1. Teoria del rapporto di frenatura... 1

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1. Teoria del rapporto di frenatura... 1"

Transcript

1

2 1. Teoria del rapporto di frenatura Sistemi di controllo dei freni Energia cinetica del veicolo e peso frenato medio Modello di attrito Impianto frenante idraulico Principio idraulico Dinamica della frenata Introduzione In generale vale quanto segue: Carico per asse Carichi statici per asse Carichi dinamici per asse Rapporto di frenatura Parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali Distribuzione delle forze di frenatura applicate Fattore di distribuzione delle forze di frenatura Curve del rapporto di frenatura costante Curve del coefficiente di aderenza costante Coefficiente di aderenza per le ruote posteriori Coefficiente di aderenza per le ruote anteriori Caratteristiche di frenatura di un veicolo Parabola di distribuzione delle forze di frenatura Rapporto di frenatura critico Asse posteriore sulla soglia dell'immobilizzo Sistemi di controllo dei freni In generale Principali componenti di un impianto frenante a doppio circuito Impianti frenanti Ripartizione dei tipi di circuiti frenanti Impianto frenante a circuito singolo Ripartizione diagonale Ripartizione asse anteriore/asse posteriore Ripartizione "LL" Ripartizione "HT" Vaschetta del liquido freni I

3 3. Cilindro maestro Cilindro a circuito singolo Cilindro maestro a doppio circuito Ripartizione del circuito frenante in congiunzione con i diversi tipi di cilindro maestro Cilindro maestro senza stadi Cilindro maestro a stadi Componenti del circuito maestro a doppio circuito Funzione della molla prigioniera del pistone Funzione del cilindro maestro con porta di compensazione Posizione di riposo Processo di frenatura Processo di scarico Valvola centrale Valvola centrale nel circuito secondario Montaggio della valvola centrale in entrambi i circuiti del cilindro maestro Funzione del cilindro maestro con valvola centrale Posizione di riposo Processo di frenatura Processo di scarico Sviluppo della valvola centrale Primo stadio di sviluppo (Fig.44) Valvola HP (Fig.45) Valvola TC (Fig.46) Cilindro micro-maestro Funzione del cilindro micro-maestro Design dei cilindri maestro Caratteristiche dei diversi tipi Cilindro maestro - Sintesi dei tipi II

4 4. Servofreno Servocomando a depressione Servocomandi idraulici Spiegazione dei termini legati alla pressione Vuoto, pressione assoluta Sottopressione Sovrapressione Generazione di pressione nel motore Alimentazione di vuoto nelle automobili Minimo Accelerazione a fondo Decelerazione Valvola di non ritorno Esempio d'installazione nel vano motore Servofreno di TRW Layout di un servofreno a doppia camera di TRW Trasmissione di un servofreno Definizione della trasmissione Punto di controllo (punto di Knee) Funzione del servofreno Freni isolati a motore in marcia Freni serrati Funzionamento fino al punto di controllo Regolazione Punto di controllo Rilascio Layout di un servofreno a 4 camere Posizione di rilascio a motore in marcia Punto di controllo Servofreno DualRate Descrizione Servofreno DualRate e servofreno standard a confronto Unità di controllo DualRate Cartuccia DualRate Impostazione del controllo fino al primo punto di rottura DualRate Il primo punto di rottura DualRate è raggiunto Il secondo punto di rottura DualRate è raggiunto III

5 6.7 Servofreno a corsa lunga Concetto Considerazione teorica Rigidità del sistema Adattamento delle prestazioni Rapporto della trasmissione del pedale Sistemi a corsa lunga Comparazione grafica di versioni di servofreno a corsa lunga e in tandem di pari capacità Assistenza Meccanica alla Frenata (MBA) Descrizione della funzione Specifiche Criteri di attivazione Velocità d'applicazione Forza d'applicazione minima Criteri di disattivazione Curva della pressione di frenatura con e senza MBA Componenti dell'mba Posizioni dell'unità di controllo Posizione di rilascio senza vuoto Posizione di rilascio con vuoto Applicazione lenta (avvio d'applicazione), MBA non attivato Applicazione rapida (MBA attivato) Fase di trattenuta dell'mba Azionamento mediante la pressione del punto di controllo Transizione: Fase di mantenimento--> disattivazione Disattivazione dell'mba - fase Disattivazione dell'mba - fase Azionamento a controllo elettronico Catena di effetti in un impianto frenante d'automobile Generazione di pressione mediante servofreno attivo Componenti del sistema ECA Funzione di base del servofreno Servofreno ECA Componenti principali del sistema ECA Sensore di spostamento del diaframma Interruttore di rilascio Pistone a depressione elettrico Unità di Controllo Elettronico (ECA) Funzione: IV

6 7. Tubi flessibili del freno di TRW Layout Distribuzione delle forze di frenatura Sistemi di controllo della pressione di frenatura Curva caratteristica del limitatore della pressione di frenatura Curva caratteristica del riduttore della pressione di frenatura Riduttore della pressione di frenatura con pressione di commutazione fissa Funzione, fase a: Funzione, fase b: Funzione, fase c: Posizione rilasciata Riduttore della pressione di frenatura con punto di commutazione regolabile dipendente dal carico Riduttore della pressione di frenatura con pressione di commutazione dipendente dalla decelerazione (valvola G) Layout Funzione Cilindro di comando del freno ruota PCRVi Liquido freni di TRW Fondamentalmente Requisiti Che effetto ha l'acqua sul liquido freni? Cambio del liquido freni Sintesi Miscibilità del liquido freni Punto di ebollizione secco/formazione di bolle di vapore Punto di ebollizione in umido Capacità di lubrificazione Protezione anti-corrosione Viscosità/fluidità Comprimibilità Formazione di schiuma Compatibilità con le guarnizioni Suggerimenti utili per il conducente V

7 10. Assistenza tecnica Cilindro maestro Prova funzionale Uso degli stringitubo Sostituzione del cilindro maestro Servofreno Controllo semplificato del servofreno sotto pressione Liquido freni nel servofreno Note sul montaggio dei tubi del vuoto Pezzi di ricambio Verifica dei sistemi di controllo della pressione di frenatura Assistenza Meccanica alla Frenata (MBA) Descrizione della prova Valutazione della funzione di assistenza alla frenata Riduttore della pressione di frenatura (valvola G) Tubi flessibili del freno Istruzioni d'installazione Coppie di serraggio: VI

8 Teoria del rapporto di frenatura Sistemi di controllo dei freni 1. Teoria del rapporto di frenatura 1.1 Sistemi di controllo dei freni a - accelerazione b - frenata c - guida a velocità costante Fig Energia cinetica del veicolo e peso frenato medio Un veicolo in movimento ha una certa forza viva, chiamata energia cinetica, la cui intensità dipende dalla massa e dalla velocità del veicolo. Tale energia è creata dalla potenza del motore del veicolo. Per esempio: un'automobile di classe media che usa la massima potenza motore di 100 kw è in grado di raggiungere una velocità di 100 km all'ora (v = 100 km/h) in circa 10 secondi. Una volta terminato il processo d'accelerazione (fase a, fig. 1) e raggiunta tale velocità si ha una condizione d'equilibrio (velocità di crociera normale) (fase c) dove il veicolo viene ad avere energia cinetica. mv 2 W kin =

9 Teoria del rapporto di frenatura Sistemi di controllo dei freni Per portare il veicolo da tale velocità all'arresto nel tempo più rapido possibile (su un buon piano stradale) (fase b, Fig.1) l'impianto frenante deve esercitare una certa potenza, decisamente superiore alla potenza motore. Ciò significa che rispetto al tempo d'accelerazione l'energia cinetica deve essere dissipata in un lasso di tempo relativamente più breve (fase a). Il peso frenato medio di un veicolo è determinato da: P = W kin t dove t (fase b, Fig.1) è esclusivamente il tempo di frenatura effettivo (escluso tempo di reazione e tempo di risposta dell'impianto frenante). Poiché le leggi della fisica (prima legge della termodinamica ) dettano che l'energia non può essere persa, l'energia cinetica deve essere convertita nel processo di frenatura. La maggior parte dei moderni veicoli stradali montano i cosiddetti freni ad attrito. Tale tipo di freno lavora mediante l'attrito tra i dischi/tamburi freno e le pastiglie/i ceppi freno che converte l'energia cinetica in energia termica. a - accelerazione b - frenata Fig.2 2

10 Teoria del rapporto di frenatura Modello di attrito 1.2 Modello di attrito Un corpo (Fig.3) giace su una superficie piana premendo con una certa forza sulla stessa. L'intensità o il peso W di tale forza è equivalente al prodotto della massa m e alla forza gravitazionale (la spinta gravitazionale della Terra) g: W = mg W - peso F R - forza d'attrito Fig.3 μ - coefficiente di aderenza Affinché il corpo possa scorrere deve essere abbattuto l'attrito tra questi e la superficie sottostante. L'attrito è la forza di azionamento nell'area di contatto di corpi accostati che muovendosi premono l'uno contro l'altro: la cosiddetta forza d'attrito F R. Il valore della forza d'attrito è proporzionale al peso, dove il fattore proporzionale, o il coefficiente di aderenza, dipende dall'accoppiamento di materiale dei materiali che sfregano l'uno contro l'altro. μ W F R W μ La Legge di Coulomb definisce la relazione tra la forza d'attrito, il peso e il coefficiente di aderenza : F R = μg 3

11 Teoria del rapporto di frenatura Impianto frenante idraulico 1.3 Impianto frenante idraulico L'impianto frenante idraulico è un sistema a circuito chiuso che funziona sulla base della Legge di Pascal. La Legge di Pascal afferma che: "la pressione applicata a un fluido contenuto in un recipiente si trasmette in ugual misura a tutte le direzioni" Premendo il pedale del freno (Fig.4), mediante l'azionamento del cilindro maestro viene applicata pressione sul liquido (liquido freni) contenuto nella vaschetta. Tale pressione viene quindi trasmessa in modo uniforme tramite i tubi/i tubi flessibili dei freni ai cilindri di comando dei freni ruota (freni a tamburo o a disco). Fig.4 F F - forza esercitata dal piede del conducente F SP - forza di tensione F B - forza di frenatura I cilindri di comando della ruota esercitano una forza di tensione F SP (equivalente al peso nel modello di attrito ), che preme le pastiglie/i ceppi freno contro i dischi freno rotanti/tamburi. W Tra le pastiglie/i ceppi freno e i dischi/tamburi freno viene creato un attrito che comporta il rallentamento della velocità di rotazione della ruota, oltre che il rallentamento della velocità del veicolo a causa della forza d'attrito che si crea tra la ruota e il piano stradale. Questo fenomeno viene chiamato F B forza di frenatura. 4

12 Teoria del rapporto di frenatura Impianto frenante idraulico Principio idraulico Il principio idraulico (Fig.5) spiega la relazione tra il diametro del cilindro, lo spostamento del pistone e le conseguenti forze create in un circuito chiuso. Una forza lieve applicata a un pistone piccolo genera una pressione che, applicata a un pistone grande, elabora una forza di portata elevata. Tuttavia la corsa del pistone piccolo nello spostare quello grande è maggiore di quella del pistone grande. Cilindro maestro Cilindro di comando del freno ruota Fig.5 Questi due termini possono essere espressi nelle seguenti equazioni: F = P, P A A 2 = F 2 1 A 2 S 1 = S A 1 P - pressione F1,F2 - forze A1,A2 - aree dei pistoni S1,S2 - spostamenti dei pistoni (corse) 5

13 Teoria del rapporto di frenatura Dinamica della frenata 1.4 Dinamica della frenata Introduzione L'elemento che attua la trasmissione delle forze tra il veicolo e il piano stradale è il pneumatico. Tutte le forze dinamiche che agiscono sul veicolo devono essere trasmesse tra le superfici di contatto dei pneumatici: all'incirca la dimensione del palmo di una mano. Per esempio, in caso di curva i pneumatici devono trasmettere le forze laterali, F S in caso di frenata le forze di frenatura F B (Fig.6). A seconda del modello di attrito l'intensità di tali forze dipende direttamente dal coefficiente di aderenza μ (accoppiamento di materiale) dei pneumatici/del piano stradale e dalla portata del peso parziale W V, vale a dire la parte della massa del veicolo che agisce sulla ruota in questione (Fig.6). In caso di frenata mentre si curva sono effettive entrambe le forze ( F B e F S ), in una certa relazione l'una con l'altra. La rappresentazione grafica delle forze d'attrito del "Cerchio di Kamm" non viene trattata in dettaglio in questo documento. Per ulteriori informazioni fare riferimento all'opuscolo dell'abs di TRW XZM In generale vale quanto segue: Se sono bloccate le ruote anteriori (in frenata) non può essere trasmessa alcuna forza laterale. Il veicolo non può quindi più sterzare e rimane stabile, vale a dire "scivola" sull'asse anteriore e non "derapa". Se sono bloccate le ruote posteriori (frenata lunga dell'asse posteriore) la stabilità del veicolo non può più essere garantita perché le ruote posteriori non possono più assorbire le forze laterali. Il veicolo rischia di sbandare (derapata). Ad oggi il miglior compromesso riguardo alla capacità di sterzata e alla stabilità in caso di frenata d'emergenza è offerto dai veicoli dotati di sistemi di frenatura antibloccante (ABS). Nel progettare un impianto frenante si presume che il veicolo debba rimanere stabile in caso di frenata d'emergenza, cercando quindi d'arrivare a uno spazio di frenatura più corto possibile. Per conseguire il risultato ottimale è necessario conoscere la forza di frenatura massima (per un dato veicolo) che può essere trasmessa rispettivamente dalle ruote anteriori e da quelle posteriori. Da queste informazioni è possibile ricavare la parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali, che raffigura la massima aderenza effettiva tra le ruote anteriori o posteriori di un veicolo e il piano stradale nel processo d'accelerazione o di frenata. Prima d'addentrarsi in ulteriori dettagli è opportuna una spiegazione del carico per asse e del rapporto di frenatura. F B F S - forza di frenatura - forza laterale W V - peso parziale Fig.6 6

14 Teoria del rapporto di frenatura Dinamica della frenata Carico per asse Ogni veicolo ha caratteristiche di design che rivestono un ruolo decisivo nel tracciato della parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali. Tali caratteristiche sono: S I - la posizione del centro di gravità del veicolo - l'interasse Carichi statici per asse Per un veicolo fermo (Fig.7) il peso istantaneo viene distribuito tra gli assi anteriori e posteriori, a seconda della relazione di I V e I. Tale relazione dipende dalla condizione di carico del veicolo, e il centro di gravità dello stesso può S "errare la traiettoria" - che in un'automobile normale di solito va verso l'asse posteriore - secondo cui a veicolo fermo l'altezza del centro di gravità del veicolo non ha alcun effetto sul carico statico dell'asse. h S Fig.7 S W W V W H I I V, h S - centro di gravità del veicolo - peso del veicolo - peso parziale, asse anteriore - peso parziale, asse posteriore - interasse - posizione del centro di gravità 7

15 Teoria del rapporto di frenatura Dinamica della frenata Carichi dinamici per asse Nota: i processi che si verificano durante l'accelerazione non vengono trattati in dettaglio nel presente documento. Quando vengono azionati i freni (veicolo in movimento) si crea una forza di frenatura tra i pneumatici degli assi anteriori e posteriori e il piano stradale ( F BV / F BH )(Fig.8) che induce il veicolo a decelerare. Il veicolo è soggetto a una forza inerziale dovuta a tale decelerazione ( mxa ), che agisce nel centro di gravità ( S ). L'intensità della forza inerziale è uguale alla somma delle forze di frenatura anteriore e posteriore, che agiscono nella stessa direzione della direzione di movimento del veicolo. Ciò crea un momento (coppia di forze F BV + F BH e mxa) che applica ulteriore carico ΔW sull'asse anteriore e per pari peso riduce il carico dell'asse posteriore (noto come "spostamento del carico dinamico dell'asse". Lo spostamento del carico dinamico dell'asse dipende direttamente dalla percentuale di decelerazione in frenata e dalla posizione del centro di gravità. Fig.8 S W DW + W V W H F BV F BH mxa m a ΔW ΔW - centro di gravità del veicolo - peso del veicolo - spostamento del carico dinamico dell'asse - spostamento del carico dinamico dell'asse, asse anteriore - spostamento del carico dinamico dell'asse, asse posteriore - forza di frenatura, asse anteriore - forza di frenatura, asse posteriore - forza inerziale - massa del veicolo - decelerazione del veicolo Nota: i veicoli con interasse corto e centro di gravità alto (vedere Fig.14) saranno soggetti a uno spostamento del carico dinamico dell'asse relativamente alto, mentre quelli con interasse lungo e centro di gravità basso (vedere Fig.15) a spostamento del carico dinamico dell'asse relativamente basso. 8

16 Teoria del rapporto di frenatura Rapporto di frenatura 1.5 Rapporto di frenatura La somma delle forze di frenatura nelle ruote anteriori e posteriori (forza di frenatura totale prodotto della massa del veicolo ( m) e alla decelerazione da frenata ( a) (forza inerziale). F BV + = F Bges = ma F BH ) è uguale al Il termine rapporto di frenatura viene usato per quantificare nella dicitura "non dimensionale" quanto un veicolo possa frenare "bene" e corrisponde alla somma delle forze di frenatura (sulle ruote anteriori e posteriori) rispetto al peso totale del veicolo ( G ): F Bges z F BV F BH F Bges = = = W W W a -- g Il rapporto di frenatura massimo raggiungibile ( Z max ) dipende dalle condizioni del piano stradale (ghiacciato, bagnato, asciutto), vale a dire dal coefficiente di aderenza applicabile ( μ ) tra la ruota e il piano stradale: Z max = μ 1.6 Parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali Per un dato veicolo (di cui sono noti interasse e posizione del centro di gravità) la parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali viene ricavata dalla sopra riportata equazione del rapporto di frenatura e dalle relazioni del "carico per asse" (questo valore derivato non viene riportato nel dettaglio nel presente documento). Fig.9 La parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali (Fig.9) raffigura il massimo (ideale) uso dell'aderenza per le ruote anteriori e posteriori di un veicolo durante il processo di frenatura (settore I) e durante il processo di accelerazione (settore III). Le caratteristiche della parabola riportate nel settore III sono indicate solo per rendere chiari altri termini usati nel presente capitolo. F BV F BH W Forza di frenatura ideale Forza di frenatura ideale, asse posteriore Forza gravitazionale del veicolo 9

17 Teoria del rapporto di frenatura Distribuzione delle forze di frenatura applicate 1.7 Distribuzione delle forze di frenatura applicate Come si evince dalla parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali (settore I, Fig.9), mano a mano che il rapporto di frenatura aumenta la trasmissione della forza di frenatura disponibile ( F BH ) sull'asse posteriore diminuisce. Al fine d'evitare che le ruote posteriori vengano immobilizzate, i freni delle ruote posteriori sono di categoria "più piccoli" rispetto ai freni delle ruote anteriori. Questa classificazione è denominata fattore di distribuzione delle forze di frenatura. Indipendentemente da ciò, nell'impianto frenante può anche essere montato un regolatore della pressione di frenatura supplementare che riduce la pressione di frenatura sulle ruote posteriori. Per informazioni sul regolatore della pressione di frenatura fare riferimento al capitolo 8.1. Di seguito sono riportati ulteriori dettagli sul fattore di distribuzione delle forze di frenatura. 1.8 Fattore di distribuzione delle forze di frenatura Poiché la pressione di frenatura (p=cost.) generata da un cilindro maestro in tandem è la stessa in entrambi i circuiti, al fine d'evitare che le ruote posteriori vengano immobilizzate i freni delle ruote posteriori devono essere di categoria "più piccoli". Ciò riduce le forze di tensione (pressione delle pastiglie/dei ceppi contro i dischi/tamburi) e quindi la forza di frenatura tra le ruote posteriori e il piano stradale. La maggior parte degli impianti frenanti dei veicoli sono progettati secondo il fattore di distribuzione delle forze di frenatura e, se necessario, dotati di regolatore della pressione di frenatura supplementare. In mancanza si parla di "distribuzione fissa". Fig.10 Le forze di frenatura disponibili nei freni delle ruote anteriori e posteriori sono in proporzione fissa l'una con l'altra (Fig.11), e ciò si indica con "fattore di distribuzione delle forze di frenatura". K (kappa). F BV F BH W - forza di frenatura, asse anteriore - forza di frenatura, asse posteriore - peso del veicolo Fig.11 10

18 Teoria del rapporto di frenatura Fattore di distribuzione delle forze di frenatura F SP F B r r dyn forza di tensione forza di frenatura raggio d'attrito medio (disco/tamburo) diametro del pneumatico dinamico Il fattore di distribuzione delle forze di frenatura può essere influenzato da altri fattori, tra cui (Fig.12): dimensione della superficie di un pistone sella o di un cilindro di comando del freno ruota Fig.12 caratteristica delle pastiglie/dei ceppi freno (fattore di aderenza tra pastiglia/ceppo e disco/tamburo) r apporto r dyn Per poter definire le caratteristiche di frenatura di un veicolo sulla base della distribuzione delle forze di frenatura applicate e della parabola ideale della distribuzione delle forze tangenziali (capitolo 1.8) ciò deve essere integrato da: curve del rapporto di frenatura costante curve del coefficiente di aderenza costante tra pneumatici/piano stradale 11

19 Teoria del rapporto di frenatura Curve del rapporto di frenatura costante 1.9 Curve del rapporto di frenatura costante Le curve del rapporto di frenatura costante sono linee rette che si sviluppano con una pendenza di 45, e sono necessarie per disegnare le curve del coefficiente di aderenza costante tra pneumatici e piano stradale nella rappresentazione grafica della distribuzione ideale delle forze tangenziali. z= F BV W F BH W parabola ideale della distribuzione delle forze di frenatura curve del coefficiente di aderenza costante tra pneumatici dell'asse anteriore e piano stradale curve del coefficiente di aderenza costante tra pneumatici dell'asse posteriore e piano stradale Fig.13 F BV F BH W - forza di frenatura, asse anteriore - forza di frenatura, asse posteriore - peso del veicolo 12

20 Teoria del rapporto di frenatura Curve del coefficiente di aderenza costante 1.10 Curve del coefficiente di aderenza costante Poiché la forza di frenatura e il carico della ruota sono correlate tra loro linearmente (Legge di Coulomb), le curve del coefficiente di aderenza costante devono essere linee rette Coefficiente di aderenza per le ruote posteriori Punto 1 (Punto A, Fig.13): Tutte le linee rette del coefficiente di aderenza costante devono passare attraverso un punto in cui, in frenata, l'asse posteriore dovrebbe sollevarsi verso l'alto [possibile per veicoli con interasse corto ( I ) e centro di gravità alto ( S )]; non vi è più quindi alcuna aderenza tra i pneumatici e il piano stradale. Per le varie linee rette, il Punto C (Fig.13) viene determinato dal punto di rottura della curva del rapporto di frenatura costante ( Z ) con la parabola ideale della distribuzione delle forze di frenatura. Spiegazione: Nel Punto C il coefficiente di aderenza determinato ( μ ) tra l'asse anteriore o l'asse posteriore e il piano stradale viene utilizzato interamente e quindi raggiunto il rapporto di frenatura massimo. A questo punto il rapporto di frenatura massimo è anche il coefficiente di aderenza determinato Coefficiente di aderenza per le ruote anteriori Punto 1 (Punto B, Fig.13): Tutte le linee rette del coefficiente di aderenza costante devono passare attraverso un punto in cui, in forte accelerata, l'asse anteriore dovrebbe sollevarsi verso l'alto (possibile per veicoli con trazione posteriore e centro di gravità all'estremità posteriore, per esempio i "Dragster"); non vi è più quindi alcuna aderenza tra i pneumatici anteriori e il piano stradale. Il Punto C, Fig.13, può essere determinato come per le ruote posteriori. 13

Impianto Frenante. Dispensa didattica. Zanutto Daniele

Impianto Frenante. Dispensa didattica. Zanutto Daniele Impianto Frenante Dispensa didattica Zanutto Daniele I Freni pag. 4782 Compito I freni hanno il compito di rallentare, frenare e fermare un veicolo e di impedire un suo movimento da fermo. Durante la decelerazione,

Dettagli

Attuatori Pneumatici

Attuatori Pneumatici Gli attuatori pneumatici sono organi che compiono un lavoro meccanico usando come vettore di energia l aria compressa con indubbi vantaggi in termini di pulizia, antideflagranza, innocuità e insensibilità

Dettagli

FRENI Informazioni per i conducenti Il meglio dalla vostra auto

FRENI Informazioni per i conducenti Il meglio dalla vostra auto FRENI i Informazioni per i conducenti Il meglio dalla vostra auto SISTEMA FRENANTE DALLE PRIME FASI Per esercitare l attrito frenante sulle ruote, i freni di precedente costruzione utilizzavano un sistema

Dettagli

14.4 Pompe centrifughe

14.4 Pompe centrifughe 14.4 Pompe centrifughe Le pompe centrifughe sono molto diffuse in quanto offrono una notevole resistenza all usura, elevato numero di giri e quindi facile accoppiamento diretto con i motori elettrici,

Dettagli

A. Maggiore Appunti dalle lezioni di Meccanica Tecnica

A. Maggiore Appunti dalle lezioni di Meccanica Tecnica Il giunto idraulico Fra i dispositivi che consentono di trasmettere potenza nel moto rotatorio, con la possibilità di variare la velocità relativa fra movente e cedente, grande importanza ha il giunto

Dettagli

Fondamenti fisici Corso base

Fondamenti fisici Corso base Fondamenti fisici Corso base Funzione dei sistemi frenanti Potenza frenante Oggigiorno ogni autoveicolo deve essere equipaggiato con un sistema frenante, per la cui efficacia e sicurezza sono vigenti rispettive

Dettagli

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione Dall equazione alle

Dettagli

29 Circuiti oleodinamici fondamentali

29 Circuiti oleodinamici fondamentali 29 Circuiti oleodinamici fondamentali Fig. 1. Circuito oleodinamico: (1) motore elettrico; (2) pompa; (3) serbatoio; (4) filtro; (5) tubazione di mandata; (6) distributore; (7) cilindro; (8) tubazione

Dettagli

CILINDRI OLEODINAMICI

CILINDRI OLEODINAMICI CILINDRI OLEODINMICI I cilindri oleodinamici sono degli attuatori lineari che realizzando la conversione dell energia idraulica in energia meccanica producono una forza e lo spostamento lineare del carico.

Dettagli

Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento

Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento 1) Meccanica della locomozione: equazione del moto, resistenze al moto, dinamica del veicolo, andamento planoaltimetrico, sopraelevazione in curva, accelerazione

Dettagli

DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA. Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi

DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA. Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE E CONCETTO DI FORZA Dinamica: studio delle forze che causano il moto dei corpi 1 Forza Si definisce forza una qualunque causa esterna che produce una variazione dello stato

Dettagli

Valvole di comando per rimorchi Corso base

Valvole di comando per rimorchi Corso base Valvole di comando per rimorchi Corso base Funzione Nelle motrici e trattori stradali le valvole di comando per rimorchi hanno la funzione di controllare i freni del rimorchio sensibilmente e in maniera

Dettagli

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Università di Catania Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Civile AA 1011 1 Fondamenti di Trasporti Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Giuseppe Inturri Dipartimento

Dettagli

ACCUMULATORI IDRAULICI

ACCUMULATORI IDRAULICI In generale, un accumulatore idraulico può accumulare liquido sotto pressione e restituirlo in caso di necessità; IMPIEGHI 1/2 Riserva di liquido Nei circuiti idraulici per i quali le condizioni di esercizio

Dettagli

Autocarri con allestimento intercambiabile. Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile PGRT

Autocarri con allestimento intercambiabile. Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile PGRT Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile I veicoli con allestimento intercambiabile sono considerati

Dettagli

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Meccanica e Meccanizzazione Agricola Trasmissione del moto Prof. S. Pascuzzi 1 Trasmissione del moto ELEMENTO CONDUTTORE impartisce il moto mediante

Dettagli

Descrizione della trasmissione idraulica CORIMA GROUP (Fig.2):

Descrizione della trasmissione idraulica CORIMA GROUP (Fig.2): www.barigelli.com www.corimacentrifughe.com ESPOSIZIONE ANALITICA DEI VANTAGGI DELLA TRASMISSIONE IDRAULICA NEI DECANTER CORIMA GROUP 1. REGOLAZIONE EFFICIENTE E UTILIZZO DI BASSI REGIMI DIFFERENZIALI

Dettagli

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI

Pressione. Esempio. Definizione di pressione. Legge di Stevino. Pressione nei fluidi EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Pressione EQUILIBRIO E CONSERVAZIONE DELL ENERGIA NEI FLUIDI Cos è la pressione? La pressione è una grandezza che lega tra di loro l intensità della forza e l aerea della superficie su cui viene esercitata

Dettagli

PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA

PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E TRATTAMENTO ARIA COMPRESSA Comando pneumatico: è costituito da un insieme di tubazioni e valvole, percorse da aria compressa, che collegano una centrale di compressione ad una

Dettagli

CAPITOLO 5 IDRAULICA

CAPITOLO 5 IDRAULICA CAPITOLO 5 IDRAULICA Cap. 5 1 FLUIDODINAMICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO FLUIDO CORPO MATERIALE CHE, A CAUSA DELLA ELEVATA MOBILITA' DELLE PARTICELLE CHE LO COMPONGONO, PUO'

Dettagli

GRUPPI DI RILANCIO PER LA REGOLAZIONE TERMICA

GRUPPI DI RILANCIO PER LA REGOLAZIONE TERMICA ST.01.01.00 GRUPPI DI RILANCIO PER LA REGOLAZIONE TERMICA Art. 2170 Gruppo di rilancio completo di: - Valvola miscelatrice con servocomando a 3 punti - Circolatore a tre velocità - Valvole d intercettazione

Dettagli

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg.

F S V F? Soluzione. Durante la spinta, F S =ma (I legge di Newton) con m=40 Kg. Spingete per 4 secondi una slitta dove si trova seduta la vostra sorellina. Il peso di slitta+sorella è di 40 kg. La spinta che applicate F S è in modulo pari a 60 Newton. La slitta inizialmente è ferma,

Dettagli

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano

Statica e dinamica dei fluidi. A. Palano Statica e dinamica dei fluidi A. Palano Fluidi perfetti Un fluido perfetto e incomprimibile e indilatabile e non possiede attrito interno. Forza di pressione come la somma di tutte le forze di interazione

Dettagli

VEICOLI IBRIDI: L ALTERNATIVA INTELLIGENTE.

VEICOLI IBRIDI: L ALTERNATIVA INTELLIGENTE. VEICOLI IBRIDI: L ALTERNATIVA INTELLIGENTE. Tutti i lati positivi della motorizzazione elettrica e solo i vantaggi di quella tradizionale. IL MEGLIO IN CIRCOLAZIONE. Minori consumi, più rispetto per l

Dettagli

Fondamenti di macchine elettriche Corso SSIS 2006/07

Fondamenti di macchine elettriche Corso SSIS 2006/07 9.13 Caratteristica meccanica del motore asincrono trifase Essa è un grafico cartesiano che rappresenta l andamento della coppia C sviluppata dal motore in funzione della sua velocità n. La coppia è legata

Dettagli

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale Problema 1 Un corpo puntiforme di massa m = 1.0 kg viene lanciato lungo la superficie di un cuneo avente un inclinazione θ = 40 rispetto all orizzontale e altezza h = 80 cm. Il corpo viene lanciato dal

Dettagli

Punto 1. q Trovare il momento torcente adatto e conforme all'operazione di rotazione. Esercizio. Moto statico. Moto dinamico(1)

Punto 1. q Trovare il momento torcente adatto e conforme all'operazione di rotazione. Esercizio. Moto statico. Moto dinamico(1) Criteri di Scelta Esecuzione a paletta Punto 1 1 Segliere il momento adatto per gli attuatori. (Vedere diagrammi 1 e 2.) q Trovare il momento torcente adatto e conforme all'operazione di rotazione. Serie

Dettagli

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO:

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO: RSISTZA D MZZO R m 1 C X ρ A v Adimensionale Massa volumica kg/m 3 Velocità m/s Sezione maestra m Valori medi dei coefficienti: Superfici piane normali al moto: acqua: K9,81 60, aria: K9,81 0,08 1 K C

Dettagli

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti

Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Test di autovalutazione Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Quesito 1 Un punto materiale di massa 5 kg si muove di moto circolare uniforme con velocità tangenziale 1 m/s. Quanto

Dettagli

MACCHINE IDRAULICHE Le macchine idrauliche si suddividono in. ELEMENTI DI IDRODINAMICA (3 a PARTE)

MACCHINE IDRAULICHE Le macchine idrauliche si suddividono in. ELEMENTI DI IDRODINAMICA (3 a PARTE) ELEMENTI DI IDRODINAMICA (3 a PARTE) PERDITE DI CARICO NEI TUBI Le tubature comunemente utilizzate in impiantistica sono a sezione circolare e costante, con conseguente velocità del liquido uniforme e

Dettagli

2.2.5 Dispositivi di sicurezza

2.2.5 Dispositivi di sicurezza 2. Sicurezza 2. Sicurezza generale delle macchine 2.2.5 Dispositivi di sicurezza I dispositivi di sicurezza hanno la funzione di eliminare o ridurre un rischio autonomamente o in associazione a ripari.

Dettagli

Corso di Tecnologia Meccanica

Corso di Tecnologia Meccanica Corso di Tecnologia Meccanica Modulo 3.7 Deformazione plastica LIUC - Ingegneria Gestionale 1 Macchine per la fucinatura e lo stampaggio LIUC - Ingegneria Gestionale 2 Classificazione Macchine ad energia

Dettagli

Impianto di Sollevamento Acqua

Impianto di Sollevamento Acqua CORSO DI FISICA TECNICA e SISTEMI ENERGETICI Esercitazione 3 Proff. P. Silva e G. Valenti - A.A. 2009/2010 Impianto di Sollevamento Acqua Dimensionare un impianto di sollevamento acqua in grado di soddisfare

Dettagli

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie Forze, leggi della dinamica, diagramma del corpo libero 1 FORZE Grandezza fisica definibile come l' agente in grado di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo. Ci troviamo di fronte ad una

Dettagli

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari Questionario Note Le domande dei questionari sono di tipo differente. Nello specifico, questi sono i tipi di domande: SCELTA MULTIPLA (1 opzione): sono elencate alcune risposte possibili e va scelta quella

Dettagli

STERZATA SENZA SPOSTAMENTO MANI MANI IN POSIZIONE BASE. POSIZIONE SUL SEDILE: TROPPO LONTANA (prospetto) POSIZIONE DI GUIDA: LONTANA (pianta)

STERZATA SENZA SPOSTAMENTO MANI MANI IN POSIZIONE BASE. POSIZIONE SUL SEDILE: TROPPO LONTANA (prospetto) POSIZIONE DI GUIDA: LONTANA (pianta) MANI IN POSIZIONE BASE Posizione base, fondamentale per guidare con qualità e sicurezza: mani sul volante come sul quadrante di un orologio, per indicare le ore 9:15, con i pollici bene ancorati alle razze.

Dettagli

LEGGE DI STEVIN (EQUAZIONE FONDAMENTALE DELLA STATICA DEI FLUIDI PESANTI INCOMPRIMIBILI) z + p / γ = costante

LEGGE DI STEVIN (EQUAZIONE FONDAMENTALE DELLA STATICA DEI FLUIDI PESANTI INCOMPRIMIBILI) z + p / γ = costante IDRAULICA LEGGE DI STEVIN (EQUAZIONE FONDAMENTALE DELLA STATICA DEI FLUIDI PESANTI INCOMPRIMIBILI) z + p / γ = costante 2 LEGGE DI STEVIN Z = ALTEZZA GEODETICA ENERGIA POTENZIALE PER UNITA DI PESO p /

Dettagli

Classificazione delle pompe. Pompe rotative volumetriche POMPE ROTATIVE. POMPE VOLUMETRICHE si dividono in... VOLUMETRICHE

Classificazione delle pompe. Pompe rotative volumetriche POMPE ROTATIVE. POMPE VOLUMETRICHE si dividono in... VOLUMETRICHE Classificazione delle pompe Pompe rotative volumetriche POMPE VOLUMETRICHE si dividono in... POMPE ROTATIVE VOLUMETRICHE Pompe rotative volumetriche Principio di funzionamento Le pompe rotative sono caratterizzate

Dettagli

DINAMICA, LAVORO, ENERGIA. G. Roberti

DINAMICA, LAVORO, ENERGIA. G. Roberti DINAMICA, LAVORO, ENERGIA G. Roberti 124. Qual è il valore dell'angolo che la direzione di una forza applicata ad un corpo deve formare con lo spostamento affinché la sua azione sia frenante? A) 0 B) 90

Dettagli

Descrizione del funzionamento

Descrizione del funzionamento Descrizione del funzionamento Laddomat 21 ha la funzione di......all accensione, fare raggiungere velocemente alla caldaia una temperatura di funzionamento elevata....durante il riempimento, preriscaldare

Dettagli

Controllo del Differenziale e Dinamica del Veicolo

Controllo del Differenziale e Dinamica del Veicolo e Dinamica del Veicolo Funzione del differenziale 1) Svincolare cinematicamente tra loro gli alberi condotti ) Ripartire convenientemente la coppia motrice Differenziale autobloccante meccanico Tipi di

Dettagli

2.2.3 Comportamento degli organi che trasformano l energia meccanica 32 2.2.3.1 Effetti inerziali 32 2.2.3.2 Effetto della rigidezza e dello

2.2.3 Comportamento degli organi che trasformano l energia meccanica 32 2.2.3.1 Effetti inerziali 32 2.2.3.2 Effetto della rigidezza e dello Indice Prefazione IX 1. Un nuovo approccio alla progettazione e costruzione di macchine 1 1.1 Sistemi tecnici nella costruzione di macchine: esempi 1 1.2 Concetti essenziali del nuovo approccio alla progettazione

Dettagli

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 Lavoro, forza costante: W = F r Problema 1 Quanto lavoro viene compiuto dalla forza di

Dettagli

Classificazione delle pompe. Pompe cinetiche centrifughe ed assiali. Pompe cinetiche. Generalità POMPE CINETICHE CLASSIFICAZIONE

Classificazione delle pompe. Pompe cinetiche centrifughe ed assiali. Pompe cinetiche. Generalità POMPE CINETICHE CLASSIFICAZIONE Pompe cinetiche centrifughe ed assiali Prof.ssa Silvia Recchia Classificazione delle pompe In base al diverso modo di operare la trasmissione di energia al liquido le pompe si suddividono in: POMPE CINETICHE

Dettagli

Il braccio corto mobile è disponibile in due tipi ( tipo 5-22**-A ; tipo 5-22**- B )

Il braccio corto mobile è disponibile in due tipi ( tipo 5-22**-A ; tipo 5-22**- B ) Questa attrezzatura Meyer soddisfa interamente le norme di sicurezza CE. Il certificato di conformità è spedito con l attrezzatura. Il simbolo CE è riportato sulla targhetta del costruttore. Descrizione

Dettagli

Pompe di circolazione per gli impianti di riscaldamento

Pompe di circolazione per gli impianti di riscaldamento Corso di IMPIANTI TECNICI per l EDILIZIAl Pompe di circolazione per gli impianti di riscaldamento Prof. Paolo ZAZZINI Dipartimento INGEO Università G. D AnnunzioD Annunzio Pescara www.lft.unich.it Pompe

Dettagli

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DELL AQUILA Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti nella Scuola Secondaria Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico Prof. Umberto Buontempo

Dettagli

SCIENZA&SPORT. Scienza per capire lo sport Sport per capire la scienza LA FISICA E LA BICICLETTA

SCIENZA&SPORT. Scienza per capire lo sport Sport per capire la scienza LA FISICA E LA BICICLETTA SCIENZA&SPORT Scienza per capire lo sport Sport per capire la scienza LA FISICA E LA BICICLETTA La bicicletta come laboratorio equilibrio avanzamento cambio di direzione bilancio energetico meccanica Concetti

Dettagli

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Meccanica e Meccanizzazione Agricola Organi di propulsione e sostegno Prof. S. Pascuzzi 1 Organi di propulsione e sostegno Organi di propulsione

Dettagli

LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA

LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA LE TORRI: DISCOVERY e COLUMBIA Osservazioni e misure a bordo Le tue sensazioni e l accelerometro a molla 1) Nelle due posizioni indicate dalle frecce indica le sensazioni ricevute rispetto al tuo peso

Dettagli

FISICA DELLA BICICLETTA

FISICA DELLA BICICLETTA FISICA DELLA BICICLETTA Con immagini scelte dalla 3 SB PREMESSA: LEGGI FISICHE Velocità periferica (tangenziale) del moto circolare uniforme : v = 2πr / T = 2πrf Velocità angolare: ω = θ / t ; per un giro

Dettagli

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto

Dettagli

Macchina di pressofusione a Risparmio Energetico

Macchina di pressofusione a Risparmio Energetico Macchina di pressofusione a Risparmio Energetico Vieni a vederla dal 14 al 17 aprile al Pressa HC con motore a Risparmio Energetico Questa gamma di macchine di pressofusione è stata studiata per ottenere

Dettagli

L AVVIAMENTO NEI MOTORI MARINI DI MEDIA E GRANDE POTENZA

L AVVIAMENTO NEI MOTORI MARINI DI MEDIA E GRANDE POTENZA L AVVIAMENTO NEI MOTORI MARINI DI MEDIA E GRANDE POTENZA Quando il motore è fermo, bisogna fornire dall'esterno l'energia necessaria per le prime compressioni, onde portare l'aria ad una temperatura sufficiente

Dettagli

HQ03. pompa singola a palette tipo. 20 a 23 gpm) a 1000 rpm e 7 bar.

HQ03. pompa singola a palette tipo. 20 a 23 gpm) a 1000 rpm e 7 bar. HQ3 Descrizione generale Pompa a palette a cilindrata fissa, idraulicamente bilanciata, con portata determinata dal tipo di cartuccia utilizzato e dalla velocità di rotazione. La pompa è disponibile in

Dettagli

Impianto Pneumatico. Capitolo 6 - 6.1 -

Impianto Pneumatico. Capitolo 6 - 6.1 - Capitolo 6 Impianto Pneumatico - 6.1 - 6.1 Introduzione In diversi casi è conveniente sfruttare energia proveniente da aria compressa; questo è soprattutto vero quando il velivolo possiede dei motori a

Dettagli

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi?

MECCANICA. 2. Un sasso cade da fermo da un grattacielo alto 100 m. Che distanza ha percorso dopo 2 secondi? MECCANICA Cinematica 1. Un oggetto che si muove di moto circolare uniforme, descrive una circonferenza di 20 cm di diametro e compie 2 giri al secondo. Qual è la sua accelerazione? 2. Un sasso cade da

Dettagli

Valvole di regolazione

Valvole di regolazione Valvole di Regolazione Valvole di regolazione Sono attuatori che servono a modulare la portata di fluido (liquido o gassoso) nei circuiti idraulici Diffusissime nel controllo di processo industriale (es:

Dettagli

L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI. Il punto materiale e il corpo rigido. L equilibrio del punto materiale

L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI. Il punto materiale e il corpo rigido. L equilibrio del punto materiale L EQUILIBRIO 1. L EQUILIBRIO DEI SOLIDI Il punto materiale e il corpo rigido Un corpo è in equilibrio quando è fermo e continua a restare fermo. Si intende, per punto materiale, un oggetto così piccolo

Dettagli

Multipurpose All Terrain Vehicle

Multipurpose All Terrain Vehicle FRESIA F18 4X4 Multipurpose All Terrain Vehicle Mezzo Speciale per Trasporto Materiale Logistico in condizioni estreme su ogni tipo di terreno 4 Ruote Motrici 4 Ruote Sterzanti L F18 4x4 è un veicolo leggero

Dettagli

Simboli di disegni e di funzione Corso base

Simboli di disegni e di funzione Corso base Simboli di disegni e di funzione Introduzione Simboli di disegni Simboli di funzione Nota Nota: nella rappresentazione della schematica freni e delle funzioni negli apparecchi molto spesso si utilizzano

Dettagli

LA TRATTRICE AGRICOLA

LA TRATTRICE AGRICOLA LA TRATTRICE AGRICOLA TIPOLOGIE DI TRATTRICI STRUTTURA DELLE TRATTRICI MODERNE PARTICOLARI TIPI DI TRATTRICE PRINCIPALI PARTI DELLA TRATTRICE TIPOLOGIE DI TRATTRICI La trattrice agricola viene definita

Dettagli

CORSO DI IMPIANTI DI PROPULSIONE NAVALE

CORSO DI IMPIANTI DI PROPULSIONE NAVALE ACCADEMIA NAVALE 1 ANNO CORSO APPLICATIVO GENIO NAVALE CORSO DI IMPIANTI DI PROPULSIONE NAVALE Lezione 09 Motori diesel lenti a due tempi A.A. 2011 /2012 Prof. Flavio Balsamo Nel motore a due tempi l intero

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA

Forza. Forza. Esempi di forze. Caratteristiche della forza. Forze fondamentali CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Forza CONCETTO DI FORZA E EQUILIBRIO, PRINCIPI DELLA DINAMICA Cos è una forza? la forza è una grandezza che agisce su un corpo cambiando la sua velocità e provocando una deformazione sul corpo 2 Esempi

Dettagli

6.2 Pompe volumetriche

6.2 Pompe volumetriche 6.2 Pompe volumetriche Le pompe volumetriche sfruttano gli stessi principi di funzionamento degli omonimi compressori, in questo caso però il fluido di lavoro è di tipo incomprimibile. Si distinguono in

Dettagli

Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica

Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica ) Definizione di macchina termica È sperimentalmente verificato che nel rispetto del primo principio della termodinamica (ovvero della conservazione

Dettagli

. Si determina quindi quale distanza viene percorsa lungo l asse y in questo intervallo di tempo: h = v 0y ( d

. Si determina quindi quale distanza viene percorsa lungo l asse y in questo intervallo di tempo: h = v 0y ( d Esercizio 1 Un automobile viaggia a velocità v 0 su una strada inclinata di un angolo θ rispetto alla superficie terrestre, e deve superare un burrone largo d (si veda la figura, in cui è indicato anche

Dettagli

LE VALVOLE PNEUMATICHE

LE VALVOLE PNEUMATICHE LE VALVOLE PNEUMATICHE Generalità Le valvole sono apparecchi per il comando, per la regolazione della partenza, arresto e direzione, nonché della pressione e passaggio di un fluido proveniente da una pompa

Dettagli

Principio di funzionamento di sistemi frenanti ad aria compressa. Corso base

Principio di funzionamento di sistemi frenanti ad aria compressa. Corso base Principio di funzionamento di sistemi frenanti ad aria compressa Alle seguenti pagine trovate una descrizione del principio di funzionamento generale dei sistemi frenanti ad aria compressa installati in

Dettagli

ANDERSON GREENWOOD. Valvole di scarico di sicurezza azionate tramite pilota Serie 700 ad apertura istantanea Per alte temperature

ANDERSON GREENWOOD. Valvole di scarico di sicurezza azionate tramite pilota Serie 700 ad apertura istantanea Per alte temperature Serie 7 ad apertura istantanea Per alte temperature ANDERSON GREENWOOD La valvola di sicurezza azionata tramite pilota Serie 7 è unica nel suo genere, in quanto costituita da una valvola principale e da

Dettagli

Filobus con marcia autonoma semplificata

Filobus con marcia autonoma semplificata Organizzato da Area Tematica - 2 (Veicolo) Filobus con marcia autonoma semplificata Autore: Menolotto Flavio Ente di Appartenenza: distribuzione energia elettrica Contatti: Tel. 0322 259715 Cell. 328 2154994

Dettagli

Progetto MICS Abilitazioni Macchine Giornata Nazionale di Formazione Formatori MACCHINE MOVIMENTO TERRA. Ing. Antonino Bonanno IMAMOTER-C.N.R.

Progetto MICS Abilitazioni Macchine Giornata Nazionale di Formazione Formatori MACCHINE MOVIMENTO TERRA. Ing. Antonino Bonanno IMAMOTER-C.N.R. Progetto MICS Abilitazioni Macchine Giornata Nazionale di Formazione Formatori MACCHINE MOVIMENTO TERRA in collaborazione con ASCOMAC / CANTIERMACCHINE FEDERUNACOMA / COMAMOTER Milano 10 Luglio 2012 Ing.

Dettagli

QUESTIONARIO DATI TECNICI

QUESTIONARIO DATI TECNICI Allegato 6 QUESTIONARIO DATI TECNICI Il questionario deve essere compilato per ogni modello di autobus offerto a cura esclusiva della ditta offerente ed in ogni sua parte, con esclusione di quelle che

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Disegno di Macchine. corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Disegno di Macchine. corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana Disegno di Macchine corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana Lezione n 4 Componentistica di base: alberi, trasmissione per cinghie e catene, giunti Alberi Appunti

Dettagli

Pinze freno originali ATE e pinze freno di ricambio ATE Stabilità termica e decelerazione massima

Pinze freno originali ATE e pinze freno di ricambio ATE Stabilità termica e decelerazione massima Pinze freno originali ATE e pinze freno di ricambio ATE Stabilità termica e decelerazione massima Nella propria veste di sviluppatore per le più importanti case automobilistiche del mondo, Continental

Dettagli

Impianti per il trasferimento di energia

Impianti per il trasferimento di energia Capitolo 2 Impianti per il trasferimento di energia 2.1 2.1 Introduzione In molte zone di un velivolo è necessario disporre di energia, in modo controllato; questo è necessario per molte attività, ad esempio

Dettagli

Smorzamento Degli Ammortizzatori

Smorzamento Degli Ammortizzatori Smorzamento Degli Ammortizzatori Lo smorzamento governa la resistenza al movimento degli ammortizzatori, per mezzo di un pistone interno che si muove a bagno d olio quando l ammortizzatore si comprime

Dettagli

Collettori solari. 1. Elementi di un collettore a piastra

Collettori solari. 1. Elementi di un collettore a piastra Collettori solari Nel documento Energia solare abbiamo esposto quegli aspetti della radiazione solare che riguardano l energia solare e la sua intensità. In questo documento saranno trattati gli aspetti

Dettagli

modulog Combinazioni di moduli per la tecnica della manipolazione

modulog Combinazioni di moduli per la tecnica della manipolazione modulog Combinazioni di moduli per la tecnica della manipolazione Facile gestione di carichi pesanti - un valore aggiunto per la produttività La manipolazione ed il montaggio manuale di carichi pesanti

Dettagli

Nuova Gamma Porter. euro

Nuova Gamma Porter. euro Nuova Gamma Porter euro 6 euro 6 euro 6 MAGGIORE POTENZA* MAGGIORE COPPIA* Nuovo Motore La gamma di veicoli a benzina per uso commerciale trova nel motore MultiTech Euro 6 la risposta efficiente, durevole,

Dettagli

2. L ENERGIA MECCANICA

2. L ENERGIA MECCANICA . L ENERGIA MECCANICA.1 Il concetto di forza La forza può essere definita come «azione reciproca tra corpi che ne altera lo stato di moto o li deforma: essa é caratterizzata da intensità direzione e verso».

Dettagli

Le sospensioni 22 R.T.A. 152. di Gianpaolo Riva

Le sospensioni 22 R.T.A. 152. di Gianpaolo Riva Le sospensioni di Gianpaolo Riva Sono elementi nascosti alla vista dell automobilista. Assicurano comfort e tenuta di strada e perciò la loro funzione è indispensabile e fondamentale per la sicurezza attiva.

Dettagli

Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo.

Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo. Introduzione Cosa determina il moto? Aristotele pensava che occorresse uno sforzo per mantenere un corpo in movimento. Galileo non era d'accordo. riassunto Cosa determina il moto? Forza - Spinta di un

Dettagli

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi)

I Motori Marini 1/2. Motore a Scoppio (2 o 4 tempi) Motori Diesel (2 o 4 tempi) I Motori Marini 1/2 Classificazione Descrizione I motori marini non sono molto diversi da quelli delle auto, con lo stesso principio di cilindri entro cui scorre uno stantuffo, che tramite una biella collegata

Dettagli

Le punterie idrauliche

Le punterie idrauliche Le punterie idrauliche Prima di parlare delle punterie idrauliche, sarà bene ricordare cosa sia esattamente una punteria. Si tratta precisamente di un organo della distribuzione, intendendosi per "distribuzione"

Dettagli

Gruppo Freno a Disco MILLENNIUM

Gruppo Freno a Disco MILLENNIUM Gruppo Freno a Disco MILLENNIUM Manutenzione Sistema 11 17-19 idraulico Bassano Grimeca S.p.A. Via Remigia, 42 40068 S. Lazzaro di Savena (Bologna) Italy tel. +39-0516255195 fax. +39-0516256321 www.grimeca.it

Dettagli

Sistemi di bloccaggio dei pezzi. Installazione e manutenzione 12.3820 06/2014

Sistemi di bloccaggio dei pezzi. Installazione e manutenzione 12.3820 06/2014 Sistemi di bloccaggio dei pezzi Installazione e manutenzione 06/201 12.820 Accessori idraulici Installazione e messa in servizio di morse da macchina azionate idraulicamente. Le morse da macchina azionate

Dettagli

FRENI-ARGANI IDRAULICI PER TESATURA DI CONDUTTORI AEREI

FRENI-ARGANI IDRAULICI PER TESATURA DI CONDUTTORI AEREI 5 FRENI-ARGANI IDRAULICI PER TESATURA DI CONDUTTORI AEREI Mod. F 104.AF.35 A x B x C = 2,95 x 1,80 x 1,80 m Peso = 1900 kg Macchina a funzionamento idraulico in grado di operare sia come freno sia come

Dettagli

PREMESSA caratteristiche di funzionamento metodo diretto metodo indiretto

PREMESSA caratteristiche di funzionamento metodo diretto metodo indiretto pag. 1 PREMESSA Le prove di collaudo o di verifica delle macchine elettriche devono essere eseguite seguendo i criteri stabiliti dalle Norme CEI a meno che non vi siano accordi particolari tra le parti.

Dettagli

DINAMICA. 1. La macchina di Atwood è composta da due masse m

DINAMICA. 1. La macchina di Atwood è composta da due masse m DINAMICA. La macchina di Atwood è composta da due masse m e m sospese verticalmente su di una puleggia liscia e di massa trascurabile. i calcolino: a. l accelerazione del sistema; b. la tensione della

Dettagli

Anche nel caso che ci si muova e si regga una valigia il lavoro compiuto è nullo: la forza è verticale e lo spostamento orizzontale quindi F s =0 J.

Anche nel caso che ci si muova e si regga una valigia il lavoro compiuto è nullo: la forza è verticale e lo spostamento orizzontale quindi F s =0 J. Lavoro Un concetto molto importante è quello di lavoro (di una forza) La definizione di tale quantità scalare è L= F dl (unità di misura joule J) Il concetto di lavoro richiede che ci sia uno spostamento,

Dettagli

CONFERENZA STAMPA. Sicurezza e rispetto ambientale. Vallelunga, 6 luglio 2010. Franco Villa Comitato tecnico ANFIA - Gruppo Autobus

CONFERENZA STAMPA. Sicurezza e rispetto ambientale. Vallelunga, 6 luglio 2010. Franco Villa Comitato tecnico ANFIA - Gruppo Autobus CONFERENZA STAMPA E PROVE DINAMICHE SU PISTA Sicurezza e rispetto ambientale I nuovi standard per il trasporto pubblico su gomma Franco Villa Comitato tecnico ANFIA - Gruppo Autobus 1 1 Vallelunga, 6 luglio

Dettagli

Stabilizzazione della frequenza e della tensione. nelle reti elettriche isolate

Stabilizzazione della frequenza e della tensione. nelle reti elettriche isolate Stabilizzazione della frequenza e della tensione nelle reti elettriche isolate SOMMARIO 1 Introduzione... 3 2 I requisiti fondamentali di una rete stabile isolata... 3 3 I requisiti dei sistemi di stabilizzazione

Dettagli

Deceleratori per Ascensori ADS-ST-26. Tecnica d ammortizzo. CALCOLO on-line e download CAD 2D / 3D. F m. www.weforma.com

Deceleratori per Ascensori ADS-ST-26. Tecnica d ammortizzo. CALCOLO on-line e download CAD 2D / 3D. F m. www.weforma.com Deceleratori per Ascensori ADS-ST-26 Tecnica d ammortizzo CALCOLO on-line e download CAD 2D / 3D F m V S Vantaggi Applicazioni: - Ascensori per persone e per carichi Sicurezza: - Interruttore di posizione

Dettagli

CIRCUITI OLEODINAMICI ELEMENTARI

CIRCUITI OLEODINAMICI ELEMENTARI CIRCUITI OLEODINAMICI ELEMENTARI Un esame sistematico dei circuiti completi, anche se limitato a pochi tipi di macchine e di attrezzature, sarebbe estremamente complesso e vasto. Il raggiungimento del

Dettagli

Scheda tecnica. Pressostato tipo CS 520B1237

Scheda tecnica. Pressostato tipo CS 520B1237 Agosto 2002 DKACT.PD.P10.A2.06 520B1237 Introduzione I pressostati della serie CS fanno parte della gamma dei prodotti Danfoss destinati al controllo della pressione. Tutti i pressostati CS sono dotati

Dettagli

SISTEMA DI ATTUAZIONE DEI GIUNTI

SISTEMA DI ATTUAZIONE DEI GIUNTI SISTEMA DI ATTUAZIONE DEI GIUNTI Organi di trasmissione Moto dei giunti basse velocità elevate coppie Ruote dentate variano l asse di rotazione e/o traslano il punto di applicazione denti a sezione larga

Dettagli

Esame sezione Brevetti 2003-2004 Prova Pratica di meccanica

Esame sezione Brevetti 2003-2004 Prova Pratica di meccanica Esame sezione Brevetti 2003-2004 Prova Pratica di meccanica OGGETVO: Brevettazione dl un perfezionamento riguardante I pressatori per mescolatori dl gomma Egregio dottore, Le invio una breve relazione

Dettagli