INFRASTRUTTURE IL PUZZLE DELLA TOSCANA. DALLE TERRITORIALI Firenze... Arezzo, Grosseto, Siena... Livorno... Lucca, Pistoia, Prato... Massa Carrara...

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1 ies Industria e Sviluppo trimestrale di informazione, opinione, economia, impresa Confindustria Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Prato, Siena DALLE TERRITORIALI Firenze... Arezzo, Grosseto, Siena... Livorno... Lucca, Pistoia, Prato... Massa Carrara ANNO VI - N. 4 ottobre-dicembre 2014 INFRASTRUTTURE IL PUZZLE DELLA TOSCANA ENRICO ROSSI Vince la Toscana che non si arrende RICCARDO NENCINI Infrastrutture: è l ora dei fatti VINCENZO CECCARELLI Regioni: stop alle riduzioni delle risorse

2 IL NOSTRO LAVORO RAFFORZA LA VOSTRA IMMAGINE IL MONDO DELLA PELLE SU UNA RIVISTA NUOVI SPUNTI PER LA TUA ATTIVITÀ L&L, la rivista presente alle Fiere più importanti del settore, da Parigi a Milano.

3 Comunicazione & Pubblicità Consulta on-line la rivista, sul sito:

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5 Direttore responsabile: Annarosa Pacini Comitato di redazione: Andrea Balestri, Sandro Bonaceto, Antonio Capone, Marcello Gozzi, Massimiliano Musmeci, Umberto Paoletti, Piero Ricci, Claudio Romiti Coordinatore editoriale: Furio Massi Redazione: Luisa Angioloni (Arezzo), Simona Bandino (Firenze), Lodovica Lazzerini (Massa Carrara), Ilaria Maraviglia (Lucca), Franco Passarini (Grosseto), Saida Petrelli (Prato), Elena Pozzoli (Livorno) Hanno collaborato a questo numero: Maurizio Abbati, Pino Di Blasio, Mattia Cialini, Francesco Colonna, Claudia Failli, Nadia Frulli, Giuseppe Nigro, Paolo Vannini, Manuela Villimburgo Impaginazione, grafica e foto: Franco Passarini Direzione e redazione: Confi ndustria Grosseto, viale Monterosa 196, Grosseto, iesindustriaesviluppo.com Editore: Assoservizi Toscana Sud Rete d Imprese. Via Roma, Arezzo Stampa: Soluzioni per la Stampa Srl, Corso Carducci 34, Grosseto Registrazione: Tribunale di Grosseto n. 1/2009 del Gli articoli possono non rispecchiare le posizioni delle Associazioni Industriali e dell Editore, che li ritengono in ogni caso un contributo sul piano dell informazione e dell opinione. Dei contenuti sono responsabili i singoli autori. L Editore non dovrà essere ritenuto responsabile per errori, omissioni, interruzioni o ritardi legati ai contenuti pubblicati nè per eventuali danni provocati dagli stessi. È consentita la riproduzione purchè espressamente autorizzata dall Editore, e con la citazione della fonte. Non vengono trattati dati personali. L uso dei dati, temporaneo, è solo a fi ni giornalistici. Foto Assoservizi Toscana Sud - Rete d Imprese. E vietato qualunque utilizzo e/o riproduzione, anche parziale, del materiale fotografico contenuto in questa rivista. PUBBLICITÀ: la raccolta pubblicitaria su tutto il territorio della Toscana per IES - Industria e Sviluppo è a cura di: MGA Comunicazione & Pubblicità srl - Via Aretina 167/M Firenze Tel. 055/ Cel. 349/ SOMMARIO 47 FIRENZE AREZZO 50 GROSSETO SIENA 56 LIVORNO LUCCA 58 PISTOIA PRATO MASSA 60 CARRARA La lunga strada verso l infrastruttura etica 8 Infrastrutture: è l ora dei fatti 12 Vince la Toscana che non si arrende 16 Regioni: stop alle riduzioni delle risorse 20 Infrastrutture, chiave di volta della crescita 21 Più energia al motore dell industria 24 Toscana del sud e infrastrutture: è il momento dei fatti 28 Toscana Nord: le infrastrutture, la grande opportunità 38 Dalla terra al mare, più infrastrutture, più sviluppo 42 Il rilancio passa dalla sicurezza Sostenibili per vincere Dove c è impresa c è casa Diamo energia alle nostre imprese La meccanica a Lucca, Pistoia e Prato: un settore dai molteplici volti Le cave e il Piano Paesaggistico Speciale Consulenti del lavoro EDITORIALE COVER STORY TERRITORIALI

6 Palazzo Budini Gattai Firenze Un luogo originale per ricevimenti di matrimonio, cene e cocktails, serate musicali in giardino, incontri di lavoro, convegni... An original venue for wedding receptions, dinners and cocktails musical and garden events, conferences and meetings... Via dei Servi, 51 Piazza SS. Annunziata, Firenze Tel Fax

7 EDITORIALE IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 7 di Francesco Colonna, editorialista Corriere Fiorentino La lunga strada verso l infrastruttura etica Un impresa può puntare su una linea specifica di prodotti, su qualcosa che contenga un suo vantaggio competitivo. Il governare o l amministrare rendono quasi impossibile una gestione del genere, perché in qualche modo una risposta va data a tutti. Difficile lasciare indietro o rinunciare a qualcosa, e questo a prescindere dalla pura convenienza collettiva. Questo in Italia è molto vero: un sentimento e un atteggiamento che hanno reso difficile scegliere un indirizzo e, di conseguenza, un rafforzamento delle nostre eccellenze o la creazione di nuove. Di conseguenza anche le strutture di sostegno, le infrastrutture appunto, hanno seguito la stessa logica. Anche se non sempre in passato. Quando negli anni Sessanta, nel volgere di poco tempo, fu costruita l Autostrada del Sole, si fece una scelta precisa: favorire l automobile. E in molte città, incluse quella della Toscana, si eliminarono i tram per lasciare spazio ad auto e bus, tanto più che la benzina costava molto poco. Che fosse la scelta giusta era opinabile, ma certo fu una scelta che influì nella strategia economica dell Italia. La percezione è che oggi, invece, si tenti di dare una risposta a tutto, pur nella difficoltà della lunga ed esasperante crisi economica e sociale. Un intento meritorio e comprensibile ma che non permette di comprendere la direzione lungo la quale ci si muove. Il piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità (Priim) è ricco di impegni tutti lodevoli: alta velocità, trasporto pubblico locale, strade, porti, interporti, aeroporti, aree logistiche, e piste ciclabili (che da sole valgono l 8 per cento, visto che un toscano su due ha una bici e il 10 per cento di loro la usa quotidianamente). Sono circa 23 miliardi da qui al 2020 (mancano solo sei anni), metà dei quali da trovare. L idea alla base è che si vada sempre più a integrazione tra i vari mezzi facilitando la vita dei toscani e di coloro (tanti) che ci vengono a trovare, creando anche nuovi percorsi per unire ciò che ancora oggi non lo è: per esempio, una linea orizzontale che da Grosseto vada verso l altra parte dell Italia centrale. Colpisce tuttavia che una vera e sostanziale integrazione che si sta verificando in Toscana è quella tra gli aeroporti di Firenze e Pisa: fatto che avviene solo grazie alla cessione a un impresa straniera della proprietà dei due scali, senza che per decenni questi, in mano pubblica, riuscissero a trovare una convivenza sensata e produttiva per ambedue (negli Usa, patria del liberismo più o meno spinto, scali strategici sono in genere in mano alle authority pubbliche). Pur essendo due capisaldi strategici per la regione e per il Centro Italia. Per fortuna che si procede verso una gestione unica regionale del trasporto su gomma. Ormai è difficile agire economicamente senza una massa critica efficace e conveniente. Un argomento che si sta facendo strada anche in altri settori nei quali, per anni, si è assistito a una proliferazione incontrollata di mini società locali, segno più di volontà di creare piccoli centri di potere che di servire i cittadini. Una insana passione per le spa, divenuta poi un vizio e quindi una palla al piede. Comunque ora l impegno con i toscani e con l Italia, è preso: quindi ciò che conta è la capacità di realizzazione, di rispettare i tempi, di produrre appalti coerenti e efficienti, di garantire trasparenza assoluta, di rispettare la collettività informandola sempre e tempestivamente di qualunque situazione nuova si venga a creare, affinché le opere non costino poi x volte quanto preventivato, di scegliere aziende ineccepibili sul piano professionale e etico, senza legami con persone o ambienti discutibili o anche peggio. Perché l infrastruttura etica non vale certo meno di quella fisica.

8 IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 8 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA Infrastrutture: è l ora dei fatti Sono urgenti gli interventi infrastrutturali, per la Toscana come per il Paese, per l economia e per la crescita. Occorre l impegno di tutti per il rispetto dei tempi e degli obiettivi. Intervista al vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Riccardo Nencini di Mattia Cialini, giornalista Arezzonotizie.it Riccardo Nencini Socialista e toscano, senatore dall ultima legislatura, è entrato a far parte della squadra di Governo di Matteo Renzi come numero due alle Infrastrutture e ai Trasporti. Riccardo Nencini, classe 1959, ricopre infatti il ruolo di vice ministro nel delicato dicastero guidato da Maurizio Lupi. La scorsa primavera annunciò di voler premere l acceleratore dei lavori della grande incompiuta del centro Italia: la Due Mari. L 8 maggio scorso c è stata la firma dello statuto tra Anas, Ministero e Toscana, Umbria e Marche, le tre Regioni attraversate dall arteria per lo sblocco dei lavori. Partiamo da qui. Vice ministro Nencini, a che punto l iter per il completamento della E78 e quale è l impegno di CentrItalia, la nuova società che porterà avanti la realizzazione della grande opera? Prevedo belle sorprese, a breve. Lo scorso maggio avevo detto che contavamo di consegnare i lavori nel 2021, confermo la tempistica. Procedono i lavori nel tratto Siena-Grosseto, ma quelli tra Arezzo, Umbria e Marche sono affondati

9 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 9 tra paludi di vecchia data. L ideale tracciato si è arricchito negli anni di qualche tassello, mentre altre parti dell infrastruttura inesorabilmente invecchiavano. Emblematico il caso del traforo della Guinza, cattedrale del deserto tra Toscana, Umbria, Marche. Perché il progetto E78 non è stato inserito nello Sblocca Italia? Si tratta di un intervento privato e non poteva essere inserito nello Sblocca Italia. Ma la Due Mari viene considerata cruciale dal Governo Renzi, quale unico grande collegamento di terra est-ovest. Ripeto, il futuro riserverà belle sorprese. Rimanendo in tema di grandi opere, è ricorso da poco il cinquantesimo anniversario dell inaugurazione dell Autosole, realizzata a velocità record, tronco dopo tronco. Ha collegato Napoli con Milano coprendo una distanza di circa 800 chilometri in otto anni, dal 56 al 64. Cosa manca oggi rispetto ad allora per far procedere i lavori delle grandi opere a velocità maggiore? Dunque, ci sono due fattori che un tempo non esistevano. Ripartizione di responsabilità e procedure complesse. Nel primo caso, molte delle lungaggini vanno imputate all attuale Titolo V della Costituzione. Ovvero, la parte della Costituzione italiana in cui vengono disegnate le autonomie locali: Comuni, Province e Regioni. L attuale struttura delle regioni deriva da riforme del Titolo V cominciate negli anni Settanta e terminate nel 2001, per assecondare un idea di Stato più federalista e più prossimo alle esigenze dei cittadini. Una serie di riforme che ha causato diverse storture. Esatto. La ripartizione di competenze tra Regione e Stato non è formulata al meglio. Nel caso di grandi opere occorre che lo Stato sia responsabile unico. E per quanto riguarda le procedure? Vanno snellite. Ci sono troppi livelli di controllo: Corte dei Conti, Cipe ovvero il comitato interministeriale per la programmazione economica, conferenza dei servizi, conferenza delle regioni.... Sblocca Italia, dalla linea Lucca-Pistoia, all aeroporto di Firenze, cosa cambia per la Toscana? C è un accelerazione sulla E45? La futura autostrada Orte-Mestre non è nello Sblocca Italia. Ma è una delle opere a cui teniamo particolarmente. Vorrei concentrarmi sul potenziamento delle nostre ferrovie. Ci sono 25 miliardi a disposizione e una parte di questi è destinata al territorio toscano. La linea Lucca-Pistoia non è un collegamento per andare al mare. O meglio, non solo. Rappresenta un ponte tra Lucca e l area metropolitana di Firenze, un volano per l economia. L alta velocità: una scelta fondamentale per ammodernare il paese e per l economia dei territori In altre parti della Toscana, i pendolari in particolare, lamentano però una sorta di abbandono delle linee regionali in favore di eccessivi investimenti sull alta velocità. Ma l alta velocità è fondamentale per ammodernare il Paese. Lavori pubblici: per rappresentare davvero un motore per la ripresa, dovrebbero avere procedure snelle. Cosa si può migliorare dell iter attuale? Non è il caso di riformare il sistema delle riserve che consente di far lievitare i costi in maniera sproporzionata rispetto ai piani iniziali? E davvero il massimo ribasso, la chiave giusta per l assegnazione degli appalti? Questi sono tutti temi affrontati nel nuovo codice degli appalti da costruire entro l autunno del Inseriremo procedure molto più snelle. Tra le tantissime audizioni già fatte, il sistema del massimo ribasso non è stato difeso da nessuno. E troveremo delle forme adeguate per sostituirlo. L Expo 2015 è un occasione irripetibile. Aldilà delle inchieste, che danneggiano l Italia anche a livello di immagine, c è stata una polemica tra il presidente del Consiglio Renzi e il governatore lombardo Maroni, a proposito della lentezza dei lavori. A che punto siamo? Esiste un piano complessivo per favorire, oltre all afflusso verso Milano, anche l incoming in realtà territoriali di pregio come la Toscana? I tempi saranno rispettati. La Toscana dovrebbe partecipare all Expo come comunità regionale, pensando al modo migliore per fare sistema. Sia in maniera diretta portando a Milano eccellenze toscane, ma soprattutto cercando di catalizzare una parte dei numerosi visitatori previsti. La Toscana ha in sé caratteri marcati, apprezzati all estero, paradigmatici per l Italia intera. E avvantaggiata da collegamenti rapidi come l alta velocità Firenze-Milano e tantissime bellezze artistiche e naturali. Chiudiamo col tema delle lobby, su cui in Italia ci sono numerosi pregiudizi. Ma lei è per regolamentarle. Assolutamente sì. I gruppi di pressione esistono da sempre, non volerli vedere è da ipocriti. Le lobby hanno un volto, sono rappresentate da persone e aziende con un nome e un cognome. E doveroso regolamentarle alla luce del sole.

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12 IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 12 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA Vince la Toscana che non si arrende Economia, infrastrutture, crescita: le vittorie, le prove da affrontare, il segreto per attrarre investitori stranieri. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana di Pino Di Blasio, caposervizio interni ed economia regionale La Nazione Sa qual è la cartina di tornasole per diagnosticare lo stato di salute dell economia toscana? Piombino. Sei mesi fa tutti davano per spacciato il polo siderurgico, facevamo i conti su quanti dipendenti della Lucchini e delle altre fabbriche avrebbero perso il lavoro, dopo che l altoforno era stato spento. L acciaio italiano sembrava un reperto industriale, all orizzonte c erano solo offerte improbabili e s intonavano epitaffi su intere città che avevano vissuto di lamine e profilati. Oggi, mentre Terni sfoga la sua rabbia in piazza, mentre Taranto aspetta un cavaliere bianco per l Ilva, a Piombino ci sono due offerte credibili per acquisire la Lucchini. Che vada agli algerini di Cevital o agli indiani di Jindal, un bel pezzo di futuro è assicurato. C è voluto uno sforzo straordinario, ma siamo riusciti ad evitare che Piombino entrasse in una fase terminale. Il governatore della Toscana Enrico Rossi tira fuori dall elenco di vertenze e casi di successo, dalla lunga lista di numeri, tabelle e proiezioni sui settori economici del granducato, la storia simbolo del suo primo quinquennio alla guida della Regione. Lo fa a poche ore dalla scelta del commissario straordinario Nardi sul nuovo proprietario della Lucchini, ed è una scelta ponderata. La Regione non fa il tifo per una o per l altra offerta spiega Rossi ma ha due condizioni ineludibili per il polo siderurgico: il livello di occupazione e l area a caldo. La nuova proprietà dovrà garantire il numero massimo possibile di occupati e la conservazione di una lavorazione d eccellenza. Stando ai progetti, quelle condizioni saranno rispettate. C entra anche il porto nella scommessa per il polo siderurgico toscano? E la prima domanda che sia Jindal che i vertici di Cevital mi hanno fatto. Per il porto di Piombino sono pronti altri 120 milioni di euro, dopo la storia della Concordia, il Governo ha ribadito che manterrà gli impegni sullo smantellamento delle navi militari. Non ho motivi per dubitarne, così come sono convinto che un porto con fondali più bassi, sarà la carta in più per l acciaio in Toscana. Nemmeno il tempo di chiudere una vertenza delicatissima, che deve fare i conti con il dossier Livorno, con tante crisi che si aprono improvvisamente, come la Trw e l Eni... La prossima sfida sarà proprio Livorno, che diventerà un area di crisi complessa.

13 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 13 Capace di attrarre fondi per la reindustrializzazione sia governativi che comunitari. Ma anche per Livorno la partita più complicata riguarderà il porto. Livorno deve diventare un porto europeo e per questo servono azioni concrete: mettere sotto controllo radar tutto il mare toscano, collegare il porto con la rete ferroviaria evitando trasbordi di merci, realizzare i depuratori, attivare, con cinque milioni di finanziamento regionale, il collegamento con la rete elettrica per le navi che stazionano nel porto e che inquinano con i motori accesi. Un elenco nutrito, ma è convinto che Governo e Europa remino nella sua stessa direzione? Dietro ai porti servono connessioni e reti come quella dei corridoi europei. La Toscana sta dando battaglia per far inserire Livorno in questa rete. Ma serve un autostrada che colleghi il porto labronico a Roma. L Unione Eropea non deve guardare soltanto a est, ma anche a sud. Sul Mediterraneo possono aprirsi straordinarie prospettive di collegamento con l Africa del nord. E noi dobbiamo costruire la Darsena Europea, senza ulteriori indugi. Perché senza l aiuto dei fondi comunitari, Livorno sarà condannata a un declino inesorabile. Sono strategie per un futuro a medio termine, ma Molte le partite ancora da vincere, dai porti alle crisi dei big industriali la Toscana ha bisogno di terapie immediate. Non crede che l economia della regione abbia bisogno di uno scatto per tirarsi fuori dalla palude della stagnazione? Siamo una delle regioni che, in un quadro nazionale compromesso, ha sostanzialmente tenuto. Ma non possiamo essere soddisfatti. La disoccupazione non è aumentata, ma non si è nemmeno ridotta. La domanda interna è sempre a livelli bassissimi, i fatturati delle nostre aziende reggono solo grazie all export. Per i mercati esteri la Toscana conferma il suo primato tra le regioni italiane; i dati dei nostri diciotto distretti parlano di un export che supera i tredici miliardi di euro all anno. La salvezza viene dall estero? In questo momento sì, ma la Toscana ci mette la sua grande capacità di attrazione. Che va alimentata costantemente, sorretta da azioni mirate, come quella sui bandi europei. Lei ripete sempre questo claim. Cosa avete fatto di speciale sui bandi europei? Siamo l unica regione ad aver speso la stragrande maggioranza dei fondi europei del settennato precedente. E siamo la prima ad aver anticipato i bandi del prossimo settennato milioni di euro entreranno presto in circolo nel tessuto economico toscano, per finanziare progetti in agricoltura, nell industria, nel commercio, nell artigianato, nel turismo e nei servizi. La risposta delle imprese è stata entusiastica, tutti hanno voluto cogliere l occasione per sfruttare da subito i soldi dell Europa. Dagli argentini sugli aeroporti alle cordate per la Lucchini, dai magnati russi e cinesi che investono sul vino e sull olio ai tanti casi Qualità della vita ma anche attenzione verso le imprese, la forza della Toscana che attrae positivi di multinazionali in Toscana. Ha ragione il Financial Times a mettere la Toscana al primo posto tra le regioni dell Europa del sud nell attrazione di investitori stranieri? La Toscana, ha una sua attrattiva, riconducibile a quello che potremmo definire il mito del Bel Paese. La qualità della vita in Toscana è molto alta e lo sanno bene i manager e gli imprenditori che qui operano. Chi viene in Toscana per fare impresa trova ottime competenze, un saper fare di un artigianato che è straordinariamente competitivo e un elevata capacità di attrarre investimenti. I casi General Electric, con Nuovo Pignone, Eli Lilly sulla farmaceutica, Gucci con Richard Ginori e tanti altri, sono prove inequivocabili che le imprese di questa regione sono economicamente e strategicamente sexy, con quel quid capace di attirare chi ha voglia di investire milioni di euro. Pur sapendo che viene a operare in un Paese con mali endemici, dalla burocrazia alla lentezza della giustizia. Noi abbiamo fatto da sportello unico per le grandi imprese, in tanti casi, come Ikea, Eli Lilly o Ge, abbiamo affiancato la multinazionale affinchè superasse tutti gli ostacoli e realizzasse l investimento. E per questo che il Financial Times ci ha premiati, non solo per lo splendore della nostra terra.

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16 IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 16 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA Regioni: stop alle riduzioni delle risorse Dalla sanità alla sicurezza idrogeologica alle infrastrutture: investire per crescere. Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità di Mattia Cialini, giornalista Arezzonotizie.it È tra gli ultimi arrivati in Giunta regionale, ma è forse quello con le deleghe più pesanti. Vincenzo Ceccarelli, 54 anni, casentinese, rappresenta il lato aretino del poligono governativo di Enrico Rossi. Entrato nel consiglio nel 2010, ha preso le redini dell assessorato alle Infrastrutture e Mobilità, sostituendo Luca Ceccobao nel marzo del Dopo gli esordi da sindaco nella natìa Castel San Niccolò, Ceccarelli ha guidato per dieci anni la Provincia di Arezzo. Adesso la sfida della Toscana, con tanti fronti caldi su cui impegnarsi. Sostiene Rossi nella battaglia contro la riduzione di risorse alle Regioni e spiega: Sarebbero tagli sulla carne viva se andassero a incidere sulla sanità o sulla sicurezza idrogeologica. E poi se la prende contro gli enti spendaccioni che non vengono sanzionati. I tagli lineari non vanno bene, colpiscono tutti e indistintamente. La Toscana, che negli anni ha razionalizzato spese, risorse e ha mantenuto un atteggiamento virtuoso non dovrebbe essere penalizzata. Quindi l assist al Governatore che aveva parlato della possibilità della violazione del patto di stabilità nell ambito della difesa del suolo: E quasi un passo obbligato: siamo in emergenza, le risorse ci sono, eppure non le possiamo spendere. Un fronte cruciale su cui è impegnato è rappresentato dalla E78, la strada europea che dovrebbe far fare un salto di qualità alla comunicazione dell Italia di mezzo, collegando Grosseto con Fano. Se ne parla dagli anni 60 e l arteria è una grande incompiuta. Di recente è stata costituita la società Centralia che dovrebbe portare a termine i lavori. A che punto siamo? Per quanto riguarda il tratto Siena-Grosseto, nonostante qualche recente lamentela degli amministratori grossetani, i lavori stanno procedendo. Siamo al completamento di due lotti. E l opera è così importante che la Regione ne ha chiesto l inserimento nella Legge di stabilità. Per quanto riguarda Centralia, siamo andati molto avanti nella creazione della società di progetto che per il 55 per cento è in mano all Anas. Siamo arrivati a perfezionare gli atti. Da parte del Ministero delle Infrastrutture c è una certa sensibilità riguardo alla E78. Si sta valutando la sua sostenibilità con la riduzione da 4,5 a 2,9 miliardi complessivi per il completamento. Sull avanza-

17 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 17 mento dell opera c è stato un recente balzo in avanti qualitativo, ma sulle date di inizio e fine lavori non mi posso sbilanciare. Di grande attualità è poi la questione dei treni regionali, anche alla luce della dichiarazione di Enrico Rossi: E ora di un operazione di giustizia per i pendolari, vittime di disservizi, disagi, ritardi spesso dovuti agli inchini dei piccoli convogli rispetto all Alta velocità. E chiara la sproporzione tra l impegno nei confronti del potenziamento dell Alta velocità e la viabilità regionale. Tra l altro la prima viene usata regolarmente da 60-70mila persone, la seconda da due milioni. Solo in Toscana sono 220mila i pendolari quotidiani. Rivendichiamo nei confronti di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Trenitalia il rispetto sia della qualità delle infrastrutture che della viabilità. Noi, come Regione, ci siamo impegnati, mettendoci la faccia. Abbiamo aperto una vertenza nei confronti di Trenitalia. I primi risultati li stiamo avendo, come la riapertura in tempi ragionevoli della Siena-Grosseto, chiusa dopo l alluvione. Mi sono messo in gioco, parlando direttamente con l amministratore delegato di Trenitalia dell epoca, Mauro Moretti. Inoltre per il servizio ferroviario regionale vorremmo andare a gara. Certo, rischia di essere una mossa sterile, se la società Vincenzo Ceccarelli alternativa a Trenitalia non viene messa nelle condizioni di avere a disposizione materiale rotabile e depositi, ma è un segnale. Siamo riusciti a riunire allo stesso tavolo Rfi e Trenitalia: ci siamo messi a sedere per rivedere il contratto quadro; la qualità del servizio dipende da tutte e due le società. Sennò è un rimpallo di responsabilità. Ci saranno clausole molto migliorative. Se Trenitalia non raggiungerà gli obiettivi fissati andrà incontro a sanzioni pesanti. Sul versante degli investimenti posso dire che sono pronti 100 milioni nei prossimi cinque anni. Al momento il 50 per cento dei servizi è coperto con treni Vivalto nuovi. Entro il 2015 ne saranno riqualificati altri, così che l 85 per cento dei treni sarà nuovo o revampizzato. E in dirittura d arrivo la gara per il trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma. Per la fine dell anno vengono inviate le lettere di invito agli otto soggetti che hanno manifestato interesse. In ballo ci sono 1400 tra bus e autobus nuovi, oltre 200 milioni gli investimenti previsti. L età media dei mezzi, a quel punto, sarà di sette anni e mezzo, in linea con la media europea, partendo dagli attuali tredici. E mi pare un obiettivo notevole da raggiungere, considerando che sono stati anni di grandi tagli, a partire dal Una grande operazione, unica in Italia, anche nell ottica della salvaguardia dei posti di lavoro. In tempi di vacche magre, la minor attenzione alla manutenzione delle strade è tra le prove più evidenti della mancanza di fondi degli enti. I giornali locali si riempiono di servizi che denunciano le buche sull asfalto. Eppure l efficienza e la sicurezza stradale andrebbero tutelate al massimo. Noi abbiamo approvato Infrastrutture, cultura della strada, stili di vita: la sicurezza prima di tutto Livorno, Fosse Reale una legge del 2012 per la creazione di un osservatorio sulla sicurezza stradale, in cui sono coinvolti enti, forze dell ordine, Aci. L osservatorio monitora ogni aspetto della guida perché la sicurezza è determinata dalle infrastrutture, dalla cultura della strada e dagli stili di vita. La Regione cerca di dare il proprio contributo in ogni ambito. Sul fronte delle infrastrutture stiamo facendo investimenti straordinari. Un esempio? La variante del Valdarno, in via di ultimazione. Sono 307 gli interventi co-finanziati dalla Toscana negli ultimi dieci anni per la sicurezza stradale. La spesa finora ammonta a 117 milioni. Anche quest anno abbiamo distribuito 14 milioni alle Province per la sicurezza. Ogni morto sulla strada è sempre di troppo, ma il calo del numero degli incidenti, dei feriti e dei decessi registrato negli ultimi anni è sensibile. Infine una domanda, anche se l ambito non è esattamente di sua competenza. La Toscana è pronta a cogliere l opportunità dell Expo? Saremo fisicamente presenti con uno spazio espositivo di 200 metri quadri dal 1 al 28 maggio E stato fatto un bando pubblico per idee innovative, le migliori fra queste idee verranno portate a Milano. Agricoltura, commercio, filiera delle nostre produzioni e capacità creative. La Toscana ha una grande occasione.

18 STUDIO LEGALE QUERCI IMPRESA & DIRITTO UN BINOMIO CHE RIGUARDA IL DIRITTO FINANZIARIO E BANCARIO Negli ultimi decenni gli imprenditore si sono abituati ad avere rapporti stretti con il consulente Lo Studio Legale Querci, il cui titolare è abilitato presso la Corte di Cassazione, ha maturato una consolidata esperienza nel campo del di occuparsi approfonditamente dello studio dei rapporti di conto Voglio poi segnalare che la maggior parte dei diretta anche durante la pendenza del giudizio: Come si è trasformato il sistema bancario negli ultimi decenni? E un mondo che si è molto trasformato, passando da soggetto di diritto pubblico a l atteggiamento del nostro ordinamento nei particolare, si sono moltiplicate le pronunce avvalersi dell avvocato ed il consulente? come elemento da cui fare discendere anche precise scelte strategiche LA SCHEDA Come interviene lo Studio legale Querci Analisi preliminare dei conti correnti e delle posizioni collegate risultati; l Impresa sulle strade da intraprendere publiredazionale

19 ORDINE AVVOCATI DI PISA

20 IES ottobre-dicembre 2014 Pagina 20 COVER STORY / INFRASTRUTTURE, IL PUZZLE DELLA TOSCANA - FIRENZE Infrastrutture, chiave di volta della crescita Strade, aeroporti, edilizia, opere pubbliche: senza la produzione l economia non si rimette in moto di Maurizio Abbati, giornalista freelance Le infrastrutture sono uno snodo fondamentale per garantire la ricchezza e lo sviluppo di un territorio, non solo per le imprese ma anche per i comuni cittadini. Una infrastrutturazione insufficiente non consente un agevole spostamento e questo penalizza indubbiamente la produzione, i commerci, il turismo. La Toscana e l area fiorentina nello specifico risentono di un ritardo infrastrutturale accumulato negli anni, che dobbiamo recuperare se vogliamo incrementare il valore aggiunto del nostro territorio per i visitatori e soprattutto per gli investitori. Infrastrutture chiave di volta della crescita secondo il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, che parte da un infrastruttura ancora da portare a compimento per dimostrare gli effetti di una viabilità efficiente. I vantaggi che hanno garantito la realizzazione della terza corsia nel tratto fiorentino sono evidenti - spiega -. Pensiamo a come potranno ancora migliorare le cose quando sarà terminato il tratto valdarnese. Ma non dobbiamo fermarci qui, perché ci sono altri lavori da fare prima di poter dire di aver compiuto un efficientamento concreto della rete autostradale a servizio della città. Mi riferisco all uscita di Firenze sud, dove siamo in presenza di un viadotto privo di uno svincolo terminale che in origine era previsto. Stesso problema per l uscita di Firenze Certosa, dove il by pass del Galluzzo appare fondamentale. Oltre ai collegamenti via terra ci sono quelli aerei. E qui il discorso torna a cadere sul futuro dell aeroporto Vespucci. Purtroppo siamo di fronte a una questione che si protrae da tempo infinito, anche se finalmente una soluzione sembra essere alle porte. Non credo sia produttiva la discussione sulla pista, tra i duemila e i duemila quattrocento metri. Credo piuttosto che, se dobbiamo investire in un progetto nuovo, vada fatto guardando a un reale sviluppo di Firenze. E questo significa anche portare avanti la sinergia con Pisa, che però non potrà essere compiuta fino a quando non avremo un collegamento ferroviario funzionale. Altra questione aperta, la Tav. L alta velocità ferroviaria è un progetto che ha cambiato l Italia e adesso Firenze ha assunto un ruolo importante sull asse Roma-Milano. Ma il tunnel sotterraneo è un elemento prezioso in questo contesto, e non solo per migliorare la circolazione dei supertreni. Completare il tunnel significa anche liberare i binari di superficie e poterli utilizzare per il trasporto locale, alleggerendo il traffico. Se a ciò si aggiunge la possibilità di dare nuova destinazione urbanistica alle aree ferroviarie dismesse, magari per investimenti edilizi, sapete cosa può significare per l economia locale? C è però un altro tema importante legato alla gestione del traffico urbano, quello di un eccessiva presenza di auto in sosta sulla strada. Problema che può essere risolto solo con la creazione di nuovi parcheggi interrati. Per questo bisogna riaprire al project financing. Anche se prima vanno definiti bene gli appalti, perché se vogliamo che le imprese si accollino il rischio della costruzione di un parcheggio, bisogna presentare offerte valide e progetti sostenibili, sia sotto il profilo economico che dei tempi di realizzazione. Infrastrutture elemento imprescindibile anche per l economia del sistema di imprese che ruota attorno all edilizia e che sta vivendo una congiuntura difficile anche a causa della scarsità di offerta della committenza pubblica. Il blocco delle opere pubbliche ha gravato in modo forte sulle imprese. Molte sul territorio hanno chiuso in questi anni anche per questo motivo. E la dimostrazione di questa crisi dell edilizia sono i numeri, come sempre impietosi. Solo nell ultimo anno nell area fiorentina si contano 800 addetti in meno e 130 imprese che hanno chiuso, di cui 30 solo negli ultimi tre mesi. Senza contare il trend negativo degli anni precedenti. Questo ha fatto sì che il numero degli addetti scendesse dagli del luglio 2011 ai del luglio scorso, mentre nello stesso periodo le imprese sono passate da a Infine le ore lavorate, crollate da di tre anni fa a di oggi. E dunque essenziale far tornare a lavorare le imprese, perché solo così si può generare nuovo reddito e migliorare la capacità di spesa. Senza la produzione l economia non si rimette in moto. Stefano Fani

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