CARPE DIEM. Cogli l attimo Il giornalino del Plesso Nievo ANNO XVIII N 5 LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO 2012

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1 CARPE DIEM Cogli l attimo Il giornalino del Plesso Nievo ANNO XVIII N 5 Anche noi: Scuola Francesca Morvillo Falcone Maggio-Giugno 2012 Cara Melissa, quello che ti è successo, ha dimostrato all'italia intera che purtroppo non c'è più neanche un posto dove una persona (soprattutto per dei ragazzi come te e come tutti noi) dove si possa stare al sicuro dalle cose spesso terribili che accadono fuori, ormai neanche la scuola è più protetta... Ti siamo vicini, anche se ormai non ci sei più, e speriamo davvero che cose come ciò che è accaduto a te non ne succedano più, e soprattutto ci auguriamo che si scopra l'artefice della tua morte così prematura e che lo si punisca come si deve. Ovunque tu sia ora, riposa serenamente Cara Melissa per noi è molto difficile pensare a quello che ti è accaduto e immaginare che potrebbe succedere anche a noi. Noi ragazzi quando andiamo a scuola non pensiamo mai a nient' altro che a quello che faremo dopo le lezioni... molto probabilmente anche tu stavi pensando ad altro, magari a cosa avresti fatto quel pomeriggio da trascorrere in felicità con il tuo fidanzato... ma di certo non avresti mai pensato che qualcuno avrebbe piazzato una bomba dentro un cassonetto o che saresti morta. Manchi a tutti i tuoi parenti che quel mattino ti hanno salutato come tutte le mattine, manchi a tutti i tuoi amici che la sera prima ti hanno scritto un messaggio o che il giorno prima all'uscita ti hanno salutato come tutti i giorni. Purtroppo quello non è stato un giorno come un altro. Cari genitori di Melissa, non posso certamente mentirvi e dire che capisco il vostro dolore, che tutti noi stiamo soffrendo come voi in questo momento: sarebbe una menzogna. Ho solo quattordici anni e, fortunatamente, l'unico lutto che finora ho subito è quello del mio cane. Quindi no, non capisco nemmeno lontanamente la vostra tristezza. Per farvi sentire che, nonostante la mia non famigliarità con ciò che state passando in questo momento, cerco di esservi vicina, attraverso parole non mie, Lunedì 21 maggio 2012 classe III D Il grave attentato a Brindisi. Il terremoto in Emilia. Il brutto tempo e LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO 2012 Domenica 20 maggio. Tutto era stato predisposto: la cerimonia di inaugurazione dell aiuola intorno ai monumenti celebrativi della Caserma e degli Alpini Skiatori. Le postazioni multimediali accese sulle presentazioni delle attività della scuola. I cartelloni colorati appesi alle griglie con gli alunni seriamente preparati ad esporne il contenuto. I lavori artistici in bella mostra lungo tutto il percorso e 24 alunni del corso musicale, intenti alle ultime prove del loro concerto Che fare? Un momento troppo gioioso visti i drammatici eventi di cronaca? Sospendere tutto e starsene a casa al calduccio? No, ha detto la D.S. Prof. Capellino, la manifestazione si deve fare, cominciando dalla riflessione sull accaduto e da un compianto per le famiglie colpite

2 carpe diem sguardo sul mondo AFRICA: CONTINENTE da ASCOLTARE L Africa è il continente più sottosviluppato a livello mondiale, poiché presenta una lunga serie di problematiche: razzismo, povertà, guerre interne, epidemie, carestie, siccità, mancanza di acqua, desertificazione, sfruttamento minorile, bambini-soldato Il problema fra quelli elencati che mi interessa di più e che mi fa sentire più coinvolta è quello legato alla tematica dell acqua. A causa della sua mancanza si possono scatenare conflitti interni, scarsa igiene e malattie, restringimento di bacini importanti come il Lago Ciad. Trovo incredibile osservare come un africano appena arrivato in Italia quasi si spaventi a vedere l acqua che scorre abbondante dai rubinetti delle nostre case, mentre per noi è una cosa normale, quotidiana e scontata. Soprattutto nelle aree desertiche, donne e bambini ogni giorno camminano per ore per raggiungere la fonte d acqua più vicina indispensabile per vivere, bere e lavarsi, nella maggior parte dei casi sporca e malsana. Effettivamente, nel mondo si fa ben poco per migliorare le condizioni di estrema povertà di queste popolazioni, che se non riceveranno un aiuto concreto non potranno mai stare bene e in armonia fra popoli. Infatti, gran parte delle guerre interne tra nazioni sono scatenate dal vitale bisogno di acqua, è qualcosa di terribile che va avanti e continua nel tempo, anche tra popoli della stessa etnia e a volte addirittura dello stesso villaggio o tribù. Un altro problema emerso nel corso degli anni è il restringimento del Lago Ciad, che a poco a poco si sta prosciugando. Questo comporterà che gli animali non potranno più abbeverarsi e gli uomini non sapranno dove attingere l acqua. Il Lago Ciad un tempo era la ricchezza idrografica della savana; se scomparirà più di venti milioni di individui moriranno di sete. La colpa di questo disastro ambientale è sicuramente dovuta alle opere idrauliche compiute dall uomo sul bacino. Per procurarsi l acqua, le tribù indigene scavano nel sottosuolo e costruiscono i pozzi, mentre gli abitanti del deserto, che vivono in condizioni estreme, riescono ad estrarla dalle profondità attraverso un complesso sistema di cannucce. Senza acqua, non si possono curare le molteplici malattie, in Africa fatali, come la malaria, l AIDS, la dissenteria, il tifo, il vaiolo, la febbre gialla Ogni anno muoiono circa un milione e mezzo di bambini e i medici hanno provato ad intervenire con delle terapie di reidratazione, le quali hanno permesso di salvare circa 3 milioni di bimbi da morte certa. Per questo negli anni si sono formate numerose ONG, cioè Organizzazioni Non Governative, che operano in campi del sociale e della salvaguardia dell ambiente per la cooperazione allo sviluppo. Alcune tra le più famose sono Medici Senza Frontiere, Save the Children, Greenpeace, Emergency, e WWF. In Africa ci sono zone più privilegiate, come quelle più sviluppate della fascia mediterranea, le quali hanno acqua corrente e potabile, mentre i poveri dei paesi più arretrati vivono di stenti e viene negato loro qualsiasi diritto umano, tra cui appunto il vitale bisogno di acqua. Dal punto di vista di una ragazzina ingenua che non conosce ancora il mondo, mi verrebbe spontaneo pensare quasi impulsivamente alla costruzione di tubature e impianti idrici, come sono abituata a vedere nei paesi evoluti, ma se poi penso alla povertà, alla miseria e all arretratezza che contraddistingue queste popolazioni, mi è chiaro il perché ciò non si possa realizzare. Questa situazione mi mette molta tristezza, soprattutto se considero l abbondanza che caratterizza la mia esistenza. Forse, i governatori di ogni stato dovrebbero interessarsi maggiormente alle condizioni di vita dei loro paesi e provare a risolvere questi problemi di sottosviluppo, con magari l aiuto e il supporto delle altre comunità mondiali più avanzate e ricche. Dopo avere studiato questa realtà ed essermi immedesimata nella vita di queste persone, cercherò di usare con più parsimonia questo bene prezioso, definito l oro bianco, nei semplici gesti di ogni giorno. Federica Navone III B

3 carpe diem ora e sempre Resistenza Maratona di RESISTENZA: la Caserma di Via ASTI Domenica 22 Aprile, insieme ad altre tre classi della scuola abbiamo partecipato a una manifestazione che aveva come tema la Resistenza. La città di Torino ha aperto le sue porte, permettendo ai ragazzi delle scuole di fare delle postazioni in alcuni luoghi legati alla Resistenza. La nostra postazione era la caserma di Via Asti, luogo dove nella seconda guerra Mondiale furono interrogati, torturati e volte uccisi, migliaia di partigiani finiti nelle prigioni della caserma. Quando sono arrivato non c era ancora nessuno e non appena ho visto la caserma, mi sono subito stupito, perché per la prima volta, dopo tanti anni che passavo di lì chiedendomi cosa fosse stato quel luogo, ora grazie al lavoro svolto sapevo che quella caserma era stata luogo di terrore ma anche di liberazione. Intanto, a mano a mano che i minuti passavano, quel luogo silenzioso che dava una sensazione d inquietudine, stava cominciando a riempirsi e diventare più rumoroso. Finalmente un ragazzo che faceva parte della UISP insieme all ANPI organizzatrice dell evento, ha aperto le porte della caserma. Quel momento, è stato come liberare dei prigionieri innocenti da una prigione, perché, grazie al nostro sostegno avremo fatto scoprire alla gente che sarebbe venuta, i segreti e i sacrifici che avevano fatto tantissimi partigiani per la libertà dai nazisti. Entrati nella caserma, la nostra professoressa ci ha portato nel punto dove dovevamo parlare, e il punto era particolarmente suggestivo perché era quello in cui furono fucilati migliaia di innocenti. Subito mi sono sentito uno di loro che stava assistendo alla fucilazione di qualche partigiano. Successivamente abbiamo sistemato i cartelloni che ci avrebbero guidato nell esposizione del nostro lavoro ai visitatori e, immediatamente, ho pensato se questi cartelloni sarebbero piaciuti alla gente che sarebbe venuta. Verso le 14.00, tutto era pronto, adesso, non rimaneva altro che provare un ultima volta il discorso. Finite le prove, ci siamo subito tranquillizzati ed eravamo pronti ad affrontare questo duro pomeriggio e, finalmente, è arrivato il primo gruppo di visitatori. La nostra presentazione partiva da una collocazione dei fatti sulla linea del tempo, che aveva delle date che andavano dal 1938 al Subito dopo presentavamo una canzone Fischia il vento che mi ha fatto immaginare a dei partigiani che andavano a combattere in un giorno di forte vento, ma verso il ritorno di casa questo vento si placa, poiché i partigiani sono tornati vittoriosi. Poi un altro gruppo ha parlato della caserma, dei suoi segreti, delle torture che avvenivano lì dentro e del fosso della morte dove tra il morirono fucilati migliaia di partigiani. A seguire una seconda canzone: Oh bella ciao che mi ha fatto pensare ai dolori che prova una persona svegliandosi di mattina trovandosi l invasore tedesco e quindi cerca e trova protezione da parte dei partigiani. Alla fine di questa canzone ha parlato il mio gruppo, che si era occupato di raccogliere delle testimonianze dai nonni che avevano vissuto questo periodo. E per finire, è iniziata una terza e ultima canzone Quel mazzolin di fiori che ha rotto quell atmosfera così triste. Infine per dare una chiusura al discorso, è intervenuto un altro gruppo che ha parlato dei luoghi dove avvenne la Resistenza. Alla fine abbiamo ricevuto i complimenti dei visitatori, ma, l esperienza non era finita, infatti nel corso del pomeriggio avremmo ripetuto per altre 9 volte il nostro discorso. Era piacevole vedere gli occhi delle persone attente che seguivano con interesse noi ragazzi. Avevano degli sguardi stupiti ma commossi, noi giovani generazioni stavamo mostrando che la storia la conoscevamo, e conoscere significa non ripetere gli errori commessi nel passato. Così dalle siamo passati alle stanchi ma soddisfatti dopo questa lunga fatica. Al termine di questo percorso mi sentivo soddisfatto perché in tutti questi anni la caserma, non aveva mai ricevuto dei ragazzi come noi che erano entrati lì dentro a spiegare la sua storia e mi sono reso conto dell importanza, ancora oggi, di dare luce a questi luoghi per acquisire una coscienza da veri cittadini che cercano la verità e vogliono essere protagonisti del loro futuro di cittadini italiani. Così, con questi pensieri per la testa, la caserma richiudeva le sue porte, cessava il brusio delle nostre parole e tornava nel suo profondo silenzio. Venia Francesco 3B

4 carpe diem ora e sempre Resistenza I PARTIGIANI: GENTE CHE HA DETTO NO La guerra, in generale, può essere definita come un uso estremo della violenza. Nella II guerra mondiale i partigiani organizzano un movimento di resistenza verso il governo fascista. Per resistere alla paura resistere alla violenza non perdere i diritti perché giusto e necessario perché non ci fosse più uno straniero sulla nostra terra che ci dicesse cosa fare. Il 10 giugno del 1940 l Italia entrò in guerra e nel 1942 a seguito dei primi bombardamenti furono costruiti i primi rifugi antiaeri pubblici e privati. In alternativa, in caso di bombardamento,le persone si nascondevano negli infernotti, che erano delle cantine scavate non sicure come i rifugi, anzi a volte potevano trasformarsi in vere e proprie trappole mortali. I rifugi erano costituiti in cemento armato,erano dotate di più di due uscite ed era importantissimo precipitarsi dentro appena si sentiva il suono dell allarme poiché le porte potevano chiudersi da un momento all altro. Da questi luoghi protetti nella maggior parte dei casi non si udiva il frastuono dei bombardamenti. Le finestre delle case dovevano essere sempre lasciate aperte perché altrimenti il fortissimo spostamento d aria causato dalla caduta di una bomba avrebbe rotto i vetri; ciò all epoca costituiva un problema dato che il vetro costava molto e,se si voleva stare più caldi d inverno,bisognava salvaguardarli,a costo di fare entrare i ladri in casa. Molte volte capitava che i fascisti minacciassero i giovani soldati di far del male ai loro cari se non avessero ubbidito alle loro direttive. Anche per questi motivi la gente era costretta a vivere in uno stato di paura e terrore raccontati a noi attraverso memorie conoscitive: legata alle testimonianze,i ricordi e i luoghi. I luoghi di memoria sono luoghi che sono stati teatro di accanimenti che devono essere ricordati. Sulla base delle ricostruzioni storiche è possibile sviluppare attraverso i luoghi una mappa di terrore. Per Torino nella mappa sono ricompresi: -L Albergo Nazionale, un luogo che rappresenta come si viveva l occupazione -La stazione di Porta nuova dalla quale partivano i treni per i campi di concentramento. I prigionieri non sapevano dove erano diretti e oggi c è una lapide che ricorda quei brutti momenti di sofferenza. pregare riaperte. -il ghetto dove gli ebrei erano costretti a vivere rispettando rigide regole imposte dai fascisti come quella del coprifuoco. -Le carceri nuove sempre piene e lunghe circa 9 passi per cella e i prigionieri ogni 2 giorni erano costretti a subire feroci interrogatori fino a quando non venivno deportati nei campi di concentramento. -La sinagoga luogo in cui gli ebrei vanno e andavano a che però poi furono chiuse e inseguito -La caserma in via Asti, costruita nel 1885 come caserma del genio militare. Durante la II guerra mondiale nel 1940 la caserma divenne sede del regima fascista. La caserma funzionava principalmente come ufficio politico investigativo per catturare i partigiani e imprigionarli prigione. Oggi, coloro che sono vissuti in quell epoca conservano una sensazione di dolore per le sofferenze vissute in quel luogo. La caserma fu uno dei primi luoghi liberati dai partigiani. Era duro sopravvivere a una guerra che non si voleva fare. Essere liberi significa non avere paura di dire no. Francesca Burlando III B

5 carpe diem ora e sempre Resistenza Un ideale che continua: incontro con Gisella Giambone L aspetto di questa ormai anziana signora può trarre in inganno: appena incomincia a parlare subito l energia degli anni passati e l emozione rivivono nella sua voce. Figlia di Eusebio Giambone, martire per la libertà, ucciso al poligono di tiro del Martinetto nel 1944 per aver combattuto contro il fascismo, Gisella Giambone è un simbolo vivente di ciò che fu la Resistenza. Nata in Francia perché il padre si trovava lì in esilio, ha un infanzia abbastanza difficile. Eusebio Giambone anche all estero cercava di far valere i suoi ideali impegnandosi a spiegare agli altri italiani operai immigrati lì che cos era il fascismo. La famiglia viene da subito colpita dalla guerra, in quanto il fratello di Eusebio, Vitale, muore combattendo nella guerra di Spagna, a cui aveva preso parte al fianco delle Brigate Internazionali. Nel 1939, allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, Eusebio Giambone viene arrestato e la moglie con la figlia Gisella sono strettamente sorvegliate. Nel 1941 Eusebio, dopo essere stato in un campo di concentramento, viene consegnato ai fascisti. Al loro rientro in Italia, i Giambone, vengono mandati al confino in un piccolo paesino molto arretrato e isolato. Poco tempo fa, ha aggiunto Gisella, le è stata consegnata la cittadinanza onoraria da questo paesino, Castel Baronia. Nel 1943 con la caduta di Mussolini, tutta la famiglia si trasferisce a Torino perché Eusebio intendeva organizzare la Resistenza. Nasce il CLN, comitato di liberazione nazionale, formato da tutte le parti politiche legate da un obbiettivo comune e dal rispetto reciproco. Per questi motivi, il 30 marzo 1944 Eusebio Giambone viene arrestato e sconta un periodo di detenzione nelle carceri Nuove. La moglie e Gisella non lo rivedranno mai più. Si trova imputato in quello che doveva essere un processo esemplare al fine di scoraggiare la Resistenza, così il 5 aprile del 44 viene fucilato al Martinetto. Dopo la morte del padre Gisella chiede a soli 14 anni di partecipare alla Resistenza. Entra a fare parte della brigata Courier, dove il suo compito è quello di fare del volantinaggio davanti alle scuole superiori torinesi a favore della Resistenza e invogliando i giovani a partecipare. Oltre a ciò svolge delle consegne di armi per aiutare i Partigiani più grandi di lei. La Resistenza ha ridato all Italia la sua vera essenza e gli uomini che l hanno combattuta hanno scritto la nostra costituzione, sostiene Gisella. Per creare e sostenere una democrazia serve la partecipazione e l entusiasmo dei cittadini, che purtroppo poco a poco si sta estinguendo. Negli ideali della Resistenza dobbiamo cercare i valori su cui è fondato il nostro paese e riscoprirli, senza mai dimenticare. Nina Zibetti, 3D Cara Gisella, quando leggerai queste righe il tuo papà non sarà più. Il tuo papà è stato condannato a morte per le sue idee di Giustizia e di Eguaglianza. Oggi sei troppo piccola per comprendere perfettamente queste cose, ma quando sarai più grande sarai orgogliosa di tuo padre e lo amerai ancora di più, se lo puoi, perché so già che lo ami tanto Studia di buona lena come hai fatto finora per crearti un avvenire. Un giorno sarai sposa e mamma, allora ricordati delle raccomandazioni di tuo papà e soprattutto dell esempio di tua mamma. Studia non solo, per il tuo avvenire ma per essere anche più utile nella società, se un giorno i mezzi non permetteranno di continuare gli studi e dovrai cercarti un lavoro, ricordati che si può studiare ancora ed arrivare ai sommi gradi della cultura pur lavorando. Il tuo papà. (lettera dal carcere Le Nuove, Torino 3 aprile 1944)

6 carpe diem a proposito di S.O.S. BULLISMO Vi è mai capitato di subire un atto di bullismo?? Se è così noi abbiamo dei consigli per non farvi sottomettere: Non credere mai a quello che ti dicono perché se no sarà più facile per loro renderti la vita impossibile; Se vivi questa esperienza racconta tutto ad un adulto (insegnante,genitore,parente ecc...); In caso di questa cosa mai affrontarla da soli e quindi non cercare di fare le persone grandi e quindi pensare di potersela cavare da soli perché è meglio essere in 2 che in 1. Bene per i prossimi consigli sulla prossima pubblicazione!!! Matilde Torrero 1D, Arianna Zatti 1 A, Alice Stellin 1 F Ancora una volta la mediocrità umana offende il mondo animalista e ambientalista Con un atto liberticida e antidemocratico il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum Regionale, fissato al 3 giugno. Così tramite uno scientifico ribaltamento della realtà, i refendari sono stati visti come coloro che volessero sperperare 22 milioni di euro, (cifra oltretutto non vera), mentre in Giunta tutti si dichiaravano per la prima volta preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, dei disabili, dei disoccupati, dei precari etc. Oggi, con la scusa della crisi economica, hanno cancellato una legge per impedire il Referendum sulla caccia. Domani, seguendo la stessa logica perversa, possono cancellare il diritto di voto! Quindi a Torino, il 3 giugno 2012 si terrà una MANIFESTAZIONE NAZIONALE: Per il ripristino della democrazia e del diritto costituzionale alla partecipazione Per la restituzione del referendum Contro la strumentalizzazione di ammalati, pensionati, disabili, disoccupati, per una politica che si occupi realmente di risolvere i problemi dei cittadini. Per le immediate dimissioni della Giunta Cota, responsabile del furto del Referendum e dello scempio della legalità democratica! Diletta Zanin IID

7 carpe diem personaggi LOUIS PASTEUR Louis Pasteur, chimico e biologo francese, è uno dei fondatori della moderna microbiologia. È a lui che si deve la riduzione della mortalità infantile dovuta a certi germi patogeni. Pasteur nacque a Dole e visse la maggior parte della sua infanzia nella cittadina di Arbois, conseguì il diploma in lettere e in scienze laureandosi successivamente in chimica e fisica. Il suo estro gli fece guadagnare la cattedra presso l università di Strasburgo. Successivamente si sposò con Marie, la figlia del direttore dell università. Oltre alla sua importante carriera Pasteur si distinse per le ricerche portate avanti riguardanti la microbiologia, studiò infatti i processi della fermentazione che i microrganismi non si riproducono attraverso un processo chimico. I suoi studi non furono importanti solo in campo medico ma contribuirono allo sviluppo dell industria della seta, dove riuscì a bloccare un epidemia la quali colpiva i bachi. Durante i suoi studi gli venne proposto di diventare vice-direttore degli studi scientifici alla scuola superiore di Parigi. Grazie a questi studi si capì che i microrganismi danno origine alle malattie. I suoi studi sulla fermentazione resero possibile la prevenzione di alcune malattie infettive come la rabbia per la quale Pasteur inventò il primo vaccino. Poco tempo prima della sua morte Pasteur ricevette la Legione d Onore, una delle più alte onorificenze della nazione francese. Virginia Battaglino III B Due parchi per ricordare Per affrontare l argomento delle due bombe atomiche la nostra classe, la 3D, ha svolto un incontro con l ex professoressa del nostro corso Anna Degani, che era stata in Giappone poco dopo il disastro di Chernobyl e, dei ragazzi giapponesi l avevano convinta a visitare le due tristemente famose città di Hiroshima e Nagasaki. Visitò per prima la cittadina di Nagasaki dove, come a Hiroshima era stato edificato un parco in memoria della caduta delle bombe, il parco di Nagasaki è più piccolo di quello di Hiroshima e accoglie i visitatori con una fontana che simboleggia l infinita sete degli abitanti delle due città poiché a causa delle radiazioni le persone avevano una continua arsura. Al centro di questo parco vi è una statua che indica il cielo nel punto esatto dove la bomba è esplosa. In questo parco vi è anche un museo, non molto grande, in cui sono esposti alcuni resti di oggetti ritrovati dopo l esplosione. In questo museo non era però presente la didascalia se non in giapponese e la signora Degani non capì bene cosa fossero i reperti esposti. Per capire meglio dovette arrivare ad Hiroshima, dove c è un museo molto più grosso e con le didascalie anche in inglese. Dopo la visita di questo museo la professoressa Degani rimase molto colpita, tant è che l amica che la accompagnava ne uscì in lacrime.dopo aver visitato il museo visitò il parco, molto più grande di quello di Nagasaki, e dato che era giunta ad Hiroshima due giorni dopo la ricorrenza per la memoria dell esplosione ( avvenuta ), vide i resti della grande cerimonia: ogni scuola del Giappone manda un rappresentante che porta con se numerosi origami, principalmente le gru e le tartarughe, fatti dagli allievi della scuola per la ricorrenza, durante la cerimonia, le statue, vengono ricoperte con gli origami che rimangono lì per il resto dell anno. Nascosta tra i numerosi alberi del parco, vi era una campana, una volta che la professoressa Degani l ebbe trovata vide che non era una sola persona che aveva il compito di suonarla, ma ogni persona, una volta al giorno, si recava alla campana e la faceva rintoccare una volta, questo rintocco per i shintoisti equivale a una preghiera in memoria dei defunti a causa delle due bombe atomiche. Carlo Boschis III B

8 carpe diem L'alcool e` uno dei tre elementi principali dello sballo, insieme a droga e musica. Sballo, letteralmente, significa uno stato di allucinazione da droga e/o sostanze stupefacenti, mentre il nome scientifico dell'alcool e` etanolo, una molecola talmente piccola da potersi miscelare perfettamente con altri liquidi, primo fra tutti l'acqua. La parola deriva dall'arabo al-kuhul, la cui traduzione e` polvere di antimonio, o qualsiasi sostanza impalpabile. Viene tuttavia associata all'etanolo solo a partire dal Nel 1750, il chimico Lavoisier dimostro` che lo zucchero` che si trovava nell'uva fermentava, ma fu solo Pasteur che disse che era grazie agli lieviti che si trovavano nell'aria che cio` avveniva. Come d'altronde qualsiasi altra sostanza, abusato diventa potenzialmente pericoloso, sia per chi lo assume sia per coloro che gli stanno attorno: l'alcool passivo. Tra gli effetti a lunga durata che l'alcool ha sul nostro organismo, vi e` anche il cancro. Una volta bevuto, nello stomaco solo una piccolissima parte della quantita` assunta viene smaltita e, nel giro di contro le dipendenze ALCOOL: INNOCUO VELENO quindici o venti minuti, trasformata in sostanze benigne. Il rimanente diventa acetaldeide, una sostanza tossica dannosa per il nostro organismo, una delle responsabili del cancro. E` altamente sconsigliata l'assunzione di alcolici durante la gravidanza poiche`, essendo quella dell'etanolo una molecola cosi` piccola, e` capace di attraversare le membrane cellulari, inclusa la placenta; di conseguenza, anche il feto che la madre porta in grembo risultera` ubriaco. Ultimamente, ha preso piede il binge drinking, una tradizione proveniente dal Nord che consiste proprio nel bere per ubriacarsi. A lungo andare, viene compromesso nel cervello il sistema limbico, che controlla le emozioni: ecco spiegata la violenza delle persone ubriache. Segue il cervelletto: le perdite dell'equilibrio; l'ipotalamo, che fa si` che l'ubriaco urini eccessivamente, con conseguente disidratazione. Infine, peggio di tutto, viene compromesso il tronco encefalico: l'individuo precipita nel gravissimo coma etilico. Nel caso in cui un alcolista cronico decida di smettere di bere, sopravviene una violentissima crisi d'astinenza: puo` provocare addirittura la morte. Chiara Possenti, Claudia Bertoletti e Francesca Musso 3 D L ALCOOL TRA I GIOVANI, UN PROBLEMA SEMPRE PIU GRANDE Il 23 Aprile 2012 abbiamo avuto l opportunità di assistere ad un incontro con la professoressa Viviroli che ci ha parlato dei problemi dell alcool. L alcool, anche detto etanolo, deriva da una parola araba che significa polvere di antimonio, una sostanza usata, anche, come trucco per gli occhi. Nel 1743 Antoine Lavoisier ha scoperto che il processo di fermentazione dell alcool avviene grazie all anidride carbonica presente nell aria, in seguito Pasteur scopre che affinché il mosto si trasformi in vero e proprio vino sono necessari anche alcuni lieviti trasportati dal vento. Possiamo dire che l acool, se assunto in dosi moderate non è assolutamente nocivo, ma in caso di abuso di questa sostanza ci potrebbero essere gravi conseguenze. L alcool quando viene ingerito arriva al fegato che lentamente lo elimina dall organismo, nel caso in cui venisse assunta una dose eccessiva, il fegato non sarebbe più in grado di espellerlo e quindi quest ultimo entrerebbe velocemente in circolo. Il problema più grave che potrebbe derivare da una massiccia assunzione di alcool è il coma etilico, che porta l individuo alla morte. Possiamo quindi dedurre che l alcool può anche essere causa di morte oppure di gravi problemi per il nostro organismo, è molto importante, quindi, non abusare di questa sostanza e assumerla con cautela. Vittoria Delsedime, Benedetta Faravelli, Davide Magliano, Carolina Orsini e Guido Treves III D

9 carpe diem contro le dipendenze EFFETTI DELL ALCOL SULL ORGANISMO L organismo di una persona che usa o abusa abitualmente di alcool è un organismo minato. L'alcool, infatti, ha un assorbimento rapidissimo dal corpo attraverso il sangue e trasformato dal fegato per circa il 90% della quantità assunta. La restante parte viene eliminata da reni e polmoni. Le tossine sotto forma di metaboliti restano all'interno di vari apparati ed organi del corpo, danneggiandoli irrimediabilmente. Può causare tumori al fegato, disfunzioni circolatorie, disturbi mentali e comportamentali, sindromi e patologie gravi alla corteccia celebrale. L'alcolismo (o etilismo) è la patologia caratterizzata dall'assunzione di elevate quantità di alcol. Il termine alcolismo fu introdotto per la prima volta da Magnus Huss nel 1848, per definire appunto le problematiche legate all'eccessivo consumo di alcol. Non bisogna confondere l'intossicazione da alcol con la dipendenza vera e propria, che si verifica quando: il ALCOOL: MEGLIO EVITARE L'alcool è un composto chimico con una gradazione che varia dai 5 ai 90. E' formato da una molecola piccolissima, l'etanolo. Nel 1850 si è scoperto che l'etanolo è responsabile della fermentazione di vari prodotti agricoli (uva,cereali...). Pasteur scopri che, grazie alla fermentazione ed all'anidride carbonica e ad altre sostanze si forma l'alcool. Esistono vari tipi di bevande alcoliche come il vino, la birra, le grappe e i liquori. Il vino si ottiene dalla fermentazione dell'uva, la birra dalla fermentazione del manto soggetto avverte un bisogno irrefrenabile di bere non è capace di controllarsi nell'assunzione di alcol; è vittima di vere e proprie crisi di astinenza dal bere; arriva a sviluppare una certa tolleranza all'uso di sostanze alcoliche; perde l'interesse per qualsiasi altra cosa che non sia l'alcol; continua a consumare alcol senza curarsi delle conseguenza che questo comporta. In realtà non possiamo identificare un problema di alcolismo basandoci sulle dosi di alcol consumate quanto piuttosto sulle conseguenze dell'uso di alcol su determinati soggetti, e che si ripercuotono sulla sua vita sociale, familiare e professionale. Infatti spesso i primi ad effettuare una prima diagnosi sono proprio i familiari e gli stretti congiunti dell'alcolista, che si accorgono di progressivi cambiamenti nel comportamento e nella personalità del soggetto. Giulia Rocca Bovì III D d'orzo, mentre le grappe e i liquori si ottengono dalla fermentazione e successiva distillazione del mosto. I liquori sono addizionati con varie sostanze aromatiche, spezie, frutta, caffè, cioccolato... e raggiungono una gradazione elevata (30-40 ). Queste bevande sono molto dannose per l'organismo: un organo che ne soffre molto è il fegato. Quest'organo ha il compito di dividere la sostanza alcolica ingerita in etanolo ed elementi di scarto. L'etanolo viene eliminato tramite il sudore, l'urina e la saliva. L'alcol provoca anche gravi danni al cervelletto,al sistema limbico e le persone che hanno bevuto a dismisura tendono a camminare in modo diverso, si ha il cosi detto barcollamento. Se qualcuno fa abuso di alcool, cioè un uso eccessivo di tale sostanza c'è il rischio che vada in coma etilico e anche incontro alla morte. Ci sono molte persone che bevono solo per il gusto di bere e rischiano di diventare alcolisti cioè dipendenti dall'alcool. Davide Corsetti III D

10 carpe diem esperienze Volontario per un giorno Prima di Pasqua ho accompagnato, con un altro ragazzo mio coetaneo, un gruppo di donne dell International Women s Club of Turin (IWCT) che sostiene un associazione che si chiama Io sto con il Regina Margherita. Avevamo circa 150 sacchetti da distribuire, preparati con dentro uova di Pasqua, dolcetti, quaderni e penne che alcuni sponsors avevano regalato a questo proposito. Il gruppo era guidato dalla signora responsabile delle infermiere dell OIRM (Ospedale Infantile Regina Margherita) che ovviamente conosceva molto bene i reparti che potevamo visitare e quelli off-limits. C erano anche: la presidente dell associazione che già da tempo si occupa delle necessità dei vari reparti; la rappresentante dell IWCT che si occupa della beneficienza e alcune signore che aiutavano. John e io, due ragazzi di tredici anni che per la prima volta si affacciavano al mondo del volontariato, un po spinti dalle nostre madri (che erano anche loro lì). Avevamo caricato quattro carrelli con i nostri sacchetti e un po a turno li spingevamo per i corridoi dei reparti. Sempre a turno entravamo nelle camere dei piccoli degenti e consegnavamo loro i doni di Pasqua. Siccome era pomeriggio dovevamo dirigerci su e giù con l ascensore nei vari reparti a seconda delle visite mediche e secondo me abbiamo perso più tempo a spostarci che con i bambini. Le mie sensazioni sono state molto diverse a secondo del reparto in cui siamo entrati. Per esempio c erano bambini che sembravano timidi, forse anche un po spaventati per la loro situazione, ma poi erano felici di aprire il pacco. Altri mi facevano molta pena perché nei loro occhi leggevo rassegnazione, tristezza, sogni difficili da realizzare. Ma allo stesso tempo trovavo molto coraggio in altri: per esempio c era un ragazzo della mia età che era affetto da una malattia neurologica dovuta alla meningite presa qualche anno fa. Ora era immobile, intubato ma cosciente e consapevole. La sua mamma vicino a lui ci ha ringraziati con un grandissimo sorriso. Nel reparto NPI c erano alcune ragazzine anoressiche che erano truccate come modelle. Mi sembrava che fossero quasi contente di vederci, ma forse avrebbero preferito andarsene a spasso fuori dall ospedale e fare le vasche come tante altre loro coetanee. Tanti casi, ognuno con la sua storia, spesso molto triste. Ad un certo punto mi sono sentito molto stanco. Già da due ore giravamo su e giù, di qua e di là. Ma più che una stanchezza fisica ero spossato. Non avevo più la forza di incontrare tanti piccolini così sfortunati. Mi sono accorto che la sofferenza ha bisogno di molta energia per essere accolta. E io avevo esaurito la scorta. Mi sono rinchiuso e ho seguito brontolando la fine del giro. E stata un esperienza molto forte e per il momento non sono sicuro di volerla ripetere. Ma me ne ricorderò per un bel po. ANONIMO

11 carpe diem in lingua CURIOSITA LINGUISTICHE Nel nostro linguaggio quotidiano ci capita, a volte senza accorgercene, di utilizzare vocaboli o espressioni che in realtà appartengono ad altre lingue. A volte si tratta di vocaboli utilizzati in alcune professioni, altre si simpatiche che sarebbe un peccato tradurre. Ecco alcuni esempi per la lingua spagnola e francese. DALLO SPAGNOLO: Hola, Movida el niño de oro o el pibe de oro, el goleador (sport) desaparecidos, golpe, embàrgo (in politica); macho, tortilla, fajitas, sangria, paella (in cucina),alcantàra, Sombrero DAL FRANCESE: IN CUCINA Brioche Omelette Croissant Foie gras Baguette Sommelier Chef Dessert Escargot Crème caramel Crêpe Souffle Purée Champagne Champignon Buffet Menu Gourmand Plateau MODA Maison Haute couture Prêt a porter Nuance Pois Griffe Papillon Bijoux Lapin Mélange Atelier Foulard Pochette IN ALBERGO Réception Concierge Hall Résidence Suite Relais-château IN CASA Moquette parquet Abat jour Toilette Sofa Garage ESPRESSIONI VARIE Allure Déjà-vu Exploit Tête a tête Impasse Tour de force Chance VARIE Tapis roulant Reportage Parterre Foyer Dehors Ensamble Équipe Rendez-vous Fiche Roulette Trompe-l oeil Maîtresse Carillon

12 carpe diem in lingua Ma la lingua spagnola ha una particolarità: alcune parole apparentemente simili ad altre del vocabolario italiano, hanno un significato completamente diverso! Dunque Occhio ai trabocchetti! Gli errori più grandi si possono fare proprio a ristorante. La carta non è il menu, ma significa lettera e la seta è il fungo. Se vi mancano le posate, attenti perché posada vuol dire locanda. Chi vuole qualcosa di caldo precisi caliente, perché caldo significa brodo! Un salame non si afecta ( afectar significa riguardare). E al ristorante, pagando il conto, non lasciate una mancha, che significa macchia! Attenti quando chiedete del burro, in spagnolo significa asino. Se avete fame, non usate la parola afamado che significa famoso. Se vi offrono un vaso per bere dell acqua, non significa che vi hanno visti assetati, è solo un bicchiere! Mantel non è un indumento ma la tovaglia e la toalla non è la tovaglia, ma l asciugamano. Non preoccupatevi se vi cucinano l uovo fritto nell aceite, in effetti significa olio. Non pensate che la lepra sia la femmina di lepre, perché significa lebbra! Così come la caballa non galoppa nel mare, ma si tratta invece dello sgombro. Per gamba non si intende uno de nostri due arti inferiori (in spagnolo pierna ) bensì gamberetto, mentre gamberro è un personaggio poco raccomandabile. Uno spagnolo che possiede una tienda è padrone di un negozio ( i negocios spagnoli per noi sono gli affari). Una habitaciòn non è tutta una abitazione ma solo una camera. E non c è da spaventarsi se uno spagnolo chiede di subir, ha soltanto detto di salire, mentre la spagnola salida corrisponde all italiana uscita! Che fatica imparare lo spagnolo, per fortuna ho scelto il francese c est plus facile VIOLA TROISI I A

13 carpe diem letto per voi IL VECCHIO E IL MARE un libro profondo e pieno di significato Autore: Ernest Hemingway Le vicende di questo bellissimo romanzo si svolgono nella città di Avana, ma principalmente nelle profonde acque dell Oceano Pacifico, in un tempo indefinito. Il vecchio Santiago era un pescatore, il quale viveva solitario in una capanna molto decadente, dove un tempo abitava anche la moglie. L unico vero amico del pescatore era il ragazzo un giovane che fino a poco tempo prima pescava assieme a lui, aiutandolo e rallegrandolo con la sua presenza. Tra i due pescatori, il giovane ed il vecchio, si era instaurato un rapporto molto forte e profondo, fino a quando un giorno, i genitori del ragazzo, lo obbligarono ad andare a pescare in un altra barca con altri pescatori, il motivo era che Santiago secondo loro non aveva fortuna ultimamente. In effetti, ciò che sostenevano rispecchiavano la realtà, perché il vecchio pescatore non acciuffava un pesce degno del suo nome da ben 84 giorni, che è troppo tempo. Un giorno Santiago decise di porre fine a questo lungo periodo controproducente e decise di spingersi più a largo di quanto avesse mai fatto. Uscì dal porticciolo con la sua solida barca di legno cominciando a remare con ritmo sostenuto. Giunse poi nel punto dove voleva, lontano dalla costa e dalla sua città e si mise ad aspettare: era sicuro che quella sarebbe stata la volta buona. Nell attesa, pescò due pesci volanti e non molto dopo abboccò un pesce di rara forza il quale doveva essere di dimensioni enormi, forse era un Marlin, che cominciò a trainare la barca verso nordovest. È qui che ebbe inizio la lotta tra i due, dove il vecchio voleva assolutamente vincere per portare a casa quel grosso pesce. La lotta tra pesce e pescatore durò tre lunghi giorni, che Santiago passò tra la sofferenza dei crampi alle mani e dei tagli provocati dalla lenza, sempre più tesa e tra la solitudine, rimpiangendo i tempi in cui a pescare con lui c era anche il ragazzo. Il vecchio riuscì a mantenersi in forza mangiando un delfino che aveva pescato durante la battaglia contro il Marlin e i due pesci volanti, egli non dormì mai. Nel pomeriggio del terzo giorno finì l agonia e Santiago, distrutto, riuscì finalmente ad uccidere quel pesce, che scoprì era davvero un Marlin ma di circa 5 quintali. Mentre remava per ritornare nella sua capanna, pensava a quanto avrebbe potuto guadagnare con quello splendido pesce, del quale aveva un grande rispetto. Ma i suoi sogni andarono in fumo perché purtroppo il Marlin che il vecchio aveva ucciso con fatica venne mangiato completamente dai pescecani che la barca incontrò durante il ritorno verso Avana, portando al porto solo la carcassa e la spada del pesce. Quando il pescatore mise piede sulla terra si accorse di non essere morto per miracolo, e con fatica raggiunse il letto di giornali della sua capanna, dove dormì per un giorno. Quando il ragazzo lo rivide si mise a piangere, gli disse che erano venuti in molti a cercarlo e gli promise che sarebbe ritornato a pescare con lui. Io, personalmente penso che il momento più importante della storia sia quando il vecchio prende il Marlin e quando il ragazzo gli dice che sarebbe ritornato a pescare con lui. Il linguaggio utilizzato è letterario e ricercato con una prevalenza di riflessioni. Ho trovato questo libro davvero bello, perché la narrazione, la storia ed il linguaggio mi hanno subito coinvolta e quando cominciavo a leggere non riuscivo più a smettere. Consiglio davvero questo libro a tutti quelli a cui piacciono le belle storie ben descritte e con storie profonde e con una morale significativa. Francesca Mino III D

14 carpe diem personaggi ARON RALSTON: Sopravvivere ad ogni costo Al posto del braccio destro ha oggi una triplice protesi, su cui può montare otto differenti mani. Ma alle spalle di Aron Ralston, un ragazzone americano di 28 anni, sta una delle più raccapriccianti storie di survival in montagna. La racconta in un libro uscito in questi giorni con il titolo «Between a Rock and a Hard Place», che può essere più o meno tradotto «tra l' incudine e il martello». In realtà l' escursionista che nell' aprile 2003 ebbe il suo incidente durante un trekking solitario nel Canyonlands National Park dello Utah, si trovava letteralmente «tra una roccia e un posto duro». Durante la sua gita Ralston muove accidentalmente un enorme masso, che gli schiaccia la mano destra, imprigionandolo in una specie di fessura all' interno di un canyon. La situazione è critica. Solo ora l' escursionista si rende conto di non avere rivelato a nessuno la sua meta. Eppure non è un principiante e all' attivo ha una carriera di alpinista con decine di ascensioni su vette di oltre tremila metri. Imprigionato dal masso, Ralston sopravvive per cinque giorni nel fondo della gola. È un ingegnere meccanico e, costruendo dei sistemi di pulegge, tenta in tutti i modi di smuovere il blocco. Ma non ha fortuna e gli restano solo un po' di fagioli e un sorso d' acqua. Il sesto giorno, mentre già è colto dal delirio a causa dell' infezione che si sta rapidamente propagando per il suo corpo e di cui può avvertire chiaramente l' odore ripugnante, l' escursionista prende una decisione disperata: afferra il coltellino Leatherman e si amputa il braccio. Dapprima deve rompere le due ossa del braccio, operazione dolorosa, ma agevolata dalla disidratazione che ha reso fragili le sue Di Giulio Frangioni 1F membra. Poi deve recidere il tessuto molle, evitando però con cura di danneggiare le arterie più importanti. L' operazione di questo Piero Maroncelli rinchiuso in una prigione di roccia dura un' ora e si conclude con una rudimentale sutura realizzata mediante dei filamenti di nylon prelevati dagli abiti. «La parte più dolorosa è stata il taglio dei tendini - ricorda Ralston -. Era come immergere il braccio in un calderone di magma incandescente». Per quanto a caro prezzo, ora è libero, ma la sua odissea non è ancora finita. Gli resta da calarsi in corda doppia da una parete verticale alta una ventina di metri e camminare per una decina di chilometri. Finalmente un elicottero, che partecipa alle operazioni di soccorso, lo prende a bordo e lo trasporta in ospedale. «Non mi ero mai rotto niente prima di allora e mi trovai di colpo a dovermi spezzare due ossa. Il dolore era spaventoso, ma era la mia porta verso la vita». Oggi, grazie alle ingegnose protesi che lui stesso ha progettato, Ralston è in grado di guidare una mountain bike, di suonare la chitarra e, con l' inserimento di un apposito arto-piccozza, di scalare pareti di ghiaccio. «Ma soprattutto - commenta frastornato dal rumore che si è creato intorno alla sua vicenda - dall' amante della solitudine che ero, ho riscoperto il piacere di stare con gli altri».

15 carpe diem ALLA SCOPERTA DI UNA REDAZIONE, DI UN GIORNALE e Siete pronti? Mettetevi comodi e preparatevi a scoprire tutto sulla visita alla Stampa. La Stampa è il 3 giornale più letto in Italia, non male direi.. Per iniziare vi dico che vi porteremo a visitare la tipografia, la redazione e il centro di documentazione. La tipografia e simile ad un ufficio, molto moderna, e fornita di innumerevoli scrivanie e computer. Pensate che anni fa si faceva tutto manualmente!! C e anche un computer del 1992, è molto diverso da quelli che usiamo noi ora. Il menabò è l impostazione del giornale che tutti i giornalisti devono rispettare, serve per suddividere lo spazio per gli articoli e le pubblicità. Le pubblicità sono messe in modo strategico nel giornale in modo che la gente le noti. I 3 punti strategici (e più costosi) sono: quelle al lato della testata, le manchette, quelle sulle pagine di destra, e quelle sul ultima pagina, in modo che anche chi non sta leggendo il giornale le nota. Il lavoro del giornalista e molto impegnativo: si alza intorno alle e lavora fino alle Il loro lavoro consiste nel prendere i flash,cioè notizie di poche righe inviate dalle agenzie di Stampa, (per esempio l ANSA) che rispondano a tutte le 5 w, (chi, cosa,quando,dove,perché) e scelgono le più importanti. Ci sono anche gli inviati cioè giornalisti che sono appostati già nei luoghi più importanti d Italia (come la Borsa a Milano) e in luoghi in cui sta accadendo un fatto importante da seguire. La Stampa normalmente chiude alle 23.15, rimangono solo un giornalista per cronaca estera uno per cronaca di Torino. Provate un po a guardare in alto a sinistra sulle pagine del giornale; vedrete un numero seguito da una r che indica il numero di volte che è stato inserito un aggiornamento nella pagina. Se siete dei nottambuli e girate per la città, potrete vedere che ai semafori ci sono gli strilloni cioè ragazzi che vendono il giornale appena stampato. I giornali solitamente chiudono definitivamente alle 2.00 di notte, e se arrivano notizie di enorme importanza i giornali sono impreparati, e non riescono a pubblicare la notizia in tempo. E infine parliamo del luogo più emozionante di tutta la visita: Il Centro di Documentazione: qui sono raccolti enciclopedie e libri utili per il giornalista quando deve scrivere un articolo. Qui troviamo anche i coccodrilli, che sono delle notizie già scritte che possono avvenire e che sono monitorate. Un esempio è quando una persona importante è molto malate e si sospetta che possa morire, i giornalisti iniziano a scrivere degli spunti su cosa potrebbe accadere. La Stampa ha anche una stanza incredibile: vi sono custoditi articoli vecchi per 145 anni fino a ora e sono un patrimonio inestimabile, sono stati dichiarati beni storici e culturali, anche se ora si possono trovare online. Tempo fa i giornalisti per passarsi articoli, libri o quant altro da posti lontani usavano un carrellino fissato al soffitto dentro cui mettevano quello che dovevano passare. La parte più emozionate della nostra gita è stata la visita alle rotative, che servono per tagliare,stampare le pagine e fabbricare i giornali, pensate un tempo si faceva tutto a mano, che fatica!!!! Alla massima velocità le rotative stampano 40 copie al secondo, INCREDIBILE!! E con questo concludiamo la nostra visita alla Stampa e quando prendete in mano un giornale pensate a tutto il lavoro che c è dietro!!!!! Giulio Cotogni 2C

16 carpe diem io rifiuto(storie da una discarica) Ciao, mi chiamo Bary e sono un barattolo di vetro e questa è la mia storia: Sono nata in una fabbrica nel 2010 dove mi hanno modellato a temperature altissime e riempito di cetriolini sott' olio (BLEAH), poi mi hanno venduta a un ristorante di Bari (buffo no?!?!). I cetriolini sono stati mangiati (per fortuna, non volvo stare tutto il tempo con quei logorroici, vuol dire chiacchieroni per chi avesse 4 in italiano) e io sono stata buttata in una stanza buia insieme a dei barattoli come me e delle strane cose chiamate lattine. Quella stanza, gli umani, la chiamavano bidone della spazzatura, era un contenitore verde con il coperchio blu alto e snello. Oltre alle lattine (le lattine erano di vario tipo ma soprattutto c'erano quelle della birra Moretti, gli umani devono bere meno birra!!) degli umani sporcaccioni ci avevano buttato: bucce di banana, carta, plastica, polistirolo, legno... e persino un cellulare!!!! Secondo me gli VITA DI BARY IL BARATTOLO DI VETRO IO : RIFIUTO BANANA umani non sanno cosa vuol dire la parola differenziamento, perchè buttano tutto nel primo bidone che si trovano davanti. Si stava veramente male in mezzo a quella sporcizia, gli umani devono imparare a essere più puliti, sono veramente degli sporcaccioni. Sentii degli scossoni, un camion mi stava portando in una strana roba chiamata discarica dove c' erano tanti barattoli simili a me, lì incontrai l'amore della mia vita: Vetry, e anche quel rompiscatole di mio padre. Fui divisa dalle lattine e ci buttarono in un inceneritore ma io riuscii a salvarmi all' ultimo vetro insieme a Vetry e quel rompiscatole di mio padre: Spina (fiuff che fortuna!!!), è stata l'avventura più emozionante della mia vita e ho scoperto che mio padre è un ottimo nonno per i miei bambini: Altissima Levissima e Purissima. Mio padre è forse un po' aggressivo col fidanzato di Purissima!!!! Giulia Bocchio, Caterina Gardino 1 D Salve, io sono una buccia di banana rifiutata dal mondo, nel vero senso della parola, eggià,io sono un rifiuto organico,la maggiore attrazione turistica dei piccioni,però ormai sono tre giorni che giaccio sul marciapiede e ogni cinque minuti un bifolco a due zampe mi scivola addosso ed ha il coraggio di incolpare me anche se non è così:avete visto che non ho le gambe?bipedi ignoranti,e si definiscono la specie più intelligente! Quello che detesto di più è quella razza di cannibale che mi ha sbucciata (sai che freddo:c'erano 3 ), mangiata e per infine buttata dalla finestra. Finalmente qualcuno mi ha preso e mi sta buttando...oh no!mi sta gettando nell'indifferenziato. Adesso sono insieme ad altri rifiuti che come me sono stati gettati in un bidone in cui non dovrebbero essere: guardate per esempio Lattina, a quest'ora dovrebbe essere nel cassonetto blu ovvero quello del vetro e delle lattine! Oppure Pera Marcia che voleva andare in vacanza all' organico ; o ancora Bottiglia Vetrata che doveva andare,come Lattina, nel blu e così anche Cartolina Mal Spedita che dovrebbe essere nel giallo della carta e così via per molti altri sfortunati rifiuti. Restammo abbandonati lì per un giorno: infatti, la mattina dopo il nostro bidone venne condotto nel posto sbagliato... ma io caddi,caddi! Avevo ancora una possibilità per andare nel paradiso AMIAT,per realizzare il mio sogno,un sogno chiamato biogas. E un giorno ce la farò e arriverò in uno di quegli impianti di cui conservo una foto, ve la mostro, eccola: Stupenda, piena di edifici artistici e indispensabili alla vita di tutti. Ecco che arriva un camion dell' immondizia mi è vicino mi raggiunge ma non mi supera: si ferma,esce un uomo e mi

17 prende portandomi finalmente verso la mia meta verso il mio sogno. carpe diem Io sono Superlattina MESTURINO DAVIDE e TIBERGA FEDERICO 1D io rifiuto (storie da una discarica) Ciao!Mi presento mi chiamo Superlattina e sono una lattina. Ho otto anni e adesso vi racconterò la mia vita e quella delle altre lattine. Noi siamo di varie grandezze e io sono piccolina e carina mentre le altre sono più grandi di me e sembrano gigantesche. Quando nasciamo possiamo essere di vari colori e io sono rossa e argento perché sono una lattina di coca cola. Poi veniamo riempite di una bevanda gassata e io in questo caso la coca cola e veniamo impacchettate per essere vendute. Noi non abbiamo un papà e la nostra mamma è la macchina che ci produce. A me piace stare da sola perché le altre mi prendono in giro visto che sono la più piccola. Veniamo portate in una specie di gabbia (il camion) dove ci liberano, ma ci portano in un posto ancora più terribile: il supermercato. Veniamo vendute e messe su uno scaffale. Quando le persone ci vedono,ci prendono in un modo terribile e una volta un mio amico non era chiuso bene e una signora lo NOI POLIZIOTTI ha preso e lui le ha spruzzato tutta la bevanda addosso a lei (che vergogna!!!) ha iniziato ad urlare. Se veniamo comprate, veniamo portate in un posto stranissimo dove non capisci più dove sei. Quando vieni bevuta, le persone ti schiacciano e ti fanno davvero male. Vieni buttata nella spazzatura dove puoi stare lì anche per molti giorni in mezzo a quella puzza terribile. A un certo punto ti viene a prendere qualcuno che ti porta di nuovo in una gabbia. Dopo un lungo viaggio, arriviamo a destinazione: le vasche che si trovano all' Amiat. A quel punto ci troviamo insieme alle nostre amiche bottiglie di vetro (alcune sono conciate un po' male). Adesso inizia la parte più bella e più divertente per me: stiamo per essere riciclate che significa essere lavate,asciugate,riempite e diventare di un altro colore. Io sono diventata una Fanta adulta perché un altra macchina, la sorella di mia mamma, mi ha fatto diventare più grande. Adesso sono felice perché nessuno mi prende più in giro. Mi è piaciuto molto raccontarvi la mia esperienza e spero che sia piaciuto anche a voi. Vi ringrazio e vi aspetto per la prossima avventura!!! Questo è tutto, saluti dalla vostra grandiosa SUPERLATTINA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Di Bertinetti Letizia e Pasteris Flavia I D Questo fatto è successo pochi giorni fa: un'auto superava i 100 km/h in città, gli abbiamo fatto segno di fermarsi ma lui ha accelerato, allora io ed il mio collega abbiamo iniziato l'inseguimento. Abbiamo chiamato i rinforzi ma tutte le volanti erano occupate. Allora abbiamo accelerato, lui si è diretto in autostrada nel mentre si sono liberate tre volanti che ci hanno raggiunto. Un secondo individuo in auto iniziò a sparare dal finestrino e bucò la gomma a un TIR che bloccò la strada ad una volante. La seconda volante si affiancò all'auto dei criminali e noi davanti mentre la terza dietro e la fermarono. Mentre la fermavano i due criminali saltarono fuori dall'auto e iniziarono a correre e a sparare. ferirono nuove reclute che ci erano venute in soccorso, continuammo la sparatoria finchè i due delinquenti ripresero a correre nel bosco, allora richiedemmo l'aiuto all' elicottero che arrivò sul posto in 10 minuti e incominciarono a cercarli con la telecamera termica e li trovarono dopo 20 minuti. Li catturarono dopo averli trovati in un capanno di legno

18 a1chilometro di distanza da dove erano stati visti l'ultima volta. Le due reclute vennero portati all' ospedale e vennero dimessi dopo7 giorni con una ferita di striscio. Alessandro Severico,Boano Giovanni 1D carpe diem scuola di sicurezza CLAUDIO IL VIGILE URBANO incontro con la sicurezza Claudio è un vigile urbano che, mesi fa, è venuto scuola per spiegarci quanto sia importante il suo lavoro e quanto sia importante rispettare le regole stradali. Ad esempio non bisogna passare col rosso in modo da non provocare danni a se stessi e agli altri, ed è vietato parcheggiare nei posti riservati ai disabili, per rispetto verso le fasce deboli. In genere è corretto evitare di parcheggiare in sosta vietata per non diventare un ingombro per gli altri. Claudio ci ha anche detto che è vietato aprire locali illegali, come locali in cui si spaccia droga o si sfrutta la prostituzione oppure semplicemente locali su cui non si pagano le tasse.in poche parole Claudio ci ha detto che è come se noi fossimo delle formiche e l'italia fosse un formicaio e ognuno di noi avesse un compito da svolgere per vivere in armonia. Claudio è venuto a scuola per parlarci della sicurezza per tre giorni non consecutivi, un giovedì, un venerdì ed un altro giovedì, in settimane diverse. Ci spiegava un certo argomento, ad esempio l'importanza di vestirsi in modo adeguato per andare in bici di notte, e poi ci faceva vedere dei filmati su quell'argomento, per farci capire meglio. Una volta ci ha fatto vedere un filmato su come l'italia è entrata far parte dell'europa,e un altro sulla convivenza. Quei filmati erano utili perché se non ce li avesse fatti vedere noi non avremmo capito niente di quello che diceva. In particolare il momento più divertente per me è stato quando ha acceso il video che parlava dell'uso del casco in motorino. Mi è piaciuto e mi ha fatto ridere quando la voce avvisava il motorino di mantenere la distanza di sicurezza dalla macchina, ma lui non ascolta questa voce, sfiora la macchina, si cappotta e muore. Mi è stato molto utile questo incontro perché ho imparato molte cose che non sapevo riguardo alla legge e alla sicurezza stradale. E che quando si apre un locale bisogna chiedere il permesso al comune altrimenti lo stato lo considera illegale. È interessante capire che se ognuno fa il suo dovere ci guadagnano tutti quelli che vivono in Italia. L'unico problema era che Claudio era noioso quando parlava! Però con i filmati si capiva lo stesso. VIOLA FIORAVANTI, GINEVRA TESI & LAVINIA CORONA 1D POLIZIA IN CASA La storia che segue racconta la vicenda di un rapimento accaduto in corso Stati Uniti: Il 12 giugno 2011, in un condominio sparì il signor Guido la Vespa, il capo redattore del Corriere della Sera.La moglie denuncia la sparizione del marito e, la polizia intervenne subito chiedendo alla moglie delle informazioni utili. La moglie disse che l'ultima volta che lo aveva visto era stato il giovedì prima della sparizione. I sospettati erano due, l' inviato della stampa e i postini. La polizia decise di ispezionare tutte le case dei postini. Partirono con Andrea Sarastro e arrivarono a Zanzo il pazzo. La polizia da Zanzo arrivò al' ufficio della stampa. Il capo redattore disse che l' inviato si era trasferito a Edmonton. Dalla centrale di polizia il commissario avvertì le Giubbe rosse del trasferimento di Angelo Sfasciacranei. Tramite un piccione viaggiatore arrivò un messaggio con su scritto: Non risulta abitare nessun Angelo Sfasciacranei, ci dispiace. La polizia disperata si arrese però il

19 carabiniere Remo la Barca propose di chiamarlo al telefono ma non rispose nessuno. La sera seguente un uomo losco entrò in casa. La moglie, sentendo il rumore prese un mitra dalla borsetta di Schanel e incominciò a sparare tutti i colpi dei caricatori a occhi chiusi.quando aprì gli occhi notò una cosa.. ERA SUO MARITO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Dallago Lodovico e Arrichiello Federic 1D carpe diem contro le dipendenze (storie quasi vere) FUMARE O NON FUMARE? Abbiamo 15 anni... e ci chiamiamo Carlotta,Cristina e Francesca. Durante la nostra esperienza alle medie abbiamo dovuto rispondere a una domanda molto comune fra i ragazzi della nostra età. la vuoi una siga?? questo è ciò che ci hanno chiesto, intanto, nella nostra testa pensavamo: fumare o non fumare?.siamo state molto a pensare alla risposta di quella domanda e anche a tutte le raccomandazioni che i nostri genitori e insegnanti ci avevano fatto, fare la brava ragazza o far parte del gruppo fumando con altri ragazzi???. Dopo un po' lo stesso ragazzo ci chiede: LA VUOI QUESTA SIGARETTA O NO? Allora muoviti!!!!! stufo di aspettare la offrì alla sorella di Cristina, Giulia, che aveva qualche anno più di noi; e lei,senza pensarci neanche un momento l'accettò. Subito iniziò a tossire, e tossire; andò a casa a IL MIO AMICO FUMO! sdraiarsi e ci disse ragazze non provateci mai!!!! è terribile..ma, non so perché, non smetteva anzi le piaceva all'apparenza. Giorno dopo giorno era sempre peggio : le unghie dei piedi si ingiallirono come anche i denti che da un bellissimo smalto bianco divennero gialli... ORRIBILI!!! il giorno dopo rincontrammo quel ragazzo di nome Edoardo che ci rifece la stessa domanda la vuoi una sigaretta?? e noi senza esitazioni rispondemmo NO GRAZIE!! e ne siamo molto convinte, e anche se lui continuava a dire che ci perdevamo una cosa bellissima noi girammo le spalle e ce ne andammo! La scelta è vostra, accorciarvi la vita riempiendo i vostri poveri polmoni o avere un vita sana e felice scegliete voi,non lasciate che uno sconosciuto ROVINI LA VOSTRA VITA OFFRENDOVI UNA STUPIDA SIGARETTA. Margherita Pomba, Giulia Turi e Cecilia Catolla I D In una farmacia di Torino, dei dipendenti hanno deciso di esplorare la città per capire il motivo di chi fuma. 8:30 Iniziano ad intervistare dei liceali con diverse domande del tipo: -PERCHE' FUMI? -COSA TI HA SPINTO A FUMARE? -COSA TI FA CONTINUARE? Il primo fu Marco,un ragazzotto di 16 anni,che rispose con tutta fretta: Bo,sai che non lo so? e corse via in classe. La seconda,di nome Sofia,spiegò che lei fumava per entrare in gruppo di persone più importante. L'ultimo un ragazzo magro con la pelle gialla. La sua spiegazione fu quella che tutti nella sua famiglia fumavano e così anche lui continuo la tradizione. 9:00 I farmacisti sconvolti dalle risposte si avviarono verso un vecchio ospedale. Entrarono nell'edificio e videro i dottori che fumavano quando operavano e intanto ci presero gusto anche i pazienti. Andarono da dei dottori che non operavano e gli chiesero perché avevano adottato questa brutta abitudine. Gli risposerò che avevano trovato un libro con il titolo: IL MIO AMICO FUMO. Avevano letto che fumare era rilassante e chi era spaventato poteva diventare tranquillo,quello che serviva a loro. Presero il libro e si diressero dai pazienti. Le loro risposte furono: -GLIELO LASCIO FARE PERCHE' UNA VOLTA IL DOTTORE ERA COSI' NERVOSO CHE MI HA TAGLIATO IL BRACCIO E NON VOGLIO CHE SI RIPETA!!!!! -IO HO DETTO SI PERCHE' IL DOTTORE MI HA PRESCRITTO COME CURA FUMARE LA PIPA!!!!!! -UNA INFERMIERA SEXY MI HA DETTO CHE SE LASCIAVO CHE COLORO FUMASSERO LEI SAREBBE USCITA FUORI A CENA CON ME E POI INFINE MI DIEDE UN BACIO CON LE

20 SUE GRANDI LABBRA SULLA GUANCIA LASCIANDOMI IL SEGNO!!!! Quest'ultimo era un vecchietto di novantanni. Tornarono in farmacia e decisero di andare a trovare il signor sigaretta lo scrittore del libro. Il signor siga aveva la carnagione carpe diem gialla da quanto aveva fumato. Gli spiegò che era un beneficio per il corpo. Quando furono in farmacia iniziarono a fumare e a vendere sigarette!!!!! Matilde Torrero,Sharon Pasteris 1 D poesie IL CHA CHACHA DEI PROF Per la DE VITA i libri sono fonte di vita e la lettura è il massimo della cultura. SENSAZIONI Lento scorre il fiume. E una tavola d acqua che suona, suona una melodia Poi c è MACCHIONI che fa i calcoli anche sui pantaloni, mentre la GALLO dipinge di giallo il flauto d avorio della CALORIO. L AUDINO è perfetta come un mirino e per la GALANTE la lingua è molto importante. C è anche la ROMANIELLO che il francese non lo prende come un carosello. Tra tutti questi non manca PANTALEONI sportivo come dei leoni. Ahi! Ahi! Ahi! Abbiamo dimenticato l ARENA che prega sempre prima di cena. EMANUELE GAY - BIANCA MENEGATTI - LORENZO SANTORO -DARIO TOMASINELLI 1B di schizzi e spruzzi. Con la sua andatura lenta ci racconta una storia. Da un tronco caduto con l ultima pioggia un airone si alza in volo. In alto uno stormo cinereo lo attende non è più solo Ludovica gatti, Caterina Fabbri, Bianca Turbiglio Classe V, S.E. A. Manzoni Di Moncalieri carpe diem a proposito di

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