TARY2050. Pag. 3 - Il Premio Giono allo scrittore Frégni

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1 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:29 Pagina 1 La pace attraverso il servizio Sakuji Tanaka Presidente R.I ROttobre - novembre - TARY2050 dicembre n ALLEGATO A ROTARY N. 12 / REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI MILANO N. 89 DELL 8/3/ DIRETTORE RESPONSABILE: ROBERTO SCAMBELLURI DIRETTORE EDITORIALE: ANDREA PERNICE - COORDINAMENTO EDITORIALE: MARINO CASELLA - UNA PUBBLICAZIONE PER I ROTARIANI DEL DISTRETTO PERNICE EDITORI VIA VERDI BERGAMO - STAMPA: TCP - VIA VIGENTINA, 29/B PAVIA IL RC CAIROLI DONA ATTREZZATURE ALLA SARTORIA DELL AMICIZIA VIGEVANO Bellissimo incontro a inizio estate alla sartoria interna alla sezione femminile del carcere di Vigevano. Alcune socie del RC Cairoli, con la presidente Raffaella Spini e l Incoming President Rossella Buratti hanno risposto con entusiasmo all invito del direttore Davide Pisapia di vedere in azione la macchina da cucire acquistata con il ricavato dell asta benefica di abiti di Luisa Spagnoli tenutasi lo scorso 13 ottobre. Nel laboratorio di sartoria facevano bella mostra splendide borsette ricavate da tessuti di recupero e cucite con abilità ed estro dalle detenute e alcune delle quali sono state donate alle rotariane presenti. La sartoria era priva di un macchinario idoneo alla lavorazione di tessuti consistenti e a questo ha provveduto il contributo offerto dal RC Cairoli: servirà a realizzare il desiderio di diversificare la produzione e di renderla più rispondente alle richieste del mercato. Realizzati con la collaborazione della cooperativa sociale Oikos, questi manufatti hanno già avuto uno straordinario palcoscenico, in quanto sono state esposte e vendute in uno stand allestito a margine dell importante Salone del mobile tenutosi a Milano nelle scorse settimane. Durante il buffet, preparato con grande bravura seppur con attrezzature semplici dalle detenute, si è avuto modo di confrontarsi con grande semplicità con donne provate e sofferenti, ma comunque felici di sentirsi oggetto di attenzione e di grande speranza. Altri progetti stanno prendendo corpo e verranno realizzati nella prossima a annata rotariana, in una prospettiva di continuità e grazie alla disponibilità dello staff del carcere, costituito da persone davvero speciali. Commovente è stato, ad esempio, vedere come gli operatori del carcere hanno trasformato un corridoio abbandonato in una luminosa e allegra sala giochi in cui le mamme possono incontrare i loro figli piccoli in un ambiente quasi familiare, che non traumatizza i bambini e dà alle mamme l illusione di una casa. Pag. 2 - Cerini spiega come fare sistema Care Rotariane e cari Rotariani, Rotaractiani e Interactiani, Vi abbraccio fraternamente. Il mese di novembre per noi è, prima di tutto, il mese del ricordo dei nostri Cari, della memoria delle nostre radici e di quanti non ci sono più. Ma questi momenti di raccoglimento ci devono indurre ad allargare il nostro pensiero alle sofferenze e ai dolori degli altri, a quanti chiedono il nostro aiuto per poter sperare in un futuro più sereno e dignitoso. E un umanità sofferente che ormai ci circonda da vicino, perché i bisogni in tutti i campi Pag. 3 - Il Premio Giono allo scrittore Frégni L A L E T T E R A M E N S I L E D E L G OVERNATORE Pag. 4 - Il ricordo del decano Nelson Cenci NOVEMBRE È IL MESE DELLA FONDAZIONE ROTARY In questo numero Monsignor Rini parla delle tecnologie della comunicazione e della loro valenza etica Nella congiuntura economica viene trascurato l aspetto umano Armando Angeli Duodo non sono più una triste prerogativa dei paesi del Terzo Mondo. Le nuove povertà sono purtroppo anche qui da noi, sempre più drammatiche, sempre più esistenziali. Noi Rotariani abbiamo il dovere etico di aiutare questi sfortunati Amici e possiamo farlo proprio con la nostra Fondazione. Fare del bene nel mondo, il motto della Fondazione Rotary ci sprona al fare per aiutare gli altri. È un fare che vuol dire solidarietà e quindi donare. Ma il donare nasce dalla capacità di compiere quest azione senza calcoli, è la grandezza di chi sa donare se stesso e lo sa fare nella libertà. Questi concetti saranno il tema dominante del Seminario Distrettuale sulla Rotary Foundation, fissato per il 24 novembre. Sarà un Seminario esclusivo del nostro Distretto 2050, per darci la possibilità di discutere, in famiglia, quanto abbiamo fatto, ma anche quanto di più dovremo fare in futuro per coronare il nostro Sogno Rotariano. Paul Harris ci ha lasciato scritto: Lo spirito del Rotary prospera in tutti i luoghi dove gli uomini pensano e dove il loro cuore è sufficientemente grande da includere il bene per gli altri. Vi aspetto numerosissimi! Un cordiale saluto Armando TRE CLUB... NELLO SPAZIO CON UMBERTO GUIDONI Umberto Guidoni (con la barba) tra i rotariani ospiti Brescia - Al l Auditorium Capretto dell Istituto Artigianelli, si è tenuto un incontro con l astronauta Umberto Guidoni. L evento è stato organizzato dal RC Rodengo Abbazia, in Interclub con il RC. Brescia Est e il RC Moretto. Dopo i saluti dei presidenti Sutera, Rotondo e Maione, il giornalista Mario Leombruno ha condotto la relazione, che è entrata subito nel vivo prendendo spunto dalla presenza in sala di diversi giovani ai quali è stato additato l'esempio dell ing. Guidoni come coronamento di un percorso che parte da un sogno ma si concretizza in tanto lavoro e impegno per arrivare, primo europeo, a mettere piede sulla stazione spaziale internazionale (Iss) in ben due missioni con lo Space Shuttle. Questa Stazione, in funzione da più di dieci anni, serve principalmente da Laboratorio di ricerca gestito da 16 Paesi, di cui dieci europei, dove si conducono esperimenti in totale assenza di gravità. Per prepararsi a queste missioni, Guidoni ha impiegato dieci anni che lo hanno visto condurre aerei militari con il meticoloso studio di ogni problema che avrebbe potuto presentarsi in missione. Non più di trenta giorni per le due missioni dove il tempo dedicato al lavoro era di 12 ore al giorno mentre la terra era circumnavigata più volte rivelando tutta la sua bellezza ma anche la sua delicatezza e fragilità. Grande trepidazione ha ingenerato la consapevolezza, anche visiva, della minima consistenza della nostra atmosfera, una pelle che ci avvolge e protegge ma che come la nostra epidermide va protetta e curata. La proiezione di un emozionante filmato ha poi permesso di condividere gli aspetti significativi di una missione. La conclusione della proiezione ha dato il via a una raffica di domande che hanno esplorato aspetti scientifici come le problematiche nutrizionistiche o meccaniche della missione ma anche curiosità, come la vita di bordo, il rapporto con lo spazio infinito, il brusco ritorno alle problematiche quotidiane una volta a terra. Francesco Treccani LA LEADERSHIPFEMMINILEANALIZZATAATTRAVERSOESPERTIETESTIMONIANZEINDIRETTA IN UN CONVEGNO ORGANIZZATO A CREMONA CON IMPRENDITORI E MANAGER... IN ROSA CREMONA Le donne non hanno le competenze adeguate per conquistarsi la leadership in ambito aziendale o manageriale? Oppure sono ostacolate? O sono le donne stesse a non essere interessate a raggiungere i vertici professionali? Intorno a queste tre domande e alle relative risposte in ordine alle difficoltà e ai condizionamenti, a volte conflittuali, che le donne incontrano sul loro cammino per la conquista della leadership lavorativa e professionale, si è sviluppata la relazione di base tenuta da Miretta Giacometti, docente di economia all'università di Bologna, al convegno organizzato dal RC Cremona. La prof. Giacometti, fornendo numerosi dati sulla presenza femminile nei ruoli di comando delle imprese a tutti i livelli, ha evidenziato come le opportunità di leadership per le donne siano condizionate dal contesto aziendale dove predomina la presenza maschile, ma altresì da autolimitazioni legate al loro ruolo familiare. Il dibattito che ne è seguito ha preso avvio con la tavola rotonda moderata da Vittoriano Zanolli, direttore del quotidiano La Provincia, che ha dato di volta in volta la parola a Monica Cellerino, responsabile del territorio Lombardia di Unicredit, all'imprenditore cremonese Carlo Gosi, presidente della Wonder spa, ad Ambra Redaelli, presidente del comitato regionale Piccola industria di Confindustria Lombardia, a Giorgio Ambrogioni, presidente nazionale FederManager. Ne è uscito un quadro estremamente composito, nel quale accanto alle ombre sono state evidenziate le luci che fanno sì che la donna sia in condizione di occupare con successo spazi dirigenziali significativi. Il dibattito che ha visto la partecipazione appassionata di molte imprenditrici e professioniste, oltre che del Questore di Cremona, Antonio Bufano, che si è domandato se la crisi della famiglia non dipenda in buona parte anche dal nuovo ruolo assunto dalla donna nella società. Degni di rilievo, inoltre, gli interventi della presidente nazionale del Soroptimist International, Flavia Pozzolini, che ha illustrato l'impegno del suo sodalizio ad aiutare le giovani nel passaggio dalla formazione all'attività professionale, anche con corsi dedicati alla leadership femminile, di cui ha dato concreta testimonianza Giorgia Cipelli, borsista del Soroptimist e giornalista in formazione. L'ultimo intervento è stato quello di Francesca Vannutelli De Poli, presidente della Commissione Famiglia del Distretto 2050 che, illustrando la sua esperienza di imprenditrice agricola caratterizzata dal duplice impegno in azienda e in famiglia, ha fatto rilevare come molte differenze fra lavoro maschile e femminile oggi possano essere più agevolmente superate grazie alle moderne tecnologie. Al convegno, aperto dal presidente del RC Cremona Giuseppe Bufano e dal Governatore Ivo De Lotto, sono intervenuti Mirella Marussich per il Comune di Cremona, Chiara Cappelletti per la Provincia. Era presente anche il Prefetto di Cremona, Tancredi Bruno di Clarafond. Il tavolo dei relatori Antonio Beltrami

2 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:29 Pagina 2 2 Piadena - Serata tutta rotariana al RC Piadena Oglio Chiese con l illustre ospite Elio Cerini, Board director tesoriere del Rotary International, carica di prestigio raggiunta all'apice di una carriera sia professionale sia rotariana di tutto rilievo. Il presidente Emanuele Orsi, lo ha presentato ai numerosi presenti. Nato a Solferino (Mantova), laureato in economia e commercio, Cerini si è spinto per lavoro negli Usa dove ha ricoperto incarichi di spicco, e la sua statura umana è confermata dall'aver fondato e poi presieduto, l'organismo di volontariato per la cooperazione internazionale (Ovci) La Nostra Famiglia, che si occupa di bambini diversamente abili in Brasile, Cina, Marocco e Sudan, e dall'aver poi fondato in Sudan anche la St. Mary's University. E entrato anche nel Consiglio per gli Affari economici della Diocesi di Milano. Ha fondato e presieduto la Fondazione Madre Colomba Gabriel, che offre alloggi ad anziani. La carriera rotariana lo ha visto fondare i RC Milano Aquileia e il Milano Duomo, quindi ricoprire diversi incarichi istituzionali, tra cui per due volte Governatore del Distretto 2040 fino alla carica di Rotary International Board Director dal 2010 al Il tema a Piadena era "Nuovi programmi e nuove strategie del Rotary International". Innanzitutto Cerini ha chiarito il ruolo del Board, che si occupa della proiezione strategica: "Qui - ha esordito - si impara a valutare il rapporto tra decisioni e conseguenze". Avere davanti a sé la visione del mondo, ha aggiunto Cerini, fa apprezzare le diversità: la voglia di servire è globale, ma la dimensione rotariana è vissuta in modo diverso. Importante è rimanere attaccati all'insegnamento del fondatore Paul Harris. Cerini ha poi toccato vari argomenti in modo sintetico, ma profondo. Quanto all'effettivo, "deve crescere ma senza imposizioni: è il club che individua nella società chi merita. Il Board non ha posto obiettivi quantitativi, ma un piano strategico triennale. Gli aspetti successivi sono la partecipazione in particolare dei giovani e l'attenzione riguardo la leadership. Quindi i cinque valori in cui ogni rotariano deve riconoscersi: servizio, fellowship (amicizia), apprezzamento ALLA LUCE DELLA SUA ESPERIENZA ELIO CERINI ILLUSTRA A PIADENA IL SIGNIFICATO DI FARE SISTEMA Elio Cerini durante il suo intervento a Piadena per le diversità, valori etici e leadership. Quindi il relatore si è inoltrato nel secondo aspetto del piano strategico, che investe la Fondazione e i rapporti coi club destinati a cambiare ("Alla Fondazione rimarranno i grandi progetti e le partnership"). L'ultimo punto affrontato: definire l'immagine del Rotary e saperla comunicare. Una miglior comunicazione dei progetti porta a migliorare il "branding", ed è questa una problematica assai dibattuta a livello mondiale. "La capacità di riqualificare l'immagine del Rotary occupa il primo posto", ha affermato Cerini, spiegando come da anni si finanzino progetti su questo aspetto, e come altri Paesi (ad esempio la Francia) abbiano operato con progetti innovativi ed efficaci. I 44 mila rotariani d'italia, dimenticando i campanili, devono imparare a fare sistema", ed è stato questo (prima delle domande dei presenti) l'ultimo incitamento di una relazione assai efficace, pregna di un pragmatismo non a caso made in Usa. DUE CREMASCHI ALL ULTIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE Crema - La prima conviviale dell anno rotariano , del mese di luglio, che si è tenuta al RC Cremasco San Marco, ha avuto come relatori della serata i soci Mario Campari e Michele Belmonte, che hanno relazionato circa la loro esperienza al Congresso Internazionale del Rotary che quest anno ha avuto luogo presso la capitale della Thailandia, Bangkok, dal 3 al 9 maggio. La serata è stata anche la prima da presidente di Alfredo Ferrari; emozionato per l incarico e la fiducia conferitagli dai soci, che ha assicurato il suo impegno per l anno rotariano appena iniziato, presentando un programma bene accilto dai soci. I due soci hanno raccontato la loro esperienza al congresso mediante la proiezione di numerosissime diapositive, commentate con abbondanza di particolari, aneddoti, racconti piacevoli e a volte divertenti, che hanno interessato e rallegrato tutti gli amici intervenuti. Alcuni grafici iniziali, hanno dimostrato come questa convention sia stata una di quelle a cui abbiano partecipato più rotariani; sono infatti intervenuti circa congressisti da 200 paesi nel mondo. L anno prossimo la convention internazionale si terrà a Lisbona e questo invito per tutti i rotariani del Club San Marco a parteciparvi, ha chiuso la bellissima serata. Riccardo Reduzzi Da sinistra: Belmonte, il Pdg Caizzi, il presidente Ferrari e Campari IL TRUSTQUESTOSCONOSCIUTOÈSTATOILLUSTRATOALRC CASALMAGGIORE DAL VICEPRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE EUROPEA DEI COMMERCIALISTI Casalmaggiore - Grande interesse e numerosa partecipazione alla conviviale in cui è stato relatore il dottor Stefano Marchese, consigliere nazionale Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e vicepresidente della Federazione europea dei commercialisti, che ha trattato l argomento Il trust questo sconosciuto. Con estrema chiarezza e competenza Marchese ha illustrato la nascita dell istituto del trust, di origine anglosassone, per poi passare alla utilizzazione di questo strumento ai giorni nostri. La parola inglese trust significa fiducia, pertanto si deve partire dal significato per comprenderne l utilizzo. Nei lontani anni del Regno d Inghilterra, la proprietà dei territori e dei castelli erano della corona, che le dava in uso a principi e castellani; in asse ereditario, passavano agli eredi maschi solamente se avevano raggiunto la maggiore età. Nel periodo delle crociate, non essendovi la certezza del ritorno in patria dei nobili, in presenza di figli minori, venne istituito un contratto, denominato trust. Tramite questo contratto, il nobile che partiva per le crociate, lasciava tutte le sue proprietà a un trustee (fiduciario), il quale le gestiva al meglio fino al raggiungimento della maggiore età Stefano Marchese con il presidente Alfio Poli dei figli, che ne divenivano legittimi proprietari. Anche ai giorni nostri, il trust è un istituto mediante il quale una persona cede tutto o parte del proprio patrimonio, nominando un trustee, quale gestore, con un incarico ben preciso e dettagliato. Questo istituto permette, ad esempio, di tutelare i patrimoni da azioni scellerate da parte dei giovani figli, oppure consente di destinare una parte del proprio patrimonio a fini benefici, oppure di cristallizzare patrimoni a favore di eredi disabili ed inoltre può favorire l elusione di imposte di successione. Certamente ancora oggi la grande diffidenza verso gli eventi futuri garantisce la continuità nel tempo di questo antico istituto e di conseguenza incentiva la necessità di disporre di trustee fidati ed affidabili. Per far fronte a ciò, importanti Istituti di credito e Associazioni hanno fondato enti gestori di trust al fine di garantire ampiamente la sicurezza ai propri clienti. Il rovescio della medaglia è che, a tutt oggi, non esistono leggi che istituzionalizzano i gestori di trust in Italia e quindi ci si deve riferire alle legislazioni estere, esempio quella anglosassone oppure quelle di altri Paesi, anche paradisi fiscali. Tale scelta non è assolutamente di poco conto in quanto ogni legislazione consente o nega aspetti che possono modificare profondamente il contratto e gli effetti del trust. Il presidente del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po, Alfio Poli, infine, ha ringraziato l ospite che ha proseguito rispondendo alle numerose domande avanzate a getto continuo dai molti presenti. Luciana Stringhini

3 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:29 Pagina 3 Voghera - Sabato 13 ottobre si è svolta presso la sede del Rotary Club Voghera la XX edizione della Targa Jean Giono. Il premio è stato istituito nel 1972, in collegamento con il Rotary Club di Manosque in Provenza, in memoria del grande scrittore francese, che ha avuto profondi legami con l'italia e in particolare con Pavia e l'oltrepo Pavese. Nato a Manosque ma di origini piemontesi, Jean Giono ha avuto una ricca produzione letteraria e il filo conduttore che lega le sue opere è l'esaltazione della vita contadina come argine nei confronti delle derive della civilizzazione industriale e urbana e della trasformazione irreversibile del paesaggio. Emblematica in tal senso l'opera Provence Perdue, riedita ultimamente grazie al Rotary Club Manosque, in cui lo scrittore commenta una serie di fotografie del paesaggio manosquino, perchè - diceva - il faut se hâter de faire le catalogue de ce qui reste encore. Jean Giono è stato presidente del club manosquino nell'anno rotariano e poi membro del club fino alla sia morte avvenuta nel Nonostante i numerosi impegni e la statura di grande scrittore (Accademico Goncourt) non dimenticava di esser rotariano, tanto che partecipava regolarmente alle riunioni del suo club cui andava - diceva - come on va à un coin de feu pour discuter entre amis. La Targa viene conferita, secondo il regolamento, a Voghera ogni due anni (anni pari) alternativamente a una personalità del mondo della cultura italiana e di quella francese, scelta dal Club del paese di appartenenza e che per i suoi meriti sia vicina agli ideali e ai principi rotariani. Quest'anno il premio è stato assegnato allo scrittore francese René Frégni, il cui nome si aggiunge a quello di altri premiati eccellenti, come Indro Montanelli, Giorgio Bassani, Carlo Bo, Giovanni Spadolini, Pietro Citati, Giovani Raboni, Sebastiano Vassalli, per citare solo alcuni dei premiati italiani. René Frégni, nato a Marsiglia nel 1947, ha avuto una vita movimentata ed avventurosa. Imprigionato per aver risposto con due mesi di ritardo alla chiamata al servizio militare, evade e gira il mondo: Turchia, Italia, Corsica. Stanco della sua vita errante ritorna in Francia, affronta il processo e IL XX PREMIO JEAN GIONO CONSEGNATO DAL RC VOGHERA ALLO SCRITTORE RENÉ FRÉGNI La consegna della Targa Jean Giono durante la detenzione scopre la letteratura: Rimbaud, Céline e lo stesso Giono sono i suoi compagni di cella. Resta folgorato e comincia a scrivere, dapprima romanzi ambientati soprattutto nel mondo carcerario, cui seguono altri romanzi sospesi tra cruda realtà e lirismo; tra le sue opere ricordiamo: Les chemins noirs (1988), Où se perdent les hommes (1996), Carcérales (2001), La nuit de l'évasion (2001), Lettres à mes tueurs (2004), Maudit le jour (2006), che gli hanno valso numerosi premi e riconoscimenti. Egli vive da molti anni a Manosque: da qui l'affermazione che Jean Giono è ancora vivo e abita a Manosque (Franz Olivier Giesbert, Direttore de Le Point e vincitore della Targa Jean Giono 2008). Un pubblico come sempre numeroso ha assistito nel salone d'onore del club alla consegna del premio, alla presenza, tra gli altri, del Governatore Armando Duodo Angeli. Il presidente del RC Voghera, Antonio Gandini (a destra nella foto) e l'omologo francese, M. Gilles Rojon (a sinistra nella foto), hanno ricordato i forti legami che uniscono Voghera e Manosque; il socio Fabrizio Longa, alternando italiano e francese, ha commentato le varie fasi della consegna del premio. Maurizio De Blasi IL ROTARY FA PIÙ RICCA LA MENSA DELLA CASA DELLA CARITÀ Voghera Il Rotary Club Voghera si è fatto promotore in città del progetto Siticibo, che il Banco Alimentare porta avanti ormai da molti anni in diverse città italiane. Tale iniziativa si fonda su due presupposti: le grandi quantità di alimenti non consumate e quotidianamente distrutte e l'aumento costante di richiesta di aiuto alimentare da parte di persone bisognose. Base normativa del progetto è stata l'approvazione della legge 155/2003 detta del Buon Samaritano che permette a tutte le onlus operanti a fini di solidarietà sociale, di recuperare gli alimenti ad alta deperibilità rimasti invenduti nel circuito della ristorazione organizzata (mense aziendali, scolastiche) e della grande distribuzione (supermercati) e offrirli ai bisognosi. L'occasione per introdurre a Voghera il progetto Siticibo è stata l'apertura, all'interno della Casa della Carità dei Padri Barnabiti, del dormitorio Centro Betel che conta 10 posti maschili e 4 femminili. Per venire incontro alla necessità di fornire un pasto caldo agli ospiti della struttura, il Rotary Club Voghera ha promosso l'iniziativa che ha portato alla firma di una convenzione tra la società che fornisce i pasti eccedenti (Voghera Ristorazione), la struttura caritatevole e l'associazione Banco Alimentare della Lombardia Danilo Fossati onlus, che garantisce il rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia di conservazione, trasporto, deposito ed utilizzo degli alimenti. Grazie a questo accordo, i pasti eccedenti prodotti dalla mensa sono ceduti gratuitamente alla Casa della carità che, tramite suoi addetti, li preleva dal centro di ristorazione e li distribuisce in sede agli ospiti della struttura caritatevole. L 11 ottobre si è tenuta la presentazione del progetto alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Voghera Carlo Barbieri e del vicesindaco Giuseppe Fiocchi. L'iniziativa ha consentito al Rotary Club Voghera di svolgere un'attività significativa a favore della propria comunità e in particolare a favore delle persone svantaggiate duramente colpite dalla crisi in atto. Maurizio De Blasi 3 A SALÒ IL PILOTA BRESCIANO BRUNO GIACOMELLI RIPERCORRE LA SUA AVVENTURA ALLA FERRARI DEL COMMENDATORE E ALL ALFA ROMEO DEGLI ANNI RUGGENTI Bruno Giacomelli durante il suo intervento al Rc Salò e Desenzano del Garda Salò - Serata dedicata ai motori quella introdotta dal socio Marco Bodini che ha presentato i due ospiti: l ing. Mario Marelli e il pilota bresciano Bruno Giacomelli. Marelli è stato direttore tecnico sportivo del reparto corse prima con la Ferrari e poi, dal 1971 al 1991, con l Alfa Romeo presso l Autodelta. Ha introdotto i rotariani nel mondo della Formula 1 ricordando aneddoti e memorie personali del periodo tra il 1966 e il 1971 passato a stretto contatto con il commendator Enzo Ferrari a Maranello, in quella che ancora oggi, nonostante la scomparsa del suo fondatore, resta la casa automobilistica più gloriosa. Ha raccontato delle grandi capacità manageriali del commendatore e delle sue innate capacità nel giudicare le persone; capacità che gli hanno permesso di circondarsi di persone con alte qualità tecniche e sportive per cui il marchio Ferrari è ora un mito automobilistico irraggiungibile. In questo il relatore ha rilevato la grande differenza tra Ferrari e Alfa Romeo, dove sarebbe mancata la capacità manageriale in grado di portare il marchio Alfa, considerata da Enzo Ferrari la mamma di tutte le auto a un livello più elevato. In Alfa Romeo - ha tetto Marelli - non vi erano problemi di budget, ma non sempre queste risorse economiche venivano spese nel migliore dei modi. Non vi era controllo di qualità, controllo della tempistica di realizzazione dei pezzi, ci si affidava molto ad aziende satellite e a tecnici stranieri non sempre all altezza. Tuttavia in Alfa era strettissimo il lavoro svolto tra ingegnere e pilota, in tempi in cui telemetrie e computer ancora non esistevano e dove quindi le capacità del pilota di trasferire le sensazioni di guida al suo ingegnere per migliorare le prestazioni dell auto erano alla base dello sviluppo del mezzo. Questa grande sintonia tra Marelli e il suo pilota Bruno Giacomelli fu impagabile. Ha preso quindi la parola proprio Giacomelli che ha confessato subito di non essere molto bravo come oratore, qualità che, invece, non appena ha cominciato a ricordare le sue imprese motoristiche nelle varie formule e sui molti circuiti, sono affiorate in un fluire di ricordi e aneddoti, con una luce negli occhi in cui si coglieva tutta la passione che Bruno ha messo nelle corse automobilistiche. Nel 1978 vinse il campionato Italiano ed europeo di Formula 2 dopo aver ottenuto grandi successi in Formula Italia e in Inghilterra alla guida della March vincendo il campionato di Formula 3. Nel 1979 approdò all Alfa Romeo (era l anno del ritorno in Formula 1 come costruttore) alla guida del modello 177; nel 1980 conquistò i primi punti mondiali alla guida della 179 nel Gran Premio di Argentina. Il momento di massima gloria lo ottienne a Watkins Glen, nel Gran Premio degli Stati Uniti dove conquistò la pole position e guida al comando il Gran Premio per 32 giri, prima di doversi fermare per un guasto meccanico. Affascinanti racconti di particolari tecnici, storie di minigonne proibite, amici piloti scomparsi (alla guida dell Alfa morì il pilota Patrick Depailler durante i test per il Gran Premio di Germania nel 1980) si sono susseguiti nel racconto di Giacomelli e si sono conclusi con la fine della sua carriera coincisa sostanzialmente con la decisione dell Alfa Romeo di ritirarsi dalla Formula 1. Un po il rammarico l oratore lo ha trovano nell essere stato a un soffio dal guidare una Ferrari, avendo avuto una promessa dal Commendatore, promessa che poi sembra non essere stata mantenuta. Il suo sogno - ha ammesso - sarebbe stato quello di fare il progettista: disegnò anche alcuni particolari della March che guidò, ma il destino volle per lui un posto in prima fila nel Gran Premio a stelle e strisce. Sono seguiti gli interventi appassionati di Corsini, Bodini e Palvarini che hanno chiuso una serata ricca di ricordi, motori e narrazione di epiche imprese.

4 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:29 Pagina 4 4 Franciacorta - Di quel che è passato non resta che un dolce ricordo e il rimpianto di averlo vissuto per poco:un soffio di vita soltanto. Una poetica definizione della vita regalataci dal professor Nelson Cenci, che ha terminato il suo intenso terreno viaggio sul nascere di un settembre caldissimo, tra la commozione e il cordoglio dei tanti amici e conoscenti che hanno avuto modo di apprezzarlo. Una malattia incurabile l ha piegato in soli due mesi, mentre i suoi occhi azzurri e ancora spalancati con entusiasmo alla vita guardavano al traguardo dei 93 anni. E stata dolce e amara la ripresa delle attività per il Rotary Club Brescia Franciacorta Oglio. La serata dedicata alle nuove generazioni e al Rotaract Club Brescia Franciacorta è risultata un'occasione per ricordare Nelson Cenci che molto ha fatto per i giovani e che ha saputo Coltivare il fanciullo che era in lui, mantenendo quella stessa purezza e altruismo ha sostenuto il presidente Andrea Bonetti, aprendo la conviviale con un ricordo commosso di Nelson Cenci, ricordandone i tratti salienti, la sua generosità, la bontà e l intelligenza che lo caratterizzavano. Il presidente, dopo avere rinnovato la vicinanza del Club alla famiglia, ha preannunciato che nella seconda metà dell'anno sarà organizzata un'adeguata commemorazione degna della carismatica figura scomparsa. Il Decano dei Governatori, Enzo Cossu, ha ricordato il socio scomparso con un breve saluto: "Due parole, non di più, perché quello che l amico Nelson rappresentava per ognuno di noi è saldamente radicato nelle nostre più intime esperienze ed emozioni, ha affermato l avvocato Cossu, che ha così continuato: Nelson è andato avanti, come dicono i suoi alpini. Nonostante l anagrafe restiamo come storditi da una perdita improvvisa ed imprevista. Questo perché l amico, il nostro socio Nelson, era animato da un entusiasmo e da una voglia di vivere tipica di un ragazzo. Una voglia di vivere per gli altri, che solo chi è stato all inferno sulla terra ed è riuscito a tornare fra i vivi può esprimere. Correva il 1983, ero Presidente dell allora Rotary Club Oglio Franciacorta Chiari, il Dottor Cenci venne da me chiedendo di frequentare il Club nelle sue sporadiche visite che in quegli anni andava I ROTARIANI DEL FRANCIACORTA HANNO CELEBRATO IL RICORDO DEL LORO DECANO NELSON CENCI Nelson Cenci (al centro) tra i rotariani del Franciacorta Oglio e il Pdg Enzo Cossu A destra, un primo piano di Cenci con il cappello degli Alpini facendo a Cologne. In poche serate era uno di noi e condivideva con i soci le sue avventure: divenne definitivamente socio del Club nel Nelson Cenci era uomo di acuta intelligenza, e in lui si scorgeva una grande umanità. Fu anche un grande medico e un grande rotariano. Voglio salutare il Professore e ringraziarlo assieme a tutti voi per ciò che ha rappresentato per il nostro Club. Riminese di nascita, classe 1919, Cenci dovette interrompere gli studi in medicina e si trovò a combattere nelle steppe russe, con migliaia di giovani come lui male armati e peggio equipaggia. Il 17 gennaio del 1943 iniziò la tragica ritirata del corpo di spedizione italiano. Sofferenze inenarrabili, ampliate dal gelo che penetrava i corpi a malapena riparati, non impedirono a quegli sventurati uomini di scrivere una delle pagine più eroiche del nostro esercito. Combatterono undici battaglie prima di quella campale del 26 gennaio 1943: il giorno della battaglia di Nikolajewka, la cui eco rimane forte in terra bresciana, anche per l elevato tributo di sangue versato dagli alpini di queste contrade. Del resto delle 57mila penne nere partite per le distese russe, non fecero ritorno. Proprio Ritorno s intitola il volume che l allora sottotenente Nelson Cenci, bresciano d azione, pubblicò per la Rizzoli, alcuni anni dopo la drammatica esperienza da lui vissuta insieme agli alpini sul fronte russo. L introduzione alle pagine di memorie fu curata da Mario Rigoni Stern, l indimenticato autore de Il sergente nella neve. Il dottor Cenci avrebbe terminato gli studi in medicina al ritorno, dopo le ferite alle gambe subite il 26 gennaio del 43 a Nikolajewka. Ferimento fedelmente raccontato da Rigoni Stern nelle crude pagine del suo celebre libro autobiografico: Così formiamo un bersaglio nitidissimo, con il sole in faccia e d infilata alle mitragliatrici. Vedo Cenci accasciarsi sulla neve e sento che dice forte: mi hanno ferito a tute e due le gambe Scorrendo l opera di Rigoni il nome di Cenci s incontra sin dalla prima pagina. Decorato di medaglia d argento sul campo in Russia, rivestiti i panni borghesi s affermò brillantemente nella professione medica e nella ricerca scientifica con numerose pubblicazioni all attivo. E stato primario e cattedratico di Otorinolaringoiatria a Varese. Non dimenticò mai gli alpini bresciani che lo salvarono da morte certa mentre il sangue delle sue ferite arrossava l immacolata neve e il ghiaccio russi. Approdò così a Cologne, in Franciacorta, un prima volta negli anni Cinquanta, mantenendo poi un contatto diretto e costante. Tanto che nel 1970 acquistò la Boscaiola, una cantina con vigneti e si trasferì a Cologne, iniziando a produrre Franciacorta. Un attività che agli inizi vedi protagonisti anche alcun i dei suoi commilitoni. Un affetto e un legame intenso manifestatosi in tutta la sua profondità in occasione dei funerali di Cenci, partecipatissimi e caratterizzati dalla presenza di parecchie centinaia di alpini, provenienti da tutto il Nord Italia, con bandiere e stendardi a lutto per salutare uno degli ultimi eroi di Nikolajewka. In uno degli ultimi incontri, pochi mesi fa all interno della sua cantina, rispondendo ad alcune sulla sua esperienza di guerra, con un sorriso denso di tranquillità e simpatia, Nelson mi fissò per un paio di secondi prima di affermare: Sono stato fortunato, molto fortunato. Sono tornato dalla Russia, mi sono laureato, sono diventato primario e poi cattedratico. E ho conosciuto la Franciacorta. Arrivederci Nelson, che la terra ti sia lieve. Adriano Baffelli AL CAMPIONATO PODISTICO ROTARIANO COPPE SOLO AI CLUB Foto di gruppo con il Governatore Armando Angeli Duodo, il Pdg Carlogiorgio Pedercini Sotto, il Governatore premia una partecipante Desenzano - Si è svolto domenica 16 settembre, a Desenzano del Garda, organizzato dal Rotary Club Brescia Est, in collaborazione con l Atletica Vighenzi di Padenghe, il 2 Campionato Rotariano Podistico di corsa su strada, che ha visto impegnati atleti e amanti della corsa. La manifestazione, già alla sua seconda edizione, è nata con l intento di creare un legame tra sport, solidarietà, servizio e con il ruolo fondamentale di dare visibilità e conoscenza del Rotary, che esce dai soliti schemi, per abbracciare e presentarsi ad un pubblico nuovo. La gara, che si snodava attraverso le suggestive colline moreniche, proponeva varie alternative di percorsi; si poteva partecipare alla competizione sui 6,5 km, oppure gustare una passeggiata non competitiva di 9 o 5 chilometri. In questa nutrita folla c erano rotariani, alcuni scattanti ed allenati, altri, consci dello scopo della manifestazione, pronti a intraprendere il cammino a passo tranquillo. L evento, promosso dal Rotary Club Brescia Est, nella persona del presidente Pierfrancesco Rotondo, e dell Assistente del Gruppo Cidneo Marcello Sabatini, è stato organizzato per ricavare fondi a scopo benefico, a sostegno dei terremotati della provincia di Mantova, che ricordiamo far parte del Distretto 2050 del Rotary International. Non è passato molto tempo, da quando purtroppo il terremoto ha colpito ancora una volta nel cuore d Italia; nonostante i gravi danni e i disagi causati, questa gente, tenace, non si è persa d animo, e ha iniziato a risollevarsi dalla disgrazia, ma è necessario che tutti noi sentiamo l esigenza di dare un aiuto ed intervenire per migliorare la situazione. A testimoniare la convinzione e l importanza di questo scopo, il Governatore Armando Angeli Duodo ha onorato la giornata con la sua presenza, insieme al Past Governor Carlogiorgio Pedercini. Ed è proprio il Governatore, che ha attenso al traguardo i partecipanti rotariani, forse un po affaticati nelle gambe ma con tanta gioia nell animo per aver potuto dimostrare solidarietà attraverso questo momento promosso per beneficienza. Durante le premiazioni, con un breve ma intenso intervento, il Governatore si è soffermato sul valore dell etica, rapportata sia allo sport sia al Rotary; rispettando alcune regole fondamentali - ha detto - si vive bene come persone singole e si è più fiduciosi anche nel vivere insieme agli altri. Ciò non significa che automaticamente si diventi più morali, più onesti e più giusti, ma si tratta di un principio che deve essere coltivato, affinché porti inequivocabilmente alla Pace, e alla Pace attraverso il Servizio. In questa festa dello sport, ma soprattutto della solidarietà, non sono stati premiati gli atleti secondo il classico ordine di arrivo, ai quali è stata comunque consegnata una simpatica maglietta donata grazie all intervento dello sponsor Euroscuola, ma si è preferito premiare i Club dei rotariani partecipanti. In questo modo il Rotary Club Brescia Est, il Rotary Club Brescia Museo Millemiglia e il Rotary Club Brescia Sud Est Montichiari hanno ricevuto una coppa ciascuno, che rimarrà a testimonianza di questa splendida giornata. Daniela Piovani

5 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:29 Pagina 5 Cremona - Al RC Cremona Po, presieduto da Maurizio D Apolito, è stato trattato un tema di assoluta attualità dal socio Mons. Vincenzo Rini, direttore di Vita Cattolica, settimanale della provincia di Cremona, presidente della Società per l informazione religiosa (Sir) di Roma, è stato presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), che associa circa 160 settimanali diocesani sul territorio nazionale. Ci rendiamo sempre più conto - ha esordito don Vincenzo - che oggi le tecnologie comunicative di ultima generazione non possono essere considerate a livello esclusivamente tecnologico, ma anche per la loro valenza etica. I prodotti del progresso interessano il modo di vivere dell'uomo modificandolo, e questo vale in maniera particolare per gli strumenti della comunicazione sociale che giungono a modificare addirittura il modo di concepirsi e considerarsi dell'uomo stesso. Ogni volta che si intende prenderne in considerazione la realtà, si deve passare dal discorso tecnologico a quello etico per poi risalire a quello antropologico. Dovendo però lavorare quotidianamente con internet, don Vincenzo si considera un "immigrato digitale" e non un "nativo digitale". Ha poi chiarito cosa significa affrontare l'argomento dal punto di vista etico. L etica fa riferimento all'agire umano, l'"ethos", cioè fedeli al proprio essere "persona" pensante, libera, cosciente; etico è l'agire nel rispetto della propria dignità umana, e delle persone con cui veniamo in contatto. Detto questo, ha parlato della realtà "uomo-persona" per affrontare il tema da un punto di vista specificamente antropologico: l'uomo digitale è soltanto uno che sa usare al massimo delle loro potenzialità gli strumenti di nuova generazione, oppure è uno che è profondamente modificato nel suo stile di vita e, addirittura, nel suo modo di essere uomo/persona comunicante e pensante? Se è vera la seconda ipotesi, ne consegue che occorre progettare una nuova modalità/missione educativa nei suoi confronti. Chiaramente, il tema interessa l'uomo in generale, ma giunge a comportare una attenzione specifica ai giovani, i cosiddetti "nativi digitali". Che uomo è l'uomo digitale? Quello che si può chiamare anche Homo videns, proprio per il suo legame forte, a volte esagerato, allo schermo del suo computer, oltre che del telefonino multifunzione e dei vari ipod, ipad, ecc... che MONSIGNOR RINI: LETECNOLOGIE COMUNICATIVE VANNO CONSIDERATE ANCHE PER LA LORO VALENZA ETICA Monsignor Vincenzo Rini e Maurizio D Apolito sembrano diventate addirittura delle protesi da cui non riesce più a liberarsi. Ma rischia di essere anche un uomo che non sa più comunicare con le persone in carne e ossa, con la famiglia, con i coetanei. Spesso mi trovo a parlare con genitori che lamentano che i loro figli non parlano più con loro, praticamente non vivono più con la famiglia naturale, ma vivono solo con la loro famiglia digitale. In altre parole: l'uomo digitale, il nativo digitale ha di fronte a sè immense possibilità positive, unite però ad alcuni seri rischi. Citando il Papa: "Il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti social network, conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche dell autenticità del proprio essere". Il rischio è quindi quello di confondere il mondo reale con quello virtuale o di sovrapporli in modo tale da fare confusione sul proprio stesso vivere, quasi creando una doppia immagine di se stessi. Il rischio è quindi di essere dissociati, di rifugiarsi in un mondo parallelo, virtuale, confondendo la "second life" digitale con la prima, vera e unica vita, da vivere nella comunità vera, esistenziale. Si crea a volte una web-dipendenza che condiziona perfino la concezione del tempo e dello spazio. Di fronte a questi dati, che fare? Don Vincenzo ha indicato la strada dell educazione alla responsabilità: sapere valorizzare responsabilmente gli strumenti non assolutizzandoli, né demonizzandoli. L'educazione deve dare a questi nativi digitali la consapevolezza che la verità della vita e della convivenza sta nella comunicazione personale. Inoltre, sempre a livello educativo, occorre educare ed educarci a dominare lo strumento di comunicazione, non ad esserne dominati: di fronte ad internet e a tutte le fome modernissime di comunicazione, l'uomo deve essere il soggetto che li usa, non l oggetto da essi costruito. Insomma: un educazione alla responsabilità; per i ragazzi questo deve essere fatto anzitutto dai genitori, dalla famiglia. In conclusione il termine in uso nel porsi di fronte ad internet è "navigare": l'educazione all'uso di questi strumenti deve essere tale da rendere capaci di mai "naufragare", senza quindi perdersi in quell'oceano ricchissimo e utilissimo, ma anche insidioso che è l'immensa rete digitale. Amedeo Viciguerra EDUCAZIONE ALIMENTARE FIN DALLE PRIMARIE Piadena - Avvicinare i bambini (e con loro l intera famiglia) a un percorso di educazione alimentare e ad uno stile di vita sano, mostrando tutto il valore, tutta l utilità, di scelte e di comportamenti che fanno vivere meglio, combattono l obesità e contribuiscono, al tempo stesso, a migliorare l apprendimento sui banchi di scuola. Con questo obiettivo, all avvio del nuovo anno scolastico, anche il Rotary Club Piadena Oglio Chiese, con la presidenza di Paolo Nolli si è preparato a tornare in classe, con il Progetto di educazione alimentare, contro l obesità infantile, problematica purtroppo sempre più diffusa. Riportiamo, qui a lato, la locandina distribuita agli alunni partecipanti al Progetto del plesso scolastico di 1 e 2 livello di Bozzolo (Mantova), con le date dei prossimi incontri con docenti e genitori. La locandina, ideata e realizzata da Chiaristella Ferrari e da Antonio La Russa in collaborazione con il dirigente scolastico del plesso di Bozzolo Patrizia Roncoletta e tutto il gruppo docenti, ha lo scopo di interessare e coinvolgere ragazzi e famigliari a partecipare attivamente al progetto ed iniziare - non a caso a partire dalla colazione, che migliora l apprendimento e la concentrazione - quel cammino di educazione alimentare e stile di vita sano che è l obiettivo della nostra presenza in classe. Il progetto inizierà il suo percorso anche nel plesso scolastico di Piadena, infatti un gruppo dei rotariani si incontrerà con il dirigente scolastico Pinsi ed il gruppo docenti delle classi coinvolte, per la presentazione del progetto e per fissare le date dei primi interventi in classe, per le misure antropometriche sui ragazzi. Vanni Raineri Paolo Nolli 5 IL DISTRETTO HA ACCOLTO GLI STUDENTI DELLO SCAMBIO GIOVANI PIACENZA Il presidente della Commissione Distrettuale Scambio Giovani, Giorgio Giambiasi, comunica i dati del Programma (Rotary Youth Exchange). Ai primi di settembre nel nostro Distretto 2050 sono arrivati diciannove studenti provenienti da diversi paesi del mondo che trascorreranno nel nostro territorio, ospiti in famiglia, un anno di studi. Naturalmente altrettanti studenti italiani sono partiti tra luglio e agosto per trascorrere un anno all estero. Gli studenti sono già stati coinvolti in riunioni ufficiali con i Club Host e il Governatore Armando Angeli Duodo e hanno partecipato all Inbound Orientation Meeting, che si è svolto il 16 settembre a Salò. Ecco i loro nomi e i paesi di provenienza: DeWayne Paul Brunson (Usa - Arkansas), Josiane Liliane Roy (Canada - Ontario), Abigail Grace Bowen (Usa - Wisconsin), Lenny Ramirez (Usa - New York State), Mariane Barrotti Ussier (Brasile), Courtney Erin Ager (Usa - Florida), Regan Lynn Wagner (Usa - Minnesota), Connor Hulett (Usa - Missouri), Kayleigh Rottger (Usa - New York State), Maxwell Douglas deholl (Usa - North Carolina), Tessa Rain Aguar (Usa - North Carolina), Aubrey Layne Givens (Usa - Oregon), Tianmai Lieza Bishop (Usa - Oregon), Chung-Yen (Louie) Wu (Taiwan), Ilsa Marie Gehman (Usa - Texas), Emily Erna Miller (Usa - Wyoming), Esther Rebekka Glatzel (Germany), Kari Lynn Porter (Usa - Kansas), Melissa Jewel Monica Franzini con gli studenti dello Scambio giovani e Giorgio Giambiasi Endsley (Usa - Texas). La Commissione, con una presenza molto attiva, accompagna i ragazzi nel loro percorso presso le famiglie ospitanti facendo incontri con i genitori italiani e con le scuole fraquentate, con incontri con gli insegnanti. I ragazzi vengono anche accompagnati in gite domenicali e non, a visitare le bellezze della nostra regione e italiane in genere. I Club interessati a sviluppare sul proprio territorio questo attivissimo service internazionale, possono contattare direttamente Giorgio Giambiasi le cui coordinate sono rintracciabili sull organigramma distrettuale.

6 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:30 Pagina 6 6 Soresina - «Tutte le categorie stanno attraversando una crisi economica, di valori ed anche psicologica». Ma non è tutta colpa della crisi se i negozi chiudono. Certo, l evoluzione delle abitudini e la nascita, trent anni fa, della grande distribuzione hanno messo in ginocchio l impresa al dettaglio, l ossatura dell Italia. La causa della desertificazione è anche «nelle scelte fatte dalle amministrazioni, che ricadono sulla vita delle attività: dalla liberalizzazione alla chiusura del centro. Manca sensibilità da parte di chi ci comanda». A puntare il dito contro Carlo Vittori con il presidente Angelo Anni la politica, è Carlo Vittori, titolare, con la sorella Laura, del negozio Sperlari, il più antico di Cremona, nel suo intervento al RC Soresina presieduto da Angelo Anni, in cui ha dato «la cifra» della realtà commerciale che conta a Cremona e provincia imprese per addetti. Il Pil provinciale è costituito «per il 4,5% dall agricoltura, per il 35,5% dall industria e per il 60% da commercio e servizi, quindi un comparto estremamente importante. Se il dettaglio tradizionale sente la concorrenza con la grande distribuzione e può resistere solo specializzandosi e diversificandosi, il commerciante spesso non può fare nulla sulle scelte della pubblica amministrazione». Ha fatto qualche esempio. «La liberalizzazione degli orari con la possibilità di tenere aperto ventiquattro ore, sette giorni su sette - dice Vittori - è un problema per le aziende familiari o con poco personale. I centri storici hanno isole pedonali sempre più grandi, ma non adeguatamente servite da parcheggi corona. Se devo parcheggiare lontano e non c è il servizio bus, se temo di prendere la multa, dopo tre, quattro volte, in centro non ci vengo più». Ne consegue «la desertificazione di aree cittadine che vengono abbandonate dal commercio». Per Vittori, ne deriva che «la miopia di moltissime amministrazioni attirate dall immediato vantaggio dell incasso di oneri di urbanizzazione e dell Imu aggiuntivo, non tiene presenti i costi di manutenzione di superfici urbane sempre più vaste in un territorio che ha sempre lo stesso numero di abitanti». Chi ci perde? «Il numero di posti di lavoro, perché le grandi superfici commerciali utilizzano circa un quarto del personale che sarebbe presente nel dettaglio tradizionale, e la popolazione anziana che non è sempre disposta a prendere l auto per raggiungere i centri commerciali». Ma c è un altro fattore che grava sul commercio al dettaglio. «I problemi da affrontare sono influenzati anche da una fiscalità che non permette una corretta concorrenza con le grandi superfici. Fa notizia la Guardia di finanza che va a Cortina e a Portofino. L obbligo di essere consono e coerente, per le aziende che rispettano la legge (emissione degli scontrini ecc.), si scontra con i bilanci delle grandi società di distribuzione che, grazie ai loro volumi, non sono tenute a rispettare i parametri di legge. E poi ci sono le grandi cooperative distributive, che hanno una imposizione fiscale particolarmente favorevole». Nel momento in cui le teste pensanti vanno Oltralpe (la grande distribuzione ha capitale francese o tedesco), l interesse per termine desueto, ma non voglio che sia interpretato politicamente, non ci farebbe male un po di autarchia». Francesca Morandi LA CRISINONÈSOLOECONOMICA EQUANDOSIPARLADICOMMERCIO GIOCA MOLTO ANCHE LA PSICOLOGIA ALLA SCOPERTA DELLE PERLE ETERNO SIMBOLO DI ELEGANZA: PAOLA ACERBI INCANTA I CREMONESI DEL RC MONTEVERDI Cremona - Emblema dell eleganza e della semplicità, dalla splendida Grace Kelly al mito Marilyn Monroe che le ricevette in dono da Joe di Maggio, le donne hanno da sempre amato la luce e il mistero delle perle. Non a caso Paola Acerbi socia del RC Cremona Monteverdi, presieduto da Giuseppe Pigoli, ha dedicato la sua relazione alle perle, spiegandone la storia, la provenienza e le diverse caratteristiche. Una serata molto apprezzata anche dai soci maschi che hanno potuto comprendere quali difficoltà Giuseppe Pigoli con Paola Acerbi nelle scritture antiche; nel medio evo si riteneva che avessero addirittura doti terapeutiche; per il re Salomone erano simbolo di purezza. Nel 1888 un biologo marino provò per primo a coltivarle e a studiarle. Non fu un impresa facile, ci vollero una trentina d'anni per comprendere che non bastava l ingresso del corpo estraneo all interno della conchiglia ma serviva un incisione particolare che introducesse il corpo estraneo nel mantello. In un secondo tempo si cercò di capire che tipo di materiale inserire per poter ottenere un e sforzi umani hanno contribuito a renderle così uniche. Le perle na- turali, spiega Acerbi, chiamate anticamente perule per la forma a pera, risultano composte per l'82-92% da carbonato di calcio (principalmente aragonite), per il 4-14% da conchiolina (sostanza organica), per il 2-4% da acqua, più piccole percentuali (meno dell'1%) di elementi chimici diversi. All'interno dell'ostrica perlifera c'è il mantello che quando un corpo estraneo entra nella conchiglia, provvede a tenerlo distante dagli organi vitali e ad isolarlo, cominciando a rivestirlo a strati concentrici: poi in un secondo tempo provvederà ad espellerlo. Le perle nella storia sono sempre state molto apprezzate ma anche estremamente difficili da trovare. Nella storia si trovano già corpo sferico e si arrivò ad introdurre una sferetta di vetro unitamente a un pezzo di mantello. Nonostante ciò esistono differenze notevoli tra le perle coltivate e quelle naturali. Coltivare le perle non è facile, i processi per la loro creazione sono molto difficoltosi, si comincia con il raccogliere larve di ostrica che vanno cercate, pescate e successivamente posizionate in strutture poste tra i 2 e i 5 metri di profondità per circa due anni di maturazione con lavaggi costanti. Nei periodi invernali le ostriche smettono di produrre perché hanno bisogno di temperature tra i 18 e i 25 gradi. Solo cinque perle su 10 sono tuttavia considerate di alta qualità. Maria Cristina Coppola CASALMAGGIORE, CITTADINA... SICURA CASALMAGGIORE Il rotariano di lungo corso Mario Oradini lo ha premesso: il saluto del capitano Luigi Regni al suo territorio è stata un ottima occasione per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella zona del RC Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, grazie alle parole e all esperienza di chi per quasi un decennio ha guidato gli uomini dell Arma, sempre in stretta collaborazione con il capitano di Viadana Zelasio. A Casalmaggiore dal 2003 e da pochi giorni promosso al Comando Legione di Bologna, Regni, dopo la presentazione da parte del presidente Pietro Alberto Grazzi, ha aperto il suo cuore a esperienze e ricordi: non sono servite slides né raffinati apparati informatici, tantomeno fredde statistiche, per raccontare da "dentro" nove anni di indagini e appostamenti, scelte difficili e carabinieri da organizzare in pattuglie, paure e bisogni della popolazione a cui prestare la massima attenzione. La sola forza delle sue parole ha chiaramente mostrato l animo dell uomo e lo spirito del professionista: la "fede" a una missione, l'aver a cuore i cittadini e il loro bene; le collaborazioni continue con le altre forze del territorio preposte alla sicurezza; la prevenzione contro le dipendenze promossa costantemente presso le scuole medie e superiori del territorio; gli aneddoti anche strettamente personali, le soddisfazioni e Luigi Regni con il presidente Pietro Grazzi qualche rimpianto. Si sono accumulati gli spunti di narrazione su questi numerosi anni trascorsi a Casalmaggiore e tanti fra i presenti hanno voluto esprimere congratulazioni e gratitudine per i risultati ottenuti, per la sostanziale "tranquillità di cui godono i residenti delle nostre città. Regni ha voluto distinguere su questo tema il senso della parola sicurezza : quella reale è più che soddisfacente, visto che nell ultimo decennio non si sono verificati omicidi, estorsioni o rapine efferate, e che al momento non sono presenti o attive cosche e organizzazioni malavitose; diversa è la sicurezza percepita, in cui entrano in gioco le ansie per le notizie frequenti di furti in case e negozi, o la preoccupazione per presenze pericolose. Regni ha sempre chiesto la collaborazione anche della stampa locale per invitare i cittadini a denunciare effrazioni ed episodi sospetti, ha costantemente tenuto in allerta i suoi uomini contro ladri e scassinatori, perchè - avendolo provato anche personalmente - si rende conto di quanto possano essere fastidiosi, angoscianti e destabilizzanti fatti incresciosi di questo tipo. La sua brillante esperienza nell Arma ha fatto scaturire tante domande del sindaco di Viadana Giorgio Penazzi e del pubblico.

7 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:30 Pagina 7 Casalmaggiore Secondo il dottor Ambrogio Pennati, nome di spicco della psichiatria con incarichi in diverse associazioni internazionali e relatore al RC Casalmaggiore Oglio Po, un fattore che in genere non viene valutato nella grande crisi economica è quello umano. Dopo la presentazione del presidente Renzo Minelli coadiuvato dalla dottoressa Samantha Bernardi, Pennati prosegue la presenza di un gruppo di psicopatici alla guida delle società finanziarie principali (e non solo) ha un ruolo determinante nella depressione che stiamo vivendo, una teoria intrigante che fa discutere. Fino ad oggi sono stati gli studi di tipo economico, politico e storico a cercare di spiegare le origini della crisi mondiale, mentre l importanza della dimensioni della psicopatia è stato argomento trattato solamente in seminari tra professionisti del settore, ma ora questa teoria esce dalle aule per essere diffusa nella società. Destando LYNN PITCHER, L ANGLOSASSONE E LA STORIA DI CREMONA Veduta di Cremona NELLA CONGIUNTURA ECONOMICA IL FATTORE UMANO È TRASCURATO PAROLA DI MEDICO PSICHIATRA l attenzione, la relazione di Pennati sostiene che i comportamenti psicopatici sono messi in atto da persone a prima vista normali, che però: 1) non si rendono conto del danno che producono; 2) manipolano le altre persone ingannandole; 3) non modificano mai il proprio comportamento. Tale comportamento massimizza il loro guadagno a prescindere dai danni (immensamente superiori) provocati agli altri: qui sta l aspetto psicopatico. Gli stessi criminali violenti seriali, hanno le tre caratteristiche citate. Come è possibile - ha affermato lo specialista - che un gruppo di queste persone abbia governato l economia? Il fatto è che 40 anni fa il sistema di relazioni riusciva ad isolarli. Oggi il Ambrogio Pennati e, a destra, il presidente Renzo Minelli rapporto di lavoro si è depersonalizzato, in tale ottica l informatica ha avuto il suo ruolo. Alla psicopatia - ha aggiunto Samantha Bernardi - si arriva con una traiettoria evolutiva. Siamo entrati nelle scuole medie e superiori del casalasco valutando i comportamenti psicopatici di circa 200 soggetti e confrontandoli con quelli di un gruppo clinico che compie percorsi terapeutici. I disturbi della condotta stanno aumentando notevolmente e si riscontrano in alcuni casi già all asilo. Un quadro allarmante, che ha provocato ovviamente una serie di domande soprattutto su come poter intervenire per evitare tale rischio. Isolare gli psicopatici prima che siano nelle condizioni di fare danni, nessuna speranza di cambiare il loro atteggiamento. Ambrogio Pennati ha poi elegantemente sorvolato quando gli è stato chiesto di presenze di psicopatici nella politica italiana, non negando però una certa qualificata presenza. Amedeo Viciguerra IL DIRETTORE DI FEDERMANAGER ANALIZZA IL FUTURO DEL LAVORO 7 CREMONA Alla domanda se gli scavi archeologici in piazza Marconi a Cremona, durati 28 anni, hanno contribuito a rivedere la storia della città di Cremona, Lynn Pitcher non ha esitato nella risposta, affermando che hanno fornito dati importantissimi per la ricostruzione della città e, in genere, per il mondo romano in Italia settentrionale. Lynn Pitecher, detta «l Indiana Jones in gonnella», ha tre figli e una passione infinita per il suo lavoro. Arrivata in Italia nel 1970 per motivi di studio, vi è rimasta per motivi di cuore. Ispettore archeologo, dal 1978 è direttore alla Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia e, nel 1983 a Cremona ha fatto questa eccezionale scoperta, di cui solo recentemente si è compresa l'enorme portata. Massima attenzione dei soci al suo intervento alla conviviale del RC Soresina, presieduto da Ivan Bruneri. La grande domus patrizia ritrovata (prima età augustea) è stata la sorpresa di questa indagine. A piazza Marconi ha dedicato buona parte della sua attività lavorativa e tra gli scavi effettuati in tutta la sua carriera, quello di Cremona è stato uno tra i più importanti e interessanti. Lo scavo stratigrafico eseguito ha portato a numerose scoperte: il ninfeo della villa, il busto di Diana cacciatrice e la testa di Afrodite solo per citarne alcune. Il lavoro dell'archeologo, però, non è solo quello di recuperare reperti belli o significativi per la datazione, ma è anche quello di ricostruire la vita dei nostri antenati anche negli aspetti più intimi e, per altro, più sconosciuti. Non si tratta soltanto di ricostruire gli edifici e le planimetrie dell'isolato che si sta considerando, ma di identificare rotte commerciali e scambi, locali produttivi di ceramiche o di strumenti in osso e cosi via. Maurizio Romanenghi Cremona - Presentato dal presidente del RC Cremona Po, Tiziano Neviani, il dottor Federico Mioni, 52 anni, è direttore di Federmanager Academy, la nuova realtà di alta formazione di Federmanager di Roma. Dal 2005 ha diretto CIS, management school di Industriali Reggio Emilia; esperto di formazione, ha svolto attività di ricerca presso le Università di Princeton e della Virginia, la Library of Congress di Washington e la Massachusetts Historical Society di Boston. Docente all Università di Parma, alla John Marshall Law School di Chicago e all Università Cattolica di Milano, Mioni è autore di circa 30 pubblicazioni e 7 volumi. Dopo un analisi del sistema prima degli anni 70 e negli anni 80, Mioni parla della società del secondo dopoguerra, fino a tutti gli anni 70. In questo periodo il lavoro in Italia e in un mondo non ancora globale era descrivibile attorno a grandi gruppi professionali, che potremmo definire le specie arboree del panorama lavorativo italiano: agricoltore, operaio, commerciante, insegnante, impiegato, imprenditore Nel decennio successivo ci si focalizza su una parola nel dibattito sociologico: complessità, che unito a globalizzazione, crisi delle ideologie e delle forme di rappresentanza, ha portato a una ridefinizione del concetto di lavoro, vale a dire la società dei mille mestieri. Non vi sono più grandi tipologie di lavoro (specie arboree), ma prati globali in cui ogni giorno nascono e muoio- anni 80 quelli della Federico Mioni e il presidente del RC Cremona Po Tiziano Neviani strategia e del vantaggio competitivo, gli anni 90 quelli del Business Process Reengineering (BPR), i primi dieci anni del 2000 sono stati gli anni della innovazione. Sono 4 i tipi di innovazione: incrementale, sostanziale, radicale, strategica. Ci si chiede chi in azienda le può facilitare, chi le può imporre, chi le può governare (e nelle altre organizzazioni, ci sono tutte e 4?). Un area è favorevole no un numero molto alto di fili d erba, cioè all innovazione quando ha quattro T: un Territorio aperto alla circolazione di idee; la pre- di nuove tipologie di lavori. Si forma così la necessità di cespugli, cioè di tipologie flessibili che rendano possibile l analisi e un qua- Tempo necessario per avere risultati; una Trusenza di Talenti incoraggiati a innovare; il dro interpretativo. Fino alla fine degli anni 70, st che consenta ad essi la ridondanza, e la il lavoro era una sorta di autostrada : stesso possibilità di fallire senza creare scandalo settore di lavoro per quasi tutta la vita; stesse (anzi, considerandolo prova di coraggio). Si competenze richieste per lungo tempo; percorso omogeneo e non insidiato da lavoratori competenze tecniche, di contenuto specifico, parla di hard skills per indicare le abilità o globali in concorrenza. connesse a una determinata professione: le Prima dell autostrada vi era un unico periodo competenze del sapere, e molte di quelle del formativo (scuola, università, formazione professionale ) e alla fine di essa vi era una so- soprattutto al saper essere (e a volte al sa- saper fare. Soft skills sono quelle relative la uscita dal casello : la pensione. per fare ): leadership, capacità di ascolto o di La dinamica globale della competizione, lo fare team, di motivare, di comunicare, di avere empatia, di negoziare, di empowerment. spostamento di fasi lavorative nei low cost countries, impongono tipologie di lavoro Crisi a parte, siamo preparati a questi scenari? a livello psicologico individuale, di orga- sempre più qualificate, anche a costo di interrompere il lavoro con frequenti uscite dall autostrada per una riqualificazione: laurea, di programmazione individuale del proprio funizzazione della società, di relazioni sindacali, master, esperienze all estero, corsi di lingue turo retributivo, di programmazione di scelte Il lavoro diventa un bene da conquistare e familiari, di welfare (quanta flexsecurity serve da difendere con le competenze. per questi nuovi assetti?). Gli anni 70 sono stati quelli del marketing, gli Valentina Spena

8 1- TAB OTT-NOV-DIC 2012.qxt_* a TABLOID MAR /11/12 20:30 Pagina 8 8 Lovere - E stata un successo la Festa della montagna, tradizionale appuntamento di fine estate del Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, svoltosi l 11 settembre scorso fra Ponte di Legno, il Tonale e le montagne che li circondano. Quasi cento persone, fra rotariani e ospiti, si sono ritrovati per quella che rimane un occasione speciale per fare il punto sull attività, tra bilanci e prospettive per il futuro. Un occasione che ha confermato la vitalità del club, anche attraverso le parole di Maria Teresa Bormetti, presidente in carica, nel suo indirizzo di saluto in occasione del pranzo nel ristorante dell hotel Mirella, ospiti dei soci Andrea e Stefano Bulferetti. Temi che sono stati ripresi anche da Luigi Moretti, presente quale assistente del Governatore del Distretto Vista la data in cui si svolgeva l incontro, Maria Teresa Bormetti ha voluto richiamare l attenzione sul decennale dell 11 settembre, un drammatico avvenimento che ha segnato la storia del mondo moderno. Ha chiesto anche un minuto di silenzio per ricordare i soldati che, in varie parti del pianeta, sono impegnati nelle missioni di pace e per commemorare i caduti della Grande Guerra. Quest ultimo è stato un richiamo non casuale. Le montagne attorno a Ponte di Legno, a Temù e al Tonale furono teatro di aspri combattimenti nel periodo bellico , in quella che è passata alla storia come la Guerra Bianca, perché svoltasi in alta quota, fra neve e ghiaccio. Proprio in quei luoghi, dunque, si è sviluppata la Festa della montagna 2012, con una escursione al suggestivo Sentiero dei Fiori, dove negli ultimi mesi sono state ricostruite, con i più moderni criteri di sicurezza, le passerelle che furono usate dagli alpini durante la Grande Guerra, fino a quando non venne costruita una galleria di 67 metri per evitare l esposizione totale al fuoco nemico. Il Sentiero dei Fiori, che parte dal Passo del Castellaccio a quasi tremila metri di quota, ricalca infatti il Sentiero di arroccamento che gli alpini costruirono durante la Guerra Bianca per collegare le postazioni che contornavano IL LOVERE ISEO BRENO SI RITROVA SULLE ANTICHE VIE FERRATE PER LA FESTA DELLA MONTAGNA I rotariani impegnati in alcuni passaggi critici delle antiche vie ferrate le creste occidentali della Conca di Presena. Oggi le nuove passerelle, meta di escursionisti che vi arrivano attraverso una via ferrata, sono lunghe rispettivamente 75 e 54 metri, sostenute da quasi tre chilometri di cavi fissati con 24 ancoraggi nella roccia a una profondità di dodici metri. Un elicottero ha portato fino a quota metri quei rotariani e ospiti, compresa la presidente Bormetti, che hanno poi sfidato (e vinto) gli inevitabili timori della ferrata e del passaggio sulle passerelle sospese nel vuoto... Per tutti, una giornata ricca di suggestioni, conclusa con la visione di un filmato sui lavori di ripristino delle passerelle, secondo un progetto dell ingegner Gigi Riva (per l occasione anche organizzatore e guida), e delle immagini dell escursione rotariana, scattate poche ore prima. Aldo Ronchetti GRAZIE AL BRESCIA VITTORIA ALATA È NATA NELLA SAVANA UNA SCUOLA CHE CELEBRA L ATTIVITÀ DI GRANDI ROTARIANI BRESCIA Esiste una scuola nella savana africana dove i bambini conoscono il Rotary; ma non soltanto il Rotary come istituzione bensì proprio il Rotary delle persone, ovvero ill Rotary dei soci e, in particolare, di quelli che hanno fatto grande il Rotary Club Brescia Vittoria Alata (presidente Gianni Comini) e che oggi ci hanno lasciati. Anche i più piccoli, ovvero gli alunni della prima elementare, sanno snocciolarne con disinvoltura i nomi: Poisa, Rottigni, Piovani, Bobby, Tito, Giancarlo, Mariarosa, ecc. ecc. Ma com è questo mistero? E presto detto. Ugo Bianco Speroni, che fu socio fondatore e presidente del Rotary Brescia Vittoria Alata, vive ora per buona parte dell anno in Kenya e là è perfettamente inserito nella comunità locale. Quando gli insegnanti gli hanno chiesto un aiuto per allestire una scuola nella savana lo spirito rotariano è ritornato a bruciare come il ricordo di tanti anni di service vissuti nell Rotary e così ogni banco della scuola elementare di Marafa porta ora inciso e colorato il nome di un socio che fu compagno nel Vittoria Alata. I bambini sono entusiasti dei nuovi banchi e con il sorriso stampato sulla faccia arrivano Due immagini della scuola realizzata in Africa dal RC Brescia Vittoria Alata ogni mattina di buon ora sempre a piedi nudi e di corsa dopo aver percorso anche venticinque IL RC CREMA GIOCA LA CARTA DEI DEFIBRILLATORI SUL TERRITORIO Giuseppe Inama e Veronica Grazioli Crema - Il socio del Rotary Club Crema, Giuseppe Inama, ha tenuto una relazione sul progetto Crema Vita ; un progetto di grosso impegno che prevede l installazione in punti strategici di alcuni defibrillatori sia in città, sia sul territorio cremasco. E il progetto ha già iniziato a diventare realtà; infatti sono già stati posizionati alcune di queste apparecchiature rianimatorie. In questo importante service rotariano è essenziale la formazione di coloro che si mettono a disposizione per insegnare il corretto uso dei defibrillatori. I corsi, organizzati dalla Cri, hanno formato circa 250 persone in grado di usarli correttamente. A breve saranno posizionati anche quelli esterni, come ad esempio in Piazza del Duomo, sul mercato e in altre piazze, dove il passaggio e la presenza di numerose persone potrebbe rendere indispensabile l uso di questo importante strumento salvavita. Il dottor Inama ha messo in evidenza che questo è un progetto molto impegnativo, ma che però sta dando i risultati sperati. La dottoressa Veronica Grazioli, presidente del Soroptimist Crema, ha parlato del costo dell operazione e come gli organizzatori siano giunti alla scelta dei defibrillatori. Hanno optato per degli strumenti leggermente più costosi ma con qualità superiori e garanzie più qualificanti. Rachele Donati Deponti, oltre che per la stampa locale (Prima Pagina), era presente anche come importante esponente della Croce Rossa italiana e ha descritto il grande impegno profuso dai volontari della Cri nella formazione degli addetti ai defibrillatori. Il presidente del Club, Fabio Patrini, ha concluso evidenziando che anche un gruppo di soci del Club parteciperà ai corsi di formazione, per poter essere presenti e attivi sul territorio. Aldo Ronchetti

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