DOMANI A RIETI: LA LIRA E L IRA

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1 Anno II - Numero Venerdì 22 novembre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Veleni Il caso Cancellieri non è archiviato Vignola a pag. 2 Saldi di fine paese Letta mette in vendita Alitalia, Eni e Fincantieri Musumeci a pag. 2 Tempi di crisi Demolisce il capannone per non pagare l'imu Fruch a pag. 8 ALLE 11 APPUNTAMENTO DI FRONTE AL MONUMENTO CHE SIMBOLEGGIA L ADDIO ALLA MONETA NAZIONALE di Francesco Storace In politica contano i fatti, ma anche i simboli hanno la loro importanza. Ed è il motivo per cui domani, sotto l egida del movimento per Alleanza nazionale ci ritroveremo a Rieti davanti al monumento alla Lira, la cui realizzazione finanziammo con la mia amministrazione regionale nel momento del passaggio alla moneta comune europea. L euro sembrava un sogno, ma è diventato un incubo per milioni di italiani che sono precipitati in una condizione di povertà. Mi raccontava giorni fa Chicco Costini, che proprio da Rieti ha dato slancio al movimento Prima l Italia di Gianni Alemanno, che nei centri Caritas della sua città è aumentato a dismisura il numero delle famiglie italiane costrette a chiedere alimenti che non riescono più ad acquistare. Con due milioni di lire al mese si faceva una vita assolutamente dignitosa, con mille euro si fa la fame. C era la lira. ora c è l ira. Domattina, alle 11, ci raccoglieremo per qualche istante di fronte al monumento di piazza Cavour per simboleggiare la protesta contro la perdita di sovranità monetaria dell Italia e poi, mezz ora più tardi, nella vicina Sala dei Cordari, ne discuteremo a più voci per rappresentare quell Italia che non ce la fa più. È la nuova Alleanza nazionale che deve farsi carico del problema del rispetto dei diritti degli italiani in Europa. Sfilammo da giovani per l Europa dei popoli, ci ritroviamo in quelle delle banche che stravolgono la nostra vita. Ce n è una in particolare, la Bce, che si permette persino il lusso DOMANI A RIETI: LA LIRA E L IRA Manifestazione nel nome della sovranità monetaria nel segno della nuova Alleanza nazionale di fare e disfare i governi degli stati membri. Accadde a quello di Berlusconi nel 2011, che non fu abbattuto da un voto negativo del Parlamento ma da una letterina della Banca Centrale Europea, che pretendeva costi sociali insopportabili per far fronte al debito nazionale. Sovranità monetaria significa riacquistare sovranità politica, decidere il proprio futuro, senza ingerenze dei poteri forti sovranazionali. Non è la moneta che deve decidere le politiche degli Stati, ma sono gli Stati che devono orientare le politiche monetarie. I meccanismi finanziari introdotti con gli ultimi trattati sono devastanti per l economia: ledono i diritti sociali a furia di manovre fiscali e impongono tasse su tasse ai popoli. I Parlamenti nazionali sono chiamati a ratificare le decisioni comunitarie. Non va affatto bene così. Noi vogliamo un referendum tra i popoli europei per cancellare la vergogna del fiscal compact. Occorre prepararsi ad affrontare la prossima competizione elettorale europea con idee ben salde: la Bce è composta nel suo board dai banchieri privati delle banche centrali nazionali private. Invertire questo andazzo, nel nome della democrazia: Bankitalia torni pubblica, gli Stati siano liberi di battere moneta. Nella prossima Europa siano i popoli a tornare sovrani. È possibile costruire un grande fronte, e magari un partito europeo, che raduni attorno a sé quelle destre che, lungi da tentazioni di velleitarismo, intendono porre sul tavolo comunitario - se deve davvero ancora esistere - la soluzione dei problemi nazionali che non sia rappresentata dal nodo alla gola dei cittadini dei Paesi membri. L Italia, per cominciare, ha bisogno di rinegoziare il suo debito senza farsi inginocchiare dai potenti della terra, quelle banche straniere che vantano mille miliardi di euro di presunti crediti da noi. Chi mette nel proprio curriculum il ghigno di Angela Merkel non lo farà mai. CASO RUBY, DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI: PALPEGGIAMENTI AD ARCORE Toccato duro Colosimo a pag. 2 ASSURDO EPISODIO NELL EMILIA ROSSA Proibita ai bambini la mostra sul coetaneo ucciso dai comunisti di Igor Traboni Genitore 1 e 2 si può, anche sui libretti delle giustificazioni; invitare quattro reduci sessantottini a spiegare la diversità ai bambini di 7-8 anni, con i soldi pubblici, pure si può; perfino trasporre in versione omosessuale la favola della Bella addormentata nel bosco si può, sempre con i nostri soldi; è lecito anche mettere alla gogna un alunno arrivato in classe con la t-shirt del malefico Silvio, mica del Che Guevara. Poi però, se i bambini di una scuola elementare li si porta a visitare una mostra storica (e storicamente documentata) su un loro coetaneo ucciso dai partigiani comunisti durante la seconda guerra mondiale, allora apriti cielo: non si può, orribile misfatto e che lo scriva Il Fatto in prima pagina, chiamate il telefono azzurro (anzi, arcobaleno) pure la Croce Rossa (ma senza Croce, per carità), la Boldrini e il suo chierichetto (si fa per dire, che puzza d incenso) Nichi Vendola, accorrete sorelle della Kyenge, no-tav e sì-cav (intesi come coloro che sparano cavolate e petardi). Una cosa del genere è inaudita, si infanga la Resistenza (la maiuscola è loro). Caso mai le colpe dei nonni dovessero non dico ricadere sui nipoti ma almeno aprirgli un po di cervello, diversamente da insegnanti e libri di storia. Esageriamo? Niente affatto, perché è proprio quello che è accaduto a Rio Saliceto, vicino Reggio Emilia, dove ai bambini della scuola elementare è stato proibito di recarsi in vista ad una mostra allestita nella vicina parrocchia e dedicata a Rolando Rivi, il seminarista ragazzino ucciso dai partigiani proprio in quella nella zona e dichiarato Beato da papa Francesco (ma forse non vale, perché non l ha scritto Scalfari). E una mostra che sta girando l Italia, con migliaia di visitatori. Ma a Rio Saliceto ad alcuni genitori la storia di Rolando non è andata giù e hanno chiesto di togliere almeno il pannello in cui si ricostruisce il processo sommario ordito dai partigiani contro il 13enne e la decisione di ammazzarlo come un cane perché così domani ci sarà un prete di meno. Ovviamente il pannello non è stato tolto. E così i genitori resistenziali si sono rivolti al dirigente scolastico, che ha così sentenziato La visita viene annullata per ragioni didattiche per l impossibilità di contestualizzare dal punto di vista storico e didattico la mostra. Proprio come a noi riesce difficile contestualizzare certi genitori e insegnanti.

2 2 Attualità IL SINDACO DI FIRENZE: DOVEVA DIMETTERSI Impallinata postuma di Renzi sul ministro Cancellieri Sarà anche colpa dell acronimo, ma lo Psicodramma nel Pd è sempre in agguato. Certo non aiuta la stagione delle primarie: tuttavia un buon motivo per i distinguo, quando non direttamente per le spaccature, lo si trova sempre. Oggi continua ad essere la sfiducia alla Cancellieri, d altronde un caso troppo grosso per passare inosservato. Ovvio che chi non siede in Parlamento abbia gioco facile nell impallinare chi lo fa. Anche se, magari, i suoi si sono pilatescamente allineati e coperti alle decisioni giunte dal Governo. Se la tigre della rivolta interna era stata abilmente schivata dai suoi parlamentari, Matteo Renzi prova a cavalcarla lo stesso. Io sono uno di quelli che crede che la Cancellieri abbia profondamente sbagliato, e avrebbe fatto meglio a andare a casa. Ma sono anche uno di quelli che non crede giusto mandare a casa un governo intero se Letta mette la fiche personale. Cerchiobottismo sciacquato nell Arno, quindi. Naturalmente, tutto ciò è strumentale alla battaglia interna: La sintesi perfetta sulla vicenda sono ancora le parole di Renzi l'ha fatta lo stesso ministro, secondo la quale il vecchio Pd l avrebbe difesa. Il nuovo Pd credo che non difenderà più casi di questo genere, ma dipenderà da quello che accadrà l'8 dicembre. Netta è insomma la sensazione che, per una volta, a dirla giusta sia stato per la verità il segretario Guglielmo Epifani, secondo cui il Governo è uscito più debole dall aula che ha respinto la sfiducia alla Guardasigilli. E questo assai difficilmente dispiace al sindaco di Firenze. Quelli che invece non vogliono proprio capire sono i senatori del Movimento Cinque Stelle, che hanno presentato una mozione di sfiducia analoga da discutere a Palazzo Madama. Chiederemo di calendarizzare il voto già per il 28 novembre ha detto il capogruppo grillino Paola Taverna, anticipando la mossa di questa mattina alla conferenza dei capigruppo. Chissà che, per qualcuno, non possa essere l occasione per recuperare, almeno in extremis, un po di dignità. Robert Vignola NEL TENTATIVO DI FAR QUADRARE I CONTI, IL GOVERNO OFFRE SUL MERCATO LE PAR- Letta mette in vendita l Italia Intanto l abolizione della seconda rata dell Imu slitta per l ennesima volta: l ultima parola annunciata per martedì Acquirenti occhio, l Italia si vende. L ultima trovata del premier Enrico Letta, nel tentativo di recuperare soldi che non ci sono e rispettare gli impegni con l Europa bacchettona, è quella di vendere le partecipazioni pubbliche di Eni, Stm, Enav, Sace, Fincantieri, e Grandi Stazioni. Fabrizio Saccomanni, al solito suo, sforna numeri: Le dismissioni arriveranno fino al 60% della quota per Sace e Grandi Stazioni; per Enav e Fincantieri è prevista una cessione del 40%; per Eni la cessione è del 3%. L obiettivo, stando a quanto spiegato da Letta in conferenza stampa, è quello di recuperare tra i 10 e i 12 miliardi di euro destinati a ridurre il debito nel 2014 e a ricapitalizzare la Cassa depositi e prestiti. In più, data la bocciatura della Commissione Ue riguardo la Legge di Stabilità, il piano mira anche ad ottenere margini di flessibilità in più da parte della Commissione europea. Un modo, dunque, per ingraziarsi gli amici di Bruxelles. Del resto, è fin troppo evidente che ormai la politica economica del nostro Paese è condotta esclusivamente da loro. L Italia anemica continua a donare sangue all Europa. Non sia mai che Letta si ribelli a questa situazione. No, d'altronde lui oltralpe è famoso per avere le palle d acciaio. Enrico, di questa Europa assente e al contempo usuraia, ne è il pupillo. C è poco da fare, dunque. Siamo condannati a sostenere due croci: l Europa ed Enrico Letta. Intanto, anche l abolizione della seconda rata dell Imu è stata rinviata a martedì prossimo. Il bandolo della matassa non è ancora stato trovato. Eppure 2,4 miliardi di euro da qualche parte vanno trovati. Data la crisi economica e il conseguente crollo delle aziende, il governo ha pensato bene di trovare i primi due miliardi dall aumento degli acconti Irap, Ires e Irpef. Il resto potrebbe essere recuperato tramite gli aumenti delle accise sul carburante. Tuttavia, perché nell abolizione dell Imu rientrino pure i terreni agricoli, mancano soldi all appello. Qualora questi soldi non venissero trovati entro le prossime ore, almeno per quel che riguarda i terreni agricoli, il governo tornerà sui suoi passi e farà pagare l imposta. Dunque 4 giorni di tempo per decidere il da farsi. In ogni caso, cari italiani, prepariamoci a mettere nuovamente mani al portafogli. Che sia per acquistare le azioni, o per pagare l Imu e il carburante, poco conta. Il gesto è lo stesso. Giorgio Musumeci IL PREMIER ITALIANO HA PREGATO IL COLLEGA HOLLANDE DI INTERVENIRE SULLA QUESTIONE Alitalia appesa ad arabi e francesi La compagnia alla ricerca di un partner straniero. E Poste cambia lo statuto Che Air France non volesse partecipare all aumento di capitale di Alitalia, fino a ieri sembrava non interessare affatto al governo italiano. Emblematiche, in tal senso, le dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che addirittura aveva liquidato la faccenda con la frase se non partecipa non muore nessuno. Tuttavia, la manifestazione di orgoglio e dignità dell Italia è durata poco, anzi pochissimo. Al premier Enrico Letta è bastato un incontro con il presidente francese Francois Hollande, per tornare sul tema e pregare il numero uno dell Eliseo a mettere pubblicamente bocca sulla questione. Dunque, armato di generosità, durante la conferenza stampa Hollande ha auspicato che le discussioni tra Air France e Alitalia proseguano per ottenere i migliori risultati per entrambe le compagnie. Poche battute, dunque. Formali e di cortesia nei confronti del collega italiano. Niente di concreto. È stato talmente cauto Hollande, da sentirsi in dovere di ricordare alla platea di giornalisti presenti, di non essere il presidente di Air France, e che quindi non tocca a lui parlarne. Un modo neanche troppo gentile per dire sono fatti loro ed io non voglio entrarci. Anche in Italia, fatti quattro calcoli, abbassano le corna e tentano di diffondere ottimismo. Ci pensa, ad esempio, Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, riferendo di avere sentito il presidente e dg di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, che gli ha confermato che il gruppo era un azionista interessato alla collaborazione commerciale e che in una fase successiva tornerà a valutare il dossier. Non tutto è perduto, dunque. Secondo Sarmi, la battuta di arresto della compagnia francese è arrivata nel momento in cui Air France-Klm sta rivedendo i propri asset. Mi è sembrata una decisione frutto di una contingenza momentanea. Frasi emblematiche pronunciate mentre l assemblea straordinaria di Poste Italiane ha modificato lo statuto della compagnia inserendovi anche i servizi di trasporto aereo. Il destino di Alitalia si potrebbe conoscere già nelle prossime settimane. Adesso governo e società sono concentrate sulla ricerca di un nuovo partner disposto a mettere mani al portafogli e garantire un futuro (comunque incerto) alla compagnia aerea. Operazione tuttavia non facile, come ha spiegato Federico Ghizzoni, amministratore di Unicredit. Attualmente, l unico barlume di speranza si chiama Etihad, compagnia aerea emiratina che, in quanto extraeuropea, pur entrando in quota non potrebbe ottenere la maggioranza assoluta. In quel caso si supererebbe lo scoglio di lasciare la storica società italiana nelle mani degli stranieri. A questo punto si tratterebbe esclusivamente di un problema formale, poiché, di fatto, la sopravvivenza dell Alitalia è già nelle mani degli stranieri. L ingresso degli arabi comporterebbe però alcuni problemi proprio con Air France, in conflitto di interesse su alcune tratte asiatiche. Il prossimo appuntamento di questa telenovela è fissato per il 27 novembre, quando verrà varato l aumento di capitale, già posticipato la scorsa settimana. G.M. CASO RUBY: DEPOSITATE LE FANTASIOSE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI CONDANNA CONTRO IL CAIMANO Il verdetto delle toghe anti-cav: Fu sesso a pagamento Nessuna testimonianza video o audio. Ma per i giudici era Berlusconi il regista del bunga bunga di Federico Colosimo Ha fatto sesso con Ruby e l ha pagata con denaro e gioielli. Era consapevole che la ragazza fosse minorenne e intervenne pesantemente sulla questura di Milano affinché la rilasciassero. E ancora: era il regista del bunga bunga. Sono queste le sconcertanti motivazioni per le quali lo scorso 24 giugno i giudici del Tribunale meneghino hanno condannato Silvio Berlusconi a 7 anni di carcere -con la pena dell interdizione perpetua dai pubblici uffici - per concussione e prostituzione minorile. Motivazioni pesantissime, che sono arrivate ieri mattina quasi due mesi dopo il termine naturale. Ma che originariamente sono state tenute nascoste ai giornalisti. Nei giorni scorsi alcuni cronisti, in qualità di rappresentanti dei giornalisti giudiziari del palazzo di giustizia di Milano, avevano chiesto di poterne avere copia trattandosi di un caso di interesse pubblico e di stringente attualità. Ma il giudice Giulia Turri (nella foto) ha respinto la richiesta spiegando che ai sensi dell articolo 116 del codice di procedura penale non sono soggetti legittimati a prenderne visione. Una negazione inutile, che ha lasciato strascichi e polemiche. Solo un paio d ore dopo c è stato il via libera e si sono quindi potute conoscere le ragioni della condanna del Cav. Risulta innanzitutto provato che l imputato abbia compiuto atti sessuali con El Mahroug Karima in cambio di ingenti somme di denaro e di altre utilità quali gioielli. E ancora: Il Tribunale ritiene che la valutazione unitaria del materiale probatorio illustrato evidenzi lo stabile inserimento della ragazza nel collaudato sistema prostitutivo di Arcore dove giovani donne, alcune delle quali prostitute professioniste, compivano atti sessuali in plurimi contesti. Silvio Berlusconi era il regista del bunga bunga. E questo dunque il ruolo che avrebbe rivestito il premier nelle cene di Arcore. Le ospiti di sesso femminile si attivavano per soddisfare i desideri dell imputato, ossia per fargli provare piaceri corporei, come chiarito dalla stessa El Mahroug, inscenando balli con il palo da lap dance, spogliarelli, travestimenti e toccamenti reciproci. Le formule e i toni usati nelle motivazioni provano per l ennesima volta l assenza di prove concrete nelle mani dei magistrati milanesi. Nessuna testimonianza, nessun audio o video. Niente di niente. Ma la cosa più inquietante consiste nel fatto che secondo i giudici meneghini, la prova della consapevolezza della minorile età di Ruby da parte del Cavaliere, starebbe nella telefonata che l allora Premier fece alla Questura di Milano nella notte tra il 27 e il 28 maggio Quelle frasi come il Tribunale ritiene e risulta provato (da cosa?), proprio non convincono. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail:

3 3 Attualità ALL INDOMANI DELLA GIORNATA MONDIALE DELL INFANZIA ARRIVANO DATI ALLARMANTI Adesso la crisi colpisce anche le adozioni DOPO LE PROTESTE DI ROMA Malati di Sla, vittoria parziale Il governo garantisce più fondi per l assistenza domiciliare Troppo alte per molte famiglie le cifre per le pratiche burocratiche Da poco passata la Giornata Mondiale dell Infanzia e in Italia una notizia di cui non rallegrarsi di certo: le adozioni sono in calo. Il fanciullo, ai fini di uno sviluppo armonioso e completo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare e in un clima di felicità, di amore e di comprensione Riconosciamo così scrivevano già nel preambolo gli estensori della Convenzione per i diritti dell infanzia e dell adolescenza, approvata dall Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre Parole piene di significato che però oggi non sembrano avere piena attuazione. Le adozioni infatti continuano a registrare un segno negativo: quelle all estero, secondo i dati presentati dalla Commissione per le adozioni internazionali, sono calate di quasi un quarto (-22,8%), mentre quelle nazionali dal 2007 al 2011 sono state il 33% in meno. Un allarme lanciato anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dichiarando che poter essere accolto e crescere all interno di un ambiente familiare sereno rappresenta un fondamentale diritto del minore, un bene sociale irrinunciabile, ma spetta al legislatore ha proseguito il compito di affrontare in modo organico i seri problemi finora individuati. Anche secondo Piero Grasso, il presidente del Senato, uno dei deterrenti alla scelta di adottare è la complessità delle procedure e l incertezza dei tempi per concludere il percorso. Dello stesso parere anche Marco Griffini, presidente di Ai.Bi, l associazione Amici dei Bambini: Quando lanciamo gli annunci di bambini da adottare, i tribunali ricevono centinaia di richieste. Vuol dire ha spiegato che oggi in Italia c è una voglia di adottare che è stata brutalmente messa in crisi dalle procedure. Complice del calo di adozioni anche la crisi: per portare a termine una pratica internazionale bisogna mettere in preventivo tra i 15 e i 20mila euro. Una cifra che non tutte le famiglie possono sostenere. Lo scorso anno sono stati adottati bambini stranieri contro i del Sul fronte nazionale, a fronte di minori dichiarati adottabili sono stati pronunciati 776 affidamenti preadottivi e 923 adozioni legittimanti, cioè quelle in cui il bambino diventa figlio a tutti gli effetti. Nel 2012, i bambini arrivati dall estero nelle famiglie italiane sono nati in 55 Paesi diversi anche se la maggior parte arriva da Federazione Russa, Colombia, Brasile, Etiopia e Ucraina. La Lombardia è la regione dove risiede il numero più alto di bambini adottati, il 18,1 per cento del totale. Seguono Lazio, Toscana, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia. F.Ce. Una luce alla fine del tunnel per i malati di Sla: Sarà aumentato il fondo per la non autosufficienza e ci saranno risorse dedicate all'assistenza domiciliare. Questo è l'impegno ottenuto dal Comitato 16 novembre onlus, da mesi attivo con presidi e proteste, dal presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, che avrebbe garantito la "certezza del ripristino del fondo per la cifra dello scorso anno, ovvero 275 milioni di euro. Mentre si è concordato un aumento di 350 milioni di euro. Un surplus che verrà destinato nella totalità alle disabilità gravissime,- spiega Mariangela La Manna, vicepresidente del Comitato- vincolandolo all'assistenza domiciliare indiretta". Parole di conforto anche dal premier Enrico Letta che nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei Ministri di ieri ha dichiarato che il Governo presenterà un emendamento alla "legge di stabilità per ripristinare le risorse sanitarie necessarie alla cura anche dei malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). In particolare si punterà sul ripristino completo delle somme destinate alle persone non autosufficienti. Il provvedimento d'urgenza giunge all'indomani della protesta organizzata da un centinaio di malati di Sla di fronte al ministero dell'economia dove era stato chiesto l aumento di fondi per l'assistenza domiciliare. F.Ce. di Giuliano Castellino Solidarietà vò cercando. Una bella parola, densa di significato, carica di speranze a cui in molti, disinteressatamente, credono. Dedicare agli altri, alle loro sofferenze, ai loro problemi e guai, ritagliandosi spazi quotidiani, spesso togliendoli alla famiglia, ai propri affetti, non è carità pelosa o voglia di espiare chissà quali colpe. E qualcosa che nasce da dentro, viene dal cuore. Gli italiani e gli europei conoscono molto bene il valore della solidarietà, su di essa, sul solidarismo hanno costruito la loro millenaria Civiltà. Non è infatti un caso se l Italia, cuore dell Europa, dove Roma, culla del cattolicesimo ne è la capitale, è una delle nazioni dove il volontariato sociale ha dei picchi elevatissimi. La prima in assoluto è, indubbiamente, la Croce Rossa Italiana. Chi non la conosce? Ancora oggi è uso comune dire, quando ce n è bisogno (sbagliando) chiama la Croce Rossa. Insomma nell immaginario collettivo nazionale tutto ciò LA PARABOLA DELL ORGANISMO È ORMAI DISCENDENTE: E LA RIFORMA NON HA AIUTATO Croce Rossa Italiana: creatrice di nuove povertà che è soccorso medico, ambulanze, intervento in catastrofi, terremoti etc la prima ad arrivare è la Croce Rossa. Ed in parte è anche vero. La CRI fa parte integrante del sistema di Protezione Civile Nazionale ed è la prima in ambito sanitario emergenziale a partire. Centinaia di volontari si addestrano per tutto l anno ad essere pronti ed operativi. Un apparato enorme quello della CRI, possente e allo stesso tempo elefantiaco schiacciato da una burocrazia interna e da una gestione come quella degli ultimi 5 anni che ha di fatto messo in ginocchio la più grande associazione di volontariato in Italia. Decine di migliaia di volontari delusi e affranti non riescono a tirarsi fuori dalla palude in cui qualcuno li ha infilati loro malgrado. Certo, i mali della CRI affondano le radici nei decenni passati. Da Ente di fatto gestito dallo Stato tanto che i Commissari (sono stati molti e il loro potere è stato smisurato) vengono nominati dalla Presidenza del Consiglio lo Stato ha deciso di liquidarlo mandando un Commissario con il chiaro scopo di gestire il passaggio da Ente assistito e finanziato dalle casse dello Stato a Onlus sempre di interesse nazionale, ma senza finanziamenti statali. Anche se il progetto pare chiaramente fallito, affossato dal Governo stesso che, a scanso di equivoci, dopo aver utilizzato la Cri per decenni come sorta di parcheggio o luogo dove indirizzare persone in cerca di lavoro (ovviamente per tutti i partiti nessuno escluso), lo scorso anno elargiva nuovamente fondi, ben 140 milioni di euro, nel tentativo di tappare i buchi di casse colabrodo e di debiti con le banche. Salvo poi autorizzare contratti di collaborazione e consulenza, con cifre importanti, ad amici ed amici degli amici. Insomma, niente di nuovo sotto il sole italiano. Tutto nella norma salvo che qualcosa si è rotto perché i partiti, che non gestiscono più il potere contrattuale e lavorativo come una volta (complice anche la crisi economica che attanaglia l intero occidente), hanno deciso che questa riforma della CRI non s ha da fare. Bocciata su tutta la linea la riforma presentata dal Commissario Francesco Rocca, del resto, prevedeva non solo la solita cura da cavallo ma anche lo sciogliete le righe del Corpo militare della CRI e la finta mobilità, trampolino di lancio per la disoccupazione più nera, per migliaia di dipendenti molti dei quali richiamati senza soluzione di continuità anche per 20 anni di seguito. Insomma un putiferio di proporzioni bibliche che evidentemente il Commissario, abbandonato politicamente, non è riuscito a portare a termine. Si badi bene che nel frattempo ci sono state le elezioni democratiche che hanno eletto, guarda un po, il Commissario Rocca (non il maresciallo) Presidente della CRI. Certo il sistema non è stato proprio così tanto democratico : volontari di tutto il mondo unitevi per consumare la vostra vendetta, alla faccia dei 7 Principi. E votate, votate, votate, ma solo i presidenti dei comitati locali perché poi dai comitati provinciali passando a quelli regionali a quelli nazionali i volontari, i veri artefici della solidarietà vera, più pura, non hanno votato proprio un bel niente. Insomma come sempre accade in Italia contenti e coglionati, direbbe il Belli. Ma in tutto questo bailamme, in queste girandole dove a rimetterci sono soltanto e ancora una volta come sempre, i volontari, i dipendenti, e gli italiani, la Croce Rossa è finita, sepolta sotto le proprie macerie, dall invidia, dai giochi di palazzo, dai colpi bassi, dalle lobby più o meno gaie e potenti, dagli scontri fratricidi con la benedizione del ministro/minestra Lorenzin (sì proprio lei, quella delle staminali, dei tagli alla sanità, degli ospedali e dei pronto soccorsi chiusi ). E sì perché non tutto quello che luccica è oro e nel caso della Croce Rossa Italiana mai detto risulta essere appropriato. Anche se, come sempre accade, nel Paese di Pulcinella, tutti lo sanno ma fanno finta di non vedere e sapere.

4 4 Storia GRAZIE A LUI E ALLE SUE LEGGENDARIE TRASVOLATE, L AERONAUTICA ITALIANA È AMMIRATA IN TUTTO IL MONDO Italo Balbo, fascista e aviatore / 1 Uomo d azione, bello ed eroico, è certamente uno dei personaggi più rappresentativi del Ventennio di Emma Moriconi Il miscuglio tosco-emiliano faceva per lui: apprezzava la tavola, il vino, le battute salaci, le donne, gli scherzi. Cercava sempre la lite, dove giganteggiava; però, con il tempo, le discussioni e le risse da caffè cominciarono ad andargli strette e nel 1920 imboccò la strada del fascismo per reazione al livellamento socialista e alla piattezza liberale, per l indignazione, la rabbia, la frustrazione del dopoguerra. Per lui il fascismo era prima di tutto energia, movimento, voglia di azzerare il passato e ricominciare. È la descrizione che Giordano Bruno Guerri fa di Italo Balbo nel suo Fascisti. Balbo è un personaggio chiave del Ventennio: uomo d azione, bello ed eroico, è il prototipo della virilità. Volontario nella Grande guerra, si laurea in Scienze politiche, è segretario della sezione del Pnf di Ferrara e nel 1922 è uno dei quadrumviri della Marcia su Roma. Nel 26 è nominato sottosegretario all Aeronautica e nel 29 ministro, coronando così un sogno che porta con sé sin da bambino: quello di diventare pilota. Consegue infatti il brevetto durante il sottosegretariato, nel Nel gennaio 34 è abilitato al pilotaggio di tuti gli apparecchi in servizio nella regia aeronautica. Celebri le sue trasvolate oceaniche, che lo rendono un personaggio di spicco, un eroe nazionale, ammirato anche oltre i confini italiani. Si occupa di rimettere ordine nel settore, curando con attenzione uomini e mezzi. Il risultato è, in pochi anni, sorprendente, anche grazie alla costruzione dei molti aeroporti e delle strutture relative. I Giri Aerei d Italia ottengono molto successo anche all estero, le due grandi Giornate dell Ala, organizzate all Aeroporto del Littorio nel 1930 e nel 1932, sono un esempio della grandiosità degli apparati nazionali: i caroselli aerei, le acrobazie, le esercitazioni, i lanci di paracadutisti sono uno spettacolo a cui gli italiani assistono ammirati. Italo Balbo è anche l ideatore dei cosiddetti battesimi dell aria, che consentono a molti italiani di provare l emozione del volo. Questo modo di far avvicinare i cittadini a una disciplina così appassionante costituisce una novità assoluta, che affascina e cattura l attenzione ben oltre i confini nazionali. Nel 1928 il maresciallo dell aria indice un concorso per velivolo da turismo per avvicinare i giovani: quest iniziativa riscuote molto successo e costituisce anche una sorta di vivaio per l aeronautica italiana. Celebri sono il primo volo transatlantico del 1930, quando da Orbetello partono dodici idrovolanti diretti a Rio de Janeiro (oltre diecimila chilometri) e la trasvolata Roma-Chicago del 1933 con ventiquattro idrovolanti S55. La crociera a Rio determina un riconoscimento importante per Balbo: la Medaglia d oro al Valore Aeronautico. La doppia traversata dell Atlantico settentrionale, pensata per celebrare il decennale dell Aeronautica, stupisce tutti. Ventimila chilometri e tredici tappe che mostrano la grandiosità dell aeronautica italiana a tutto il mondo. Ovunque giungono, i trasvolatori italiani sono accolti da giubilo e onori. Per l Italia è la prima volta che l intero mondo guarda all aeronautica nazionale con rispetto: una grandiosità che si deve, senza ombra di dubbio, al ministro Italo Balbo. Non per niente ancora oggi, nel gergo aviatorio inglese, le grandi formazioni di aerei si chiamano come lui: Balbo. Il Palazzo Aeronautica, costruito in poco più di due anni e inaugurato il 28 ottobre 1931, riunisce gli uffici sparsi in varie zone di Roma: mensa Balbo riceve le Chiavi di New York dal presidente Usa F.D. Roosevelt; a sinistra, la copertina che Time dedicò all impresa degli Atlantici collettiva, decorazioni di livello (tra cui opere di Dudovich), concezione strutturale moderna, affreschi geografici ispirati alla trasvolata degli S55 sono tra le caratteristiche di questo edificio pensato dallo stesso Balbo, che ne segue la realizzazione passo dopo passo. ( continua )

5 5 Anniversari IL PRESIDENTE USA VIENE ASSASSINATO IL 22 NOVEMBRE I DUBBI SULLA SUA MORTE NON SONO MAI STATI RISOLTI JFK, un mistero lungo 50 anni Nel libro I miei anni con Kennedy gli scatti inediti di Jacques Lowe, recuperati dopo il disastro delle Twin Towers di Emma Moriconi Dallas, 22 novembre 1963, tarda mattinata. Il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viaggia sull auto presidenziale, una Lincoln nera completamente scoperta, con la moglie Jacqueline, il governatore John Connally e sua moglie. Il clima, negli States, è teso: la politica di integrazione razziale e la nuova legislazione sui diritti civili voluta da Kennedy ha provocato una serie di squilibri al Sud, tanto che l FBI ha provveduto a porre sotto sorveglianza quelli che ha ritenuto elementi sospetti. Sono le 11.50, il corteo presidenziale lascia Love Airfield e si dirige verso il centro. Svolta a destra, passa davanti ad uno stabile di sei piani, il Texas School Book Depository, si dirige verso il Municipio. Alcuni spari, all improvviso, irrompono nell aria. Kennedy si porta le mani al collo, Connally si accascia, il presidente viene colpito alla testa. La calotta cranica viene scoperchiata, brandelli di materia cerebrale schizzano via. Jackie, in un impeto inconsulto, salta sul portabagagli per recuperarli. La folla urla, la vettura presidenziale schizza ad alta velocità verso il Parkland Hospital, gli agenti balzano giù dalle moto e dalle macchine, cercando di fare luce nel caos totale. Si cerca l attentatore. Mentre i medici tentano, invano, di salvare la vita del Presidente, l FBI dirama, mezz ora dopo l attentato, l identikit di un uomo che è stato visto mentre, di corsa, si allontanava dal Texas School Depository. All ultimo piano dell edificio, infatti, gli agenti trovano una carabina Mannlicher- Carcano con cannocchiale. L agente Tippit rileva un giovane sospetto vicino ad un auto: la descrizione diramata alla radio corrisponde, la polizia cerca di bloccarlo ma lui estrae una pistola e spara contro l agente, uccidendolo sul colpo. Cerca di fuggire, entra in un cinematografo, una decina di pattuglie circondano il locale, lo fermano. Si chiama Lee Harvey Oswald, 24 anni. Ex marine, è emigrato in URSS, dove ha sposato una russa. Lavora nell edificio da cui sono partiti gli spari e il fucile ritrovato è di sua proprietà. I giornalisti si affollano all uscita secondaria della centrale da cui, dopo l interrogatorio dal quale gli agenti ricavano ben poco, sta uscendo per essere tradotto in carcere, quando un uomo, nel caos, gli punta una pistola all addome e fa fuoco. Le telecamere sono accese, l America assiste, inorridita, all assassinio. Oswald muore meno di due ore dopo. L assassino, Jack Ruby, confessa di aver agito per l impulso di vendicare il Presidente. Altro non si riesce a cavare dai lunghi interrogatori a cui viene sottoposto. John Fitzgerlad Kennedy muore all età di 46 anni. I suoi funerali a Washington raccolgono tutti i leader del mondo. Lyndon Baines Johnson e il Rapporto Warren Dopo l assassinio di Kennedy è il texano Lyndon Baines Johnson, suo vice, a prendere in mano gli Stati Uniti. Nemico acerrimo del suo predecessore, tenta tuttavia di tenersi buoni L auto presidenziale qualche minuto prima dell attentato; sotto, Lee Oswald pochi istanti prima di essere ucciso a sua volta tutti, confermando per intero i ministri scelti da Kennedy, compreso Robert Kennedy alla Giustizia. Il 29 novembre costituisce una commissione d inchiesta con il compito di fare luce sull assassinio del Presidente. A presiederla, Johnson chiama Earl Warren, il capo della Corte suprema. Della commissione fanno parte uomini di prestigio come l ex capo della CIA Allen Dulles e l ax alto Commissario in Germania John Mc-Cloy, oltre a rappresentanti di entrambi i partiti. Nei dieci mesi successivi vengono ascoltate centinaia di testimoni, analizzati migliaia di documenti, eviscerati milioni di dubbi, finché la commissione si pronuncia con 900 pagine di rapporto e 26 volumi allegati di documenti. La pubblicazione del cosiddetto rapporto Warren avviene il 27 settembre L esito nulla aggiunge e nulla toglie alla prima analisi dei fatti, quella subito successiva all assassinio. Non vi sono prove di complotto, nazionale né internazionale, né di sinistra né di destra. Non vi sono prove di collusione tra Oswald e il suo assassino. I colpi esplosi contro la Lincoln erano tre: uno ha colpito il Presidente alla nuca, gli ha attraversato il torace ed è andato a colpire Connally, il secondo lo ha preso alla testa, il terzo è andato disperso. Il rapporto, com è prevedibile, scatena una serie di critiche nonché un infinità di alternative ipotizzate da scrittori, investigatori improvvisati, storici, osservatori di ogni genere. Che si improvvisano segugi a caccia di scoop, cercano (e trovano) testimoni, ipotizzano una diversa angolazione degli spari, l intervento di più tiratori, il coinvolgimento del KGB, le lacune dell analisi su Oswald, le lacune dell esame autoptico, la strana circostanza che molti dei testimoni del delitto muoiono prematuramente e in maniera violenta. A parte i mitomani, c è da dire che molte incongruenze, nel rapporto Warren, ci sono. Tant è che, nella seconda metà degli anni Settanta, uno speciale comitato parlamentare presieduto dal senatore Frank Churh riprende in mano il caso. Le conclusioni dell organismo indicano in più di uno i responsabili dell attentato: dunque, secondo questo comitato, Oswald quel giorno non era solo. Esistono poi forti indizi che al complotto abbia partecipato la mafia americana: il dubbio sorge dal fatto che i progetti dell attentato a Fidel Castro non erano mai stati rivelati dalla CIA alla commissione Warren, ma ammessi solo in seguito. La teoria è che l attentato a Castro sia stato commissionato da Kennedy stesso e poi rispedito al mittente. Tra l altro, la commissione accerta anche che tra Jack Ruby e la mafia ci sono rapporti stretti: la prova sarebbe nelle numerose comunicazioni intercorse tra l assassino di Oswald e Santos Trafficante, esponente appunto dell organizzazione criminale. I miei anni con Kennedy Cinquant anni dopo l assassinio di JFK, ecco un volume che immortala il Presidente nella sua ascesa. Si chiama I miei anni con Kennedy, edizioni L Ippocampo, in cui si possono apprezzare gli scatti di Jacques Lowe, il fotografo di famiglia che ha seguito Kennedy e che ha conservato le stampe ed i provini di tutto il materiale prodotto nel corso della sua vita. I negativi di questo materiale erano conservati in una camera blindata nelle Torri Gemelle. Dopo l attentato dell 11 settembre essi sono andati distrutti. Sono state le stampe conservate da Lowe e pazientemente raccolte dalla figlia Thomasina, scannerizzate ed archiviate, a consentirne il miracoloso recupero. Quelli andati perduti nel disastro delle Twin Towers sono quarantamila scatti, ritratti pubblici e privati del Presidente. La cassaforte della Chase Manhattan Bank sopravvive all attentato, ma non il suo contenuto, che diventa cenere. «Un boato, il panico, un dubbio lacerante: mettere in salvo me stessa o i negativi di mio padre? dice la figlia Thomasina - Lui sarebbe corso verso la camera blindata. Io scelsi la mia incolumità: una decisione che tuttora mi perseguita». Eppure quegli scatti sono stati recuperati, ed ora sono un patrimonio storico fruibile da tutti oltre che esposti in una mostra in corso al Newmuseum di Washington fino al 5 gennaio prossimo. Sette specialisti dello stesso museo del giornalismo e seicento ore di lavoro hanno consentito a quel materiale, eroso dal tempo, di ritrovare la luce. Il libro è anche un amarcord dello stesso Lowe, con i suoi appunti personali, spesso confidenziali, sempre rispettosi della memoria del Presidente. Nessun accenno neppure alla storica e arcinota storia d amore con Marilyn Monroe: «Per non contribuire - dice ancora la figlia - ai pettegolezzi su una dinastia che gli aveva spalancato, a soli 28 anni, le stanze dei bottoni».

6 6 Esteri TROVATO DALLA POLIZIA IN UN PARCHEGGIO SOTTERRANEO MENTRE SI IMBOTTIVA DI FARMACI Parigi, arrestato l attentatore di Liberation Si tratta di un franco-algerino, già implicato nella cessione di armi a terroristi anarchici Il suo ex avvocato dichiara: Diceva di lavorare per i servizi segreti del nostro paese Dopo quattro giorni di ricerche, la Francia può tirare un sospiro di sollievo. L uomo che lunedì scorso ha sparato nella redazione del giornale parigino Liberation, adesso ha un nome: si tratta di Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato Toumi, nato in Mosella da genitori algerini. È lui che per quattro giorni ha seminato il panico tra la popolazione francese. Analizzando i video delle telecamere di sorveglianza rilevati dagli investigatori, l attentatore appariva determinato, preciso; motivo di preoccupazione in più per la polizia, che non escludeva, infatti, la possibilità di nuovi attacchi. Tuttavia, il piano terroristico di Dekhar si è fermato lunedì, quando, dopo aver ferito gravemente un reporter di 27 anni nella redazione di Liberation, si è diretto verso La Defense, il quartiere finanziario di Parigi, e ha ancora una volta fatto fuoco, stavolta senza colpire nessuno. Infine, ha preso in ostaggio un automobilista e si è fatto portare fino agli Champs Elysees. Da quel momento si sono perse le sue tracce. La polizia ha immediatamente diffuso le poche immagini disponibili e ha invitato la cittadinanza a segnalare eventuali sospetti. Il suo volto, in poche ore, è diventato riconoscibile a tutta la Francia. Eppure, per due giorni, di lui non si è saputo più nulla. Poi, mercoledì sera, la svolta. La polizia lo ha trovato chiuso dentro un auto in un parcheggio sotterraneo di Bois-Colombes, a nord-ovest di Parigi. Stava prendendo medicine, probabilmente con l intenzione di suicidarsi. Gli agenti hanno provveduto a trasportarlo all ospedale vicino. Nella notte, è arrivata la conferma che l uomo arrestato è l autore degli attentati di inizio settimana. A incastrarlo, gli esami del Dna comparati alle tracce trovate sui bossoli nella sede del giornale e sulla portiera della Renault Twingo dell ostaggio sequestrato per venti minuti, tra la Defense e gli Champs-Elysees. Un primo quadro psicologico dell attentatore è stato fornito dalla sua ex-avvocata, intervistata da BFM- TV: Dehkar era un uomo estremamente enigmatico, molto intelligente, ma difficile da cogliere fino in fondo, ha raccontato la donna, sostenendo che l uomo fosse anche mitomane. Diceva di lavorare per i servizi segreti francesi. Adesso si aspetta che l uomo possa essere nelle condizioni di essere interrogato. Come ha affermato il ministro dell Interno francese, Manuel Valls, è importante che il sospetto possa rispondere oggi dei suoi atti. Intanto, dalle ricerche effettuate, si apprende che fa riferimento ad un complotto fascista la lettera trovata dagli inquirenti che stanno lavorando al caso. Come ha spiegato durante una conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins, il documento contiene ragionamenti Francia: l intolleranza degli antifà colpisce in faccia una bimba L episodio è avvenuto a Nancy, durante una manifestazione degli antiabortisti confusi, che ruotano attorno ad un complotto che mirerebbe a far tornare il fascismo attraverso l azione dei media, delle banche, la gestione La recita del rosario in piazza è la forma di composta manifestazione scelta dall'associazione antiabortista Sos Tout Petitis per dichiarare apertamente la propria contrarietà all'uccisione di bambini non ancora nati. Una preghiera collettiva per quelle piccole vittime, come gli stessi organizzatori hanno definito la loro riunione in piazza dell'alleanza a Nancy. Il cordone di polizia che circondava i presenti probabilmente non era lì per pregare. Di sicuro non lo erano gli appartenenti ai gruppi antifascisti, prontissimi ad organizzare una protesta contro quelli da loro definiti integralisti. Che hanno reagito con silenziosa indifferenza. Fatto questo che molto probabilmente ha fatto arrabbiare i contromanifestanti. I quali, in pieno stile da tipi sinistri, hanno ben pensato di dedicarsi al lancio di insulti e pietre. A fare le spese di tale proverbiale tolleranza, una bimba di quattro anni, colpita in pieno viso da un sasso. I genitori della piccola, originari del Gabon, hanno dichiarato che non faranno denuncia, convinti che sia inutile. Molto ironico il commento del sito Boulevard Voltaire: Gli antifascisti si impegnano contro il razzismo, ma è evidente che c'è una diversità buona e una cattiva. CdG delle periferie e si conclude con l evocazione del Canto dei Partigiani, l inno della resistenza francese. Giorgio Musumeci EUROCRAZIA La Troika avverte la Grecia: Torneremo a dicembre Mentre Atene è al collasso, la Troika continua a dare il peggio di sé. I tecnici inviati da Bruxelles fanno notare che in Grecia sono stati compiuti buoni progressi nel consolidamento dei conti pubblici, ma alcune questioni restano irrisolte. E così, dopo aver svolto i loro compiti, gli ispettori dell Europa avvertono il popolo ellenico che torneranno all inizio di dicembre per completare la revisione del programma economico definito dal governo Samaras. Un programma che desta non poche perplessità. All indomani della nuova missione, presentando la finanziaria in Parlamento, il ministro delle Finanze Stournaras annuncia che per il 2014 il PIL crescerà dell 0,6% a dispetto della stima di quest anno che dovrebbe attestarsi al 4%. Quindi, il beneficio del dubbio: come fa il governo greco a prevedere una leggera ripresa se all interno della stessa finanziaria, che ancora non ha ricevuto l ok dei rappresentanti dell Ue-Bce e Fmi, il che è tutto dire, sono previsti ulteriori risparmi per oltre un miliardo di euro? Sul fronte disoccupazione, invece, il ministro conferma per quest anno un picco del 25,5 % mentre per il 2014 è previsto un leggero calo al 24,5 per cento. Sempre durante il suo discorso, il titolare alle Finanze, oltre ad essere ottimista sui colloqui con la Troika, prova a rassicurare i greci: Abbiamo già fatto sacrifici enormi e non possiamo sopportare ulteriori misure. Di tutt altro avviso il portavoce del Fmi Rice: Per il bilancio dell anno prossimo abbiamo avuto discussioni produttive e continuiamo a registrare da parte di Atene un impegno forte e pieno al raggiungimento degli obiettivi fiscali fissati. Insomma, un altra valanga di tasse e tagli. Giuseppe Sarra Una vicenda senza fine. Un incidente diplomatico che l Italia non riesce proprio a risolvere: e così i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre restano ancora in India. Mesi e mesi di botta e risposta tra i due stati che non ha portato ancora a nessuna soluzione concreta. Ieri un nuovo tassello: l'inviato speciale del governo italiano Staffan De Mistura ha incontrato a New Delhi il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid per fare il punto sull'inchiesta giudiziaria a carico dei fucilieri: "La polizia sta preparando il fascicolo con i capi INDIA De Mistura porta solidarietà ai due Marò ma non li libera di imputazione - ha detto Kurshid dopo il colloquio - e subito dopo potrà iniziare il processo, che come stabilito dalla Corte Suprema si svolgerà con cadenza quotidiana". Nel frattempo in Italia il presidente della commissione Difesa della Camera, Elio Vito, ha incontrato i familiari di Salvatore e Massimiliano esprimendo loro la convinta solidarietá da trasmettere anche ai due fucilieri di Marina, per la difficile e delicata situazione che stanno affrontando. Le signore Vania Ardito, per Salvatore Girone, e Paola Moschetti, per Massimiliano Latorre, a nome delle famiglie e degli stessi Salvatore e Massimiliano, hanno ringraziato Elio Vito per l'ospitalitá e la solidarietá ricevuta ed hanno ringraziato i rappresentanti di tutte le forze politiche dell'intera commissione Difesa per l'impegno testimoniato con la presentazione dell'ordine del giorno di ieri che ha posto in essere tutte le misure utili ad assicurare una idonea soluzione alla vicenda, conforme alle norme del diritto internazionale e degli accordi bilaterali per ottenere un rapido ed onorevole rientro in Italia dei due Marò". F.Ce. DIFESA DEI DIRITTI UMANI Si oppose ai talebani: l omaggio del Parlamento Ue Il premio Sakharov, attribuito dal Parlamento Ue per la libertà di pensiero, quest anno, nel suo venticinquesimo anno è stato assegnato alla pachistana Malala Yousafzai, la 16enne che ha sfidato i talebani per il diritto all'istruzione. La ragazza è stata premiata dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che ha definito Malala una ragazza eroica, una sopravvissuta, un icona globale, un simbolo della lotta al fanatismo. Una donna straordinaria. Con l'assegnazione del premio Sacharov a Malala Yousafzai, il Parlamento europeo - si legge in una nota - riconosce l incredibile forza di questa giovane donna. Malala coraggiosamente sostiene il diritto di tutti i bambini a un equa istruzione. Tale diritto è troppo spesso trascurato quando si tratta di ragazze. Ha aggiunto Schulz Circa 250 milioni di ragazze nel mondo non possono recarsi liberamente a scuola. L esempio di Malala ci ricorda i nostri doveri e la responsabilità per il diritto all'istruzione dei bambini. Questo è il miglior investimento per il futuro. La vincitrice del premio, studentessa di Mingora nel distretto di Swat, in Pakistan, è salita alla ribalta per la sua battaglia per i diritti delle donne nella valle dello Swat, dove il regime talebano ha vietato alle ragazze di frequentare la scuola. Il suo primo discorso pubblico risale al settembre 2008, il cui titolo era "Come osano i talebani togliermi il diritto fondamentale all'istruzione?". Quando tutte le scuole femminili sotto il controllo dei talebani sono state chiuse nel gennaio 2009, ha iniziato un blog per la BBC Urdu sotto lo pseudonimo di Gul Makai, un'eroina popolare. Il blog ha reso famosa Malala e la sua lotta ma la sua famiglia è stata minacciata non appena è stata rivelata la sua identità. Nell ottobre del 2012 c'è stato il tentativo di assassinarla e la studentessa è stata ferita alla testa e al collo dai talebani mentre faceva ritorno a casa su un autobus della scuola. Malala ha ottenuto un riconoscimento mondiale come combattente per i diritti umani, militando per il diritto all istruzione femminile, alla libertà e all autodeterminazione hanno dichiarato i deputati nominandola per il Premio Sacharov. La studentessa è stata nominata congiuntamente da tre gruppi politici: per il gruppo del PPE, da José Ignacio Salafranca (ES), Elmar Brok (DE), Michael Gahler (DE), Arnaud Danjean (FR), Joseph Daul (FR), Gay Mitchell (IE) e Mairead Mc Guinness (IE); per il gruppo S&D, da Hannes Swoboda (AT) e Véronique De Keyser (BE); per il gruppo ALDE, da Guy Verhofstadt (BE), Graham Watson (UK) e da Annemie Neyts - Uyttebroeck (BE); da Jean Lambert (Verdi, UK) e dal gruppo ECR. Ricordiamo che il Sacharov è un riconoscimento, dal nome dello scienziato e dissidente sovietico Andrei Sacharov, istituito nel dicembre 1988 dal Parlamento europeo per onorare le persone o le organizzazioni che dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà, in particolare al diritto di libertà di espressione. Giuliano Castellino

7 7 Roma È DI NUOVO SCONTRO FRONTALE TRA CONSORZIO E CAMPIDOGLIO Metro C, il governo paga ma i cantieri sono fermi Le imprese non si fidano del Comune: niente stipendi, operai sul piede di guerra. E gli accordi vanno a farsi benedire ROMA: PIOGGIA SULL'ARA PACIS L acqua di questi giorni ha raggiunto l altare e le sue antiche sculture Ancora soldi per il Tpl romano, ancora provenienti dal governo nazionale ormai vero e proprio bancomat della Capitale d'italia. Dall'esecutivo infatti si apprestano ad esser sbloccati ulteriori 300 milioni di euro per il prolungamento della linea C dal Colosseo a piazza Venezia. È quanto emerso dal vertice tra il ministro ai Trasporti, Maurizio Lupi e il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Tale stanziamento, sarebbe figlio del cosiddetto 'Decreto del Fare'. Ovviamente le pacche sulle spalle e gli auto elogi per quanto ottenuto non si sono fatti attendere. Siamo nelle condizioni di garantire che il 15 dicembre - ha affermato Marino - partirà il pre-esercizio del primo tratto della metro C. Peccato che dopo i soliti buoni intenti, ecco che puntuale arriva la doccia fredda per il sindaco ciclista. Sì perché il trittico delle meraviglie, Comune di Roma-Roma Metropolitane e consorzio Metro C, dopo l'accordo raggiunto con i sindacati il 13 novembre, è riuscito a mandare nuovamente tutto all'aria. Tradotto: i cantieri sono di nuovo fermi. E il 'colpevole' di turno, secondo i sindacati, sarebbe proprio il consorzio il quale non avrebbe rispettato i termini del suddetto accordo e non avrebbe saldato gli stipendi ai lavoratori che non vedono un euro da agosto, se non addirittura da giugno. Recita una nota delle sigle sindacali: il consorzio Metro C ha comunicato che non intende rispettare l'accordo per effetto di alcune verifiche in atto, sia legali che finanziarie, che si protrarranno nel tempo per acquisire le garanzie per il consorzio". Continuano quindi a piovere soldi sul trasporto pubblico capitolino, ma a questo punto non si sa a quale scopo. La Regione Lazio stanzia soldi per salvare l'atac, ed ecco che scoppia lo scandalo biglietti clonati; Governo e Cipe sbloccano fondi per la metro C e i cantieri si bloccano un giorno sì e l'altro pure. Quello che quindi avrebbe spinto le ditte appaltatrici a non anticipare gli stipendi agli operai sono i dubbi sull'effettiva volontà del Campidoglio di sbloccare ed erogare, nei tempi pattuiti nell'ultimo accordo preso il 12 novembre, i fondi per la tratta della metro C fino al Colosseo. Dubbi a questo punto, decisamente legittimi. Ugo Cataluddi Una città bloccata da un temporale. E' quel che, purtroppo, i romani si trovano fin troppo stesso costretti ad ammettere quando il maltempo flagella la loro città. Disagi a non finire e, a conti fatti, un bilancio che definire pesante è dire poco: allagamenti, alberi caduti, danni a strutture scolastiche, sottopassi divenuti piscine (Tiburtina docet!). Per non parlare del traffico e della circolazione in genere. Un disastro totale. Che, negli ultimi giorni, ha fatto anche una vittima illustre: l'ara Pacis, uno dei più bei monumenti della città Imperiale, è infatti stato raggiunto dall'acqua. La teca che custodisce l'altare non ha retto alla violenza della pioggia, che ha raggiunto le preziose e antichissime sculture che lo ricoprono. La Sovrintendenza capitolina ha effettuato un sopralluogo non immediato, dato l'incomprensibile ritardo nel dare l'allarme nonostante il monumento sia sorvegliato anche di notte al quale hanno partecipato anche architetti che hanno collaborato alla realizzazione della teca. Tra le possibili cause individuate, la scarsa manutenzione della struttura. Nel museo, ora chiuso al pubblico, sono state messe al lavoro squadre per asciugare l'acqua sul pavimento e il monumento è stato parzialmente coperto con teli impermeabili per far scolare l'umidità residua. E' stato anche avviato un lavoro di monitoraggio per valutare l'effettiva entità di eventuali danni non immediatamente riscontrati. CDG

8 8 Dall Italia PISA - LA SFIDA DI UN IMPRENDITORE Niente soldi per l Imu: e lui demolisce il capannone Trasforma il prefabbricato in una tettoia per non versare ottantamila euro Demolire un capannone perché non si riesce a versare l'imu. In tempi di crisi succede anche questo. E' la storia di Alberto Rocchi, imprenditore toscano, nonché consigliere comunale a Cascina (Pisa) che ha smontato pezzo per pezzo il suo prefabbricato a Ponsacco, vuoto ormai da anni, pur di non pagare la tassa che ammontava a ben 80mila euro. A renderlo noto, raccontando le difficoltà della sua attività, è stato lo stesso imprenditore in un intervista al quotidiano "Il Tirreno". "Le mie aziende sono ferme - ha spiegato - Sono in difficoltà economica, avevo un'attività in Romania che non posso più seguire. Non ho scelta, devo cercare di salvare il salvabile. Ho deciso di cominciare a risparmiare sull'imu". In effetti, essendo un locale in disuso, sborsare euro in questo momento di crisi non sarebbe stata certo una cosa facile. "Ho smontato il capannone - prosegue Rocchi - era costruito con materiali prefabbricati. Era molto grande, migliaia di metri quadri. Era affittato ad un'azienda che è fallita e così è rimasto vuoto per cinque anni. Cosa dovevo fare...ho pensato di renderlo simile a una tettoia. Invece di spendere 80 mila euro ne pagherò un decimo". La vicenda non sembra tuttavia essersi conclusa: l'imprenditore ha infatti stoccato i duecento pannelli del capannone in un'area che non sarebbe di sua proprietà. Sono intervenuti polizia municipale e carabinieri e ora sono in corso verifiche. Rocchi sostiene di essere in regola e di aver presentato una Scia (segnalazione certificata inizio attività) al Comune per comunicare il deposito temporanea dei materiali. Di sicuro non sarà stato piacevole per l'uomo smantellare il capannone, al contrario però non era in grado di versare 80mila euro allo stato. Cosa avrebbe dovuto fare? Indebitarsi per pagare le tasse? È l'ennesima storia in tempi di crisi, dove imprenditori disperati sono costretti a studiare qualsiasi escamotage per sopravvivere. D altro canto lo Stato invece di facilitare l attività imprenditoriale la tartassa, pretendendo cifre da capogiro per le imposte. Questa è l Italia. Barbara Fruch Se la misura della sicurezza fosse data dalle chiacchiere del sindaco, Milano sarebbe una città assolutamente vivibile. Purtroppo però, la realtà dei fatti è tutt'altra e i milanesi lo sanno bene. I proclami beneauguranti del primo cittadino infatti, stando ai dati raccolti, sono tutt'altro che reali. I primi a lamentarsene sono i negozianti, ed in particolare i farmacisti, che hanno visto aumentare di più del 30% le rapine nei loro esercizi commerciali. Secondo quanto emerge da un rapporto diffuso da Federfarma infatti, nei primi dieci mesi del 2013 si sono verificati 110 eventi criminosi (contro i 77 dello stesso periodo del 2012) nella sola città di Milano e 57 (contro i 45 dell'anno precedente) nella sola provincia. La ricerca dell'associazione ha fatto inoltre emergere che nei mesi di settembre e ottobre il fenomeno si è particolarmente aggravato, con rapine quasi quotidiane. Sulla base di tali dati, quantomai allarmanti, la presidente di Federfarma Annarosa Racca ha incontrato il Questore di Milano e il comandante provinciale dei Carabinieri, per fare il punto della situazione ed individuare possibili nuove linee per contrastare al meglio questa preoccupante tendenza. A fronte delle richieste dell'associazione dei farmacisti milanesi, i vertici delle forze dell'ordine hanno garantito una maggiore sorveglianza delle farmacie MILANO - LA (MALA) GESTIONE PISAPIA Farmacie sotto assedio: è allarme nella metropoli Federfarma tuona: Furti e rapine in aumento, commessi quasi sempre da rapinatori seriali. Ma per il sindaco la città è sicura ha fatto sapere Annarosa Racca successivamente al colloquio. Ed ha aggiunto che Federfarma ha invitato tutte le farmacie a dotarsi di un sistema digitale di videosorveglianza, collegato direttamente con Questura o carabinieri. L'aumento del numero delle rapine si legge nel rapporto dell'associazione farmacisti si spiega anche con il profilo del rapinatore medio. Si tratta spesso di rapinatori seriali, poco professionali, che finiscono non di rado con l essere identificati e catturati, quasi sempre con 7/8 rapine all attivo in farmacie o altri esercizi pubblici. Agiscono di solito da soli, armati di pistola o coltello e colpiscono preferibilmente tra le ore 16 e le 18, fuggendo poi spesso a piedi. In tutto questo - scrive cronacamilano.it sebbene incoraggiante e rassicurante la pronta risposta delle forze dell ordine, impossibile non notare il grande assente: il Comune di Milano. Qual è la posizione dell assessorato alla Sicurezza della città, in merito? Del resto, tutti possono ricordare la reazione di indignata sorpresa manifestata dal sindaco Giuliano Pisapia, quando pochi mesi fa il console americano aveva invitato alla massima attenzione i propri connazionali su suolo meneghino. E' possibile negare, anche questa volta, che Milano non sia una città sicura?. Bella e giusta domanda. Che però, molto probabilmente, resterà senza risposta. Cristina Di Giorgi CAMPANIA Seimila persone in fila dalla notte per acquistare un pc in sconto Code a Puzzuoli per l apertura del punto vendita di ettrodomestici In tempi di crisi c'è anche chi fa la nottata pur di acquistare a un prezzo stracciato il cellulare o il pc. È quello che è successo a Pozzuoli, nel centro commerciale "Le Campane", dove circa 6 mila persone l'altra notte si sono accampate, qulcuno con tanto di sacco a pelo, davanti le porte del centro commerciale in attesa dell'apertura apertura. Grandi sconti erano previsti, infatti, in occasione dell apertura del centro della nuova sede gruppo Export Mallardo. Come racconta 'Il Mattino' un cliente è stato perfino premiato dal direttore della sede Export Mallardo, Sergio Mallardo, con un tomtom di ultima generazione. Ma per conquistare tv color al plasma, pc portatili, frigoriferi e telefonini cellulari con sconti di centinaia di euro hanno, addirittura, organizzato delle carovane con bus partiti dalle province di Caserta e Avellino. Insieme ai potenziali clienti schierati all esterno della struttura commerciale anche ventina di poliziotti antisommossa per evitare tafferugli o le solite liti che si scatenano in attesa di accedere all area di vendita. Nonostante le condizioni climatiche non fossero delle migliori, e un cielo nuvoloso che minacciava pioggia, la lunga fila di persone ha resistito fino all ultimo: code ordinate, che si sono snodate come un lungo serpentone in attesa di colpire la preda. "In attesa di un afflusso così ampio, abbiamo organizzato una nostra vigilanza interna con 18 uomini di security, in aggiunta alla polizia di Stato commenta Segio Mallardo, amministratore unico della «Mallardo&Company» - In un momento di crisi economica generalizzata e di tagli nel settore, abbiamo deciso di rilevare gli ex locali della Eldo e abbiamo dato lavoro a 20 persone, investendo sul territorio di Pozzuoli". C.B. Prostituzione nei centri massaggi: chiuse attività cinesi a luci rosse Ragazze costrette a vendersi a pochi soldi per oltre 15 ore al giorno MARCHE Ancora case chiuse mascherate da centri massaggio gestire da cinesi. Smascherate fra Pesaro e Fano tre attività che sono state chiuse e poste sotto sequestro. È questo il risultato di una doppia operazione di polizia e carabinieri, coordinata dalla procura della Repubblica di Pesaro e condotta tra la città capoluogo e Fano che ha portato all'arresto di quattro cinesi con l'accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Gli inquirenti, già dalla fine del 2012, stavano monitorando alcuni centri per il massaggio orientale, sospettati di essere una copertura per l'esercizio della prostituzione. Erano giunte infatti segnalazioni mogli arrabbiate, che non vedevano di buon occhio la frequentazione del centro da parte dei loro mariti, a dare impulso alle indagini: Non ci è voluto molto per smascherare il giro di prostituzione. I centri erano gestiti dalla stessa stessa organizzazione che operava sia a Fano che a Pesaro, proprio qui il locale si era affidato anche a internet per promuovere i propri servizi: 'massaggio romantico' o 'massaggio romantico in vasca a quattro mani'. I clienti, dai 20 ai 70 anni, erano di varia estrazione sociale e provenivano anche da fuori provincia; le operatrici erano generalmente tre cittadine cinesi, di età compresa fra i 20 ed i 40 anni, e (secondo quanto emerso dalle indagini) erano costrette a prostituirsi lavorando anche 15 ore al giorno. A gestire il 'giro' era una coppia di cinesi, entrambi residenti a Pesaro: i carabinieri hanno arrestato l'uomo, con regolare permesso di soggiorno, presso il centro massaggi, mentre la compagna, raggiunta recentemente da provvedimento di espulsione, è stata arrestata a Modena, dove alloggiava presso alcuni conoscenti. Anche la polizia aveva avviato un'analoga indagine nei confronti di altri due centri estetici, di Pesaro e Fano. Anche in questo caso, sono stati identificati i clienti, tutti italiani di eta' compresa fra i 20 ed i 50 anni, provenienti anche da province limitrofe. Attraverso una paziente opera di raccolta di testimonianze, sarebbe emerso che anche questi due centri venivano utilizzati quali coperture per l'attività di sfruttamento della prostituzione e che le prestazioni fornite erano, in realtà, di altra natura rispetto alla riabilitazione fisica e al massaggio. All'interno dei locali, infatti, si sarebbero svolti incontri sessuali a pagamento fra giovani donne di nazionalità cinese, di eta' compresa fra i 20 ed i 30 anni, e i clienti che, a tale scopo, versavano un supplemento rispetto alla tariffa prevista per il massaggio. I due centri erano gestiti da una cittadina cinese di 27 anni, domiciliata a Fano, che si avvaleva di un connazionale, residente a Pesaro, per il controllo delle attività nell'altra sede. Entrambi sono stati tratti in arresto e condotti alla casa circondariale di Villa Fastiggi. Carlotta Bravo

9 9 Dall Italia ROCCARASO - MONDIALI DI SCI Il Comune rischia il fuori pista Il sindaco vuole querelare il nostro giornale... con i soldi pubblici Una voce maligna ci ha detto che vogliono querelarci, portarci in Tribunale e farcela pagare. Penalmente e civilmente. Per un articolo del 12 novembre scorso dove informavamo i nostri padroni i lettori che ogni giorno ci seguono sempre più numerosi con i loro clic quotidiani di un inchiesta che rischia di travolgere il Comune di Roccaraso e la sua giunta per la gestione dei fondi dei mondiali juniores di sci. Siamo andati a fondo alla vicenda. Abbiamo fatto interviste, chiesto lumi. A un consigliere comunale nonché ex vice sindaco e ad alcuni cittadini del piccolo comune abruzzese. Ci siamo limitati a riportare i fatti sempre in punta di diritto - usando solo ed esclusivamente il condizionale. Perché non spetta certo a noi dire come sono andate le cose. Ma all Autorità Giudiziaria. Non abbiamo e non avremo - mai avuto pregiudizi verso qualcuno e soprattutto siamo e saremo sempre a disposizione di tutti. Perché l unica cosa che ci interessa è svolgere bene il nostro lavoro e raccontare solo ed esclusivamente la verità. Il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, anziché contattarci e spiegarci come sono andate realmente le cose, ha preferito così ci è stato detto scegliere le vie legali. E se nell organizzazione dei mondiali di sci come ritiene il primo cittadino - i soldi pubblici sono stati impiegati alla luce del sole e mai sperperati, questa volta potrebbero essere realmente buttati al vento. Già, perché se la giunta presieduta da Di Donato ha deciso di querelare il Giornale d Italia ed il consigliere comunale di Roccaraso, Alessandro Amicone, questa volta sì che sprecherà del denaro pubblico. Se fosse vero, perché chi si sente leso non si difende con i propri avvocati, e soprattutto con i propri piccioli? Vogliono metterci il bavaglio, ma non ci riusciranno. Continueremo a fare sempre nel modo migliore il nostro lavoro. E ci difenderemo, in tutte le sedi più opportune. Per un principio che è alla base delle garanzie di ogni stato di diritto: la libertà di stampa. Sancita, peraltro, anche dall Art. 21 della nostra Costituzione. Federico Colosimo SARDEGNA: IL LUTTO NAZIONALE ARRIVA IN RITARDO Adesso il Pd si spacca pure sull ultima tragedia Poli Bortone: La Fondazione An aiuti le popolazioni colpite Dopo tre giorni di ritardo, sulla stessa lunghezza d onda della tragedia di Lampedusa, il governo Letta-Alfano ce l ha fatta. Nella seduta di ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha proclamato per oggi il lutto nazionale per le vittime del ciclone Cleopatra che ha devastato gran parte della Sardegna. Mentre diminuiscono gli sfollati, non si placano le polemiche sul post-alluvione. E così in casa Pd anche la catastrofe che ha colpito l Isola è motivo di discussione. Una raffica di mugugni sono piovuti sulla proposta del candidato alla segreteria Beppe Civati: Doniamo i due euro delle primarie dell 8 dicembre. Apriti cielo. Immediata la replica del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ritiene: Un partito politico non affronta i problemi facendo regali. Qualche minuto più tardi il primo cittadino sempre su Twitter precisa: A un partito non chiedete di fare beneficenza ma di far rispettare le regole. Nel frattempo che all interno del piddì continuano a darsele di santa ragione, l ex ministro Adriana Poli Bortone, fa un appello alla Fondazione di An. Il Movimento per An dichiara la portavoce - sostiene l appello lanciato dai ragazzi di Assodestra affinché la Fondazione An intervenga aiutando le popolazioni colpite dal ciclone in Sardegna. Nello spirito della destra storica italiana e quindi di An aggiunge - c è la solidarietà nei riguardi di chi si trova nello stato di emergenza. E apprezzabile che dei giovani, che evidentemente interpretano in maniera autentica i valori antichi e futuri della destra italiana, abbiano chiesto un intervento nei riguardi delle popolazioni sarde. E di questi giovani che conclude la Poli Bortone - ha bisogno la destra del terzo millennio. Giuseppe Sarra IL SISMA Il Nord trema, scossa di 3,8 La terra trema ancora. Diverse scosse si sono registrate ieri mattina nel nel Nord Italia, quella più forte, con magnitudo 3,8 della scala Richter, è stata avvertita alle L'epicentro è stato localizzato nel Comune di Godiasco, in provincia di Pavia. L'evento sismico è stato avvertito da molti cittadini sia in Lombardia, Milano compresa, sia in Piemonte. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato anche altre due scosse, una precedente e una successiva a quella delle 11.36, sempre sull'appennino ligure. I sismografi si sono mossi alle (magnitudo 3,1) e alle (magnitudo 2.5). Secondo lo stesso Istituto, sono 21 i paesi più vicini all'epicentro: in provinci adi Alessandria sono Berzano di Tortona, Brignano-Frascata, Casalnoceto, Casasco, Castellar Guidobono, Momperone, Monleale, Montemarzino, Pozzol Groppo, Volpedo e Volpeglino. In provincia di Pavia hanno invece avvertito il sisma i centri di Cecima, Codevilla, Godiasco, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocco Susella, Torrazza Coste e Voghera. Tanta paura tra la popolazione ma, fortunatamente, niente danni a persone o cose. CASO ILVA - IL MINISTRO DELL AMBIENTE A GAMBA TESA SULLA PUNTATA DI REPORT L Orlando furioso: Non ho mai favorito la famiglia Riva Il ministro Orlando prende di petto la trasmissione 'Reoport' condotta da Milena Gabanelli, sullo stabilimento Ilva di Taranto andata in onda lo scorso 18 novembre Arrivano dunque precisazioni e smentite sul servizio, ripreso anche dal nostro quotidiano on-line in uno specifico articolo. Anzituto il Ministro spiega come l autorizzazione del ministro Orlando di cui si parla nel pezzo non esiste: non risponde pertanto al vero che io abbia autorizzato una discarica che metterebbe i rifiuti tossici e nocivi a contatto con la falda acquifera. "Per la precisione (aspetto fondamentale in una vicenda così complessa) è corretto parlare di due discariche, una per rifiuti pericolosi, una per rifiuti non pericolosi - spiega Orlando - La costruzione e la gestione di queste discariche non è stata autorizzata da me bensì da una legge votata dal Parlamento (art. 12, decreto legge n. 101/2013, convertito in legge con modifiche il 30 ottobre scorso): l unico obiettivo di questo provvedimento è quello di consentire il rapido adeguamento ambientale dello stabilimento di Taranto considerato che gli interventi di attuazione dell Aia (Autorizzazione integrata ambientale) comportano la produzione di quantità rilevanti di rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Il ministro, nella sua rettifica, precisa poi che "la ragione ispiratrice della legge è stata la preoccupazione che l attività di adeguamento ambientale dell Ilva subisse dei ritardi in assenza di luoghi adeguati nei quali collocare il materiale risultante dai lavori necessari per attuare le prescrizioni dell Aia" e che "le discariche in questione hanno già avuto in passato valutazione di impatto ambientale positiva (1995 per i rifiuti pericolosi, 2010 per i non pericolosi) e questo è stato il presupposto della norma votata dal Parlamento". "Nell autorizzare la costruzione e gestione delle due discariche - continua Orlando - la legge stabilisce che le modalità saranno definite con decreto del Ministro dell ambiente, su proposta del sub commissario Ilva Edo Ronchi (da me nominato in occasione della legge che ha istituito il commissariamento dell Ilva) a cui spetta il compito di affiancare il lavoro del Commissario Enrico Bondi e vigilare sul rispetto dell attuazione del piano di risanamento ambientale dello stabilimento. In tale autorizzazione la legge prevede il rispetto delle norme vigenti e l assicurazione di una elevata protezione ambientale e sanitaria. Il suddetto decreto del ministro dell Ambiente - precisa - ad oggi non è stato emanato essendo il procedimento ancora in fase istruttoria. Quindi, mi ripeto, parlare di autorizzazione del ministro Orlando è del tutto fuorviante". Il ministro parla poi dei provvedimenti penali citati a carico di alcuni amministratori locali "ricordo che - spiga - questi hanno a che fare non con la sicurezza ambientale della discarica (nella fattispecie quella per i rifiuti non pericolosi del 2010) quanto con condotte di reato contro la pubblica amministrazione a loro attribuite. Di questa vicenda si sta occupando la magistratura. Poi conclude "da parte mia non c è mai stato nessun favore ai Riva. Mai. Aggiungo che l autorizzazione di queste discariche non ha comportato affatto un risparmio ai proprietari dell Ilva, piuttosto è vero semmai il contrario. Trovare una discarica esterna per i lavori di attuazione dell Aia, oltre a una evidente difficoltà logistica, avrebbe comportato un ingentissima spesa, una scelta irrazionale rispetto alla presenza di discariche interne autorizzate. Le ingenti risorse risparmiate saranno utilizzate congruamente in attività di bonifica delle aree inquinate. E bene sempre ricordarlo: il risanamento potrà essere attuato solo con le risorse finanziarie della proprietà. Ho lavorato per commissariare l azienda e sottrarla al controllo dei Riva proprio per evitare che queste risorse fossero distratte da quello che deve essere il loro utilizzo principale: il risanamento ambientale". Foggia, tonnellate di amianto: sequestrata discarica abusiva Lastre di amianto nascoste nelle grotte e nelle spaccature del terreno. È quanto è stato scoperto della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia, in provincia di Foggia, che hanno individuato e sequestrato un'area di metri quadri, in località Monte Aquilone, utilizzata come discarica di rifiuti speciali. "In particolare - riferisce una nota - le Fiamme gialle, dopo una serie di attente perlustrazioni eseguite in alcune zone dell'agro Sipontino, dove vi era notizia dell'esistenza di possibili depositi di ingenti materiali di scarto e rifiuti anche pericolosi, hanno individuato l'area in cui erano state abbandonate diverse tonnellate di pneumatici, lastre di eternit, ed altro materiale nocivo per la salute e per l'ambiente. Gran parte del quantitativo di rifiuti speciali è stato rinvenuto all'interno di grotte e profonde spaccature di cui è caratterizzato il terreno. L'intervento del Corpo, quindi, ha scongiurato il rischio che tali anfratti potessero essere ricoperti per cancellare le tracce del reato". Immediatamente attivata dalla stessa Guardia di Finanza, l'arpa Puglia che sta procedendo alla catalogazione dei rifiuti giacenti sull'area e all'analisi del rischio inquinamento. Conseguentemente, saranno valutati i più appropriati interventi di bonifica per i quali è già stato contattato il comune di Manfredonia affinché proceda al recupero e al corretto smaltimento o riciclo del materiale in questione. Nel frattempo, proseguono le indagini per individuare la provenienza dell'enorme quantitativo di rifiuti e i responsabili del reato di inquinamento ambientale.

10 10 Spettacolo POLTRONISSIMA - RUBRICA DI INFORMAZIONE CINEMATOGRAFICA Sorrentino inaugura il Cinema Italian Style Importante inizio per la corsa all Oscar de La Grande Bellezza candidato delnostro Paese alla prestigiosa statuetta per il miglior film straniero Con l'anteprima americana del film La Grande Bellezza, si è tenuta ad Hollywood la manifestazione Cinema Italian Style -14/18 novembre - rassegna organizzata dall American Cinematheque che presenta ogni anno, negli Stati Uniti, il meglio della stagione cinematografica italiana. Protagonisti alla première statunitense, oltre a Paolo Sorrentino e Bernardo Bertolucci, che hanno ricevuto il CIS Award, anche Jasmine Trinca, Kasia Smutniak, Claudia Gerini e due dei registi che presentano quest anno i loro film all Aero Theatre di Santa Monica: Maria Sole Tognazzi e Roberto Andò. Insieme a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, altri 8 titoli hanno rappresentato le produzioni italiane in una selezione curata da Laura Delli Colli: Viva la libertà di Roberto Andò, Anni felici di Daniele Luchetti, La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, Una famiglia perfetta di Paolo Genovese, Benvenuto Presidente di Riccardo Milani, Miele di Valeria Golino, Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi e L intervallo di Leonardo Di Costanzo. Ottima performance de La grande bellezza di Paolo Sorrentino nel primo giorno di uscita al Lincoln Plaza Theater di New York: 23mila dollari per quattro spettacoli in un'unica sala. Sembra che dal 2005 questa sia stata di gran lunga la migliore apertura per un film italiano e questo sta a rappresentare un importante inizio per la corsa all Oscar per il Miglior film straniero. Il risultato de La grande bellezza è paragonabile a quello conseguito da Amour e La separazione, entrambi vincitori dell Academy Award per il miglior film straniero, e programmati in passato sempre al Lincoln Plaza Theater. Quest anno Cinema Italian Style è stato dedicato a Federico Fellini, nel 20 anniversario della sua scomparsa, celebrato anche con il manifesto di questa edizione che ha come motivo principale il famoso ritratto del regista con la sciarpa rossa firmato da Ettore Scola. Inoltre, in programma il 23 novembre è previsto un omaggio speciale alla sua opera con l edizione restaurata de La dolce vita e, insieme, in anteprima per l America, il film che Scola ha dedicato a Fellini: Che strano chiamarsi Federico. In passato il successo dei titoli nazionali negli Stati Uniti è stato legato a nomi come Rossellini, De Sica, Fellini, Antonioni, Bertolucci e Tornatore. Oggi la presenza di Sorrentino con La grande bellezza fa sperare in un nuovo e rinnovato interesse all estero verso il cinema made in Italy. La grande bellezza è distribuito negli Usa da Janus Films in partnership con la Criterion Collection, con il supporto di Luce Cinecittà e MiSE. Luciana Caprara Pompei da grande schermo Dall Inghilterra un docufilm sul sito archeologico Adare slancio alla bellezza italiana ci pensa ancora una volta l estero. Stavolta è l Inghilterra che, dopo la mostra record (naturalmente per le casse britanniche) che nei mesi scorsi al British Museum ha registrato il pieno di visitatori, ha deciso di investire nella messa in sala di "Pompei", l'attesissimo docufilm sulla città sepolta, in quella che si preannuncia la più grande e accurata ricostruzione di tutti i tempi. In Italia l evento è sponsorizzato da Microcinema, società impegnata nella distribuzione di contenuti di qualità ed eventi culturali che farà uscire la pellicola nelle sale nei giorni 25 e il 26 novembre. Il film è stato prodotto proprio dal British Museum di Londra e racconta la vita degli abitanti di Pompei poco prima dell'eruzione del 79 d. C., quando era un grande e fiorente centro cittadino alle falde del Vesuvio. Si narra anche la storia della pur stupenda Ercolano, piccola località marittima, al momento della devastante eruzione.il film si basa appunto sull'esposizione Life and death in Pompeii and Herculaneum : a presentare la pellicola-evento lo stesso direttore del British Museum Neil MacGregor. Un vero salto nel passato: musiche, poesie, oggetti quotidiani, reperti e testimonianze dell epoca, con accurate FOCUS ricostruzioni che offriranno uno sguardo ravvicinato e concreto sulle città che furono cancellate dall eruzione del Vesuvio. Sarà possibile così passeggiare nelle strade animate, nel mercato, nelle terme, nelle taverne, e si conosceranno più da vicino i commerci, le risse e gli amori. Conoscere la vita di tutti i giorni dell epoca assieme a un umanità serena, disperata o indifferente, inconsapevole della tragedia imminente. Il Vesuvio d un tratto esplode in un oceano di fuoco, cenere e lapilli, che coprono tutto senza lasciare scampo. Una coltre di lava e cenere che ha protetto e ha conservato tante testimonianze concrete di quello che esisteva prima del 79 D.C., tanto da permettere di conoscerne la storia anche nel Scrive il The Guardian parlando del film: Questo evento straordinario ricorda al mondo che Pompei non è solo un attrazione turistica, ma la testimonianza più importante che ci è rimasta sul passato dell umanità. Pompei è un patrimonio immenso, da tutelare al massimo. Se tutto il mondo ce lo invidia ci sarà un perché: non è accettabile dunque che da anni, per mancanza di fondi e di cura, il sito sia soggetto a crolli e degrado.londra sia solo l inizio. F.Ce.

11 11 Sport L ACCORDO SEMBRA IMMINENTE, IL MAGNATE WANG JAINLIN PRONTO A RILEVARE IL PACCHETTO DI UNICREDIT L uomo più ricco della Cina tratta l acquisto della Roma L istituto di credito: Pronti a vendere per valorizzare la società - Volano i titoli in Borsa di Federico Colosimo LEGGE DI STABILITÀ, EMENDAMENTI DEL GOVERNO: IL PIANO E LE 45 milioni per stadi nuovi e sempre aperti Soldi freschi, cinesi, per la Roma. È questa la bomba - lanciata da il Sole 24 Ore - che circola insistentemente da qualche giorno negli ambienti finanziari. L accordo sembra essere ormai imminente. Sul nome del nuovo investitore non c è ancora nessuna certezza, ma l identikit potrebbe corrispondere a Wang Jianlin, presidente della Dalian Wanda Group, la più grande impresa immobiliare della Cina: con un patrimonio di 8,6 miliardi di dollari, il magnate è l uomo più ricco del Paese. Grande appassionato di calcio, è stato bollato da alcuni osservatori come il Roman Abramovich dell Asia. Gli incontri con il presidente James Pallotta e Unicredit sarebbero avvenuti nei mesi scorsi a New York, per tenere l operazione distante dai riflettori dei media italiani. Secondo alcune fonti, che preferiscono non comparire, l investitore cinese, che con l acquisto della Amc Entertainment Holdings per 2,6 miliardi di dollari è diventato anche il più grande gestore di Il presidente della AS Roma James Pallotta e il presunto prossimo socio Wang Jainlin sale cinema al mondo, potrebbe entrare tramite un aumento di capitale in Neep Roma Holding. Per ora, come già detto, il nome di Wang Jianlin - vista la segretezza che aleggia intorno all operazione - resta solo un ipotesi. Confermata però da diversi imprenditori e manager molto vicini all attuale proprietà giallorossa. UniCredit nicchia e ammette: Non abbiamo ancora preso alcuna decisione - le precisazioni dell istituto di credito - ma la partecipazione non è comunque strategica. Siamo comunque disposti a valutare eventuali opportunità di valorizzazione. UniCredit controlla il 31% di Neep Roma Holding, ma non è escluso che a cedere parte del pacchetto azionario sia la proprietà americana. Intanto volano in Borsa i titoli della Roma. Le azioni sono balzate dal 10% a 1,395 euro, con scambi che in pochi minuti sono arrivati addirittura a 3,5 milioni di pezzi quando la media per una intera seduta dell ultimo mese è di 4,4 milioni. Un vero e proprio colpo di scena, dunque. Dopo i dollari americani, per la Roma sono in arrivo anche i Renminbi cinesi. Stadi nuovi e sempre aperti. È quanto prevede il pacchetto di emendamenti del governo alla legge di stabilità secondo una bozza arrivata in Parlamento. Il fondo di garanzia per la costruzione, l ammodernamento e l acquisto di impianti sportivi sarà integrato con 10 milioni di euro nel 2014, 15 nel 2015 e 20 per il Per un totale di 45 milioni di euro. Stadi Ecosostenibili, poco costosi, polifunzionali e a misura di famiglie. Ma soprattutto mai chiusi. Dotati di strutture in grado di accogliere cinema, parco giochi, pizzerie e negozi. L abbattimento delle lungaggini burocratiche permetterà agli enti locali di avere risposte entro 14 mesi, e consentire alle società sportive di gettare le basi dei nuovi impianti. Una dozzina, nella sola serie A di calcio, i club che puntano a costruire o rifare il look allo stadio. L emendamento, che il premier Enrico Letta aveva annunciato al Coni e ribadito dal vice primo ministro Angiolino Alfano in Lega calcio, porterebbe ad investimenti da parte di privati per otto miliardi di euro nei prossimi quattro anni e riguarda tutti gli impianti a partire da strutture da 500 posti indoor a all aperto. L intervento, però, come sempre, ha diviso i diversi schieramenti politici. A promettere battaglia in Parlamento, per il Pd, il deputato Roberto Morassut: La norma va ritirata immediatamente perché genererà speculazione edilizia. E una spinta al consumo di nuovo suolo senza nessuna visione organica di sviluppo equilibrato del territorio. Pronta, immediata, la replica del numero uno del Coni, Giovanni Malagò: La legge si farà. F.Co. Cercateci e ci troverete ovunque. All indirizzo con un portale all news ed un giornale sfogliabile e scaricabile on-line. Siamo anche su Facebook all indirizzo Siamo anche abili cinguettatori, su Tutti i nostri video sul canale Youtube, Il giornale d Italia. Se volete scriverci, potete farlo all indirizzo

12 12 MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE CIRCOLARE SU ADESIONI E CREAZIONE CIRCOLI MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE Il Movimento per Alleanza Nazionale a partire dal giorno 20 novembre 2013 promuove la campagna di adesione finalizzata alla partecipazione all'assemblea Costituente che si terrà entro la prossima primavera. Il contributo volontario per l'adesione al movimento è fissato in almeno euro 5 (cinque). I promotori del Movimento per Alleanza Nazionale devono aver compiuto il sedicesimo anno di età e aderire ai principi ispiratori del movimento meglio specificati sia nell'atto costitutivo che nel manifesto degli intellettuali di destra pubblicato nel luglio Allegata alla presente verrà inviato il modulo di adesione che dovrà essere riempito in ogni sua parte. Per costituire un circolo è necessaria l'adesione di almeno 10 (dieci) promotori che contestualmente alla domanda indicheranno un proprio coordinatore e il nome del circolo, la costituzione del circolo è subordinata alla ratifica da parte del Settore nazionale Organizzazione. Nell'ambito dello stesso comune sarà possibile creare più circoli. In questa prima fase, in attesa della costituente, non vi saranno altre strutture come ad esempio segreteria provinciale o regionale. All'Assemblea costituente hanno diritto a partecipare tutti i promotori, ogni testa varrà un voto. Nei prossimi giorni verrà comunicato l'iban bancario ove effettuare i bonifici per il riconoscimento dei circoli. Il Responsabile Nazionale Organizzazione Roberto Buonasorte Responsabile dell Organizzazione Roberto Buonasorte Mail.:

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