Il Microcredito: profili teorici e applicativi. Il caso The People of San Miniato Foundation

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1 Il Microcredito: profili teorici e applicativi. Il caso The People of San Miniato Foundation ARIANNA GASPARRI CLEAM a.a. 2011/2012 Docente Tutor GIORGIO FIORENTINI

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3 Ringraziamenti Desidero ringraziare tutte le persone che, con pazienza e gentilezza, mi hanno aiutato a ottenere le informazioni necessarie per lo svolgimento di questo lavoro e mi hanno accompagnato nella sua stesura. Ringrazio il Professor Fiorentini, per avermi dato la possibilità di collaborare con lui nella stesura di questo lavoro e per tutti i preziosi consigli che mi ha dato. Ringrazio la Dott.ssa Alessia Anzivino, che mi ha supportato anche nei pomeriggi caldi d estate. Ringrazio la Dott.ssa Laura Biancalani, che si è sempre mostrata disponibile per ogni chiarimento e mi ha sempre supportato nello svolgimento del lavoro, la Dott.ssa Francesca Cioni, che mi ha materialmente fornito informazioni preziose, il Rag. Massimo Bacchereti e tutti coloro che sono coinvolti nel progetto della The People of San Miniato Foundation. Ringrazio Casa Maionese, una maestra di vita, e tutti coloro che ne hanno fatto parte, anche per poco. Ringrazio tutti i miei amici, quelli d infanzia e quelli conosciuti in questa avventura milanese. Infine, ringrazio mia madre, mio padre, Luca e Azzurra che mi hanno sempre supportato in ogni mia scelta, e dedico loro questo mio lavoro. 3

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5 Indice Abstract.. pag. 7 Introduzione...pag. 8 Metodologia..pag.10 PARTE 1: Review letteratura 1- IL MICROCREDITO pag Premessa.pag Origini...pag Il sistema di credito formale, il sistema di credito informale e la risposta del Microcredito..pag PRINCIPI, MODELLI, METODOLOGIE E PRODOTTI pag Principi ispiratori.pag Modelli...pag.20 approccio minimalista e approccio integrato 2.3. Tipologie..pag. 21 Prestito di gruppo gruppo solidale Prestito di gruppo Village banking Prestito individuale Prestiti associativi 2.4. Prodotti pag. 25 5

6 Credito al consumo Servizi assicurativi Servizi di accompagnamento 3- LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI pag. 27 PARTE 2: Case Study e analisi dei risultati 4- CASE STUDY pag Premessa.pag The People Of San Miniato Foundation..pag Il bando pag Gli Indicatori.pag. 38 Conclusioni..pag. 53 Bibliografia e sitografia..pag. 55 6

7 Abstract Il presente lavoro si propone di presentare i profili teorici del Microcredito; partendo da questi aspetti che contraddistinguono questo nuovo modo di pensare la concessione del credito, il focus si sposta sull importanza, per le istituzioni che erogano questi microfinanziamenti, di possedere strumenti di monitoring capaci di misurare l efficacia delle loro politiche. L obiettivo è, dunque, quello di dimostrare la possibilità di creare indicatori oggettivi e veritieri in grado di valutare le politiche di queste istituzioni, dove la componente soggettiva, di difficile misurazione, risulta predominante. Ad esemplificazione, si è studiato il caso della The People of San Miniato Foundation: si è creato un primo set di indicatori definiti grazie a dati provenienti da interviste e dataset forniti dai responsabili del progetto; successivamente, a causa di una scarsità di dati che impediva una valutazione d efficacia esaustiva, si è proposto un ulteriore set di indicatori da utilizzare per un analisi più specifica. In conclusione, si può affermare che è possibile una valutazione dei risultati attraverso l utilizzo di indicatori oggettivi ed essa risulta fondamentale per legittimare l azione di un progetto di Microcredito in modo tale da evidenziare il contributo che esso dà alla comunità. 7

8 Introduzione Il corso di studi che frequento mi dà la possibilità di interfacciarmi continuamente con problematiche che affliggono l economia mondiale, o i fattori critici di successo in grado si decretare la crescita longeva di un Paese. Dapprima personalmente, e con gli strmenti analitici fornitimi dall Università poi, sono sempre stata interessata ad approfondire le problematiche che toccano da vicino l economia dei Paesi non soltanto molto sviluppati, ma anche di quelli costantemente alle prese con conflitti che spesso, dietro motivazioni di carattere etnico, nascondono in realtà cause di natura economica, quei Paesi in via di sviluppo, vittime di un vero e proprio sfruttamento delle proprie risorse perché posti nella condizione di dipendere da Stati stranieri. Sempre più frequentemente sentiamo, infatti, parlare di zone del mondo ricche di potenzialità, ma le cui popolazioni non riescono mai a conseguire l autonomia e l autosufficienza facendo leva sulle attività più tradizionali. Grazie all esperienza del programma di exchange, che ho svolto presso la Business School della National University di Singapore, ho avuto l opportunità di studiare le politiche macroeconomiche dei Paesi limitrofi, come il Vietnam e la Cambogia, che usualmente l Occidente definisce developing countries, e poi di concretizzare la mia conoscenza teorica grazie a viaggi di turismo responsabile che ho avuto la possibilità di effettuare nel Sud Est Asiatico. Rimasta affascinata dalle popolazioni autoctone, che ho avuto modo di conoscere da vicino, il mio interesse per questi Stati all eterna ricerca di un adeguato sviluppo economico è aumentato e ha cercato di trovare risposte motivate per aiutare proprio quelle popolazioni che ho incontrato, nei cui occhi ho letto una grande voglia di costruirsi un futuro migliore. Una risposta plausibile alle esigenze di queste popolazioni può essere rintracciata nelle esperienze del Microcredito, la parabola del Professor Yunus, il bengalese che ha aiutato le donne della comunità di Jobra ad avviare nuove attività imprenditoriali e ad uscire dal loro stato di indigenza, sia economica, che sociale, assicurando loro un futuro più prospero tramite la concessione di microprestiti senza porre barriere all ingresso tipiche del mercato formale, come la richiesta di garanzie reali, che rappresentano l ostacolo principale per coloro che hanno bisogno di credito. 8

9 Ho avuto l opportunità di conoscere da vicino tale fenomeno proprio a partire dal territorio in cui vivo, la città di San Miniato, in cui è nata una Fondazione bancaria che ha avuto il grande merito di lavorare per la pace nei territori della Palestina, proprio in virtù di esperienze di piccolo prestito all artigianato locale per far nascere e prosperare aziende in luoghi in cui è tuttora difficile parlare di solidarietà e fratellanza. Il mio interesse è andato sempre crescendo, e si è tradotto concretamente nella partecipazione come Summer Intern a un progetto di Microcredito di una Organizzazione No Profit in India, nella regione di Gujarat, nella città di Baroda, grazie all associazione studentesca AIESEC. Qui, ho avuto la possibilità di collaborare con una piccola banca locale che concede microprestiti, la M V Power Bank, e ho seguito da vicino i meccanismi tipici del fenomeno del Microcredito, quali la scelta dei beneficiari, le riunioni periodiche per la restituzione del prestito e il correlato sistema di monitoring da loro utilizzato. Ho inteso per questo approfondire l argomento per comprendere meglio le origini, lo sviluppo, le diverse applicazioni che il Microcredito ha subito nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, e poi procedere con l analisi di un caso studio, quello appunto che vede le origini nella mia terra natale, la The People of San Miniato Foundation. Il case study si muove seguendo un obiettivo, ovvero quello di trovare indicatori in grado di supportare il sistema di monitoring dell iniziativa sanminiatese, perché il presente lavoro concorda, anche con quanto emerge dall analisi della letteratura, con il concetto di valutazione dei risultati come processo fondamentale per l efficacia e il successo di un programma. Si ritiene, infatti, necessario per il settore, l implementazione di un sistema di meccanismi di controllo volto a misurare l efficacia della propria azione, viste anche la disponibilità sempre più scarsa di risorse e le sempre più articolate relazioni con l esterno e con gli stakeholder 1. Tale ricerca si propone, quindi, di mostrare la possibilità di misurare l efficacia dell azione di un istituto di Microcredito tramite indicatori oggettivi e veritieri, nonostante la soggettività sia un tratto caratterizzante del settore, che si traduce nella fiducia quale pilastro fondamentale nelle relazioni tra beneficiari e istituti di credito. 1 Fiorentini, G. (2012). Economia e gestione delle aziende non profit: cod Milano: EGEA. Cap 2, Par

10 Metodologia Il presente lavoro verte sul fenomeno del Microcredito e affronta tale argomento da due diverse prospettive: v Una review della letteratura che ne descrive le origini, i principali modelli e che va a sottolineare l importanza della misurazione dei risultati per politche d azione efficaci; v Un analisi del caso studio The People of San Miniato Foundation, con la proposta di strumenti di monitoring per la valutazione di efficacia di tale programma. Per il secondo punto, l analisi è stata svolta grazie a interviste e raccolta dati presso gli uffici italiani dell associazione: sono emerse lacune nel reperimento di informazioni sui beneficiari, tanto da non fornire un quadro completo ed esaustivo per una valutazione di efficacia. Si è ritenuto indispensabile, quindi, andare a proporre ulteriori indicatori in grado di descrivere in modo più dettagliato, ma sempre chiaramente comprensibile a tutti gli attori coinvolti nel progetto, l efficacia dell azione della The People of San Miniato Foundation, in vista anche di una probabile e reale applicazione da parte dei responsabili del progetto. 10

11 1. IL MICROCREDITO Solo i cattivi espolaratori dicono che non c è terra, allorchè vedono soltanto il mare. Francesco Bacone 1.1. Premessa A seguito dello smisurato successo che la filosofia alla base dello strumento del Microcredito ha avuto negli ultimi decenni, il 2005 è stato dichiarato, dall Organizzazione delle Nazioni Unite, Anno Internazionale del Microcredito. Secondo la definizione della Microcredit Summit Campaign, è possibile definire il Microcredito come the extension of small loans and other financial services (such as savings accounts) to the very poor. Si tratta quindi di una particolare forma di credito caratterizzata da importi di basso ammontare e senza vincoli di garanzia concessi a persone povere. Queste caratteristiche hanno permesso la diffusione di questo strumento prima nei Paesi sottosviluppati, contribuendo poi ad una successiva crescita di microimprese anche nei Paesi sviluppati. Il meccanismo così congeniato permette, prosegue la definizione, to pursue entrepreneurial projects that generate extra income, thus helping them to better provide for themselves and their families 2. Il Microcredito nasce per provvedere a quella domanda insoddisfatta di credito, da parte di chi appartiene solitamente alle fasce a basso reddito della popolazione e che vedono respinte le loro richieste dalle banche tradizionali, in quanto deficitarie di garanzie reali per accedere ai canali di credito tradizionali 3. La probabilità che questi ultimi si trovino a far fronte alle difficili dinamiche causate dal circolo vizioso della povertà è molto alto, trappola che a livello macroeconomico può causare un basso prodotto pro-capite, un conseguente basso consumo pro-capite ed un connesso basso investimento pro-capite, poiché tutto ciò che è prodotto si traduce in consumi. La crescita del Prodotto Interno Lordo risulterà essere di conseguenza ridotta o addirittura nulla, facendo presagire l innescarsi di un circolo vizioso di povertà da cui è difficile affrancarsi. La conseguenza peggiore che questo circolo concerne la marginalizzazione dell uomo non solo dal settore creditizio, ma soprattutto dalla società. 2 (http://www.microcreditsummit.org/about/what_is_microcredit/) 3 D. Ciravegna, A. Limone (2006). Otto modi di dire microcredito. Ed. Il Mulino 11

12 La speranza di un futuro migliore per l individuo si sgretola, innescando una voragine che si perpetua e si fa sempre più profonda Origini Nell imaginario collettivo odierno, quando si parla di Microcredito viene automaticamente alla mente la parabola del Professor Muhammad Yunus, che nel 1977 ha fondato la Grameen Bank, esempio più conosciuto di istituzione di Microcredito. Tuttavia, forme di micro finanziamenti si trovano già ben secoli prima. Nel Medioevo, infatti, era molto praticata la cosiddetta forma di intermediazione finanziaria dei monti di pietà, che deve la sua diffusione, soprattutto in Europa, al movimento francescano. Questa forma di intermediazione riconosceva nel prestito una sorta di educazione all imprenditorialità, piuttosto che la semplice beneficienza che bastava solo per sopravvivere. Sono da annoverare, poi, le English Lending Charity o l Irish Loan Fund, enti che elargivano Microcredito dopo le carestie che colpirono le regioni nel XIX secolo. Maggiore impatto ebbero le casse rurali sociali di credito della seconda metà del XIX secolo, le quali si basavano sui principi della garanzia solidale e della responsabilità illimitata, si rivolgevano alle zone rurali e si finanziavano principalmente con prestiti interbancari. Facevano fede allo stesso modello le associazioni popolari di credito, tuttavia più orientate verso le realtà cittadine e autofinanziate attraverso le quote versate dai soci. Queste realtà si sono trasformate in vere e proprio banche commerciali e oggigiorno si tende a non pensare ad esse quando si parla di Microcredito e del rapporto fiduciario tra creditore e debitore che elimina l esigenza di garanzie; ciò può portare a conclusioni sbagliate perché, specialmente le casse rurali hanno mantenuto questo paradigma che fa perno sul legame tra finanziatore e finanziato 5. Non va comunque dimenticato che le banche commerciali abbracciano logiche competitive tipiche di quelle banche che rappresentano una barriera per lo sviluppo dei più poveri: rimane quindi aperto il dibattito circa l utilità sociale di queste istituzioni che, da una parte si difendono facendo leva sul 4 D. Ciravegna, A. Limone (2006). Otto modi di dire microcredito. Ed. Il Mulino 5 D. Ciravegna, A. Limone (2006). Otto modi di dire microcredito. Ed. Il Mulino; pp

13 legame che li lega ai loro clienti, dall altra vengono comunque accusate di agire come vere e proprie banche, preferendo quindi una solidità finanziaria piuttosto che perseguire il loro obiettivo primario, ovvero quello di favorire i più deboli dal punto di vista finanziario Il sistema di credito formale, il sistema di credito informale e la risposta del Microcredito Il settore bancario formale si pone così come ostacolo allo sviluppo delle classi meno abbienti, poiché il sistema di erogazione viene bloccato dall assenza di garanzie dei potenziali clienti. Inoltre è doveroso notare come tale settore sia afflitto dal fenomeno dell Asimmetria Informativa nella scelta dei clienti, poiché nell esecuzione del contratto di credito, le due parti, il cliente e la banca, hanno a disposizione livelli di informazione diverse. Nella fattispecie è il richiedente che ha maggiori informazioni e quindi può trarre un vantaggio personale. Tale fenomeno si articola in due scenari particolari: uno è l adverse selection, che avviene prima della conclusione del contratto, in cui una parte omette informazioni rilevanti per l esecuzione della transazione; l altro è il moral hazard, ex post, in cui le azioni della controparte non possono essere perfettamente controllate. Ecco che la banca, per ovviare a questi scenari negativi, esige garanzie reali dai propri clienti, col fine di assicurarsi un riscatto in caso di manifestazione dei suddetti fenomeni. Un altra pratica molto utilizzata è quella dell Enforcement, che prevede l applicazione di strumenti e azioni legali al fine di costringere il cliente all esecuzione del contratto. Coloro che percepiscono un reddito basso, però, sono escluse dal settore formale bancario in quanto non possiedono alcuna garanzia tradizionale e non hanno una storia creditizia fortunata. Le banche non riconoscono in loro altro che alti costi di transazione, dovuti anche dalla dispersione territoriale che contraddistingue i meno abbienti, molto più cospicui rispetto agli importi stessi da elargire. Inoltre, l accesso è scoraggiato anche da fattori politici e socioculturali, quali un ambiente macroeconomico sfavorevole e la scarsa istruzione, o le politiche inadeguate verso il settore finanziario 6. Il Microcredito ha come missione quella di spezzare questo rapporto, rivolgendosi a questi settori marginali dell economia, tenta di cambiare il vizio in virtù e tenta di risollevare coloro che hanno e producono poco o nulla, coloro che la finanza formale ignora. 6 ISPI Winter School, Gli Attori della Microfinanza. Istituto degli Studi di Politica Internazionale, aprile 2012, Milano. 13

14 Per usare un espressione di Muhammad Yunus, il già citato patriarca di questa nuova generazione di Istituzioni, le MFIs (Micro Finance Institutions), il credito deve essere visto come diritto umano, non un attività rivolta alla creazione di profitto per i prestatori : diritto umano essenziale in quanto il Microcredito consente la partecipazione, la responsabilizzazione e l autogestione di iniziative da parte di coloro che vivono in condizioni di povertà pur essendo parte del mondo più sviluppato 7. Rimanendo focalizzati sui Paesi in via di sviluppo e sottosviluppati, l esclusione finanziaria della maggior parte della popolazione ha portato alla nascita di un mercato del credito parallelo, la cosiddetta finanza informale, che riguarda tutte quelle pratiche limitate di prestito gestite da associazioni comunitarie, da membri di famiglie, da commercianti o da prestatori su pegno. I meno abbienti sono così costretti a rivolgersi agli usurai in quanto non è concessa loro alcun altra possibilità di ricorrere ai canali formali di credito, rendendo così la probabilità di uscire da tale meccanismo oltremodo difficile. Si descrivono di seguito le forme caratteristiche di finanza informale 8. La servitù da debito Questa prima fattispecie si manifesta, nella maggior parte dei casi, quando l individuo chiede un anticipo sul salario. A seguito dell ottenimento del prestito richiesto, il debitore o un familiare, è costretto a lavorare gratuitamente, o raramente contro il pagamento di un salario irrisorio, per il creditore. Tale forma viene utilizzata perché si dispone della somma di denaro immediatamente, e al contempo, si ha anche un impiego. Addirittura, talvolta le clausole implicano il trasferimento del diritto di proprietà della terra del debitore al creditore. È una pratica molto diffusa in India, sovente i figli lavorano in condizioni di semischiavitù per ripagare i debiti dei padri. Il credito dei commercianti 7 D. Ciravegna, A. Limone (2006). Otto modi di dire microcredito. Ed. Il Mulino. Parte prima, Cap. II, pag Riferimenti da Cencini, A. e Borghi, M. (2010). Per un contributo allo sviluppo del Microcredito. Casa Editrice Dott. Antonio Milani. Cap. I. 14

15 Tale pratica si presenta nel caso di dilazione del pagamenti degli acquisti effettuati da parte di un individuo con difficoltà economiche. Il commerciante accorda un pagamento a termine, o il versamento di somme periodiche. Il prezzo risulta di conseguenza maggiorato e talvolta il tasso di interesse arriva anche al 100 per cento. Interessante è studiare tale pratica nel mercato islamico, dove il tasso d interesse è proibito, secondo i dogmi imposti dalla religione. Qui, infatti, i commercianti, per mascherare il tasso di interesse, vendono beni ad un valore superiore rispetto a quello richiesto, l acquirente rivende subito il bene ad una cifra inferiore, quella di cui ha bisogno, ritrovandosi costretto a pagare una somma ben superiore rispetto al necessario. Le Rotating Saving and Credit Associations (ROSCAs) Si tratta di associazioni i cui membri versano periodicamente i proprio risparmi e poi a turno beneficiano dell ammontare complessivo versato da tutti. I membri possono coinvolgere nell associazione solo conoscenti oppure altre persone facendole risultare con una configurazione più allargata. Caratteristica fondamentale è il legame di solidarietà che lega i consociati e la pressione collettiva che il gruppo riesce a creare: infatti, in caso di default, il debitore inadempiente, oltre a non avere più possibilità di contrarre un debito, sarà anche escluso dalla comunità. Le cooperative di credito (Credit Unions) In questo caso, gli abitanti del villaggio possono aderire e partecipare alla cooperativa, che riunisce un fondo di risparmi e poi accorda i prestiti, dei quali tutta la comunità è da garante. Anche qui, la garanzia solidale dei membri e il rischio di esclusione sociale sono i fattori che più proteggono dal rischio d insolvenza. Il settore informale, così ampiamente diffuso, si fa portatore di alcuni vantaggi per le popolazioni più povere ed escluse dal sistema formale. Infatti, i richiedenti non hanno alcuna difficoltà nell accesso, poiché non si richiedono garanzie formali, vista la conoscenza diretta tra le due parti; nonostante poi i prestiti siano di piccole dimensioni, i 15

16 costi di transazione sono irrisori, confermando la natura informale. D altro canto però questo sistema è un freno allo sviluppo della politica monetaria del Paese, in quanto provoca la formazione di mercati fortemente segmentati e massacrati dall usura, dati i tassi di interesse spesso elevatissimi e gli ovvi risvolti di natura sociale, che aumentano il divario tra ricchi e poveri, incapaci di risollevarsi dalla situazione di indebitamento. Viene così a crearsi un dualismo finanziario, cioè una presenza simultanea di un sistema formale e informale di credito. Ciò mostra come il Microcredito, e la Microfinanza in generale, non possa prescindere da queste forme, soprattutto per quanto riguarda la finanza informale, ancora socialmente radicata nelle comunità più povere. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, si sono sviluppati quei modelli di Microcredito che ora sono comuni nell immaginario collettivo. Il pioniere, come ricordato, è stato il professor Muhammad Yunus, che partendo dalla piccola comunità di Dhaka, nel Bangladesh, è riuscito a risollevare le sorti di milioni dei più poveri tra i poveri. Negli anni Novanta la logica del Microcredito si allarga, abbracciando quella ben più ampia di Microfinanza, termine che racchiude non solo l erogazione dei microloans, ma anche strumenti e servizi che si affiancano e integrano l attività di concessione prestiti con altre opportunità di sviluppo, quali depositi, assicurazioni o fondi pensione. Fino ad arrivare ai nostri anni, in cui si mette in dubbio la reale efficacia di tali programmi, si accusano di aver abbandonato quel fine che li aveva elevati al successo, e si cerca di orientare l azione verso la performance sociale e l impatto sociale. 16

17 2. PRINCIPI, MODELLI, TIPOLOGIE E PRODOTTI 2.1. Principi ispiratori 9 I programmi di Microcredito sono accomunati da un serie di principi che ne hanno decretato il successo negli ultimi anni. I caratteri distintivi della Microfinanza si ritrovano nella fiducia che L MFI 10 riconosce al beneficiario, quella fiducia che gli è sempre stata negata e che non gli ha permesso di risollevarsi dalla sua posizione di emarginato. Fiducia che si traduce nell applicazione di garanzie sostitutive a quelle reali, come per esempio la peer pressure. ovvero la creazione di gruppi. Questa pratica è risultata fondamentale per la fidelizzazione del cliente e il successo dei rimborsi. Taluni programmi prevedono l erogazione del prestito al gruppo, che si pone da garante ai singoli beneficiari: in caso di default, i membri del gruppo rispondono in solido per il rimborso delle rate. Anche qualora il prestito sia su base individuale, il meccanismo di controllo sociale può essere mantenuto, attraverso per esempio incontri collettivi per le quote di rimborso, al fine di ottenere quella pressione sociale che si ripercuote sul committment del singolo beneficiario. La responsabilizzazione e l esistenza di sanzioni sociali sono elementi che contribuiscono ad aumentare la fiducia da parte dell istituto nei confronti dei richiedenti. La motivazione al rimborso è anche sollecitata da altri fattori, come per esempio l aumento graduale della somma prestata in funzione della solvibilità, la presenza di incentivi per rimborsi regolari, la richiesta di un previo deposito di risparmio come garanzia. La presenza di questi meccanismi di solidarietà sottolineano il fatto che group meetings can facilitate education and training, which may be particularly helpful for clients with little business experience and/or low literacy levels 11. Altra caratteristica costante che si ritrova nei programmi di Microcredito è la durata di un intero ciclo. L erogazione è sempre molto tempestiva, con lo scopo di sopperire subito ai bisogni del cliente, in modo anche da allontanarlo dall eventuale tentazione di rivolgersi agli usurai. Anche il rimborso si realizza di conseguenza in tempi brevi, gli importi sono 9 Riferimenti da Cencini, A. e Borghi, M. (2010). Per un contributo allo sviluppo del Microcredito. Casa Editrice Dott. Antonio Milani. Cap. I; ISPI Winter School, Gli Attori della Microfinanza. Istituto degli Studi di Politica Internazionale, aprile 2012, Milano. 10 Micro Finance Istitution 11 Armendariz de Aghion e Morduch (2005) cit., pag. 14 in Cencini, A. e Borghi, M. (2010). Per un contributo allo sviluppo del Microcredito. Casa Editrice Dott. Antonio Milani 17

18 spesso di piccole dimensioni e la decorrenza è usualmente settimanale o mensile, poiché si fa leva sulla pressione che queste scadenze hanno sul beneficiario. Un altra risorsa invisibile che contribuisce alla spiegazione del successo del Microcredito è rappresentata dalla prossimità 12. Come spesso ricorda Yunus, si ha un inversione di tendenza rispetto al modello del credito tradizionale; qui, infatti, è la Banca che va dal cliente, e non viceversa. Si rompe così quel muro di pratiche burocratiche che ha allontanato i più poveri dalle banche e si cerca di ridurre quell asimmetria informativa che disincentiva la concessione di prestiti. Il Microcredito agisce in questo senso secondo due direzioni: da una parte si propone come banca di villaggio, poiché l attività creditizia è radicata nell ambito locale e rurale dove sono realmente i poveri; dall altra propone i funzionari non come figure lontane dalle realtà, ma li immerge fisicamente tra i candidati beneficiari. Un altra caratteristica riguarda l effetto impressionante delle principali esperienze di Microcredito sull effetto di genere 13, ovvero quella pratica diffusa di privilegiare le donne come beneficiarie. Secondo il rapporto del 2012 del Microcredit Summit Campaign, circa l 83% dei 137,5 milioni di persone molto povere che nel 2010 hanno beneficiato dei servizi finanziari offerti dalle MFIs sono state donne 14. Un interpretazione a tale fenomeno può essere spiegata su due direttrici: una sociale e una economica. Tra i motivi sociali, che dovrebbero essere i primi a muovere una MFI, ritroviamo gli obiettivi che spesso tali istituzioni si pongono, come ad esempio la lotta alla discriminazione e la parità dei diritti. Ecco come il Microcredito si fa portavoce di una nuova ondata di idee, non solo di uno sviluppo economico ma anche di un cambiamento culturale, puntando così all Empowerment femminile. Come indicato dal Professor Yunus l atto di conferire alla donna il controllo del denaro costituiva il primo passo per restituirle all interno della famiglia i diritti di essere umano 15. Passando ai motivi economici, individuiamo tra i principali il diverso grado di responsabilità della donna all interno di contesti culturali dove il Microcredito è solito operare, una gestione più oculata delle risorse finanziarie, la 12 Becchetti, L. (2008). Il Microcredito. Una nuova frontiera per l economia. Bologna: Il Mulino. 13 Riferimenti da: Cencini, A. e Borghi, M. (2010). Per un contributo allo sviluppo del Microcredito. Casa Editrice Dott. Antonio Milani. Cap I, pag. 23.; Becchetti, L. (2008). Il Microcredito. Una nuova frontiera per l economia. Bologna: Il Mulino. Cap V, pag. 75; Duflo, E. (2011). I numeri per agire: Una nuova strategia per sconfiggere la povertà. Feltrinelli Editore. 14 Maes, J. P. e Reed, L. R. (2012). State of the Microcredit Summit Campaign Report Working Paper. Microcredit Summit Campaign. 15 Yunus, M. (2007). Il banchiere dei poveri. 11 Edizione italiana (Edizione originale: Vers un monde sans pauvreté, Edition Jean- Claude Lattès, 1997). Feltrinelli Editore Milano 18

19 puntualità delle donne nel rimborso di prestiti e la loro tendenza a spendere una parte del reddito a favore della prole, ad esempio per programmi sanitari o educativi. Ultimo principio su cui fa perno il Microcredito, spesso oggetto di controversie, è il tasso di interesse 16. Ci sono due principali scuole di pensiero riguardo all applicazione di una remunerazione per l istituzione finanziaria che eroga il prestito: da una parte c è chi accusa talune istituzioni che applicano il tasso di interesse di allontanarsi dai motivi sociali che ispirano tali programmi e di ricordare l usura del mercato creditizio informale; altri invece la sostengono come condizione necessaria per la sopravvivenze delle stesse istituzioni. Spesso, infatti, i tassi effettivi sono più alti di quelli dichiarati, perché vi possono essere aggiunte spese e commissioni o imposta una quota obbligatoria di risparmio: nella pratica, infatti, si possono riscontrare tassi del 40-50% reali. Questi, però non sono la conseguenza della sola sostenibilità dell iniziativa di Microcredito: si possono annidare anche motivazioni più insidiose. C è il rischio che le istituzioni, per assicurarsi una sostenibilità finanziaria, finiscano per privilegiare i soggetti più solvibili, a discapito dei più poveri tra i poveri, o ancora, potrebbero estendere il numero di progetti finanziati, diminuendo la qualità del servizio e l assistenza ai singoli beneficiari. Ma un occhio più critico deve comunque interrogarsi sulla questione dell autosostenibilità dei sistemi di credito per i meno abbienti come un utopia. I costi di un sistema di Microfinanza con obiettivi di lotta alla povertà sono solitamente più elevati di quelli di una istituzione bancaria normale. Una delle ragioni per le quali le banche non si avventurano in certe zone povere, specialmente rurali, con una insufficiente rete di comunicazioni e una debole struttura economica, è il fatto che il costo di gestione del credito non sarebbe coperto dai ricavi di crediti di piccolo importo; questa è al contempo una delle ragioni della esistenza stessa della Microfinanza: raggiungere coloro che il sistema formale non raggiunge. Inoltre, nemmeno le banche, in realtà, vivono del differenziale tra i tassi sui prestiti e quelli sui depositi. Cioè le banche non coprono i propri costi con gli interessi attivi netti. E noto che invece le banche investono a loro volta, sia pure con vincoli più o meno ampi a seconda delle legislazioni nazionali. Perché allora le istituzioni finanziarie informali dovrebbero riuscire laddove non riescono quelle formali? Rimane dunque aperta il dilemma sul tasso di interesse, anche se la pratica ci dimostra che esistono poveri i quali, 16 Becchetti, L. (2008). Il Microcredito. Una nuova frontiera per l economia. Bologna: Il Mulino. 19

20 nonostante gli interessi, sono in grado di prendere denaro in prestito e rimborsarlo, in virtù del fatto che la rapidità del credito è più importante di tassi inferiori Modelli Per descrivere l approccio al fenomeno del Microcredito, in letteratura ricorrono due principali visioni che descrivono l approccio al fenomeno del Microcredito, che si differenziano in base alla presenza o meno di servizi accessori rispetto a quello core, ovvero la semplice erogazione del credito. Queste visioni posso definirsi come approccio minimalista e approccio integrato. 18 Approccio minimalista (Latino-americano) L espressione fa riferimento a quei programmi che si concentrano esclusivamente sull intermediazione finanziaria, fino a comprendere talvolta un intermediazione di tipo sociale. La prima consiste nell erogazione del credito, sia come capitale circolante sia per investimenti in capitale fisso, accompagnati spesso da sistemi di risparmio e forme assicurative per i beneficiari. La seconda invece riguarda attività di formazione dei beneficiari, una sorta di educazione finanziaria di base, con lo scopo di aiutare i clienti a gestire al meglio le loro attività. Esempi di intermediazione sociale riguardano l animazione e formazione su varie tematiche, come per esempio contabilità, sviluppo delle caratteristiche di leadership o cooperativismo. La presenza di queste attività correlate permette di trasferire anche un know how che nel tempo può essere assorbito dalla comunità in modo permanente, modo tale da avere un impatto di lungo periodo. La ragione principale che spinge le organizzazioni ad adottare questo approccio risiede nell autosufficienza del programma di Microcredito; infatti i servizi accessori rappresentano un ulteriore costo per chi eroga, minandone così la capacità di auto sostenersi, senza far ricorso a fonti esterne. 17 Duflo, E. (2011). I numeri per agire: Una nuova strategia per sconfiggere la povertà. Feltrinelli Editore. Pag ISPI Winter School, Gli Attori della Microfinanza. Istituto degli Studi di Politica Internazionale, aprile 2012, Milano. 20

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