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2 A Relazione Tecnica e calcoli Idrologici Data di emissione: Dicembre 2012 Comune di San Gavino Monreale Provincia del Medio Campidano VARIANTE E AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO ai sensi dell Art. 37 delle Norme di Attuazione del P.A.I. RELAZIONE TECNICA E CALCOLI IDROLOGICI SOMMARIO: PREMESSA RETE IDROGRAFRICA CALCOLI IDROLOGICI PER LA DETERMINAZIONE DELLA PORTATA DI PIENA DETERMINAZIONE DELLE PORTATE DI PIENA. GENERALITÀ METODO CINEMATICO (O RAZIONALE) PIOGGE SECONDO CURVE DI POSSIBILITÀ PLUVIOMETRICA DI CAO-PUDDU-PAZZAGLIA ALTRI METODI PER LA DETERMINAZIONE DELLA PORTATA DI PIENA Metodo Cinematico (o Razionale) con le piogge calcolate col metodo TCEV applicato alle piogge Metodo TCEV applicato alle portate Metodo del Lazzari Metodo del Sirchia SCELTA DELLE PORTATE DI PIENA DI VERIFICA CALCOLO IDRAULICO DEI CORSI D ACQUA CRITERI GENERALI

3 PREMESSA La presente relazione riguarda la verifica idrologica ed idraulica dei rii che interessano il centro abitato di San Gavino Monreale che hanno determinato nella stesura dei P.A.I. la perimetrazione di diverse aree a rischio di esondazione. I rii individuati dal P.A.I. sono: Il rio Pardu; Il rio Marianna Garau; Un altro rio, non meglio specificato posto fra il rio Marianna Garau e il Rio Pardu che nella presente relazione verrà chiamato Bacino centrale. L amministrazione comunale con un apposito incarico ha voluto eseguire dei calcoli idraulici di dettaglio volti a definire con il massimo della precisione possibile le aree soggette ad esondazione e procedere sulla base delle risultanze dello studio ad una riperimetrazione delle suddette aree ed alla conseguente richiesta di modifica del P.A.I. vigente. Nella presente relazione vengono analizzati tutti gli aspetti idrologici dei corsi d acqua che interessano il centro abitato; per quanto concerne gli aspetti idraulici si rimanda alla Relazione Allegato B al presente studio. Nella presente relazione non viene preso in considerazione il Rio Mannu di Pabillonis (nella zona di San Gavino Monreale detto anche Rio Malu) in quanto tale corso d acqua è stato oggetto di un apposita indagine nello studio delle fasce fluviali della RAS che ha portato alla introduzione di ulteriori aree a rischio di esondazione che vengono confermate nel presente studio. 2

4 1. RETE IDROGRAFRICA Una puntuale verifica eseguita sulla base di numerosi rilievi di campagna ha potuto verificare che la rappresentazione della rete idrografica fornita nelle carte IGM risponde allo stato di fatto; per contro si sono riscontrate numerose differenze rispetto alla rappresentazione della medesima rete come riportata nella carta tecnica regionale; in essa la rete idrografica risulta tracciata in modo incompleto. Nell ambito della presente relazione si sono presi in considerazione i bacini del rio Pardu che poi confluisce nel rio Piscina Linu prima di arrivare al Rio Mannu, il Rio Marianna Garau sino alla confluenza con il rio Mannu ed il bacino centrale in corrispondenza della via Roma che si ricongiunge con il Rio Marianna Garau poco prima della sua confluenza con il rio Mannu. I bacini idrografici sono stati tracciati sulla base dei riferimenti della cartografia ufficiale integrati con una serie di verifiche e di rilevi sul campo, integrate sulla base delle immagini satellitari. La linea spartiacque dei bacini scolanti verso il comune di San Gavino Monreale si spinge a monte fino a quota 385 m s.l.m. in località Roia Laccas tra Sardara e Collinas e a valle l esutorio corrisponde alla sezione di chiusura del rio Piscina Linu ovvero alla confluenza con il rio Malu di S. Gavino. Al suo interno procedendo da monte verso valle si rilevano i seguenti corpi idrici: il rio Mitza Truncu, poi rio Suasia, che originariamente doveva alimentare il rio Pardu è attualmente deviato verso il canale poi rio Cuccuru Casu che alimenta il rio Malu di San Gavino. In effetti il canale Suasia poi canale Cuccuru Casu, sulle carte appare caratterizzato da un andamento incoerente rispetto ai rilievi esistenti e alle curve di livello: a conferma di ciò, dai sopralluoghi effettuati, attualmente, risulta essere un canale artificiale con dimensioni importanti (sezione trapezia in cls e terra, con larghezza alla base di circa 8 m, circa 20 m in sommità, profondità media oltre 3,5 m, dotato di numerose briglie e salti di fondo sempre in cls, ai suoi bordi un ampia strada di servizio). Secondo quanto emerge dalle carte IGM e CTR intercetta e dunque drena quasi i 2/3 del bacino naturale del rio Pardu, circa 12 Kmq caratterizzati dalla presenza di sorgenti e forte acclività, in grado di raccogliere afflussi equivalenti a portate dell ordine di oltre 100 mc/sec che ora vengono completamente deviate tramite il canale Cuccuru Casu verso il rio Malu di S. Gavino. il rio de S Arrideli, che svolge funzioni similari a quelle del rio Cuccuru Casu: è un canale artificiale che intercetta il deflusso che può essere raccolto dalla superficie scolante posta a monte dell area urbana di S.Gavino e la versa nel rio Pardu; è trapezio in terra con dimensioni di almeno 2 m alla base, 7-8 m massimi in sommità, profondità massima di circa 1,5 2 m. Ai suoi bordi una adeguata strada di servizio. Nelle intersezioni stradali gli attraversamenti sono di modeste dimensioni che in prima analisi non sembrano essere di ostacolo al deflusso di piena. il rio Pardu, si estendeva oltre il canale Cuccuru Casu, anzi secondo la carta del La Marmora e il dizionario Angius/Casalis esso proveniva da Collinas e Sardara. 3

5 Dunque il canale Cuccuru Casu e il rio S Arrideli sono stati realizzati presumibilmente nella seconda metà del Attualmente svolge le funzioni di un canale di drenaggio, privo di acqua corrente, su cui scola una superficie di circa 8 Kmq. A monte dell area urbana raccoglie i deflussi intercettati dal rio S Arrideli e si restringe man mano che scende a valle in primo luogo per effetto degli attraversamenti stradali (attualmente sono 6 tutti insufficienti, ma per effetto delle nuove opere stradali e ferroviarie diventeranno in tutto 7 in un tratto lungo 1,5 Km e 9 su un percorso di circa 2 Km), per effetto delle opere di urbanizzazione che tra l altro hanno portato a tombare circa 150 m dell alveo in prossimità dell ospedale e altri 250 m a monte del rio Piscina Linu. In sostanza tra ponti e opere di urbanizzazione circa la metà dell alveo è tombato, il resto è limitato almeno da un lato dalle costruzioni realizzate a ridosso delle sponde e risulta comunque insufficiente a far defluire le portate conseguenti a eventi piovosi critici. Inoltre lungo il tracciato si rileva la presenza di sottoservizi e linee elettriche di superficie, e in qualche caso è probabile che in esso vengano sversate le acque nere provenienti da qualche lottizzazione. È possibile dire che a partire dall 800 tale alveo ha subito un progressivo ridimensionamento sino ad apparire oggi un canale a cielo aperto che, se ce ne fossero, sverserebbe le acque piovane nel rio Piscina Linu. il rio Marianna Garau ha origine nei pressi del rio Sarrideli ed ha un tracciato interno al centro urbano, passa nei pressi della ex stazione ferroviaria lungo la via Po e sbocca nel Fluminimannu di Pabillonis. Il tracciato del rio è per lo più tombato con sezioni variabili; nelle tavole allegate alla presente proposta di variante vengono indicate in dettaglio le sezioni in cls che compongono le varie sezioni del rio. il bacino centrale urbano che ha origine alla partenza della via Roma ed ha un tracciato interno al centro urbano che segue appunto la via Roma, passa nei pressi della ex stazione ferroviaria e si ricongiunge al Rio Marianna Garau prima della sua confluenza nel Flumini Mannu di Pabillonis. il rio Piscina Linu ha un andamento il cui tracciato nel corso di oltre un secolo non ha subito sostanziali variazioni, secondo la carta IGM del 1898 esso aveva origine in prossimità della via Dante (riu Cani) dove è infatti presente una brevissima tombatura. Attualmente il rio Piscina Linu è tombato per circa 600 m dalla via Dante fino all intersezione con la linea di un acquedotto. il rio S Acqua Sa Murta: rio esistente nel passato, è segnalato sia nella carta La Marmora De Candia che nel Dizionario Storico Sardo Angius Casalis: esso proveniva dalle colline M. Melas e confluiva nel rio Piscina Linu assieme al rio Pardu. Di esso rimane traccia anche nella carta IGM del 1898: attualmente in sua vece sembra esistere la strada comunale S Acqua sa Murta. Nelle carte catastali di impianto (scala 1:2000) risalenti alla prima metà del 1900, a monte tra le colline M. Melas e il canale Cuccuru Casu è segnalata la gora S acqua Sa Murta che defluisce nel canale Bruncu Fenugu, a valle il rio Cani (oggi via Dante). Si noti che nella carta del La Marmora, non erano segnalati i canali Cuccuru Casu, S Arrideli e Bruncu Fenugu. Dunque è ammissibile che il territorio del Comune di S. Gavino M.le inizialmente, oltre che dal rio Pardu, 4

6 doveva essere interessato anche da un secondo rio proveniente dalla località S acqua sa Murta e dalle colline M.Melas. Questo corso d acqua doveva procedere lungo la direzione oggi individuata dalla strada comunale S Acqua sa Murta e confluire nel rio Piscina Linu lungo quello che un tempo era il rio Cani. Successivamente una parte del rio ( la Gora s acqua sa Murta) è confluito nel canale o rio Bruncu Fenugu proveniente da Sardara, e la restante parte del rio e del bacino è stata intercettata dal canale S Arrideli. rio Pardu. Solo il rio Cani è rimasto a valle del canale S Arrideli ma esso sottende un bacino trascurabile di piccolissime dimensioni. il rio Malu di S. Gavino M.le, costituisce a tutt oggi un complesso sistema di drenaggio sul quale convergono numerosi corpi idrici naturali e artificiali. Queste brevi note solo per evidenziare che anch esso ha subito importanti trasformazioni. Infatti originariamente nasceva in località Piscina Pascanadi (stagno delle anatre) e dopo aver intercettato il rio Piscina Linu confluiva sul rio Fluminimannu di Pabillonis che nasceva in corrispondenza del Monte Linas. Successivamente con la bonifica dello stagno di Sanluri è probabile venisse realizzato il rio Bruncu Fenugu che da Sardara giunto in località Pascanadi alimenta il rio Mannu di S. Gavino M.le. Come detto precedentemente ai fini della revisione del PAI nel centro abitato di San Gavino Monreale, escludendo il rio Fluminimannu di Pabillonis (nella zona di San Gavino Monreale detto anche Rio Malu), sono stati individuati tre impluvi: Rio Pardu; Rio Maranna Garau; Bacino centrale in corrispondenza della via Roma. 5

7 2. CALCOLI IDROLOGICI PER LA DETERMINAZIONE DELLA PORTATA DI PIENA Il calcolo idrologico delle portate è stato eseguito, per i due i corsi d acqua suddetti, nelle sezioni di controllo individuate nella cartografica allegata. Per ogni sezione si sono determinate tutte le caratteristiche dei bacini, e della rete idrografica esistente. Nelle tabelle allegate si riportano per tutte le sezioni, le caratteristiche dei bacini idrografici sottesi nonché le caratteristiche di tutti i tratti delle reti di dreno rilevate nello stato attuale. 2.1 Determinazione delle portate di piena. Generalità Si sono individuati i bacini scolanti delle citate sezioni con particolare riferimento ai seguenti parametri: Tabella 2 - Caratteristiche morfologiche dei bacini PARAMETRI morfologici idrologici Lunghezza asta fluviale (L) U.M. Km Superficie bacino (S) Km 2 Pendenza media asta fluviale (J m) % Quota sezione (H 0) Quota media bacino (H m) m (s.l.m.) m (s.l.m.) I bacini idrografici in esame si trovano nella Sardegna centrale, nel quadrante centro-occidentale ed orientato verso ovest; il rio Pardu risulta scolante nel Rio Piscina Linu mentre il rio Mariana Garau ed il bacino centrale in corrispondenza della via Roma sono affluenti diretti del rio Flumini Mannu di Pabillonis. Sottendono aree di territorio limitrofe a stazioni pluviometriche che nelle relative osservazioni dei dati storici hanno rivelato un regime delle precipitazioni intense (maggiori responsabili dei fenomeni di piena nei corsi d acqua della Sardegna) abbastanza elevato, nel significato idrologico che verrà specificato più avanti. Al fine della verifica e delle condizioni di sicurezza relativamente alle aree di piena è necessario determinare la portata al colmo, in relazione al cui passaggio si determinano le condizioni di sicurezza. Non essendo presenti nelle sezioni di interesse o in sezioni idrologicamente simili serie storiche di deflussi di piena significative, sulle quali esercitare l analisi statistica volta a determinare le portate di dimensionamento, si è proceduto utilizzando alcuni classici metodi dell idrologia utilizzati in Sardegna, dei quali si forniscono, nei paragrafi seguenti, i principali fondamenti teorici. 6

8 2.2 Metodo Cinematico (o Razionale) piogge secondo curve di possibilità pluviometrica di Cao-Puddu-Pazzaglia Tale metodo risulta essere particolarmente adatto al caso di bacini di piccole dimensioni (fino a 100 Km 2 ) quali quelli in esame e pertanto è stato utilizzato per la stima della portata di piena dei rii. Si ricorda che le ipotesi di base del metodo sono: la formazione della piena è dovuta esclusivamente ad un fenomeno di trasferimento della massa liquida; ogni singola goccia di pioggia si muove sulla superficie del bacino seguendo un percorso immutabile che dipende soltanto dalla posizione in cui essa è caduta; la velocità di ogni singola goccia non è influenzata dalla presenza delle altre gocce, cioè ognuna scorre indipendentemente dalle altre; la portata defluente si ottiene sommando tra loro le portate elementari provenienti dalle singole aree del bacino che si presentano allo stesso istante nella sezione di chiusura. Il metodo fornisce, pertanto la portata di massima piena (in m 3 /s) attraverso la seguente relazione: nella quale: Q portata di piena espressa in m 3 /s; Φ coefficiente di deflusso; A area del bacino idrografico in km 2 ; Q = Φ A h 3. 6 t c tc t c h tc tempo di corrivazione del bacino in ore; pioggia critica della durata t c espressa in mm. Utilizzando tale metodologia, si trasferisce il problema della modellazione probabilistica degli eventi dalla grandezza portata di piena alla grandezza altezza di precipitazione di breve durata, con il grande vantaggio di poter operare, in linea generale, su una base di dati molto più estesa. Come detto, il metodo cinematico solitamente ben si adatta alle stime di portata di piena dei piccoli bacini, mentre per bacini di maggiori dimensioni fornisce risultati che in genere risultano sovrastimati. Le ragioni di tale sovrastima sono sostanzialmente due. La prima ragione è relativa alla valutazione della pioggia ragguagliata sul bacino ed, in effetti, non è insita nel metodo quanto nel modo di applicarlo. Infatti nella formula del metodo cinematico compare l'altezza critica della precipitazione relativa alla durata del tempo di corrivazione del bacino. Tale altezza critica viene stimata in base alle curve di possibilità pluviometrica che sono valide per le stazioni di osservazione e, 7

9 quindi, si riferiscono a valori puntuali della grandezza. E' ovvio che, all'aumentare dell'estensione del bacino, l'altezza di pioggia ragguagliata sull'intero bacino tende a diminuire, a parità di probabilità, rispetto alle stime puntuali, per effetto delle caratteristiche spaziali del fenomeno che non consente una uguale intensità di pioggia per un tempo sufficientemente esteso su tutto il bacino. Sulla base di analisi empiriche o sulla base di valutazioni teoriche che discendono dalla teoria della correlazione, alcuni autori hanno definito dei metodi di valutazione di coefficienti di smoothing in funzione della superficie del bacino. In relazione alle limitate dimensioni dei bacini, alla mancanza di osservazioni utili alla verifica di tali coefficienti e, comunque, in considerazione del fatto che operare in assenza della riduzione descritta è a vantaggio della sicurezza, ha portato a definire che la pioggia sull'intero bacino sia pari a quella valutata, sulla base della distribuzione probabilistica stimata, sulle osservazioni puntuali alle stazioni pluviometriche. La seconda ragione di sovrastima che è, come detto, sempre più importante al crescere delle dimensioni del bacino, riguarda la caratteristica del metodo che si basa unicamente su un onda cinematica, trascurando completamente tutti i fenomeni di accumulo nei piccoli invasi della superficie del bacino e nello stesso invaso determinato dalla superficie idrica nella rete idrografica. E chiaro che, in questa ipotesi, la risposta del bacino ad una pioggia intensa è molto più diretta, in quando manca l'effetto di laminazione che sull'onda di piena è in grado di effettuare il volume d'invaso. Come si può rilevare, le grandezze che è necessario stimare per l'applicazione della formula sono il coefficiente di deflusso ed il tempo di corrivazione. Per il coefficiente di deflusso è stato adottato il valore stimato nell ambito del Piano Acque, utilizzando la metodologia S.C.S. in funzione delle caratteristiche geomorfologiche e pedologiche di ciascun bacino. Al coefficiente di deflusso si deve poi moltiplicare il coefficiente di smoothing delle piogge per passare dai valori puntuali alle stazioni pluviometriche ai valori ragguagliati sul bacino a parità di probabilità che, sulla base della metodologia utilizzata nel Piano Acque, di volta in volta è stato ricavato dall interpolazione della tabella a doppia entrata (Superficie/Tempo di ritorno) contenuta nel volume del P.A. dedicato alla stima delle piene. Il tempo di corrivazione viene valutato, di norma, mediante formule empiriche di diversi autori italiani e non, stante la difficoltà di procedere a valutazioni e misure dirette. Si è ricorso alla valutazione del valore più attendibile con l applicazione delle formule indirette più diffuse, che di seguito si ricordano. Formula del Ventura t c A = [ore] i 8

10 nella quale "A" rappresenta la superficie del bacino espressa in km² e "i" rappresenta la pendenza media dell asta principale del bacino che può essere calcolata con la formula: i = L L K K i k dove i valori di i k ed L k rappresentano rispettivamente la pendenza e la lunghezza dei tratti nei quali la pendenza dell'alveo può considerarsi uniforme; L rappresenta la lunghezza complessiva dell'asta principale del bacino, in Km, ed è uguale alla sommatoria delle L k. Formula del Giandotti: t c 1.5 L + 4 A = [ore] 0.8 H m nella quale i simboli A ed L assumono i significati precedentemente esposti, mentre H m rappresenta l'altitudine media del bacino e H 0 rappresenta l altitudine della sezione di chiusura del bacino idrografico. Formula del Viparelli La formula indicata dal Viparelli determina il tempo di corrivazione assumendo una velocità costante e compresa, usualmente, fra 1.0 e 1.5 m/s: L t c = [ore] 3600 dove L è, al solito, la lunghezza dell asta principale espressa in metri dove t s è, in effetti, il tempo di concentrazione del bacino ricavato sulla base di una regressione multipla sui dati desumibili dagli idrogrammi di piena dei corsi d acqua della Sardegna. Formula del Pasini (seconda formula) La formula indicata dal Pasini determina il tempo di corrivazione assumendo quali grandezze caratteristiche la pendenza media dell asta principale i, la superficie A del bacino [km 2 ], e la lunghezza dell asta L [m]: 9

11 A L tc = [ore] i Formula del Kirpich tc = L i a 0.77 [ore] Per i piccoli bacini è particolarmente indicata una formula che media i valori del tempo di corrivazione ottenuti con le formule del Kirpich, del Pezzoli, di Watt e di Chow. Essa assume la seguente forma: tc = L i a 0.80 [ore] In cui t c è espresso in minuti e L in metri. Preliminarmente si è quindi calcolato il tempo di corrivazione del bacino, utilizzando le formule precedentemente illustrate. Si ritiene che la stima più attendibile e cautelativa del tempo di corrivazione sia fornita dalla formula che media fra i valori forniti dalle formue di kirpich, Pezzoli, Chow, Watt in quanto tutte queste formule sono state tarate sulla base dei dati rilevati su piccolissimi bacini quali quello oggetto del presente studio. La valutazione della precipitazione critica si può ottenere mediante l uso delle formule ricavate da Cao, Pazzaglia e Puddu e riviste poi da Puddu (Università di Cagliari) e da Liguori e Piga, ottenute mediante l elaborazione statistica di tutti i dati delle precipitazioni intense di durata compresa fra 5 minuti primi e un giorno, registrate dalla rete pluviometrica regionale. Vengono suddivise la stazioni pluviometriche della Sardegna in 4 gruppi a ciascuno dei quali corrispondono differenti curve segnalatrici. L'espressione matematica di tali curve di possibilità pluviometrica è la seguente: h tc (a+b u) = h1 tc [mm] dove log( h 1 ) = c + d u Nelle precedenti espressioni h 1 rappresenta la pioggia critica di durata oraria, espressa in mm/ora, h tc rappresenta la pioggia critica di durata t c ore, espressa in mm, mentre u rappresenta il frattile della distribuzione normale standardizzata. Poiché il valore di u è funzione della probabilità o, che è lo stesso, del 10

12 periodo di ritorno, le espressioni precedenti consentono di ricavare l'altezza di precipitazione critica relativa ad un evento avente un prefissato periodo di ritorno. I valori dei parametri a, b, c e d delle curve di possibilità pluviometrica, rideterminati da Liguori e Piga nello studio CAO C, PIGA E, SALIS M, SECHI G. M., Valutazione delle Piene in Sardegna-Rapporto Regionale, CNR-GNDCI.1991 sono i seguenti: Tabella 4 - Valori dei parametri delle curve di possibilità pluviometrica per la Sardegna Parametri a b c d Gruppo Pluviometrico I gruppo 0, , , , II gruppo 0, , , , III gruppo 0, , , , IV gruppo 0, , , , Coefficiente di Deflusso Il coefficiente di Deflusso (Φ nella espressione matematica del metodo) può assumere, a giudizio del progettista, valori tanto più vicini all unità quanto maggiore risulti l effetto dei seguenti fattori: Φ tende a 1 per bacini di piccola estensione (inferiore a 50 km 2, come nel caso in esame); Φ tende a 1 per eventi eccezionali (ovvero per tempi di ritorno elevati: già per valori di T superiori ai anni sarebbe consigliabile assumere Φ = 0,9 1,0); Φ tende a 1 per bacini caratterizzati da elevata pendenza; Φ tende a 1 per bacini impermeabili. Stanti queste indicazioni a scopo cautelativo si è scelto di imporre sempre un valore del coefficiente di deflusso Φ pari a 1,00 per gli eventi aventi un periodo di ritorno superiore o uguale a 200 anni. Per gli eventi con periodo di ritorno di 100 anni si è adottato un coefficiente di deflusso pari a 0.9 mentre per periodi di ritorno di 50 anni si è adottato un coefficiente di deflusso pari a 0.8. Risultati L applicazione del metodo al caso in esame fornisce i risultati riportati nella tabella seguente con riferimento ai tempi di ritorno di verifica di 50, 100, 200 e 500 anni e Φ pari rispettivamente a 0.8, 0.9, 1 e 1. 11

13 Nelle tabelle allegate di seguito si riportano i risultati del calcolo portate di piena con il Metodo Cinematico (o Razionale) con le piogge calcolate secondo curve di possibilità pluviometrica di Cao-Puddu-Pazzaglia. Le portate sono state riportate con riferimento alle sezioni S1, S2, S3 ed S4 per il Rio Pardu e delle sezioni n 1, 2, 3, 4, 5, 5, 6 e 7 per il Rio Marianna Garau e per il suo affluente costituito dal bacino urbano centrale in corrispondenza della via Roma, come indicato nella figura di seguito allegata. 12

14 A Relazione Tecnica e calcoli Idrologici Data di emissione: Dicembre 2012 INSERIRE TAVOLA IN FORMATO A3 13

15 Rio Pardu sezione S1 (corrispondente alla sez della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza 4945,23 m Pendenza media asta principale 0,75 % Hm 81,73 m.s.l.m Pendenza media bacino 3.50 % Superficie 3,940 Kmq Altezza sezione 60,00 m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

16 Rio Pardu sezione S2 (corrispondente alla sez. 89 della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza 5365,64 m Pendenza media asta principale 0,60 % Hm 79,00 m.s.l.m Pendenza media bacino 2.83 % Superficie 4,631 Kmq Altezza sezione 56,26 m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

17 Rio Pardu sezione S3 (corrispondente alla sez. 38 della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza 6.433,63 m Pendenza media asta principale 0.57 % Hm 77,00 m.s.l.m Pendenza media bacino 2.21 % Superficie 5,222 Kmq Altezza sezione 51,92 m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

18 Rio Pardu sezione S4 (corrispondente alla sez. 30 della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza 6620,29 m Pendenza media asta principale 0,57 % Hm 69,85 m.s.l.m Pendenza media bacino 2,08 % Superficie 5,998 Kmq Altezza sezione 51,44 m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

19 Rio Marianna Garau sezione n 1 (corrispondente alla sez. 83 della simulazione idraulica su Hec- Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale 0.46 % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.50 % Superficie 0.22 Kmq Altezza sezione m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

20 Rio Marianna Garau sezione n 2 (corrispondente alla sez. 65 della simulazione idraulica su Hec- Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale 0.50 % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.50 % Superficie Kmq Altezza sezione m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt 1.20 h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

21 Rio Marianna Garau sezione n 3 (corrispondente alla sez. 58 della simulazione idraulica su Hec- Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.41 % Superficie Kmq Altezza sezione m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich 0.90 h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

22 Rio Marianna Garau sezione n 4 (corrispondente alla sez. 39 della simulazione idraulica su Hec- Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.41 % Superficie Kmq Altezza sezione m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

23 Rio Marianna Garau sezione n 5 (corrispondente alla sez. 1 della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.41 % Superficie Kmq Altezza sezione 50 m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

24 Bacino centrale in corrispondenza della Via Roma - sezione n 5a (corrispondente alla sez. 1 della simulazione idraulica su Hec-Ras) Lunghezza m Pendenza media asta principale % Hm m.s.l.m Pendenza media bacino 0.49 % Superficie Kmq Altezza sezione m.s.l.m Hmax bacino m.s.l.m Tempi di corrivazione Viparelli h Giandotti h Ventura h Pasini h Kirpich h MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt h PORTATE PER I VARI TEMPI DI RITORNO (MEDIA Kirpich, Pezzoli, Watt e Chow-Watt) Coefficiente di TEMPO DI RITORNO deflusso

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