Nuova speranza e nuova opportunità

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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 213 ( ) Città del Vaticano sabato 19 settembre In vista del suo arrivo a Cuba, Papa Francesco ha inviato un videomessaggio che è stato trasmesso dalla televisione alle ore 20 locali di giovedì 17 settembre. Ne pubblichiamo una nostra traduzione italiana. Cari fratelli! Mancano pochi giorni al mio viaggio a Cuba. Per questo motivo, desidero inviarvi un saluto fraterno prima d incontrarci personalmente. Vi visiterò per condividere la fede e la speranza, affinché ci rafforziamo reciprocamente nella sequela di Gesù. Mi fa molto bene e mi aiuta molto pensare alla vostra fedeltà al Signore, allo spirito con cui affrontate le difficoltà di ogni giorno, all a m o re con cui vi aiutate e sostenete nel cammino della vita. Grazie per questa testimonianza tanto coraggiosa. Da parte mia, vorrei trasmettervi un messaggio molto semplice, ma che ritengo importante e necessario. Gesù vi ama moltissimo, Gesù vi ama veramente. Vi porta sempre nel cuore; Egli sa meglio di chiunque altro di che cosa ognuno ha bisogno, ciò a cui anela, qual è il suo desiderio più profondo, com è il nostro cuore; e Lui non abbandona mai e quando non ci comportiamo come Lui si aspetta, resta sempre lì accanto, disposto ad accoglierci, a c o n f o r t a rci, a darci una nuova speranza, una nuova opportunità, una nuova vita. Non va mai via, rimane sempre lì. So che vi state preparando a questa visita con la preghiera. Vi ringrazio infinitamente per questo. Abbiamo bisogno di pregare. Abbiamo bisogno della preghiera. Questo contatto con Gesù e con Maria. E mi dà grande gioia che, seguendo il consiglio dei miei fratelli Vescovi di Cuba, stiate ripetendo molte volte al giorno quella preghiera che abbiamo imparato da bambini. Sacro Cuore di Gesù rendi il mio cuore simile al tuo. È bello avere un cuore come quello di Gesù per sapere amare come Lui, perdonare, dare speranza, a c c o m p a g n a re. Desidero stare tra voi come missionario della misericordia, della te- Vi invito a pregare insieme con me per il mio viaggio a Cuba e negli Stati Uniti Ho bisogno delle vostre preghiere In un videomessaggio alla vigilia della partenza il Pontefice saluta il popolo cubano Nuova speranza e nuova opportunità Bambina siriana di quattro anni annegata al largo della Turchia Vite spezzate BRUXELLES, 18. Aveva quattro anni la bambina siriana morta annegata questa mattina nel naufragio di un barcone al largo della Turchia. La Guardia costiera turca è riuscita a salvare altri 14 siriani, tra i quali otto bambini. E sempre di nazionalità siriana era l altro migrante che stamane è morto fulminato nei pressi dell imbocco del tunnel della Manio afghani. Come fa sapere l E u ro - stat (l ufficio statistico dell Ue), la Germania è la destinazione principale, con oltre un terzo delle richieste in totale, mentre l Ungheria è quella che ne riceve il numero maggiore rispetto al totale della sua pop olazione. Sono i migranti entrati in Croazia dalla Serbia nelle ultime 48 ore e, secondo le autorità locali, altri continuano ad affluire passando per campi e boschi, nonostante la chiusura di quasi tutti i valichi di confine decisa stanotte. Il punto più critico è il valico di Tovarnik, dove dalla Serbia sono passati almeno migranti, mentre un altro flusso è arrivato anche più a nord, a Batina, dove stanno confluendo i migranti che negli ultimi giorni si sono visti chiuso il confine ungherese. La maggior parte dei profughi e dei rifugiati viene trasportata in vari centri di accoglienza, che però i più abbandonano dopo una o due notti. Il blocco del confine, comunque, è stato sospeso. «Il confine non può essere sigillato e tutta questa gente non la si può trattenere in Croazia: per ora non impediremo a nessuno di entrare in Croazia ma neanche di uscire dal Paese» ha detto il premier croato Zoran Milanović. E intanto il ministro degli Esteri tedesco, Frank Walter Steinmeier, non ha escluso la decisione a maggioranza sulle quote di ridistribuzione, se non si dovesse arrivare a un accordo. «Se non ci sarà un altra strada, dovremo valutare seriamente il ricorso allo strumento della decisione a maggioranza» ha detto. «Non può essere che Germania, Austria, Svezia e Italia si assumano tutto il peso dell e m e rg e n z a». Udienza alla Specola vaticana Tra i misteri dell universo PAGINA 5 La visita di Papa Francesco alle Nazioni Unite Valori condivisi per un futuro comune di BAN KI-MO ON L a visita di Papa Francesco alle Nazioni Unite giunge in un momento di sfida e di speranza. Mentre il mondo si sforza di far fronte a conflitti, povertà e cambiamenti climatici, quella del Papa è una voce importante a favore di un azione urgente per proteggere le persone e il nostro pianeta. Ho il grande privilegio di aver potuto incontrare già diverse volte Sua Santità, uomo di grande umiltà e umanità. Quando lo scorso anno, a maggio, ci siamo incontrati in Vaticano, il Papa ha invitato i capi esecutivi delle Nazioni Unite a «promuovere insieme una vera mobilitazione etica mondiale che, al di là di ogni differenza di credo o di opinione politica, diffonda e applichi un ideale comune di fraternità e di solidarietà, specialmente verso i più poveri e gli esclusi». La cooperazione internazionale a favore delle persone più vulnerabili del mondo è fondamentale per la missione delle Nazioni Unite, così come racchiusa nella nostra Carta, la cui entrata in vigore compirà settanta anni il prossimo mese. Mentre le Nazioni Unite lavorano con i partner per rispondere alle tante emergenze nel nostro mondo, cerchiamo anche di costruire stabilità a lungo termine. È per questo che ci sentiamo molto onorati per il fatto che Sua Santità ci visiterà nel giorno in cui verrà adottata l Agenda per lo sviluppo sostenibile Papa Francesco ha esortato le persone, ovunque, ad adoperarsi per la realizzazione dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile «con generosità e coraggio». Come ho già detto al Papa, per questo occorrerà sfidare tutte le forme di ingiustizia. Dopo l adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l attenzione si sposterà sull imminente conferenza sui cambiamenti climatici di dicembre a Parigi, dove tutti i governi del mondo si riuniranno per cercare di adottare un trattato nuovo, universale e significativo sul clima. Convengo pienamente con Papa Francesco quando, nella sua recente enciclica, afferma che il cambiamento climatico, aldilà delle altre dimensioni, è una questione morale ed è una delle principali sfide che l umanità deve affrontare. Sua Santità ha giustamente citato il solido consenso scientifico che indica come risultato soprattutto dell attività umana il significativo riscaldamento del sistema climatico, con la maggior parte del riscaldamento globale avvenuto negli ultimi decenni. Papa Francesco e io concordiamo pienamente sull urgente necessità di agire e sulla fondamentale esigenza di sostenere i membri più poveri e più vulnerabili della nostra famiglia umana dinanzi a una crisi della quale proprio i poveri sono i meno responsabili, ma i primi a soffrirne. Altri gruppi confessionali hanno fatto eco a questa visione, compreso, di recente, un assemblea di eminenti studiosi e leader religiosi islamici. Il messaggio di Papa Francesco va ben oltre gli 1,2 miliardi di cattolici nel mondo. Nella prima pagina della sua recente enciclica, il Papa dice: «Di fronte al deterioramento globale dell ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta». La Chiesa cattolica e le Nazioni Unite hanno molti valori e obiettivi comuni, non ultimo quello di porre fine alla povertà, promuovere l inclusione sociale e proteggere l ambiente. Riflettendo sulle molte realizzazioni dell Organizzazione, siamo tutti fin troppo consapevoli delle gravi minacce persistenti nel nostro mondo. Il conflitto in Siria e l impatto più ampio della violenza estremista nella regione costituiscono una tragedia umana colossale che esige un azione internazionale. Il Papa è uno strenuo sostenitore di una risposta umana al dramma dei rifugiati alla ricerca di una vita migliore, dramma che sta emergendo con un grande numero di arrivi in Europa. Sono profondamente grato per i suoi ripetuti appelli alla compassione. Questo mese convocherò un incontro speciale sulla crisi dei rifugiati per promuovere un approccio sistematico che non comprenda solo i Paesi di destinazione, ma anche quelli di transito e, cosa della massima importanza, quelli d origine. Dobbiamo affrontare le cause che spingono tanti a fuggire: i conflitti violenti, i fallimenti della governance, le dure repressioni e le gravi violazioni dei diritti umani, compresa la persecuzione religiosa. È inoltre essenziale affrontare la spietatezza dei trafficanti di esseri umani e porre fine ai loro pericolosi crimini. Papa Francesco ha dimostrato l importanza dell impegno dei leader religiosi in queste pressanti questioni globali. Conto su di lui e sugli altri leader religiosi per contrastare le forze della divisione e dell odio con il dialogo e la comprensione. Insieme possiamo realizzare la nostra visione di un mondo pacifico in cui tutte le persone vivano con sicurezza e dignità. y(7ha3j1*qsskkm( +,!z!;!#!}! nerezza di Dio, ma permettetemi di incoraggiarvi a essere anche voi missionari di questo amore infinito di Dio. Che a nessuno manchi la testimonianza della nostra fede, del nostro amore. Che tutti sappiano che Dio perdona sempre, che Dio sta sempre accanto a noi, che Dio ci ama. Andrò anche al Santuario della Vergine del Cobre come un pellegrino qualunque, come un figlio che desidera giungere alla casa della Madre. A Lei affido questo viaggio e le affido anche tutti i cubani. E, per favore, vi chiedo di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Maria si prenda cura di voi. Grazie. L attesa a Cuba e negli Stati Uniti DIONISIO GARCÍA IBÁÑEZ E JOSEPH KURTZ A PA G I N A 8 ca: stava cercando hanno spiegato fonti della polizia francese di salire sul tetto di un treno merci diretto in Inghilterra. Sale così a 10 il numero dei migranti morti da giugno nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna attraverso l e u ro t u n - nel. Queste ultime tragedie dell immigrazione in Europa fanno ben capire tutta l urgenza e la complessità dell emergenza, così come la necessità di trovare soluzioni politiche efficaci. Necessità confermata anche dai numeri: l Unione europea ha ricevuto richieste di asilo da aprile a giugno di quest anno, con un incremento dell 85 per cento rispetto allo stesso periodo nel Oltre un terzo delle pratiche sono state presentate da migranti siriani JUBA, 18. Sono 176 i morti finora accertati nell esplosione di un autocisterna carica di petrolio in Sud Sudan. La tragedia si è consumata in un area rurale della regione dell Equatoria occidentale, a ovest della capitale Juba. Stando alla ricostruzione fornita da fonti ufficiali citate dalla Bbc, il camion si è ribaltato sul margine di una strada di Maridi ed è esploso proprio mentre la gente del posto era accorsa sul luogo dell incidente per recuperare il carburante che ne fuoriusciva. La causa dell esplosione non è stata ancora accertata, ma il ministro dell Informazione dell Equatoria, Charles Kasanga, ha detto che per disperdere la folla che si accalcava attorno all autocisterna, militari dell esercito hanno sparato in aria, ma uno dei proiettili ha colpito il veicolo e causato l esplosione. Il portavoce dell esercito, Philip Aguer, ha annunciato un indagine. L esplosione di un autocisterna provoca 176 morti Tragedia in Sud Sudan NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza la Signora Anne Brasseur, Presidente dell Assemblea Parlamentare del Consiglio d E u ro p a. Il Santo Padre ha accettato la rinuncia di Sua Eccellenza Monsignor Peter Bürcher all ufficio di Vescovo di Reykjavík (Islanda), in conformità al canone del Codice di Diritto canonico. Provvista di Chiesa Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Reykjavík (Islanda) il Reverendo Padre David Tencer, O.F.M. Cap., finora Parroco di S. Þórlákur a Reyðarfjörður.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO sabato 19 settembre 2015 Manifesto elettorale di Syriza nel centro di Atene (Reuters) La Fed sceglie a sorpresa di non alzare i tassi di interesse lasciando intatto il costo del denaro Decisione rinviata Pesano la fragilità dello scenario internazionale e i dubbi sulla tenuta della ripresa Bachelet visita le aree terremotate del Cile SA N T I A G O, 18. Il presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha visitato ieri Coquimbo, la regione centrale più colpita dal forte terremoto di magnitudo 8,3 sulla scala Richter di due notti fa. Coquimbo, 400 chilometri a nord della capitale, Santiago, è stata dichiarata area di catastrofe. Gli esperti hanno rilevato che il terremoto è stato il più intenso della storia del Cile e il più violento dell anno a livello mondiale. Finora le vittime accertate sono dodici, ma si teme che possano essere di più. E molte ore dopo il sisma, che ha costretto alla fuga oltre un milione di persone, un piccolo tsunami ha raggiunto stamane il Giappone. L onda anomala partita dall altra parte dell emisfero, alta poco meno di un metro, ha toccato la costa nipponica nell isola settentrionale di Hokkaido e nella prefettura di Ibaraki, secondo quanto reso noto dal servizio meteorologico di Tokyo. Il Giappone ha sperimentato in passato gli effetti letali dei maremoti generati in Cile: nel maggio del 1960 ce ne fu uno di circa tre metri che si abbatté sulle coste di Hokkaido e sulla regione di Sanriku ventidue ore dopo un sisma di 9,5 magnitudo. Lo tsunami causò 140 morti. Il presidente della Fed Yellen durante la conferenza stampa successiva alla riunione del Fomc (Ap) Insediato l a m b a s c i a t o re cubano a Washington WASHINGTON, 18. José Cabanas, diplomatico di carriera e già vice ministro degli Esteri, è appena diventato il primo ambasciatore di Cuba negli Stati Uniti dal Insieme con i rappresentanti di altri quindici Paesi, ieri pomeriggio il funzionario è stato ricevuto alla Casa Bianca. Dal 2012 Cabanas guidava la sezione di interessi di Cuba a Washington. Il suo nuovo incarico certifica il il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti e segue la riapertura delle ambasciate nel luglio scorso. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non hanno ancora nominato l ambasciatore all Avana. Nel frattempo, fonti della Casa bianca citate dall agenzia Reuters hanno riferito che in giornata potrebbe essere annunciato un ulteriore alleggerimento dell e m b a rg o statunitense su Cuba, allentando le restrizioni per le imprese e rendendo più sicuri i viaggi dei cittadini statunitensi nell isola caraibica. Dovrebbero comunque restare per ora in vigore le restrizioni sui finanziamenti da parte dei privati e le regole sulle persone autorizzate a viaggiare a Cuba. Pericoloso sicario arrestato in Messico CITTÀ DEL ME S S I C O, 18. La polizia messicana ha catturato ieri Gildardo López Astudillo, noto come El gil, considerato il capo dei sicari del gruppo narcos dei Guerreros Unidos e presunto responsabile del rapimento e dell uccisione dei quarantatré studenti a Iguala, nel settembre del Secondo fonti della sicurezza, l uomo è stato arrestato a Taxco, piccola cittadina dello Stato meridionale di Guerrero. Dal settembre scorso, ci sono stati ben centoundici arresti collegati con il rapimento dei giovani A meno di due giorni dalle elezioni politiche greche L Fmi conferma il sostegno ad Atene In vista della conferenza di Parigi Road map dell E u ro p a r l a m e n t o contro i cambiamenti climatici BRUXELLES, 18. Un accordo giuridicamente vincolante che permetta di limitare l innalzamento della temperatura della Terra al massimo a due gradi nei prossimi decenni. È questo l ambizioso obiettivo per cui si batterà l E u ro p a r l a - mento in vista della Conferenza di studenti. Il Governo messicano continua tuttora a sostenere che i ragazzi siano stati uccisi dai Guerreros Unidos e i loro corpi inceneriti in una discarica, nonostante diverse organizzazioni per il diritto dell uomo sostengano che ci siano molte incongruenze in questa versione dei fatti. Secondo fonti di stampa, sembra possibile che gli studenti possano essere stati scambiati per narcotrafficanti di una banda rivale dei G u e r re ro s. WASHINGTON, 18. «La ripresa ha progredito a sufficienza. Ci sono ragioni per alzare i tassi ora e ne abbiamo discusso, ma, alla luce delle incertezze estere e dell inflazione più bassa, abbiamo deciso di aspettare». Con queste parole, guardando alla Cina e alle recenti turbolenze dei mercati, il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha annunciato la decisione, per nulla scontata, di mantenere fissi i tassi di riferimento allo 0-0,25 per cento, e dunque il costo del denaro. Sulla carta, dopo sette anni di crisi, l economia statunitense si è ripresa: la crescita appare ormai solida e la disoccupazione è in calo. Apparentemente, tutto sembrava far presagire un rialzo. La scelta della prudenza può quindi essere giustificata in due modi. Da una parte, gli Stati Uniti non possono più fare affidamento soltanto sul loro dinamismo interno perché ormai dipendono sempre di più dalle trasformazioni dello scacchiere internazionale, e asiatico nello specifico. Dall altra, l estrema fragilità dell economia e della finanza mondiale con il timore di possibili bolle speculative pronte a scoppiare in diverse regioni ha suscitato all interno del Fomc (il consiglio direttivo della Fed) forti dubbi sulla qualità della ripresa americana. Tassi bassi vuole dire denaro facile, quasi gratis, e dunque disponibilità di credito, il che rilancia i consumi, le attività produttive e dà spazio alle imprese. L altra faccia della medaglia è che a lungo andare questa situazione può in un certo senso d ro g a re l economia di un Paese, promuovendo una crescita veloce ma fragile, senza fondamenta reali. E in un tale scenario un minimo rialzo dei tassi rischia di creare uno tsunami. In effetti, le perplessità sulla ripresa americana e sulla situazione asiatica sembrano confermate anche dal comunicato nel quale il Fomc ha precisato che «sarà appropriato alzare i tassi quando si saranno visti ulteriori progressi nel mercato del lavoro e quando l inflazione sarà tornata verso il suo obiettivo di medio termine del due per cento». Le prospettive economiche, afferma il comunicato, sono «bilanciate» ma il comitato «sta monitorando gli sviluppi all estero»: un chiaro riferimento ai timori di rallentamento dell economia mondiale e in particolare dei Paesi emergenti. La decisione di ieri è stata presa a larghissima maggioranza, con 9 voti a favore e solo uno contrario: quello di Jeffrey M. Lacker, presidente della Fed di Richmond, che avrebbe preferito alzare il costo del denaro di 25 punti base. Prima di oggi, per cinque volte di fila, le riunioni della Fed avevano visto tutti d a c c o rd o. Per quanto riguarda i dati, la Fed ha ritoccato al rialzo le stime sulla crescita di quest anno, ma ha tagliato quelle per il Per quest anno la Banca centrale americana prevede una crescita del prodotto interno lordo al 2,1 per cento (a giugno aveva indicato un più 1,9). Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al cinque per cento, meno del 5,3 previsto a giugno. Per il 2016, la Fed ha invece tagliato le stime sul pil al 2,3, ma ha migliorato quelle sulla disoccupazione al 4,8 per cento. Il tasso di inflazione è invece visto all 1,4 per cento quest anno e all 1,7 nel 2016; un ulteriore aumento è previsto nel Parigi sul clima (Cop21) del prossimo dicembre. Lo ha indicato l eurodeputato francese Gilles Pargneaux, relatore del rapporto sulla Cop21 all Eurogruppo, che verrà votato a Strasburgo a fine ottobre «L Europa arriva alla conferenza di Parigi con una posizione chiara e unitaria», ha dichiarato ieri Pargneaux. «Vogliamo che i Paesi che parteciperanno alla Cop21 prendano degli impegni sia per quanto riguarda la riduzione dei livelli di anidride carbonica che per quel che concerne gli aspetti finanziari». Prove di dialogo tra i presidenti di Venezuela e Colombia WASHINGTON, 18. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) continuerà a lavorare con chiunque dovesse risultare vincitore nelle elezioni in Grecia, che si terranno domenica. «Rispettiamo il processo elettorale, sta ai greci decidere» ha affermato il portavoce dell istituzione di Washington, Gerry Rice, ieri, durante un incontro con la stampa. «Continueremo, nelle nostre possibilità a cercare di sostenere la ripresa in Grecia» ha detto Rice, confermando così l imp egno di uno dei principali creditori internazionali nel sostenere la ripresa g re c a. Stando al giudizio degli analisti, le elezioni politiche si decideranno sul filo di lana: quando mancano meno di due giorni al voto, c è infatti una sostanziale parità nei sondaggi tra Syriza, il partito di sinistra dell ex premier Alexis Tsipras, e i conservatori di Nea Dimokratia, guidati da Vangelis Meimarakis. Il voto verrà deciso con ogni probabilità dagli indecisi, ai quali si sono diretti i messaggi finali della campagna dei due protagonisti, Meimarakis, ieri sera a piazza Omonia (dove si è detto favorevole a lavorare in una coalizione con la sinistra), e Tsipras, che invece questa sera a piazza Syntagma cercherà di riaccendere la passione un po appannata dei suoi sostenitori. L ex premier è in lieve vantaggio su Nea Dimokratia. Secondo uno degli ultimi sondaggi, Syriza è al 29 per cento mentre Nea Dimokratia al 28,4. Il sondaggio indica anche che i due maggiori partiti, nell approssimarsi del voto, stanno aumentando i consensi rispetto agli ultimi rilevamenti, rispettivamente del 2,3 e del 2,2 per cento. L esito elettorale è dunque incerto. Un sondaggio, pochi giorni fa, vedeva in vantaggio di poco Nea Dimokratia al 27,5 contro il 27 di Syriza. E anche un altro sondaggio diffuso ieri mattina, condotto da un università della ex-repubblica jugoslava di Macedonia, vedeva avanti Nea Dimokratia con il 30 per cento, mentre Syriza avrebbe avuto il 29,5. Secondo lo stesso sondaggio, al terzo posto ci sarebbero gli estremisti di destra di Alba Dorata (6,7), quindi i socialisti del Pasok (5,9 per cento), i comunisti del KKE (5,5), i centristi di To Potami (5), Unità Popolare (partito nato dalla scissione di Syriza, al 3,5 per cento), Unione di centro (3,2) e Greci indipendenti (3). Appare dunque assai improbabile che dal voto possa uscire un vincitore in grado di governare da solo, con una solida maggioranza alle spalle. Nessuno, almeno sulla carta, ha i numeri. Lo scenario più accreditato è dunque quello di una grande coalizione. In ogni caso, il futuro Governo sarà chiamato a riprendere il difficile compito di applicare il memorandum di intesa siglato con i creditori. QU I T O, 18. I presidenti del Venezuela e della Colombia, Nicolás Maduro e Juan Manuel Santos, si incontreranno lunedì a Quito per trovare una soluzione pacifica alla crisi innescata dalla chiusura della frontiera fra i due Paesi sudamericani, decisa lo scorso 20 agosto dal Governo di Caracas, Il colloquio avverrà a margine del vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo dell Unasud, l Unione delle Nazioni sudamericane. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri dell Ecuador, Ricardo Patiño, sottolineando che al summit parteciperanno anche il presidente, Rafael Correa, e il suo omologo uruguaiano, Tabaré Vazquez. Ecuador e Uruguay sono rispettivamente presidenti di turno della Celac, la Comunità degli Stati dell America latina e dei Caraibi, e dell Unasud. L incontro avverrà nel palazzo presidenziale di Carondelet di Quito, sede del Governo e residenza ufficiale del presidente ecuadoregno. L iniziativa giunge dopo che sono falliti vari tentativi di risolvere attraverso il dialogo la crisi bilaterale, prima attraverso l Osa, l O rganizzazione degli Stati americani, e, successivamente, in una serie di incontri fra il ministro degli Esteri venezuelano, Delcy Rodríguez, e la collega colombiana, María Ángela Holguín, che non erano riuscite a definire un accordo per permettere un incontro diretto fra Maduro e Santos. In una nota, il presidente del Venezuela ha fatto sapere che «il dialogo non sarà facile». Ma, allo stesso tempo, ha auspicato che «si arrivi a uno storico patto di coesistenza e di rispetto». L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 sabato 19 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Siriano tra le macerie dopo i bombardamenti ad Aleppo (Reuters) Si combatte nello Yemen I ribelli huthi b ombardano zone residenziali a Taiz SANA A, 18. Le milizie ribelli huthi hanno bombardato ieri sera un quartiere residenziale di Taiz, terza città dello Yemen a sud della capitale. Secondo fonti mediche locali si contano 11 morti a causa del bombardamento definito dai residenti «senza precedenti». Gli abitanti della zona sostengono che da due giorni cadono ininterrottamente colpi di mortaio e in particolare di razzi Katiusha. Nella città combattono da mesi i ribelli huthi e le milizie fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi che, con l aiuto di una coalizione internazionale guidata dall Arabia Saudita, controllano Aden e puntano su Sana a. Le forze della coalizione militare stanno effettuando una serie di manovre per tagliare i rifornimenti ai ribelli che si trovano nella zona di Marib, nel nord del Paese. Le truppe che sostengono il presidente yemenita infatti sono impegnate in un avanzata di terra che mira a conquistare tutta la provincia di Marib e in particolare l altura di Talal Al Balas. I caccia alleati stanno compiendo una serie di raid aerei contro questo obiettivo distruggendo i mezzi dei ribelli huthi e concentrando le proprie forze in zona, con l obiettivo finale di avanzare su Sana a. I raid aerei hanno colpito in particolare le province di Al Baydha, Al Hodeida e Al Jawf. Tutto questo mentre il Consiglio di sicurezza dell Onu sta cercando di organizzare dei colloqui tra le parti in conflitto da tenersi nel vicino O man. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il re saudita Salman hanno nel frattempo avuto ieri un colloquio telefonico sullo Yemen riaffermando «l impegno a lavorare per permettere l accesso degli aiuti umanitari e la riapertura dei porti sul mar Rosso». Lo ha reso noto un comunicato della Casa Bianca. In difficoltà le scuole cristiane in Israele TEL AV I V, 18. «È doloroso vedere, fuori dalle aule, studenti di tutte le confessioni, mentre centinaia di professori e impiegati sorvegliano le scuole vuote». Hanno usato queste parole i patriarchi e altri responsabili delle Chiese a Gerusalemme in un comunicato congiunto, pubblicato ieri, riguardante la difficile situazione che gli istituti cristiani stanno attraversando in Israele. Uno sciopero a oltranza, infatti, è in atto dallo scorso primo settembre. «Questa situazione prosegue il comunicato rappresenta una vera difficoltà per i genitori i cui figli restano a casa; l istruzione è un diritto umano elementare del quale nessun bambino dovrebbe essere privato». La protesta delle scuole cristiane è scattata in seguito ai tagli decisi dal Governo israeliano. «La battaglia per la giustizia e l uguaglianza per le nostre scuole è iniziata da due settimane, dopo che i gravi tagli di budget imposti ai nostri istituti hanno causato un deficit» spiega il comunicato. «I negoziati tra l Ufficio delle scuole cristiane in Israele e il Ministero dell istruzione sono falliti». Secondo i patriarchi e gli altri responsabili delle Chiese a Gerusalemme, «tutte le soluzioni presentate dal Ministero erano irrealistiche e avrebbero aumentato il carico economico supportato dai genitori degli studenti». Da centinaia di anni «le nostre scuole forniscono un educazione di qualità» e per questo sottolinea il comunicato «chiediamo al Ministero dell educazione e al Governo israeliano di prendere immediatamente misure per far finire lo sciop ero». Con Mosca sulle operazioni militari per fermare l Is in Siria Washington apre al confronto DA M A S C O, 18. Gli Stati Uniti si dicono aperti a contatti con la Russia circa la lotta ai jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) in Siria. «Restiamo aperti a discussioni di natura tattica e pratica», ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. L altro ieri il segretario di Stato, John Kerry, aveva riferito che il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, aveva avanzato una richiesta in questo senso, che le autorità di Washington stavano valutando. Earnest non ha invece confermato un possibile incontro tra il presidente Barack Obama e quello russo Vladimir Putin, ipotizzato da fonti di stampa. La portavoce di Lavrov, Maria Zakharova, ha ribadito ieri che la Russia è pronta a fornire a Wa s h i n g ton informazioni in merito Sanguinoso attacco in Pakistan ISLAMABAD, 18. Sanguinoso attacco dei ribelli del gruppo Tehrik-e-taliban Pakistan contro una base aerea a Badhaber, circa sei chilometri da Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan. I militanti hanno ucciso 16 persone che si trovavano all interno della moschea della base, per la preghiera del venerdì. Come ha riferito il portavoce dell esercito, generale Asim Bajwa, le forze di sicurezza sono invece riuscite a uccidere 13 degli aggressori. In un primo momento Bajwa ha parlato di otto militanti uccisi e 10 soldati feriti, riferendo che il gruppo di circa dieci Un ferito nell attacco alla base di Peshawar (Afp) alla cooperazione difensiva con Damasco. Zakharova ha specificato che il Governo russo non vede alcuna contraddizione tra le sue attività militari in Siria e le operazioni della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, aggiungendo però che quella portata avanti da quest ultima «è un insieme di attività e attacchi caotici che finora non hanno portato a nessun risultato effettivo». Al tempo stesso, Zakharova ha espresso il plauso di Mosca per gli sforzi dell inviato dell Onu, Staffan de Mistura, per risolvere la crisi siriana che si protrae da cinque anni con conseguenze spaventose. Sempre ieri, l Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus, organizzazione con sede a Londra legata all opposizione in esilio) ha denunciato bombardamenti governativi su talebani era stato bloccato all ingresso della base, costruita negli anni Cinquanta dagli Stati Uniti per intercettazioni radio di informazioni dall Unione Sovietica. Il gruppo di insorti ha rivendicato l attacco. E, intanto, almeno sei terroristi sono morti oggi nel raid di un drone statunitense sul Waziristan meridionale, territorio tribale pakistano al confine con l Afghanistan. Lo hanno reso noto fonti locali. A quanto risulta il velivolo senza pilota ha sparato due missili contro un obiettivo in cui si nascondevano i militanti nella zona di Sarokai. aree di Aleppo controllate dai ribelli che avrebbero provocato più di cinquanta morti tra la popolazione. Tre giorni fa l Ondus aveva riferito di una quarantina di civili uccisi in bombardamenti dei ribelli su aree di Aleppo controllate dai governativi. Sui fronti iracheni, intanto, i miliziani dell Is hanno rivendicato gli attentati suicidi che ieri hanno provocato oltre quaranta morti e centoquaranta feriti in quartieri sciiti nella capitale Baghdad. Due esplosioni hanno devastato la zona commerciale di Bab Al Sharqi, mentre la terza si è verificata nel quartiere di Bab Al Muadham. Le forze governative hanno annunciato di aver guadagnato posizioni contro l Is nell a re a di Baiji, dove si trova la più importante raffineria del Paese. Scoperte in Tunisia due basi jihadiste TUNISI, 18. Si è conclusa con la scoperta di due campi di addestramento jihadisti una grande operazione antiterrorismo sulle montagne di El Kef e di Kasserine, nel nord-ovest della Tunisia, non lontano dal confine algerino. Lo rende noto oggi un comunicato del ministero dell Interno tunisino. Nel corso di una serie di rastrellamenti avvenuti nella zona anche con l ausilio di elicotteri gli uomini delle forze armate e della Guardia nazionale sono riusciti a scoprire al- Nominato il premier in Guinea Bissau BI S S AU, 18. Il presidente José Mario Vaz ha nominato ieri Carlos Correia nuovo primo ministro. Il nome di Correia, già a capo del Governo in tre diverse occasioni tra il 1991 e il 2009, era stato sottoposto all attenzione del presidente dai vertici del Partito africano per l indip endenza di Guinea e Capo Verde (Paigc), prima forza politica a Bissau. La nomina dovrebbe risolvere la crisi politica apertasi ad agosto dopo la decisione del capo dello Stato, nonostante il parere contrario del Paigc, di destituire il premier Domingos Pereira. L intervento di Vaz è stato dichiarato «incostituzionale» dalla Corte suprema della Guinea Bissau, cui avevano fatto appello gli stessi membri della maggioranza. Al momento, la Guinea Bissau è senza un Governo da oltre un mese. Quasi un milione e mezzo costretti alla fuga La guerra di Boko Haram ai bambini ABUJA, 18. Sono ormai oltre un milione e quattrocentomila i bambini costretti a lasciare le loro case, in molti casi da soli, dopo aver perso i genitori, dagli attacchi di Boko Haran nel nord-est della Nigeria e nei Paesi confinanti. Metà di loro hanno meno di tre anni di età. Secondo un rapporto diffuso ieri dall Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l infanzia, solo negli ultimi cinque mesi ci sono stati altri cinquecentomila bambini sfollati. La maggioranza di loro, oltre un milione e duecentomila, si trovano nei tre Stati nordorientali nigeriani dove più intensa è da anni l azione di Boko Haram, cioè il Borno, dove il gruppo jihadista ha le proprie principali roccaforti, lo Yobe e l Adamawa. Altri sono stati costretti a fuggire in Camerun, Ciad e Niger, Paesi a loro volta teatro soprattutto nell ultimo anno di incursioni e attentati di Boko Haram. Manuel Fontaine, direttore regionale dell Unicef per l Africa centrale e occidentale, presentando il rapporto ha parlato di infanzia spezzata, sottolineando come il dramma dei bambini sfollati si aggiunga a quello di quanti vengono uccisi o sequestrati. Insieme con i Governi e con le organizzazioni non governative partner in tutti e quattro i Paesi colpiti, l Unicef ha ampliato le sue operazioni salvavita a migliaia di bambini e alle loro famiglie colpiti dalle violenze. Dall inizio dell anno oltre bambini sono stati vaccinati contro il morbillo; più di duecentomila hanno ricevuto accesso ad acqua pulita; circa sfollati e rifugiati hanno avuto accesso all istruzione e hanno continuato a cuni campi di addestramento dei fondamentalisti e a sequestrare, tra le altre cose, materiale per la fabbricazione artigianale di granate. Il blitz è avvenuto martedì scorso quando l esercito ha bombardato la zona del monte di Al Mughila. Dopo gli attentati al museo Bardo di Tunisi e al resort di Sousse, il Parlamento tunisino ha approvato una nuova legge antiterrorismo per rafforzare le misure necessarie a contrastare con maggiore efficacia la minaccia jihadista. E in queste ultime settimane si è intensificata l attività di prevenzione e repressione delle forze di sicurezza nei confronti dei gruppi armati di matrice islamista. studiare grazie alla distribuzione di materiali scolastici e hanno ricevuto supporto psicologico; infine circa bimbi sotto i 5 anni hanno ricevuto cure per malnutrizione acuta grave. Tuttavia, l appello lanciato dall Unicef per la risposta umanitaria nella regione del lago Ciad è ancora sottofinanziato. È stato infatti erogato solo il 32 per cento dei cinquanta milioni e trecentomila dollari richiesti quest anno. «Con un incremento del numero di rifugiati e risorse non sufficienti, la nostra possibilità di distribuire aiuti salvavita sul campo è seriamente compromessa» ha ricordato Fontaine. I golpisti del Burkina Faso lib erano il presidente OUAGAD OUGOU, 18. I militari guidati dal generale Gilbert Dienderé, autori del colpo di Stato dell altro ieri in Burkina Faso, hanno annunciato questa mattina la liberazione del presidente Michel Kafando, sequestrato insieme con il primo ministro Isaac Zida, che invece sembrerebbero ancora trattenere. Proprio Zida nei mesi scorsi si era scontrato più volte con il Reggimento per la sicurezza presidenziale, l unità di élite guidata da Dienderé, che dichiara di avere l appoggio di tutto l e s e rc i t o. Un comunicato del sedicente Consiglio nazionale per la democrazia organismo che i golpisti avevano dichiarato di aver insediato al potere parla della liberazione del presidente (e di alcuni ministri) come di un «segno di riappacificazione e per l interesse generale». Nella capitale Ouagadougou dovrebbe arrivare oggi Macky Sall, presidente del Senegal e presidente di turno della Comunità economica degli Stati dell Africa occidentale per tentare una mediazione. Sall aveva già svolto tale ruolo l anno scorso, dopo le proteste popolari e la caduta del presidente Blaise Compaoré. Le incognite politiche legate al golpe di Dienderé, già fedelissimo di Compaoré, si accompagnano ai rischi di nuove violenze. Stando a fonti locali, ieri nei disordini sarebbero state uccise almeno sedici p ersone. Mozambico senza mine antiuomo MA P U T O, 18. Il Mozambico è stato completamente bonificato dalle mine antiuomo. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri, Oldemiro Baloi. La bonifica è avvenuta in tempi più brevi di quanto era stato previsto. L ultimo ordigno, una Gyata-64 di fabbricazione ungherese, è stato fatto esplodere dagli sminatori, all altezza del ponte Pungue, nella provincia di Sofala, nel centro del Paese. «In molti pensavano che ci sarebbero voluti centinaia di anni per sminare l intero Paese. Siamo riusciti a farlo in meno di trent anni. L elemento cruciale è stato l impegno del Governo su un piano chiaro, portato a termine distretto dopo distretto, e la generosità dei donatori, che arrivano ovunque ci sia un piano chiaro e siano in grado di assicurarsi che i loro soldi sono spesi bene», ha spiegato Albert Augusto, direttore dell Istituto nazionale per lo sminamento del Mozambico, in una intervista al quotidiano britannico «The Guardian». Le mine erano state disseminate in Mozambico durante la guerra di indipendenza dal Portogallo, fra il 1964 e il 1974, e successivamente nel corso della guerra civile che ha fatto seguito al primo conflitto. Dopo il raggiungimento della pace nel 1992 per molti anni le mine hanno continuato a provocare migliaia di vittime: nei primi anni Novanta si contavano 600 feriti l anno, nel 2013, 13. Anche se 27 Paesi colpiti sono stati dichiarati liberi da mine antiuomo, le vittime dell esplosione di questi ordigni fra morti e feriti, sono ancora l anno, in 60 Nazioni diverse.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO sabato 19 settembre 2015 C ro c i f i s s o (XII-XIII secolo, Museu Grão Vasco Viseu, Portogallo) di C PAOLO VIAN ome Mahomet et Charlemagne (1937) di Henri Pirenne, Th e Renaissance of the Twelfth Century (1927) di Charles Homer Haskins segnò una svolta nella medievistica del Novecento. Nel volume uscito postumo due anni dopo la morte lo storico belga aveva mostrato che la vera cesura nella storia europea era stata rappresentata, fra VII e VIII secolo, dall invasione islamica, col conseguente collasso nel commercio mediterraneo, molto più che dalla silenziosa caduta dell impero romano nel 476. Nel 1927 il medievista americano mise in discussione l opinione che il medioevo fosse «l età dell ignoranza, del ristagno, della tetraggine, così assolutamente contrastante con la luce, il progresso, la libertà del Rinascimento italiano che seguì», che fosse «un tempo in cui l uomo era insensibile alla gioia, alla bellezza di questo fuggevole mondo, lo sguardo eternamente rivolto ai terrori dell altro». Nella scia della celebre opera di Jakob Burckhardt (1860) sul Rinascimento italiano, tutto era stato giocato sul chiaroscuro, sul passaggio dalle tenebre di un fosco medioevo alla luce di un Rinascimento abbagliato dalla solare sapienza antica. Con Haskins e dopo di lui ci si accorse che il medioevo era in verità costellato di molteplici rinascite (da quella carolingia, intorno alla scuola palatina, a quella ottoniana e ancora altre) e soprattutto che esse Il monaco Eadwine (1150, Trinity College, Cambridge) erano un originale modo di appropriazione dell antico, non archeologico ma vitale e c re a t i v o. L iniziale accostamento dei due titoli è legittimo perché in entrambi i casi Pirenne e Haskins contestarono periodizzazioni consolidate e pigramente accettate da tutti. Certo, alle spalle di Haskins vi era più di un secolo di tentativi di rivalutazione del medioevo, dal romanticismo in poi, con la possente storiografia che vi si ispirò. Ma si trattava di un fenomeno squisitamente europeo che, oltre a non scalzare i pregiudizi dei falsi colti e della caterva degli orec- chianti, non era mai divenuto un acquisizione del nuovo mondo americano che, nei primi decenni del XX secolo, si avviava a divenire la potenza egemone del Novecento ereditando tutti i preconcetti delle società europee che lo avevano generato. Il merito di Haskins fu dunque quello di acclimatare nel mondo americano una rivalutazione del medioevo che avrebbe aperto la strada a Torna il classico di Haskins Medioevo calunniato una fiorente storiografia. Dopo pochi anni essa sarebbe stata alimentata e rinvigorita da studiosi europei ostracizzati dai loro Paesi per motivi razziali e divenuti protagonisti negli Stati Uniti di una translatio studii rispecchiata nelle biografie di uomini come Ernst Kantorowicz e Stephan Kuttner, Her- bert Bloch e Gerhart B. Ladner. Haskins riuscì nell intento con una mirabile, efficacissima, vivace sintesi, non appesantita da eccessivi apparati di note, ma solidamente fondata e convincente, che a distanza di quasi novant anni dalla sua pubblicazione regge ancora bene l usura del tempo e merita davvero di essere letta (o riletta). Non è quindi un caso che Haskins ( ), autore di notevoli contributi sulla storia della scienza, sulle università medievali e sui normanni, politicamente impegnato accanto al presidente americano Woodrow Wilson anche alla conferenza di pace di Versailles nel 1919, sia divenuto quasi un mito negli Stati Uniti. Da decenni vi è attiva The Haskins Society che organizza un incontro nel tardo autunno di ogni anno il prossimo, il X X X I V, si svolgerà il 6 novembre nel Carleton College di Northfield, Minnesota anima sessioni nei convegni dell American Historical Association e nel congres- so internazionale di studi medievali che si svolge ai primi di maggio di ogni anno a Kalamazoo nel Michigan, pubblica una rivista annuale giunta alla venticinquesima annata («The Haskins Society Journal») e bandisce diversi premi (il più noto è The Dennis Bethell Prize) per giovani studiosi A ragione Marie-Dominique Chenu sostiene che il contemptus mundi nulla detrae a una presa di coscienza e di possesso umana del mondo e della natura Che rimane una foresta di simboli sostenuti anche con sovvenzioni e borse di studio. Dal 1983 poi l American Council of Learned Societies organizza ogni anno le Charles Homer Haskins Prize Lectures, intitolate The Life of Learning. Insomma, Haskins non è solo un illustre studioso; è l eroe eponimo, quasi il simbolo di una tradizione di studi combattiva e importante. La riproposizione del volume nell ormai classica traduzione di Paola Marziale Bartole permette dunque di rileggere un libro che ha veramente impresso un indirizzo nuovo agli studi (Charles Homer Haskins, Il rinascimento del XII secolo, Roma, Castelvecchi, 2015, pagine 271, euro 25). Rispetto alla prima edizione italiana del Mulino, che risale al 1972 (con successive edizioni), nel titolo si è preferito il termine «rinascimento» a «rinascita», con chiara, intenzionale allusione al fulgore quattro-cinquecentesco, forse proprio per sottolineare la vita nuova e vigorosa che investe i centri di studio e le biblioteche e si esprime in un rinnovato interesse per i classici latini e la poesia, per il diritto e la storiografia, per la scienza e la filosofia, mentre si moltiplicano le traduzioni dal greco e dall arabo e nascono le università. Il legato più bello del volume di Haskins è in quest immagine luminosa e vitale di un medioevo che l umanesimo e l illuminismo (nelle loro componenti anticristiane) hanno calunniato descrivendolo come rattrappito, Eroe di una tradizione di studi combattiva e importante l autore fu politicamente impegnato accanto al presidente Woodrow Wilson anche alla conferenza di Versailles nel 1919 E divenne un mito negli Stati Uniti nemico della vita e infelice. È l immagine di Bernardo di Clairvaux in celebri pagine di John Addington Symonds evocate da Haskins nella prefazione. Il monaco procede sulle sponde del lago Lemano ma non si avvede della bellezza del paesaggio, chiuso nella sua cocolla, curva «la fronte pensierosa sul collo della sua mula»: lo specchio di un epoca in cui, «morto ogni senso dell uomo, un pellegrino meditabondo, intento agli orrori del peccato, della morte e del giudizio, lungo le strade maestre del mondo, non si accorge che esse meritano il suo sguardo, che la vita è benedizione». Nulla di più falso, se si pone mente alla meraviglia di certe pagine, di certe miniature, di certe architetture cistercensi che trasudano un gusto per il bello e un amore per la vita indimenticabili. Aveva ragione Marie-Dominique Chenu ne La teologia del XII secolo (1957), un gran libro che forse non sarebbe stato scritto se Haskins non avesse aperto la strada: il contemptus mundi nulla detrae a una presa di coscienza e di possesso umana del mondo e della natura, che ha pure una sua consistenza ma rimane una foresta di simboli. Microcosmo/macrocosmo, dama/natura, il Timeo e la Scuola di Chartres, una natura ordinata e desacralizzata di cui si scoprono le leggi e che appare quasi «vicaria dell Onnipotente». Ma il Cristo rimane al vertice dei portali delle cattedrali e alla fine Alano di Lilla, l autore del De planctu naturae, diviene cistercense e chiude i suoi giorni a Cîteaux. Sono figli del XII secolo e del suo «risveglio evangelico» non dimentichiamolo Domenico di Guzmán e Francesco d Assisi che con i loro Ordini segneranno indelebilmente gli ultimi secoli medievali (e non solo quelli). Figli del XII secolo, un secolo pienamente umano perché veramente cristiano. La Divina Commedia in formato tascabile D ante per i più piccoli L illustrazione del verso «E caddi come corpo morto cade» nari e i personaggi delle tre cantiche) o ripercorrere rapidamente la storia di questo affascinante viaggio nell aldilà in una lingua semplice e immediatamente comprensibile, magari mosso dalla nostalgia per quei versi studiati tanti anni prima a scuola. Il libro nasce dalle due grandi passioni che accomunano le autrici: quella per Dante, uno dei più grandi maestri di umanità della storia, e quella per i ragazzi, con i quali, essendo insegnanti, passano molto del loro tempo. Entrambe «sono state così affascinate da questa poesia altissima scrive Roberto Filippetti nella prefazione che ne hanno fatto un avvincente romanzo storico, fedele alla vicenda cantata da Dante, scritto in una prosa semplice e raffinata, di cui po- di N SI LV I A GUIDI on è un antologia, ci tengono a precisare le autrici, Vilma Cerutti e Isora Paoletto. La Divina Commedia Pocket ( B e rg a - mo, Sestante Edizioni, 2015, pagine 168, euro 13) è una riduzione in prosa del poema dantesco che non si limita a una sintesi degli episodi più conosciuti, ma li comprende tutti; l intento è quello di creare un libro divulgativo, che permetta anche agli under dieci di entrare in contatto con Dante. La divisione in capitoli brevi, poi, dà flessibilità alla struttura e consente l adattamento alle varie esigenze formative. Il libro infatti si rivolge in partranno godere tanto i preadolescenti quanto i loro nonni. Mi par di vederli insieme, in vacanza al mare o in montagna mentre i genitori ancora lavorano in città, a leggere ad alta voce questo libro. I nipoti vorrebbero andare avanti, vedere come procede la storia, ma lui il nonno, è perentorio: quei quindici versi deve proprio recitarli! E apre il volume ingiallito su cui sudò al liceo; e declama, fa sentire tutte le r con cui ci assorda Cerbero, si commuove con Ulisse o col conte Ugolino. E i ragazzini si emozionano con lui. Sono avvinti, vinti: legati. Liberamente legati». Il Dante de La Divina Commedia Pocket riflette e si pone domande, spronando il lettore a fare altrettanto; ticolare ai bambini della scuola secondaria di primo grado, ma può essere utilizzato anche per attività didattiche nell ultimo anno della scuola primaria, nei percorsi dedicati ai ragazzi dislessici o con sostegno. È lo strumento adatto anche a chi vuole riprendere in mano la Commedia solo per guardare le figure (da secoli gli illustratori si cimentano con gli sceil testo è pensato per far emergere gli aspetti educativi dell opera e vuole stimolare l apprendimento con la continua riflessione, abito mentale che si può acquisire sin da piccoli. Del resto l autore aveva scritto proprio «in pro del mondo che mal vive», a vantaggio di chi avrebbe letto la sua storia. «Un libro! si legge a pagina 163 Che miracolo accorgermi che l amore di Il libro si rivolge in particolare ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado Ma può essere utilizzato anche nei percorsi dedicati ai bambini dislessici o con insegnanti di sostegno Dio, che tutto unisce, si presentava ai miei occhi attraverso l immagine di un libro. Mi commuovevo al solo pensiero che anch io, al termine del viaggio, avrei scritto un libro, obbedendo al compito affidatomi da Cacciaguida». Ampio spazio viene dato al protagonista e all esperienza concreta dell incontro con i vari personaggi. I tre sensi di cui si parla all inizio di ogni cantica ovvero l olfatto (il naso nell Inferno), l udito (le orecchie che sentono musica e preghiere nel P u rg a t o r i o ) e la vista (il gioco di sguardi del P a ra d i s o ) diventano strumenti di conoscenza. Il testo è illustrato da Massimo Giacon, che con il suo tratto fresco ed essenziale disegna un Dante ironico e buffo. Da alcuni suoi bozzetti una celebre azienda italiana di design ha prodotto delle statuine in porcellana che rappresentano i personaggi più noti del poema. E dal libro è nato anche uno spettacolo teatrale, che può essere proposto alle scuole che ne faranno richiesta.

5 sabato 19 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Nel contesto del dialogo interreligioso, oggi più urgente che mai, la ricerca scientifica sull universo può offrire una prospettiva unica, condivisa da credenti e non credenti, che aiuti a raggiungere una migliore comprensione religiosa della creazione. Lo ha affermato Papa Francesco ricevendo, venerdì mattina, 18 settembre, nella Sala dei Papi, i partecipanti al simposio promosso dalla Specola Vaticana. Cari fratelli e sorelle, do il benvenuto a tutti voi che formate la comunità di lavoro della Specola Vaticana, e ringrazio il Cardinale Giuseppe Bertello per aver introdotto il nostro incontro. Deum Creatorem venite adoremus. Con queste parole, incise nel marmo sul muro di una delle cupole dei telescopi nella Residenza Papale di Castel Gandolfo, Pio XI iniziava il suo discorso il 29 settembre 1935, quando inaugurò la Nuova Specola. In effetti, l universo è qualcosa di più che un problema scientifico da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode (cfr. Enc. Laudato si, 12). «Tutto l universo materiale è un linguaggio dell amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi» (ibid., 84). Sant Ignazio di Loyola capiva molto bene questo linguaggio. Egli stesso raccontò che la sua consolazione più grande era guardare il cielo e le stelle perché questo gli faceva sentire un grandissimo desiderio di servire il Signore (Au t o b i o g ra f i a, 11). Con la rifondazione della Specola a Castel Gandolfo, Pio XI stabilì anche che la sua gestione fosse affidata alla Compagnia di Gesù. In tutti questi anni gli astronomi della Specola hanno percorso cammini di ricerca, cammini creativi, seguendo le orme degli astronomi e matematici gesuiti del Collegio Romano, dal P. Cristoph Clavius al P. Angelo Secchi, passando dal P. Matteo Ricci e tanti altri. In quest anniversario mi Alla Specola Vaticana il Papa indica l obiettivo di una migliore comprensione religiosa della creazione In viaggio tra i misteri dell universo L asteroide 4597 Consolmagno, conosciuto anche come «Little Guy» piace anche ricordare il discorso che Benedetto XVI rivolse ai Padri dell ultima Congregazione Generale della Compagnia di Gesù in cui segnalava che la Chiesa ha urgente bisogno di religiosi che dedichino la loro vita a stare proprio sulle frontiere tra la fede e il sapere umano, la fede e la scienza mo derna. In questi giorni, voi, padri e fratelli, insieme agli studiosi associati, vi siete radunati per trattare delle vostre ricerche e sui temi che riguardano il dialogo tra scienza e religione. A questo proposito san Giovanni Paolo II affermava: «Ciò che è importante è che il dialogo deve continuare e progredire in profondità e in ampiezza» (Lettera al P. George V. Coyne, 1 giugno 1988). E si domandava: «È pronta la comunità delle religioni del mondo, la Chiesa inclusa, ad entrare in un dialogo sempre più approfondito con la comunità scientifica, un dialogo che, salvaguardando l integrità sia della religione sia della scienza, promuova allo stesso tempo il progresso di entrambe?» (cfr. ibid.). Nel contesto del dialogo interreligioso, oggi più urgente che mai, la ricerca scientifica sull universo può offrire una prospettiva unica, condivisa da credenti e non credenti, che aiuti a raggiungere una migliore comprensione religiosa della creazione. In questo senso le Scuole di Astrofisica, che la Specola ha organizzato negli ultimi t re n t anni, sono una preziosa opportunità in cui giovani astronomi di tutto il mondo dialogano e collaborano nella ricerca della verità. In aggiunta durante il vostro convegno avete anche discusso dell importanza di comunicare che la Chiesa e i suoi pastori abbracciano, incoraggiano e promuovono l autentica scienza, come sottolineava Leone XIII (cfr. Motu Proprio Ut mysticam). È molto importante che voi condividiate il dono della vostra conoscenza scientifica dell universo con la gente, dando gratis ciò che gratis avete ricevuto. In spirito di gratitudine al Signore per la testimonianza di scienza e fede che i membri della Specola hanno reso in questi decenni, vorrei incoraggiarvi a continuare il cammino con i vostri colleghi, e con quanti condividono l entusiasmo e la fatica dell esplorazione dell universo. È un viaggio che fate anche in compagnia degli impiegati della Specola, di benefattori e amici, e di tante persone di buona volontà. Sì, tutti siamo in viaggio verso la casa comune del cielo, dove potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell universo (cfr. Enc. Laudato si, 243). Dio Onnipotente, che mantiene in esistenza tutto l universo, per l i n t e rc e s s i o n e della Vergine Madre, vi colmi della sua pace e vi benedica. Nuovo direttore Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Il Santo Padre ha nominato Direttore della Specola Vaticana il Reverendo Fratello Guy Joseph Consolmagno, S.I., Membro della medesima Istituzione Scientifica e Presidente della Vatican Observatory Foundation. Il successore dell astronomo gesuita José Gabriel Funes che dopo nove anni torna alla ricerca e all insegnamento universitario in Argentina è nato il 19 settembre 1952 a Detroit. Guy Joseph Consolmagno ha studiato dapprima alla University of Detroit Jesuit High School and Academy e ha conseguito un Bachelor of Arts (1974) e un Master of Arts (1975) al Massachusetts Institute of Technology (Mit). Nel 1978 si è addottorato in planetologia al Lunar and Planetary Laboratory dell università dell Arizona, svolgendo poi attività di insegnamento all Harvard College Observatory e al Mit. Entrato nei Peace Corps statunitensi nel 1983, è stato inviato per due anni in Kenya, dove ha insegnato astronomia e fisica. Successivamente ha ottenuto un posto come Assistant Professor al Lafayette College di Easton, in Pennsylvania. Nel 1989 è entrato nella Compagnia di Gesù e ha preso i voti nel Assegnato come astronomo alla Specola Vaticana, ha tra l altro curato la collezione vaticana di meteoriti. Oltre a proseguire la sua attività nel campo della planetologia, si è dedicato a studi di filosofia e teologia. Nel 2000 l Unione astronomica internazionale ha dato il suo nome a un asteroide della fascia principale, 4597 Consolmagno, conosciuto anche come Little Guy. La ricerca dell astronomo gesuita è incentrata sui rapporti tra meteoriti e asteroidi, e sull origine e sull evoluzione dei corpi minori del sistema solare. Autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche, Consolmagno ha anche scritto libri di astronomia per il grande pubblico che sono stati tradotti in varie lingue. Nel 1996 ha partecipato all Antartic Search for Meteorites, una campagna di ricerca durante la quale è stato protagonista di alcune scoperte nei ghiacci del cosiddetto sesto continente. Nel 2014 ha ricevuto la Carl Sagan Medal per l eccellenza nella comunicazione pubblica nell ambito delle scienze planetarie. Newman e la fiducia nella Chiesa Medicina per l anima di HERMANN GEISSLER I n occasione dell ap ertura dell Oratorio a Londra (1849) John Henry Newman affronta il tema delle Prospettive del missionario cattolico. Come possono operare i missionari, cosa possono fare i cristiani in un mondo che segue i suoi propri principi e venera gli idoli della ricchezza, dell intelligenza, della buona fa- Cinque anni fa la beatificazione Cinque anni fa, il 19 settembre 2010, con la celebrazione della messa al Cofton Park di Rednal (Birmingham), Benedetto XVI beatificava il cardinale John Henry Newman. «Le sue intuizioni sulla relazione fra fede e ragione, sullo spazio vitale della religione rivelata nella società civilizzata, e sulla necessità di un approccio all educazione ampiamente fondato e a lungo raggio, non furono soltanto di importanza profonda per l Inghilterra vittoriana disse Benedetto XVI ma continuano ancor oggi a ispirare e a illuminare molti in tutto il mondo». Dopo la conversione alla Chiesa cattolica (1845), l ordinazione sacerdotale e la fondazione dell Oratorio di san Filippo Neri in Inghilterra, nel 1849 Newman tenne alcuni discorsi rivolti a cattolici e ad altri cristiani, mostrando loro la prospettiva fondamentale, la grande speranza della vita cristiana. Ad alimentare quest ultima sono essenzialmente tre cose: lo sguardo verso Dio, la luce dei ma? I fedeli che si orientano a Dio e ai santi non sono, in qualche modo, stranieri in questo mondo? Newman risponde a queste domande con la semplice constatazione che l opposizione tra la Chiesa e il mondo non è niente di nuovo. Sin dall inizio del cristianesimo, infatti, la Chiesa è come una pellegrina sulla terra e la sua sorte è una continua battaglia (cfr. Discourses Addressed to Mixed C o n g re g a t i o n s, 241). santi, la fiducia nella Chiesa. Al riguardo pubblichiamo un articolo del direttore dell International Centre of Newman Friends di Roma, punto di riferimento per gli studiosi e amici di John Henry Newman in tutto il mondo. Tutta la storia mostra la verità di questa constatazione: san Pietro come uno straniero venne a Roma, città che venerava tanti idoli, predicando la fede nel Signore Gesù; i padri della Chiesa lottavano contro i nemici interni ed esterni; Ignazio e i suoi compagni si impegnarono in un periodo in cui il mondo era convinto della fine della Chiesa, portando la fede cristiana in tutti i continenti. Newman si sente in profonda comunione con tutti questi testimoni della fede: «Siamo pieni di fiducia, di zelo e di determinazione, perché siamo gli eredi di san Pietro, di san Gregorio Nazianzeno, di san Gregorio Magno e di tutte le altre persone sante e credenti, che nel loro tempo hanno promosso la causa cattolica con la parola, l azione e la preghiera. Siamo partecipi dei loro meriti e intercessioni e parliamo con la loro voce» (ibidem, 244). Newman è convinto che i cristiani di ogni tempo, di ogni luogo e di ogni ambiente abbiano Benedetto XVI alla beatificazione di John Henry Newman (19 settembre 2010) una grande missione. Sono sempre chiamati a «compiere un op e- ra» (ibidem, 246). La Chiesa, infatti, può offrire «un rimedio universale a una malattia universale. Questa malattia è il peccato; tutti hanno peccato, tutti hanno bisogno della guarigione in Cristo; a tutti deve essere annunciata e offerta questa guarigione. Se c è quindi un predicatore e un mediatore della guarigione, inviato da Dio, tale messaggero deve parlare non solo a uno, ma a tutti. Deve adattarsi a tutti, deve avere una missione per tutta la stirpe di Adamo» (ibidem, 246). Nel corso della sua storia la Chiesa ha dovuto combattere spesso contro le potenze del mondo che sembravano essere molto più forti di lei e spesso quasi invincibili. Ma, nonostante tutte le avversità, la Chiesa ha vinto sempre di volta in volta: «Tutto questo mostra con una acutezza convincente, simile a una prova scientifica, che essa non viene dalla terra, che essa non è schiava degli uomini, altrimenti coloro che l avrebbero fatto avrebbero potuto anche distruggerla» (ibidem, 249). Poiché la Chiesa non è opera di uomini, ma di Dio, non andrà mai in rovina. Cristo opera nella Chiesa, in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Questa è la ferma fiducia dei cattolici: «Se egli ha compiuto i suoi miracoli nei tempi di allora, compirà tali miracoli anche oggi; se in tempi passati i deboli e gli indegni sono stati i suoi strumenti di bene, lo sono anche oggi. Finché ci fidiamo di Lui, finché rimaniamo fedeli alla sua Chiesa, sappiamo che egli intende usarci come suoi strumenti (in che modo non lo sappiamo), non sappiamo chi saranno i destinatari della sua misericordia; non sappiamo a chi saremo inviati, ma sappiamo che migliaia e migliaia ci chiamano e che saremo inviati certamente a coloro che sono stati i suoi eletti» (ibidem, 254). E Newman conclude con una testimonianza molto personale: «Ho seguito la sua guida e non mi ha deluso; mi sono affidato alle sue mani e mi ha dato ciò che ho cercato; e come egli finora è stato con me, così rimarrà con me egli stesso, la sua benedetta madre e tutti i buoni angeli e santi» (ibidem, 259). Molti fedeli, e anche tanti pastori, oggi sono nel pericolo di perdere il coraggio, perché il vento contrario sembra così forte e vincente. Cadono non raramente in un atteggiamento pessimista e tendono a lamentarsi. In questo contesto Papa Francesco ha parlato della dea lamentela, che non aiuta nessuno e ci ruba slancio e gioia. Talvolta dimentichiamo che nella storia della Chiesa le difficoltà e le prove non sono mai mancate. E dimentichiamo che, malgrado l importanza della nostra cooperazione, la Chiesa viene edificata, purificata e santificata da Dio stesso. Papa Francesco scrive nell esortazione apostolica Evangelii gaudium, citando il suo predecessore sulla cattedra di Pietro: «La Chiesa cresce non per proselitismo, ma per attrazione» (n. 14). Cresce non per le iniziative puramente umane e le strategie pastorali ben pensate, ma soprattutto per la forza dello Spirito Santo che attrae uomini e donne al cuore di Gesù e alla sua Chiesa, suscitando in loro uno zelo santo per la testimonianza della verità e dell amore di Dio. «Un tale zelo scrive Newman anche se povero e debole in noi, è stato la vita stessa della Chiesa e lo stimolo dei suoi predicatori e missionari in tutti i secoli. È stato un fuoco simile a quello che il nostro Signore ha portato dal cielo e che ha voluto comunicare a tutti: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso (Luca, 12, 49). Questo è stato il mistero della propagazione della Chiesa sin dall inizio e lo rimarrà fino alla fine. Questa è la ragione per cui la Chiesa, con l aiuto di Dio e di fronte allo stupore del mondo, converte le nazioni [ ]. Questa è la ragione per cui i missionari cattolici si gettano così generosamente in mezzo ai popoli stranieri, rischiando i più crudeli tormenti: conoscono la dignità dell anima; per loro il mondo futuro è una grande realtà; amano i loro fratelli di cuore, anche se non li hanno ancora visti; temono la rovina eterna; vogliono aumentare i frutti della passione del loro Signore e il trionfo della sua grazia» (ibidem, 19).

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO sabato 19 settembre 2015 Bimbo fa capolino da una tenda allestita in Parc Maximilien a Bruxelles L accoglienza dei profughi in Svezia, Belgio, Inghilterra e Galles Dalla tenda alla parrocchia ROMA, 18. Si moltiplicano in Europa le iniziative per dar seguito all appello lanciato da Papa Francesco, durante l Angelus di domenica 6 settembre, a ospitare una famiglia di profughi in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero e santuario. In Svezia il vescovo di Stoccolma, Anders Arborelius, ha invitato tutte le parrocchie riferisce il Sir a designare una persona che sia referente per i rifugiati. Gli incaricati dovranno coinvolgere i parrocchiani nell assistenza caritativa ai profughi facendo da mediatori tra gli stessi profughi e le famiglie delle comunità cattoliche, seguendo in particolare i minori non accompagnati e organizzando la formazione linguistica. I responsabili dovranno coordinare le attività della parrocchia ed essere i soggetti di riferimento per la Caritas e la diocesi; dovranno inoltre informare regolarmente le comunità cattoliche sulla situazione dei rifugiati in Svezia e su come procederà l accoglienza. Monsignor Arborelius ha invitato a segnalare i nomi dei co ordinatori per i rifugiati entro il 30 novembre, in modo da poter «essere pronti con questo servizio per l inizio dell Anno santo della misericordia». Secondo l agenzia svedese per l immigrazione, a luglio sono state presentate oltre domande di asilo; la scorsa settimana sono arrivate nuove richieste; alcune stime prevedono che si raggiunga quota entro la fine del LONDRA, 18. Tempo di rinnovata unità per la Comunione anglicana. Il primate, l arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha invitato a un confronto, da svolgersi nel gennaio del prossimo anno, i leader delle trentasette province che aderiscono e danno vita alla Comunione anglicana in rappresentanza di circa ottanta milioni di fedeli. All o rd i n e del giorno una revisione delle strutture ecclesiastiche e un approccio complessivo alla gestione delle questioni su cui negli ultimi tempi, come è noto, si sono registrate frequenti divergenze come l omosessualità e l episcopato femminile. Il tutto in vista della prossima conferenza di Lambeth, prevista per il L agenda dell incontro, fissato dall 11 al 16 gennaio 2016, sarà stabilita precisa il sito in rete dell a rc i - vescovo di Canterbury di comune accordo attraverso l invio di contributi e suggerimenti da parte dei primati delle varie province. Quattro comunque i temi che vengono già proposti alla riflessione comune: la violenza religiosa, la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, l ecologia e la sessualità umana. In ogni caso, ha sottolineato lo stesso Welby, occorrerà tener presente che «ognuno di noi vive in un contesto diverso». Infatti, «la differenza tra le nostre società e le nostre culture, come pure la velocità del cambiamento culturale in gran parte del nord del mondo, ci inducono a dividerci», nonostante «il comando della Scrittura, la preghiera di Gesù, la In Belgio il vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles, Jean Kockerols, non nasconde che la situazione è difficile («non eravamo pronti ad accogliere così tanta gente») ma la rete della solidarietà è in piena attività. Alcuni migranti sono ospitati nella parrocchia vicina al parco Maximilien e altri profughi cristiani hanno trovato posto nella parrocchia melkita di Bruxelles. Se reperire per loro un alloggio da una settimana all altra è un impressa complessa, spiega il presule al Sir, «la buona notizia è che all appello della Caritas lanciato un mese fa hanno risposto in tanti, mettendo a disposizione altri trecento posti per l accoglienza». Solo nella giornata di martedì scorso sono arrivati in città cinquecento profughi e in centinaia vivono accampati sotto le tende nel parco Maximilien, in pieno centro, in attesa di poter accedere alle pratiche per presentare la domanda di asilo. Per fare il punto della situazione, nei prossimi giorni monsignor Kockerols andrà nel parco insieme ai volontari della Caritas che da giorni sono impegnati per portare aiuti di prima necessità, cibo, coperte per il freddo e vestiti. Ma «il lavoro vero comincerà tra qualche settimana quando inizierà il difficile e lungo processo di integrazione. Bruxelles è una città accogliente», anche se «è chiaro che non tutti rimarranno qui e verranno distribuiti in tutto il Pa e s e». In Inghilterra e in Galles si legge sul sito in rete della Conferenza episcopale i cattolici sono invitati a rispondere alla crisi dei rifugiati con la preghiera e azioni concrete di sostegno: «Che si tratti di donare tempo, competenze o denaro, può essere dato in ogni caso un valido contributo allo sforzo umanitario. La nostra risposta sarà coordinata a livello locale attraverso le diocesi». È già disponibile fra l a l t ro l elenco dei coordinatori diocesani responsabili con relativo numero telefonico e indirizzo di posta elettronica. Organismo nevralgico resta tuttavia la Catholic Agency for Overseas Development (Cafod), l agenzia dell episcopato dedicata alla carità in Inghilterra e in Galles. Le donazioni per i rifugiati consegnate alla Cafod serviranno per dare cibo e forniture di emergenza ai rifugiati che sono arrivati e continuano ad arrivare in Europa, così come per sostenere queste persone nei Paesi di provenienza. La promessa del Governo di ospitare altri ventimila rifugiati nei prossimi cinque anni viene considerata dai vescovi «un passo importante» ed «è fondamentale che ciò inizi immediatamente». Invitano inoltre i fedeli cattolici a mettersi in contatto con il proprio membro in Parlamento affinché solleciti il ministero dell Interno a destinare risorse sufficienti per i meccanismi di reinsediamento locale e internazionale. Convocato per gennaio un incontro fra tutti i primati delle province anglicane Per trovare nuove strade di comunione tradizione della Chiesa e la nostra comprensione teologica ci esortino all unità». Welby chiede e sollecita, insomma, una comunione a un livello più profondo, una unità che sappia nutrirsi del rispetto reciproco nella gestione delle differenze. «La famiglia anglicana del ventunesimo secolo deve trovare spazio anche per una critica e un dissenso profondo, fino a quando si resta fedeli alla rivelazione di Gesù Cristo». Infatti, aggiunge il primate anglicano, «come Chiesa, la nostra autorità si trova Il primate della Comunione anglicana Justin Welby nella Scrittura correttamente interp re t a t a». In tale prospettiva va inquadrato l incontro del gennaio prossimo. Una occasione «per mettersi insieme sotto la guida dello Spirito Santo e impostare un percorso che ci permetta di concentrarci sul servizio e la proclamazione della buona novella di Gesù Cristo». Quella che sembra profilarsi è dunque una riorganizzazione dei criteri di comunione tra le varie province in modo da tenere insieme realtà anche molto distanti tra loro. Non sono un mistero, infatti, le differenze di vedute Arrivata da Damasco è ospitata dalla comunità di Sant Anna In Vaticano una famiglia di rifugiati Una famiglia di profughi siriani, composta da padre, madre e due figli in fuga dalla guerra, è stata accolta dalla comunità parrocchiale di Sant Anna in Vaticano. Ne ha dato notizia l arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski, che ha spiegato come i profughi siano entrati in Italia proprio nella domenica in cui Papa Francesco, al termine della preghiera dell Angelus, ha rivolto l appello ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero e santuario. Sono cattolici di rito greco-melchita, che appartengono al patriarcato di Antiochia e provengono da Damasco. I quattro componenti della famiglia sono stati ospitati in un appartamento del Vaticano, nelle vicinanze di San Pietro. Monsignor Krajewski ha informato che è stata subito avviata la procedura per la richiesta di protezione internazionale. Dato che in base alla legge, per i primi sei mesi dalla presentazione della domanda d asilo, i richiedenti protezione internazionale non possono lavorare, in questo periodo saranno assistiti e accompagnati dalla comunità parrocchiale di Sant Anna. Una seconda famiglia di profughi troverà prossimamente ospitalità e accoglienza da parte dell altra parrocchia vaticana, quella di San Pietro. L arcivescovo ha poi Concluso il simposio internazionale sulla pastorale della strada I diritti degli invisibili L ignoranza lascia più libertà ai padroni delle nuove schiavitù. Per questo c è bisogno di una nuova tra le comunità del Regno Unito e del Nord America dove sono consentiti l episcopato femminile e il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le province africane, su posizioni più tradizionali. Nel 2013 i leader anglicani di numerosi Paesi africani si opposero nettamente alla decisione della Church of England di aprire all ordinazione di vescovi apertamente omosessuali, avvertendo che tale scelta avrebbe solo potuto ulteriormente allargare le divisioni all interno della Comunione anglicana. Che ora deve trovare nuove strade di comunione. cultura della dignità umana: per provocare lo sdegno di fronte alle tragedie dei bambini e delle donne di strada, in quanto la sola repressione non basta. Lo ha detto l a rc i - vescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervenendo al simposio internazionale sulla pastorale della strada, conclusosi in Vaticano il 17 sett e m b re. Le cifre del fenomeno di bambini di strada sono impressionanti. I dati, ha ricordato il presule, mostrano inoltre che dagli inizi degli anni Novanta il fenomeno è divenuto ormai di natura urbana, ovunque nel mondo, e si presenta con maggiore crudezza nelle megalopoli soprattutto del Sud del mondo. Tutto ciò è «il frutto amaro di un processo doloroso e graduale di un sistema neoliberale e colonizzatore che si affida solo alla legge del mercato». Negli ultimi anni si è visto chiaramente che le periferie delle grandi città, nelle quali arrivano i contadini attratti dalla possibilità di lavoro come la vendita ambulante, generano i ragazzi di strada, dai quartieri di una zona industrializzata, dove non c è più lavoro come in Edimburgo, Liverpool e Birminghan, fino alle strade di Mosca, di Shangai, di Città del Messico, di Buenos Aires. Le statistiche, ha ricordato monsignor Paglia, rivelano che sono milioni i ragazzi di strada orfani oppure fuggiti o cacciati da situazioni familiari disumane sia a livello affettivo, che morale ed economico. Non sono i ragazzi a scegliere di vivere in strada, ma la povertà estrema, la disgregazione familiare e l abbandono, la violenza e gli abusi sempre più spesso di natura sessuale sono il denominatore comune che li spinge verso la strada; oppure vi sono costretti dalla dipendenza dei genitori dall alcool e dagli stupefacenti. Ci sono poi da considerare gli oltre 50 milioni i bambini ai quali, ogni anno, viene negato un diritto di nascita basilare: essere riconosciuti come cittadini. Si tratta di milioni di bambini che, proprio perché senza un identità ufficiale e senza diritti, rischiano maggiormente di diventare invisibili. Da parte sua, Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis ha illustrato le opere di carità e di assistenza promossei dai vari organismi caritativi locali. A cominciare da Roma, dove vengono assistiti i più vulnerabili, in particolare gli immigrati irregolari e i senza fissa dimora. La Caritas ha offerto cure mediche gratuite a queste persone. Negli ultimi trent anni gli assistiti sono stati più di novantamila. sottolineato come, per soccorrere le persone che fuggono dalla guerra e dalla fame, da molti anni i Pontefici, attraverso l Elemosineria apostolica, hanno contribuito al pagamento delle tasse per il rilascio del primo permesso di soggiorno per i rifugiati attraverso il Centro Astalli diretto a Roma dai gesuiti. Nel 2014 sono stati erogati circa cinquantamila euro. E l Elemosineria apostolica ha ricordato monsignor Krajewski sempre a nome del Papa aiuta quotidianamente numerosi profughi, singoli e famiglie, e contribuisce a provvedere alle prime necessità, anche sanitarie, in molti centri di accoglienza romani. L elemosiniere ha poi reso noto che da alcuni giorni un ambulatorio mobile donato anni fa al Pontefice, finora utilizzato durante le celebrazioni e le udienze papali, è stato messo a disposizione alcune volte alla settimana per assistere i profughi in diversi centri di accoglienza nelle periferie di Roma. I volontari che se ne occupano medici, infermieri e guardie svizzere sono dipendenti dello Stato della Città del Vaticano e dell università romana di Tor Vergata e membri dell Associazione dell Istituto di medicina solidale. Lutto nell episcopato Monsignor Bruno Tommasi, arcivescovo emerito di Lucca, è morto giovedì pomeriggio, 17 settembre, alle ore 14. Il compianto presule era nato in Montignoso, diocesi di Massa Carrara - Pontremoli, il 14 gennaio 1930, ed era stato ordinato sacerdote il 6 luglio Eletto il 10 giugno 1983 a Pontremoli e nel contempo nominato coadiutore di Apuania (che il 30 settembre 1986 è poi divenuta diocesi di Massa), aveva ricevuto l o rd i - nazione episcopale il 12 luglio E quando il 23 febbraio 1988 era stata eretta la nuova diocesi di Massa Carrara - Pontremoli, ne era divenuto primo vescovo. Promosso a Lucca il 20 marzo 1991, aveva rinunciato al governo pastorale dell arcidio cesi il 22 gennaio Le esequie saranno celebrate lunedì 21 settembre alle ore nella cattedrale di Lucca.

7 sabato 19 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Lo chiede il Papa ai religiosi ungheresi per aiutare chi soffre Con lo stile del buon samaritano È lo «stile del buon samaritano» a rendere più bello il volto di un Paese perché dona la capacità di avere misericordia e compassione verso chi soffre. Lo afferma il Papa nel videomessaggio rivolto ai religiosi dell Ungheria che, il 18 e il 19 settembre, danno vita nel centro di Budapest all iniziativa «La piazza dei consacrati». Cari fratelli e sorelle, A San Miniato La beatificazione del vescovo bianco di FRANCESCO MARIA RICCI* Lo chiamavano il «vescovo bianco», perché dopo l o rd i n a z i o n e episcopale aveva mantenuto il colore dell abito domenicano. È Pio Alberto Del Corona ( ), frate predicatore che fu presule di San Miniato e fondatore delle suore domenicane dello Spirito Santo, che sabato, 19 settembre, viene beatificato dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza del Papa. Il rito si svolge alle 10 nella chiesa di San Francesco a San Miniato. Nato a Livorno, venne educato dai barnabiti e, adolescente, si iscrisse alle conferenze di San Vincenzo de Paoli. Nella parrocchia di Santa Caterina entrò in contatto con l ordine domenicano. E il 4 dicembre 1854 partì per il convento fiorentino di San Marco dove, il 1 febbraio 1855, fece la vestizione dell abito. Iniziò, dunque, il noviziato e il 3 novembre 1859 emise la professione religiosa. Fu ordinato sacerdote il 5 febbraio Coniugò l attività pastorale con l amore per la cultura: tomista eccellente, conoscitore delle lingue orientali, biblista di valore, fu insegnante di filosofia e teologia nello Studio di San Marco da dove passò poi al seminario di Firenze. Dal 1872 al 1874 fu anche priore in San Marco. D all incontro con Elena Bruzzi nacque il progetto di una nuova fondazione, sulla base dell esp e- rienza di San Girolamo che, a Roma, aveva radunato alcune donne per studiare insieme la Parola di Dio e dedicarsi alla formazione delle bambine. Ricevuta, l 8 maggio 1872, la benedizione di Pio IX, iniziò la nuova missione: era nato l Istituto delle suore domenicane dello Spirito Santo. Nel 1874 fu nominato coadiutore del vescovo di San Miniato, Annibale Barabesi. Il 3 gennaio 1875 ricevette l ordinazione episcopale e il successivo 18 gennaio si insediò in diocesi. Nel 1897, dopo la morte di monsignor Barabesi, divenne ordinario di San Miniato. Si distinse per le opere di carità, l impegno nell educazione della gioventù e nella formazione del clero. Incoraggiò l attività a sostegno delle missioni e favorì iniziative a carattere sociale. Fu particolarmente assiduo nelle visite pastorali. Ammalatosi, chiese di potersi ritirare dalla guida della diocesi. Ma non mise da parte il suo impegno culturale e di guida delle suore domenicane dello Spirito Santo. Morì nel loro convento il 15 agosto *Postulatore della causa vi saluto tutti con affetto, ed auguro ogni bene per questo vostro incontro nell Anno della Vita Consacrata. Ringrazio il Signore ed ognuno di voi per il servizio che rendete al Vangelo, alla Chiesa e alla società ungherese. Vi sostenga sempre la promessa del Signore risorto: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Questa certezza infonde in noi consolazione e speranza, in ogni circostanza della vita e della missione. Nelle diverse forme della vita consacrata, vi penso vicini alle ansie e alle attese della gente; vi penso impegnati nei contesti in cui siete inseriti, con le loro difficoltà e i loro segni di speranza. Vi incoraggio a gioire con chi gioisce e a piangere con chi piange; a chiedere a Dio un cuore capace di compassione, per chinarvi sulle ferite del corpo e dello spirito e portare a tante persone la consolazione di Dio. Penso che il volto più bello di un Paese e di una città è quello dei discepoli del Signore vescovi, sacerdoti, religiosi, fedeli laici che vivono con semplicità, nel quotidiano, lo stile del Buon Samaritano e si fanno prossimi alla carne e alle piaghe dei fratelli, in cui riconoscono la carne e le piaghe di Gesù. Questa carità piena di misericordia lo sappiamo bene viene dal cuore di Cristo, e la attingiamo nella preghiera, specialmente nell adorazione, e accostandoci con fede all Eucaristia e alla Penitenza. Maria nostra Madre ci aiuti ad essere sempre più uomini e donne di preghiera. Cari fratelli e sorelle, vi auguro di proseguire con gioia il vostro servizio, dando testimonianza di vita umile e distaccata dagli interessi del mondo. Questa testimonianza gioiosa e limpida della nostra consacrazione è esempio e incitamento per coloro che il Signore chiama a servirlo. I fedeli laici, soprattutto i giovani, possano percepire in voi il profumo di Cristo, il profumo del Va n g e l o. Benedico di cuore tutti voi e le vostre comunità; e vi chiedo per favore di pregare per me. di ROBERTO MÉNDEZ MARTÍNEZ A Cuba il Papa visiterà la cattedrale dell Avana e l attiguo centro culturale Padre Félix Varela: insieme formano un complesso architettonico edificato nel XVIII secolo, importante non solo per la storia ecclesiastica della capitale, ma anche per la cultura dell intera nazione. In questo luogo, fino ad allora paludoso e insalubre, i gesuiti riuscirono, verso il 1752, a edificare il collegio San Giuseppe. Vi si insegnavano filosofia, grammatica e teologia e ospitava la biblioteca più importante del Paese. È stato un prezioso esempio del lavoro della Chiesa nel campo educativo, in una colonia dove i funzionari reali non si preoccupavano di formazione. La sua attività s interruppe bruscamente nel 1767, quando i gesuiti furono espulsi da Cuba. Lasciarono inconclusa la chiesa annessa, di cui era stata portata a termine solo la cappella di Nostra Signora di Loreto. L edificio divenne dunque proprietà dell arcivescovo di Cuba e si decise di rifondare lì il seminario Sant Ambrogio, creato anni prima dal prelato Diego Evelino de Compostela. Un ordine reale di Carlo III del 14 agosto 1768, portò alla nascita del Real y Conciliar Seminario de San Carlos y San Ambrosio, anche se in realtà non venne eretto prima del La chiesa fu completata e aperta al culto nel 1777 come chiesa parrocchiale maggiore dell Avana, e nel 1789, quando fu eretta la diocesi di San Cristóbal de La Habana, divenne cattedrale. Vari vescovi l hanno arricchita e trasformata fino ai giorni nostri e, per la bellezza della sua facciata barocca e per la ricchezza artistica del suo interno, è diventata uno degli edifici religiosi più importanti di Cuba e un autentico simbolo della capitale. Nel seminario svolse la maggior parte della sua attività padre José Agustín Caballero ( ), che José Martí chiamò «padre dei poveri e della nostra filosofia», poiché in lui coesistevano un ardente carità verso i bisognosi e un attivissimo lavoro intellettuale. Aveva studiato nel centro e, dal 1785 al 1804, occupò la cattedra di filosofia, e successivamente quelle di scrittura e di teologia morale. Era un uomo semplice e di TIMOTHY MICHAEL DOLAN* Non erano trascorse nemmeno due ore da quando Jorge Bergoglio si era affacciato per la prima volta dal Un fitto programma attende il Pontefice a New York Filo comune balcone centrale della basilica di San Pietro ed era stato presentato al mondo come Papa Francesco che la domanda mi venne posta per la prima volta. Durante una conferenza stampa organizzata in fretta e furia, un giornalista di New York alzò la mano e chiese: «Che cosa ha detto a Papa Francesco dopo la sua elezione? Lo ha invitato a venire a New Yo r k?». Fu solo la prima delle centinaia di volte che mi è stato chiesto «Il Papa verrà a New York?». E di fatto, prima di tornare a casa dopo la bella messa che ha inaugurato il suo ministero petrino, ho detto a Francesco ciò che sapevo essere la verità: la gente di questa arcidiocesi e, di fatto, di tutta New York e degli Stati Uniti, avrebbe accolto con entusiasmo e gioia il vescovo di Roma. Ci siamo dedicati alla programmazione per più di un anno: prima in modo informale, quando abbiamo appreso che avrebbe partecipato all Incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia, poi ufficialmente, quando abbiamo ricevuto la buona notizia che sarebbe venuto nella nostra arcidiocesi. Un filo comune ha però attraversato tutti i nostri progetti: in che modo possiamo far sentire la gente più vicina al Successore di Pietro, e come possiamo far sperimentare a Papa Francesco la gioia e la vitalità di una Chiesa molto viva? Quando nel 2009 sono stato nominato arcivescovo di New York, molti amici della mia città natale di Saint Louis, come anche di Milwaukee, dove ho servito per sette felici Dal collegio San Giuseppe al centro Padre Félix Varela La Chiesa al servizio dell educazione cubana umile, ma molto laborioso, membro della Sociedad patriótica dell Avana. Scrisse anche spesso sul «Papel Periódico». Lì ebbe l ardire di pubblicare nel 1791 il suo articolo En defensa del esclavo ( In difesa dello schiavo ) dove criticò senza timore quell istituzione. Ma l attività di docenza ebbe il suo periodo d oro dal 1803 al 1832, quando la sede dell Avana fu occupata dal basco Juan José Díaz de Espada y Fernández de Landa ( ). A quel tempo venivano educati lì non solo i candidati al sacerdozio, ma anche i figli di famiglie benestanti che aspiravano a carriere secolari. L istituto ebbe un ruolo nel rinnovamento dell insegnamento nel Paese, come pure nel dibattito su problemi sociali. Professore emblematico del periodo fu il presbitero Félix Varela y Morales ( ). In lui non c era conflitto tra la condizione di cristiano coerente e quella di uomo pubblico che ricercava il bene comune dei cubani. Non compiamo pertanto alcuna manipolazione se lo collochiamo tra i padri della nostra indipendenza e allo stesso tempo tra le grandi figure del cristianesimo dell isola. Formatosi in quello stesso centro, su richiesta di Espada, insegnò teologia, fisica sperimentale, psicologia, e occupò la cattedra di Costituzione per educare gli abitanti dell Avana ai principi liberali. Era un educatore compassionevole, ma anche audace e moderno. Non separava la fede dai doveri patriottici, perciò nella sua Cartas a Elpidio ha lasciato quella frase che oggi sovrasta l ingresso del centro: No hay patria sin virtud, ni virtud con impiedad ( Non c è patria senza virtù, né virtù con empietà ). È venerabile ed è in corso il suo processo di beatificazione. Dopo la morte del vescovo Espada nel 1832, la Corona impose ai vescovi di esercitare una forte vigilanza sul pensiero liberale. Il centro dovette limitarsi alla formazione del clero e mantenersi al margine dei problemi politici più scottanti. Cessato il dominio spagnolo su Cuba nel 1898, il seminario, a differenza di altri istituti, riuscì a sopravvivere e fu riorganizzato da vescovi dell Avana come Pedro González Estrada e Manuel Ruiz. Nelle sue aule sedettero alunni come il navarrese Ángel Gaztelu Gorriti ( ), tra i principali poeti religiosi della letteratura cubana del XX secolo. Poco dopo essere diventato vescovo dell Avana, nel 1942, Manuel Arteaga y Betancourt constatò che l edificio del seminario era divenuto insufficiente. Perciò decise di far costruire una nuova sede, lontana dal centro e la chiamò El Buen Pastor. La relazione con l antico collegio sembrava definitivamente interrotta, visto che la sua sede originale poco dopo quando Arteaga rice- vette la porpora nel 1946 fu restaurata per essere trasformata in palazzo cardinalizio. Il nuovo seminario, lontano dal rumore cittadino non seguì la sorte degli altri collegi religiosi, requisiti dalle autorità nel maggio 1961, anche se le relazioni tese di quegli anni tra la Chiesa e lo Stato portarono a una drastica diminuzione di studenti e docenti. Molti seminaristi furono mandati a concludere gli studi all esterno oppure abbandonarono definitivamente il Paese. Un numero minimo di allievi però restò anche in quegli anni difficili. Nel maggio 1966 il rettore di El Buon Pastor, Carlos Manuel de Cèspedes García Menocal fu informato da funzionari pubblici che aveva quindici giorni per lasciare la sede, perché l edificio serviva a fini militari. Dato che il cardinale Arteaga era deceduto nel 1963, il palazzo era in parte disabitato e il seminario si reinsediò lì. Il ritorno apparve come un recupero della storia e si cominciò a riutilizzare l antico nome di San Carlos y San Ambrosio. Fe d e l i in preghiera nella cattedrale n e w y o rc h e s e di San Patrizio (France Presse) anni come arcivescovo, mi hanno messo in guardia contro la grande città fredda e impersonale, dove la fede era una cosa poco più che improvvisata, una reliquia di un passato lontano. Ammetto che le loro parole mi avevano spinto a domandarmi quali potenziali difficoltà avrei dovuto affrontare! È stata una piacevole sorpresa, per me, scoprire molto presto che i miei benintenzionati amici avevano torto. La fede a New York non solo è ancora viva, ma sta anche prosperando! Sperimento questa fede in azione ogni volta che entro in una delle nostre scuole cattoliche e osservo l impegno dei nostri insegnanti, amministratori e genitori, che collaborano tutti per offrire un educazione accademica e religiosa eccellente a bambini di ogni origine, o quando visito uno dei nostri numerosi programmi degli organismi caritativi cattolici, dove ci occupiamo dei bisogni delle persone affamate o senzatetto, o dei nuovi arrivati nel nostro Paese. Sperimento però questa fede nella maniera più forte quando entro in una delle nostre trecento parrocchie per pregare con la gente, specialmente la più bella delle preghiere, il santo sacrificio della messa. È questa fede la cosa che sono più ansioso di condividere con Papa Francesco quando sarà qui con noi a New York. Egli ha catturato l attenzione del mondo ricordando in modo semplice, e tuttavia profondo, che la Chiesa deve sempre estendere l amore e la misericordia di Dio a tutti coloro che incontra; che dobbiamo sempre mettere la gente al primo posto, non le strutture o le istituzioni; e, prendendo in prestito la sua famosa analogia, che la Chiesa deve essere come un ospedale da campo, prendendosi cura dei feriti che ci circondano. Tante delle cose di cui ha parlato il Papa si stanno già realizzando qui a New York, ma penso che la sua presenza ci ispirerà a fare ancora di più per compiere questa missione. Sono già state fatte tantissime ipotesi su ciò che il Papa dirà quando si rivolgerà al Congresso o parlerà alle Nazioni Unite. In qualche modo, tutte queste speculazioni sembrano voler fare apparire la visita di Papa Francesco come un estensione della campagna presidenziale che è già in pieno corso: favorirà i democratici o i repubblicani? Quale partito ne trarrà beneficio? In che modo influenzerà la corsa per la Casa Bianca? Tutto ciò è comprensibile, ma è completamente fuori bersaglio. Papa Francesco viene come pastore che vuole conoscere meglio il suo gregge. Ci sfiderà e ci ispirerà, ci guiderà nella preghiera. Sebbene la sua permanenza a New York sarà relativamente breve circa 38 ore difficilmente ci sarà un momento di tregua. Oltre al suo discorso alle Nazioni Unite, Francesco ci guiderà nella preghiera dei vespri nella cattedrale di Saint Patrick, da poco restaurata e riaperta; visiterà il memoriale dell 11 settembre, dove parteciperà a un incontro multireligioso per la pace; visiterà una scuola a East Harlem per incontrare i bambini in un aula scolastica; trascorrerà del tempo con immigranti e nuovi arrivati negli Stati Uniti che sono stati aiutati dalle Charities cattoliche; e celebrerà la messa con circa persone nel Madison Square Garden. È un programma davvero fitto! New York è stata benedetta dalle quattro precedenti visite papali del beato Papa Paolo VI (1965), Papa san Giovanni Paolo II (1979 e 1995), e Papa Benedetto XVI (2008). Sento tantissimi racconti di persone che ricordano le proprie esperienze. «Ero con Paolo VI allo Yankee Stadium», oppure: «Ho visto passare Giovanni Paolo e mi ha salutato con la mano!», o ancora: «Papa Benedetto ha baciato il mio piccolo davanti a Saint Patrick!». So che la presenza di Papa Francesco tra noi, anche se solo per pochi giorni, avrà un impatto profondo sul popolo di Dio qui a New York. Ed è questa la nostra più fervente speranza: che questo pastore possa rinnovare, ispirare, sfidare e incoraggiare il cuore e l anima dei newyorchesi! *Cardinale, arcivescovo di New York Vi restò fino al 2010, quando il secondo cardinale cubano, Jaime Lucas Ortega y Alamino, è riuscito ad aprire un edificio moderno e ampio, che si trova a est della capitale, in una zona conosciuta come Peñalver, vicina alla Via Monumental. La vecchia sede ha detto addio per la seconda volta al seminario ma non alle sue funzioni sociali. Proprio in quell area è nato subito il centro culturale Padre Félix Varela, retto dall arcidiocesi, come luogo di promozione dell attività culturale e del dibattito tra i cattolici e il resto della società. In un lustro sono state offerte conferenze, dibattiti su temi letterari, artistici, storici, sociali e politici, come pure proiezioni cinematografiche, mostre di arti plastiche e serate musicali. E la sua tradizionale funzione educativa è stata alimentata dall istituzione nel 2013 di un corso di laurea in studi umanistici per laici, specialmente giovani. Grazie alla Congregazione per l educazione cattolica si stanno gettando le basi di una moderna università cattolica che, sebbene in fase embrionale, è già il più vasto e completo impegno accademico tra quelli sostenuti, superando ogni ostacolo, dalla Chiesa locale. Il centro è l omaggio più utile reso negli ultimi anni al venerabile Félix Varela e un modo degno di proseguire tre secoli di iniziative educative al servizio della nazione cubana. * C o n s u l t o re del Pontificio Consiglio della cultura

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO sabato 19 settembre 2015 L eloquente itinerario del Papa negli Stati Uniti d America Per gli ultimi e per i potenti Cuba è pronta ad accogliere Francesco Quel che conta è il cuore di DIONISIO GARCÍA IBÁÑEZ* di CAROLINA CANALES Per la Chiesa cubana è una grazia che tre Papi siano venuti a esercitare il loro ministero a Cuba e a lasciarci il loro magistero. Francesco verrà come missionario della misericordia a comunicarci la verità su Dio, sull uomo, sulla Chiesa. Tutti noi abbiamo bisogno di sperimentare la misericordia di Dio. Abbiamo molte ferite da sanare, in tutti gli ambiti della vita, personali, sociali, familiari. Molte famiglie sono divise da tante cose, altre sono separate, chi nel Paese chi fuori, e a volte a dividerle sono i diversi modi di pensare. Noi cubani abbiamo davvero bisogno di sperimentare la misericordia, il perdono, la riconciliazione per costruire una patria che si fondi sulla giustizia e sulla fraternità. Dobbiamo sempre tener conto di quanti hanno meno, di quanti sono più vulnerabili nella nostra società. È un utopia pensare che le leggi e la loro attuazione possano creare una società perfetta, perché a volte le leggi sono ambivalenti. Quel che conta è il cuore. Soltanto con le leggi non si risolvono i problemi, è necessario che a prevalere in ogni legge sia la ricerca del bene di ogni uomo. Spero che Papa Francesco ci porti proprio questa consapevolezza. E che tutto ciò che facciamo sia pervaso dalla misericordia di Dio. L annuncio del viaggio è avvenuto in un momento segnato dal ripristino, lo scorso 17 dicembre, delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti. È un passo molto importante. Negli Stati Uniti infatti risiede un numero significativo di cubani, e tutto ciò contribuirà a facilitare l incontro tra famiglie divise dal tempo, dalla distanza, o divise da opinioni politiche opposte e da idee diverse su come organizzare la so cietà. Tutto quello che si farà per unire, per stabilire canali di dialogo, per costruire ponti, viene da Dio. E anche tutto quello che si farà per unire mettendo al centro la persona umana. Allora già domani tutte le difficoltà saranno superate? Non possiamo essere così ingenui da crederlo, ma crediamo che si debba andare avanti con lo stesso spirito. Per l arcidiocesi di Santiago de Cuba, la visita sarà segnata da due momenti che evidenzieranno le linee guida della nostra pastorale. Noi tutti, infatti, desideriamo che l arrivo del Papa non sia semplicemente un evento che si esaurisce in pochi giorni. Vogliamo che questa visita s inserisca nella vita quotidiana, alimenti e sostenga il nostro cammino, ci aiuti a continuare la nostra opera evangelizzatrice e missionaria. Ecco allora che il Papa celebrerà una messa nel santuario della Vergine della carità a El Cobre. È la casa di tutti i cubani e sarà la prima volta che un Papa vi celebrerà. Alla messa, ecco l aspetto significativo, prenderanno parte anche i rappresentanti delle piccole comunità che, prive di una chiesa, sono nate dall evangelizzazione e dalla missione: sono espressione di un modo nuovo di essere Chiesa a Cuba oggi. La fede si celebra infatti nelle case e la comunità cresce attorno alle pietre vive che sono i suoi membri, i battezzati. Tum, tum, ya está tocando la puerta ( Toc, toc, già sta bussando alla porta ). Il 13 agosto circolava in rete un link con queste parole. Richiamava una musica degli anni Ottanta che fa: Si el amore llama a tu puerta ( Se l a m o re bussa alla tua porta ); e mentre si canticchiava abréle, non te entretengas ( aprigli, non ind u g i a re ), s invitava a cliccare sul link. Ad aprirsi non era un sito internet di canzoni romantiche. A bussare era la diocesi di Holguín, una delle tre che il Papa visita nel suo viaggio a Cuba. Gli abitanti si sono preparati all i n c o n t ro del 21 settembre con un ciclo di quaranta riflessioni, la prima delle quali con questo titolo tanto onomatopeico quanto descrittivo: Tum, tum, ya está tocando la puerta. Il Papa, s intende. È la prima volta che un Pontefice visita la città. Né Giovanni Paolo II, nel 1998, Abbiamo intuito che il futuro dell evangelizzazione passa per i missionari, i piccoli gruppi e le comunità, le case di preghiera. Per questo vogliamo che rappresentanti di queste piccole comunità e dei missionari che le hanno animate in tutta Cuba siano presenti a El Cob re. Del resto, la scelta di una Chiesa missionaria, in uscita, è una delle delle priorità dell Enec (Incontro Nazionale Ecclesiale Cubano). E quello che vediamo oggi è il frutto di venticinque anni di lavoro. A El Cobre ci sarà anche un gruppo di bambini malati con i loro familiari: sarà per Francesco l o ccasione per avvicinarsi al mondo della sofferenza e del dolore. L altra celebrazione della nostra arcidiocesi si svolgerà nella cattedrale, dove il Papa incontrerà le famiglie. È il secondo cardine delle nostre scelte pastorali. Anche se sappiamo che nel nostro Paese la famiglia vive molte difficoltà, che il numero di divorzi è alto, e che molti bambini nascono fuori dal matrimonio o in unioni molto instabili, sappiamo anche, come risulta da tutti i sondaggi, che la famiglia è la struttura sociale che a Cuba apprezziamo di più. Se si chiede alla gente da quale istituzione riceve più aiuto, appoggio e affetto, la risposta è: dalla famiglia. Se si chiede qual è la struttura sociale che difenderebbe di più, la risposta è sempre la famiglia. E quando si chiede qual è la preoccupazione più grande, la risposta è ancora la famiglia. *Arcivescovo di Santiago de Cuba e presidente della Conferenza episcopale Sul blog della diocesi di Holguín La rivoluzione della misericordia né Benedetto XVI nel 2012 hanno bussato alla porta di questa diocesi. Lo farà il Papa latinoamericano. Perciò non meraviglia che gli abitanti di Holguín stiano vivendo intensamente l attesa del «missionario della misericordia», motto del viaggio apostolico che fa riferimento al giubileo straordinario. In terra spagnola è diventato popolare il genere musicale habanera, per cui è pertinente chiedersi: che cosa canteranno al Papa gli abitanti di Holguín? La risposta a questa curiosità si trova nel blog della diocesi, fedele alla sua promessa di fare ogni giorno una riflessione sul viaggio. È stato fatto un vero conto alla rovescia, senza perdere neanche un briciolo dell entusiasmo dell inizio. E forse proprio per questa gioia mantenuta viva molti lo leggono ancora oggi. E nell accesso a Faltan menos 8 días! ( meno 8 giorni ) vengono rivelati i canti con cui si darà il benvenuto al Papa. Tra le sorprese una di sapore di JOSEPH KURTZ* fonde energia! Ed è contagioso. Il Papa è qui anche come un profeta e, come i profeti del passato, ci chiama a una conversione duratura e al cambiamento. Papa Francesco ci esorta continuamente a un servizio gioioso, generoso, in Cristo e per mezzo di Lui. Se vogliamo essere discepoli, dobbiamo portare i segni del nostro impegno: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Giovanni, 13, 35). Il Papa ci ricorda che il nostro amore per Dio, spagnolo: il coro di bambini che attende il Papa all aeroporto Frank País intonerà Con una sonrisa ( Con un sorriso ), melodia di José Luís Perales che dice: «Con un sorriso posso comprare tutte quelle cose che non si vendono; con un sorriso compro la solitudine di chi cammina solo lungo la strada. Con un sorriso posso comprare lo sguardo duro del mio nemico, con un sorriso compro il dolore di chi ha lasciato nella terra il suo cuore». Testo che probabilmente conoscerà a memoria il Papa che si scaglia continuamente contro la «cultura dello scarto». Nel día menos 6 ( giorno meno 6 ) la novità è la descrizione dell abbigliamento del coro che canterà durante la messa papale, che sarà come una bandiera cubana, con i colori bianco, rosso e azzurro, con cappelli artigianali fatti di palma e adornati da una cinta tric o l o re. Oltre a questi dettagli, se si vuole popolari, ce n è uno più solidale. È l aiuto che è giunto dall altro lato dell Atlantico, da dove proviene il dono degli abiti che indosseranno i 155 componenti del coro. È la «immaginazione della carità» come la chiamava Giovanni Paolo II. E la celebrazione del sacramento della carità che è l Eucaristia avrà come protagonista una cubana per eccellenza. Pochi minuti prima dell inizio della messa presieduta dal Papa, in piazza Calixto García giungerà la Madre di tutti i cubani, una statuetta della Vergine della Carità, dello scultore Nicomedes Díaz, che sarà accolta da canti. Da tempo gli abitanti di Holguín attendono Papa Francesco recitando rosari alla loro patrona, nota popolarmente come La Cachita. Come tanti, anch io sono colmo di gioia ed eccitazione per l imminente visita di Francesco negli Stati Uniti. I Papi non visitano come turisti. Viaggiano per rafforzare e sostenere i fedeli cattolici e per offrire a tutti una potente testimonianza. Queste visite pastorali sono una tradizione profonda, e lui sta seguendo le orme dei Papi moderni che lo hanno preceduto in questo. Ogni incontro porta momenti emozionanti. E, cosa più importante, col tempo, quando si guarda indietro, è possibile riconoscere i frutti che inevitabilmente ne nascono. Papa Francesco viene come pastore il nostro capo pastore p er stare tra la sua gente. Come pastore, è evidente che lo stare vicino agli altri e confortarli in particolare coloro che stanno ai margini gli inincontrato in profondità nella preghiera e nei sacramenti, deve spingerci a compiere gesti amorevoli gli uni verso gli altri. Ho visto in prima persona i gran- I preparativi al santuario nazionale dell Immacolata Concezione a Washington (Reuters) narie, in esse egli esprime molto bene il disegno profondo e permanente di Dio su matrimonio e famiglia, ricorda che la misericordia e la protezione amorevole di Dio vanno incontro a tutti e, che per le coppie, vivere la bellezza del matrimonio nella vita familiare è difficile, ma può trasformare il mondo che ci circonda. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di rafforzare le famiglie e imparare gli uni dagli altri come intrecciare le verità della nostra fede nel tessuto della nostra vita quotidiana. Non è un compito facile. Ma a tale riguardo trovo molto incoraggianti lo straordinario programma e le catechesi sviluppati dagli organizzatori dell incontro mondiale di Philadelphia. Per il suo viaggio, Papa Francesco ha scelto momenti che sottolineeranno la chiamata universale a costruire solidarietà e comunione. Nell enciclica Laudato si egli ha scritto a chiare lettere che tutto è collegato e che quindi, mentre cerchiamo di proteggere la nostra casa comune di fronte alla crisi ecologica, dobbiamo anche dimostrare un attenzione reciproca autentica su tutti gli altri fronti. Dobbiamo difendere la vita sin dai suoi primi istanti e proteggere e sostenere sempre le persone vulnerabili. Papa Francesco parlerà direttamente a persone molto potenti e famose nel nostro Paese e nel mondo. Ma incontrerà anche persone molto povere, che forse attraversano la vita senza essere mai notate o trattate, anche solo in modo semplice, secondo la loro dignità donata da Dio. Questa straordinaria giustapposizione non è una contraddizione. Nessuno è tanto potente da poter essere esentato dal sentire il grido dei poveri. Allo stesso modo, nessuno è tanto insignificante da poter essere scartato. Ognuno ha un ruolo intenso da svolgere nell opera che Dio dischiude intorno a noi. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per adempiere la nostra chiamata a essere «una sola famiglia umana» (Laudato si, 52). Penso che i momenti in cui il Papa visiterà il centro caritativo cattolico a Washington e l istituto correzionale a Philadelphia avranno la stessa intensità dei suoi discorsi al Congresso e alle Nazioni Unite. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti d America è da molto tempo di sforzi compiuti a Washington, New York e Philadelphia (e anche nell ambito della nostra Conferenza episcopale) per prepararsi e per accogliere il Santo Padre. Tantissima gente sta aspettando la sua visita, e sono persone di tutte le fedi. Molti lo incontreranno, ma anche chi non potrà partecipare potrà seguire ogni evento in diretta tramite la rete ( u s c c b. o rg ). L occasione principale della visita del Papa negli Stati Uniti è la sua partecipazione all Incontro mondiale delle famiglie. Da dicembre fino a mercoledì scorso, Papa Francesco ha dedicato le catechesi delle udienze generali proprio alla famiglia. Le sue riflessioni sono davvero straordiimpegnata a favore dei nostri fratelli e le nostre sorelle più poveri, come anche di quanti sono colpiti da un sistema giuridico penale che ora, come ammettono in tanti, necessita di una riforma. Perciò siamo immensamente grati che il programma del Papa preveda queste soste. La Chiesa e i fedeli negli Stati Uniti sono al servizio delle persone ai margini, sia nel nostro Paese che nel mondo. Papa Francesco, ad esempio, è molto esplicito quando parla del diritto alla libertà religiosa, dell importanza di riconoscere ovunque alle persone di poter vivere la propria fede con le parole e con le azioni. In ciò i cattolici sono chiamati a impegnarsi pubblicamente, e l itinerario del Papa sottolinea proprio quanto sia importante che la Chiesa parli direttamente dei bisogni del nostro mondo. Il nostro impegno è quello di dare testimo- nianza alla sacra dignità della persona umana, e di assicurare che i fedeli possano esprimersi secondo le loro credenze, che hanno la loro sorgente nella persona di Gesù Cristo. E poiché il Papa visiterà tre città che in tempi diversi sono state le capitali degli Stati Uniti, queste preoccupazioni avranno una vera risonanza. *Arcivescovo di Louisville e presidente della Conferenza episcopale Nomina episcopale in Islanda La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Islanda. David Tencer, vescovo di Reykjavík Nato il 18 maggio 1963 a Nová Baňa, in Slovacchia, ha compiuto gli studi teologici presso l università di Bratislava e presso il Seminario dell omonima diocesi. È stato ordinato sacerdote il 15 giugno 1986, incardinandosi nel clero di Banská Bistrica. In seguito, ha svolto la propria opera per quattro anni in qualità di viceparroco. Nel 1990 è entrato nella provincia slovacca dei cappuccini. Dopo il noviziato ha continuato gli studi a Roma, conseguendo la licenza in teologia nel Il 28 agosto 1994 ha emesso i voti solenni. In seguito, è stato parroco a Hólíč, prima di essere inviato a Hriňová nel 1996, per fondare un nuovo convento, il quale, poi, diventava il luogo per la formazione dei postulanti dei cappuccini, a lui affidato in qualità di rettore, ministero che ha svolto fino al Nel 2003 è stato nominato superiore del convento a Žilina. Nel 2004, infine, si è trasferito in Islanda per impegnarsi nella missione e dare inizio a una presenza cappuccina. Ha iniziato come vicario di Stella Maris a Reykjavík, prima di diventare parroco di San Þórlákur a Reyðarfjörður.

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