX 1 Siamo uno dei più piccoli caseifici associati al Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, ne facciamo parte fin dalla sua costituzione nel 1954. Il nostro caseificio però nasce molto prima,

Dettagli

FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO DOP

FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO DOP FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO DOP Descrizione Formaggio semigrasso, a pasta dura, cotta ed a lenta maturazione, prodotto con coagulo ad acidità di fermentazione, dal latte crudo di vacca, proveniente da

Dettagli

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO DICEMBRE 2014

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO DICEMBRE 2014 RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO DICEMBRE 2014 1 Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico Consuntivo dicembre 2014 Considerazioni di sintesi 1. Il bilancio energetico Richiesta di energia

Dettagli

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO MAGGIO 2014

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO MAGGIO 2014 RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO MAGGIO 2014 1 Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico Consuntivo maggio 2014 Considerazioni di sintesi 1. Il bilancio energetico Richiesta di energia Commento

Dettagli

LIVELLI E PORTATE MEDIE GIORNALIERE DEL FIUME BRENTA A BARZIZA NELL ANNO 2008

LIVELLI E PORTATE MEDIE GIORNALIERE DEL FIUME BRENTA A BARZIZA NELL ANNO 2008 DIPARTIMENTO REGIONALE PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO NELL ANNO 2008 ARPAV Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio Alberto Luchetta Progetto e realizzazione Italo Saccardo Gianmario Egiatti

Dettagli

MERCATO LATTIERO CASEARIO

MERCATO LATTIERO CASEARIO MERCATO LATTIERO CASEARIO Scenario mondiale e nazionale Treviso, 10 giugno 2011 1 LA PRODUZIONE MONDIALE DI LATTE Nel 2010 la produzione mondiale di latte è aumentata, grazie all incremento dell offerta

Dettagli

Obiettivi del presente piano sono la raccolta ordinata di dati statisticamente significativi in merito a:

Obiettivi del presente piano sono la raccolta ordinata di dati statisticamente significativi in merito a: Programma di verifica della qualità microbiologica del latte e dell efficacia dei processi di trattamento termico del latte destinato alla caseificazione 2013-2015 OBIETTIVO: verificare il rispetto dei

Dettagli

La congiuntura del credito in Emilia-Romagna. Direzione Centrale Studi e Ricerche

La congiuntura del credito in Emilia-Romagna. Direzione Centrale Studi e Ricerche La congiuntura del credito in Emilia-Romagna Direzione Centrale Studi e Ricerche 1 marzo 2015 Credito in lenta uscita dal ciclo negativo Il minimo del ciclo negativo dei prestiti è chiaramente alle spalle,

Dettagli

Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro

Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro ISTAT 17 gennaio 2002 Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro Nell ambito dell iniziativa di monitoraggio, avviata dall Istat per analizzare le modalità di conversione

Dettagli

LISTINO E MODULO DI ABBONAMENTO 2015 (da inviare a mezzo fax o email al Laboratorio Standard Latte)

LISTINO E MODULO DI ABBONAMENTO 2015 (da inviare a mezzo fax o email al Laboratorio Standard Latte) LISTINO E MODULO DI ABBONAMENTO 2015 (da inviare a mezzo fax o email al Laboratorio Standard Latte) Ente richiedente Indirizzo di spedizione Indirizzo di fatturazione Telefono Fax C. F. P. IVA Email Persona

Dettagli

UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA

UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA COMUNE DI PISTOIA UFFICIO STATISTICA Via dell'annona, 210 51100 PISTOIA Tel.0573 / 371 922 - Fax 371 928 e mail : statistica@comune.pistoia.it UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO

Dettagli

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic Tot. Tabella 1. Andamento richiesta energia elettrica negli anni 2013, 2014 e 2015

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic Tot. Tabella 1. Andamento richiesta energia elettrica negli anni 2013, 2014 e 2015 Marzo, 2016 Quadro energetico 1 La situazione dell energia elettrica in Italia nel 2015 in rapporto al 2014 presenta alcuni elementi caratteristici opposti rispetto al confronto tra 2014 e 2013: il timido

Dettagli

Ordinanza concernente il prezzo d obiettivo, i supplementi e gli aiuti nel settore lattiero

Ordinanza concernente il prezzo d obiettivo, i supplementi e gli aiuti nel settore lattiero Ordinanza concernente il prezzo d obiettivo, i supplementi e gli aiuti nel settore lattiero (Ordinanza sul sostegno del prezzo del latte, OSL) 916.350.2 del 7 dicembre 1998 (Stato 5 febbraio 2002) Il Consiglio

Dettagli

I frequentati dintorni del lavoro dipendente

I frequentati dintorni del lavoro dipendente I frequentati dintorni del lavoro dipendente di Letizia Bertazzon Che cosa si intende per dintorni del lavoro dipendente? Definizione per esclusione 1) Quello che non è lavoro dipendente o rappresenta

Dettagli

ALTRI ATTI COMMISSIONE EUROPEA

ALTRI ATTI COMMISSIONE EUROPEA C 101/20 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 20.4.2010 ALTRI ATTI COMMISSIONE EUROPEA Pubblicazione di una domanda di modifica, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006

Dettagli

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO APRILE 2016

RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO APRILE 2016 RAPPORTO MENSILE SUL SISTEMA ELETTRICO CONSUNTIVO APRILE 2016 1 Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico Consuntivo aprile 2016 Considerazioni di sintesi 1. Il bilancio energetico Richiesta di energia Commento

Dettagli

ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL IN PROVINCIA DI PERUGIA

ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL IN PROVINCIA DI PERUGIA ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL IN PROVINCIA DI PERUGIA Ottobre 2011 A cura dell Ufficio Protesti e Prezzi e dell Ufficio Studi e Ricerche Economiche Camera di Commercio di Perugia Indice Introduzione pag.

Dettagli

Applicazioni della spettroscopia al medio infrarosso (MIRS) per la predizione di nuovi fenotipi del latte

Applicazioni della spettroscopia al medio infrarosso (MIRS) per la predizione di nuovi fenotipi del latte Applicazioni della spettroscopia al medio infrarosso (MIRS) per la predizione di nuovi fenotipi del latte M. De Marchi, M. Penasa, M. Cassandro Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali

Dettagli

L attività di cui alla presente nota assume un carattere di priorità sugli altri interventi

L attività di cui alla presente nota assume un carattere di priorità sugli altri interventi PROCEDURE OPERATIVE STRAORDINARIE PER LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DEL RISCHIO CONTAMINAZIONE DA AFLATOSSINE NELLA FILIERA LATTIERA- CASEARIA E NELLA PRODUZIONE DEL MAIS DESTINATO ALL ALIMENTAZIONE UMANA

Dettagli

Introduzione di un minicaseificio in un azienda ovicaprina

Introduzione di un minicaseificio in un azienda ovicaprina Regione Lazio ASSESSORATO ALL AGRICOLTURA Arsial AGENZIA REGIONALE PER LO SVILUPPO EL INNOVAZIONE DELL AGRICOLTURA DEL LAZIO Introduzione di un minicaseificio in un azienda ovicaprina COLLANA DEI SERVIZI

Dettagli

1. I Andamento dei costi di produzione della carne bovina in Veneto nel 2014

1. I Andamento dei costi di produzione della carne bovina in Veneto nel 2014 1. I Andamento dei costi di produzione della carne bovina in Veneto nel 2014 Metodologia di calcolo Partendo dai dati raccolti attraverso l indagine campionaria che ha consentito di rilevare i costi medi

Dettagli

La gestione dell alimentazione

La gestione dell alimentazione La gestione dell alimentazione della capra da latte Calendario stadi fisiologici PESO=Taglia per una capacità produttiva elevata Punto critico e di verifica Nascita Svezzamento 1^ monta 1 parto 1^ Lattazione

Dettagli

PROVINCIA DI RAVENNA (Con la collaborazione di ARPA - SIMC)

PROVINCIA DI RAVENNA (Con la collaborazione di ARPA - SIMC) laborazione dati della qualità dell aria Provincia di Ravenna - Rapporto 213 3 - L ONIZIONI MTOROLOGIH NL TRRITORIO LL PROVINI I RVNN (on la collaborazione di RP - SIM) 3.1 - Gli indicatori meteorologici

Dettagli

AGGIORNAMENTO DATI 1999 PER MERCATO ESTERO

AGGIORNAMENTO DATI 1999 PER MERCATO ESTERO AGGIORNAMENTO DATI 1999 PER MERCATO ESTERO ARRIVI STRANIERI 1999 PER PROVENIENZA U.S.A. 1% S DK 1% 2% CZ 2% CH 2% ALTRI 10% GB 8% E 1% B 3% NL 6% F 2% A 7% D 55% STATI 1999 arrivi e presenze in provincia

Dettagli

Associazione Allevatori: utilizzo degli strumenti on line e prospettive future social

Associazione Allevatori: utilizzo degli strumenti on line e prospettive future social CONVEGNO : Social Media Marketing per allevatori ed agricoltori Fiere di Cremona - 24 OTTOBRE 2013 Associazione Allevatori: utilizzo degli strumenti on line e prospettive future social Giuseppe Invernizzi

Dettagli

ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL

ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL IN PROVINCIA DI PERUGIA Ottobre 2013 ooo A cura dell Ufficio Prezzi Camera di Commercio di Perugia Indice Introduzione pag. 5 I prezzi del GPL nel I semestre 2013 - Sintesi

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

Macchine più grandi e con più elettronica

Macchine più grandi e con più elettronica Così i tecnici del Crpa interpretano lo sviluppo della meccanizzazione nella raccolta dei foraggi Foraggicoltura/2 Macchine più grandi e con più elettronica Di questo ed altro abbiamo parlato con alcuni

Dettagli

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI CAPRINI DE LA BERGAMASCA

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI CAPRINI DE LA BERGAMASCA DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI CAPRINI DE LA BERGAMASCA Art. 1 Denominazione Il nome Caprini de la Bergamasca è riservato esclusivamente al prodotto che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti

Dettagli

Tavola 1 - Prezzi al consumo relativi alla benzina verde con servizio alla pompa. Firenze, Grosseto, Pisa, Pistoia. Da Agosto 2008 ad Aprile 2012

Tavola 1 - Prezzi al consumo relativi alla benzina verde con servizio alla pompa. Firenze, Grosseto, Pisa, Pistoia. Da Agosto 2008 ad Aprile 2012 Tavola 1 - Prezzi al consumo relativi alla benzina verde con servizio alla pompa. Firenze, Grosseto, Pisa, Pistoia. Benzina verde con servizio alla pompa Ago-08 Set-08 Ott-08 Nov-08 Dic-08 Firenze 1,465

Dettagli

Regione autonoma Valle d Aosta

Regione autonoma Valle d Aosta Regione autonoma Valle d Aosta Assessorato Territorio e Ambiente Affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d Aosta ALLEGATO TECNICO A1 Analisi della situazione

Dettagli

I PRIMI ANNI DELLA MUTUA FIDE BANK. Breve analisi dell attività della MFB in Madagascar e spunti per il futuro

I PRIMI ANNI DELLA MUTUA FIDE BANK. Breve analisi dell attività della MFB in Madagascar e spunti per il futuro I PRIMI ANNI DELLA MUTUA FIDE BANK Breve analisi dell attività della MFB in Madagascar e spunti per il futuro dic-09 gen-10 feb-10 mar-10 apr-10 mag-10 giu-10 lug-10 ago-10 set-10 ott-10 nov-10 dic-10

Dettagli

ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO

ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO FONDAZIONE PER IL CLIMA E LA SOSTENIBILITA 1 Ver. 1.1 ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO Gaetano Zipoli Firenze, Luglio

Dettagli

Il turismo nei primi 10 mesi del 2014. Servizio Turismo Ufficio Statistica

Il turismo nei primi 10 mesi del 2014. Servizio Turismo Ufficio Statistica Il turismo nei primi 10 mesi del 2014 Servizio Turismo Ufficio Statistica Presenze province Emilia-Romanga Serie storica Province 2012 2013 Var. % 2012-13 Piacenza 487.398 451.185-7,4 Parma 1.455.669 1.507.066

Dettagli

Il turismo in Lombardia: una lettura fra dati e tendenze

Il turismo in Lombardia: una lettura fra dati e tendenze Il turismo in Lombardia: una lettura fra dati e tendenze Magda Antonioli - Università Bocconi Stati generali in Lombardia 18 aprile 2011 1 I numeri complessivi lombardo (anno 2009) Arrivi: 11,4 mln (12,2

Dettagli

S.A.T.A. I CAMBIAMENTI CHE IL FUTURO IMPONE AI PRODUTTORI UNA SFIDA CHE NON VA SUBITA

S.A.T.A. I CAMBIAMENTI CHE IL FUTURO IMPONE AI PRODUTTORI UNA SFIDA CHE NON VA SUBITA I CAMBIAMENTI CHE IL FUTURO IMPONE AI PRODUTTORI UNA SFIDA CHE NON VA SUBITA Perché sfida? Vediamo la variazione di alcuni PREZZI VARIAZIONE PREZZI in Lire Dic. 1980 Gen. 2010 2010/1980 caffè espresso

Dettagli

AREA MAGAZZINO. Information Technology per le Aziende Casearie ed Alimentari

AREA MAGAZZINO. Information Technology per le Aziende Casearie ed Alimentari AREA MAGAZZINO Information Technology per le Aziende Casearie ed Alimentari La soluzione migliore per la gestione delle Aziende Casearie e Alimentari ITACA è un software strutturato su più aree applicative

Dettagli

DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA

DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA REGIONE SICILIANA - ASSESSORATO INDUSTRIA UFFICIO SPECIALE PER IL COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE ENERGETICHE U.O. 2 DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA AGGIORNATI AL MESE DI MARZO 2009

Dettagli

DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA

DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA REGIONE SICILIANA - ASSESSORATO INDUSTRIA UFFICIO SPECIALE PER IL COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE ENERGETICHE U.O. 2 DATI SULLA PRODUZIONE ED OFFERTA DI ENERGIA ELETTRICA AGGIORNATI AL MESE DI GIUGNO 2008

Dettagli

Unipol Assicurazioni SpA Cumulative Auto Bologna 12/01/2015 11:18

Unipol Assicurazioni SpA Cumulative Auto Bologna 12/01/2015 11:18 ESER. POL AGEN. POL RAMO POL NUM. POL. ESER. SIN AGEN. SIN. NUM. SIN RAMO SIN. ISPETTORATO DATA AVVENIM. DATA CHIUSURATIPO DEN. TIPO CHIUSTP RESP ASSICURATO PREVENTIVO PAGATO DA RECUPERARE 2007 1467 130

Dettagli

DOCUMENTO UNICO REGOLAMENTO (CE) N. 510/2006 DEL CONSIGLIO «PIAVE» N. CE: IT-PDO-0005-0686-04.03.2008 IGP ( ) DOP ( X )

DOCUMENTO UNICO REGOLAMENTO (CE) N. 510/2006 DEL CONSIGLIO «PIAVE» N. CE: IT-PDO-0005-0686-04.03.2008 IGP ( ) DOP ( X ) C 234/18 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.9.2009 Pubblicazione di una domanda a norma dell articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, relativo alla protezione delle

Dettagli

RAPPORTO CER Aggiornamenti

RAPPORTO CER Aggiornamenti RAPPORTO CER Aggiornamenti 13 Maggio 2013 Più raccolta, meno prestiti PIÚ RACCOLTA, MENO PRESTITI Continuano a ridursi gli impieghi, con saggi che nel caso delle famiglie raggiungono valori di massimo

Dettagli

O) DERIVATI DEL LATTE FORMAGGI E BURRO

O) DERIVATI DEL LATTE FORMAGGI E BURRO O) DERIVATI DEL LATTE FORMAGGI E BURRO 304. Ordinazione e prenotazione. Tutti i formaggi, sia a pasta molle che a pasta dura o semidura, possono essere oggetto di compravendita anche prima che inizi la

Dettagli

Pasta sfoglia rapida Pasta aromatizzata

Pasta sfoglia rapida Pasta aromatizzata Pasta sfoglia magra Pasta sfoglia classica Pasta sfoglia inversa Pasta sfoglia rapida Pasta aromatizzata Giambattista Montanari Ingredienti pasta sfoglia Farina Malto Materia grassa Burro, margarina, Liquidi

Dettagli

RAPPORTO CER Aggiornamenti

RAPPORTO CER Aggiornamenti RAPPORTO CER Aggiornamenti 8 Febbraio 2013 Ancora senza credito ANCORA SENZA CREDITO I primi segnali di inversione del ciclo economico non trovano ancora conferma nei dati del credito. Il 2012 si è infatti

Dettagli

Ministero della Giustizia. Direzione Generale di Statistica

Ministero della Giustizia. Direzione Generale di Statistica Ministero della Giustizia Direzione Generale di Statistica Ministero della Giustizia Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi Direzione Generale di Statistica D.L. 28/2010

Dettagli

DATI E TENDENZE SUL CREDITO ALLE IMPRESE IN ITALIA AL: 31 LUGLIO 2015

DATI E TENDENZE SUL CREDITO ALLE IMPRESE IN ITALIA AL: 31 LUGLIO 2015 REPORT No. 20 del 24 settembre 2015 INDICE DATI E TENDENZE SUL CREDITO ALLE IMPRESE IN ITALIA AL: 31 LUGLIO 2015 Premessa e definizione degli aggregati creditizi sottoposti a monitoraggio 1. Evoluzione

Dettagli

Osservatorio Turistico di Destinazione (NECSTOUR) 2011 2012 Provincia di Livorno Il mercato turistico in provincia di Livorno Anno 2011 maggio 2012

Osservatorio Turistico di Destinazione (NECSTOUR) 2011 2012 Provincia di Livorno Il mercato turistico in provincia di Livorno Anno 2011 maggio 2012 PROVINCIA DI LIVORNO Osservatorio Turistico di Destinazione (NECSTOUR) 2011 2012 Provincia di Livorno Il mercato turistico in provincia di Livorno Anno 2011 maggio 2012 1 1. Sintesi dei risultati Il mercato

Dettagli

Stalle da latte del Centro Italia, alternative per non chiudere

Stalle da latte del Centro Italia, alternative per non chiudere SIMULAZIONE DI DUE SCENARI POSSIBILI Stalle da latte del Centro Italia, alternative per non chiudere di Danluigi Bertazzi, Angelo Frascarelli Il settore del latte oggi è diventato molto più competitivo

Dettagli

La qualità del latte passa dalle proteine

La qualità del latte passa dalle proteine La qualità del latte passa dalle proteine Il prezzo pagato agli allevatori in Italia si basa su formule per calcolare un eventuale premio, rispetto a una qualità stabilita. La gestione dell alimentazione,

Dettagli

ALLEGATO D ANALISI STATISTICA DEI DATI METEOROLOGICI

ALLEGATO D ANALISI STATISTICA DEI DATI METEOROLOGICI PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO AGENZIA PROVINCIALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE U.O. Tutela dell aria ed agenti fisici PIANO PROVINCIALE DI TUTELA DELLA QUALITÀ DELL ARIA ALLEGATO D ANALISI STATISTICA

Dettagli

La radioattività negli alimenti

La radioattività negli alimenti La radioattività negli alimenti Gli alimenti Per ottemperare alle regolamentazioni nazionali ed europee viene monitorata la radioattività presente nei principali alimenti distribuiti in Lombardia. Ogni

Dettagli

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia 30 ottobre 2015 1. Programmazione attuativa (dati al 29 ottobre 2015) Le risorse finanziarie del Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani

Dettagli

realizzare ed integrare sistemi informatici diversi

realizzare ed integrare sistemi informatici diversi Le moderne aziende che operano nel settore lattiero caseario hanno da affrontare problemi connessi alla tracciabilità e rintracciabilità del materiale che arriva presso lo stabilimento, alla gestione dei

Dettagli

Gestione Economica e Finanziaria degli Allevamenti da Latte

Gestione Economica e Finanziaria degli Allevamenti da Latte Gestione Economica e Finanziaria degli Allevamenti da Latte Costi alimentari e valutazione economica degli allevamenti da latte: cosa è importante guardare? Cosa sarà il mercato del latte italiano dopo

Dettagli

Quadro del traffico merci

Quadro del traffico merci aeroporti Quadro del traffico merci negli aeroporti italiani di P. Malighetti, V. Morandi, R. Redondi Paolo Malighetti, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale dell'università di Bergamo

Dettagli

Formaggi di tipo Grana:

Formaggi di tipo Grana: Formaggi di tipo Grana: Qualità del latte ed idoneità della caseificazione sui risultati produttivi Sermide (MN), 7 giugno 2013 Prof. Gian Battista Castagnetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari

Dettagli

CARATTERISTICHE: di zucchero PARTICOLARITA : METODO DI LAVORAZIONE:

CARATTERISTICHE: di zucchero PARTICOLARITA : METODO DI LAVORAZIONE: YOGURT di FATTORIA Latte di vacca, fermenti lattici Il latte, di provenienza aziendale, viene pastorizzato secondo le previsioni della normativa vigente; dopo un'idonea fase di raffreddamento del latte

Dettagli

La qualità microbiologica del latte in funzione dell efficacia del lavaggio dell impianto di mungitura

La qualità microbiologica del latte in funzione dell efficacia del lavaggio dell impianto di mungitura La qualità microbiologica del latte in funzione dell efficacia del lavaggio dell impianto di mungitura L. Bava, M. Zucali, A. Tamburini, P. Roveda, M. Brasca, L. Vanoni, L. Zanini Luciana Bava, Maddalena

Dettagli

Tra queste: Caseine Grassi saturi e insaturi Urea BHBA(Beta idrossibutirrato) e acetone. Valorizzazione dei Controlli Funzionali

Tra queste: Caseine Grassi saturi e insaturi Urea BHBA(Beta idrossibutirrato) e acetone. Valorizzazione dei Controlli Funzionali 13 Meeting AIA LSL Roma 4 dicembre 2013 BHB e acetone nelle analisi individuali dei CCFF: valutazioni preliminari del rischio di chetosi Dott.ssa Nicoletta Rizzi - Responsabile laboratorio Diego Vairani

Dettagli

- A tutte le strutture UIL CIRCOLARE N. 08

- A tutte le strutture UIL CIRCOLARE N. 08 Data 20 Gennaio 2014 Protocollo: 12/14/FF/cm Servizio: Politiche Industria Contrattazione Sviluppo Sostenibile Agricoltura Cooperazione Oggetto: Rapporto mensile Terna sul sistema elettrico - Consultivo

Dettagli

ALLEGATO 2.3.6.a) Modalità operative del piano di monitoraggio sui prodotti lattiero caseari derivati da latte di bufala ai sensi della L.R. 3/05.

ALLEGATO 2.3.6.a) Modalità operative del piano di monitoraggio sui prodotti lattiero caseari derivati da latte di bufala ai sensi della L.R. 3/05. ALLEGATO 2.3.6.a) Modalità operative del piano di monitoraggio sui prodotti lattiero caseari derivati da latte di bufala ai sensi della L.R. 3/05. Il piano è programmato in esecuzione della L.R. 3/05.

Dettagli

Gennaio 2014. Osservatorio Fertilizzanti

Gennaio 2014. Osservatorio Fertilizzanti Gennaio 2014 Osservatorio Fertilizzanti Frisio D. G., Casati D., Ferrazzi G. Osservatorio Economico Colture Vegetali - Dipartimento di Economia Management e Metodi Quantitativi - Università degli Studi

Dettagli

UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA

UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA COMUNE DI PISTOIA UFFICIO STATISTICA Via dell'annona, 210 51100 PISTOIA Tel.0573 / 371 922 - Fax 371 928 e mail : statistica@comune.pistoia.it UFFICIO COMUNALE DI STATISTICA INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO

Dettagli

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia 2 ottobre 2015 1. Programmazione attuativa (dati al 1 ottobre 2015) Le risorse finanziarie del Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani

Dettagli

Costi alimentari e valutazione economica degli allevamenti da latte: cosa è importante guardare?

Costi alimentari e valutazione economica degli allevamenti da latte: cosa è importante guardare? Gestione Economica e Finanziaria degli Allevamenti da Latte Costi alimentari e valutazione economica degli allevamenti da latte: cosa è importante guardare? Cristian Rota Cosa sarà il mercato del latte

Dettagli

Manuale di Autocontrollo

Manuale di Autocontrollo Az. Agr. Cagnassi Giovanni Fraz. San Vittore n. 87 12045 Fossano (CN) VENDITA DI LATTE CRUDO MEDIANTE DISTRIBUTORE AUTOMATICO Manuale di Autocontrollo Manuale di autocontrollo 1 Indice Introduzione pag.

Dettagli

Autorità di Bacino Bacino Pilota Fiume Serchio

Autorità di Bacino Bacino Pilota Fiume Serchio Autorità di Bacino Bacino Pilota Fiume Serchio Sonde di qualità delle acque nel bacino del lago di Massaciuccoli 1 Da marzo 20 sono state attivate tre sonde per l analisi della qualità dell acqua presso

Dettagli

LISTINO DEI PREZZI DEI MATERIALI DI RIFERIMENTO CERTIFICATI E DEI RING TEST - ANNO 2008

LISTINO DEI PREZZI DEI MATERIALI DI RIFERIMENTO CERTIFICATI E DEI RING TEST - ANNO 2008 LISTINO DEI PREZZI DEI MATERIALI DI RIFERIMENTO CERTIFICATI E DEI RING TEST - ANNO 2008 (Gli importi si intendono al netto di IVA e spese di spedizione) MATERIALI DI RIFERIMENTO GRASSO PROTEINE LATTOSIO

Dettagli

Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi. Risparmi e bilanci delle famiglie umbre

Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi. Risparmi e bilanci delle famiglie umbre Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi Risparmi e bilanci delle famiglie umbre Loris Nadotti Università degli Studi di Perugia Valeria Vannoni Università degli Studi di Perugia Perugia,

Dettagli

Latte e prodotti lattiero caseari

Latte e prodotti lattiero caseari Latte e prodotti lattiero caseari Il latte rappresenta il primo alimento per l uomo e, per le sue caratteristiche nutrizionali comprese quelle dei suoi derivati si conferma come uno dei prodotti fondamentali

Dettagli

NOTE TECNICHE CAMPIONI PER LABORATORI ARAL

NOTE TECNICHE CAMPIONI PER LABORATORI ARAL Pagina 1 Associazione Regionale Allevatori della Lombardia NOTE TECNICHE CAMPIONI PER LABORATORI ARAL Luglio 2007 Pagina 2 INDICE LABORATORIO LATTE: ANALISI LATTE QUALITA LABORATORIO LATTE: ANALISI MICROBIOLOGICHE

Dettagli

I FORMAGGI DI MAMBELLI AL SALE DOLCE DI CERVIA

I FORMAGGI DI MAMBELLI AL SALE DOLCE DI CERVIA I FORMAGGI DI MAMBELLI AL SALE DOLCE DI CERVIA Il Sale Dolce di Cervia La salina di Cervia ha intrapreso con decisione la strada della tipicità effettuando una produzione di sale molto contenuta e nel

Dettagli

IL CICLO DI LAVORAZIONE DEL LATTE 26 marzo 2014

IL CICLO DI LAVORAZIONE DEL LATTE 26 marzo 2014 IL CICLO DI LAVORAZIONE DEL LATTE 26 marzo 2014 La composizione del latte Definizione: il latte è il prodotto della mungitura regolare, completa ed ininterrotta di animali in buono stato di salute, di

Dettagli

S O M M A R I O. LZIMP_20101013.csv...5 LZALL_20101013.csv...5 LZANA_20101013.csv...5 Spedizione dati...5

S O M M A R I O. LZIMP_20101013.csv...5 LZALL_20101013.csv...5 LZANA_20101013.csv...5 Spedizione dati...5 Latte Bovino Analisi su campioni di massa Regole per la generazione dei file da esportare ad AgriNet - Versione 2010.b Note Tecniche - Vers. 1.40 del 03/02/2011 [ANet_DLoad_AnLVM2010b.odt] analisi latte

Dettagli

Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico

Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico Calcolo della producibilità di un impianto fotovoltaico UNI/TS 11300-4, Guida CEI 82-25 EDIFICIO INDIRIZZO Edificio di civile abitazione Via G. Puccini 10 - BORGOMANERO (NO) COMMITTENTE INDIRIZZO Sig.

Dettagli

LA QUALITA LATTE REGIONALE: un risultato del Piano di Assistenza Tecnica Dr. Marino Contu Direttore ARAS

LA QUALITA LATTE REGIONALE: un risultato del Piano di Assistenza Tecnica Dr. Marino Contu Direttore ARAS LA QUALITA LATTE REGIONALE: un risultato del Piano di Assistenza Tecnica Dr. Marino Contu Direttore ARAS Calcolo prezzo g di proteina e grasso Euro Lire Pecorino Romano: resa stimata e costo latte base

Dettagli

Un dispositivo per calcolare l adeguamento del prezzo del latte bovino in funzione delle dinamiche di mercato

Un dispositivo per calcolare l adeguamento del prezzo del latte bovino in funzione delle dinamiche di mercato Un dispositivo per calcolare l adeguamento del prezzo del latte bovino in funzione delle dinamiche di mercato La volatilità dei mercati e la connessione sempre maggiore tra le dinamiche interne e l andamento

Dettagli

P.A.T. RELAZIONE AGRONOMICA. Comune di Fontanelle. Provincia di Treviso Regione del Veneto. Piano di Assetto del Territorio

P.A.T. RELAZIONE AGRONOMICA. Comune di Fontanelle. Provincia di Treviso Regione del Veneto. Piano di Assetto del Territorio Comune di Fontanelle Provincia di Treviso Regione del Veneto P.A.T. RELAZIONE AGRONOMICA Piano di Assetto del Territorio Progettisti: Urb. Francesco Finotto Urb. Roberto Rossetto Arch. Valter Granzotto

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. PETTENI ANTONIO Data di nascita 06/03/1953

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. PETTENI ANTONIO Data di nascita 06/03/1953 INFORMAZIONI PERSONALI Nome PETTENI ANTONIO Data di nascita 06/03/1953 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio MEDICO VETERINARIO ISTITUTO Responsabile - SERVIZIO ASSICURAZIONE

Dettagli

Toyota: come riconquistare la fiducia dei clienti

Toyota: come riconquistare la fiducia dei clienti Toyota: come riconquistare la fiducia dei clienti La Toyota è nella bufera. Nelle ultime settimane sono arrivati i richiami di 7 modelli di auto potenzialmente difettose, misure di controllo attivate negli

Dettagli

Il movimento turistico in provincia di Pistoia. anno 2013

Il movimento turistico in provincia di Pistoia. anno 2013 Il movimento turistico in provincia di Pistoia anno 2013 Francesco Spinetti Lucia Capecchi Provincia di Pistoia Servizio Sviluppo Economico e Statistica Pistoia 20.5.2014 il notiziario sul turismo Il notiziario

Dettagli

I numeri indici dei prezzi al consumo

I numeri indici dei prezzi al consumo I numeri indici dei prezzi al consumo L'inflazione è un processo di aumento continuo e generalizzato del livello generale dei prezzi dell'insieme dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie.

Dettagli

- 5 - Gen-03 Feb-03 Mar-03 Apr-03 Mag-03 Jun-03 Lug-03 Ago-03 Set-03

- 5 - Gen-03 Feb-03 Mar-03 Apr-03 Mag-03 Jun-03 Lug-03 Ago-03 Set-03 - 5 - Figura 1: Tassi di interesse a breve termine sui depositi bancari e un corrispondente tasso di mercato monetario (valori percentuali in ragione d anno; tassi sulle nuove operazioni) 2,5 2,5 1,5 0,5

Dettagli

Ispezione sanitaria dei prodotti a base di latte

Ispezione sanitaria dei prodotti a base di latte Ispezione sanitaria dei prodotti a base di latte Alterazioni dei formaggi Prof. Roberto Rosmini Alma Mater Studiorum-Università di Bologna 07/07/2005 1 Ispezione sanitaria dei prodotti a base di latte

Dettagli

IL LATTE. Le femmine dei mammiferi cominciano a produrre latte al termine della gravidanza in seguito a stimoli neuroendocrini.

IL LATTE. Le femmine dei mammiferi cominciano a produrre latte al termine della gravidanza in seguito a stimoli neuroendocrini. IL LATTE DEFINIZIONE GENERALE Per latte alimentare si intende il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e di nutrizione. Le femmine dei

Dettagli

Corso FSE - Mis. D1 - Provincia di Grosseto - Matricola : GR20050646. T3S : Tipicità a 3 Spighe

Corso FSE - Mis. D1 - Provincia di Grosseto - Matricola : GR20050646. T3S : Tipicità a 3 Spighe Corso FSE - Mis. D1 - Provincia di Grosseto - Matricola : GR20050646 T3S : Tipicità a 3 Spighe Pecorino Toscano DOP Abbinamenti Il Pecorino Toscano DOP fresco si presta particolarmente ad essere degustato

Dettagli

Contribuenti Scadenza Denominazione Descrizione

Contribuenti Scadenza Denominazione Descrizione Contribuenti Scadenza Denominazione Descrizione 10-gen colf e badanti (4^ trimestre anno precedente) contributi Inail (4^ rata anno precedente) 16-gen coltivatori e (PC/CF) (4^ rata anno precedente) e

Dettagli

LATTE ALTA QUALITÀ TERRA DI SAN MARINO

LATTE ALTA QUALITÀ TERRA DI SAN MARINO DISCIPLINARE DI PRODUZIONE LATTE ALTA QUALITÀ TERRA DI SAN MARINO ARTICOLO 1 La denominazione Alta Qualità Terra di San Marino è riservata al latte fresco intero pastorizzato che rispetta le condizioni

Dettagli

LE VARIAZIONI DELL INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER

LE VARIAZIONI DELL INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE VARIAZIONI DELL INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER L INTERA COLLETTIVITA NAZIONALE (NIC) NELLE CITTA TOSCANE. SETTEMBRE-OTTOBRE 2006 A cura di: - Settore Sistema Regione Toscana - Settore Tutela dei Consumatori

Dettagli