Diritti e opportunità connessi allo status giuridico del cittadino straniero

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1 Diritti e opportunità connessi allo status giuridico del cittadino straniero Corso di Assertiveness Training e servizi. Parte seconda: aggiornamenti normativi. Novembre-febbraio 2010

2 Diritti della persona e status giuridico. Possiamo distinguere, per capi sommari: A) il nucleo dei diritti fondamentali riconosciuti alla persona umana, garantiti dai trattati internazionali e dalle norme nazionali che ad essi debbono uniformarsi, ai sensi dell'art.10 della Costituzione italiana; B) i diritti connessi alla posizione giuridica del cittadino straniero, sulla base del possesso o del diritto ad un titolo valido per il soggiorno, nei casi previsti dalle leggi vigenti. Le caratteristiche dei diritti del tipo B sono essenzialmente: l'esigibilità diretta, quando la norma lo prevede in modo esplicito; la negoziabilità, quando il riconoscimento di un diritto, ovvero di un beneficio, non direttamente previsto da parte un ente, è ottenibile attraverso una trattativa ( per lo più di carattere legale), in ottemperanza ad altre norme di riferimento richiamate, ( es. Direttive europee antidiscriminazione )

3 Principali fonti normative ( elenco minimo, non esaustivo) Costituzione Italiana, art. 10 Testo Unico L. 286/98, come modificata dalla legge 189/2002 ( Bossi-Fini): artt. 2 e 5, e seguenti; Trattati internazionali, Dichiarazione Universale diritti umani; Convenzione sui Diritti del fanciullo;carta dei diritti fondamentali dell'unione Europea, C.E.D.U Direttive Europee (es: su libera circolazione comunitari; soggiornanti lungo periodo; antidiscriminazione, Direttiva Rimpatri, etc.)

4 Nucleo diritti fondamentali riconosciuti alla persona Art. 2, comma 1, T.U.L. 286/98: Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale Esempi: Libertà e sicurezza personale (richiamo Direttiva Rimpatri) Salute e tutela della maternità (es. Cure urgenti; STP; diritto accesso Consultori familiari) Istruzione ( Minori: diritto scolarità minimo scuola obbligo) Proprietà dei beni personali

5 Diritti riconosciuti ai cittadini regolarmente presenti sul territorio Salute Istruzione ( ogni livello) Previdenza Lavoro Famiglia Diritti civili Assistenza sociale Casa ( Edilizia residenziale pubblica) Altre previdenze

6 Le categorie: inclusione /esclusione E' dunque chiaro che il cittadino straniero è al centro di un sistema di inclusione o esclusione in base alla sua posizione giuridica, che è possibile definire in: I Categoria: straniero non regolarmente soggiornante; sotto categoria: Madri e minori, soggetti non espellebibili ( art.19), familiari italiani entro 2 grado; II categoria: straniero regolarmente soggiornante per brevi periodi ( Turisti, Studenti corsi brevi, imprenditori, etc.) III categoria: stranieri regolarmente soggiornanti, titolari di permesso Lavoratori e familiari; studenti corsi lunghi, titolari protezione sussidiaria; IV Categoria: Titolari permesso CE lungo periodo, riconosciuti rifugiati V Categoria: Cittadini Comunitari

7 Stranieri regolarmente soggiornanti per brevi periodi ( tre mesi) La condizione di regolarità è attestata dalla dichiarazione di presenza o dal timbro uniforme Schengen sul passaporto. Libera circolazione e soggiorno: limitatamente al periodo indicato nel visto ( se richiesto per l'ingresso nell'area Schengen) Salute: devono disporre di un'assicurazione sanitaria privata, che copra le spese di eventuali ricoveri, prestazioni sanitarie, maternità. Non possono usufruire del medico di base, ma delle cure essenziali o urgenti ( in base alla polizza). Famiglia: possono contrarre matrimonio limitatamente al periodo di soggiorno; Possono esercitare il diritto alla coesione familiare, se se ne presentano i requisiti, al termine dei tre mesi, o entro un anno dalla scadenza della dichiarazione di presenza; Scuola: Possono seguire corsi brevi ( es. di lingua) o stages; Assistenza: non debbono gravare sull'assistenza pubblica; Previdenza: nessuna forma di previdenza; Lavoro: non possono lavorare;

8 Soggiornanti regolari e loro familiari Salute: iscrizione obbligatoria al SSN ( lavoratori e loro familiari) diritto alla tessera sanitaria e al medico di base, diritto a tutte le cure mediche al pari dei cittadini italiani; assicurazione sanitaria privata per gli over 65 ricongiunti; studenti e titolari di residenza elettiva: diritto all'iscrizione volontaria al SSN; Lavoro: diritto alla parità di trattamento; Previdenza: diritto a trattamenti pensionistici, disoccupazione, infortuni; limitazioni per alcuni benefici, ad es. assegno sociale minimo; Studio: accesso a tutti i livelli, compreso quello universitario, al pari dei cittadini italiani, salvo riserva quote ingresso a facoltà.

9 Soggiornanti in possesso di permesso CE lungo periodo e riconosciuti rifugiati Equiparati a cittadini comunitari, godono di tutti i diritti e i benefici riconosciuti ai cittadini italiani, in materia di salute, lavoro, studio e previdenza. Non è ancora riconosciuta l'equipollenza dei diplomi, fatto salvo il riconoscimento dei titoli dell'area sanitaria.

10 Cittadini comunitari Equiparati ai cittadini italiani, con alcune limitazioni se non lavoratori o non titolari del diritto di soggiorno permanente. Lavoro: accesso al pubblico impiego, tranne le carriere che comportano attività di controllo o l'ordine pubblico ( es. organi di polizia); obbligo di polizza sanitaria privata per non lavoratori; diritto all'equipollenza dei diplomi

11 Orientarsi tra le normative E' di fondamentale importanza non solo conoscere le norme che regolano il diritto della migrazione, almeno negli elementi fondamentali, ma sapere leggere con estrema attenzione gli articoli di legge, regolamenti e circolari, che possono tutelarci direttamente, o comunque prevenire errori che poi si rischia di pagare caramente. E' vero che si tratta di una materia complessa, ma chiunque impari a orientarsi può esigere direttamente il rispetto delle leggi e far valere i propri interessi legittimi. Da ricordare inoltre che non sono le singole Questure, le Prefetture, i Comuni che legiferano o emanano decreti legislativi in merito alla condizione giuridica dello straniero: quella è materia del legislatore, del Parlamento o del Governo, che a sua volta ha l'obbligo di applicare con propri decreti le direttive europee, nel campo di competenza della Commissione Europea.

12 Gli ambiti di pertinenza e applicazione delle normative in materia di immigrazione. Comunitario: Direttive europee ( leggi di rango superiore): solitamente implementate dagli Stati dell'unione con propri decreti entro il termine di recepimento. (Qualora gli stati non provvedano entro tale termine, le direttive possono essere applicate direttamente.) es.: Direttiva sui Permessi CE lungo periodo; Direttiva antidiscriminazione, etc. Nazionale Leggi, Decreti legislativi, Regolamenti di attuazione Circolari ministeriali

13 Principali norme nazionali Nel ricordare che, a parte la legge 40/98 ( Turco-Napolitano), non si è elaborata nel nostro paese una legge organica in materia di immigrazione, con un preciso iter parlamentare, ma piuttosto una serie di provvedimenti emergenziali, tramutati poi in decreti legge, che hanno hanno avuto come prevalente materia la tutela dell'ordine pubblico e la risposta a esigenze del momento ( sanatorie, regolarizzazioni, etc.). Il primo riferimento utile a chi si accosta alla materia è comunque il Testo Unico, L.286/98, un corpus di norme in materia, come modificato dalla Bossi-Fini, L. 189/2002, e i relativi Regolamenti attuativi. Dal 2009, è stata introdotta una serie di variazioni, con il cosiddetto Decreto Sicurezza, D.L. 733, che ha inasprito le sanzioni legate alla clandestinità ( e attualmente rivisitato in alcune parti per effetto della Direttiva Rimpatri).

14 Promemoria: Costituzione Italiana T.U. Legge 286/98 ( Turco Napolitano) Dlgs 189/2002 ( Bossi-Fini) Direttiva UE Soggiornanti lungo periodo Dlgs Terzi lungo periodo ( applica la Direttiva) Direttiva Eu Ricongiungimenti familiari Direttiva EU Libera circolazione e soggiorno comunitari Legge Cittadinanza 1991 Decreto sicurezza L. 94/2009 Direttiva Rimpatri es, circolari: circo 28/03/2008 ( Amato) sui minori alla maggiore età (diritto a un permesso per famiglia se a carico dei genitori)

15 Altri ambiti normativi e di applicazione Locale: es. Leggi regionali e delibere comunali. Per quanto la condizione giuridica dello straniero sia di pertinenza dello Stato, le questioni riguardanti la concessione di benefici o procedure specifiche a livello locale, da parte di Enti previdenziali o ASL possono intrecciarsi con altre norme specifiche ( es. regolamenti demografici). Resta comunque fermo il principio che lo straniero regolare deve godere degli stessi diritti del cittadino italiano nei rapporti con le amministrazioni, ai sensi degli artt. 2, comma 2 T.U. E 41 T.U. Immigrazione L.286/98 Accade spesso che tale principio venga disatteso, e che per godere di un beneficio si debba avviare un'azione legale o chiedere l'intervento del Difensore Civico

16 Principali siti utili, istituzionali e privati. (Associazione Studi giuridici per l'immigrazione) (collegamenti con gli altri enti di riferimento locale)

17 L'importanza dell'ordine. Come organizzare e razionalizzare le richieste presso gli enti di riferimento, ovvero cosa e a chi rivolgersi per ottenere realistiche risposte ai propri bisogni. Cremona, 17 febbraio incontro del corso di Assertiveness e Servizi

18 Essere realistici, ma determinati Lo status giuridico può determinare una condizione di reale ed effettivo disagio o difficoltà. Più obblighi e adempimenti rispetto al cittadino italiano, meno garanzie. Un numero maggiore di documentazione da esibire nei vari uffici, unito al periodico obbligo di rinnovo del titolo di soggiorno, se non se ne possiede uno senza scadenza; il tutto aggravato dagli adempimenti connessi al permesso ( rinnovo tessera sanitaria, dichiarazioni dimora abituale, etc.). Non scoraggiatevi e organizzate il vostro percorso ad ostacoli muniti della bussola della conoscenza del sistema.

19 Burocrazia: istruzioni per l'uso Cosa chiedere: inquadrare il problema A chi: individuare le competenze Ottimizzare la ricerca e il tempo Avere una visione realistica dei problemi. Non rinunciare senza aver tentato: al massimo la risposta può essere negativa. Informarsi, dopo aver controllato le fonti e confrontato le competenze. Molte norme cambiano e non tutti gli operatori sono aggiornati in tempo reale

20 Non è solo un problema di lingua. Se anche non sei un grande oratore, e del resto non serve la dialettica, puoi farti apprezzare se ordini le tue richieste in modo da non perdere tempo e non farlo perdere agli altri. ( es. ufficio immigrazione) Non improvvisare pensando che poi gli operatori penseranno a tutto, perchè questo difficilmente accade. Ogni cosa ha un ordine: trova quello che fa per te. Spesso succede che una mancata documentazione ti costringa a tornare più volte nello stesso ufficio e ripetere estenuanti code. Informati prima o fatti aiutare da chi è più esperto. Ascolta l'esperienza e non le dritte di alcuni connazionali che amplificano spesso false informazioni ( es. pds lungo periodo) Organizzati e impara a conoscere gli enti per sapere esattamente a chi rivolgerti o chi meglio tutela i tuoi diritti di persona.

21 Ricorda la regola d'oro Se sei certo dei tuoi diritti, correda le tue richieste di documenti scritti, e falli avere con calma, ma decisione agli operatori. Più di mille proteste, una chiara documentazione sottoforma di fotocopia di un articolo, o una circolare evidenziata e passata attraverso lo sportello ti potrà aiutare. Può andare bene anche un breve elenco o promemoria delle tue ragioni. Sii sintetico, ma preciso. Infine: Le richieste devono essere scritte e protocollate: hai sempre diritto ad una risposta formale.

22 Direttiva 2008/115/CE detta Rimpatri : linee guida. Una rivoluzione nel campo delle misure di controllo delle situazioni di irregolarità o clandestinità; procedure di espulsione e rimpatri di cittadini stranieri, la cui posizione sia risultata irregolare per mancata presentazione di richiesta di permesso nei termini previsti o per diniego di rilascio/rinnovo del titolo di soggiorno. Fonti: Relazione dell'avv. Guido Savio del Foro di Torino al seminario di aggiornamento svoltosi a Verona, il 15 gennaio 2011, organizzato dall'asgi. Testo originale Direttiva 2008/115/CE Circolare ministeriale a Questure e Prefetture.

23 Quando è entrata in vigore la Direttiva Rimpatri: conseguenze La Direttiva è entrata in vigore il , e cioè venti giorni dopo la sua pubblicazione nella GUUE. Il era semplicemente il termine massimo di recepimento da parte degli Stati membri. L'Italia non ha recepito la Direttiva con proprio decreto entro tale data, con la conseguenza che il giudice interno può comunque utilizzarla disapplicando ( o non applicando) le norme interne che risultino in contrasto con la Direttiva stessa. Nei casi dubbi il magistrato è tenuto a rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea.

24 Per comprendere meglio: cos'è una Direttiva Nell'ambito del diritto dell'unione, si dice Direttiva uno degli atti che il Parlamento può adottare per l'assolvimento dei compiti previsti dai trattati e per armonizzare le normative degli stati membri. La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi ( art. 288 TF UE, 3 comma) La direttiva dunque detta un obbligo di risultato. La Corte di Giustizia ha inoltre stabilito che in determinate circostanze (es. termine scaduto senza attuazione) le direttive possono avere effetti immediati. Principio dell' effetto utile, le direttive dettagliate, ovvero riservare agli atti dell'unione la maggiore efficacia possibile.

25 Scopi della Direttiva Rimpatri e principi generali Istituzione di una efficace politica in materia di allontanamento e rimpatrio basata su norme comuni affinchè le persone siano rimpatriate in maniera umana e nel pieno rispetto dei loro diritti fondamentali e nella loro dignità. Necessità di stabilire garanzie giuridiche minime comuni sulle decisioni connesse al rimpatrio per l'efficace protezione degli interessi delle persone interessate

26 Obblighi dello stato 1) stabilire una procedura equa e trasparente con decisioni adottate caso per caso, non limitandosi a prendere in considerazione il semplice fatto del soggiorno irregolare; 2) il ricorso al trattenimento deve essere subordinato al principio di proporzionalità con riguardo ai mezzi impiegati e agli obiettivi perseguiti

27 Articolazione della Direttiva: schema 1) decisione di rimpatrio 2) rimpatrio volontario 3) provvedimento di allontanamento coercitivo 4) trattenimento 5) divieto di reingresso

28 Decisione di rimpatrio: definizione e deroghe La decisione è l'atto con cui gli stati membri decidono il rimpatrio di qualunque cittadino di paese terzo il cui soggiorno sia irregolare; sono possibili deroghe, se lo stato intende rilasciare un permesso per ragioni umanitarie o se il cittadino ha iniziato una procedura di rinnovo, anche oltre il termine concesso dalla legge: lo stato deve astenersi dal rimpatrio fino al completamento della procedura.

29 La partenza volontaria La Direttiva privilegia la partenza volontaria, fissando un termine tra 7 e 30 gg. Tale termine può essere prorogato, tenendo conto delle esigenze specifiche del caso individuale. (Es. durata del soggiorno, bambini che frequentano la scuola, esistenza di altri legami familiari e sociali) Obblighi diretti a evitare il rischio di fuga: garanzia finanziaria, obbligo di dimora, etc.

30 Ragioni per non concedere un periodo per la partenza volontaria: Esiste il rischio di fuga ( argomento consigliato nella circolare del alle Questure e Prefetture) La domanda di soggiorno è stata respinta perchè manifestamente infondata e fraudolenta L'interessato costituisce un pericolo per l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sicurezza nazionale

31 Misure coercitive per il rimpatrio: l'allontanamento forzato Se è stato concesso un periodo per la partenza volontaria la decisione del rimpatrio può essere eseguita solo alla scadenza di tale termine e salvo che non insorga uno degli elementi che comporta una deroga Il ricorso a misure coercitive è ammesso in ultima istanza per eseguire l'allontanamento di chi oppone resistenza, ma tali misure devono essere proporzionate e non eccedere un uso ragionevole della forza Rinvio: Principio di non refoulement

32 Divieti di reingresso: durata e sospensione. Periodo massimo di divieto: 5 anni, a meno che non esista un provato pericolo per la sicurezza dello Stato o grave minaccia per l'ordine pubblico. ( prima la prassi era di 10 anni) Si può revocare il divieto di reingresso se lo straniero lascia volontariamente il territorio nazionale ( si premia un comportamento di ottemperanza alla decisione di rimpatrio, cosa non prevista in precedenza).

33 TRATTENIMENTO E' una misura residuale e non automatica; è soggetta a revisione periodica; non può superare i sei mesi, e solo eccezionalmente può essere prolungata fino ad un massimo di 18 mesi ( contrasto con i periodi previsti dal decreto sicurezza e con l'art. 14 T.U.)

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