ANDREA CAGIONI E GIULIO VIDOTTO FONDA. a cura di C.A.T. - Cooperativa Sociale (Onlus) in collaborazione con:

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1 2012 ANDREA CAGIONI E GIULIO VIDOTTO FONDA Nativi Digitali e Social Network: convergenza su Facebook, opportunità e rischi Un esperienza di ricerca con gli studenti di quattro scuole fiorentine e pistoiesi a cura di C.A.T. - Cooperativa Sociale (Onlus) in collaborazione con: Istituto Tecnico Piero Calamandrei (Sesto Fiorentino) Istituto d Arte di Porta Romana (Firenze) Istituto Galileo Galilei (Firenze) Istituto Luigi Einaudi (Pistoia)

2 Indice Introduzione I social network nel Web sociale Il progetto di ricerca....5 I. Fuori dai social network» Reti amicali offline Attività su Web II. Dentro Facebook» Il primo accesso La costruzione del profilo Amici e conoscenti online: i numeri Tipi di contatti Attività preferite e pubblicazione di contenuti Privacy...34 III. Profili emergenti, opinioni e rappresentazioni» Intensità d uso Uso saltuario Uso medio Uso intenso Uso molto intenso Altri indici Atteggiamenti e opinioni: Su Facebook son tutti leoni IV. Rischi e autotutela» Violazioni subite Violazioni osservate Azioni di auto-tutela 65 Conclusioni...,. 68 Appendice 1 72 Bibliografia. 73 2

3 Introduzione I siti di social networking (d ora in poi SSN) rappresentano ormai un settore specifico e consolidato di studi e di ricerche multi-disciplinari. I SSN costituiscono una delle principali componenti di ciò che viene denominato Web 2.0 o Web sociale 1. Al Web sociale afferisce l'insieme di tutte quelle applicazioni e piattaforme online che permettono un semplice ed elevato livello di interazione tra il sito e l'utente, in contrapposizione alla staticità dei siti Web degli anni 90. Sebbene le cose siano ovviamente molto più complesse e sfumate, è fondamentale porre in rilievo che a partire dai primi anni del nuovo secolo Internet ha conosciuto un forte cambiamento, sia sul piano tecnologico, che su quello dell utilizzo sociale. Per avere un idea dell impatto e della popolarità del Web sociale basti pensare nei primi anni del 2000 alla forte diffusione dei blog o alla fortuna di un sito come Wikipedia, i cui contenuti sono interamente basati sul lavoro gratuito di una vasta comunità di lettori, che si sono dati delle regole condivise per creare, gestire e revisionare i contenuti immessi. Altri esempi spesso citati di siti considerati apripista del Web sociale sono ebay per la vendita online e Amazon, la maggiore libreria virtuale mondiale. È però solo con il successo commerciale dei SSN, prima con Myspace e poi soprattutto con Facebook, a partire dalla seconda metà degli anni 00, che il Web sociale diventa in modo compiuto un fenomeno globale e di massa. Nel Web sociale coesistono due dinamiche principali: l empowerment dell utente e la commercializzazione dei dati personali (Langlois et. al., 2009). Il primo è dato dalle inedite possibilità, sia in termini quantitativi che qualitativi, di espressione, creazione e condivisione dei contenuti che le nuove piattaforme rendono accessibili. Infatti, tutti i siti del Web sociale dipendono dai contenuti generati dagli utenti. È proprio per sottolineare questo aspetto di empowerment presente nella nuova cultura partecipativa della rete che alcuni ricercatori hanno coniato il concetto di prosumer, ovvero di utente attivo, produttore, oltre che consumatore, di contenuti multimediali (Jenkins et. al., 2005). Dall altra parte, nel Web sociale vi sono molteplici procedimenti tecnici e processi sociali attraverso i quali il lavoro collettivo degli utenti viene privatizzato dai siti. Le nuove piattaforme come Facebook e Youtube sono in grado di offrire gratuitamente i loro servizi perché, con modalità spesso opache, tracciano, profilano e commercializzano le informazioni e i dati personali prodotti e scambiati dagli utenti. I social network nel Web sociale Prima di definire i SSN, è opportuno analizzare brevemente cosa siano i social media 2, di cui i SSN fanno parte. Con il concetto di social media si denomina una nuova classe di media digitali attraverso cui è possibile fruire, creare e soprattutto condividere contenuti di vario genere (testo, audio, video, immagini), facilitando la comunicazione e l'interazione fra utenti e la conseguente creazione di comunità virtuali (Cavalli e Spadoni, 2010). Pur non essendo affatto le comunità virtuali una peculiarità dei social media - esse sono anzi un elemento costitutivo e fondamentale della rete sin dalle sue origini - è indubbio che i social media ne hanno incrementato la diffusione e ne hanno reso più semplice l'appartenenza. 1 Esiste una diatriba in merito al fatto se l espressione più corretta sia l una o l altra (vedi ad esempio Bennato, 2011). Pur non ritenendo pienamente soddisfacente nessuna delle due espressioni, nella presente ricerca è stato scelto di adottare la formula Web sociale in virtù della crescente diffusione del concetto sia in ambito scientifico, che mediatico. 2 Anche a proposito dei social media è possibile rilevare un incertezza terminologica, in quanto spesso vi si riferisce, a seconda degli autori e del contesto, con il concetto di nuovi media. Si preferisce comunque adottare il concetto di social media in quanto permette di sottolineare meglio le dimensioni comunicative e relazionali caratterizzanti l uso di questo insieme di media digitali. 3

4 Alla luce di quanto detto, dovrebbe ora essere più agevole afferrare le caratteristiche di base dei SSN. Una definizione comunemente condivisa di SSN, per quanto un po' datata, è la seguente: «Definiamo i siti di SSN come servizi basati sul Web che permettono alle persone di 1) costruire un profilo pubblico o semi-pubblico all interno di un sistema delimitato 2) di articolare una lista di altri utilizzatori con i quali condividono una connessione e 3) di vedere e di attraversare la loro lista di connessioni e quelle fatte da altri dentro al sistema. La natura e la nomenclatura di queste connessioni possono variare da sito a sito» (boyd ed Ellison, 2008, p. 211). Al centro di tutti i SSN vi è quindi la costruzione di un profilo personale che rappresenta una sorta di carta d'identità online dell'utente, attraverso la quale l'utilizzatore immette contenuti di vario genere che può condividere e scambiare con gli altri utenti all'interno del sistema. Infatti, a differenza dei precedenti siti personali statici, nei SSN il singolo utente può partecipare in modo dinamico, attraverso una lista di contatti formata dagli altri utenti con cui è in connessione, allo sviluppo di una comunità virtuale. L'appartenenza ad una stessa comunità virtuale implica quindi nei SSN prima di tutto la creazione di un'identità online, processo complesso e dinamico che determina varie problematiche. In relazione agli adolescenti, è stato argomentato come la costruzione del profilo oscilli fra due poli: da una parte vi è il profilo concepito come specchio o come vetrina, perciò ricco di informazioni relative a dati e a preferenze personali; dall'altra vi è la progettazione del profilo come connessione, perciò incentrata su informazioni che vertono più sulle reti sociali d'appartenenza che sull'utente. Nel primo caso l'identità è ego-centrata, nel secondo l'identità è data dall'insieme dei contatti (Livingstone, 2008). La stessa problematica dell'espressione identitaria nei SSN può essere analizzata a partire dagli specifici processi sociali che costituiscono l'espressione identitaria online, mettendo in luce come la messa in scena del sé si situi fra due poli, il narcisismo e la negoziazione, che derivano dalle specifiche modalità d'interazione adottate nei confronti degli altri utenti (Coutant e Stenger, 2010). Un altro aspetto molto dibattuto in letteratura riguarda le modalità comunicative instaurate fra utenti nei SSN. Se esiste una sostanziale unanimità sul fatto che i SSN devono parte considerevole del loro successo alla facilità d uso di nuove forme di comunicazione - chat, videochiamate, invio ad altri utenti di commenti o link, uso delle tag, ecc. - messe a disposizione dei propri utenti, appare molto più controverso e complesso stabilirne gli effetti. Mentre alcuni ricercatori ritengono che determinate modalità d'uso dei SSN abbiano effetti positivi sul capitale sociale degli adolescenti, in quanto consentono l allargamento e la diversificazione delle reti sociali di riferimento, favorendo in particolare la trasformazione dei legami latenti in legami deboli (Ellison, 2007), altri studi enfatizzano l'ambiguità della comunicazione mediata sul capitale sociale, in cui si assiste alla creazione di reti sociali ibride, costituite tanto da legami virtuali che da legami reali, che darebbero vita a un nuovo spazio, l' interrealtà, più flessibile, fluido e precario delle reti sociali tradizionali (Riva, 2010). Di notevole interesse sono gli approcci che s'interrogano sui nessi esistenti fra le pratiche sociali in atto nei social media e nei SSN, le culture e gli immaginari giovanili, le forme di socialità e d'espressione fra online e offline. boyd 3 propone l'interessante concetto di networked public (contesti pubblici in rete), attraverso cui definisce due aspetti distinti, ma complementari: da una parte rappresenta un nuovo tipo di spazio pubblico costruito tramite le nuove tecnologie di rete e dall'altra definisce le comunità immaginate che emergono come il 3 La studiosa utilizza di proposito le lettere minuscole per indicare la propria identità: danah boyd. E curatrice di un ricchissimo sito, e di un blog, che rappresentano una delle principali fonti di studi globali sulle nuove tecnologie digitali e i SSN. 4

5 risultato dell intersezione tra utenti e nuove tecnologie (boyd, 2008). Le pratiche d'uso dei SSN degli adolescenti americani studiati da boyd renderebbero evidente l'emergere di questo nuovo spazio pubblico, il quale sarebbe definito da quattro proprietà (persistenza, cercabilità, replicabilità e scalabilità) e da tre dinamiche sociali (audience invisibili, contesti crollati, la fusione tra pubblico e privato). Queste proprietà e queste dinamiche emergenti nei media digitali alterano le modalità attraverso cui vengono agite e rappresentate le relazioni nei contesti pubblici in rete. Spesso, ad esempio, mancano o sono carenti gli elementi di controllo dell audience e del contenuto pubblicato, che sono invece disponibili nelle interazioni offline. Per boyd i nuovi contesti pubblici in rete, di cui i SSN offrono il miglior esempio, costituiscono quindi uno spazio che non è più né pubblico né privato nel senso tradizionale dei termini e che pone quindi inediti interrogativi, riconfigurando ad esempio i confini e il significato della privacy (boyd, 2008 e 2010). Con il tema della privacy s'introduce uno degli argomenti più discussi e controversi, sia a livello scientifico, che di dibattito pubblico e mediatico. Semplificando molto, si confrontano tre tesi principali. Vi è chi sottolinea come l'uso dei SSN comporti la trasformazione della privacy nel senso della tendenza alla cessione più o meno consapevole, dagli utenti ai servizi, di parte dei dati personali, ma che ciò sarebbe compensato dai benefici percepiti dagli utenti nell uso complessivo dei SSN (Debatin e altri, 2009). Il secondo approccio sostiene che la privacy nei SSN vada analizzata secondo l'ottica di chi e in quale misura può accedere alle informazioni personali, in quanto nell'utente, specie adolescente, vi sarebbe una tensione continua fra bisogno di rivelarsi e di raccontarsi in modo ampio da una parte e di proteggere certe informazioni personali dall'altra (Livingstone, 2008). Infine, altri studiosi ritengono che non solo nei SSN, ma in generale nel Web sociale, agiscano interessi, tecnologie e dispositivi di controllo sociale sempre più invasivi e potenti che mirano a trasformare l'utente in un oggetto di marketing e di pubblicità personalizzata (Lanier, 2010; Wu ming, 2011). Più che di fine della privacy, si tratterebbe, quindi, dell avanzamento del processo di crescente sorveglianza delle attività online degli utenti, cominciato a metà anni 90 con la commercializzazione della rete, con la parziale privatizzazione di Internet e con l affermarsi degli interessi delle nuove multinazionali digitali e di parte dell industria culturale (Formenti, 2002; Sassen, 2007). Se pare così indubbio che i SSN rappresentino parte integrante e attiva del processo di ridefinizione dell identità, delle reti sociali, della comunicazione e della privacy, non è cedendo al panico morale tipico degli approcci apocalittici ai cambiamenti sociali e tecnologici che si avanza nella comprensione dei fenomeni. Proprio per evitare la stigmatizzazione e la semplificazione di fenomeni ormai tanto diffusi, nella costruzione e nello svolgimento della ricerca si è scelto di analizzare questo nuovo ambito d indagine a partire dalle pratiche d uso dei SSN da parte dei ragazzi e delle ragazze coinvolti. Introduzione alla ricerca Alla luce degli scenari sopra descritti abbiamo reputato interessante osservare come le ragazze e i ragazzi usino i SSN nella loro quotidianità e quali rappresentazioni e opinioni abbiano in merito. Nonostante la forte preoccupazione espressa dagli adulti e dai media spesso in relazione a casi estremi di isolamento sociale, cyber-bullismo, pedofilia, ecc. il nostro intento è stato quello di non incentrare la ricerca sul tema del rischio, quanto piuttosto sugli stili d uso dei SSN e sulle rappresentazioni a essi connesse. Obiettivo generale è stato quello di aggiornare e incrementare le conoscenze in particolare riguardo a: 1) abitudini e modalità di fruizione dei servizi di SSNing e individuazione di una tipologia di profili utente; 5

6 2) esperienze, vissuti e rappresentazioni legate alle dimensioni relazionale e comunicativa dei SSN alla luce delle opportunità e dei rischi a esso connessi. Il rapporto privilegiato della generazione nata negli anni Novanta con la rete la rende infatti tanto la componente della popolazione più esperta a riguardo quanto, contemporaneamente, quella più esposta ai rischi legati all uso improprio delle nuove tecnologie. Proprio perché entrato nella routine quotidiana, in assenza peraltro di percorsi formativi specifici, l uso del Web sociale è raramente oggetto di riflessione tra i ragazzi, che spesso lo sfruttano come una qualsiasi altra infrastruttura, come un prolungamento dei propri sensi. Pertanto la ricerca ha avuto anche il duplice fine di far partecipare i ragazzi in veste di esperti alla fase di costruzione degli strumenti d indagine e di stimolare, attraverso il confronto, una riflessione critica verso l uso di alcuni servizi Web. La piena collaborazione da parte dei quattro istituti superiori partner del progetto Con-Net ha favorito la progettazione di un indagine articolata in più fasi di lavoro con i ragazzi in orario curriculare e un sistema di rilevazione basato su una molteplicità di strumenti, indispensabili al perseguimento dei differenti obiettivi. Sono state così coinvolti circa 480 studenti provenienti dall Istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino (8 classi), dall Istituto d Arte di Firenze (6 classi), dall Istituto Galilei di Firenze (5 classi) e dall Istituto Einaudi di Pistoia (6 classi). La varietà degli obiettivi e le caratteristiche dei fenomeni d interesse ci ha indotto a progettare una ricerca in ottica di mixed methods che si servisse, all occorrenza, di strumenti sia qualitativi, sia quantitativi. Nel corso del primo semestre dell anno scolastico , sono così avvenute in ordine cronologico: una discussione preliminare in classe; la somministrazione a distanza di un mese di un questionario strutturato; una serie di interviste in profondità tramite chat. Discussione Vista la rapidità di mutamento dei fenomeni d interesse e le differenti visioni che caratterizzano le giovani generazioni, il primo passo è stato quello della discussione di gruppo. Attraverso un incontro di due ore in ognuna delle 25 classi sono state così avviate alcune riflessioni tematiche lanciate dai ricercatori e sviluppate dagli studenti. Ciò ha facilitato una serie di operazioni fondamentali: - la socializzazione del gruppo classe agli obiettivi e agli strumenti di ricerca; - la conoscenza reciproca tra ricercatori e studenti; - la rilevazione dei temi ritenuti interessanti da parte delle classi; - la rilevazione di informazioni aggiornate e del linguaggio più adatto per orientare e calibrare la costruzione del questionario strutturato. Pertanto, pur costituendo una delle fasi più dispendiose e complesse della ricerca, la discussione si è rivelata un passaggio fondamentale sia per la raccolta d informazioni propedeutiche alla costruzione di strumenti efficaci, sia per conoscere i ragazzi e innescare in loro la curiosità, la partecipazione e la voglia di raccontarsi. A seguito delle discussioni si è inoltre palesata la necessità di rivedere parzialmente l iniziale strategia di ricerca alla luce di una serie di scoperte inattese. La sorprendete convergenza dei ragazzi su Facebook, a scapito sia degli altri siti di SSNing, sia degli altri tradizionali social media quali l e il blog, ci ha infatti condotti a modificare alcuni aspetti del progetto in itinere. Ad esempio, la costruzione di un blog da gestire con i ragazzi è stata sostituita con l apertura di un profilo Facebook di ricerca (con lo pseudonimo di Angi Connet) per comunicare con gli studenti anche al di fuori degli incontri previsti a scuola 4. 4 La scelta è stata quella di ridurre l invasività non contattando direttamente gli studenti su Web, ma 6

7 Anche gli obiettivi e gli strumenti in generale sono stati rifocalizzati maggiormente sull uso di Facebook in quanto unico SSN frequentato dal 98% degli studenti. Questionario A distanza di un mese dalla discussione siamo così tornati nelle classi con un corposo questionario composto da 45 items che è stato autocompilato dai singoli studenti, con la supervisione di un ricercatore. Effettuare la rilevazione in orario curricolare ha permesso di raccogliere 465 questionari in assenza di cadute o di rifiuti 5. Va tuttavia precisato che non ci troviamo di fronte a un campionamento probabilistico e rappresentativo degli studenti medi fiorentini e pistoiesi, in quanto in linea con gli obiettivi del più ampio progetto Con-net la scelta dei casi è avvenuta esclusivamente all interno delle scuole coinvolte nel progetto e sulla base della disponibilità delle classi e dei docenti 6. Non abbiamo analizzato i dati distinguendo gli studenti tra scuola e scuola, né tra classe e classe, in modo da rispettare l anonimato sia dei soggetti sia di possibili terzi e contesti oggetto dei loro racconti. Le variabili socio-anagrafiche rilevate sono state pertanto: età, genere, nazionalità, titolo di studio e professione dei genitori 7 e status sentimentale. Esse sono distribuite nel seguente modo: Genere (% ) femmine 72,2 maschi 27,1 Età (% ) Nazionalità (% ) Status sentimentale (% ) 14 14,1 Italiana 89,4 Single 65, ,1 Estera 10,6 impegnata/o 34, Status Economico (% ) Status Culturale (% ) Tab.1 Distribuzione delle variabili strutturali nel campione (N = 459) 17 22,9 Basso 20,6 Basso 32, ,2 Mediobasso 37,3 Medio 52, ,4 Medioalto 33,5 Alto 15,1 Alto 8,6 Ci troviamo pertanto di fronte a un campione composto prevalentemente da femmine, ma piuttosto variegato in relazione all età e agli status culturali ed economico. Nel seguente report descriveremo le distribuzioni delle risposte ai vari item e segnaleremo le principali differenze emerse in relazione a queste variabili, individueremo una tipologia di utente basata su alcuni indici tipologici e cercheremo infine di descrivere e interpretare le differenze nei comportamenti e negli atteggiamenti dei diversi tipi. Interviste in chat L ultima tecnica utilizzata è stata quella dell intervista in chat. A riguardo è stata costruita un apposita chat-room privata 8 alla quale i ragazzi potevano accedere previa identificazione incoraggiando chi fosse interessato a richiederci l amicizia. Abbiamo così comunque accumulato 105 contatti. 5 Tuttavia sei casi hanno evidenziato palese incoerenza e incompletezza nelle risposte e pertanto sono stati scartati. 6 In particolare son state coinvolte 7 prime, 6 seconde, 6 terze e 6 quarte. Sono inoltre state escluse preventivamente le classi quinte perché i diplomandi ci si augurava non avrebbero potuto partecipare alle attività di chiusura del progetto previste per l autunno dell anno seguente (2012). 7 Da questi ultimi dati sono stati costruiti due indici tipologici degli status culturale ed economico della famiglia di provenienza degli intervistati. 8 La piattaforma scelta è stata webchat.freeenode.net perché gratuita e piuttosto sicura. 7

8 (nickname e password) allo scopo di preservare il loro anonimato. Obiettivo dell intervista è stato di approfondire tematiche che il questionario non sarebbe stato in grado di trattare, ovvero esperienze e rappresentazioni dei ragazzi su temi più personali e delicati. Però dei 20 intervistati 9, soltanto sei hanno scelto di avvalersi del canale della chat-room, mentre quattordici hanno preferito chattare con noi direttamente attraverso il profilo Facebook del progetto 10 ; pertanto mettendoci la faccia senza problemi. Comunicare chattando si è rivelato molto utile a creare un clima confidenziale e collaborativo con i soggetti e ha fornito oltre a un interessante raccolta di esperienze e interpretazioni personali degli studenti informazioni aggiuntive utili alla comprensione e chiarificazione di una serie di aspetti rilevati tramite il questionario. La grande familiarità degli studenti con questo strumento ha costituito un indubbio vantaggio. Tuttavia, se paragonata all intervista faccia-a-faccia, la chat impedisce a nostro avviso di sviscerare temi specifici, favorendo piuttosto la varietà degli argomenti. Inoltre, la mancata compresenza fisica tra gli interlocutori, rende più frequenti fraintendimenti e sovrapposizioni. I risultati di questo lavoro sono quindi il frutto, in ottica di mixed methods, dell analisi del materiale raccolto attraverso i tre strumenti adottati. Ciò in relazione alle principali aree tematiche: reti amicali offline, attività su Web e dentro Facebook. Quest ultima è stata esplorata in relazione a temi quali: modalità d utilizzo, amicizie, privacy e rischio. 9 Tra questi 15 ragazze e soltanto 5 ragazzi. Inoltre, non siamo riusciti a intervistare ragazzi stranieri, peraltro sottorappresentati nelle classi coinvolte. 10 Già questa prima serie di modifiche del progetto di ricerca dà una prima idea della progressiva centralità assunta da questo SSN nella quotidianità di molti adolescenti. 8

9 I. Fuori dai social network Con la diffusione di massa dei SSN, la ricerca sociale si è posta da subito l interrogativo circa il loro impatto sulla composizione e sulla trasformazione del capitale sociale 11. Se è infatti assodato che uno dei principali motivi di successo dei SSN è legato alle nuove possibilità comunicative e relazionali che il loro uso consente, molto più controversi appaiono gli effetti e le connessioni con le pratiche centrate sull amicizia nella vita reale. Data la complessità della questione, nella ricerca ci si è posto l obiettivo più modesto di comprendere se vi fosse una qualche relazione fra le amicizie dichiarate dai ragazzi nella vita quotidiana e gli Amici di Facebook Reti amicali offline La prima richiesta fatta agli studenti è stata quindi di fornire una stima approssimativa del numero di individui che reputano essere loro amici. Il numero medio stimato dagli studenti è di poco superiore a 28 unità e risulta per quasi la totalità compreso entro i 50 amici (88,2% dei casi). Fig.1 Numero medio di amici offline per età (N = 459). A partire da 16 anni, il numero di amicizie tende a decrescere. Inoltre, se i maschi dichiarano una media di 41 amici, le femmine ne contano soltanto Il termine "capitale sociale" è definito in modo ambiguo. In questa sede ci riferiremo ad esso secondo l accezione che lo identifica con «quel bagaglio relazionale e valoriale che un soggetto costruisce nel corso della propria esistenza in una determinata società» (Putnam 1993, 156). 12 Questi temi verranno ripresi e approfonditi nel paragrafo 2.3 relativo all analisi dei contatti Facebook. 9

10 Valutazione rete amicale offline (%) solitaria/o 1,2 difficoltà a fare amicizia difficoltà a incontrare persone interessanti 3,8 7,8 soddisfatta/o della propria rete ristretta soddisfatta/o della propria rete estesa 43,4 43,9 Tab.2 Valutazione della propria rete di amicizie offline (N=454). Notiamo come la maggior parte degli intervistati affermi di essere generalmente soddisfatta della propria rete amicale (87,3%). Un 13,8% ammette invece difficoltà a stringere amicizia, a incontrare persone interessanti oppure si definisce una persona solitaria. Tra i soddisfatti, metà afferma di avere una rete amicale estesa e l altra metà ristretta. Di un certo interesse risulta la distribuzione delle risposte in relazione alla domanda: Se senti il bisogno di parlare con un amico di qualcosa di importante cosa fai?, attraverso la quale si è provato a capire l impatto dei SSN come mezzo di comunicazione di contenuti personali rilevanti. Discorsi importanti con amici (% ) non sento mai il bisogno 2,3 di persona 25,1 fisso al telefono poi di persona 21,9 parlo al telefono 30,2 fisso su Facebook poi di persona 9,3 videochiamata su SSN 2,1 chat su SSN 9,1 Tab. 3 Distribuzione delle risposte relative alla domanda: Se devi fare un discorso importante con un amico/a cosa fai? (n = 452) Le risposte attestano una distribuzione piuttosto variegata. Più della metà del campione preferisce incontrare l amico di persona (56,3%), meno di un terzo (30,2%) sceglie di conversarci al telefono, e poco più dell 11% preferisce discutere attraverso una chat o effettuando una video-chiamata per mezzo di un SSN. Tuttavia fra i primi, un quinto adotta in realtà una soluzione intermedia, in quanto fissa l incontro attraverso un SSN, mentre il 21,9% lo fa attraverso il telefono. L atteggiamento per genere dimostra anche qui delle differenze significative: 10

11 I ragazzi più delle ragazze scelgono la comunicazione tramite SSN, mentre tra coloro che preferiscono parlare al telefono troviamo un terzo delle ragazze (33,9%). Infine, chi predilige la comunicazione faccia a faccia sono in prevalenza ragazzi (29%) di età più elevata, 16-17enni (30,3%). 1.2 Attività su Web Fig. 3 Distribuzione delle risposte relative alla domanda: Se devi fare un discorso importante con un amico/a cosa fai? per genere (n = 452) In questo paragrafo verranno riportate le risposte ad alcune domande introduttive legate all uso di Internet, differenziano nello specifico la navigazione nei siti tradizionali e nei siti afferenti al Web sociale. Una variabile preliminare e cruciale al fine di comprendere i tipi d uso della rete e dei SSN concerne la disponibilità di dispositivi con i quali i ragazzi e le ragazze accedono a Internet. I risultati attestano mediamente un buon capitale tecnologico utilizzabile dai ragazzi/e: quasi un terzo del campione può navigare direttamente dal cellulare e oltre due terzi sono in possesso di un dispositivo personale (pc o cellulare) connesso a Internet. Tecnologia disposizione (%) Nessun dispositivo Computer di casa Computer personale Cellulare connesso a Internet a 1 28,8 38,5 31,7 Tab. 4 Distribuzione delle risposte relative alla disponibilità tecnologica dei soggetti (n = 450) A questi si somma un 28,8% che ha comunque un pc, ma condiviso con i familiari. Pertanto nel nostro campione i casi di digital divide, perlomeno nel senso stretto del termine, risultano essere soltanto sei, e segregati nelle fasce basse e medio-basse di reddito. Anche la dotazione di cellulare connesso ad Internet risente sensibilmente delle differenze di reddito e di status culturale (da 24,4% a 36,8). Se infatti ne è in possesso il 31,9% del campione generale e ben il 36,8% di chi proviene da famiglie più ricche, ciò si verifica soltanto per il 24% di coloro che riportano uno status economico basso. I 14enni sono l insieme con maggior disponibilità di cellulari connessi (42,2%), mentre tra le 11

12 altre fasce d età il dispositivo più avanzato è il computer personale (40% dei casi circa). Alla luce di questi dati, è dunque possibile proporre una distinzione centrale nel concetto di digital divide, differenziandolo fra assoluto e relativo. Alla prima categoria apparterrebbero solo coloro che non possono in alcun modo accedere a Internet, mentre è possibile inserire nel digital divide relativo i ragazzi e le ragazze che non possiedono un dispositivo personale (pc o cellulare) per navigare e che rappresentano il 29,3% del campione totale. Aggregando così le due categorie di digital divide, si nota come vi sia una duplice caratterizzazione: la probabilità di non potere navigare o di poterlo fare solo con un pc condiviso, aumenta tra coloro che hanno reddito basso (36,7%) e tra i migranti (50%). La relazione fra disponibilità tecnologica - condizione necessaria per accedere alla rete -, nazionalità e condizione economica delle famiglie risalta con chiarezza. Un ulteriore fattore in grado di rilevare il digital divide riguarda le competenze informatiche possedute, che sono state oggetto di un auto-valutazione nel questionario e di specifiche domande nelle interviste. In generale i soggetti valutano positivamente le proprie competenze nell uso di Internet. Quasi il 70% sostiene di avere competenze buone od ottime; solo il 4,5 scarse o pessime. Probabilmente, le effettive competenze dei ragazzi/e vanno assai ridimensionate, osservando soprattutto l alta frequenza di violazioni subite, che verranno riportate nel paragrafo 4.1. Sono state poi inserite alcune domande inerenti a eventuali limitazioni imposte dai genitori nell utilizzo di Internet (limiti di tempo, divieti verso specifici siti, punizioni per insuccessi scolastici) sulla cui base è stato costruito un indice del livello di limitazione parentale. Livello limitazione da parte dei genitori (%) Assente 26,1 Basso 33,6 Medio 24,7 Elevato 15,3 Tab. 5 Distribuzione del livello di limitazione Tab. 5 Distribuzione del livello di limitazione esercitato dai genitori sull uso del Web (n = esercitato dai genitori sull uso del Web (n = 446). 446). In generale, il livello di intervento in termini normativi dei genitori nell utilizzo di Internet è generalmente ridotto 13. Assente in più di un quarto dei casi ( 26,1%), è elevato in poco più del 15%. Il livello di controllo sulla navigazione dei figli sembra maggiore nella famiglie con status culturale alto, nelle quali risulta elevato nel 25% dei casi, e pare altresì ridursi come prevedibile al crescere dell età (cfr. App.1). Abbiamo ritenuto opportuno rilevare il tempo speso dagli studenti guardando la televisione e giocando con i videogiochi. Esposizione alla TV (%) Uso dei videogiochi (%) non la guardo 3,5 mai 39 non ogni giorno 17,8 non ogni giorno 24,7 massimo un ora 33,3 massimo un ora 21,8 due ore o più 45,4 due ore o più 14,5 Tab. 6 Distribuzione delle risposte relative al livello d uso della TV e dei videogiochi (n = 446). 13 Ciò ovviamente non toglie che i genitori e altri adulti significativi non possano attuare forme di controllo differenti da quelle previste dal questionario. 12

13 Oltre il 70% dei soggetti guarda le televisione ogni giorno; il 45,4% per almeno due ore, con un picco del 54,2% tra i 15enni. Più limitato risulta invece l uso di videogiochi (sia online che offline), in quanto soltanto il 36,3% afferma di giocare ogni giorno, mentre il 39% afferma di non farlo mai. Un uso più intensivo di videogiochi si riscontra tra i maschi e al crescere dello status culturale Tra quelli che giocano almeno due ore al giorno troviamo infatti il 25,2% dei ragazzi e il 23,9% di coloro che hanno uno status culturale elevato, contro soltanto il 10,6% delle ragazze e il 14,5% di coloro che dichiarano uno status culturale basso. Osserveremo in seguito le relazioni di questi comportamenti con le modalità di fruizione dei SSN. In generale, il sito frequentato da più soggetti è Youtube (97,6%), seguito dai motori di ricerca, in particolare Google (96,9%) e da Facebook (94,5%). Fig. 4 Distribuzione dei principali siti e servizi utilizzati dal campione (n = 435). In termini di genere, i maschi utilizzano una maggior varietà di siti rispetto alle femmine. Ciò vale anche al netto della forte differenza nell uso di siti erotici e pornografici (53% contro 7,6%). I maschi, infatti, utilizzano significativamente di più anche i forum (38,8% contro 25%) e i siti commerciali (70,7% contro 61,7%). 13

14 Fig.4b Distribuzione dei principali siti e servizi utilizzati dal campione per genere (n = 435). Più ragazze invece utilizzano l (83,6% contro 68,3%), mentre per gli altri siti non si ravvisano differenze significative. Una prima significativa tendenza concerne ciò che si può denominare come un processo di concentrazione su un numero molto ridotto di siti. Questa tendenza è uscita sostanzialmente confermata dalle interviste, nelle quali la totalità dei ragazzi e delle ragazze hanno citato gli stessi siti di riferimento (Facebook, Youtube e Google). Se invece si analizza la frequenza di utilizzo dei singoli siti è Facebook il sito visitato da più adolescenti nel quotidiano (75,2% del campione, contro il 68,9% di Google e il 64,8% di Youtube). Fig.5 Distribuzione della frequenza di accesso ai principali siti e servizi utilizzati dal campione (n = 435). È alto anche l afflusso ai siti in cui vedere o scaricare gratuitamente film, nonostante che nel periodo di rilevazione sia stato chiuso il popolare sito Megavideo: il 77,9% degli intervistati afferma di utilizzare questo tipo di servizio. Evidente il crescente allontanamento dall il 16% non l ha mai usata, il 4,8% ha smesso, il 58% la usa raramente, mentre soltanto il 21% la usa almeno settimanalmente. 14

15 Fig. 6 Distribuzione della frequenza di accesso ai principali siti e servizi Web sociale utilizzati dal campione (n = 435). Concentrandoci sull uso del Web sociale, si registra un larghissimo accesso a Youtube e, anche se meno frequente, a Wikipedia. In particolare Youtube è citato nelle interviste in modo unanime, probabilmente per il fatto che, riunendo un inimmaginabile quantità di contenuti, specie video e audio, consente con il minimo sforzo di appagare quasi tutte le ricerche e gli immaginari, sia quelli mainstream che quelli di nicchia. Nel Web sociale Youtube rappresenterebbe così una sorta di palinsesto globale, capace di attirare tipi molto diversi di utenti. Colpisce però soprattutto la rapida e crescente convergenza su Facebook da parte di chi si serviva di altri SSN. Fra i 313 utenti Msn e i 131 di Netlog, infatti, la maggioranza li ha abbandonati. Allo stesso modo forum e blog, molto popolari nell ultimo quinquennio anche presso questa fascia d età, vengono regolarmente usati da meno dell 8% degli studenti, mentre più del 70% non vi accede mai. Questo dato sorprende, ma fino a un certo punto, considerata l estrema velocità dei processi su Internet. In più, se la consultazione di forum serve soprattutto ad appagare interessi specialistici, nel caso dei blog appare più logico il loro rapido declino, tenuto conto che i SSN ne rimpiazzano tutte le funzionalità e ne aggiungono altre. Concentrandosi ora sugli altri SSN, Myspace, molto in voga fino a pochi anni fa, sembra esser stato abbandonato dai più grandi e ignorato dai più giovani, mentre Skype, ancora usato da poco meno del 20% del campione, probabilmente resiste grazie alla qualità della chat e delle videochiamate non ancora raggiunta da Facebook al momento della rilevazione. In crescita l uso, seppur saltuario, di Twitter con i suoi 95 utenti, di cui tuttavia 11 hanno già smesso di usarlo, pare per difficoltà nel comprenderne la logica di funzionamento. SSN come Owoo e Chat-roulette, che permettono rispettivamente chat multiple o video chiamate con persone selezionate a caso, hanno diffusione limitata, e vengono utilizzati con finalità di sperimentazione e frequenza sporadica. Infine, SSN come Skyrock, Twenty e Qu sembrano essere usati soltanto da migranti di 15

16 seconda generazione, rispettivamente francofoni, ispanofoni e cinesi. È stato poi costruito un indice tipologico d intensità di utilizzo del Web che tenesse conto sia della varietà dei siti visitati, sia della frequenza degli accessi. Fig. 7 Distribuzione dell indice di intensità di utilizzo del Web nel campione (n = 427). Innanzitutto vi è correlazione tra l uso del Web tradizionale e l uso del Web sociale (cfr. App.1). Quindi, generalmente, chi presenta un elevata intensità d uso del Web tradizionale è, nel 65% dei casi, anche un utilizzatore intensivo di SSN. Una minoranza (oltre il 10% campione) però afferma di usare Internet quasi esclusivamente per navigare nei SSN, in particolare su Facebook. L analisi statistica permette di delineare tre distinte dinamiche. In primo luogo, il genere: i ragazzi fanno un uso del Web più intensivo delle ragazze, soprattutto per il Web tradizionale, mentre rispetto al Web sociale l indice presenta valori simili. Con l età l indice sembra mantenersi costante, ma, come prevedibile, varia la qualità della navigazione. Come accennato, i più grandi presentano una media più alta nell uso di Web tradizionale, mentre i più piccoli rispetto al Web sociale. Questa relazione è facilmente intuibile poiché i più piccoli hanno probabilmente cominciato a navigare in modo autonomo in un momento in cui i SSN erano già affermati. Altri aspetti che sembrano influire molto sull intensità nell utilizzo di Internet, soprattutto sul Web sociale, sembrano essere il possesso o meno di un dispositivo personale per connettersi a Internet, il livello di competenza percepito nell uso di Internet e lo status culturale (quest ultima variabile anche riguardo all uso di Web tradizionale). In definitiva, l aspetto più saliente pare essere il processo di convergenza dei giovani utenti su Facebook, la cui popolarità ha reso marginale, in un tempo molto rapido, la rilevanza di tutti gli altri SSN e di altri servizi Web fino a pochi anni fa centrali (come , forum, blog e chat-room). Molteplici sono le interpretazioni di questo successo. Mantenendoci inizialmente legati agli aspetti più concreti, Facebook offre la massima varietà di strumenti comunicativi unita alla semplicità con cui queste funzioni possono essere attivate e gestite: - la messaggistica asincronica, che pare stia soppiantando l ; - i post e i commenti sulla bacheca (wall) in sostituzione dei forum e dei blog; - la video-chiamata; - la chat, che rappresenta di gran lunga la funzione preferita dagli adolescenti. 16

17 Un altro aspetto centrale riguarda la versatilità dei contenuti che possono essere pubblicati, inviati o linkati (video, musica, immagini). Tuttavia vi sono anche aspetti più complessi che verranno progressivamente trattati in questo lavoro. Essi riguardano in particolare i tipi di relazioni attivabili, l identità e la privacy. 17

18 II. Dentro Facebook Come accennato, il fenomeno Facebook ha assunto una rilevanza centrale in questo lavoro. La massiccia affluenza al sito (cfr. Par. 1.2) e la molteplicità di funzioni da esso assolte nella quotidianità di molti studenti ci ha infatti indotti ad approfondire le dinamiche e le rappresentazioni a esso connesse. Di seguito tratteremo pertanto delle modalità e delle motivazioni all iscrizione, della costruzione del profilo, della gestione delle amicizie e della privacy, per poi concentrarci sulle modalità d utilizzo, sulle opinioni e sul tema del rischio. A partire dal 2009 il fenomeno ha assunto peraltro proporzioni notevoli su scala globale (si parla oggi di quasi un miliardo di utenti), in particolare nei paesi occidentali. In Italia a novembre 2011 gli iscritti erano circa 21 milioni (con 13 milioni di accessi quotidiani), il 17% di età inferiore ai 19 anni. 18

19 2.1 Il primo accesso Tornando alla ricerca, notiamo innanzitutto come molti ragazzi e ragazze si siano iscritti a Facebook da due o tre anni a prescindere dall età. Ciò è in linea con il globale effetto valanga del 2009, anno in cui si è iscritto il 40% del campione e in cui il sito è decollato a livello mediatico e commerciale. Fig. 8 Numero di iscritti a Facebook nei diversi anni per età (N = 442). Il primo accesso è avvenuto pertanto in media a 13 anni. Un terzo dei soggetti si è iscritto prima dell età minima prevista dalle norme d uso del sito, senza peraltro incontrare particolari difficoltà nell aggirarne la normativa e registrandosi semplicemente con una diversa data di nascita. Fig. 9 Età di iscrizione a Facebook per età attuale (N = 442). Tenuto conto dell ondata del 2009, il grafico illustra infatti chiaramente l abbassamento d età d iscrizione, da anni per gli attuali 18enni agli anni per i 14enni. 19

20 Così, dei 60 quattordicenni, 21 si sono iscritti a dodici anni, 21 a undici, e 9 a dieci anni d età (nessuno di loro ha quindi atteso di compiere il tredicesimo anno). Vi è tuttavia un estrema minoranza di soggetti, 18 in tutto, che non sono iscritti a Facebook. Di questi, 7 non si sono iscritti nel rispetto del divieto imposto loro dai genitori, 4 per una temporanea indisponibilità di connessione, mentre soltanto 7 affermano di non essersi iscritti a Facebook, o di avere chiuso il profilo per scelta. Le loro motivazioni sembrano ben rappresentate dalla testimonianza di Tania. Tania (18 anni): T: Avevo bisogno di disintossicarmi dal mondo creato da quel SSN. E assurda l idea che un sito Web possa imprigionarti e farti stare con l ansia di sapere cosa gli altri facciano ogni istante. Ero arrivata a un livello di controllo nei confronti di alcune persone allucinante, quasi stalking, ma soprattutto è un mondo in cui sono tutti pronti a fare i professori e a giudicare tutto quello che scrivi, praticamente la libertà non era più all ordine del giorno. Vedevo che alcune persone pubblicavano su fb video o pensieri che non gli appartenevano, messi lì solo per compiacere la massa e caricarsi di mi piace. Per non parlare delle emozioni. Ci sono cose che non si possono assolutamente dire attraverso un insieme di lettere sopra una pagina virtuale, la gestualità è molto importante e purtroppo sottovalutata. E triste vedere ragazzi della mia età che passano le giornate chiusi in casa a scrivere che bel sole invece di uscire e goderselo davvero. Tornando al questionario, appare interessante la distribuzione delle risposte in merito alle principali motivazioni dell iscrizione. Fig. 10 Principali motivazioni addotte per l iscrizione a Facebook (risposta multipla, N = 438). Le principali risultano comunicare con gli amici e organizzare le uscite in compagnia. Ma molti affermano di essersi iscritti anche per combattere la noia, per farsi gli affari degli altri, risparmiare i costi del cellulare e conoscere meglio persone conosciute di vista. Trascurabile la quota di ragazzi mossa dalla partecipazione a gruppi di interesse, dalla ricerca di informazioni e o dalla volontà di diffonderle. 20

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