ENFAP Trentino Bilancio sociale 2014

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1 ENFAP Trentino Bilancio sociale 2014

2 Supporto metodologico e progettazione grafica a cura di: Natascia Nuzzo e Marco Tabarelli. Finito di stampare: agosto 2014.

3 Sommario LETTERA DEL PRESIDENTE... 5 NOTA METODOLOGICA IDENTITÀ MISSIONE E SISTEMA VALORIALE ANALISI DI CONTESTO STAKEHOLDER RISORSE UMANE ED ECONOMICHE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE RICLASSIFICAZIONE DEI DATI CONTABILI E CALCOLO DEL VALORE AGGIUNTO ATTIVITÀ CONCLUSIONI E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO... 47

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5 5 Lettera del Presidente Il fatto che ENFAP Trentino, per la prima volta, realizzi e pubblichi il proprio bilancio sociale assume un significato che va al di là del semplice dovere di rendicontare, in termini puntuali e trasparenti, il valore prodotto dall ente nell esercizio della propria attività istituzionale. Si pone piuttosto come un opportunità per rappresentare la fondamentale funzione sociale che l istituzione espressione del sindacato UIL del Trentino è chiamata a svolgere mediante le proprie strutture operative. Attraverso studi, ricerche e progetti mirati alla formazione continua e permanente, infatti, ENFAP rende possibile la specializzazione, la qualificazione e la riqualificazione professionale necessarie per il pieno inserimento e reinserimento di giovani, adulti e anziani nella società civile e, in particolare, nel mondo del lavoro. Pur con tutti i limiti che caratterizzano ogni opera prima, questa prima stesura di bilancio sociale serve dunque ad ENFAP per comunicare in maniera trasparente la propria mission e i concreti compimenti in atto, ma al tempo stesso permetterà di verificare in futuro il raggiungimento degli obiettivi prefissati evidenziando gli impatti positivi sulla comunità e le eventuali criticità. Prendendo in esame il triennio , il documento in questione assume una rilevanza particolare poiché riassume l ottimo lavoro compiuto, con impegno e determinazione, dal Consiglio di Amministrazione uscente e dal suo Presidente Ermano Monari, che va particolarmente ringraziato per il prezioso contributo apportato con questa carica e per quello che continuerà ad apportare, con altro ruolo, all interno del nuovo CdA. In definitiva, l obiettivo alla base dell elaborazione del bilancio sociale di ENFAP Trentino è quello di avvicinare sempre più l Ente ai propri utenti e all intera collettività trentina, soprattutto nel contesto della società odierna, che esprime sempre nuove

6 6 esigenze ed è caratterizzata da importanti mutamenti sociali. Non vanno infine tralasciati gli importanti spunti programmatici che possono derivare da questo primo esperimento di bilancio sociale nell orientamento dell attività futura. Il Presidente Walter Alotti

7 7 Nota metodologica Il presente documento costituisce l esito del primo bilancio sociale realizzato da ENFAP Trentino. Con il percorso realizzato, ENFAP ha inteso improntare alla trasparenza il rapporto con i propri interlocutori e perseguire una duplice finalità: sul piano esterno, accrescere la propria legittimazione a operare in un ambito importante come quello della formazione; sul piano interno, valutare la coerenza tra la propria missione, le strategie adottate, le forme organizzative e le attività svolte, per individuare direzioni di sviluppo e miglioramento del proprio operato. L intero percorso, conclusosi con la realizzazione di questo documento, ha preso avvio nell ottobre 2013 e si è concluso a giugno La realizzazione dell intero progetto e la redazione del documento sono state supportate, dal punto di vista metodologico e operativo, da personale esterno. Nello specifico, con il presente bilancio sociale ENFAP Trentino offre una rendicontazione dell attività realizzata e dei risultati conseguiti negli ultimi tre anni. Più precisamente, l arco temporale di riferimento per la rendicontazione sono i bienni 2012/2013 e 2013/2014 per quanto riguarda le attività formative (che, come spiegato in seguito, si sviluppano generalmente a cavallo di due anni), l anno 2013, messo a confronto con i due anni precedenti, per quanto concerne le risorse umane e le risorse economiche. Dal punto di vista strettamente metodologico, il riferimento per la realizzazione del presente bilancio sono state le Linee Guida per la redazione del bilancio sociale delle organizzazioni non profit dell Agenzia per le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (2010) e quanto contenuto ne La rendicontazione sociale per le aziende non profit, pubblicazione redatta dal Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (2009).

8 8 Si ringraziano, infine, tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del bilancio sociale e, in particolare, Ermano Monari, Walter Alotti, Luciana Grazioso, Vanda Gusmerotti e Silvia Bertola.

9 9 1. Identità ENFAP Trentino Ente per la Formazione e l Addestramento Professionale è un associazione senza fini di lucro attiva nel settore della formazione professionale, operante nella provincia di Trento. Nato nel 2000 su iniziativa e nell ambito della galassia dei servizi della UIL Trentino, offre ai cittadini, ai lavoratori e alle aziende opportunità legate alla formazione e allo sviluppo delle risorse umane. La sua azione può contare sulla sinergia con ENFAP nazionale, realtà articolata su tutto il territorio nazionale, e sul ruolo politico-sociale e la rete organizzativa di UIL trentino. ENFAP Trentino, in particolare, svolge attività di consulenza, progetta e realizza percorsi formativi per i singoli, gli enti e le imprese, è impegnato in attività di ricerca e analisi dei fabbisogni e nell orientamento e nel counseling individuale. Più in generale, mira a essere un luogo di ascolto, un punto di riferimento per i bisogni e le aspettative delle persone, nonché un soggetto attivo nella costruzione di reti tra i diversi attori del sistema formativo, educativo e del lavoro. Ogni attività è svolta sulla base della convinzione che tramite la formazione sia possibile contribuire alla crescita professionale, economica, sociale e culturale delle persone e dell intera collettività. Negli anni più recenti ENFAP Trentino ha avviato una nuova fase, caratterizzata da novità organizzative, operative e sul piano della gestione. Attualmente, pur caratterizzandosi ancora per una struttura relativamente piccola e flessibile, sta sperimentando un percorso di sviluppo e consolidamento, che con il presente bilancio sociale intende testimoniare, anche in un ottica di ulteriore crescita e miglioramento.

10 Missione e sistema valoriale Come le sue origini, la sua compagine sociale e la sua collocazione istituzionale fanno intendere, ENFAP Trentino condivide innanzitutto il sistema di valori della UIL, ispirato ai principi di democrazia e laicità, solidarietà e inclusività, partecipazione e uguaglianza, centralità dei diritti civili, politici e sociali. All interno di questo contesto, ENFAP Trentino trova la sua ragion d essere, ovvero la propria mission, nella volontà di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini, incentivando le possibilità di occupazione e il progresso delle condizioni lavorative, sulla base del riconoscimento della formazione come elemento essenziale per l uguaglianza delle opportunità e per la piena realizzazione dei diritti sociali. In particolare, le finalità che ENFAP Trentino persegue nella sua attività quotidiana sono quelle di: promuovere l ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro del maggior numero possibile di cittadini; rimuovere gli ostacoli di carattere economico, sociale o culturale che limitano l accesso al mercato del lavoro di particolari categorie di cittadini; favorire l incontro tra domanda e offerta occupazionale; promuovere il continuo miglioramento delle condizioni lavorative, anche dal punto di vista della sicurezza e della salute sul lavoro; supportare lo sviluppo di risorse umane in grado di governare i processi di trasformazione e innovazione; favorire l innovazione nel sistema produttivo locale e nella pubblica amministrazione; partecipare all individuazione dei bisogni e delle aspettative sociali, aziendali e individuali in tema di lavoro e occupazione.

11 Analisi di contesto La conoscenza del contesto sociale ed economico entro cui si intende operare è fondamentale per qualsiasi organizzazione e lo è a maggior ragione per chi come ENFAP Trentino intende contribuire al progresso di quello stesso contesto. Di seguito, pur nei limitati spazi a disposizione, è proposto un sintetico quadro sociodemografico della provincia di Trento, comprensivo di qualche dato relativo alla condizione occupazionale dei cittadini, per dare idea dell ambiente in cui ENFAP interviene e svolge le proprie attività. 1 Figura 1.1. Popolazione residente Figura 1.2. Popolazione residente (anni , di ogni anno). per genere ( ) ,2% 48,8% Maschi Femmine 1 Fonte di tutti i dati presentati in questo paragrafo è il Servizio Statistica della Provincia Autonoma di Trento,

12 12 Sul territorio provinciale risiedono oltre mezzo milione di persone, in lieve ma pressoché costante aumento da almeno un decennio: più precisamente, dal 2004 al 2013 la popolazione è cresciuta complessivamente dell 8,0%, passando da a unità (figura 1.1). Pur in un sostanziale equilibrio di genere, la popolazione femminile risulta in leggera prevalenza, costituendo in virtù di un aspettativa di vita più lunga il 51,2% della popolazione complessiva (figura 1.2). La figura 1.3 evidenzia la distribuzione della popolazione per fasce di età: si può notare un picco in corrispondenza dei trentenni e, soprattutto, quarantenni, ma anche che le classi di età dei più giovani sono relativamente numerose. Le coorti di età quinquennali fino a 29 anni, infatti, contano ognuna circa 26/27 mila unità. Si può osservare, infine, come nelle fasce di età più elevata le donne diventino notevolmente più numerose degli uomini. Figura 1.3. Popolazione residente per fascia d età e genere ( ) Maschi Femmine

13 13 Figura 1.4. Popolazione residente straniera per area geografica ( ) Anche in Trentino, come altrove, una quota sempre più significativa di popolazione è straniera: nel 2013 gli stranieri residenti in provincia erano , il 9,2% dei residenti complessivi, in aumento del 6,2% rispetto all anno precedente (quando risultavano essere ). La distribuzione territoriale, illustrata nella figura 1.4, evidenzia alcune differenze significative circa la presenza degli stranieri nelle diverse comunità. Come prevedibile, buona parte di essi risiedono nelle aree più popolose, ovvero in Val d Adige (26,5%), Vallagarina (18,3%) e nell Alto Garda e Ledro (10,0%). Analizzando la percentuale di stranieri rispetto alla popolazione residente, tuttavia, le differenze sono ancora più significative: la concentrazione di stranieri è massima in Val di Non dove rappresentano quasi un quarto della popolazione complessiva molto inferiore altrove, come ad esempio in Val di Sole (3,3% della popolazione residente) e Primiero (4,3%).

14 14 La situazione occupazionale del Trentino è certamente migliore di quella rilevabile in gran parte del restante territorio nazionale; questo non significa, tuttavia, che non esistano situazioni di difficoltà e, di conseguenza, ampi potenziali margini di miglioramento. Come riportato nella tabella 1.1, nel 2012 la forza lavoro ammontava a oltre 245 mila unità, di cui circa 230 mila occupati e circa 15 mila persone in cerca di occupazione. II tasso di occupazione (occupati sul totale della popolazione anni) si attestava quindi al 65,9% (58,3% tra le donne, 73,3% tra gli uomini). Il tasso di disoccupazione (persone in cerca di occupazione sul totale delle forze lavoro) era invece pari al 6,1%, (6,8% tra le donne, 5,6% tra gli uomini), in crescita rispetto agli anni precedenti. Da allora, peraltro, per effetto di una crisi economica più ampia, la situazione si è ulteriormente aggravata, con il tasso di disoccupazione che nel primo trimestre 2014 ha raggiunto il 7,4%. Tabella Popolazione per condizione professionale e genere (media 2012). Condizione Maschi Femmine Totale Forze lavoro Occupati di cui occupati in età lavorativa (15-64) di cui occupati non in età lavorativa Persone in cerca di occupazione di cui ex occupati di cui ex inattivi di cui in cerca di prima occupazione Non appartenenti alle forze di lavoro di cui non cercano ma disponibili a lavorare di cui cercano ma non sono disponibili a lavorare di cui non cercano e non sono disponibili a lavorare di cui inattivi minori di 15 anni di cui inattivi maggiori di 64 anni Totale

15 15 Per un ente di formazione non è irrilevante constatare come le opportunità di occupazione siano positivamente correlate al livello di istruzione. In Trentino, come peraltro su tutto il territorio nazionale, i tassi di disoccupazione più elevati si registrano tra i cittadini meno istruiti, soprattutto se si considerano le fasce di età dei più giovani (tabella 1.2). Nel complesso, infatti, il tasso di disoccupazione è quasi il 9% per coloro che hanno interrotto i loro studi alla licenza media, elementare o ancora prima, si riduce a circa il 5,5% per chi detiene una licenza superiore, è pari al 3,7% per i laureati. Tabella 1.2. Tasso di disoccupazione per fascia di età e titolo di studio (media 2012). Classe di età Licenza elementare o senza titolo Licenza media inferiore Licenza che non permette l'accesso all'università Maturità Laurea o diploma universitario Totale anni 100,0% 33,8% 17,9% 15,0% 14,4% 20,5% anni 38,6% 15,4% 6,4% 6,7% 7,3% 8,2% anni 14,7% 12,6% 6,6% 4,4% 2,9% 6,0% anni 54,2% 7,6% 5,9% 5,0% 4,6% 6,2% anni 7,5% 5,5% 2,5% 3,3% 2,8% 3,8% anni 4,9% 4,0% 2,4% 4,0% 4,0% 3,7% anni 4,6% 2,5% 1,6% 4,7% 0,0% 2,8% 65 e oltre 0,0% 3,3% 0,0% 2,3% 0,0% 1,1% Totale 9,0% 8,8% 5,5% 5,6% 3,7% 6,1% Un ultima tabella (1.3) consente di analizzare gli ambiti di impiego dei lavoratori della provincia di Trento. La maggior parte di essi oltre 150 mila lavoratori, il 69,2% degli occupati opera nell ambito dei servizi, il 26,9% nell industria e il 3,9% nell agricoltura. Nel settore terziario, più nel dettaglio, una fetta consistente di lavoratori è impiegata in servizi pubblici quali la sanità e l istruzione (il 18,4% del totale

16 16 dei lavoratori), nel commercio (12,7%) e nelle attività immobiliari, servizi alle imprese e altre attività professionali (9,8%). Nella pubblica amministrazione lavorano persone, pari a poco più dell 8% degli occupati complessivi. Tra coloro che sono occupati nel settore dell industria, invece, circa un terzo opera nell ambito delle costruzioni. Degli oltre 230 mila lavoratori totali, il 79,0% è costituito da lavoratori dipendenti, il restante 21,0% da imprenditori e liberi professionisti. Tra i dipendenti, il 17,1% ha un occupazione temporanea, condizione frequente soprattutto nei settori caratterizzati da cicli di lavoro stagionali (agricoltura e settore alberghiero). Tabella 1.3. Occupati per ramo di attività e tipo di occupazione (media 2012). Occupazione temporanea Occupati dipendenti Occupazione permanente Totale Occupati in complesso Agricoltura ,9% Industria ,9% Industria in senso stretto ,3% Costruzioni ,6% Servizi ,2% Commercio ,7% Alberghi e ristoranti ,3% Trasporti e immagazzinaggio ,3% Servizi informazione e comunicazione ,8% Attività finanziarie e assicurative ,9% Attività immobiliari, servizi alle imprese e altre attività professionali ,8% Pubblica Amministrazione ,1% Istruzione, sanità e altri servizi ,4% Altri servizi collettivi e personali ,8% Totale ,0%

17 Stakeholder Per realizzare la sua missione ENFAP Trentino, come qualsiasi altra organizzazione, deve o sceglie di rapportarsi con altri soggetti singoli, gruppi, enti o imprese rispetto ai quali mantiene rapporti di servizio, informazione, rappresentanza, concorrenza o collaborazione. Si tratta di soggetti che, in diverse misure e modalità, sono influenzati e/o influenzano l attività di ENFAP e con i quali è fondamentale mantenere relazioni efficaci, basate sulla trasparenza e la consapevolezza dei ruoli, dei bisogni e delle reciproche aspettative. Essere consci di chi siano i propri interlocutori, sia attuali sia potenziali, di quali relazioni siano state instaurate con essi e di come tali relazioni possano essere migliorate costituisce un prerequisito essenziale per un organizzazione che voglia perseguire con efficacia i propri obiettivi, a maggior ragione in un periodo in cui la congiuntura economica appare sfavorevole e le risorse economiche del sistema nel suo complesso si riducono. ENFAP, per questo, si è interrogata sulla galassia dei propri interlocutori, che nel linguaggio della responsabilità sociale sono ormai unanimemente indicati con il termine stakeholder (portatori di interesse); in particolare, ha cercato di individuare tutte le categorie ritenute rilevanti, definire le aspettative nutrite nei loro confronti e comprendere, viceversa, cosa esse si attendano da ENFAP. È emersa, innanzitutto, l individuazione di tre macro-categorie di stakeholder rispetto a cui ENFAP deve rendere conto, di seguito elencate. STAKEHOLDER INTERNI: sono le persone che operano direttamente per la realizzazione della mission, condividendola; si tratta in primis dei dipendenti, ma anche dei soci, dei

18 18 componenti il Consiglio di amministrazione e dei professionisti che, in maniera più o meno stabile, collaborano con l associazione. PARTNER: sono individuati in tal modo tutti i soggetti esterni che affiancano ENFAP nello svolgimento delle proprie attività istituzionali, nelle diverse vesti di partner per la progettazione e realizzazione della formazione, di finanziatori, contributori o controllori, di fornitori di beni e servizi, e così via. BENEFICIARI: sono i soggetti che beneficiano delle attività svolte da ENFAP, ovvero le aziende destinatarie dei progetti formativi e i cittadini che vi partecipano, siano essi lavoratori in cerca di aggiornamento e qualificazione professionale, inoccupati o sottooccupati in cerca di competenze per un ingresso o riposizionamento nel mercato del lavoro o giovani in cerca di specializzazione. La figura 1.1 illustra graficamente e sinteticamente gli stakeholder così individuati, mettendo in evidenza l identità di ENFAP, intesa come una piccola comunità costituita da soci, dipendenti e collaboratori che opera in collaborazione con altri soggetti del territorio (partner) con l obiettivo di apportare dei benefici alle persone, alle aziende e, in definitiva, alla collettività nel suo complesso.

19 19 Figura 1.1. Mappa degli stakeholder. PARTNER Altri ENFAP regionali Altri enti di formazione Enti pubblici e locali Fondi per la formazione Scuole e università Altre associazioni Fornitori di beni e servizi ENFAP Trentino Dipendenti Collaboratori Soci BENEFICIARI Aziende Cittadini o o o Lavoratori Disoccupati e sotto-occupati Giovani postdiploma o postlaurea COMUNITÀ LOCALE

20 20 Congiuntamente all individuazione della tre macro-categorie di interlocutori delineate in precedenza, ENFAP ha distinto gruppi di stakeholder più precisi ed elencato i principali soggetti che ne fanno parte. STAKEHOLDER INTERNI PARTNER BENEFICIARI o Dipendenti o Collaboratori Progettisti Docenti o Soci UIL Trentino FENEAL UIL FPL Enti Locali UIL FPL Sanità UIL Pensionati UIL Poste UIL Scuola UIL Trasporti UIL TuCS UILA UILTEC UILCOM o Altri ENFAP regionali ENFAP Marche ENFAP Piemonte ENFAP Puglia o Altri enti di formazione Associazione Multimediaform Assoservizi Centro di Formazione Professionale G. Veronesi Delta Informatica For.eS. Formazione e Sviluppo o Enti pubblici e locali Provincia Autonoma di Trento Agenzia del Lavoro o Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua Fon.coop Fondartigianato Fondimpresa Fondoprofessioni For.Te. o Scuole e università Università di Trento Accademia d Impresa o Altre associazioni ADOC Associazione Difesa Orientamento Consumatori o Fornitori di beni e servizi o Aziende o Cittadini Lavoratori Disoccupati, inoccupati, sottooccupati, lavoratori in mobilità o in cassa integrazione Giovani in cerca di qualificazione postdiploma o post-laurea o Collettività / comunità locale

21 21 2. Risorse umane ed economiche In questa sezione sono presentate le risorse umane con particolare riferimento al personale dipendente e le risorse economiche su cui ENFAP Trentino può contare. I dati contabili, in particolare, sono riclassificati e proposti nell ottica del valore aggiunto, ovvero nella capacità dell organizzazione di produrre ricchezza per il sistema socio-economico in cui opera Organizzazione e personale ENFAP Trentino è un organizzazione di piccole dimensioni, che si caratterizza per numero limitato di personale dipendente e per flessibilità. Attraverso il personale dipendente dell ente, infatti, si garantiscono, oltre alle funzioni amministrative e inerenti il funzionamento della struttura stessa, esclusivamente l organizzazione, la supervisione e la rendicontazione dei progetti di formazione. La progettazione formativa e le docenze, al contrario, sono affidate a personale esterno per ogni singolo intervento formativo. Naturalmente, ENFAP ha costruito in questi anni una serie di collaborazioni dal carattere continuativo e stabile, seppur non esclusivo, con vari professionisti ed esperti del settore, delle cui prestazioni si avvale con frequenza e regolarità. Questa configurazione istituzionale consente un elevata flessibilità e la riduzione dei costi fissi, con la possibilità di espandere la propria capacità d azione solo nelle fasi di maggiore attività, pur rimanendo inseriti in una rete di professionalità costruita nel tempo. Di conseguenza, anche la differenziazione funzionale interna è piuttosto limitata. Oltre al ruolo di indirizzo e controllo affidato, nelle rispettive responsabilità, al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione, la struttura interna è organizzata, oltre

22 22 che in un settore amministrativo, in due settori a cui corrispondono funzioni particolarmente ampie, relative alla progettazione (fase preliminare di pianificazione dell intervento formativo, in tutti i suoi molteplici aspetti, ivi compresa l eventuale partecipazione al bando per l assegnazione di contributi) e all erogazione (fase di realizzazione della formazione, dalla gestione della logistica al rapporto con i collaboratori, fino alla rendicontazione di quanto effettuato). Nel complesso, nel 2013 i dipendenti dell ente erano tre, tra i quali un Direttore con funzioni anche operative, così come evidenziato nell organigramma sottostante (figura 2.1). Figura 2.1. Organigramma (anno 2013). Consiglio di Amministrazione Direzione [Ermano Monari] Settore Erogazione [Luciana Grazioso] Settore Progettazione [Silvia Bertola] Amministrazione [Luciana Grazioso]

23 23 È opportuno evidenziare che nel corso del 2014, peraltro in coincidenza con il periodo di redazione del bilancio sociale, ENFAP Trentino è stata oggetto di cambiamenti importanti, che hanno coinvolto sia la struttura operativa sia gli organi di indirizzo e governo. L organigramma, in termini di uffici e relazioni tra essi, è rimasto invariato, ma è subentrato un nuovo Direttore, Walter Alotti, che ha sostituito Ermano Monari, e una nuova dipendente, Maria Pia Trenti, ad oggi responsabile del settore della progettazione degli interventi formativi. Lo stesso Consiglio di Amministrazione è stato recentemente rinnovato; di seguito se ne illustra la composizione nel 2013 e oggi. Composizione del Consiglio di Amministrazione Anno 2013 Anno 2014 Ermano Monari (Presidente) Silvia Bertola (Vicepresidente) Walter Alotti Roberto Curti Walter Alotti (Presidente) Maria Pia Trenti (Vicepresidente) Tullio Campana Ermano Monari Alan Tancredi 2.2. Riclassificazione dei dati contabili e calcolo del valore aggiunto Il valore aggiunto è un concetto centrale nell ambito della rendicontazione sociale, che consente utilizzando criteri metodologici consolidati e condivisi di riclassificare i dati contabili di un organizzazione per evidenziare, in quantità monetarie, i rapporti tra l organizzazione stessa e il sistema socio-economico in cui è inserita.

24 24 Il valore aggiunto, infatti, rappresenta la ricchezza che l'attività di un organizzazione crea a vantaggio dei suoi stakeholder; tecnicamente, coincide con la differenza tra i ricavi e i costi che non costituiscono una remunerazione per i portatori di interessi (ivi compresi quelli interni). In tal modo, esso si discosta in maniera significativa dalla contabilità ordinaria, ad esempio per il fatto che la spesa per dipendenti e collaboratori cessa di rappresentare un costo e, al contrario, diviene parte del maggior valore creato dall'organizzazione (valore che, in questo caso, viene appunto destinato alla remunerazione del personale). L organizzazione genera un valore aggiunto e, al contempo, lo distribuisce ai soggetti cui riconosce la qualità di portatori di interesse. La sua determinazione, quindi, può essere fatta sotto due differenti prospettive: quella della produzione e quella della remunerazione dei (o distribuzione tra i) portatori di interesse. Si tratta di prospettive integrate ed entrambe essenziali, da analizzare congiuntamente, qui presentate tramite le tabelle 2.1 e 2.2 e la figura 2.1. È opportuno sottolineare, prima di ogni analisi, che il valore aggiunto costituisce una stima del rapporto tra l organizzazione e il sistema circostante in quantità monetarie: in altri termini, è una misura per comprendere il valore economico prodotto dall organizzazione a favore della società, ma non considera la funzione che l organizzazione svolge dal punto di vista sociale e culturale o sotto altri profili difficilmente monetizzabili come quelli dell etica o della salvaguardia dell ambiente. Dai dati presentati emerge ulteriormente l idea già evidenziata di un organizzazione in espansione, che ha saputo accrescere il proprio valore aggiunto dai circa 46 mila euro del 2011 agli oltre 460 mila e 230 mila degli esercizi successivi. Si noti che la scelta di presentare i dati contabili relativi ad un triennio non risponde solo alla volontà di comparare i risultati recenti con quelli delle gestioni precedenti,

25 25 ma risponde anche alla necessità di valutare i risultati su un arco temporale più esteso. Le modalità di finanziamento dei progetti formativi realizzati da ENFAP, sommariamente descritti in precedenza, determinano infatti una scarsa corrispondenza tra periodo di realizzazione dell attività e periodo di contabilizzazione delle entrate; mentre le spese per gli interventi formativi sono sostenute quasi totalmente nello stesso anno contabile di realizzazione delle attività, la liquidazione di buona parte dei contributi avviene a progetto concluso, dopo la rendicontazione e la valutazione dello stesso, quindi spesso nell anno finanziario successivo. Queste considerazioni sono fondamentali nella valutazione dell andamento dei dati contabili e, ad esempio, determinano l andamento altalenante del volume delle entrate e delle uscite tra i singoli anni di esercizio dell attività. Sempre in quest ottica, la leggera perdita di esercizio registrata nel 2012 e nel 2013 è ampiamente compensata dai crediti già maturati e da riscuotere previa approvazione della rendicontazione dei progetti realizzati negli anni successivi. Ciò specificato, la crescita e il consolidamento del volume di attività realizzato annualmente rientra tra gli obiettivi futuri di ENFAP, anche al fine di riassorbire gli scompensi derivanti dalle tempistiche di saldo economico dei progetti formativi e ridurre l andamento altalenante dei ricavi e delle spese.

26 26 Tabella 2.1. Produzione del valore aggiunto (anni ) Ricavi delle prestazioni Contributi in conto esercizio Altri ricavi e proventi (A) VALORE DELLA PRODUZIONE Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Costi per servizi Costi per godimento di beni di terzi (B) COSTI INTERMEDI DI PRODUZIONE (C) VALORE AGGIUNTO CARATTERISTICO (A+B) Ricavi accessori Costi accessori (D) SALDO DELLA GESTIONE ACCESSORIA (E) VALORE AGGIUNTO ORDINARIO (C+D) Proventi straordinari Oneri straordinari (F) SALDO DELLA GESTIONE STRAORDINARIA (G) VALORE AGGIUNTO GLOBALE 3 (E+F) DI cui euro per compartecipazione ad Associazione Temporanea di Imprese. 3 Non è evidenziata la distinzione tra valore aggiunto globale lordo e valore aggiunto globale netto in quanto, in assenza di ammortamenti, come nel caso dei bilanci di ENFAP Trentino considerati, i due valori coincidono.

27 0 ENFAP Trentino Bilancio sociale Tabella 2.2. Distribuzione del valore aggiunto (anni ) Personale dipendente ,1% ,6% ,8% di cui remunerazione diretta ,5% ,0% ,1% di cui remunerazione indiretta ,5% ,5% ,6% Personale non dipendente ,4% ,2% ,4% (A) REMUNERAZIONE DEL PERSONALE ,4% ,8% ,2% Imposte dirette ,3% ,0% ,3% Imposte indirette (B) REMUNERAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ,3% ,0% ,3% Oneri finanziari a breve termine ,9% ,5% ,9% Oneri finanziari a lungo termine (C) REMUNERAZIONE DEL CAPITALE DI CREDITO ,9% ,5% ,9% Utile di esercizio ,3% Perdita di esercizio ,3% (D) REMUNERAZIONE DELL ENTE ,3% ,3% ,3% (E) REMUNERAZIONE DELLA COLLETTIVITÀ VALORE AGGIUNTO GLOBALE 4 (A+B+C+D+E) ,0% ,0% ,0% 4 Vedi nota precedente.

28 28 La tabella 1.2, i cui principali risultati, relativamente al 2013, sono illustrati graficamente dalla figura 2.2, mostra la distribuzione del valore aggiunto prodotto da ENFAP Trentino. Come si può notare immediatamente, la quasi totalità del valore aggiunto generato è destinata alla remunerazione del personale, che assorbe nel complesso oltre il 90% del valore prodotto. Come è normale per un organizzazione non-profit, invece, la remunerazione dell ente stesso è bassa o pressoché nulla; negli ultimi due esercizi, anzi, si è registrata una leggera perdita (rinviata agli esercizi futuri), una circostanza che, peraltro, determina percentuali di distribuzione del valore aggiunto la cui somma è leggermente superiore al 100%. Figura 2.2. Distribuzione del valore aggiunto (anno 2013). 1,3% 6,9% 27,8% Personale dipendente Personale non dipendente Pubblica amministrazione Capitale di credito 66,4%

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