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1 LaVita Anno 116 dal 1897 DOMENICA 23 GIUGNO 2013 G I O R N A L E C A T T O L I C O T O S C A N O e 1,10 Poste italiane s.p.a. Sped. in a.p. 25 D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Filiale di Pistoia Direzione, Redazione e Amministrazione: PISTOIA Via Puccini, 38 Tel. 0573/ Fax 0573/28616 e_mail: Abb. annuo e 45,00 (Sostenitore e 65,00) c/cp n Pistoia La Vita è on line clicca su Se l uomo si fa Dio... Piano piano, giorno dopo giorno, papa Francesco sta toccando tutti i tasti pericolosi della cultura moderna, che non è contenuta soltanto nei libri dei dotti, ma sta pervadendo lentamente e inesorabilmente anche la mentalità della gente comune. Farsi come Dio, prendere il suo posto, diventare padroni della propria sorte e della propria vita è la grande e più antica tentazione dell uomo. La tentazione del serpente, di cui parla con linguaggio mitico il libro della Genesi, è rimasta fino a noi come il prototipo dell avventura che l uomo ha incontrato più volte nel corso della sua esistenza. Sarete come Dio, non più, dunque, la sua immagine e la sua traduzione terrestre, ma Dio in persona, capace di decidere quello che è bene e quello che è male. Una sostituzione, un cambiamento di posto, una usurpazione vera e propria. Gli atei dell ottocento non si contentavano di essere atei, ma di essere loro stessi Dio. E si gloriavano di aver bevuto il veleno del serpente, anzi colui che, secondo la mitologia antica, aveva usurpato il trono degli dei, veniva considerato come un eroe, un santo vero e proprio, il primo santo del calendario filosofico. San Prometeo, prega per noi. Così Carlo Marx e i suoi amici con lui. Una forma di ateismo aggravato. Ma con quali conseguenze? Abbandoniamo qui l analisi del papa, gli argomenti di tipo religioso che, date le circostanze, non hanno molta possibilità di fare breccia sulla mentalità degli uomini del nostro tempo e rivediamo i ragionamenti che un laico serio degli anni passati ha fatto con molta onestà e anche molto coraggio. Il suo nome è Nicola Abbagnano, uno dei migliori filosofi del nostro paese che, sul finire della vita, ricoprì anche qualche carica politica con serietà ed esemplarità. Segno che è possibile essere onesti, avere un codice morale e un comportamento retto, anche senza Dio. Una possibilità che rischia di venir meno quando l uomo non solo elimina Dio, ma intende anche prendere il suo posto. Un ateismo aggravato, un ateismo al quadrato, una circostanza che cambia addirittura le carte in tavola. Un peccato di insuperabile superbia, una triste ripetizione di quella hybris (orgoglio insolente) che segnò il debutto dell uomo sulla terra. Il filosofo ignora tutto questo, ma procede con la sua testa, sul filo di un ragionamento basato soprattutto sull esperienza che, in fin dei conti, è alla conoscenza di tutti. L uomo, dice, non può dimenticare mai che è un essere finito, non deve per questo ambire a superare i suoi limiti circo- Prometeo, dopo aver rubato il fuoco agli dei, subisce la punizione di Giove: legato alla rupe, diventa oggetto degli strali divini e della violenza di un aquila rapace. La versione cristiana del mito antico implica una correzione: non è Dio che punisce chi ha usurpato il suo trono, ma è lo stesso usurpatore che diventa vittima di se stesso scritti da un destino di creatura fragile e imperfetta, pretendere di essere come colui che gli uomini pensano sia Dio. Quando l uomo usurpa il trono del Signore della Bibbia aggiunge letteralmente l autore -, non essendo egli per definizione né onnipotente né onniveggente né eterno, si attira addosso una condanna senza scampo. Questa: combinare e accumulare disastri su disastri, perché ha messo le mani su un potere che non gli appartiene in quanto esula dalla propria natura. Anche Dostoevskij aveva ragionato allo stesso modo. Pure il grande romanziere russo aveva intuito che l uomo impazzisce quando a qualsiasi livello, assolutizza se stesso fino a sentirsi padrone della vita altrui. Allora niente e nessuno, eccetto la morte, lo può fermare sulla via del male: egli diventerà assassino, stupratore, corruttore, tiranno, in una spirale luciferina alla quale non è possibile porre alcun limite. Specialmente l uomo del XX e XXI secolo non dovrebbe avere esitazioni ad accettare simili conclusioni. Dov era Dio durante i barbari misfatti di Auschwitz?, si sono domandati gli uomini del nostro tempo, in particolare gli ebrei, consideratisi come traditi dal Dio dei padri, che aveva fatto di loro il popolo eletto. Ma la domanda era posta male, perché in realtà non era Dio che era assente nei luoghi della barbarie nazista, ma l uomo: l uomo che, essendosi identificato con Dio, aveva perduto anche i caratteri distintivi della sua umanità. La scalata al cielo che finisce con la caduta nei baratri più profondi e più oscuri dell inferno. Lucifero e con lui gli angeli ribelli avevano subito la stessa sorte. Tu pensavi nel tuo cuore: Salirò in cielo, sopra le stelle di Dio innalzerò il mio trono. Dimorerò sul monte dell assemblea, nella vera dimora divina. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell abisso! (Is 12, 13-15). Il profeta applica queste parole alla città dell orgoglio e dell egoismo più sfrenati, alla città di Babilonia, in cui la Bibbia vede l incarnazione storica della Babele mitica, la città che aveva sfidato la grandezza di Dio e invece era diventata la città della divisione, della confusione, della dispersione. Il peccato di Lucifero che trova una sua prosecuzione nella comunità degli uomini. Un peccato di superbia e di ribellione che dal cielo passa alla terra e che tinge dei suoi foschi colori l intero cammino della storia umana. Un grido di allarme che deve raggiungere tutti, anche i non credenti, per la salvezza dell uomo. Papa Francesco ha parlato di questa volontà titanica a proposito della vita. Una realtà che ci è data e che non possiamo non rispettare in tutti i suoi momenti. Anche gli inizi non sono affatto innocenti. Una volta aperto il varco, come la storia ci insegna, tutte le conclusioni diventano possibili. Giordano Frosini SINODALITà ALL ORDINE DEL GIORNO Una riflessione di Serena Noceti sulla partecipazione e la corresponsabilità dei laici alla vita della chiesa PAGINA 2 PAPA FRANCESCO SI INCONTRA COL POPOLO DELLA VITA PAGINA 4 LA SCUOLA è FINITA MA I SUOI PROBLEMI RIMANGONO PAGINA 13

2 2 primo piano n. 25 La 23 Giugno 2013 V ita SINODALITà La sfida della corresponsabilità preti - laici/laiche di Serena Noceti Corresponsabilità è la parola chiave per parlare di una chiesa sinodale. Uso questa parola in senso etimologico. Corresponsabilità vuol dire capacità di rispondere insieme ai bisogni della storia, del territorio, dell annuncio della fede. Siamo corresponsabili insieme con i presbiteri. Non siamo collaboratori. Siamo corresponsabili in nome dell unica radicazione battesimale, unica responsabilità di chiesa che tutti ci lega. Non siamo collaboratori perché, come laici e laiche, non abbiamo bisogno di delega per annunciare il vangelo nella nostra vita quotidiana, non abbiamo bisogno di delega per essere parte del popolo sacerdotale, lo siamo già per il dono di Cristo nel battesimo e lo siamo per la responsabilità che con il battesimo abbiamo assunto. Siamo corresponsabili della crescita della realtà ecclesiale, seppure in forma differenziata. Noi abbiamo un compito di annuncio nella storia e di interpretazione del Vangelo nella storia, a partire dai linguaggi del quotidiano che sono i nostri propri di laici e laiche. I ministri ordinati, in particolare i preti, hanno la responsabilità di garantire a questo annuncio il suo carattere di apostolicità. Condizioni indispensabili Perché ci sia corresponsabilità oggi, concretamente nella realtà di chiesa, perché la chiesa sia sinodale, non solo come coscienza, ma come esperienza di sinodalità concreta, ci sono alcune pre-condizioni che metterei sul piano della coscienza di laici e preti e sul piano della realizzazione concreta. Faccio un esempio, perché su questo la nostra sfida si gioca. La prima pre-condizione sul piano dell autocoscienza è che i preti, ma anche i laici e le laiche, devono sapere di essere relativi. Dobbiamo ritornare a considerare la relatività della nostra identità. Il prete non è il tutto della comunità. I laici e le laiche non sono il tutto della comunità. L annuncio della fede oggi, ha bisogno di entrambe le sottolineature, la capacità di dire il vangelo nei linguaggi dell oggi, attraverso processi di divenire, e la necessità assoluta di radicarci sull apostolicità della chiesa. Dire che siamo relativi vuol dire scoprire che siamo correlativi gli uni agli altri nell esercizio della nostra missione e quindi riconoscere la soggettualità propria e specifica di tutti. Vogliamo chiedere ai nostri presbiteri di riconoscere e di promuovere la nostra specificità di laici, soggetti di annuncio della Parola e di costruzione di chiesa, una chiesa sinodale. La seconda pre-condizione è quella del partecipare. Dietro la parola partecipare ci sono in realtà due significati. Partecipare vuol dire essere parte e prendere parte. Si può prendere parte intanto in quanto si è parte di un corpo sociale, ma viceversa più prendi parte più avverti che costruisci il tuo essere parte di una comunità. Nella chiesa oggi laici e laiche vengono riconosciuti come soggetti che sono parte della realtà ecclesiale, i documenti ce lo dicono continuamente, quello che manca è il passaggio reale, forte e avvertito al prendere parte attivamente. Perché? Perché a livello strutturale non sempre abbiamo spazi, possibilità, occasioni, che ci permettono di prendere parte ai processi di interpretazione della fede, di discernimento della comunità, di attuazione responsabile di quello che insieme si è deciso, e così via. Il passaggio dall essere parte al prendere parte, attualmente è un passaggio debole. Da un lato è debole perché noi laici non abbiamo la coscienza sufficiente della nostra responsabilità, dall altra è debole perché a volte i presbiteri, i vescovi, assolvono in essi stessi tutte le funzioni di vita, tutte le parole, tutti i processi comunicativi, della comunità cristiana o buona parte di essi. Essere partecipi, nel senso di essere e di prendere parte, ci chiede di modificare il nostro stile di chiesa. Ci chiede delle nuove precondizioni strutturali, ci chiede di cambiare le forme di comunicazione. Non ci può essere forma sinodale di chiesa, cioè camminare insieme, se non cambiano le forme, le dinamiche di comunicazione nella vita di chiesa. Attualmente abbiamo ancora la configurazione della comunicazione della chiesa che va sempre dal prete verso i laici, dall adulto verso il bambino. Sono pochi i momenti e le occasioni nei quali la dinamica comunicativa è effettivamente sinodale, cioè multidirezionale, in cui ciascun polo della rete riconosciuto come parte costitutiva della realtà ecclesiale per il battesimo è posto nella condizione di poter offrire la propria parola, in questa dinamica multidirezionale, per la crescita di vita di chiesa. Non potremo pensare ai preti, in una chiesa sinodale, se non attiviamo dinamiche sinodali, a partire da un rinnovamento delle dinamiche comunicative che siano efficaci e partecipative. Tre parole Perché questo avvenga penso che siano tre le parole chiave, che ci vengono dall esperienza delle donne. Il pensiero delle donne ha riflettuto in particolare su tre fattori che permettono una partecipazione rinnovata. Viene pensato per le donne, ma io direi lo possiamo dire per i laici e le laiche nella chiesa in relazione ai presbiteri. Le parole sono empowerment, entitlement e mainstreaming. Spiego che cosa vogliono dire, sono parole chiave nel pensiero femminista, ma le recuperiamo nel nostro contesto. L entitlement vuol dire riconoscere che si ha diritto di parola, in questo caso, nella chiesa. Per riconoscere di aver diritto non è sufficiente che io sappia di avere questo diritto e desideri esercitarlo, è necessario che i soggetti che sono in gioco nella dinamica comunicativa si riconoscano reciprocamente il diritto e, direi, il dovere di parola. Nella chiesa se vogliamo modificare ed essere una chiesa sinodale, preti e laici insieme con una reale corresponsabilità possiamo lavorare di più sui processi di riconoscimento della soggettualità reciproca, gli uni agli altri. Secondo passaggio (empowerment), è quello di riconoscere che abbiamo un potere di parola ed una possibilità di parola che possiamo giocare e spendere nella libertà e nella responsabilità per il bene di chiesa. Il terzo passaggio (mainstreaming) è quello di un acquisizione di una nuova mentalità comune che ci aiuti in questo processo trasformativo. Che si discuta, come questa sera, di questi temi! E importante per i presbiteri stessi che siano i laici e le laiche a dire che preti devono essere, che preti possono essere, per il bene della comunità cristiana, perché veniamo da 1500 anni in cui la teologia è stata fatta unicamente dal clero ed il pensiero su chi debba essere il ministro ordinato nella comunità e per la comunità è stato formulato solo all interno del corpo ministeriale, presbiterale, dei sacerdoti. E una chiesa sinodale, una chiesa nella quale preti accettano e accolgono, stimolano le loro comunità cristiane ponendo la domanda: Ma che prete desiderate? Che prete volete che io sia? In modo tale che questo sia poi confrontato con la radicazione apostolica della chiesa e si discuta e ci si confronti su questo punto. Un ipotesi di lavoro Per concludere, vi formulo un ipotesi di lavoro. Mi sembra che sia giunto il tempo di formarci insieme, laici e ministri ordinati, per il bene di chiesa, e che si abbia tutto il tempo di sperimentare delle forme nuove di corresponsabilità in una chiesa sinodale, in particolare quelli che si chiamano team pastorali, cioè gruppi ministeriali di lavoro, composti dai ministri ordinati, diaconi, preti e laici e laiche che, alcuni a tempo pieno altri a tempo parziale possano più direttamente condividere la responsabilità pastorale. Questo, a mio parere può creare degli scenari nuovi, perché permette di superare quella impostazione, che noi oggi abbiamo, che riduce l autorità al solo prete, che porta un identificazione della parrocchia con il parroco, con il singolo ministro ordinato. Soprattutto mostrerebbe, sul piano simbolico di un gruppo che condivide la responsabilità della parrocchia, il valore delle diverse vocazioni, dei diversi ministeri e delle diverse sensibilità, di uomini e donne, anche nella vita di chiesa, e anche una valorizzazione maggiore del grande ministero dimenticato, che è quello della coppia. La coppia sposata nel Signore, col sacramento del matrimonio ha una ministerialità costitutiva quanto quella dei ministri ordinati nella comunità cristiana, perché entrambi si fondano sul sacramento. Allora dei team di lavoro, di equipe, in cui le diverse ministerialità di laici e laiche, sposati e celibi, preti, diaconi possano essere giocate fino in fondo. Perché questo possa avvenire, sono necessari dei cambiamenti di mentalità, ma è necessario anche che riconosciamo che ci sono due aspetti in gioco. Non è in gioco solo l operare insieme, laici e ministri ordinati in una chiesa sinodale, ma quello che è in gioco è il convivere la fede insieme. Noi siamo chiamati a viverla e viverla insieme, con-vivere la fede tra ministri ordinati e laici. Questa è la radice della nostra realtà, siamo chiamati a dirla, esprimerla, conviverla gli uni con gli altri e non separatamente. Perché questo possa avvenire è necessario però un coraggio radicale, perché c è un cambiamento nella realtà di chiesa che il concilio a livello teorico e di orientamento di fondo ci ha consegnato ma che ancora non fa parte, se non raramente, della nostra vita ecclesiale. Vorrei concludere con le parole di un teologo francese Sesbolié che quattro anni fa, nel suo testo sulle nuove forme ministeriali nella chiesa, scriveva così: Che lo si voglia o no la Chiesa Cattolica si trova di fronte a delle decisioni importanti (in particolare legate ad un numero più ridotto di presbiteri che sono presenti nelle nostre comunità). Queste decisioni risultano oggi come imbrigliate nel dilemma tra la pazienza e l urgenza. La pazienza e la serenità sono necessarie: sarebbe annoso assumerle sotto la spinta dell emozione in un clima di pressione, senza aver ponderato attentamente la posta in gioco riguardo all avvenire della chiesa. Si tratta di pensare ai tempi richiesti per la transizione e per sperimentazioni ma un eccesso di prudenza rischia di essere la peggiore delle imprudenze. Un assenza di decisioni rischia di essere la peggiore delle decisioni. Intorno alla recezione del ministero ordinato, secondo la visione del Vaticano II in una chiesa sinodale, si gioca, a mio parere, molto del futuro della realtà di chiesa, tanto è vero che sull interpretazione del ministero tra prete e sacerdote, si gioca molto del dibattito che oggi segna la teologia e segna anche la nostra vita pastorale.

3 LaVita 23 Giugno 2013 n. 25 La scelta radicale può salvarci È questa l eredità di Kierkegaard, di cui il Novecento gli è debitore di Marco Testi S e mi vuoi comprendere bene, posso dire che nello scegliere non importa tanto lo scegliere giusto quanto l energia, la serietà ed il pathos col quale si sceglie. La scelta è stato uno dei nodi cruciali del pensiero, ma anche dell esistenza, di Sören Aabye Kierkegaard, filosofo che ha influenzato il Novecento molto più di quanto si possa pensare. Il bicentenario della sua nascita (avvenuta a Copenaghen il 5 maggio 1813) ci offre la possibilità di una riflessione sull autore di Aut-Aut, da cui abbiamo tratto le parole iniziali. La scelta di Kierkegaard è un salto non dialettico, non pacificante, anzi, urticante e neanche vantaggioso dal punto di vista utilitaristico. Non è detto ci sia un guadagno in termini di equilibrio e serenità nel fare una scelta che ci ponga di fronte alle sfide della vita, da quella dei sensi a quella del dovere e poi quella apparentemente terminale di Dio. Angosciosi interrogativi si sono riversati nella vita di Kierkegaard: le sorgenti sono da ricercare in parte nella figura del padre, il quale, da giovane aveva passato un momento di scoraggiamento accusando Dio della propria povertà e in parte nella paolina spina nella carne di cui anche il filosofo di Copenaghen avvertiva il peso. Probabilmente questa spina aveva a che fare con quella che lui stesso chiamerà possibilità estetica, la ricerca del soddisfacimento nel qui e nell ora, che però lascia il desiderio sempre insoddisfatto. All interno di quella che è la sua opera definitiva, anche se il pensiero del danese non è né sistematico né lineare, Aut-Aut, lo stadio estetico è rappresentato dalla figura del seduttore. Il suo celebre Diario non presenta la parte volgare, piuttosto facile da svelare, della seduzione, ma quella nobile, vale a dire il capriccio, l amore per la varietà delle forme, la costruzione tutta artificiosa di un inesistente fascino platonico di una donna che in realtà si vuole possedere anche spiritualmente. È un opera terribile, perché vi si può scorgere tanta parte degli sforzi dell arte John henry newman Apologia pro vita sua a cura di Fortunato Morrone Quando si parla di autobiografie la mente corre verso un classico di ogni tempo: le Confessioni di Agostino. L Apologia pro vita sua di Newman può essere collocata allo stesso livello, sia per la bellezza della prosa si apre la robustezza dell impianto retorico e teologico. Scritta in appena tre mesi, con uno stile accattivante e coinvolgente, traccia il percorso esistenziale, intellettuale e di fede di un uomo che, in forza di un appassionata ricerca della verità, non ha esitato a uscire dalla sua terra culturale, religiosa e affettiva, l Inghilterra dell anglicanesimo e della prestigiosa università di Oxford, per entrare in quella che considerò la legittima chiesa di Cristo. Nell Apologia, porta d accesso al suo fecondo e geniale pensiero, Newman ricostruisce i fatti che vanno dalla sua nascita all approdo nella chiesa cattolica, per rispondere a un professore di Cambridge, Kingsley, il quale aveva messo in dubbio la sincerità della sua conversione e accusato di falsità morale i cattolici, specialmente il clero. La pubblicazione dell Apologia fu un trionfo riconosciuto dagli stessi anglicani: mise a tacere gli spiriti avversi e frantumò il pregiudizio che gravava sulla minoranza cattolica, riscattandone una volte per tutte la loro subalterna condizione sociale e intellettuale. borghese, dal romanticismo in poi, di dare una dignità estetica ai desideri e alla caccia al molteplice. Solo leggendo Kierkegaard si possono capire i limiti dell estetismo di fine Ottocento. Quelle dichiarazioni di scacco mortale, che seguono il tentativo di fare della propria vita un opera d arte, di Baudelaire, Huysmans, Wilde, nonché D Annunzio e il primo Fogazzaro, erano state anticipate dalla lucida percezione del danese. La bellezza non porta da nessuna parte se ne facciamo un idolo. La scelta radicale può salvarci, dice il filosofo, solo se scegliamo l altro come fine fuori di noi, quando scompariamo nel dovere, ed allora è il momento dell etica, della famiglia, della scelta di autolimitarsi. E anche qui non si capirebbero Tolstoj e Dostoevskij senza quel senso di insoddisfazione di eroi e eroine che soccombono perché guardano solo al proprio piacere, che Kierkegaard aveva sondato fino in fondo. Lo stadio religioso è l ultima, radicale scelta dell uomo, che diviene un novello Abramo, sottoposto all incomprensibile volontà di Dio e per di più assalito dal dubbio dell assenza e della sconfitta. Tutto l esistenzialismo novecentesco, tanta parte della Poeti Contemporanei Il giardino delle rose È nato qui nel cielo di Pistoia. Ogni rosa una donna, una donna che non c è più. La sua vita spezzata dalla violenza dell uomo, che ha perso l amore. Gocce di rugiada a dissetare sete di vita. Tra petali di rose il dolore racconta le lacrime del cuore. Nell aria un sogno fiorito nell erba del pianto. Sospesa una preghiera: non più violenza ma rose d amore. 3 letteratura e del teatro, da Mann a Ibsen, e perfino, secondo alcuni, la fisica quantistica, con la percezione della distorsione prospettica cui è sottoposto l uomo-scienziato, devono moltissimo a Kierkegaard, che ha rimesso l uomo reale al centro della speculazione filosofica, dopo l astrattezza della dialettica di Hegel. La conquista dell acqua Un libro di Erasmo D Angelis e Publiacqua di Leonardo Soldati L opera La conquista dell acqua Edizioni Polistampa, promossa dal presidente di Publiacqua, Erasmo D Angelis, è una guida per entrare nel complesso ma affascinante mondo dell acqua, nell anniversario dei dieci anni di attività dell azienda pubblica più grande della Toscana, con una ricostruzione della storia idrica del territorio locale, presentando «l immenso lavoro che permette oggi a tutti noi il semplicissimo gesto di aprire il rubinetto e far scorrere acqua di eccellente qualità» dicono D Angelis ed Alberto Irace, amministratore delegato, nella presentazione dell opera, parlando di un New Deal idrico e fognario da oltre seicento milioni di euro, con utili stabiliti per legge e tornati in gran parte ai cittadini nei bilanci comunali sotto forma di servizi, welfare e manutenzioni urbane, posando migliaia di chilometri di tubazioni idriche, oltre 12mila più km di reti fognarie, costruendo o riassestando 241 impianti di vario tipo, modernizzando il laboratorio chimico-fisico. I due amministratori ammettono che tanto lavoro è ancora da svolgere, per ridurre le perdite in rete, depurare, realizzare nuove interconnessioni, garantendo sempre efficienza e qualità adesso attraverso la nuova Autorità idrica toscana. Nel volume, dedicato a tutti i lavoratori ed a coloro ai quali dobbiamo tutte le opere realizzate per il bene comune, si parla di come è stato reinvestito il ricavato delle bollette sostenibili, delle oltre cento opere realizzate sull asse Firenze- Prato-Pistoia che hanno permesso di gestire in passato la più lunga siccità del secolo, dell erogazione gratuita di acqua refrigerata, naturale o frizzante, dai fontanelli pubblici, dei trenta progetti che con Walter Right Foundation hanno portato acqua e fognature ad oltre un milione di persone in angoli dimenticati della Terra. Circa 87mila interventi effettuati ogni anno, tra manutenzioni, riparazioni e sostituzioni, una media di 238 al giorno da parte di Publiacqua, azienda nata con la finalità di colmare i ritardi e risolvere storiche e nuove emergenze. Notizie storiche inoltre, sui laghi preistorici che coprivano la piana oggi occupata da Pistoia, Prato e Firenze, sull acqua dei canali scavati dagli etruschi o che azionava i mulini medievali, sulle trasformazioni anche socio culturali comportate dall uso dell acqua, sul graduale passaggio dalle prime rudimentali opere all attuale gestione integrata. Erasmo D Angelis, giornalista professionista e già consigliere regionale e presidente di Legambiente, è tra i promotori di alcune associazioni ecologiste come Goletta Verde. Ha ideato la rassegna Ecolavoro a Firenze per l occupazione nei settori ambientali, la qualità e l innovazione tecnologica, ed i raduni degli Angeli del Fango del 4 novembre 1996 e 2006 in Palazzo Vecchio. Tra le sue opere, guide naturalistiche e per i giovani, Bidone selvaggio libro-inchiesta sul traffico clandestino di rifiuti industriali, I volti della pace fotolibro sul movimento pacifista, Italiani con gli stivali. La protezione civile nell Italia dei grandi rischi. Lalla Calderoni

4 4 attualità ecclesiale n. 25 La 23 Giugno 2013 V ita Il Papa ha riannunciato il Vangelo della Misericordia e si è speso ancora una volta in carezze, baci e saluti personali. Con una predilezione speciale per i bambini e gli ammalati. Lunghissimo l abbraccio di un uomo in carrozzella che non voleva lasciarlo di Gigliola Alfaro Grande festa a Roma, a piazza San Pietro, domenica 16 giugno, per il popolo della vita, proveniente da tutto il mondo. La piazza è stata gremita di fedeli per la messa celebrata da Papa Francesco, in occasione della Giornata dell Evangelium Vitae. La giornata è iniziata subito con un fuori programma. Una piazza colorata da tanti ombrellini, per difendersi dal sole cocente, da cappellini (persino alcune suore sul velo sfoggiavano delle pagliette) e palloncini ha accolto con gioia, mentre stava recitando il rosario, il Pontefice sorridente, che, prima della messa, a bordo della jeep scoperta ha percorso anche via della Conciliazione, per salutare i fedeli, compresi le centinaia di bikers del raduno delle Harley-Davidson. Il Santo Padre è poi entrato in piazza San Pietro, facendo il giro dei vari settori dove erano radunati anche tanti anziani, malati e disabili, in pellegrinaggio alla tomba di Pietro dei malati, dei disabili e degli operatori sanitari. Acclamato dalla folla, il Papa si è fermato di tanto in tanto per baciare e accarezzare i bambini. La messa della vita Nella messa concelebrata da moltissimi vescovi e sacerdoti, Francesco, all omelia, subito ha sottolineato: Questa celebrazione ha un nome molto bello: Evangelium Vitae, il Vangelo della Vita. Con questa Eucaristia, nell Anno della fede, vogliamo ringraziare il Signore per il dono della vita, in tutte le sue manifestazioni; e nello stesso tempo vogliamo annunciare il Vangelo della Vita. Non sono solo parole: il Papa ci sta mostrando con i gesti il suo amore per la vita, tutta la vita, soprattutto quella più fragile. I baci e le carezze ai bambini, come agli anziani e ai disabili, sono il modo concreto con cui il Pontefice ci indica chi ha un posto speciale nel cuore di Dio e, quindi, dovrebbe averlo anche nel nostro. Il Vangelo della Misericordia Il Santo Padre non ha rinunciato poi a presentare ancora una volta il Vangelo della misericordia di Dio, come sta facendo dalla sua prima 9 GIUGNO: DOMENICA SPECIALE Il popolo della vita abbraccia Francesco La nostra cultura è indubbiamente l odierna, respirata e non quella dei nostri avi, per quanto illustri siano stati. Assistiamo, con il transitare delle generazioni, a svolte, sbalzi, mutamenti che ci dicono chiaramente quanto la persona umana sia diversa, progredita. Quando invece di progredita dovrebbe essere indicata come regredita? La svolta non diventa una via senza uscita? Proprio perché si sbatte contro un muro invalicabile si tenta in tutti i modi di renderlo inesistente, lo si nega, perché è impossibile affermare che il muro l abbiamo costruito proprio noi, con le nostre stesse mani e il nostro stesso ingegno. Muro costituito da mattoni facilmente identificabili nella nostra cultura che, senza falsi timori, denomino pseudo-cultura o cultura che inganna ed allarma: omicidio; aborto; pena di morte; accanimento terapeutico; eutanasia. Questi mattoni non costruiscono, demoliscono, nella loro falsità propongono non una cultura della vita ma quella che, correttamente, viene chiamata cultura della morte. In un era scientifica e tecnologica come la nostra dove viene collocata la dignità della persona, della vita umana? messa celebrata nella parrocchia vaticana di Sant Anna, dopo l elezione a Pontefice. E, così, durante l omelia, come un buon parroco, ha voluto coinvolgere i fedeli in un dialogo tra padre e figli. Dio, il Vivente, è misericordioso ha detto a braccio -. Siete d accordo? Diciamolo insieme: Dio, il Vivente, è misericordioso. Tutti: Dio, il Vivente è misericordioso. Un altra volta: Dio, il Vivente, è misericordioso. E i fedeli, accogliendo subito e con entusiasmo il suo invito, hanno risposto in coro, ripetendo con lui più volte: Dio, il Vivente, è misericordioso. Su questo tema Francesco sta insistendo moltissimo, incoraggiando ciascuno di noi a tornare a questo Padre misericordioso, che sempre ci perdona e sempre ci ama. Il Papa ci ha messo anche in guardia, in perfetta sintonia con il suo predecessore Benedetto XVI, dal sostituire Dio, il Vivente, con idoli umani e passeggeri, che offrono l ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte. Buona domenica Dopo l Angelus, il Pontefice non ha rinunciato ad augurare una buona domenica e un buon pranzo. Poi un lungo corteo di persone, prima i laici e famiglie e poi vescovi, sono andati a salutarlo. Subito dopo, il Papa è andato a salutare i sacerdoti concelebranti per scambiare due parole. Come è già successo, è stato donato uno zucchetto bianco a Francesco che ha offerto in cambio il suo. Infine, di nuovo il giro in jeep. Vedendo degli ammalati, tra cui un allettato, ha fatto fermare l auto ed è sceso. Per ogni persona il Papa ha avuto una carezza, una benedizione, una parola, anche chinandosi su ciascuno come il buon samaritano. Eppure, sappiamo, che questo gesto è doloroso per la sua schiena. Tra gli altri, resta negli occhi e soprattutto nel cuore un abbraccio lunghissimo di un ammalato in carrozzella che non voleva lasciare il Pontefice. Il Papa della tenerezza che ci mostra, così, ancora una volta, il cuore di Dio che ama tutti, senza fare differenza. Perché ogni vita vale, sempre. Mattoni o pietre vive? L opzione è tutta nostra. Perché l uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio L insegnamento di Giovanni Paolo II, nella Evangelium vitae, nasce dalla Parola di Dio che Gesù Cristo ha testimoniato, quello che la Chiesa, pur con tutti i suoi limiti umani, ha sempre difeso. Perché tutto questo avviene? Per una svolta assurda che si codifica rifiutando o dimenticando il suo fondamentale rapporto con Dio, l uomo pensa di essere criterio e norma a se stesso e ritiene di avere il diritto di chiedere anche alla società di garantirgli possibilità e modi di decidere della propria vita in piena e totale autonomia. Se crediamo, la vita scaturisce in noi, non malgrado le difficoltà, le imperfezioni, ma proprio dentro di tutto questo bagaglio che costituisce, spesso, il fardello di ogni persona umana. Diamo una definizione, seguendo l Enciclica ai mattoni culturali che per noi, credenti, possono diventare pietre vive della Chiesa e di Cristiana Dobner della società umana: Aborto: un omicidio anticipato per impedire a qualcuno di nascere ; Pena di morte: se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall aggressore e per proteggere l ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana ; Accanimento terapeutico: La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all eutanasia; esprime piuttosto l accettazione della condizione umana di fronte alla morte ; Eutanasia: preoccupante perversione della pietà e tentazione di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine dolcemente alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Papa Francesco continua a ribadire la sua esortazione a mantenere viva l attenzione sul tema del rispetto per la vita umana, dal concepimento al termine. La morte, grande interrogativo che percorre i secoli e ogni esistenza, certo può essere pensata e ritenuta assurda e quindi combattuta, ma nessuno si è mai dimostrato immortale, presente vivo nei secoli, per i credenti l uomo si trova posto di fronte al mistero della morte. L opzione è tutta nostra: mattoni o pietre vive? Perché l uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio.

5 LaVita L annuncio: porterò a termine l Enciclica sulla fede iniziata da Benedetto XVI. Un documento forte, ha detto Papa Francesco che ha poi commentato sorridendo: Una enciclica a quattro mani, dicono di Bruno Cescon 23 Giugno 2013 n. 25 attualità ecclesiale 5 Nuova evangelizzazione, evangelizzazione in genere sono i due termini adottati da Papa Francesco. Che in fondo racchiudono un unico tema che è la diffusione del Vangelo nel mondo attuale. Ma se i confini dell annuncio sono i bordi della terra, allora è legittimo parlare di evangelizzazioni. Non è una variazione soltanto lessicale, non è un appendersi alle parole. Il suggerimento viene ancora una volta da Papa Francesco quando si è definito un cristiano preso dalla fine della terra. Perché qual è il problema? Riuscire a pensare, a credere, ad agire in termini insieme locali e universali. Per dirla con un filosofo J.Habermas, con il quale è entrato in dialogo anche Benedetto XVI, occorre un fondamento universale da costruirsi nella solidarietà del comunicare. Ora la Chiesa in tutta la sua preghiera liturgica, nella sua coscienza pentecostale si pensa da sempre, esperimenta da duemila anni questa straordinaria appartenenza al mondo perché sa di appartenere, anche nei suoi limiti, al Cristo salvatore universale. Nell azione degli ultimi pontificati questo abbraccio di tutto il mondo, ben significato dai due bracci del colonnato del Bernini, è diventato concreto, è diventato presenza, solidarietà verso altre Chiese, voce di popoli oppressi, megafono di un bisogno d incontro tra le religioni. È stata e continua a essere un evangelizzazione di prossimità senza limiti, senza confini appunto. PAPA FRANCESCO Tante evangelizzazioni nell unica evangelizzazione Eppure nell unità di un solo credo, di un solo Dio, la Chiesa va cercando la lingua di tutti i popoli, delle grandi civiltà dell universo. Ecco l evangelizzazione si trasforma in evangelizzazioni. La sfida è talmente oltre le forze umane della comunità cristiana che torna urgente la costante sottolineatura di Papa Francesco. Le tecniche sono certo importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire l azione discreta ma efficace dello Spirito. Come dire che l evangelizzazione nasce dalla spiritualità non dalle strutture; che ha la sua fons et culmen, per ricordare la Sacrosanctum Concilium, nella liturgia. E ciò in linea con le osservazioni del Papa - semplificando giornalisticamente - su Pietro che non ebbe una banca. Insomma davanti non vanno poste le energie umane ma i suggerimenti dello Spirito. C è bisogno d invenzione per le nuove evangelizzazioni. È umano pianificarle, formare e organizzare persone e strutture in funzione di esse. Ma i grandi piani della Chiesa non possono che fidarsi dell inventore per eccellenza: lo Spirito. Un san Francesco o un sant Antonio o una Madre Teresa non sono stati disegnati da mano di uomo, ma dalla mano creatrice di Dio. Il che non è una semplificazione ma una lucida constatazione storica. Torna, dunque, la domanda su quali evangelizzazioni per i popoli del mondo che vivono un epoca di straordinaria convergenza ma nella difesa della loro identità. Soprattutto perché quella mirabile convergenza non sia soltanto globalizzazione economica, finanziaria, produttiva, consumistica. Il mondo dei popoli accorsi il giorno di Pentecoste per ascoltare gli apostoli è davvero plurale. Sommariamente esemplificando, il cristianesimo parla prima il semitico, poi il greco, il latino e, infine, tutte le lingue. Ma esprimersi nelle diverse lingue non è ancora incarnare la fede nelle culture, nelle identità dei popoli cosicché accogliendo Cristo non si sentano espropriati del proprio sé, del proprio volto. Le evangelizzazioni abbisognano di un sant Agostino, di un San Basilio, di un Tommaso d Aquino: diversi nelle culture, identici nella fede. Tante evangelizzazioni nell unica evangelizzazione. Alla domanda di Gesù: «Chi dite che io sia?» (lettura evangelica, Lc 9, 18-24), Pietro risponde correttamente, almeno all apparenza: «Il Cristo di Dio», ovverosia il Messia. Evidentemente in questa risposta c è qualcosa che non convince Gesù, tanto che egli prima di tutto proibisce severamente di dirlo in giro e poi fa una precisazione certamente volta a rettificare le idee che Pietro ed i suoi compagni si erano fatti sul Messia, che si aspettavano come un trionfatore politico e militare, che, eventualmente, avrebbe elargito vantaggi a loro, suoi seguaci. Il racconto evangelico non riporta reazioni a questa puntualizzazione, ma le parole di Gesù certamente devono aver fatto l effetto di una spiacevole doccia fredda. Altro che trionfi politici e militari! «Il Figlio dell uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». In un particolare, però, le aspettative di Pietro e degli apostoli erano giuste: i seguaci avrebbero partecipato alla sorte del loro capo, anche se non come se lo aspettavano in quel momento. Infatti: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». Prima croce e poi gloria, sia per il capo che per i suoi seguaci. La lezione viene confermata da ciò che, secondo il seguito del racconto di Luca (9, 28-31), accadrà «circa otto giorni dopo questi discorsi: Gesù prese con sé Pietro, Giovanni La Parola e le parole 12ma Domenica del Tempo Ordinario Anno C Zc 12, 10-11, 13, 1; Gal 3, 26-29; Sal 62(63); Lc 9, e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme»: evidentemente della sua morte, ma il suo aspetto glorioso era già un annuncio del trionfo che sarebbe seguito. Questo non valeva solo per Gesù, ma tutti coloro che, come lui, avrebbero in seguito accettato di perdere la vita per causa sua per poi, come lui, salvarla mediante la resurrezione. Da notare che si tratta di scelta obbligata, anche se apparentemente sembra le parole di Gesù contemplino una doppia possibilità. Infatti chi decide di non andare dietro Cristo, di non rinnegare se stesso e di non prendere tutti i giorni la propria croce e seguire Cristo, in realtà decide il proprio fallimento,il che certo non può chiamarsi alternativa. Gesù sul monte parla con due personaggi, Mosè, che incarna la Legge, ed Elia che rappresenta i profeti: in Gesù confluisce tutta la rivelazione precedente, cioè la Legge ed i Profeti, che trova in lui il suo compimento. La lezione della trasfigurazione è la stessa che Gesù impartirà dopo la sua risurrezione ai discepoli di Emmaus: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?. E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24, 25-27). A proposito di profezie che riguardano Gesù, quella di Zaccaria (prima lettura, Zc 12, 10-11, 13, 1): «guarderanno a me, colui che hanno trafitto», viene citata dall evangelista Giovanni (Gv 19, 37) per commentare il colpo di lancia con cui un soldato romano apre il costato di Gesù. Nella sua visione profetica, Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito, Zaccaria contempla la scena che si svolge presso la croce di Gesù, con sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala e il discepolo che egli amava (Gv 19, 25-26). Nella profezia di Zaccaria, però, a questa apparente sconfitta segue la vittoria: infatti dal costato di Gesù aperto dalla lancia sgorgano sangue e acqua che saranno davvero «per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme [ma poi anche per tutta l umanità] una sorgente zampillante per lavare il peccato e l impurità». La seconda colletta proposta in questa domenica chiarifica il senso della lezione costituita dalle parole di Gesù e dagli avvenimenti che le illustrano, facendoci chiedere di essere i fedeli discepoli di quella sapienza che ha il suo maestro e la sua cattedra nel Cristo innalzato sulla croce, perché impariamo a vincere le tentazioni e le paure che sorgono da noi e dal mondo, per camminare sulla via del calvario verso la vera vita. È, sì, una via che si presenta dura, ma Gesù, per nostro incoraggiamento, l ha percorsa davanti a noi. Anche in questo caso vale, quindi, quel «vi ho dato un esempio [ ] perché anche voi facciate come io ho fatto» (Gv 13,15). L apostolo Paolo, (seconda lettura, Gal 3, 26-29) propone sostanzialmente lo stesso concetto, anche se con altri termini: «Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo». Per noi, figli di Dio per adozione, e perciò fratelli del Figlio unigenito, esiste, cioè, un unica via possibile, quella tracciataci da lui. Le parole di Paolo a conclusione della seconda lettura gettano una ulteriore e finale luce sull affermazione di Gesù «chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». Infatti, egli ci grida, trionfante: «Se appartenete a Cristo [morti con lui nel Battesimo], allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa», dove per eredità non si intende più la terra di Canaan, ma la vita salvata per l eternità in Paradiso. Don Umberto Pineschi

6 6 n Giugno 2013 La V ita Lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta Caro Presidente del Consiglio Enrico Letta, scrivo a nome degli studenti che ho l onore di seguire presso l'istituto Professionale di Stato per l'industria e l Artigianato "Antonio Pacinotti" di Pistoia. Motivo della lettera è l esigenza di comunicare a Lei alcune considerazioni che sono maturate sul lavoro durante un ciclo di lezioni che abbiamo dedicato al tema. Tengo a dire che si è avvertita l esigenza di partecipare in qualche modo al Suo sforzo di migliorare la situazione della popolazione italiana. È probabile che le idee che esporrò saranno poca cosa, ma Le dico che gli studenti vogliono che Lei sappia che non deve sentirsi solo. Aver parlato di «lavoro» e, soprattutto, aver prodotto idee al riguardo è stato molto importante, come spero adesso potrà vedere. Sappiamo che per Lei è un tema fondamentale. Non abbiamo analizzato i motivi della crisi della politica e di quella conseguente delle Istituzioni pubbliche, ma ci siamo concentrati sul «lavoro» perché, ci pare, esso può riattivare la speranza e l'interesse per un presente e un futuro dell'italia; anche dell'europa e perché finalmente ci siano persone felici. Abbiamo letto e commentato il primo articolo della Costituzione italiana e ci siamo «accorti» che la Repubblica democratica italiana è fondata sul lavoro. Non sul denaro, ma sul lavoro. Di conseguenza è emerso che il lavoro non serve per far soldi, ma per realizzare una società in cui le persone possano esprimersi mediante esso. E il lavoro è servizio, altrimenti è qualcos altro. Se il lavoro fosse per realizzare denaro, tutto potrebbe essere lavoro, anche il crimine. Il fine del lavoro è dunque duplice: la realizzazione della persona in base all'aiuto che può dare alla popolazione e in proporzione alle proprie capacità, la formazione di una società coesa e democratica. Pertanto, abbiamo considerato ciò che non è lavoro Il lavoro non è un attività che va contro la dignità della persona o contro l'ambiente: l'imprenditore che costringe col ricatto del licenziamento il lavoratore a fare attività pericolose per la sua salute o per quella della collettività, come nel caso di industrie che inquinano l ambiente e di ditte edili che cementificano il nostro bel Paese, non è da considerarsi una persona meritevole perché procura posti di lavoro e denaro, e le persone che prestano il loro servizio a questo individuo non sono lavoratori, ma persone sfruttate. Abbiamo la seria preoccupazione che, in un momento di difficoltà come quello presente, molte persone, pur di poter pagare bollette e alimenti, siano disposte a fare cose che non sono propriamente lavoro e che ci sia chi si approfitta delle loro necessità. Molti sono i «lavori» che non siamo sicuri che si possano chiamare tali. Se uno accetta di fare certe Lettere in redazione cose lo fa perché è disperato. Ma il lavoro non si svolge per pagare i debiti, ma per essere pienamente se stessi in una attività utile per gli altri (e dunque non per il portafoglio di pochi individui). Ci siamo chiesti, al riguardo, se per ipotesi la distribuzione della ricchezza in Italia, così concentrata su una piccola percentuale di cittadini, non derivi da questo tipo di situazione. Non solo sul territorio nazionale, ma anche estero: l'imprenditore (pure italiano) che si procura materie prime o manufatti da persone poco pagate e in condizioni ambientali disumane, e inoltre contribuendo a distruggere le ricchezze vitali e naturali del paese in cui vivono donne, uomini e spesso anche bambini, non può e non dev'essere considerato come un datore di lavoro, ma come un criminale. Non è lavoro nemmeno quello che apparentemente viene svolto come servizio, mentre serve per truffare le persone. Ogni attività lavorativa può avere questa deriva, deriva che produce una cosa gravissima per la società: la diffidenza di tutti su tutti. Abbiamo fatto un esempio semplice: un automobilista va in officina perché sente uno strano rumore nel motore; il meccanico, aperto il cofano, vede che la causa del rumore è un bullone e che basta stringerlo perché il problema sia risolto. Il meccanico ha due scelte, e queste due scelte derivano dall'idea che egli ha del lavoro: se il lavoro è finalizzato a far soldi, sarà quella d'inventarsi un guasto che richiede, per ripararlo, molte ore di lavoro; se il lavoro è finalizzato al servizio, il meccanico stringerà subito il bullone e manderà via il cliente. Ci siamo accorti che, in base alle nostre esperienze, la prima scelta è praticata più di frequente rispetto alla seconda. La causa di questo forse è, come ha ricordato il Papa il 19 maggio, che per troppo tempo politica e informazione hanno messo al primo posto fra gli argomenti fondamentali il denaro, facendo così credere alla gente che il problema dei problemi sia solo quello, dimenticandosi però delle persone, soprattutto le più deboli. Poi cosa è il lavoro Il lavoro è necessario alla persona come il respiro. Con esso l'uomo si realizza perché mette a frutto le sue capacità a servizio della collettività. Non esiste un lavoro, se di lavoro si tratta, migliore di un altro. Non esiste un lavoro più importante di un altro, come non esiste una persona più importante di un altra. Il lavoro è veicolo di vera uguaglianza per il fine che propone: il servizio e, mediante esso, la realizzazione umana di chi lo compie. Il lavoro crea coesione sociale e solidarietà, fiducia e vero progresso. Anche l'imprenditoria è lavoro, a patto che l'imprenditore si senta un lavoratore e che quindi abbia cura di coloro che collaborano con lui (non sono sottoposti!) e dell ambiente in cui la sua attività si svolge. Ci piace ricordare quanto ha detto il 1 Maggio papa Francesco, ossia che uno Stato che non garantisce il lavoro ai propri cittadini (lavoro, non sfruttamento è uno Stato ingiusto. Una proposta semplice Siamo giunti alla conclusione che non è vero che il lavoro manca in Italia: se molta gente oggi lo sta perdendo o non lo trova questo è dovuto unicamente ad una iniqua distribuzione delle risorse. Probabilmente è un discorso che ha già sentito dire, ma, fuori da ogni retorica, l'italia mostra potenzialità lavorative praticamente illimitate. Secondo i miei studenti, se è vero quello che abbiamo scritto prima sulla natura del lavoro, per esempio coloro che si trovano in cassa integrazione, o anche gli «esodati», come pure coloro che non riescono a trovare una occupazione, sarebbero ben felici di lavorare a un progetto nazionale di recupero e ripristino del territorio italiano. In questi ultimi decenni il paese ha subìto ferite terribili, colpi tremendi alle sue coste, alla fauna, al verde, ali aria, alla sua acqua, ai beni artistici. Perché non proporre a tutte queste persone, in base alle loro competenze, di lavorare a questo progetto? I soldi per la cassa integrazione e per gli «esodati», più i contributi europei che certamente non mancherebbero per una proposta del genere), servirebbero per permettere di lavorare a tutte queste persone. Il ripristino dell ambiente naturale e storico artistico italiani andrebbe visto, inoltre, come un investimento certo per il futuro. Non c è bisogno di spiegazioni al riguardo. Non crediamo che la re-industrializzazione del Paese sia la risposta: fra qualche anno torneremmo a situazioni analoghe a questa. La vera soluzione per il lavoro in Italia è quello di valorizzare le sue straordinarie potenzialità naturali e culturali. Ecco quanto è emerso durante le lezioni. Sperando di non aver omesso nulla, la ringrazio per la Sua attenzione e, a nome mio e dei miei studenti, Le auguro un buon lavoro. Cordialmente Giovanni Ibba (docente di religione cattolica) e i rappresentanti delle classi: 1APm, 1BPm, 1CMe 2APm, 2Bmr, 2DMe, 2CMt, 2EMn, 3AMt, 3APm, 3CMe, 3DMn, 4Ael, 4Aen, 4AMc, 4Btr, 4Atr, 5Ael, 5Amc, 5Aen, 5Atr dell Istituto Pacinotti di Pistoia La nuova evangelizzazione: una sfida tra psicologia e religione? Questo giornale e, primo tra tutti, monsignor Giordano Frosini, hanno sottolineato come la chiesa ed i suoi ministri debbano assumere un nuovo atteggiamento verso le persone, un atteggiamento di ascolto, accoglienza, ed improntato all andare incontro. Questo, in termini spiccioli. Ora, se questa è la nuova evangelizzazione, mi sembra che non sia stato fatto niente per cambiare la vecchia evangelizzazione e che anzi stiamo andando nella direzione opposta. Le chiese sono edifici vuoti. Molte persone che hanno bisogno di essere ascoltate, quando in un momento di sconforto entrano in una chiesa, trovano quadri, affreschi, bigliettini e simboli. Nessuna traccia di un sacerdote. Mi domando dove sia finito quel Gesù che passa, che resta, di cui il Vangelo dice: videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui (Gv. I, 39; Gv. I, 35-42). Da questo punto di vista (e, preciso, soltanto da questo), i testimoni di Geova ci danno una lezione, imitando il modello di Gesù. Pur di ricevere dei rifiuti ed a volte delle umiliazioni, vanno incontro alla gente. Angelo Casati scriveva: siamo ad un esito di tristezza infinita: Gesù, diventato un nome, dietro il quale non esiste più nulla o quasi nulla. Ci si proclama difensori di Gesù, del cristianesimo e si fanno e si proclamano cose che sono l opposto di quelle che faceva, pensava, sceglieva Gesù, opposte a quelle per cui lottava, per le quali è giunto a dare la vita. Oggi, per parlare con un sacerdote, bisogna prendere l appuntamento. Quando siamo fortunati, abbiamo il numero del cellulare. E prendiamo l appuntamento come quando dobbiamo andare dal dentista o da un altro professionista. Come se togliersi un dente e far crescere la propria dimensione spirituale siano la stessa cosa. Come se togliersi un dente ed alleviare un pochino la propria sofferenza esistenziale siano la stessa cosa. Non credo che un dialogo sul momento possa essere sostituito da un dialogo programmato. Chissà se un giorno arriveremo a scrivere su un documento word quello che proviamo per poi inviarlo per al parroco. Inoltre, sta andando di moda seguire l ispirazione: quel sacerdote o quella suora mi ispirano, quegli altri no. Ma, soprattutto, già si assiste ad un fenomeno diverso. La gente si allontana dalla Chiesa. Ed in questa situazione, si stanno riempiendo gli studi privati ed i centri pubblici di psicologi. Tuttavia, la psicologia non può sostituire la religione. Le due discipline si integrano a vicenda, entrambe sono essenziali, ma devono rimanere distinte. La psicologia può aiutare a superare dei momenti difficili ed a trovare un armonia con se stessi. Anche in psicologia si fa anima, ma è la religione che ha il compito di guidarci nel cammino, mai finito, verso la nostra identità. Sintetizzando il pensiero di Martin Buber, l anima oggetto della psicologia è qualcosa di separato dal mondo, mentre l anima presupposto essenziale del religioso è la relazione, il ponte essenziale, tra l essere umano ed il mondo. La psicologia può cadere nella presunzione di voler eliminare i problemi ed il dolore, mentre la religione ci insegna che il dolore non può essere eliminato. Dio non si è fatto uomo per eliminare il dolore, come spesso egoisticamente lo si invoca tramite la preghiera. Dio si è fatto uomo per rendersi presente nel nostro dolore, per farci capire che non siamo soli. E soltanto con la fede, con questo percorso difficile, che noi capiamo di essere fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Ma, appunto perché la fede è un cammino, c è bisogno di Guide Spirituali, presenti, disponibili, se vogliamo evitare che la fede si risolva in una arida e sterile lettura dei testi biblici, in completo isolamento; oppure, peggio ancora, se vogliamo evitare che la nuova evangelizzazione venga affidata ad altre discipline od a sette fondamentaliste. Daniele Caprio Se il Km. 0 non è bio Ho letto l articolo pubblicato sul n. 24 riguardo al Centro Agricolo Multifunzionale I Medici che verrà realizzato a Quarrata con il contributo di 1,2 milioni di euro della Regione Toscana (soldi di tutti noi cittadini). Mi sembra bello che sorga un centro agricolo polifunzionale per la filiera corta, così detto Km. 0, ma attenzione se il Km. 0 vuol dire coltivare vicino agli scarichi di una fabbrica o coltivare con ormoni, diserbanti, pesticidi, meglio qualche Km. in più ma vendere roba sana, oltretutto una bella fetta di soldi viene da finanziamento pubblico e quindi la Regione dovrebbe esigere che vengano venduti ai propri cittadini, in cambio delle loro tasse, cose buone. Tutta questa smania di coltivare contro natura è venuta negli ultimi quarant anni, ma si sà il consumismo che danni ha fatto! Ancora non si conoscono i danni che ha fatto e sta facendo tutt ora in agricoltura. Un terreno trattato con diserbanti, fungicidi dopo dieci anni è un terreno morto, non ha più il suo naturale humus per cui poi ci vogliono sempre dosi maggiori di concimi chimici, e diventa un giro vizioso. La Coldiretti, partner principale del finanziamento di questo progetto, dovrebbe farsi un vanto di certificare biologico ogni suo associato, perché questo sarebbe il vero spirito del contadino che non avvelena il suo orto con la chimica, ma nel rispetto del suo terreno lo aiuta con la stessa vegetazione (macerati di ortica, piantare il favino per azotare il terreno in maniera naturale) invece si vogliono stravolgere i tempi, far crescere tuto velocemente stravolgendo i tempi ed ecco l uso di dosi massicce di concimi chimici che, non ci sbagliamo, vanno a finire nei nostri piatti! Abbiamo accettato per troppo tempo acriticamente quelli che chiamano, con un nome ben studiato fitofarmaci, ma in realtà sono veleni, niente altro che veleni che tante nazioni in Europa hanno messo al bando e che noi italiani continuiamo ad utilizzare in maniera massiccia. L Italia consuma il 37% di tutti i concimi chimici venduti in tutta Europa! Mi auguro veramente che Coldiretti voglia davvero fare una Campagna Amica dei suoi associati e dei consumatori! Con la speranza che sorella terra venga trattata con rispetto Laura Nesti

7 Pistoia Sette N Giugno 2013 Don Tonino Bello verso la beatificazione La testimonianza di padre Natale Re della comunità dei preti betharramiti di Montemurlo Èstata aperta la causa di beatificazione di don Tonino Bello. Padre Natale Re della comunità dei preti betharramiti di Montemurlo ha conosciuto don Tonino Bello in occasione di una festa patronale nella parrocchia di Maria Ss. Addolorata a Mariotto (Bitonto) ed in una conferenza tenuta da lui nella medesima parrocchia, proprio ai tempi della guerra del Golfo del 1991, due anni prima che si ammalasse. Era un uomo atletico, afferma, robusto energico, pieno di vita, quando parlava trasmetteva una carica, una vitalità, il suo linguaggio era poetico, gestuale; sapeva parlare molto bene ed affascinava chi lo ascoltava. Era molto gradevole, aveva il carisma della Parola ; trasmetteva il suo pensiero con immagini legate alla vita. La sua porta era sempre aperta, senza formalità; lui stesso rispondeva al telefono e riceveva i visitatori, con il rischio di qualche visita fuori ordinanza. Non volle mai filtri tra sè e il prossimo; rifutò sempre di usare la segreteria telefonica, anche quando gli amici gliela regalarono: diceva di preferire la fionda di Davide alla corrazza di Golia; era solito, con una pattuglia di volontari, recarsi in città alla ricerca di disperati, caricava ubriachi e barboni sulla sua auto, li rifocillava come un buon samaritano, si affannava per trovare una soluzione dignitosa al loro disagio. Ebbe anche un infortunio in questa attività di samaritano. A Molfetta - racconta Padre Natale - portò con sé la vecchia Cinquecento che usava a Tricase; il suo bastone pastorale era in legno d ulivo, dono della comunità di Alessano; e in legno era anche la croce che gli pendeva sul maglione a girocollo a cura di Daniela Raspollini nero. L anello vescovile, che avrebbe indossato durante il suo ministero, era stato ricavato dalla fede nuziale della madre Maria e per don Tonino valeva più di un giro di brillanti. Gli avevano chiesto, prima dell arrivo, quale stemma volesse apporre sulla porta della cattedrale e dell episcopio come insegna della sua presenza: Uno stemma? - disse Non ci avevo pensato. Così prese a prestito quello della chiesa di Alessano, una croce sorretta da due ali e scelse anche il motto, una frase del salmo 34: Adudiant humiles et laetentur, (ascoltino gli umili e si rallegrino). Decise anche che il titolo di monsignore, tanto più quello di eccellenza non gli si confaceva: continuò a farsi chiamare come un semplice prete: don Tonino; e tale rimase per sempre, per tutti, fino alla morte. Il giorno del suo ingresso a Molfetta, in cattedrale, don Tonino lesse l omelia e conquistò tutti per il tono familiare, tutt altro che pomposo: Eccomi cari fratelli, accoglietemi come fratello e amico oltre che padre e pastore. Trasferì nella vita d ogni giorno, quei segnali che aveva lanciato, senza farsi condizionare dal clima nel quale si calava. Passava in quei giorni a Molfetta la marcia dei pacifisti verso Cosimo che padre Turoldo e altri avevano organizzato per protestare contro l installazione dei missili nella base siciliana. Don Tonino scese in strada e accompagnò per un tratto il piccolo corteo dei manifestanti incoraggiandoli a sostenere le ragioni della pace. A questa uscita clamorosa ne seguì un altra a Giovinazzo: don Tonino difese la causa di 850 operai delle Acciaierie pugliesi; mise a disposizione degli operai la somma di undici milioni che prelevò da un fondo per la costruzione di nuove chiese. Padre Natale ricorda di essere stato molto colpito la sera che fece visita alla salma di don Tonino perché c era una folla innumerevole, quasi come se fosse morto un Papa. I funerali sono stati celebrati a Molfetta sul molo a causa della moltitudine di gente; lui era il presidente di Pax Christi; era normale che venissero persone da tutta Italia, Della sua opera pastorale mi ha colpito la sua scelta preferenziale degli ultimi, il suo progetto pastorale aveva come titolo insieme alla sequela di Cristo. Tra le altre cose mi ha colpito la sua testimonianza di fede nel tempo della sua malattia. Vorrei aggiungere quest ultima testimonianza: il giovedì santo, ultimo della sua vita, durante la messa crismale, rivolgendosi ai ragazzi presenti disse: Tanti auguri, perché nei vostri occhi ci sia sempre la trasparenza dei laghi e non si offuschino mai per le tristezze della vita che sempre ci sommergono. Vedrete come, fra poco, la fioritura della primavera spirituale inonderà il mondo, perché andiamo verso momenti splendidi della storia. Non andiamo verso la catastrofe. Ricordatevelo. Scuola primaria, terra di missione In questi giorni sono salito nuovamente a Barbiana, da qualche anno lo faccio regolarmente quando si avvicina l anniversario della morte di don Lorenzo Milani, il 26 giugno. Questa volta avevo un motivo in più: quello di chiedere un consiglio al priore. Francamente più di un consiglio avevo bisogno di parlare un po di quello che succede nella scuola di oggi. Come sempre mi sono tolto la giacca e la cravatta per salire a Barbiana. Quel prete considerato da tutti una persona scomoda, aveva in uggia qualsiasi etichetta. Il sentiero è in discesa, poi pianeggiante e poi leggermente in salita e come per incanto appaiono la chiesa, la canonica poi, poco più avanti, scendendo un po, il piccolo cimitero dove è sepolto don Lorenzo. Sono arrivato che stava calando la sera e cominciava a fare freddo. Ciao priore -gli ho detto- come va? Sai di questi tempi sono un po triste perché penso spesso a quelle scuole nelle quali le maestre hanno maltrattato i bambini. Però mi consola il fatto che ci sono tantissimi insegnanti che con grande impegno e professionalità, in condizioni impossibili e con retribuzioni che nulla hanno di europeo, la scuola la mandano avanti ogni giorno, tutti i giorni dell anno. E vogliono bene ai bambini, li fanno crescere, li istruiscono, valorizzano il loro operato e li formano perché possano avere speranze per il futuro. Guardo la tomba di don Lorenzo, è semplice, scarna, di marmo bianco, un mazzo di fiori è stato messo da poco, forse è uno dei suoi ragazzi che è venuto a trovare il Priore. Uno di quei ragazzi per i quali aveva speso la sua vita di educatore e di sacerdote: Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze. Il silenzio sovrasta, però se tendo l orecchio sento le voci di Francuccio, di Michele, di Mauro, di Edoardo, di Gostino, della Carla, di Lucianino e in sottofondo, più pacata quella del priore che spiega un articolo di giornale e lo commenta con i ragazzi. Le voci e la parola. Anni interi spesi a predicare ai propri ragazzi l importanza delle parole. Parole che servono a convincere, a spiegare, a condividere, ad amare. Adesso no, adesso manca il tempo. Il tempo, la pazienza e la capacità di ascoltarli. L ossessione di finire i programmi e i rapporti sulle valutazioni si impongono su di una considerazione attenta e responsabile del vissuto di ognuno. La storia di ogni bambino è diversa e diversi sono i suoi Barbiana: il motto "I care" (mi interessa) scritto sulla porta di un aula, in contrapposizione di quello fascista "me ne frego" punti di partenza. E una scuola che corre senza freno e che adduce come giustificazione ai propri errori la continua ricerca di innovazione seguendo una riforma che ci ha portato indietro molti anni e che non può e non deve essere condivisibile. Il rinnovamento non può e non deve essere il comune denominatore per affrontare i tanti problemi di una scuola lasciata al buon senso di migliaia di docenti che, dopo anni e anni di messa alla prova, non si vogliono arrendere. E un dato di fatto che gli assurdi e distruttivi mutamenti del sistema scolastico voluti dal precedente ffoverno, colmi di promesse non mantenute, tagli e imbrogli hanno reso l attività degli insegnanti una cosa difficilissima. Formazione, educazione e cultura stanno zitte, come sospese, in attesa di una svolta che non arriva mai. La scuola primaria è diventata il primo livello di discriminazione sociale senza garantire a tutti in ugual misura il diritto all apprendimento. Un solo insegnante con una classe strapiena di scolari, alcuni con problemi comportamentali non sempre riconosciuti e la riduzione continua di risorse, non può garantire a tutti lo stesso traguardo. Come sempre chi ne soffre di più sarà il debole, l ultimo, chi non ha punti di riferimento. Le riforme passate sono nate sconfitte. Altro che maestro unico. La scuola primaria italiana anziché fabbrica di futuro per le giovani generazioni, assomiglia sempre di più a una terra di missione. E una corsa quotidiana per tappare buchi e spezzoni. Manca la compresenza, i supplenti, la flessibilità, i sostegni. Non ci sono strutture, non ci sono laboratori e le classi sono sovraffollate. Le scelte politiche hanno ridotto la scuola ad essere un soggetto senz anima nella quale gli insegnanti, nonostante abbiano pochi mezzi e poche risorse alle quali attingere, continuano a fondere il proprio lavoro con i dettami della loro coscienza. Il silenzio dei boschi mugellani si fa pesante, mi avvolge, riesco a vedere a malapena la catena dell Appennino, immagino la valle della Sieve e l altro fianco del monte Giovi. Prima di voltarmi do un ultimo saluto e con la mano lancio un bacio, mi devo affrettare verso la macchina se voglio arrivare alla statale prima che scenda la notte. Continuo a riflettere. La mia lunga frequentazione con i pensieri del priore mi fanno ricordare la tavoletta di circa 40 cm. per 25 sulla quale c è scritto I care. Se ne sta là sulla parete dell aula che serviva anche da laboratorio, vicina alla cucina. E un invito a resistere, ad andare avanti, a sperare, a condividere e a credere che il ruolo dell insegnante possa essere determinante per cambiare un sistema. A continuare ad essere, prima che educatori, missionari del domani. Un domani nel quale -come diceva il priore di Barbiana- l unico vero rimorso della scuola e della famiglia, ma innanzitutto della nostra società, sarà per i ragazzi che avremo perso. Alessandro Orlando

8 8 comunità ecclesiale n. 25 La 23 Giugno 2013 V ita Due esperienze significative in nome di don Milani Scambio di lettere tra i ragazzi della scuola attiva di Ramini e quelli di Terranova di Pollino P ubblichiamo le lettere che i ragazzi della scuola attiva di Ramini - ispirata all insegnamento di don Milani - si sono scambiati con quelli di Terranova di Pollino in Basilicata. Qui un gruppo di insegnanti, sul modello della scuola di Barbiana, hanno costituito volontariamente una scuola per preparare 4 ragazzi agli esami di 3^ media, dopo che per più volte questi erano stati respinti dalla scuola statale a causa della situazione di forte disagio in cui vivevano, essendo costretti a lavorare con i genitori e avendo pochissimo tempo per studiare. Si tratta di due esperienze molto significative, in un momento in cui i valori della cultura e dell istruzione devono essere riaffermati con forza. «Siamo i ragazzi della scuola attiva I care di Ramini, un paese tranquillo circondato da campi di vivai nella pianura di Pistoia, ma ci sono anche ragazzi dei paesi vicini, come Bonelle e Case Nuove di Masiano. L importante è che abbiamo tutti gli stessi problemi e condividiamo lo stesso terreno. Proveniamo perlopiù dalla Scuola Media Raffaello, ma il nucleo importante che ha dato impulso all iniziativa della scuola attiva, appartiene al gruppo pre-cresima che ha frequentato l anno scorso il catechismo nella canonica della chiesa di Ramini e che quest anno si prepara alla cresima. Abbiamo poi continuato a giugno, perché non volevamo stare soli, abbandonati a noi stessi durante l intera estate. È stata un esperienza bellissima, divertente e emozionante con tante attività, una vera alternativa al non far niente. Abbiamo imparato e giocato, insomma un esperienza indimenticabile che vorremmo rifare. Ci sono stati momenti di studio, gite, incontri con esperti, proiezioni e anche giochi. Alla fine tutte le attività sono state riassunte in una mostra. A ottobre abbiamo ricominciato sempre nella canonica, con il doposcuola per alcuni giorni della settimana, il martedì e il giovedì. E stato organizzato dai volontari del Centro don Milani: Elettra, Federica, Mauro e Uliviero insieme al parroco, don Massimo Biancalani. Siamo una ventina di ragazzi, facciamo soprattutto i compiti, ma questo stare insieme ci fa essere sempre più uniti e incontrare nuove amicizie, anche se delle volte ci sono dei litigi. Abbiamo un buon rapporto e toni scherzosi e amichevoli con i volontari, in particolare con Federica e con Uliviero, ma ormai è diventato molto stretto con tutti, perché si interessano veramente a noi, cercano sempre di aiutarci e ci fanno anche divertire. Hanno anche organizzato incontri con persone straordinarie, Yolande Mukagasana, una donna sopravvissuta al genocidio del Rwanda che ci ha raccontato questo fatto terribile, e Sopra gli alunni della scuola attiva "I care" di Ramini (Pt); sotto i ragazzi della scuola Don Milani I Care di Terranova di Pollino con Loris Capovilla, il segretario di papa Giovanni, che ci ha parlato di lui durante la gita a Sotto il Monte. Sulla scuola statale, non abbiamo critiche particolari, forse qualche professore è un po troppo severo. Non è molto bella, ma ha il suo fascino, anche se non sempre la capiamo al massimo e per questo a qualcuno non piace. All inizio ha rappresentato una novità con tante materie e con tanti professori, ma ci sembra che nel complesso il nostro gruppo si sia integrato bene. Tutta la nostra scuola attiva è ispirata alla figura di don Lorenzo Milani, un prete che ha fatto sempre per la giustizia, per questo ci sentiamo di condividere le sue azioni. Nella stanza più grande del doposcuola abbiamo messo un bel poster con don Lorenzo e i suoi bambini. Alcuni di noi sono stati in gita a Barbiana, hanno visto la sua piccola scuola, i luoghi dove ha vissuto con i suoi ragazzi, per i quali è stato un vero amico. Ha dato sempre importanza alla cultura e all istruzione che daranno chiarezza alla nostra crescita e con le quali faremo un passo avanti nell affrontare i problemi della vita.» I ragazzi della scuola attiva I care di Ramini (PT) «Cari amici, abbiamo stampato e letto la vostra lettera conservando una copia nella nostra cartella. Siamo contenti e vi ringraziamo per le vostre parole di elogio. Anche noi abbiamo rapporti amichevoli e buoni con Giuseppe, Piera, Leonardo, Maria e Vincenzo insegnante di arte e disegno. Maria, la nostra insegnante di inglese, è venuta a scuola fino a quattro giorni prima del parto. Adesso ha un bel bambino di nome Alexander. Durante tutto l anno stiamo leggendo il libro Lettera a una professoressa scritto dai ragazzi bocciati accolti da don Milani. Sappiamo che don Milani è sempre stato un prete che ha lottato per la giustizia. Don Milani non lasciava mai indietro nessuno. E studiavano insieme. Per don Milani e i suoi ragazzi la scuola che boccia è come l ospedale che cura i sani e manda a casa i malati. Per fortuna i nostri genitori ci hanno ritirati dalla scuola pubblica. L impegno e la fiducia dei nostri insegnanti hanno fatto ritornare anche in noi la voglia di impegnarci, di andare avanti. Ora siamo impegnati per l esame di Vincenzo. Nei giorni scorsi sono venuti a trovarci da Bari il professore e i ragazzi della classe dove Vincenzo farà l esame da privatista. Vi mandiamo delle foto della giornata di scuola con un amico geologo sulle rocce vulcaniche di Timpa delle Murge e delle giornate trascorse con la classe di Bari. Poiché abbiamo desiderio di venire a Barbiana, in quell occasione avremo la gioia di incontrarci. Vi abbracciamo. Vincenzo, Maddalena Pia, Francesca, Pasquale P.S. Vi salutano anche i nostri insegnanti.» I ragazzi della scuola don Milani I Care di Terranova di Pollino Centro Espaces G. La Pira Alla ricerca del lavoro perduto idee sul lavoro che cambia Venerdì 21 e sabato 22 giugno il Centro Espaces G. La Pira in collaborazione con il Circolo Acli Fabio Giaconi, PoieinLab Ricerca sociale organizzano due giorni di conferenze sul tema: Alla ricerca del lavoro perduto: idee sul lavoro che cambia. Gli incontri si tengono nella Sala del Convento di San Domenico, Piazza San Domenico 1, Pistoia. Questo il programma: Venerdì 21 giugno ore 17,30: Conferenza: Rimettere al centro il lavoro. Rimettere al centro i giovani Incontro con Franca Alacevich, professore ordinario di sociologia dei processi economici e del lavoro, Università di Firenze. Introduce: Renzo Innocenti. Sabato 22 giugno ore 9,30-12,30: Seminario: Spunti e appunti per una riflessione sul lavoro che cambia. Modera: Giovanni Paci. Comunicazioni di: Filippo Buccarelli (Università di Firenze) su Come cambia il lavoro: i risultati del lavoro di ricerca ; Sebastiano Nerozzi (Università di Palermo) su Flessibilità, crescita e occupazione: che cosa non ha funzionato? ; Giovanni Capecchi (Università per Stranieri di Perugia) su Ritorno al lavoro: la narrativa italiana tra deindustralizzazione e precariato ( )"; Antonio Miniutti (Giornalista, Firenze) su Mutamenti del lavoro e contesto europeo e internazionale ; Carlo Stilli (Centro Studi Confindustria Pistoia) La crisi e le imprese manifatturiere: l impatto sul territorio pistoiese ; Alessandro Cortesi (Centro Espaces) su Lavoro e orizzonti di senso. INFO: Segreteria Centro Espaces tel Errata corrige Per un errore di stampa, l articolo apparso a pagina 8 la scorsa settimana dal titolo Pieve di San Marco, un appello in realtà è Pieve di San Matteo, un appello. Ci scusiamo con gli abitanti di Sammommè.

9 LaVita 23 Giugno 2013 n. 25 comunità ecclesiale 9 Riflessioni sul cuore immacolato di Maria Intervista con il vescovo emerito di Sulmona-Valva (L Aquila), monsignor Giuseppe Di Falco Ogni anno il giorno successivo alla solennità del Sacro cuore di Gesù, la chiesa celebra la memoria del cuore immacolato di Maria. Le origini di questa memoria risalgono al In quel tempo a Napoli S. Giovanni Eudes, oltre che divulgare la devozione al sacro cuore di Gesù, fu il promotore del culto al cuore immacolato di Maria. Sarà poi il sommo pontefice il venerabile Pio XII a ribadirne nel 1944 la devozione. Nell anno giubilare del 2000 la memoria del cuore immacolata di Maria sarà dichiarata ufficiale dalla chiesa. Monsignor Giuseppe Di Falco, vescovo emerito di Sulmona-Valva (L Aquila), ci aiuta nel corso di questo incontro a comprendere il significato autentico di questa memoria. Per quale motivo la chiesa celebra anche la festività del cuore immacolato della vergine Maria? La Chiesa consapevole della meraviglie dell amore di Dio compiute in Maria e attenta e sensibile ai messaggi che Maria affidava ai pastorelli di Fatima, attraverso la memoria liturgica del cuore immacolato di Maria, ha desiderato stabilire e consolidare la devozione all amore materno della vergine, fonte inesauribile di doni di grazie. A tal fine l auspicio è che questa festività sia sempre più portata all attenzione e partecipazione della comunità cristiana. Secondo lei, qual è il contenuto teologico di questa celebrazione? di Carlo Pellegrini Maria è la madre del verbo di Dio incarnato nel suo seno. Il dono che Cristo, figlio di Maria, ha fatto di sé sulla croce per la salvezza degli uomini è anche il dono che la Madre fece del suo Figlio, volendo, con materno amore, quello che volle suo figlio sulla croce. Così ci è dato di entrare nel mistero di Dio e nel mistero di Maria. Quali benefici spirituali possono scaturire dalla devozione al cuore immacolato di Maria? Sentirsi amati dalla madre di Dio accende nel cuore dei suoi figli devoti una risposta di amore fatta di donazione di sé al figlio per mezzo suo, come quotidianamente, da decenni, diciamo nella offerta dell apostolato della preghiera: Cuore divino di Gesù io vi offro per mezzo del cuore immacolato di Maria, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini.... Esiste un particolare legame tra le apparizioni mariane di Fatima e la festività del cuore immacolato della vergine? La devozione al cuore immacolato di Maria è sorta nel secolo XVII, per unire al culto del cuore di Gesù quello del cuore della Madre. Tuttavia in seguito alla rivelazioni di Maria di Fatima e in risposta alla sua materna richiesta, Pio XII nel 1942 consacrò l umanità al cuore immacolato di Maria e ne istituiva la festa che oggi si celebra il Sabato Incontro con Iacopo Cassigoli, storico dell arte dopo la solennità del sacro cuore di Gesù. Non vi è dubbio, quindi, come questa festività è fortemente segnata dalle apparizioni della vergine a Fatima. Dal punto di vista teologico la devozione al cuore immacolato di Maria consente un maggior rapporto spirituale col figlio di Dio? Il vero devoto di Maria non ignora il desiderio di questa Madre che ha voluto metterci alla scuola del figlio con le parole rivolte ai servi nelle nozze di Cana e torna continuamente a rivolgere ad ogni cuore devoto: fate quello che egli vi dirà. C è una simbiosi liturgica con la celebrazione della festività del sacro cuore di Gesù e quella del cuore immacolato di Maria? Quale? La chiesa nella sua sapienza teologica e pastorale ha legato le due celebrazioni per esaltare l amore della madre e del figlio da cui attingiamo la salvezza eterna. Nella storia della vita dei santi quale tipo di devozione deriva dalla festività del cuore immacolato di Maria? Forse sarà il tempo futuro a dire come i Santi che verranno si rapporteranno alla festività del Cuore Immacolato di Maria. Esiste una pratica devozionale per onorare il cuore immacolato di Maria? Quella tipica è quella nota dei primi cinque sabati del mese, pratica richiesta dalla vergine nelle apparizioni a Fatima, manifestando promesse straordinarie di grazie a quanti l avrebbero debitamente compiuta. In modo particolare vorrei esortare a compiere la consacrazione di ogni famiglia al cuore immacolato di Maria che lei stessa con forza materna. IN SEMINARIO Preparazione alla GmG Dalla mistica, alla leggenda, alla storia sono stati tanti i temi trattati da Iacopo Cassigoli nell ambito di conferenze che si sono svolte sul territorio della nostra diocesi. Ha tenuto una conferenza nella chiesa abbaziale di San Martino in Campo (Carmignano) sul tema L incanto fiabesco e la pittura di Fra Angelico. È stato importante riscoprire questa figura di frate e l incanto fiabesco della sua pittura? Molto importante, poiché l Angelico è stato un pittore autenticamente religioso, che ha saputo trasformare la storia sacra in una iridescente, incantata e incantevole narrazione fiabesca. La conferenza è stata altresì una occasione di rilievo per osservare la sua opera in correlazione al revivalistico gusto del Medioevo che nell Ottocento portò artisti, filosofi e letterati ad amarlo profondamente. Ho potuto infatti intersecare la cultura medievale degli erbari, propria della finezza tardogotica di Fra Giovanni, col rebound di quella elegante sensibilità cortese nella estetizzante ricercatezza simbolista e formale fin de siècle, memore e debitrice della stagione preraffaellita, che tra Otto e Novecento vide Firenze e la collina fiesolana oggetto del desiderio artistico e letterario di illustri forestieri, impegnati a far rivivere, avendo abitato in quella città o viaggiato in Toscana, un sofisticato quanto personale mito del Rinascimento. Come John Ruskin, che nelle sue Mattinate fiorentine testimoniò di amare profondamente la dolcezza dell Angelico. Al pari del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, piuttosto che del pittore simbolista Maurice Denise. In passato aveva affrontato il tema della mistica femminile tra Medioevo ed età moderna, citando figure importanti come quella di Caterina de Ricci, Maddalena de Pazzi, Rosa da Lima e anche di Giovanna la Papessa. Si tratta nel caso di quest ultima figura, di una leggenda? La figura della Papessa Giovanna è estremamente affascinante. Probabilmente si tratta di una leggenda, di lontana origine popolare di ascendenza germanica, che in Italia Giovanni Boccaccio scrisse nel Trecento nel suo libro dedicato alle donne illustri della antichità e della sua contemporaneità, il De claris mulieribus. Insieme a Francesca Rafanelli ha partecipato ad un convegno sui Rospigliosi trattando un argomento di grande interesse, la Rosa d oro di Clemente IX e la devozione dei Rospigliosi alla Madonna dell Umiltà. Ce ne può parlare? La Basilica dell Umiltà di Pistoia si conferma nel pieno Seicento come uno dei luoghi di culto mariano più importanti del Granducato di Toscana, appassionato oggetto di cura e devozione dei maggiori casati nobiliari pistoiesi del tempo, tra i quali emergono certamente i Rospigliosi, che in specie tra i secoli XVII e XVIII fecero a gara nel donare oreficerie e parati liturgici di grande pregio al suo Tesoro, che nelle intenzioni degli Operai di quel santuario avrebbe dovuto uguagliare e anche superare il celeberrimo e più antico Tesoro di San Jacopo. Eletto papa, Giulio Rospigliosi, che salì al soglio petrino col nome di Clemente IX ( ), in segno di devozione alla sacra effige della Madonna dell Umiltà, nell aprile del 1669 Giulio donava al santuario pistoiese una magnifica Rosa d oro quaresimale, realizzata dalla bottega romana di Gianlorenzo Bernini, andata purtroppo perduta durante il periodo napoleonico, della quale possiamo pertanto farci un idea di come fosse, osservando il ramo di rose che il senese Alessandro VII Chigi aveva poco tempo prima donato alla cattedrale della sua città, uscito anch esso dalla medesima bottega. D.R. Ve n e rd ì 2 8 g i u g n o i n s e m i n a r i o è convocato un incontro d i f o r m a z i o n e i n preparazione alla Giornata mondiale della Gioventù che si terrà in Brasile. L'incontro, guidato dal vescovo Mansueto, è promosso dall'ufficio diocesano per la Pastorale giovanile. "Oltre a coloro che prenderanno parte alla Giornata -sottolinea don Fulvio Baldi direttore dell'ufficio- l'incontro è aperto a tutti i ragazzi dei gruppi giovani. Sarà una occasione per sapere qualcosa in più su questo evento di chiesa e per essere in comunione con tutti coloro che, a fine luglio, vi prenderanno parte diretta".

10 10 comunità e territorio n Giugno 2013 La V ita SINDACATO Lavoro è democrazia università e ricerca), mercoledì 26 giugno (ore 18) e Josefa Idem (pari opportunità), che venerdì 28 (ore 18), insieme all attrice Lella Costa, affronterà il tema della violenza sulle donne. La formula della XVII edizione ricalca quelle precedenti: insieme ai temi nazionali si parlerà anche di quelli regionali e locali, dalla riorganizzazione del sistema sociosanitario regionale alla difesa del territorio e tutela ambientale. Torna Cgil Incontri. Tra gli ospiti di quest anno Camusso, Bonanni e Angeletti e i ministri Kyenge, Carrozza e Idem di Patrizio Ceccarelli «D opo anni di d i l a g a n t e i d e o l o g i a sugli effetti salvifici della flessibilità, della deregolazione dei mercati, delle politiche di austerità, abbiamo dinanzi un Paese martoriato dalla crisi econo- COMMERCIO Tornano i Percorsi notturni Tutti i giovedì estivi negozi del centro aperti fino a tardi. Previste anche iniziative culturali e d intrattenimento Tornano le iniziative estive del Centro Commerciale Naturale di Pistoia, con la nuova edizione dei «Percorsi notturni» che farà da cornice all estate in città. Nove le date in cui le vie cittadine si animeranno con shopping in notturna, musica e molto altro: giovedì 20 e 27 giugno, martedì 9 luglio, giovedì 4, 11, 18 e 25 luglio e giovedì 1 e 8 agosto. In particolare martedì 9 luglio ci sarà la consueta «Notte dei saldi». Anche quest anno il programma di attività si svolgerà in diverse zone della città per far sì che tutto il centro storico sia in movimento. Fondamentale infatti è stata la collaborazione dei commercianti delle diverse aree cittadine che hanno contribuito alla realizzazione di un calendario di eventi nutrito e diffuso che, insieme all ampia e qualificata offerta commerciale, accompagnerà i visitatori e consumatori dei giovedì di Pistoia per tutta l estate. Percorsi Notturni sarà anche l occasione per scoprire e gustare le prelibatezze enogastronomiche dei ristoranti mica, politica, sociale, occupazionale, un Paese segnato dall aumento delle disuguaglianze e della povertà. Non è più consentito aspettare. Occorre il coraggio della discontinuità, il coraggio della responsabilità di restituire finalmente al lavoro valore economico e sociale, di assumere il lavoro come la direttrice principale dell azione politica». Così Gessica Beneforti, segretaria generale provinciale di Cgil Pistoia, presentando la 17esima edizione di Cgil Incontri, insieme a Sergio Frosini (Fondazione Valore Lavoro onlus). «Lavoro è democrazia». Questo il titolo dell edizione di quest anno, che si svolge come sempre nella Rocca di Serravalle Pistoiese (dal 20 al 30 giugno) e che vede anche la partecipazione di Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ai tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, il compito di inaugurare i dibattiti (giovedì 20 giugno alle 21.30). È la prima volta che i tre segretari sono insieme a Serravalle, proprio alla vigilia della manifestazione nazionale unitaria del 22 giugno, per un confronto sul tema che fa da filo conduttore a questa edizione: lavoro e democrazia. «Per noi - prosegue Gessica Beneforti - rappresenta motivo di orgoglio ma anche di speranza affinché la strada dell unità prosegua dal terreno delle regole a quello delle azioni per contribuire a generare, con il confronto, la mobilitazione, la contrattazione, quelle scelte di cambiamento indispensabili per tornare a guardare con fiducia al futuro». Tra gli altri ospiti anche tre ministri, Cécile Kyenge (integrazione), che sarà presente lunedì 24 (ore 18), per parlare di immigrazione e nuovi diritti; Maria Chiara Carrozza (istruzione, e delle botteghe del Centro commerciale naturale e di Vetrina Toscana. Il giovedì è attivo il servizio Night & Bus del Comune di Pistoia, con bus navetta gratuiti che collegano i parcheggi dello Stadio e del Cellini con il centro città fino a tarda notte. La novità di quest anno è costituita dagli incontri culturali, con esperti che di volta in volta parteciperanno a dei talk show in via Cavour, sulla falsa riga della «Versiliana», che affronteranno temi di attualità. Il programma dettagliato sarà consultabile sul sito pistoiacentrocommercialenaturale.it o sulla pagina facebook Ccn Pistoia. Il programma sarà inoltre pubblicato sulla rivista «In Centro» che con il mese di luglio verrà distribuita in oltre copie. I Percorsi Notturni sono realizzati grazie alla collaborazione di Comune di Pistoia, Camera di Commercio, Regione Toscana e Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia. P.C. Maltempo Ecco gli indennizzi per la nevicata Tre milioni e mezzo di euro a 500 aziende vivaistiche danneggiate nel dicembre 2009 In arrivo circa 3 milioni e mezzo di euro per 500 aziende agricole pistoiesi. Si tratta della seconda ed ultima trance dei rimborsi per i danni subiti dalle imprese, in particolar modo vivaistiche, per la nevicata del dicembre Il ministero dell Agricoltura aveva riconosciuto lo stato di calamità per la nevicata eccezionale del dicembre 2009 a Pistoia. Sono stati stanziati complessivamente fondi per compensare l 8% dei danni subiti: circa 85 milioni di euro per le aziende agricole. Lo scorso anno è stato pagato un primo acconto di circa il 4% del danno riconosciuto dalla Provincia. L assessore regionale ha deliberato lo sblocco dei fondi nel mese di maggio La scorsa settimana la Provincia ha dato seguito alla decisione, comunicando l elenco delle aziende beneficiarie ad Artea, l Agenzia regionale per i pagamenti, che provvederà nei prossimi giorni ad effettuare il bonifico dell importo sul conto corrente indicato dalle aziende. «Siamo soddisfatti, ma consapevoli che il sistema degli aiuti a seguito di calamità naturali doveva ed è stato cambiato - ha commentato Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia - Gli indennizzi che arrivano dopo tre anni e mezzo servono poco, ovviamente, a rilanciare l impresa che subisce danni da nevicate, alluvioni o siccità. Tempi dilatati e percentuali di rimborso che non coprono neppure un decimo dei danni subiti». Da un paio di anni è in vigore, per i danni da calamità un nuovo sistema, veloce nei pagamenti e con indennizzi che si avvicinano all ammontare degli effettivi costi da sostenere per ripristinare l attività produttiva. Stato e Ue hanno infatti modificato progressivamente le modalità di aiuto alle imprese agricole. Non più interventi ex-post (dichiarazioni di eccezionali calamità), con indennizzi che arrivano dopo anni, ma incentivi (fino all 80% del premio assicurativo) per la stipula di una polizza. Sicurezza stradale In arrivo 61 dissuasori di velocità Saranno installati su una decina di strade del territorio comunale pistoiese. L operazione avrà un costo complessivo di 227mila euro Sessantuno dissuasori di velocità saranno installati nelle prossime settimane su una decine di strade del territorio comunale pistoiese. Lo ha deciso la giunta che, visto il risultato positivo ottenuto con l uso di questi dispositivi su via Montalbano e considerate le molte richieste da parte dei cittadini che segnalano quotidianamente al Comune zone in cui i veicoli si muovono a velocità eccessive, ha deciso di estendere il sistema di prevenzione a tutta una serie di strade del territorio comunale, con l intento di creare una maggiore protezione per l utenza debole (ciclisti e pedoni) e in generale per tutti gli utenti. Un gruppo di lavoro misto, composto da personale dell ufficio tecnico e della Polizia municipale, partendo dai dati statistici sugli incidenti, dalla condizione delle strade, dalla frequenza di comportamenti scorretti segnalati e da ulteriori elementi, come la presenza o meno di un numero elevato di pedoni, ha stilato un elenco di 10 strade dove collocare i nuovi dissuasori di velocità: la via Montalese con 15 box (8 in direzione Pistoia e 7 in direzione Montale); la via Fiorentina con 12 (6 in direzione Quarrata e 6 in direzione Pistoia); via Vecchia Pratese con 7 dissuasori di cui 2 in direzione Prato e 5 in direzione Pistoia; 6 box saranno collocati nella via Modenese, di cui 4 in direzione Ponte di Calcaiola e 2 in direzione Pistoia; 6 box anche in via di San Felice e Piteccio (2 in direzione Piteccio e 4 in direzione Pistoia); 5 sulla via Provinciale Lucchese, di cui 4 (1 per ogni senso di marcia) collocati all inizio dei centri abitati di Barile e Spazzavento e 1 fra i due paesi, di fronte a via Monteleonese; 3 verranno installati anche in via di Pieve a Celle; 3 in via Bassa di San Sebastiano, dove sarà collocato anche un visualizzatore di velocità in direzione Quarrata- Pistoia proprio dove inizia il territorio comunale; 2 dissuasori di velocità verranno infine posizionati sulla via Gora e Barbatole e 2 su via di Sciabolino. L operazione avrà un costo complessivo di 227mila euro e sarà finanziata dai proventi delle sanzioni amministrative al codice della strada.

11 LaVita Sono stati presentai nei giorni scorsi dall Amministrazione comunale aglianese gli atti che danno inizio alla procedura per l adozione della cosiddetta variante Stadio. Si tratta di un iniziativa della giunta volta a valorizzare la zona dello Stadio comunale intitolato a Germano Bellucci e dei campi di calcio sussidiari che fiancheggiano via Mallemort. L obiettivo della variante è creare una vera e propria Casa del Calcio. L area si comporrebbe di una zona destinata a scuola 23 Giugno 2013 n. 25 TURISMO - PROVINCIA DI PISTOIA Arrivano le App Guide Le ha realizzate il Touring Club. Rinnovata anche la convenzione con l Istituto alberghiero di Montecatini Due importanti novità in arrivo per la promozione e l informazione turistica dalla Provincia di Pistoia, che vanno nella direzione dell impegno a far conoscere il territorio e le sue eccellenze, anche attraverso l uso delle nuove tecnologie, e a garantire i servizi di assistenza al turista, attraverso lo sviluppo di sinergie locali e la formazione di nuove risorse e professionalità. Da un lato nascono la guida verde per Iphone e la carto-guida di Pistoia e Provincia (nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione), grazie alla collaborazione con il Touring Editore, casa editrice del Touring Club Italiano; dall altro viene riproposta la convenzione, già siglata lo scorso anno, con l Istituto Alberghiero di Montecatini Terme per il potenziamento degli Uffici di informazione turistica (stavolta non solo quello della città termale, ma anche la sede di Piazza del Duomo a Pistoia) attraverso gli stage formativi degli studenti della scuola. Due azioni correlate, entram- Una veste grafica completamente rinnovata, un maggior numero di contenuti e servizi, migliore visibilità per i servizi online e per la sezione partecipa, una sezione dedicata all amministrazione trasparente, informazioni in tempo reale in caso di maltempo o altre calamità attraverso Twitter. Sono queste le principali novità del nuovo sito del Comune di Pistoia il cui indirizzo rimane www. comune.pistoia.it. Nella parte destra della home page figurano le cinque sezioni principali del sito (il Comune, la città, aree tematiche, servizi online, partecipa), pensate per permettere una navigazione più intuitiva e una più facile ricerca dei contenuti da parte degli utenti. di Patrizio Ceccarelli be finalizzate a promuovere l offerta e l accoglienza turistica del territorio, attraverso l innovazione e lo scambio di conoscenze, informazioni ed esperienze, per rispondere in termini di maggiore efficacia e qualità alle richieste dell utenza. La Guida digitale La prima (Comune) è dedicata alle informazioni più istituzionali: oltre alle pagine su sindaco, giunta, consiglio comunale e struttura organizzativa dell ente, da questa sezione si accede ai regolamenti e agli atti amministrativi e all albo pretorio. Nella seconda (città), si trovano informazioni su musei e monumenti e istituzioni cittadine più importanti dal punto di vista turistico e culturale. Biblioteche, teatri, luoghi dove fare e studiare musica, ma anche spazi espositivi come quello della Cattedrale nelle aree ex Breda. La sezione aree tematiche consente una ricerca per settori di interesse: ambiente, mobilità, assetto del territorio, sviluppo economico, cultura, servizi educativi e sociali, sport e così via. Nella sezione servizi on line sono presenti Touring in versione I-phone può essere scaricata gratuitamente su I-tunes store, la più grande market place di contenuti digitali, ed è strutturata in 5 sezioni (guida, mappa, itinerari, cerca, altro), dove è possibile navigare alla scoperta dei luoghi da vedere, cosa COMUNE DI PISTOIA Nuovo look per il sito web Migliorata l accessibilità ai servizi e alle informazioni on line funzionalità che consentono di avere informazioni, scaricare moduli, avviare procedimenti amministrativi (concorsi e gare e ottenere prestazioni. Da qui si accede anche alle procedure di front office relative allo sportello unico dell edilizia e delle imprese. Inoltre si possono chiedere interventi di Pronto cantiere. Nell ultima sezione (partecipa) è possibile partecipare a forum di discussione online, prendere visione dei percorsi di partecipazione e di consultazione attivati, iscriversi alle newsletter del Comune e al servizio di sms attivo per le emergenze di protezione civile. Ci si può anche informare sui progetti dell amministrazione e dare il proprio contributo interagendo con chi ha la responsabilità delle decisioni. COMUNE DI AGLIANA Creazione della casa del calcio calcio che si presenti come un infrastruttura qualificata per l attività sportiva all aperto e una zona Stadio sempre più aperta al territorio grazie all espansione delle sue funzioni. Infatti nell area stadio (sotto le tribune) è previsto sorgano nuovi servizi: un punto ristoro, un negozio sportivo a tema ma soprattutto un centro fisioterapico ed una palestra coperta che possa servire anche da sala polifunzionale. Il passo successivo sarà l adozione della variante che renderà possibile a tutti i cittadini di produrre osservazioni, proposte e suggerimenti. M.B. mangiare e dove dormire; visualizzare la cartografia (attraverso Google Map) con le icone che identificano i luoghi; ricercare gli itinerari proposti, divisi per tipologia e articolati in tappe; effettuare ricerche e archiviare i punti di interesse preferiti. La cartoguida Pistoia e provincia, invece, sempre realizzata da Touring Editore per la Provincia di Pistoia, è un prodotto comunità e territorio Riusa Pistoia Al via il progetto 11 cartaceo, in lingua italiana e inglese, con cartografia, completa di testi, itinerari, foto e varie informazioni su arte, natura, sport, tradizioni, enogastronomia, eventi e manifestazioni. Non solo, la carto-guida, è fornita di QR code, con la possibilità quindi di accedere e navigare attraverso il proprio smartphone ai contenuti multimediali. La rigenerazione urbana fondata su una reale sostenibilità ecologica. E questo, in pratica, ciò che si propone di realizzare l iniziativa denominata Riusa Pistoia che è stata presentata alla stampa lo scorso 18 giugno. La costante vulnerabilità del territorio, lo spreco spesso inutile ed evitabile delle riserve energetiche, lo stato di degrado e le pessime condizioni di vita dell ambiente costruito e del patrimonio architettonico collettivo oltre ad una situazione di scarsa vivibilità di molte delle nostre città e del loro spazio pubblico rappresentano per gli architetti italiani una questione prioritaria da porre alla base delle politiche economiche, sociali e insediative. I punti fondamentali da porre all attenzione dei cittadini e delle istituzioni che li rappresentano si basano in prevalenza sull azzeramento del consumo di suolo, sul recupero di parti di città dove sono necessari interventi di trasformazione, sul recupero di spazi urbani e aree industriali dismesse, sull incentivare produzione della qualità dello spazio pubblico e paesaggistico oltre ai risparmi energetici ed alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio. Gli strumenti utili sono quindi politiche ambientali, urbanistiche, insediative e finanziarie per un piano di rigenerazione urbana che si ponga come obiettivi non solo quello della messa in sicurezza del patrimonio edilizio ma anche di quello dei centri storici e di quelli che tutelano il verde e il paesaggio urbano. Per questo sono necessari interventi di ripensamento delle procedure amministrative in modo che siano più puntuali, efficaci e coerenti dato che occorre meno burocrazia e maggior certezza nei tempi. Con il convegno Riusa Pistoia gli architetti pistoiesi intendono offrire un quadro coerente di modalità e di procedure di governo del territorio inteso come pianificazione complessiva che tuteli e salvaguardi paesaggio, ambiente e sistema insediativo, identificando le aree degradate o dismesse e definendo linee guida strategiche e operative per il loro rinnovo mediante opere di conservazione, ristrutturazione o sostituzione oltre alla dotazione servizi e attrezzature pubbliche. Tutta l iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo della Confcommercio, della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, del Collegio Costruttori Edili ANCE Pistoia, Big Mat e Caparol ed al patrocinio della Regione Toscana, Comune e Provincia di Pistoia, Lega Ambiente, CNA, ANCI,Federazione Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Toscani oltre a Ordine degli Ingegneri, dei Geometri, degli Agronomi e dei Dottori Forestali. Edoardo Baroncelli PRESIDENZA E DIREZIONE GENERALE Largo Treviso, 3 - Pistoia - Tel SEDE PISTOIA Corso S. Fedi, 25 - Tel FILIALI CHIAZZANO Via Pratese, 471 (PT) - Tel PISTOIA Via F. D. Guerrazzi, 9 - Tel MONTALE Piazza Giovanni XXIII, 1 - (PT) - Tel MONTEMURLO Via Montales, 511 (PO) - Tel SPAZZAVENTO Via Provinciale Lucchese, 404 (PT) - Tel LA COLONNA Via Amendola, 21 - Pieve a Nievole (PT) - Tel PRATO Via Mozza sul Gorone 1/3 - Tel S. AGOSTINO Via G. Galvani 9/C-D- (PT) - Tel CAMPI BISENZIO Via Petrarca, 48 - Tel BOTTEGONE Via Magellano, 9 (PT) - Tel

12 12 n Giugno 2013 La V ita Quando la scienza... con Filippo Pacini Abbiamo chiesto a Maria Valbonesi alcune considerazioni sulle iniziative commemorative riguardanti il medico Filippo Pacini Con l autunno del 2012 si sono concluse le manifestazioni per il secondo centenario della nascita di Filippo Pacini ( ). Fra queste il catalogo poco vistoso ma chiaro e completo che è stato recentemente pubblicato, ci riporta alla mostra dell ottobre scorso, nella quale abbiamo potuto ritrovare, insieme ad un esemplare figura di scienziato, alcuni preziosi monumenti e ricordi della nostra città. Cominciamo da Santa Maria delle Grazie, la bella chiesa dell Ospedale, dove ancora si conserva il letto di una fanciulla miracolosamente guarita nel 1348 e l immagine di sé (acheropita, cioè non fatta da mano umana) che la Madonna lasciò impressa sulla parete prima di scomparire. In questa chiesa, cinquantadue anni dopo la sua morte furono trasferiti da Firenze i resti mortali di Filippo Pacini e nella medesima tomba di marmo, semplice ed elegante come si addice alla loro austerità di scienziati, vennero a fargli compagnia altri due illustri medici pistoiesi, Filippo Civinini e Atto Tigri. Come delineare sinteticamente il suo percorso formativo e professionale? Nel ritratto del Catani riportato sul catalogo, il professor Pacini ha un aria intelligente e molto dignitosa, quasi severa. Compiuti gli studi liceali nel seminario vescovile, lì ha ricevuto una solida educazione umana e religiosa. Nel 1835 da ricercatore non ancora laureato della scuola medica di Pistoia, fece la sua prima scoperta: i corpuscoli dei nervi digitali, determinanti per il senso del tatto. Per qualche anno restò a lavorare nella piccola elegante -se non fosse macabra- sala anatomica dell Ospedale del Ceppo. Nel 1840 si laureò a Pisa e nel 47 si trasferì a Firenze, dove insegnò anatomia fino alla morte. I suoi studi, appassionati e rigorosi, lo portarono a molte altre scoperte, che costituiscono il tema della mostra organizzata alla biblioteca San Giorgio. Qui, fra tanti strumenti e documenti, spiccano il microscopio regalatogli da Niccolò Puccini, per mezzo del quale individuò i corpuscoli detti appunto di Pacini (Fisiologia, R. Berne-M. Levy p. 85); i disegni che illustrano il vibrione del colera e la respirazione artificiale. Queste, che sono le sue scoperte più importanti, fecero di lui un precursore dell istologia, del moderno concetto di malattia infettiva e della rianimazione. Un grande scienziato che però, come il suo concittadino Antonio Pacinotti, ha avuto riconoscimenti soprattutto tardivi, dopo la morte: Pistoia ha cercato di fare in qualche modo ammenda, nel 1928 intitolando a lui l Accademia medica, e nel 2012 celebrando il suo centenario con le manifestazioni che si concludono col catalogo della mostra. L imminente inaugurazione del nuovo Ospedale richiama alla memoria della nostra comunità civile anche il medico Pacini, che con il suo desiderio di ricerca ha spaziato EVENTI Massimo Morgia, aria fresca nello sport S i può avere 62 anni ed essere più giovane di molti 20enni. L ha confermato Massimo Morgia (nella foto), l allenatore anzi, meglio, il coach, come si è autodefinito perché allenatore di mente e corpo dei calciatori della Pistoiese, intervenuto in qualità di ospite d onore al III raduno del gruppo Facebook Quelli che sono nati con i servizi della DS di Beppe Viola, creato nel gennaio 2009 dal sottoscritto. Al Santomato Live, assieme al giornalista Stefano Chini di Toscana Tv e Radio Bruno e a me medesimo, Morgia ha parlato dello sport e del giornalismo dagli anni Sessanta agli Ottanta del secolo scorso confrontati a quelli odierni, e l ha fatto con un umanità rara in questa nostra società, tanto da affascinare i molti giovani e meno giovani accorsi a ricordare la figura del grande Beppe Viola, giornalista scrittore sceneggiatore compositore umorista prematuramente scomparso nell ottobre del Come Beppe, Morgia ha mostrato amore per la sua opera di educatore, notevole passione per un calcio che è sempre più business e ha sempre meno calore. È tornato a parlare di un opera di ripristino dei valori fondanti la nostra società, di tornare a dare libero sfogo a ragazzini e bambini, come un tempo negli oratori. Lasciamoli liberi di giocare, di fantasticare, di correre, correre, correre senza vincoli, osservati a distanza dagli istruttori, quel che facevano i preti di un tempo. Non obblighiamoli, non facciamone tanti soldatini, cerchiamo invece di ricreare le basi di uno sport che pensa solo a monetizzare e non a far star bene. Noi, come Pistoiese, dalla prossima stagione faremo allenare i ragazzi del settore giovanile anche con la prima squadra. Cercheremo di dar loro la possibilità di crescere attraverso l esperienza comune, il gioco con la palla, vorremmo che i 250 giovani che abbiamo diventino innanzitutto buoni tifosi. Se poi uno di loro facesse carriera, arrivando che ne so, anche in serie D, ok, ma intanto sarebbe importante, fondamentale che diventassero il futuro della disciplina sportiva. Sostenitori validi e coscienti, capaci di riportare le famiglie in quegli stadi oggigiorno malinconicamente vuoti. Gianluca Barni tra la neurofisiologia, i microrganismi patogeni e le procedure terapeutiche. Un ammirevole testimonianza di spor t pistoiese impegno scientifico e nella docenza in ambito sanitario. Massimo Gori Calcio - Basket Tempi Supplementari Ci vorrà la bella, vale a dire la quinta partita, per decidere chi tra Pistoia e Brescia sarà promossa in serie A. Dopo le due vittorie in casa si pensava che la squadra di Moretti avesse praticamente ipotecato la promozione, avesse il 60 per cento delle probabilità di salire nella massima serie. Invece, la leonessa bresciana ha ritrovato il ruggito dell animale ferito e ha vinto tutt e due le partite casalinghe. E, contrariamente a quanto aveva fatto Pistoia nelle prime due gare, con un punteggio piuttosto netto. Brescia, insomma, si è dimostrato un avversario forte, durissimo, che ha messo a nudo certe debolezze della squadra di Moretti. Nella prima sfida di domenica sera Pistoia ha avuto una condotta diametralmente diversa nei due tempi: bravissima nei primi due quarti, irriconoscibile e deludente nei successivi due. Nell incontro di martedì, invece, Brescia è stata sempre in testa nel punteggio, non ci sono mai stati dubbi sulla sua superiorità, tanto da vincere con un punteggio netto, significativo del suo stato di salute e di quello dei biancorossi. Sabato ci sarà la bella al PalaCarrara, un palazzetto tabu per le formazioni ospiti, un palazzetto ribollente di tifo che riesce a creare una straordinaria e potente pressione sulla squadra avversaria. Solo una volta il PalaCarrara, quest anno, è stato espugnato, exploit della squadra siciliana del Barcellona. Per il resto ha sempre visto vincere la squadra di Moretti. E proprio per questo motivo, in questa attesissima bella, Pistoia parte coi favori del di Enzo Cabella Orgoglio arancione Ippoterapia a Limestre I corsi si tengono nella tenuta Pelliccia, con Sara Ferrari vincitrice del Carnevale degli animali Presso la tenuta Pelliccia di Limestre (Comune di San Marcello Pistoiese) si tengono corsi di ippoterapia per bambini disabili, grazie ad un equipe medica composta dalla giovane infermiera professionale Sara Ferrari e ad altri due suoi colleghi, specializzati nell ippoterapia, ovvero la cura di certe patologie con l ausilio dei cavalli. Le disabilità trattate sono le più disparate, mentali e/o motorie in bambini dai 4 ai 18 anni. Con la cavalla Ernesta l infermiera ed i suoi pazienti Sara Ferrari ha ottenuto il premio della VI edizione del Carnevale degli animali tra circa una dozzina dei concorrenti in gara, svoltasi nel borgo montano de Le Piastre in occasione dell annuale Sagra della polenda dolce, promossa da Pro loco Alta Valle del Reno e Associazione Cultura e Sport. Tra i partecipanti al Carnevale, cani, cavalli e caprette accompagnati dai loro rispettivi padroni. L.S. pronostico. Auguriamoci che sia così, che Troppo e compagni riescano a trovare le ultime energie per domare la leonessa bresciana. La Pistoiese, dopo aver confermato l allenatore Morgia e il suo staff oltre al responsabile tecnico Bargagna, sta lavorando intensamente alla costruzione della nuova squadra che dovrà puntare con decisione alla conquista del primo posto in campionato, primo posto che dà l accesso alla Lega Pro professionistica. Morgia ha più volte detto che vuole una squadra di prima qualità, con i migliori della passata stagione e almeno una dozzina di giovani under, pescati nelle squadre giovanili di squadre di serie A e B. Non prime scelte, perché scendere in D è praticamente impossibile per i dinieghi sia delle società che dei giovani giocatori, ma sulle seconde scelte il tecnico della Pistoiese ci conta molto. Infatti, ha preso contatti con Juventus, Fiorentina, Chievo, Livorno, Empoli e Siena, che hanno fiorenti vivai. Al momento, della vecchia guardia sono stati confermati solo Cecchi, Collacchioni e Varutti, ma la società farà ogni sforzo per contare di nuovo su Buglio, Gambadori, Toledo, Bigoni, Belli e Giordani e soprattutto su Floriano, il golden boy che è stato un protagonista assoluto nella parte finale del campionato. Se Morgia e Bargagna ci riusciranno, la Pistoiese partirà con una rosa che avrà una solida base, premessa per avere subito un efficace rendimento sin dalle prime battute di campionato.

13 La Vita RIFORME ISTITUZIONALI Diciotto mesi di cura costituente di Francesco Bonini Abbiamo i nomi, un calendario e un quadro normativo. Il cammino delle riforme istituzionali (e costituzionali) è ufficialmente iniziato. La legge costituzionale in corso di approvazione fissa il termine che il governo (di concerto con la presidenza della Repubblica) aveva indicato: 18 mesi. Sono tutte, finalmente, buone notizie. Il tema si agita dal 1979: si è discusso molto, si è fatto qualcosa, ma a spizzichi e non senza contraddizioni. Tanto più che è molto difficile prendere decisioni. Non è una priorità dell opinione pubblica, la gente spesso risulta infastidita dalla complessità delle questioni istituzionali e dalle strumentalizzazioni politiche. Ma è una evidente priorità per un sistema-paese che, tanto più in questa fase di crisi, deve rendere più legittimate, più efficienti e più forti e stabili, oltre che meno costose, le sue istituzioni. Questa duplice constatazione può disegnare alcune condizioni (necessarie e non sufficienti) perché il processo riesca, o almeno per affrontarlo con realismo e fiducia. Innanzi tutto deve essere chiaro che la seconda parte della Costituzione deriva dalla prima. Cioè le scelte tecniche sono comunque al servizio di precisi obiettivi di democrazia. A partire dalla più eclatante, a proposito dell elezione diretta del Capo dello Stato e dei suoi poteri. Basta guardarsi attorno in giro per l Unione Europea e nel mondo occidentale: vi sono vari modi per rendere forti e stabili le istituzioni, capaci di decisione, di rappresentanza e di partecipazione. Quello che conta è avere ben chiari gli obiettivi e gli interessi in gioco, oltre che le garanzie per tutti. E così si può scegliere serenamente. Siamo così alla seconda condizione, il realismo. E sbagliato sovraccaricare di attese il processo di riforme, anche perché questa è la strada migliore per strumentalizzarle, cioè perché partiti e gruppi, oggi tutti assai deboli, frammentati e incerti, combattano sul piano delle riforme istituzionali battaglie politiche: né più, né meno quello che è avvenuto negli ultimi decenni. Eccoci allora al terzo punto: la determinazione. Le riforme istituzionali e costituzionali non si possono fare solo a tavolino. Certo servono buone soluzioni tecniche, meglio se semplici e chiare. Ma condurle in porto comporta una buona e alta politica. Hanno bisogno di una regia. Dato che fortunatamente - non può essere di uno, deve essere di molti, tra loro coordinati. Forse la debolezza di tutti, oggi, può aiutare a lavorare insieme e a produrre risultati. Infine le riforme istituzionali sono collegate con due questioni sistemiche. La prima è la sostenibilità dei conti pubblici, la seconda la nostra credibilità nell Unione Europea e nei club mondiali del G 8 e del G 20. Dove stiamo perdendo posizioni. Per questo occorre mettersi subito, con fiducia, al lavoro. Bene si è fatto a prevedere forme di partecipazione e di consultazione larga ai lavori per le riforme. Perché questa occasione non sia sprecata. Ma contribuisca a farci ripartire davvero. 23 Giugno 2013 n. 25 U n anno scolastico in attesa, in una scuola che soffre ancora per mancanza di visione. È la fotografia dell anno scolastico che sta per concludersi, scattata da Giuseppe Desideri, presidente dell Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), che per il suo nuovo congresso associativo, in programma nel gennaio prossimo, ha scelto un titolo davvero esplicativo: Salviamo la scuola. Nella prossima primavera, ci sarà il raduno di popolo sulla scuola annunciato dal cardinale Bagnasco. Il presidente dell Aimc lo considera un occasione per porre l educazione all attenzione del Paese e far tornare la scuola al vertice dell agenda politica. Di qui il plauso dall iniziativa della Cei, che è importante che venga percepita quale essa di fatto vuole essere: un discorso alto, progettuale, forte, su tutta la scuola, non solo su quella cattolica, partendo dalla constatazione che il futuro dei ragazzi è il futuro del nostro Paese. Qual è il suo bilancio dell anno scolastico che sta per chiudersi? Un anno scolastico in attesa, è questa la sensazione che abbiamo avuto noi. Al di là della frenesia gioiosa che caratterizza soprattutto le scuole del primo ciclo, la sensazione è quella di attendere qualcosa che tutti sperano che venga e che non viene, che si accompagna ad una sensazione di un peggioramento che tutti temono. In sintesi, stiamo vivendo una situazione di passaggio, che incide sulla progettualità scolastica. La quotidianità è quella fatta dai bambini, è quella normale, consueta: manca, però, un progetto sulla scuola. Ci sono ovunque dibattiti, convegni, sulla crisi della scuola, ma nessuno si pone il problema di ciò che la scuola dovrebbe essere: ci si ferma alle letture sociologiche, accademiche, stati- Il 13 giugno i nove giudici della Corte Suprema Usa hanno emesso all unanimità una sentenza nella quale affermano che i geni estratti dal corpo umano, cioè il cosiddetto Dna isolato, non può essere brevettato, mentre aprono alla brevettabilità del materiale genetico prodotto sinteticamente in laboratorio. Il pronunciamento ha detto stop all esclusiva ventennale dell azienda privata Myriad Genetics di Salt Lake City, specializzata nella diagnosi molecolare delle malattie, scopritrice dei geni noti come Brca 1 e 2, che ha sequenziato e dei quali detiene il brevetto. Abbiamo chiesto al genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, un commento sulla sentenza. Come ha accolto il pronunciamento della Corte suprema? Si tratta di una scelta di assoluto buonsenso dal punto di vista scientifico, etico e giuridico. Il Dna non lo crea il ricercatore; questi va all interno di una scatola il cui contenuto è creato da altri per cercare il gene responsabile di una specifica malattia. Sono stati i forti investimenti, soprattutto ne- dall Italia 13 BILANCIO DI UN ANNO La scuola italiana con il fiato sospeso stiche. La conseguenza è una politica di basso profilo, fatta di riduzione di investimenti, di contenimento della spesa, che in ultima analisi si riduce ad una ridistribuzione di quel poco che c è. Non c è nessuna progettualità di medio e lungo termine. Si procede con provvedimenti-tampone, ma manca una visione, una proiezione al futuro. Cosa direbbe a chi ha responsabilità politiche di governance sulla scuola? La scuola non è un azienda in cui basta comprare dei macchinari nuovi e fare formazione ad hoc per il personale, e si cambia: le scuole si reggono per il 99% sul potenziale umano, e richiedono investimenti a tempi medio-lunghi, in cui qualunque elemento innovativo va inserito. Negli ultimi anni, gli interventi di riforma che si sono succeduti sono durati due o tre anni, neanche il tempo di monitorare le novità. Nonostante ciò, le scuole continuano ad aprire regolarmente ogni anno. Il problema è che si stanno minando le fondamenta, e se continuiamo così alla fine avremo un edificio che crolla. In Italia, le scuole non si reggono per le strutture, ma per la capacità di arrangiarsi di chi lavora al suo interno: chi ne paga le conseguenze sono i ragazzi, e i primi ad accorgersi che si sta creando un gap sempre più profondo tra le generazioni sono i docenti. Effetti perversi della nuova scuola dell autonomia? L autonomia scolastica, corretta- Il presidente dell Aimc, Giuseppe Desideri, denuncia la mancanza di visione mente intesa, non è de-responsabilizzazione da un progetto nazionale: al contrario, qualunque progetto locale o territoriale di scuola si rafforza su una chiara visione nazionale. A patto, naturalmente, che quest ultima ci sia e venga esplicitata. Oggi, invece, domina una grande confusione su questo punto. Anche la scuola 2.0 è una scuola che deve lavorare sulla risorsa umana: il nostro Paese, invece, spende un euro a docente per la formazione. Ci sono scuole che aprono e che non sono in regola con l agibilità e con le norme antincendio: in qualsiasi altro Paese europeo, almeno la metà resterebbero chiuse. Ogni giorno centinaia di migliaia di ragazzi vengono mandati in strutture dove nessuna famiglia, consapevolmente, manderebbe mai nessuno. Da dove si può ripartire? Il Paese non può ripartire da un di M. Michela Nicolais soggetto in cui non crede, e questo Paese non considera più fondamentale la scuola, che invece è centrale nella nostra Costituzione. Nessuno dice che l Italia è il Paese che investe meno punti di Pil di tutti sulla scuola, situandosi riguardo agli investimenti in questo settore ai livelli dei Paesi del Terzo Mondo. La domanda che dobbiamo porci è allora come invertire questa tendenza. La figura dell insegnante, in Italia, ha una percezione sociale molto bassa, tanto che non è percepito come una professione su cui puntare, e al massimo è considerato una professione di transizione. Eppure, da recenti sondaggi emerge che il Paese si fida delle forze armate e della scuola, più che del proprio governo e del Parlamento. Per questo è fondamentale rafforzare l alleanza con le famiglie: abbiamo un sistema di partecipazione che è fermo ai decreti delegati degli Anni Settanta. LA SENTENZA USA No alla brevettabilità del Dna umano Nessuno sarà più costretto a pagare una tassa a chi è arrivato per primo alla scoperta di un determinato gene gli anni passati, da parte di alcune aziende private per andare a caccia di questi geni, a giustificare il principio che il forte investimento conferisca all azienda il diritto a un rimborso, e quindi una specie di tassa da riscuotere ogni volta che un soggetto ha bisogno di usare il gene per finalità diagnostiche. La sentenza si riferisce ai geni Brca 1 e 2, predisponenti al tumore della mammella, negli ultimi giorni alla ribalta per la vicenda di Angelina Jolie. Ma oltre a questo caso specifico un significativo numero di geni dello stesso tipo è stato brevettato negli Usa e in altri Paesi imponendo ai ricercatori che vogliano analizzare un gene particolare il versamento di una sorta di royalty ai titolari dei brevetti. Lo ribadisco: il Dna non è brevettabile - lo hanno già affermato le Società europea e italiana di Giovanna Pasqualin Traversa di genetica umana. Non ha senso brevettare qualcosa che ha creato qualcun altro e che comunque ci è pervenuto attraverso l evoluzione. I giudici ammettono però la possibilità di concessione di brevetti a materiale genetico prodotto sinteticamente... Certo. Quello che può semmai essere brevettabile è il Dna artificiale costruito in laboratorio, oppure lo sviluppo originale di biotecnologie innovative per lo studio del Dna stesso, ed eventuali terapie. Il pronunciamento della Corte Usa opera una necessaria e chiara distinzione tra questi due aspetti e una sorta di armonizzazione con la giurisprudenza europea. Quale sarà la ricaduta pratica di questa sentenza? L argomento a sostegno della brevettabilità, portato avanti per molto tempo, della necessità di un ritorno economico a fronte dei forti investimenti delle aziende per la ricerca, non ha più ragion d essere perché i costi sono stati drammaticamente abbattuti. Oggi con circa mille euro ci si può sottoporre a un analisi genomica e avere i risultati in una settimana; nell arco di tre anni questo sarà possibile magari con cento euro e un giorno di attesa. Dunque, anche dal punto di vista pratico, le possibilità diagnostiche ne trarranno certamente vantaggio perché nessuno sarà più costretto a pagare una tassa a chi è arrivato per primo alla scoperta di un determinato gene.

14 14 dall italia n. 25 La 23 Giugno 2013 V ita Bisogna ricominciare a remare, sgombrando la rotta da iceberg potenzialmente negativi. Due su tutti: la decrescita felice e la crescita alternativa. Per la prima basta dire che i poveri non possono attendere, per la seconda va preso atto che turismo, artigianato e km zero non riescono a sostituire il Pil dell industria di Nicola Salvagnin È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che ( ) impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 della Costituzione italiana). E si converrà unanimemente che la povertà sia uno degli ostacoli maggiori per quel pieno sviluppo. Ecco: da qui vogliamo partire per affrontare l assoluta necessità di una ripresa economica del sistema-italia, una crescita che deve trovare le giuste strade. Perché quelle degli ultimi anni sono state sostanzialmente sbagliate. Partire dagli ultimi, e dai numeri. Le statistiche Istat ci dicono che il dato della povertà in Italia è stato, fino a ieri, sostanzialmente stabile: circa un 12% degli italiani può essere classificato come povero. E questo da una quindicina d anni. Scopriremo però che il 2012 ha dato il suo bel contributo ad aumentare quella percentuale, che in soldoni significa 8 milioni di italiani con gravi problemi economici. Ma un dato statistico non racconta sempre bene la realtà. Questa invece spiega che la schiera dei cosiddetti poveri si sta ingrossando grazie anche all arrivo di nuove figure sociali: gli anziani che, superata l enorme barriera del pudore, chiedono aiuto; i 40-50enni che perdono il lavoro e faticano a trovare una qualsivoglia occupazione; i separati a basso reddito; i piccoli imprenditori -negozianti, artigiani- che si sono mangiati tutto cercando di salvare la loro baracca; gli immigrati che gettano la spugna. A dirlo è la Caritas nazionale, che registra un semplice dato: alle porte delle sue 220 Caritas sparse sul territorio, nel giro di un anno si è presentato il 25% in più di bisognosi. Ci sono realtà ormai sature, soprattutto nel Mezzogiorno (Palermo, ad esempio): troppe richieste di aiuto rispetto alle forze a disposizione. C è, o ci sarebbe un welfare. In Italia significa almeno 30 forme varie di sostegno, quasi tutti inefficaci se si pensa che il nostro Paese è quello europeo in cui la povertà meno si riduce dopo gli interventi sociali messi in campo. Poco efficaci, in calo e sempre meno corposi: gli enti locali tagliano, riducono, cancellano, alzano le mani. Si fa con quel che si ha, a costo del ridicolo. Lo Stato attiva l istituto degli assegni familiari che beneficano i contribuenti per una media di 10 euro al mese. Grazie tante. In dodici città italiane si è attivata una carta acquisti tanto smunta OLTRE LA CRISI/1 La ripresa passa dalla nuova industrializzazione Principali gruppi industriali italiani per fatturato (in miliardi di euro) Eni 127 Exor (Fiat) 110 Enel 82,7 Telecom 28,9 Finmeccanica 17,2 Tenaris 14,5 Riva Acciai 10 Prysmian 7,8 Ferrero 7,8 (Volkswagen) 250,5 Imprese italiane detenute da stranieri: (anno 2010) con 1,2 milioni di occupati Effetti della crisi Numero di imprese manifatturiere cessate: Saldo negativo tra cessate e avviate: Numero di posti di lavoro persi: Settori in maggiore difficoltà: farmaceutico, tessile, pelletteria, abbigliamento Settori in crescita: alimentari, bevande Dimensioni imprese: con meno di 10 addetti: 95% senza alcun dipendente: 65,2% Numero occupati in Italia 2013: tasso di disoccupazione: 11,5% tasso di disoccupazione maschile: 10,7% tasso di disoccupazione femminile: 12,7% Dati Istat, Confindustria, R&S Mediobanca Fatichiamo a riconoscere la classe media, quella che ha tenuto insieme, giocando un ruolo di collante, il nostro Paese e che oggi sembra poco visibile. Se ammettessimo che il consumo sia stata la cifra culturale dominante per le società occidentali negli ultimi decenni, allora apparirebbe naturale considerare lo stile di vita un tratto distintivo per riconoscere l identità sociale. Così non ci stupirebbe sentire il Censis affermare che il fattore che più accomuna e fa sentire vicine le persone è proprio lo stile di vita. Si percepiscono prossimi : quelli che trascorrono in modo simile il tempo libero; quelli che consumano come noi; quelli che come noi pensano sé stessi e agiscono il loro ruolo; quelli che condividono i nostri stessi interessi. I ricercatori del Censis affermano, durante il primo incontro del loro annuale Mese sociale, che lo stile di vita dal modello di consumo al rapporto con ambienti, linguaggi, pratiche è il perno su cui si fonda una sorta di appiattimen- quanto impossibile da ottenere: ci vogliono requisiti che nemmeno i clochard di strada. E così via. Il miglior modo di eliminare i poveri è farli diventare ricchi, diceva Ronald Reagan con quel tono da presidente-cow boy. Fosse così semplice Ma la sparata contiene una sua importante, banale verità: in un Paese, se c è maggior ricchezza stanno bene tutti. E quindi vale la banalità opposta: più perdiamo la nostra ricchezza, più poveri diventeremo. È quello che sta accadendo agli italiani dal 1991 ad oggi. Il Prodotto interno lordo depurato dall inflazione ci ricorda che questo Paese ha smesso di crescere da più di vent anni. E negli ultimi dieci ha innescato sostanzialmente la retromarcia. La ragione è semplice: spendiamo più di quanto guadagniamo, e l esplosione del debito pubblico è stato il tentativo di mantenere un tenore di vita agiato, senza averne i mezzi. Ora siamo alla resa dei conti, letteralmente. Una diffusa situazione di illegalità (evasione fiscale, lavoro nero, gli enormi proventi della criminalità organizzata) ha finora tamponato la realtà dei conti, che parlano di uno Stato in pre-bancarotta. La povertà non è ancora esplosa perché vi è molta ricchezza occultata; perché ci stiamo consumando i risparmi e il patrimonio; perché istituti come la cassa integrazione stanno congelando una disoccupazione altrimenti vertiginosa. Ma bisogna ricominciare a remare, sgombrando la rotta da iceberg potenzialmente negativi, anche se apparentemente affascinanti. Due su tutti: la decrescita felice; la crescita alternativa. Sulla prima ci soffermiamo appena, rilevando che la decrescita economica sarebbe felice solo per chi può permettersela. I poveri chi ha bisogno di un aiuto anche economico sarebbero ancora più poveri, ancora più numerosi, ancora più abbandonati. Punto. La crescita che definiamo alternativa non è di per sé cattiva cosa: risponde a quella corrente di pensiero che sostiene che lo sviluppo dell Italia deve passare dal turismo, dalle sue bellezze artistiche e paesaggistiche, dai milioni di cinesi che non vedrebbero l ora di venire qui, dalla nostra sapienza artigianale, dalle piccole e geniali start up e dal terziario stra-avanzato. E qui ribadiamo un concetto espresso già altre volte: quante decine di migliaia di agriturismi ci vogliono, per fare i fatturati e l occupazione dell Ilva che sta morendo a Taranto? E come riforniamo di acciaio le centinaia di aziende manifatturiere italiane? Con gelati a km zero? Questa visione arcadica va bene per qualche piccola isola greca, in cui gli abitanti si accontentano di olive e feta. Non per un Paese di 60 milioni di persone, strette in 300mila km quadrati senza alcuna notevole risorsa naturale. Un Paese che ha oggidì 16 milioni di pensionati da mantenere (domani di più), solo per offrire il dato più macroscopico. Quindi l Italia deve per forza tornare al sapore di sale, a quel boom economico fatto da Fiat, Olivetti, Pirelli, Eni e Agip, banche e Generali, Alitalia e Montedison, la statale Iri e quegli elettrodomestici che cambiarono la vita degli italiani, in tutti i sensi. La ripresa economica dell Italia passa da una nuova industrializzazione. Non sarà fatta come cinquant anni fa, ma non è impossibile. SOCIETà Cambia il consumo? Addio classi sociali Lento e inarrestabile quello delle tradizionali : media e operaia to orizzontale delle aggregazioni, isole di prossimità sociale in cui concretamente ci si identifica. In una simile situazione si possono incontrare tante tribù di affini magari anche coese al loro interno, ma poco interessate ad aprirsi al dialogo in comunità più ampie. Anzi, se seguissimo il ragionamento dei ricercatori, procedendo verso l esterno s incontra una diversità che può trasformarsi in una fonte di tensione tra microgruppi. La fase che viviamo della società dei consumi è arrivata a modificare, quasi definitivamente, le strutture classiche. Quando ci muoviamo al suo interno, non ci riconosciamo più dentro le tradizionali classi. Per collocarci, molto di Andrea Casavecchia probabilmente oggi non è più sufficiente considerare occupazione, istruzione e redditi. Sono soprattutto il ceto medio e la classe operaria a uscire dai canoni. Come dimostra una ricerca della London school of economics e dell università di Manchester, coordinata da Mike Savage e Fiona Devine, nelle nuove tipologie molto contano e sono coltivati i capitali sociali e culturali allargati, meno la riconoscibilità nel mondo produttivo. Il lento declino delle classi centrali forse è una conseguenza delle trasformazioni del mondo produttivo che sempre con maggiore frequenza inseriscono innovazioni hi-tec a scapito di lavori impiegatizi o commerciali. È sempre più frequente non incontrare più la schiera di cassieri all uscita dei supermercati, in parte sono sostituiti da isole controllate self pay, vale lo stesso per i distributori di benzina o per i caselli dell autostrada. Si riducono con l introduzione di Pc e reti intranet i compiti e i numeri delle segretarie, nelle aziende non c è più bisogno di quelli che battono a macchina, per non parlare dei call center computerizzati, o dei nuovi robottini che sistemano la merce negli scaffali al posto di una parte dei magazzinieri. Si pensi solo che negli Usa il numero degli impiegati è passato dagli oltre 23 milioni di dipendenti, agli attuali 21 milioni, in appena 5 anni.

15 LaVita Il Paese guida un alleanza per aprire l economia di parte del continente verso l Asia di Angela Carusone Un grande piano di infrastrutture per modernizzare il Paese, integrarlo con i vicini e trasformare l economia della regione in una opportunità di sviluppo per l intero continente. È quanto sta portando avanti il Kenia, dove il passaggio del testimone, lo scorso marzo, tra il vecchio presidente Mwai Kibaki e Uhuru Kenyatta, sebbene contestato a livello politico, non sembra destinato a mutare. Oggi come oggi l amministrazione keniana e i suoi partner del Sud Sudan e dell Etiopia ripongono grande fiducia nel successo del più grande cantiere della sotira africana dalle indipendenze, un progetto che risale agli anni Settanta e prevede la costruzione di un asse di trasporti intermodale multimodale che attraversa una decina di Paesi, e che dovrebbe costare svariati milioni di euro. Attualmente gli scambi commerciali dell Africa dell est e dell Africa centrale dipendono dal porto di Mombasa, che rappresenta Come già accaduto in altre occasioni, anche questa volta le elezioni iraniane hanno riservato notevoli sorprese, spiazzando perfino gli osservatori più attenti. Dopo una campagna elettorale scialba e sottotono, dominata dai candidati vicini all ayatollah Khamenei e svoltasi in un Paese ripiegato sulle proprie notevoli difficoltà economiche, molti si aspettavano un alta astensione e la vittoria di un candidato conservatore. Al contrario, vi è stata un alta affluenza alle urne e ha vinto, a sorpresa, un candidato moderato. I leader del movimento di opposizione al regime che fece tremare l Iran nel 2009 sono tuttora agli arresti o costretti a vivere all estero. Sono dunque mancate voci che chiedessero cambiamenti radicali nelle settimane precedenti alle elezioni. D altra parte, dopo le violente repressioni subite dal movimento dell Onda Verde, oggi i riformisti devono essere molto più prudenti e circospetti. La selezione dei candidati operata dal Consiglio dei guardiani all inizio della campagna elettorale aveva chiuso le porte della competizione elettorale all ex presidente 23 Giugno 2013 n. 25 KENIA Il nuovo progetto di integrazione africana un barometro del dinamismo economico della zona e che, tra il 2007 e il 2011, ha visto aumentare il traffico di oltre il 20 per cento. Il progetto su cui investe Nairobi prevede la realizzazione di un porto in acque profonde a Lamu, con 32 moli e la possibilità di accogliere navi di grande tonnellaggio, associato ad altre infrastrutture: un oleodotto lungo chilometri, proveniente dal Sud Sudan e con ramificazioni verso l Etiopia, l Uganda e la Repubblica democratica del Congo; una linea ferroviaria che collegherà il porto di Lamu a quello di Duala, nel Camerun, attraversando quindi longitudinalmente tutto il continente; e una rete viaria di chilometri che collegherà Addis Abeba, Juba e Nairobi al nuovo scalo marittimo. Questi progetti sono colossali, e il loro costo equivale ai due terzi della ricchezza annuale prodotta dal Kenia ma potrebbero stimolare la Rafsanjani, notoriamente avverso a Khamenei. Tuttavia, sia l illustre escluso che un altro ex presidente moderato, Khatami, avevano cautamente appoggiato la candidatura di Hassan Rohani, risultato vincitore a sorpresa. Le ragioni della vittoria di quest ultimo sembrano fondamentalmente due. Prima di tutto, i conservatori si sono profondamente divisi, presentando ben quattro candidati, variamente collegati ai Pasdaran, ad Ahmadinejad e a Khamenei. In secondo luogo, proprio l accorto bilanciamento fra moderazione e determinazione ha permesso ai riformisti da un lato di non rischiare la repressione e dall altro di convincere larghi strati della popolazione a non ritirarsi nell astensione. Cosa succederà dunque adesso? Non pare realistico aspettarsi cambiamenti radicali nella politica iraniana, né inversioni di rotta nello sviluppo del programma nucleare. Prima di tutto, Rohani dovrà comunque crescita di tutta la regione afferma Mark Bohlund, economista e avere conseguenze geostrategiche che sarebbero cruciali per la pace e l integrazione di tutta l Africa dell est. Il 90 per cento della ricchezza del Kenia sottolinea Cyrus Njiru, segretario permanente ai Trasporti a Nairobi viene prodotto in un raggio di 100 chilometri attorno alla linea ferroviaria che collega l Uganda al Kenia, mentre il resto del territorio, in cui si concentra il 75 per cento della popolazione, genera solo il 10 per cento del pil. E questo afferma perché le infrastrutture non sono mai state sviluppate. Una situazione che, secondo molti, ha portato il Kenia ad essere tra le dieci nazioni con le maggiori diseguaglianze al mondo, con un differenziale da uno a 56 tra i redditi del 10 per cento dei più poveri e quelli del 10 per cento dei più ricchi. L Africa dell est, viene ricordato, non sfugge alla dinamica della globalizzazione che tende ad aprire i mercati e facilitare il commercio attraverso la creazione di zone economiche speciali, zone con fiscalità di vantaggio dove i costi di investimenti, di finanziamento e di sfruttamento sono ridotti, con l obiettivo di attirare capitali stranieri. Le regioni costiere rileva Bohlund diventano quindi nuovamente il perno dello psazio economico liberalizzato, sotto forma di zone di cooperazione economica che si basano sulla creazione di corridoi di sviluppo a vocazione internazionale. E il progetto keniano è uno di questi, anche se fino ad ora il governo di Nairobi ha finanziato da solo la prima fase di lavori del porto. Il Kenia, l Etiopia e il Sud Sudan hanno poi firmato un protocollo di intesa in base al quale l Etiopia si è impegnata a partecipare alla costruzione della ferrovia MONDO PIù SICURO La sorpresa iraniana ha un volto moderato Gli elettori hanno premiato il riformismo di Rohani, un religioso e politico prudente. Ora l Occidente deve coinvolgere l Iran in un serio dialogo politico ad ampio raggio di Stefano Costalli fare i conti con Khamenei, che rimane la Guida Suprema e quindi il vertice dello Stato, con importanti poteri effettivi. Inoltre, il nuovo presidente è un religioso e un politico prudente, non un leader movimentista. Infine, la scelta nucleare è largamente condivisa in Iran, un Paese dove è chiara la consapevolezza di essere una potenza regionale e in cui il nazionalismo è ben radicato. Tuttavia, Khamenei dovrà tenere conto del fatto che la maggioranza della popolazione è contraria e il Sud Sudan finanzierà una parte dell oleodotto. Per il resto si aspettalo capitali stranieri, soprattutto cinesi, visto che la crisi economica che ha travolto l occidente è stata decisamente meno pesante in Asia. Resta il problema del coinvolgimento territoriale della popolazione e della sua riconversione lavorativa. In un passato glorioso, Lamu mandava i suoi dhow fino in India e in Cina per scambiare ambra grigia, avorio e schiavi. Poi l unica ricchezza è rimasta la pesca che, per ammissione delle stesse autorità keniane, rappresenta la principale fonte di reddito per il 70 per cento dei centomila abitanti. Con il futuro porto in acque profonde e la raffineria le mangrovie saranno sradicate, i canali dragati e i pesci scompariranno. E la popolazione non può certo attendere senza alternative l inizio delle nuove attività nello scalo. allo strapotere dei Pasdaran, che negli ultimi anni hanno allargato sempre di più il loro raggio diretto di azione, dall ambito della sicurezza a quello economico. Se Rohani riuscisse a migliorare le condizioni dell economia iraniana e a far rivestire un ruolo di rilievo al Paese sul piano internazionale, pur spostando la politica estera su una linea meno aggressiva nei confronti di Israele e dell Occidente, allora acquisirebbe un peso e un autorevolezza tali da poter tentare un cambiamento negli assetti di potere interni all Iran. Si potrebbe creare un nuovo blocco di potere riformista in grado di allargare gli spazi di libertà e introdurre alcune riforme. In una strategia di questo tipo, sia gli Stati Uniti che l Europa potrebbero avere un ruolo. Dovrebbero cercare di coinvolgere l Iran in un serio dialogo politico ad ampio raggio sui molti temi scottanti della regione, dimostrando di saper ancora usare la diplomazia e uscendo dall arida alternativa a cui spesso assistiamo fra un uso ragionieristico degli strumenti economici, privo di un disegno politico generale, e il ricorso improvvisato e scomposto alla forza armata. dall estero 15 Dal mondo Fra Cina e India Il viaggio compiuto alla fine di maggio dal nuovo premier cinese, Li Keqiang, in India ha generato disgelo nelle relazioni fra le due più grandi nazioni in sviluppo del pianeta. Con la firma di otto accordi, Li ha pure esortato ad appianare le controversie territoriali in essere nell area himalayana dove in aprile, e per venti giorni, si accese l ultimo scontro armato, questo di modesta entità a fronte del conflitto del 1962 nel quale prevalse Pechino. Il commercio bilaterale fra Cina (seconda economia al mondo) e India (decima) ha raggiunto 73 miliardi di dollari nel 2011: ciò rese la Cina il più possente partner commerciale di New Delhi; ma nel 2012 il commercio fra i due paesi asiatici arretrò a 66 miliardi di dollari, a motivo della crisi economica. Economia cubana Dopo cinquantuno anni dalla rivoluzione di Fidel Castro, quando anche i campi da golf furono dichiarati fuori-legge rappresentando uno sport borghese ed esclusivo, Cuba decide di puntare sul turismo di lusso e dà il via alla costruzione di un resort alberghiero (firmato da un azienda britannica) con un campo di golf a diciotto buche. Saranno poi realtà ulteriori sedici centri turistici con campi da golf, porti per yacht e appartamenti di lusso; i capitali di investimento provengono da Spagna, Russia e Vietnam. L Avana è alla ricerca di investimenti e di nuovi mercati, così da fronteggiare una crisi che da lungo tempo attanaglia l isola caraibica. Pare che proprio uno dei figli di Fidel, Antonio Castro, sia il promotore dell iniziativa. Contro la leucemia Brittany Wenger di Sarasota (Florida) ha ideato un algoritmo, un procedimento di calcolo utile per individuare una forma aggressiva di leucemia. Grazie a ciò è stata premiata dall Intel international science and engineering fair, dopo aver ricevuto l anno scorso benemerenze da Google science fair in virtù di un sistema simile impiegato per il tumore al seno. L algoritmo traccia sequenze nell espressione dei geni delle persone, geni additanti l esistere di una forma virulenta di leucemia, la M11 oltre che strumento di lavoro per i medici, l algoritmo è in grado di scovare quattro geni che costituiscono obiettivo per la ricerca di una cura. La diciottenne Brittany ha iniziato a studiare programmazione a 7 anni, divenendo esperta di intelligenza artificiale.

16 16 musica e spettacolo n Giugno 2013 La V ita Un film di Regis Roinsard di Leonardo Soldati CINEMA Tutti pazzi per Rose Èla primavera del Rose Pamphyle, 21 anni, vive con suo padre, vedovo burbero titolare dell emporio di un piccolo villaggio in Normandia. Promessa sposa al figlio del proprietario dell autofficina e destino di casalinga devota, Rose non vuole saperne di una vita del genere. Parte quindi per Lisieux, dove il 36enne Louis Echard, brillante titolare di un agenzia di assicurazioni, sta cercando una segretaria. Il colloquio di lavoro va però male. Ma Rose è in grado di battere i tasti della macchina per scrivere ad una velocità inaudita e così risveglia lo spirito sportivo di Louis. Se vuole ottenere il posto, dunque, Rose dovrà partecipare alle gare di velocità dattilografica e Louis sarà il suo allenatore, per renderla la dattilografa più veloce di Francia. L amore per la competi- Il Garante, Antonello Soro, nella relazione annuale, evocando il recente scandalo Prism che sta scuotendo gli Stati Uniti, ricorda come non sia stata ancora data completa attuazione al Codice della privacy Lo scandalo Prism che sta scuotendo l America in Italia non sarebbe potuto accadere. La raccolta di dati dai movimenti online degli utenti, infatti, nel nostro Paese è considerato un reato. Una raccolta di tale portata, così indiscriminata e generalizzata, al di fuori di qualunque indizio di reato, non sarebbe lecita. Ove mai accadesse, sarebbe contraria ai principi della nostra legislazione e rappresenterebbe una violazione gravissima, dice Antonello Soro, presidente del Garante della privacy. Ne ha parlato oggi alla Camera dei Deputati per la relazione di bilancio di un anno di attività. Vicende come questa degli Usa - ha spiegato Soro - possono servire a spiegare perché è indispensabile e urgente dare completa attuazione al nostro Codice della privacy (il decreto legislativo 196 del 2003) in materia di banche dati costituite per finalità di sicurezza. Un intervento che il Garante ha sollecitato più volte. Un anno fa il Garante della privacy aveva anche pubblicato un volumetto informativo sui rischi del cloud computing, quel sistema che permette di memorizzare online informazioni e dati zione sportiva non va però sempre di pari passo con l amore puro e semplice. Graziosa commedia con protagonista una ragazza di campagna DOPO IL DATAGATE Il furto massiccio di dati? Occhio ai ritardi sulla privacy riservati per poterli poi utilizzare in qualsiasi momento. La guida del Garante della privacy pubblicata un anno fa Le soluzioni offerte dal cloud generalmente possono essere più flessibili, efficienti, adattabili ed economiche di quelle sviluppate in-house (in casa propria). Ma possono comportare il rischio di una potenziale perdita di controllo sui propri dati. Così il Garante aveva messo in guardia gli italiani esattamente un anno fa in una guida intitolata Cloud Computing - Proteggere i dati per non cadere dalle nuvole. La guida del Garante della Privacy per imprese e pubblica amministrazione. Secondo gli esperti informatici dell ufficio del Garante, infatti, spesso utilizziamo tecnologie cloud senza neppure saperlo. Alcuni dei più diffusi servizi di posta elettronica o di elaborazione testi sono sulle nuvole. Anche molte delle funzioni offerte dai cellulari di nuova generazione sono basate sul cloud: ad esempio, quelle che sfruttano la geolocalizzazione consigliandoci i locali o gli (la belga Déborah Francois) con un look tra Grace Kelly ed Audrey Hepburn, che diventa campionessa di velocità dattilografica conquistando il esercizi commerciali più vicini, che consentono di ascoltare musica o di accedere a giochi online, nonché tante altre funzioni e app (applicazioni). capufficio (Romain Duris), un sorridente musical in stile vintage hollywoodiano alla francese tipico del Alla regia l esordiente Régis Roinsard, Il quadro normativo è complesso ma ancora insufficiente Il quadro giuridico di riferimento, però, è molto complesso, sia in Italia sia nel resto del mondo. La tecnologia cloud - avevano spiegato un anno fa gli esperti del Garante - procede molto più velocemente dell attività del legislatore. Manca ancora un quadro normativo aggiornato - in tema di privacy, ma anche in ambito civile e penale - che tenga conto di tutte le novità introdotte dal cloud computing e sia in grado di offrire adeguate tutele nei riguardi delle fattispecie giuridiche connesse all adozione di servizi distribuiti di elaborazione e di conservazione dati. Basti pensare, ad esempio, che la normativa europea sulla protezione dei dati risale al Alcune utili novità per il settore delle telecomunicazioni sono state introdotte dalla direttiva 136/2009 che modifica la direttiva sulla privacy nelle comunicazioni elettroniche del Fra le misure che entreranno in vigore con il nuovo quadro giuridico è previsto anche l obbligo per le società telefoniche e gli Internet provider di notificare alle competenti Autorità nazionali e, in determinati casi, agli utenti, tutte le violazioni di sicurezza che comportino la distruzione, la perdita o la diffusione indebita di dati personali trattati nell ambito della fornitura del servizio. Un ulteriore importante cambiamento per tutto il settore delle comunicazioni elettroniche, e del cloud computing in particolare, dovrebbe avvenire entro il 2014, con l approvazione del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati (Com def) proposto dalla Commissione Europea. Una delle importanti innovazioni di questa riforma riguarderà l estensione dell obbligo di notifica delle violazioni di sicurezza che riguardino dati personali a tutti i titolari del trattamento dati come, ad esempio, banche, assicurazioni, Asl, enti locali. Quando previsto, le persone interessate saranno quindi informate senza ritardo della perdita o del furto dei loro dati. Sostieni LaVita Abbonamento 2013 euro 45,00 Sostenitore 2013 euro 65,00 Amico 2013 euro 110,00 c/c postale già esperto di spot e videoclip, che riproduce la commedia sentimentale americana anni 50 nelle atmosfere, nei colori, nei particolari di scena, con citazioni d epoca, ma miscelando l anima romantica del film con quella sportiva, infondendo emozione e suspense nelle gare di velocità tra dattilografe. Si vede che il regista è un appassionato del cinema americano di Billy Wilder, Hitchcock, e dell eleganza di Marilyn Monroe, regalandoci un 58 reinventato tra fantasia e citazioni, riproponendo le commedie alla Doris Day con la fotografia di Guillaume Schiffman già in The Artist che evita le tinte accese del Technicolor. La storia di Tutti pazzi per Rose (titolo originale Populaire ) dimostra come l emancipazione femminile sia passata anche attraverso i tasti di una macchina per scrivere, nonostante la cornice rosea e sciccosa costata circa 15 milioni di euro, la cifra più alta investita recentemente in un opera francese. Nel cast di attori principali anche Bérénice Bejo, qui seconda donna, Palma per attrice al Festival di Cannes. La pellicola si ispira al vintage hollywoodiano anni 30 di The Artist, qui in salsa anni 50 francesi. Si ride e si fa il tifo allo stesso tempo, e ci si emoziona anche perché il Sogno americano non è solo a stelle e strisce. I vecchi abbonati possono effettuare il bollettino postale preintestato, e chi non l avesse ricevuto può richiederlo al numero (c/c n ) intestato a Settimanale Cattolico Toscano La Vita Via Puccini, 38 Pistoia. Gli abbonamenti si possono rinnovare anche presso Graficamente in via Puccini 46 Pistoia in orario di ufficio. LaVita Settimanale cattolico toscano Direttore responsabile: Giordano Frosini STAMPA: Tipografia GF Press Masotti IMPIANTI: Palmieri e Bruschi Pistoia FOTOCOMPOSIZIONE: Graficamente Pistoia tel Registrazione Tribunale di Pistoia N. 8 del 15 Novembre sito internet: CHIUSO IN TIPOGRAFIA: 19 GIUGNO 2013

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