Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

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1 Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

2 Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto rispetto alle modalità educative in rapporto ai differenti compiti evolutivi.

3 La teoria dell attaccamento John Bowlby avviò una ricerca molto vasta sugli effetti che la separazione dai genitori può avere sui bambini. Osservò segni evidenti di sofferenza emotiva nei bambini che nella prima infanzia venivano separati dalle madri anche per brevi periodi. Egli elaborò una teoria relativa alle fasi iniziali dello sviluppo incentrata su quel legame emotivo particolare definito attaccamento, che il bambino stabilisce con la persona che si prende cura di lui, di solito la madre. Secondo Bowlby, il bambino piccolo possiede una predisposizione innata, su base biologica, a sviluppare un legame di attaccamento verso chi si prende cura di lui. L'attaccamento ha quindi la funzione biologica di garantire al piccolo una protezione e quella psicologica di fornirgli sicurezza.

4 Sviluppo del bambino In psicologia si è affermata una prospettiva di sviluppo essenzialmente relazionale. E fondamentale nello sviluppo l incontro con figure responsive e rispecchianti che possano essere uno stimolo per la crescita del bambino (in riferimento ai bisogni, stati mentali, emozioni, ) e per lo sviluppo della sua personalità.

5 La famiglia è il primo e il più importante spazio relazionale, nel quale i bambini decidono ed imparano chi sono.

6 La famiglia La caratteristica più importante dell essere genitori è fornire una base sicura da cui un bambino possa partire per affacciarsi al mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato. (Bowlby).

7 Lo sviluppo del bambino Lo sviluppo del bambino si attua in maniera non uniforme e ogni nuovo livello cognitivo viene conseguito gradualmente, capacità dopo capacità, situazione dopo situazione. Le diversità e la variabilità dello svilupp sono determinati da una pluralità di fattori, particolarmente incisive sono le differenze individuali dovute alle caratteristiche ereditarie e alle esperienze precoci, le quali possono esercitare un potente influsso sul ritmo evolutivo. Anche le differenze culturali che si esprimono in pratiche educative sono responsabili di notevoli differenze nel ritmo e nella natura dello sviluppo cognitivo.

8 Lo sviluppo del bambino L organizzazione del sé si sviluppa fin dai primissimi giorni di vita ed è determinata da una pluralità di fattori. Durante la fase della crescita i genitori offrono ai bambini una grande quantità di messaggi attraverso i quali i bambini potranno «scegliere» gli elementi per la costruzione della propria immagine.

9 Descrizione della tappa evolutiva Questo stadio racchiude due stadi. - fase dell interdipendenza - fase dell identità

10 Il pensiero preoperatorio (Piaget) Dai 2 ai 6 anni il modo di pensare del bambino è caratterizzato dal pensiero preoperatorio. Egli descrive il pensiero come prelogico.

11 Il pensiero preoperatorio (Piaget) Compare l attività rappresentativa. Il bambino diventa capace di pensare simbolicamente può pensare formandosi delle rappresentazioni mentali di oggetti e venti di cui non sta facendo immediatamente esperienza. - Imitazione differita - Gioco simbolico - Linguaggio Si riferiscono a una realtà non percepita in quel momento ed evocata.

12 Il pensiero preoperatorio La concentrazione la tendenza a pensare un idea alla volta «concentrandosi su di essa a esclusione di altre idee. E molto probabile che si concentrino sulle proprie percezioni, specialmente sugli aspetti più ovvi delle percezioni visive, anziché considerare una situazione o un esperienza da una prospettiva più ampia (es. nella mente del bambino l adulto più alto è anche quello più anziano).

13 Il pensiero preoperatorio Le caratteristiche del pensiero preoperatorio vengono dimostrate da Piaget con degli esperimenti (esperimenti sulla conservazione l idea che la quantità non è influenzata da modificazioni ). - Conservazione dei liquidi (Quale bicchiere contiene più liquido) - Conservazione del numero (Quale fila ha più pedine) - Conservazione della sostanza (Quale pezzo ha più creta) - Conservazione della lunghezza (Quale bastoncino è più lungo)

14 Il pensiero preoperatorio L egocentrismo: il pensiero si concentra sul proprio sé. Di conseguenza le idee sul mondo del bambino in questa fase sono limitate al suo punto di vista. I bambini all età di 4 5 anni hanno la capacità di rappresentarsi l altro con desideri e credenze vere o false rispetto alla realtà esterna e differenti dalle proprie (il bambino formula una teoria della mente).

15 Dialogo interno Il bambino si recepisce autonomo in un modo dove esistono rapporti costanti, che rimangono tali anche se le persone si assentano per brevi periodi. Sa darsi protezione quando l appoggio esterno non è immediato, è capace di avere un dialogo interno che rispecchia il rapporto avuto con la madre e con le altre persone significative.

16 Norme e valori E sviluppata la capacità di venire a «compromessi» con le figure adulte e il bambini sa chiaramente che ci sono regole di convivenza all interno della famiglia e del contesto scolastico che vanno rispettate. Una caratteristica di questo periodo riguarda proprio il fatto che norme e valori vengono progressivamente assimilati.

17 Le regole Le regole sono necessarie per i soggetti in sviluppo. Acquisire le regole vuole dire sviluppare una sensazione di sicurezza e non di dispersione o di assenza di punti di riferimento. E importante stabilire regole precise che devono essere rispettate.

18 Le regole Il bambino in famiglia impara a riconoscere e rispettare le regole fin da piccolo e le apprende a partire da situazioni e da esperienze concrete che si ripetono. Nella definizione delle regole è fondamentale instaurare un dialogo e un confronto con gli insegnanti della scuola materna affinché le modalità educative seguano delle linee comuni e non contradditorie.

19 La difficoltà nella definizione delle regole Vi è una naturale tendenza nell età dello sviluppo a sfidare e trasgredire le regole e, pertanto, a riconoscere e introiettarle. In secondo luogo, la difficoltà può essere dovuta al fatto che nel trasmettere le regole commettiamo degli errori.

20 Le regole Coerenza e accordo nello stabilire le regole stabilire le principali regole educative all interno delle quali il bambino potrà avere propri margini di movimento e libertà di crescita. L incoerenza educativa espone a disorientamento e ansia.

21 Le regole Una volta fissata una regola, occorre che il bambino l abbia capita veramente. E fondamentale che una regola venga sempre motivata e spiegata per coglierne l utilità e il senso. E importante sempre interrogarci su quella regola e sul senso che la regola possiede per noi come genitori e come insegnanti. Altrimenti perdiamo credibilità come genitori.

22 E necessario non limitarsi a dare regole, ma è bene aiutare i bambini a capire le ragioni delle regole. Ciò può risultare faticoso e a volte frustrante, ma è l unico modo affinché il bambino interiorizzi le regole.

23 Le regole Un altra attenzione di grande efficacia è quella di concordare le regole anticipatamente in un contesto positivo ed educativo sereno, e non quando il bambino si è appena comportato male. Nello stabilire le regole è fondamentale individuare le conseguenze se le regole vengono disattese, ma è altrettanto importante stabilire dei riconoscimenti positivi se le stesse vengono seguite.

24 Le abilità sociali In questa fase si apre l orizzonte dei rapporti sociali che superano le mura di casa. L esperienza della scuola materna permette l intensificazione del rapporto con i coetanei, il rapporto con le insegnanti.

25 Fantasia e immaginazione I bambini imparano ad usare la loro fantasia e possono sentire e pensare sia rispetto a ciò che immaginano sia rispetto a ciò che realmente accade senza però mettere da parte l aspetto creativo e fantasioso. L aspetto creativo e fantasioso va curato e sostenuto, insieme al dialogo su ciò che è reale

26 Fantasia e immaginazione Molti bambini tra i 2 e i 4 anni hanno amici immaginari e questo è indice dello sviluppo dell immaginazione. Con queste relazioni immaginarie i bambini: - sperimentano i nuovi tratti della personalità e verificano se sono appropriati; - sperimentano nuovi pensieri che in altre circostanze non indagherebbero; - provano comportamenti «da grande» che hanno osservato, potendo così verificarne gli effetti.

27 Fantasia e immaginazione A quest età i bambini cominciano a prendere le prime decisioni rispetto al futuro. Quando il bambino comincia a fantasticare che da grande vuole fare l astronauta, il pompiere o altro è importante sostenerlo nelle sue esplorazioni mentali piuttosto che sfatare i suoi sogni impossibili.

28 Le emozioni e i sentimenti I bambini a questa età sono pronti ad imparare ad esprimere i sentimenti in maniera adeguata. E importante sostenerli e stimolarli nel tenere conto delle proprie emozioni per poter gestire in maniera appropriata le situazioni.

29 L autonomia Sono pronti ad attuare il controllo sfinterico, raggiunto in genere prima dalle femmine che dai maschi. Sia i bambini che le bambine possono, tuttavia, ritardare questo controllo in seguito a situazioni di stress che possono essere di svariata natura (un fratellino, una situazione di conflittualità, ). Hanno ancora bisogno di essere lavati, accuditi e aiutati quando indossano i vestiti. Per sviluppare gradualmente l indipendenza è importante che indossino dei vestiti che permettano loro di vestirsi da soli.

30 Il gioco con altri bambini E questo il momento in cui il bambino può giocare con un altro bambino nella consapevolezza di aver a che fare con una persona separata da lui e non con una cosa. Inizia a sperimentare comportamenti cooperativi e a partecipare a semplici giochi di gruppo, anche se gradualmente sta ancora maturando la capacità di capire il punto di vista dell altro e di mettersi nei suoi panni (lettura della mente).

31 I «perché» dei bambini I bambini cominciano a chiedere numerosi «perché» e questo loro domandare ha diversi scopi: - esercitare il pensiero; - scoprire se gli adulti hanno una risposta per tutto, - e soprattutto soddisfare la loro estrema curiosità.

32 I «perché» dei bambini Gradualmente le domande diventeranno più sofisticate ed inizieranno a riguardare diversi ambiti: «A cosa serve»?, «Come funziona», «Come fa Dio a guardarci», «Dio è un uomo»? Sono interessati a chiedere l origine delle cose: per esempio «da dove vengono i bambini?» e «come nascono i bambini E importante che gli adulti significativi che si relazionino a loro siano capaci di rispondere alle loro domande e di fornire appropriate informazioni in modo da correggere eventuali percezioni sbagliate o incomprensioni.

33 Descrizione della tappa evolutiva E importante sostenere questa curiosità affinché i bambini non facciano difficili esperienze e possano esplorare la tematica della sessualità (informazioni corrette al riguardo). Un altro argomento che spesso viene censurato è la morte. Impedire la libera espressione del bambino su questi argomenti può far emergere distorsioni, incubi notturni e inibizione verso l esplorazione. I bambini si sentono protetti se gli adulti significativi rispondono in maniera aperta e decisa ai loro dubbi e alle loro paure.

34 I «perché» dei bambini Infatti, in questa fase è importante prestare attenzione alle domande che il bambino fa e anche a ciò che esprime anche se non farà domande dirette, in quanto le distorsioni e le incomprensioni della realtà se non riconosciute e affrontate rimarranno nel sistema di credenze che il bambino si costruisce rispetto al mondo.

35 Sperimentazione e risoluzione dei problemi In questa fase ci si aspetta che il bambino cominci ad essere in grado di risolvere i problemi e in tal senso va sostenuto. Da un punto di vista educativo è importante prestare attenzione all utilizzo del meccanismo della «disconferma» minimizzare le proprie capacità, la capacità degli altri, la situazione problematica.

36 I quattro livelli della disconferma La disconferma può essere data a quattro livelli: Negare l esistenza del problema «Il problema non esiste» Minimizzare la serietà del problema «Questo non è un problema, non devi fare niente». Negare la possibilità di risolvere il problema «Non c è niente che si possa fare per risolvere questo problema» Ammettere che ci sia un problema, ma negare la propria capacità di risolverlo «Non so cosa fare quando piange».

37 La disconferma La disconferma blocca il bambino nell affrontare il problema e non contribuisce a costruire L AUTOSTIMA

38 Fantasia e Realtà dalla fantasia alla realtà Un altro aspetto importante da considerare è che i bambini hanno bisogno di iniziare a separare la fantasia dalla realtà.

39 Fantasia Realtà Per aiutare il bambino ad acquisire gradualmente l abilità di separare fantasia e realtà è importante per l adulto mostrare di avere chiaro ciò che è reale e ciò che è fantasia, ciò aiuta il bambino ad affrontare le proprie paure. Parte del potere degli adulti è mostrare di avere chiaro ciò che è realtà e ciò che è fantasia.

40 Un esempio.: Guardare nell armadio e dire che il mostro non c è, può essere interpretato dal bambino come la dimostrazione che il mostro esiste e che può essersi momentaneamente spostato.

41 Come evidenziato in precedenza distinguere la realtà dalla fantasia non significa sminuire la fantasia, in quanto l accesso a questa è fondamentale in questa fase di età.

42 Permessi per i bambini tra i 3 e i 6 anni Puoi esprimere ciò che senti in maniera diretta e chiedere ciò di cui hai bisogno. Puoi esplorare chi sei e scoprire come sei fatto. E importante che tu scopra le conseguenze del tuo comportamento. Puoi essere bambino.

43 Per concludere Elementi che oggi abbiamo affrontato sono molto importanti per la strutturazione dell identità in quanto sono elementi di base per l evoluzione del bambino e per la costruzione della personalità.

44 Esercitazione Considerate i permessi specifici di questo stadio di sviluppo e riflettete su quali avete ricevuto e quali non avete ricevuto da piccoli. Scriveteli su un foglio Pensate a quali tra questi vi è più facile o difficile ricevere e dare oggi. Scrivetele su un foglio.

45 Esercitazione Scegliete una persona del gruppo e condividete con lei ciò che avete scritto. Fermatevi a considerare come questo può influire sulle vostre relazioni interpersonali (con i figli, partner, amici, alunni)

46 Esercitazione Scopo: entrare in contatto con alcuni aspetti coinvolti in questo stadio di sviluppo. Sequenza: in gruppo immaginare di avere 5 anni e di usare un linguaggio da bambini, liberare la propria immaginazione e rispondere alle seguenti domande: - «Di cosa sono fatte le nuvole?» - «Cosa capita al sole di notte?» - «Cosa significa morte?» - «Come è fatto Dio»?

47 Bibliografia Bowlby J., (1988), Una base sicura, Raffaello Cortina Editore Canestrari R., (1984), Psicologia generale e dello sviluppo, Clueb Gray P., (1997), Psicologia, Zanichelli Mastromarino R., (2000), Prendersi cura di sé per prendersi cura dei figli, Ifrep Roma Sanavio S., Cornoldi C., (2001) Psicologia clinica, Il Mulino Stassen Berger K., (1988), Lo sviluppo della persona, Zanichelli Docente: Maria Cristina Theis

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