1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici"

Transcript

1 1 Capitolo 8. Sviluppo linfocitario e riarrangiamento ed espressione dei geni dei recettori antigenici La maturazione consiste in una serie di eventi che avvengono negli organi linfoidi generativi o primari: 1. Orientamento verso linfociti T o B. A partire da cellule staminali dette HSC (Hematopoietic Stem Cells) nel midollo osseo e nel fegato fetale si ha la maturazione a CLP (progenitore linfoide comune) che poi a seconda degli stimoli ricevuti dai recettori di membrana si differenzierà in linfocita B o T. I linfociti T terminano la loro maturazione all interno del timo. 2. Riarrangiamento dei geni per il recettore. Elemento chiave della maturazione linfocitaria che avviene nei linfociti B immaturi nel midollo osseo e nei linfociti T immaturi nel timo. A partire da un numero modesto di geni grazie a tagli, ricongiungimenti ed aggiunte si genera un numero elevatissimo di esoni differenti che codificano per il recettore, tutto questo prima dell incontro con l antigene. 3. Selezione dei linfociti utili ed eliminazione di quelli pericolosi. Le cellule che non esprimono un recettore o pre-recettore corretto muoiono per apoptosi; quelle che sono in grado di legare con bassa avidità gli MHC vengono portate avanti nella maturazione dalla selezione positiva; quelle che legano con elevata avidità antigeni self vengono eliminate dalla selezione negativa fenomeno detto delezione clonale; Possono anche andare incontro a un successivo riarrangiamento del recettore detto editing recettoriale. 4. Proliferazione. 5. Differenziazione in sottogruppi (CD4, CD8, etc). Orientamento verso le linee B e T L orientamento dipende dalle istruzioni ricevute dalla superficie della cellula seguite dall induzione di specifici fattori trascrizionali. Lo stadio precoce dello sviluppo è caratterizzato dalla proliferazione stimolata soprattutto dall IL-7 prodotta dalle cellule stromali di midollo e timo. Mutazioni nel recettore per questa citochina portano ad immunodeficienze quali le SCID. 1.1 Riarrangiamento dei geni recettoriali I geni che codificano per il recettore per l antigene sono generati per riarrangiamento di regioni diverse del gene che codifica per la regione variabile(v) con segmenti di geni della diversità (D) e quelli della ricongiunzione(j).tale processo è detto ricombinazione V(D)J Organizzazione dei loci per le IG Esistono tre loci genici separati su cromosomi diversi che codificano per le tre catene delle IG (pesante, λ, κ). Ciascun locus contiene una regione costante (C) che codifica la parte C delle catene e una regione V che codifica la parte variabile composta da copie multiple di segmenti V e J, nel locus per la catena 1

2 pesante sono presenti anche segmenti D. Nell uomo nei segmenti o geni V al 5 di ognuno vi è una sequenza L che codifica per un peptide leader che caratterizza tutte le proteine neo-sintetizzate e svolge un ruolo essenziale nell indirizzamento verso l ER. Nel 3 della regione V cioè tra i geni V e quelli C vi sono segmenti J e nei loci per le catene pesanti vi sono anche dei segmenti D. La regione C della catena pesante è costituita da circa 9 geni C, solo 3 o 4 bastano per codificare l intera regione C della catena pesante e altri 2 per la regione carbossi-terminale di membrana. Nel locus per le catene leggere vi è un unico esone C che basta da solo a codificare l intera regione C della catena leggera. Nelle catene leggere il dominio V è codificato dai segmenti V e J mentre quelle pesanti da V(D)J Organizzazione dei loci per TCR L organizzazione è molto simile a quella per le Ig. I geni che codificano per le catene α, β e γ sono su cromosomi separati, mentre quello per la catena δ è contenuto in quello per la catena α. La struttura di questi è uguale a quella detta prima: regione V con segmenti V, J e D solo nelle catene β e δ e una regione C con 2 geni nelle catene β, γ e uno solo nelle altre due. Ciascun gene V è preceduto in 5 da una sequenza L che codifica per il peptide leader. 2

3 1.1.3 Ricombinazione V(D)J La ricombinazione V(D)J dà origine alla specificità e variabilità del recettore e consiste nell unione di segmenti V, D(se presente) e J presi a caso. Siccome i segmenti scelti si trovano lontani sul cromosoma devono essere effettuate rotture e riallacciamenti. Durante la ricombinazione sono aggiunti o rimossi nucleotidi che aumentano enormemente la variabilità dell esone V(D)J. Il risultante esone V(D)J codificherà la regione variabile, in associazione con le regione C che sono invece costanti.tale ricombinazione è effettuata da un complesso detto ricombinasi. Il complesso della ricombinasi riconosce specifiche sequenze dette RSS situate nel 3 del segmento V e 5 del segmento J; tali sequenze sono costituite da una sequenza altamente conservata di 7 nucleotidi detta eptamero distaccata da una sequenza spaziatrice d 12 o 23 nucleotidi da una seconda sequenza conservata di 9 nucleotidi detta nonamero. Un enzima specifico una volta avvicinati i due eptameri (uno adiacente a V e uno adiacente a J) taglia l elica tra il segmento V e J e il rispettivo eptamero, successivamente segue l unione dei due segmenti codificanti e l eliminazione del frammento contentente le RSS sotto forma di anello. In alcuni casi gli eptameri sono situati entrambi a destra sia di V che di J in tal caso è necessaria una inversione del Dna intermedio e le RSS tagliate non vengono eliminate ma rimangono nel cromosoma. La ricombinazione tra due segmenti si verifica solo uno è fiancheggiato da uno spaziatore di 12 e l altro di 23: è la cosiddetta regola 12/23. Il processo di ricombinazione V(D)J si può riassumere in quattro eventi fondamentali: 1. sinapsi: i due segmenti codificanti e le RSS adiacenti vengono in contatto tra loro grazie alla formazione di un anello sul cromosoma. 2. taglio: rottura del doppio filamento di Dna. 3

4 3. codifica e processazione: le estremità tagliate vengono modificate mediante aggiunta o rimozione di nucleotidi. 4. unione:le estremità codificanti vengono unite in un processo detto NHEJ (Non Homolgous End Joining). In tali processi svolgono un ruolo centrale due proteine dette Rag-1 e Rag-2 che formano il complesso ricombinasi V(D)J. Rag-1 e Rag-2 mantengono uniti i segmenti genici durnte la ricombinazione e poi Rag-1 riconosce le sequenze tra l eptamero e la sequenza codificante e le taglia. Il taglio viene effettuato solo su una delle eliche e l estremità tagliata si lega all altra formando una struttura a forcina detta hairpin. L altra estremità da origine a una terminazione blunt ancora legata alle RSS e non processata. Le due hairpin chiuse, una del V e l altra di J si trovano a essere una di fronte all altra e vengono a essere modificate con aggiunta di nucleotidi. I geni per Rag sono attivi solo nei linfociti immaturi, in fase proliferativa o matura sono silenti proprio per minimizzare il rischio di rotture inapropriate del Dna. Le hairpin vengono aperte e modificate da un enzima detto Artemis, attivato da Dna-Pk (protein chinasi DNA dipendenti) a sua volta attivato dalle due proteine Ku70 e Ku80 che svolgono un ruolo chiave nel riparo della rottura. Generazione della diversità linfocitaria L enorme diversificazione dei linfociti B e T è dovuta soprattutto al riarrangiamento dei geni per il recettore (IG e TCR). Questa diversificazione è dovuta a una diversità combinatoria dovuta semplicemente alle diverse combinazioni possibili tra i diversi segmenti V,J e D e a una diversità giunzionale data dalla aggiunta e rimozione di nucleotidi dai segmenti V, J e D. Quest ultima è mediata da diversi meccanismi: primo meccanismo è la rimozione di nucleotidi dalla sequenza germinale alle estremità del gene a opera di una endonucleasi. un secondo è la aggiunta di nuove sequenze nucleotidiche alle giunzioni scisse da Artemis. Se la scissione è asimmetrica i nucleotidi aggiunti devono essere complementari a quelli del tratto parallelo e tali nucleotidi sono detti nucleotidi P. ultimo meccanismo di diversità giunzionale è la aggiunta casuale di un massimo di 20 nucleotidi non codificati da alcuno stampo detti nucleotidi N mediata da un enzima chiamato TdT. La massima diversificazione si ha nella regione CDR3 delle Ig e TCR che si forma nei siti di ricombinazione V(D)J. Proprio per la sua elevata specificità la sequenza dei nucleotidi contenuta in questa regione funziona come marcatore clonale specifico: in questo modo nei tumori linfocitari si può stabilire quale clone è la causa. 1.2 Sviluppo dei linfociti B 4

5 Durante la maturazione, le cellule della linea linfocitaria B passano attraverso stadi distinti caratterizzati da markers specifici e Ig caratteristiche. Il precusore più precoce destinato a diventare linfocita B è detto linfocita pro-b; queste cellule non producono alcuna Ig e possono essere distinte per l espressione di molecole di superficie quali CD19 e CD10. Le proteine Rag sono espresse per la prima volta a questo stadio e la prima ricombinazione nei geni delle Ig ha luogo nel locus della catena pesante. I passi di questa prima ricombinazione sono: 1. Avvicinamento di un segmento D e un segmento J con eliminazione del DNA interposto 2. Aggiunta di un gene V 5 all unità DJ appena creata: tutto i segmenti V e D interposti vengono eliminati 3. Aggiunta di nucleotidi da parte di TdT 4. Trascrizione di VDJ (se l aggiunta di nucleotidi ha generato una sequenza produttiva) Se il riarrangiamento della catena pesante ha successo la cellula smette di essere chiamata linfocita pro-b e passa alla fase di linfocita pre-b. I linfociti pre-b sono cellule B in sviluppo che esprimono la proteina Igµ ma che devono ancora riarrangiare il locus per la catena leggera. La catena pesante µ è infatti associata con le proteine λ5e VpreB dette surrogati delle catene leggere. L insieme di catena pesante, catene leggere surrogate e proteine trasduttrici dette Igα e Igβ formano quello che prende il nome di recettore pre-b. Nelle cellule con riarrangiamenti in frame del locus IgH è il pre-bcr a fornire i segnali di transizione da fase pro-b a fase pre-b. I segnali in arrivo da questo recettore sono responsabili dell espansione in termini numerici di questa popolazione linfocitaria. Numerose molecole segnalatrici sono necessarie sia al BCR che al pre-bcr per superare il checkpoint. Una tirosin chinasi detta Btk (Bruton s tyrosine kinase) è attivata a valle di questi recettori ed è necessaria per la sopravvivenza e la maturazione della cellula oltre la fase di linfocita pre-b. Mutazioni nel gene Btk portano alla patologia detta agammaglobulinemia X-linked. Il complesso pre-bcr regola i successivi riarrangiamenti dei geni Ig in due modi. In primo luogo se una proteina µ viene prodotta da un locus ricombinato in un cromosoma il pre-bcr blocca la ricombinazione sull altro cromosoma omologo. Se il primo arrangiamento non è invece produttivo viene consentita la ricombinazione V(D)J sull omologo. Grazie a questa attività in ogni clone solo un allele è espresso mentre l altro è in configurazione germinale e non è utilizzato: ci si riferisce a questo processo con il termine di esclusione allelica. Il secondo sistema in cui il pre-bcr regola la ricombinazione è lo stimolo al riarrangiamento del gene per la catena leggera. Nel successivo stadio di maturazione si ha il riarrangiamento dei geni delle catene leggere che producono le rispettive proteine: queste vanno ad associarsi alla catena pesante µ formando l IgM completa. La cellula a questo punto esprime IgM e viene detta cellula B immatura. La produzione di una catena leggera κ inibisce il riarrangiamento del locus per la catena λ e viceversa: le Ig hanno dunque sempre la stessa catena leggera grazie a questo processo detto di esclusione dell isotipo della catena leggera. Sottogruppi diversi di linfociti B sviluppano a partire da progenitori diversi. Le HSC derivate dal fegato fetale sono precursori delle cellule B tipo B-1; le HSC derivate dal midollo danno invece origine 5

6 alla maggior parte dei linfociti B. Questo secondo gruppo di cellule passa rapidamente attraverso due stadi che lo orienta verso lo sviluppo o di cellule B della zona marginale o di cellule B follicolari. La maggior parte dei linfocti B maturi è di tipo follicolare e coesprime le catene pesanti µ e δ: presentano dunque sia IgD che IgM nella forma di membrana. L espressione simultanea delle due diverse catene pesanti è dovuta a splicing alternativo dello stesso mrna. La coespressione di IgD ed IgM si accompagna all acquisizione di competenza funzionale e abilità di ricircolo: a questo punto si parla dunque di linfocita B maturo. I linfociti B maturi naive sono capaci di rispondere agli antigeni e sono destinati a morire in pochi mesi se non incontrano l antigene per il quale hanno grande affinità. Selezione dei linfociti B maturi La selezione nei linfociti T maturi è molto ben definita e precisa, mentre nell ambito dei linfociti B è un processo molto meno rigido. Le cellule B immature che riconoscono antigeni self con troppa avidità vengono indotte a cambiare la loro specificità tramite il processo di editing recettoriale. In questo processo si ha riattivazione dei geni Rag, con una seconda ricombinazione dei geni della catena leggera: normalmente viene modificata la catena leggera κ e questo altera la specificità del recettore. Se l editing fallisce si ha selezione negativa, un processo responsabile almeno in parte del mantenimento della tolleranza dei linfociti B; il riconoscimento dell antigene in questo caso porta a morte apoptotica. Quando la transizione a linfocita B maturo IgD + IgM + è completata, il riconoscimento dell antigene non porta più ad apoptosi o a editing ma a proliferazione e differenziazione. Linfociti B-1 e linfociti della zona marginale Molte delle cellule B-1 esprimono la molecola CD5 che può essere usata come marker; nell adulto grandi quantità di queste cellule si trovano nel peritoneo e nelle mucose. Questi linfociti secernono spontaneamente IgM che spesso reagiscono con polisaccaridi e lipidi: questi anticorpi sono detti anticorpi naturali in quanto prodotti senza immunizzazione, anche se si sospetta che sia la flora intestinale ad indurne la produzione. I linfociti della zona marginale si trovano nella milza e rispondono ad antigeni polisaccaridici generando anticorpi naturali. Il marker per queste cellule è CD Maturazione dei linfociti T Ruolo del timo Il timo è il più importante sito di maturazione dei linfociti T e a dimostrazione di questo: 1. Se viene rimosso il timo in un topo neonato questo non sviluppa linfociti T maturi 2. L assenza congenita di timo, come nella sindrome di DiGeorge, porta a un ridotto numero di linfociti T in circolo e nei tessuti linfoidi e a pesanti carenze di risposte mediate da questo tipo di cellula Il timo involve spontaneamente con l avanzare dell età, ma poichè i linfociti T della memoria hanno una vita anche di oltre vent anni il bisogno di nuovi linfociti T diminuisce negli anziani. 6

7 I linfociti T in fase di sviluppo nel timo sono detti timociti e non esprimono TCR e nemmeno CD4 o CD8. Nella corteccia timica queste cellule esprimono per la prima volta il TCR (αβ o γδ) e per quelle che esprimono il tipo αβ inizia anche la maturazione verso il sottogruppo CD4 + o CD8 +. L ambiente del timo fornisce gli stimoli necessari per la proliferazione e la maturazione dei timociti; molti di questi stimoli arrivano direttamente dalle cellule del timo, cioè cellule epiteliali, macrofagi o cellule dendritiche. La migrazione dei timociti in questo tipo di ambiente garantisce interazioni fisiche con le altre cellule, passaggio necessario per la maturazione. Due tipologie di molecole prodotte dalle cellule timiche non linfoidi sono importanti per la maturazione: Le molecole MHC di classe I e II espresse su cellule epiteliali e dendritiche. Le interazioni tra i timociti in maturazione e queste molecole sono essenziali per la selezione del repertorio linfocitario. Citochine e chemochine secrete dalle cellule stromali. La più importante è IL-7, inoltre le chemochine CCL19 e CCL21, legandosi al recettore CCR7, guidano i timociti nell attraversamento del timo Stadi di maturazione linfocitaria 7

8 I timociti corticali più immaturi, di recente giunti dal midollo, contengono i geni per il TCR in configurazione terminale e quindi non esprimono TCR, CD3 o catene ζ e nemmeno CD4 o CD8: queste cellule vengono dette timociti doppio negativi o cellule pro-t. Come nel caso dei linfociti pro-b, le proteine Rag vengono espresse per la prima volta in questa fase: il riarrangiamento dei geni porta alla transizione verso la fase pre-t e il seguente sviluppo del linfocita αβ. Il riarrangiamento, se svolto con successo, porta alla traduzione di una catena beta funzionante che viene espressa sulla superficie della cellula in associazione con una proteina invariante detta pre-tα. L insieme di catena beta, catena invariante pre-tα, proteine CD3 e proteina ζ prende il nome di complesso pre-tcr. I segnali dal pre- TCR mediano la sopravvivenza dei timociti e la loro espansione proliferativa; i segnali mediano inoltre l inizio della ricombinazione del locus per la catena alfa e guidano la transizione da fase doppio negativa a fase doppio positiva. I segnali del pre-tcr inibiscono inoltre ulteriori riarrangiamenti della catena β limitando l accessibilità della cromatina. Nello stadio successivo di maturazione i timociti esprimono sia CD4 che CD8 e sono dunque detti timociti doppio positivi. Questi timociti esprimono inoltre il recettore per chemochine CCR7 e quindi migrano verso la midollare del timo. A questa fase la cellula esprime l eterodimero completo αβ del TCR. In caso di incapacità di riarrangiare la catena α del TCR il timocita muore per apoptosi. Importante, il riarrangiamento del gene per la catena alfa causa la delezione del locus δ: questa cellula non potrà quindi mai più diventare un linfocita γδ. In virtù della neo acquisita capacità di rispondere agli antigeni, i timociti doppio positivi subiscono selezione positiva o negativa: le cellule che subiscono il processo maturano in linfociti CD4 + o CD8 +, quindi diventano timociti singolo positivi. I timociti singolo positivi entrano nella midollare e lasciano infine il timo per andare a popolare i tessuti linfoidi periferici Processi di selezione Il repertorio linfocitario immaturo non selezionato consiste di linfociti T i cui recettori possono riconoscere qualsiasi antigene peptidico presentato su una molecola MHC qualsiasi. In ogni individuo gli unici linfociti T utili sono quelli specifici per i peptidi non-self presentati dalle molecole MHC self; parallelamente, i linfociti T che riconoscono antigeni self con troppa avidità sono potenzialmente pericolosi perchè possono innescare processi autoimmuni. Quando i timociti doppio positivi esprimono per la prima volta il TCR questo incontra peptidi self presentati su molecole MHC delle cellule timiche epiteliali. La selezione positiva è il processo per cui i timociti i cui TCR riconoscono blandamente questi peptidi e le molecole MHC associate vengono stimolati a sopravvivere. La selezione negativa è invece il processo in cui i timociti i cui TCR riconoscono troppo avidamente i peptidi self o le molecole MHC vengono eliminati per prevenire reazioni contro l organismo stesso. Selezione positiva Se il TCR di un timocita riconosce le molecole MHC I associate al peptide e allo stesso tempo il CD8 interagisce con l MHC, questo riceve segnali che ne evitano la morte e promuovono il proseguimento della maturazione. Per procedere il linfocita doppio positivo può continuare ad esprimere CD8 e il TCR ma può smettere di esprimere CD4; il risultato è un linfocita T CD8 + MHC I ristretto. Un processo totalmente analogo avviene per produrre un linfocita CD4 + MHC II ristretto. Durante la transizione da doppio positivo a singolo positivo gli helper diventano CD4 + CD8 mentre i citotossici CD4 CD8 +. Selezione negativa La conseguenza di un riconoscimento troppo avido è lo scatenarsi dell apoptosi: questo processo elimina i linfociti T autoreattivi e garantisce la tolleranza al self. La tolleranza indotta nei timociti dal riconoscimento degli antigeni self nel timo è detta tolleranza centrale, per differenziarla dalla tolleranza periferica indotta nei linfociti già maturati. La selezione negativa può avvenire sia nella fase doppio negativa che nella fase singolo positiva. Nella midollare, le cellule epiteliali del timo esprimono una proteina nucleare detta AIRE che induce l espressione di parecchi geni tessuto-specifici in modo da rendere questi peptidi disponibili per la presentazione Linfociti T γδ Questo tipo di linfociti ha una linea di sviluppo totalmente a parte: una esclude l altra. La diversità del repertorio di queste cellule è limitata perchè vengono usati solo pochi dei segmenti V, D e J disponibili: 8

9 questi linfociti servono infatti a difendersi da un numero limitato di microbi il cui incontro è molto frequente alle barriere epiteliali Cellule NK-T Le cellule NK-T esprimono TCR αβ non MHC ristretto ma CD1 ristretto: riconoscono infatti antigeni lipidici legati a questa molecola. 9

Sviluppo dei linfociti B

Sviluppo dei linfociti B Sviluppo dei linfociti B Checkpoints multipli nella maturazione dei linfociti Durante lo sviluppo i linfociti che esprimono recettori per l antigene funzionali sono selezionati e sopravvivono, gli altri

Dettagli

Downloaded from www.immunologyhomepage.com. Riarrangiamento dei geni per le Immunoglobuline e sviluppo dei linfociti B

Downloaded from www.immunologyhomepage.com. Riarrangiamento dei geni per le Immunoglobuline e sviluppo dei linfociti B Downloaded from www.immunologyhomepage.com Riarrangiamento dei geni per le Immunoglobuline e sviluppo dei linfociti B I geni che codificano i recettori per gli antigeni (BCR e TCR) sono presenti in uno

Dettagli

Il TCR è un eterodimero costituito da due catene polipeptidiche chiamate catena α ecatenaβ legate insieme da un ponte disolfuro. Entrambe le catene

Il TCR è un eterodimero costituito da due catene polipeptidiche chiamate catena α ecatenaβ legate insieme da un ponte disolfuro. Entrambe le catene I linfociti T sono le cellule dell immunità adattativa responsabili della protezione verso le infezioni ad opera dei microbi intracellulari. Essi derivano da cellule staminali del midollo osseo che si

Dettagli

Scaricato da www.sunhope.it. Sviluppo linfocitario

Scaricato da www.sunhope.it. Sviluppo linfocitario Sviluppo linfocitario sviluppo linfocita T -Indipendente dall'antigene non-self idiotipo TCR repertorio CD3 coorecettori CD4 CD8 Cellule con TCR verso le MHC autologhe: restrizione per le molecole MHC

Dettagli

Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC

Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC 1 2 Necessari 2 segnali per attivare i linfociti B Primo segnale: BCR Secondo segnale = - Antigeni timo-dipendenti (TD):. cellule T adiuvanti (T

Dettagli

1 Attivazione delle cellule B e produzione di anticorpi

1 Attivazione delle cellule B e produzione di anticorpi 1 Attivazione delle cellule B e produzione di anticorpi 1.1 Caratteristiche generali della risposta umorale Il processo di attivazione delle cellule B è sequenziale. I linfociti B maturi e in grado di

Dettagli

ELEMENTI DI FISIOPATOLOGIA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

ELEMENTI DI FISIOPATOLOGIA DEL SISTEMA IMMUNITARIO ELEMENTI DI FISIOPATOLOGIA DEL SISTEMA IMMUNITARIO FUNZIONI DEL SISTEMA IMMUNITARIO difesa contro le infezioni difesa contro i tumori riconoscimento dei tessuti trapiantati e di proteine estranee CD34

Dettagli

1.4 ORGANIZZAZIONE DEI GENI DELLE IG E DEL TCR... 12 1.4.1 Immunoglobuline... 14 1.4.2 TCR... 15

1.4 ORGANIZZAZIONE DEI GENI DELLE IG E DEL TCR... 12 1.4.1 Immunoglobuline... 14 1.4.2 TCR... 15 INTRODUZIONE... 4 CAPITOLO 1:... 5 GENETICA DELLE IMMUNOGLOBULINE E DEL T-CELL RECEPTOR... 5 1.1 INTRODUZIONE... 5 1.2 LA RISPOSTA IMMUNITARIA... 6 1.3 STRUTTURA MOLECOLARE DELLE IG E DEL TCR... 8 1.3.1

Dettagli

Recettori per gli antigeni

Recettori per gli antigeni Recettori 1 TM U U Recettori della morte Tirosina-chinasi Serina-Treonina-chinasi Con attività chinasica intrinseca Recettori per gli antigeni Recettori per citochine Recettori per gli Senza antigeni attività

Dettagli

1 Capitolo 20. Immunodeficienze congenite ed acquisite

1 Capitolo 20. Immunodeficienze congenite ed acquisite 1 Capitolo 20. Immunodeficienze congenite ed acquisite Le immunodeficienze si dividono in due grandi categorie. Le immunodeficienze congenite o primitive sono il risultato di difetti genetici e conferiscono

Dettagli

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario 1 Il sistema immunitario COMPONENTI MOLECOLARI E CELLULARI. Meccanismi e caratteristiche delle risposte immunitarie; Risposte umorali e cellulari; Teoria della selezione clonale; Versatilità, specificità

Dettagli

LA DIAGNOSI DEI LINFOMI MALIGNI ATTRAVERSO TECNICHE DI BIOLOGIA MOLECOLARE

LA DIAGNOSI DEI LINFOMI MALIGNI ATTRAVERSO TECNICHE DI BIOLOGIA MOLECOLARE LA DIAGNOSI DEI LINFOMI MALIGNI ATTRAVERSO TECNICHE DI BIOLOGIA MOLECOLARE Dott.ssa Cristina Colarossi Anatomia Patologica Istituto Oncologico del Mediterraneo Catania Linfomi I Linfomi sono malattie monoclonali

Dettagli

Attivazione dei linfociti T

Attivazione dei linfociti T Attivazione dei linfociti T Attivazione linfociti T: caratteristiche generali Eventi extracellulari - Riconoscimento dell antigene - Interazione dei recettori costimolatori Eventi intracellulari - Trasduzione

Dettagli

Citochine dell immunità specifica

Citochine dell immunità specifica Citochine dell immunità specifica Proprietà biologiche delle citochine Sono proteine prodotte e secrete dalle cellule in risposta agli antigeni Attivano le risposte difensive: - infiammazione (immunità

Dettagli

IMMUNOLOGIA. L IMMUNOLOGIA studia i meccanismi messi in atto dal sistema immunitario nella protezione dell'organismo.

IMMUNOLOGIA. L IMMUNOLOGIA studia i meccanismi messi in atto dal sistema immunitario nella protezione dell'organismo. IMMUNOLOGIA L IMMUNOLOGIA studia i meccanismi messi in atto dal sistema immunitario nella protezione dell'organismo. L'IMMUNOPATOLOGIA analizza i casi in cui il sistema immunitario non funziona correttamente:

Dettagli

IMMUNITA ED ED ESAMI DI DI LABORATORIO. Reggio Emilia, 24 gennaio 2011

IMMUNITA ED ED ESAMI DI DI LABORATORIO. Reggio Emilia, 24 gennaio 2011 SCUOLA REGIONALE DI DI FORMAZIONE SPECIFICA IN IN MEDICINA GENERALE -- CORSO 2008-2011 IMMUNITA ED ED ESAMI DI DI LABORATORIO Dott.ssa Laura Laura Albertazzi Dott.ssa Maria Maria Brini Brini Reggio Emilia,

Dettagli

Regione cerniera monomero regione cerniera

Regione cerniera monomero regione cerniera Regione cerniera Tutte le Ig, sia quelle secrete che quelle presenti sulla membrana plasmatica dei linfociti B, sono costituite da quattro catene proteiche, due pesanti (H, da heavy, in rosso nel disegno)

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata - Corso di Laurea in Scienze Biologiche - Immunologia Molecolare - dott. Claudio PIOLI - a.a.

Università di Roma Tor Vergata - Corso di Laurea in Scienze Biologiche - Immunologia Molecolare - dott. Claudio PIOLI - a.a. Anticorpi generalità Riconoscimento antigene Anticorpi Molecole MHC Recettore per l Ag dei linfociti T (TCR) Anticorpi riconoscono diversi tipi di strutture antigeniche macromolecole proteine, lipidi,

Dettagli

Argomento della lezione

Argomento della lezione Argomento della lezione Le molecole d adesione intercellulare: definizione Le famiglie delle molecole d adesione: Selectine Integrine ICAM Espressione e funzione MOLECOLE DI ADESIONE INTERCELLULARE Le

Dettagli

IMMUNITA = CAPACITA DI DIFENDERSI (particolarmente sviluppata nei Mammiferi)

IMMUNITA = CAPACITA DI DIFENDERSI (particolarmente sviluppata nei Mammiferi) SISTEMA IMMUNITARIO INSIEME DI ORGANI E CELLULE CHE CONTRIBUISCONO ALLA RISPOSTA IMMUNITARIA: capacità di conoscere le proprie cellule (self) e di riconoscere come estranee le cellule di un altro organismo

Dettagli

Presentazione dell antigene tramite TCR

Presentazione dell antigene tramite TCR Presentazione dell antigene tramite TCR Elena Adinolfi Il recettore della cellula T (TCR) Il TCR è il recettore per l antigene delle cellule T. In maniera analoga a quanto accade per le cellule B ad ogni

Dettagli

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali Tumore Cos è il tumore? Il tumore o neoplasia (dal greco neo,, nuovo, e plasìa,, formazione), o cancro se è maligno, è una classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune

Dettagli

MANIPOLAZIONE GENETICA DEGLI ANIMALI

MANIPOLAZIONE GENETICA DEGLI ANIMALI MANIPOLAZIONE GENETICA DEGLI ANIMALI Perché creare animali transgenici Per studiare la funzione e la regolazione di geni coinvolti in processi biologici complessi come lo sviluppo di un organismo e l insorgenza

Dettagli

Tolleranza ed autoimmunità. Aspetti biologici.

Tolleranza ed autoimmunità. Aspetti biologici. Sergio Romagnani Tolleranza ed autoimmunità. Aspetti biologici. Direttore Sezione di Medicina Interna, Immunoallergologia e Malattie dell'apparato Respiratorio, Dipartimento di Medicina Interna, Università

Dettagli

Tolleranza Immunologica

Tolleranza Immunologica Tolleranza Immunologica Il nostro Sistema Immunitario possiede la capacitàdi reagire selettivamente SOLO nei confronti di antigeni estranei. In condizioni normali, non si scatena nessun tipo di risposta

Dettagli

Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative. Manuele Ongari

Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative. Manuele Ongari Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative Manuele Ongari Esame di Immunologia Scuola di specializzazione in Biochimica clinica I LINFOCITI T CD8

Dettagli

MECCANISMI DI RIPARAZIONE DEL DNA

MECCANISMI DI RIPARAZIONE DEL DNA MECCANISMI DI RIPARAZIONE DEL DNA MUTAZIONI SPONTANEE ED INDOTTE Il danno al DNA non riparato può portare a mutazioni che causano malattie o morte delle cellule. Le mutazioni derivano da cambiamenti della

Dettagli

Classi e sottoclassi di anticorpi

Classi e sottoclassi di anticorpi Classi e sottoclassi di anticorpi Anticorpi: classi e sottoclassi In base alla catena pesante gli anticorpi sono divisi in classi e sottoclassi Classi o isotipi IgA, IgD, IgE, IgG, IgM Sottoclassi IgA1

Dettagli

Soluzioni ai problemi del Capitolo 15. Domande concettuali

Soluzioni ai problemi del Capitolo 15. Domande concettuali Soluzioni ai problemi del Capitolo 15 Domande concettuali C1. 1. La struttura DNA-cromatina. Questo livello comprende l amplificazione genica, un aumento del numero di copie; riarrangiamenti di geni, come

Dettagli

KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA

KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA C.Vilches, P. Parham Natural Killer Cellule di origine linfoide la cui funzione è lisare le cellule infettate da virus

Dettagli

Differenziamento cellulare

Differenziamento cellulare Differenziamento cellulare Differenziamento: acquisizione progressiva di nuove caratteristiche che porta a tipi cellulari specifici (es cell muscolari, neuroni,.) Dopo la fecondazione lo zigote va incontro

Dettagli

Normale controllo della crescita cellulare

Normale controllo della crescita cellulare Normale controllo della crescita cellulare STOP STOP Cellula normale STOP Alterato controllo della crescita cellulare X STOP STOP Cellula tumorale STOP X Le cellule tumorali presentano alterazioni cromosomiche

Dettagli

Tipi di immunità acquisita. www.uniroma2.it/didattica/immunotlb

Tipi di immunità acquisita. www.uniroma2.it/didattica/immunotlb Tipi di immunità acquisita Caratteristiche dell immunità acquisita Espansione clonale Fasi della risposta immunitaria acquisita Specificità, memoria, risoluzione delle risposte immunitarie acquisite Immunità

Dettagli

Processi che coinvolgono la chemochine e i loro recettori. Annarita Zeoli

Processi che coinvolgono la chemochine e i loro recettori. Annarita Zeoli Processi che coinvolgono la chemochine e i loro recettori Annarita Zeoli Sviluppo nei tessuti linfoidi primari Migrazione linfocitaria Homing linfocitario Timo /CXCL12 CCR9/ CCL25 CCR4/ CCL17/CCL22 CCR7/

Dettagli

Immunità. Caratteristiche generali e malattie del sistema immunitario

Immunità. Caratteristiche generali e malattie del sistema immunitario Immunità Caratteristiche generali e malattie del sistema immunitario Il Sistema Immunitario (SI) è composto da diversi tipi di cellule, capaci di riconoscere (e neutralizzare) strutture molecolari 1 estranee

Dettagli

La regolazione genica nei eucarioti

La regolazione genica nei eucarioti La regolazione genica nei eucarioti Lic. Scientifico A. Meucci Aprilia Prof. Rolando Neri Differenziamento negli eucarioti pluricellulari Negli eucarioti le cellule specializzate dei vari tessuti contengono

Dettagli

Corso di Biologia Molecolare

Corso di Biologia Molecolare Corso di Biologia Molecolare Dott.ssa Renata Tisi Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it Acidi nucleici Il ruolo degli acidi nucleici è quello di custodire e trasmettere

Dettagli

IMMUNOLOGIA. T helper 1 T helper 2 IL2, IL12, IFNgamma, IL15 IL4, IL5, IL6, IL10, IL13 attivazione linfociti T citotossici natural killers

IMMUNOLOGIA. T helper 1 T helper 2 IL2, IL12, IFNgamma, IL15 IL4, IL5, IL6, IL10, IL13 attivazione linfociti T citotossici natural killers IMMUNOLOGIA Immunità: risposta verso le sostanze estranee (non self, antigeni). Sistema immune: tessuti, cellule e molecole responsabili della immunità. Immunità: naturale: presente anche negli invertebrati;

Dettagli

Determinazione del sesso Cromosomi sessuali

Determinazione del sesso Cromosomi sessuali Determinazione del sesso Cromosomi sessuali Negli Eucarioti un cromosoma del sesso è un cromosoma presente in forme diverse nei due sessi. Uno è un cromosoma "X", l'altro strutturalmente e funzionalmente

Dettagli

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici MORTE CELLULARE Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici Omeostasi tissutale (di tessuti dinamici) Sviluppo embrionale Eliminazione di strutture corporee inutili - Fasi di scultura/rimodellamento

Dettagli

Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI

Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI Regolazione dell espressione genica EUCARIOTI Regolazione della espressione genica Molte proteine sono comuni a tutte le cellule RNA polimerasi, proteine ribosomali, enzimi che regolano il metabolismo,

Dettagli

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRIESTE Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRIESTE Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRIESTE Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO Sede convenzionata Dipartimento Univ. Clinico di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo

Dettagli

1. Capacità di autorinnovamento illimitato

1. Capacità di autorinnovamento illimitato 1. Capacità di autorinnovamento illimitato 2. Capacità di dare origine in risposta a stimoli adeguati e specifici a cellule progenitrici di transito dalle quali discendono popolazioni di cellule altamente

Dettagli

La parte Fc delle Ig regola la vita media delle Ig, e quindi la quantità di Ig presenti in circolo e nei tessuti.

La parte Fc delle Ig regola la vita media delle Ig, e quindi la quantità di Ig presenti in circolo e nei tessuti. La parte dell Ig che non lega l antigene (la parte Fc, viola chiaro nel disegno) è responsabile delle funzioni effettrici dell Ig e quindi ne determina l attività biologica. Quando un Ig ha legato un antigene,

Dettagli

Dott.ssa Renata Tisi. Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it

Dott.ssa Renata Tisi. Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it Dott.ssa Renata Tisi Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it Il ruolo degli acidi nucleici è quello di custodire e trasmettere l informazione genetica nelle cellule,

Dettagli

Prima parte. Prof. Leonardo Della Salda

Prima parte. Prof. Leonardo Della Salda Prima parte Prof. Leonardo Della Salda Modalità di difesa dell organismo Aspetti essenziali della risposta immunitaria Fattori che influenzano l antigenicità Antigeni Apteni Penicillina-albumina (ipersensibilità

Dettagli

Downloaded from. www.immunologyhomepage.com. Migrazione cellulare

Downloaded from. www.immunologyhomepage.com. Migrazione cellulare Downloaded from www.immunologyhomepage.com Migrazione cellulare Migrazione dei leucociti I leucociti migrano nei diversi tessuti dell organismo l interazione tra le cellule migranti e le cellule dei tessuti

Dettagli

Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica

Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica Capitolo 11 Il controllo dell espressione genica La regolazione genica nei procarioti e negli eucarioti 11.1 Le proteine che interagiscono con il DNA attivano e disattivano i geni dei procarioti in risposta

Dettagli

Corso di Immunologia A.A. 2009-10. Il Sistema del Complemento

Corso di Immunologia A.A. 2009-10. Il Sistema del Complemento Corso di Immunologia A.A. 2009-10 Il Sistema del Complemento 1 IL COMPLEMENTO: Background Il plasma dei vertebrati contiene diverse proteine che, attivandosi sequenzialmente, svolgono una determinata funzione

Dettagli

Quiz multiple choice per valutazione apprendimento dei partecipanti

Quiz multiple choice per valutazione apprendimento dei partecipanti Quiz multiple choice per valutazione apprendimento dei partecipanti 1. Quali recettori di citochine condividono la catena gamma del recettore di IL-2? A. IL-2, IL-4, IL15 B. IL-4, IL-15, GM-CSF C. IL-2,

Dettagli

Ruolo dei test di clonalità nei disordini linfoproliferativi

Ruolo dei test di clonalità nei disordini linfoproliferativi XIX CORSO NAZIONALE PER TECNICI DI LABORATORIO BIOMEDICO Riccione, 22-25 Maggio 2012 Ruolo dei test di clonalità nei disordini linfoproliferativi Dr.ssa Claudia Mannu Laboratorio di Patologia Molecolare,

Dettagli

Analisi della Malattia Minima Residua

Analisi della Malattia Minima Residua XIX CORSO NAZIONALE PER TECNICI DI LABORATORIO BIOMEDICO Riccione, 22-25 Maggio 2012 Analisi della Malattia Minima Residua Dr.ssa Anna Gazzola Laboratorio di Patologia Molecolare, Sezione di Emolinfopatologia,

Dettagli

ANTICORPI. Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni).

ANTICORPI. Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni). ANTICORPI Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni). H L Fab Fab H L Fc Vari frammenti proteici degli anticorpi possono essere utilizzabili

Dettagli

DIFFERENZIAMENTO E COMUNICAZIONE TRA CELLULE - LE CELLULE STAMINALI. www.fisiokinesiterapia.biz

DIFFERENZIAMENTO E COMUNICAZIONE TRA CELLULE - LE CELLULE STAMINALI. www.fisiokinesiterapia.biz DIFFERENZIAMENTO E COMUNICAZIONE TRA CELLULE - LE CELLULE STAMINALI www.fisiokinesiterapia.biz sito dell NIH sulle cellule staminali in genere http://stemcells.nih.gov/info/basics/basics4.asp sito completo

Dettagli

Analisi molecolare dei geni

Analisi molecolare dei geni Analisi molecolare dei geni Denaturazione e rinaturazione di una molecola di DNA Si rompono i legami idrogeno 100 C Denaturazione del DNA Rinaturazione per riassociazione delle sequenze complementari Ogni

Dettagli

La divisione cellulare e la riproduzione degli organismi Parte II: Meiosi

La divisione cellulare e la riproduzione degli organismi Parte II: Meiosi La divisione cellulare e la riproduzione degli organismi Parte II: Meiosi 1 Cromosomi omologhi I cromosomi in un corredo cromosomico diploide sono presenti come coppie di omologhi Negli animali le cellule

Dettagli

13. Anticorpi. (vedi singoli sottocapitoli) I edizione. 13. Anticorpi...1

13. Anticorpi. (vedi singoli sottocapitoli) I edizione. 13. Anticorpi...1 1 13. Anticorpi I edizione (vedi singoli sottocapitoli) 13. Anticorpi...1 13.1. STRUTTURA DEGLI ANTICORPI ED I GENI DELLE IMMUNOGLOBULINE...3 13.1.1. Struttura/funzione degli anticorpi...4 13.1.2. Dominii

Dettagli

Prof. Maria Alessandra Santucci

Prof. Maria Alessandra Santucci La famiglia Abl consiste di due isoforme Abl (1a e 1b ) e due isoforme Arg (1a e 1b). Le isoforme di tipo b contengono un sito di miristoilazione all N-teminale che manca nelle isoforme a. c-abl è una

Dettagli

La Malattia Minima Residua nelle Sindromi Linfoproliferative Acute e Croniche.

La Malattia Minima Residua nelle Sindromi Linfoproliferative Acute e Croniche. Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia Sezione di Ematologia DOTTORATO DI RICERCA IN SCIENZE EMATOLOGICHE XXVI CICLO Coordinatore Prof. Robin Foà TESI DI DOTTORATO La Malattia Minima Residua

Dettagli

ALLEGATO 2 DESCRIZIONE SCIENTIFICA DEL PROGETTO E OBIETTIVI

ALLEGATO 2 DESCRIZIONE SCIENTIFICA DEL PROGETTO E OBIETTIVI BANDO DI CONCORSO CELESTINA LOSA per l assegnazione di 3 BORSE DI RICERCA sul tema: «Nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con medulloblastoma: l immunoterapia adottiva diretta verso l antigene tumorale

Dettagli

Argomento della lezione

Argomento della lezione Argomento della lezione I linfociti T Struttura del TCR e dei corecettori CD3, CD4 e CD8 Maturazione dei linfociti T Struttura del timo Riarrangiamento genico delle catena α e β Selezione timica: acquisizione

Dettagli

Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2011/2012

Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2011/2012 Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2011/2012 Prof.ssa Cinzia Di Pietro Deborak Rasà Claudia Reddavid Sara Romano Eliana Russo Il comportamento di un gene non dipende dal genitore che lo trasmette UGUALI

Dettagli

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company Apoptosi La morte cellulare e la sua regolazione La morte cellulare programmata è un processo fondamentale che controlla lo sviluppo degli organismi pluricellulari; L apoptosi porta all eliminazione di

Dettagli

Che significa animale transgenico o animale Knockout???

Che significa animale transgenico o animale Knockout??? Che significa animale transgenico o animale Knockout??? ORGANISMI TRANSGENICI Gli animali che sono stati ingegnerizzati per inserzione di un gene, delezione di un gene o sostituzione di un gene si chiamano

Dettagli

Le cellule cancerose

Le cellule cancerose Le cellule cancerose Cosa è il cancro? Malattia che insorge in conseguenza di anomalie della funzionalità cellulare E la Seconda causa di morte si possono sviluppare in quasi tutti gli organi Le diverse

Dettagli

La terapia in utero delle malattie genetiche: cellule staminali, terapia genica

La terapia in utero delle malattie genetiche: cellule staminali, terapia genica La terapia in utero delle malattie genetiche: cellule staminali, terapia genica Prof. M.Seri: U.O. Genetica Clin ica Dipartimento per la Salute della Donna, del Bambin o e dell Adolescente Geni e malattie

Dettagli

RNA interference. La tecnologia dell RNAi è basata su un processo di inattivazione genica post-trascrizionale, altamente specifico

RNA interference. La tecnologia dell RNAi è basata su un processo di inattivazione genica post-trascrizionale, altamente specifico RNA interference Tecnica che permette di interferire con l espressione di alcuni geni mediante la trasfezione di piccoli frammenti di RNA a doppio filamento in grado di antagonizzare l RNA messaggero corrispondente.

Dettagli

Difese dell organismo

Difese dell organismo Difese dell organismo Gli organismi hanno essenzialmente 3 tipi di difese, disposte sequenzialmente, che il virus deve superare: Difese di superficie Barriere fisiche Difese sistemiche Immunità innata

Dettagli

Citochine e Chemochine aspetti generali

Citochine e Chemochine aspetti generali Citochine e Chemochine aspetti generali per esempi specifici, ruolo in funzione, attivazione e differenziamento Th, cambio di classe, migrazione cellulare, etc., vedi lezioni precedenti Citochine Proteine

Dettagli

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata Perché invecchiamo? La selezione naturale opera in maniera da consentire agli organismi con i migliori assetti genotipici di tramandare i propri geni alla prole attraverso la riproduzione. Come si intuisce

Dettagli

Nei sistemi modello approcci di modificazione genetica che producono o sequenze genetiche alterate o espressione genetica alterata fenotipo alterato.

Nei sistemi modello approcci di modificazione genetica che producono o sequenze genetiche alterate o espressione genetica alterata fenotipo alterato. Nei sistemi modello approcci di modificazione genetica che producono o sequenze genetiche alterate o espressione genetica alterata fenotipo alterato. Correlazione tra fenotipo alterato, o a livello cellulare,

Dettagli

I I SEGNALI COSTIMOLATORI DEI LINFOCITI T FEDERICA COLLINO

I I SEGNALI COSTIMOLATORI DEI LINFOCITI T FEDERICA COLLINO I I SEGNALI COSTIMOLATORI DEI LINFOCITI T FEDERICA COLLINO ATTIVAZIONE DEI LINFOCITI T L attivazione dei linfociti T vergini richiede la presenza di una particolare regione di contatto tra le cellule T

Dettagli

Il ciclo cellulare La divisione cellulare

Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare Meccanismo con cui si riproducono tutti gli organismi viventi La durata del ciclo varia moltissimo a seconda del tipo cellulare Cellule che

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE

www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE www.fisiokinesiterapia.biz TRASCRIZIONE TRASCRIZIONE Processo mediante il quale una sequenza di DNA (un gene) viene copiata in una sequenza di RNA Dalla trascrizione derivano gli mrna, che verranno tradotti

Dettagli

CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI

CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI INGEGNERIA GENETICA E SUE APPLICAZIONI mercoledì 5 maggio 2004 La regolazione dell'espressione genica prof. Giovanna Viale - Università

Dettagli

Negli eucarioti, per la maggior parte dei geni, entrambe le copie sono espresse dalla cellula, ma una piccola classe di geni è espressa

Negli eucarioti, per la maggior parte dei geni, entrambe le copie sono espresse dalla cellula, ma una piccola classe di geni è espressa Epigenetica ed espressione genica monoallelica Negli eucarioti, per la maggior parte dei geni, entrambe le copie sono espresse dalla cellula, ma una piccola classe di geni è espressa monoallelicamente,

Dettagli

Controllo post-trascrizionale dell espressione genica

Controllo post-trascrizionale dell espressione genica Controllo post-trascrizionale dell espressione genica Livelli di controllo dell espressione genica Rivisitazione del concetto di gene Per gli organismi eucariotici più evoluti il dogma un gene = una proteina

Dettagli

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati.

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. Biotecnologie ed OGM Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. COSA SONO LE BIOTECNOLOGIE? Si dicono Biotecnologie i metodi tecnici che permettono lo sfruttamento di sistemi

Dettagli

Elementi di immunologia

Elementi di immunologia Elementi di immunologia La guarigione è una questione di tempo, tuttavia è a volte anche una questione di fatalità Ippocrate, 460-377 a.c. Complesso.. Naturalmente il sistema immunitario è complesso. Se

Dettagli

Rigenerazione del Sistema. Biotecnologie Farmaceutiche

Rigenerazione del Sistema. Biotecnologie Farmaceutiche Rigenerazione del Sistema Nervoso Biotecnologie Farmaceutiche Concetti Generali Il Sistema Nervoso Centrale (CNS) è resistente a fenomeni rigenerativi Le cellule staminali del CNS sono Presenti in piccolo

Dettagli

ANALISI DEI GENI ICOSL FOXP3 e ICOS, IN PAZIENTI AFFETTI DA ALOPECIA AREATA

ANALISI DEI GENI ICOSL FOXP3 e ICOS, IN PAZIENTI AFFETTI DA ALOPECIA AREATA ANALISI DEI GENI ICOSL FOXP3 e ICOS, IN PAZIENTI AFFETTI DA ALOPECIA AREATA L alopecia areata (AA) è una comune malattia della pelle che si manifesta con la perdita dei capelli e affligge approssimativamente

Dettagli

Il sistema immunitario: LE MALATTIE CHIARA SARACENI 3B A.S.2011-2012

Il sistema immunitario: LE MALATTIE CHIARA SARACENI 3B A.S.2011-2012 Il sistema immunitario: LE MALATTIE CHIARA SARACENI 3B A.S.2011-2012 DIFESA DELL ORGANISMO IMMUNITA INNATA IMMUNITA ACQUISITA Immunità innata IMMUNITA ACQUISITA IMMUNITA CELLULO-MEDIATA IMMUNITA UMORALE

Dettagli

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione SINTESI DELL RNA Replicazione Trascrizione Traduzione L RNA ha origine da informazioni contenute nel DNA La TRASCRIZIONE permette la conversione di una porzione di DNA in una molecola di RNA con una sequenza

Dettagli

Il sistema immunitario. L immunità acquisita

Il sistema immunitario. L immunità acquisita Il sistema immunitario L immunità acquisita I due tipi di immunità Esistono due tipi di immunità: si riferisce alle difese presenti fin dalla nascita, che danno risposte rapide si riferisce alle difese

Dettagli

La biostimolazione, alcuni passaggi obbligati. Durante l invecchiamento

La biostimolazione, alcuni passaggi obbligati. Durante l invecchiamento La biostimolazione, alcuni passaggi obbligati Durante l invecchiamento L invecchiamento è l incapacità di organi, tessuti, cellule e molecole a mantenere la propria integrità funzionale e strutturale perturbata

Dettagli

Definizione del ruolo della proteina AIRE attraverso la ricerca di proteine interagenti

Definizione del ruolo della proteina AIRE attraverso la ricerca di proteine interagenti Università degli Studi di Cagliari DOTTORATO DI RICERCA Terapia Pediatrica e Farmacologia dello Sviluppo Ciclo XXIII TITOLO TESI Definizione del ruolo della proteina AIRE attraverso la ricerca di proteine

Dettagli

Le Ig sono glicoproteine costituite da 4 catene polipeptidiche:

Le Ig sono glicoproteine costituite da 4 catene polipeptidiche: Struttura delle Ig Le Ig sono glicoproteine costituite da 4 catene polipeptidiche: 2 catene pesanti H (heavy( heavy) di P.M. 50.000 D, formate da c/a 450 amminoacidi 2 catene leggere L (light) Di P.M.

Dettagli

Tutte le cellule, anche quelle più differenziate, esprimono molti geni comuni, detti housekeeping, che codificano per proteine strutturali, del

Tutte le cellule, anche quelle più differenziate, esprimono molti geni comuni, detti housekeeping, che codificano per proteine strutturali, del Tutte le cellule, anche quelle più differenziate, esprimono molti geni comuni, detti housekeeping, che codificano per proteine strutturali, del metabolismo o richieste per altre funzioni basali Nei mammiferi

Dettagli

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo)

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) Regolazione della trascrizione Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) I geni possono essere accesi e spenti In un organismo pluricellulare adulto, vi sono molti tipi di cellule differenti,

Dettagli

Università degli Studi di Ferrara

Università degli Studi di Ferrara Università degli Studi di Ferrara DOTTORATO DI RICERCA IN FARMACOLOGIA E ONCOLOGIA MOLECOLARE CICLO XXVII COORDINATORE Prof. Antonio Cuneo Ruolo della proteina Tat nell infezione da HIV: studi in vitro

Dettagli

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI

DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI LEZIONE 16 Sistemi di regolazione SISTEMI DI REGOLAZIONE A DUE COMPONENTI In che modo un batterio sente e risponde a specifici segnali provenienti dall ambiente? Per esempio, nel caso dell operone lac

Dettagli

Corso di Biologia Molecolare

Corso di Biologia Molecolare Corso di Biologia Molecolare Dott.ssa Renata Tisi Dip. Biotecnologie e Bioscienze Ed. U4 Tel. 02 6448 3522 renata.tisi@unimib.it Acidi nucleici Il ruolo degli acidi nucleici è quello di custodire e trasmettere

Dettagli

Crescita e divisione cellulare

Crescita e divisione cellulare 08-04-14 CANCRO Crescita e divisione cellulare ogni cellula deve essere in grado di crescere e riprodursi una cellula che cresce e si divide genera due nuove cellule figlie gene4camente iden4che alla cellula

Dettagli

Struttura e funzione dei geni. Paolo Edomi - Genetica

Struttura e funzione dei geni. Paolo Edomi - Genetica Struttura e funzione dei geni 1 Il DNA è il materiale genetico La molecola di DNA conserva l informazione genetica: topi iniettati con solo DNA di batteri virulenti muoiono 2 Proprietà del DNA Il DNA presenta

Dettagli

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione nei procarioti Concetti base Nucleoside base purinica o pirimidinica legata alla posizione 1 dell anello pentoso Nucleotide base azotata-pentoso-fosfato Concetti base La trascrizione comporta

Dettagli

C2. Il rilascio del fattore sigma marca il passaggio alla fase di allungamento della trascrizione.

C2. Il rilascio del fattore sigma marca il passaggio alla fase di allungamento della trascrizione. Soluzioni ai problemi del Capitolo 12 Domande concettuali C1. A. I geni dei trna codificano molecole di trna e i geni degli rrna le molecole di rrna che si trovano nei ribosomi. Esistono anche dei geni

Dettagli

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA)

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA Il DNA cellulare contiene porzioni geniche e intergeniche, entrambe necessarie per le funzioni vitali della

Dettagli

Catena B del fattore di crescita PDGF

Catena B del fattore di crescita PDGF FATTORI DI CRESCITA sis Proteina p28 Catena B del fattore di crescita PDGF (platelet derived growth factor) Agisce con meccanismo autocrino Si trova sul cromosoma 22, coinvolto nella traslocazione 9,22

Dettagli

Replicazione del DNA

Replicazione del DNA Replicazione del DNA la replicazione del DNA viene effettuata da ENZIMI: DNA-polimerasi (catalizza la formazione del legame fosfodiestere) ogni filamento fa da stampo (enzima diretto dallo stampo) le DNA-polimerasi

Dettagli

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento L adattamento dei batteri Strategie di adattamento mutazione trasferimento genico orizzontale regolazione dell espressione genica regolazione della trascrizione regolazione della traduzione regolazione

Dettagli