ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E L AMBIENTE. Serie Ambiente

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2 ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L ENERGIA E L AMBIENTE Serie Ambiente IL PROGETTO BANK-EMAS UN PROGETTO PILOTA PER L'APPLICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE AGLI ISTITUTI BANCARI IL CASO DI STUDIO DI "MPS Banca Verde (Gruppo Monte dei Paschi di Siena) Luca ANDRIOLA Raffaella CECCACCI ENEA Centro Ricerche Casaccia, Roma 1

3 Luca Andriola Viale Gorizia 52, Roma Telefono 06/ Telefax 06/ I contenuti tecnico-scientifici dei rapporti tecnici dell ENEA rispecchiano l opinione degli autori e non necessariamente quelli dell Ente. 2

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5 IL PROGETTO BANK-EMAS UN PROGETTO PILOTA PER L'APPLICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE AGLI ISTITUTI BANCARI IL CASO DI STUDIO DI "MPS Banca Verde (Gruppo Monte dei Paschi di Siena) Riassunto Lo scopo del presente lavoro è quello di illustrare le prime fasi del percorso di adesione dell Istituto bancario MPS BancaVerde al Regolamento n. 761/2001 EMAS, attraverso l applicazione della norma ISO 14001/96. La motivazione del progetto risiede nel riconosciumento del ruolo delle istituzioni finanziarie nel perseguire uno sviluppo sostenibile ossia un processo di sviluppo che lasci alle generazioni future lo stesso capitale, naturale e creato dall uomo, di cui dispone l attuale generazione. Da tale affermazione risulta evidente che lo sviluppo sostenibile è relazionato alle scelte di investimento e dovrebbe dunque essere il core-business dei mercati finanziari. Esistono varie forme attraverso le quali una banca può esercitare un influenza sull ambiente: Come investitori sostenendo gli investimenti con finalità ambientali Come finanziatori sviluppando nuovi prodotti finanziari che incoraggino lo sviluppo sostenibile Come valutatori stimando rischi e opportunità ambientali nel project financing Come potenti stakeholders come investitori e finanziatori esse possono esercitare una considerevole influenza sulle aziende Come soggetti inquinanti sebbene non paragonabili alle industrie pesanti, gli istituti finanziari consumano risorse naturali. Dallo studio di tali aspetti ambientali è emerso che attraverso l implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale e l adesione al Regolamento n.761/2001, la banca sarà in grado di ridurre i propri impatti ambientali attraverso una corretta gestione interna ma, soprattutto, potrà esercitare una grossa influenza sull ambiente considerando e valutando gli aspetti ambientali indiretti tra cui la concessione di crediti, lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari finalizzati ad incentivare le aziende ad investire in tecnologie a basso impatto ambientale e adottare sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO14001), assistere i piccoli risparmiatori nelle scelte di investimento, ad esempio consigliando Fondi verdi. 4

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7 BANK EMAS PILOT PROJECT ENVIRONMENTAL MANAGEMENT SYSTEMS APPLIED TO BANKS "Case-study MPS Banca Verde " Abstract The purpose of this work is to illustrate the process of MPS Banca Verde for applying the EMAS Regulation n. 761/2001 trougut the ISO The mean of this project is the role of the financial institutions in achieving sustainable development meaning a process of development which leaves at least the same amount of capital, natural and man-made, to future generations as current generations have access to. This makes it clear that sustainable development is about capital allocation and thus should be at the core of financial markets activity. There are different ways for the banks to affect enviroment: As investors supplying the investments with enviromental perspective As lenders developing new financial products to encourage sustainable development As valuers estimating risks and opportunities in project-financing As powerful stakeholders as shareholders and lenders they can exercise considerable influence over companies As polluters while not dirty industries, financial institutions do consume natural resorces. By the study of these enviromental aspects it comes out that through the implementation of an Environmental Management System banks can reduce their own impacts though a correct internal environmental management and, above all, banks can influence environment considering the indirect environment aspects as credit assesment, the development of new financial products to encourage businesses to invest in duty technologies, adopting enviromental management systems (EMAS, ISO14001), and in helping small shareholders in deciding how to invest their own money, for example advising Green funds. Key Word: Sustainable Development, Environmental Management Systems, Environmental Resources, Banks 6

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9 INDICE "Case-study MPS Banca Verde " INTRODUZIONE LE BANCHE, LA DICHIARAZIONE UNEP E LO SCENARIO INTERNAZIONALE Premessa...18 COMPARTI...26 AMBIENTE...26 AGRICOLTURA...26 AGROINDUSTRIA...26 O CAPITOLO 1: INTRODUZIONE O CAPITOLO 2: CARATTERISTICHE GENERALI DELLE SEDI DELLA BANCA O CAPITOLO 3: DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ E ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI MPS BANCAVERDE O CAPITOLO 6: I DIPENDENTI O CAPITOLO 7: IDENTIFICAZIONE E ANALISI DEGLI ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI ED INDIRETTI DEL SITO DI FIRENZE E DI QUELLO DI SIENA o Capitolo 8: Formazione e comunicazione ambientale...27 O CAPITOLO 11: BILANCIO DI MASSA E DI ENERGIA O CAPITOLO 14: BIBLIOGRAFIA SETTORE ECONOMICO AZIENDA IDENTIFICAZIONE ED ANALISI DEGLI ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI E INDIRETTI...32 Aspetti Diretti...33 Aspetti Indiretti...34 Analisi dei principali aspetti ambientali indiretti e individuazione di possibili indicatori di prestazione ambientale di MPS Banca Verde...36 NEL CORPO DELLA RELAZIONE ISTRUTTORIA È PRESENTE UNA PAGINA NELLA QUALE SI RIPORTA SE L IMPRESA RICHIEDENTE SIA CERTIFICATA SECONDO UN SISTEMA DI QUALITÀ (ISO 9001, 9002 O 9003) O DI GESTIONE AMBIENTALE (ISO O EMAS), SE (NEL CASO DI AZIENDA AGRICOLA) ADOTTI FORME DI LOTTA ANTIPARASSITARIA AMBIENTALMENTE COMPATIBILI (LOTTA BIOLOGICA, LOTTA GUIDATA O LOTTA INTEGRATA), SE (NEL CASO DI IMPRESA PRODUTTIVA) L INVESTIMENTO DA FINANZIARE ABBIA UN IMPATTO VISIVO E SULLA NATURA CIRCOSTANTE E SE SIANO STATE ADOTTATE TUTTE LE MISURE PREVISTE DALLA NORMATIVA IN MERITO A EMISSIONI E SCARICHI. QUESTE NOTIZIE VENGONO ASSUNTE IN AZIENDA, IN CONTRADDITTORIO CON GLI 8

10 ESPONENTI AZIENDALI. INOLTRE, NEL CORSO DELL ISTRUTTORIA SU IMPRESE DI PARTICOLARI SETTORI, COME IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, SONO ACQUISITE COPIE DELLE AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI DI CUI L AZIENDA È IN POSSESSO PER ESERCITARE LA PROPRIA ATTIVITÀ Indicatore...38 Indicatore...39 Indicatore Il PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE...41 SENSIBILIZZAZIONE DEI DIPENDENTI E DELLA CLIENTELA IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE CONCLUSIONI ALLEGATI...47 Che cosa è EMAS? LA POLITICA AMBIENTALE 7. IL PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE 8. IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE 9. CONCLUSIONI ALLEGATO I: POLITICA AMBIENTALE DI MPS BANCAVERDE ALLEGATO II: PROTOCOLLO DI INTESA MINISTERO AMBIENTE- MPS BANCA VERDE ALLEGATO III: OPUSCOLO INFORMATIVO SU EMAS ALLEGATO IV: DICHIARAZIONE UNEP 9

11 1. INTRODUZIONE Le questioni ambientali ed economiche hanno legami strettissimi e c è oggi una reale consapevolezza che lo sviluppo sostenibile non può essere raggiunto soltanto attraverso l azione delle autorità pubbliche, ma mediante le risorse e le capacità del settore privato, non per motivi di filantropia, bensì per interessi economici essendo evidente ormai la relazione positiva tra performance ambientale e finanziaria. Per dare una giustificazione a questa affermazione si può partire dalla considerazione che i costi connaturati alle tematiche ambientali pesano direttamente sul sistema economico-produttivo e che, dunque, la competitività del sistema imprenditoriale dipende dalla sostenibilità delle scelte strategiche. L ambiente visto come variabile ha delle evidenti ripercussioni economiche poiché i costi dovuti alle catastrofi naturali determinate da fattori ambientali e lo sfruttamento intensivo delle risorse ritornano indirettamente sul sistema produttivo. La tematica ambientale può aprire alle banche interessanti opportunità legate all'attivazione di rapporti con imprese particolarmente attive sul fronte ambientale. Quindi, nella misura in cui l'ambiente diventa elemento di selezione nel mercato, le imprese che riescono a interpretarlo come elemento di opportunità hanno maggiori probabilità di successo e quindi diventano partner più affidabili e finanziariamente interessanti. Oltre ciò che è stato finora affermato, comincia a diffondersi tra i risparmiatori, soprattutto quelli appartenenti a particolari categorie, la sensibilità ad investimenti etico-ambientali: le banche sono quindi incentivate a cogliere tale opportunità di sviluppo del mercato. Le banche e l industria dei servizi finanziari hanno riconosciuto nella Dichiarazione UNEP (United Nations Enviromental Programme) sull ambiente e sullo sviluppo sostenibile che l interazione positiva tra sviluppo economico e sociale deve soppesare, negli interessi di questa e delle future generazioni, la protezione dell ambiente. Gli Istituti finanziari, firmatari dell accordo, hanno dichiarato di impegnarsi a collaborare attivamente nell ambito di meccanismi di mercato volti a raggiungere obiettivi comuni nel settore ambientale, considerando lo sviluppo sostenibile una componente indispensabile per condurre le aziende con successo, nonché un elemento essenziale della responsabilità socio-politica di soggetto economico-produttivo. 10

12 1.1 LE BANCHE, LA DICHIARAZIONE UNEP E LO SCENARIO INTERNAZIONALE Il concetto di sviluppo sostenibile è stato utilizzato per la prima volta a metà degli anni 70 per indicare la necessità di integrare le considerazioni ambientali nelle decisioni economiche. Nel 1980 l Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali (IUCN), l UNEP, il WWF, e altre organizzazioni, hanno pubblicato la World Conservation Strategy che considera la protezione e la conservazione dell ambiente come priorità da integrare nelle strategie di sviluppo a livello internazionale e nazionale, sottolineando la necessità di mantenere i processi ecologici essenziali, di preservare la diversità genetica e biologica, e di assicurare un uso responsabile delle risorse naturali, garantendo l equilibrio dell ecosistema. Nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 è stato riconosciuto che lo sviluppo economico è strettamente legato all ambiente e che la protezione ecologica è una responsabilità collettiva e deve posizionarsi tra le priorità più importanti per tutte le attività imprenditoriali, comprese le banche. Gli istituti di credito più attivi si stanno muovendo verso l integrazione delle considerazioni ambientali nelle operazioni bancarie e nelle decisioni d affari per favorire lo sviluppo sostenibile e la preservazione dell ambiente. Essi intendono aggiornare le prassi gestionali, compresa la contabilità, il marketing, le relazioni pubbliche, la comunicazione e la formazione del personale. Il programma ambientale delle nazioni unite (UNEP), approvato nell ottobre 1993, ha stabilito un accordo che più di 200 banche hanno sottoscritto, in cui vengono sanciti i principi per indirizzare il settore verso una più accurata attenzione verso le problematiche ambientali. Dalla Dichiarazione UNEP è emerso il riconoscimento da parte delle banche che la protezione dell ambiente e lo sviluppo sostenibile sono responsabilità collettive che devono avere la priorità più elevata nelle attività di business. Il programma di politica e di azioni in relazione all ambiente e allo sviluppo sostenibile della comunità europea riconosce l importanza degli istituti finanziari che, mediante l influenza esercitata sulle decisioni manageriali delle imprese, potrebbero condurre ad effetti benefici sull ambiente. Gli istituti finanziari, infatti, possono innescare meccanismi volti alla salvaguardia dell ambiente: sostenendo lo sviluppo degli investimenti mirati ad una efficace gestione ambientale delle organizzazioni; sviluppando nuovi prodotti finanziari che incoraggino lo sviluppo sostenibile; valutando i rischi connaturati ad una gestione ambientale non controllata; 11

13 considerando l influenza degli investitori e degli azionisti sulle scelte del management aziendale; adottando strumenti e metodologie di gestione che abbiano un impatto ambientale ridotto. I membri dell industria dei servizi finanziari (Dichiarazione UNEP) hanno riconosciuto che lo sviluppo sostenibile dipende dall interazione positiva tra lo sviluppo economico e quello sociale nonché dalla protezione dell ambiente, e si impegnano ad una collaborazione attiva volta a raggiungere obiettivi comuni nel settore ambientale. Il settore dei servizi finanziari può fornire assieme ad altre figure economiche un importante contributo allo sviluppo sostenibile. Gli istituti finanziari sono favorevoli ad un management ambientale previdente per accertare con tempestività e prevenire potenziali danni ambientali e si impegnano ad adempiere tutti gli oneri ambientali di carattere nazionale e internazionale che riguardano le attività finanziarie e i servizi forniti. Essi mirano a tenere conto delle esigenze ambientali nelle attività patrimoniali e nelle decisioni d affari su tutti i mercati in cui operano. Gli istituti riconoscono che l identificazione e la quantificazione dei rischi ambientali devono costituire parte dei consueti procedimenti per la valutazione e il management dei rischi negli affari all interno del paese e all estero. Nei confronti dei clienti considerano l adempimento degli oneri ambientali in vigore e il trattamento responsabile dell ambiente fattori essenziali dell efficiente conduzione aziendale. Gli istituti finanziari si propongono di utilizzare nelle pratiche interne di gestione i metodi migliori del management ambientale quale l utilizzo efficiente dell energia, il riciclaggio e la riduzione dei rifiuti sviluppando relazioni d affari con partner, fornitori e aziende contraenti sulle basi di parametri ambientali altrettanto elevati. Si evince, da parte degli istituti aderenti alla Dichiarazione UNEP, la volontà di aggiornare e regolamentare i metodi utilizzati per tenere conto degli sviluppi di rilievo del management ambientale sostenendo attivamente la ricerca in tali campi. Gli istituti riconoscono la necessità di sottoporre le loro attività a regolare sorveglianza interna e controllo tenendo conto degli obiettivi individuati nel settore ambientale incoraggiando l industria dei servizi finanziari a sviluppare prodotti e servizi che incentivino i soggetti economici alla protezione dell ambiente e a condividere le conoscenze e le esperienze comuni per la diffusine delle metodologie più adeguate. 12

14 Nel prossimo futuro la variabile ambientale assumerà sempre più importanza per le banche. La tendenza dell'unione Europea è quella di superare un approccio settoriale e di giungere ad una crescente integrazione della protezione ambientale, trasversalmente rispetto alle politiche perseguite dai diversi Paesi. Infatti strumenti normativi ideati per il settore industriale sono stati estesi anche ad altri settori (come ad esempio il Nuovo Regolamento comunitario EMAS di Ecogestione ed Audit dell aprile 2001). La stessa estensione ha riguardato anche il Regolamento comunitario sull'ecolabel, sistema che in partenza (Regolamento U.E. n 880/1992) certificava la qualità ambientale di un prodotto fisico e che oggi si adatta molto bene anche ai servizi (es. turistici), inclusi quelli finanziari ( Nuovo Regolamento U.E. n 1980/2000). Il sistema economico e industriale nel suo complesso, quindi, sarà chiamato ad un continuo sforzo di miglioramento, che indurrà inevitabilmente una dura selezione. Al contempo, richiederà anche cospicui investimenti. La stessa Unione Europea ha da tempo messo a punto una gamma di strumenti di aiuto finanziario per agevolare la ricerca e l'innovazione. La capacità delle imprese italiane di sfruttare queste opportunità è notoriamente modesta. Mettendo a disposizione le proprie capacità professionali, le banche possono facilitare questo passaggio, veicolando fondi pubblici verso investimenti anticipatori e lungimiranti o impegnando propri capitali nel (ri)lancio di business eco-compatibili. Così facendo, svilupperanno una propria area di attività e contribuiranno alla riqualificazione del tessuto industriale. Anche l'ultimo Piano d'azione dell'unione Europea ("Towards Sustainability", 1993) enfatizza in modo particolare l'importanza di iniziative sinergiche da parte dei soggetti operanti nel mondo dell'economia e della finanza, della politica, della società civile in senso ampio, sottolineando come, quanto più articolata appare la questione da risolvere, tanto maggiore debba essere la ricerca del contributo di tutti. Da questo punto di vista, il ruolo delle banche, ad oggi considerato dai più come estraneo rispetto alle dinamiche di sviluppo economico ed imprenditoriale che hanno causato l'attuale livello di degrado ambientale, appare invece particolarmente ricco di potenzialità positive. Proprio per la propria funzione di intermediario, la banca è il soggetto maggiormente in grado di raccogliere le istanze provenienti da un lato dal mondo dei risparmiatori e delle parti portatrici di interessi ( stakeholders ) nei conflitti ambientali, per veicolarle verso il mondo dell'impresa. Particolare attenzione, sul fronte dei prodotti finanziari, meritano i fondi d'investimento verdi. Essi sono molto diffusi nel nord Europa (30 solo in Gran Bretagna) e riescono a garantire performances elevate. 13

15 Indagini svolte da grandi banche dimostrano che ci sono ampi spazi di miglioramento nel raggiungimento dell efficienza ambientale: la Westminster Bank pratica audit ambientali periodici, che l hanno portata a risparmiare circa dieci milioni di sterline l anno; alla Swiss Bank Corporation, è stato possibile ridurre senza eccessive difficoltà la percentuale di carta non trattata con cloro per moduli e buste dall 87,5% al 12%. Ma questi sono solo alcuni esempi. In questa direzione si sono mosse alcune banche che hanno deciso di implementare dei sistemi di gestione riconosciuti a livello internazionale: i primi Istituti bancari ad ottenere la certificazione di qualità ambientale UNI EN ISO sono stati la Raiffeisen Bank in Austria e il Credit Suisse Group in Svizzera. In conclusione la banca è chiamata a sviluppare una specifica expertise al proprio interno in modo da essere in grado di comprendere appieno le strategie e i piani dei propri clienti. L analisi non può essere limitata ai dati strettamente finanziari, che non tengono conto degli aspetti ambientali. Il passaggio chiave è la capacità della banca di stabilire con il proprio cliente una relazione tendenzialmente esclusiva. Si tratta di passare da una strategia che tende a minimizzare in senso statistico (nel senso che è condiviso da più istituti bancari che seguono la stessa impresa) a una che si fonda su una seria analisi dei flussi informativi. Tutto questo rappresenta una vera rivoluzione. 14

16 2. IL REGOLAMENTO UE n 761/2001 EMAS II Se è vero che con la Dichiarazione UNEP i membri dell industria dei servizi finanziari hanno riconosciuto che lo sviluppo sostenibile dipende dall interazione positiva tra lo sviluppo economico e quello sociale nonché dalla protezione dell ambiente, attraverso l implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale e l adesione ad EMAS, essi si impegnano ad una collaborazione attiva volta a raggiungere obiettivi comuni nel settore ambientale. I Sistemi di Gestione Ambientale possono dimostrarsi infatti un riferimento concreto per il conseguimento dei principi dello sviluppo sostenibile ed individuare conseguenti obiettivi di qualità ambientale. La norma ISO e anche il Regolamento EMAS (Environmental Management and Audit Scheme), puntano al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali. Il nuovo Regolamento EMAS n 761/2001, introduce infatti alcune interessanti novità rispetto al primo regolamento, tra cui forse quella di maggiore portata è rappresentata dalle possibilità applicative aperte a tutti i settori, anche non industriali, e in particolare ai servizi. Tale estensione consentirà la partecipazione ufficiale di una grande varietà di soggetti pubblici e privati tra cui il settore bancario. Il sistema europeo EMAS (Environmental Management and Audit Scheme), che trova il suo fondamento nel Regolamento CE n 1836/93, rappresenta l espressione più evidente di un nuovo indirizzo di politica ambientale assunto dalla Unione Europea. La nuova politica ambientale focalizza l attenzione sulla capacità delle imprese di sviluppare su base volontaria una propria responsabilità nei confronti della tutela dell ambiente. In data 24/4/01 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (L 114) il testo ufficiale del nuovo Regolamento EMAS n 761/01 sull adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di Ecogestione e Audit denominato EMAS II. Le organizzazioni che aderiscono ad EMAS debbono infatti dotarsi di una politica ambientale rivolta non solo al rispetto dei limiti e dei vincoli che sono imposti dalle numerose leggi di settore, ma anche alla diretta creazione di un nuovo rapporto tra impresa, Pubblica Amministrazione e cittadini. Con EMAS, le organizzazioni si impegnano a realizzare un progetto di miglioramento continuo delle performance ambientali, ed una trasparenza dei comportamenti nei confronti del pubblico. 15

17 Per aderire al Regolamento EMAS le organizzazioni debbono assolvere ai seguenti specifici compiti: 1) effettuare un analisi ambientale iniziale. Si tratta dello strumento mediante il quale l organizzazione individua la sua posizione iniziale rispetto alle condizioni ambientali connesse alla propria attività 2) definire ed attuare un programma ambientale. Esso discende direttamente dalla politica ambientale dell organizzazione in cui è individuata la strategia complessiva in riferimento alla gestione ambientale. Il programma ambientale contiene gli obiettivi e i principi di azione che l organizzazione si dà sul miglioramento delle prestazioni ambientali relative al sito interessato 3) definire ed attuare un Sistema di Gestione Ambientale. Esso consiste nella gestione dell organizzazione finalizzata ad ottenere gli obiettivi individuati dal programma ambientale. Il sistema deve includere la struttura organizzativa dell organizzazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per attuare il programma ambientale. Questo perché il Regolamento n 1836/93 non prevede solo l ottimizzazione ambientale del ciclo tecnologico, ma richiede che il parametro ambientale sia incorporato nel sistema organizzativo gestionale dell organizzazione affinché diventi patrimonio di tutto il personale, a prescindere dal livello gerarchico 4) effettuare attività di auditing. Si tratta dell attività espletata dall impresa mediante un auditor di sua fiducia al fine di verificare che il sistema di gestione ambientale sia correttamente funzionante 5) elaborare una dichiarazione ambientale. Essa comprende la descrizione al pubblico delle attività produttive dell organizzazione, i riflessi che tale attività hanno sull ambiente, i risultati ottenuti dall organizzazione per un minor impatto ambientale, l individuazione degli obiettivi di miglioramento da conseguire in prospettiva futura. Il Regolamento EMAS prevede che la dichiarazione ambientale sia poi esaminata e convalidata da un Verificatore Ambientale, indipendente dall organizzazione, accreditato dal Comitato Ecolabel- Ecoaudit Sezione EMAS Italia e quindi su richiesta di quest ultimo iscritta nel registro europeo EMAS. In Italia il Comitato rappresenta l Autorità pubblica competente sia per l accreditamento e i controlli dei verificatori ambientali, sia per la registrazione del sito che sancisce il diritto dell organizzazione ad essere riconosciuta per la sua qualità ambientale nei confronti dell esterno. La struttura del Regolamento EMAS, sulla base dell esperienza maturata dopo i primi cinque anni di vigenza, è stata recentemente rivista e sono state apportate numerose innovazioni. 16

18 Senza dubbio la novità di maggior portata contenuta in EMAS II è costituita dall allargamento della registrazione a tutti i settori anche non industriali ed in particolare ai servizi (alberghi e settore turistico, banche, scuole, Pubblica Amministrazione, etc). Già l EMAS prevedeva questa possibilità, sia pure a titolo sperimentale. Un altro punto di novità risiede nell enfasi che è stata data alla promozione dell adesione ad EMAS delle piccole imprese. A tal fine l EMAS II non solo invita gli Stati Membri ad adottare misure di sostegno e di incentivazione a favore delle piccole imprese e di quelle artigiane, ma la Commissione UE ha assunto l iniziativa di predisporre una linea guida che contiene esplicite semplificazioni possibili a favore delle piccole imprese nell applicazione di EMAS II. E stato poi introdotto nell EMAS II l invito esplicito rivolto agli Stati Membri affinché essi tengano conto della registrazione EMAS nell elaborazione della legislazione ambientale e nei relativi controlli. Il nuovo Regolamento ha deciso di incorporare al suo interno in maniera integrale la norma ISO 14001; attualmente quindi, i due sistemi coincidono per quanto riguarda la parte a carico delle imprese che si dotano di un programma di miglioramento ambientale e del relativo sistema di gestione ambientale interna. Rimangono invece le differenze rappresentate dall impegno pubblico che l impresa assume nei confronti dell esterno attraverso la dichiarazione ambientale e dal sistema di verifica che nell EMAS è garantito dall accreditamento pubblico a livello europeo. Altra novità fondamentale introdotta dall EMAS II, anche in relazione alla sua estensione ai settori non industriali, è data dall obbligo posto a carico delle organizzazioni di considerare non solo gli effetti ambientali diretti associati alla loro attività, ma anche gli effetti ambientali indiretti, quelli che si svolgono cioè al di fuori della sua responsabilità diretta. Infine, l EMAS II prevede che la cadenza della verifica della dichiarazione ambientale, fino ad oggi triennale, diventi annuale. Il significato di questo cambiamento risiede nella volontà di voler considerare la dichiarazione ambientale assimilabile al bilancio economico che tutte le organizzazioni adottano annualmente e che sottopongono alla certificazione da parte di adeguati soggetti terzi. 17

19 3. L ANALISI AMBIENTALE INIZIALE (A.A.I.) Premessa Il nuovo Regolamento n 761/2001 EMAS, nell Allegato VII al punto 7.1 Osservazioni generali, chiede che l organizzazione deve determinare la sua posizione attuale rispetto all ambiente mediante un analisi che consideri tutti gli aspetti ambientali dell organizzazione quale base su cui predisporre il sistema di gestione ambientale. In particolare vengono evidenziati al punto 7.2 dell Allegato VII i cinque requisiti che l analisi ambientale deve coprire: - prescrizioni legislative, regolamentari e di altro tipo cui l organizzazione si conforma - identificazione di tutti gli aspetti ambientali che hanno un impatto ambientale significativo e compilazione di un registro per quelli individuati come importanti - descrizione dei criteri secondo cui valutare l importanza dell impatto ambientale in conformità all Allegato VI, punto esame di tutte le pratiche e procedure gestionali esistenti in materia di ambiente - valutazione dell insegnamento tratto dall analisi di incidenti precedenti L Analisi Ambientale Iniziale è il punto di partenza per la realizzazione di un Sistema di Gestione Ambientale. Costituisce la base conoscitiva indispensabile per individuare le aree critiche, definire gli obiettivi di miglioramento e pianificare gli interventi in base al contesto territoriale in cui si opera, ai vincoli normativi, alle disponibilità economiche e alle aspettative dei principali interlocutori. Sulla base delle informazioni ottenute attraverso l A.A.I., MPS BancaVerde ha potuto stabilire la propria politica ambientale e definire gli obiettivi e il programma di miglioramento ambientale che intendeva realizzare. Lo sforzo che è stato richiesto alla banca è stato quello di: esaminare tutte le attività che hanno influenza sull ambiente, sia quelle il cui impatto è determinato dallo svolgimento del lavoro proprio della banca (ad es. consumi di acqua, energia, materiali di pulizia, materiali per l igiene personale), sia quelle sulle quali l Istituto bancario esercitava un potere gestionale diretto o di controllo. Maggiori specificazioni sull argomento sono presenti nella Raccomandazione della Commissione Europea pubblicata in GUCE n 247 del 07/09/01 serie L, relativa agli orientamenti per l attuazione del Regolamento EMAS II. In particolare nell Allegato III della suddetta Raccomandazione è riportata la procedura per fasi tesa ad individuare gli aspetti ambientali significativi. 18

20 L esame ha riguardato anche quelle attività su cui l istituto bancario non aveva potere di gestione e controllo, ma sulle quali poteva esercitare un influenza determinante attraverso le proprie decisioni, raccogliendo i dati che riguardavano l inquinamento dell aria, dell acqua, suolo, inquinamento acustico, produzione di rifiuti, traffico, etc, e individuando gli aspetti ambientali significativi su cui orientare le azioni destinate a migliorare la situazione dei relativi impatti. Operativamente la fase di analisi ambientale iniziale si è articolata su: 1) Raccolta dati, analisi della documentazione disponibile e di ogni altro elemento rilevante dal punto di vista ambientale esistente nell Istituto 2) Sopralluoghi nell Istituto bancario e nelle aree esterne 3) Interviste con i responsabili delle funzioni interessate alla gestione delle tematiche ambientali 4) Analisi dei servizi offerti In conclusione si è pervenuti al documento finale denominato: Report di Analisi Ambientale Iniziale che è una sintesi delle attività di indagine precedente e che fornisce il quadro completo e al tempo stesso dettagliato della situazione di partenza dell Istituto bancario dal punto di vista ambientale. 19

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