INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

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1 INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni ambientali e psicologiche per i bambini diversamente abili e non solo, che coinvolge tutta l organizzazione scolastica, la famiglia e la realtà territoriale. Lavorare in un ottica di integrazione e inclusione significa proporre processi e modalità di insegnamento/apprendimento personalizzati volti a favorire l espressione delle potenzialità, delle inclinazioni e dei desideri delle persone. Lo sviluppo delle risorse individuali deve tener conto dell esistenza di diverse intelligenze oltre a quella logico astrattiva attraverso una pluralità di linguaggi (intelligenza senso motoria, prassica, emotiva,etc..); un percorso di apprendimento deve poter fornire oltre che i contenuti anche i processi e i metodi, gli strumenti, le strategie per poter imparare in modo creativo e dinamico. FINALITÀ Nel rispetto degli Artt. 3 e 34 della Costituzione Italiana e della normativa specifica sull handicap (Legge quadro n. 104) si definiscono le finalità del progetto: entrare in relazione senza pregiudizi con la diversità e con le diversità, che sono parte di ciascun individuo; favorire l inserimento, creando condizioni di benessere, mirate alla maturazione e al miglioramento della qualità di vita dell alunno; consolidare e potenziare le abilità in tutte le direzioni realisticamente possibili; orientare a un progetto di vita; favorire la complementarità degli interventi con le agenzie territoriali.

2 MODALITA DI ATTUAZIONE ACCOGLIENZA Una scuola accogliente è una scuola che ascolta, rispetta i diversi bisogni e crea un collegamento didattico tra abilità e conoscenze già possedute dall alunno con quelle da motivare e sviluppare, in particolare nei confronti di alunni/e diversamente abili. Tutto ciò si realizza attraverso i momenti di passaggio delle informazioni e l attuazione dei progetti continuità. Per l accoglienza dei nuovi alunni iscritti si prevedono: spazi e modalità organizzative adeguati; momenti di confronto con la famiglia del nuovo alunno; contatti con l A.S.L. per avere un quadro generale sulla situazione familiare e del bambino; contatti con gli operatori, i terapisti, gli insegnanti che lavorano con il bambino; attività di esplorazione/conoscenza/adattamento nel nuovo ambiente scolastico; giochi e attività per la conoscenza e l interazione con i compagni. CONTINUITA La scuola predisporrà progetti ponte come elemento facilitante nel passaggio al grado successivo di istruzione (sc. dell infanzia sc. primaria, sc. primaria sc. secondaria di 1 grado, sc. secondaria di 1 grado sc. secondaria di 2 grado). Tali progetti prevedono diverse fasi: analisi dei bisogni dell alunno; passaggio di informazioni e materiali da parte degli insegnanti e degli specialisti che hanno avuto in carico l alunno; visita da parte dell alunno del nuovo ambiente scolastico o delle altre agenzie presenti sul territorio ( per gli alunni della scuola secondaria di 1 grado); se necessario e possibile si organizzerà per l inizio del nuovo anno scolastico la permanenza nel nuovo ambiente dell insegnante di sostegno che aveva in carico l alunno, per un periodo di tempo da concordare in base alle diverse situazioni; in casi particolari, valutato il parere degli insegnanti e della famiglia, sarà possibile prolungare la permanenza dell alunno in un ordine di scuola.

3 RAPPORTI CON IL TERRITORIO Promuovere l integrazione significa pensare ad un progetto orientativo su misura in collaborazione con i vari servizi e agenzie educative presenti sul territorio in un ottica integrata di scambio, di sviluppo e potenziamento delle risorse individuali. Tali interlocutori sono: i servizi sociali dei comuni e della Comunità Montana; la Neuropsichiatria (N.P.I.) di Zogno; la cooperativa sociale In Cammino di San Pellegrino Terme; l èquipe di consulenza psicopedagogia; il centro Spazio Autismo di Bergamo; il C.D.D. (centro diurno per disabili) di Zogno; il C.F.P. (Centro di formazione professionale) di San Giovanni Bianco; il Centro famiglia di San Pellegrino Terme; la Piscina Vallare di San Pellegrino Terme; l istituto superiore Turoldo di Zogno; gli oratori e le biblioteche; le associazioni di volontariato dell alta valle. FUNZIONI 1. DIRIGENTE SCOLASTICO: e garante del progetto. 2. FUNZIONE STRUMENTALE: coordina gli incontri con gli insegnanti di sostegno; collabora con le agenzie del territorio: ASL, Comune, Provincia; C.S.A., Spazio Autismo, C.D.D., cooperative sociali,etc..; fornisce informazioni alle famiglie e alle scuole inerenti la richiesta di nuove iscrizioni nell ottica dell accoglienza e /o del riorientamento; mantiene i rapporti con la presidenza e la segreteria; partecipa al coordinamento delle funzione strumentali dei vari istituti comprensivi della Valle Brembana, Serina, Brembilla e Imagna; Partecipa agli incontri con il CTRH (Centro territoriale Handicap). Fornisce un supporto agli insegnanti nella compilazione dei principali documenti che costituiscono il fascicolo personale degli alunni H (osservazioni, PEI, PDF, modelli IS).

4 I 3. COMMISSIONE H E composta da insegnanti di sostegno e non della scuola dell infanzia, primaria e secondaria di primo grado (se necessario dagli assistenti educatori). Le funzioni: organizza e verifica il progetto d istituto; promuove azioni di sensibilizzazione nei confronti di studenti, di genitori e del territorio; collabora con enti e associazioni del territorio; si aggiorna e si confronta su documenti e normative inerenti le problematiche relative all handicap. 4. CONSIGLIO DI CLASSE: nella fase di accoglienza osserva ed analizza la situazione di partenza di ogni singolo alunno, con l ausilio di strumenti specifici; elabora ed approva il PEI (Piano Educativo Individualizzato); progetta, verifica e valuta periodicamente il percorso educativo-didattico; organizza incontri periodici con gli specialisti che seguono il caso specifico al fine di confrontarsi sul lavoro svolto e sugli eventuali miglioramenti o difficoltà che l alunno ha evidenziato; fornisce indicazioni utili alla realizzazione di percorsi di orientamento con il supporto delle agenzie educative del territorio. 5. DOCENTE DI SOSTEGNO: è membro effettivo del team docente della classe o della sezione frequentata dall alunno diversamente abile; trascrive e conserva il PEI e il PDF (Profilo Dinamico Funzionale); realizza concretamente con il team docente le attività programmate; svolge funzione di riferimento e di coordinamento per i colleghi e la famiglia; partecipa agli incontri con gli Enti esterni redigendone i verbali. 6. ASSISTENTE EDUCATORE collabora con l insegnante di sostegno e con il team docenti nella gestione del progetto; collabora con i servizi territoriali per l orientamento; partecipa agli incontri con gli Enti, quando richiesto ed autorizzato. Nel progetto rientrano a vario titolo il Consiglio d Istituto, il Collegio dei Docenti, il personale ATA.

5 ORIENTAMENTO Il percorso di orientamento è finalizzato all individuazione e alla progressiva costruzione del PROGETTO DI VITA dell alunno diversamente abile. Il progetto si basa su ipotesi formulate sulla scorta delle rilevazioni e delle osservazioni effettuate durante il percorso formativo nell ambito scolastico e negli altri contesti di socializzazione dell alunno. Le ipotesi sono formulate congiuntamente dalla famiglia, dal servizio scolastico e dagli operatori dei servizi sociali che seguono l alunno. Le ipotesi formulate sono verificate periodicamente fino al momento della decisione definitiva. Per la SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO l intero C.d.c. di competenza, coordinato dal docente di sostegno alla classe, avvia precocemente l intervento di orientamento. In sede operativa il gruppo docente che ha in gestione l alunno: - elabora un ipotesi flessibile sulla base della conoscenza dell alunno e delle risorse del territorio; - si confronta con gli specialisti che seguono l alunno sul piano clinico; - si confronta con la famiglia; - ridefinisce l ipotesi, modificandola o sostituendola, se necessario; - attiva i contatti con l agenzia formativa di destinazione (Scuola Superiore, Centro di Formazione Professionale, Centro Diurno per Persone Disabili, Cooperative Sociali, altro); - ridefinisce il PEI in funzione del percorso di orientamento concordato; - realizza forme di contatto tra l alunno e l agenzia di futuro inserimento; - cura la redazione e la trasmissione della documentazione dell agenzia formativa di accoglienza. Nel territorio della Valle Brembana sono presenti diverse strutture per l inserimento degli alunni diversamente abili alla fine della scuola secondaria di 1 grado o dopo aver assolto l obbligo scolastico: CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE (C.F.P.) Località Monterosso - San Giovanni Bianco Tel. 0345/43811 percorsi personalizzati: (PIP) individuazione di pacchetti orari su misura, integrazione delle lezioni teoriche con attività laboratoriali. percorsi d integrazione: presenza dell insegnante di sostegno per alcune ore nei corsi triennali di qualifica professionale.

6 CENTRO SOCIO EDUCATIVO (C.S.E.) Via Romacolo 43 Zogno Tel. 0345/90890 Destinatari: giovani diversamente abili che hanno assolto l obbligo scolastico. Obiettivi: sviluppo delle autonomie attraverso varie attività laboratoriali. CENTRO DIURNO PER PERSONE DISABILI ( C.D.D) Piazza XI Febbraio - Zogno Tel. 0345/91512 Destinatari: giovani ed adulti diversamente abili gravi, di norma dai 18 ai 65 anni che necessitano di un progetto individualizzato. Obiettivi: potenziamento della socializzazione e dell autonomia. Sono previsti laboratori di teatro, cucina, falegnameria, sport ed uscite sul territorio. COOPERATIVA SOCIALE IN CAMMINO Via Baroni 9 San Pellegrino Terme Tel. 0345/22636 Servizio di Formazione all Autonomia (SFA): per persone diversamente abili con prerequisiti minimi per accedere a percorsi di integrazione sociale e lavorativa. Laboratorio Ergoterapico: inserimento dati al computer, piccoli lavori di falegnameria, assemblaggio, creatività. Spazio Autonomie: in fase di attuazione ISTITUTO SUPERIORE D.M. TUROLDO Località Camanghè Zogno Tel. 0345/92210 Presenza dell insegnante di sostegno per alcune ore e attività di supporto all interno dei percorsi di studio tradizionali.

7 OBIETTIVI GENERALI: EDUCATIVI E COGNITIVI AREA SOCIO AFFETTIVA Favorire le relazioni con i coetanei e gli adulti. Migliorare il livello di autostima. AREA DELL AUTONOMIA Ottimizzare l autonomia personale e sociale. AREA COGNITIVA Sviluppare le potenzialità di base. Migliorare le abilità e ampliare le conoscenze acquisite attraverso i campi di esperienza e le discipline scolastiche. AREA PSICOMOTORIA Favorire la conoscenza del se psicologico e corporeo. Favorire la comunicazione extraverbale. Ogni singolo P.E.I. fa riferimento ai sopra citati obiettivi generali, declinati in obiettivi specifici, individualizzati rispetto alla specificità dell alunno e alla tipologia dell handicap. CONTENUTI Si rimanda ai singoli P.E.I. (Piano Educativi Individualizzato) e alle programmazioni di classe. METODOLOGIA La metodologia di intervento è individualizzata per ogni alunno (vedi PEI). Si prevedono interventi che saranno svolti nel gruppo-classe, in piccoli gruppi, individualmente, nei laboratori, sul territorio con le seguenti modalità: 1. privilegiando la dimensione interattiva (teoria-pratica); 2. valorizzando le potenzialità individuali; 3. favorendo la cooperazione dell intero gruppo;

8 STRUMENTI Laboratori informatici; spazi opportunamente strutturati; laboratori per attività espressive; materiali specifici ( testi Erickson, giochi didattici, ausili audiovisivi) utilizzo della LIM (lavagna interattiva multimediale). VERIFICA E VALUTAZIONE Si prevedono verifiche periodiche comuni alla classe o differenziate, concordate con gli insegnanti curriculari. DOCUMENTI UTILIZZATI Nella legge quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili ( Legge n. 104/1992 ), vengono indicati, oltre ad una serie di principi e di linee guida, tre documenti che è necessario redigere per ogni alunno certificato. - DIAGNOSI FUNZIONALE Viene preparata da un apposita unità multidisciplinare dell ASL e descrive la composizione funzionale dello stato psico-fisico dell alunno; riporta pertanto l anamnesi fisiologica e patologica prossima e remota, la diagnosi clinica e le potenzialità del soggetto in relazione ai seguenti aspetti: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia. - PROFILO DINAMICO FUNZIONALE Sulla base della diagnosi funzionale, descrive i possibili livelli di sviluppo dell alunno in tempi brevi (sei mesi ) e in tempi lunghi ( due anni ) e quindi i possibili livelli di risposta alle relazioni in atto e a quelle programmabili. Viene redatto dall unità multidisciplinare dell ASL, dai docenti curricolari e dagli insegnanti di sostegno in collaborazione coi familiari dell alunno; riporta le difficoltà che l alunno incontra nei vari settori di attività e l analisi dello sviluppo potenziale in relazione ai seguenti parametri: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia, apprendimento. - PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO Riporta gli interventi didattico - educativi concreti per raggiungere obiettivi correlati alle abilità dell alunno. E redatto sulla base di dati riportati nella diagnosi funzionale e nel profilo dinamico funzionale. Prevede apposite verifiche dei progressi compiuti; viene redatto dal Consiglio di Classe. Successivamente, gli insegnanti elaborano le varie programmazioni disciplinari, adeguandole alle caratteristiche dell alunno ed utilizzando un apposito modello.

9 I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (D.S.A.) Legge 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici d apprendimento in ambito scolastico. Si parla di Disturbo Specifico di Apprendimento (D.S.A) quando un bambino mostra delle difficoltà isolate e circoscritte nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, in una situazione in cui il livello scolastico globale e lo sviluppo intellettivo sono nella norma e non sono presenti deficit sensoriali. E necessario fare un importante distinzione tra disturbi specifici dell apprendimento e disturbi generici. I disturbi specifici di apprendimento si manifestano in bambini con adeguate capacità cognitive, uditive, visive e compaiono con l inizio dell insegnamento scolastico. Per stabilire la presenza di D.S.A. si utilizza generalmente il criterio della discrepanza che consiste in uno scarto significativo tra le abilità intellettive (Quoziente intellettivo nella norma) e le abilità nella scrittura, lettura e calcolo. I disturbi generici o aspecifici di apprendimento si manifestano nei bambini con disabilità sensoriali (ad esempio, di udito o vista) o neurologica e/o con ritardo mentale. I problemi possono essere riscontrati in tutte le aree di apprendimento (lettura, calcolo ed espressione scritta) e interferiscono in modo significativo con l apprendimento scolastico. E possibile distinguere i D.S.A. in: Dislessia: difficoltà specifica nella lettura. In genere il bambino ha difficoltà a riconoscere e comprendere i segni associati alla parola. Disgrafia: difficoltà a livello grafo esecutivo. Il disturbo della scrittura riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici con tracciato incerto, irregolare. E una difficoltà che investe la scrittura ma non il contenuto. Disortografia: difficoltà ortografiche. La difficoltà riguarda l ortografia. In genere si riscontrano difficoltà a scrivere le parole usando tutti i segni alfabetici e a collocarli al posto giusto e/o a rispettare le regole ortografiche. Discalculia: difficoltà nelle abilità di calcolo o della scrittura e lettura del numero. PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuati gli strumenti compensativi e dispensativi (prot del 3 febbraio 2009) necessari a sostenere l allievo nell apprendimento (tabelle, mappe concettuali, calcolatrice, registratore, personal computer con controllo ortografico;etc..). Tra questi, nella scuola secondaria, vanno individuati con particolare cura gli strumenti compensativi e dispensativi che sarà possibile assicurare anche in sede di esami di stato.

10 COME VALUTARE ALUNNI CHE HANNO UNA DIAGNOSI DI D.S.A, MA NON UNA CERTIFICAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 104/92? I bambini con D.S.A. possono avere una valutazione differenziata. In particolare una valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma (gli errori ortografici possono essere evidenziati ma non valutati) anche con il supporto di strumenti compensativi e dispensativi. STRATEGIE DIDATTICHE - EDUCATIVE COSA FARE CON UN ALUNNO CON D.S.A.: Usare strumenti compensativi e dispensativi; incoraggiare il bambino; condurre ogni sforzo per costruire la fiducia in sé; assegnare meno compiti: ad esempio usare testi ridotti non per contenuto ma per quantità di pagine; valutare il contenuto del lavoro scritto e non l ortografia; valutare le risposte orali; fornire più tempo per copiare alla lavagna; lasciare lavorare il bambino con il testo aperto; fargli capire che si comprendono le sue difficoltà senza compatirlo; se non si ha una diagnosi, e si ha un sospetto, mettersi in osservazione insieme ai colleghi e successivamente contattare l equipe psico pedagogica dell istituto e l ASL; COSA NON FARE CON UN ALUNNO CON D.S.A.: evitare di farlo leggere ad alta voce (se vuole leggere non impedirglielo); non correggere tutti gli errori nei testi scritti; non dare liste di parole da imparare a memoria; evitare di fargli ricopiare il lavoro svolto; non fare paragoni con gli altri compagni di classe; evitare di definirlo lento, pigro o svogliato.

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