Caffita System spa. Dichiarazione Ambientale. secondo i requisiti del Regolamento (CE) EMAS n. 1221/2009

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Caffita System spa. Dichiarazione Ambientale. secondo i requisiti del Regolamento (CE) EMAS n. 1221/2009"

Transcript

1 Caffita System spa Dichiarazione Ambientale secondo i requisiti del Regolamento (CE) EMAS n. 1221/2009 giugno 2014

2 Redazione: Renato Castiglione Dottore in Scienze Ambientali

3 SOMMARIO INTRODUZIONE INQUADRAMENTO TERRITORIALE INQUADRAMENTO SOCIO ECONOMICO Il capoluogo Situazione demografica Sistema produttivo CONTESTO Aspetti climatici Geologia e idrogeologia Flora e fauna Aree naturali Atmosfera Acqua Rumore Rifiuti Rischi ambientali STRUTTURA DELL ORGANIZZAZIONE DESCRIZIONE GENERALE DESCRIZIONE DEL CICLO PRODUTTIVO ORGANIGRAMMA AZIENDALE CONFORMITÀ LEGISLATIVA LA POLITICA E IL SISTEMA DI GESTIONE LA POLITICA PER LA QUALITA' E L'AMBIENTE IL SISTEMA DI GESTIONE Pianificazione Funzionamento e struttura organizzativa PRESTAZIONI E INDICATORI AMBIENTALI GLI ASPETTI AMBIENTALI DEFINIZIONI MODALITÀ DI IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI ASPETTI DIRETTI ASPETTI INDIRETTI VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI PROGRAMMA CONVALIDA E VALIDITÀ DICHIARAZIONE... 58

4 Pagina 1 di 58 INTRODUZIONE La Ditta CAFFITA SYSTEM S.P.A., con sede legale e insediamento produttivo nel Comune di Gaggio Montano (BO), attualmente opera nei seguenti settori: produzione, lavorazione per conto terzi e commercializzazione all'ingrosso di capsule contenenti caffè e altri prodotti affini; progettazione e commercializzazione all ingrosso di distributori automatici e macchine per la somministrazione di alimenti e bevande a capsula. Caffita ha deciso di dotarsi di un Sistema di Gestione Ambientale certificato EMAS (Regolamento CE n. 1221/2009), ritenendo che il successo aziendale debba dipendere non solo dalla considerazione delle componenti economiche e sociali, ma anche dal connubio positivo fra tali componenti e la sostenibilità ambientale. Attraverso questa Dichiarazione Ambientale, a garanzia degli sforzi messi in atto per tutelare l ambiente, intendiamo rendere partecipe tutta la collettività e le parti interessate rendendo pubbliche le nostre prestazioni ambientali: un processo di comunicazione sistematica ai soggetti interessati e al pubblico delle informazioni relative alle attività, agli aspetti ambientali, alla politica ambientale, al sistema di gestione, agli obiettivi e ai programmi di miglioramento ambientale dell organizzazione. Un Sistema di Gestione Ambientale consente, oltre ad adempiere con precisione agli obblighi di legge in materia ambientale, di sorvegliare e monitorare gli impatti ambientali diretti e indiretti provocati dalla nostra attività, di razionalizzare i consumi e di ridurre l inquinamento. La tutela dell ambiente infatti non deve essere vissuta come un limite, ma piuttosto come un opportunità di crescita, economica e sociale, che determini le condizioni per una migliore qualità della vita e per la salvaguardia del patrimonio naturale. La registrazione EMAS significa andare oltre il semplice rispetto delle prescrizioni di legge in campo ambientale, ponendosi volontariamente obiettivi mirati al miglioramento continuo delle prestazioni; significa investire risorse nell'ambiente e valutare il modo migliore per gestirlo. La Dichiarazione Ambientale viene distribuita alle parti esterne interessate in forma stampata, ed è resa disponibile alla consultazione sul sito internet

5 Pagina 2 di 58 1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE Figura 1 Provincia di Bologna e confini comunali. Fonte: Provincia di Bologna 1.1 INQUADRAMENTO SOCIO ECONOMICO Il capoluogo Situato in posizione panoramica sulla valle del Silla e decentrata rispetto al territorio comunale, il Comune di Gaggio Montano ha una popolazione di abitanti, un altitudine di 680 metri s.l.m. e una superficie di 58,68 kmq. Da qualunque parte si arrivi a Gaggio non si può fare a meno di notare il Sasso di Rocca, grande blocco ofiolitico che sovrasta il paese conferendogli un aspetto del tutto particolare. Inoltre, il territorio comunale è ricco di presenze che documentano la sua storia passata: la Chiesa dei Santi Michele e Nazario, di forme classicheggianti e con numerose opere d arte, l Oratorio di San Giovanni Evangelista, il Santuario della Madonna degli Emigranti, il Palazzo Comunale, Casa Pasi, alcuni edifici medievali di pregio e il Parco delle Rimembranze.

6 Pagina 3 di Situazione demografica Figura 2 - Densità della popolazione nella provincia di Bologna al 31/12/2009. Fonte: ISTAT ABITANTI anno maschi femmine totale Tabella 1 abitanti di Gaggio Montano Fonte: ISTAT Grafico 1 andamento popolazione di Gaggio Montano

7 Pagina 4 di Sistema produttivo TOTALE A Agricoltura, silvicoltura e pesca C Manifattura F Costruzioni G Commercio H Trasporti I Alloggio e ristorazione J Informazione e comunicazione K Credito e assicurazioni L Attività immobiliari M Attività professionali N Servizi alle imprese Q Sanità R Arte, sport e intrattenimento S Altri servizi personali X Imprese non classificate Registrate Attive % Iscritte Cessate Saldo Gaggio Montano ,6% Provincia BO Gaggio Montano ,4% Provincia BO Gaggio Montano ,0% Provincia BO Gaggio Montano ,7% Provincia BO Gaggio Montano ,5% Provincia BO Gaggio Montano ,4% Provincia BO Gaggio Montano ,5% Provincia BO Gaggio Montano 5 5 0,2% Provincia BO Gaggio Montano ,5% Provincia BO Gaggio Montano ,5% Provincia BO Gaggio Montano 6 6 0,1% Provincia BO Gaggio Montano 6 6 0,2% Provincia BO Gaggio Montano 3 3 0,7% Provincia BO Gaggio Montano 2 2 0,2% Provincia BO Gaggio Montano ,3% Provincia BO Gaggio Montano 4 0 0,0% Provincia BO Assenti a Gaggio Montano: B (Attività estrattiva), D (Energia), E (Acqua e trattamento rifiuti), P (Istruzione) Tabella 2: consistenza e natalità-mortalità imprese - anno Fonte: Camera di Commercio BO A livello percentuale, la categoria più rilevante rispetto ai numeri provinciali è l agricoltura, benché nel corso degli ultimi decenni il settore agricolo abbia perso progressivamente importanza a vantaggio del settore industriale e dei servizi. Nonostante i vincoli dovuti alla struttura geomorfologica del territorio, si osserva tuttavia una sostanziale tendenza all affermazione di un agricoltura biologica o integrata e ad una produzione di qualità (numerose produzioni vantano marchi di certificazione). Tale tendenza, ancor più significativa considerando che l agricoltura biologica copre superfici irrilevanti nel resto della provincia, viene spesso incoraggiata nel contesto di iniziative turistico-culturali in ottica di ecocompatibilità. Buone cifre anche per quanto riguarda la categoria alloggi e ristorazione. Il turismo assume notevole importanza nell Appennino bolognese, in cui l ambiente naturale e il paesaggio costruito si uniscono formando un attrattiva naturale e storica. Le presenze sono distribuite nell arco di tutto l anno, anche se a luglio-agosto si registra un picco, accentuato dalla presenza di turisti stranieri. L offerta turistica è varia; escludendo il fenomeno delle seconde case, si registra una forte concentrazione delle presenze in campeggi e villaggi turistici (circa 45%) e in alberghi (circa 44%), mentre agriturismo e affittacamere/b&b coprono una fascia di nicchia (7% e 4%).

8 Pagina 5 di CONTESTO Aspetti climatici Il clima è tipicamente continentale, ossia con inverni rigidi ed estati calde; le massime precipitazioni si hanno in autunno (ottobre-novembre) ed in primavera (marzo-aprile), mentre le precipitazioni minime si hanno solitamente nel mese di luglio. La media annua di precipitazioni va da circa 1400 mm nella parte più settentrionale del comune a circa 2500 mm nella parte sud. La temperatura media decresce ovviamente con l altitudine, da circa C attorno ai 600 m di quota a circa 9-10 C intorno ai 1000 m s.l.m. La Classificazione climatica dei comuni italiani è stata introdotta dal D.P.R. n. 412 del 26 agosto Gli oltre comuni italiani sono stati suddivisi in 6 zone climatiche, per mezzo della tabella A allegata al Decreto. Sono stati forniti inoltre, per ciascun comune, le indicazioni sulla somma, estesa convenzionalmente a tutti i giorni di un periodo di riscaldamento annuale, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20 C, e la temperatura media esterna giornaliera; l'unità di misura utilizzata è il grado-giorno (GG). La zona climatica di appartenenza indica in quale periodo e per quante ore è possibile accendere il riscaldamento negli edifici. Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l'esercizio, e comunque con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime. Il Comune di Gaggio Montano, con 2983 gradi-giorno, è classificato in zona climatica E. Zona climatica Periodo di accensione Orario consentito A 1 dicembre - 15 marzo 6 ore giornaliere B 1 dicembre - 31 marzo 8 ore giornaliere C 15 novembre - 31 marzo 10 ore giornaliere D 1 novembre - 15 aprile 12 ore giornaliere E 15 ottobre - 15 aprile 14 ore giornaliere F nessuna limitazione nessuna limitazione Tabella 3 classificazione zone climatiche

9 Pagina 6 di Geologia e idrogeologia Inquadramento geomorfologico Il versante in esame si sviluppa fra le quote di 425 e 535 m s.l.m., lungo il fianco sinistro della valle del torrente Silla. Si tratta di un ambito, compreso fra il rio delle Saldine ed il rio Botti, in gran parte antropizzato e caratterizzato da un assetto che risente delle lavorazioni contestuali alla realizzazione delle infrastrutture esistenti. La presenza di una coltre detritica di notevole spessore, costituita da materiali piuttosto eterogenei e caratterizzata da una circolazione idrica localizzata, discontinua e a tratti abbondante, rende il versante vulnerabile dal punto di vista morfologico, considerata anche la graduale azione di scalzamento al piede ad opera dei corsi d acqua che solcano la pendice. Durante lo studio geologico nell ambito del Piano Particolareggiato di iniziativa privata per utilizzo edificatorio a destinazione produttiva di un area in località Panigali, è stato effettuato un monitoraggio inclinometrico su due punti di controllo; tale rilievo ha evidenziato la presenza di una superficie di discontinuità attestata a - 24,5 m nel punto i1 e -27 m in i2, con velocità di deformazione prossime a 8 mm/anno. In base alla scala di velocità dei movimenti di pendio (Cruden e Varnes, 1996), i fenomeni con velocità inferiori a 16 mm/anno sono classificati come estremamente lenti e definiti impercettibili se non con strumentazioni. Il rilievo geologico-morfologico ha evidenziato condizioni del versante e delle opere esistenti tali da ritenere gran parte del versante stesso non esposto a significative criticità geomorfologiche. Al margine nord-ovest si trova un ambito con strutture ed elementi che testimoniano una spiccata attività di versante, quali forti ondulazioni con locali contropendenze e forme concave; alla confluenza dei rii Botti e Saldine, si riscontra un area esposta a dinamiche gravitative connesse all attività erosiva dei corsi d acqua Flora e fauna Per quanto riguarda la vegetazione, se ne possono individuare tre distinte fasce: la fascia collinare dei querceti misti a foglia caduca, che non sale oltre gli m di quota, la fascia montana dei boschi di faggio, che qui raggiunge i m circa, e la fascia subalpina delle brughiere e delle praterie d'alta quota, localizzata sulle cime più elevate. I boschi misti naturali sono costituiti dall'associazione di Querce (Quercus sp.), Carpini

10 Pagina 7 di 58 neri (Ostrya carpinifolia), Aceri (Acer sp.), Ornielli (Fraxinus ornus) e Ciliegi (Prunus avium). Tali boschi, in passato molto diffusi, hanno subito una notevole riduzione dovuta alla diffusione della coltura del Castagno; tuttavia, l'attuale tendenza ad abbandonare i Castagneti da frutto sta determinando una loro lenta ma progressiva ripresa. Alle quote inferiori il faggio inizia a svilupparsi solo limitatamente ai versanti più freschi e umidi, ma ben presto si afferma divenendo la specie arborea più diffusa, spingendosi fino ai m d'altitudine e segnando così il limite superiore della vegetazione arborea. Alle faggete che si sviluppano alle differenti quote si associa un sottobosco caratterizzato da differenti e numerose specie erbacee. Alcune aree del territorio sono state interessate da interventi di forestazione, effettuati con specie pioniere come Pino nero (Pinus nigra) e Pino silvestre (Pinus silvestris), nonché con vari tipi di Abeti. Il loro scopo iniziale era la stabilizzazione dei versanti, ma in seguito sono stati utilizzati per la produzione di legname pregiato. Questi boschi hanno una fisionomia che riflette il carattere artificiale delle formazioni: gli alberi, disposti in gruppi di individui della medesima età e specie, danno vita nel tempo a dense fustaie sempreverdi che lasciano filtrare poca luce al suolo, limitando lo sviluppo delle specie del sottobosco. Questi ambienti così vari e diversificati, unitamente ad altri fattori quali la maturità e complessità degli ecosistemi forestali e il contenuto impatto antropico, consentono la presenza di una fauna varia e interessante: si possono citare l arvicola rossastra, lo scoiattolo, il gufo comune e, alle quote più alte, l'arvicola delle nevi, la rana temporaria, la marmotta, il capriolo, il muflone, il sordone, il fanello e l'aquila Aree naturali Il Comune di Gaggio Montano è lambito dal Parco Regionale del Corno alle Scale, la cui istituzione risale al 1988 (L.R. 11/88). Il territorio si estende per 4974 ettari, di cui 2545 di aree contigue (Zona di Pre-Parco distinto in boschivo, agrario e sciistico) e 2429 per le restanti zone del Parco (Zona A di protezione integrale, Zona B di protezione generale, Zona C di protezione e riqualificazione ambientale finalizzata alla fruizione turistica). Si tratta di un parco di crinale, la cui importanza naturalistica è legata a molteplici emergenze, dalle singolarità geologiche e mineralogiche, alle presenze floro-faunistiche o agli elementi paesaggistici suggestivi (come ad esempio le spettacolari Cascate del Dardagna o quelle del selvaggio Orrido di Tanamalia). L'aspetto forse più interessante è che da un lato le caratteristiche geografiche e orografiche hanno permesso un pieno sviluppo di ambienti appenninici (con il loro corredo di vegetazione, flora e fauna),

11 Pagina 8 di 58 dall'altro le quote sufficientemente elevate raggiunte dal Corno alle Scale e dalle cime vicine (la Nuda, il Cornaccio, il Gennaio) hanno consentito il permanere di habitat alpini. Le foreste di latifoglie, soprattutto faggio, interessano buona parte della superficie e avvolgono il corso solitario di torrenti cristallini Atmosfera La normativa in materia prevede che in tutto il territorio siano definiti dei piani e programmi per il rientro nei valori limite di qualità dell'aria, dove sono superati, e per il mantenimento dove non sono stati registrati superamenti. La Provincia di Bologna ha avviato un processo di pianificazione e gestione della qualità dell'aria, al cui interno si realizzano in maniera coordinata tutte le attività necessarie, tra le quali riveste un ruolo fondamentale la stesura del Piano di Gestione della Qualità dell'aria (Risanamento, Azione, Mantenimento). Nel Piano di risanamento vi sono 50 azioni per contenere le emissioni degli inquinanti che superano il valore limite di legge (PM10, ossidi di azoto, benzene): mobilità: incentivi per la mobilità a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, con sistemi di condivisione dell'auto (car pooling) e di noleggio a tempo (car sharing); urbanistica: costruire prioritariamente in prossimità di fermate ferroviarie e favorendo un'edilizia attenta al risparmio e all'efficienza energetica; attività produttive: limitazioni per impianti di combustione, sviluppo delle certificazioni ambientali EMAS e delle aree industriali ecologicamente attrezzate. Altre azioni riguardano la razionalizzazione della distribuzione merci (uso condiviso di furgoni - van sharing e infrastrutture di smistamento). L adeguamento normativo avviato nel 1996 ha consentito di estendere il monitoraggio a nuovi inquinanti, tra cui la frazione inalabile delle polveri (PM10) ed il benzene, nonché di estendere le misure anche ai centri urbani con abitanti e in centri abitati minori confinanti con vasti comprensori industriali e aree urbane. A partire dal 2006 è stata avviata un ulteriore evoluzione della rete, per rispondere a necessità emerse in questi ultimi anni; sono stati definiti i punti di misura più significativi nelle stazioni esistenti, e individuati nuovi siti "ad hoc" che consentono una lettura uniforme della qualità dell aria sul territorio, sia per la protezione della salute che per la protezione dell ambiente. Il progetto di ristrutturazione prevede la predisposizione di nuove stazioni, con strumenti che permetteranno di focalizzare l attenzione sugli inquinanti più critici come le PM 10, per le quali viene raddoppiata la copertura delle misure, e sulle PM 2,5 installando almeno due strumenti di misura in ogni provincia. Le stazioni sono posizionate secondo i dettami del

12 Pagina 9 di 58 D.M. 60/2002 e del D.Lgs. 183/2004. La normativa suddivide il territorio in aree omogenee: l agglomerato (Aggl) gravitante sui comuni con più di abitanti o con comparti produttivi significativi, in cui la maggioranza dei cittadini è sottoposta a valori critici di inquinamento; l area esterna all agglomerato (Zona A), sostanzialmente la restante parte del territorio regionale di pianura; la zona di tutela o sensibile (Zona B), in cui si deve preservare la qualità dell aria affinché non siano perturbati gli ecosistemi naturali presenti (parchi naturali e territori di collina/montagna. L attuale rete di monitoraggio viene costantemente modificata dalla attività di predisposizione e aggiornamento delle stazioni di misura e dei sensori, ed è attualmente composta da 193 analizzatori distribuiti in 60 stazioni di misura (dati aggiornati al 2011). In provincia di Bologna vi sono attualmente 8 centraline, ma la zona del comune di Gaggio Montano non rientra fra quelle monitorate. Attualmente non ci sono quindi dati disponibili sulla qualità dell aria. Le principali emissioni in atmosfera presenti nel territorio sono individuabili in: - traffico veicolare di medio bassa intensità; - siti produttivi (tra i principali si notano Saeco s.p.a., Vebal Diffusion, EdilFerro Maggese, F.A.R., Elettronica Biesse, Filatura Papi, PiQuadro, Devit, ecc..); - impianti di riscaldamento civili a gasolio nelle zone non servite dal gas metano. Figura 3 - Fonte: ARPA Emilia-Romagna

13 Pagina 10 di 58 Figura 4 - Fonte: ARPA Emilia-Romagna Acqua Il Decreto legislativo n. 152 del 3/4/2006 ha riordinato e integrato le disposizioni di tutti i settori ambientali. Nella Parte III sono dettate le norme in materia di tutela delle acque dall inquinamento e di gestione delle risorse idriche. Il decreto attuativo n. 131 del 16/6/2008 Regolamento recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici e il D.M. n. 56 del 14/4/2009 Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l identificazione delle condizioni di riferimento hanno fornito alle Regioni gli strumenti per definire le nuove reti di monitoraggio. Livello di Inquinamento dei Macrodescrittori (LIM): si ottiene sommando i punteggi ottenuti da 7 parametri chimici e microbiologici ( macrodescrittori ), considerando il 75 percentile della serie di misure; il risultato rientra in una scala a livelli decrescenti da 1 a 5.

14 Pagina 11 di 58 Tabella 4 - Livello di inquinamento da macrodescrittori. Fonte: ARPA Emilia-Romagna Indice Biotico Esteso (IBE): classifica la qualità di un corso d acqua su di una scala che va da 12 (qualità ottimale) a 1 (massimo degrado), suddivisa in 5 classi di qualità. Classi qualità Valore IBE Giudizio Colore Classe I Ambiente non alterato in modo sensibile Azzurro Classe II 8-9 Ambiente con moderati sintomi di alterazione Verde Classe III 6-7 Ambiente alterato Giallo Classe IV 4-5 Ambiente molto alterato Arancione Classe V Ambiente fortemente degradato Rosso Tabella 5 - Conversione valori I.B.E. in Classi di Qualità e giudizio. Fonte: ARPA E.R. Di seguito si riportano i risultati di qualità ambientale ottenuti dalla campagna di monitoraggio per la vita dei pesci. (D. Lgs. 152/99 All. 2B) effettuata da ARPA nel Le frequenze di monitoraggio di queste stazioni sono di norma trimestrali, per cui i dati LIM sono indicativi della qualità ambientale. N. Corpo idrico Stazione Tipo LIM IBE 2 Silla Porchia S 11 3 Silla Mulino di Gaggio C Reno Berzantina C Tabella 6 valori LIM e IBE nelle stazioni più vicine a Caffita (2008). Fonte: ARPA E.R.

15 Pagina 12 di 58 Figura 5 qualità acque superficiali per la vita dei pesci. Fonte: ARPA Emilia-Romagna Sommando e integrando i risultati dei monitoraggi sulle acque per la vita dei pesci (di cui alla figura precedente) e sulle acque destinate alla potabilizzazione (per le quali non vi sono stazioni di monitoraggio vicine a Caffita), si giunge al seguente insieme:

16 Pagina 13 di 58 Figura 6 qualità complessiva acque superficiali. Fonte: ARPA Emilia-Romagna Nel bacino montano, gli obiettivi dichiarati dall Autorità di Bacino del Reno nel Piano di Tutela della Regione erano finalizzati al mantenimento delle caratteristiche di idoneità alla vita dei pesci (salmonidi o ciprinidi), al mantenimento delle caratteristiche di idoneità all uso potabile in corrispondenza alle aree di prelievo degli acquedotti, e al mantenimento, ove esistente, degli stati ecologici elevato e buono. Tale obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto.

17 Pagina 14 di Rumore La normativa nazionale (L. 447/95 e decreti applicativi) e regionale (L.R. 15/01 e direttive applicative) prevede l attuazione di una articolata serie di azioni, in capo a soggetti diversi, volte alla riduzione e alla prevenzione dell inquinamento acustico: classificazione acustica del territorio e piani di risanamento comunali, piani di risanamento delle aziende nonché piani di contenimento e abbattimento del rumore per le infrastrutture, valutazioni previsionali di impatto acustico e di clima acustico. La classificazione acustica (o zonizzazione), ovvero l assegnazione di una delle 6 classi indicate dalla normativa, sulla base della prevalente destinazione d uso, è il presupposto indispensabile alla predisposizione dei piani di risanamento acustico, e costituisce per i Comuni un fondamentale strumento di prevenzione anche in riferimento alla sua integrazione con la pianificazione urbanistica. La Regione Emilia-Romagna ha definito i criteri tecnici per la classificazione acustica del territorio; sulla base degli indirizzi regionali, i Comuni provvedono all adozione del regolamento ai sensi dell art. 6 comma 1 della Legge 447/95. Nella zonizzazione acustica del Comune di Gaggio sono evidenziate le zone di territorio in base al rumore cui sono sottoposte, con relative norme specifiche. Le aree più soggette all inquinamento acustico sono quelle lungo la ferrovia Bologna Porretta e lungo la strada Provinciale ex S.S. 64, oltre alle zone industriali: in loc. Torretta, loc. Roncole, frazione Marano, fraz. Canevaccia, loc. Panigali (ove risiede Caffita), e tutta l area nelle adiacenze della strada che collega Silla al capoluogo. L area Caffita rientra nella Classe V ( Aree prevalentemente produttive ); le zone adiacenti sono in Classe III ( Aree di tipo misto o Ambito agricolo/extraurbano ). Figura 7 dettaglio zonizzazione acustica. Fonte: Comune di Gaggio Montano

18 Pagina 15 di Rifiuti La quantità di rifiuti solidi urbani prodotti in un determinato territorio fornisce la rappresentazione della pressione ambientale che i rifiuti generano sul territorio stesso, e descrive la produzione annuale espressa in tonnellate/anno. Si precisa che la produzione dei rifiuti urbani è strettamente connessa all evoluzione della propensione delle famiglie al consumo; essa costituisce una base per comprendere la ricchezza del territorio oggetto di studio, e consente di elaborare le percentuali di raccolta differenziata (% RD/RT). Tale indicatore di risposta ha la funzione di valutare la raccolta differenziata nell ottica di un ruolo prioritario nel sistema di gestione integrata dei rifiuti. Gaggio M. Provincia BO Abitanti pro capite rifiuti indifferenziati (kg/ab. *anno) Produzione pro-capite totale (kg/ab.*anno) Tot rifiuti urbani indifferenziati (t) Tot raccolta differenziata (t) Totale rifiuti prodotti (t) % raccolta differenziata (recupero e smaltimento) 33,9 48,3 42,3 43,9 Tabella 7 dati complessivi sui rifiuti 2011 e Fonte: Report rifiuti 2013 Provincia di BO Figura 8 - Distribuzione RD per Comuni, Fonte: Arpa Emilia-Romagna

19 Pagina 16 di 58 La percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Gaggio Montano è inferiore alla media provinciale; ciò è imputabile alle caratteristiche logistico - morfologiche del territorio montano: densità abitativa molto bassa, territorio con numerose frazioni e/o case sparse, viabilità disagevole. Il dato risulta tuttavia superiore alla media del comprensorio (gestito da Cosea). Figura 9 - Gestori che operano nella raccolta dei rifiuti urbani, Fonte: Arpa ER Rischi ambientali Rischio sismico La riclassificazione sismica del territorio nazionale (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003) prevede che tutto il territorio nazionale sia classificato a livello sismico, con diversi gradi di pericolosità. In Emilia-Romagna, 105 comuni sono classificati in zona 2 (praticamente tutta la Romagna, il settore orientale della Provincia di Bologna, il comprensorio delle ceramiche modenese-reggiano, alcuni comuni nel crinale tosco-emiliano delle Province di Modena, Reggio Emilia e Parma), 214 comuni in zona 3 e i rimanenti 22 comuni in zona 4 (tutti in pianura: l estremità nord-occidentale delle Provincia di Piacenza, alcuni comuni in prossimità del Po, nelle Province di Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara, e la zona del delta del Po). In Emilia-Romagna non esistono comuni classificati in zona 1 (alta sismicità). Il Comune di Gaggio Montano è inserito in zona 3 (sismicità bassa). Per quanto riguarda l area Caffita, la situazione litologica

20 Pagina 17 di 58 consente peraltro di escludere, qualora si verificassero sismi di magnitudo > 5.5, pericoli derivanti da fenomeni di liquefazione. Figura 10 classificazione sismica regionale. Fonte: Regione Emilia-Romagna Rischio industriale La bassa densità industriale, nonché la tipologia prevalente di imprese, fa sì che in questa zona non siano presenti, a tutto il 2012, impianti a rischio di incidente rilevante (D.Lgs. 334/1999). Esistono unicamente 2 stabilimenti (Saeco Vending S.p.A. e FAR S.r.l.), che possiedono depositi o serbatoi di oli minerali, disciplinati ai sensi del D.P.R. 420/94, classificati dalla Provincia come altre tipologie di aziende (Piano Provinciale di Emergenza della Provincia di Bologna Rischio Industriale ): Per gli altri stabilimenti censiti nel database provinciale (par. 5.1) a completamento del quadro conoscitivo delle aziende che trattano o utilizzano, materiali pericolosi, non è possibile conoscere gli scenari incidentali, non essendoci specifici adempimenti di legge. Si è tuttavia adottato il criterio di realizzare per ciascuno di essi un quadro conoscitivo territoriale articolato su più quadri a diversa scala, da riferirsi ad una area di inquadramento pari alla superficie contenuta all interno del cerchio di raggio di 250 metri dallo stabilimento stesso secondo un criterio definito nel tavolo tecnico con la Agenzia Regionale di Protezione Civile (i valori fissati corrispondono alla quarta parte della distanza indicata nel DPCM 31/03/1989 punto 1.A.1.2 Localizzazione e identificazione dell impianto ). Si sottolinea che il criterio proposto non trova alcun riferimento nella normativa vigente, ma è applicato esclusivamente a fini conoscitivi del territorio. L ubicazione degli stabilimenti, indicata nel grafico seguente, mostra distanze di circa 3 km fra i 2 stabilimenti e quello Caffita.

21 Pagina 18 di 58 Figura 11 estratto Piano provinciale di emergenza - rischio industriale. Fonte: Provincia di Bologna

22 Pagina 19 di 58 Rischio incendi boschivi Il rischio di incendi boschivi è inteso come prodotto degli indici medi di pericolosità potenziale per quelli di vulnerabilità effettiva, calcolati sulla superficie percorsa da incendi: PERICOLOSITA' POTENZIALE (proprietà intrinseca di un territorio ad essere percorso dal fuoco in base ai soli fattori fisico-ambientali) X VULNERABILITA' EFFETTIVA (analisi della statistica degli incendi registrati nel tempo) = RISCHIO DI INCENDI BOSCHIVI (risultato previsionale della probabilità che si verifichino incendi boschivi in una certa area del territorio) In Emilia-Romagna, gran parte dei comuni appenninici sono caratterizzati da indici di rischio compresi tra 1.5 e 3.5, che evidenziano nel complesso la grande diffusione di un grado di rischio medio, ovvero con indici di rischio tra moderato e marcato nella terminologia adottata per il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi ex L.353/00 (anno 2010). In base a tale Piano, il Comune di Gaggio Montano è classificato a rischio moderato (vds. figura seguente). Figura 12: indici di rischio da incendio boschivo. Fonte: Regione Emilia-Romagna

23 Pagina 20 di 58 Rischio elettromagnetico/radiazioni Sul territorio comunale sono presenti vari elettrodotti. Il Comune di Gaggio Montano non è tuttavia soggetto a campi elettromagnetici generati da linee ad alta e altissima tensione, come si evince dalla figura seguente. Non sono inoltre riscontrate sorgenti di radiazioni ionizzanti. Figura 13 rete di trasporto e distribuzione di energia elettrica. Fonte: ARPA ER Rischio idraulico-idrogeologico Le problematiche relative alla sicurezza del territorio si concentrano prevalentemente nell area di pianura: in collina ed in montagna, infatti, la presenza di diffusi movimenti di massa determina numerose situazioni di dissesto, ma solo in alcuni casi il rischio idraulico connesso supera la dimensione puntuale. La rete idrografica principale del bacino Reno è costituita, per 420 km su oltre 850, da corsi d acqua arginati perlopiù pensili, con argini che possono raggiungere i 15 m di altezza sopra il piano campagna. Lo scolo è garantito da una complessa rete di fossi e canali artificiali; la sicurezza idraulica dei centri abitati e delle infrastrutture dipende dalla capacità di smaltimento delle acque meteoriche e dal buon funzionamento della rete di scolo. L area di insediamento Caffita non è soggetta a rischio esondazione.

24 Pagina 21 di 58 Rischio frana Il dissesto idrogeologico è l effetto di quell insieme di processi morfologici che producono modificazioni territoriali che in alcuni casi possono essere molto rapidi, interagendo in modo negativo o distruttivo su insediamenti, infrastrutture, attività presenti sul territorio, ed assumendo quindi la connotazione di rischio in termini di rilevanza sociale ed economica. Le frane, gli smottamenti e i processi erosivi accelerati sui versanti, ma anche i processi fluviali (erosioni di sponda, laterali, divagazioni e alluvioni) sono fenomeni naturali, che nel corso di centinaia di migliaia di anni hanno modellato l Appennino, costruito la pianura emiliano-romagnola e alimentato di sedimenti la costa adriatica. La stessa influenza dell uomo su tali processi, spesso evocata, non è ben quantificabile, sebbene alcune modifiche dirette del territorio (disboscamenti e usi del suolo non idonei) e altre indotte sul clima a scala globale, ne abbiano sicuramente intensificato l azione. La propensione al dissesto dell Appennino bolognese, dovuta all estesa diffusione di formazioni a prevalente composizione argillosa e assetto caotico, rende la provincia di Bologna una delle più franose dell Emilia Romagna. La maggior parte dei movimenti franosi è dovuta a riattivazione di corpi di frana, sui quali in molti casi sono stati edificati nel tempo centri abitati e infrastrutture, sia per mancanza di memoria storica che per errata valutazione della pericolosità. Le frane appenniniche più frequenti sono gli scorrimenti rototraslativi e le colate, che possono provocare danni diffusi ma generalmente poche vittime, grazie alla cinematica lenta dei fenomeni dovuta alle frequente e cospicua presenza di componenti argillose. Sostanzialmente buona è la conoscenza dei fenomeni franosi che insistono sul territorio provinciale, con una banca dati del dissesto predisposta dal Servizio Geologico della Regione Emilia Romagna in collaborazione con la Provincia, i Comuni e l Autorità di Bacino, in continuo aggiornamento anche cartografico, e integrata da progetti specifici di censimento come il progetto IFFI (Inventario Fenomeni Franosi in Italia), promosso a livello nazionale. Le frane presenti nel territorio comunale sono: Battuta Bianca - Case di Serra; Collina- Colombara; Bombiana; Giugnano loc. Costellina-Usignolo; Marano-Buca di Pilato; Molinazzo-Pianella di sotto; Rocca Pitigliana; Silla; Marano; Montecchi-Silla. L area di insediamento Caffita non è soggetta a rischio frana.

25 Pagina 22 di 58 Figura 14 estratto Piano provinciale di emergenza - rischio frana e rischio esondazione. Fonte: Provincia di Bologna

26 Pagina 23 di 58 2 STRUTTURA DELL ORGANIZZAZIONE 2.1 DESCRIZIONE GENERALE Lo stabilimento Caffita di Gaggio Montano è dedicato alla lavorazione del caffè mediante processo di torrefazione e alla produzione di capsule contenenti caffè o altri prodotti affini. Le capsule di caffè possono essere prodotte anche a partire dal caffè, già macinato e confezionato, proveniente da fornitori esterni. Il complesso aziendale sorge all interno di un area della zona industriale di Via Panigali, non direttamente confinante con altri insediamenti. La zona industriale di Panigali, situata in posizione periferica rispetto al centro abitato del capoluogo del Comune di Gaggio Montano, è raggiungibile attraverso la strada statale SS 623 del Passo Brasa che, nel tratto in questione, prende appunto il nome di Via Panigali. All area dello stabilimento aziendale, parzialmente recintata, si accede dall ingresso posto su Via Panigali, che presenta ingressi separati, carrabile e pedonale; da qui, attraverso i percorsi interni pedonali e carrabili, è possibile raggiungere rispettivamente la zona uffici e le diverse aree dello stabilimento. Nel suo complesso, l insediamento produttivo è costituito dal corpo di fabbrica principale con i reparti produttivi, da un magazzino per lo stoccaggio di merci e materiali, dalla palazzina che ospita gli uffici, i laboratori ed i servizi e, infine, dalla palazzina in cui hanno sede gli impianti tecnologici ausiliari all attività produttiva. Il capannone industriale si sviluppa su un unico livello (superficie lorda complessiva pari a circa m 2 ) suddiviso nei seguenti ambienti di lavoro: il reparto produzione con le linee per il confezionamento delle capsule, il reparto torrefazione e macinazione del caffè con annessa sala controllo su due livelli, il locale di installazione dell impianto pulitura caffè, n. 4 locali adibiti a magazzino per lo stoccaggio rispettivamente delle materie prime, dei prodotti finiti confezionati, dei componenti semilavorati e dei materiali per imballaggio. La lavorazione del caffè effettuata all interno dello stabilimento aziendale, con i relativi macchinari ed impianti, rientra tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (punto n. 37 dell allegato al D.M. 16 febbraio 1982), per le quali l Azienda ha richiesto e ottenuto il Certificato di Prevenzione Incendi. Le aree a rischio specifico presenti all interno del capannone (reparto torrefazione e magazzini di stoccaggio materiali combustibili) costituiscono compartimenti antincendio, e come tali sono separati dagli ambienti circostanti mediante elementi

27 Pagina 24 di 58 costruttivi aventi caratteristiche di resistenza al fuoco REI 120. Le operazioni di movimentazione dei materiali all interno dello stabilimento e le operazioni di carico e scarico degli automezzi sono eseguite dal personale con l ausilio di tradizionali mezzi di trasporto e sollevamento, quali carrelli elevatori a trazione elettrica e transpallet elettrici o manuali; il capannone dispone di banchine attrezzate con relative rampe di carico / scarico regolabili. In un edificio a pianta rettangolare, separato dal corpo di fabbrica principale, è ricavato un magazzino per lo stoccaggio di merci e materiali, attrezzato con scaffalature metalliche di tipo industriale. Un sistema di nastri trasportatori consente la comunicazione tra il magazzino ed i reparti produttivi. La palazzina uffici e servizi sorge in adiacenza al capannone industriale, lungo il lato ovest dell edificio, e si sviluppa su tre livelli, separatamente dal capannone stesso; al piano terra e al piano rialzato sono presenti due passaggi, dotati di porte REI munite di congegno per l autochiusura, che consentono di mettere in comunicazione l area uffici e servizi con i reparti di lavorazione. L ingresso principale ai locali della palazzina uffici è posto al piano rialzato (livello 0), ove è situata la postazione del centralino reception; dalla hall d ingresso, attraverso una scala interna o per mezzo di ascensore, è possibile raggiungere il piano superiore della struttura. Un ingresso secondario, cui si accede dall area esterna che separa la palazzina dal capannone, è ubicato al piano terra (livello -1). I locali della palazzina sono caratterizzati dalle destinazioni d uso di seguito indicate: al piano terra (livello -1) sono stati collocati gli spogliatoi per il personale (in locali distinti uomini/donne e provvisti del necessario arredamento) con i relativi servizi igienici, il locale infermeria, un locale di riposo a disposizione del personale in pausa dall attività lavorativa, i locali adibiti a laboratorio controllo qualità e ricerca sviluppo, il locale CED, alcuni ripostigli e vani tecnici vari; al piano rialzato (livello 0), oltre al centralino / reception, sono presenti i seguenti locali: l ufficio tecnico di ricerca e sviluppo, una saletta per riunioni, una sala congressi, i servizi igienici, ripostigli e vani tecnici; il primo piano (livello +1) è riservato agli uffici direzionali, amministrativi e commerciali a supporto dell attività produttiva aziendale; sono inoltre presenti i servizi igienici e alcuni vani tecnici. In adiacenza al corpo di fabbrica principale, sul lato nord-est dell edificio, sorge la palazzina dei servizi tecnologici, su due livelli fuori terra; è separata dal capannone

28 Pagina 25 di 58 che ospita il reparto di confezionamento mediante un vano di distacco, che costituisce un intercapedine antincendio con funzione di passaggio di persone. Al piano terra della palazzina sono ricavati una serie di locali tecnici, ad uso esclusivo, tra loro separati da elementi costruttivi aventi caratteristiche di resistenza al fuoco REI 120, con accesso diretto dall area esterna dello stabilimento: centrale per la produzione di aria compressa: all interno del locale sono installati n. 4 elettrocompressori a vite con relativi apparecchi essiccatori e serbatoio di accumulo (capacità pari a litri e pressione massima di esercizio pari a 8,5 bar); la centrale alimenta la rete di distribuzione dell aria compressa a servizio dei reparti di lavorazione dello stabilimento; cabina di ricezione e trasformazione MT/bt: all interno del locale sono installati il gruppo di arrivo MT, un trasformatore da kw e i quadri di distribuzione bt; all esterno della cabina è collocato il pulsante di sgancio dell'alimentazione che consente, in caso di necessità, di togliere tensione all intero stabilimento; centrale termica: all interno del locale sono installati 2 generatori di calore con bruciatori a metano, ciascuno dei quali con potenzialità termica di circa 511 kw; il locale è dotato di aperture permanenti di aerazione, realizzate su parete esterna, di dimensioni adeguate a quanto richiesto dalle norme di prevenzione incendi. L accesso ai suddetti locali e vani tecnici è riservato al personale autorizzato. Sempre al piano terra della palazzina, in un locale dedicato, è ubicata l officina di manutenzione attrezzata con un banco di lavoro, scaffali e strutture porta-barre, macchine utensili tradizionali, attrezzi manuali e attrezzature portatili ad azionamento elettrico o pneumatico. Il locale, in cui non è prevista la presenza continuativa di personale, è a disposizione degli operatori addetti alla manutenzione per eseguire interventi di riparazione e lavorazioni meccaniche a supporto dell attività produttiva dello stabilimento. Per l esecuzione di occasionali operazioni di saldatura, il personale addetto alla manutenzione dispone anche di attrezzature per la saldatura ad arco con elettrodo e carrello ossiacetilenico. In un secondo locale sono installati 2 centri lavoro a controllo numerico, nei quali il personale addetto esegue lavorazioni meccaniche a supporto dell attività produttiva; in particolare vengono realizzati pezzi di ricambio e nuovi prototipi per le linee confezionamento e, sotto il controllo dell ufficio tecnico, prototipi di macchine per caffè.

29 Pagina 26 di 58 Al primo piano della palazzina che ospita i servizi tecnologici sono presenti: un ufficio a disposizione del personale addetto alla manutenzione; un magazzino per lo stoccaggio di componenti, particolari meccanici e ricambi; un locale con l impianto di aspirazione per il recupero degli sfridi delle capsule. Sulla copertura della palazzina, raggiungibile per mezzo di una scala metallica esterna, sono alloggiate le unità di trattamento aria, un box di contenimento delle batterie di pompe per la creazione del vuoto, necessario al trasporto pneumatico del caffè alle linee di confezionamento, i gruppi di raffreddamento e le pompe per il ricircolo dell acqua a servizio delle macchine termoformatrici. Nelle aree esterne di pertinenza dello stabilimento sono inoltre presenti: n. 4 sili di stoccaggio, sul lato sud-ovest, in prossimità del reparto torrefazione e della palazzina uffici / servizi; sono destinati rispettivamente allo stoccaggio di caffè crudo (capacità massima pari a 200 t) e di caffè tostato (capacità massima pari a 100 t), all interno di appositi settori; n. 2 serbatoi di azoto liquido, posti in prossimità dei sili di stoccaggio del prodotto crudo / tostato; l utilizzo dell azoto serve per l inertizzazione delle macchine macinacaffè e per il confezionamento del prodotto macinato in atmosfera protetta; n. 1 impianto di aspirazione e abbattimento a due stadi (ciclone abbinato a filtro a tessuto), a servizio delle macchine termoformatrici, per la raccolta degli scarti di materie plastiche in big bags; n. 1 impianto di aspirazione polveri a servizio delle linee di confezionamento; una batteria di pompe, per la creazione del vuoto necessario al trasporto pneumatico del caffè ad una delle linee di confezionamento; n. 1 sala pompe in cui è alloggiato il gruppo di pressurizzazione (gruppo elettropompe e motopompa diesel di emergenza) a servizio dell impianto idrico antincendio, con relativa riserva idrica costituita da una cisterna interrata di accumulo avente capacità di 72 m 3. Le restanti aree esterne dello stabilimento sono in parte riservate ad aree di parcheggio per le autovetture di dirigenti, impiegati, clienti e visitatori, in parte sono a disposizione come aree di transito, sosta e manovra dei mezzi interni di trasporto e degli automezzi pesanti, impegnati nelle operazioni di carico e scarico delle materie prime, dei prodotti e dei materiali in ingresso e in uscita dallo stabilimento. L area di deposito temporaneo dei rifiuti prodotti dalle attività lavorative dell Azienda è ricavata in una porzione del piazzale esterno, attrezzato con container e cassoni per la raccolta degli scarti di lavorazione.

30 Pagina 27 di DESCRIZIONE DEL CICLO PRODUTTIVO Gli impianti utilizzati sono: impianto di carico caffè verde; impianto di carico caffè tostato; impianto di carico caffè macinato; 2 silo stoccaggio caffè verde; 2 silo stoccaggio caffè tostato; 20 silo stoccaggio caffè macinato; 2 tostatrici caffè; 2 macinatori caffè; 2 macchine termoformatura; 2 macchine trancia e salda; 5 linee di confezionamento in capsula; 1 macchina confezionamento sacchetti caffè tostato.. Arrivo materie prime All unità produttiva giungono le materie prime quali caffè verde, caffè tostato in grani, caffè tostato macinato, aggregati (orzo tostato macinato, the in foglia, tisane, prodotti in polvere) e imballi per la produzione di capsule monodose.. Immagazzinamento Le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti vengono sottoposti a controllo di conformità all ordine e ai requisiti qualitativi prima di essere immagazzinati.. Carico caffè verde e tostato in grani Il caffè verde viene scaricato su una tramoggia di carico e tramite trasporto pneumatico viene condotto nella sala di pulizia del caffè crudo. I chicchi di caffè vengono separati dagli eventuali elementi estranei (polveri, metalli, ecc.) tramite un prepulitore, una spazzolatrice, una spietratrice e una selezionatrice ottica. Successivamente, tramite un elevatore pneumatico, il caffè crudo viene stoccato in un silos esterno a scomparti. Il caffè tostato viene scaricato su una tramoggia di carico ed inviato tramite trasporto pneumatico all interno del sistema di pesatura, stoccato in un silos esterno a scomparti o essere destinato direttamente alla macinazione.

31 Pagina 28 di 58. Carico caffè macinato Le confezioni vengono caricate in una macchina tagliasacchi che provvede a svuotarle dal caffè in una tramoggia di carico collocata nei pressi dell impianto di macinazione ed inviarlo ai silo a bordo delle linee di confezionamento.. Carico aggregati (orzo tostato macinato, tè in foglia, tisane, e prodotti in polvere) Questi prodotti vengono trasferiti dalle confezioni di arrivo all interno delle tramogge di carico mobili collocate nei pressi delle linee confezionatrici.. Tostatura (o torrefazione) Tutti i tipi di caffè crudo vengono sottoposti a torrefazione che consiste nel trattamento termico del caffè crudo (o verde) nella TOSTATRICE. La macchina tostatrice è provvista di un generatore di calore a metano con scambiatore di calore che consente di tostare il caffè senza che quest ultimo venga a contatto con i fumi della combustione. La tostatura ha una durata variabile in funzione del prodotto desiderato ma sempre maggiore di 10 min. ad una temperatura finale superiore ai 200 C. Le pellicole dei chicchi di caffè, che costituiscono uno scarto di lavorazione, vengono smaltite, raccolte e compattate con apposita macchina.. Raffreddamento Al termine della tostatura, il portellone della tostatrice si apre automaticamente ed il caffè è trasferito, per caduta, nella sottostante vasca di raffreddamento e miscelazione; il calo di temperatura viene attuato da un passaggio di aria che attraversa il caffè torrefatto.. Trasporto e immagazzinamento Il caffè tostato raffreddato viene trasportato attraverso una conduttura in acciaio inox tramite propulsore per vuoto, a silos di stoccaggio. Qui è lasciato riposare per un tempo massimo di 5 giorni.. Macinatura Il caffè viene macinato con macinatori industriali e fatto riposare per un tempo massimo di 3 giorni in appositi silos, per poi passare al confezionamento. La movimentazione del caffè macinato avviene tramite trasportatori pneumatici a batch (in fase densa).

32 Pagina 29 di 58. Confezionamento Tutti i prodotti vengono confezionati con macchine automatiche in capsule monodose.. Immagazzinamento confezioni Le capsule monodose sono confezionate in box contenenti molteplici capsule a seconda delle specifiche commerciali; successivamente i pallet di prodotto finito vengono stoccati in magazzino in attesa della spedizione ai clienti.. Termoformatrice per la produzione di capsule: o nel forno di preriscaldo la foglia permane per 3 minuti a 115 C e per 30 sec nel letto di resistenze e arriva sotto lo stampo a C. Le operazioni sotto lo stampo sono: o chiusura, discesa imbuttitori, soffio aria contro fondello, taglio, apertura stampo, espulsione; o pressini, fondello, aria a T ambiente; o tranciante ed espulsore raffreddati con impianto frigorigeno a C.. Diparto Il prodotto finito, a seconda degli accordi commerciali, viene destinato a: o B to B (Business to Business) i lotti di prodotto finito vengono spediti interamente al cliente/torrefattore che provvede alla vendita diretta; o B to C (Business to Customer) il prodotto finito viene venduto al consumatore finale: attraverso il canale Network Italia; attraverso il Punti Vendita.

33 Pagina 30 di 58

34 Pagina 31 di 58

35 Pagina 32 di 58

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio. Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

Previsione di impatto acustico relativa a:

Previsione di impatto acustico relativa a: PROVINCIA DI MODENA COMUNE DI FIORANO M. Previsione di impatto acustico relativa a: nuovo capannone uso deposito ditta Atlas Concorde Spa ubicato in Via Viazza I Tronco - Fiorano M. (MO) Settembre 2012

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ

PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ PROFESSIONALITÀ AFFIDABILITÀ RESPONSABILITÀ LE SOLUZIONI AMBIENTALI INTEGRATE DI UN GRUPPO LEADER SOLYECO GROUP ha reso concreto un obiettivo prezioso: conciliare Sviluppo e Ambiente. Questa è la mission

Dettagli

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO A.Romano*, C. Gaslini*, L.Fiorentini, S.M. Scalpellini^, Comune di Rho # * T R R S.r.l.,

Dettagli

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA)

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) La Valutazione di Impatto Ambientale e lo Studio di Impatto Ambientale VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) http://people.unica.it/maltinti/lezioni Link: SIAeVIA

Dettagli

IL MINISTRO DELL INTERNO

IL MINISTRO DELL INTERNO D.M. 16 maggio 1987, n. 246 (G.U. n. 148 del 27 giugno 1987) NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE IL MINISTRO DELL INTERNO Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570: Vista

Dettagli

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 1.1 Il QUADRO NORMATIVO...5 1.2 COSA E UN PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE...8 2.0 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

PRESENTA. DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO, ai sensi dell art. 8, c. 4 della legge n.447/95 e successive integrazioni.

PRESENTA. DOCUMENTAZIONE DI PREVISIONE DI IMPATTO ACUSTICO, ai sensi dell art. 8, c. 4 della legge n.447/95 e successive integrazioni. Al Sig.Sindaco del Comune di di... e pc. All'ARPA, Servizio Territoriale Distretto di.. Il sottoscritto nato a.il./.. /19. e residente a.in (Via, Piazza).n in qualità di titolare/legale rappresentante

Dettagli

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE

DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE DESCRIZIONE DEL TERMINALE DI GNL E DELLA SUA GESTIONE 1) PREMESSA...2 2) DESCRIZIONE DEL TERMINALE...2 2.1) RICEZIONE...3 2.2) STOCCAGGIO...3 2.3) RIGASSIFICAZIONE...4 2.4) RECUPERO BOIL-OFF GAS (BOG)...4

Dettagli

RN_COM_RIMINI MONOGRAFIA COM

RN_COM_RIMINI MONOGRAFIA COM RN_COM_RIMINI MONOGRAFIA COM Ubicazione dell edificio sede del COM: Comune di : RIMINI Località : Padulli Indirizzo : Via Marecchiese n.193/195 Dati Generali Stralcio C.T.R.: 256113 Coordinate (lat. long.):

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

Progettista(i) degli impianti termici e dell isolamento termico dell'edificio

Progettista(i) degli impianti termici e dell isolamento termico dell'edificio ALLEGATO E (Allegato I, comma 15) RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ARTICOLO 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO ENERGETICO

Dettagli

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio 5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio Pag. 1 di 36 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.lgs 81/08

Dettagli

Il trattamento dell acqua per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici

Il trattamento dell acqua per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici Il trattamento dell acqua per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici 12 Giugno 2014 Stefano Bonfanti Product Manager - Cillichemie Italiana S.r.l. L azienda n.2 Sedi n.47 Agenti

Dettagli

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione). DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

- - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;

- - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773; Decreto Ministeriale del 12/09/2003 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacita' geometrica

Dettagli

MODENA E IL SUO CLIMA

MODENA E IL SUO CLIMA Comune di Modena - SERVIZIO STATISTICA: note divulgative Pagina 1 di 2 MODENA E IL SUO CLIMA Modena, pur non essendo estranea al fenomeno del riscaldamento generalizzato, continua ad essere caratterizzata

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Indice INTRODUZIONE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

CIRCOLAZIONE NATURALE. NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale

CIRCOLAZIONE NATURALE. NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale CIRCOLAZIONE NATURALE NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale 1964 2014 Immergas. Una lunga storia alle spalle, insegna a guardare in avanti. Il 5 febbraio del 1964, Immergas nasceva dal

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

Relazione specialistica

Relazione specialistica Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n. Spazio riservato al Servizio Urbanistica AGIBILITA' n del L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.160 ) l sottoscritt...

Dettagli

IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici. Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti

IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici. Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti gli utilizzi tecnici dell acqua in un edificio ACQUA FREDDA SANITARIA

Dettagli

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano

Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano Comune di MILANO Provincia di MILANO Regione LOMBARDIA RELAZIONE TECNICA Rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico Deliberazione Giunta Regionale 22 dicembre 2008

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

La movimentazione dei materiali (material handling)

La movimentazione dei materiali (material handling) La movimentazione dei materiali (material handling) Movimentazione e stoccaggio 1 Obiettivo generale La movimentazione e stoccaggio dei materiali (material handling MH) ha lo scopo di rendere disponibile,

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA DGR n 896 del 24/06/2003 Pubblicata sul Bur n 62 del 11/07/2003 2 OGGETTO: Legge n.447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per

Dettagli

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO Forum Internazionale Green City Energy MED LO SVILUPPO DELLE SMART CITIES E DEI GREEN PORTS NELL AREA MEDITERANEA Convegno La produzione di energia rinnovabile nella Smart City Sessione Integrazione dei

Dettagli

Carta M_02 Carta Geomorfologica

Carta M_02 Carta Geomorfologica Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche

Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche Comune di Parma Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche A vent anni dall entrata in vigore della più importante legge sull abbattimento delle barriere

Dettagli

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 24 gennaio 2011, n. 20: Regolamento recante l'individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione,

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

P R E S E N T A ZI ONE

P R E S E N T A ZI ONE Continuing Education Seminars LA PIANIFICAZIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO NEL CONTESTO NAZIONALE ED EUROPEO 15 e 22 Maggio - 12 e 19 Giugno 2015, ore 14.00-18.00 Aula A Ingegneria sede didattica - Campus

Dettagli

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI PUGLIA SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE Antonio Buonavoglia & Vincenzo Barbieri Planetek Italia s.r.l. n 2/2004 pagg. 32-36 PREMESSA Il progetto

Dettagli

Meno carte più sicurezza. Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E

Meno carte più sicurezza. Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E FUOCO DEL VIGILI Meno carte più sicurezza Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E Premessa La semplificazione per le procedure di prevenzione incendi entra in vigore

Dettagli

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine INDICE 1. Premessa 2. Scopo della procedura e campo di applicazione 3. Definizioni 4. indicazioni

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 111 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Modifiche al codice della strada, di cui al decreto

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica VARIANTE CONNESSA A S.U.A. IN ZONA C3 DEL VIGENTE PRG RELAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE IL DIRIGENTE SETTORE TERRITORIO (Ing. Gian Paolo TRUCCHI) IL PROGETTISTA (Arch.

Dettagli

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *

COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * * COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione

Dettagli

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA SU ARPAT

SCHEDA INFORMATIVA SU ARPAT SCHEDA INFORMATIVA SU ARPAT ARPAT: cos è ARPAT, l Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, è attiva dal 1996. Attraverso una rete di Dipartimenti provinciali presenti sul territorio

Dettagli

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA E composta dalla sigla CE e, nel caso un Organismo Notificato debba intervenire nella fase del controllo della produzione, contiene anche il numero d identificazione

Dettagli

COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE

COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE COMUNE DI RUFFANO - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale

Dettagli

LIBRETTO DI CENTRALE

LIBRETTO DI CENTRALE 1 LIBRETTO DI CENTRALE OBBLIGATORIO PER GLI IMPIANTI TERMICI CON POTENZA TERMICA DEL FOCOLARE NOMINALE SUPERIORE O UGUALE A 35 kw (ART. 11, COMMA 9, DPR 26 AGOSTO 1993, N 412) Conforme al modello pubblicato

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese

CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese l unione fa la forza per restituire valore aggiunto alla produzione 1 Il Consorzio Il Consorzio CO.PA.VIT. è nato nel 2008 a partire da un iniziativa

Dettagli

Norme del Documento di Piano

Norme del Documento di Piano Norme del Documento di Piano SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE...

Dettagli

PRIT: contesto e strategie

PRIT: contesto e strategie PRIT: contesto e strategie A cura di Paolo Ferrecchi Bologna, 23 novembre 2007 Cabina di regia per il coordinamento delle politiche di programmazione e per il PTR: incontro tematico su Mobilità e Infrastrutture

Dettagli

SERBATOI A SINGOLA PARETE

SERBATOI A SINGOLA PARETE SERBATOIO DA INTERRO: serbatoi cilindrici ad asse orizzontale, a singola o doppia parete per il deposito nel sottosuolo di liquidi infiammabili e non. Costruiti con lamiere in acciaio al carbonio tipo

Dettagli

ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01. Ecoenergia. I d e e d a i n s t a l l a r e

ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01. Ecoenergia. I d e e d a i n s t a l l a r e ECO HOT WATER Pompa di calore per acqua calda sanitaria con integrazione solare IT 01 Ecoenergia I d e e d a i n s t a l l a r e Lo sviluppo sostenibile Per uno sviluppo energetico sostenibile, compatibile

Dettagli

ogni giorno in prima linea

ogni giorno in prima linea Servizio itosanitario Emilia-Romagna ogni giorno in prima linea proteggere le coltivazioni, le alberature, i parchi e le aree verdi dell'emilia-romagna da organismi nocivi fornire un supporto specialistico

Dettagli

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale 1 Maria Giovanna Piva * * Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale Da moltissimi anni il Magistrato alle Acque opera per

Dettagli

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO Regione Puglia COMUNE DI VICO DEL GARGANO Provincia di Foggia - Ufficio Tecnico Comunale - III SETTORE - Largo Monastero, civ.6 e-mail aimolaelio@fastwebnet.it. e-mail aimolaelio@comune.vicodelgargano.fg.it

Dettagli

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI)

FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) Domande frequenti inerenti la Relazione Energetico - Ambientale e la conformità delle pratiche edilizie alla normativa di settore. Aggiornamento al

Dettagli

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive Bollo 14,62 AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive ESERCIZIO DI COMMERCIO AL DETTAGLIO MEDIE STRUTTURE DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (COM 4A - D.A. 8/5/2001) Ai sensi della L.r.

Dettagli

Introduzione... 3. 4.2 Passi metodologici per la definizione delle classi acustiche parametriche II, III, IV...7

Introduzione... 3. 4.2 Passi metodologici per la definizione delle classi acustiche parametriche II, III, IV...7 Criteri e linee guida per la redazione dei Piani comunali di classificazione acustica del territorio, ai sensi dell articolo 18, comma 1, lettera a) della legge regionale 18 giugno 2007, n. 16. INDICE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 13 dell 8.04.2013 INDICE ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO...

Dettagli

Patrimonio della PA. Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011

Patrimonio della PA. Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011 Patrimonio della PA Rapporto sulle partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche al 31 dicembre 2011 Dicembre 2013 INDICE 1 Premessa e sintesi 3 2 La rilevazione delle partecipazioni detenute

Dettagli

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE TIPOLOGIA C " art. 3 c. 6 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO

Dettagli

MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA

MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA 27/06/13 MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA Gruppo Interprofessionale Provincia di Cremona Seminario di aggiornamento ai sensi del D.M. 5 agosto 2011 27 giugno 2013

Dettagli

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono

Dettagli

DECRETO 27 Marzo 1998 del Ministero dell'ambiente

DECRETO 27 Marzo 1998 del Ministero dell'ambiente DECRETO 27 Marzo 1998 del Ministero dell'ambiente Mobilita' sostenibile nelle aree urbane (GU n. 179 del 3-8-1998) Registrato alla Corte dei conti il 9 luglio 1998 Registro n. 1 Ambiente, foglio n. 212

Dettagli

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre

Dettagli

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA ai sensi degli articoli 41 e 42 L.R. 11.03.2005 n.12 e successive modifiche ed integrazioni

Dettagli

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell

Dettagli

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI:

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI: COMUNE DI FINALE EMILIA (Provincia di Modena) P.zza Verdi, 1 41034 Finale Emilia (Mo) Tel. 0535-788111 fa 0535-788130 Sito Internet: www.comunefinale.net SERVIZIO URBANISTICA E EDILIZIA PRIVATA AUTOCALCOLO

Dettagli

06/09/2013. Gianfranco Tripi. Deroghe

06/09/2013. Gianfranco Tripi. Deroghe CORSO BASE DI SPECIALIZZAZIONE DI PREVENZIONE INCENDI Analisi di rischio e individuazione delle misure di sicurezza equivalenti. Individuazione delle misure di prevenzione e/o di protezione che permettono

Dettagli

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012 anno 2 - numero 3 - marzo/aprile 2012 MADE IN ITALY PAVANELLOMAGAZINE l intervista Certificazione energetica obbligatoria Finestra Qualità CasaClima Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre

Dettagli

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE E L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA Roma 3 luglio 2014 PREMESSA La legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni

Dettagli