Welfare sperimentale. Un bando di Regione Lombardia per le imprese che vogliono investire nella responsabilità sociale.

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1 ebnews N e w s l e t t e r d e g l i E N T I B I L A T E R A L I d i V a r e s e - p e r i o d i c o m e n s i l e - m a g g i o N U M E R O 4 Commercio e Servizi Turismo Sicurezza welfarevarese.it Apprendistato. Ecco come impiegare i fondi. Welfare sperimentale. Un bando di Regione Lombardia per le imprese che vogliono investire nella responsabilità sociale. LA VIDEOSORVEGLIANZA Periodico telematico degli Enti Bilaterali della Provincia di Varese. Enti Bilaterali della provincia di Varese Via Valle Venosta Varese - Telefono Fax

2 ebnews Sommario Numero 4/ 2012 Apprendistato: assegnazione e riparto dei fondi alle Provincie - modifiche. 3 La responsabilità sociale per la competitività dell impresa. 4 Quas - Bando PREMI di laurea Chi è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale? 6 Ulteriori sostegni ai lavoratori in Cigs. 7 Valutazione dei rischi. Un rinvio dei termini di scadenza. 9 Videosorveglianza. 10 Lavorare in sicurezza nei depositi: i rischi e le misure di prevenzione 11

3 ebnews Politiche del lavoro Apprendistato: assegnazione e riparto dei fondi alle Provincie - modifiche. Mercato del lavoro in provincia di Varese. Com è andato il primo trimestre? Regione Lombardia ha provveduto ad emanare le Linee di indirizzo per la programmazione provinciale delle attività di formazione degli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere. Per sostenere i percorsi formativi degli apprendisti assunti ai sensi del D.Lgs. 167/11 o delle norme in vigore fino al 25 aprile 2012, Regione Lombardia, promuove e finanzia, nei limiti delle risorse disponibili, più linee di offerta formativa pubblica. n L offerta formativa pubblica, finalizzata all acquisizione delle competenze di base e trasversali, rivolta agli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere. n L offerta pubblica di servizi integrati rivolti agli apprendisti assunti ai sensi della previgente normativa (L. 196/1997 e D.Lgs 276/03. Ovviamente l offerta formativa pubblica per l apprendistato deve essere erogata da soggetti accreditati per la formazione e, quindi, ammessi nell ambito di atti di programmazione regionale e provinciale. Le risorse finanziarie dovranno essere destinate secondo l ordine di priorità regionale. Le Province potranno programmare, nelle apposite sedi concertative, i livelli di allocazione delle risorse tra le diverse priorità. Il Decreto modifica ed integra il precedente provvedimento (n del 5 dicembre 2011) laddove individua le linee di indirizzo per la formazione degli apprendisti minori assunti - prima del 2 maggio con contratto ex art. 16 L. 196/97 (Legge Treu); introduce alcune precisazioni sull offerta formativa pubblica per le competenze di base e trasversali nell apprendistato professionalizzante ex art. 4 DLgs 167/11. per approfondire La Provincia ha presentato un osservatorio dei dati raccolti nel I trimestre Lo ha fatto con SINTESI, il Sistema Integrato dei Servizi per l'impiego, utilizzato dalle Province lombarde per la gestione delle informazioni relative al mercato del lavoro. E bene precisare che gli avviamenti e le cessazioni non si riferiscono a persone ma a contratti di lavoro avviati o interrotti da aziende la cui sede operativa è collocata sul territorio provinciale. Possono quindi riguardare anche lavoratori e lavoratrici non domiciliati in provincia. La Provincia provvede ad un aggiornamento mensile del database grazie ad un sistema tecnico di interoperabilità che garantisce il trasferimento di comunicazioni effettuate anche in altre Province/ Regioni ma relative ad aziende o lavoratori della provincia di Varese. per approfondire 3

4 Politiche del lavoro La responsabilità sociale per la competitività dell impresa. Regione Lombardia lancia un bando per sostenere azioni di RSI privilengiando misure sperimentali di welfare complementare. Regione Lombardia ha approvato un Bando per sostenere, agevolare, intraprendere e consolidare azioni di Responsabilità Sociale d'impresa - RSI delle MPMI lombarde e delle grandi imprese anche internazionali radicate sul territorio. Gli interventi ammissibili dovranno privilegiare misure sperimentali di welfare complementare a favore dei lavoratori e del contesto territoriale delle MPMI e implementare in maniera strutturata azioni e politiche aziendali di RSI, sviluppando ambiti innovativi sul tema oggetto del bando. I progetti potranno riguardare uno dei seguenti ambiti: 1 AMBITO PEOPLE CARE Interventi di supporto e sviluppo di forme di welfare complementare con particolare riguardo a strumenti di: health care : attività di informazione/coinvolgimento relativa ai rischi per la salute della persona, sul lavoro e in ambito famigliare, alle relative modalità di prevenzione e cura, supporto economico ai servizi di assistenza e sanitari già presenti, progetti di sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative volte a migliorare la capillarità dei servizi medici a favore dei dipendenti. mobilità sostenibile: i progetti dovranno prevedere l uso integrato di servizi tra i quali accordi e convenzioni (intra/inter-aziendali), iniziative di car pooling e servizi di car sharing al fine di proporre soluzioni in grado di ridurre il parco macchine delle aziende e nello stesso tempo offrire adeguati servizi di mobilità sostenibile ai dipendenti. benefit non monetari: si fa riferimento a progetti che riguardano benefit non monetari a sostegno del problema della quarta settimana, mediante accordi con fornitori di prodotti alimentari, scolastici, sanitari, ecc., borse di studio per i dipendenti e/o i loro famigliari, assicurazioni sanitarie integrative, accordi con banche e istituti finanziari finalizzati a garantire servizi agevolati o di anticipazione finanziaria. 2 AMBITO APPROVVIGIONA- MENTO LOCALE Tale ambito promuove la definizione e implementazione di politiche e strategie di approvvigionamento che, privilegiando fornitori lombardi e impegnati in attività connesse alla RSI, favoriscano lo sviluppo di attività economiche sul territorio. 3 AMBITO RETI DI SOLIDARIETÀ TRA IMPRESE E TERRITORIO Sviluppo di progetti di solidarietà tra imprese operanti nello stesso ambito territoriale in situazione di crisi o difficoltà, finalizzati a sostenere il processo di transizione mediante azioni e servizi per la continuità dello sviluppo professionale, il reimpiego e la riqualificazione dei lavoratori nel contesto occupazionale territoriale di riferimento. Tale sperimentazione dovrà essere sviluppata attraverso la realizzazione di servizi di outplacement (anche con enti specializzati) condivisi tra più aziende sul territorio, per facilitare il ricollocamento di dipendenti di aziende in crisi presso altre aziende locali, studi di fattibilità e attivazione di progetti pilota di job sharing tra imprese e tra imprese e organizzazioni non profit, per favorire il reimpiego di dipendenti nella stessa area territoriale coinvolta da fenomeni di crisi occupazionale e/o industriale. LOCALIZZAZIONE I progetti devono essere realizzati nell ambito del territorio di Regione Lombardia. La durata massima dei progetti dovrà essere di 12 mesi. I progetti dovranno concludersi, comunque, entro e non oltre il 31 dicembre AZIENDE BENEFICIARIE Possono beneficiare dei contributi per la realizzazione degli interventi previsti nel bando le seguenti tipologie di imprese: Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI); Grandi Imprese Tali imprese dovranno appartenere ai seguenti settori: artigianato, industria e cooperazio- 4

5 e bnews Politiche del lavoro ne, limitatamente alle classificazioni ISTAT ATECO 2007 primarie e secondarie di cui alle lettere C ed F (attività manifatturiere e costruzioni) servizi, limitatamente alle classificazioni ISTAT ATECO 2007 primarie e secondarie indicate nel Bando. Le imprese potranno partecipare in forma singola o con modalità di aggregazione quali Associazioni Temporanee di Imprese (ATI), raggruppamenti, con forma giuridica di contratto di rete, gruppi cooperativi paritetici (GCP). Le grandi imprese potranno beneficiare del contributo solo come partecipanti ad una delle possibili forme di aggregazione previste dal Bando. SPESE AMMISSIBILI Le risorse previste ammontano complessivamente a euro e le spese ammissibili dovranno essere strettamente funzionali alla realizzazione ed attuazione dell intervento ed effettivamente sostenute e quietanzate, identificabili, controllabili ed attestate da documenti giustificativi. Quas - Bando PREMI di laurea 2012 Promosso un bando Per assegnare 10 Premi di euro. La Quas Cassa Assistenza Sanitaria Quadri ha promosso un bando di concorso per l assegnazione di 10 premi di Laurea da cadauno riservato agli iscritti o figli di iscritti alla Qu.A.S. che abbiano conseguito il diploma di laurea tra il 1 novembre 2011 e il 31 ottobre Possono partecipare all'assegnazione del premio per tesi di laurea istituito dalla Qu.A.S. i figli degli iscritti alla QUAS e gli iscritti alla QUAS alla data del bando (7 febbraio 2012), che: abbiano sostenuto tesi di laurea pertinenti alle materie indicate all art.3 abbiano conseguito il diploma di Laurea dal al I premi di laurea sono riservati alle tesi in materia di Sistemi Sanitari con specifico riferimento a: organizzazione, gestione, regolazioni, normativa e prospettive, relazioni pubblico/privato, sistemi sanitari integrativi, welfare contrattuale in ambito sanitario. La domanda di partecipazione, da compilarsi su apposito modulo che si allega unitamente al bando, dovrà essere presentata entro il 3 novembre TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE La domanda di partecipazione al Bando deve essere presentata esclusivamente per mezzo del Sistema Informativo ( Finanziamenti Online ) a partire dalle ore 10:00 del giorno 23 maggio 2012 e fino alle ore 16:30 del giorno 19 luglio

6 Politiche del lavoro Chi è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale? IL RLST (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale) riceve una formazione iniziale di 64 ore, ed è una figura di supporto alla programmazione e all attivazione degli adempimenti presenti nella normativa in materia di sicurezza; accede ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalità e del termine di preavviso individuati dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori previo appuntamento con l azienda. Il RLST è tenuto al rispetto delle disposizioni in materia di privacy e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi. L Organismo Paritetico Provinciale comunica alle aziende ed ai lavoratori, dopo aver ricevuto richiesta di adesione, i dati del RLST assegnato affinchè possa essere contattato anche in funzione del ruolo consultivo che riveste. Le aziende che aderiscono al sistema del rappresentante territoriale hanno l obbligo ogni anno di corrispondere all OPP il contributo pari a: RAPPRESENTANTE TERRITORIALE O DI BACINO(DA 1 A 15 DIPENDENTI): da 1 a 5 dipendenti. 50,00 da 5 a 9 dipendenti. 50, ,00 a dipendente in più da 10 a 15 dipendenti. 100,00 Il pagamento del contributo annuale deve essere versato per ciascuna sede operativa dell azienda. Per le aziende già aderenti il prossimo 18 giugno 2012 scadrà il termine del versamento annuale al sistema del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST). Il versamento potrà essere effettuato mediante: Bonifico Bancario UBI Banca Popolare di Bergamo Biumo Inferiore Intestato a: Organismo Paritetico Provinciale Salute e Sicurezza IBAN: IT32 D Bollettino c/c postale: c/c Non ho il RLST, come faccio ad aderire? Aderire al sistema del RLST è facile e veloce: 1) Compilare la scheda di adesione: clicca qui 2) provvedere al versamento del contributo mediante bollettino postale sul c/c oppure tramite bonifico bancario sul c/c tratto presso UBI Biumo Inferiore IBAN: IT32 D ; 3) Inviare la scheda di adesione e la copia del versamento alla segreteria dell OPP tramite fax (0332/ ) o per La segreteria, ricevuta la documentazione, provvederà tempestivamente ad inviare una lettera di conferma dell avvnuta adesione ed i dati del RLST comptente per territorio. Il RLST assegnato riveste a tutti gli effetti il ruolo di Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza e per tale ragione si dovrà riportare il Suo nominativo sul Documento di Valutazione dei Rischi aziendale.

7 e bnews Welfare Ulteriori sostegni ai lavoratori in Cigs. La Regione Lombardia avvia un intervento a sostegno dei lavoratori che percepiscono ammortizzatori sociali in deroga, cassa integrazione straordinaria o che sono iscritti a liste di mobilità ordinaria. Regione Lombardia intende sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi che percepiscono ammortizzatori sociali in deroga, cassa integrazione straordinaria o che sono iscritti a liste di mobilità ordinaria attraverso una linea di Dote Lavoro articolata in due percorsi distinti: Dote riqualificazione, orientata alla fruizione di servizi finalizzati al mantenimento del posto di lavoro e/o all'accrescimento professionale all'interno dell'azienda; Dote ricollocazione, orientata alla fruizione di servizi al lavoro finalizzati al reinserimento lavorativo o all'auto imprenditorialità. Chi può richiedere la Dote RICOL- LOCAZIONE? lavoratori in Cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente occupati presso Unità operative per le quali l impresa/datore di lavoro ha presentato a Regione Lombardia richiesta di autorizzazione; lavoratori provenienti da unità produttive/operative ubicate in Lombardia che si trovino: 7 o in mobilità in deroga alla normativa vigente; o in cassa integrazione straordinaria per cessazione totale o procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo o altre procedure); o iscritti nelle liste di mobilità ordinaria ex l. 223/91; lavoratori residenti o domiciliati in Regione Lombardia iscritti nelle liste di mobilità ordinaria l. 236/93. Chi può richiedere la Dote RIQUALI- FICAZIONE? lavoratori in Cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente occupati presso Unità operative per le quali l impresa/datore di lavoro ha presentato a Regione Lombardia richiesta di autorizzazione. Si ricorda che i lavoratori che si trovano in CIG in deroga (accordo sindacale "intervento B") hanno l'obbligo di attivarsi per effettuare un percorso di politiche attive entro 30 giorni dalla data di sospensione; i lavoratori in CIG in deroga (accordo sindacale "intervento A") hanno facoltà di effettuare percorsi di politiche attive (tali percorsi sono obbligatori se specificamente previsti nell'accordo sindacale e in tal caso saranno a carico di risorse aziendali o dei Fondi Interprofessionali); i lavoratori che hanno presentato domanda di mobilità in deroga hanno l'obbligo di attivarsi per effettuare un percorso di politiche attive entro 30 giorni dalla presentazione della domanda all'inps; i lavoratori che si trovano in CIGS in deroga o sono iscritti nelle liste di mobilità ordinaria potranno attivare autonomamente un dote ricollocazione entro il periodo dell ammortizzatore fruito. I SERVIZI OFFERTI DOTE RICOLLOCAZIONE: viene definito un piano di intervento personalizzato (PIP) sulle esigenze dell'interessato che può prevedere in alternativa: - un percorso di inserimento lavorativo, finalizzato all'attivazione di un rapporto di lavoro, che potrà essere attivato anche con più operatori contemporaneamente aumentando così le opportunità di trovare una nuova occupazione; - un percorso di autoimprenditorialità, mirato ad accompagnare il lavoratore nella realizzazione del proprio progetto imprenditoriale; DOTE RIQUALIFICAZIONE: viene definito un piano di intervento personalizzato (PIP) che può prevedere: - percorsi di formazione, coerenti con le figure professionali presenti all'interno dell'azienda; - un servizio di "coaching" (valorizzazione e sviluppo delle competenze personali) erogabile individualmente o in piccoli gruppi.

8 Welfare COME E DOVE RICHIEDERE LA DOTE? La persona, in base ai requisiti posseduti, alle sue necessità ed alle indicazioni previste nell accordo sindacale ove previsto, può scegliere di attivare una Dote ricollocazione o una Dote riqualificazione presentando la domanda a partire dal 10 aprile 2012, rivolgendosi agli Operatori accreditati e registrati nell'albo definitivo di Regione Lombardia che predisporranno il PIP e forniranno le indicazioni necessarie per partecipare a questa iniziativa. L'elenco degli operatori accreditati al lavoro è accessibile qui. operatori Chiarimenti e informazioni sportelli SpazioRegione nei capoluoghi di provincia; operatori accreditati al lavoro di Regione Lombardia; Call Center dote: (attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00); Scadenza: è possibile presentare le domande fino ad esaurimento fondi. 8

9 e bnews Salute, sicurezza, prevenzione Valutazione dei rischi. Un rinvio dei termini di scadenza. Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel settore dei trasporti e microimprese: differimento dei termini per la presentazione delle procedure per la valutazione dei rischi. Si comunica che da lunedì 14 maggio il Decreto Legge relativo a disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, che si compone di un unico articolo, prevede il differimento di alcuni termini previsti nel D.Lgs 81/08 e s.m.i. Al comma 1 dell art. 1 viene disposto che, fino alla emanazione degli appositi Decreti interministeriali (che andranno a dettare disposizioni di coordinamento del Testo Unico sulla sicurezza con la normativa relativa ai settori ferroviario, marittimo e portuale) continua ad applicarsi la disciplina attualmente vigente relativamente ai settori soprarichiamati. Il comma 2 dispone che, in attesa della definizione delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per le imprese che occupano fino a 10 dipendenti, il termine del 30 giugno è sostituito dal seguente inciso: fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale che andrà a recepire le procedure standardizzate e comunque non oltre il 31 dicembre del Il differimento del termine è stato fortemente sollecitato con numerose azioni al fine di scongiurare il rischio che i datori di lavoro che fino al 30 giugno 2012 potevano autocertificare la valutazione dei rischi, a decorrere dal 1 luglio fossero obbligati ad elaborare il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure ordinarie. Il decreto legge sarà quindi trasmesso alla Camere per avviare l iter di conversione. 9

10 Videosorveglianza. il ministero del Lavoro stabilisce che non è necessaria l autorizzazione preventiva all uso di impianti di videosorveglianza. La Direzione Generale per l Attività Ispettiva del Ministero del lavoro ha fornito un utile chiarimento che dovrebbe semplificare drasticamente l iter dei provvedimenti di rilascio delle autorizzazioni all uso di impianti audiovisivi. Come è noto, infatti, l attività di videosorveglianza, concretandosi in un trattamento di dati personali ed in una potenziale fonte di controllo a distanza dell attività dei lavoratori, segue una duplice normativa: quella del Garante (cfr. Provvedimento dell 8 aprile 2010) e quella dell art. 4 dello Statuto del lavoratori (art. 4 L. 300/70). Per quanto riguarda quest ultimo profilo, per costante giurisprudenza (cfr. Cassaz. 6 marzo 1986, n. 1490) e consolidato indirizzo del Garante, il divieto di controllo a distanza sull attività dei lavoratori (contenuto nell art. 4, comma 2, L. 300/70), è sempre operante anche quando le apparecchiature installate non siano ancora funzionanti oppure la rilevazione delle immagini sia discontinua. Pertanto l osservanza delle procedure previste dall art. 4, comma 2, citato è sempre necessaria anche in caso di telecamere installate ma non ancora funzionanti. Il Ministero parte proprio dalla necessità di snellire queste procedure in considerazione dell aumento esponenziale delle richieste di autorizzazione sia per la sempre maggiore diffusione di tali apparati, sia perché molto spesso essi sono collocati in moltissimi piccoli esercizi commerciali dove non sono presenti rappresentanze sindacali aziendali. L Amministrazione ha tenuto conto anche del fatto che il previsto sopralluogo per valutare le caratteristiche del sistema comporta un notevole impiego di risorse umane e della ulteriore considerazione che alcune attività (ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante, ecc.) sono divenute attività a forte rischio di rapina a causa delle consistenti giacenze di denaro e che l utilizzo di impianti audiovisivi rappresenta, sempre e comunque, sia un fattore deterrente che uno strumento per assicurare le fonti di prova nei giudizi relativi. In tali casi le esigenze legate alla sicurezza dei lavoratori sono oggettive e determinano una presunzione di ammissibilità delle domande per l installazione di impianti di videosorveglianza. Sulla base delle considerazioni sopra esposte l Amministrazione ha quindi fornito le seguenti indicazioni: il rilascio dell autorizzazione da parte della Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) non necessita di un accertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi; che le DTL potranno far riferimento esclusivamente alle specifiche dell impianto (caratteristiche tecniche, planimetrie locali, numero e posizionamento delle telecamere, ecc. ) risultanti dalla documentazione prodotta dal datore di lavoro; che al di fuori della casistica sopra evidenziata particolare attenzione dovrà invece essere posta sui diversi presupposti legittimanti l installazione e cioè l effettiva sussistenza delle esigenze organizzative e produttive. Infine, la circolare riassume i seguenti elementi condizionanti da inserire nel provvedimento autorizzativo: 1. rispetto della disciplina sui dati personali (provv. citato); 2. rispetto della normativa sulla raccolta e conservazione delle immagini; 3. informativa scritta al personale dipendente prima della messa in funzione dell impianto informativa ai clienti con appositi cartelli; 4. l impianto dovrà registrare solo le immagini indispensabili con telecamere orientate verso le aree maggiormente esposte ai rischi di furto e danneggiamento (limitando l angolo delle riprese ed evitando immagini dettagliate) e l eventuale ripresa di dipendenti dovrà avvenire esclusivamente in via incidentale e con criteri di occasionalità. 5. l impianto non potrà essere modificato se non in conformità all art. 4 e previa comunicazione alla DTL; 6. le immagini non potranno in nessun caso essere utilizzate per accertamenti sull obbligo di diligenza da parte dei lavoratori né per l adozione di provvedimenti disciplinari; 7. in occasione di ogni accesso alle immagini l azienda dovrà darne tempestiva informazione ai lavoratori; 8. i lavoratori potranno verificare periodicamente il corretto utilizzo dell impianto. Inoltre, per quanto riguarda la possibilità di conservazione delle immagini oltre le 24 ore, la Confederazione ha sottoposto una specifica nota al Garante al fine di poter considerare anche le attività sopra citate in quelle classificabili a rischio come l attività bancaria. Articolo redatto da dott. Guido Lazzarelli e dott. Roberto Cerminaga 10

11 e bnews Salute, sicurezza, prevenzione Lavorare in sicurezza nei depositi: i rischi e le misure di prevenzione. PunTo sicuro ha rilanciato una nostra scheda sulla sicurezza degli addetti che operano all interno dei locali di deposito. L inserto che presentiamo oggi, dal titolo Rischi in deposito e a cura del Dott. Mauro Scartazza (Consulente Salute Sicurezza e Igiene degli Alimenti), riguarda in particolare le attività svolte dagli addetti che operano all interno dei locali di deposito. Attività che prevedono il ricevimento dei fornitori con lo scarico della merce, il controllo e smistamento dei prodotti, il deposito in attesa della vendita/spedizione nei locali adibiti a deposito o magazzino, il prelievo del materiale ed eventualmente la creazione dei pallet per le consegne. Attività che prevedono dunque anche operazioni di carico e scarico con movimentazione manuale dei carichi e/o movimentazione con carrelli elevatori (o transpalletts elettrici o manuali), secondo la tipologia e del peso dei prodotti imballati. I luoghi di lavoro di lavoro a cui fa riferimento la scheda possono essere locali di deposito/magazzino interni alle aziende o aree esterne destinate a deposito delle merci. Questa una breve classificazione dei principali fattori di rischio in deposito: 11 - caduta dall alto (per utilizzo di scala); - caduta di materiale dall alto; - scivolamenti e cadute a livello; - urti, colpi, impatti e compressioni; - movimentazione manuale dei carichi; - punture, tagli ed abrasioni (alle mani); - cadute di materiale durante la movimentazione; - incidenti alla guida del carrello elevatore; - allergie; - rumore. La scheda propone alcuni interventi/disposizioni/procedure per ridurre i rischi. Ad esempio si sottolinea l importanza di utilizzare un metodo di immagazzinamento idoneo per ogni tipo di materiale: - pacchi e casse: si consiglia di non superare l altezza di 4 metri nell accatastamento di pallet e di contenere l angolo di inclinazione. Usare contenitori ad incastro; -rulli, fusti e corpi cilindrici: per stoccaggi in orizzontale si possono usare pallet speciali per corpi cilindrici o incasellature con cunei di sicurezza. Per la movimentazione usare attrezzature speciali porta fusti o ribalta-fusti; -profilati: in verticale usare staffe con chiusure di sicurezza, in orizzontale rastrelliere o pallet con sponde; -lamiere, lastre o pannelli: in verticale porle in rastrelliere ben dimensionate (non improvvisate) o su carrelli appositi (mai appoggiate alla parete); in orizzontale con legni distanziatori per agevolare la presa con le forche. Per il sollevamento in orizzontale o in verticale usare le apposite pinze automatiche o semiautomatiche. Riportiamo le altre misure di prevenzione e procedure di lavoro proposte nella scheda: - verificare che sia esposto un cartello ben visibile con l indicazione della portata massima di progetto dei solai ed anche delle eventuali scaffalature in Kg/mq di superficie ; - indicare l altezza massima ammissibile per le cataste, che deve essere in funzione del carico massimo sopportabile dal pavimento, della sicurezza antiribaltamento e dello spazio necessario in quota per la movimentazione del mezzo di sollevamento; - le cataste devono essere innalzate e disfatte da persone addestrate;

12 - vietare di salire direttamente sulle cataste ed usare scale o carrelli; - porre le cataste dei materiali su pavimento resistente, piano e antisdrucciolevole ed attuare misure atte ad evitarne il ribaltamento (art. 96 del D.lgs. n.81/08); - disporre le cataste in modo da non esercitare pressioni in pareti non idonee a sopportare tali sollecitazioni, e non invadere le vie di transito, che devono essere piane, di ampiezza adeguata e contrassegnate con strisce colorate; - sistemare il materiale depositato secondo la sua natura ed il suo volume, tenendo conto, nel caso si tratti di materiale combustibile o infiammabile, dei criteri di prevenzione incendi; - nel disfacimento delle cataste, procedere con ordine e mantenendo sempre un conveniente angolo di inclinazione; - nell'imbracare i carichi, seguire norme di buona tecnica e di sicurezza (per esempio non spostare casse, balle, ecc. fissando ganci od altri organi di presa sui legacci); - effettuare una corretta disposizione e garantire un passaggio minimo di 80 cm tra gli scaffali, per consentire una movimentazione agevole e sicura, in riferimento anche alle attrezzature utilizzate; - verificare che lungo i percorsi non vi siano sporgenze a nessun livello di altezza, onde impedire urti e inciampi; - verificare che nei magazzini e depositi sia rispettata la massima pulizia, l ordine e la corretta disposizione a prescindere dal tipo di materiale stivato; - vietare di fumare mediante l apposizione di appositi cartelli in posizione di maggiore visibilità; - garantire una sufficiente illuminazione delle aree di transito, evitando di formare zone d ombra e disponendo i corpi illuminanti parallelamente alle scaffalature; - le uscite normali e quelle di sicurezza devono essere facilmente visibili, adeguatamente illuminate e sgombre da materiale; - verificare la costante efficienza dei dispositivi segnalatori di incendio ed il facile utilizzo dei presidi antincendio, che non deve essere impedito dalla presenza di materiale in giacenza; - effettuare la formazione e l informazione relativa all uso corretto delle attrezzature; - predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall esposizione al rumore. Concludiamo ricordando che la scheda, che invitiamo a visionare, affronta anche altri temi correlati ai rischi lavorativi nei depositi: - formazione, informazione ed addestramento; - dispositivi di protezione individuale (con particolare riferimento a casco protettivo, scarpe antinfortunistiche e, se il lavoro lo richiede, guanti in crosta); - sorveglianza sanitaria.

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