LOTTO 1 Sviluppo delle tecnologie per le reti geodetiche

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1 Università degli Studi di Perugia DICA Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Via G. Duranti Perugia Centro Interregionale di Coordinamento e Documentazione per le Informazioni Territoriali Bando di gara del e Convenzione del per l affidamento di attività di progetti di ricerca LOTTO 1 Sviluppo delle tecnologie per le reti geodetiche RAPPORTO FINALE OTTOBRE 2008 (versione disponibile per ASITA 2008) 1

2 INDICE NOTE INTRODUTTIVE 1. Il Gruppo di ricerca 2. Svolgimento dell attività SOTTOLOTTO 1 (Catasto) 1. INTRODUZIONE 2. DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA RIDETERMINAZIONE DELLE COORDINATE 2D DEI PF NEL SISTEMA CARTOGRAFICO UTM-WGS84-ETRS Premessa 2.2. Procedura Raccolta dei dati Analisi preliminare dei dati Determinazione delle coordinate UTM-WGS84-ETRF89 dei PFI con rilievi GNSS Elaborazione dei dati 2.3. Sperimentazioni 3. DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA TRASFORMAZIONE DEL DB CARTOGRAFICO CATASTALE NEL SISTEMA CARTOGRAFICO UTM-WGS84- ETRS Premessa 3.2. Stima di trasformazioni globali Trasformazioni globali per punti doppi Trasformazioni globali per origini Sperimentazioni (vedi Allegati 1 e 2) 3.3. Stima di trasformazioni locali Trasformazioni locali per PF Trasformazioni locali per punti omologhi su due basi cartografiche Sperimentazioni (vedi Allegato 3) 4. DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA (RI)DETERMINAZIONE DELLE COORDINATE 3D DEI PF NEL SISTEMA DI RIFERIMENTO WGS84-ETRS89 5. STUDIO DI FATTIBILITÀ DI UN ULTERIORE RAFFITTIMENTO DELLA RETE GPS AI FINI DELLA RIDETERMINAZIONE EX-NOVO DELLE COORDINATE 3D DEI PF NEL SISTEMA DI RIFERIMENTO WGS84-ETRS89 6. BIBLIOGRAFIA ALLEGATI 2

3 SOTTOLOTTO 2 (Datum e rete di ordine zero) 1. INTRODUZIONE 2. LA SITUAZIONE ATTUALE IN ITALIA 3. LA NECESSITÀ DI UNA RETE DI STAZIONI PERMANENTI DI ORDINE ZERO IN ITALIA 4. LINEE GUIDA TECNICHE PER LE STAZIONI DI UNA RETE DI ORDINE ZERO 4.1 Ente gestore della SP 4.2 Referenti della SP 4.3 Specifiche tecniche relative alle SP 4.4 Distribuzione dei dati 5. DESCRIZIONE DELLA RETE TEST 6. INQUADRAMENTO DELLA RETE TEST 6.1. Approccio No reiezione 6.2. Approccio Reiezione 7. CONSIDERAZIONI SULL ESPERIMENTO SULLA RETE TEST 8. INTERPRETAZIONE DELLE SERIE TEMPORALI DI UNA RETE PERMANENTE 9. LA RETE DINAMICA NAZIONALE DI IGM E RELATIVE CONSIDERAZIONI 10. BIBLIOGRAFIA ALLEGATI SOTTOLOTTO 3 (Infomobilità) 1. INTRODUZIONE 2. LE APPLICAZIONI DI INFOMOBILITÀ DI RETI GNSS E LE LORO ESIGENZE 2.1. Stato dell arte delle applicazioni ed esigenze relative 2.2. Quali ricevitori traggono beneficio dalla rete? Quali precisioni raggiungono nella rete? 2.3. Le precisioni ottenibili con ricevitori di basso costo in varie applicazioni 3. VALUTAZIONE DELLE POSSIBILITÀ TECNICHE E DELLE MODALITÀ DI RIUSO DELLE RETI REGIONALI PER APPLICAZIONI DI INFOMOBILITÀ, IN TERMINI DI ANALISI COSTI/BENEFICI 3.1. Cosa potrebbe fare una rete nazionale e cosa le reti regionali ancora non fanno completamente 3.2 Con l ammodernamento del sistema i nuovi ricevitori non avranno più bisogno delle reti (regionali o nazionali)? 3.3. I futuri ricevitori 4. BIBLIOGRAFIA RAGIONATA ALLEGATO: Rapporto su sperimentazioni eseguite in diverse modalità 3

4 SOTTOLOTTO 4 (Sorveglianza del territorio) 1. INTRODUZIONE 2. DEFINIZIONE DEI FENOMENI DA SOTTOPORRE A SORVEGLIANZA 2.1. Opere civili ed edili 2.2. Territorio 2.3. Protezione del territorio o azioni di prevenzione 2.4. Meteorologia 3. STATO DELL ARTE SUI METODI ATTUALMENTE IMPIEGATI PER LA SORVEGLIANZA 3.1. Sensori 3.2. Synthetic Aperture Radar 3.3. Strumenti topografici classici (livelli e stazioni totali) 3.4. Radiometri 4. ANALISI DI UN POSSIBILE RIUSO DELLE RETI DI STAZIONI PERMANENTI PER SCOPI DI SORVEGLIANZA E MONITORAGGIO DEL TERRITORIO 4. 1 Considerazioni Generali 4.2 Riuso delle stazioni permanenti per la sorveglianza del territorio 5. CONCLUSIONI 6. BIBLIOGRAFIA CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE E SVILUPPI FUTURI 4

5 NOTE INTRODUTTIVE 1. Il Gruppo di ricerca Il gruppo di docenti e ricercatori che ha svolto la ricerca di cui al Bando di gara del e successiva Convenzione del relativamente al LOTTO 1 (Sviluppo delle tecnologie per le reti geodetiche) è composto come segue: Università degli Studi di Perugia DICA (sede amministrativa della ricerca) - Prof. Fabio Radicioni Direttore del DICA (responsabile della convenzione di ricerca e dei rapporti con il CISIS, coordinamento scientifico della ricerca) - Prof. Aurelio Stoppini - Dott. Guido Fastellini Università degli Studi di Bologna DISTART - Prof. Maurizio Barbarella (coordinamento scientifico ricerca) - Prof. Stefano Gandolfi Politecnico di Milano DIIAR - Prof. Fernando Sansò (coordinamento scientifico ricerca) - Prof. Livio Pinto - Dott. Ludovico Biagi (esperto senior) - Dott. Vincenza Tornatore - Dott. Stefano Caldera Università degli Sudi dell Aquila DAU - Prof. Donatella Dominici Università di Roma La Sapienza DITS - Prof. Mattia Crespi - Dott. Augusto Mazzoni - Dott. Lucia Luzietti Politecnico di Torino DITAG - Prof. Ambrogio Maria Manzino - Prof. Alberto Cina Politecnico di Torino DINSE - Dott. Marco Roggero Precedentemente alla ricerca in oggetto, i componenti del gruppo avevano partecipato ad altre attività interuniversitarie coordinate su tematiche affini a quella del lotto 1. In particolare, si ricordano tre progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) cofinanziati dal Ministero dell Università e della Ricerca : PRIN 2004 (Coordinatore Prof. Fernando Sansò Politecnico di Milano) I servizi di posizionamento satellitari per l'e-government Università partecipanti: Milano Parma Pavia Trento Roma Perugia Bologna Napoli Torino Padova Brescia PRIN 2005 (Coordinatore Prof. Maurizio Barbarella Università degli Studi di Bologna) Reti di stazioni permanenti GPS per il rilievo in tempo reale in impieghi di controllo e emergenza Università partecipanti: Bologna Torino Cagliari Milano Palermo PRIN 2006 (Coordinatore Prof. Fernando Sansò Politecnico di Milano) Galileo e il posizionamento satellitare modernizzato Università partecipanti: Milano Roma Perugia Bologna Torino 5

6 2. Svolgimento dell attività La Convenzione di ricerca relativa al presente progetto è stata stipulata il tra il CISIS e il DICA (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale) dell Università degli Studi di Perugia, referente amministrativo della ricerca. I componenti del gruppo di ricerca si sono riuniti in più occasioni per coordinare le attività. È stato costantemente mantenuto un contatto interattivo con il CISIS, in particolare con il referente tecnico designato Dott. Roberto Gavaruzzi, al fine di modulare in modo ottimale lo svolgimento delle attività, concordando ove necessario piccole variazioni ai contenuti e tempi della ricerca. Nell ambito del gruppo di ricerca sopra descritto, sono stati individuati quattro coordinatori per ciascuno dei quattro sottolotti che compongono il progetto, come segue: Sottolotto 1 (Catasto): Prof. Mattia Crespi Sottolotto 2 (Datum e rete di ordine zero): Prof. Ludovico Biagi Sottolotto 3 (Infomobilità). Prof. Ambrogio Maria Manzino Sottolotto 4 (Sorveglianza del territorio): Prof. Stefano Gandolfi Come previsto dalla convenzione e dal cronoprogramma allegato al progetto, l attività ha avuto una durata di 10 mesi ed i risultati parziali sono stati forniti nella forma di due rapporti intermedi consegnati a cadenza quadrimestrale: Rapporto quadrimestrale n. 1 (febbraio 2008) Rapporto quadrimestrale n. 2 (luglio 2008) Il presente rapporto finale integra e coordina i contenuti dei due rapporti intermedi, riportando tutti i risultati della ricerca e le conclusioni a cui il gruppo di docenti è pervenuto nell ambito di ogni singolo tema. Si sottolinea il fatto che il presente documento è sottoscritto e condiviso dai docenti che compongono il presente gruppo di ricerca. Ciò premesso, le attività di ricerca eseguite per i quattro sottolotti individuati nel bando e nel progetto sono le seguenti: Sottolotto 1 (Catasto) - definizione di una metodologia per la rideterminazione delle coordinate 2D dei PF in ETRS89; - definizione di una metodologia di trasformazione del DB cartografico catastale in ETRS89; - definizione di una metodologia per la rideterminazione delle coordinate 3D dei PF in ETRS89; - studio fattibilità e convenienza di una rete di raffittimento; - ricerca bibliografica sulle tematiche del sottolotto. Sottolotto 2 (Datum e rete di ordine zero) - analisi dei requisiti di una rete di ordine zero; - definizione di criteri per la scelta delle stazioni permanenti da includere nella rete di ordine zero; - definizione delle procedure di processamento giornaliero della rete di ordine zero; - risultati ottenuti dalla elaborazione di una rete test con tre mesi di dati; - controllo di qualità dati e produzione serie storiche; - definizione procedure trattamento serie temporali; - ricerca bibliografica sulle tematiche del sottolotto. Sottolotto 3 (Infomobilità) - definizione delle esigenze, delle possibili applicazioni e dello stato attuale dell arte; 6

7 - valutazione delle possibilità tecniche e delle modalità di riuso delle reti regionali per applicazioni; di infomobilità, in termini di analisi costi/benefici; - ricerca bibliografica sulle tematiche del sottolotto. Sottolotto 4 (Sorveglianza del territorio) - definizione delle esigenze, delle possibili applicazioni e dello stato attuale dell arte; - valutazione delle possibilità tecniche e delle modalità di riuso delle reti regionali per applicazioni; di infomobilità, in termini di analisi costi/benefici; - ricerca bibliografica sulle tematiche del sottolotto. Di seguito si riportano le relazioni sull attività svolta per ciascuno dei quattro sottolotti, ognuna delle quali comprende la relativa bibliografia e gli eventuali allegati. 7

8 SOTTOLOTTO 1 Proposta di revisione della specifica IntesaGIS sul Raffittimento primario GPS a 7 km dei vertici geodetici IGM 95 e di redazione di specifiche per ulteriore raffittimento geodetico GPS ai fini della rideterminazione di Punti Fiduciali Catastali Responsabile: Mattia Crespi Contributi di: Alberto Beinat, Maria Antonia Brovelli, Alberto Cina, Fabio Crosilla, Lucia Luzietti, Augusto Mazzoni, Emiliano Sossai, Giorgio Zamboni 1. INTRODUZIONE La proposta, che ha come punto di partenza la specifica IntesaGIS sul Raffittimento primario GPS a 7 km dei vertici geodetici IGM95, intende analizzare le attuali possibilità di rideterminazione dei Punti Fiduciali Catastali (PF) in un sistema di riferimento unico a livello nazionale (in tal senso si pone come revisione/estensione della specifica IntesaGIS) e le principali ricadute di tale rideterminazione dal punto di vista dell integrazione tra il DB cartografico catastale e i DBT regionali, sia esistenti sia in corso/progetto di realizzazione. Tale proposta si articola complessivamente in quattro punti (definizione di una metodologia per la rideterminazione delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89; definizione di una metodologia per la trasformazione del DB cartografico catastale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89 per la sua integrazione con i DBT locali; definizione di una metodologia per la (ri)determinazione delle coordinate 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRS89; studio di fattibilità di un ulteriore raffittimento della rete GPS ai fini della rideterminazione ex-novo delle coordinate 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRS89) che riguardano tematiche accomunate dall esigenza di rendere fruibili in un unico sistema di riferimento, e quindi più facilmente condivisibili, informazioni territoriali già in larghissima parte disponibili quali quelle catastali. In questo rapporto si esaminano approfonditamente i primi due punti, fornendo (come Allegati dei quali si indicano i rispettivi Autori) anche alcuni esempi di applicazioni relativamente al secondo punto, che, in assenza di un nuovo DB cartografico catastale vivamente auspicato, si ritiene di particolare importanza nell'ambito della pianificazione territoriale e urbanistica e, più in generale, della gestione del territorio: 1. definizione di una metodologia per la rideterminazione delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico (coordinate Est, Nord) UTM-WGS84-ETRS89 sulla base delle informazioni attualmente disponibili presso l Agenzia del Territorio e della eventuale disponibilità di reti di stazioni permanenti GNSS 2. definizione di una metodologia per la trasformazione del DB cartografico catastale nel sistema cartografico (coordinate Est, Nord) UTM-WGS84-ETRS89 per la sua integrazione con i DBT locali (regionali, provinciali, comunali), sia esistenti sia in corso/progetto di realizzazione Si delineano, inoltre, alcune idee generali relative agli altri due punti: 8

9 3. definizione di una metodologia per la (ri)determinazione delle coordinate 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRS89 4. studio di fattibilità di un ulteriore raffittimento della rete GPS ai fini della rideterminazione exnovo delle coordinate 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRS89 E indispensabile sottolineare subito che le prime due tematiche, 1. e 2., devono essere affrontate congiuntamente, in quanto intimamente connesse. Infatti, come maggiormente dettagliato nel seguito, se in primo luogo è opportuno utilizzare solo punti presenti sulle mappe di impianto, rappresentanti particolari attualmente ancora presenti sul territorio, per stimare i parametri delle trasformazioni globali (valide per un intera origine catastale o per un solo foglio, nel caso di fogli non inquadrati in un sistema di riferimento) necessarie per portare il DB cartografico catastale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89, la disponibilità delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89 diventa essenziale in secondo luogo per stimare trasformazioni locali delle geometrie catastali, in modo da renderle coerenti con quelle di altri DB (ad esempio quelli comunali o regionali) assunti come riferimento dal punto di vista geometrico. Analogamente, anche le rimanenti due tematiche, 3. e 4., devono essere considerate congiuntamente, in quanto entrambe strettamente connesse sia all'attuale disponibilità di stazioni permanenti GNSS sul territorio nazionale sia al rapido sviluppo delle reti permanenti GNSS destinate ai servizi di posizionamento (in tempo reale e/o in modalità post-processing) a livello regionale e sovra- regionale, alle quali si fa cenno nel successivo capitolo inerente le tematiche del Sottolotto 2. E bene sottolineare, infine, che tutte le tematiche prendono in considerazione il sistema di riferimento WGS84-ETRS89 e il suo corrispondente cartografico UTM-WGS84-ETRS89. Attualmente, in ambito nazionale, tale sistema è ufficialmente materializzato dalla rete IGM95 relativa alla realizzazione ETRF89. Pertanto, allo stato attuale, le rideterminazioni e le trasformazioni citate nelle quattro tematiche sopra descritte devono essere riferite alla realizzazione ufficiale ETRF89-IGM95, anche se, preferibilmente, dovrebbero esserlo alla più recente realizzazione ETRF2000, che prevedibilmente sarà adottata a partire da gennaio 2009 (documento, ancora riportato come in fase di aggiornamento, pubblicato sul sito IGM alla pagina web inerente la Rete Dinamica Nazionale Dal punto di vista metodologico il passaggio alla nuova realizzazione non comporta comunque modifiche alle procedure di seguito presentate. 2. DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA RIDETERMINAZIONE DELLE COORDINATE 2D DEI PF NEL SISTEMA CARTOGRAFICO UTM-WGS84-ETRS Premessa Attualmente i PF, istituiti sulla base di quanto previsto dalla circolare n. 2/1987 dell Agenzia del Territorio, sono circa 1.7 milioni e sono presenti con un elevata densità (distanza relativa media m) in tutte le zone del territorio nazionale interessate da interventi territoriali. Si tratta di punti che, progettati ed istituiti per l aggiornamento della cartografia catastale, devono essere rappresentativi di particolari di manufatti: presenti sul territorio, per garantire la ricostruibilità dell oggetto del rilievo rappresentati nella mappa catastale, per consentire l introduzione dell oggetto del rilievo nella mappa catastale secondo una procedura di miglior adattamento Tali punti, che devono risultare facilmente accessibili e stabilmente materializzati in modo che sia 9

10 definita la loro posizione 2D, in generale, non sono stazionabili con sensori tradizionali (stazioni totali) o satellitari, ma sono ovviamente collimabili; per ognuno di essi, in generale è stata prodotta una scheda monografica, di cui l Agenzia del Territorio conserva la storia delle variazioni, contenente le coordinate cartografiche (informazione 2D) lette direttamente dalle mappe catastali e non determinate attraverso operazioni topografiche di collegamento alla rete geodetica catastale. Per i PF si dispone inoltre delle distanze 2D (cosiddette mutue distanze ) calcolate a partire dalle misure assunte nelle operazioni di rilievo necessarie per la redazione di atti di aggiornamento catastali. Si deve sottolineare che un siffatto patrimonio di informazioni, conservate e gestite dall Agenzia, è stato di fatto prodotto a partire dal 1989 da diverse migliaia di tecnici abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento suddetti, come attività propedeutica agli stessi. Oggi le distanze relative dei PF, note e conservate per tutti i PF utilizzati nei rilievi catastali, sono circa 17 milioni; esse sono state calcolate, con la procedura PREGEO (stima a minimi quadrati), sul piano della rappresentazione cartografica della mappa catastale da aggiornare (Cassini-Soldner, Gauss-Boaga, Sanson-Flamsteed). Per quanto concerne i PF, l Agenzia del Territorio rende disponibili gratuitamente dal 2003, attraverso il proprio sito Internet (http://www.agenziaterritorio.gov.it/index.htm), i seguenti documenti: elenco delle monografie testuali dei PF si tratta di un file ASCII (.taf) contenente i punti di una stessa provincia; viene aggiornato e pubblicato mensilmente schede monografiche dei PF si tratta di un file immagine (.pdf) contenente la monografia di un PF; viene pubblicato il giorno successivo alla sua immissione nella banca-dati catastale (Figura 1) elenco delle distanze misurate dei PF si tratta di un file ASCII (.dis) contenente le distanze misurate relative ai punti di una stessa provincia; viene aggiornato e pubblicato bimestralmente Si intuisce che se i PF fossero noti in un unico sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89 potrebbero rappresentare un rilevante patrimonio di dati disponibili per svariate applicazioni geomatiche, oltre che catastali, in quanto realizzerebbero una materializzazione diffusa del sistema cartografico stesso. Una di tali applicazioni, ampiamente analizzata nel paragrafo successivo, riguarda la trasformazione delle geometrie dei DB catastali al fine di renderle coerenti con quelle di altri DB (ad esempio quelli comunali o regionali) assunti come riferimento dal punto di vista geometrico. E' importante in questo contesto richiamare l attenzione su uno degli obiettivi che l Agenzia del Territorio si prefiggeva di raggiungere con i PF, ovverosia ottenere, con un limitato numero di aggiornamenti (rilievi), elementi metrici sufficienti per una corretta ricomposizione della maglia dei PF e dei rilievi ad essi connessi (circolare n. 2/1988). L utilizzabilità dei dati, prevalentemente disponibili per i PF ricadenti nelle aree soggette a variazioni territoriali, risulta naturalmente subordinata alla disponibilità di procedure di gestione ed elaborazione dati, oltre a tecniche di rilievo veloci ed efficienti per la determinazione delle coordinate cartografiche UTM-WGS84-ETRS89 dei punti fiduciali di inquadramento (PFI), ovverosia di quei pochi PF ritenuti idonei, dal punto di vista geodetico (posizione nella rete) e logistico (facilità di rilievo), al collegamento della maglia dei PF al sistema cartografico nazionale. E importante ribadire che la presenza dei PF rilevati nelle sole aree soggette a variazioni territoriali non configura una rete connessa sull intero territorio comunale (Figura 2); rete che risulta addirittura assente nelle zone montane non urbanizzate. Questa condizione non pregiudica il lavoro proposto: sarà sempre possibile collegare alla rete inquadrata nel sistema UTM-WGS84-ETRF89 i PF rilevati in futuro, connettendoli ad essa, eventualmente, prevedendo il rilievo di nuovi PFI. 10

11 Figura 1 - Scheda monografica di un PF 2.2. Procedura Si propone nel seguito una procedura complessiva, che, a partire dalle informazioni attualmente disponibili presso l Agenzia del Territorio, sopra menzionate, e della eventuale disponibilità di reti di stazioni permanenti GNSS (diversamente si potrà far riferimento all infittimento della rete IGM95), consenta la rideterminazione delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico UTM- WGS84-ETRS89. Tale procedura si articola nelle seguenti fasi operative: 11

12 raccolta dei dati analisi preliminare dei dati determinazione delle coordinate UTM-WGS84-ETRF89 dei PFI con rilievi GNSS elaborazione dei dati Raccolta dei dati Il reperimento dei dati utilizzati è sicuramente la fase di più facile esecuzione, in quanto essi sono contenuti nei file.taf e.dis. Nei suddetti file, sono contenute le informazioni sui PF ricadenti nel territorio di una stessa provincia, opportunamente codificate; in particolare il file.taf contiene la componente alfanumerica delle monografie dei PF mentre il file.dis contiene le distanze e relative precisioni (sqm) (Figura 3). Figura 2 - Esempio della distribuzione dei PF nell'ambito di un territorio comunale (Guidonia-Montecelio, provincia di Roma) Analisi preliminare dei dati E questa una fase molto delicata alla quale deve essere posta la massima attenzione, indipendentemente dalla strategia di elaborazione successivamente scelta. Infatti, pur in presenza di una codifica standard delle informazioni (Figura 4), che lascia immaginare un agevole elaborazione informatica dei dati, si possono riscontrare una serie di difficoltà che generalmente incidono significativamente sui tempi dell analisi preliminare dei dati. 12

13 Figura 3 - Contenuto del file.taf e del file.dis Figura 4 - Codifica standard del PF L analisi preliminare permette innanzitutto di individuare sostanzialmente due categorie di PF,,definiti attuali e annullati; fra questi ultimi si distinguono quei particolari che non sono più presenti sul territorio per demolizione da quelli che, invece, sono ancora materializzati ma non sono ritenuti idonei ai fini catastali, ad esempio per sopravvenuta inaccessibilità; tale condizione, ovviamente, non li esclude dai punti rilevati presi in considerazione nell operazione di inquadramento. Una possibile difficoltà di trattamento dei dati è legata alla nomenclatura dei PF; infatti, una volta che un PF è stato rilevato nell ambito di un atto di aggiornamento, non è più possibile variare nessuno dei campi che lo descrivono nell archivio dei PF a meno del campo descrizione. Per tale motivo, un PF, già oggetto di misure, si identifica con un nuovo numero ogni qualvolta varia uno 13

14 dei suoi elementi descrittivi (foglio e comune), la rappresentazione cartografica della mappa su cui ricade o le coordinate a seguito di inquadramento nella rete geodetica. La descrizione del particolare che materializza il PF in alcuni casi è limitata all identificazione catastale del punto (esempio: triplice tra le particelle) e non comprende la descrizione univoca della sua materializzazione; è possibile, ad esempio, che non siano disponibili informazioni sulle modalità di accesso al punto o elementi toponomastici. Si può asserire che se i PF descritti nel file.taf presentano le informazioni sufficienti per una loro identificazione catastale, laddove si voglia ampliare l ambito di utilizzazione dei punti sarebbe auspicabile integrare i campi esistenti con ulteriori campi descrittivi della materializzazione, accesso, riferimenti, ecc. Forse proprio il riconoscimento di una valenza non solo catastale ai PF potrebbe giustificare un ulteriore sforzo da parte dei tecnici anzidetti per integrare progressivamente con le suddette voci le informazioni relative ai PF. Per quanto concerne le distanze misurate dei PF si è constatata la tendenza (giustificata dall obiettivo di rendere più celere e quindi economico il rilievo) di una parte dei tecnici professionisti a non ripetere le osservazioni ai PF già utilizzati in precedenti rilievi (es. accatastamento del fabbricato a seguito del frazionamento con cui si è definito il lotto edificatorio) ma a riproporre nel nuovo libretto delle misure le precedenti osservazioni; sono purtroppo noti anche casi in cui le osservazioni sono state calcolate a partire dalle coordinate dei PF e dalle distanze misurate Determinazione delle coordinate UTM-WGS84-ETRF89 dei PFI con rilievi GNSS I PFI da determinare mediante rilievi GNSS devono essere scelti tra i punti che presentano buone qualità dal punto di vista geodetico e logistico. Per quanto riguarda le tecniche di rilievo, considerati i risultati conseguiti nelle recenti sperimentazioni in ambito nazionale e tenuto conto della qualità dei rilievi eseguiti per gli atti di aggiornamento catastale strettamente connessa con i requisiti di precisione degli stessi previsti dalla circolare 2/1988, si può affermare che la tecnica GNSS-RTK che utilizza reti di stazioni permanenti GNSS costituisca una risorsa molto efficace, in termini di produttività e costi, per il rilievo dei PFI. È tuttavia opportuno sottolineare che spesso, come già evidenziato, per la tipologia di materializzazione dei PF può essere necessario eseguire rilievi integrati con sensori GNSS e terrestri (ad es. intersezione diretta distanziometrica) (Figura 5). Figura 5 - Rilievo integrato, con sensori GNSS e terrestri, dei PFI 14

15 Elaborazione dei dati Sono state proposte due metodologie: la prima basata sulla compensazione delle distanze tra i PF (Conia et al.; Crespi e Reina) la seconda basata sulla compensazione dei triangoli fiduciali nella loro interezza, considerati come entità geometriche non disaggregabili, con vertici interconnessi tra di loro da legami rigidi (Beinat, Crosilla, Sossai) Compensazione delle distanze tra i PF L elaborazione dei dati deve prevedere inizialmente un analisi topologica della rete di distanze per evidenziare singolarità interne. Infatti, la rete dei PF non è interamente connessa a livello nazionale in quanto i punti sono presenti e rilevati solo nelle zone interessate da interventi territoriali. Inoltre si possono manifestare ovvie singolarità angolari, essendo la rete dei PF rilevati costituita da sole distanze sul piano cartografico. Successivamente è opportuno eseguire compensazioni a minimi vincoli anche parziali per sottoreti (es. singole origini catastali), in modo da valutare e, se necessario, raffinare la qualità delle distanze (identificazione ed eliminazione degli outlier residui) e delle coordinate approssimate cartografiche (disponibili sulle schede monografiche e relative alle singole origini catastali). Tale calcolo preliminare è altresì utile per affinare la scelta dei Punti Fiduciali di Inquadramento (PFI), da rilevare tramite tecniche GNSS-RTK, rispetto ai quali la rete dei triangoli fiduciali deve essere inquadrata. La scelta dei PFI deve prendere in considerazione necessariamente anche la ridondanza locale della rete, talora scarsa a causa dell assenza di osservazioni angolari. Infine, si deve procedere al calcolo delle coordinate approssimate dei PF nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRF89, mediante la trasformazione delle coordinate approssimate relative alle singole origini; a tal fine si possono usare le soluzioni analitiche proposte da diversi autori (Di Filippo, 2003; Cina, 2008). A questo punto sono disponibili le coordinate approssimate di tutti i PF coinvolti nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRF89 e le singole sottoreti risultano intrinsecamente compensate ed analizzate. Dovendo eseguire il calcolo finale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRF89 è quindi necessario ridurre in tale sistema tutte le distanze tra i PF, comprese quelle che legano reciprocamente le sottoreti; tale questione è particolarmente evidente nelle aree rappresentate catastalmente da cartografia riferita a piccole origini. Compensazione dei triangoli fiduciali Tale metodo richiede inizialmente l esame dei triangoli fiduciali, in quanto possono essere presi in considerazione solo i triangoli completi e, come per la metodologia precedente, devono essere evidenziate singolarità interne dovute a mancanza di connessione della rete e a singolarità angolari. Esso è basato sulle tecniche dell analisi procustiana generalizzata e si prefigge di effettuare il miglior adattamento conforme ai minimi quadrati dei vari poligoni fiduciali. L idea è utilizzare per la compensazione della rete non già le singole distanze tra PF, valutate in maniera disgiunta l una dall altra, bensì ogni singolo rilievo nella propria interezza, considerato come entità geometrica non disaggregabile. Tale metodo permette di individuare, stimare e risolvere gli eventuali sistematismi presenti nei dati di partenza; inoltre, preservando la forma dei poligoni fiduciali compensati, evita l insorgenza di deformazioni anisotrope nel tessuto cartografico e mantiene inalterate le mutue relazioni tra i PF e i rilievi di aggiornamento ad essi appoggiati. La ricomposizione viene direttamente inquadrata sui Punti Fiduciali di Inquadramento (PFI), attribuendo alla trasformazione procustiana il compito di compensare le differenze di deformazione tra i sistemi cartografici catastale e UTM-WGS84-ETRF89. 15

16 2.3. Sperimentazioni Per verificare l applicabilità delle procedure proposte sono state condotte da numerosi Autori diverse sperimentazioni (Beinat et al., 2005; Cina, 2008; Crespi e Reina, 2004; Pinto, 2008), che hanno mostrato essere possibile una georeferenziazione dei PF nel sistema cartografico nazionale UTM-WGS84-ETRF89 con precisioni dell ordine di cm. Peraltro, se da un lato tale precisione è notevolmente dipendente, come è evidente, dalla qualità delle misure disponibili e dalla struttura della rete dei PF, dall altro l elevato numero di PF disponibili permette di selezionare solo i migliori ai fini del calcolo della rete e del suo inquadramento nel sistema cartografico nazionale UTM-WGS84-ETRF DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA TRASFORMAZIONE DEL DB CARTOGRAFICO CATASTALE NEL SISTEMA CARTOGRAFICO UTM-WGS84- ETRS Premessa La cartografia catastale costituisce l unica cartografia a grande scala (1:2000 per l 80%) estesa a tutto il territorio nazionale ed è, per il tematismo rappresentato (possesso), lo strumento da cui non si può prescindere, unitamente al DB catastale ad esso collegato, per la gestione del territorio anche al di fuori dello scopo fiscale che ne ha dettato la formazione; rappresenta quindi un patrimonio unico di informazioni territoriali. Essa è caratterizzata dall essere georeferenziata, per motivi storici durante la sua realizzazione (circa 70 anni: dal 1886 al 1956), in diverse centinaia di sistemi di riferimento, che ne rendono attualmente molto complessa l interazione con altri DBT (in particolare quelli locali); in particolare, si individuano 818 sistemi di piccola estensione ( piccole origini ), alle quali corrisponde circa il 35% delle mappe, e 32 sistemi di grande estensione ( grandi origini ), alle quali corrisponde il rimanente 65%. Attualmente, come già ricordato, per facilitare l integrazione del DB catastale con altri DBT (ad esempio quelli regionali, provinciali o comunali), operazione di particolare rilevanza per la pianificazione territoriale e urbanistica e la gestione complessiva del territorio, si ritiene importante poter trasformare (dal punto di vista della georeferenziazione) il DB catastale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89. Diventa pertanto necessario individuare una procedura efficiente per georeferenziare la cartografia catastale in un unico sistema cartografico; tale procedura è particolarmente importante (se non sostanzialmente necessaria) per le piccole origini, che costituiscono, vista la loro elevata numerosità, il problema principale per raggiungere il suddetto risultato. A tal proposito si deve tenere presente che, se da un lato sono stati proposti e possono ritenersi consolidati diversi algoritmi di trasformazione tra i diversi sistemi cartografici catastali ed il sistema UTM-WGS84-ETRS89, dall altro la loro applicazione richiede la disponibilità delle coordinate delle origini catastali nel sistema UTM-WGS84-ETRS89 (Cina, 2008) oppure di punti doppi, ovvero punti di coordinate note nel generico sistema cartografico catastale e nel sistema UTM-WGS84-ETRS89 (Di Filippo, 2003; Di Filippo, 2004). Il problema del cambio di sistema di riferimento è comunque complicato oltre che dalla incoerenza delle origini locali, dalla storia del sistema di riferimento nazionale a cui il catasto si appoggiò: la rete IGM ai tempi di inizio della formazione della mappa non era ancora ultimata e la conclusione dei lavori relativi alla rete geodetica avrebbe comportato notevoli ritardi nella formazione della mappa stessa. Il catasto si appoggiò dunque a coordinate IGM provvisorie frutto di calcoli parziali appoggiati a ellissoidi variamente orientati che rendono l incoerenza dei sistemi di riferimento nella varie zone italiane ancora più marcata, complicando ulteriormente la trasformazione. 16

17 E di primaria importanza, in quest ambito, sottolineare che l inserimento della cartografia catastale nel sistema cartografico nazionale UTM-WGS84-ETRF89 condotto globalmente (per un intera origine catastale o per un solo foglio, nel caso di fogli non inquadrati in un sistema di riferimento) ha valenza esclusivamente cartografica e non topografica, ovverosia in termini di informazione tematica territoriale e non per i futuri aggiornamenti a scopo catastale. Infatti, le attuali mappe catastali sono il risultato di molteplici, disomogenei e diacronici rilievi di aggiornamento ciascuno dei quali è stato singolarmente inserito in mappa secondo il principio del miglior adattamento grafico (quindi introducendo deformazioni variabili localmente), a differenza delle mappe di impianto che rappresentano effettivamente il prodotto del rilievo eseguito originariamente in modo omogeneo. Conseguentemente, se ci si limita a trasformazioni globali, è illusorio ritenere che le mappe catastali, una volta inserite nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRF89, rappresentino oggetti correttamente georeferenziati in tale sistema (quindi rilevabili direttamente con sensori GNSS), anche tenendo conto dell errore di graficismo alla scala della mappa; pertanto, anche se riferite nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRF89, le mappe catastali non potranno comunque essere aggiornate con tale tipologia di sensori in modo diretto, superando l esigenza che ha portato all introduzione dei punti fiduciali. Possono però risultare notevolmente utili come carte tematiche se associate ad altre informazioni territoriali disponibili a scale (nominali) inferiori a quelle proprie delle mappe catastali, quali le carte tecniche regionali (generalmente alle scale di 1:5000 e 1:10000). Diversamente, la possibilità di rendere la cartografia catastale direttamente aggiornabile con rilievi eseguiti parzialmente o totalmente, ove possibile, con sensori GNSS, richiede che tutte le sue geometrie siano rese coerenti con quelle di altri DB (ad esempio quelli comunali o regionali) assunti come riferimento dal punto di vista geometrico. Questo risultato, molto più oneroso del precedente, può essere conseguito solo stimando trasformazioni locali delle geometrie catastali, sulla base della disponibilità di punti riconosciuti come corrispondenti sulla cartografia catastale e sul DB di riferimento; il riconoscimento di questa corrispondenza può essere notevolmente aiutato dalla conoscenza delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89, tematica affrontata nel precedente paragrafo. Peraltro è necessario sottolineare che le trasformazioni locali inducono non solo variazioni di forma ma anche variazioni di area, con gli ovvi risvolti circa i diritti reali (in particolare la proprietà) costituiti su esse; tali variazioni devono essere compatibili con il limite di tolleranza del 5% (definito sulla base dei criteri stabiliti dall art del Codice Civile, dalla Circolare , n. 5 della Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali). A tale proposito è ulteriormente opportuno sottolineare che, al di là della valenza di disporre delle coordinate 2D dei PF nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89 per possibili finalità noncatastali, dal punto di vista catastale, una volta eseguita la stima delle trasformazioni locali, ovvero una volta che la cartografia catastale sia stata geometricamente resa coerente con un altro DB assunto come riferimento, dal punto di vista teorico non sussiste più lo scopo per cui i PF sono stati istituiti. Infatti, disponendo di una cartografia geometricamente corretta non solo in ambito locale (come è attualmente la cartografia catastale proprio grazie ai PF), l aggiornamento di tale cartografia può essere condotto sia rispetto a riferimenti locali utilizzando strumentazione terrestre (come oggi avviene utilizzando i PF) sia con riferimenti globali, ovvero utilizzando direttamente sensori GNSS. Si possono quindi, complessivamente, distinguere due diversi processi: stima di trasformazioni globali per portare il DB cartografico catastale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89, comunque necessarie per attivare la stima delle trasformazioni locali 17

18 stima di trasformazioni locali delle geometrie catastali, in modo da renderle coerenti con quelle di altri DB assunti come riferimento dal punto di vista geometrico 3.2. Stima di trasformazioni globali Sono state proposte due metodologie: la prima basata sulla conoscenza di punti doppi (Di Filippo) la seconda basata sulla conoscenza delle coordinate delle origini catastali nel sistema UTM- WGS84-ETRS89 (Cina) Trasformazioni globali per punti doppi La metodologia, partendo dalle informazioni attualmente disponibili presso l Agenzia del Territorio (in particolare le mappe di impianto, alle quali si ritiene necessario riferirsi per l individuazione dei punti doppi ) e dalla eventuale disponibilità di reti di stazioni permanenti GNSS (diversamente si potrà far riferimento all infittimento della rete IGM95), consente la stima delle trasformazioni globali idonee a georeferenziare il DB catastale nel sistema cartografico UTM-WGS84-ETRS89. In generale si ipotizza la coerenza dei fogli di mappa di impianto nell ambito della medesima origine, cosicché la ricerca dei punti doppi può essere effettuata per origine e non per foglio di mappa. Se da un lato sono consolidati gli algoritmi di trasformazione tra i diversi sistemi cartografici catastali ed il sistema UTM-WGS84-ETRF89 (Di Filippo, 2003; Di Filippo, 2004), dall altro la loro applicazione richiede la disponibilità di punti doppi, ovvero punti di coordinate note nel generico sistema cartografico catastale e nel sistema UTM-WGS84-ETRF89. La determinazione delle coordinate dei punti doppi si articola essenzialmente in tre fasi: scelta dei punti, che necessariamente deve essere eseguita sulle mappe di impianto, in quanto costituiscono la base cartografica catastale più precisa e, soprattutto, intrinsecamente coerente (non deformata) dal punto di vista geodetico-cartografico misura delle coordinate cartografiche catastali dei punti prescelti rilievo delle loro posizioni sul territorio con sensori GNSS e stima delle loro coordinate cartografiche UTM-WGS84-ETRF89. E proprio in quest ultima fase che la disponibilità dei servizi di posizionamento di una rete di stazioni permanenti GNSS può essere conveniente per velocizzare le operazioni. Si sottolinea che la scelta dei punti è probabilmente l operazione più delicata, in quanto deve essere eseguita garantendo una sufficiente affidabilità della successiva trasformazione (sono necessari almeno 4 punti) e, nel contempo, individuando punti che siano ancora effettivamente presenti e rilevabili sul territorio, operazione non sempre semplice soprattutto nelle zone che hanno subito notevoli trasformazioni urbanistiche se si considera che le mappe di impianto possono risalire anche a diverse decine di anni fa (comunque prima del 1956) Trasformazioni globali per origini La metodologia si basa su considerazioni geodetico-cartografiche che mostrano come sia possibile riproiettare i punti dal sistema cartografico catastale al sistema UTM-WGS84-ETRF89 passando tramite le superficie dei due ellissoidi corrispondenti purché sia nota l origine del sistema catastale nel sistema UTM-WGS84-ETRF89. Se l origine non è nota può essere ricavata a partire dalle sue coordinate approssimate mediante una procedura iterativa rapidamente convergente; tali coordinate approssimate, a loro volta, possono essere ricavate dalle coordinate di almeno due punti doppi. Conseguentemente, anche in questo caso, la disponibilità dei servizi di posizionamento di una rete di stazioni permanenti GNSS può essere conveniente per velocizzare le operazioni Sperimentazioni (vedi Allegati 1 e 2) Per verificare l applicabilità delle procedure proposte sono state condotte da alcuni Autori diverse 18

19 sperimentazioni sia su piccole che su grandi origini catastali (Crespi e Reina, 2004; Crespi et Al., 2006, Cina, 2008). Tali sperimentazioni hanno mostrato che sono possibili trasformazioni globali con precisioni dell ordine di alcune decine di cm, generalmente migliori delle tolleranze geometriche delle attuali carte tecniche regionali alla scala 1: Stima di trasformazioni locali Sono state proposte due metodologie: la prima basata sulla preliminare trasformazione di PF nel sistema UTM-WGS84-ETRF89 (Beinat, Crosilla, Sossai) la seconda basata sulla disponibilità di un DB di riferimento per le geometrie (Brovelli e Zamboni) E importante sottolineare da subito che le trasformazioni locali possono essere utili per realizzare la giunzione tra cartografie catastali riferite a origini diverse, problema particolarmente sentito nel caso di piccole origini Trasformazioni locali per PF La metodologia si basa su tecniche di morfometria procustiana, analogamente a quella relativa alla compensazione dei triangoli fiduciali. L idea di base è quella di considerare la mappa catastale come un mosaico, ossia una partizione geometrica, i cui elementi sono assimilabili alle singole particelle. La procedura proposta individua la mosaicatura ottimale, mediante adattamento conforme ai minimi quadrati, tra le preesistenti entità geometriche presenti in mappa ed i nuovi rilievi di aggiornamento. L aggiornamento della carta avviene introducendovi progressivamente i nuovi rilievi in sostituzione di quelli preesistenti, e procedendo quindi a un riadattamento conforme a minimi quadrati di tutti gli elementi nuovi e di quelli vecchi rimanenti. L adattamento opera in maniera da rispettare la forma di tutte le particelle, permettendo solo traslazioni, rotazioni e residue variazioni di scala, distribuendo però le eventuali deformazioni prevalentemente tra gli elementi originali della carta. La metodologia si basa su tre passi principali: compensazione della rete dei triangoli fiduciali secondo il metodo procustiano come già discusso in precedenza; l inserimento dei rilievi di aggiornamento all interno della maglia fiduciale ricomposta; adattamento degli elementi geometrici, per compensare le eventuali discrepanze tra elementi adiacenti e realizzare l adattamento conforme tra geometrie nuove e vecchie Trasformazioni locali per punti omologhi su due basi cartografiche La metodologia si basa sulla disponibilità di una base cartografica che viene assunta come riferimento geometrico e su una procedura di ricerca automatica di punti omologhi. Tale procedura si basa sulla stima di una trasformazione affine iniziale, che consente una sovrapposizione approssima della cartografia catastale con la base cartografica di riferimento, e si articola in tre passi: l analisi delle coordinate dei punti che geometricamente descrivono gli oggetti, l analisi della compatibilità delle direzioni dei segmenti uscenti dai punti stessi e infine l analisi della compatibilità dell informazione descritta dalla geometria (analisi semantica). Un ulteriore raffinamento della procedura prevede l impiego di un approccio multirisoluzione che permette di ottenere una definizione più accurata nelle zone con alta densità di punti (generalmente zone urbanizzate in cui è auspicabile una maggior precisione nel processo di sovrapposizione) garantendo comunque una copertura totale dell area da interpolare derivata dall utilizzo di spline a bassa risoluzione nelle restanti zone Sperimentazioni (vedi Allegato 3) Entrambi gli approcci sono già stati applicati dai rispettivi Autori su zone di estensione significativa (trasformazione per PF: comune di Udine Nord; trasformazione per punti omologhi: comune di 19

20 Modena) con buoni risultati. 4. DEFINIZIONE DI UNA METODOLOGIA PER LA (RI)DETERMINAZIONE DELLE COORDINATE 3D DEI PF NEL SISTEMA DI RIFERIMENTO WGS84-ETRS89 L'analisi di questo problema deve innanzitutto considerare che, allo stato attuale, i PF sono in generale materializzati in modo da individuarne univocamente la posizione 2D mentre non è in generale definito un cosiddetto piano di paragone al quale riferire la quota del PF. E' altresì vero che l'attuale versione della procedura PREGEO prescrive che i rilievi topografici relativi agli atti di aggiornamento siano 3D (anche se, stante la situazione attuale della cartografia catastale, non è indispensabile la considerazione della quota per l'esecuzione degli atti di aggiornamento) e quindi, in un prossimo futuro, un numero sempre maggiore di PF sarà inserito in rilievi che, potenzialmente, potranno consentire di determinarne la posizione 3D, sempre che venga definito univocamente e inserito nelle schede monografiche il piano di paragone suddetto. Tuttavia lo sviluppo di tali rilievi 3D potrebbe essere disomogeneo, sia dal punto di vista delle zone interessate sia da quello delle loro accuratezze e probabilmente richiede l'emanazione di normative di rilievo più dettagliate da parte dell'agenzia del Territorio. Si tratta quindi di analizzare la questione da un punto di vista più generale, chiedendosi per quali scopi (e a quale livello di accuratezza) potrebbe essere utile determinare la posizione 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRF89, non sussistendo attualmente una effettiva necessità della loro determinazione 3D dal punto di vista dell'esecuzione degli atti di aggiornamento catastale. Tenendo presente le già menzionate accuratezze ragionevolmente conseguibili nella determinazione della loro posizione 2D (10-20 cm), certamente raggiungibili anche dal punto di vista altimetrico, si tratta quindi di considerare per quali scopi potrebbe essere utile una materializzazione diffusa (ma non omogenea, ovvero presente solo nelle zone interessate da interventi territoriali) del sistema di riferimento nazionale al livello di accuratezza di qualche decimetro, a fronte di una ingente mole di lavoro (e, conseguentemente, di tempo) necessaria per conseguirla. Allo stato attuale si ritiene che tale materializzazione potrebbe essere eventualmente impiegata in ambito fotogrammetrico, sia da aereo/elicottero che da satellite, limitatamente ovviamente ai PF effettivamente visibili, sia dal punto di vista dell'appoggio che da quello della validazione geometrica dei prodotti. D'altra parte, per la razionale gestione delle risorse disponibili e la valorizzazione degli investimenti già sostenuti da alcuni Enti, Regioni, Province Autonome e anche società private, è assolutamente, necessario considerare l'attuale rapida diffusione delle stazioni permanenti GNSS e lo sviluppo delle reti di stazioni permanenti GNSS destinate all'erogazione di servizi di posizionamento, che prevedibilmente, in un futuro prossimo, su tutto il territorio nazionale permetteranno di conseguire accuratezze di posizionamento di qualche centimetro in modalità post-processing e di pochi centimetri in tempo reale, in grado di soddisfare la pressoché totalità delle applicazioni tecniche, incluse quelle sopra menzionate. Conseguentemente, la valutazione congiunta di tutti gli elementi sopra menzionati (onerosità complessiva dell'operazione, inutilità per le attuali esigenze catastali, mediocrità delle accuratezze conseguibili e conseguente limitatezza delle possibili applicazioni, attuale sviluppo delle infrastrutture per il posizionamento GNSS e necessità di valorizzazione degli investimenti già effettuati in tal senso) porta a concludere che non è conveniente determinare le posizioni 3D dei PF nel sistema di riferimento WGS84-ETRF89. 20

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