Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) Corso di Psicologia dello Sviluppo , prof.ssa Viola Macchi Cassia

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1 Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione)

2 GLI AMBITI CLASSICI DELLO SVILUPPO SV. FISICO-CEREBRALE SV. SENSORIALE-PERCETTIVO SV. MOTORIO SVILUPPO COGNITIVO SVILUPPO COMUNICATIVO E LINGUISTICO SV. EMOTIVO-RELAZIONALE SV. SOCIALE SV. MORALE

3 LA COMPLESSITA DEL LINGUAGGIO Il linguaggio è un sistema comunicativo molto complesso, e di conseguenza è complesso il suo studio, e in particolare lo studio del suo sviluppo. Molteplicità dei livelli di analisi Molteplicità di proprietà e funzioni

4 I LIVELLI DI ANALISI DEL LINGUAGGIO! La composizione e le funzioni del linguaggio! Suono! >>> Fonologia! Lessico (le categorie di parole)! Significato! >>> Semantica! Morfologia!! Sintassi! Grammatica! (forma + combinazione delle parole) Contesto! >>> Pragmatica! Funzioni comunicative! Conversazione! Discorso!

5 LE PROPRIETA DEL LINGUAGGIO! Referenzialità! I segni linguistici si riferiscono ad oggetti ed eventi esterni al linguaggio stesso.! Arbitrarietà! La relazione tra suoni e significati è arbitraria: il significato non può essere ricavato dalla forma del suono, pertanto deve essere appreso e trasmesso culturalmente.! Creatività/Produttività! Chi parla una lingua può produrre un numero infinito di messaggi combinando tra loro un numero finito di unità base di quella lingua.! Autoreferenzialità! Il linguaggio è un codice (sistema di segni) che rimanda a se stesso, è autonomo e autosufficiente (può spiegare i propri significati attraverso espressioni linguistiche complesse).!

6 Lo sviluppo del linguaggio! Il linguaggio è una capacità unicamente umana che corrisponde alla più straordinaria conquista del bambino nei primi anni di vita.! Le domande:! Quando e come i bambini imparano a segmentare il flusso continuo di suoni e a produrre correttamente i suoni corrispondenti alle parole?! Come fanno a capire che i suoni si riferiscono ad aspetti della realtà! Quando e come imparano le parole e i modi per combinarle in sequenze per poter generare frasi nuove! Gli approcci allo studio dello sv. del linguaggio! Ø Complessità! Ø Precocità dell acquisizione! Ø Spontaneità dell acquisizione! Ø Il fatto che è presente solo! nell uomo! Rendono lo sv. linguistico un ambito privilegiato per la controversia natura/ cultura!

7 Lo sviluppo del linguaggio! Lo sviluppo fonologico >>> produzione dei suoni linguistici Pianto >> vocalizzazioni >> parole! Lo sviluppo lessicale >>> produzione delle parole e costruzione!!! del vocabolario Protoparole >> parole >> esplosione del vocabolario! Lo sviluppo morfosintattico >>> costruzione delle frasi Uso dei suffissi e prefissi (singolare/plurale, maschile/femminile, coniugazione verbi) Combinazioni di parole secondo le regole della propria lingua!

8 Lo sviluppo del linguaggio! La competenza linguistica:!la capacità di trasmettere contenuti di conoscenza sufficientemente differenziati e articolati, di produrre messaggi in funzione dei propri scopi comunicativi! si sviluppa prima di! Capacità comunicativa Linguaggio La competenza comunicativa:!la capacità di utilizzare le modalità comunicative e linguistiche più appropriate agli obiettivi del parlante, alle caratteristiche dell interlocutore, al contesto sociale e al contenuto della comunicazione per realizzare i propri intenti conoscitivi e sociali.!

9 Le questioni centrali per lo sviluppo del linguaggio (1)! Dipende da predisposizioni biologiche Acquisizione del linguaggio Dipende dall acquisizione di conoscenze condivise dalla cultura di appartenenza Dipende dallo sviluppo cognitivo Acquisizione del linguaggio Dipende dallo sviluppo sociale

10 Le questioni centrali per lo sviluppo del linguaggio (2)! Il rapporto tra linguaggio e pensiero è bidirezionale:! Ø Quali sono i prerequisiti cognitivi che consentono l apprendimento del linguaggio? Cognizione >> Linguaggio! Ø In che modo il linguaggio influisce sul pensiero, sulle capacità cognitive e comunicative? Il linguaggio consente la formazione di livelli di conoscenza e di adattamento all ambiente specifici? Linguaggio >> Cognizione!

11 Le questioni centrali per lo sviluppo del linguaggio (3)! Ø Complessità! Ø Precocità dell acquisizione! Ø Spontaneità dell acquisizione! Ø Il fatto che è presente solo! nell uomo! Rendono lo sv. linguistico un ambito privilegiato per la controversia natura/cultura!! Nell architettura neuro-cognitiva dell essere umano esiste un intrinseca capacità di produrre e di comprendere il codice linguistico?!! Approccio associazionista! Approccio innatista! Approccio costruttivista!

12 Le posizioni classiche sullo sviluppo del linguaggio! v Approccio associazionista (Skinner, anni 50).!!Il linguaggio è appreso grazie ai medesimi meccanismi che presiedono!ad ogni altra forma di apprendimento (imitazione, rinforzo).! v Approccio innatista (Noam Chomsky, posizione attuale).!!tutti i linguaggi umani sono caratterizzati da regole specifiche e comuni!(verbo, oggetto, soggetto; parole costruite combinando i suoni e parole!combinate in frasi).!!principi universali innati che diventano attivi quando maturano i circuiti!cerebrali ad essi corrispondenti!!+!!parametri con range di valori possibili prefissati tra cui il bambino sceglie.!!!e la Teoria della modularità >> il linguaggio viene acquisito e mantenuto!grazie ad una speciale facoltà che è indipendente dalle altre!facoltà!!della mente e del cervello.!!!>> Discontinuità filogenetica: il linguaggio è il risultato di un improvvisa!mutazione che ha portato all emergere di una nuova abilità complessa.!

13 Le posizioni classiche sullo sviluppo del linguaggio! La teoria di Chomsky spiega ü Perché si impara a parlare in maniera rapida ü Perché le tappe dello sviluppo linguistico sono le stesse in tutte le culture e le classi sociali ü Perché il bambino è in grado di produrre e capire espressioni mai sentite in precedenza (creatività) ü Perché il linguaggio che il bambino produce è più ricco di quello a cui è stato esposto

14 Le posizioni classiche sullo sviluppo del linguaggio! Approccio costruttivista (cognitivo-funzionalista) (Elisabeth Bates, anni 90, oggi).! Le abilità e le conoscenze linguistiche si sviluppano grazie all integrazione e ricombinazione di sistemi neurali e mentali diversi, che esistono anche in altre specie e che svolgono anche funzioni non linguistiche.!! Il linguaggio è acquisito e mantenuto attraverso processi mentali/neurali che condivide con altri domini percettivi, cognitivi e affettivi.!! >> continuità filogenetica: il linguaggio si è evoluto gradualmente da abilità preesistenti. Le componenti del linguaggio sono presenti nei primati non umani.!

15 Le fasi dello sviluppo comunicativo e linguistico! 1 anno >> COMUNICAZIONE prelinguistica --> linguistica 2 anno >> comprensione e produzione delle prime PAROLE 3-4 anno >> dalle parole alle FRASI: l acquisizione della GRAMMATICA e la competenza linguistica Età scolare >> la consapevolezza METALINGUISTICA e la competenza comunicativa

16 Dalla comunicazione prelinguistica alle parole! Non si può parlare di sviluppo del linguaggio senza inserirlo all interno di una più ampia CAPACITA COMUNICATIVA Lo sviluppo comunicativo pre-linguistico precede e prepara la comparsa del linguaggio, attraverso l evoluzione di espressioni e gesti comunicativi l evoluzione dei suoni che il bambino produce spontaneamente in suoni dotati di significati = parole

17 l primi mezzi di comunicazione non verbale! L espressione facciale delle emozioni: il SORRISO! I suoni non-comunicativi:! il PIANTO,! le VOCALIZZAZIONI! I gesti:! INDICAZIONE e SGUARDO!

18 l primi mezzi di comunicazione non verbale: le espressioni emotive! Il sorriso Endogeno (riflesso) Esogeno Selettivo, Strumentale nascita! 2 mesi! 3 mesi! tempo!

19 l primi mezzi di comunicazione non verbale: i suoni non linguistici! Le tappe dello sviluppo fonologico! 0-1 mese Suoni di natura vegetativa Pianto (emissione vocale inarticolata; di fame, di dolore, di irritazione) Sbadigli, ruttini, gorgoglii 2-6 mesi Vocalizzazioni Si inseriscono tra i turni verbali del genitore (proto-conversazioni) 6-7 mesi Lallazione canonica Il bambino produce sequenze consonantevocale con le stesse caratteristiche delle sillabe, ripetute più volte (i.e. baba gaga) Prime emissioni vocali articolate. NESSUNA INTENZIONALITA COMUNICATIVA L intenzionalità comunicativa si verifica quando l emissione di un messaggio è finallizzato al raggiungimento di un obiettivo, e controllato.

20 l primi mezzi di comunicazione non verbale: lo sguardo e l attenzione condivisa! Dalla nascita e nei primi mesi di vita gli OCCHI sono la porzione del volto che attrae maggiormente l attenzione dei bambini.! 2287 ms! 507 ms! Grazie a questa sensibilità si costruiscono le interazioni DIADICHE (interazioni faccia-afaccia): il comune oggetto d attenzione è l altro.!

21 l primi mezzi di comunicazione non verbale: l indicazione e l attenzione condivisa! Successivamente (5 mesi) il gesto dell indicazione (pointing) viene usato insieme allo sguardo per dirigere l attenzione dell interlocutore verso un oggetto di interesse comune. --> nascono le interazioni triadiche (adulto + bambino + oggetto): il focus dell attenzione congiunta è il mondo esterno Nasce l intenzionalità comunicativa

22 l gesti e l emergere dell intenzionalità comunicativa! Rispetto ad altre azioni i gesti comunicativi vengono prodotti a distanza e non implicano nessun contatto con il destinatario della comunicazione. Sono sempre accompagnati dallo sguardo che viene rivolto alternativamente verso il bersaglio e verso il destinatario. Manifestano un intenzionalità comunicativa. Ne esistono di diversi tipi, di complessità crescente

23 I gesti comunicativi (+ sguardo)! Gesti DEITTICI, o performativi (dai 6.8 mesi) Esprimono un intenzione comunicativa e si riferiscono ad un oggetto-evento che si può individuare osservando il contesto (es.: stendere le braccia in alto; aprire e chiudere ritmicamente il palmo della mano; indicare) Sono utilizzati con finalità comunicative di complessità crescente: Gesti RICHIESTIVI 8-9 mesi Il b. chiede l intervento dell adulto per raggiungere uno scopo Gesti DICHIARATIVI mesi Il b. chiede l attenzione dell adulto per condividere l interesse per un aspetto della realtà (indicazione + vocalizzazione/ espressione facciale che fa da commento)

24 I gesti comunicativi (+ sguardo)! Forme di comunicazione RICHIESTIVE Forme di comunicazione DICHIARATIVE Mirano a influenzare il COMPORTAMENTO degli altri (l adulto deve fare qualcosa) L uso delle forme richiestive è possibile, oltre che nell infante umano, anche in altre specie animali e nei bambini autistici. Mirano a influenzare gli STATI MENTALI degli altri (l adulto deve condividere con il bambino l interesse per qualcosa) L uso delle forme dichiarative richiede una prospettiva RAPPRESENTAZIONALE

25 I gesti comunicativi (+ sguardo)! Gesti REFERENZIALI, o rappresentativi Esprimono un intenzione comunicativa e rappresentano un referente specifico. Il loro significato cioè non varia in funzione del contesto. (es.: salutare con la mano, fare no con la testa, nominare un oggetto attraverso i gesti) Hanno origine sociale, nascono all interno di routine sociali o di giochi con l adulto e vengono appresi per imitazione.! Fanno da ponte per l apprendimento del linguaggio perché hanno natura convenzionale, ma hanno portata esplicativa limitata per la loro natura iconica.!

26 La nascita dell INTENZIONALITA COMUNICATIVA! Come si sviluppa l intenzionalità comunicativa? L intenzionalità comunicativa si verifica quando l emissione di un messaggio è finalizzato e controllato. 0-8 mesi Preintenzionale 8-12 mesi Intenzionale 12+ Linguistica Il bambino cerca di afferrare un oggetto senza mai guardare la mamma Il bambino indica un oggetto guardando il padre ed emettendo dei suoni La bambini dice ripetutamente cotto, per ottenere dalla mamma un biscotto

27 La nascita dell INTENZIONALITA COMUNICATIVA! L intenzionalità comunicativa è resa possibile da: Abilità cognitive (Piaget) Distinzione mezzi-fini (sviluppo sell intelligenza sensomotoria, 8-12 mesi) Dalle forme richiestive alle forme dichiarative. Abilità sociali (Bates) Consapevolezza dell efficacia dei propri segnali comunicativi. Ruolo dell adulto che interpreta i segnali ( come se ) e attribuisce loro un significato condiviso.

28 Dai gesti comunicativi alle prime parole! I gesti vengono progressivamente sostituiti dalle parole. All aumentare del vocabolario diminuisce il numero di gesti prodotti, fino a quasi scomparire quando il bambino possiede un vocabolario di circa 50 parole. Relazione tra repertorio gestuale e vocale nello sviluppo Periodo in cui il bambino usa gesti referenziali Comparsa delle prime parole Periodo in cui il vocabolario raggiunge le 50 parole Diminuzione dell uso di gesti referenziali

29 0-1 mese Dai suoni non linguistici alle prime parole! Le tappe dello sviluppo fonologico! Suoni di natura vegetativa Pianto (emissione vocale inarticolata; di fame, di dolore, di irritazione) Sbadigli, ruttini, gorgoglii 2-6 mesi Vocalizzazioni Si inseriscono tra i turni verbali del genitore (proto-conversazioni) 6-7 mesi mesi Lallazione canonica Lallazione variata Il bambino produce sequenze consonantevocale con le stesse caratteristiche delle sillabe, ripetute più volte (baba, gaga) Prime emissioni vocali articolate. Il bambino produce sequenze sillabiche complesse, variate (i.e. baga). Primi suoni con caratteristiche analoghe a quelle della lingua di appartenenza.

30 Dai suoni non linguistici alle prime parole! Le ricerche più recenti evidenziano come il bambino!utilizzi, nel formare le prime parole, le sequenze!fonetiche già sperimentate nella lallazione, e sottolineano una CONTINUITA tra la produzione dei primi suoni! e le prime vere parole.! lallazione tatata parola tata = bambino PROTOPAROLE (12 mesi) am am = quando la mamma porta da mangiare

31 Lo sviluppo lessicale! Compaiono in media tra gli 11 e i 13 mesi! (circa 10 parole a 12 mesi).! Fase del lessico emergente Fase della! esplosione! del vocabolario! mesi circa mesi circa L ampiezza del vocabolario si attesta in media sulle 50 parole Brusca impennata nell accrescimento di nuove parole: 5-40 parole alla settimana. Compaiono le parole-contenuto (verbi, aggettivi), parole-funzione (pronomi,articoli )

32 Le prime parole: la fase del LESSICO EMERGENTE!! Ø Le prime 50 parole si riferiscono a persone e oggetti familiari, azioni abituali, servono a interagire con le altre persone (ciao, no, bravo).! Ø Sono NOMI concreti, riferiti ad elementi dell ambiente di facile individuazione (no articoli, pronomi).! Ø Sono legate a specifici contesti e sono parte integrante delle azioni in corso. Riferite a oggetti specifici e usate per commentare o descrivere quello che sta succedendo.! Hanno carattere NON-REFERENZIALE.!

33 Le prime parole: la fase del LESSICO EMERGENTE! Ø Le prime parole vengono apprese in contesti interattivi, in cui l adulto fornisce indizi contestuali che aiutano il bambino a individuare le corrispondenze tra elementi linguistici e non linguistici (ARBITRARIETA del linguaggio).! Ø Vengono apprese in modo indiretto, attraverso la semplice esposizione a interazioni comunicative tra parlanti attraverso le quali il bambino inferisce la relazione tra nome e oggetto.!!

34 Il significato delle prime parole! Due diverse teorie sulla costruzione del significato delle prime parole: Clark 1973 Il bambino costruisce il significato delle parole sulla base delle somiglianze percettive tra gli oggetti o eventi Nelson 1974 Il bambino categorizza all inizio le somiglianze funzionali, cioè l uso degli oggetti e le loro proprietà dinamiche. Ipotesi del NUCLEO FUNZIONALE

35 Il significato delle prime parole! Le prime parole denotano un livello di categorizzazione DI BASE! animale! gatto! siamese! cane! bassoto! E il livello che corrisponde alle differenze percettive più evidenti!

36 Errori tipici nelle prime fasi dello sviluppo lessicale Errore di sovraestensione Il bambino chiama cane qualsiasi animale a quattro zampe Si verifica più spesso nella produzione: espediente per compensare la limitatezza del lessico. Errore di sottoestensione Il bambino chiama bambola esclusivamente la sua bambola preferita Legato ad un uso non-referenziale, contestualizzato delle parole. Errore di sovrapposizione Il bambino usa aprire per riferirsi non soltanto all azione di aprire una porta, ma anche all azione di accendere la luce

37 L esplosione del vocabolario! Nella fase dell esplosione del vocabolario (18 mesi) compare l uso referenziale delle parole: vengono estese ad esemplari diversi di una stessa categoria.!! Il linguaggio si DECONTESTUALIZZA: si sgancia dal contesto extra-linguistico da cui ha avuto origine.! Viene raggiunta la proprietà della arbitrarietà.!! In parallelo gli ambiti di attribuzione categoriale di una parola si restringono progressivamente ai referenti adeguati!! Es: cane per tutti quadrupedi --> cane solo per i cani.!!

38 Lo sviluppo della grammatica! Grammatica= morfologia + sintassi! Morfologia: studia l acquisizione dei suffissi e dei prefissi che servono a:! - formare il singolare/plurale oppure il maschile/femminile dei nomi, aggettivi;! - coniugare i verbi oppure gli articoli;! - derivare un nome dall altro (forno- fornaio) Sintassi: studia in che modo il bambino apprende a costruire combinazioni di parole che rispettino le regole della propria lingua (es. la posizione degli aggettivi nella lingua inglese vs italiana)!

39 Lo sviluppo della grammatica! Verso i 18 mesi, quando il repertorio lessicale ha raggiunto le 100 parole, compaiono le prime combinazioni di due-tre parole.! Linguaggio telegrafico; fase presintattica:! inizialmente sono parole-contenuto giustapposte, senza intonazione comune e prive di parole-funzione.! Sono guidate da relazioni semantiche (es: i componenti dell azione: agente-azione-oggetto)!!

40 Lo sviluppo della grammatica! Esempi di linguaggio telegrafico! Relazione! Enunciato! Situazione! Agente-azione! Azione-oggetto! Azione-recipiente! Agente-oggetto! Rifiuto! Richiesta! Non-esistenza! Uomo-piange! Dà-palla! Dà-mamma! Mamma-palla! No-sapone! Dà-palla! Più-papà! Un omino giocattolo è appena caduto dal tavolo! La mamma dà al bambino la palla che tiene in mano! Il b. dà la palla alla m.! Il b. dà la palla alla m.! Il b. rifiuta di lavarsi! Il b. indica una palla! Il p. è appena uscito!

41 Lo sviluppo della grammatica! Lo sviluppo morfo-sintattico! Morfologia verbale 3 anni in produzione 7 anni in comprensione Accordo tra soggetto e verbo (persona e numero) es.: il gatto insegue i cani La mela mangia la bambina Morfologia nominale 3 anni Forme del genere (m/f) e del numero (singolare/plurale) relative ai nomi Morfologia pronominale 3-4 anni Pronomi personali (io/tu,me/ te-->noi/voi/essi) Es. di errori: mangio io? Il cacciavite di me

42 L età prescolare: il linguaggio narrativo! In età prescolare il linguaggio è usato a scopo narrativo: linguaggio narrativo.! Prolungamento dell intersoggettività basato sulla condivisione mentale, anziché fisica.!! Consente la formazione di unità rappresentazionali più ampie di quelle possibili in precedenza attraverso i sensi.!! Obbliga il pensiero ad una scansione più analitica dell esperienza. Da una rappresentazione parallela a una rappresentazione seriale.!! LIMITE: è ancora un linguaggio soggettivistico, psicologico, non logico.!

43 L età scolare: lo sviluppo della pragmatica! La pragmatica si riferisce alla capacità di comunicare in modo efficace: adattare lo stile della conversazione in funzione dell interlocutore, e di tenere conto del punto di vista dell interlocutore e dei suoi bisogni comunicativi.!! Si sviluppa pienamente in età scolare (entro gli 8-9 anni).!!!

44 Gli usi del linguaggio: lo sviluppo della pragmatica! Piaget: tra i 2 e i 7 anni il linguaggio è egocentrico: i bambini non compiono sforzi per comprendere ed essere compresi, per spiegare il proprio punto di vista e comprendere quello degli altri.! In realtà! Già a 3 anni adattano il proprio stile conversazionale in funzione dell età dell interlocutore:! Disconferme, dimostrazioni --> verso i + piccoli! Conferme, chiarificazioni --> verso i coetanei!

45 Gli usi del linguaggio: lo sviluppo della pragmatica! In età prescolare, fino a circa 8 anni, i bambini comunicano efficacemente quando il referente da descrivere è semplice o familiare ma falliscono quando il referente è complesso, insolito, ambiguo:! Es: descrizione ad un adulto/coetaneo di una figura che l interlocutore non può vedere! Oggetti ambigui! Figure senza senso che differiscono per un dettaglio!

46 La consapevolezza meta-linguistica! Nell età scolare il bambino diventa capace di trattare le forme del linguaggio come oggetto di analisi, considerarle per se stesse piuttosto che come veicolo di significati.! Verbi che si riferiscono a stati mentali 3 anni termini emotivi 4 anni termini cognitivi Verbi che si riferiscono ad atti linguistici Termini con cui ci si riferisce a parti o unità del codice linguistico Triste, contento, buono,cattivo Credere,pensare,immaginare,fare finta Pregare, maledire, promettere, ordinare Parole, frasi, sillabe, lettere

47 Le differenze individuali nello sviluppo linguistico! Differenze nel RITMO di ACQUISIZIONE! Tutti i bambini condividono medesime tappe evolutive, ma le raggiungono attraverso un ritmo e strategie differenti.! Media Minimo Massimo Età di comparsa delle prime parole Ampiezza del vocabolario a 20 mesi Comprensione di parole a 8-10 mesi Comprensione di parole a mesi 13 mesi 50 parole 30 parole mesi 22 parole nessuna mesi 628 parole Età di comparsa delle prime frasi 20 mesi 14 mesi 24 mesi

48 Le differenze individuali nello sviluppo linguistico! Differenze nello STILE DI ACQUISIZIONE! Esistono diversi stili individuali attraverso i quali i bambini imparano a parlare.! Katherine Nelson (1973) ha analizzato le prime 50 parole Referenziale Espressivo Vocabolario composto in maggioranza da nomi A 2,5 anni: Sviluppo lessicale più rapido Vocabolario composto in maggioranza da pronomi, nomi propri,formule per regolare l interazione sociale (non si tocca, vai via, cosa fai?) A 2,5 anni: Sviluppo sintattico più rapido

49 Le differenze individuali nello sviluppo linguistico! Differenze nello STILE DI ACQUISIZIONE! Gli stili referenziale ed espressivo sono manifestazione di diversi Stili Cognitivi, che si riflettono in un diverso modo di usare il linguaggio ---> stili nella pragmatica del linguaggio.! STILE referenziale Orientamento verso gli oggetti Uso prevalente di intenzione dichiarativa Scarsa varietà di atti linguistici Approccio riflessivo alla soluzione di problemi STILE espressivo Orientamento verso le persone Uso prevalente di intenzione richiestiva Alta varietà di atti linguistici Approccio impulsivo alla soluzione di problemi

50 Le differenze individuali nello sviluppo linguistico! Diversi fattori concorrono a determinare le differenze individuali nell acquisizione del linguaggio:! STILE referenziale STILE espressivo Interazione madre-bambino (var. contestuali)! Le madri fanno commenti! Le mamme coinvolgono i bambini in nominano gli oggetti e li giochi e routine! commentano! Genere femminile! Primogenito! Livello socioeconomico elevato! Variabili socio-demografiche (var. contestuali)!! Genere maschile Secondogenito Livello socio-economico Caratteristiche temperamentali (var. individuali)! Riflessivi! Impulsivi!

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