Relazione di fine anno

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Dottorato di ricerca in Telematica e Società dell Informazione - XX Ciclo - Relazione di fine anno Samuele Innocenti Tutori Prof. Franco Pirri Prof.ssa Maria Chiara Pettenati Novembre 2005

2 La cosa meravigliosa della tecnologia è che la gente finisce per impiegarla per qualcosa di diverso da ciò che era previsto in origine. Manuel Castells

3 Indice 1 Introduzione 1 2 Sistemi telematici Il nucleo Fattori condizionanti e incentivanti Architettura logica Il sistema strumentale Sistemi distribuiti Vantaggi dei sistemi distribuiti Topologie di sistemi distribuiti Proprietà non funzionali Tecnologie Common Object Request Broker Architecture Distributed Component Object Model Enterprise Java Beans Grid Grid computing e Grid-Services

4 Indice 4.2 Concetti del Grid Computing Architettura del sistema Il modello dei servizi Livelli dell architettura di Grid Pro e Contro Le risorse Le organizzazioni virtuali L architettura Gli ambienti computazionali Progetti Grid Problemi aperti Unified Modeling Language Cosa è e cosa non è UML La struttura del linguaggio Le viste I diagrammi XML e Web Services Il modello per gli standard XML I blocchi informativi La struttura Gli attributi Web Services Il modello delle interazioni La descrizione dei servizi Il protocollo per lo scambio dei messaggi La pubblicazione delle informazioni ii

5 Indice Correlazione tra SOAP, WSDL e UDDI Informatica giuridica Il trinomio diritto-informatica-telematica Classificazione dei documenti La normativa La giurisprudenza La dottrina giuridica La prassi Open Source Classificazione delle licenze software Free Software Open Source Public Domain Software Copylefted Software Free Software non-copylefted Semi-free software Software Proprietario Freeware Shareware Software Commerciale La storia di OSI General Purpose License Open Source Initiative Open Source Definition Bibliografia 92 iii

6 Elenco delle figure 2.1 I fattori dell evoluzione della Rete Interfaccia utente-sistema Interconnessioni tra sottosistemi della Rete Interconnessioni tra sottosistemi della Rete Un sistema distribuito organizzato a middleware Topologie di reti Architettura CORBA distribuita Architettura lato client e lato server di RMI Modello a clessidra di Grid Livelli del Grid I punti di vista di UML Il contenuto misto Il contenuto di solo testo e strutturato Attori e ruoli nei Web Services Sequenza dei messaggi nell architettura Web Service Relazioni tra informatica, telematica e diritto

7 Elenco delle figure 7.2 Esempio di evoluzione di una legge v

8 Elenco delle tabelle 6.1 Stratificazione degli standard XML Requisiti e standard dei Web Services

9 Capitolo 1 Introduzione Gli ultimi decenni del XX secolo hanno segnato una profonda trasformazione della società con lo sviluppo e la diffusione esponenziale di tecnologie di comunicazione sempre più veloci e strumenti di calcolo sempre più potenti [Sar02]. L abbassarsi del costo delle tecnologie in abbinamento alla loro produzione di massa ne ha consentito la diffusione su larga scala, facilitandone l accessibilità ad un numero di persone sempre più elevato. Ciò, a tutt oggi, sta sconvolgendo molteplici aspetti della vita sociale, economica, politica e culturale della società, imponendo la necessità di ridefinire i concetti di tempo e spazio, nonché l identità delle persone. Un eclatante esempio ci è fornito dalla diffusione capillare della telefonia mobile: ogni individuo, la cui identità è filtrata dal fornitore del servizio, è potenzialmente raggiungibile in qualsiasi istante ed in qualsiasi luogo. In modo globalizzato i flussi di informazione diventano sempre più densi e veloci. L individuo sperimenta la frammentazione della sua identità individuale e collettiva in dimensioni molteplici.

10 Introduzione L avvento e la grande diffusione delle tecnologie di comunicazione di digitale, tra le quali non solo la telefonia cellulare, ma anche Internet, stanno rivoluzionando abitudini, comportamenti e sopratutto il modo di comunicare della specie umana. In particolare l utilizzo della Rete (Internet) ha introdotto nuove modalità di iterazione, diverse rispetto alla comunicazione faccia-a-faccia, modificando il rapporto esistente tra soggetto e tecnologie telematiche. Il computer ha infatti gradualmente perso la propria centralità di strumento di calcolo e archiviazione, trasformandosi sempre più in strumento e apparato di comunicazione. Si pesi ad esempio alle applicazione di posta elettronica e di delivery dell informazione (blog, web, forum, mailing-list, ecc.) [Bas00]. In questo contesto inoltre, si è diffuso e si è affermato un sistema economico integrato che opera a livello mondiale, le cui linee organizzative vanno nella direzione di una flessibilità sempre maggiore delle imprese e dei lavoratori all interno di un sistema globale. Infatti sta cambiando l organizzazione del lavoro, con la nascita della cosidetta impresa in rete, la quale va oltre il modello produttivo-economico dell età industriale. Gli Stati, sotto la spinta dei flussi commerciali internazionali, non riescono più, in relazione al circuito economico globale, ad esercitare pienamente la sovranità entro i propri confini. Ecco che nascono network si stati accomunati da interessi comuni, come ad esempio l Unione Europea. Sul piano politico e sociale molti governi, organizzazioni e rappresentanze di categoria hanno recepito questi cambiamenti e le nuove opportunità che le moderne tecnologie offrono. Nascono quindi una serie di iniziative che mirano, più o meno efficacemente, a stabilire un contatto diretto con e tra i cittadini. I nuovi canali di comunicazione rendono possibile il confronto diretto ed il costituirsi di una opinione pubblica di rete. Sono strade che 2

11 Introduzione arginano la complessità sociale ed orientano l azione di governo e dei singoli per la collettiva dei singoli. Il dibattito sugli impianti sociali, economici, politici ed organizzativi fondati sui nuovi paradigmi tecnologici e sulla condizione umana aiuta a capire cosa stia effettivamente accadendo nella nostra società. Agli estremi troviamo ovviamente la contrapposizione tra linee di pensiero apocalittiche e linee di pensiero fiduciose nella trasformazione. Il confronto avviene in sintesi tra chi giudica questo cambiamento in senso pessimistico, esprimendo preoccupazioni eccessive sui rischi per la libertà individuale e sulla eccessiva mercificazione dell individuo, e chi invece esalta le potenzialità liberatorie dei computer e delle autostrade telematiche. Da una parte dunque vi sono gli entusiasti che esaltano le nuove tecnologie informatiche come via di uscita dalla crisi strutturale della società, celebrando la Rete come il nuovo luogo per ri-definire l individuo, tralasciando l aspetto della possibile e probabile esclusione di grandi masse di individui da questo nuovo mondo digitale. Dall altra, destinati ad assottigliarsi di numero, quelli che vedono l uomo seriamente minacciato da queste trasformazioni e rifiutano la realtà tecnologica che si va delineando, preannunciando effetti nefasti in conseguenza della diffusione di computer ed Internet. Al di là dei diversi modi di intendere il cambiamento, quello che è evidente è che oggi ci troviamo catapultati in una trasformazione improvvisa che non si è ancora assestata: essendo alle prime fasi i suoi effetti a mendio e lungo termine, negativi o positivi che siano, potranno essere valutati solo tra qualche anno, quando vi sarà maggiore diffusione delle nuove tecnologie sul tessuto sociale. La ricerca, infatti, elabora strumenti sempre più potenti e veloci per la raccolta, l elaborazione e la trasmissione di dati in quella lingua universale che è il codice binario. Rispetto al passato quindi, il ruolo del- 3

12 Introduzione l informazione è quello di un nuovo valore strategico, di una preziosa merce di scambio che può essere accumulata, negata o addirittura imposta, e che diventa così una nuova fonte di potere. Per questo motivo diventa strategico il possesso, inteso come proprietà, delle tecnologie di raccolta, trattamento e diffusione dell informazione, in quanto la produttività e la capacità di controllo delle masse dipenderà sostanzialmente dalla capacità di elaborare ed applicare, con efficienza ed efficacia, l informazione basata sulla conoscenza. Nei capitoli che seguiranno verranno illustrati alcuni principali modelli, metodologie, tecniche, tecnologie e standard adottati per la definizione, progettazione, implementazione e protezione dei sistemi costituienti l impianto teorico-pratico della Società dell Informazione. I contenuti presentati nelle prossime pagine sono in parte trascrizioni ed in parte rielaborazioni, a seguito di documentazione, dei seminari svolti nel primo anno di Dottorato di Ricerca in Telematica e Società dell Informazione - XX ciclo (anno 2005) presso la Facoltà di Ingegneria dell Università degli Studi di Firenze. In particolare i seminari principalmente considerati sono: Sistemi Telematici - Prof. Giuli Introduzione alle reti di telecomunicazioni - Ing. Pecorella Introduzione ai sistemi distribuiti - Prof. Nesi Grid, semantic Grid, Knowledge Grid. - Prof.ssa Pettenati Unified Modelling Language - Prof. Fantechi XML (extensible Markup Language) e Web Services - Prof. Khaled Abou Information System Modeling - Ing. Paganelli 4

13 Introduzione Informatica Giuridica - Prof.ssa Di Giorgi Tecnologie Open Source - Ing. Bizzarri 5

14 Capitolo 2 Sistemi telematici Un sistema telematico è definibile come un sistema complesso costituito da una insieme di elementi sistemici. Con elementi sistemici si intendono elementi logici, fisici e pragmatici che generalmente convergono sul sistema in modo non prestabilito e non preordinato, sebbene singolarmente possano, sempre in generale, essere analizzati, descritti e riferiti con criteri regolari ed ordinati. Nella sua totalità un sistema telematico presenta una notevole quantità di variabili sulle quali gli attori ed i soggetti che vi partecipano, siano essi umani o materiali, agiscono spesso in antagonismo. Ogni punto di vista che insiste sul sistema telematico tende a rendere instabile l equilibrio tra le sue parti. Ad esempio i sottosistemi fisici, quali le reti telematiche e le relative applicazioni, di per sé rappresentano aspetti fortemente quantificanti da un punto di vista dell utente finale, ma se confrontati alla qualità dei servizi finali offerti agli utenti, risultano qualitativamente secondari. Spesso quando un tecnico si riferisce ad un sistema telematico punta l at-

15 Sistemi telematici tenzione sulle componenti infrastrutturali che lo costituiscono. Una infrastruttura è quell insieme sottosistemi o apparati il cui utilizzo viene dato per scontato ed assodato da chi li utilizza. È però opportuno osservare che la natura di una infrastruttura non è caratterizzata solo da aspetti tecnologici, ma anche sociali, politici ed economici, in quanto le componenti infrastrutturali producono servizi telematici di base per il supporto ad applicazioni telematiche diversificate ed avanzate a valore aggiunto. Per queste ragioni la progettazione di un sistema telematico prevede un approccio sistemico interdisciplinare che sia funzionale ad ottenere un giusto equilibrio nelle sue parti. A tal fine è necessario che il progettista di un sistema telematico abbia sempre presente tutti gli elementi che lo caratterizzano, come ad esempio il contesto strumentale (infrastrutture fisiche, applicative, periferiche), le funzionalità essenziali a livello applicativo (servizi offerti), il ruolo degli attori, le relazioni tra i soggetti della rete, le modalità di fruizione dei servizi, i fattori sociali, i requisiti organizzativi e di business, i fattori globalizzanti. I concetti precedentemente introdotti sono schematizzati in forma grafica in figura 2.1 al fine di rappresentare tutti fattori sopra elencati che agiscono sulla evoluzione del sistema: nella parte centrale sono raggruppati gli elementi materiali ed umani afferenti al sistema telematico, che nel loro insieme sono indicati col termine Rete. Su questo nucleo insistono sette punti vista disgiunti (cuspidi), che qualificano la Rete in modo interdisciplinare. Al fine di definire completamente ed esaustivamente il sistema telematico procediamo nell analisi dei singoli elementi, dal core verso l esterno. 7

16 Sistemi telematici Il nucleo Figura 2.1: I fattori dell evoluzione della Rete 2.1 Il nucleo Il nucleo è la Rete che è costituito da: l insieme delle risorse strumentali tra loro interconnesse (che indicheremo col termine di rete); l insieme di soggetti e di attori che agiscono sugli strumenti e/o ne subiscono l azione. A loro volta gli strumenti sono costituiti da: infrastrutture logiche e immateriali; 8

17 Sistemi telematici Il nucleo infrastrutture fisiche; strutture e strumenti per l accesso periferico; applicazioni. In generale le risorse strumentali sono sistemi di telecomunicazione che permettono una comunicazione a distanza. Offrono dei servizi di base per le comunicazioni fra punti terminali diversamente distribuiti e localizzati, appartenenti alla rete stessa. Alcuni esempi di rete sono la rete di telefonia, la rete televisiva, reti per lo scambio di dati. In tutti i casi queste risorse sono usifruite in modo diretto o indiretto dall utente finale attraverso apparati terminali appositamente progettati e grazie ad operatori di settore che gestiscono e manutengono l infrastruttura. Ovviamente ogni rete è regolamentata e dotata di specifiche applicazioni atte a fornire servizi di base con una QoS dichiarata dal fornitore. La Rete include nella sua definizione, oltre gli elementi propri delle reti, con i loro servizi base di comunicazione e telematica, anche i soggetti, gli attori, le relazioni che si stabiliscono tra di essi e le relazioni che essi stabiliscono con la rete. Nella Rete l interoperabilità fra le risorse viene basata sulla integrazione sistemica delle tecnologie dell informazione e della comunicazione, al fine di permettere all utente finale un accesso flessibile alle applicazioni ed alle risorse condivise. Col termine Rete Globale si indica una riconfigurazione pervasiva e capillare su scala globale della Rete, tale da rispondere ai bisogni dell individuo nello svolgimento delle sue attività sociali. Questa estensione della Rete comporta la necessità di individuare una configurazione minima dei servizi capace di renderli accessibili a tutti. Si tende così a costruire una complessa 9

18 Sistemi telematici Il nucleo interrelazione socio-tecnica tra ogni partecipante alla Rete. Attualmente il principale prototipo della Rete Globale è rappresentato da Internet. La componente logica è essenzialmente costituita da realizzazioni software che assumono una valenza infrastrutturale quando divengono esse stesse di supporto alla Rete. Ad esempio l identificazione degli utenti e la loro autenticazione sono servizi applicativi che potrebbero essere portati nella infrastruttura al fine di lasciare spazio di sviluppo ad applicazioni a valore aggiunto. Le finalità dei un sistemi telematici sono quelle di rendere disponibili applicazioni di Rete nei diversi contesti soggettivi dell attività umana tali che possano coadiuvare, automatizzare e quindi migliorare l attività umana nella vita quotidiana, non solo negli ambiti lavorativi, ma anche personali e ludici. Il seguente elenco copre esaustivamente le varie tipologie di attività umane. Il principio di classificazione adottato letto in chiave di erogazione di servizi attraverso la Rete è analogo al principio di classificazione degli eventi delle vita adottato da molte Pubbliche Amministrazioni nella offerta dei propri servizi al cittadino: esercizio di diritti e doveri di cittadino; informazione, cultura, istruzione e formazione; lavoro e professione; intrattenimento, svago, mobilità e turismo; relazioni sociali, relazioni private; assistenza e servizi per la persona; emergenza e sicurezza; 10

19 Sistemi telematici Fattori condizionanti e incentivanti approvvigionamento di beni di consumo e connessi servizi; finanza ed investimento personale; business ed imprenditoria; gestione dell habitat personale, vita nell ambiente. 2.2 Fattori condizionanti e incentivanti Le punte della stella in figura 2.1 alimentano la crescita e l evoluzione del sistema, però allo stesso tempo ogni singolo aspetto risulta anche essere condizionante, in quanto introduce requisiti specifici. Innovazione e spinta tecnologica: l innovazione e le nuove tecnologie sono spinte e collocate nel sistema telematico in base a fattori di opportunità contingenti, commerciali e di lucro; la scelta di una tecnologia piuttosto di un altra condiziona l evoluzione del sistema. Esigenze ed opportunità: esistono dei bisogni inespressi o già individuati che richiedono dei contesti applicativi che devono essere valorizzati. Istanze e requisiti individuali e sociali: questi vincoli e processi sono di supporto alla totalità delle attività in Rete; se rese trasversali a tutte le applicazioni le funzionalità potrebbero essere portare a livello logico-infrastrutturale del sistema. Istanze e requisiti di business e organizzativi: la Rete deve rispondere ad obiettivi di carattere economico ed organizzativo, sia internamente (collaborazione) che verso verso gli utenti finali. 11

20 Sistemi telematici Architettura logica Globalizzazione e internazionalizzazione: problemi e requisiti derivanti dall abbattimento dei vincoli spazio-temporali per effetto dei sistemi di Rete; la Rete può essere vista come mezzo per instaurare rapporti internazionali senza limiti, però ci si imbatte in vincoli politico-economici di carattere internazionale e giurisdizionale. Azioni regolatorie: esistono vincoli giuridici e legislativi in quanto le regole da Paese a Paese possono anche essere contraddittorie; si pone quindi la necessità di risolvere il problema di come il sistema debba incorporare e farsi carico di tali regole. Visione evolutiva: inquadra i processi ed i vincoli sopra esposti in modo sistemico, ma alla fine finisce per proporre un modello che lo rende sistematico e quindi regolato e vincolato ad una sua semplificazione, che potrebbe non essere completamente aderente alle realtà e alle necessità oggettive. 2.3 Architettura logica Il sistema telematico può essere modellato con i principi della stratificazione. La stratificazione sicuramente riduce la complessità nella lettura delle parti di cui si compone il sistema, sebbene ciò non sempre ne riduca la complessità intrinseca. L elenco sotto riportato, letto dal basso verso l alto, mette in evidenza la crescita dei servizi e di compiti svolti dal livello. I livelli più alti comportano punti di vista sempre più astratti e svolgono compiti per offrire servizi a valore aggiunto. Ogni livello si basa sui servizi offerti dal sottostante, risulta quindi chiaro che i livelli inferiori ricoprono un ruolo infrastrutturale di base ai processi applicativi. 12

21 Sistemi telematici Il sistema strumentale User Interaction Layer; Application Platform; Basic Telmatic Service Platform; Information Transportation Platform; Physical Environment. Questo tipo di approccio, è largamente utilizzato non solo in ambito delle telecomunicazioni, che attuamente vede nella pila ISO/OSI il massimo modello di espressione, ma anche nel settore strettamente informatico. La progettazione di applicazioni nella loro componente software, in molti settori critici e per ambienti complessi, prevede un strutturazione del codice e dei processi in modo stratificato (anche se spesso per motivi di efficienza o per problemi di fondo il layering viene di fatto parzialmente realizzato). 2.4 Il sistema strumentale L utente è visto come sorgente e destinazione fisica di informazioni rispettivamente verso il sistema e dal sistema. L inserimento e la presentazione delle informazioni sono mediati da apparati strumentali. Uno strumento può essere schematizzato con due sottosistemi: uno per la gestione ed elaborazione degli ingressi ed uno per la gestione ed elaborazione delle uscite. Il modello è analogo al modello classico di sistema ingressi-blackbox-uscite. Sulla interfaccia le uscite sono completamente disaccoppiate dagli ingressi. Le informazioni in ingresso possono provenire, sotto il controllo dell utente, da supporti e produzioni multimediali, comandi e controlli vacali, comandi e 13

22 Sistemi telematici Il sistema strumentale controlli manuali e sensori fisici. Le informazioni in uscita sono rappresentazioni e presentazioni di tipo visivo e uditivo dell informazione. Lo schema del modello è illustrato in figura 2.2. All interno degli apparati strumentali avviene l elaborazione dei segnali analogici e/o digitali, codificanti l informazione, diretti da o verso l ambiente di Rete. Alla Rete spetta il compito di elaborare e comunicare l informazione. Figura 2.2: Interfaccia utente-sistema All interno del sistema di Rete avviene l elaborazione e lo scambio di messaggi, supportato da un sottosistema di tramissione. In figura 2.4 sono mostrate le interconnessioni tra i vari sottosistemi. Raggruppandoli per compiti si distinguono: l ambiente di elaborazione logica (LPE), l ambiente fisico di elaborazione dell informazione (IP-PE) e l ambiente di trasmissione fisica (T-PE). LPE elabora le informazioni da un punto di vista dei contenuti informativi e per espletare questo ricorre a sottosistemi di IP-PE: è necessario immagazzinare dati, gestirli e controllarli ed ovviamente disporre di un po- 14

23 Sistemi telematici Il sistema strumentale tenza di elaborazione. T-PE consente di preparare in forma codificata i dati che dovranno transitare sul mezzo fisico. Figura 2.3: Interconnessioni tra sottosistemi della Rete L insieme dei dispositivi tra loro collegati vanno a costituire una rete (a forma di grafo). In relazione alle caratteristiche tecniche, alla collocazione geografica dei nodi, alla tipologia di interconnessione e ai servizi offerti, si va a determinare una gerarchia. Gli apparati di più basso livello (figura 2.4) coprono zone geografiche di vaste dimensioni (dorsali), subito sopra si hanno nodi che offrono servizi di connettività cioè consentono connessioni pubbliche per i nodi locali o direttamente per i dispositivi terminali. 15

24 Sistemi telematici Il sistema strumentale Figura 2.4: Interconnessioni tra sottosistemi della Rete 16

25 Capitolo 3 Sistemi distribuiti Un sistema distribuito è un insieme di computer indipendenti che appaiono ai suoi utenti come un singolo sistema coerente. Questa definizione ha due aspetti importanti: il primo riguarda l hardware poiché si sottointende che gli appararati siano singolarmente autonomi ed il secondo riguarda il software poiché si sottointende che gli utenti possano interagire col sistema come se fosse una unica entità. Una importante caratteristica è che le differenze tra i vari apparati ed il modo con i quali essi comunicano sono mascherate agli utenti. Lo stesso vale per l organizzazione interna del sistema distribuito. I sistemi distribuiti dovrebbero avere anche essere facili da espandere e scalare. Questa caratteristica dovrebbe essere una diretta conseguenza dell avere apparati indipendenti, che però sono mascherati quando prendono parte al sistema. Un sistema distribuito ci si aspetta che sia disponibile in modo continuativo o che almeno solo una certa parte sia temporanenamente fuori servizio.

26 Sistemi distribuiti I sistemi distribuiti sono usati largamente dato che permettono a calcolatori autonomi, e per transitività agli utenti, di condividere risorse simultaneamente e in modo trasparente. Tali caratteristiche sono anche usate per sviluppare applicazioni che consentono a gruppi di persone di lavorare assieme, su un progetto o un compito, da luoghi remoti attraverso reti telematiche. Questa tendenza porta alla definizione di uno spazio di lavoro dove le risorse sono distribuite su una vasta area geografica. Inoltre essendo frutto di molteplici produttori, implicano differenti tecniche e tecnologie di gestione (ma anche molte tipologie di servizi). L insieme di questi aspetti mette in evidenza l eterogeneità del sistema, che globalmente non consente una gestione unitaria e coerente di tutte le risorse. Per una corretta cooperazione si richiede infatti che i sistemi locali operino in accordo, stabilendo in anticipo direttive, tecniche e tecnologie a cui conformarsi. Per ottenere l interoperabilità ci sono tre importanti problematiche di ordine generale che devono essere affrontate e risolte: sviluppare un sistema di comunicazione omogeneo per lo scambio e la gestione delle informazioni; coordinare le funzionalità di due o più sistemi durante l interazione e l accesso alle risorse; mascherare l eterogeneità dei sistemi locali coinvolti nella cooperazione. Per mascherare l eterogeneità dei computer e delle reti, al fine di offrire un punto si vista unitario e coerente, i sistemi distribuiti sono spesso organizzati attraverso uno o più strati software che sono logicamente posizionati tra i livelli più alti, tra livello utente e applicativo ed il livello inferiore costituito dai sistemi operativi. Un esempio, che prende il nome di middleware, è 18

27 Sistemi distribuiti mostrato in figura 3.1. In questo caso si può notare che il livello middleware si estende logicamente attraverso molteplici host. Host A Host B Host C Distributed Applications Middleware Service Local OS Local OS Local OS Network Figura 3.1: Un sistema distribuito organizzato a middleware Il principale obiettivo dei sistemi distribuiti è facilitare gli utenti nell accesso a risorse remote al fine di condividerle con altri utenti in modo controllato. Le risorse possono essere teoricamente di qualsiasi tipo: alcuni tipici esempi sono le stampanti, la memoria di massa, le risorse di calcolo, basi di dati, file in generale. Riuscire a facilitare l accesso alle risorse rende anche più facile lo scambio di informazione e quindi la collaborazione, come è ben evidente dal successo di Internet con i vari set di protocolli per lo scambio di file, mail, documenti, audio, video e così via. La connettività attraverso Internet si sta estendendo a numerose organizzazioni virtuali nelle quali gruppi sparsi di utenti lavorano assieme attraverso software collaborativi (denominati groupware). Un altro importante obiettivo di un sistema distribuito è di mascherare il fatto che i processi e le risorse sono fisicamente distribuite su molteplici host. Un sistema distribuito che riesca a presentarsi agli utenti ed alle applicazioni, come se fosse un singolo processo, si dice trasparente. Come mostrato nel seguente elenco esistono varie tipologie di trasparenza, che possono essere desiderabili in parte o completamente per il sistema 19

28 Sistemi distribuiti distribuito in base alle esigenze e specifiche. Accesso: nasconde le differenze della rappresentazione dei dati e di come una risorsa è acceduta; Locazione: nasconde dove la risorsa è collocata fisicamente; Migrazione: nasconde il fatto che una risorsa possa muoversi da una locazione ad un altra; Rilocazione: nasconde il fatto che una risorsa possa essere spostata in un altra locazione mentre è in uso; Replicazione: nasconde il fatto che una risorsa sia replicata; Concorrenza: nasconde il fatto che una risorsa possa essere condivisa da un insieme di utenti in competizione; Fallimento: nasconde il fallimento ed il ripristino di una risorsa; Persistenza: nasconde la volatilità o meno della risorsa Vantaggi dei sistemi distribuiti I principali motivi che rendono i sistemi distribuiti vantaggiosi sono [SGG02]: la condivisione collaborativa delle risorse, l accelerazione dei calcoli, l affidabilità e la comunicazione. Condivisione collaborativa delle risorse. Se sistemi locali diversi, con risorse diverse, sono collegati tra loro, allora l utente di un sistema locale può avere la possibilità di usare le risorse disponibili in un sistema remoto per collaborare a obiettivi comuni. 20

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