PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

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1 PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio

2 Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse dimensioni: Significato affettivo-emotivo: fornisce indicazioni su come sentirsi se si rispettano o meno le norme sensazione morale Guida per la condotta: prescrizione di comportamenti socialmente desiderabili e sanzione di quelli non desiderabili Conoscenza delle norme: comprensione del significato implicito ed esplicito delle norme, favorita dallo sviluppo intellettivo 2

3 Teorie sullo sviluppo morale Teorie Psicoanalitiche l uomo è amorale per natura (dominio del principio di piacere). L interiorizzazione di norme e divieti parentali precursori sociali e culturali formano il Super-Io, che coincide con la coscienza (principio di realtà) Teoria dell apprendimento sociale il bambino apprende le norme attraverso l osservazione e l imitazione dei modelli proposti dalla famiglia, dalle agenzie sociali e dai mass media. Importanza del concetto di rinforzo per l attivazione-disattivazione dei controlli interni responsabili del comportamento morale Teorie cognitiviste ( Piaget e Kohlberg) lo sviluppo intellettivo promuove lo sviluppo morale. Importanza della valutazione cognitiva 3

4 Lo sviluppo morale secondo Piaget Il metodo clinico e l osservazione diretta consentono a Piaget di delineare le diverse fasi dello sviluppo morale Anomia (assenza di regole) Realismo morale (morale eteronoma) fino 8-9 anni Relativismo morale (morale autonoma) dai 9 anni 4

5 Realismo morale Nel periodo del realismo morale (fino agli 8-9 anni), il bambino: possiede un punto di vista egocentrico: giudica la responsabilità oggettiva (conseguenza dell azione) più importante della responsabilità soggettiva (intenzionalità) utilizza una morale eteronoma: la validità dei principi morali è strettamente connessa con l autorità che li promuove rispetta le norme morali per paura delle sanzioni considera la menzogna un comportamento sbagliato tanto più grave quanto più si discosta dalla realtà 5

6 Relativismo morale Nel periodo del relativismo morale (dai 9 anni), il bambino: considera le regole come determinate dal consenso reciproco e quindi modificabili utilizza una morale autonoma: la validità dei principi morali è svincolata dall autorità che li promuove attribuisce importanza agli elementi specifici della situazione e alle intenzioni (responsabilità soggettiva) considera la menzogna immorale in sé perché danneggia la fiducia reciproca e i rapporti interpersonali, minando la stabilità e l ordine sociale ritiene che tutti abbiano diritto al rispetto e alla giustizia 6

7 Pratica e coscienza della regola secondo Piaget PRATICA DELLA REGOLA Primo stadio: abitudini motorie il bambino manipola gli oggetti non secondo regole, ma secondo regolarità individuali in funzione dei suoi desideri e secondo schemi di comportamento rituali. Il gioco è individuale e mancano regole collettive Secondo stadio: egocentrismo (2-5 anni) il bambino imita le regole codificate che riceve dall esterno e imita i bambini più grandi iniziando a praticare le regole. Gioca senza entrare in rapporto con i compagni, senza competere. Ognuno gioca per proprio conto, senza preoccuparsi delle regole COSCIENZA DELLA REGOLA Primo livello La regola viene inconsapevolmente subita Secondo livello (3-8 anni) La regola viene considerata sacra e intangibile, imposta dagli adulti e per questo intrinsecamente valida. Modificare le regole significa trasgredirle 7

8 PRATICA DELLA REGOLA COSCIENZA DELLA REGOLA Terzo stadio: cooperazione incipiente (6-11 anni) compare l agonismo e ognuno vuole vincere. Nasce l esigenza di cooperare per codificare le regole in base alle quali definire vincitori e vinti Quarto stadio: codificazione delle regole (da 11 anni) Le regole assumono un significato collettivo e ben definito che tutti conoscono. Si acquisisce la consapevolezza che per cambiare le regole è necessario l accordo di tutti Terzo livello (dai 9 anni) Le regole sono concepite come frutto del consenso reciproco e generale e, come tali, possono essere modificate 8

9 Lo sviluppo morale secondo Kohlberg Lo sviluppo morale consiste nel passaggio da strutture cognitive più elementari a strutture cognitive più mature ed evolute Concetto chiave della teoria di Kolhberg è quello di CONVENZIONALE Conformarsi ed attenersi alle regole, alle aspettative, alle convenzioni della società o dell autorità proprio perché sono regole, aspettative e convenzioni della società 9

10 Livelli di giudizio morale secondo Kohlberg Livello preconvenzionale (fino a 9-10 anni) valutazione delle conseguenze delle azioni sul soggetto stesso stadio 1: orientamento premio-punizione stadio 2: orientamento individualistico e strumentale Livello convenzionale (13-20 anni) focalizzazione sui rapporti interpersonali e sui valori sociali stadio 3: orientamento del bravo ragazzo stadio 4: orientamento al mantenimento dell ordine sociale Livello postconvenzionale (dopo i 20 anni) focalizzazione su principi etici astratti stadio 5: orientamento del contratto sociale stadio 6: orientamento della coscienza e dei principi universali 10

11 Schema dettagliato sugli stadi tratto da Lo sviluppo sociale di R.Schaffer; Ed.Raffaello Cortina

12 Regole convenzionali e morali Le regole morali differiscono dalle regole convenzionali Regole interiorizzate basate su modelli di convivenza e di relazione sociale, rispettate perché ritenute giuste e non per paura della punizione Regole che dipendono dalle abitudini dei gruppi, delle istituzioni e della famiglia, favorite dalla interazione sociale e dalle attività di routine I bambini sono in grado di discriminare i due tipi di regole già in età prescolare e considerano più grave la trasgressione delle regole morali 12

13 Lo sviluppo sessuale

14 Sviluppo dell identità sessuale Lo sviluppo dell identità sessuale procede inizialmente tramite l identificazione di caratteristiche fisiche simili alle proprie e a quelle delle persone familiari Porta a Creazione di categorie mentali sulla differenza di genere, grazie a cui il bambino apprende anche la propria identità sessuale e i comportamenti tipici del proprio sesso 14

15 PROVIAMO A DISTINGUERE I CONCETTI DI: oidentita SESSUALE e IDENTITA DI GENERE IDENTITA SESSUALE..Il riconoscimento del sesso alla nascita è il primo messaggio che il mondo esterno ci invia sulla nostra identità sessuale; poi, durante tutta la vita, seguono una miriade di altri messaggi del mondo circostante che, giorno dopo giorno ed esperienza dopo esperienza, confermano o meno la nostra identità maschile o femminile.

16 IDENTITA DI GENERE Si considera identità di genere di un individuo il sesso a cui, indipendentemente dalla sessualità biologica, si sente di appartenere (Rogers, 2000). Per l individuo è necessario crearsi dei modelli interni dell appartenenza ad un sesso piuttosto che all altro. Questi modelli vengono appresi fin dalla nascita attraverso l osservazione del comportamento altrui, dall educazione ricevuta e dall esperienza. I bambini, sia maschi che femmine, nascono con proprie caratteristiche di personalità che vengono poi incanalate verso la femminilità o la mascolinità. Ma non è la sola natura tramite la programmazione genetica che definisce nella totalità cosa sia una personalità maschile o femminile, lo facciamo in buona parte anche noi stessi e la cultura (Dèttore, 2005).

17 MA una minoranza di persone vive una disarmonia completa tra gli aspetti biologici e l identità di genere, con la costante e drammatica consapevolezza di appartenere al genere opposto. Questi soggetti sono detti transessuali. Un individuo può, ad esempio, sentire di essere un uomo, anche se il suo fisico e vari aspetti della sua biologia sono tipici di una donna; un altro individuo, fisicamente uomo, può sentirsi veramente donna. Il rapporto tra sesso e genere è, in casi di questo tipo, molto intricato perché l identità sessuale e l identità di genere non sono tra loro coerenti (Rogers, 2000).

18 Studi sulle differenze di genere Gli studi sul rapporto tra le caratteristiche di personalità e le differenze di genere sostenevano l esistenza di notevoli diversità tra i due sessi: maschi femmine Maggiore aggressività, autostima, spinta al successo, dipendenza dal campo, autorealizzazione Maggiore socievolezza, livello di ansia, suggestionabilità, paura dell insuccesso Tali studi sono stati giudicati non attendibili, in quanto influenzati da stereotipi sociali. Oggi si pensa che vi siano numerose somiglianze tra maschi e femmine, e che le differenze si possano riscontrare nelle seguenti aree: 18 - nella preferenza della scelta dei giocattoli - nella scelta dei compagni di gioco - nello stile relazionale

19 Teorie sulla tipizzazione sessuale Teorie psicoanalitiche Identificazione con il genitore dello stesso sesso e interiorizzazione del ruolo sessuale Teorie dell apprendimento sociale Valorizzazione dei meccanismi di imitazione del comportamento degli adulti e dei modelli sociali, che rinforzano gli stereotipi legati alle differenze di genere 19

20 Teoria cognitiva di Kohlberg sulla tipizzazione sessuale La tipizzazione sessuale è un processo primariamente cognitivo che deriva dalla tendenza dei bambini a pensare per categorie. La tipizzazione sessuale avviene in 3 stadi: Identità di genere Età di comparsa: 1 1/2 2 anni il bambino differenzia le 2 categorie di appartenenza sociale, stabilendo la propria.identificazione corretta di sé e degli altri come maschio e femmina. 20 Domanda tipica da poter effettuare per la valutazione : Sei un maschio o una femmina?

21 Stabilità di genere Età di comparsa: 3-4anni il bambino comprende che le differenze sessuali non cambiano nel tempo. Comprensione che il genere rimane invariato per tutta la vita. Domanda tipica da poter effettuare per la valutazione : Quando sarai cresciuto sarai una mamma o un papà?

22 Congruenza o costanza di genere Età di comparsa: 6-7anni Il bambino comprende che la differenza di genere è una caratteristica intrinseca e immodificabile anche al variare dei segni esteriori. Comprensione che il genere non dipende dal cambiamento delle apparenze (capelli,vestiti). Domanda tipica da poter effettuare per la valutazione : Se un maschio indossa una gonna diventa una femmina?

23 La letteratura esistente nell area specifica dello sviluppo sessuale e di genere testimonia che entro i primi due anni di vita compare nel bambino un sentimento precoce e nucleare di identità denominato da Stoller (1968) identità di genere nucleare, frutto delle componenti biologiche,fisiologiche e psicologiche e che determina un senso di riconoscimento e di appartenenza ad un sesso. A partire dal secondo anno di vita si sviluppa l identità di ruolo di genere che rappresenta l attitudine psicologica a manifestare comportamenti interpersonali tipici del maschio e della femmina, in questa fase si attivano i processi legati all identificazione e all autorappresentazione nel contesto pubblico come maschio o come femmina.(coates,cook,2001). L identità di genere si consolida intorno ai quattro anni quando secondo Bradley e Zucker (1990) i bambini iniziano ad avere un idea stereotipata di ruolo di genere e mettono in atto comportamenti congruenti con tale idea. Nel bambino in questa fase di crescita l immagine di sé come maschio o come femmina è connotata da un sentimento di mascolinità o femminilità che si confronta con le aspettative socioculturali.

24 I bambini acquisiscono la capacità di riconoscersi come appartenenti ad una determinata categoria di genere in modo graduale (Slaby, Frey, 1975). Dai due anni e mezzo o tre anni la maggior parte di essi è in grado di rispondere correttamente alla domanda sei maschio o femmina?, ma solo più tardi, verso i 6 o 7 anni, essi apprendono il concetto di costanza di genere ossia la capacità di comprendere che il loro sesso rimane invariato nel tempo e cambia solo in apparenza. In linea con lo sviluppo cognitivo secondo la teoria piagetiana tra i due e i sette anni (periodo dell intelligenza pre-operatoria ) il bambino acquisisce infatti progressivamente la capacità di cogliere il concetto di identità: inizia ad essere consapevole del fatto che un oggetto può cambiare la sua apparenza senza cambiare la sua natura o identità. L identità di genere, seguendo lo sviluppo cognitivo, passa in questa fase di crescita da conoscenze incomplete e instabili a categorie sempre più stabili fino a giungere a rappresentazioni mentali comprensive. (Del Re, Bazzo, 1995).

25 CHE COSA ACCADE IN ADOLESCENZA: Egan e Perry (2001) considerano l identità di genere come una costruzione multidimensionale che racchiude: la capacità di assegnare un individuo ad una categoria di genere, il sentirsi in sintonia con il gruppo del proprio genere, il sentire la pressione verso la conformità al genere e l attitudine verso il genere del gruppo di appartenenza. Questi autori hanno individuato nell identità di genere nei preadolescenti la presenza: di un sentimento di compatibilità psicologica con il proprio genere; di un sentimento di pressione, da parte dei genitori, dei pari e di se stessi verso la conformità agli stereotipi di genere e la sensazione che il proprio sesso sia superiore all altro. Maccoby (1998) a questo proposito afferma che i preadolescenti maschi, specialmente quando interagiscono all interno di gruppi dello stesso sesso, tendono ad esibire tratti di personalità quali competitività, temerarietà e dominanza; le femmine, invece, mettono in atto comportamenti volti all intimità e alla cooperazione sforzandosi di mantenere l armonia sociale.

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