Strutture e particelle di coordinazione: il greco ellenistico dell Archivio di Zenone

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA Dipartimento di Ricerca linguistica, letteraria e filologica Dottorato di Ricerca in Storia Linguistica dell Eurasia CICLO XXIV Strutture e particelle di coordinazione: il greco ellenistico dell Archivio di Zenone TUTOR Chiar.mo Prof. Paolo Poccetti DOTTORANDO Dott.ssa Felicia Logozzo COORDINATORE Chiar.mo Prof. Diego Poli ANNO 2011

2 INTRODUZIONE Le particelle di coordinazione, oltre alla loro funzione di connettori sintattici, costituiscono marche importanti a livello discorsivo e sono anche segnali significativi del mutamento linguistico. Lungo queste due linee portanti, in cui si incrociano l asse sincronico e quello diacronico, si muove il lavoro di dissertazione dottorale. La prima parte è dedicata alle problematiche di carattere generale connesse al grande tema della coordinazione. Si passano qui in rassegna questioni sintattiche e semantiche relative a tutti i livelli di attestazione di strutture e particelle di coordinazione: rapporto tra coordinazione e subordinazione, composti coordinativi, coordinazione lessicale, sintagmatica e frasale, coordinazione di non-costituenti. Accanto alla classificazione delle strutture di coordinazione nelle categorie fondamentali di copulativa, connettiva, avversativa e disgiuntiva, una particolare attenzione viene prestata all uso di particelle di coordinazione con valore di connettori frasali e alla presenza di coordinatori in apertura di frasi incidentali e principali. La seconda parte della dissertazione è dedicata specificamente alla lingua greca con una presentazione delle strutture di coordinazione di questa lingua in applicazione alle categorie generali esposte nella prima parte del lavoro. A seguire viene proposta l analisi dei papiri della Columbia University provenienti dall Archivio di Zenone, datati tutti intorno alle metà del terzo secolo a.c., in fatto di strutture e particelle di coordinazione; queste ultime vengono analizzate nel loro contesto enunciativo e descritte anche nelle loro funzioni di congiunzioni frasali e connettori testuali. Nell analisi del corpus, laddove è possibile conoscere dati extralinguistici rilevanti ai fini di considerazioni di natura linguistica, quali origine e provenienza o classe sociale degli autori dei testi, si presta particolare attenzione alle differenze sociolinguistiche individuabili nei testi stessi. 1

3 I dati evidenziati vengono comparati con quelli già noti e inseriti nel quadro dell evoluzione diacronica della lingua greca. In fondo alla seconda parte è presente un appendice con tutti i testi analizzati riportati dalle edizioni Westermann-Hasenoehrl, Zenon Papyri, New York, 1934 e Westermann-Keyes-Liebesny, Zenon Papyri II, New York,

4 I PARTE STRUTTURE E PARTICELLE DI COORDINAZIONE 3

5 I. GENERALIA I.1 La coordinazione nella storia del pensiero linguistico. Il latino classico sembra non aver conosciuto il termine coordinazione, se questo, come riferisce Antoine , è attestato per la prima volta nella traduzione dei cosiddetti Analitici Secondi di Aristotele ad opera di Boezio ( d.c.) col valore di serie di termini omogenei posti sullo stesso piano e costituenti, insieme, una unità superiore, il genere. Quod autem contingit b non esse in quo toto est a, aut iterum a in quo est b: manifestum est ex coordinationibus, quaecumque non commutantur adinuicem. Si enim nihil eorum quae sunt in a c d coordinatione, de nullo praedicatur eorum quae sunt in b e f, a autem in toto g, sic coordinatione existente manifestum est quod b non erit in g; commutarentur enim coordinationes. Similiter autem est et si b in toto aliquo est 1. Tramite un altro traduttore di Aristotele, Nicolas Oresme, la voce coordinazione entrerà nel francese nel corso del XIV secolo e, due secoli dopo, nell italiano. Occorreranno però circa tre secoli affinché il termine esca dall ambito della tradizione aristotelica e si generalizzi nel significato di rapporto, collegamento tra più elementi finalizzato a un dato scopo. SIN coordinamento, organizzazione col quale è oggi noto al di fuori dell uso in senso tecnico-linguistico 2. Il significato del termine, che compare per la prima volta per la lingua francese nel dizionario dell Académie nel 1835 action de coordonner, etat des choses qui sono coordonnées, ben si è prestato all impiego in numerosi e svariati ambiti dello scibile: ora per indicare l interconnessione tra organi, in testi di anatomia, ora per rappresentare l armonia contro l anarchia, ora, in gergo strategico e militare, per significare l uso combinato di elementi in funzione di una unità di obiettivo. Non stupisce il fatto che nessuna accezione in senso strettamente linguistico appaia solo poco prima della seconda metà dell 800, se si considera che è praticamente 1 Boezio 1545, L. I, n 117, citato da Antoine , Sabatini-Coletti 2006, s.v. coordinazione. 4

6 sconosciuto, nella riflessione grammaticale precedente a tale data, il concetto stesso per il quale parole come coordinazione e coordinatore costituiranno l etichetta. La classificazione platonica delle parti del discorso prevedeva infatti una generica suddivisione in o)no/mata e r(h/mata, nomi e verbi, alle quali Aristotele aggiunge i su/ndesmoi parole che uniscono, e gli a)/rqra articoli. Ai successori di Aristotele si deve poi la stesura della lista tradizionale delle parti del discorso (con verbo, pronome, avverbio e participio 3 ) e l individuazione, all interno del gruppo dei su/ndesmoi, delle preposizioni dette prote/seij. La riflessione grammaticale antica, pur senza raggiungere i livelli di approfondimento moderni, ci lascia tuttavia numerose considerazioni che mostrano un lento accentuarsi della consapevolezza circa la natura dei su/ndesmoi: Apollonio Discolo distingue il loro potere di unione (du/namij) dalla loro capacità di ordinare e coordinare (ta/cij), proprietà in relazioni alle quali due secoli dopo Elio Donato definisce le congiunzioni 4 adnectens ordinansque; Prisciano sottolinea come esse siano capaci di indicare forza e simultaneità (vim, simul esse) e, al contempo ordine e sequenzialità (ordinationem, consequentiam). Matura dunque la convinzione che, se le preposizioni servono solo a legare, le congiunzioni servono anche a ordinare. Nonostante il dibattito sulla natura e la classificazione delle coniunctiones continui per tutto il Medioevo e per tutta l età moderna, e nonostante la prima metà dell 800 veda venire alla luce opere capitali nella storia della linguistica quali la Deutsche Grammatik di Jacob Grimm e la Grammatik der romanischen Sprachen di Friedrich Diez, non viene esplicitata la differenza tra congiunzioni coordinanti e subordinanti fino alla 1862 quando viene pubblicata la Grammaire de la langue française di Pierre-Auguste Lemaire. I termini coordinazione, coordinatore, coordinato si diffondono quindi rapidamente come termini tecnici della linguistica e coordination entra finalmente 3 Gli ultimi ad essere introdotti saranno le interiezioni, ad opera dei grammatici latini, e gli aggettivi, in di epoca medievale. 4 Che classifica in copulativae, disjunctivae, expletivae, causales, rationales. 5

7 nell ottava edizione ( ) del dizionario dell Académie française con riferimento al suo significato grammaticale. A parte la storia del termine, lo studio della coordinazione ha inizio relativamente tardi nella storia della linguistica che si è prevalentemente occupata, nel corso dell 800, dei livelli inferiori dell analisi della lingua, ovvero fonologia e morfologia. I motivi per i quali la sintassi, e la coordinazione, sono state tanto trascurate nella linguistica dell 800 sono, secondo Dik 1968, fondamentalmente due: da una parte, la sensazione che bastasse quanto proposto dalla grammatica classica; dall altra, l idea che la coordinazione fosse un fenomeno precipuamente logico e psicologico e solo secondariamente linguistico 5. Non a caso infatti, nonostante sia fuori discussione la loro interrelazione, non vi è tuttavia un rapporto uno-a-uno che lega strutture logiche o psicologiche e corrispondenti strutture linguistiche: è ben noto che una relazione logico-semantica di coordinazione può essere in molti casi espressa attraverso elementi linguistici di natura subordinativa, e la stessa definizione di coordinazione e subordinazione è talmente difficile da delineare da sembrare quasi una sorta di capriccio terminologico 6. Essendo lo studio della sintassi soprattutto un prodotto del secondo dopoguerra (avviato da un opera fondamentale quale la chomskiana Syntactic Structures del 1957), è degli ultimi sessant anni anche il moltiplicarsi dei lavori sulla coordinazione. I. 2 Definizione della coordinazione. Deux phrases sont coordonnées (formule C1 C2) quand la seconde a pour thème la première (Bally 1932, 56) 5 Cfr. Dik 1968, p. 2 e ss. 6 Per il dibattito relativo alla definizione della coordinazione in relazione alla subordinazione veda il cap. VI a questo dedicato. 6

8 Mise en ordre de deux termes (membres) ou davantage, équilibrés et harmonisés dans un ensemble créant entre eux une unité relative. (Antoine , 305) A coordination is a construction consisting of two or more members which are equivalent as to their grammatical function, and bound together at the same level of structural hierarchy by means of a linking device (Dik 1968, 25) A construction [AB] is considered coordinate if the two parts A and B have the same status whereas it is not coordinate if it is asymmetrical and one of the parts is clearly more salient or important, while the other part is in some sense subordinate (Haspelmath 2004, 3) Come scrive Simon Dik nell introduzione alla sua opera del 1968, la coordinazione sembra essere una caratteristica universale del linguaggio umano, che si manifesta in forme diverse nelle varie lingue naturali, nella struttura della quali opera su più livelli. Essa rappresenta il principale strumento a disposizione delle lingue naturali per il concretizzarsi della ricorsività, proprietà in virtù della quale è possibile creare frasi di lunghezza potenzialmente infinita (Lang 1984, 24). Pur nella loro diversità di manifestazione, le strutture coordinanti di vari ambiti linguistici sono dunque spesso riconducibili a schemi ricorrenti il che ci permette, nel processo di apprendimento di una lingua straniera di poter trascurare spiegazioni circa il funzionamento della coordinazione stessa, a conferma che essa rappresenta uno di quegli elementi del linguaggio umano che non va appreso ma, come dice Chomsky, è già noto in quanto innato. Se è vero che la coordinazione, come processo grammaticale, è una questione strettamente sintattica, nel senso relativo alla disposizione ordinata di elementi che occorrono insieme all interno di una frase - lo studio della coordinazione non può certo dirsi esclusivamente sintattico: occuparsi di coordinazione implica certamente parlare di grammatica (fonetica prosodia-, morfologia, sintassi, semantica e pragmatica) ma anche di pensiero e realtà mentali, pur con la consapevolezza della pericolosità dell illusion du parallélisme logico-grammatical e del mirage d un parallélisme psychologico-grammatical 7. 7 Antoine p

9 Scrive Charles Serrus l architecture du discours ne se modèle pas sur celle de la pensée: le terme isolé ne correspond qu exceptionnellement à l idée et l ordre de termes ne reproduit pas celui des idées; le schème de la proposition n est pas le schème du jugement; les démarches du raisonnement ne passent pas dans la grammaire; de telle sorte que les relations, qui sont de formes de jugement possible, s expriment chaque fois par de moyens imprévus et s accommodent mal de l armature rigide que s est donnée la langue 8. La genesi del pensiero discorsivo consiste nel passaggio dallo stadio della non organizzazione psicologica che Piaget chiama agglomerazione, a quello dell organizzazione logica e infine dell organizzazione grammaticale che non necessariamente corrispondono: il pensiero logico serve a organizzare il pensiero originariamente non logico, ma, passando al linguaggio, non è detto che quest ultimo offra sempre e univocamente categorie corrispondenti. Ne consegue che parlare si configuri come un continuo compromesso tra abitudini linguistico-espressive e pensiero logico al quale le prime si offrono come strumenti 9. Nell analisi della coordinazione e dei fenomeni ad essa strettamente correlati, la giustapposizione e la subordinazione 10, occorre dunque tener sempre presente la distinzione tra approcci concettuali, approcci formali e approcci misti, ovvero tra chi predilige focalizzare il pensiero espresso e chi le modalità linguistiche di espressione dello stesso 11. A coordinazione e subordinazione Halliday 1994 preferisce i generici paratassi e ipotassi, la prima relativa ad elementi che hanno la stessa funzione e si pongono allo stesso livello gerarchico, la seconda relativa ad elementi di livello gerarchico diverso. 8 Serrus 1933, Cfr. Antoine , 94, di cui è anche la citazione di Serrus 1933 della nota precedente. 10 Rispettivamente definiti da Antoine, il suo vicino e il suo contrario. Della coordinazione, ovviamente. 11 Antoine , 93 esemplifica la complessità degli approcci allo studio della coordinazione attraverso la frase Il pleut, je reste (che a dire il vero non si può considerare una coordinazione tipo come si dirà più avanti al cap.vi) categorizzata da Le Bidois giustapposizione; da Bally segmentazione, derivata da un sistema coordinato; da De Boer coordinazione; da Sechehaye coordinazione o subordinazione; da Marouzeau, infine, di subordinazione. 8

10 Nonostante paratassi e ipotassi non siano secondo Halliday 1994 definizioni ristrette all ambito proposizionale 12, e nonostante siano considerate da gran parte della letteratura scientifica 13 come sinonimi di coordinazione e subordinazione, in questa sede si preferiranno questi ultimi due per spostare l attenzione dalla sintassi delle frasi complesse, nell ambito della quale paratassi e ipotassi nascono e riscontrano la loro maggiore frequenza d uso, e sottolineare invece l idea che coordinazione e subordinazione (e soprattutto la coordinazione) sono fenomeni operanti anche a livelli più bassi. Quanto alla giustapposizione, si considererà in questo lavoro come variante a marcatore zero (Drettas 2007) di sequenze a più membri che intrattengono relazioni neutre, coordinative o subordinative. La paratassi/coordinazione si potrà manifestare dunque sotto forma di giustapposizione (1a) e coordinazione propriamente detta (1b); 12 Egli fa riferimento infatti anche alla coordinazione di costituenti di medesimo livello gerarchico e non necessariamente appartenenti alla medesima categoria: verbal group co. verbal group, nominal group co. nominal group, nonimal group co. prepositional phrase liscia o con le bolle, plain or with cream, adverbial group co. prepositional phrase alone and without help (Halliday 1994, ) 13 Secondo Rousseau 2008, a differenza della paratassi che consiste nella giustapposizione asindetica di più membri, la coordinazione prevede l uso di coordinatori. Tale nozione di paratassi, a suo stesso dire piuttosto ambigua perché cancella i riferimenti alle relazioni che intercorrono tra più membri giustapposti, andrebbe considerata il grado zero delle relazioni interproposizionali. Ne consegue che, nella sostanza delle cose, i membri giustapposti possono essere proposizioni di qualunque tipo e intrattenere relazioni concettualmente coordinative o anche subordinative, pur senza l esplicitazione di un elemento di collegamento. Ammette Rousseau 2008, infatti, la parziale sovrapposizione dei concetti di giustapposizione che vuole essere costituita da membri completamente autonomi e di coordinazione asindetica che invece sarebbe riconosciuta in quei casi in cui i membri intrattengono una relazione semantica che potrebbe essere espressa tramite un coordinatore. In realtà una distinzione di questo tipo è sottile e pericolosa; due membri giustapposti, solo molto raramente sono semplici casuali accostamenti di elementi: se si considera infatti l esempio Le gourmand dévore, le gourmet déguste che Rousseau, 2008, 17 classifica come giustapposizione, appare chiaramente che i due membri intrattengono una relazione semantica di opposizione/differenziazione (cfr. ultra p. X), che potrebbe essere espressa attraverso un coordinatore avversativo, spingendo verso una categorizzazione, piuttosto, di coordinazione asindetica. Secondo tale approccio, paratassi e ipotassi si possono considerare definizioni legate più alla resa linguistica dei rapporti interproposizionali che ai rapporti interproposizionali in sé stessi a motivo del fatto che, afferma Rousseau 2008, 25, la linguistica si deve occupare di lingue naturali e non affrontare le questioni nei termini che spetterebbero piuttosto alla logica. 9

11 l ipotassi/subordinazione allo stesso modo a marcatore zero (2a) o con congiunzione espressa 14 (2b). (1a) Non è alto, è basso (1b) Non è alto ma è basso (2a) Non riesco a concentrarmi, ho fame. (2b) Non riesco a concentrarmi perché ho fame. I. 3 Caretteristiche di una struttura coordinata: Omogeneità sintattica e semantica Come ben sintentizzato dalla Coordinate Constituent Constraint (CCC) di Schachter 1977 The constituent of a coordinate construction must belong to the same syntactic category and have the same semantic function, è necessario dunque che i membri di una struttura coordinata rispettino vincoli sintattici e vincoli semantici. Nessuno dei due ambiti, quello sintattico e quello semantico, singolarmente può garantire la buona formazione di una coordinazione. Le restrizioni sintattiche sono state le prime ad essere oggetto di riflessione con la Same Type Hypothesis (STY) di Chomsky 1957, 35 secondo il quale i congiunti devono essere constituent of the same type, affermazione che viene ben presto smentita da casi come alone e without help citato sopra, n. 12, che impongono immediatamente un maggiore approfondimento. A Simon Dik 1968 si devono importanti riflessioni in merito a quella che chiama grammatical function che ritiene debba essere condivisa dai membri di una coordinazione. Egli si oppone alla definizione di Bloomfield secondo il quale The positions in wich a form occurrs are its funcions. 15 ritenendo invalidata l equivalenza funzione = positional meaning innanzitutto dall esistenza di lingue, come il latino, 14 La subordinazione a livello di costituenti è espressa attraverso le preposizioni: non riesco a concentrarmi per la fame. Cfr. Léon Clèdat 1895, citato da Rousseau 2007, La citazione è tratta da Dik 1968,

12 per le quali l ordine delle parole non è determinante ai fini della definizione del ruolo sintattico delle parole stesse: (3a) Pater amat filium. (3b) Pater filium amat. (3c) Filium pater amat. (3d) Filium amat pater. Secondariamente, se si provassero ad elaborare delle classi dalle quali estrarre membri coordinabili sulla base dell assunto per cui all forms wich can fill is a given position thereby constitute a form-class 16 si otterebbe che, date le frasi: (4) The man was late - He was late The man and he was late. (5) I saw the man I saw him I saw him and the man. The man and the pronoun he belong to the same form-class, since both can occur in such a frame as: was late. Furthermore, the man also belongs to the same form-class as the pronoun him, since both can occur in: I saw. But according to the second definition the noun phrase the men neither belongs to the same form-class as he, nor to the same form-class as him, since the man can occur both in, in wich him cannot occur, and in, in wich he cannot occur. (Dik 1968, 20) Dik 1968 in riferimento alla funzione grammaticale di cui devono essere portatori i membri di una coordinazione, preferisce dunque rivitalizzare le categorie della grammatica classica in base alle quali the man e he (4) ricoprono il ruolo di soggetto, the man e him (5) quello di complemento oggetto, e non limitare la individuazione della grammatical function a caratteristiche formali o distribuzionali, che si è appena detto non funzionare. Pur definendo encomiabile la definizione di Longacre 1965 secondo cui By function is meant the particolar office or role of one distinguishable part of a construction type in relation to other part of the same construction 17 non reduce le funzioni grammaticali a nozioni meramente relazionali ma intreccia forme e rapporti attraverso una similitudine che merita di essere riportata: The lexical and grammatical items figuring in a 16 Bloomfield 1933, 185 (citato da Dik 1968, 20) 17 Citato da Dik 1968,

13 linguistic structure are like actors in a play. The actors as such are individuals belonging to certain classes (male-female, young-old, good-bad, etc.) irrespective of the play wich they are called on to perform. When performing, however, they each represent a certain part, or have a certain function within the total structure of the play. The parts of the play cannot be described in terms of relations between the actors, but are rather dictated by the pattern of the play as such. Each of the parts of the play is independent of the actors performing in it, though it is usually restricted to certain classes of actors. Many different actors can play the same part, and the total structure of the play is not changed if a completely different cast is selected for its performance. (Dik 1968, 149). La funzione grammaticale parzialmente, correlata quindi ad aspetti formali ma non completamente riconducibile ad essi, si configura come un plus-valore che un certo costituente acquisisce quando viene usato in una certa sequenza. Ogni coordinazione, sarà dunque una coordinazione di funzioni grammaticali. Le restrizioni sintattiche non consentono di produrre strutture coordinate valide qualora all omogeneità della funzione grammaticale non si aggiungano specifici requisiti semantici 18 : To form a coordinate structure, the conjuncts linked by a connector must meet a set of conditions on their structural homogeneousness (Lang 1984, 19) Secondo Lang 1984, affinché una coordinazione sia accettabile, è necessario che i congiunti 19 siano semanticamente omogenei, nel senso che il loro significati (conjuncts 18? Ho comprato un libro in Italia e in primavera potrebbe sembrare sintatticamente ben formata ma unisce un espressione di spazio a una di tempo che non hanno omogeneità semantica e provocano una sensazione di straniamento in un eventuale interlocutore. Due determinazioni di natura diversa sullo stesso tema non sono solite essere coordinate (se non in forma avverbiale in frasi interrogative Dove e quando hai comprato ), sarà sufficiente dire Ho comprato un libro in Italia in primavera per rendere la frase accettabile; con questa semantica il coordinatore esplicito può occorrere ma in funzione di connettivo (cfr. ultra cap. V): Ho comprato un libro in Italia e per di più in primavera. Se invece la coordinazione di partenza va interpretata come l unione di due predicazioni diverse Ho comprato un libro in Italia e ho comprato un libro in primavera, essa andrà giustificata da uno speciale Common Integrator (cfr. ultra p. X) del tipo In che situazioni estreme hai comprato libri? ammettendo, per assurdo, che comprare libri in primavera (in generale) e comprare libri in Italia siano azioni vietate da una legge sovranazionale. 19 Che Haspelmath 2007 chiama coordinands. 12

14 meanings, CM) devono essere parzialmente (e solo parzialmente) sovrapponibili, ovvero abbiano una parte di significato condivisa definita common share CS. Due congiunti completamente sovrapponibili originano una coordinazione non accettabile perché tautologica, o ridondante, e dunque non conforme alle norme conversazionali in base alle quali l imperativo è Be brief, be relevant (Grice 1975, 46). Non sono ammessi dunque membri di coordinazione uguali o sinonimi: (6a) *Ho visto Giorgio Napolitano e Giorgio Napolitano. (6b) *Ho visto Giorgio Napolitano e il nostro Presidente della Repubblica. Le due frasi possono essere considerate accettabili solo qualora i due Giorgio Napolitano in (6a) non siano la stessa persona (ma in tal caso sarebbe preferibile un attributo di distinzione) o qualora Giorgio Napolitano in (6b) non sia l attuale Presidente della Repubblica ma un suo omonimo. Non sono ammesse coordinazioni di membri il significato di uno dei quali ingloba semanticamente il significato dell altro (inclusione semantica): (7a) *Mi piacciono i Pincher e i cani. (7b) *John likes painting elephants and/or/but animals. Non sono accettabili infine coordinazioni di co-occorrenza i cui membri sono semanticamente contrari (8a) o contraddittori (8b): (8a) * John is taller than Bill, Bill is taller than John. (8b) *You are a male person and you are a female person. A differenza di quanto si può dedurre da definizioni che sottolineano l autonomia dei membri di una coordinazione, l operazione di coordinare va interpretata come un processo semantico-cognitivo molto distante da una semplice operazione - intesa matematicamente parlando - in cui i coordinatori funzionino da operatori e il risultato finale sia inteso come la somma delle unità stesse. Essa costituisce un processo mentale di integrazione sintattica e semantica, ben più complessa del semplice accostamento di più unità, che non lascia mai invariati i membri che ne fanno parte. 13

15 Lang 1984 la definisce come un fenomeno super/inter linguas detto di second order syntax perché riguarda segmenti linguistici già organizzati sintatticamente al loro interno ad un primo livello secondo le regole grammaticali della lingua a cui appartengono 20. Poste queste premesse, la domanda a cui egli vuole rispondere è quali sono i meccanismi che consentono l interpretazione semantica di una struttura complessa di tipo coordinato. Alla base di questo processo egli individua un Common Integrator (CI) derivato dal significato dei congiunti (CM e CS), dal significato proprio del connettore e dalla cornice in cui la coordinazione occorre (common frame, CF), che consente a due elementi giustapposti di poter essere considerati una coordinazione. Il concetto è in realtà sviluppato da quello di Common Topic 21 di Lakoff 1971 che, non è derivato soltanto dagli aspetti lessicali dei due congiunti ma può essere individuato dall enunciatore e dal co-enunciatore in virtù della conoscenza condivisa del mondo e delle presupposizioni, tra cui, per esempio, il fatto di aver ascoltato altre parti della conversazione. Presupposizioni diverse da quelle che normalmente sembrerebbero potersi inferire dagli esempi (6a) e (6b), e condivise da enunciatore e co-enunciatore, possono essere sufficienti condizioni di validazione di strutture coordinate altrimenti inaccettabili. (9) John eats apples and I know many people who never see a doctor. La frase (9) ha senso solo se il co-locutore considera il proverbio an apple a day keeps the doctor away ovvero se vi è una motivazione, anche esterna alla interpretazione linguistica in senso stretto, ma interna al contesto di enunciazione 22 che permetta di giustificare una coordinazione che, semanticamente, sembra non accettabile. Il Common Topic o Common Integrator è imprescindibile per la validazione di una coordinazione che sarà considerata tanto più accettabile quanto più esso sarà esplicito. 20 Cfr. Lang 1984, The common topic is the part of each conjunct of the sentence that is identical (Lakoff 1971, 118). 22 Schachter 1977 definisce tale concetto come motivazione pragmatica. 14

16 La validazione di una struttura coordinata semanticamente non conforme si può verificare qualora la non conformità rappresenti la marca del suo essere un espediente retorico. Uno di questi è la ripetizione di uno stesso elemento come membro di coordinazione, nota come conjoined repetition (Presson 1974) o augmentative conjunction (Haspelmath 2007). Il fenomeno, piuttosto raro e non universale 23, a differenza degli altri fenomeni di coordinazione, è ammesso soltanto con la coordinazione di co-occorrenza e. E stato analizzato da Lang 1984 che gli ha attribuito, sulla base della idea più suono più significato, un valore iterativo o intensivo. Ad esso dedica ampio spazio Hoarau 1997 che, nel suo lavoro comparativo sulla coordinazione in inglese e francese, classifica le conjoined repetitions dell inglese e censisce le modalità di traduzione nella lingua francese che, a differenza della prima, è estremamente refrattaria all uso di tali costrutti. In particolare, Hoarau 1997 individua tre gruppi di ripetizioni in base al tipo di rapporto semantico rappresentato: - denotano processo prolungato, continuo o ripetitivo ripetizioni di verbi, avverbi e preposizioni quali 24 : (10a) He talks and talks and talks. (10b) They are tested again and again. (10c) I should drag them down and down through those minute degrees where it was impossibile to rise - denotano l idea di un incremento continuo di intensità o grado ripetizioni di aggettivi (soprattutto comparativi), avverbi e quantificatori quali: (11a) The machine went faster and faster. (11b) Hollier and I were swept more and more into concern with Cornish s affairs. - denotano grandi quantità delle estensioni rappresentate nomi plurali che indicano di quantificatori di spazio o di tempo quali: 23 Più frequente nelle lingue germaniche che nelle lingue romanze. 24 Gli esempi sono tratti da Hoarau 1997, 79 e ss. e Lang 1984, 100 e ss. 15

17 (12) I spent hours and hours waiting for you. Pur non trattandosi di espressione idiomatiche - le conjoined repetitions non sono forme lessicalizzate (in quanto tali, potrebbero sfuggire alle regole di validazione sintattica e semantica nella lingua) ma risultano regolarmente accettate. Hoarau 1997 ritiene che la presenza della congiunzione e implichi il dover riconoscere che i due membri sono omogenei ma differenziati, solo apparentemente uguali dunque ma espressione della coordinazione di stadi, livelli o gradi di ripetizione di un certo predicato diversi l uno dall altro. E come se nel coordinare più azioni, tutte chiamate to talk si faccia riferimento a tre to talk diversi perché anche se denominata allo stesso modo, l azione iterativa di parlare prevede la coordinazione di più parlare diversi ognuno dall altro. La proposta teorica di Hoarau 1997 appare più chiara se applicata ai comparativi coordinati, ognuno dei quali rappresenterebbe uno stadio diverso di una stessa azione: faster and faster = [più veloce di X] co. [più veloce di [più veloce di X]] e così via. Alle conjoined repetitions, che mantengono quasi esclusivamente per espressioni di estensione di spazio e tempo, il francese e l italiano prediligono la giustapposizione 25 o la modificazione di una certa azione mediante quantificatori, locuzioni avverbiali o predicazioni specifiche 26 : (13a) Je vous en aurai des mètres et des mètres. (13b) Ho camminato chilometri e chilometri. (13c) Piange, piange e ancora piange. (13d) E stupido, stupido, stupido! 25 Il fatto che la giustapposizione sia presente anche in inglese: He sat by the door, and I knitted, knitted, knitted (Hoarau 1997, 95), potrebbe significare che quest ultima si usa per rappresentare due occorrenze diverse di uno stesso processo, a differenza della coordinazione che esprimerebbe occorrenze qualitativamente o quantitativamente diverse di una stessa azione. 26 Antoine , 564 aveva parlato di questo tipo particolare di coordinazione tramite giustapposizione di identici termini ripetuti o tramite coordinazione di termini equivalenti ma non identici, il secondo dei quali prefissato con re-: la manne tombe à tout heure à toute heure. / La manne tombe et retombe à toute heure. 16

18 (13e) A West Point colonel circles and circles the perimeter of the table > Un colonel de West Point ne cesse d écrire des cercles autour du périmètre de la table. La ripetizione asindetica dell italiano sembra inserirsi bene in un rapporto di enunciazione e co-enunciazione come una sorta di prevenzione di eventuali dubbi dell interlocutore in merito a quanto asserito come nel caso di: E stupido, stupido, stupido! 27 L impossibilità di percepire l omogeneità dei congiunti può condurre ad ottenere un effetto comico 28, o essere utilizzata volutamente nuovamente come espediente retorico. Una situazione di coordinazione particolare, che si inserisce in quest ultimo filone, è il cosiddetto zeugma semantico o attelage 29, figura retorica che consiste nel coordinare due argomenti di uno stesso predicato che implicano interpretazioni diverse del predicato stesso: (14) Stava chiuso nella sua camera e nella sua sordità. L effetto retorico che si genera è dovuto alla impossibilità di ricostruire il medesimo contesto semantico per entrambi i coordinati. Si tratta di un caso particolare di ellissi che nasconde, nella struttura profonda, la coordinazione di due predicati formalmente identici ma semanticamente molto diversi. Dal punto di vista lessicale infatti, il verbo del predicato chiudere è semanticamente autonomo e il suo significato si combina senza difficoltà con quello del modificatore nella camera ; nel 27 Non è un caso che una variante di questo enunciato ammetta l uso della avversativa: E stupido, ma stupido! in cui la coordinazione di contrasto usata con valore connettivo dopo pausa forte (cfr. ultra cap. V) può avere funzione additiva, coerentemente con la propria semantica originaria (magis), o può segnalare l opposizione ad un eventuale dubbio dell interlocutore è molto più stupido di quanto tu possa pensare e non vi sono dubbi su questo come si dirà più avanti. (cfr. ultra cap. III e V) 28 Antoine , 800 parla di coordinazioni umoristiche : Un effet comique (presque toujours cheché) nait de la liaison de concepts tirés de domandine étrangers l un à l autre: il repose sur la surprise créée par l union de ce qui n est pas propre à être uni. 29 Cfr. Clément

19 secondo caso il verbo chiudere è semanticamente un tutt uno inscindibile con il modificatore nella sua sordità con il quale costituisce unità lessicale polirematica. Il risultato di una coordinazione è sempre un messaggio cioè va al di là della semplice somma dei valori dei suoi membri. La semantica della coordinazione si definisce sempre nel corso del processo di integrazione al quale i congiunti sono sottoposti: ognuno di essi, una volta entrato in coordinazione, non avrà più valore di per sé stesso ma in relazione all altro congiunto e i due valori si ridetermineranno vicendevolmente. Se si osservano le due frasi semplici 30 : (15a) John bought himself a Mini / John bought his wife a car. e le strutture coordinate: (15b) John bought himself a Mini and his wife a car. (15c) John bought himself a Mini or he bought his wife a car. è evidente che la coordinazione non interviene come semplice operatore logico, mettendo in relazione i significati propri dei due membri, ma provoca essa stessa un cambiamento di valore. Affinché (15b) abbia senso occorre ammettere che la Mini citata non sia un automobile, in netto contrasto con quanto presupporremmo dalle due frasi isolate. Viceversa, in (15c) la semantica di Mini = auto viene rispettata e il messaggio trasmesso è che John non può comprare due macchine probabilmente perché potrebbe non essere in grado di sostenere economicamente un tale acquisto. I due congiunti si configurano quindi come rappresentazioni di due diversi Common Integrator che in un caso (15b) è rappresentato dagli acquisti di John, nell altro (15c) dalla impossibilità di acquisto simultaneo di due automobili. Il processo di integrazione semantica 31 a cui sono sottoposti i membri di una coordinazione è definito da Lang 1984 parallelization effect e provoca già di per sé 30 Lang 1984, The integration of sentence meanings by coordination is a considerable factor in textual cohesion. (Lang 1984, 38) 18

20 omogeneità regolarizzando anche apparenti minime incongruenze e restringendo il campo delle interpretazioni possibili. In una serie come: (16) Fritz smokes, Peter drinks and Robert bites his nails. obbligatoriamente tutti e tre i verbi devono essere considerati o relativi ad azioni attuali (is smoking, is drinking, is biting) o relativi ad azioni abituali; esclusa invece la possibilità di considerare uno di un tipo e uno di un altro. (17a) There are some lions and rhinos. (17b) There are some lions and lionesses. In (17b) la presenza del femminile lionesses al secondo membro, restringe l interpretazione possibile di lions come maschile, a differenza di (17a) in cui il sesso rimane sotto-specificato. Alla creazione di un Common Integrator non contribuiscono però solo i fatti semantici e sintattici legati ai membri della coordinazione; interviene altresì la situazione di enunciazione: (18) I need a book or something 32. (18) può voler dire che mi serve qualcosa con cui ammazzare il tempo, se sono a casa e mi sto annoiando; che devo comprare un regalo di valore o utilità simile a un libro, se invece sono in un negozio di regali. I. 4 Problemi di modellizazione sintattica. Anche se secondo la teoria Principi e Parametri (PP), la coordinazione dovrebbe essere una unità di specificatore, testa e complemento, si tende a preferire una sua interpretazione come struttura esocentrica 33 (ovvero senza testa) in cui il coordinatore rappresenta soltanto un marcatore. 32 Per questo tipo di coordinazione disgiuntiva vedi più avanti (cfr. ultra cap. IV). 33 Bloomfield sosteneva che la coordinazione fosse endocentrica e che appartenesse alla stessa form-class dei suoi membri (che fosse cioè possibile sostituirla ai membri stessi), form-class individuata in virtù delle caratteristiche distribuzionali degli stessi. (cfr. supra p. 10 e Dik 1968, p. 20 e ss.) 19

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