PIANO TRIENNALE

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1 CONSORZIO PER L AREA DI RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA DI TRIESTE PIANO TRIENNALE QUANDO SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO, ALCUNI FANNO MURI, ALTRI MULINI A VENTO. (PROVERBIO CINO-CARSOLINO)

2 PIANO TRIENNALE

3 TABELLA DI CORRISPONDENZA DIRETTIVA MIUR E PIANO TRIENNALE AREA SCIENCE PARK DIRETTIVA MIUR DEL 09/02/2012 a) Lo stato di attuazione delle attività relative all anno precedente b) Gli obiettivi generali da conseguire nel triennio PIANO TRIENNALE Par 3 Stato di attuazione delle attività relative all anno precedente Par 4 - Gli obiettivi generali da conseguire nel triennio c) Le risorse finanziarie disponibili Par 5 Risorse Finanziarie disponibili d) Il quadro delle collaborazioni internazionali di rilievo Par 6 quadro delle Collaborazioni nazionali ed internazionali di rilievo e) Le infrastrutture di ricerca importanti Par 7 Infrastrutture di Ricerca f) Il quadro generale delle partecipazioni societarie g) Le risorse umane necessarie per la realizzazione delle attività h) Le azioni connesse alla formazione e le iniziative di trasferimento tecnologico i) L elenco commentato delle proposte concernenti i progetti premiali j) L elenco commentato delle partecipazioni ai progetti bandiera k) L indicazione della spesa amministrativa Par 8 Quadro delle Partecipazioni Societarie Par 9 Le Risorse Umane necessarie per la realizzazione delle attività Par 10 Azioni connesse alla formazione ed iniziative di trasferimento tecnologico Par 11 Elenco delle proposte concernenti i progetti premiali - Par 12 Indicazione della Spesa Amministrativa Par 13 - Appendice 2

4 INTRODUZIONE CHI SIAMO COSA FACCIAMO Le principali aree di intervento del Consorzio La valutazione come pratica per la crescita delle competenze distintive Stakeholder e outcome STATO DI ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ RELATIVE ALL ANNO PRECEDENTE Risultati raggiunti nell ambito del Trasferimento Tecnologico Risultati raggiunti nell ambito dei servizi di supporto alla valorizzazione della ricerca Risultati raggiunti nell ambito della Formazione avanzata Risultati raggiunti nell ambito del Networking e progettazione internazionale Risultati raggiunti nell ambito della gestione del Parco Scientifico e Tecnologico Risultati raggiunti nell ambito dell attività di comunicazione istituzionale e divulgativa GLI OBIETTIVI GENERALI DA CONSEGUIRE NEL TRIENNIO Obiettivi strategici Progetti strategici in fase di avvio Progetti premiali TRIESTE NEXT Salone europeo della ricerca scientifica SOFT LANDING RISORSE FINANZIARIE DISPONIBILI QUADRO DELLE COLLABORAZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI DI RILIEVO INFRASTRUTTURE DI RICERCA Campus di Padriciano Campus di Basovizza International School of Trieste ENERPLAN ed altre iniziative nel campo del risparmio energetico QUADRO DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE LE RISORSE UMANE NECESSARIE PER LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ Situazione del personale al 31 dicembre Programmazione delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato e determinato Le azioni connesse alla formazione delle risorse umane interne ad AREA AZIONI CONNESSE ALLA FORMAZIONE ED INIZIATIVE DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO Formazione

5 10.2 Trasferimento tecnologico ELENCO DELLE PROPOSTE CONCERNENTI I PROGETTI PREMIALI INDICAZIONE DELLA SPESA AMMINISTRATIVA APPENDICE

6 INTRODUZIONE Il piano triennale è stato redatto tenendo conto delle esigenze degli stakeholder e avvalendosi degli strumenti innovativi per la pianificazione, strategica ed operativa, che il Consorzio ha sviluppato e applicato negli ultimi anni ad integrazione di quelli richiesti per legge. I principali sono: Il Profilo Dinamico delle Attività (PDA) di un Ente di Ricerca; Il Bilancio del Capitale Intellettuale; Il Rapid Strategic Assessment (RSA) 1 ; L analisi delle competenze distintive; Il metodo dello scenario poliennale; I sistemi di governance e di valutazione delle prestazioni di persone e di organizzazioni La descrizione di queste ed altre metodologie si trovano: nel documento della Vision e dei suoi allegati (approvato dal CdA il e reperibile sul sito nel Bilancio Sociale (www.area.trieste.it/bilanciosociale) nel piano della Performance dell Ente (approvato dal Cda il 30 gennaio 2012 e pubblicato sul sito Dall esame di tali documenti è possibile valutare da diversi punti di vista: I consuntivi degli ultimi anni relativi alle attività ed ai risultati dell Ente con il loro impatto sugli stakeholder; Il trend previsto nel prossimo futuro; Gli obiettivi annuali e triennali con le strategie e le azioni necessarie per conseguirli e superarli. Una sintesi di consuntivi e target per il prossimo triennio è riportata anche nel capitolo 13 di questo piano. I risultati più rilevanti fra quelli esposti nelle pagine del documento sono: Iniziative nel Mezzogiorno: - Il progetto Basilicata Innovazione, rivolto alla valorizzazione dei risultati della ricerca e allo sviluppo delle imprese del territorio, è entrato nel terzo anno di attività. Il know-how di base è costituito dalle competenze distintive che AREA ha sviluppato o acquisito nel trasferimento tecnologico e nella gestione organizzativa di ricerca e impresa. Alla fine del primo biennio il progetto ha superato quasi tutti gli obiettivi di risultato e di impatto che erano stati fissati per il triennio anche dopo la rimodulazione al rialzo effettuata al termine del primo anno. - Si è concluso l accordo con la Regione Calabria e la Finanziaria regionale Fincalabra spa, per la realizzazione del progetto triennale CalabriaInnova, partito all inizio del 2012 e che consentirà di trasferire anche sul territorio della regione Calabria le migliori competenze sviluppate o acquisite da AREA nel trasferimento tecnologico e nella valorizzazione dei risultati della ricerca. - Nel corso del 2011 AREA si è anche aggiudicata una gara per la realizzazione di un Servizio biennale di accompagnamento a favore di start-up innovative nella regione Sardegna. L attività con incarico affidato da Sardegna Ricerche - verrà svolta insieme ad Innovation Factory, la propria in-house company che supporta e accompagna gruppi di 1 RSA è un marchio registrato di proprietà di GCM Consulting. 5

7 ricercatori nella fase di sviluppo di idee imprenditoriali e di avvio di nuove imprese innovative. - Si è rafforzata l azione di Napoli Attiva S.r.l., joint venture in partnership con l Università Federico II, con scopi analoghi alle precedenti iniziative e rivolta al territorio della Campania. - Sono state formulate proposte di collaborazione per iniziative simili in Sicilia e Puglia. I contatti proseguono anche con altre Regioni. Enerplan: prosegue con successo la realizzazione del progetto, che prevede la realizzazione di 8 LID (Laboratori Impianti Dimostrativi), e che, dopo la sperimentazione della caldaia che non inquina un progetto in grado di contribuire sostanzialmente alla soluzione dell inquinamento urbano dovuto al riscaldamento e per il quale sono attesi importanti sviluppi sia tecnologici, industriali e commerciali, vedrà nel 2012 il completamento degli altri LID in avanzata fase realizzativa. Da questa attività, AREA si aspetta ricadute importanti in chiave di capacità di dimostrazione, di ricadute sulle imprese e sul sistema della ricerca, di evoluzione delle competenze interne. In prospettiva AREA, è interessata a proseguire la sperimentazione di nuove tecnologie di uso efficiente dell energia - specie nel settore del building - per facilitarne la diffusione sia in ambito pubblico che privato. Brevetti: nel corso del 2011 AREA e Innovation Factory hanno depositato 8 domande di brevetto in comproprietà con PMI ed effettuato una estensione PCT di un brevetto nazionale. Imprese e laboratori di ricerca con il supporto di AREA nel 2011 hanno depositato 18 domande di brevetto. Spin-off: la procedura di AREA denomina gruppi di sviluppo gli spin-off in fase di elaborazione delle innovazioni e di lancio sul mercato (primo anno di attività). I gruppo di sviluppo avviati nel 2011 sono 7, cui si devono aggiungere ulteriori 3 incubati nell ambito del progetto Basilicata Innovazione. Questi pochi risultati citati indicano che, ad oggi, AREA dispone di metodologie di valorizzazione di ricerca ed impresa innovative a livello internazionale. AREA sta, inoltre, rapidamente selezionando e supportando lo sviluppo di innovazioni sostanziali nel campo energetico. Ritengo che sia auspicabile un attento supporto del MIUR per la valorizzazione, a livello nazionale, delle metodologie e dei risultati innovativi già disponibili, nonché per l incremento e la standardizzazione delle collaborazioni in atto con il Mezzogiorno. Dott. Roberto della Marina Vice-presidente di AREA Science Park 6

8 1. CHI SIAMO AREA Science Park è il primo parco scientifico e tecnologico multisettoriale nato in Italia. Il Parco si estende su due campus che sorgono nei pressi di Trieste, città che negli ultimi decenni si è distinta per la particolare vivacità nell ambito della ricerca, divenendo un luogo di confronto per scienziati provenienti da tutto il mondo. AREA Science Park nasce nel 1978 (legge n. 546/77 attuata con D.P.R. del 6 marzo 1978, n. 102) con l obiettivo ambizioso e lungimirante di creare una struttura che favorisca il contatto e lo sviluppo comune di scienza e impresa. Il compito di gestire il parco viene affidato al Consorzio obbligatorio per l impianto, la gestione e lo sviluppo dell Area per la ricerca scientifica e tecnologica della provincia di Trieste, istituito con il D.P.R. 6 marzo 1978 n Nel corso degli anni il Consorzio ha favorito la crescita del Parco Scientifico e Tecnologico, con il progressivo insediamento di PMI high-tech e di numerosi laboratori, fra i quali alcuni istituti di ricerca nazionali ed internazionali di grande rilevanza: International Center for Genetic Engineering and Biotecnology (ICGEB), avviato nel 1988 sotto l egida dell UNIDO e oggi completamente autonomo; Sincrotrone S.p.A., per la realizzazione della macchina di luce di sincrotrone, costituita nel 1986; International Center of Science (ICS), retto dall UNIDO, nel 1989; Consorzio di Biomedicina Molecolare (CBM), nato nel 2004, con lo scopo di coordinare il Distretto Tecnologico di Biomedicina Molecolare del Friuli Venezia Giulia; alcune Unità Operative del CNR. Dai primi anni 90 il Consorzio, Ente gestore del Parco, subisce una sostanziale trasformazione e passa dall iniziale focalizzazione sullo sviluppo e gestione del Parco per arrivare, alle soglie del 2000, alla realizzazione di strategie di valorizzazione dei risultati della ricerca e dell innovazione sul territorio, riassunti nella formula trasferimento tecnologico e valorizzazione. AREA è caratterizzata da un originale coesistenza di esperienze di Amministrazione Pubblica e gestione imprenditoriale, quest ultima importata da manager di formazione industriale giunti alla fine degli anni 80, che hanno portato l Ente a diventare un vero e proprio laboratorio metodologico sulla gestione strategica ed operativa dei processi di ricerca, innovazione e sviluppo di impresa. In considerazione del rilievo scientifico e tecnologico che il Parco andava assumendo, nel settembre del 1999 il Consorzio diventa Ente di Ricerca nazionale, sotto il diretto controllo del MIUR e cambia nome in Consorzio per l Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, di seguito per brevità AREA. Nello stesso decreto legislativo, prendendo atto della rilevanza del polo scientifico e tecnologico del Friuli Venezia Giulia e delle sue relazioni con l estero, ad AREA viene affidato il compito di coordinare la rete degli Enti di Ricerca e degli atenei aventi sede in Friuli Venezia Giulia senza peraltro rinunciare alla sua missione a livello nazionale. Negli ultimi anni AREA ha sviluppato competenze distintive nel trasferimento tecnologico, nella gestione della ricerca e impresa, mediante l innovazione sia tecnologica sia organizzativa nella relativa formazione mediante metodologie originali a livello internazionale. Molte di queste metodologie sono applicate anche agli insediati del Parco, che ha ottenuto i seguenti risultati: 7

9 Parco di AREA (TS) Totale insediati di cui Enti di Ricerca Imprese di cui Enti e imprese uscite Imprese entrate Unità di personale Fatturato consolidato (M ) 176,5 181,55 179,7 Tab. 1: Andamento Parco COSA FACCIAMO 2.1 Le principali aree di intervento del Consorzio Le attività di AREA sono nate con un ambito regionale. La trasformazione della natura del Consorzio e lo sviluppo di competenze distintive hanno ampliato la loro applicazione a livello nazionale, fornendo ritorni, anche economici ed occupazionali sia al territorio di origine, il Friuli Venezia Giulia, che su scala nazionale. L attività del Consorzio è sostanzialmente focalizzata sulle cosiddette missioni complementari che caratterizzano l attività tipica di un Ente di Ricerca o di un Università 2, cioè la gestione strategica operativa della formazione e della ricerca per la competitività delle imprese e del territorio. Circa l 80% delle attività di AREA è concentrata su queste missioni. Gli ambiti di intervento più importanti di AREA, di conseguenza, sono così sintetizzabili: a) TRASFERIMENTO TECNOLOGICO L attività di trasferimento tecnologico è finalizzata a favorire lo sviluppo tecnologico e la competitività delle imprese della Regione. AREA promuove il collegamento con il mercato delle università e delle altre istituzioni scientifiche della regione per la valorizzazione, lo sviluppo precompetitivo ed il trasferimento dei risultati della ricerca; fornisce assistenza nella ricerca di partner industriali, e nella stesura e realizzazione di progetti di collaborazione ricerca - industria. 2 Il PDA, Profilo Dinamico delle Attività, modello di interpretazione strategico delle attività di un Ente di Ricerca e Università delinea compiutamente un modello di classificazione delle loro attività caratteristiche. Tale modello è basato su 4 missioni principali: 1) Formazione; 2) Ricerca per la conoscenza, cioè non ancora finalizzata ad applicazioni in ambito produttivo; 3) Ricerca per la competitività dell industria, cioè indirizzata a specifiche applicazioni industriali; 4) Ricerca per la competitività del territorio, cioè orientata allo sviluppo del tessuto produttivo territoriale nel suo complesso; A queste si aggiungono 4 missioni complementari riguardanti la gestione strategica e operativa di ciascuna delle 4 missioni principali. Tale modello viene utilizzato da AREA, su impulso della Regione FVG, come strumento di analisi e interpretazione nell ambito della rilevazione annualmente condotta per il Coordinamento degli oltre 50 Enti di Ricerca operanti nella regione. 8

10 AREA promuove inoltre la valorizzazione dei risultati della Ricerca e la creazione di imprese innovative e spin-off. AREA sviluppa i rapporti con l'apparato economico e produttivo regionale e cura le ricadute delle attività di ricerca sul territorio. Promuove la valorizzazione dell'attività di ricerca e sviluppo e delle competenze tecnico scientifiche del Parco Scientifico favorendone l'orientamento al mercato. Fornisce assistenza alle imprese ed alla pubblica amministrazione sui temi dell'innovazione sviluppando collaborazioni con istituzioni, enti ed organismi regionali, nazionali ed internazionali, preposti allo sviluppo scientifico e tecnologico ed alla diffusione dell'innovazione. Fornisce assistenza e servizi a centri di ricerca e imprese per il reperimento di informazioni brevettuali e documentazioni di carattere tecnico, scientifico ed economico. b) FORMAZIONE AVANZATA AREA: gestisce programmi di alta formazione post-universitaria e promuove iniziative di formazione superiore, proponendo e realizzando attività di formazione imprenditoriale, di management della ricerca dell innovazione per il personale della Pubblica Amministrazione, per gli enti di ricerca e le imprese; sostiene la formazione di tecnici e ricercatori attraverso l assegnazione o il cofinanziamento di borse e assegni di ricerca e di dottorato, anche a favore delle Società, Centri e Istituti insediati in AREA Science Park; promuove e favorisce la mobilità internazionale dei ricercatori e la mobilità di personale tra istituti di ricerca e imprese, anche attraverso stage di laureandi e dottorandi e tesi sperimentali realizzate in azienda. Per quanto riguarda quest ambito di intervento, le docenze vengono organizzate dal Consorzio dopo aver analizzato le esigenze dei clienti effettivi e potenziali, integrando il know-how interno con la selezione di competenze, a livello regionale, nazionale ed internazionale. c) NETWORKING INTERNAZIONALE Le strategie prioritarie di AREA sono: lo sviluppo dell Ente nel Mezzogiorno e nell Est europeo (la nuova Europa) per il trasferimento delle metodologie di formazione e governo di nuovi poli scientifico tecnologici e distretti (capacity building) anche con la formazione di broker tecnologici; la selezione e la valorizzazione di idee e imprese innovative nel settore dell energia e del risparmio energetico e la realizzazione di LID (laboratori Impianti Dimostrativi) in Italia e all Estero; accordi extra UE su richiesta delle PA di riferimento e soltanto nel caso in cui le richieste di impegno del personale di AREA siano molto ridotte e i ritorni economici ed occupazionali siano significativi con un forte impatto potenziale sugli stakeholder. d) SVILUPPO DEL PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO AREA si occupa del Parco sia attraverso la gestione dei servizi e delle strutture esistenti sia attraverso la realizzazione di nuovi edifici e nuovi impianti. Promuove, inoltre, l insediamento di laboratori di ricerca (pubblici e privati) e di imprese ad alta intensità di conoscenza, anche di nuova costituzione. 9

11 Per valorizzare gli insediamenti del Parco Scientifico, Consorzio AREA applica e trasferisce le sue metodologie innovative, favorisce opportunità di sinergia e collaborazione tra centri, istituti e società che operano in campi scientifici e tecnologici di indirizzo comune o strettamente interconnessi e complementari. Svolge, infine, attività di consulenza per gli insediati con l obiettivo di contribuire allo sviluppo dei loro prodotti/mercati. e) ENERGIA AREA, condividendo la strategia europea 20/20/20, ha intrapreso un percorso d innovazione specifico, nel settore dell energia secondo un approccio unificante e trasversale alle altre azioni di sviluppo nazionale ed internazionale. L aspetto qualificante è il doppio ruolo svolto da AREA che intende, sia selezionare e sviluppare idee e imprese innovative, sia realizzare impianti e prototipi nel Parco, nella Regione FVG e, successivamente, a livello nazionale e internazionale. L idea di fondo è quella di stimolare partendo dal territorio dove AREA è nata e si è sviluppata l innovazione di prodotti e processi energetici e un uso più sostenibile dell energia attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili e il miglioramento dell efficienza energetica. L azione di AREA nel settore è partita nel 2007 con il progetto LIDEA (Laboratorio Impianto Dimostrativo per le Energie Alternative) e con la selezione, all interno del Progetto Domotica FVG, di un gruppo di 13 idee innovative nel settore energetico, per alcune delle quali è stato fornito alle imprese capofila un supporto nella fase di analisi preliminare dell idea e nella fase di pianificazione delle attività di sviluppo. Dal 2009 AREA, con il concorso finanziario del Ministero dell Ambiente, ha avviato un articolato programma di interventi denominato ENERPLAN, che si propone di sviluppare e costruire impianti dimostrativi in grado di operare anche come laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale nei quali università e scuole dell obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni possono apprendere e confrontare i risultati tecnici, ambientali ed economici delle varie soluzioni innovative sviluppate e realizzate La valutazione come pratica per la crescita delle competenze distintive L insieme articolato di queste attività in coerenza con la propria vision e mission ha permesso nel corso degli anni e attraverso un processo di progressiva selezione e miglioramento di metodologie e prassi operative, la creazione di un nucleo di competenze distintive, cioè difficili da formare e replicare in quanto rare. Tali competenze quando sono rese esplicite e standardizzate, diventano metodologie distintive valide per la gestione di organizzazioni pubbliche e private. La loro crescita presuppone un continuo sforzo di ricerca, sviluppo e sperimentazione per valutare l efficacia e l efficienza delle loro applicazioni. Valutazione che si riferisce a nuove idee a progetti di ricerca di innovazione e di organizzazione, ai loro risultati da valorizzare e, infine, alle persone ed alle loro organizzazioni. Quindi la valutazione, per AREA, è lo strumento base per lo sviluppo e la crescita delle proprie competenze distintive come schematizzato nella figura 2. 10

12 Fig. 1: La valutazione come strumento di gestione e crescita delle competenze distintive Tali competenze distintive costituiscono, da un lato, il più importante fattore di forza e differenziazione competitiva di AREA rispetto ad altre Amministrazioni (ed EPR in particolare) ma, d altra parte, possono anche rappresentare un elemento di fragilità in quanto, per il fatto di essere incardinate nelle Risorse Umane di AREA, richiedono estrema attenzione e sforzo costante verso la formazione, la crescita qualitativa e la motivazione delle RU. Questi obiettivi non sono sempre agevoli da perseguire per i numerosi vincoli organizzativi ed economici che condizionano particolarmente l Ente che, pur rimanendo di dimensioni medio-piccole nel panorama nazionale degli Enti Pubblici di Ricerca, è cresciuto molto negli ultimi anni, ma con una frazione crescente e ormai troppo elevata di personale non stabilizzato (quasi il 70%). Per inciso, l importanza che AREA attribuisce ai processi di misurazione e valutazione ai fini del mantenimento e miglioramento delle proprie competenze distintive, inquadra il processo di formulazione e applicazione del presente Piano in una sua prassi consolidata, sottraendolo al rischio di una visione e applicazione meramente formalistica. 11

13 2.1.2 Stakeholder e outcome Il concetto di stakeholder (portatori d interesse) identifica tutti i soggetti coinvolti o più semplicemente interessati all'attività dell Ente e in grado, direttamente o indirettamente, di influenzarne gli esiti. I principali Stakeholder del Consorzio sono raggruppati in sei categorie, rappresentate nella seguente figura: Fig. 2: Gli stakeholder La collettività, non indicata esplicitamente nello schema, costituisce in effetti lo stakeholder principale di una Amministrazione Pubblica quale AREA che, attraverso la ricerca e l innovazione tecnologica ed organizzativa e con il conseguente sviluppo economico, punta ad incrementare la qualità della vita. Quindi nel presente schema, non si tratta di un assenza ma, al contrario, di un approccio descrittivo analitico che meglio rende conto del modo in cui si crea valore per la collettività. L importanza della collettività di riferimento è testimoniata anche dallo sforzo compiuto per migliorare la comunicazione e la trasparenza. In quest ottica vanno interpretati ad esempio: la partecipazione, in qualità di co-promotore, a TRIESTE NEXT, primo Salone Europeo della ricerca scientifica, volta a promuovere non solo l attività del Consorzio, ma anche i progetti di ricerca, prodotti e servizi del Parco; 12

14 l Innovazione 3L/3T, ossia la selezione e la diffusione dei risultati innovativi, sviluppati dagli insediati del Consorzio, classificati secondo l interesse per i 3T (T1: Territorio nazionale e in particolare la Regione FVG; T2: Trieste e, per estensione, comunità ed enti del territorio; T3: Te, cioè i singoli cittadini). Il concetto base è che ai 3T si deve informazione e si chiede supporto per trasformare i risultati in prodotti di successo sul mercato; il Business Day, giornata dedicata alla conoscenza reciproca e al confronto diretto tra le aziende insediate e le realtà industriali e scientifiche esterne, con lo scopo di far nascere nuove opportunità di business. Per la misurazione della performance organizzativa occorre partire dalla Vision e Mission del Consorzio, rappresentate nella figura 1 e, declinando la mission per i vari stakeholder di riferimento, procedere poi a identificare in modo più analitico e specifico i risultati di interesse (outcome) per ciascun gruppo di stakeholder. La figura 3 schematizza i passaggi iniziali dalla Vision alla Mission di AREA e la successiva declinazione di quest ultima nelle Mission di maggiore interesse per i singoli gruppi di stakeholder. 13

15 . Fig. 3: La mission di AREA declinata in funzione degli stakeholder 3. STATO DI ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ RELATIVE ALL ANNO PRECEDENTE 3.1 Risultati raggiunti nell ambito del Trasferimento Tecnologico In linea con il PNR in cui si afferma che in un economia basata sulla conoscenza, la chiave di volta per garantire la crescita del Sistema della Ricerca diventa l interazione costante e profonda tra imprese, Università ed Istituzioni di governo 3, Area opera da anni nell ambito del 3 PNR , par

16 trasferimento tecnologico e della valorizzazione della ricerca. Di seguito si riportano i principali risultati per linea di attività ottenuti nel LINEA di ATTIVITÀ: Sviluppo di nuove competenze distintive e trasferimento di metodologie per la diffusione dell innovazione tecnologica e organizzativa in altre amministrazioni pubbliche, agenzie ed enti a livello nazionale. Obiettivi assegnati: Progettazione, implementazione e ottimizzazione di nuove metodologie, strumenti e competenze distintive e loro consolidamento all interno di AREA. Trasferimento di metodologie e competenze sviluppate in AREA in ambito nazionale, con focus sulle regioni del Mezzogiorno, delle attività di diffusione dell innovazione e del trasferimento tecnologico. Tale attività viene sviluppata in collaborazione con partner istituzionali che dispongono di proprie reti territoriali ovvero con radicamento locale nelle aree di interesse. Supporto allo sviluppo e all implementazione di progetti e di servizi innovativi con Enti locali e Amministrazioni Pubbliche. Progetti realizzati: BASILICATA INNOVAZIONE Costituzione di una struttura stabile sul territorio della Basilicata, un sistema ricerca-impresa che inneschi un circolo virtuoso in grado di rispondere alla domanda di innovazione delle imprese del territorio, attivando le migliori competenze presenti nel mondo della ricerca e fornendo un supporto adeguato durante il processo di adozione dell innovazione stessa. Quindi con Basilicata Innovazione, si intende offrire alle imprese e ai ricercatori lucani un punto di accesso diretto allo stato dell arte della ricerca applicata, favorendo lo scouting di competenze, partner, finanziamenti e assistenza utili a realizzare progetti di innovazione di prodotto, di processo e gestionale. Risultati ottenuti (2011): Completamento del percorso formativo delle Risorse Umane di Basilicata Innovazione attraverso partecipazione a master, visite a fiere e convegni; Consolidamento dei centri di competenza del modello Innovation Network : Automotive, Agrobiotecnologie, Energia e Osservazione della terra. Individuazione e avvio di altri centri di competenza sui altri 3 settori di specializzazione: meccanica e lavorazione metalli, edilizia e legno imbottito e avvio di un servizio trasversale sui nuovi materiali (matech point basilicata). In totale a fine 2011 si contano 655 aziende contattate, 566 aziende visitate, 279 interventi di innovazione; Realizzazione del progetto Assessment finalizzato a valutare diversi aspetti del profilo delle imprese, individuarne i punti di forza e debolezza e insieme con l imprenditore formulare e valutare le ipotesi di sviluppo più opportune. L intervento supportato dalla società di management consulting Arthur D. Little ha coinvolto 30 imprese lucane; Realizzazione del progetto Automazione che ha coinvolto 10 imprese alle quali è stato proposto l intervento di un consulente di BI per esaminare il processo e valutarne le possibilità di meccanizzazione/automazione più idonee; Avvio del progetto Bioedilizia dedicato alle imprese edili lucane che intende sviluppare nuove competenze sulla sostenibilità ambientale, sui materiali sostenibili e sulle tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale; Realizzazione del progetto CerrRov dedicato alla valorizzazione del cerro e della roverella, 2 specie arboree molto diffuse nella regione Basilicata che da essenze utilizzate come legna da ardere sono diventate essenze impiegate per la realizzazione di infissi, porte, pavimenti e 15

17 complementi d arredo. Il progetto ha coinvolto 14 imprese della filiera e ha coinvolto il Dipartimento di Scienze dei sistemi culturali, forestali e dell ambiente dell Ateneo lucano; Realizzazione del progetto Ergonomia Basilicata finalizzato all apporto di competenze e soluzioni di ambito ergonomico utili a migliorare la sicurezza e il confort dell utente che ha coinvolto 20 imprese e avviato 15 interventi; Avvio delle attività a supporto dell internazionalizzazione; Avvio del progetto Innoplastica che ad oggi coinvolto 16 imprese lucane operanti nel settore delle lavorazioni delle materie plastiche con l obiettivo di migliore le proprie performance produttive; Avvio del progetto Osservazione Terra che ha coinvolto il cluster di imprese lucane che offrono servizi in tale ambito con l obiettivo di valutarne ipotesi di rilancio con nuovi modelli di business; L avvio di un Centro Studi (sul modello di Centro studi e PatLib ) ha portato in totale a 82 ricerche di anteriorità di brevetti, marchi, design e modelli per 63 soggetti supportati; L avvio delle attività di un incubatore 1 miglio (sul modello di Innovation Factory ) chiamato BI Cube ha portato all individuazione e costituzione di 6 gruppi di sviluppo; Realizzazione in toltale di 14 eventi e iniziative formative che hanno visto il coinvolgimento di 850 persone. TECNOLOGY FORESIGHT LOMBARDIA Analisi di scenario su criticità e potenzialità di diversi settori tecnologici finalizzata a indirizzare risorse e investimenti da dedicare ad attività di ricerca nel settore pubblico ed industriale nelle direzioni più promettenti per il tessuto economicoimprenditoriale lombardo; il tutto al fine di sostenere lo sviluppo socio-economico, mediante l utilizzo di competenze, metodologie e strumenti di technology foresight acquisiti e fatti propri da AREA. Risultati ottenuti (2011): Elaborazione secondo report d indagine Analisi dei settori industriali e di ricerca della Lombardia e individuazione delle famiglie tecnologiche : analisi delle caratteristiche e delle dinamiche di sviluppo dei settori industriali lombardi, individuazione ed approfondimento delle famiglie tecnologiche rilevanti in relazione ai risultati degli studi di scenario e di analisi settoriale. KNOW US - Sviluppo e sperimentazione di una nuova metodologia per la rilevazione delle esigenze strategico-cognitive delle PMI e lo sviluppo di piani strategici per l avvio di percorsi di innovazione e sviluppo aziendale, specificamente progettata per rispondere alle esigenze dei settori economici più rappresentativi dell area transfrontaliera Italia-Slovenia. Risultati ottenuti (2011): Elaborazione report di analisi settoriale relativi ai settori Costruzioni, Turismo, Logistica, Agricoltura, Legno e arredo In corso elaborazione report di analisi e mappatura dei centri di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico presenti nell area di progetto In avvio attività di sviluppo di un software di supporto per il rilevamento delle esigenze strategiche aziendali e la definizione ed implementazione di piani di sviluppo strategico. 16

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