Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità

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1 alorianno 11 Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità numero 92. Settembre ,00 Dal primo ottobre parte il corso di valori di giornalismo investigativo CHANG W. LEE / REDUX Dossier > 10 anni dall 11 settembre Da quel giorno la guerra è diventata SpA Stragi a contratto Finanza > Comprare terre in Africa. La nuova frontiera della speculazione Economia solidale > Gruppi di acquisto: saranno sempre piccoli e puri? Internazionale > La Grecia fallisce e fa saltare i nervi a un Europa senza guida Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Trento - Contiene I.R.

2 EcoComunicazine.it Mater-Bi : puro impegno ambientale e NOVAMONT sarà presente a TERRAFUTURA Fortezza da Basso Firenze maggio 2011 Mater-Bi : dalla terra alla terra In poche settimane di compostaggio Mater-Bi un sacchetto in si trasforma in concime per la terra. Scegliere Mater-Bi, in particolare per i produttori biologici, è un atto di coerenza e impegno ambientale. Icea e Novamont insieme per l ambiente Icea, l Istituto per la certificazione etica e ambientale, insieme a Novamont, produttore della prima bioplastica italiana, hanno perfezionato un accordo per diffondere fo i prodotti ti in Mater-Bi tra i produttori biologici. Maggiori informazioni su: ISTITUTO T TIT IST E T T I C P I C A PER O PE C A A E LA AM B Cominciamo dai sacchetti Icea e Novamont propongono ai produttori biologici, a costi promozionali, il SACCHETICO : sacchetto in Mater-Bi biodegradabile e compostabile. Prodotto in grandi quantità e personalizzato per il settore biologico, SACCHETICO darà la possibilità ai produttori agricoli e agli operatori dei negozi specializzati, di distribuire sacchetti che sensibilizzano la clientela, veicolano una campagna di grande valore sociale e riducono l inquinamento. C ERTIF R A M B I E FI FIC CAZ TA L T A ZION N T E N CERTIFICAZIONE I E N TA L E I L E E Mater-Bi is a trademark of Novamont SpA Campagna coordinata da: COMUNICAZIONE Z E STRATETICA T A numero verde Missioni di pace Affari di guerra di Luigi Grimaldi editoriale CHI SI RICORDA DI FABRIZIO QUATTROCCHI?Il contractor italiano preso in ostaggio a Bagdad il 13 aprile 2004 e giustiziato il giorno seguente. Era stato rapito insieme a Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, liberati dopo 58 giorni di prigionia, da miliziani di uno sconosciuto gruppo: le Falangi Verdi di Maometto. E chi ricorda il nome del caporalmaggiore David Tobini ucciso lo scorso 25 luglio in un attacco nel Nordovest di Bala Murgab in Afghanistan, la 41esima vittima italiana dall inizio delle operazioni militari del nostro contingente militare nel Paese? In un mondo in cui i mercenari vengono chiamati pudicamente contractors e le guerre diventano operazioni di pace non c è spazio per l enfasi della memoria nazional-patriottica. Meglio dimenticare e in fretta poiché c'è sempre il rischio che qualcuno sfrutti l occasione per fare domande scomode. Ad esempio qualcuno potrebbe ricordare Giacomo Spartaco Bertoletti e il suo socio Roberto Gobbi nell Ibsa, la società genovese che aveva addestrato Quattrocchi alla vigilia della sua partenza per l Iraq. Ma se Quattrocchi e gli altri erano stati addestrati dall Ibsa, ad arruolarli era stata la Presidium, società di San Michele di Bari di proprietà di Gianpiero Spinelli. Quei quattro ostaggi sequestrati in Iraq erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione - scriveva il Gip, Giuseppe De Benedictis, nel provvedimento con cui imponeva il divieto di espatrio, poi revocato, al titolare della Presidium - e questo spiega, se non giustifica, l atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti. Le indagini finora L AUTORE Luigi Grimaldi, 53 anni, è inchiestista freelance e scrittore investigativo dal Traffico internazionale d armi, criminalità mafiosa e transnazionale, ruolo dei servizi segreti nei misteri d Italia sono da sempre al centro della sua attività. Collaboratore di quotidiani e settimanali come Il Gazzettino di Venezia, Liberazione, Avvenimenti, Famiglia Cristiana e la trasmissione di Rai3 Chi l ha visto?. Tra i titoli delle sue pubblicazioni Traffico d armi. Il crocevia jugoslavo, con Michele Gambino (Editori Riuniti, 1995) e Da Gladio a Cosa nostra, (Edizioni KappaVu, 1993), 1994 con Luciano Scalettari (Chiarelettere 2010). compiute - aggiungeva il giudice - hanno consentito di accertare (...) che essi erano sul territorio di quel Paese in veste di mercenari o, quantomeno, di gorilla a protezione di uomini di affari in quel martoriato Paese. Ecco la parola: affari. Affari di guerra naturalmente. E naturalmente non sapremo mai i nomi di tanti iracheni o afgani uccisi nelle operazioni di pace, forse perché meno legati al mondo degli affari. Petrolio e gas, miniere e marmo, strade e aeroporti, energia e agricoltura. È il ricco e promettente menù del primo accordo-quadro di cooperazione economica firmato lo scorso aprile a Kabul tra governo italiano e governo afgano, da una delegazione commerciale guidata dal ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani. Una folta delegazione composta, tra gli altri, da rappresentanti di Eni, Enel, Enea, Gruppo Trevi (perforazioni petrolifere), Gruppo Maffei (estrazioni minerarie), Iatt (pipeline sotterranee), Fantini (segatrici per marmo), Assomarmo, Margraf e Gaspari Menotti (estrazione del marmo) e AI Engineering (costruzioni). Il ministro durante la visita di tre giorni in Afghanistan ha colto l occasione per dichiarare: «Facciamo la nostra parte per garantire la sicurezza dei più deboli e per creare le condizioni di una nuova crescita. Ringrazio davvero il presidente Karzai e il suo esecutivo, i nostri ministeri della Difesa e degli Esteri, i soldati italiani che continuano a svolgere un ruolo fondamentale e gli imprenditori che mi auguro possano occupare un ruolo centrale per costruire un nuovo Afghanistan». Il 22 luglio scorso, tre giorni prima dell uccisione di Tobini durante un attività congiunta con le forze afghane nella valle del Murghab, due cerimonie - una alla base alleata di Camp Arena e l altra in quella delle truppe afgane Camp Zafar - hanno ufficializzato il passaggio delle responsabilità della sicurezza a Herat tra il contingente italiano e le forze afgane. Nessun rappresentante della Difesa. Per il governo c era il proconsole per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, che alla cerimonia tenutasi a Camp Arena ha confermato come l Italia «guardi al futuro di questa regione afghana valutandone soprattutto le capacità di partenariato commerciale». Romani nell occasione ha rivelato il valore degli accordi di aprile: 150 milioni di euro di investimenti italiani e il supporto dell Italia allo sviluppo di progetti che riguardano soprattutto l aeroporto civile, destinato a diventare un hub cargo internazionale. Creare le condizioni di una nuova crescita ha un prezzo. In Iraq, in Afghanistan e, lo scopriremo presto, in Libia. Missioni di pace e affari di guerra.. ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 3

3 P Etica Sgr valori settembre 2011 mensile anno 11 numero 92 Registro Stampa del Tribunale di Milano n. 304 del editore Società Cooperativa Editoriale Etica Via Copernico, Milano promossa da Banca Etica soci Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Arci, FairTrade Italia, Mag 2, Editrice Monti, Fiba Cisl Nazionale, Cooperativa Sermis, Ecor, Cnca, Fiba Cisl Brianza, Federazione Autonoma Bancari Italiani, Publistampa, Federazione Trentina delle Cooperative, Rodrigo Vergara, Circom soc. coop., Donato Dall Ava consiglio di amministrazione Paolo Bellentani, Antonio Cossu, Donato Dall Ava, Giuseppe Di Francesco, Marco Piccolo, Fabio Silva, Sergio Slavazza direzione generale Giancarlo Roncaglioni collegio dei sindaci Giuseppe Chiacchio (presidente), Danilo Guberti, Mario Caizzone direttore editoriale Mariateresa Ruggiero direttore responsabile Andrea Di Stefano caporedattore Elisabetta Tramonto redazione Via Copernico, Milano Paola Baiocchi, Andrea Baranes, Andrea Barolini, Francesco Carcano, Matteo Cavallito, Corrado Fontana, Emanuele Isonio, Michele Mancino, Mauro Meggiolaro, Andrea Montella, Jason Nardi progetto grafico e impaginazione Francesco Camagna, Simona Corvaia fotografie Edoardo Delille (Anzenberger), Riccardo Venturi, Xinhua (Contrasto), Dagmar Schwelle (Laif), Peter van Agtmael, Peter Marlow (Magnum Photos), Tyler Hicks, Chang W. Lee, Doug Mills (Redux), Mohamed Nureldin Abdallah (Reuters), Daniele Cavallotti, Pietro Bagnara, Petr Kratochvil stampa Publistampa Arti grafiche Via Dolomiti 36, Pergine Valsugana (Trento) abbonamento annuale 10 numeri Euro 35,00 scuole, enti non profit, privati Euro 45,00 enti pubblici, aziende Euro 60,00 sostenitore abbonamento biennale 20 numeri Euro 65,00 scuole, enti non profit, privati Euro 85,00 enti pubblici, aziende come abbonarsi I carta di credito sul sito sezione come abbonarsi Causale: abbonamento/rinnovo Valori I bonifico bancario c/c n Abi Cab Cin Z Iban: IT29Z della Banca Popolare Etica Intestato a: Società Cooperativa Editoriale Etica, via Copernico Milano Causale: abbonamento/rinnovo Valori + Cognome Nome e indirizzo dell abbonato I bollettino postale c/c n Intestato a: Società Cooperativa Editoriale Etica, via Copernico Milano Causale: abbonamento/rinnovo Valori È consentita la riproduzione totale o parziale dei soli articoli purché venga citata la fonte. Per le fotografie di cui, nonostante le ricerche eseguite, non è stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l Editore si dichiara pienamente disponibile ad adempiere ai propri doveri. CHANG W. LEE / REDUX Una delle immagini simbolo della strage dell 11 settembre Le torri gemelle erano state da poco colpite dai due aerei dirottati e sarebbero crollate entro poche ore. sommario globalvision 7 fotonotizie 8 dossier Stragi a contratto 14 Le guerre private del nuovo colonialismo contractor da antologia 18 Progressivamente letali 20 Mappa. Un Pianeta di conflitti 22 La Nato versione 3.0 e il terrorista del garage accanto 24 bancor 27 finanzaetica Africa. Gli speculatori all attacco della terra 28 Commodities. Tutti a pranzo da JpMorgan 32 Davide batte Golia. La Fao cambierà volto? 34 G20 Agricoltura. Un fallimento annunciato 36 consumiditerritorio + euronote 39 economiasolidale Gas al bivio. Verso un mondo a geometria variabile? 40 2 proposte da Valori ai Gruppi d acquisto solidale 42 Finanza etica e Gas. Due poli in avvicinamento 44 Pasta. Una filiera in lotta contro la speculazione 46 I consumatori critici dicono: Adesso pasta! 49 Giornate di Bertinoro Rivoluzione federale. Ma civile 50 outlook 55 internazionale Grecia, una tragedia europea 56 Sud Sudan. L indipendenza si apre con la battaglia del petrolio 60 Un Paese al contempo ricco e poverissimo 61 La storia di Rosita. Agricoltura condivisa. Il riscatto della terra 62 altrevoci 66 taglieterrore 73 action! 74 Il Forest Stewardship Council (Fsc) garantisce tra l altro che legno e derivati non provengano da foreste ad alto valore di conservazione, dal taglio illegale o a raso e da aree dove sono violati i diritti civili e le tradizioni locali. LETTERE, CONTRIBUTI, ABBONAMENTI, PROMOZIONE COMUNICAZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ Società Cooperativa Editoriale Etica Via Copernico 1, Milano tel fax

4 valori per vedere quello che altri non vedono globalvision Scenari preoccupanti Il pericolo della Grande Contrazione di Alberto Berrini valorianno 11 numero 91. Luglio / Agosto ARNO GASTEIGER / LAIF Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità Continua l inchiesta Ingredienti made in Italy a rischio: il pane a pag.45 Dossier > Cloud computing, l informazione in Rete rivoluziona l economia e la cultura La nuvola condivisa Finanza > Da Bob Geldof alla Carlyle. La finanza riscopre il mal d Africa Economia solidale > Aiuti alle rinnovabili gonfiano le bollette, ma sgonfiano i prezzi Internazionale > Dalla diga delle Tre Gole: grandi opere che distruggono l ambiente Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Trento - Contiene I.R. 4,00 valorianno 11 4,00 CHANG W. LEE / REDUX Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità valorianno 11 numero 90. Giugno SIMONE CASETTA / ANZENBERGER Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità Continua l inchiesta Ingredienti made in Italy a rischio: il pollo a pag.50 Dossier>Una società che garantisca la parità di genere porta vantaggi per tutti Economia in rosa Finanza > Bollette salate. Se il prezzo del gas dipende solo da Eni. E dal petrolio Economia solidale > Sbarco Gas A L Aquila la scossa dell economia solidale Internazionale > Immigrazione. Tra Grecia e Turchia, l altra porta per l Europa Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Trento - Contiene I.R. 4,00 Supplemento > Finanza & società Valori lo leggi solo nelle librerie Feltrinelli o nelle sedi di Banca Etica o abbonandosi. Basta scaricare l apposito modulo dal sito di Valori, compilarlo e rispedirlo via a o via fax alla Società Cooperativa Editoriale Etica ( ), allegando la copia dell avvenuto pagamento (a meno che si usi la carta di credito). numero 92. Settembre Dal primo ottobre parte il corso di valori di giornalismo investigativo Dossier > 10 anni dall 11 settembre Da quel giorno la guerra è diventata SpA Stragi a contratto Finanza > Comprare terre in Africa. La nuova frontiera della speculazione Economia solidale > Gruppi di acquisto: saranno sempre piccoli e puri? Internazionale > La Grecia fallisce e fa saltare i nervi a un Europa senza guida Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Trento - Contiene I.R. ÈSTATA UN ESTATE TERRIBILE SUI MERCATI FINANZIARI con i problemi della tenuta dell euro, ma, soprattutto, con i nuovi dati riguardanti la crescita mondiale. All orizzonte c è un rallentamento della ripresa fino al rischio di una nuova recessione (il famoso douple dip, ossia una seconda ricaduta dell economia dopo quella del biennio ). Le previsioni sulla crescita mondiale si riducono al +3,9% dal +4,2% precedentemente stimato, con possibili ulteriori revisioni al ribasso. È bene ricordare che con il termine recessione globale il Fondo monetario internazionale identifica uno sviluppo globale al di sotto del 3%. La pericolosa novità degli ultimi dati è che la frenata, seppur con numeri diversi, riguarda anche i Paesi emergenti, il cui peso, è importante ricordarlo, nell economia globale è del 50% e il cui contributo alla crescita vale addirittura l 80%. I problemi sono comunque in Occidente con gli Stati Uniti e l Europa che passano rispettivamente dal +2,6% al +1,8% e dal +2% al +1,7%. Sulla base di questi dati la paura dei mercati finanziari è che la Grande Recessione ( ) si trasformi nella Grande Contrazione teorizzata da Reinhart e Rogoff. Nel libro forse più importante scritto sulla recente crisi (Questa volta è diverso, Il Saggiatore, 2009) gli economisti americani sostenevano che le crisi provocate da violente turbolenze finanziarie, come quella dei mutui subprime, sono di lunga durata. È il cosiddetto benchmark di Reinhart- Rogoff che ipotizza una durata della crisi, sulla base dell esperienza storica, più vicina ai dieci che ai due anni. Gli errori dell Europa e degli Stati Uniti L ipotesi della Grande Contrazione conferma gli errori di politica economica che Stati Uniti ed Europa hanno commesso nell affrontare la crisi. Come sostengono, e sostenevano in tempi non sospetti, gli economisti keynesiani Krug- La copertina dell edizione italiana di Questa volta è diverso. man e Stiglitz, lo stimolo fiscale, al netto dei salvataggi bancari, attuato negli Stati Uniti è stato insufficiente. Il caso greco ha mostrato l imbaraz- Secondo gli economisti Reinhart e Rogoff crisi provocate da violente turbolenze finanziarie possono durare 10 anni zante incapacità dell Europa di elaborare una politica europea anti-crisi. Del resto, come ha sottolineato il sociologo tedesco U. Beck (La Repubblica, 20 agosto 2011), mentre Kohl auspicava una Germania europea, sembra che la Merkel punti proprio ad un Europa tedesca! Sperando non passi un cigno nero Forse il quadro appena delineato è eccessivamente pessimistico. Non sarebbe impossibile citare dati in controtendenza rispetto allo scenario descritto. Ma è certo che al punto in cui siamo non possiamo permetterci altri errori né proseguire in quelli già commessi. Del resto all origine di ogni grande depressione è possibile storicamente riscontrare sempre un grave errore di politica economica. Senza escludere un cigno nero, cioè un evento devastante quanto imprevisto e per fortuna altamente improbabile, a cui nessuno, in questi momenti potrebbe rimediare.. ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 7

5 fotonotizie fotonotizie Petrolio sversato nel Mare del Nord E le trivellazioni si moltiplicano RICCARDO VENTURI / CONTRASTO Nel 2010 la fuoriuscita di 5 milioni di barili dal Pozzo Macondo della piattaforma ocenica Deepwater Horizon della BP, di fronte alle coste della Louisiana (nella foto). Ad agosto 2011 la scoperta, nel giro di pochi giorni, di due falle negli impianti della stazione estrattiva Gannet Alpha, a 180 chilometri dalla costa scozzese di Aberdeen, nel Mare del Nord. Puntuali le rassicurazioni di Shell per una rapida riparazione dell avaria per bocca di Glen Cayley, direttore tecnico delle attività di esplorazione e produzione del gruppo petrolifero in Europa. Ma se una rondine (o una perdita di greggio in mare) non fa primavera, due magari sì. E il fatto che la seconda perdita sia più importante e sia in un punto poco accessibile a causa della fitta vegetazione sottomarina e della profondità (244 metri), ha stimolato un nervo scoperto dell opinione pubblica britannica e del primo ministro David Cameron. Tra il 10 e il 16 agosto sono finite in mare almeno 216 tonnellate di petrolio: non paragonabili all inquinamento BP del 2010 né alle oltre 85 mila tonnellate di petrolio sversate dalla petroliera MV Braer che, il 5 gennaio 1993, si arenò sulle coste scozzesi delle isole Shetland per poi spezzarsi nel mare in tempesta. Ma gli avvistamenti di uccelli ricoperti di greggio già ci sono e Steve Harris, responsabile della comunicazione esterna del ramo europeo di Shell, ha rivelato al quotidiano The Scotsman che occorreranno settimane per riparare la falla. E se Greenpeace chiede una moratoria nella concessione di autorizzazioni all esplorazione ed estrazione di greggio nei mari scozzesi e WWF mette in dubbio le capacità delle società petrolifere di gestire tali crisi, Goletta Verde di Legambiente ha indagato la situazione della trivellazione marina in Italia: 25 i permessi di ricerca rilasciati al 31 maggio 2011 per trovare idrocarburi sui fondali marini, per quasi 12 mila km quadrati di mare (circa 30 mila km quadrati sommando le aree per cui sono state avanzate richieste per attività di ricerca petrolifera). [C.F.] 8 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 9

6 fotonotizie fotonotizie Usa, Francia e Germania L economia al centro dell agenda elettorale Disciplina contabile, pareggio di bilancio e tassa sulle transazioni finanziarie. Sono questi gli ingredienti della ricetta di uscita dalla crisi proposta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice bilaterale dello scorso 16 agosto. Un occasione per i leader delle maggiori economie di Eurolandia per rimarcare il proprio ruolo guida nella politica economica dell area euro, ma anche per rassicurare il proprio elettorato. Una recente indagine dell istituto Emnid ha rivelato che il 76% dei tedeschi è contrario all introduzione degli eurobond, le obbligazioni sovrane a firma Bce che dovrebbero sì garantire liquidità all area, ma anche scaricare sui taxpayers dei Paesi più forti (Germania e Francia in testa) nuovi debiti. Secondo Der Spiegel non più del 36% dei tedeschi vedrebbe di buon occhio una conferma della Merkel alla guida del Paese alle elezioni del 2013 (nel 2008 la percentuale si attestava a quota 60%). Il tempo a disposizione per il recupero del consenso stringe ancora di più per Nicolas Sarkozy che cerca la riconferma alle Presidenziali del 2012 (ma senza l ostacolo dell ex numero uno del Fmi Dominique Strauss-Khan) così come per Barack Obama che dopo l estenuante trattativa per l innalzamento del tetto del debito federale ha visto la sua popolarità crollare al 39% e l anno prossimo dovrà affrontare l appuntamento con le elezioni presidenziali. Dal 1948 a oggi, notano i commentatori politici, soltanto Harry Truman è riuscito ad essere rieletto partendo da un così basso livello di consenso a un anno dalla fine del proprio mandato. [M.CAV.] XINHUA / CONTRASTO 10 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 11

7 fotonotizie Giovani in piazza Anche Israele si indigna Giustizia sociale, redistribuzione delle risorse, superamento della cultura politica degli schieramenti e critica profonda alla classe dirigente. Sono le parole d ordine del movimento dei giovani indignados (cioè indignati ) spagnoli che sta trovando grande seguito anche in Israele. Le proteste degli indignados israeliani hanno riempito nei mesi scorsi decine di città, a cominciare da Tel Aviv (nella foto) e Gerusalemme. Migliaia di ragazzi hanno sfilato anche a Beersheva e Afula e diverse iniziative si sono svolte a Eliat, Dimona, Modin, Petah, Tikva, Ramat Hasharon, Netanya, Haifa e Beit Shaan. Attraverso la protesta delle tende, montate in luoghi simbolo, gli indignados gridano contro il carovita e le politiche sociali del governo Netanyahu coinvolgendo intellettuali e artisti. Un sondaggio diffuso ai primi di agosto da 10, un canale tv privato, dice che l 88% degli israeliani sostiene il movimento e così, riporta il quotidiano Haaretz, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dovuto promettere rapide riforme, che verranno studiate da un comitato di ministri ed esperti guidato dall economista Manuel Trachtenberg. Il Premier ha peraltro avvertito che non tutte le richieste dei manifestanti potranno essere accolte. [C.F.] EDOARDO DELILLE / ANZENBERGER 12 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 13

8 a cura di Paola Baiocchi, Matteo Cavallito, Roberto Cuda dossier Iraq: Baghdad, Contractor statunitensi imbarcano il bagaglio a bordo di un volo diretto in Kuwait. Stati mercenari Alsoldo di tutte le guerre Le guerre private del nuovo colonialismo >16 13 contractor da antologia >18 Progressivamente letali >20 Un Pianeta di conflitti >22 La Nato versione 3.0 e il terrorista del garage accanto >24 PETER VAN AGTMAEL / MAGNUM PHOTOS Con le privatizzazioni nel settore militare gli Stati sono diventati i bancomat delle multinazionali più aggressive. Quelle che arrivano come falchi nelle calamità e si danno da fare per provocarle 14 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 15

9 dossier stragi a contratto Le guerre private del nuovo colonialismo di Paola Baiocchi N ei bar di Anversa o alla guida di un taxi di Amsterdam può esserci capitato di incontrare qualche poco rassicurante figuro tatuato che si è lasciato andare a confidenza sui bei tempi di quando era mercenario in Congo o in Sudafrica. Forse ci ha anche fatto sentire come suona, colpita dalle nocche, la placca d argento che ha sostituito un pezzo di calotta cranica. Questo è il passato. Dopo l 11 settembre 2001, il settore delle guerre in appalto è un comparto industriale con società quotate in Borsa che offrono servizi a tutto campo: dalla fornitura di uomini in zone di combattimento alla lavanderia delle Si dice contractor ma si legge esternalizzazioni e dismissioni di settori delicati dello Stato, come la Difesa e l intelligence. Affidati a privati, che ci sottraggono sovranità uniformi, dalle operazioni psicologiche alla custodia armata delle centrali nucleari, fino alle missioni più sporche ( SCHEDE pag. 18 e seguenti). Una logistica dei disastri e delle emergenze, che nelle guerre vede la sua applicazione più infame e più lucrosa. «L ondata di privatizzazioni degli anni GLI STATI UNITI DICHIARANO GUERRA AL PENTAGONO IL PIÙ STRAORDINARIO DISCORSO MAI PRONUNCIATO da un segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld, non ha avuto molto rilievo sulle cronache. Diceva così: «L argomento di oggi è un avversario che pone una minaccia, una minaccia grave, alla sicurezza degli Stati Uniti d America. Questo avversario è uno degli ultimi bastioni al mondo della pianificazione centralizzata. Governa sulla base di piani quinquennali. Da una sola capitale cerca di imporre le sue pretese attraverso più fusi orari, continenti, oceani e oltre. Con brutale coerenza soffoca la libertà di pensiero e reprime le nuove idee. Mette in crisi le difese degli Stati Uniti e mette a rischio le vite di uomini e donne in uniforme. Forse vi sembrerà che questo nemico somigli all ex Unione Sovietica, ma quel nemico è scomparso: i nostri avversari di oggi sono più sottile e implacabili. [...] L avversario è più vicino a casa. È la burocrazia del Pentagono. [...] Oggi dichiariamo guerra alla burocrazia». Perché i media hanno dedicato poca attenzione a questa dichiarazione di guerra al Pentagono? Perché il discorso è stato pronunciato il 10 settembre La traduzione è tratta dal libro Shock economy di Naomi Klein (Rizzoli, 2007) 80 ha investito anche il settore militare - spiega Francesco Vignarca, autore di Mercenari SpA - con le stesse caratteristiche degli altri comparti, con le acquisizioni e le fusioni tra società e il precariato tra il personale. Piccole compagnie operative, che erano spin off della Cia o di ex militari - continua Vignarca - sono state acquisite da gruppi di grandi dimensioni e con altre specializzazioni, oppure da gruppi che hanno al loro interno produttrici di software militari o di armamenti». Defence Systems Limited (Dsl), per esempio, comincia a operare nel 1981 fornendo guardie armate per le compagnie petrolifere. Nel 1997 Dsl viene acquisita da Armor Holdings, il leader mondiale dei mezzi corazzati, e diventa Armorgroup che, tra il 2000 e il 2004, acquisisce venti nuove compagnie: tra queste anche la russa Alpha, un unità delle forze speciali dell Armata rossa, chiamata appunto Alpha. Così comparti e funzioni che fino alla fine della guerra fredda erano di competenza della Difesa degli Stati vengono dismessi ed esternalizzati. Con un impennata in coincidenza con l 11 settembre (vedi BOX a fianco), avvenimento che ha sdoganato qualsiasi spesa nel settore militare e della sicurezza ( GRAFICO pag. 17), segnando una vera e propria frenesia nel settore: le azioni Wackenut Corporation (ora G4S Secure Solutions) sono cresciute del 26% tra il 10 e il 17 settembre Mentre quelle di Armor Holdings nel 2002 sono state scambiate con un valore 30 volte superiore a quello previsto SPESA MILITARE MONDIALE IN MILIARDI DI DOLLARI USA RIVALUTATI Spie a noleggio Negli Stati Uniti il settore delle compagnie private di sicurezza occupa ormai il triplo delle corrispondenti agenzie pubbliche, entrando nei gangli più riservati dello Stato. Il giornalista investigativo statunitense Tim Shorrock ha pubblicato nel 2008 Spies for hire: the secret world of intelligence outsourcing (Spie a noleggio: il mondo segreto dell intelligence esternalizzata). I funzionari statunitensi hanno confermato a Shorrock che il 70% del budget dell intelligence Usa va direttamente a società private che lavorano sotto contratto con la Cia, la Nsa e altre agenzie. Si parla di 45 miliardi di dollari su un bilancio totale di 60 miliardi l anno. Le argomentazioni tipiche a favore delle privatizzazioni - maggiore efficienza ed economicità del settore privato - si sono subito dimostrate infondate in Iraq, dove i contractor sono numericamente il secondo contingente: la Halliburton ha ottenuto l appalto da 7 miliardi di dollari per lo spegnimento dei pozzi petroliferi, senza gara d appalto, prima della seconda guerra irachena con la clausola del cost plus, cioè con il pagamento di tutti i costi sostenuti, più un profitto garantito. Un contratto stipulato in nome di un emergenza (che non si è verificata) con la società di cui il Cifre correnti La spesa militare si riduce dalla caduta del Muro fino al Risale dopo gli interventi Nato nei Balcani. L 11 di settembre ha sdoganato qualsiasi impegno nei settori Difesa e Sicurezza vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney era stato amministratore delegato dal 1995 al E in Italia? Lo svuotamento delle risorse economiche e il trasferimento dei poteri statali ai privati è più avanzato negli Usa, ma la perdita di controllo pubblico nella gestione degli appalti nella logistica di emergenza in Italia è quello della Protezione civile modello Bertolaso, il cui bilancio rappresenta circa il 4,5% del budget della Difesa. Inoltre nel decreto per il rifinanziamento delle missioni militari all estero dello scorso luglio si autorizza il ministero della I CONTRACTOR NEI LIBRI, NEI FILM E IN TEATRO Mercenari SpA di Francesco Vignarca Biblioteca universale Rizzoli, 2004 Corporate Warriors: The Rise of the Privatized Military Industry di P.W. Singer (2009) La guerra di Charlie Wilson L operazione coperta della Cia in Afghanistan da 1 mld di dollari l anno. Film dossier stragi a contratto COME RICONVERTIRE I COSTI DEL MILITARE MILIARDI DI DOLLARI - LA SPESA MILITARE MONDIALE NEL ,438 MILIARDI DI DOLLARI - LA SPESA MILITARE MONDIALE AL GIORNO NEL ,9 GIORNI DI SPESA MILITARE MONDIALE BASTEREBBERO PER IL SODDISFACIMENTO UNIVERSALE DEI BISOGNI SANITARI E NUTRIZIONALI (13 MILIARDI DI DOLLARI) 3,3 GIORNI DI SPESA MILITARE MONDIALE GARANTIREBBERO ACCESSO ALL ACQUA POTABILE E AI SERVIZI SOCIALI DI BASE IN TUTTI I PAESI IN VIA DI SVILUPPO (15 MILIARDI DI DOLLARI) 27,914 MILIARDI DI EURO LA SPESA MILITARE ITALIANA NEL MILIONI DI EURO LA SPESA 2011 PER LE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL ESTERO 4,1 MILIONI DI EURO - LA SPESA AL GIORNO NEL 2011 PER LE MISSIONI MILITARI ALL ESTERO 400 MILIONI DI EURO IL TAGLIO NELLA FINANZIARIA 2011 AL FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA 1 MILIONE DI EURO COSTA OGNI MISSILE TOMOHAWK SPARATO SULLA LIBIA, COME LO STIPENDIO LORDO ANNUO DI OLTRE 30 LAVORATORI 8,272 MILIONI LE PERSONE POVERE IN ITALIA (13,8% DELLA POPOLAZIONE): DI QUESTE 5,143 MILIONI SONO IN CONDIZIONE DI POVERTÀ RELATIVA (11%) MENTRE QUELLE IN POVERTÀ ASSOLUTA SONO 3,129 MILIONI DI PERSONE (4,6%) 2 GIORNI DI SPESE MILITARI ALL ESTERO RISOLVEREBBERO IL PROBLEMA DELLA POVERTÀ IN ITALIA *DOLLARI USA L altra verità Due ex militari inglesi, ingaggiati come contractor in Iraq. Di Ken Loach (2010) NOSTRA ELABORAZIONE SU DATI SIPRI, SBILANCIAMOCI, ISTAT, NAZIONI UNITE, MILLENIUM GOALS UNICEF, CAMPAGNA DI INFORMAZIONE CONTRO L HUB MILITARE A PISA Mercenari SpA È la piéce teatrale del Teatro Cargo di Genova, con la regia di Laura Sicignano. 16 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 17

10 dossier stragi a contratto dossier stragi a contratto Difesa a stipulare convenzioni tra esercito o servizi di vigilanza privata per la protezione di navi private. Un apertura verso l utilizzo di compagnie che, al momento, non sono sottoposte a legislazioni nazionali o internazionali: negli Usa e in Sudafrica il loro utilizzo è sottoposto a un regime di licenze e autorizzazioni identico a quello per l esportazione delle armi. Ma, al di là delle normative mancanti, l aspetto più importante da cogliere è quello del potere che stanno acquisendo le compagnie private (private military firm) e che Francesco Vignarca in Mercenari SpA nota assomiglino sempre di più alle compagnie commerciali coloniali del 1600, che attraverso le attività militari sviluppavano commerci e conquistavano intere nazioni. Multinazionali e grandi gruppi economici stanno acquisendo il potere militare degli IL COSTO DELLE GUERRE IN IRAQ E AFGHANISTAN (SPESE MILITARI AGGIUNTIVE) MLIARDI DI DOLLARI AFGHANISTAN IRAQ Stati e ridisegnano il nuovo ordine mondiale dopo il catastrofico, ma per qualcuno provvidenziale, 11 settembre FY01/02 FY03 FY04 FY05 FY06 FY07 FY08 FY09 FY10 FY NATIONAL PRIORITIES PROJECT (NPP), LUGLIO 2011 QUANTO PESANO LE GUERRE NELL INDEBITAMENTO DEGLI USA COMPRENDENDO I COSTI RELATIVI all assistenza medica degli attuali e futuri reduci, i conflitti in Afghanistan, Iraq e Pakistan costeranno agli americani dai 3,2 ai 4 trilioni (migliaia di miliardi, ndr) di dollari. È questa, in estrema sintesi, la conclusione dell ultimo rapporto redatto dai ricercatori dell Eisenhower Research Project della Brown University di Providence, Rhode Island. Una relazione che ha rilanciato quella complicata sfida scientifica rappresentata dal calcolo del costo complessivo sostenuto dagli Stati Uniti nei conflitti dell ultimo decennio. Il primo a tentare l impresa era stato tre anni fa Joseph Stiglitz, autore di un saggio dal titolo più che mai evocativo: The three trillion dollar war (La guerra da miliardi di dollari). A tanto - spiegò all epoca il premio Nobel per l economia - sarebbe ammontato il costo finale del solo conflitto iracheno, nell ipotesi, s intende, di un rapido ritiro delle truppe Usa dal Paese. Stiglitz aveva considerato i costi diretti (tra cui lo stipendio dei militari, la manutenzione dei mezzi impiegati, il valore dei contratti privati), ma anche i famosi trade off, le opportunità cui si sarebbe dovuto rinunciare. Con tre trilioni di dollari, spiegò, si sarebbe potuto finanziare per 50 anni il programma pubblico di assistenza, costruire 24 milioni di case popolari, fornire per tre anni l assicurazione sanitaria a 530 milioni di bambini, pagare per tre anni 15 milioni di insegnanti pubblici e così via. La valutazione della Brown University aggiorna le cifre su tutti i fronti di guerra, ma non tiene conto del probabile futuro interesse sul debito di guerra. Un particolare non da poco: per finanziare la spesa di guerra gli Usa hanno pagato fino ad oggi 185 miliardi di dollari di interessi. Da qui al 2020, spiegano i ricercatori, potrebbero sborsarne altri mille. Il calcolo più conservativo in assoluto viene, invece, dal progetto Cost of War, un iniziativa del National Priorities Project (Npp), un gruppo di analisti attivo da quasi trent anni a Northampton, nel Massachussets. Considerando i soli costi aggiuntivi (la spesa militare ulteriore imposta dalla guerra, senza contare le variabili assistenza medica e debito) la guerra in Iraq sarebbe costata fino ad oggi quasi 780 miliardi di dollari (dati di fine luglio) contro i circa 438 della campagna afghana. Nel 2008, l anno di massimo sforzo finanziario, gli Usa avevano speso 185,6 miliardi di dollari, indirizzandone 142,1 all Iraq e 43,5 all Afghanistan. Per il 2011 la cifra totale dovrebbe scendere a 169,4 miliardi di cui ben 122 per Kabul e dintorni e 47,4 per le operazioni irachene. M. Cav. 13 CONTRACTOR DA ANTOLOGIA a cura di Matteo Cavallito HALLIBURTON Fondazione: 1919 Sede: Houston (Texas), Usa Area di interesse: servizi per l industria Dipendenti: 60 mila Ricavi 2010: 18 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 11 Totale risarcimenti pagati*: 797,5 milioni di dollari Durante l amministrazione di Bush senior ( ), ha scritto la giornalista Naomi Klein (Shock Economy, 2007), l allora segretario alla difesa Dick Cheney incaricò la divisione ingegneristica della Hulliburton di individuare tutte le funzioni delle truppe Usa che avrebbero potuto essere svolte dai privati. Negli ultimi giorni del mandato presidenziale la compagnia si aggiudicò un maxi appalto con il Pentagono per la fornitura di supporto logistico con la clausola del cost plus. In pratica qualsiasi spesa sostenuta per l esercito sarebbe stata coperta e il profitto garantito. Tre anni più tardi Cheney sarebbe stato nominato direttore della Halliburton, un incarico che avrebbe conservato fino al 2000, anno della sua elezione a vicepresidente degli Stati Uniti sotto George Bush jr (carica poi riconfermata al secondo mandato). KELLOGG, BROWN & ROOT (KBR) Fondazione: 1998 Sede: Houston (Texas), Usa Numero di cause concluse in tribunale*: 23 Dipendenti: 35 mila in 45 Paesi Ricavi 2010: 10,099 miliardi di dollari Totale risarcimenti pagati*: 131,9 milioni di dollari Area di interesse: ingegneria e costruzione Fondata nel 1998 come sussidiaria della Halliburton a seguito della fusione tra due nomi storici dell industria Usa: la newyorchese M. W. Kellogg Company e la texana Brown &Root. Qualche anno fa la compagnia è stata coinvolta nello scandalo noto come TSKJ-Nigeria, dal nome del consorzio di cui faceva parte insieme alla francese Technip, la giapponese JGC e l italiana Snamprogetti (Gruppo Eni). Accusata di aver pagato oltre 180 milioni di dollari di tangenti ai politici locali nigeriani per ottenere una commessa, KBR ha patteggiato con la giustizia Usa una maxi multa da oltre mezzo miliardo di dollari. Dal 2007 è ufficialmente separata da Halliburton. XE SERVICES LLC (EX BLACKWATER WORLDWIDE) Fondazione: 1997 Sede: Arlington, Virginia, Usa Area di interesse: servizi di sicurezza Dipendenti: nd Ricavi 2010**: nd Numero di cause concluse in tribunale*: 8 Totale risarcimenti pagati*: $42 milioni Fondata nel 1997 dall ex Navy Seal, Erik Prince, e conosciuta fino al 2009 come Blackwater, è una delle compagnie più attive nel settore della sicurezza in Afghanistan e in Iraq, dove è stata protagonista di alcuni episodi di violenza su civili, per i quali sono ancora in corso procedimenti giudiziari. Nell agosto 2010 la Blackwater, ormai ribattezzata Xe Services, ha patteggiato un risarcimento di 42 milioni di dollari con il Dipartimento di Stato Usa per 288 violazioni delle leggi nazionali e internazionali sul commercio delle armi. Qualche mese prima la società si era assicurata nuovi contratti con l amministrazione Obama per quasi 250 milioni di dollari. Alla fine del 2010, la Xe è stata acquisita dal consorzio USTC Holdings, guidato a sua volta da due società di private equity: la Manhattan Partners e la Forté Capital Advisors. VINNEL CORP Fondazione: 1930 circa Sede: Fairfax (Virginia), Usa Area di interesse: addestramento Dipendenti: nd Ricavi 2010: nd Numero di cause concluse in tribunale: nd Totale risarcimenti pagati: nd Tra il 1990 e il ha denunciato il Center for public integrity, un ente non profit di Washington - la Vinnel è stata il secondo lobbista degli Usa per esborsi complessivi, mettendo a disposizione dei politici qualcosa come 8,5 milioni di dollari. Nello stesso periodo ha ottenuto contratti di appalto per oltre 42 miliardi di dollari. Dal 2000 al 2010 la società ha dovuto accontentarsi di 24 contratti per un controvalore di poco più di 900 milioni di dollari. Controllata dalla Northrop Grumman, il gigante della produzione aerospaziale militare, la Vinnell opera da anni nell addestramento reclute delle forze militari locali, attività svolta in Iraq (risale al 2003 il primo contratto da 48 milioni di dollari) e in Arabia Saudita, dove la compagnia (www.vinnellarabia.net) segue la riorganizzazione della Guardia nazionale di Ryhad. BOOZ ALLEN HAMILTON Fondazione: 1914 Sede: McLean (Virginia), Usa Area di interesse: consulenza Dipendenti: oltre Ricavi 2010: 5,591 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 2 Totale risarcimenti pagati*: 3,7 milioni di dollari Nel 2003 la Booz Allen siglò un contratto da 2 milioni di dollari con il Department of Homeland Security per la gestione di un programma di miglioramento dei servizi di intelligence. Nell arco di poco più di due anni - rivelò nel 2007 il Washington Post - l ammontare totale delle retribuzioni alla compagnia aumentò di 36,5 volte rispetto al preventivo iniziale, raggiungendo l incredibile cifra di 73 milioni. Nel 2004, quando la somma dei compensi aveva già raggiunto i 30 milioni, gli avvocati del Dipartimento raccomandarono la sospensione dei pagamenti e l avvio di una gara d appalto. La procedura, tuttavia, restò ferma per oltre un anno, consentendo all azienda di raddoppiare i ricavi già ottenuti. BECHTEL GROUP INC. Fondazione: 1898 Sede: San Francisco (California), Usa Area di interesse: ingegneria Dipendenti: Ricavi 2010: 27,9 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 18 Totale risarcimenti pagati*: 387,2 milioni di dollari Nel 1999 la multinazionale avviò la gestione delle risorse idriche nell area di Cochabamba, in Bolivia, nell ambito di un consorzio di imprese straniere (tra cui la spagnola Abengoa e l italiana Edison). All inizio del 2000, con il prezzo dell acqua salito alle stelle, la compagnia dovette affrontare la rabbia della popolazione scesa in piazza a manifestare contro i rincari. Dopo la proclamazione dello stato di emergenza da parte dell allora presidente ed ex dittatore ( ) Hugo Banzer Suárez, un migliaio soldati represse la protesta lasciando sul terreno un morto e un centinaio di feriti. Nonostante tutto nell aprile dello stesso anno la Bechtel lasciò il Paese intentando successivamente una causa di risarcimento allo Stato boliviano. Qualche anno più tardi le parti raggiunsero un accordo e la compagnia rinunciò a qualsiasi rimborso. L-3 COMMUNICATIONS Fondazione: 1987 Sede: New York City, Usa Area di interesse: comunicazioni, intelligence, servizi, sorveglianza Dipendenti: Ricavi 2010**: 15,7 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 7 Totale risarcimenti pagati*: 43,6 milioni di dollari La compagnia ha pubblicato in 12 lingue un documento di 33 pagine relativo al proprio Codice di etica e condotta commerciale, che riporta: Ci siamo assunti l impegno di comportarci da buoni cittadini societari e di osservare le leggi dei Paesi e delle comunità in cui operiamo. E anche: Agiamo in modo coscienzioso nei riguardi dell ambiente e promuoviamo una partecipazione positiva e costruttiva. Nel maggio del 2008, l ex detenuto iracheno Emad al-janabi ha denunciato L-3 e i suoi contractor Caci e Titan per le torture subite nel carcere di Abu Ghraib, a Baghdad. Nel 2009 la compagnia è stata condannata in un altra causa a risarcire con 37 milioni di dollari la Lockheed Martin per appropriazione indebita di informazioni industriali, risultate determinanti per l assegnazione di un contratto con il governo della Corea del Sud. SAIC - SCIENCE APPLICATIONS INTERNATIONAL CORPORATION Fondazione: 1969 Sede: McLean (Virginia), Usa Area di interesse: ingegneria Hi tech Dipendenti: Ricavi 2010: 11,1 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 10 Totale risarcimenti pagati*: 8 milioni di dollari Nel 2007 Vanity Fair ha dedicato alla Saic un ampia inchiesta dal titolo: Washington s $8 Billion Shadow (L ombra degli 8 miliardi di Washington). All epoca la compagnia aveva ottenuto dal governo un incredibile numero di singoli contratti più di qualsiasi altra società privata in America, per la gestione di progetti di ammodernamento dei sistemi informatici di alcune delle più importanti agenzie federali come la Nsa (National security agency) e la Fbi. Progetti rivelatisi spesso dei colossali fallimenti con ampio spreco del denaro dei contribuenti. Il governo statunitense ha più volte denunciato la Saic per truffa e i patteggiamenti non sono mancati. Nonostante questo nel 2010 la Saic è stata il 9 contractor Usa per ammontare dei contratti federali siglati: oltre 6,7 miliardi di dollari. 18 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 19

11 dossier stragi a contratto dossier stragi a contratto INTERNATIONAL STABILITY OPERATIONS ASSOCIATION Fondazione: 2001 Sede: Washington D.C., Usa Dipendenti: nd Area di interesse: associazione di categoria Aziende associate: 50 È l associazione di categoria che raccoglie 50 società americane, tra cui L-3, Bae Systems e Dyncorp, operanti nel settore dei servizi alla difesa e alle operazioni militari. Nel 2009, quando ancora si chiamava International Peace Organization Association (Ipoa), partecipò al programma noto come Swiss Initiative che portò alla stesura del cosiddetto Documento di Montreux, il codice normativo che dovrebbe disciplinare i comportamenti dei contractor privati nelle operazioni internazionali. Tale iniziativa ha subito critiche per la pretesa del settore di autoregolarsi con un codice di condotta volontario, rifiutando implicitamente la propria sottomissione a una regolamentazione esterna emanata a livello internazionale. ARMOR HOLDINGS Fondazione: 1969 Sede: Jacksonville (Florida), Usa Area di interesse: sistemi di difesa Dipendenti: nd Ricavi 2010: nd Numero di cause concluse in tribunale*: 5 Totale risarcimenti pagati*: 49,3 milioni di dollari Acquisita nel 2007 dal gigante Bae Systems (uno dei tre costruttori insieme a Northrop Grumman e Lockheed Martin del caccia F-35 Joint strike fighter, il costosissimo velivolo di cui l Italia ha programmato l acquisto di 130 esemplari), la Armor si è trovata coinvolta in uno scandalo di corruzione per una serie di contratti siglati con le forze di peacekeeping dell Onu e delle agenzie governative olandesi e nigeriane. Nel settembre 2010 il suo ex vice presidente della divisione contratti internazionali Richard Bistrong si è dichiarato colpevole per aver pagato tangenti e aver esportato illegalmente giubbotti antiproiettile ed elmetti in Iraq nel Nel luglio di quest anno Armor ha patteggiato un risarcimento di quasi 16 milioni di dollari. Di questi, più di dieci andranno al Governo, 5,7 finiranno alla Securities and exchange commission (Sec). DYNCORP INTERNATIONAL INC. Fondazione: 1946 Sede: Falls Church (Virginia), Usa Area di interesse: manutenzione per l aeronautica, sicurezza Dipendenti: nd Ricavi marzo 2009 (chiusura anno fiscale): 3,1 miliardi*** di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 6 Totale risarcimenti pagati*: 11,8 milioni di dollari Acquisita nel 2005 dal fondo di private equity Veritas Capital, la Dyncorp International è specializzata nel settore aeronautico e nella fornitura di servizi di sicurezza. In quest ultimo campo è stata impegnata in particolare in Bosnia, Somalia, Afghanistan e Iraq. Nell aprile di quest anno la compagnia ha patteggiato un risarcimento da 7,7 milioni in una corte federale di Washington. Dyncorp era accusata di aver volutamente gonfiato le spese di costruzione di alcuni campi in Iraq. Il duro lavoro di pacificazione dell Iraq è già sufficientemente problematico senza che ci si mettano di mezzo contractor e subcontractor impegnati a gonfiare i costi di ricostruzione del Paese a danno dei contribuenti affermò nell occasione il sostituto procuratore generale Tony West. ERINYS INTERNATIONAL Fondazione: 1996 Sede: Londra, Regno Unito Area di interesse: servizi di sicurezza Dipendenti: nd Ricavi 2010: nd Numero di cause concluse in tribunale*: nd Totale risarcimenti pagati*: nd Molto attiva in Iraq nella sorveglianza ai pozzi di petrolio (lo stesso compito che le ha affidato il gigante italiano Eni nella Repubblica Democratica del Congo), la compagnia è stata criticata per l arruolamento, attraverso il suo subcontractor Sasi, di due ex componenti delle forze paramilitari sudafricane dell apartheid: Francois Strydom e Deon Gouws. Strydom, morto in un incidente a Baghdad il 28 febbraio 2004, aveva fatto parte del Koevoet, una polizia specializzata in torture e omicidi degli oppositori. Gouws, amnistiato nel 1996 dopo l ammissione di responsabilità per omicidio e attentati terroristici, era stato membro del Vlakplaas, il famigerato squadrone della morte attivo all epoca in Sudafrica. Nel luglio del 2011, la Erinys International Limited ha ceduto assets e controllate alla Erinys Holdings Limited, una newco creata ad hoc il cui centro direttivo sarà spostato a Cipro. NORTHROP GRUMMAN Fondazione: 1994 Sede: Los Angeles (California), Usa Area di interesse: tecnologia aerospaziale e di difesa Dipendenti: circa Ricavi 2010: 34,757 miliardi di dollari Numero di cause concluse in tribunale*: 33 Totale risarcimenti pagati*: 845,7 milioni di dollari Tra i principali operatori mondiali del settore difesa, la Northrop Grumman è al terzo posto nella graduatoria 2010 dei principali contractor del Governo Usa avendo siglato intese per quasi 16,8 miliardi di dollari. Tra i principali lobbisti del settore, la compagnia è stata coinvolta in ben 33 cause legali che spaziano dalla sospetta frode nella comunicazione dei costi ai danni ambientali. Nelle file della compagnia, ha precisato l organizzazione non governativa CorpWatch, avevano militato in qualità di dipendenti, consulenti o azionisti, alcuni funzionari dell ex amministrazione Usa come il segretario alla difesa Paul Wolfowitz, il capo di gabinetto del vice presidente Lewis Libby, il Comptroller del Pentagono Dov Zakheim e il direttore della Nasa Sean O Keefe. Negli anni 90 ha realizzato il bombardiere B-2 Spirit Stealth, l aereo invisibile ai radar. *DAL 1995 A OGGI, FONTE: FEDERAL CONTRACTOR MISCONDUCT DATABASE. LUGLIO 2011 **ANNO FISCALE CHIUSO AL ***DATI 2010 NON DISPONIBILI I PRIMI 20 CONTRACTOR DEL GOVERNO FEDERALE USA 2010 SOCIETÀ CONTRATTO IN MILIARDI DI $ LOCKHEED MARTIN 35,8 BOEING 19,4 NORTHROP GRUMMAN 16,7 GENERAL DYNAMICS 15,2 RAYTHEON 15,2 UNITED TECHNOLOGIES 7,7 L-3 COMMUNICATIONS 7,4 OSHKOSH 7,2 SAIC 6.7 BAE SYSTEMS 6,5 CERBERUS CAPITAL 4,7 MCKESSON 4,6 COMPUTER SCIENCES 4,3 URS CORPORATION 3,9 BECHTEL 3,9 BOOZ ALLEN HAMILTON 3,7 KBR INC. 3,6 HARRIS CORPORATION 3,3 HUMANA 3,2 HEALTH NET 3,2 FONTE: FEDERAL PROCUREMENT DATA SYSTEM, LUGLIO 2011 Mercenari SpA, del Teatro Cargo di Genova, di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci. Le fotografie sono di Pietro Bagnara. LE INCHIESTE DI RAINEWS SULLE NUOVE ARMI Gaza. Ferite inspiegabili e nuove armi di Flaviano Masella e Maurizio Torrealta (ottobre 2006) 2006_gaza.asp Polveri maledette di Sigfrido Ranucci (dicembre 2009) Protesterai con dolore. Il paradosso dell arma innocua che può cambiare la democrazia di Mario Sanna, Angelo Saso, Maurizio Torrealta (febbraio 2007) / _armainnocua.asp Quirra è una discarica radioattiva di Flaviano Masella (marzo 2011) Progressivamente letali Nuove armi a effetto scalabile vengono testate sulle popolazioni nelle zone di guerra, per essere poi utilizzate nelle città in operazioni di ordine pubblico. Le documenta puntualmente la redazione investigativa di RaiNews. di Paola Baiocchi NUOVE CLASSI DI ARMI vengono sperimentate sulle popolazioni nelle zone di guerra o nelle aree contese e presto potrebbero trovare applicazione nei teatri urbani. Definite a letalità limitata oppure a effetto scalabile da nocivo a mortale, a volte nascono ampli- medici in prima linea chiedono aiuto alla ricerca internazionale. E, infine, non se ne parla per la progressiva perdita di rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni delle democrazie a capitalismo avanzato, veicolata dai sistemi elettorali maggioritari. Di questi nuovi strumenti di offesa si occupa sistematicamente la redazione investigativa di RaiNews, un gruppetto di giornalisti che laficando la pericolosità di tecnologie che usiamo quotidianamente, altre sono misteriose. Il loro uso dovrebbe essere proibito. Eppure non se ne parla molto. Da una parte perché la Storia la scrivono i vincitori. Dall altra perché sulla ricerca militare la consegna del silenzio è assoluta e accompagnata dalla tecnica del negare tutto e disprezzare i vinti, quando i testimoni raccontano o quando i vora senza tirarsela troppo e senza grandi mezzi, nel canale satellitare di sola informazione della Rai. Oltre ad essere pluripremiati, per le loro inchieste sono periodicamente oggetto di azioni di censura, alcune anche provenienti dal sistema di controllo della tv pubblica, la presunta P4 di Bisignani, sulla quale sono in corso indagini. Armi a bassa letalità Sono loro le inchieste sulle nuove armi a bassa letalità, come le Dime (Dense Inert Metal Esplosive), ordigni sganciati da aerei senza pilota e teleguidati verso obiettivi precisi. Utilizzate dagli israeliani a Gaza nel 2006 e durante l operazione Piombo fuso, esplodono in microscopici frammenti di metalli invisibili ai raggi X, che provocano ferite con caratteristiche mai viste e così gravi da richiedere l amputazione degli arti. Nell archivio di RaiNews si possono vedere i servizi sull uso e gli effetti dell uranio impoverito, anche su chi vive vicino alla discarica radioattiva di Quirra, il poligono sardo attorno al quale si verificano da anni linfomi, leucemie e nascite di bambini con gravi malformazioni. Si sono occupati anche dei dispositivi a energia diretta della Raytheon (Active Denial System), che emettono fasci di microonde di intensità graduabile. Montati su camion possono essere utilizzati nelle città per colpire i manifestanti con frequenze che fanno impazzire i recettori del dolore. Con dimensioni più grandi possono distruggere i congegni elettronici di missili alla distanza di cinquemila metri, come negli studi che anche la società italiana Ansaldo Ricerche, insieme a partner inglesi e olandesi, sta portando avanti per l Agenzia della difesa europea. Le inchieste di RaiNews rilevano la necessità di tornare ad affrontare democraticamente la questione della Difesa, come risposta in caso di aggressione: non come espressione di strutture di promozione di sinergie imprenditoriali come quelle della neonata Agenzia della difesa europea, perché esiste il rischio concreto che le decisioni su questa nuova generazione di armi vengano prese nei Consigli di amministrazione delle società del settore e non nei Parlamenti dei Paesi interessati.. 20 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 21

12 dossier stragi a contratto dossier stragi a contratto Un Pianeta di conflitti LA MAPPA DELLE ZONE DI GUERRA Sono almeno 31 i conflitti in corso nel mondo: portati avanti dalle nazioni più industrializzate in nome della lotta globale al terrorismo o di nazionalismi locali. Hanno in comune l aumento dei civili morti e la presenza dei mercenari. di Roberto Cuda 31 ZONE DI CONFLITTO, 39 mila morti tra civili e militari, 251 mila soldati stanziati in operazioni multilaterali. È questo il tragico bilancio di un Pianeta in guerra, benché ufficialmente in tempo di pace. I dati di Peacereporter si riferiscono al 2010 e sono la punta dell iceberg di un modello di gestione dei conflitti alimentato da un imponente apparato militare e da una fiorente industria. Solo gli Stati Uniti - che continuano ad assorbire metà della spesa militare mondiale - dispongono di 2,3 milioni di soldati effettivi, seguiti dall Unione Europea con 2,1 milioni. Ma, in linea con la ventata di privatizzazioni cominciate negli anni 80, anche la guerra ha cambiato volto ed è sempre più appannaggio di società private. Il fenomeno richiama l antico mestiere dei mercenari, oggi chiamati contractor, ingaggiati da imprese specializzate a servizio dello Stato, soprattutto quando si tratta di lavori sporchi nei quali è meglio che l esercito non appaia. Le morti dei mercenari non rientrano nelle statistiche ufficiali, quindi il vantaggio non è solo d immagine, ma anche economico poiché il governo non è tenuto ad assistere i superstiti o i familiari dei caduti. Quali conflitti Le zone di maggior conflitto sono concentrate in Asia e in Africa e coinvolgono 16 Paesi, in testa il Sudan (300 mila morti in Darfur dal 2003) e l Afghanistan (61 mila morti dal 2001). Guerre note e meno note, talvolta dimenticate, spesso interne ai singoli Stati, ma che continuano a mietere vittime da oltre 40 anni, come nelle Filippine. La stima dei conflitti che riportiamo è prudenziale, perché molti osservatori sono disposti ad alzare di molto il numero di Paesi coinvolti. In America spiccano i casi della Colombia e del Messico, legati al narcotraffico, mentre in Russia non trova pace la regione del Nord Caucaso. Poi c è la polveriera mediorientale, dove nella macabra classifica svetta l Iraq con 140 mila vittime dal 2003, seguita da altre guerre infinite o dimenticate: Isreale-Palestina, Kurdistan turco, Yemen. Il 2011 è stato segnato dalle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente, territori nei quali la situazione non sembra ancora stabilizzata. Dal 10 febbraio al 10 giugno si sono aggiunte vittime a livello globale (riportiamo il dettaglio nella TABELLA ). Conflitti si registrano ancora in Egitto e soprattutto in Libia. Proprio in Libia la presenza di mercenari ha fatto la differenza non solo a sostegno dell ex leader, ma an- Le cifre di fonte istituzionale ignorano i contractor, che sono in crescita esponenziale. In Iraq e Afghanistan, nel 2010, costituivano oltre il 54% delle truppe statunitensi: unità contro le dei militari in uniforme. La seconda forza militare per presenze, dopo gli Stati Uniti e prima della Gran Bretagna AMERICA 30. Colombia morti dal Messico (Narcos) morti dal 2006 ( ) che nell addestramento dei ribelli. Decisamente calda è infine la crisi siriana e non mancano tensioni un po ovunque nella regione, fino alle dittature del Golfo Persico. Contractor vs militari Se le cifre di fonte istituzionale li ignorano, i contractor sono in crescita esponenziale e, in alcuni casi, hanno superato i membri regolari dell esercito. Come in Iraq e in Afghanistan, dove nel 2010 costituivano oltre il 54% delle truppe statunitensi sul campo ( unità, contro le dei militari in uniforme), secondo quanto si legge nella rivista Service Contractor. In Iraq si trat- MEDIO ORIENTE 1. Iraq morti dal 2003 (+4.000) 2. Israele-Palestina morti dal 2000 (+100) 3. Turchia (Kurdistan) morti dal Yemen (Sciliti) morti dal Yemen (Tribali) 300 morti dal Yemen (Secessionisti) 200 dal AFRICA 19. Somalia morti dal 2006 (+3.000) 20. Etiopia (Ogaden) morti dal R.D. Congo (Kivu) morti dal Uganda morti dal Sudan (Darfur) morti dal Sudan (Sud) 400 morti dal Rep. Centrafricana morti dal Ciad morti dal Nigeria (Delta) morti dal Algeria morti dal 1992 ta della seconda forza militare, per unità impiegate, dopo gli Stati Uniti e prima della Gran Bretagna. Una percentuale simile riguarda i morti in battaglia, pari al 53% nelle due guerre, mentre solo 7 anni prima rappresentavano appena il 4% del totale. Non tenere conto di questi numeri significa comprendere solo una parte della verità. Infatti dal 2001 al 2010 le stime ufficiali registrano soldati uccisi e feriti tra i membri dell esercito Usa, ma ad essi bisogna aggiungere oltre caduti e feriti tra le fila dei contractor. Solo per l Iraq dal 1994 al 2002 il governo statunitense ha firmato oltre tremila contratti con società militari private, pa EUROPA 29 Russia (Nord Caucaso) morti dal 1999 (+1.000) VITTIME DAL 10 FEBBRAIO AL 10 GIUGNO 2011 PAESE MORTI Afghanistan Pakistan Libia Costa D Avorio Iraq Sudan Siria Somalia Nigeria 904 Messico 890 Yemen 829 Colombia 385 India ASIA 7. Afghanistan morti dal 2001 ( ) 8. Pakistan (Pashtunistan) dal 2004 (+5.000) 9. Pakistan (Balucistan) morti dal 2004 (+350) 10. India (Kashmir) morti dal 1989 (+400) 11. India (Assam) morti dal 1979 (+300) 12. India (Naxaliti) morti dal 1980 (+1.200) 13. Birmania (Karen) morti dal Thailandia-Cambogia 20 morti dal Thailandia (Pattani) morti dal 2004 (+700) 16. Filippine (Npa) morti dal 1969 (+350) 17. Filippine (Mindanao) morti dal Corea del Nord e del Sud: 200 morti dal 1953 (+50) PAESE MORTI Etiopia 178 Nord Caucaso 160 Israele-Palestina 142 Thailandia 104 Rep. Centrafricana 79 Algeria 49 Bahrein 32 Filippine 32 Turchia 28 Uganda 28 Birmania 27 Marocco 17 Egitto 13 FONTE: PEACEREPORTER 22 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 23

13 dossier stragi a contratto dossier stragi a contratto ri a circa 100 miliardi di dollari all anno, nella maggior parte dei casi senza gara d appalto, con costi esorbitanti per i contribuenti in cambio di lavori malamente o mai portati a termine. L opacità dei contenuti contrattuali e La Nato versione 3.0 e il terrorista del garage accanto l incertezza del quadro legislativo e sanzionatorio sono tra le cause degli abusi registrati tra le truppe mercenarie, a partire dalla torture nella carceri irachene di Abu Ghraib. I crimini commessi, infatti, sfuggono alla corte marziale e possono godere delle attenuanti previste dalla giurisdizione extraterritoriale americana, laddove le corti locali devono avere il permesso delle forze multinazionali per procedere contro un contractor. E in Italia? Il settore vanta pochi casi, ma un aiuto potrebbe venire dal decreto legge Il Nuovo concetto strategico della Nato, approvato a Lisbona lo scorso 20 novembre, ha affermato la necessità di una pianificazione strategica in materia di contrasto alla minaccia cibernetica. Da quel momento le notizie dei cyberattacchi a società o istituzioni si sono moltiplicate. CYBER CALENDARIO DICEMBRE 2010: Mastercard, Paypal e Visa colpite da Anonymus come ritorsione alle loro azioni contro Wikileaks. 20 APRILE 2011: gli hacker attaccano la rete PlayStation Network della Sony, che contiene i dati personali di 77 milioni di utenti. 21 MAGGIO: attaccato il sito di Lockheed Martin, una delle principali aziende Usa nel settore militare, protetto da un sistema di sicurezza cybernetica coordinato dal Pentagono e da una task forze del ministero della Sicurezza interna, 30 GIUGNO: salta il sistema informatico di Orlando, città punita per l arresto degli attivisti accusati di nutrire i senzatetto. 4 LUGLIO: Lulz ruba nomi e chiavi di accesso a migliaia di clienti Apple. 5 LUGLIO: violata la pagina web Obama 2012, gli utenti reindirizzati al sito i politici mentono. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio: dai database di 18 atenei italiani vengono trafugate password e dati anagrafici degli studenti. di Paola Baiocchi CON I 28 PAESI CHE VI ADERISCONO, la Nato costituisce al momento la maggiore centrale di spesa militare al mondo, con unità impegnate nel 2010 in missioni di pace e miliardi di dollari l anno, equivalenti ai due terzi della spesa militare globale. È il principale committente del complesso militareindustriale, che ha un evidente interesse a condizionarne le scelte, direttamente o attraverso i Paesi che vi aderiscono. L Alleanza atlantica è il residuato di un mondo che non esiste più: nata nel 1949 in funzione antisovietica e anticomunista, avrebbe dovuto dissolversi nel 1991 com è successo al più giovane Patto di Varsavia e alla stessa Unione Sovietica. Ma, invece di finire in soffitta come anacronistica rappresentanza della guerra fredda e dell equilibrio del terrore, la Nato ha iniziato il suo progressivo adattamento dalla deterrenza all aggressione: il 7 novembre 1991 il Consiglio Atlantico riunito a Roma ha varato la prima versione del Nuovo concetto strategico, in cui ha allargato i confini del suo intervento, stabilendo che la sicurezza dell Alleanza non fosse più circoscritta all area Nord-atlantica. Nel 1994 la Nato è intervenuta in Bosnia con la sua prima azione di guerra dalla fondazione dell Alleanza. Nel 1999 era in Kosovo; il vertice Nato con- vocato durante la guerra, a Washington, ha impegnato i Paesi membri a condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall articolo 5, al di fuori del territorio dell Alleanza. Nel 2003 in Afghanistan ha assunto la leadership dell Isaf ed è attualmente alla guida dell attacco alla Libia. Aggiornamento 3.0 Lo scorso novembre a Lisbona la Nato ha presentato il suo Nuovo concetto strategico (diremmo l aggiornamento 3.0) preparato da una squadra di 12 esponenti del mondo militare e civile dei settori pubblici e privati. Il gruppo era presieduto da Madeleine Albright, ex segretario di Stato degli Usa, membro del potente gruppo del Council on foreign relations e del Bilderberg, e aveva alla vicepresidenza Jeroen van der Veer, amministratore delegato della Shell fino al 2009 e anch egli membro del Bilderberg. Le raccomandazioni che hanno stilato sono state accolte nel documento ufficiale e riconfermano la Nato come un alleanza nucleare la cui sicurezza e superiorità è garantita in particolare dalle forze nucleari strategiche degli Stati Uniti, ma impegnata a creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari e determinata a fornire all Unione Europea e alle Nazioni Unite un braccio armato. Assolutamente convinta che non sia il momento di andare in pensione, la Nato si entrato in vigore nel luglio scorso sul rifinanziamento delle missioni militari all estero, che autorizza le navi mercantili italiane a imbarcare personale delle Forze armate o guardie private, a carico dell armatore, negli spazi internazionali a rischio pirateria.. è impegnata in un processo continuo di riforma, modernizzazione e trasformazio ne, aggiungendo ai suoi temi classici i nuovi ambienti della sicurezza (The Security Environment) in cui impegnare la pianificazione delle operazioni militari: la difesa delle vie di comunicazione e di approvvigionamento energetico, i rischi sanitari, i cambiamenti climatici, la rarefazione dell acqua. Sono un nuovo pericolo che si ripercuoterà sulla pianificazione delle operazioni militari della Nato anche le armi laser, le tecniche di guerra elettronica e le tecnologie che limitano l accesso allo spazio. Cyberterrorismo Un paragrafo specifico della Nato 3.0 è dedicato ai cyberattacchi che aumentati di frequenza e meglio organizzati causano danni sempre più onerosi alle amministrazioni, alle società, alle economie (...) e rischiano di raggiungere un livello che può minacciare la prosperità, la sicurezza e la stabilità degli IN INTERNET strategicconcept/index.html Le Organizzazioni non governative e le Nazioni Unite ingaggiano direttamente compagnie militari private nelle operazioni di peacekeeping. Un ribaltamento di valori pericoloso, con il quale le compagnie si costruiscono un immagine rispettabile La guerra moderna e i suoi nuovi soldati di ventura sono l argomento di Mercenari SpA, lo spettacolo del Teatro Cargo, ora in tournée. PIETRO BAGNARA COMPAGNIE PRIVATE E PEACEKEEPING SECONDO I DATI DELL ULTIMO rapporto del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), il personale delle operazioni di pace è composto per il 91% da militari, per il 6% da polizia e per il 3% da civili. Una sproporzione tra militari e civili che chiarisce di che tipo di operazioni si tratti e spiega un ulteriore distorsione che si verifica sul campo. In Mercenari SpA, Francesco Vignarca riporta che Organizzazioni non governative e Nazioni Unite, ingaggiano direttamente le compagnie militari private, per le quali aver partecipato ad operazioni di peacekeeping con l Onu o le Ong diventa un fiore all occhiello nel proprio curriculum, che contribuisce a stemperare un po del loro alone truce. Ma intorbida il ruolo del peacekeeping, rendendo ancora una volta improprio l uso del termine pace. Le Nazioni Unite, per esempio, hanno utilizzato una compagnia militare privata con competenze di intelligence, per le osservazioni satellitari dei siti iracheni sospettati di ospitare fabbriche di armi non autorizzate. Vista l integrazione verticale che esiste in queste compagnie, i cui profitti derivano dalla produzione di armamenti fino alla fornitura di servizi militari, affidare a loro l individuazione di una possibile causa di conflitto sembra quanto meno pericoloso. Stati e della zona euro-atlantica. Come una profezia che si autoavvera o per convincerci della necessità - per la sicurezza comune - di nuove limitazioni all uso di internet, dall inizio dell anno le notizie dei cyberattacchi a istituzioni o corporation sono quasi giornaliere sulle prime pagine dei giornali. Per il momento chi fa affari sono le società che offrono sicurezza informatica, per la quale le compagnie statunitensi hanno speso lo scorso anno la cifra più alta in assoluto: 30 miliardi di dollari. Ma, se è vero quello che osserva Angelo Aquaro, inviato de La Repubblica in un suo recente articolo - adesso che il nemico pubblico numero uno è stato ucciso (Bin Laden, ndr) gli Stati Uniti si ritrovano a combattere il nemico del computer accanto - allora possiamo prepararci a una serie di cyberprovocazioni senza confini. La lotta al terrorismo, nella sua accezione post 11 settembre, ha visto come soluzione l invasione di Stati da parte di coalizioni, non l individuazione e l eradicamento dei gruppi terroristici che può essere eseguita con operazioni di polizia e di intelligence. Se lo stesso modello di lotta verrà tenuto per combattere il cyberterrorismo, gli scenari di guerra possono aprirsi all infinito, così come la possibilità di creare ad hoc incidenti diplomatici tra nazioni. Poi, però, sarà molto difficile individuare la pistola fumante.. 24 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 25

14 alori Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità CON GIORNALISTI DA: theguardian CE L AVETE UN TRENCH? CORSO INTENSIVO DI GIORNALISMO INVESTIGATIVO ECONOMICO FINANZIARIO DAL 1 OTTOBRE E TRE POSTI DI STAGE IN UNA REDAZIONE INFORMATEVI SU O SCRIVETE A bancor Fumo negli occhi Dietro gli strali contro Moody s e S&P dal cuore della finanza londinese Luca Martino IN QUESTA ROVENTE ESTATE DEL 2011, come in molti prevedevamo, i mercati finanziari sono ripiombati a quel burrascoso autunno di tre anni fa, che infranse in poche settimane l utopia di un capitalismo stabile ed efficiente. Peraltro, a differenza di allora, i nostri governi sono oggi più poveri di qualche trilione di dollari, le banche centrali quasi a corto di strumenti di politica monetaria e i cittadini ancor più colpiti da disoccupazione e inflazione. Prima o poi dovremo dirci la verità sul perché, negli ultimi trent anni, quasi tutti i Paesi occidentali hanno raddoppiato il proprio debito pubblico senza particolari segni tangibili in termini di progresso o giustizia sociale. O sul perché - e questo di fatto è il vero problema delle nostre economie - il circo globale della finanza sia in grado ormai di muovere masse monetarie enormi, che, in antitesi al grande assunto del pensiero economico liberale circa l efficienza e la simmetria dei mercati, vengono oggi gestite sempre più spesso al ribasso in maniera da regolare profitti, nei mercati secondari come nelle dark pool, anche quando gli indici di borsa calano. Ebbene, nel mezzo di questa vicenda disastrosa, la politica continua solo ed esclusivamente a generare altro debito, finendo inevitabilmente con l acuire i problemi: il fondo salva-stati ideato dalla Merkel e da Sarkozy, così come gli interventi sporadici e tutt altro che trasparenti della Bce, rappresentano politiche economiche tanto sbagliate e dannose quanto, per dirne una, l idea di una moneta unica europea senza una politica economica e fiscale integrata a livello comunitario. Invece di richiamare la finanza a quella che George Orwell chiamava decenza comune, promuovendo una vera e sostanziale riforma dei mercati, gli unici strali dei politici, principalmente europei, investono le agenzie di rating, il cui operato è certo criticabile e migliorabile, ma oggettivamente quasi irrilevante rispetto a quello, ad esempio, di banche d affari o organismi di vigilanza. Quando, poche settimane fa, l Italia era su tutti i giornali del mondo, la commissione Finanze di Montecitorio, su proposta dell onorevole Bernardo (PdL), sociologo Di fronte alla drammatica crisi economica e finanziaria la politica riesce solo a generare altro debito acuendo i problemi con esperienza nel marketing, con voto straordinariamente unanime ha impegnato il governo italiano a chiedere l istituzione di un agenzia di rating creditizio pubblica per contrastare l intollerabile conflitto di interesse e la superficialità di Moody s e S&P. Bisogna ricordare che le agenzie di rating, al contrario di quasi tutte le banche d affari, non forniscono consulenza né tantomeno elargiscono prestiti a nessun governo e che la crisi di questi anni ha investito, oltre che purtroppo l economia reale, anche il mercato azionario e solo sporadicamente il mercato obbligazionario di alcuni Paesi della zona euro (neanche lo storico donwgrade degli Usa da parte di S&P ha condizionato i rendimenti dei titoli del Tesoro americano). Pensate quindi, rammentando la gestione delle Poste o della Cassa del Mezzogiorno negli anni del boom del debito pubblico italiano, a cosa accadrebbe se, in cambio del via libera per un francese o un tedesco come successore di Draghi alla guida della Bce, toccasse all Italia, o magari alla Grecia, gestire questa fantomatica agenzia di rating pubblica. E se fallisse un impresa, o una società statale, con rating certificato Ue? Come minimo, si riproporrebbero, moltiplicati per mille, i guasti dell attuale sistema.. ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 27

15 inanzaetica speculazioni Etiopia. Addis Abeba. Un giovane pastore porta al pascolo il suo gregge. Commodities, tutti a pranzo da JP Morgan >32 Davide batte Golia. La Fao cambierà volto? >34 G20 Agricoltura. Un fallimento annunciato >36 Africa Gli speculatori all attacco della terra Un rapporto dell Oakland Institute lancia una pesante accusa contro banche e fondi d investimento: comprano terreni africani per speculare sul prezzo del cibo. Le colture vengono sostituite con campi di fiori da recidere o convertite a biocarburanti. PETER MARLOW / MAGNUM PHOTOS di Andrea Barolini SE VOLETE TROVARE risposta alla crescita dei prezzi dei beni alimentari dimenticate azioni, futures e strumenti finanziari derivati. In buona parte la ragione dell impennata del costo dei cibo a livello globale (l indice Fao è salito del 37% dall inizio dell anno) potrebbe essere stata determinata da qualcosa di molto più concreto - e preoccupante - che si è verificato negli ultimi anni. A spiegarlo è il think tank californiano Oakland Institute, che ha lanciato un duro atto d accusa nei confronti dei soliti noti : i grandi finanzieri internazionali. Sarebbe loro, infatti, la colpa della volatilità registrata nei prezzi alimentari negli ultimi mesi. A stupire, però, è il metodo utilizzato: una corsa smodata per aggiudicarsi ampi appezzamenti di terreni in Africa. Gli hedge funds e alcuni fondi pensione avrebbero in tal modo reso instabile la produzione agricola e, di conseguenza, i mercati. 28 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 29

16 finanzaetica finanzaetica Solo nel 2009 sono stati acquistati 60 milioni di ettari di terreni. Pari all estensione di un Paese come la Francia «Le stesse compagnie finanziarie che hanno provocato la recessione globale, drogando la bolla sul real-estate attraverso operazioni ad alto rischio, ora si stanno comportando nello stesso modo con il cibo», ha spiegato Anuradha Mittal, direttore esecutivo dell istituto americano. I dati, infatti, sembrano lasciare poco spazio alle interpretazioni: solamente nel si legge in un rapporto pubblicato lo scorso giugno - 60 milioni di ettari (la stessa estensione di un Paese come la Francia) sono passati sotto il controllo di soggetti stranieri. Un vero e proprio boom: fino al 2008 non si era superata la cifra media di 4 milioni annui. Si stima - prosegue il report - che affari di questo tipo stiano per essere presi in considerazione in almeno 20 Stati africani. Si tratta di business incredibili. Grandi affari per tutti Nell introduzione, firmata da Howard Buffett, presidente dell omonima associazione umanitaria, si spiega quali siano i metodi utilizzati dai fondi speculativi, che spesso (vedi BOX) godono incredibilmente dell appoggio convinto delle istituzioni internazionali. «Solo pochi mesi fa - racconta Buffet - mi è stato personalmente offerto di investire in un affare del genere da SPECULAZIONI, IL RUOLO DELLA BANCA MONDIALE un hedge fund, che mi ha spiegato di avere raggiunto un accordo con il governo locale. Quest ultimo avrebbe fornito il 70% dei finanziamenti necessari e accordato un affitto di 98 anni. Il costo? Irrisorio: 2,91 dollari per acro all anno. Un altro fondo mi ha promesso invece rendimenti tra il 15 e il 20%. Mentre i terreni agricoli negli Stati NON SEMPRE GLI SPECULATORI trovano terreno fertile (in tutti i sensi) per i loro business in Africa. Spesso devono attendere modifiche normative e procedurali prima di poter operare. A spianare loro la strada, però, ci sono le istituzioni internazionali. Banca mondiale in testa. L organismo di Washington non lavora, tuttavia, in prima persona. Si avvale di due organismi che fanno parte della sua galassia : l International Finance Corporation (Ifc) e il Foreign Investment Advisory Service (Fias). La prima è un agenzia della Banca internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, fondata negli anni 50 al fine di promuovere lo sviluppo delle iniziative industriali private nei Paesi del Terzo mondo. Il secondo è un organismo interno alla stessa World Bank. Secondo l Oakland Institute hanno entrambi collaborato attivamente alla svendita delle terre africane, a vantaggio di fondi speculativi e banche occidentali. In Sud Sudan, ad esempio, il Fias ha aiutato il governo a modificare le proprie leggi, rivedendo sei normative che disciplinano i business nel Paese. Sono stati così rimossi quelli che secondo il Fias erano svantaggi ingiusti nei confronti degli investitori. Secondo l Oakland Institute, invece, si è trattato unicamente di manovre atte a velocizzare e agevolare l acquisizione delle terre da parte degli speculatori. Uniti hanno garantito il 6% negli ultimi trent anni». Nel business si sono gettati in molti. Anche alcune compagnie indiane e cinesi. La fetta più grande, però, è andata ai gruppi occidentali controllati da ricchi privati americani o europei. E, soprattutto, ai fondi d investimento hedge, spesso legati a colossi bancari come JPMorgan o Goldman Sachs. Ma la portata del fenomeno risulterebbe talmente vasta da aver coinvolto, di fatto, perfino alcune grandi università statunitensi, come Harvard, Spelman o Vanderbilt, che, avendo investito ingenti capitali in fondi come l inglese Emergent, sono diventati proprietari di parte dei terreni. Comunità locali derubate o raggirate Un comportamento scandaloso, secondo l Oakland Institute. «È ora di uscire da questi fondi e di investire in modi che siano in grado di costruire delle comunità, anziché devastarle», ha aggiunto Anuradha Mittal. Anche perché la maggior THE AGRICULTURES NETWORK In alto, un coltivatore africano della provincia di Manica, nel Mozambico occidentale (una delle regioni colpite dal fenomeno denunciato dall Oakland Institute. Fonte: Indymedia). Qui sopra, Anuradha Mittal, fondatrice dell istituto di ricerca californiano. parte di tali investimenti sarebbe stata effettuata con metodi del tutto opachi, senza tenere in considerazione le esigenze delle popolazioni locali, dell ambiente e minando in alcuni casi la stessa stabilità politica dei Paesi. I nuovi proprietari, infatti, spesso rimpiazzano le colture tradizionali con distese di coltivazioni per biocarburanti o di fiori da recidere. Il che ha prodotto una netta riduzione dell offerta alimentare, con tutto ciò che questo comporta a livello internazionale. Un meccanismo speculativo tanto elementare quanto privo di scrupoli. Ma non è tutto: alcune autorità africane (in Etiopia, Mali, Sierra Leone, Mozambico, Tanzania, e Sudan) avrebbero anche negoziato le vendite in modo del tutto superficiale. Vengono ingaggiati agenti o coordinatori per identificare le terre oggetto delle speculazioni, spiega il rapporto. E nei casi in cui la trattativa ha visto protagonisti direttamente i capi delle tribù locali, i fondi avrebbero spesso pagato con false promesse di posti di lavoro e MALI di progresso. Mentre SIERRA LEONE quando vengono corrisposti in contanti, i prezzi sono risultati stracciati: affitti da 2 dollari l anno per ettaro in Sierra Leone e da 6,75 dollari in Etiopia. Mentre in Brasile o in Argentina sono necessari almeno 5 o 6 mila dollari per quote equivalenti di terreno. «Nessuno può credere che questi investitori abbiano a cuore l Africa. Questi accordi servono solo per far accumulare dollari a leader corrotti e a finanzieri stranieri», ha tuonato Obang Metho, della campagna Solidarity Movement for New Ethiopia, in un intervista rilasciata alla CNN. Da parte loro gli hedge negano tutto. EmVest Asset Management, ad esempio, ha dichiarato di non aver mai siglato alcun accordo sospetto: «Compriamo terreni solo in modo legale e onesto». Leciti o no, gli affari dunque si fanno. E i prezzi del cibo vanno alle stelle.. Agli investitori vengono promesse rendite da capogiro. Mentre le terre sono cedute dalle autorità locali (spesso capi tribù) a prezzi stracciati. A volte per una bottiglia di whiskey LE TRANSAZIONI SEGRETE TRA ZAMBIA ED ETIOPIA IL RAPPORTO DELL OAKLAND INSTITUTE, intitolato Understanding Land Investment Deals in Africa, si concentra in particolare sui casi di alcune nazioni africane, affermando di aver individuato una rete di affari che sono stati oscurati dalle compagnie e dai governi. Nello Zambia, ad esempio, l istituto americano dichiara che circa il 94% del territorio è controllato sulla base del diritto consuetudinario. Per questo spesso i colossi occidentali trattano direttamente con i capi locali: «Mi è stato detto che in alcuni casi si è risolta la transazione offrendo una bottiglia di Johnnie Walker (un noto whiskey, ndr)», ha dichiarato la direttrice Anuradha Mittal in un intervista rilasciata negli Usa. Roba da ricordare i peggiori anni del colonialismo. In Etiopia, invece, sono stati rilevati casi di «speculatori che hanno acquisito terreni agricoli nei quali erano presenti piccole fattorie. Per loro - ha accusato Frederic Mousseau, policy director dell Oakland Institute - si tratta di nulla più che squatters, SUDAN occupanti abusivi, che sono stati rimossi forzatamente ETIOPIA senza neppure un indennizzo. Ciò contribuisce a generare insicurezza nel sistema alimentare TANZANIA mondiale. Parliamo di un problema che costituisce una minaccia ZAMBIA per la sicurezza globale ben più preoccupante rispetto, ad esempio, al terrorismo. La maggior parte del mondo povero dipende, infatti, direttamente da queste piccole fattorie che vengono spazzate via dietro false promesse». Proprio in Etiopia il governo si sta proponendo sempre più come parte attiva del business, incentivando l affitto di vaste porzioni di terreni considerati inattivi. L esecutivo nega che tali affari possano generare fame, e dichiara che in questo modo si stanno attirando centinaia di milioni di dollari di investimenti esteri, nonché creando decine di migliaia di posti di lavoro. Ma, in un Paese che presenta uno dei tassi di malnutrizione più alti del mondo, con 13 milioni di affamati, visto che le terre sono tutte sotto il controllo del governo, e ammesso anche che si tratti di aree coltivabili, perché porle al servizio degli speculatori anziché della popolazione? MOZAMBICO 30 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 31

17 finanzaetica materie prime Commodities Tutti a pranzo da JP Morgan LA VOLATILITÀ DEI PREZZI ALIMENTARI SECONDO LA FAO finanzaetica Sugar index Food price index Cereal index /1 10/12 11/6 FONTE: FAO, FOOD PRICE INDEX LUGLIO 2011, Acquistare derivati futures per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi delle risorse alimentari. E poco importa che a rendere volatile il mercato siano i derivati stessi. Da Robert Zoellick, World Bank, l ultima ricetta per combattere la fame globale. di Matteo Cavallito NELLA SFERA DELLA MEDICINA alternativa, si sa, l omeopatia resta una delle pratiche terapeutiche più discusse. La sua logica, come spiega l evidenza dell etimologia, si fonda sull idea che sia possibile curare un male ricorrendo alla somministrazione di una dose ridotta e annacquata delle sue cause. Un principio a dir poco bizzarro. Che, non a caso, a quasi due secoli dalla sua prima formulazione non è ancora riuscito a trovare uno straccio di evidenza scientifica. Ma evidenza e logica, notoriamente, sono concetti che non sempre fanno presa. Anche, o forse soprattutto, nei periodi di crisi. E così, nel pieno di un onda lunga speculativa che ha ridotto letteralmente alla fame milioni di nuovi poveri, a cadere nell errore ci ha pensato niente meno che il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, uno che l omeopatia ha trovato il modo di applicarla addirittura al mercato. Senso di fame? Ci pensa JP Morgan La persistente volatilità dei prezzi delle materie prime (commodities) alimentari costituisce «la principale minaccia per i Paesi in via di sviluppo», ha affermato in estate il numero uno della Banca mondiale. Fin qui nulla di strano. Ma, purtroppo, c è dell altro. In un mercato devastato dalla speculazione originata dal dilagare dei titoli derivati (i contratti futures, ovvero le intese di acquisto differite ad un prezzo prestabilito), le nazioni povere, ha spiegato Zoellick, dovrebbero impegnarsi ad acquistare proprio gli strumenti finanziari di cui sopra con l obiettivo di proteggersi in anticipo. Insomma, prima si rende il mercato volatile con i derivati, poi si cedono i derivati per proteggere il mercato dalla volatilità. Se non è geniale poco ci manca. L ipotesi è che, nonostante un esperienza pressoché nulla in questo genere di acrobazie finanziarie, come ha ricordato il Financial Times, i Paesi in via di sviluppo si assicurino al più presto sul mercato dei derivati in una maxi operazione dal valore teorico di 4 miliardi di dollari. Sponsor delle sottoscrizioni la banca d affari Usa JP Morgan, una delle principali protagoniste del mercato alimentare di carta nonché capofila di una futura cordata di operatori finanziari pronti a gettarsi nel grande business dell hedging, ovvero della copertura assicurativa, nel comparto alimentare. La Banca Mondiale sarebbe pronta a sottoscrivere contratti per 200 milioni. JP Morgan - Zoellick non lo ha detto ma è implicito - intascherà i proventi delle commissioni. Prezzi in ascesa La stima dell andamento dei prezzi sul La banca americana si farebbe carico di garantire le operazioni. Entrando in un maxi-affare da 4 miliardi di dollari DOUG MILLS / REDUX mercato alimentare è affidata a un indicatore generale costituito dalla media ponderata di 55 commodities e conosciuto come Fao Food Price Index (Ffpi). Nel giugno 2011, il Ffpi era cresciuto dell 1% rispetto al mese precedente e del 39% rispetto al medesimo periodo dell anno passato. Negli ultimi dodici mesi il valore del Fcpi, il sotto indice dedicato ai soli cereali, aveva registrato un preoccupante +71%. Dal 2000 a oggi, seppure tra alti e bassi, il valore dell indice generale è aumentato di oltre 2 volte e mezzo (vedi GRAFICO ). La spiegazione offerta dalle istituzioni Robert Zoellick, già segretario di Stato nell amministrazione guidata da George W. Bush, è oggi presidente della Banca Mondiale. internazionali è stata spesso la più intuitiva: cinesi e indiani, ovvero circa un terzo degli abitanti del mondo, diventano sempre più ricchi e possono soddisfare ancor più copiosamente il proprio appetito. Una spinta al rialzo della domanda, certo, ma anche un occasione imperdibile per gli speculatori che scommettono sul rialzo dei prezzi. È il fenomeno della finanziarizzazione delle commodities come lo ha definito l ultimo rapporto sul tema stilato dagli analisti del gigante italiano Barilla. C è chi ha puntato direttamente alla terra, chi ha giocato con i futures e, soprattutto, chi ha pensato bene di creare fondi ad hoc di carattere speculativo. È il caso degli Exchange commodity traded funds (Ectf), veicoli di investimento della famiglia degli Etf. Creano un paniere di titoli strutturati, combinando i quali è possibile riprodurre l andamento di un indice. In questo modo possono attrarre i capitali dei grandi investitori, ma anche quelli dei piccoli operatori dando loro la possibilità di scommettere sul mercato senza fare ricorso direttamente a singoli strumenti derivati come futures o swaps che il comune operatore non è in grado di gestire. Nel mondo, segnala l ultimo rapporto di BlackRock, gli assets gestiti da questo genere di fondi sfiorano ormai un controvalore di 200 miliardi di dollari, quasi 15 in più rispetto al giugno del Nel frattempo, spiegano ancora dalla Barilla, il 13,4% della popolazione mondiale soffre di denutrizione e le prospettive future dell accesso al cibo non sono rassicuranti, considerando che nel 2050 ci saranno 2,2 miliardi di persone in più da sfamare. L esperienza della World Bank Ciascun produttore (ma provate a proporlo a un contadino africano) potrebbe teoricamente fare ricorso ai contratti futures per mettersi al riparo dalla volatilità di mercato. Ma un future, al pari di qualsiasi titolo derivato, non equivale come noto a una polizza assicurativa, dal momento che per sottoscriverlo non è necessario detene- re il sottostante (in questo caso la materia prima). Insomma, potete possedere un azienda agricola in Ucraina o essere gestori di un fondo speculativo registrato alle Cayman: per il mercato non fa nessuna differenza. Per questo il mercato dei derivati ha potuto superare di gran lunga, in termini di controvalore, quello materiale dei generi alimentari. Per questo i capitali gestiti dagli Ect hanno potuto moltiplicarsi trascinando verso l alto il prezzo dei prodotti agricoli. E poco importa che Zoellick e i suoi fingano di ignorare il tutto e parlino del fallimento della strategia delle scorte ( not the best policy, ha spiegato), fornendo un assist al mercato finanziario. Tanto più che a questo genere di finzioni sembrano essere abituati da tempo. Nel 2008 la Banca mondiale scoprì l acqua calda. A favorire il rialzo record dei prezzi del comparto food - affermò un rapporto interno - era stato lo sviluppo dei biocarburanti, responsabile, in sintesi, della sottrazione di materia prima all uso alimentare nonché della spinta alla speculazione sul prezzo delle commodities. Quella relazione fu deliberatamente tenuta segreta fino a quando il quotidiano britannico Guardian non ne entrò in possesso. Una lezione da non dimenticare, visto che la corsa ai carburanti verdi continua tuttora. I futures sull etanolo hanno raggiunto il prezzo più alto degli ultimi tre anni mentre negli Usa, per la prima volta in assoluto, il quantitativo di mais utilizzato dal settore energetico ha superato quello destinato al comparto alimentare. La Fao, nel frattempo, ha scelto il suo nuovo segretario generale: il brasiliano Graziano da Silva, già promotore nel suo Paese del programma Fame Zero e chiamato sulla carta a far prevalere gli interessi del Pianeta a quelli strategici dei singoli Paesi. Il Brasile è tuttora il 2 produttore di etanolo nel mondo. Auguri.. 32 valori ANNO 11 N.91 LUGLIO / AGOSTO 2011 ANNO 11 N.91 LUGLIO / AGOSTO 2011 valori 33

18 finanzaetica nazioni unite Davide batte Golia La Fao cambierà volto? I Paesi in via di sviluppo battono l Occidente e fanno eleggere José Graziano da Silva ai vertici dell Agenzia Onu per l Alimentazione. Nel suo bagaglio il modello-brasile di lotta alla fame, imperniato sul programma Fame Zero. Basterà per ridare smalto a un istituzione ormai da tempo in crisi? di Emanuele Isonio Un vertice della Food and Agriculture Organization (Fao), nella sede di Roma. FAME ZERO IN BRASILE È UNA STRATEGIA TRASVERSALE quella che ruota attorno al programma noto come Fome Zero, introdotto dall ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e coordinato dal neodirettore Fao. Un bilancio iniziale di mezzo miliardo di dollari, oltre 50 iniziative diverse, un unico obiettivo: abbattere la malnutrizione. Aiuti finanziari alle famiglie più povere, costruzione di cisterne di acqua nelle aree semi-aride del Paese, apertura di ristoranti low cost, educazione alimentare, distribuzione di vitamine e integratori, sostegno alla piccola agricoltura, accesso al microcredito. I risultati, dopo 7 anni, parlano di 46 milioni di brasiliani salvati dalla povertà estrema. Il Programma Onu per lo Sviluppo ha calcolato che l 80% dei benefici sono arrivati alle famiglie più povere. La Banca mondiale ha ammesso che le entrate delle fasce più bisognose sono salite del 25%. E anche l istruzione ne ha tratto giovamento: il programma prevede infatti che, nelle scuole pubbliche, i bambini ricevano gratuitamente un pasto al giorno (due nelle aree più depresse). CHI CONTROLLA IL SISTEMA ALIMENTARE? 500 COMPAGNIE CONTROLLANO IL 70% DELL OFFERTA 7 MLD CONSUMATORI COMMERCIANTI I PROFITTI DI WAL-MART HANNO RAGGIUNTO 400 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2009, COME IL PIL DI TUTTI I PAESI A BASSO REDDITO FAO FOOD PRICE INDEX =100 QUATTRO COMPAGNIE (DUPONT, MONSANTO, SYNGENTA E LIMAGRAIN) DOMINANO PIU DEL 50% DELLE VENDITE DI SEMI A LIVELLO GLOBALE Nominale Reale 1,5 MLD PRODUTTORI finanzaetica CIBO: I PREZZI S INFIAMMANO. E CAUSANO RIVOLTE TRA LE ANALISI PRODOTTE PERIODICAMENTE DALLA FAO c è anche un indice - il Food Price Index - che misura di mese in mese i prezzi delle materie prime alimentari: un paniere di 55 prodotti, dai cereali al latte, dalla carne agli olii. Il GRAFICO, negli ultimi mesi, evidenzia una ripresa della corsa dei prezzi, come era già accaduto nel 2007, prima dell inizio della crisi finanziaria. Ma, spulciando tra i rapporti dell Agenzia Onu, si possono notare altre cose interessanti: come il dossier Crop Prospects and food situation di inizio 2011, dedicato alle previsioni di raccolte cerealicole mondiali. Tra i tanti segni negativi, saltano agli occhi quelli dei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo. Nel Nord Africa (vedi TABELLA ) la produzione è calata del 10%. Tra i dati peggiori, quelli di Egitto (-15%) e Tunisia (-52%). A conferma del legame già rilevato (Valori n. 87) tra la crisi agricola e le rivolte che hanno rovesciato questi governi. IMPRESE ALIMENTARI NESTLÈ, LA PIU GRANDE COMPAGNIA ALIMENTARE, CONTROLLA L 80% DELLA PRODUZIONE DI LATTE IN PERÙ E NEL 2000 ERA LA PRINCIPALE AZIENDA ALIMENTARE IN BRASILE GROSSISTI ED ESPORTATORI CARGILL, BUNGE E ADM CONTROLLANO QUASI IL 90% DEL COMMERCIO DEI CEREALI PRODUZIONE DI CEREALI IN NORD AFRICA DIFF.% 2010/2009 ALGERIA 32,4 41,1 35,7-13,1 EGITTO 2,0 5,3 4,5-15,1 MAROCCO 5,3 10,4 7,7-26,0 TUNISIA 1,2 2,5 1,2-52,0 FONTE: CROP PROSPECTS AND FOOD SITUATION FAO 2011 C ERA IL SOLE (E LA PRIMA AFA ESTIVA) a Roma il 26 giugno scorso. Ma non nel palazzo in stile razionalista voluto dal Duce per il ministero delle Colonie africane, che ospita dal 1951 il quartier generale della Food and Agricolture Organization (Fao). Nell aula delle sessioni plenarie, dove si stava eleggendo il nuovo direttore generale, c era tutt altro clima. Si respiravano tensione e stupore. L elezione del brasiliano José Graziano da Silva ha chiuso i 17 anni del senegalese Jacques Diouf e ha colto molti di sorpresa. Tanto che, da subito, è circolata una domanda: che corso prenderà ora la Fao? A fare previsioni, si sa, c è sempre il rischio di farsi smentire dai fatti. Ma, la nomina dell ex braccio destro di Lula, e il modo in cui è scaturita, spingono a correre quel rischio. Per più di un motivo: perché da Silva è il primo sudamericano al vertice dell agenzia per l Alimentazione delle Nazioni Unite in 66 anni di storia; perché la sua elezione ha i connotati di uno scontro alla Davide contro Golia, in cui il brasiliano, sostenuto dai Paesi in via di sviluppo, ha sconfitto per appena quattro voti (92 a 88) il candidato dei Paesi ricchi, l ex ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos; perché (e forse questo è l aspetto di maggiore curiosità), Da Silva nel suo Paese è L ex braccio destro di Lula è il primo sudamericano alla guida dell agenzia Onu. Dal mondo delle Ong trapelano segnali di speranza noto per essere stato artefice dell ambizioso programma Fame Zero, che ha salvato decine di milioni di brasiliani dalla povertà estrema (vedi BOX). Il tema caldo dell agricoltura A nutrire le maggiori speranze sembrano essere le Ong che, in modo più o meno esplicito, hanno mostrato fin da subito una certa simpatia per il candidato carioca. E sono da tempo preoccupate che il declino dell organismo delle Nazioni Unite possa indebolire ulteriormente gli interventi per la lotta alla fame. L ultimo campanello d allarme in tal senso si era avuto pochi giorni prima dell elezione di da Silva: «In occasione del G20 sull Agricoltura - spiega Alberta Guerra, Food policy officer di Action Aid International - è stato presentato il rapporto Agriculture Outlook 2011, prodotto non tanto dalla Fao quanto dall Ocse, dal Fondo monetario, dalla Banca mondiale e dal Wto. Un segnale che, tra gli addetti ai lavori, molti leggono come un tentativo di ridurre il suo peso sul tema agricoltura». Attorno al quale ruotano interessi economici stellari: a fronte di 7 miliardi di consumatori, rivela un rapporto di Oxfam (vedi GRAFICO ), ci sono 500 aziende che controllano il 70% dell offerta di cereali, quattro compagnie (Dupont, Monsanto, Syngenta e Limagrain) sovraintendono a oltre la metà della vendita di semi e tre marchi (Cargill, Adm e Bunge) si spartiscono il 90% del commercio di mais, grano e frumento. È plausibile che il neodirettore generale possa invertire la rotta? «La sua è una candidatura complessa», osserva Guerra. «Che un esponente del Brasile, Paese in forte crescita, guidi la Fao è un segnale forte - continua Guerra - ma il Brasile stesso è una realtà complessa. Gli interessi dei produttori di biocarburanti possono farsi sentire. Certo, da Silva è un grande esperto di agricoltura e malnutrizione. Ed è possibile che, con un Paese forte alle spalle, riesca a salvare la Fao dalla deriva tecnicistica che l ha attanagliata negli ultimi anni per farle recuperare il proprio ruolo politico». Le sfide di Graziano Un ruolo politico che le Ong sperano sia usato per incentivare un cambio di rotta nelle politiche agricole: «Da Silva ha tre compiti davanti a sé», commenta Elisa Bacciotti, direttrice Campagne e cittadinanza attiva di Oxfam Italia. «Rimettere al centro degli interventi gli agricoltori di piccola scala e le donne; fermare l insostenibilità dell attuale metodo di produzione agricola mondiale; agire per riformare i mercati alimentari globali e porre un freno alle manovre speculative. Sfide che il G20 ha dimostrato di non saper affrontare». La sfida del neodirettore Fao è di riuscire, attorno a questi tre nodi, a costruire un consenso tra gli Stati. Non tanto per attuare interventi dirigisti che intervengano direttamente sulla piaga-fame. «Piuttosto la Fao con da Silva può avviare un quadro di iniziative che agevolino gli Stati membri ad intraprendere strategie analoghe al Fome Zero brasiliano ma calate nelle realtà locali». Perché su una cosa nessuno discute: non c è una ricetta preconfezionata che rimetta al centro i piccoli agricoltori. E non esiste un unica soluzione alla fame nel mondo.. 34 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 35

19 finanzaetica speculazione alimentare finanzaetica FONTE: FAO INDICE DEI PREZZI REALI DEI BENI ALIMENTARI =100 Fao 350 Carne Latte Cereali 300 Olio Zucchero ANDAMENTO DEI PREZZI SUL MERCATO DI CHICAGO GENNAIO GIUGNO 2011 GRANO MAIS SEMI DI SOIA Nella pagina accanto, la foto di gruppo dei ministri dell Agricoltura del G20, all ultimo summit di Parigi. Qui a fianco, José Graziano da Silva, neo-direttore generale della Fao G20 Agricoltura Un fallimento annunciato Il consesso internazionale non è riuscito a fornire risposte al fenomeno più problematico e preoccupante: quello delle speculazioni. L accordo è al ribasso, nonostante la presidenza francese vi avesse puntato fortemente. di Andrea Barolini SI TRATTAVA DI UNOdegli appuntamenti più attesi per la presidenza francese del G20, che si concluderà nel prossimo novembre a Cannes. Ma è stato un mezzo disastro. Il consesso del Venti dedicato all agricoltura L IMPENNATA «DEVASTANTE» DEI BENI ALIMENTARI non è riuscito a fornire una risposta a una delle questioni che maggiormente preoccupano chi ha a cuore l economia reale di tutto il mondo: le speculazioni che negli ultimi mesi hanno colpito i beni alimentari sui mercati internazionali. Da mesi le pressioni sul livello dei prezzi dei beni alimentari hanno spinto al rialzo il costo del cibo in tutto il mondo. Soprattutto nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo. L indice della Food and Agricolture Organisation (Fao) ha segnato infatti solo nel mese di giugno un rialzo di tre punti percentuali, raggiungendo quota 234 punti. Complessivamente, dall inizio dell anno l aumento è stato del 39%. In termini reali (calcolando come base 100 i prezzi del triennio , il dato raggiunge i 205,3 punti. Vedi GRAFICO ). A fornire una nuova spinta all inflazione è stata la diminuzione della produzione di zucchero da parte del Brasile, che ha comportato un improvvisa carenza a livello internazionale. Il risultato è stato un aumento del 14% del prezzo del bene. In Cina, allo stesso modo, l inflazione ha toccato a giugno il 6,4%, nonostante le politiche monetarie restrittive messe in atto dal governo di Pechino e dalla Banca del Popolo. E tra i prodotti che sono cresciuti maggiormente figurano proprio quelli alimentari, che hanno segnato un +14% (anche in questo caso si tratta del rialzo più marcato degli ultimi tre anni). Un picco record, in particolare, l ha registrato la carne di maiale, fortemente consumata in Cina, che ha subito un rincaro del 57%. Ma l inflazione sul cibo è palpabile anche in numerose economie avanzate. Nel Regno Unito, ad esempio, il costo medio per l acquisto di prodotti alimentari è salito del 4,9% solamente nel mese di maggio, segnando l aumento più marcato degli ultimi 23 mesi. Una dinamica che secondo il segretario generale dell Ocse, Angel Gurria, potrebbe provocare «effetti devastanti» nei prossimi anni. A vincere sono stati gli interessi nazionali La riunione dei ministri dell Agricoltura, che si è tenuta alla fine di giugno a Parigi, aveva infatti come principale obiettivo quello di concordare una strategia per combattere la volatilità dei prezzi alimentari e aumentare la trasparenza nel settore. Ma già dopo gli incontri preparatori il ministro delle Politiche agricole parigino, Bruno Le Maire, aveva parlato di profonde divergenze, lasciando intendere che difficilmente si sarebbe potuto trattare di un incontro storico. Una sconfitta anche per il presidente Nicolas Sarkozy, dal momento che era stata proprio la Francia a premere per decisioni importanti. Alla fine il Gotha dell agricoltura globale è riuscito a trovare un compromesso solamente su cinque punti. Il primo riguarda la produzione agricola e la produttività e prevede in particolare maggiori investimenti per la ricerca e lo sviluppo, oltre a non meglio precisati trasferimenti di tecnologia dal Nord al Sud del mondo. In secondo luogo, si punterà a incrementare la trasparenza e le informazioni nei mercati fisici, grazie a una nuo va raccolta dati che sarà affidata alla Fao. Quest ultima dovrà, infatti, creare un database globale e monitorarne l andamento, provvedendo poi (entro il 2012) alla pubblicazione di un primo rapporto. Il terzo punto riguarda invece un maggiore coordinamento delle politiche internazionali, al fine di prevenire misure commerciali simili alla moratoria sulle esportazioni che è stata decisa unilateralmente dalla Russia nell estate del Il Cremlino, in quell occasione, aveva dichiarato un embargo totale del suo export di grano, in seguito alla siccità e agli incendi che avevano devastato vaste porzioni del suo territorio. Il che provocò immediatamente una forte volatilità nel mercato (a dimostrazione di quanto i prodotti alimentari siano sensibili agli scossoni). Il quarto impegno assunto dal G20 Agricoltura è legato alla riduzione degli effetti sulla vulnerabilità, che si tradurrà nell introduzione di riserve d emergenza di cibo e in facilitazioni nell accesso al credito garantite dalla Banca mondiale. Ma è l ultimo punto, quello legato alle nuove regole che avrebbero dovuto essere applicate ai mercati finanziari, a deludere fortemente: su tale questione i Venti sono rimasti estremamente vaghi. La responsabilità dei controlli è stata delegata ai ministri delle Finanze e ai governatori delle Banche centrali: ovvero ricalcando esattamente l attuale sistema di vigilanza. Per questo la stampa internazionale ha parlando senza remore di fallimento annunciato.. FONTE: LE MONDE 36 valori ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011

20 consumiditerritorio euronote Killeraggio politico Il candidato di fango di Paola Baiocchi QUANDO NEL 1957 VANCE PACKARD SCRISSE I persuasori occulti, il mondo della pubblicità aveva già capito che le leve migliori da muovere non sono quelle razionali, ma quelle emozionali e che un candidato politico può essere venduto come un sapone da bucato. Gli agenti pubblicitari cominciavano ad avvalersi di psicolinguisti, neurofisiologi, ipnotisti e psicobiologi: Le tecniche usate per scandagliare l inconscio vennero per la maggior parte - scriveva Packard - prese a prestito direttamente dalle cliniche psichiatriche. Le successive scoperte delle neuroscienze sono subito state messe al servizio del marketing, contribuendo a creare strategie di politica mediatica. Manuel Castells nel suo Comunicazione e potere mette nero su bianco parecchi di questi metodi, che hanno avuto un grande sviluppo grazie alla personalizzazione della politica. Andiamo a vedere se, per caso, vengono utilizzati anche in Italia. Dato che, dice Castells, le immagini negative hanno un effetto più efficace sul comportamento di voto di quelle positive, il killeraggio politico è l arma più potente della politica mediatica. Così una componente chiave di ogni campagna politica è la ricerca sull opposizione, fatta da specialisti che negli Stati Uniti hanno già prodotto della letteratura, come Confessions of a Political Hitman*, scritto da Stephen Marks, un consulente dei repubblicani che passava il tempo, secondo le sue parole, a scavare nel fango per distruggere le opportunità elettorali degli avversari dei suoi clienti, di solito candidati democratici, ma anche altri repubblicani da sconfiggere alle primarie. L incarico richiede ai medici del raggiro (spin doctors) di identificare mediante i sondaggi e i consulenti politici i punti deboli degli avversari e poi di cominciare a scavare nella loro vita privata. Le informazioni raccolte - continua Castells - vengono elaborate alla luce di ciò che sarebbe più controproducente secondo i sondaggi e vengono infine trasformate in messaggi ai media, o come spot pubblicitario lesivo o come informazione lasciata trapelare a giornalisti ben collocati, con tanto di prove visive a corredo quando possibile. Ogni campagna deve anche accumulare informazioni di rappresaglia per rispondere agli attacchi, ma anche da usare come deterrente. Immaginiamo che, nel caso di candidati ugualmente ricattabili, si produca una situazione informativa di stallo. Mentre i consulenti fanno ricerche sull opposizione, compiono anche la valutazione di vulnerabilità sui punti deboli del proprio candidato, per prevenire attacchi a sorpresa. Una volta completate le ricerche, ai signori della black propaganda serve ora l aiutino dei media ai quali far arrivare una fuga di notizie. Ma tutto questo cosa c entra con l informazione?. * Confessioni di un killer politico: la mia vita segreta di scandali, corruzione, ipocrisia e sporchi attacchi che decidono chi è eletto (e chi no) La soia vola Mucca pazza addio Oppure no? dall ombelico dell Europa Roberto Ferrigno IL 2011 È STATO UN ANNO TERRIBILE per la sicurezza alimentare in Europa. Dopo la grave contaminazione da diossine dei mangimi che portò alla chiusura di oltre allevamenti tedeschi, con ripercussioni in Olanda e Belgio, in giugno è esploso il caso dell Escherichia coli (E.coli), con una versione particolarmente tossica del batterio che ha provocato decine di vittime, causando danni permanenti ad almeno 800 persone. L origine della contaminazione resta sconosciuta, dopo che sul banco degli accusati erano finiti i cetrioli spagnoli e i semi di soia tedeschi. Nel frattempo si procede speditamente verso la fine della proibizione dell uso di mangimi animali, misura adottata nel 2001 a seguito dell esplodere del morbo della mucca pazza. Il bando delle farine animali negli allevamenti europei ha permesso di diminuire drasticamente, ma non eliminare, i casi di mucca pazza. Per questo motivo, l Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha espresso cautela sull ipotesi di un ritorno ai mangimi animali. Eppure la Commissione europea tira dritto per la sua strada, sottoposta a pressioni delle lobbies agro-alimentari che caldeggiano l abolizione del bando in nome di una presunta carenza di proteine negli attuali mangimi. In realtà è l aumento dei prezzi della soia sui mercati internazionali a preoccupare. La soia proviene da Brasile, Argentina, Stati Uniti e India e il suo prezzo è balzato nel 2011 del 34% con oltre 24 milioni di tonnellate importate. Finora gli aumenti sono stati pagati dagli allevatori, i cui margini di guadagno si restringono sempre più. Ma, con la crisi che perdura, la prospettiva di eventuali aumenti al consumo terrorizza la Commissione. Il ritorno dei mangimi animali potrebbe quindi contribuire a calmare i prezzi della carne. Ma con quali possibili conseguenze per la salute degli europei?. ANNO 11 N.92 SETTEMBRE 2011 valori 39

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