RASSEGNA STAMPA OLTRE IL DIRITTO Sabato, 31 gennaio 2015

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1 RASSEGNA STAMPA OLTRE IL DIRITTO Sabato, 31 gennaio 2015

2 31/01/2015 Il Gazzettino (ed. Udine) Pagina 11 «Dall' usura si può uscire, ma solo se si denuncia» 1 31/01/2015 La Sicilia (ed. Caltanissetta) Pagina 27 «La criminalità frena ancora lo sviluppo delle imprese» 2 31/01/2015 Il Sole 24 Ore (Plus) Pagina 18 A Enna debutta la sommatoria tra i tassi corrispettivi e quelli di mora 3 31/01/2015 Italia Oggi Pagina 28 DARIO FERRARA Clausole abnormi, gara salva 4 31/01/2015 L'Eco di Bergamo Pagina 15 Commissioni 60 mila euro all' anno 5 30/01/2015 SiciliaInformazioni Confindustria Centro Sicilia, tre protocolli di legalità nel /01/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 21 RASSEGNA STAMPA OLTRE IL DIRITTO Sabato, 31 gennaio 2015 L' azienda virtuosa riduce il premio 7 31/01/2015 Il Resto del Carlino (ed. Pesaro) Pagina 22 STEFANO FERRI Quote camerali: sono sanzioni 9

3 Pagina 11 Il Gazzettino (ed. Udine) POZZUOLO A Zugliano la testimonianza dell' imprenditore di Latina finito nelle mani degli strozzini. «Dall' usura si può uscire, ma solo se si denuncia» POZZUOLO Le denunce diminuiscono, i problemi no. Si stima che in Italia siano 200mila i commercianti sotto usura: una piaga sociale che spesso rimane nascosta per vergogna, per paura e per sfiducia. Ad aprire una porta sul fenomeno, è stata l' associazione Confcondominio che, in collaborazione col circolo culturale Quintino Sella, ha organizzato ieri al Centro Balducci di Zugliano una serata dal titolo "Il coraggio della paura", chiamando come ospite Italo Santarelli, imprenditore di Latina finito nelle mani degli usurai: stretto tra banche e strozzini, si era ritrovato a pagare 12 milioni di lire di interessi mensili. Denunciò la cosa, ma il reato finì in prescrizione. Vinse allora la vergogna e si espose: andò in piazza a raccogliere le firme, fece lo sciopero della fame e, nel 1994, fondò l' Airp, Associazione italiana riabilitazione protestati. «Dall' usura si può uscire ha detto, ma solo se si denuncia. Negli ultimi anni, tanti si sono suicidati per problemi con Equitalia e tanti si sono indebitati per pagare altri debiti. Le aziende in difficoltà vanno aiutate per evitare che cerchino altri canali di finanziamento e in questo bisogna coinvolgere anche le banche: molti mutui sarebbero da rivedere». «Il problema ha spiegato Massimo Polesello, presidente di Confcondominio, è che il fenomeno resta sommerso: le denunce sono calate anche perché la legge 108 del 1996 rende difficile dimostrare il reato, così tante vittime perdono fiducia. Vale anche per l' usura bancaria perché spesso gli istituti di credito spalmano i tassi su più voci: non è un caso se aumentano le associazioni che revisionano i mutui». «Noi seguiamo i condomini ha spiegato Polesello, cioè il 50% degli italiani. Spesso, in questo periodo, si trovano in difficoltà: abbiamo avuto due persone che si sono rivolte a noi perché l' amministratore di condominio aveva proposto loro di firmare cambiali per pagare le spese condominiali. È bene parlarne prima che sia tardi». Confcondominio, tra l' altro, dal 5 febbraio aprirà uno sportello informativo alla Quarta circoscrizione, dove ci si potrà rivolgere ogni giovedì pomeriggio. Alessia Pilotto. 1

4 Pagina 27 La Sicilia (ed. Caltanissetta) «La criminalità frena ancora lo sviluppo delle imprese» Tre «Protocolli di legalita» siglati, più di 30 assistenze specialistiche alle imprese nella presentazione delle domande per l' adesione ai protocolli, per l' accesso agli strumenti di incentivazione alla legalità e nella fase di compilazione della documentazione necessaria a tal fine, nonchè per l' esame di problematiche in tema di ritardo dei pagamenti della Pubblica amministrazione, anatocismo bancario, difficoltà di accesso al credito e nei rapporti con le banche; oltre 200 contatti telefonici o via mail con imprese operanti nei territori di riferimento; oltre 20 visite effettuate allo scopo di promuovere l' adesione al Protocollo di legalità e gli strumenti previsti a favore della legalità stessa. Sono queste alcune delle attività svolte nel 2014 da Confindustria Centro Sicilia nell' ambito del progetto Pon Sicurezza «Caltanissetta e Caserta sicure e moderne» e presentate ieri, presso il Centro direzionale dell' Irsap di Enna, nella zona industriale Dittaino, nell' ambito del seminario «Legalità e sviluppo. Novità in materia di disciplina antimafia e misure per incentivare la legalità». Più di 200, è stato detto nel corso dell' incontro, le imprese contattate nell' anno passato, costante il monitoraggio del Desk imprese che riguarda, tra le altre cose, l' incidenza della criminalità organizzata sullo sviluppo economico dei territori del Progetto, gli adempimenti delle autorità pubbliche e private coinvolte nell' attuazione delle misure per la legalità, l' attribuzione del rating di legalità da parte delle Autorità Antitrust alle imprese richiedenti, la costituzione di parte civile al fianco di imprenditori vittime di reati di mafia, di estorsione, di usura e reati contro la libertà economica. Sempre nel 2014, è stato puntualizzato, tre i Protocolli di legalità siglati: il 5 maggio con la Prefettura di Caltanissetta, il 15 luglio con la Prefettura di Enna e il 28 luglio con quella di Agrigento. Sono 12 invece le imprese associate che hanno aderito al Protocollo di legalità e per le quali è stata richiesta, tramite Confindustria Centro Sicilia, la verifica antimafia alla locale Prefettura, 35 le imprese associate alle white list, mentre in 4 casi Confindustria Centro Sicilia si è costituita parte civile in processi penali a sostegno di imprenditori locali. 2

5 Pagina 18 Il Sole 24 Ore (Plus) A Enna debutta la sommatoria tra i tassi corrispettivi e quelli di mora Il principio della sommatoria tra il tasso corrispettivo e quello moratorio debutta in una sentenza. Secondo il Tribunale di Enna (12 gennaio scorso), infatti, il mutuo della Banca di credito cooperativo mutuo soccorso di Gangi (Palermo) sarebbe usurario a causa della somma dei due tassi. Questo provvedimento, però, va in controtendenza rispetto a quanto stabiliscono tanti altri tribunali italiani che hanno invece sonoramente bocciato il principio della sommatoria. il caso Un cliente stipula a maggio del 2009 un mutuo fondiario con la Bcc siciliana la quale, dopo l' inadempimento del mutuatario, ottiene un decreto ingiuntivo per 40mila euro. Il cliente si oppone perché il tasso (12,44%) risultante dalla sommatoria tra quello corrispettivo (5,22%) e quello moratorio (7,22%) sarebbe usurario in quanto superiore alla soglia d' usura del 8,475%. Il Tribunale dà ragione al cliente (assistito dall' avvocato Adele Martinez) e riduce il credito della banca a 29mila euro. la sentenza La motivazione del provvedimento è molto scarna. Il Tribunale (giudice Pennisi) dopo aver riconosciuto che l' usurarietà di un mutuo va verificata alla stipula, come stabilito dalla legge 24/2001, richiama la sentenza della Cassazione 350/2013. In questa occasione i supremi giudici hanno soltanto ribadito che, ai fini dell' usura, sono rilevanti anche i tassi moratori (si veda «Plus24» del 15 febbraio scorso) ma i giudici siciliani sono invece arrivati alla conclusione che il tasso corrispettivo vada sommato con quello moratorio. I precedenti che "aprono" alla sommatoria sono un decreto del Tribunale fallimentare di Parma (per una critica a questa decisione si veda «Plus24» del 9 agosto scorso) e un' ordinanza (che ovviamente non ha deciso ancora nulla) del Tribunale di Pordenone. il no alla sommatoria Oltre a diversi esperti che ne hanno segnalato l' infondatezza giuridica e matematica, il principio della sommatoria è rigettato anche dalla giurisprudenza di merito (per esempio dai Tribunali di Milano, Napoli, Trani, Torino, Venezia, Udine, Roma, Brescia): alcuni l' hanno considerato un «errore logico», altri una «tesi maccheronica». Arrivati a questo punto, un chiarimento della Cassazione eviterebbe il rischio che i clienti delle banche promuovano cause inutili con la possibile conseguente condanna per lite temeraria (si veda «Plus24» del 23 agosto scorso). RIPRODUZIONE RISERVATA. 3

6 Pagina 28 Italia Oggi sentenza cds. Clausole abnormi, gara salva Non si può tagliare fuori l' azienda dall' appalto soltanto perché rifiuta di accettare una clausola del bando tanto abnorme da alterare la fisionomia stessa del contratto: l' esclusione dalla procedura è illegittima e l' impresa deve rientrare in gara a titolo di risarcimento in forma specifica. È quanto emerge dalla sentenza 6399/14, pubblicata il 29 dicembre dal Consiglio di Stato. Mezzi e fini. Il servizio appaltato dall' amministrazione è di brokeraggio assicurativo e la clausola «incriminata» è un meccanismo ideato dal Comune che finisce per creare in favore dell' ente una disponibilità di liquidi e di cassa. E ciò anche se prima è stato emesso il mandato di pagamento da parte dell' ente locale, che presuppone, in base alle stringenti regole della contabilità pubblica, il pregresso stanziamento della provvista finanziaria a copertura del relativo impegno di spesa. A finire nel mirino dell' azienda esclusa dalla procedura sono gli ultimi due commi dell' articolo 9 del capitolato: il codicillo prevede che deve essere il broker ad anticipare i premi assicurativi in nome e per conto del Comune se l' ente si trova nell' impossibilità di provvedere entro la data di decorrenza della copertura pur avendo già emesso il relativo mandato; l' amministrazione dovrà poi rimborsare l' importo versato «previo esito positivi dei controlli previsti per legge». E nel caso in cui il broker non provvede al pagamento del premio alla compagnia di assicurazioni entro i termini indicati dalle polizze assicurative, sarà direttamente responsabile di tutte le conseguenze derivanti dal ritardato pagamento e dall' eventuale sospensione della garanzia assicurativa. Ma attenzione: il brokeraggio serve a fornire assistenza al cliente e non finanziarlo. Ed è evidente, scrivono i giudici amministrativi, che l' impegno finanziario addebitato al broker esorbita dai contenuti delle prestazioni relative all' assistenza e consulenza che caratterizzano questo particolare servizio assicurativo. Molto diverse, poi, sarebbero le conseguenze: se il broker non paga il premio, se ne assume la responsabilità, mentre il Comune non paga neanche gli interessi di mora. La clausola deve dunque essere annullata. DARIO FERRARA 4

7 Pagina 15 L'Eco di Bergamo Commissioni 60 mila euro all' anno In origine era la commissione di massimo scoperto. Poi venne abolita. Ed è nata la commissione disponibilità fondi, calcolata sul monte affidamenti a prescindere dall' utilizzo dei fidi. Per fare un esempio, in un' azienda medio piccola con affidamenti per 3 milioni, l' applicazione del livello massimo, ovvero lo 0,5% trimestrale, porta a un costo annuo di 60 mila euro. Quasi la busta paga di due operai. Tra le piccole industrie c' è anche chi riesce a spuntare tassi migliori: in media è lo 0,2% trimestrale, ma c' è chi riesce ad arrivare anche a uno 0,01%. Per i tassi, l' andamento sugli anticipi salvo buon fine e sugli sconfinamenti in conto corrente conferma una tendenza al ribasso. Del resto, il tasso ufficiale di sconto è ai minimi: 0,05% a dicembre. Nel salvo buon fine, il tasso medio è sceso in dodici mesi dal 3,4% al 3,2%; il massimo dall' 8,2% al 7,5% e il minimo dall' 1,3% allo 0,9%. Sul conto corrente, invece, si è passati in media dal 7,6% al 7%; massimo dal 13,3% al 12,8% e minimo dal 3,55% al 3,2%. 5

8 30 gennaio 2015 SiciliaInformazioni Confindustria Centro Sicilia, tre protocolli di legalità nel 2014 Tre 'Protocolli di legalita" siglati, piu' di 30 assistenze specialistiche alle imprese nella presentazione delle domande per l' adesione ai protocolli, per l' accesso agli strumenti di incentivazione alla legalita' e nella fase di compilazione della documentazione necessaria a tal fine, nonche' per l' esame di problematiche in tema di ritardo dei pagamenti della Pubblica amministrazione, anatocismo bancario, difficolta' di accesso al credito e nei rapporti con le banche; oltre 200 contatti telefonici o via mail con imprese operanti nei territori di riferimento; oltre 20 visite effettuate allo scopo di promuovere l' adesione al Protocollo di legalita' e gli strumenti previsti a favore della legalita' stessa. Sono queste alcune delle attivita' svolte nel 2014 da Confindustria Centro Sicilia nell' ambito del progetto Pon Sicurezza "Caltanissetta e Caserta sicure e moderne" e presentate oggi, presso il Centro direzionale dell' Irsap di Enna, nella zona industriale Dittaino, nell' ambito del seminario "Legalita' e sviluppo. Novita' in materia di disciplina antimafia e misure per incentivare la legalita'". Piu' di 200, e' stato detto nel corso dell' incontro, le imprese contattate nell' anno passato, costante il monitoraggio del Desk imprese che riguarda, tra le altre cose, l' incidenza della criminalita' organizzata sullo sviluppo economico dei territori del Progetto, gli adempimenti delle autorita' pubbliche e private coinvolte nell' attuazione delle misure per la legalita', l' attribuzione del rating di legalita' da parte delle Autorita' Antitrust alle imprese richiedenti, la costituzione di parte civile al fianco di imprenditori vittime di reati di mafia, di estorsione, di usura e reati contro la liberta' economica. Sempre nel 2014, e' stato puntualizzato, tre i Protocolli di legalita' siglati: il 5 maggio con la Prefettura di Caltanissetta, il 15 luglio con la Prefettura di Enna e il 28 luglio con quella di Agrigento. Sono 12 invece le imprese associate che hanno aderito al Protocollo di legalita' e per le quali e' stata richiesta, tramite Confindustria Centro Sicilia, la verifica antimafia alla locale Prefettura, 35 le imprese associate alle white list, mentre in 4 casi Confindustria Centro Sicilia si e' costituita parte civile in processi penali a sostegno di imprenditori locali. di REDAZIONE Tagged with confindustria centro sicilia legalità protocolli. 6

9 Pagina 21 Il Sole 24 Ore Modello Ot24. L' iter per il beneficio. L' azienda virtuosa riduce il premio «Oscillazione per prevenzione». Si chiama così lo sconto sul premio dedicato alle aziende operative da almeno un biennio, che eseguono interventi per migliorare le condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla legge (Dlgs 81/08 e successive modificazioni). L' Inail può applicare l' incentivo ai datori che siano in regola con gli obblighi contributivi, assicurativi e con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro; e che nell' anno solare precedente a quello in cui chiedono la riduzione abbiano effettuato gli interventi di miglioramento individuati nel modello autocertificato Ot/24. Le percentuali di sconto L' incentivo (previsto dall' articolo 24 del Dm 12 dicembre 2000 come rivisitato dal Dm 3 dicembre 2010) consiste in una riduzione del tasso medio di tariffa in misura fissa, in base al numero dei lavoratori/anno del periodo di riferimento. Quali sono le percentuali di sconto? Per le aziende con un numero medio di occupati fino a 10 lavoratori/anno la riduzione è del 30%, da 11 a 50 addetti del 23%, da 51 a 100 addetti del 18%, da 101 a 200 addetti del 15%, da 201 a 500 addetti del 12%, e oltre 500 addetti del 7 per cento. «Lo sconto si applica per singola voce di lavorazione, in relazione alle maestranze addette precisa Alfredo Nicifero, dirigente vicario della direzione centrale rischi Inail. Un' azienda potrebbe cioè aver diritto a una riduzione del 30% per una voce con numero di lavoratori/anno fino a 10 e un' altra in misura del 7% per una voce con numero di lavoratori/anno superiore a 500». Le attuali percentuali di sconto sono però in fase di revisione. «Per mantenere la spesa nell' ambito del budget preventivato ed evitare disequilibri nella gestione assicurativa spiega Nicifero l' Inail ha proposto una nuova articolazione delle percentuali a partire dal 2015 (determina del Presidente 286/2014, ndr ), ora in fase di approvazione da parte del ministero del Lavoro, di concerto con quello dell' Economia». Il Dm sta per esser predisposto: se sarà approvato in tempo utile, entro la data di scadenza delle istanze, le riduzioni per fasce dimensionali saranno le seguenti: 28% (fino a 10 lavoratori/anno), 18% (da 11 a 50), 10% (da 51 a 200), 5% (oltre 200). Iter e scadenza L' azienda che vuol accedere al beneficio deve presentare domanda in modalità telematica sul sito dell' Inail (sezione Servizi online) entro il 2 marzo 2015 (il termine tipico sarebbe il 28 febbraio, che però è un sabato). Lo sconto riconosciuto ha effetto per l' anno in corso (2015) ed è applicato in sede di regolazione del premio assicurativo dovuto per lo stesso anno (sara quindi goduto a febbraio 2016, al momento del conguaglio relativo al 2015). Continua > 7

10 Pagina 21 < Segue Il Sole 24 Ore La domanda va inoltrata per unità produttiva. Possono essere indicate massimo tre posizioni assicurative territoriali (Pat) che si riferiscono alla stessa unità produttiva. Se il numero di Pat è maggiore, vanno inoltrate più domande; così come in caso di unità produttive che ricadono in ambiti territoriali di competenza di diverse sedi Inail. In fase di compilazione online, la procedura individua comunque in automatico la competenza territoriale. Il modulo di domanda Il modello Ot/24 deve essere compilato dal datore di lavoro per unità produttiva aziendale. È composto da una scheda informativa generale, dalla domanda di riduzione, e dalla dichiarazione del richiedente circa la sussistenza dei presupposti per l' applicazione della riduzione (rispetto delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro, regolarità assicurativa e contributiva, attuazione degli interventi di miglioramento). L' elenco si articola in quattro sezioni: "interventi di carattere generale", "interventi ispirati alla responsabilità sociale", "sicurezza e sorveglianza sanitaria", "prevenzione dei rischi specifici". A ogni intervento è attribuito un punteggio (da 20 a 100), in base a criteri di valutazione oggettivi che tengono conto delle ricadute sulla sicurezza aziendale. Per l' accesso allo sconto è necessario aver raggiunto una soglia pari a 100, selezionando interventi relativi a una o più sezioni. RIPRODUZIONE RISERVATA D. Aq. 8

11 Pagina 22 Il Resto del Carlino (ed. Pesaro) Quote camerali: sono sanzioni Caro Carlino, RISPONDIAMO, come da lui stesso sollecitato, alla lettera del signor Stefano Ferri che è stata pubblicata qualche giorno fa su questa pagina a proposito, sempre secondo le considerazioni sostenute dal signor Ferri, dell' ammontare di interessi di mora per ritardato pagamento delle quote d' iscrizione all' ente camerale. Occorre intanto precisare che non si tratta di interessi di mora, bensì di sanzioni che per legge va dal 30% al 100% ed è quantificata, in relazione al caso concreto, secondo le modalità previste dal regolamento camerale (tenendo conto della gravità della violazione, dei precedenti, di eventuali pagamenti spontanei ecc.). A carico del signor Ferri è stato emesso nell' ottobre 2014 un verbale per un mancato pagamento relativo all' anno In passato c' erano stati altri omessi pagamenti e ritardi. Con l' ultimo verbale, relativo al 2009, è stata ricalcolata con la continuazione la sanzione complessiva per gli anni dal 2006 al In considerazione dei numerosi precedenti, l' applicazione del regolamento ha portato a determinare una sanzione del 100% dell' importo omesso. Ritenendo di aver chiarito i dubbi del signor Ferri. Dottor Fabrizio Schiavoni, segretario generale Camera di Commercio Gentile dottor Schiavoni, grazie per la sua tempestiva ed ineccepibile risposta che farà meditare non poco il signor Stefano Ferri al quale va comunque tutta la nostra solidarietà. STEFANO FERRI 9

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