UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA LA FIAT E LO SVILUPPO DEL SISTEMA COMMON RAIL AUTOMOBILISTICO. UNA GRANDE OCCASIONE PERDUTA?

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO DIPARTIMENTO DI ECONOMIE, SOCIETÀ E ISTITUZIONI TESI DI LAUREA LA FIAT E LO SVILUPPO DEL SISTEMA COMMON RAIL AUTOMOBILISTICO. UNA GRANDE OCCASIONE PERDUTA? Relatore: Ch.mo Prof. SERGIO NOTO Laureando: CARLO DE PELLEGRIN ANNO ACCADEMICO

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3 Ai miei genitori, Giuliana e Ovidio, che mi hanno dato la possibilità di vivere l esperienza universitaria.

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5 INDICE INTRODUZIONE... 1 CAPITOLO 1: L INNOVAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO 1.1 I PROCESSI INNOVATIVI Idea, Scoperta, Invenzione Innovazione L importanza dell innovazione Il rapporto tra l innovazione e la ricerca e sviluppo (R&S) Come nascono le innovazioni La relazione tra invenzione, innovazione e brevetto IL CARATTERE CUMULATIVO DEI PROCESSI INNOVATIVI, ALCUNI ESEMPI La macchina a vapore L elettricità L aeroplano L occhiale L INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN ITALIA Gli investimenti nelle attività di ricerca L attività innovativa In sintesi CAPITOLO 2: STORIA ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA D INIEZIONE PER MOTORI DIESEL 2.1 LE ORIGINI DEL MOTORE DIESEL E I SUOI PRIMI UTILIZZI IN CAMPO AUTOMOBILISTICO Rudolf Diesel e l invenzione del motore ad accensione per compressione Robert Bosch e Harry Ricardo: il motore Diesel si accomoda in automobile ALCUNI PASSI STORICI NELLO SVILUPPO DEL SISTEMA D INIEZIONE DIRETTA DIESEL COMMON RAIL I primitivi sistemi d iniezione Common Rail La via verso l odierno sistema d iniezione Common Rail... 84

6 2.3 LE CARATTERISTICHE GENERALI DEL SISTEMA D INIEZIONE COMMON RAIL I componenti del sistema Il funzionamento del sistema Prestazioni e vantaggi del sistema CAPITOLO 3: LA FIAT E LO SVILUPPO DEL SISTEMA COMMON RAIL AUTOMOBILISTICO 3.1 LA CRISI PETROLIFERA DEGLI ANNI SETTANTA: ALL ORIGINE DELLE RICERCHE FIAT I RUGGENTI ANNI OTTANTA DELLA FIAT: VITTORIO GHIDELLA SCOMMETTE SULL INIEZIONE DIRETTA DIESEL Il primo risultato concreto, la Fiat Croma 1.9 TD i.d Fiat Auto punta sull iniezione diretta Diesel: si affida il progetto alla Magneti Marelli La costituzione di Elasis DAL BOOM ALLA CRISI DEI PRIMI ANNI NOVANTA: IL PROGETTO COMMON RAIL PROSEGUE, MA SENZA GHIDELLA LA FIAT NON CI CREDE FINO IN FONDO Elasis inizia a lavorare al Common Rail e Magneti Marelli minimizza la sua attività operativa nel progetto Tutto (o quasi) a Bari La cessione del Common Rail alla Bosch CAPITOLO 4: DOPO LA CESSIONE DEL COMMON RAIL ALLA BOSCH 4.1 VERSO LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL NUOVO SISTEMA L arrivo di Bosch a Bari e il trasferimento del know-how a Stoccarda Il lancio al pubblico delle prime auto Common Rail IL BOOM DEL DIESEL NEL SEGNO DEL COMMON RAIL UNA GRANDE OCCASIONE PERDUTA DALLA FIAT? I contesti storico-aziendali delle decisioni fondamentali Le motivazioni della cessione I plus e i minus della cessione Si poteva far meglio? CONCLUSIONI VI

7 BIBLIOGRAFIA ALTRE FONTI SITI INTERNET RICEVUTE APPENDICE A APPENDICE B APPENDICE C APPENDICE D VII

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9 INDICE DELLE FIGURE Fig. 1.1 Idea, Scoperta, Invenzione... 6 Fig. 1.2 Processo innovativo originato dalla domanda Fig. 1.3 Processo innovativo originato dalla tecnologia Fig. 1.4 Relazione tra invenzione, innovazione e brevetto Fig. 1.5 Sfera di Eolo o Eolipila di Erone, I sec. d.c Fig. 1.6 Amico del minatore o macchina per sollevare acqua con il fuoco di Savery, Fig. 1.7 Locomotiva Rocket di Stephenson, Fig. 1.8 La prima macchina elettrica a strofinio dovuta a von Guericke con globo di zolfo, Fig. 1.9 Esemplare di pila di Volta Fig Guglielmo Marconi col suo primo telegrafo, Fig Il primo aeroplano: il Flyer dei fratelli Wright, Fig Il Messerschmitt Me-262, primo aereo a reazione Fig Boeing 737, attualmente l'aereo di linea più diffuso al mondo Fig Effige del vescovo occhialuto Ugone da Provenza, Fig I primi occhiali con astine da tempia di Edward Scarlett, Fig Investimenti in R&S come percentuale del PIL, anni Duemila Fig Percentuale di spesa in R&S delle prime cinque imprese italiane e statunitensi sul totale della spesa in R&S privata, Fig Spese in R&S come percentuale del PIL, 2002 o ultimo anno disponibile Fig Quota percentuale dei brevetti italiani registrati negli Stati Uniti sul totale dei brevetti rilasciati a residenti stranieri ( ) Fig. 2.1 Il brevetto n rilasciato a Rudolf Diesel il 23 febbraio Fig. 2.2 Il terzo motore realizzato da Diesel, il primo adatto all uso pratico, febbraio Fig. 2.3 Una delle prime applicazioni della pompa in linea Bosch, Fig. 2.4 Precamera a turbolenza Comet Mark III di Ricardo, primi anni Fig. 2.5 Il propulsore della Mercedes-Benz 260D, si possono notare: una delle precamere (ricavate nella testata) e la pompa d iniezione Bosch (in azzurro)... 76

10 Fig. 2.6 La Mercedes-Benz 260D del 1936, prima vettura Diesel destinata alla produzione di serie Fig. 2.7 Il sistema d iniezione di James McKechnie, brevetto britannico n. 27,579 del Fig. 2.8 Sistema d iniezione Sulzer con controllo di pressione tramite valvola di regolazione, Fig. 2.9 Primitivi sistemi d iniezione ad accumulo (Akkumulierungseinspritzung) sviluppati dal professor Gustav Eichelberg durante gli anni 30 e Fig Iniettore elettromagnetico Sopromi del 1969, inventori: Louis Monpetit, Robert Huber e Jacek Ufnalewski Fig Il Motore Diesel Iveco col primitivo sistema d iniezione Common Rail cosiddetto Dereco-Berchtold, Fig Sistema d iniezione Common Rail: schema generale Fig Pompa ad alta pressione Radialjet Fig Accumulatore dell alta pressione (Rail) Fig Polverizzatore VCO Fig Elettroiniettore (schema) Fig Motori Diesel: a precamera (A), a precamera di turbolenza (B) e iniezione diretta Common Rail (C) Fig. 3.1 La Fiat Croma 1.9 TD i.d., prima automobile al mondo a iniezione diretta di gasolio Fig. 3.2 Iniettori prototipali Dereco e pompa commerciale Wimmer, Fig. 3.3 Schema del sistema E.D.I.A.I., poi Unijet-Common Rail. Disegno autografo dell ingegner Francesco Paolo Ausiello, marzo Fig. 3.4 Elettroiniettori prototipali sviluppati all Elasis di Bari, Fig. 3.5 Disegno dell iniettore elettromagnetico contenuto in uno dei brevetti ceduti a Bosch Fig. 4.1 Alfa Romeo 156 JTD, prima auto al mondo equipaggiata con motore Diesel Common Rail (ottobre 1997) Fig. 4.2 Mercedes-Benz classe C 220 CDI, seconda auto al mondo equipaggiata con motore Diesel Common Rail (dicembre 1997) X

11 Fig. 4.3 Quote di mercato in Europa Occ. e in Italia di autovetture Diesel dal 1995 al Fig. 4.4 Prezzi in euro al litro (rivalutati) di gasolio e benzina dal 1975 al 2005*, in relazione alla quota di mercato delle auto Diesel in Italia Fig. 4.5 Sistemi Common Rail e iniettore-pompa (Unit Injector) Bosch per autovetture XI

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13 INDICE DELLE TABELLE Tab. 1.1 Le tappe evolutive del sistema scientifico Tab. 1.2 Peso percentuale delle spese in R&S sul PIL per alcuni paesi e anni benchmark ( ) Tab. 1.3 Spese in R&S come percentuale del PIL, 2002 o ultimo anno disponibile Tab. 1.4 Quota percentuale dei brevetti rilasciati negli Stati Uniti a residenti stranieri per paese e anni benchmark ( ) Tab. 1.5 Brevetti rilasciati negli Stati Uniti a residenti stranieri per paese (per milione di abitanti) e anni benchmark ( ) Tab. 1.6 Modello di specializzazione (RTA) dell Italia per categorie tecnologiche ( ) Tab. 1.7 Graduatoria delle prime 10 imprese innovatrici italiane Tab. 4.1 Quote di mercato in Europa di autovetture Diesel per Paesi dal 1995 al Tab. 4.2 Immatricolazioni in Europa di autovetture Diesel per Paesi dal 1995 al Tab. 4.3 Variazioni annue delle quote di mercato di autovetture Diesel in Italia e in Europa dal 1995/96 al 2004/ Tab. 4.4 Peso percentuale delle vetture Diesel nei vari segmenti di mercato in Italia dal 1999 al Tab. 4.5 Quote detenute dai diversi fornitori nel mercato europeo dei sistemi d iniezione

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15 INTRODUZIONE La stesura della tesi è iniziata grazie alla volontà del professor Sergio Noto di fare luce sulla vicenda del Common Rail, il sistema d iniezione per motori Diesel che, da dieci anni a questa parte, sta rivoluzionando il mercato automobilistico europeo. Superficialmente a conoscenza dei fatti, ho accolto con immediato entusiasmo la proposta del professore, in quanto mi permetteva di coniugare due miei grandi interessi: ovviamente l economia, nella sua declinazione di storia delle imprese, e la tecnologia, in particolare quella motoristica (non posso, infatti, scordare come la mia carriera universitaria abbia avuto un prologo alla Facoltà di Ingegneria Meccanica dell Università degli Studi di Brescia nell anno accademico ). Dato per acclarato il rapporto tra innovazione tecnologica e redditività aziendale, con questo lavoro ho voluto andare a verificare quale è stato l impatto economico di quella che si può definire, senza timore di esagerare, l invenzione della fine del XX secolo in campo motoristico: il Common Rail. La metà delle automobili vendute oggi in Europa è a gasolio. Chissà che cosa direbbe l ingegnere tedesco Rudolf Diesel nel vedere il suo motore portato a tanta gloria. Di questo boom dovrebbe ringraziare anche un gruppo di ingegneri e dottori italiani che con grande entusiasmo hanno lavorato anni per realizzare proprio il sistema Common Rail. Eppure, per vederlo trasformato in realtà industriale, si è dovuto cedere tutto a un grande gruppo come Bosch. Quegli ingegneri e dottori lavoravano per la Fiat e il Common Rail è una storia di eccellenza italiana. Il fatto è che, a nove anni dal lancio dell Alfa Romeo 156 e della Mercedes-Benz classe C, prime auto a esserne equipaggiate, ben poche persone forse ricordano che questo sistema, ormai impiegato da oltre quindici costruttori, è stato pensato e sviluppato dentro i nostri confini. Il mio impegno è stato, dopo una premessa dedicata all innovazione (definizione, carattere cumulativo, caso italiano), quello di ricostruire tutta la storia del sistema Common Rail in un continuo e inevitabile intreccio tra aspetti tecnologici ed economici dell attività industriale. Tutto questo è stato finalizzato a cercare di capire, forse presuntuosamente, perchè da Torino, o meglio da Bari, il Common Rail migrò a Stoccarda, alla Bosch.

16 INTRODUZIONE La domanda alla base di questo lavoro è stata: una diversa gestione dell affare Common Rail avrebbe potuto modificare il destino del più grande gruppo imprenditoriale italiano, la Fiat appunto, oppure la scelta industriale di cedere il progetto ha avuto un compiuto senso economico? Desidero precisare che per la stesura di questo lavoro è stata fondamentale la ricerca del materiale sulla rete Internet, che mi ha permesso di reperire informazioni non ancora disponibili sui tradizionali canali di ricerca e, cosa non secondaria, ha rappresentato un utile strumento per contattare in tempi rapidi tutti i soggetti indispensabili alla realizzazione del mio progetto. Trattandosi di fatti abbastanza recenti, nel mio lavoro di ricerca ho incontrato diverse difficoltà, poiché non esiste una pubblicistica esauriente che abbia potuto sostituire le interviste personali. A mia conoscenza è, infatti, la prima volta che la vicenda del Common Rail Fiat viene affrontata in maniera così completa e sistematica. In sostanza, l originalità del mio lavoro deriva proprio dal fatto che si basa, in buona parte, su fonti che spesso per la prima volta hanno offerto elementi per delineare un quadro dei fatti. La ricostruzione di questi ultimi non è stata dunque facile e mi ha imposto di far ricorso a informazioni e dati originali non verificati, ottenuti grazie a interviste dirette e scambi di con coloro che sono stati coinvolti, con diversi ruoli e a diversi livelli, nella saga del Common Rail. Alle citate difficoltà si è aggiunta anche una certa riservatezza dei miei interlocutori che, in relazione ad alcune dichiarazioni sensibili, hanno voluto comprensibilmente escludere espliciti riferimenti alla loro persona. Certe informazioni compaiono dunque nel testo della tesi come Fonte riservata e ciò non in quanto io abbia voluto attribuire al mio lavoro un alone di mistero, ma essenzialmente perchè si tratta di segreti industriali e aziendali e di grandi strategie di mercato che, anche se riguardanti il passato, gli interessati non hanno voluto giustamente divulgare in connessione al loro nome. Dopo una prima valutazione delle informazioni raccolte sulla Rete, ho dato dunque inizio a una minuziosa attività di contatti personali, in principio attraverso lo strumento della posta elettronica (alla fine del lavoro le inviate sono state 215, per le quali ho ricevuto 134 risposte dagli interpellati) e successivamente anche con interviste realizzate personalmente. 2

17 INTRODUZIONE Questo lavoro non sarebbe mai stato realizzabile senza la fondamentale collaborazione delle persone che, grazie alla loro estrema disponibilità, mi hanno permesso di elaborare le parti della tesi relative a: la storia e l evoluzione del sistema Common Rail, la Fiat e lo sviluppo del Common Rail, le vicende successive alla cessione del Common Rail e l opportunità della stessa. La loro diretta testimonianza ha dato un valore aggiunto alla mia tesi, in quanto la redazione delle parti in questione ha avuto luogo soprattutto grazie alle informazioni, altrimenti introvabili, fornite da chi, in diversi periodi, ha preso attivamente parte alla storia del Common Rail. Un particolare ringraziamento va, dunque, all ingegner Francesco Paolo Ausiello, R&D Diesel and University Relation Director Magneti Marelli PWT, che è stato dal 1985 al 1991 il principale responsabile delle attività di sviluppo del progetto Common Rail di Fiat. L ingegner Ausiello, nel corso dell incontro concessomi il 29 novembre 2005 presso la sede bolognese della Magneti Marelli (si veda Appendice A), ha avuto la pazienza di spiegarmi dettagliatamente come è nato il progetto Common Rail, quali erano gli obiettivi di Fiat in relazione al nuovo sistema d iniezione e quali sono state le dinamiche connesse alla sua implementazione nel periodo L ingegner Ausiello mi ha anche fornito importanti informazioni circa i precedenti studi sui quali si è innestata l attività di Fiat finalizzata allo sviluppo del sistema Common Rail. Un medesimo particolare ringraziamento va all ingegner Stefano Iacoponi, attualmente socio di alcune aziende di progettazione e consulenza tecnica e organizzativa, che in passato ha ricoperto ruoli di prima grandezza nel gruppo Fiat, come quello di direttore tecnico di Fiat Auto dal 1991 al 1999 e quello di presidente del Centro Ricerche Fiat (CRF) dal 1999 al L ingegner Iacoponi, attraverso un intenso scambio di tra il dicembre 2005 e il febbraio 2006 (si veda Appendice B), mi ha fornito informazioni che si sono rivelate fondamentali al fine di collegare l aspetto tecnologico della vicenda Common Rail con quello economico e di politica industriale in particolare. Sono particolarmente grato all ingegner Iacoponi, perchè grazie a lui sono riuscito a liberarmi da molti preconcetti, legati alla visione quasi mistica del prodotto Common Rail presente su molte pubblicazioni giornalistiche, i quali mi avevano immancabilmente condotto a considerare la cessione del progetto alla Bosch come un regalo incomprensibile. Affrancato da questi pregiudizi mi sono 3

18 INTRODUZIONE impegnato nel difficile compito di cercare di capire davvero i motivi per i quali si è giunti a un certo accordo, inserendo il tutto nel contesto storico-aziendale di riferimento. Un grazie speciale va poi all ingegner Callisto Genco, attualmente Exhaust System Project Engineer in un azienda di sistemistica veicoli del Lussemburgo, che è stato ricercatore al centro Elasis di Bari dal 1991 al L ingegner Genco, nel corso di una lunga intervista telefonica realizzata il 13 dicembre 2005 (si veda Appendice C), mi ha informato dell intensa attività svolta presso il centro Elasis (Società consortile del gruppo Fiat) di Bari, dove è stato finalizzato il progetto Common Rail successivamente commercializzato da Bosch. L ingegner Genco mi ha ragguagliato in particolare sulle problematiche affrontate per sviluppare il nuovo prodotto e sui brevetti realizzati, sulla presentazione del prodotto a Mercedes-Benz e Bosch, su alcuni perchè della cessione e sui termini più generali del patteggiamento Fiat-Bosch. Un sentito ringraziamento va anche all ingegner Ferruccio Tonello, dirigente di Fiat Powertrain Technologies, che al CRF si è occupato della prima applicazione del Common Rail su motore. L ingegner Tonello, nel corso dell incontro concessomi il 17 novembre 2005 presso la sede di Fiat Powertrain Technologies di Torino (si veda Appendice D), mi ha anch esso fornito importanti informazioni e pareri sulla storia del Common Rail alla Fiat. Grazie infine all ingegnere svizzero Walter Knecht, direttore generale di Dereco/ Iveco Motorenforschung dal 1982 al 2003, il quale mi ha inviato un suo scritto che si è rivelato basilare per ricostruire gli studi sul sistema Common Rail antecedenti al progetto portato avanti dalla Fiat. Grazie a tutte queste persone e a tutti coloro che mi hanno aiutato e che non ho potuto citare, grazie soprattutto per la loro gentilezza e disponibilità. 4

19 CAPITOLO 1: L INNOVAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO 1.1 I PROCESSI INNOVATIVI La vita di tutti i giorni è costellata di innovazioni. Alcune di queste entusiasmano, come nel caso degli ultimi ritrovati della tecnologia quali, per esempio, i navigatori satellitari o i lettori mp3, altre sono date per scontate, come forme di assistenza medica più moderne o modelli di formazione di base e continua orientati al futuro, altre ancora, invece, passano spesso inosservate, come nel caso di un nuovo software gestionale dedicato al settore della vendita delle bevande in un esercizio ricettivo. Resta il fatto che le innovazioni, non importa a quale ambito esse si riferiscano, sono un pilastro importante dell economia e della società Idea, Scoperta, Invenzione Al concetto di innovazione si è per lo più soliti associare i concetti di idea, scoperta e invenzione. Per idea si intende in generale una trovata o una nuova rappresentazione mentale 1. I concetti di scoperta e invenzione sono invece molte volte confusi. L espressione scoperta può essere utilizzata in termini generali per designare tutte le forme di conoscenza della natura, attengano esse alla mera descrizione empirica di determinati oggetti o fenomeni naturali, ovvero alla spiegazione scientifica delle cause, degli effetti e delle relazioni intercorrenti tra essi 2. Per invenzione si intende invece la soluzione di un problema tecnico da cui segue la realizzazione, da parte dell uomo, di qualcosa che prima non esisteva 3. 1 Oswald LECHNER e Barbara MORODER, ottobre 2005, Innovazione. Appunti per gli studenti sul tema dell innovazione, <http://www.hk-cciaa.bz.it/servizi/wifo/school/pdf/innovation_it.pdf>, ( ), p Giuseppe SENA, La brevettazione delle scoperte e delle invenzioni fondamentali, in «Rivista di Diritto Industriale», Milano, Giuffrè Editore, 1990, parte I, pp. 318, Alessio MISURI e Sonia CARBONE (a cura di), 2004, Creatività ed Innovazione. Una breve storia dei processi che portano al cambiamento della società, <http://www.dintec.it/dispense.pdf>, ( ), p. 9.

20 CAPITOLO 1 Idea...nuovo pensiero Scoperta...non ancora conosciuto Invenzione...qualcosa di nuovo Fig. 1.1 Idea, Scoperta, Invenzione. Le prime invenzioni si devono all ingegno dell uomo primitivo. Egli si accorse, ad esempio, che una pietra stretta in mano permetteva di potenziare l azione del braccio, rendendo possibili attività prima impensabili come il taglio e la lavorazione del legno e di altri materiali. Fu questa osservazione che condusse all invenzione dell ascia di pietra. È inventore chi realizza qualcosa di nuovo o apporta un miglioramento tanto rilevante in campo tecnico da poter essere definito un invenzione. Un inventore è colui il quale: 1. riconosce un problema; 2. ha la volontà di risolvere tale problema tecnico in modo originale e nuovo; 3. è riuscito in questo intento almeno una volta nella sua vita 4. L immagine classica dell inventore è quella di una persona particolarmente creativa, intelligente e spesso stravagante. Alla base di questa figura si possono individuare, in parte, luoghi comuni nati su leggende metropolitane o su figure emblematiche (su tutte quella di Leonardo da Vinci) e, in parte, il bisogno di attribuire 4 Oswald LECHNER e Barbara MORODER, Innovazione, cit., p. 4. 6

21 L INNOVAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO caratteristiche eccezionali a persone in grado di trovare soluzioni non convenzionali ai problemi, siano questi più o meno comuni. Tuttavia gli inventori moderni necessitano di solide basi tecniche per poter risolvere le problematiche cui si confrontano ogni giorno. Ciò aiuta a comprendere perché difficilmente l inventore sia anche un innovatore. L inventore si confronta solitamente con problemi tecnici ed è quindi focalizzato su aspetti tipicamente tecnologici, piuttosto che economici o sociali; egli solitamente, dopo aver affrontata e risolta una criticità, volge lo sguardo verso il prossimo ostacolo, piuttosto che fermarsi a pensare su come impiegare estensivamente l invenzione. Non si vuole così intendere che l inventore non sia in grado di individuare le potenzialità della propria invenzione ma, piuttosto, che la forte attenzione alle caratteristiche tecniche del progetto gli rende più difficile tale compito 5. Noti inventori di successo sono lo statunitense Thomas Alva Edison 6 e il tedesco Artur Fischer Innovazione Affrontando il tema innovazione sicuramente vengono alla mente molti concetti diversi che scaturiscono dall esperienza quotidiana, dalle informazioni provenienti dai mass media e, più in generale, dall ambiente frequentato. Una cosa è certa però, il termine innovazione non equivale a quello di invenzione. Letteralmente innovazione significa: novità, rinnovamento, riforma, modifica, cambiamento, mutamento, trasformazione 8. L innovazione è un fenomeno complesso che si alimenta sia con conoscenze empiriche sia con conoscenze scientifiche, finalizzate alla creazione di un ritorno economico. Più precisamente, si può parlare di 5 Alessio MISURI e Sonia CARBONE (a cura di), Creatività ed Innovazione, cit., p Thomas Alva Edison (Milan, Ohio - Stati Uniti, 11 febbraio West Orange, New Jersey, Stati Uniti, 18 ottobre 1931) fu inventore e uomo d'affari. Edison era considerato uno dei più prolifici inventori del suo tempo, avendo ottenuto il record di brevetti a suo nome, ad esempio il fonografo, la lampadina elettrica, la macchina per scrivere. <http://it.wikipedia.org/wiki/thomas_alva_edison>, ( ). 7 Artur Fischer (Tumlingen, Baden Württemberg Germania, 31 dicembre 1919) è inventore e uomo d affari. Ha ottenuto brevetti a suo nome, ad esempio il tassello in nylon. <http://de.wikipedia.org/wiki/artur_fischer>, ( ). 8 Lucio FELICI et al. (a cura di), 1987, Il grande dizionario Garzanti della lingua italiana 2003, Milano, Garzanti Linguistica, 2002, p

22 CAPITOLO 1 innovazione, quando l impresa introduce sul mercato una nuova conoscenza o una nuova modalità di utilizzo di competenze esistenti allo scopo di sfruttarle economicamente. Alla base dell innovazione vi può quindi essere un invenzione, un brevetto o una semplice intuizione, ma affinché queste si traducano in vera e propria innovazione è necessario che si attivi un processo di valorizzazione economica. Con il termine valorizzazione economica di un innovazione si fa riferimento pertanto alla sua adozione da parte delle imprese, esistenti o nuove, e alla conseguente traduzione in risultati economici concreti 9. Appare a questo punto chiara la netta distinzione concettuale tra invenzione ed innovazione, evidenziata per primo dall economista austriaco Joseph A. Schumpeter: Fintanto che non sono adottate in pratica, le invenzioni dal punto di vista economico sono irrilevanti. E il portare ad effettuazione un miglioramento è un compito completamente diverso da quello di inventarlo, e inoltre un compito che richiede tipi di capacità completamente differenti. Sebbene naturalmente gli imprenditori possano essere inventori, come possono essere capitalisti, essi non sono inventori a motivo della natura della loro funzione ma soltanto per coincidenza e viceversa. Non solo, ma le innovazioni la cui introduzione caratterizza la funzione dell imprenditore, non devono affatto essere necessariamente invenzioni. 10. Il processo di invenzione è dunque legato al campo delle attività tecnicoscientifiche, mentre l innovazione si lega alla tecnologia e alle capacità imprenditoriali. Non è sufficiente saper concettualizzare una nuova idea (perception), si deve essere anche in grado di agire per introdurre nel mercato l invenzione (action). L applicazione di un invenzione ad un prodotto/processo richiede una precisa strategia aziendale e l operare delle forze del mercato che accolga positivamente l innovazione, determinandone il valore per i consumatori. Sono questi ultimi, infatti, a detenere il potere di selezione positiva o negativa delle innovazioni Alessio MISURI e Sonia CARBONE (a cura di), Creatività ed Innovazione, cit., p Joseph A. SCHUMPETER, 1971, Teoria dello sviluppo economico, Firenze, Sansoni, 1971, p. 98; ed. orig. 1911, Theorie der wirtschaftlichen Entwicklung, Berlin, Duncker & Humblot, Fiorenza BELUSSI, marzo 2004, Il management dell innovazione, <http://www.decon.unipd.it/info/sid/materiale3/bel-management_innovazione.pdf>, ( ), pp. 6, 7. Sempre alla pagina 6 di tale contributo si sottolinea anche la distinzione tra scienza e tecnologia. La 8

23 L INNOVAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO L innovatore ha dunque il fondamentale ruolo di comprendere fino in fondo il potenziale che si cela in un invenzione (ne sia egli stesso l inventore oppure no), modificandone eventualmente certi aspetti, integrandone altri, proseguendo sulla strada aperta dall inventore. Le competenze che possono portarlo a percorrere il cammino da lui stesso prefissato sono molteplici, alcune saranno economiche, altre tecniche, altre ancora sociali, ma tutte dovranno cooperare per realizzare l interpretazione del valore rappresentato dall invenzione iniziale per la società 12. Come detto il concetto di innovazione può avere differenti declinazioni. In ambito economico Schumpeter suddivide l innovazione in più forme di cambiamento: 1. Produzione di un nuovo bene, vale a dire di un bene non ancora familiare alla cerchia dei consumatori, o di una nuova qualità di un bene. 2. Introduzione di un nuovo metodo di produzione, vale a dire non ancora sperimentato nel ramo dell industria in questione, che non ha affatto bisogno di fondarsi su una nuova scoperta scientifica e che può consistere anche in un nuovo modo di trattare commercialmente una merce. 3. Apertura di un nuovo mercato, vale a dire di un mercato in cui un particolare ramo dell industria di un certo paese non era ancora penetrato, sia che questo mercato esistesse già prima oppure no. 4. Conquista di una nuova fonte di approvvigionamento di materie prime e di semilavorati, anche qui sia che questa fonte di approvvigionamento esistesse già prima sia che si debba innanzitutto crearla. 5. Attuazione di una riorganizzazione di una qualsiasi industria come la creazione di un monopolio (ad esempio mediante la formazione di un trust ) o la sua distruzione. 13. scienza, in generale, rappresenta la ricerca di nuova conoscenza connessa alla formulazione di nuove teorie scientifiche. La tecnologia, invece, rappresenta l applicazione di nuova conoscenza appresa attraverso il metodo scientifico a problemi di tipo pratico. 12 Alessio MISURI e Sonia CARBONE (a cura di), Creatività ed Innovazione, cit., p. 9, Joseph A. SCHUMPETER, Teoria dello sviluppo economico, cit., p. 76. Esempi di innovazioni: del tipo 1 sono il personal computer e il motore a reazione; del tipo 2 sono robot e macchine a controllo numerico computerizzato; del tipo 3 è l internazionalizzazione; del tipo 4 sono la plastica e i nuovi materiali in generale; del tipo 5 sono la forma a matrice e il layout per celle. 9

24 CAPITOLO 1 Senza la pretesa di esaurire il denso universo delle classificazioni di innovazione, se ne propongono qui altre due, fra le più significative ed utilizzate. La prima distingue le innovazioni in: - assolute (o di mercato), se la corrispondente offerta viene introdotta sul mercato per la prima volta; - relative (o d impresa), se l offerta risulta un elemento di novità solo per l impresa in questione e non per il mercato di per sé 14. La seconda, invece, prevede le seguenti tipologie: - innovazioni incrementali, se introduzione di miglioramenti in prodotti o processi esistenti; - innovazioni radicali, se introduzione di prodotti/processi non esistenti nel mercato; - nuove architetture di prodotto, se configurazione dei rapporti di interdipendenza e integrazione tra componenti di un prodotto; - nuovi paradigmi tecno-economici, se sistemi di innovazioni radicali e incrementali collegate con effetti pervasivi anche su organizzazione, management e istituzioni del sistema economico L importanza dell innovazione L innovazione è strettamente correlata allo sviluppo economico e al benessere sociale 16. A tal proposito Schumpeter, già nel 1911, afferma: 14 Oswald LECHNER e Barbara MORODER, Innovazione, cit., p. 6. Esempio di innovazione assoluta è l introduzione sul mercato della bevanda Red Bull; di innovazione relativa si può invece parlare nel caso del lancio della barretta energetica Loacker. 15 Salvatore TORRISI, Economia e management dell innovazione, <http://web.unicam.it/matinf/dispense/torrisi/dispense/economia%20e%20gest%20delle%20imprese/inn ovazione.pdf>, ( ), pp. 4, 5. Esempi di innovazioni: incrementali sono le nuove funzionalità; radicali sono il nylon e il microprocessore. Esempi di nuovi paradigmi tecno-economici sono l energia elettrica e l information technology. 16 Oswald LECHNER e Barbara MORODER, Innovazione, cit., p

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