XII Convegno R.I.B. R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. St. Jean Cap Ferrat 11/12 Novembre 2005

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1 XII Convegno R.I.B. St. Jean Cap Ferrat 11/12 Novembre 2005 ASSICURAZIONI NAZIONALI: CAMBIANO LE REGOLE DEL GIOCO R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A.

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3 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. SOMMARIO Sig. Franco Curioni R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A., Milano Saluto del presidente della R.I.B. 4 Dott. Fausto Panzeri Chairman Introduzione 5 Dott. Fabio Cerchiai Presidente ANIA Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, Roma I cambiamenti che vengono dall'europa 8 Sig. Carlo Faina R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A., Milano Nuove regole e riassicurazione 12 Dott. Rolf Stölting Münchener Rückversicherungs-Gesellschaft, München Solvency 2: situazione attuale e punto di vista del riassicuratore 18 Avv. David Morganti Studio Legale Morganti - Associazione Professionale, Roma Orientamenti programmatici in ordine alla struttura di controllo: delegare ad altri enti oppure potenziare la struttura dell'isvap? 24 Dott. Raffaele Rinaldi A.b.i. Associazione Bancaria Italiana, Roma Basilea 2. Controlli più severi per il sistema bancario 30 Dott. Franco Franzoso Responsabile della Linea Rischi Banche Della Direzione per l'italia delle ASSICURAZIONI GENERALI S.p.A., Mogliano Veneto I rischi operativi delle banche: riflessioni assicurative 36 2

4 XII Convegno R.I.B. Dott. Alberto Tosti Sara Assicurazioni S.p.A., Roma IFRS: rischi ed opportunità 46 Dott. Dario Focarelli ANIA Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, Roma La situazione attuale del progetto Solvency 2 52 Avv. Maurizio Ferlini Studio Legale Ferlini, Bologna L'intermediazione assicurativa alla luce della direttiva comunitaria: obblighi di informazione e tutela del consumatore. (armonie e dissonanze nel codice delle assicurazioni) 58 Dott. Federico Corradini Unipol Assicurazioni S.p.A., Bologna La direttiva 2005/14/CE ed i nuovi massimali minimi 66 Dott.ssa Laura Santori Standard & Poor's, Paris Le sfide nella gestione del rischio per le imprese assicurative 68 Sig. Franco Curioni R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A., Milano Conclusioni 74 3

5 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. Saluto del presidente della R.I.B. SIG. FRANCO CURIONI - R.I.B. REINSURANCE INTERNATIONAL BROKERS S.P.A., MILANO Franco Curioni porge un caloroso benvenuto a tutti i partecipanti auspicando che, ancora una volta, i lavori congressuali possano consentire a tutti un prezioso arricchimento delle proprie conoscenze. Ritiene infatti il presidente della R.I.B. che anno dopo anno il 'mestiere' dell'assicuratore e del riassicuratore e conseguentemente quello dell'intermediario richieda sempre maggiori conoscenze nel settore giuridico ed economico così come i confini delle realtà nazionali paiono essere angusti per chi intende fornire un servizio tempestivo ed adeguato ai propri clienti. Anche per questi motivi R.I.B. ha ritenuto di sottoporre all'attenzione di tutti una serie di direttive comunitarie emanate ed emanande che eserciteranno la loro influenza sull'operatività di tutte le imprese europee nei prossimi anni. Augurando a tutti buon lavoro Franco Curioni cede la parola a Fausto Panzeri, Chairman del Convegno. 4

6 XII Convegno R.I.B. Introduzione DOTT. FAUSTO PANZERI - CHAIRMAN Gentili amici come è noto a molti tra voi da alcuni anni ho il piacere di coordinare i lavori di questo Convegno, giunto felicemente alla sua XII edizione, e di partecipare con il top management della R.I.B. alla scelta e definizione dei temi da trattare. Una scelta che si potrà rivelare felice solo al termine dei lavori e grazie soprattutto alla qualità dei relatori. Nella giornata di oggi e nella mattinata di domani i nostri relatori ci aiuteranno a capire in che misura le direttive europee già emanate ed in corso di elaborazione potranno cambiare il modo di lavorare degli assicuratori italiani e di quelli delle altre nazioni europee. Al termine degli interventi ed a fine mattinata di domani sarà possibile porre domande a tutti i relatori ed esprimere le proprie considerazioni per dare vita ad un dibattito che solitamente si è rivelato approfondito e foriero di spunti originali. Mi limiterò soltanto ad asserire, in via preliminare, che l'attenzione dei legislatori europei è andata sempre più focalizzandosi sul consumatore per il quale sono state predisposte le migliori tutele. Sia in termini di trasparenza al momento della stipula dei contratti che di massima garanzia per quanto riguarda la solvibilità degli assicuratori. Si può davvero affermare, senza alcun dubbio, che la figura del cliente sta diventando veramente centrale in tutte le nuove norme. Gli assicuratori quindi dovranno interpretare con grande coerenza il loro ruolo di erogatori di un servizio di pubblico interesse che richiede, più di ogni altro, la massima attenzione ai bisogni del cliente. Per molte imprese potrà significare un notevole impegno culturale, prima ancora che tecnico o finanziario, ma questa sfida mi sembra possa essere davvero stimolante e foriera di grandi soddisfazioni professionali. Ci auguriamo, dal canto nostro, di apportare un modesto contributo alla migliore conoscenza dei nuovi scenari che ci attendono. Vi ringraziamo per l'attenzione che intenderete riservarci e cedo la parola ai relatori augurando un buon lavoro a tutti. 5

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9 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. I cambiamenti che vengono dall'europa DOTT. FABIO CERCHIAI - PRESIDENTE ANIA ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE IMPRESE ASSICURATRICI, ROMA Credo che il tema proposto quest'anno da Reinsurance International Brokers sia veramente cruciale per il futuro dell'industria assicurativa. È chiaro che le regole del gioco da sempre rappresentano uno dei fattori principali che influiscono sull'esercizio dell'attività assicurativa, sulla gestione delle imprese, sull'assetto che assumono i mercati: oggi, tuttavia, in un momento in cui il cambiamento del quadro normativo subisce un'accelerazione, la loro importanza è ancora più evidente, rendendo legittima - direi, anzi, necessaria - una riflessione approfondita sulla direzione verso la quale tale cambiamento può portare. LE RADICI INTERNAZIONALI DELL'ASSICURAZIONE Il tema specifico che mi è stato assegnato pone l'accento sul cambiamento che viene dall'europa, ossia dal nostro essere parte di una più ampia aggregazione territoriale che conta ormai 25 Paesi, con un'estensione di oltre quattro milioni di chilometri quadrati, in cui vivono più di 450 milioni di persone. Per l'assicurazione, in effetti, l'essere inserita in un contesto internazionale non è una novità. L'assicurazione nasce come attività tipicamente internazionale, per la necessità di ripartire e diversificare i rischi anche sul piano geografico: il mercato riassicurativo ne è stato per lungo tempo la testimonianza più evidente. IL CAMMINO VERSO UN MERCATO EUROPEO DELLE ASSICURAZIONI Nello specifico, il legame con l'europa trova radici lontane nel tempo. La necessità di un confronto su problematiche di portata sovranazionale, ad esempio, ha condotto già nell'immediato dopoguerra (1954) alla costituzione di un organismo di rappresentanza comune, il Comitato Europeo delle Assicurazioni. Al 1964 risale la prima Direttiva europea in campo assicurativo, recante norme in materia di riassicurazione. I provvedimenti comunitari, nei decenni successivi, si sono via via susseguiti, con l'obiettivo di creare un effettivo mercato unico in cui i servizi assicurativi potessero essere scambiati senza ostacoli: degli anni Settanta sono le Direttive volte a consentire la libertà di stabilimento, cui hanno fatto seguito, negli anni Novanta, quelle dirette a consentire la libera prestazione dei servizi assicurativi in tutti i Paesi dell'unione europea. Di estrema importanza sono state le conseguenze di una così intensa attività normativa a livello comunitario, soprattutto in termini di liberalizzazione dei mercati e di mutamento delle logiche di vigilanza sulle imprese. STRATEGIA DI LISBONA E PIANO D'AZIONE PER I SERVIZI FINANZIARI ( ) Nonostante i notevoli progressi compiuti, alla fine degli anni Novanta l'integrazione dei mercati assicurativi europei era ancora lungi dall'essere completa. Nel 1999, come è noto, avviene il lancio della cosiddetta Strategia di Lisbona - un disegno politico volto sostanzialmente a creare le condizioni per accrescere la competitività dell'economia europea. Tale disegno ha previsto l'adozione, entro il 2005, di una serie di misure al fine di rendere pienamente operante il mercato unico dei servizi finanziari ed assicurativi. L'approvazione del Piano d'azione per i Servizi Finanziari ne è stato la conseguenza diretta e ha portato al varo di oltre 40 provvedimenti comunitari, di cui gran parte interessanti in maniera diretta o indiretta l'attività assicurativa. 8

10 XII Convegno R.I.B. IL NUOVO PIANO D'AZIONE ( ): PAUSA REGOLAMENTARE E CONSOLIDAMENTO Questo proliferare di attività legislative ha portato alcuni a domandarsi se, dopo numerosi anni in cui si è assistito ad una de-regolamentazione, ci si trovasse di fronte ad un inverso processo di ri-regolamentazione, destinato ad ostacolare - anziché a rafforzare - l'obiettivo di rilanciare la competitività dell'economia europea. Si è trattato di una preoccupazione condivisa, tanto che nel maggio 2005 la Commissione europea, dopo una consultazione con il mercato finanziario, ha pubblicato un Libro Verde allo scopo di valutare il grado effettivo di integrazione raggiunto nei diversi comparti del mercato dei servizi finanziari ed assicurativi e identificare alcuni obiettivi politici prioritari da perseguire nel quinquennio successivo. Tra tali obiettivi si segnalano i seguenti: una tregua regolamentare, ossia una pausa nell'attività di produzione normativa (che non dovrebbe però coinvolgere né i provvedimenti attualmente allo studio né i futuri provvedimenti la cui utilità venga verificata da apposite valutazioni d'impatto); la semplificazione ed il consolidamento della legislazione comunitaria vigente, abbinati ad una verifica dell'applicazione fattane dagli Stati membri e ad una sistematica valutazione di impatto a posteriori sul sistema finanziario europeo; la realizzazione di un controllo più efficiente ed efficace a livello europeo, da ottenere definendo con maggiore precisione ruoli e responsabilità degli organismi di vigilanza nazionali, allo scopo di pervenire ad un'effettiva convergenza dei rispettivi sistemi di controllo. VERSO UNA MIGLIORE REGOLAMENTAZIONE? È chiaro che concetti quali quello di pausa regolamentare e di semplificazione e consolidamento del quadro normativo esistente testimoniano la consapevolezza che il giusto obiettivo di rafforzare il mercato unico e le tutele per gli utenti dei servizi finanziari ed assicurativi non debba confliggere con la necessità di rendere più competitiva e flessibile l'economia europea. Va accolta con favore, allora, la nuova iniziativa - lanciata di recente dalla Commissione europea - denominata Better Regulation, volta a semplificare un insieme di Direttive e regolamenti ormai estremamente ramificato e, soprattutto, a consolidare il quadro normativo esistente. IL CANTIERE REGOLAMENTARE EUROPEO, OGGI Il cantiere regolamentare europeo, dunque, è ancora pienamente attivo e gli interventi dell'incontro odierno sono dedicati ad alcuni importanti tasselli del mosaico: la Direttiva sulla riassicurazione, che mira a sottoporre le imprese riassicuratrici pure ad un regime di vigilanza uniforme basato sui principi della licenza unica e del controllo del Paese d'origine, come accade per le imprese di assicurazione diretta; la quinta Direttiva Rc auto che prevede, tra l'altro, l'innalzamento delle coperture minime legali; la Direttiva sull'intermediazione assicurativa, approvata più di tre anni fa ma recepita compiutamente nel nostro Paese solo di recente, con il varo del Codice delle Assicurazioni. Due dei temi previsti oggi, poi, si segnalano per la rilevanza dell'impatto che sono destinati ad avere nella gestione a tutto tondo dell'impresa di assicurazione: la definizione dei nuovi principi contabili internazionali ed il progetto di riforma del 9

11 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. sistema di regole di vigilanza prudenziale ( Solvency II ). Non spetta a me entrare nel dettaglio di questi due temi, ma vorrei brevemente evidenziare due aspetti che mi sembrano particolarmente significativi e che testimoniano proprio la particolare complessità e la delicatezza di tali progetti. IAS/IFRS: BILANCIARE LOGICHE DI BREVE E DI LUNGO PERIODO Riguardo ai nuovi principi contabili internazionali, l'obiettivo generale e condivisibile di perseguire la coerenza fra valori di bilancio e valori economici - una volta applicato al settore assicurativo - implica la necessità di trovare un equilibrio tra le esigenze del mercato di sapere quanto vale un'impresa di assicurazione (il che porta a privilegiare logiche di breve periodo) e le esigenze gestionali dell'azienda (tipicamente orientate nel lungo periodo). Il bilanciamento tra tali contrapposte esigenze segnala la complessità del processo e giustifica i tempi non brevi di definizione degli standard. SOLVENCY II : NON DISTORCERE LE SCELTE DELLE IMPRESE Per certi versi simili sono le considerazioni relative al Progetto Solvency II. Qui si tratta di predisporre un insieme di regole prudenziali che riflettano meglio, rispetto a quelle attuali, i rischi effettivamente assunti dalle imprese di assicurazione. Obiettivo anche questo condivisibile, ma che richiede la massima attenzione nella costruzione del nuovo sistema, affinché una regolamentazione di tipo risk based non determini nel mercato il diffondersi di atteggiamenti risk-averse, che rappresenterebbero un elemento distorsivo per lo sviluppo dell'attività e del mercato assicurativo. CONCLUSIONI: 1) SALVAGUARDARE LA SPECIFICITÀ DELL'ASSICURAZIONE Vorrei concludere questo mio intervento con una duplice considerazione. L'assicurazione italiana è strettamente legata al più ampio mercato europeo. Anche se molto resta da fare per la creazione di un mercato unico effettivo dei servizi assicurativi, è indubbio che gli influssi derivanti dall'europa abbiano contribuito a plasmare, per una parte non trascurabile, le caratteristiche del mercato assicurativo nazionale. D'altra parte, è l'assicurazione stessa ad essere importante per l'europa, considerato il contributo di stabilità che il servizio assicurativo può offrire per la crescita economica. È dunque importante che gli imponenti cantieri di riforma che sono aperti a livello europeo - o comunque, internazionale - non conducano, in via diretta o indiretta, ad un'alterazione delle peculiarità dell'assicurazione, quali l'assunzione di un'ampia gamma di rischi e la loro gestione con una logica orientata sul medio-lungo termine. CONCLUSIONI: 2) VERSO IL MERCATO GLOBALE. L'EUROPA NON È UN'ISOLA, MA UN PONTE La seconda considerazione deriva invece dall'opportunità che dall'europa scaturisca un insieme di regole che vada a rafforzare l'industria assicurativa, la renda più competitiva e dunque più capace di operare con successo nel più ampio mercato internazionale. Sarebbe errato limitarsi a porre l'accento sul solo mercato unico europeo: l'assicurazione, come i mercati finanziari, è sempre più globalizzata e l'europa non deve essere considerata come un'isola, bensì come un ponte verso il più ampio mercato mondiale. 10

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13 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. Nuove regole e riassicurazione SIG. CARLO FAINA - R.I.B. REINSURANCE INTERNATIONAL BROKERS S.P.A., MILANO Le nuove disposizioni che intendono regolare il mercato dell'assicurazione e della riassicurazione sono numerose ed importanti, così come lo sono le recenti normative concernenti l'ambiente dell'intermediazione, spesso decisive per molte società del settore. Vorrei oggi cercare di sottoporre alla Vostra attenzione i principali elementi di cambiamento che interessano le nostre clienti, le compagnie assicuratrici ed i riassicuratori, con riferimento al progetto Solvency 2, cercando di conservare la necessaria prospettiva dettata dal nostro ruolo, che è quello degli intermediari all'interno dell'ambiente assicurativo e riassicurativo. È intuitivo comprendere che, se stiamo parlando di un cambiamento delle regole del gioco, questo significa che qualcosa all'interno delle attuali regole non funzionava più a dovere. Questo non significa che tali regole erano inadeguate, anzi credo si debba riconoscere che tanto dell'impianto regolamentare in essere fino ad oggi ha contribuito in modo sostanziale alla crescita del nostro mercato negli ultimi decenni. Tuttavia i tempi sono indiscutibilmente cambiati, ed evidentemente parte del sistema normativo non era più allineato alle nuove situazioni e scenari in cui il sistema stesso si deve applicare. Le nuove regole che interessano il mercato italiano, vengono a realizzare un cambiamento che è da tempo in atto a livello europeo. Per meglio comprendere la necessità di questo cambiamento, ritengo possa essere interessante osservare brevemente quale era la situazione prima dell'ideazione del progetto chiamato Solvency 2. L'impianto regolamentare attualmente in vigore ( Solvency 1 ) è costituito da disposizioni stabilite a partire dagli anni '60, quindi piuttosto datate se si prova ad immaginare la portata dei cambiamenti occorsi nell'arco di quasi un cinquantennio. Queste disposizioni hanno visto la loro origine in un periodo in cui l'integrazione fra i vari Paesi dell'europa, tra i quali l'italia, era molto limitata. Senza dubbio un processo d'integrazione europea era già in corso (tutti i principali trattati europei hanno avuto origine proprio negli anni '60), ma diversi erano lo spirito e la sensibilità nei confronti dell'ambiente europeo nei vari mercati nazionali. In modo più specifico presentavano differenze sostanziali gli ambienti finanziari in generale, e quello assicurativo e riassicurativo in modo particolare. Cerchiamo quindi di rilevare le differenze di scenario più importanti riguardo ai mercati assicurativi: Si osservava una presenza abbastanza diffusa di accordi di market co-operation, quali l'istituto della co-assicurazione, i vari pools nazionali (riferiti a determinati rischi particolari), accordi che, appunto, consentivano un certo livello di co-operazione tra i vari operatori del mercato. Vi erano anche istituti atti a determinare una forma di condivisione ed approvazione comune di premi e/o condizioni assicurative (i cosiddetti comitati tecnici, che si occupavano di situazioni tecniche specifiche del mercato). Vi era, inoltre, un'impostazione delle politiche di investimento delle compagnie di assicurazione diversa da quella attuale; gli investimenti erano diretti soprattutto verso attività immobiliari e Titoli di Stato. 12

14 XII Convegno R.I.B. Vi erano anche limitazioni, in alcuni Paesi tra cui l'italia, riguardanti la circolazione di capitali verso l'estero. Vi era, infine, una generalizzata difficoltà nel reperire informazioni tecniche adeguate riguardo ai rischi, ed un'analoga difficoltà nell'inquadrare con sufficiente certezza la situazione reale delle esposizioni sottoscritte dalle compagnie. Tutti questi elementi generavano una situazione di difficoltà nel presentare informazioni adeguate all'esterno, quindi nelle relazioni con i clienti, con altri assicuratori e riassicuratori, con gli investitori ed i mercati finanziari. Si può in sostanza inquadrare un profilo di difficoltà nel dare una chiara rappresentazione riguardo alla solvibilità delle compagnie. L'elemento fondamentale di questa valutazione, com'è intuitivo, è il Margine di Solvibilità, che sarà quindi uno degli indicatori più importanti che saranno presi in considerazione nel nuovo sistema regolamentare. Nell'ambito di Solvency 1, il calcolo del Margine di Solvibilità era effettuato mediante l'osservazione di vari parametri e relative combinazioni: premi sottoscritti; conteggi particolari riguardanti il valore del sinistro medio; fondo di garanzia; coefficienti di penalizzazione particolari per le attività in certi rami tecnici, quali trasporti ed aviazione. Si può riassumere dicendo che la valutazione era basata su indici di tipo quantitativo, che difficilmente consentivano di rilevare il livello di rischiosità del business. COM'ERANO VALUTATE LE COMPAGNIE DALL'ESTERNO, DA PARTE DEL MERCATO, DEGLI INVESTITORI E DEGLI ANALISTI L'obiettivo principale, per una compagnia di assicurazioni, era rappresentare solidità finanziaria: costituiva un elemento di valutazione positiva un utile anche modesto, purché in continua crescita; non era considerata determinante una politica di distribuzione di dividendi, di remunerazione del capitale; erano particolarmente apprezzate politiche molto cautelative negli investimenti delle società; ideali le plusvalenze nascoste negli assets, per garantire solidità anche in tempi più difficili. Vi era in generale una valutazione, da parte di analisti ed investitori, secondo la quale il titolo assicurativo era un investimento di lungo termine, assolutamente non speculativo. COME SI INQUADRAVA IN QUESTO AMBIENTE LA RIASSICURAZIONE Prima degli anni '90 la riassicurazione era utilizzata in modo tradizionale, con una preferenza soprattutto per le forme proporzionali e le cessioni in quota. A partire dai primi anni '90, la riassicurazione in quota diventa più rara, fino addirittura a scomparire per alcuni rami tecnici, quindi si assiste ad una crisi di disponibilità e di capacità. In questa situazione guadagnano spazi importanti le coperture su base XL e Stop-loss. 13

15 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. È il periodo della cosiddetta creatività, della scoperta dei benefici dell' ART e di diverse soluzioni riassicurative alternative, che andavano, di fatto, a coprire una mancanza d'offerta e di capacità. Con gli ultimi anni '90 e fino ad oggi, si manifestano in modo più o meno uniforme alcune tendenze, aree critiche che riguardano in parte l'interno delle compagnie di assicurazione, mentre in parte sono determinate dal mercato esterno. All'interno delle Compagnie si osservano alcuni problemi ricorrenti: Volatilità dei risultati, intrinseca al business assicurativo in quanto ciclico, dovendo dipendere dal costo variabile dei sinistri. Fattori quali l'aumento di frequenza dei sinistri, l'aumento di valore del sinistro medio (come nel caso della Rc Auto), l'aumento del numero di sinistri di grandi dimensioni (Calamità Naturali), che provocano una sofferenza dei margini. Sempre all'interno delle compagnie, per quel che riguarda la politica di investimento dei premi raccolti, avviene una discesa verticale dei tassi d'interesse, quindi i rendimenti finanziari si riducono ai minimi storici; Si assiste inoltre al problema della volatilità delle borse internazionali (soprattutto dal 1999/2000) ed alla successiva crisi dei mercati finanziari. Avvengono infine casi d'utilizzo a volte distorto di tecniche riassicurative - un esempio è quello della Finite Reinsurance - che, mutuate dai concetti di creatività sviluppati negli anni precedenti, sono in certi casi utilizzate per dare rappresentazioni scorrette delle realtà economiche e societarie. Per quanto riguarda invece la situazione esterna alle compagnie: vi è da parte degli azionisti una richiesta di sempre maggiore trasparenza e di maggiori ritorni sul capitale investito; le autorità di vigilanza identificano sempre più chiaramente come illecite certe pratiche di riassicurazione non convenzionale; aumenta l'importanza di una procedura efficiente ed accurata di reporting dell'attività societaria e dei relativi risultati; diventa infine essenziale la valutazione del rating, tanto il proprio, quanto quello delle controparti nel business (per esempio i riassicuratori). Dall'analisi degli elementi sin qui esposti, pare potersi concludere che l'ambiente Solvency 1 non consenta, negli attuali scenari, un'individuazione sufficientemente puntuale del fattore di rischiosità delle società di assicurazione. Il nuovo termine, la definizione del parametro che oggi più d'ogni altro concentra le attenzioni di investitori ed analisti è Risk Based Capital. Di fatto si ritiene preferibile mettere in relazione tra loro fattori dapprima meno considerati, i quali sono ora ritenuti decisivi nella valutazione del livello di rischiosità e redditività dell'impresa. I nuovi scenari hanno determinato l'evoluzione del concetto di Capital Management verso un sistema di valutazione del rischio di tipo qualitativo, e non più quantitativo. Questo ambiente vede un forte sviluppo di strumenti di controllo dei rischi diversi e più raffinati, una crescita che è in larga parte assistita dall'introduzione di nuove tecnologie; ne sono un valido esempio l'utilizzo degli stress test, così come la modellistica per determinate tipologie di rischi. È questa un'evoluzione che riguarda tanto la valutazione della rischiosità dell'azienda, quanto l'atteggiamento dell'azienda stessa verso l'assunzione dei propri rischi, quindi il core business nel settore assicurativo. 14

16 XII Convegno R.I.B. I nuovi metodi di valutazione interessano, infatti, anche l'analisi dei rischi da sottoscrivere, quindi anche nell' underwriting avviene la transizione dall'approccio di tipo deterministico, e si perfeziona quello di tipo probabilistico. In questo ambiente, cresce la necessità di adeguare il sistema della solvibilità alla nuova realtà, e soprattutto di programmarne il futuro sviluppo; per questo prende forma il progetto Solvency 2. SOLVENCY 2 Attraverso il progetto Solvency 2 s'intende rendere operativo un orientamento strategico fondato su alcune linee guida: la tutela degli assicurati (siano essi persone fisiche o giuridiche); la trasparenza del mercato; la confrontabilità e verificabilità a livello europeo dei risultati e delle situazioni finanziarie delle compagnie. Si tratta quindi di un progetto destinato ad avere importanti effetti economici, sia in termini di costi, sia di benefici. Gli impegni economici ed amministrativi saranno rilevanti per tutte le parti in causa: per le compagnie di assicurazione: pensiamo agli adempimenti in materia di compliance, di investimenti in sistemi tecnologici avanzati, di modellistica, di analisi dei rischi, di risk management, di organizzazione di reportistica più efficace; per le Autorità di Vigilanza, le quali dovranno seguire il progetto e controllarne il corretto sviluppo. Con l'attuazione del progetto Solvency 2 il Margine di Solvibilità richiesto diventa molto più elevato, per tutto il mercato. La linea programmata dal progetto Solvency 2 riprende il concetto dei 3 pilastri, già identificati in precedenza con la direttiva Basilea 2, tuttavia la definizione degli stessi è differente, ed è la seguente: 1.requisiti di capitalizzazione, ovvero di capitale calcolato ed allocato in conformità ad un'analisi dettagliata dei rischi; 2.attività di vigilanza e controllo; 3.disciplina dei mercati. In questa nuova situazione, abbiamo identificato un certo numero d'opportunità per servizi dedicati (dal Gruppo R.I.B., naturalmente) alle nuove esigenze regolamentari in materia di riassicurazione. Il nuovo scenario consente, e di fatto dà l'impulso per, un ampliamento del ruolo del broker di riassicurazione, che non si presenta più come un provider di capacità a titolo principale, ma va invece ad affiancarsi alla compagnia cliente, prestando un servizio d'assistenza e consulenza a più alto valore aggiunto, articolato secondo le effettive necessità. Nell'ambito del progetto Solvency 2, per il quale è prevista la realizzazione durante i prossimi 5 anni, alcune nuove regole sono già state introdotte da diversi Paesi nell'ambito dell'unione Europea. È il caso delle nuove norme e procedure imposte al mercato assicurativo e riassicurativo dalla FSA (Financial Services Authority), subentrata nel ruolo di vigilanza dei mercati assicurativi nel Regno Unito, e - per quanto riguarda il mercato Italiano - delle recenti disposizioni che sono state presentate per la consultazione dall'isvap, lo scorso 5 luglio

17 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. Proprio nell'ambito di queste recenti disposizioni dell'isvap si vanno, secondo noi, ad inquadrare alcune aree d'intervento professionale qualitativo del broker di riassicurazione in Italia. Queste comprendono dunque interventi che riguardano sia i sistemi dei controlli interni, sia la gestione dei rischi delle Compagnie, ed in particolare il settore della Riassicurazione Passiva. Per le Compagnie, infatti, sono previsti adempimenti ed attività obbligatorie a diversi livelli, i quali devono essere eseguiti con la necessaria efficacia e puntualità, per garantire un corretto inquadramento della gestione operativa, e per non incorrere in sanzioni. È dunque necessario prevedere: Interventi di assistenza professionale a livello di delibera dell'organo Amministrativo della compagnia; in questo senso le disposizioni dell'isvap prevedono che debba essere determinata entro tempi relativamente brevi una strategia riassicurativa precisa, la quale comprenda l'analisi e l'individuazione di alcuni specifici elementi. Altri interventi di assistenza professionale, laddove può rendersi necessario a livello di attività di direzione, e di attività operative in generale. Per quanto riguarda gli interventi a livello di delibera dell'organo Amministrativo, si tratterà di determinare di volta in volta, secondo le necessità che le singole compagnie potranno manifestare, eventuali esigenze d'analisi di portafoglio, volte soprattutto a determinare il livello ottimale della ritenzione. La ritenzione dei rischi, infatti, è uno dei principali parametri che dovranno essere stabiliti nella delibera dall'organo Amministrativo, riveste quindi un ruolo di primo piano nella determinazione della strategia di riassicurazione. Altri interventi a livello di delibera dell'organo Amministrativo possono riguardare: l'analisi delle coperture riassicurative in essere, che a sua volta potrà determinare: - le caratteristiche delle ricoperture effettivamente necessarie; - l'indispensabile raffronto con quanto reperibile sul mercato; la condivisione degli obiettivi della delibera in materia di riassicurazione passiva, ai quali va improntata tutta l'attività futura al servizio della compagnia; l'elaborazione di criteri di riferimento per la ricerca di partner riassicurativi adeguati; la relativa classificazione secondo parametri condivisi, ed il mantenimento in essere dei controlli necessari a questo tipo di verifica. Si può disegnare quindi, in generale, un'assistenza ove richiesta dal cliente nella determinazione della strategia di riassicurazione, che in questa situazione è il compito principale dell'organo Amministrativo. Questa assistenza potrà, in certe occasioni, estendersi anche ad una consulenza nella stesura della delibera stessa. La seconda area d'intervento per il broker si presenta nell'assistenza professionale a livello di attività di direzione ed attività operative, e riguarda, in effetti, l'attuazione della delibera dell'organo Amministrativo. In questo senso si vanno ad inquadrare le attività di assistenza riferite ai seguenti processi: assunzione e riservazione; nella maggior parte dei casi queste attività sono prerogativa della Compagnia, e non hanno bisogno d'interventi esterni, se non in forma di attività in outsourcing, nei casi in cui fosse ritenuta necessaria; servizi riguardanti la gestione ed il controllo dei crediti, dove possiamo intervenire con strutture appositamente costituite e funzionanti (R.I.B. Run-Off); analisi del mercato riassicurativo, per il quale deve essere previsto per le compagnie un osservatorio dinamico di vari aspetti critici, quali: - evoluzione normativa su scala Europea; - valutazioni delle politiche di underwriting e dei servizi prestati dai vari riassicuratori; 16

18 XII Convegno R.I.B. - controllo degli andamenti e delle modifiche dei rating, reperimento d'informazioni critiche specifiche, quali indici di solvibilità o altri indicatori finanziari; - rapporti informativi completi, tipo security analysis, se ne esistono di specifici. I SERVIZI DEL GRUPPO R.I.B. Per quanto riguarda i servizi professionali di gestione e controllo dei crediti, che R.I.B. offre tramite la consociata R.I.B. Run-Off, questi comprendono: la classificazione dei crediti riassicurativi, specificamente citata tra gli adempimenti richiesti alle compagnie; il recupero di crediti riassicurativi, altro elemento di grande rilievo; la gestione di posizioni critiche particolari; lo studio di fattibilità e l'esecuzione di operazioni specifiche sui crediti riassicurativi, quali cut-off, commutation, loss portfolio transfer. In conclusione riteniamo che il progetto Solvency 2 realizzerà, nel tempo, alcuni importanti vantaggi per l'industria assicurativa nel suo complesso: il rafforzamento delle imprese di assicurazione; migliori risultati nel medio termine per gli azionisti; maggiore sicurezza per gli assicurati; maggiore potenzialità dell'investimento in titoli assicurativi per gli investitori. Per quanto riguarda il nostro Gruppo, noi abbiamo cercato di organizzare questa riunione proprio per sollecitare il manifestarsi di nuove idee e di progetti in questo settore, che riteniamo veramente interessante. Intendiamo mantenere e sviluppare un ruolo attivo d'assistenza ai nostri clienti Italiani nei nuovi ambienti, e siamo quindi a disposizione con il nostro servizio ed interessati a sviluppare nuove idee o nuovi servizi come risposta ad esigenze o suggerimenti particolari. Ci troviamo a lavorare tutti insieme in un ambiente sempre in evoluzione, nel quale il progetto Solvency 2 è ancora in fase di realizzazione e di completamento; Vi invitiamo senz'altro a chiamarci per qualsiasi necessità o problema connesso a questi argomenti! Grazie per la Vostra attenzione. 17

19 R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. Solvency 2: situazione attuale e punto di vista del riassicuratore DOTT. ROLF STÖLTING - MÜNCHENER RÜCKVERSICHERUNGS-GESELLSCHAFT, MÜNCHEN Rolf Stölting inizia il suo intervento analizzando la situazione esistente, Solvency 1, per le compagnie assicuratrici nei rami vita ed in quelli danni (tabella 1). Successivamente prende in esame gli obiettivi che si prefigge Solvency 2 che si possono riassumere in una maggiore protezione per gli assicurati e nella ricerca di un sistema di solvibilità che prenda in considerazione tutte le aree di rischio che possono colpire un'impresa assicuratrice. In buona sostanza si richiede un approccio globale ai bilanci di un'impresa ed un'integrazione con gli attuali sviluppi delle tecniche di risk management, delle innovazioni finanziarie e dei sistemi di governance e di reporting (tabella 2). Si tratta di un approccio simile a quello di Basilea II, dichiara Stölting, e che si fonda su tre pilastri. Il primo di tipo quantitativo, in linea con l'attuale margine di solvibilità, il secondo che implica un attento controllo delle procedure interne, il terzo che intende disciplinare il mercato in termini di maggiore trasparenza. Il primo pilastro viene esaminato nelle tabelle 3, 4, 5 e 6, il secondo nella tabella 7 ed il terzo nella 8. Nelle tabelle 9 e 10 vengono poi censiti i numerosi gruppi di lavoro che stanno operando a livello comunitario per la predisposizione della nuova normativa. Nella tabella 11 vengono esposti i tempi che i gruppi di lavoro si sono dati per esporre alla Commissione le risultanze del loro lavoro. Rolf Stölting conclude il suo intervento rammentando che Solvency 2 dovrà essere approvata applicata anche alle società riassicuratrici che daranno sicuramente il loro contributo per la miglior tutela degli interessi generali di mercato (tabella 12). Tabella 2 Tabella 1 18

20 XII Convegno R.I.B. Tabella 3 Tabella 4 Tabella 5 19

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