Educatore prima infanzia Profili professionali e offerte formative

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2 01 IMPAGINATO :25 Pagina 1 Educatore prima infanzia Profili professionali e offerte formative Direzione centrale affari sociali Settore sviluppo delle professionalità, volontariato, associazionismo e terzo settore

3 01 IMPAGINATO :25 Pagina 2 La presente pubblicazione è frutto dei risultati di una ricerca. I testi sono a cura di Francesca Ceruzzi e Patrizia Di Santo dello Studio Come S.r.l., Roma. Provincia di Milano, ottobre 2006

4 01 IMPAGINATO :25 Pagina 3 Sommario PREFAZIONE 5 INTRODUZIONE 7 LA DOMANDA DI EDUCATORI PRIMA INFANZIA 13 Evoluzione dei servizi per la prima infanzia 13 Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEP) 14 Servizi per la prima infanzia nella Regione Lombardia 15 Profili professionali richiesti dagli standard di personale della Regione 15 Figure professionali 18 Figure professionali richieste da Comuni e altri Enti locali per l affidamento dei servizi 19 Qualifiche degli operatori in servizio 20 In sintesi 20 L OFFERTA FORMATIVA 23 Profili a esaurimento 23 Istruzione magistrale 23 Istruzione tecnica e professionale 23 Arti ausiliarie delle professioni sanitarie 24 Titoli in vigore a livello nazionale 24 Liceo socio-psicopedagogico 24 Scuole per puericultrici 25 L offerta universitaria 26 Esperienze formative specifiche della Regione Lombardia 26 Scuola di formazione del Centro Assistenza Minori della Provincia di Milano 26 Scuola di formazione degli Istituti Clinici di Perfezionamento 28 Formazione professionale FSE 28 In sintesi 29

5 01 IMPAGINATO :25 Pagina 4 LA VOCE DEGLI OPERATORI 31 Profilo del campione nei questionari 31 Strumenti per la riflessione 32 Nuove esigenze dei bambini e delle famiglie 34 Il ruolo di educatore prima infanzia 36 Attività che gli operatori svolgono spesso e raramente 37 Attività frequenti 37 Attività rare 38 Attività che gli operatori considerano facili e difficili 39 Confronto tra frequenza e facilità di esecuzione 41 Sviluppo della professionalità degli educatori prima infanzia 43 La funzione di coordinamento 43 Fabbisogno di aggiornamento espresso 45 Percezione degli operatori 45 Percezione dei coordinatori 46 VERSO IL PROFILO UNICO DI EDUCATORE PRIMA INFANZIA 49 Profilo professionale 49 Dibattito e orientamenti aperti 51 Proposta di riordino dei profili educativi 53 Competenze dell educatore prima infanzia 53 PROFILO EDUCATORE PRIMA INFANZIA 57 PROSPETTIVE E PROPOSTE 59 ALLEGATI 63 Allegato 1. Questionario educatori 65 Allegato 2. Attività dell educatore prima infanzia 71 Allegato 3. Competenze dell educatore prima infanzia 73 TABELLE 75

6 01 IMPAGINATO :25 Pagina 5 Prefazione In questo 2006, la Provincia ha inteso garantire servizi e interventi che fossero finalizzati al sostegno della famiglia e della capacità genitoriale. Questa scelta si è concretizzata nella realizzazione, d intesa con Comuni e volontariato, di azioni di supporto in particolare a famiglie fragili nel difficile compito dell educare, del crescere; piuttosto che a famiglie con gravi carichi assistenziali nel difficile compito del tutelare e curare. La famiglia rappresenta un capitale sociale di valore unico e una risorsa primaria ai fini del bene-essere delle persone e delle comunità. Di contro le famiglie sono sempre più sottoposte a pressioni di ordine strutturale, che aumentano il divario tra compiti, cui le stesse devono assolvere e risorse (in senso lato) di cui dispongono o a cui possono accedere. Ho consapevolezza che questo sia il nostro scenario di lavoro: da qui scelte di recente adozione quale quella di investire 15 milioni di euro sul bilancio pluriennale 2006/2007 per progetti finalizzati alla realizzazione o all ampliamento di strutture per la prima infanzia (0-36 mesi) da prevedersi in Comuni della provincia di Milano. Ho scelto di investire le risorse (anche economiche) della Provincia sugli esistenti servizi alla persona e ho chiesto a Comuni e privato sociale noprofit di mettere insieme, a quelle della Provincia, le loro stesse risorse, proprio per garantire più qualità e più appropriatezza ai servizi che eroghiamo. Il potenziamento dei servizi alla persona, rivolti in primo luogo alle famiglie, passa attraverso la formazione continua degli operatori: promuovere formazione è un costante impegno della Provincia. Concorre a concretizzare questo impegno la ricerca Educatore prima infanzia. Essa si propone di approfondire le conoscenze riguardo nuove competenze e professionalità esigite agli operatori, nuovi modelli di servizi, nuovi costumi educativi per orientare le iniziative di formazione e aggiornamento, che la Provincia propone agli operatori dei servizi della prima infanzia. Nella consapevolezza che nell immediato futuro si porrà con una certa urgenza il problema della definizione del profilo professionale dell opera- 5

7 01 IMPAGINATO :25 Pagina 6 tore 0-3 anni, questo lavoro vuole essere un contributo che la Provincia di Milano mette in campo per aprire un dibattito, a cui invita le Istituzioni preposte, in primo luogo la Regione Lombardia. Rosaria Rotondi Assessore alle politiche sociali 6

8 01 IMPAGINATO :25 Pagina 7 Introduzione Il rapporto diretto con servizi e operatori del territorio, mantenuto e consolidato dal Settore sviluppo delle professionalità anche dopo il decentramento delle attività provinciali, è basato oggi principalmente sull offerta formativa, sul sostegno e la consulenza a Comuni e ambiti territoriali, sulla diffusione di buone prassi e sull attività di studio e ricerca riguardo alle tematiche emergenti e rilevanti per i servizi alla persona. In campo formativo, dal 1978/79 al 2000/01 sono stati proposti agli educatori della prima infanzia n. 135 corsi di formazione permanente, in continuità con la precedente fase di riqualificazione in servizio degli operatori degli asili nido, trasformati in seguito alla L. n. 1044/71 e alla LR n. 39/72 in servizi educativi e non più di sola assistenza e custodia. L attività formativa, soprattutto quella di riqualificazione in servizio, è stata svolta in collaborazione con la Regione Lombardia che ha orientato verso una migliore e più specifica preparazione professionale, affidando alle Province il compito di raccordare le indicazioni regionali con le esigenze e le diversità dei territori locali. Sempre nel periodo dal 1978/79 al 2000/01 sono state coinvolte nelle iniziative di formazione e aggiornamento circa educatori, dei quali l 86% ha concluso il percorso con l attestato di partecipazione (frequenza di almeno i tre quarti del monte ore previsto dal corso); questa offerta formativa è stata l unica di cui gli educatori hanno potuto fruire in passato (salvo qualche intervento comunale), ma analoga carenza nell offerta formativa, almeno in parte, si verifica anche oggi, stante le note difficoltà del settore socio-assistenziale e la scarsità di risorse finanziarie dei Comuni. L attività di consolidamento della professione e l impegno successivo nel seguire l aggiornamento in servizio hanno riproposto la centralità della formazione permanente per gli educatori di asilo nido, coinvolti nel rapido e profondo mutamento nei modelli educativi, correlato all evoluzione del contesto sociale e alle nuove esigenze dei minori e delle famiglie. La professione dell educatore ha assunto una crescente importanza nei servizi alla persona e, conseguentemente, si rendono necessarie sia una migliore e più specifica preparazione riguardo agli aspetti relazionali con i minori e le famiglie, sia una maggiore attenzione al rapporto con altri ruoli 7

9 01 IMPAGINATO :25 Pagina 8 8 e professioni pedagogisti, pediatri, assistenti sociali, psicologi ecc., e una buona capacità di integrarsi nel lavoro d équipe. La legislazione regionale più recente accanto ai servizi per la prima infanzia indicati dal Piano socio assistenziale 88/90 e dalla LR 1/86 ha promosso, con la LR 23/99, progetti innovativi per la famiglia e l infanzia introducendo nuove tipologie di interventi tra i quali, nido famiglia, nido aziendale, attività di mutuo aiuto tra famiglie per la cura e il sostegno al bambino, attività ludiche per la prima infanzia. Con la LR n. 34/04 e la successiva DGR n. 7/20588/05, la Regione ha ridefinito le tipologie di servizio e gli standard strutturali e organizzativi di autorizzazione al funzionamento necessari per i servizi per la prima infanzia, nido, micro nido, centro prima infanzia e nido famiglia. La recente normativa regionale e gli interventi introdotti negli anni Novanta, assieme all aumento della domanda da parte delle famiglie, hanno comportato un ragguardevole incremento dei nidi, della cui gestione si occupano in misura crescente il privato e il privato sociale. Alla fine del 2005, quando la competenza per l autorizzazione al funzionamento era ancora delegata alla Provincia attualmente è dei Comuni, erano presenti sul territorio n. 633 asili nido, dei quali n. 316 gestiti da privati; negli ultimi quattro anni (dal 2002 al 2005) sono stati autorizzati n. 226 nidi privati. In relazione ai cambiamenti sopra descritti, il Settore sviluppo delle professionalità ha ritenuto di rafforzare le proprie proposte formative, in accordo con il territorio, rivolgendo l interesse soprattutto verso le problematiche emergenti e i nuovi bisogni formativi dell educatore prima infanzia; gli asili nido e i servizi similari si presentano, infatti, sempre di più come sistemi complessi di relazioni, luoghi di accoglienza e cura, ma anche di progettazione didattica, di gestione delle risorse umane e di conduzione dei gruppi di lavoro. L analisi delle iniziative di formazione e aggiornamento realizzate nell ultimo quadriennio (Tab. 1) rivela che le proposte svolte a favore di educatori e coordinatori sono state complessivamente n. 78, con n partecipanti; per gli educatori la maggioranza dei corsi si è svolta sul territorio (n. 44 rispetto a n. 17 centralizzati), mentre le coordinatori partecipano in misura maggiore ai corsi centralizzati (n. 13 rispetto a n. 4 svolti in sede locale); per questi ultimi, infatti, è più opportuno un aggiornamento che favorisca il confronto e lo scambio tra le varie realtà di lavoro e le differenti esperienze presenti sul territorio provinciale. Per quanto riguarda gli educatori invece, in linea generale, la necessità di

10 01 IMPAGINATO :25 Pagina 9 fare crescere i nuclei di lavoro locali, garantendo una formazione omogenea, ha comportato l esigenza di ricavare tempi e luoghi che potessero coinvolgere tutte gli educatori e non penalizzare l utenza; ad esempio, i corsi sulla programmazione annuale sono spesso attuati prima dell apertura dei servizi. Tabella 1 Corsi realizzati dal 2002 al 2005 a favore di coordinatori ed educatori prima infanzia Anno Educatori Coordinatori Totale Territorio Centralizzati Territorio Centralizzati Corsi Partec. Corsi Partec. Corsi Partec. Corsi Partec. Corsi Partec Totale Fonte: elaborazione Provincia di Milano, Settore sviluppo delle professionalità, 2006 I temi maggiormente trattati, per i coordinatori, riguardano l assunzione del ruolo, solo da pochi anni si è passati dal coordinamento a rotazione del collettivo alla figura del coordinatore stabile; le competenze gestionali e organizzative; la capacità di sviluppare rapporti significativi con la rete anche informale dei servizi; la ricerca di omogeneità su alcune questioni di carattere generale (quali ad esempio, liste d attesa, aspetti sanitari ecc.) tra nidi pubblici e privati che operano in uno stesso ambito territoriale. Il corso sul coordinamento pedagogico (realizzato ormai in XVI edizioni) ha visto un alta partecipazione da parte dei coordinatori: l interesse è dovuto sicuramente all attenzione e alla centralità poste sulla dimensione pedagogica, ma anche all approfondimento su attese e percezioni del ruolo, all analisi delle funzioni di coordinamento e all identificazione dei confini e delle relazioni tra servizi per l infanzia e contesto esterno. Le numerose iniziative formative territoriali rivolte agli educatori hanno toccato e approfondito le tematiche di fondo della professione, con la presentazione di nuovi approcci e modelli educativi, e hanno affrontato i cambiamenti sociali e culturali della famiglia che comportano significative ripercussioni sull attività, richiedendo maggiore flessibilità e differenziazione nell offerta dei servizi. 9

11 01 IMPAGINATO :25 Pagina Notevole attenzione è stata data agli aspetti del disagio psicologico del bambino e a temi impegnativi quali la gestione dei conflitti, l aggressività nella prima infanzia, il conflitto familiare, il sostegno alla genitorialità; interesse e partecipazione riscuotono anche le iniziative che trattano le problematiche dell interculturalità e della famiglia a cultura mista, considerata la significativa e crescente presenza di bambini stranieri. Negli ultimi anni si è consolidato il passaggio da una formazione un po occasionale a una progettazione articolata sul biennio, più attenta ai bisogni formativi espressi da educatori, coordinatori e responsabili di servizio. Le iniziative, non più destinate a una singola unità d offerta, hanno coinvolto i nidi di diversi Comuni o di un intero ambito territoriale, favorendo il confronto e la condivisione su aspetti fondamentali, e operando per fare uscire il nido, almeno in parte, dal suo tradizionale isolamento. È anche importante sviluppare il rapporto con gli insegnanti di scuola materna, nella prospettiva della creazione di una rete di servizi per la fascia 0-6 anni, e promuovere un inserimento più efficace nella programmazione locale, attraverso un migliore raccordo con gli Uffici di piano ; tali finalità sono state prese in considerazione anche nei loro aspetti formativi e rappresentano obiettivi su cui riflettere e investire nell immediato futuro. I percorsi promossi dal Settore sviluppo delle professionalità, trattandosi di formazione permanente, hanno un legame significativo con il mondo del lavoro, nella consapevolezza che la professionalità degli operatori in questi come negli altri servizi che si occupano di persone può accrescersi ed evolvere anche attraverso la riflessione, il ragionamento e l apprendimento a partire dalle esperienze vissute nel quotidiano. La mancanza tuttavia di un percorso formativo di base e del profilo professionale riconosciuti costituisce un problema per una professione che possiede ormai una propria precisa identità, consolidata e sviluppata nell impegno lavorativo e attraverso la formazione permanente. È indispensabile pertanto affrontare in tempi ragionevoli le presenti tematiche che il rapporto con gli operatori ricorda costantemente sulle quali è in atto un confronto che ha portato ad alcuni orientamenti comuni, come dimostrano gli studi e le ricerche effettuati, le indicazioni di organismi nazionali e le soluzioni praticate da alcune regioni. In questo percorso si inserisce il progetto Educatore prima infanzia affidato allo Studio Come con l obiettivo di sviluppare una visione condivisa tra gli addetti ai lavori sulla professionalità richiesta oggi e quella che dovrà maturare in futuro per rispondere alle nuove tipologie di servizi e ai nuovi modelli.

12 01 IMPAGINATO :25 Pagina 11 Dalla ricerca, e in particolare dai gruppi di confronto effettuati con i coordinatori e gli educatori dei servizi territoriali Magentino-Abbiatense, Monza-Lissone, Milano, si è raffigurata l evoluzione della figura dell operatore prima infanzia negli aspetti fondamentali del rapporto con i bambini e genitori, nelle funzioni e nel significato del lavoro di équipe; inoltre, si sono messi in evidenza lo spessore e la delicatezza dei compiti che gli educatori svolgono, specie in una fase di cambiamento che investe la condizione infantile e la famiglia. I servizi per la prima infanzia si presentano come luoghi di accoglienza e cura, di programmazione didattica e come ampio sistema di relazioni in cui il ruolo dell educatore acquista crescente importanza; tutto ciò pone l esigenza di una solida formazione di base e successivamente della formazione permanente, come riflessione continua sulla propria azione e sulla pratica acquisita. Il confronto con i servizi e soprattutto i seminari territoriali hanno dato preziosi elementi e conferme sull esigenza di proporre una figura educativa unica per i nidi e i servizi integrativi, a esclusione del nido famiglia considerate le sue specificità. A partire dalla mappa delle attività e funzioni richieste sia al singolo operatore che al servizio, inteso come sistema organizzativo, il profilo suggerito si sviluppa dopo la scuola secondaria di secondo grado, con un percorso formativo regionale e in futuro con un percorso universitario. Mariella Trevisan, Luigia Filippini Settore sviluppo delle professionalità 11

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14 01 IMPAGINATO :25 Pagina 13 La domanda di educatori prima infanzia L analisi mette in evidenza i principali cambiamenti dei servizi prima infanzia anche alla luce della recente normativa a livello regionale che fissa i requisiti di personale di nidi, micro nidi, centri prima infanzia. Partendo dai profili indicati dalla Regione, vengono analizzate le figure richieste da alcuni Enti della Provincia di Milano per coprire gli organici dei servizi prima infanzia, per passare poi all analisi dei titoli di un campione di operatori attualmente in servizio. Evoluzione dei servizi per la prima infanzia Dopo l approvazione della Legge 1044/1971 che ha istituito gli asili nido comunali, si assiste a un evoluzione del modello del servizio in chiave educativa. Nei territori si sono sviluppate esperienze e sperimentazioni che hanno modificato la presenza esclusiva di personale con formazione socio-sanitaria 1 e hanno aperto i servizi a nuove competenze e a nuovi profili educativi, pedagogici e psicologici. Si tratta di servizi che si sono sviluppati negli anni Novanta in diverse città e regioni italiane, che testimoniano come la cultura del nido abbia aperto la strada a nuove proposte di intervento più flessibili e diversificate per rispondere alle esigenze delle famiglie e dei bambini: nidi famiglia, nidi in casa, tate a domicilio, ma anche numerose sperimentazioni quali centri gioco, area bambini, tempo per le famiglie. Le soluzioni adottate individuano almeno tre tipologie: servizi per bambini senza la presenza dei genitori, con la proposta di attività di gioco e socializzazione, servizi che accolgono bambini insieme a genitori e adulti, spazi di incontro tra genitori per avere occasioni di informazione e formazione. La nascita di questi servizi rivela un cambiamento culturale nella cura della prima infanzia; si riconosce un grande valore al gioco e alla socialità anche nelle prime fasi di crescita del bambino, si allarga l ottica con cui si guarda alle figure di riferimento del bambino (presenza di più soggetti con ruoli 1 Ad esempio, il titolo di vigilatrice d infanzia (arti ausiliarie delle professioni sanitarie). 13

15 01 IMPAGINATO :25 Pagina 14 diversi all interno del nucleo familiare), si prevede il coinvolgimento attivo dei genitori. L accesso ai servizi integrativi è più facile rispetto al nido tradizionale, basta una semplice iscrizione e non ci sono liste d attesa. Spesso sono collocati in strutture esistenti che vengono adeguate al nuovo scopo per assicurare ai bambini spazi di gioco; facilitano l interazione e la socializzazione tra coetanei e consentono agli adulti una permanenza piacevole, con la possibilità di incontrarsi, di comunicare, di informarsi sui vari temi relativi alla cura dell infanzia. In anni più recenti si sono sviluppati i nidi aziendali, che presentano caratteristiche organizzative e pedagogiche assimilabili ai nidi tradizionali. I nidi aziendali hanno la finalità di rispondere alle esigenze di conciliazione delle madri lavoratrici, nascono come esperienze flessibili, organizzate e pensate secondo gli orari di lavoro dei dipendenti anche se sempre più spesso sono aperti agli abitanti del territorio. Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEP) L evoluzione dei servizi per la prima infanzia ha seguito percorsi diversi nelle regioni italiane, in alcune sono stati compresi nel settore sociale, in altre nel settore educativo. Tuttavia, va ricordato che con la Legge 328/2000 i servizi per l infanzia entrano nella rete integrata dei servizi affidata alla programmazione e gestione della zona/distretto territoriale. Com è noto, la riforma del titolo V della Costituzione affida allo Stato il compito di fissare i livelli essenziali di servizi e prestazioni da garantire in modo omogeneo in tutto il paese (LEP). Il documento del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali (versione maggio 2004) include nei LEP i servizi per la prima infanzia. La tipologia di servizi e delle prestazioni prevista per l area socio-educativa prevede: asili nido e micro nidi, servizi integrativi prima infanzia, servizi innovativi prima infanzia, sostegno educativo scolastico, sostegno socio-educativo territoriale, integrazione sociale dei soggetti deboli o a rischio, integrazione sociale per detenuti, ex detenuti, nomadi, cittadini stranieri. In uno scenario tanto articolato diventa interessante capire come si declina il profilo professionale degli operatori educativi che, a diverso titolo, operano nei servizi dedicati alla prima infanzia. 14

16 01 IMPAGINATO :25 Pagina 15 Servizi per la prima infanzia nella Regione Lombardia In Lombardia, fino al 2005, la tipologia dei servizi per la prima infanzia è quella indicata nel Piano socio-assistenziale regionale del 1988/90; la legge di riordino dei servizi socio-assistenziali (LR 1/1986), i successivi Piani socio-sanitari regionali ( ) e la Legge 34/2004 Politiche regionali per i minori non precisano funzioni e profilo di competenze degli educatori prima infanzia. La legge regionale Politiche regionali per la famiglia (LR 23/1999) ha promosso progetti innovativi per rispondere alle esigenze delle famiglie con particolare attenzione a quelle numerose e monoparentali, introducendo nella rete dei servizi per l infanzia interventi che possono essere gestiti da associazioni e imprese: nido-famiglia, attività di cura di bambini da 0 a 3 anni promossa e autogestita da famiglie e utenti, potenziamento della ricettività dei nidi mediante convenzioni con soggetti privati, nido presso le aziende, banche del tempo e attività di mutuo aiuto tra famiglie di cura, sostegno e ricreazione del bambino, attività ludiche ed educative per l infanzia. La LR 23 del 1999 non offre indicazioni sulle figure professionali da utilizzare. Unico riferimento è all art. 4 comma 2 lett. e) in cui si richiede di agevolare la ricerca di personale che accudisca bambini a domicilio, favorendo la predisposizione in luoghi pubblici di elenchi di persone qualificate disponibili all esercizio di tali attività. La legge prevede che la Regione nell ambito della formazione professionale di sua competenza promuova attività di formazione e riqualificazione rivolte ai soggetti che operano nell ambito dei servizi socio-educativi (comma 6, lettera b). Profili professionali richiesti dagli standard di personale della Regione Con la DGR 7/20588 dell 11 febbraio 2005, la Regione Lombardia definisce i requisiti di personale dei servizi diurni, territoriali e domiciliari per la prima infanzia 2. I requisiti generali di struttura previsti dal PSA 88/ Attraverso le DGR del 16/02/2005 e DGR del 16/02/2005, invece, sono state riordinate le strutture di accoglienza residenziale per minori e disabili e i centri socio-educativi. Chiarimenti alla DGR 20588/2005 sono forniti dalle Circolari n. 11 e n. 45 del 18/10/2005, DG Famiglia e Solidarietà sociale. 3 E successive modifiche e integrazioni. 15

17 01 IMPAGINATO :25 Pagina 16 vengono integrati precisando il profilo organizzativo, la qualità e la quantità di personale per ogni tipo di servizio. Rimangono in vigore i vecchi standard per: nidi e micro nidi già autorizzati al funzionamento ai sensi del PSA 88/90, le strutture che hanno beneficiato dei finanziamenti LR 23/1999 come nidi famiglia. I servizi soggetti ad autorizzazione al funzionamento e accreditamento sono 4 : nidi, micro nidi, centri prima infanzia. I nidi famiglia non sono soggetti ad autorizzazione al funzionamento, ma hanno l obbligo di presentare dichiarazione di inizio attività al Comune di ubicazione e per conoscenza alla ASL. Il nido è un servizio diurno, pubblico o privato, con capacità ricettiva da 11 a 60 posti per bambini dai tre mesi ai tre anni (capacità che può essere incrementata del 20% massimo 5 ). Il nido ha finalità educative e sociali, collabora con le famiglie alla crescita e formazione dei minori, svolgendo anche servizio di mensa e riposo. L apertura minima è di 47 settimane, dal lunedì al venerdì, per 9 ore continuative. I nidi autorizzati ai sensi del Piano socio-assistenziale (DCR del 23 dicembre 1987) dovranno adeguarsi al nuovo requisito entro 3 anni dalla pubblicazione sul BURL della DGR del Il micro nido è anch esso un servizio diurno, pubblico, privato o gestito da associazioni di famiglie, con capacità ricettiva di massimo 10 bambini dai 3 mesi ai 3 anni (per i micro nidi non è previsto l incremento del 20%). Il micro nido ha finalità educative e sociali, collabora con le famiglie alla crescita e formazione dei minori, svolgendo anche servizio di mensa e riposo. L apertura minima è di 45 settimane l anno, dal lunedì al venerdì, per 8 ore continuative Le autorizzazioni al funzionamento delle nuove unità di offerta fino al 31 dicembre 2005 venivano rilasciate dalla Provincia. Le domande erano inviate alla Provincia e alla ASL di riferimento, o per la parte di competenza al Comune di Milano, con allegata documentazione attestante il possesso dei requisisti o con perizia asseverata, e per conoscenza alla Regione. Le autorizzazioni, in base a quanto stabilito dalla Legge 328/00, competono ai Comuni, la Regione Lombardia ha stabilito dal 1 gennaio 2006 (DGR VIII/1692 del 29 dicembre 2005) il trasferimento delle competenze. 5 Esempio: se un nido è autorizzato per 15 posti, è consentita la presenza contemporanea di un massimo di 18 bambini.

18 01 IMPAGINATO :25 Pagina 17 Il micro nido può essere realizzato: in un appartamento purché esclusivamente destinato alla funzione di micro nido come da autocertificazione del richiedente, in strutture polifunzionali purché gli spazi destinati siano ben distinti dalle altre funzioni, in un azienda. I micro nidi autorizzati ai sensi del Piano socio-assistenziale 1988/90 (cioè fino a 29 posti di capacità ricettiva) saranno fatti rientrare nella categoria nidi a prescindere dalla dizione riportata sull autorizzazione al funzionamento. Il centro prima infanzia è una struttura simile all asilo nido che offre un servizio temporaneo di assistenza educativa e di socializzazione, accogliendo in maniera non continuativa fino a 30 bambini da 0 a 3 anni, per un massimo di 4 ore consecutive 6. Pertanto: la frequenza è consentita per non più di 4 ore giornaliere, non è ammessa né la preparazione né la somministrazione dei pasti, la responsabilità dell accudimento dei bambini frequentanti attiene al personale operante nel centro prima infanzia secondo le competenze specifiche e non all eventuale adulto che può essere ammesso quale accompagnatore del bambino. Non sono assimilabili ai centri prima infanzia: servizi offerti a clienti di unità commerciali o di altri servizi (ad esempio, spazi gioco di centri commerciali, di ospedali, di supermercati ecc.) che fanno di fatto solo finalità ricreative e di garderie, spazi gioco, ludoteche o analoghi servizi con altre denominazioni con finalità esclusivamente ludica e di socializzazione destinati a bambini accompagnati sempre da un adulto di riferimento, che è responsabile del bambino. Il nido famiglia è un nido domiciliare che accoglie massimo 5 bambini da 0 a 3 anni. Ha finalità educative e sociali, svolte senza fini di lucro. È promosso da famiglie utenti associate (ai sensi della LR 23/1999) o da associazioni familiari costituite in osservanza delle associazioni non riconosciute e quindi regolate dagli accordi tra gli associati anche mediante la stipulazione di una scrittura privata secondo la normativa vigente. Le famiglie asso- 6 Eventualmente con la presenza di genitori e/o adulti di riferimento. 17

19 01 IMPAGINATO :25 Pagina 18 ciate concordano le modalità organizzative e la proposta educativa tenuto conto delle effettive necessità assistenziali ed educative dei bambini. Le famiglie possono gestire il nido famiglia: direttamente attraverso l individuazione della persona che si occuperà dell accudimento dei bambini, tramite affidamento a terzi (professionisti, cooperative ecc.) di tutte o parte delle prestazioni. Il nido famiglia può essere realizzato: nell abitazione di residenza di una delle famiglie associate, in un appartamento in uso a una delle famiglie (comodato, affitto, proprietà) destinato a nido famiglia, in uno spazio che abbia i requisiti della civile abitazione, in affitto, proprietà o comodato d uso a una delle famiglie. La ricettività massima è determinata in 5 posti; i nidi famiglia già funzionanti e finanziati con la LR 23/1999, anche se nelle annualità precedenti, sono tenuti a rientrare in questo standard entro il Figure professionali La Regione Lombardia individua due ruoli: operatore socio-educativo e coordinatore dei servizi per l infanzia. Operatore socio-educativo (DGR 20588/2005). I titoli di studio ritenuti validi per svolgere questo ruolo sono: maestra d asilo 7 (3 anni), vigilatrice di infanzia (3 anni), puericultrice, operatore ai servizi sociali (3 anni), diploma di assistente all infanzia (3 anni), diploma di maturità magistrale (4 anni), diploma di dirigente di comunità (5 anni), diploma di tecnico dei servizi sociali (5 anni), assistente di comunità infantile (5 anni), diploma di maturità rilasciato dal liceo socio-psicopedagogico (5 anni) educatore professionale, laurea in scienze dell educazione/formazione, laurea in psicologia, 18 7 Diploma di abilitazione all insegnamento nelle scuole di grado preparatorio/diploma di scuola magistrale

20 01 IMPAGINATO :25 Pagina 19 laurea in sociologia, laurea in servizi sociali. Gli standard di personale sono così determinati: nidi: un operatore socio educativo ogni 8 posti di capacità ricettiva, micro nidi: un operatore socio-educativo, centri prima infanzia: due operatori socio-educativi. Oltre al rispetto di questi standard, è obbligatoria la compresenza di due operatori durante tutto l orario di apertura del servizio. La compresenza può essere garantita sia nei servizi pubblici che negli Enti no profit anche attraverso personale volontario, privo del titolo specifico, purché in maniera stabile 8. Relativamente ai centri prima infanzia, la DGR (20588 del 2005) ha previsto due operatori socio-educativi, intendendo garantire almeno un operatore ogni 15 utenti e comunque la compresenza. Uno dei due operatori può essere volontario purché in possesso di uno dei titoli sopra specificati. Coordinatore. Nei nidi e nei micro nidi è previsto un ruolo di coordinamento; viene ricoperto da un soggetto scelto tra laureati in scienze dell educazione/formazione, psicologia, sociologia, servizio sociale. L esperienza quinquennale in servizio può sostituire il titolo della laurea, purché l esperienza sia maturata all interno di un nido o in un servizio analogo, compresa la scuola materna. L occupazione deve essere documentata da certificati di servizio rilasciati dai datori di lavoro presso cui si è operato. Il coordinatore può avere anche funzioni operative. Figure professionali richieste da Comuni e altri Enti locali per l affidamento dei servizi Gli Enti locali possono incidere sulla domanda di figure socio-educative attraverso le gare di affidamento dei servizi per l infanzia. La ricerca ha esaminato 12 capitolati pubblicati dai Comuni della Provincia di Milano, periodo , per verificare i titoli richiesti agli operatori. Su 12 bandi, 10 specificano i titoli di studio: i titoli richiesti per il personale educativo sono vari: diploma di assistente di comunità infantile, puericultrice, vigilatrice d infanzia (anche solo corso triennale), magistrale (quinquennale), assistente per comunità infantile, lauree in Scienze dell educazione, Psicologia, Pedagogia o lauree brevi con indirizzi dell area Scienze della formazione, 8 Il personale volontario privo di titolo specifico non concorre alla determinazione dello standard. 19

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