Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione"

Transcript

1

2

3

4 QI10 Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione QI11 Valutazione di impatto: metodi ed esperienze In collaborazione con Rubbettino

5 Il Progetto Sostegno alle politiche di ricerca e innovazione delle Regioni è finanziato a valere sulle risorse del PON Governance e Assistenza Tecnica Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica e l Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l innovazione ne coordinano le attività. Progettazione e coordinamento Presidenza del Consiglio dei Ministri Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l innovazione Via Camperio, Milano Direttore: Dr. Mario Dal Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione Condividi allo stesso modo 3.0 Unported Rubbettino Editore Soveria Mannelli - Viale Rosario Rubbettino, 10 tel (0968)

6 Indice QI10 Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione Prefazione di Andrea Bonaccorsi 13 Introduzione 17 Glossario Obiettivi e percorso Obiettivo: la costruzione di indicatori di risultati intermedi L articolazione del percorso Gli indicatori e gli intermediari della conoscenza Lo strumento di analisi: gli indicatori intermedi L oggetto dell analisi: gli Intermediari della Conoscenza I Distretti Tecnologici e i Poli di Innovazione I Distretti Tecnologici (DT) I Poli di Innovazione (PI) DT e PI: analogie e differenze La griglia di indicatori di risultato intermedi 53

7 1. Costruire una griglia di indicatori di risultati intermedi: una riflessione guidata per step STEP 1: gli obiettivi di policy STEP 2: la tipologia di Intermediario STEP 3: gli obiettivi specifici di policy STEP 4: la fase del ciclo di vita dell intermediario STEP 5: il modello di governance dell intermediario STEP 6: il settore industriale e l ambito applicativo di riferimento Una griglia di indicatori di risultato intermedi per la definizione degli obiettivi e la misurazione della performance dei Distretti Tecnologici e dei Poli di Innovazione Dimensioni e contenuti della griglia La griglia di indicatori di risultati intermedi 76 Conclusioni 83 Bibliografia 85 QI11 Valutazione di impatto: metodi ed esperienze Prefazione di Andrea Bonaccorsi 95 Introduzione Obiettivi del gruppo di lavoro Sintesi dei risultati dei lavori del gruppo Le politiche pubbliche in ricerca e innovazione Assicurare la valutabilità degli interventi di sostegno a ricerca e innovazione (estratto dalla presentazione del Prof. Guido Pellegrini nell incontro dell 11/10/2010) 105

8 3. Metodologie per la valutazione delle politiche pubbliche: riferimenti operativi comunitari ed internazionali Metodologie per la valutazione delle politiche pubbliche e casi di valutazione regionale La Valutazione delle politiche di Ricerca e Innovazione della regione Sardegna Uno schema di guida alla valutazione d impatto delle politiche di ricerca e innovazione in 4 step (estratto dalla presentazione UVAL all incontro del 1 dicembre 2010) Temi emersi dal dibattito e direzioni proposte per approfondimenti futuri Bibliografia e link a siti e documenti di interesse 137

9

10 QI10 Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione

11

12 Sommario QI10 QI10 Indicatori di risultati intermedi per misurare la performance di Distretti Tecnologici e Poli di Innovazione Prefazione di Andrea Bonaccorsi 13 Introduzione 17 Glossario Obiettivi e percorso Obiettivo: la costruzione di indicatori di risultati intermedi L articolazione del percorso Gli indicatori e gli intermediari della conoscenza Lo strumento di analisi: gli indicatori intermedi L oggetto dell analisi: gli Intermediari della Conoscenza I Distretti Tecnologici e i Poli di Innovazione I Distretti Tecnologici (DT) I Poli di Innovazione (PI) DT e PI: analogie e differenze La griglia di indicatori di risultati intermedi 53

13 1. Costruire una griglia di indicatori di risultato Intermedi: una riflessione guidata per step STEP 1: gli obiettivi di policy STEP 2: la tipologia di Intermediario STEP 3: gli obiettivi specifici di policy STEP 4: la fase del ciclo di vita dell intermediario STEP 5: il modello di governance dell intermediario STEP 6: il settore industriale e l ambito applicativo di riferimento Una griglia di indicatori di risultato intermedi per la definizione degli obiettivi e la misurazione della performance dei Distretti Tecnologici e dei Poli di Innovazione Dimensioni e contenuti della griglia La griglia di indicatori di risultati intermedi 76 Conclusioni 83 Bibliografia 85

14 Prefazione Una parte importante nelle politiche di ricerca e innovazione delle Regioni si svolge non attraverso il supporto diretto agli attori locali (sinteticamente: imprese da una parte, università ed enti di ricerca dall altra), ma attraverso il supporto a soggetti intermediari della conoscenza. Questi sono rappresentati da tipologie largamente diffuse a livello internazionale, sia sotto forma di operatori puntuali (parchi scientifici e tecnologici, incubatori, Industrial Liaison Office, Technology Transfer Office, centri servizi, BIC) che di forme di coordinamento territoriale tra soggetti eterogenei (cluster, poli di innovazione, poli di competitività, distretti tecnologici). In Italia la famiglia dei soggetti intermediari si è arricchita nell ultimo decennio, spesso attraverso l uso dei Fondi Strutturali, di nuove tipologie, come i distretti tecnologici, i poli di innovazione, i laboratori misti pubblico-privati. Il razionale per il supporto a questi soggetti è chiaro e condiviso: i processi di innovazione sono sistemici e interattivi e richiedono la complementarità tra attori eterogenei, che operano con forme di conoscenza, incentivi e criteri di prestazione profondamente differenziati. I soggetti intermediari si fanno dunque carico di produrre beni collettivi per i quali esistono economie di scala e di scopo (tipicamente, informazione e conoscenza locale) e di trasformare in modo produttivo la conoscenza disponibile, soprattutto colmando le distanze tra imprese e sistema pubblico della ricerca. Di Prefazione 13

15 fatto, in tutti i paesi avanzati le politiche per l innovazione hanno riconosciuto il carattere sistemico delle interazioni e hanno favorito una ricca ecologia di soggetti intermediari. Dove stanno i problemi in Italia? Si riassumono in due elementi: primo, nel nostro sistema tutta l area della intermediazione di conoscenza, con rare eccezioni, si svolge nel perimetro diretto o indiretto dell intervento pubblico; secondo, l assenza di linee chiare di selezione e di orientamento ai risultati hanno consentitola comparsa di casi di rentseeking. I soggetti intermediari si trovano in molti casi in condizione di sfruttare la propria posizione centrale ed il supporto delle istituzioni per generare rendite di posizione ed assorbire risorse, senza essere sottoposti a incisivi processi di valutazione. La mancanza di un attenta valutazione, oltre a consentire l insorgere di sprechi e distorsioni, impedisce di stimarne l incidenza in rapporto ai casi virtuosi, che pure esistono. La risposta di molti stakeholder consiste in una drastica semplificazione: basta risorse agli intermediari, concentriamo tutto sulle imprese oppure sulla ricerca pubblica.. Ma si tratta di una reazione impaziente e semplicistica che rischia di sacrificare le esperienze positive emergenti e previene le possibilità di imparare ad attuare questa strategia con successo. Occorre invece distinguere il grano dal loglio, separare la intermediazione produttive e creativa da quella inerziale e parassitaria. Non è possibile svolgere questo compito delicato attraverso schemi di incentivo che assegnano risorse, spesso ingenti, sulla base di programmi di azione a medio-lungo termine, monitorabili solo sull avanzamento della spesa e valutabili solo a consuntivo. Quando si scopre l inefficacia dell intervento è troppo tardi. I responsabili avranno sempre buoni argomenti per dimostrare che l inefficacia non è dovuta alla loro incompetenza ma alla presenza di circostanze avverse (che naturalmente abbondano sempre). All amministrazione, stretta tra l insoddisfazione per i risultati e la impossibilità di chiudere strutture dotate di personale, non 14 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

16 resta che gestire un processo di negoziazione prevalentemente politico. Gli schemi di supporto che hanno accompagnato nel nostro paese i soggetti intermediari non si sono dimostrate adeguate a seguire le regole del corretto policy design, che richiederebbe di tenere in conto le asimmetrie informative e l importanza dei processi di apprendimento. Occorre dunque cambiare registro, progettando politiche che adottino il concetto di multistadio, di indicatori di impatto (outcome indicators) e di indicatori di risultato intermedi. Si tratta in altri termini di disegnare schemi competitivi nei quali ai soggetti vincitori si chieda di condividere un vettore di obiettivi (realistici ma sfidanti), con una adeguata scalettatura temporale, affidando a soggetti terzi indipendenti la verifica del raggiungimento degli obiettivi e condizionando la erogazione dei finanziamenti al progresso nei risultati. In questo modo si selezionano già ex ante gli operatori migliori, perché solo chi ha maturato un apprendimento sul campo è in grado di stimare il rischio dell insuccesso e di assumersi l onere del raggiungimento di obiettivi. La condivisione degli obiettivi mitiga anche il rischio morale, che deriva dal fatto che il soggetto finanziato, in assenza di indicatori intermedi, non si ritiene responsabile del raggiungimento del risultato finale. Naturalmente vi è il rischio di una numerologia astratta, che crea ostacoli burocratici invece che processi di apprendimento. Ma vi sono opportuni antidoti. Il Gruppo di lavoro di cui si presenta in questa sede il Quaderno ha esaminato le più innovative esperienze delle Regioni italiane. Sotto il coordinamento di Tito Bianchi e Marco De Maggio i partecipanti hanno poi sviluppato delle griglie di indicatori, controllando accuratamente la coerenza con i principi generali della costruzione di indicatori di ricerca e innovazione, alla luce della letteratura. In questo percorso hanno collaborato non solo dirigenti regionali ma anche numerosi operatori di soggetti intermediari locali e Prefazione 15

17 regionali. L uso di indicatori intermedi richiede professionalità più elevate nella amministrazione e può innescare anche per questa via forti elementi di miglioramento. Ne è emerso uno strumento di lavoro indispensabile a tutte le amministrazioni regionali (mi permetterei di dire, anche nazionali) che vogliano cambiare registro. Andrea Bonaccorsi Coordinatore scientifico del Progetto 16 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

18 Introduzione 1 L idea guida del Progetto Sostegno alle Politiche di Ricerca e Innovazione delle Regioni muove da due constatazioni: la significativa consistenza delle risorse destinate alle Politiche di Ricerca e Innovazione delle Regioni, che rende le aspettative nazionali e comunitarie relative all attuazione della programmazione in corso particolarmente ambiziose; ed i numerosi elementi di complessità ed incertezza, legati alle condizioni di bassa prevedibilità, che accompagnano i processi di innovazione, e che espongono la loro attuazione al rischio di ridotta efficacia ai fini dell incremento della competitività dei territori interessati. Entrambe le constatazioni trovano piena espressione nelle forme di policy che si sono venute affermando con sempre maggiore forza negli anni più recenti, con il graduale spostamento dell attenzione del decisore pubblico dagli interventi mirati a correggere i fallimenti di mercato (tipicamente attraverso il finanziamento alle attività di Ricerca e Innovazione con forme di incentivo alle imprese) alle strategie di di intervento nei fallimenti di sistema, principalmente attraverso il sostegno alla collaborazione tra gli attori dell innovazione del territorio (imprese, università, centri di ricerca), ricorrendo anche a forme organizzative 1. Alla stesura del presente Rapporto, a cura dei coordinatori Tito Bianchi e Marco De Maggio del DPS-MISE, ha collaborato Andrea Filippetti. Introduzione 17

19 create ad hoc e spesso con un orizzonte temporale indefinito, che assumono a loro volta il ruolo di entità di policy e di ulteriori agenti dell innovazione. È il caso dei Distretti Tecnologici, dei Poli di Innovazione, delle Piattaforme tecnologiche, dei Laboratori Pubblico-Privati, forme di intermediari della conoscenza (d ora in poi IC) non nuove nel panorama internazionale, ma che in Italia non hanno ancora consolidato una adeguata esperienza nell utilizzo di strumenti di monitoraggio e valutazione. È proprio sui Distretti Tecnologici (d ora in poi DT) e sui Poli di Innovazione (d ora in poi PI) che si concentra l attenzione del presente lavoro. Questi due strumenti di policy, nati con obiettivi diversi, seppur mantenendo alcune differenze significative, hanno finito nel tempo per assomigliarsi. Entrambi gli strumenti sono stati pensati per favorire processi di aggregazione territoriale di attori (imprese, università, centri di ricerca) al fine di favorire l innovazione, il trasferimento di tecnologie, la diffusione di conoscenza, e incidere sulla capacità dei territori di far fronte alla crescente competizione internazionale. Si tratta di strumenti di policy complessi, orientati a integrare a livello territoriale: le risorse e i soggetti, pubblici e privati, del sistema dell innovazione, indirizzandoli verso gli ambiti tecnologici ritenuti strategici per lo sviluppo del territorio; le attività di Ricerca di base, industriale, di trasferimento tecnologico e di formazione di capitale umano qualificato; le politiche di attrazione di capitali dall esterno e di insediamento di realtà imprenditoriali research-oriented. Il recente Programma Nazionale della Ricerca ribadisce la centralità strategica di PI e DT tra gli strumenti di policy, e la necessità dell integrazione dell attività di valutazione nell operatività degli strumenti individuati in relazione 18 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

20 agli obiettivi intermedi e/o annuali, assegnati agli strumenti suddetti (pag. 36) 2. Ed è proprio questo l obiettivo del Gruppo di Lavoro 5 (GdL5) Costruzione di Indicatori di Risultato Intermedi, che mira a tradurre in strumento operativo la raccomandazione alla sperimentazione di forme di policy che adottino il principio della condizionalità. La griglia di indicatori di risultati intermedi, che il gruppo di lavoro ha costruito in modo condiviso, sulla base di una riflessione guidata, si propone di fornire tanto agli Intermediari della Conoscenza quanto alle Amministrazioni responsabili di queste politiche un menù di opzioni su cui concordare gli obiettivi intermedi da raggiungere e tra cui selezionare gli indicatori utili a monitorarne l effettivo raggiungimento, al fine di minimizzare il rischio di fallimento, abbandono e revoca dei progetti cofinanziati. Il presente documento è suddiviso in 3 parti ed è organizzato come segue. La prima parte paragrafi 1, 2, e 3 comprende la descrizione in dettaglio dell obiettivo del GdL5, e del percorso che ha condotto il gruppo alla definizione della griglia degli indicatori. Nella seconda parte paragrafi 4, 5 e 6 si introducono i concetti di base della tematica. In particolare, nel paragrafo 4 vengono introdotti i requisiti e le caratteristiche degli indicatori; nei paragrafi 5 e 6 si descrivono i soggetti intermediari della conoscenza oggetto di osservazione, i DT e i PI. Per approfondimenti su questi temi si rimanda alla opportuna letteratura tecnica e scientifica, di cui si indica in bibliografia una selezione di riferimenti. La terza parte contiene una sezione operativa, a cui può fare direttamente riferimento il lettore interessato esclusivamente alla consultazione della griglia degli indicatori. Il 2. MIUR, Introduzione 19

21 paragrafo 7 illustra la logica per step della costruzione della griglia di indicatori per un generico IC e si presenta nel dettaglio la griglia pensata per i DT ed i PI con una guida all utilizzo. Il Gruppo di lavoro che si è riunito intorno a questa tematica, è composto da 63 iscritti, e vede rappresentate le seguenti Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto, Provincia Autonoma di Trento. Il lavoro ha beneficiato della condivisione di alcune significative esperienze regionali utili alla individuazione delle problematiche legate alla misurazione della performance degli IC, e al confronto sui metodi per la definizione della griglia di indicatori di risultato intermedi. Si ringraziano in particolare: la Dott.ssa Eva Milella, Amministratore Delegato del Distretto Tecnologico IMAST (Ingegneria dei Materiali polimerici e compositi e STrutture) della Regione Campania; il Dott. Stefano Marastoni, Responsabile dell Area Politiche per il Trasferimento Tecnologico dell ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l Innovazione)della Regione Puglia; il Dott. Giovanni Amateis, della Direzione Attività Produttive, e il Dott. Daniele Rinaldi, della Direzione Innovazione, Ricerca ed Università, della Regione Piemonte; il Prof Luigi Bignardi, Amministratore Delegato del Distretto Tecnologico It.QSA (Innovazione Tecnologica, Qualità e Sicurezza degli Alimenti ) della Regione Abbruzzo. Il percorso intrapreso, grazie alla costante ed attiva partecipazione dei componenti del gruppo, si è adattato ad un aggiornamento costante degli obiettivi conoscitivi, sulla scorta delle esigenze espresse, dei contributi raccolti e delle differenti prospettive emergenti nell ambito delle attività del gruppo. 20 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

22 Glossario Addizionalità (principio di addizionalità comunitario) Centri per l innovazione e il trasferimento tecnologico Condizionalità Cluster Distretto tecnologico Impatto (indicatori di) Industrial Liaison Office Il principio di addizionalità stabilisce che, per assicurare un reale impatto economico, gli stanziamenti dei Fondi Strutturali non possono sostituirsi alle spese pubbliche dello Stato membro (L art. 15 del Regolamento CE n.1083/2006). Strutture di natura pubblica, privata o mista, che a fronte della domanda di innovazione delle imprese, mettono a disposizione un set articolato di servizi, tecnologie e conoscenze che costituisce l offerta di innovazione disponibile (RIDITT, 2005). Gli aiuti condizionati consistono invece in finanziamenti concessi sotto condizione. La condizionalità, definita dal programmatore, ha l obiettivo di controllare gli incentivi per diffondere una logica di risultato. Gruppo di imprese appartenenti ad uno specifico territorio che beneficiano di economie di agglomerazione grazie alla circostanza di condividere input produttivi, processi di produzione, mercato del lavoro, e generali condizioni di contesto. Aggregazioni sistemiche a livello territoriale tra istituzioni della ricerca, Universita e sistema delle imprese, guidate da uno specifico organo di governo, per sollecitare la cooperazione e le sinergie nello sviluppo di uno specifico ambito di specializzazione (PNR. p. 36). Misurano gli effetti aggregati dell intervento di policy sui destinatari diretti e indiretti. Gli Industrial Liaison Office sono strutture universitarie create con l obiettivo di avviare sistematici rapporti con il tessuto economico e produttivo locale ed in particolare con le PMI, al fine della diffusione dei programmi e dei risultati di ricerca delle Università; promuovere idonee forme di cooperazione con il tessuto imprenditoriale al fine della risoluzione delle problematiche correlate anche al trasferimento tecnologico ed al sostegno degli spin-off (DM 5 agosto 2004, n.262; vedi anche htm) Introduzione 21

23 Intermediari della conoscenza Laboratorio pubblicoprivato Output o realizzazione (Indicatori di) Outcome o risultato (Indicatori di) Piattaforma tecnologica Polo di innovazione Strumenti organizzativi e operativi funzionali all integrazione degli interventi della ricerca (PNR) Strumenti di policy rappresentati da forti concentrazioni di competenze scientifico-tecnologiche, di alto potenziale innovativo, che si caratterizzino per una organica collaborazione tra imprese industriali e mondo della ricerca pubblica 4. Misurano il livello di realizzazione di un intervento. In genere si esprimono in termini di unità fisiche, occupazionali o finanziarie. Misurano gli effetti auspicati, ma eventuali, riconducibili all intervento con particolare riferimento per i suoi beneficiari. Strumenti di policy pensati a livello europeo e nazionale, promuovono la collaborazione fra le Amministrazioni, il Sistema della Ricerca pubblico e privato e le imprese. Esse individuano scenari di sviluppo tecnologico di medio e lungo periodo e le priorità tematiche, e identificano gli strumenti di implementazione; si confrontano con le esperienze analoghe sviluppate a livello comunitario ed internazionale, promuovono la messa in rete e il coordinamento nazionale degli attori della Ricerca, dei distretti ad alta tecnologia e dei poli di eccellenza relativi a tematiche convergenti anche nell ottica della interdisciplinarietà dell approccio scientifico. Aggregazioni territoriali di operatori economici e attori della ricerca, raggruppano e collegano, su una ben definita frontiera tecnologica, le competenze/strutture gestite da una pluralità di istituzioni, incoraggiando l interazione intensiva, l uso in comune di installazioni, lo scambio di conoscenze ed esperienze, la messa in rete e la diffusione delle informazioni (PNR p. 36) 4. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, Decreto Direttoriale 14 marzo 2005 n. 602/Ric ; vedi anche: 22 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

24 Programma Nazionale della Ricerca Il Programma Nazionale della Ricerca (PNR) è il documento programmatico del MIUR, contenente il quadro della situazione del settore della ricerca scientifica e tecnologica italiane, nonché gli indirizzi e le proposte del Governo. Il PNR agisce come componente strutturale di politica economica, puntando sulla progressiva integrazione tra offerta e domanda di ricerca, sulla costruzione di una rete di piattaforme e infrastrutture tecnologiche aperte al contributo e alla partecipazione del sistema produttivo, sull incremento di redditività degli investimenti in ricerca vedi Introduzione 23

25

26 1. Obiettivi 1. e percorso 1. Obiettivo: la costruzione di indicatori di risultati intermedi Cosa intendiamo per costruzione di indicatori di risultati intermedi La generale finalità di Progetto, di facilitare l attuazione della programmazione delle Politiche di Ricerca e Innovazione nelle Regioni, si declina per il Gruppo di Lavoro 5 nell obiettivo di definire una metodologia per la costruzione di indicatori di risultati intermedi in grado di misurare la performance di particolari Intermediari della Conoscenza (IC) che svolgono attività di ricerca e innovazione caratterizzate da elevata complessità (e.g. pre-incubazione di nuove imprese innovative, incubazione e accelerazione, technology audit/assessment di piccole imprese, networking e collaborazione tra ricerca e impresa) 1 ; 1. Le politiche di Ricerca e Innovazione sono per loro natura generalmente caratterizzate da significativi livelli di: a. Incertezza, con particolare riferimento agli esiti e ai ritorni economici degli interventi; b. Orizzonte temporale esteso: i risultati dell attività di ricerca (spesso intangibili) si manifestano spesso a distanza di molto tempo dall avvio degli interventi e possono produrre effetti che, a loro volta, si estendono su più anni o di cui non si prevede un termine; c. Complementarietà: i nessi causali fra l avvio degli interventi delle policy di R&I e i cambiamenti (positivi o negativi) nella condizione dei destinatari target sono in genere particolarmente complessi da cogliere e comprendere: ciò ne rende difficile la misurabilità. Obiettivi e percorso 25

27 si configurano come strumenti di policy la cui attuazione non ha durata circoscritta, e sono rappresentati da organizzazioni, generalmente di tipo pubblico-privato, attivate a livello territoriale per la gestione ed integrazione di attività di ricerca e innovazione (DT, PI, Piattaforme tecnologiche, Laboratori Pubblico-Privati) La messa a punto di questa metodologia risponde alla duplice esigenza di definire obiettivi intermedi per attività e strumenti di policy, e proporre allo stesso tempo modalità di misurazione del loro raggiungimento, dalla cui applicazione deriverebbero dei benefici apprezzabili in termini di apprendimento: tutti i soggetti coinvolti nelle politiche di ricerca e innovazione sono impegnati in processi di apprendimento istituzionale (policy learning) e collettivo; in particolare i processi di apprendimento stimolati dalla condivisione di obiettivi intermedi, nel confronto con obiettivi finali predeterminati, delle politiche, possono innescare meccanismi virtuosi di revisione delle stesse politiche; trasparenza: obiettivi intermedi concordati ed espliciti semplificano la osservabilità delle politiche e potenziano la capacità di monitoraggio da parte dei policy makers in relazione alla loro attuazione; efficienza nell impiego delle risorse pubbliche: la misurazione della capacità dei soggetti intermediari di raggiungere obiettivi di breve, medio e lungo periodo è utile a graduare l erogazione delle risorse finanziarie in proporzione alla effettiva capacità di impiego, e a condizionare il supporto pubblico all effettivo raggiungimento dei risultati attesi. L adozione di indicatori intermedi è di fondamentale importanza per implementare il principio di condizionalità: condizionare il supporto finanziario al raggiungimento di obiettivi condivisi, misurabili attraverso indicatori, delegandone opportunamente l osservazione a parti terze indipendenti, 26 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

28 permette di passare da politiche che compensano lo sforzo degli attori (effort-based) a politiche che premiano il risultato (outcome-based). Non è infatti più sufficiente limitarsi ad apprezzare lo sforzo progettuale degli attori coinvolti nella policy: occorre porre maggiore attenzione agli aspetti dell implementazione degli strumenti attuativi, valorizzando l output conseguente all intervento. Le politiche devono essere sempre più orientate al risultato e dotarsi degli strumenti necessari a riconfermare il sostegno alle sole iniziative che hanno dimostrato le migliori performance. In questa prospettiva, si è ritenuto opportuno, invece che predisporre indicatori isolati, proporre un percorso metodologico per la progettazione di schemi/griglie di indicatori, i quali potrebbero accrescere l efficacia dei meccanismi di condizionalità che legano l impiego delle risorse in campo con la capacità di ottenimento dei risultati annunciati. In fase preliminare, alla luce delle finalità indicate, e in considerazione della eterogeneità dei destinatari, i componenti del gruppo di lavoro hanno definito i principi generali cui ispirarsi nella costruzione della griglia di indicatori: Comprensibilità, Semplificazione amministrativa, Facilità di raccolta delle informazioni, Affidabilità ai fini del finanziamento pubblico delle iniziative, Indipendenza e autonomia nella produzione dei dati; e si sono riservati di condurre una riflessione sulle possibili forme di accompagnamento dei soggetti beneficiari verso il raggiungimento dei risultati previsti, attraverso il supporto di esperti esterni indipendenti che svolgano attività di valutazione in itinere dei progetti. Prevedere Obiettivi e percorso 27

29 simili forme di tutoraggio esterno sarebbe particolarmente utile per progetti di ricerca piuttosto complessi la cui realizzazione è prevista in prevista in periodi pluriennali, attraverso la successione di diversi programmi di attività. 2. L articolazione del percorso L idea di assistere le amministrazioni nella identificazione di indicatori, che consentano di verificare in corso d opera l efficienza e la performance delle numerose e differenti tipologie di IC, sconta una generale difficoltà legata alla marcata eterogeneità che caratterizza le istituzioni e le organizzazioni appartenenti a questa ampia categoria. Non è facile pensare ad una batteria unica di indicatori avente carattere di generalità. Le stesse espressioni, Distretto Tecnologico, Polo di Innovazione, Parco Scientifico, Laboratorio Pubblico-Privato, utilizzate dalle politiche per la ricerca, non corrispondono sempre ad altrettante distinte forme di collaborazione tra imprese ed enti di ricerca o diffusione delle tecnologie, e fra questi e gli enti pubblici che li sostengono. Occorre anche studiare accuratamente una modalità per la rilevazione delle informazioni di base per il calcolo di questi indicatori, che ne assicuri l affidabilità e l imparzialità. Nell articolare il percorso di lavoro si è tenuto conto delle esigenze informative emergenti all interno del gruppo. A tale proposito sono state approfondite, in ordine, le problematiche legate agli indicatori, con particolare riferimento alla loro natura, ai requisiti ed ai rischi di manipolazione; allo stesso modo si è avvertita l esigenza di una ricostruzione delle principiali forme organizzative assunte da entità di policy oggetto di analisi - gli IC - che andasse al di là delle denominazioni che adottano, ma che corrispondesse alle loro caratteristiche sostanziali. 28 qi10 - Indicatori di risultati intermedi

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano N UCLEO DI VALUTAZIONE E VERIFICA DEGLI I NVESTIMENTI PUBBLICI Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano Melania Cavelli Sachs NVVIP regione Campania Conferenza AIQUAV, Firenze,

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE Verbale n. 10 del 5 Novembre 2014 RIUNIONE Il giorno 5 Novembre 2014, alle ore 10.40, il Nucleo di Valutazione dell Università degli Studi del Sannio, si è riunito per discutere sugli argomenti iscritti

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni.

Dettagli

l'?~/?: /;/UI,"lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ";1

l'?~/?: /;/UI,lf/lr, r~# 't~l-l'ri.)//r--/,,;.,,;~4,-;{:.;r,,;.ir ;1 MIUR - Ministero dell'istruzione dell'untversùà e della Ricerca AOODGPER - Direzione Generale Personale della Scuola REGISTRO UFFICIALE Prot. n. 0006768-27/0212015 - USCITA g/~)/rir. (" J7rti///Nt4Ik0"i

Dettagli

GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI. Dott. Nicola ZERBONI

GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI. Dott. Nicola ZERBONI GESTIONE OPERATIVA DEI PROGETTI FINANZIATI CON FONDI EUROPEI Dott. Nicola ZERBONI Dottore Commercialista in Milano Finanziamenti europei 2007/2013 e contrasto alle irregolarità e alle frodi nei fondi Diretta

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso A09 Enrico Fontana L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi Prefazione di Massimiliano Manzetti Presentazione di Nicola Rosso Copyright MMXV ARACNE editrice int.le S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (ex art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) Definito dal Nucleo di Valutazione nella seduta del 06

Dettagli

Il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A.

Il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. Il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. Firenze, 27 novembre 2013 Classificazione Consip Public indice Il Programma per la razionalizzazione degli acquisti Focus: Convenzione per

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli:

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: 2. IL PROCESSO DI VALUTAZIONE 2.1. Gli attori del processo di valutazione Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: Direttore dell Agenzia delle Entrate.

Dettagli

Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file

Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file di Marco Paoli Eccellenze, autorità, colleghi bibliotecari, già con la firma dell Intesa fra CEI e MiBAC (18 aprile 2000) relativa alla

Dettagli

QUEST ANNO POCHE REGIONI HANNO AUMENTATO L IRPEF

QUEST ANNO POCHE REGIONI HANNO AUMENTATO L IRPEF QUEST ANNO POCHE REGIONI HANNO AUMENTATO L IRPEF Finalmente una buona notizia in materia di tasse: nel 2015 la stragrande maggioranza dei Governatori italiani ha deciso di non aumentare l addizionale regionale

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

IL PROGETTO MINDSH@RE

IL PROGETTO MINDSH@RE IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni

Sistemi di supporto alle decisioni Sistemi di supporto alle decisioni Introduzione I sistemi di supporto alle decisioni, DSS (decision support system), sono strumenti informatici che utilizzano dati e modelli matematici a supporto del decision

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI. Aggiornamento al 31 dicembre 2013

REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI. Aggiornamento al 31 dicembre 2013 REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento al 31 dicembre 2013 Marzo 2014 REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

Struttura dei Programmi Operativi 2014-2020 Risultati attesi, realizzazioni, indicatori. Oriana Cuccu, Simona De Luca, DPS-UVAL

Struttura dei Programmi Operativi 2014-2020 Risultati attesi, realizzazioni, indicatori. Oriana Cuccu, Simona De Luca, DPS-UVAL Struttura dei Programmi Operativi 2014-2020 Risultati attesi, realizzazioni, indicatori, DPS-UVAL Struttura dei Programmi Operativi Innovazioni di metodo Risultati attesi Risultati Azioni attesi Tempi

Dettagli

Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Allegato 1 Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Progetto e Concorso Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Francesco Clabot Responsabile erogazione servizi tecnici 1 francesco.clabot@netcom-srl.it Fondamenti di ITIL per la Gestione dei Servizi Informatici Il

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI PREMESSA Nell ambito del Programma Torino e le Alpi, la Compagnia di San Paolo ha promosso dal 12 al 14 settembre 2014,

Dettagli

Lettera d invito... 3. SEZIONE 1. PREMESSA, OBIETTIVI E AREE DI INTERVENTO... 4 1.1 Premessa... 4 1.2 Obiettivi e Aree di intervento...

Lettera d invito... 3. SEZIONE 1. PREMESSA, OBIETTIVI E AREE DI INTERVENTO... 4 1.1 Premessa... 4 1.2 Obiettivi e Aree di intervento... Bando Ambiente 2015 Sommario Lettera d invito... 3 SEZIONE 1. PREMESSA, OBIETTIVI E AREE DI INTERVENTO... 4 1.1 Premessa... 4 1.2 Obiettivi e Aree di intervento... 4 SEZIONE 2. CRITERI PER LA PARTECIPAZIONE

Dettagli

MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE. Gli indicatori. G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1

MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE. Gli indicatori. G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1 MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 4. Gli indicatori G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1 Cosa sono gli indicatori Gli indicatori sono strumenti in grado

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo

MANUALE OPERATIVO INTRODUZIONE. Manuale Operativo Pagina 1 di 24 INTRODUZIONE SEZ 0 Manuale Operativo DOCUMENTO TECNICO PER LA CERTIFICAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA DEGLI AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO OPERANTI PRESSO UN AGENZIA DI RAPPRESENTANZA:

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della Sardegna e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile

Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della Sardegna e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile Fonti: Eurostat - Regional statistic; Istat - Politiche di Sviluppo e

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020 Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Simona De Luca, Anna Ceci UVAL DPS Roma 11 luglio 2013 Indice 1. Indicatori: un modo

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

Programma Nazionale della Ricerca 2011-2013

Programma Nazionale della Ricerca 2011-2013 Programma Nazionale della Ricerca 2011-2013 Marzo 2011 1 INDICE INTRODUZIONE... 4 EXECUTIVE SUMMARY... 7 1 LO SCENARIO DI RIFERIMENTO... 14 1.1. IL CONTESTO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO INTERNAZIONALE... 14

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Protagonista dello sviluppo locale

Protagonista dello sviluppo locale Bic Umbria Protagonista dello sviluppo locale Sviluppo Italia Bic Umbria promuove, accelera e diffonde lo sviluppo produttivo e imprenditoriale nella regione. È controllata da Sviluppo Italia, l Agenzia

Dettagli

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove generazioni. Nell aprile 2010 il Consiglio di Legislazione del Rotary International ha stabilito che le Nuove

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

Tre Ires e tre progetti comuni

Tre Ires e tre progetti comuni IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto

Dettagli

La Responsabilità Sociale d Impresa

La Responsabilità Sociale d Impresa La Responsabilità Sociale d Impresa Claudio Toso Direttore Soci e Comunicazione claudio.toso@nordest.coop.it Piacenza 21 giugno 2005 1 Coop Consumatori Nordest Consuntivo 2004 460.000 Soci 78 supermercati

Dettagli

Istituto per il Credito Sportivo

Istituto per il Credito Sportivo Istituto per il Credito Sportivo REGOLAMENTO SPAZI SPORTIVI SCOLASTICI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SUI MUTUI AGEVOLATI DELL ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO INDICE 1. Perché vengono concessi contributi

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La

Dettagli

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS AGENDA Il contesto la strategia europea Significati e definizioni Disseminazione:quando e come, a beneficio di chi? Youthpass Link e materiali di disseminazione

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO

DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO (Deliberazione ARG/com 202/08 - Primo report) Dal 1 luglio 2007 tutti i clienti

Dettagli

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA 1 LE SOCIETÀ UMANE E IL BENE COMUNE Ciascuna persona partecipa a più società umane di varia natura: famiglie, Stato, istituti pubblici

Dettagli

Dall Idea al Progetto

Dall Idea al Progetto CORSO DI EUROPROGETTAZIONE MODULO 2 Dall Idea al Progetto DOTT. GIANLUCA COPPOLA Direttore generale - Responsabile Progetti Europei 1 CAPITOLO 1 STRUTTURARE UN PROGETTO Modulo 2 Dall Idea al Progetto 2

Dettagli

Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale. Miriam Tagliavia Marzo 2011

Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale. Miriam Tagliavia Marzo 2011 Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale Marzo 2011 2 Il Dipartimento per le Comunicazioni: uno studio dell età del personale Il Dipartimento per le Comunicazioni, uno dei

Dettagli

Programmazione e Valutazione ex ante il quadro logico nel PO 14-20

Programmazione e Valutazione ex ante il quadro logico nel PO 14-20 Programmazione e Valutazione ex ante il quadro logico nel PO 14-20 [presentazione e discussione della nota tecnica] Paola Casavola DPS UVAL 25 giugno 2014 IL «quadro logico di programmazione» Rappresentazione

Dettagli

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc.

Dettagli

I trasferimenti ai Comuni in cifre

I trasferimenti ai Comuni in cifre I trasferimenti ai Comuni in cifre Dati quantitativi e parametri finanziari sulle attribuzioni ai Comuni (2012) Nel 2012 sono stati attribuiti ai Comuni sotto forma di trasferimenti, 9.519 milioni di euro,

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

1) Progetti di Servizio civile nazionale da realizzarsi in ambito regionale per l avvio di complessivi 3.516 volontari.

1) Progetti di Servizio civile nazionale da realizzarsi in ambito regionale per l avvio di complessivi 3.516 volontari. Avviso agli enti. Presentazione di progetti di servizio civile nazionale per complessivi 6.426 volontari (parag. 3.3 del Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione

Dettagli

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP)

Capo 1. Art.1 - (Definizione dell istituto dell indennità di posizione della categoria EP) REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L APPLICAZIONE DEGLI ARTT.75 CONFERIMENTO E REVOCA DI INCARICHI AL PERSONALE DELLA CATEGORIA EP E 76 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEL CCNL 16.10.2008

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO

DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO 92 Generazione dei concetti di prodotto Individuazione dei bisogni dei clienti Eseguire l analisi economica Analizzare i prodotti della concorrenza Costruire e collaudare

Dettagli

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Romano Stasi Responsabile Segreteria Tecnica ABI Lab Roma, 4 dicembre 2007 Agenda Il percorso metodologico Analizzare per conoscere: la mappatura

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte.

La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte. 1. Premessa. La valutazione della ricerca nell area dell Economia Aziendale. Alcune proposte. La comunità dei docenti e ricercatori dell area di Economia Aziendale, rappresentata dalle società scientifiche

Dettagli

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE AUSL DI FROSINONE

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE AUSL DI FROSINONE ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE AUSL DI FROSINONE Esito monitoraggioal 30/09/2013 (ai sensi dell'art. 14, comma 4, lettera a ), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150) 1 30.09.2013 PREMESSA

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

Linee guida per il reporting di sostenibilità

Linee guida per il reporting di sostenibilità RG Linee guida per il reporting di sostenibilità 2000-2011 GRI Versione 3.1 2000-2011 GRI Versione 3.1 Linee guida per il reporting di sostenibilità RG Indice Prefazione Lo sviluppo sostenibile e l imperativo

Dettagli

Migliorare le politiche di Ricerca e Innovazione per le Regioni

Migliorare le politiche di Ricerca e Innovazione per le Regioni Migliorare le politiche di Ricerca e Innovazione per le Regioni Contenuti e processi di policy Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica Migliorare le politiche

Dettagli

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Ricerca comunitaria idee cooperazione persone euratom capacità IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Guida tascabile per i nuovi partecipanti Europe Direct è un servizio

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO 1 INDICE LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO ---------------------------------------------------------------------------------------------1

Dettagli

LINEE GUIDA PER L ANALISI DEGLI EFFETTI SULL OCCUPAZIONE DEGLI INTERVENTI (*)

LINEE GUIDA PER L ANALISI DEGLI EFFETTI SULL OCCUPAZIONE DEGLI INTERVENTI (*) LINEE GUIDA PER L ANALISI DEGLI EFFETTI SULL OCCUPAZIONE DEGLI INTERVENTI (*) settembre 2001 INDICE 1 Contenuti generali e finalità del criterio Qualità del sistema di valutazione degli effetti sull occupazione

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013

Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Decreto Dirigenziale n. 298 del 24/12/2013 Dipartimento 51 - Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico Direzione Generale 2 - Direzione Generale Sviluppo Economico e le Attività Produttive

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli