Nuova fase della guerra all Is

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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 168 ( ) Città del Vaticano domenica 26 luglio y(7ha3j1*qsskkm( +\!"!/!?!.! La Turchia lancia altri raid contro i jihadisti al confine con la Siria Nuova fase della guerra all Is AN KA R A, 25. La Turchia apre un altro fronte nella guerra contro il cosiddetto Stato islamico (Is). Con i nuovi raid aerei contro postazioni dei miliziani in Siria e con l autorizzazione al Pentagono di utilizzare la base Nato di Incirlik per permettere a droni e caccia americani di colpire più velocemente il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha inaugurato una nuova fase, dai risvolti ancora imprevedibili. Per la seconda notte consecutiva gli aerei turchi hanno attaccato obiettivi dell Is al confine con la Siria. Colpiti anche campi dei militanti del Pkk (Partito dei lavoratori curdi) nel nord dell Iraq. È la prima volta dal 2013, da quando cioè era stata firmata una tregua tra Ankara e i ribelli curdi, che si verifica un attacco contro postazioni del Pkk. Le tensioni con i curdi sono salite nei giorni scorsi dopo l attentato rivendicato dall Is lunedì scorso a Suruc, nel sud-est della Turchia, che ha causato 32 morti. I guerriglieri curdi hanno infatti rimproverato il Governo turco di non combattere adeguatamente i jihadisti. Mercoledì scorso il Pkk si è assunto la responsabilità dell uccisione di due agenti di polizia turchi vicino al confine con la Siria. I nuovi raid ha spiegato ieri Erdoğan rappresentano «un passo diverso» che Ankara ha dovuto intraprendere a causa dei «cambiamenti nel nord della Siria». Il presidente ha poi confermato, parlando con i giornalisti, che la base aerea di Incirlik potrà essere impiegata dalla coalizione internazionale anti-is, sia pure «in una certa cornice di regole». L uso di Incirlik, costruita dagli americani nel 1951 e che ospita truppe turche, americane e britanniche e decine di aerei da guerra, rappresenta una svolta nella strategia statunitense perché è molto più vicina a roccaforti dei jihadisti come Raqqa. Finora sono stati circa cinquemila i raid effettuati dalla coalizione internazionale a guida statunitense. Commentando le retate antiterrorismo lanciate dalle forze turche nei giorni scorsi fermate 297 persone sospettate di appartenere alla rete del terrore Erdoğan ha assicurato Concesso al Pentagono l uso della base Nato di Incirlik Riconfermato il presidente del Burundi Terzo mandato tra le proteste Dopo la scoperta del nuovo pianeta Solo noi nell universo? JOSÉ GABRIEL FUNES A PA G I N A 5 Thriller a fumetti Indiana Jones all École biblique di Gerusalemme che «le azioni decisive» contro l Is andranno avanti e che i militanti curdi dovranno deporre le armi. Sono 910 i chilometri di frontiera tra la Turchia e la Siria, parte dei quali corrono paralleli ai territori che sono controllati dagli uomini di Al ROMA, 25. A meno di ventiquattro ore dall ultima tragedia del Mediterraneo, continuano gli sbarchi sulle coste italiane. Sono arrivati questa mattina al porto di Palermo 785 migranti soccorsi al largo delle coste della Libia nei giorni scorsi. Si tratta stando alle notizie fornite dalla stampa locale di 625 uomini, 133 donne e 27 minori di nazionalità eritrea, sudanese, siriana, etiope e bengalese. Un aereo militare turco in azione (Ap) Baghdadi. Oltre alle zone a cavallo tra Siria e Iraq, l Is guarda anche verso l Africa e l Afghanistan, dove secondo quanto riferiscono esperti e analisti i miliziani controllano già 33 autoproclamate «province» del califfato. Oltre settecento immigrati giunti nel porto di Palermo Sbarchi senza sosta I migranti sono stati accolti dalla task force organizzata dalla prefettura e che vede coinvolti i sanitari dell Asp di Palermo, della Croce Rossa, i volontari della Caritas e le forze dell ordine. Verranno trasferiti nei centri autorizzati dalla prefettura e poi inviati nei centri di prima accoglienza nelle regioni italiane. E intanto ieri, sul nodo immigrazione è intervenuto il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, secondo il quale ora occorre affrontare «l emergenza, poi ci occuperemo di regole nuove e più efficaci». Tre presunti scafisti sono stati arrestati ieri dal Gruppo interforze della procura di Siracusa che li accusa di favoreggiamento dell immigrazione clandestina. Erano a bordo della nave militare tedesca Holstein che due giorni fa ha fatto Intanto, dall Iraq arriva la notizia secondo cui le forze di Baghdad hanno occupato una vasta area alla periferia est di Ramadi, capoluogo della provincia occidentale di Al Anbar, bloccando su tale versante il flusso di rifornimenti per i jihadisti. sbarcare ad Augusta 283 profughi, tra cui gli 88 scampati al naufragio al largo delle coste libiche. Si sta verificando al momento se tra i fermati vi sia anche il pilota del gommone affondato, che ha trascinato con sé almeno quaranta immigrati morti annegati davanti ai loro compagni. Sono state le testimonianze di alcuni stranieri a consentire agli inquirenti di stringere il cerchio attorno ai tre scafisti, che sono stati condotti in carcere in attesa della convalida del provvedimento restrittivo. Nel frattempo ieri una giovane immigrata è morta a Calais, il grande porto francese affacciato sulla Manica. La ragazza, 23 anni, era di origini eritree e sognava di raggiungere la Gran Bretagna. È stata investita da un auto sull autostrada che conduce verso il porto. Cordoglio del Papa per la morte del cardinale Baum Il cardinale statunitense William Wakefield Baum è morto giovedì 23 luglio, dopo una lunga malattia, all età di 88 anni, a Washington. Dopo esser stato vescovo di Springfield - Cape Girardeau dal 1970 al 1973, nella capitale statunitense era stato arcivescovo per sette anni, fino al In quell anno era stato chiamato al servizio della Curia romana dov è rimasto per oltre un ventennio: prima come prefetto della Congregazione per l'educazione Cattolica, fino al 1990; e poi come Penitenziere maggiore, fino al novembre Aveva ricevuto la porpora da Paolo VI nel Le esequie saranno celebrate nella cattedrale di Washington venerdì 31 luglio alle ore 14. Appresa la notizia Papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio al cardinale Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington. Di seguito ne pubblichiamo la traduzione italiana. BUJUMBURA, 25. Il presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, è stato riconfermato per la terza volta alla guida del Paese africano. Lo scontato esito della consultazione, più volte rinviata e preceduta da numerosi episodi di violenza, è stato reso noto ieri sera dalla commissione elettorale. Nkurunziza ha ottenuto il 69 per cento dei consensi, contro il 19 per cento del suo principale avversario, Agathon Rwasa. Il voto, boicottato dall opposizione, è stato giudicato poco credibile dalla comunità internazionale. L ex leader della Sono rimasto rattristato nell apprendere della morte del Cardinale a lei nel raccomandare l anima del Penitenzieria Apostolica. Mi unisco guerriglia hutu è così riuscito nel proprio obiettivo di ottenere un terzo mandato presidenziale consecuti- William Wakefield Baum, Arcivescovo emerito di Washington, e sericordioso. A tutti i presenti alla defunto Cardinale a Dio Padre mivo, malgrado la Costituzione burundese ne autorizzi al massimo due. glianze, insieme all assicurazione porgo le mie più sentite condo- Messa di sepoltura cristiana e a tutti coloro che piangono il Cardinale Nkurunziza sosteneva di potere partecipare ancora alle elezioni poiché delle mie preghiere, a lei e a tutti i Baum nella speranza della Resurrezione, imparto cordialmente la mia fedeli dell Arcidiocesi. Con gratitudine per gli anni di servizio episco- nel 2005 era stato eletto per nomina diretta da parte del Parlamento e Benedizione Apostolica come promessa di forza e consolazione nel pale del defunto Cardinale a Springfield - Cape Girardeau e a Wa- non, invece, sulla base di un voto popolare. Con un discusso verdetto, S i g n o re. shington, e per il suo lungo servizio a maggio la Corte suprema aveva presso la Sede Apostolica come FRANCESCO P P. accolto la tesi, facendo inasprire ancora Prefetto della Congregazione per di più le proteste di piazza, che l Educazione Cattolica e successiva- hanno provocato oltre cento morti. mente Penitenziere Maggiore della SI LV I A GUIDI A PA G I N A 4 PAGINA 8 Chiesto un altro prestito all Fm i Atene attende la troika ATENE, 25. In attesa dell arrivo dei commissari della troika, la Grecia chiede un nuovo aiuto. «Siamo alla ricerca di nuovi fondi dal Fondo monetario internazionale»: questo il testo del messaggio, secondo quanto riporta l agenzia Bloomberg, inviato ieri dal ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, al direttore del Fondo (Fmi), Christine Lagarde, nella quale descrive i passi fatti e il tempo necessario per una ripresa dell economia ellenica. Tsakalotos ricorda che Atene ha già chiesto l attivazione di un terzo salvataggio al fondo europeo salva-stati (Esm) in cambio di riforme strutturali. Tuttavia si legge ancora nella missiva «è nostra convinzione che ci vorranno molti trimestri prima che l economia greca, affrontando queste sfide, possa ritornare su un sentiero di crescita» ha scritto Tsakalotos. Intanto, dopo un mese di chiusura, la Borsa di Atene si prepara a riaprire i battenti. Ieri la richiesta di riapertura è stata sottoposta alla Bce (Banca centrale europea) per un parere preventivo. La proposta prevede la possibilità per gli investitori stranieri di trasferire all estero qualsiasi somma di denaro. Per gli investitori nazionali resterebbero invece le restrizioni previste per i movimenti di capitali. Lo ha spiegato un portavoce della Borsa, ricordando che la decisione finale spetta al ministro delle Finanze ellenico. Un approvazione veloce del piano da parte del Governo greco potrebbe consentire la riapertura già da lunedì. Tutto dipende però da come si svolgeranno i nuovi colloqui con i creditori internazionali. I rappresentanti di questi ultimi la troika, ovvero la squadra di commissari di Bce, Fmi e Commissione Ue saranno ad Atene nei prossimi giorni. «Il loro arrivo è previsto nei prossimi giorni» ha confermato un portavoce della Commissione, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli. Secondo alcune fonti, l arrivo previsto per ieri è stato posticipato a causa «di problemi logistici». Un altra fonte, vicina al dossier, ha spiegato che «la missione è in fase di preparazione. Stiamo ancora discutendo il luogo per i negoziati in quanto dobbiamo trovare un posto dove lavorare vicino ai ministeri». Il quotidiano tedesco «Handelsblatt» ha scritto invece che il Governo greco stava cercando di sistemare i funzionari a circa venti chilometri di distanza da Atene, nonostante il primo ministro greco, Alexis Tsipras, avesse detto che dovevano essere sistemati nel centro della capitale. E sempre sullo sviluppo del negoziato, il quoti- NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha nominato l Eminentissimo Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la celebrazione del V centenario dell evangelizzazione della Repubblica Democratica del Timor Orientale, in programma a Dili il 15 agosto Il Santo Padre ha nominato l Eminentissimo Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, Suo Inviato Speciale alla solenne celebrazione eucaristica che avrà luogo a Bobbio (Italia) il 30 agosto 2015, in occasione del XVIII meeting internazionale delle Comunità Colombaniane, nel 1400 anniversario della morte di San Colombano. Il Santo Padre ha nominato l Eminentissimo Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell Unità dei Cristiani, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del 1500 anniversario della fondazione dell Abbazia di Saint-Maurice (Svizzera), che avranno luogo il 22 settembre Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale Una bandiera greca lacerata dal vento (Afp) diano tedesco ha sottolineato il «malumore» di molti commissari della troika che vedrebbero ancora numerose difficoltà. Il nodo cruciale di queste ultime è l adozione effettiva delle riforme votate dal Parlamento negli ultimi giorni: una condizione necessaria per procedere al terzo salvataggio della Grecia che comprende aiuti finanziari compresi tra miliardi di euro da erogare nell arco di un triennio. Concessa la comunione ecclesiastica Eletto il patriarca di Cilicia degli armeni PAGINA 8 della Diocesi di Tumaco (Colombia), presentata da Sua Eccellenza Monsignor Gustavo Girón Higuita, O.C.D., in conformità al canone del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha concesso la Ecclesiastica Communio richiestagli in conformità al canone 76 2 del Codice dei canoni delle Chiese orientali (Cceo) da Sua Beatitudine Grégoire Pierre XX Ghabroyan, canonicamente eletto Patriarca di Cilicia degli Armeni il 24 luglio 2015 dal Sinodo di quella Chiesa Patriarcale. Dalle Chiese Orientali Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armeno Cattolica, riunitosi a Bzommar (Libano) dal 14 al 24 luglio 2015, ha eletto nuovo Patriarca di Cilicia degli Armeni Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Grégoire Ghabroyan, finora Vescovo eparchiale emerito di Sainte- Croix-de-Paris (Francia) ed Amministratore della medesima Chiesa Patriarcale. Sua Beatitudine ha assunto il nome di Grégoire Pierre XX G h a b ro y a n.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO domenica 26 luglio 2015 Miliziano dei ribelli yemeniti huthi di stanza nella capitale Sana a (Reuters) NAIROBI, 25. «L Africa è in movimento, corre: la povertà diminuisce, i redditi salgono e la classe media è in crescita». Ha usato queste parole, oggi, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando a una platea di imprenditori a Nairobi. Il Kenya ha «fatto progressi incredibili» negli ultimi dieci anni, «sono fiero di voi». Quando sono stato a Nairobi dieci anni fa ha aggiunto l inquilino della Casa Bianca «era una città diversa: ho voluto essere qui perché l Africa è in marcia ed è una delle regioni in più rapida crescita del mondo». Nel continente nero la gente «sta uscendo dalla povertà, i redditi sono in aumento, la classe media cresce e i giovani come voi si stanno impadronendo della tecnologia per cambiare il modo in cui l Africa fa affari». Sempre oggi il presidente, nel secondo giorno della sua missione africana, visiterà il memoriale dell attentato all ambasciata degli Stati Uniti del 1998 e avrà un colloquio con il presidente, Uhuru Kenyatta, sulla sicurezza e la lotta al terrorismo. Obama è alla sua quarta Obama in Kenya Continente vivo visita nel continente africano, ma alla prima in Kenya ed Etiopia da quando si insediò alla presidenza nel Nel suo viaggio il presidente è accompagnato dai consiglieri per la sicurezza nazionale, Susan Rice e Ben Rhodes, e da circa una ventina di senatori e deputati del Congresso. E anche se i rapporti commerciali e le questioni politiche sono state al centro delle prime ore di questa missione, Obama non ha tuttavia dimenticato anche la propria storia familiare: il padre, kenyano, andò a studiare negli Stati Uniti grazie a un programma messo a punto sotto la presidenza Kennedy. E ieri, appunto, appena sbarcato dall Air Force One, Obama è stato accolto dalla sorellastra Auma, che lo ha abbracciato calorosamente, oltre che dai rappresentanti delle istituzioni. Poi ha partecipato a una cena in famiglia : una trentina di persone sedute in due lunghe tavolate e nel mezzo il presidente, con accanto a destra la nonna nota come Mama Sarah e a sinistra la sorella Auma O bama. A causa del conflitto sono chiuse 3600 scuole Combattimenti nello Yemen SANA A, 25. Almeno venti persone sono morte in scontri tra i ribelli huthi e le forze governative yemenite nella provincia di Marib e nella città di Taiz. Lo riferiscono fonti ospedaliere. Dallo scorso settembre i ribelli huthi controllano la capitale Sana a e hanno formato un asse con i miliziani dell ex presidente Ali Abdullah Saleh. Contro di loro un alleanza tra le forze del legittimo presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi, che è stato costretto all esilio a Riad, coadiuvate, dallo scorso marzo, da una coalizione militare guidata dall Arabia Saudita. Intanto, dopo quattro mesi di combattimenti e la conquista da parte delle forze lealiste di Aden, la seconda città del Paese, sono iniziati a giungere sia all aeroporto sia attraverso il porto i primi aiuti umanitari per la popolazione. Il conflitto in corso nello Yemen ha tra l altro prodotto un impatto devastante sul sistema scolastico del Paese e sulle possibilità di milioni di bambini di accedere all a p p re n d i - mento. Mesi di continui bombardamenti e di combattimenti in strada hanno costretto più di 3600 scuole a chiudere. Almeno 248 scuole sono state danneggiate, 270 ospitano sfollati e 68 sono occupate da gruppi armati. Per fare in modo che i bambini non perdano completamente la loro istruzione, l Unicef sostiene classi di recupero per oltre alunni, che rappresentano solo una parte degli 1,8 milioni di bambini la cui frequenza scolastica è stata interrotta per almeno due mesi. Le classi di recupero per studenti che devono sostenere gli esami na- zionali dovrebbero iniziare a metà agosto per consentire di concludere il ciclo delle elementari e quello della scuola secondaria. «Dare ai bambini dello Yemen una formazione è di fondamentale importanza per il loro futuro e per quello delle loro famiglie e comunità», ha detto Julien Harneis, rappresentante Unicef in Yemen. Il ministero dell Istruzione sta aiutando a mobilitare gli insegnanti necessari, alcuni dei quali sono fuggiti dalle violenze. Se le scuole sono danneggiate o sono state utilizzate da sfollati o gruppi armati, saranno realizzati spazi di apprendimento temporanei, come tende e capannoni. Dall inizio del conflitto, l Unicef lavora con i partner per facilitare l integrazione degli alunni le cui famiglie sono state sfollate, in modo che possano sostenere esami in tutte le scuole dove la situazione della sicurezza lo permetta. L Unicef che ha chiesto aiuti economici per 11 milioni di dollari fornisce anche risorse per l insegnamento e l apprendimento, tra cui quaderni, matite e cartelle per la scuola, visto che il reddito di molte famiglie è stato duramente colpito, mentre i mercati sono stati distrutti o sono chiusi, il che rende difficile per gli studenti avere i materiali di cui hanno bisogno. L annuncio della multinazionale Lonmin Seimila operai in Sud Africa perderanno il lavoro Rafforzate le misure per contrastare la minaccia jihadista Approvata dal Parlamento tunisino nuova legge antiterrorismo Timori dell O nu per gli scontri tra tribù della Libia PRETORIA, 25. La multinazionale britannica Lonmin ha annunciato nuove misure in Sud Africa per tagliare gli elevati costi di produzione in un mercato in surplus, decretando la chiusura di due miniere di platino con la conseguente perdita di circa seimila posti di lavoro. Sentenza della Corte suprema Più facile l i c e n z i a re nello Zimbabwe HARARE, 25. Migliaia di lavoratori dello Zimbabwe si sono riversati ieri in strada dopo una sentenza della Corte suprema di Harare, che ha semplificato in modo drastico le procedure per i licenziamenti. Lo hanno confermato alle agenzie di stampa internazionali fonti del Congresso dei sindacati del Paese africano. Sulla base della sentenza dei giudici della Corte, le aziende possono comunicare l i n t e r ru z i o - ne del rapporto di lavoro con soli tre mesi di preavviso e senza fare fronte ai procedimenti burocratici e alle sanzioni previste in p re c e d e n z a. La sentenza è stata subito seguita da un picco di licenziamenti, oltre mille solo questa settimana, in particolare da parte del consorzio Sino Zim Cotton Holdings, il principale esportatore di fibra di cotone. Di fronte alle manifestazioni di protesta di migliaia di lavoratori, il Governo di Harare ha finora espresso solo «preoccupazione». E il ministro del Lavoro, Priscah Mupfumira, ha annunciato una serie di non meglio precisate «contromisure» per impedire episodi di violenza. L auspicio degli analisti è che le forze di sicurezza non intervengano per disperdere i cortei. All origine della decisione, si legge in una nota del board della multinazionale, ci sarebbe un calo dei prezzi del minerale, che in soli due mesi sarebbe stato equivalente al 14,4 per cento. Questa motivazione non è però sufficiente per giustificare i licenziamenti, secondo il National Union of Mineworkers (Num, il principale sindacato del settore con oltre trecentomila iscritti), che ha preannunciato «una battaglia sociale in Sud Africa». Nel Paese africano, Lonmin impiega circa ventottomila persone. Tra i giacimenti in concessione alla multinazionale c è anche la miniera di platino di Marikana, venuta drammaticamente alla ribalta con il massacro del 16 agosto del 2012, quando ben trentaquattro minatori furono uccisi, e settantotto feriti, in quello che la stampa sudafricana ha definito il più grave spargimento di sangue da parte della polizia dai tempi della fine dell apartheid, ventuno anni fa. I minatori erano in sciopero da settimane per ottenere aumenti salariali e diritti. Dopo l annuncio dei seimila licenziamenti, il titolo Lonmin è precipitato alla Borsa di Londra, perdendo ieri circa il 15 per cento, a fronte di un guadagno intorno allo 0,30 per cento. TUNISI, 25. Il Parlamento tunisino ha approvato oggi una nuova legge antiterrorismo per rafforzare le misure necessarie a contrastare con maggiore efficacia la minaccia jihadista, dopo la strage di Sousse (38 morti il 26 giugno) e prima ancora, il 18 marzo, quella al museo del Bardo di Tunisi (24 vittime). Il testo è passato dopo tre giorni di dibattito con 174 voti a favore, 10 astenuti e nessun voto contrario. La nuova legge sostituisce ma in parte conserva alcuni degli aspetti di quella adottata nel 2003 dall ex presidente Zine El Abidine Ben Ali. La maggiore novità è che tornerà a essere inflitta la pena di morte dopo una moratoria durata 25 anni. La pena capitale si applica a chiunque «consapevolmente uccida qualcuno godendo di tutela internazionale», un riferimento a diplomatici o funzionari di agenzie internazionali. La morte è anche prevista per chi commetta stupri nel corso di azioni di t e r ro r i s m o. Attivisti in difesa dei diritti umani tunisini criticano molti aspetti della legge come la possibilità concessa alla polizia di trattenere un sospetto per 15 giorni senza consentirgli di essere assistito da un avvocato o senza essere portato davanti a un giudice. La normativa rende anche più facile il ricorso alle intercettazioni e rende un crimine punibile con Un immagine di repertorio del Canale di Suez Il primo ministro tunisino Essid in un intervento al Consiglio Ue (Ansa) il carcere l esprimere pubblicamente sostegno al terrorismo. Oggi in Tunisia ricorre la festa della Repubblica. Il 25 luglio del 1947, infatti, l Assemblea costituente tunisina proclamava solennemente la fine della monarchia husseinita durata 252 anni e la nascita della Repubblica. In occasione di questo avvenimento dal forte significato per i tunisini, il presidente della Repubblica, Bèji Caïd Essebsi, ha firmato un provvedimento di grazia in favore di 1581 detenuti. Il capo dello Stato insiste sulla necessità di mettere in atto una nuova politica carceraria che miri a un miglior trattamento dei detenuti nel rispetto dei principi universali dei diritti umani. Il provvedimento di grazia non riguarda ovviamente i responsabili di crimini gravi come terrorismo, traffico d armi, spaccio di stupefacenti e omicidio volontario. TRIPOLI, 25. La missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha espresso ieri profonda inquietudine per i combattimenti intertribali nel sud della Libia, che hanno causato nelle ultime ore la morte di almeno tre donne e quattro bambini a Sabha, Kufra e Obari, con un bilancio complessivo di almeno 60 vittime nelle ultime settimane. L Onu ha chiesto la fine immediata delle violenze tra tuareg e tabu, due dei principali gruppi tribali dell area. L instabilità che regna in Libia, con due Governi e due Parlamenti che si contendono nel nord il potere nel Paese, influenza notevolmente la situazione al sud che versa in condizioni di grande povertà. Intanto a Bengasi proseguono gli scontri tra l esercito del generale Khalifa Haftar che fa riferimento al Governo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale e gli islamisti. Secondo siti di informazione locale, che citano fonti mediche, due militari sono morti e diverse decine di persone sono rimaste ferite. Infine, per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sul caso dei quattro italiani rapiti in Libia «bisogna operare con il massimo riserbo» senza lasciarsi distrarre dalle tante voci che filtrano. Raddoppia il canale di Suez IL CA I R O, 25. Il nuovo canale di Suez ha aperto ieri alla navigazione dopo i lavori per il raddoppio parziale avviati un anno fa dal Governo del presidente Abdel Fattah Al Sisi. Lo ha riferito il quotidiano egiziano «Al Masry Al Youm», spiegando che sono stati completati i lavori di dragaggio lungo i 35 chilometri del nuovo canale che affianca il vecchio all altezza di Ismailia per aumentare il traffico dei cargo. Si tratta di un progetto del valore complessivo di 8,2 miliardi di dollari. L apertura ufficiale del nuovo canale resta fissata per il 6 agosto, quando è previsto l arrivo a Suez di decine di leader stranieri. Il premier egiziano, Ibrahim Mahlab, ha ieri invitato anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, in occasione di un incontro che si è svolto a Roma a villa Pamphili, dove sono stati firmati accordi di cooperazione tra Italia e Egitto per un valore di 8,5 miliardi di dollari. Il nuovo canale di Suez, una volta completati i lavori di allargamento e di strutturazione delle aree economiche circostanti, dovrebbe garantire all Egitto un importante fonte di guadagno. Già ora i ricavi annuali del passaggio che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo ammontano a cinque miliardi di dollari. Il progetto del raddoppio dello storico canale scavato un secolo e mezzo fa a ovest della penisola del Sinai potrebbe aumentare i ricavi del 259 per cento, incrementando il passaggio giornaliero dalle attuali 49 a 97 navi. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 domenica 26 luglio 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Annunciato un secondo incontro tra Governo e talebani In Cina i colloqui di pace per l Afghanistan Il ministro degli Esteri iraniano nei Paesi del Golfo persico TEHERAN, 25. L Iran lancia una missione diplomatica per presentare ai Paesi del Golfo persico l accordo sul nucleare siglato con il gruppo cinque più uno. Il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, visiterà nei prossimi giorni Iraq, Kuwait e Qatar per illustrare il documento dell accordo sottoscritto lo scorso 14 luglio a Vienna. Secondo quanto riporta l agenzia di stampa iraniana Isna, Zarif si recherà domani in Iraq, dove incontrerà le principali autorità del Paese. Il capo della diplomazia iraniana farà ritorno in patria a inizio settimana, quando riceverà le visite dell alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell Ue, Federica Mogherini, che giungerà a Teheran lunedì, e dell omologo francese, Laurent Fabius, il cui arrivo è previsto per il 29 luglio. Nel frattempo, il segretario di Stato americano, John Kerry, intervenendo ieri a New York al Council on Foreign Relations, è tornato a ribadire che se il Congresso statunitense respingerà l accordo sul nucleare iraniano Israele sarà ancora più isolato e gli Stati Uniti potrebbero perdere il sostegno delle altre potenze che hanno preso parte alla difficile e lunga trattativa. Europa, Cina e Russia, ha infatti evidenziato il capo della diplomazia statunitense, potrebbero pensare che «abbiamo voltato la schiena a un accordo legittimo». Nel Kashmir ancora omicidi SRINAGAR, 25. Ancora violenze nella regione himalayana del Kashmir, contesa tra India e Pa k i s t a n. Sconosciuti hanno lanciato ieri due bombe a mano contro altrettanti negozi di telefonia mobile a Srinagar, capitale estiva dello Stato indiano del Jammu e Kashmir. L attentato ha causato ingenti danni, ma nessuna vittima. Lo riferisce l agenzia di stampa Ians. Un portavoce della polizia locale ha confermato gli attentati avvenuti nel quartiere di Karanagar, precisando che sono stati rivolti contro rivendite delle compagnie Vodafone e Aircel. Le deflagrazioni hanno terrorizzato i passanti, fuggiti in massa, mentre tutti i negozi della zona hanno chiuso i battenti. Due mesi fa un commando ha ucciso a colpi di arma da fuoco un venditore in un negozio della compagnia telefonica Bnnl, a Sopore. A Dooru, invece, un uomo ha sparato a un ex militante separatista che aveva accettato di installare sulla sua casa ripetitori per la telefonia cellulare, uccidendolo. Intanto, non cala la tensione dopo l arresto di Syed Ali Shah Geelani, leader del movimento separatista Hurriyat Conference. L uomo è agli arresti domiciliari dal 15 aprile con l accusa di avere finanziato attività terroristiche. Nei giorni scorsi centinaia di dimostranti hanno manifestato per le vie del centro storico di Srinagar, scontrandosi a più riprese con le forze dell ordine, intervenute con i gas lacrimogeni. KABUL, 25. Si terrà il 30 luglio in Cina il secondo round ufficiale dei colloqui di pace tra i rappresentanti del Governo afghano e i talebani. Lo ha annunciato ieri Mohammad Ismail Qasimyar, esponente dell alto Consiglio per la pace dell Afghanistan, citato dai media locali. Qasimyar ha precisato che Kabul chiederà un cessate il fuoco temporaneo. Altri dettagli dell i n c o n t ro, inclusi i partecipanti delle due delegazioni, saranno svelati nei prossimi giorni. La prima tornata dei colloqui di pace si è tenuta in una località alla periferia di Islamabad il 7 luglio scorso. Vi hanno partecipato anche rappresentanti di Stati Uniti e Cina in qualità di osservatori. L obiettivo Centinaia di abitazioni spazzate via dalla furia delle acque Inondazioni in Pakistan provocano decine di vittime ISLAMABAD, 25. Le piogge battenti e le inondazioni delle ultime ore hanno causato altre 26 vittime nella provincia nord-occidentale pakistana di Khyber Pakhtunkhwa, facendo salire a 38 il numero complessivo dei morti in questa settimana. La maggior parte delle vittime sono state causate da allagamenti e da incidenti provocati da cavi elettrici. Tra questi c è anche un bambino morto fulminato nell area di Nazimabad. In un comunicato l autorità per la gestione dei disastri (Pdma) ha precisato oggi che la situazione di emergenza è concentrata attualmente nel distretto di Chitral, dove centinaia di abitazioni sono state Condanna storica in Romania BU C A R E S T, 25. Per la prima volta dalla caduta di Nicolae Ceauşescu nel 1989, la giustizia romena colpisce uno dei protagonisti della repressione stalinista. Alexandru Vininescu, capo di una prigione che all epoca della dittatura si macchiò di orrendi crimini, è stato condannato a vent anni di carcere. Decine di prigionieri politici sono morti nella prigione alla periferia della piccola città di Râmnicu Sărat, 150 chilometri a est di Bucarest. Vininescu, oggi novantenne, ha diretto l istituto dal 1956 al 1963 e, secondo l accusa, durante questo periodo fu coinvolto direttamente nell uccisione di almeno dodici persone, che furono torturate e lasciate morire di fame. dei colloqui è mettere fine al conflitto in Afghanistan. Nelle scorse settimane sulla questione si è espresso anche il mullah Omar, leader dei talebani. Per la prima volta la guida del movimento, uno degli uomini più ricercati al mondo, ha annunciato l apertura dei talebani ai colloqui di pace, definiti «legittimi», ribadendo l obiettivo di «porre fine all occupazione delle forze straniere». Ma mentre si apre uno spiraglio di pace e si dà continuità al dialogo tra Kabul e i talebani, resta sempre tesa la situazione in Afghanistan con gli insorti che continuano quotidianamente a compiere sanguinosi attentati, provocando spesso stragi di danneggiate o spazzate via dalla forza delle acque. La stessa Pdma ha precisato che nell area di Mulkhow, dove ancora oggi piove intensamente, sono stati segnalati «una decina di dispersi». Il dipartimento pakistano di meteorologia ha da parte sua confermato che la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi giorni e che le piene dei fiumi minacceranno i centri abitati nella provincia meridionale di Sindh. Le piogge, normali durante questa stagione, hanno causato ingenti danni anche nei distretti di Peshawar, Mardan e Nowshera. Strade bloccate e allagamenti anche nella valle di Swat. civili. L offensiva dei talebani si è intensificata dopo il ritiro, il 31 dicembre scorso, della forza di assistenza alla sicurezza in Afghanistan, a guida Nato. E, nel frattempo, un alto comandante di Al Qaeda è stato ucciso in un raid aereo nella provincia di Paktika, nell est del Paese. Lo ha riferito ieri il Pentagono, precisando che si tratta di Abu Khalil Al Sudani, un «comandante operativo di alto livello» della rete del terrore, responsabile per gli attentati suicidi contro le truppe statunitensi ma anche contro «le forze della coalizione, afghane e pakistane». Insieme a lui, sono morti anche due miliziani. L attacco statunitense risale all 11 luglio. La sua morte, ha sottolineato il Pentagono in un comunicato, «indebolirà ulteriormente le operazioni di Al Qaeda nel mondo». «Continueremo a combattere l e s t re m i s m o violento nella regione e nel mondo», ha affermato il segretario alla Difesa americano, Ashton Carter, commentando ieri la notizia diffusa durante la sua visita in Iraq. Esplode a Bari una fabbrica di fuochi d artificio ROMA, 25. Prima uno scoppio in un furgone carico di fuochi d artificio, poi altre esplosioni a catena in tutta la fabbrica che diventa un rogo, mentre le fiamme si propagano anche a un bosco vicino. È arrivata così, ieri, la morte per sette persone che lavoravano nella fabbrica di fuochi di artificio Bruscella Fireworks alla periferia di Modugno, a due passi da Bari. Fra le vittime ci sono anche due indiani e un albanese. Quattro i feriti, tre quelli gravi. Fra quanti sono stati ricoverati in ospedale anche uno dei titolari della ditta, Michele Bruscella, di 43 anni, che ha ustioni sull 85 per cento del corpo ed è ricoverato nel centro grandi ustionati di Brindisi. Due suoi fratelli, co-titolari dell azienda, Antonio e Vincenzo, erano in fabbrica al momento dell esplosione: il primo è rimasto illeso, l altro ha riportato ferite lievi. Un piccolo profugo afghano nei pressi di Kabul (Epa) Settantadue persone incriminate in Thailandia Giro di vite contro il traffico di esseri umani BA N G KO K, 25. Le autorità thailandesi hanno incriminato ieri settantadue persone coinvolte nella turpe piaga del traffico di esseri umani, che fino allo scorso maggio ha avuto nel Paese asiatico il maggiore centro di smistamento continentale. La decisione anticipa la diffusione, ormai imminente dopo il rinvio di un mese, del rapporto del dipartimento di Stato americano sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Tra gli indagati, in quella che viene definita la più grande indagine mai condotta in Thailandia contro questo tipo di reato, anche un generale dell esercito, quattro poliziotti e una decina di funzionari locali. È questo, dunque, il risultato di un giro di vite lanciato tre mesi fa nel Paese del sudest asiatico dopo la scoperta di decine di cadaveri di migranti con ogni probabilità bengalesi e musulmani rohingya in fuga dalle violenze in Myanmar in campi di prigionia nella giungla al confine con la Malaysia. Altre trentadue persone sono tuttora ricercate per il loro coinvolgimento nel traffico internazionale di migranti, un emergenza umanitaria la cui gravità è diventata evidente quando migliaia di migranti alla fame vennero rinvenuti a maggio su barconi abbandonati dagli scafisti nel Mare delle Andamane. Da tempo accusata di ospitare un ampio traffico di esseri umani, la Thailandia nelle ultime settimane ha bloccato le coste a qualsiasi sbarco Illesa anche un altra sorella, Angela, che lavorava nell amministrazione, ma fra le vittime ci sarebbe suo marito che si trovava lì per caso. La tragedia è avvenuta attorno a mezzogiorno, mentre in fabbrica si lavorava a pieno regime per preparare i fuochi destinati alle feste patronali che si susseguono in questo periodo in Puglia. L esplosione è stata tremenda e ha provocato un boato che è stato sentito anche nei paesi vicini. Tanto che alcuni testimoni hanno pensato a un terremoto o al crollo di un palazzo. Le macerie, così come anche alcune delle vittime, sono state proiettate a decine di metri di distanza. La serie di esplosioni a catena ha causato il crollo della fabbrica, che è andata completamente distrutta: ci sono volute ore perché fossero raggiungibili i corpi carbonizzati degli operai. di profughi. Si indaga, inoltre, sulle responsabilità della gestione non solo del flusso di fuggiaschi via mare, sovente sfruttati o ricattati in vista della loro destinazione finale, ma anche di tanti altri migranti nel Paese. Questi volontariamente o sotto costrizione sono a r ru o l a t i in attività produttive per ritrovarsi poi in condizioni di schiavitù, con gravi rischi per la propria incolumità. Se il rapporto statunitense dovesse confermare la Thailandia nel terzo e ultimo livello per l impegno a cancellare gli abusi dei diritti umani, Bangkok rischierebbe una serie di sanzioni economiche da parte di Washington e dei suoi alleati e, in ogni caso, un ulteriore sfiducia della comunità internazionale verso il Governo, controllato dai militari dopo il golpe del maggio del Riparte dal turismo la ripresa del Nepal dopo il terremoto KAT H M A N D U, 25. Come prima significativa iniziativa post-sisma di rilancio del turismo, tra le maggiori attività economiche del Nepal, il Governo ha deciso di riaprire il circuito dell Annapurna, il più famoso itinerario di trekking. Il circuito, che si snoda per 240 chilometri attorno alla montagna omonima ed è percorribile in circa tre settimane, rappresenta il nucleo dell attività escursionistica verso il Paese himalayano. Il duplice, devastante terremoto del 25 aprile e del 12 maggio scorsi, che ha provocato oltre novemila morti e isolato estese aree montane, aveva costretto le autorità a fermare il flusso di visitatori a causa dei danneggiamenti alle infrastrutture e delle difficoltà di consentire arrivo, partenza e soggiorno in condizioni di sicurezza dei tanti stranieri che abitualmente affollano gli itinerari più battuti. Tra le vittime del sisma, anche numerosi alpinisti stranieri e guide e portatori locali impegnati sui percorsi di t re k king o in ascese delle cime. Insieme alla regione dell E v e re s t, il circuito dell Annapurna ha attirato lo scorso anno il 70 per cento degli oltre alpinisti registrati. I dati ufficiali segnalano un declino potenziale del 40 per cento negli arrivi turistici per quest anno, soprattutto motivato dai timori per la sicurezza. La Cei sull Imu per le scuole paritarie Una sentenza pericolosa e ideologica ROMA, 25. «Una sentenza pericolosa e ideologica» che intacca gravemente «la garanzia di libertà di educazione richiesta anche dall Europa», mettendo fortemente a rischio «la sopravvivenza degli istituti paritari». Commenta così, in alcune dichiarazioni all Ansa, il segretario generale della Cei (Conferenza episcopale italiana), Nunzio Galantino, la recente decisione della Corte di cassazione che, accogliendo un ricorso del Comune di Livorno, ha stabilito che le scuole paritarie gestite da enti religiosi dovranno pagare l imposta Imu. La sentenza, che non ha precedenti in Italia, avrà un impatto fiscale molto pesante sulle paritarie. Monsignor Galantino ha invitato chi è chiamato ad adottare decisioni di questo tipo «a essere meno ideologico». Si tratta dunque di una decisione sbagliata perché «non ci si rende conto del servizio che svolgono gli istituti pubblici paritari». Sulla stessa linea anche il commento del presidente della Fidae (Federazione istituti di attività educative), Francesco Macrì, secondo il quale «sono sentenze che lasciano interdetti perché costringeranno le scuole paritarie a chiudere». Queste ultime «sono scuole che hanno già bilanci profondamente in rosso e che allo Stato costano quasi nulla, pur garantendo un servizio equiparabile a quello statale» ha detto Macrì. «A differenza di quanto accade in Europa, dove le scuole paritarie vengono sostenute in tutti i modi, in Italia vengono continuamente penalizzate e quindi costrette a sparire».

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO domenica 26 luglio 2015 È stato bello immaginare una sceneggiatura plausibile a partire dai luoghi reali Nelle tavole non si possono fare riprese come al cinema ma si possono pur sempre prendere appunti visivi È uscito in Francia il thriller a fumetti «Les explorateurs de la Bible» Indiana Jones all École biblique di Gerusalemme di «N SI LV I A GUIDI on mi piaccio, sembro l Obelix della scuola biblica!» ha commentato con un sorriso, fingendo disappunto ma con malcelata soddisfazione, l abbé Émile Puech appena ha visto le tavole del primo libro della serie Les Explorateurs de la Bible, le manuscript de Sokoka (Paris, Glénat, 2015, pagine 48, euro 13,90) un thriller a fumetti in cui i protagonisti hanno i volti dei docenti dell École biblique et archéologique française di Gerusalemme. «Puech è un sacerdote diocesano che vive da più di quarant anni in Terra santa ed è uno dei più noti e autorevoli studiosi dei manoscritti del Mar Morto» spiega Yvon Bertorello, giornalista documentarista, sceneggiatore di raffinate graphic novel e infaticabile organizzatore culturale. Chi scrive l ha conosciuto durante il Festival du Silence, una sorta di gemellaggio in stile rigorosamente monastico fra il Festival di Cannes e l antica abbazia di Lérins, a pochi minuti di traghetto dai tappeti rossi della Croisette. La specialità di Bertorello è far dialogare mondi apparentemente lontani, come televisione e mistica, cinema e monachesimo, alta cultura e divulgazione. È successo con i ro m a n z i disegnati della serie Codex Sinaiticus (Glénat) e Prince de Sasoun (12Bis, 2011) e sta riaccadendo con Les explorateurs de la Bible. «È stato bello immaginare una sceneggiatura plausibile a partire dai luoghi reali» spiega Arnaud Delalande, co-sceneggiatore del libro insieme a Bertorello. «Nei fumetti non si possono fare delle riprese come al cinema, ma si possono pur sempre prendere appunti visivi, come in questo caso. Per questo progetto, grazie a Yvon che l ha pensato, insieme a padre Guy Tardivy, priore dei domenicani, siamo stati accolti con grande cordialità dall École biblique et archéologique française che a ottobre festeggerà i suoi primi 150 anni». Nel giugno del 2013 «siamo partiti per Gerusalemme continua Alessio Lapo, il disegnatore che ha realizzato le tavole e ad attenderci abbiamo trovato padre Christian Eeckhout alias padre Schumi, ribattezzato così da noi perché è il domenicano più spericolato del mondo, sicuramente il miglior pilota della città. Anche lui ha creduto molto nel progetto, come l abbé Puech, epigrafista e specialista di fama internazionale su Qumran e gli esseni e padre Jean-Baptiste Humbert, un archeologo e direttore del laboratorio di archeologia alla Scuola Biblica. È stato un grande piacere e un onore lavorare con loro». Padre Christian Eeckhout spiega Delalande «ci ha permesso di vedere gli ambienti dove si sarebbe svolta l azione del libro (e dei successivi se continuiamo la serie!). Le grotte di Qumran, il deserto della Giudea, Gerusalemme, Betlemme, Nazaret, il lago di Tiberiade, la piana di Gerico. Con gli occhi e lo spirito pieni di questi luoghi meravigliosi, discutevamo la sera, in totale libertà, con alcuni dei più autorevoli biblisti del mondo per scrivere una sceneggiatura realistica (benché basata su una storia inventata, non dobbiamo dimenticare che si tratta di fiction) sulla sparizione del tesoro del tempio dopo la distruzione di Gerusalemme del 70 dell era cristiana, compiuta dalle truppe di Tito. Provate a immaginare: è stato un lavoro davvero affascinante! Il nostro compito era azzardare le ipotesi più fantasiose e stimolare questi grandi ricercatori a guardare il loro campo di indagine da un punto di vista diverso, e loro dovevano frenare i nostri voli pindarici per farci arrivare a qualcosa di scientificamente credibile. È stato appassionante, divertente, L esercizio della scrittura è stato particolarmente delicato Bisognava spiegare molte cose al lettore senza cadere nel didascalico Garantendo al contempo il ritmo della trama nei contesti più formali dei più prestigiosi convegni scientifici internazionali». E Yvon Bertorello aggiunge: «Non ringrazieremo mai abbastanza padre Guy Tardivy, priore dei domenicani di Gerusa- lemme e padre Christian, di origine belga, che si occupa degli ospiti presso la Scuola biblica. È stato il primo a sostenere il nostro progetto. Les explorateurs de la Bible sarà tradotto in arabo a novembre, e saremmo molto onorati di poter pubblicare questo fumetto in lingua italiana al più presto. Quest anno si festeggiano tre ricorrenze importanti: il giubileo degli ottocento anni dell ordine domenicano, i 150 anni della Scuola biblica e i 1600 anni dalla scoperta della tomba di santo Stefano». Alessio Lapo conclude con un aneddoto: «Ho conosciuto Tardivy a Parigi nell inverno del 2013 mentre eravamo a una presentazione organizzata da Yvon alla libreria Gilbert Joseph. Avevamo allestito un rinfresco molto curato, molto ricco a base di qualsiasi tipo di stuzzichino, bibite e purtroppo vino. Qualcosa non è andato per il verso giusto e una borsa piena di bottiglie si è rotta, allagando il pavimento della libreria mentre Arnaud continuava impassibile a tenere l incontro e Yvon e Simona, costernati, cercavano di arginare l alluvione e limitare i danni. Alla Gilbert Joseph non si dimenticheranno tanto facilmente di noi, temo. Siamo un equipe a volte un po strampalata ma professionale e con il passare degli anni sempre più affiatata. E questo, vi assicuro, nel mondo dell arte in generale è molto raro. So di essere molto fortunato». istruttivo. Ma il momento migliore è arrivato quando la sceneggiatura ha iniziato a prendere vita e sono arrivate una dopo l altra le tavole di Alessio e Simona». Durante il viaggio a Gerusalemme, spiega Alessio Lapo, «mia moglie Simona Mogavino ha creato una cartella a colori degli ambienti per poi riportarli all interno del fumetto, in ogni tavola. Simona è sceneggiatrice di una serie di successo in Francia, Alienor, la legende noire, su Eleonora di Aquitania e collabora alla stesura dei plot con Arnaud e per molto tempo si è occupata di restauro e conservazione dei beni artistici». Dal punto di vista della sceneggiatura, continua Delalande, «il nostro profondo rispetto per il lavoro della Scuola, gli obiettivi di realismo e precisione che ci eravamo prefissati il fumetto è stato pensato come un omaggio al lavoro di questa istituzione e all ottocentesimo anniversario della nascita dell Ordine dei predicatori hanno reso l esercizio della scrittura particolarmente delicato: bisognava spiegare molte cose al lettore senza cadere nel didascalico, e garantire contemporaneamente il ritmo del thriller. È quello che abbiamo cercato di fare, anche a livello grafico. Lavorare allo script è stata una grande gioia, ma anche una grande sfida». Il soggiorno in Terra santa è stata una continua meraviglia, continua Delalande. Democrazia ante litteram «Paesaggi come il monastero della Tentazione, le sorgenti del Giordano, il Mar Morto, e anche il luogo del massacro insensato di Masada, il tunnel misterioso che univa l Antico Tempio con la fontana di Siloe. Meraviglia anche per l eccezionale lavoro della Scuola biblica e il museolaboratorio di padre Humbert, la paziente ricerca epigrafica dell abbé Puech, che ha passato la vita a ricomporre le tessere di un mosaico composto da lingue scomparse. È veramente sorprendente rendersi conto che i veri Indiana Jones oggi sono sacerdoti o vestono l abito domenicano, senza la frusta e il cappello di Harrison Ford nei film di Spielberg; e fanno parte di una comunità coesa e solidale, sotto il sole e in mezzo alla polvere di un sito archeologico come Il seme della democrazia è stato piantato nel 1215, otto anni prima della Magna Charta britannica. A giocare d anticipo è stata la comunità di Vallisnera, un paese sull Appennino reggiano: il 9 agosto 1207, infatti, i signori della zona promulgarono lo Statuto, che consta di ottanta articoli, bruciando sul tempo il re d Inghilterra Giovanni Senza Terra che, a Runnymede, firmò quel documento che all unanimità viene considerato la prima ufficiale limitazione del potere assoluto del sovrano. E il prossimo 9 agosto, scrive davide Parozzi su «Avvenire» del 25 luglio, la comunità di Vallisnera ricorderà come ogni anno quello storico avvenimento. Lo scenario, del resto, non è casuale: è quello delle terre di Matilde di Canossa, che aveva difeso il papato contro l impero infliggendo, davanti al suo castello, la celeberrima umiliazione a Enrico I V. Matilde morì nel 1115 ma lo spirito del suo governo improntato a una grande attenzione verso i poveri e gli umili era ancora ben saldo. E così il 4 maggio 1207 i signori di Vallisnera, Nicolò e Zibello, radunarono i rappresentanti delle diverse comunità per discutere di un corpus di leggi che venissero rispettate da tutti. La peculiarità è data dal fatto che nulla viene imposto dall alto: i s e n i o re s, pur essendo i promotori dello Statuto, si rimettono alle deliberazioni degli homines per giungere a un testo il più possibile condiviso. Nel segno della vera democrazia. Disagi e degrado Cartolina da Tr a s t e v e re Le notizie sui disagi e sul degrado che stanno interessando l Italia rimbalzano da una sponda all altra dell Atlantico. Già il «New York Times» del 22 luglio sottolineava in un approfondimento su Roma che: «In alcuni parchi pubblici, l erba arriva alle ginocchia. La metro scorre a passo di lumaca perché i lavoratori sono in sciopero. L aerop orto principale della città è nel caos dopo un incendio. I funzionari pubblici vengono arrestati uno dopo l altro in un inchiesta sull infiltrazione mafiosa nella città». Nell edizione statunitense l articolo era corredato da una eloquente fotografia, non apparsa invece nella versione europea, che mostra il degrado del rione Trastevere. Solo pochi giorni dopo, con la data del 25-26, il quotidiano newyorkese è tornato sull argomento, ponendo l accento sulle reazioni della stampa italiana. L articolo ha infatti provocato una serie di interventi, ma già prima che la segnalazione arrivasse da oltreoceano altre testate si erano dedicate all argomento. In particolare il «Corriere della Sera» insiste da settimane sul degrado della capitale, chiedendo ai cittadini di inviare foto che testimonino situazioni di particolare difficoltà. E le segnalazioni, soprattutto relative a malfunzionamenti nel sistema dei trasporti Il degrado del rione Trastevere in una foto pubblicata sull edizione statunitense del «New York Times» e alle inefficienze nel servizio di nettezza urbana, non sono tardate ad arrivare. A fronte di una situazione molto difficile, il sindaco ha chiesto scusa «ai romani e ai turisti per gli inaccettabili disagi di questi giorni». Ha rimosso in blocco il Consiglio di amministrazione dell azienda dei trasporti (Atac) e ha chiesto le dimissioni all assessore competente. Ma nella capitale italiana la situazione non è grave solo per quanto riguarda la mobilità e il decoro urbano. Anche il patrimonio storico e artistico che rende questa città unica al mondo è a rischio. Quantomeno per ciò che riguarda la fruibilità da parte dei turisti. Proprio ieri, 24 luglio, un cartello avvertiva che il Museo di Villa Borghese sarebbe rimasto chiuso per alcune ore a seguito di un assemblea dei lavoratori «non retribuiti per i servizi svolti». Il giorno prima è stato invece impossibile accedere al Colosseo e alla galleria di Palazzo Barberini. L anfiteatro, in particolare, era rimasto chiuso per una riunione dei lavoratori del settore beni archeologici. Disagi, malfunzionamenti e degrado, però, non sembrano interessare solo la Città eterna. In queste ore, infatti, stanno facendo il giro del mondo le foto che ritraggono i circa duemila turisti rimasti per ore in attesa sotto il sole davanti ai cancelli d ingresso degli scavi di Pompei, chiusi a seguito di una assemblea sindacale. Il danno è enorme, sottolineano gli esperti del settore. Dopo i crolli del passato era stato infatti avviato un tentativo di rilanciare l immagine di uno dei più importanti siti archeologici del mondo. Questo passo falso potrebbe annullare quegli sforzi e avere ripercussioni negative gravi sul turismo, non solo a Pompei ma anche nel resto d Italia. (marcello filotei)

5 domenica 26 luglio 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Epitaffio di Patricia Dopo la scoperta del nuovo pianeta Solo noi nell universo? Storie tardoantiche di spose bambine Dolcissima e saggia Nelle iscrizioni funerarie dedicate ai coniugati è talvolta presente il ricordo dei figli venuti alla luce Da esse si evince una prolificità che non compensa la mortalità infantile ne sia circoscritta tra i quattordici e i venti anni, con un accentuata tendenza tra i quindici e i diciotto. Non mancano comunque esempi di matrimoni molto precoci, contratti addirittura in anticipo rispetto a quanto stabilito per legge, quindi in età ancora impub ere. È il caso di Gliceria, morta nel 452 a quarantacinque anni dopo intorno ai ventuno anni e, in termini disaggregati, a ventidue anni per gli uomini, a diciannove per le donne. Queste indicazioni di ordine generale, naturalmente solo tendenziali, si fondano sui dati biometrici trasmessi dalle iscrizioni funerarie, che in moltissimi casi forniscono informazioni naturalmente di prima mano re - lative all età del matrimonio, alla sua durata e al connesso fenomeno della mortalità infantile. Su questa materia il comportamento dei cristiani non si distaccò dal costume e dalla cultura del tempo e gli stessi Padri della Chiesa anche per l età nuziale indicavano come norma di riferimento quella vigente. Ma all interno della documentazione quantitativa che sostiene la formulazione dei flussi demografici si scoprono realtà umane e situazioni esistenziali, che attraverso la memoria funeraria escono dall anonimato e diventano soggetti storici. Tra le molte testimonianze disponibili, particolarmente significativa è quella di una altrimenti ignota Ilaria vissuta alla fine del IV secolo. Questo il testo della sua memoria ultima pubblicato nelle Inscriptiones Christianae Urbis Romae (ICUR, II 6049): «Alla benemerita consorte Ilaria, che visse venticinque anni; fu promessa sposa quando aveva undici anni e rimase fidanzata per sette anni. Visse con il marito per sette anni e otto mesi. Fu deposta il sedici agosto nell anno del quarto consolato di Valentiniano Augusto e di Neoterio [anno 390]». Ilaria si era dunque sposata quando aveva diciotto anni. La fredda sequenza dei soli dati biometrici che caratterizza l epitaffio di Ilaria richiama, per contrasto, la memoria funeraria di una Patricia, che tramanda invece alla posterità, accanto ai dati biometrici, la sintesi di un repertorio elogistico consolidato nell immaginario collettivo per tratteggiare l immagine ideale della moglie: «Buona, fedele, casta, dolcissima, saggia consorte, l innocente Patricia visse 21 anni, 6 mesi, 18 giorni. Trascorse con suo marito Cleopatro, ora rimasto solo, 4 anni, un mese e 14 giorni con totale devozione e castità» (ICUR, V 13196). Anche per Patricia, andata a nozze a 17 anni, vita e matrimonio si rivelarono brevi. Per le donne l età media del matrimonio, calcolata su un campione di circa duecento iscrizioni cristiane di Roma del IV-V secolo, risulta di venti anni. Se però si considera che quasi la metà delle donne ricordate si sposarono tra i 14 i 18 anni, appare evidente come questa stima risulti eccessivamente alta. La ragione di questa asimmetria va probabilmente ricercata nel fatto che le testimonianze relative a donne sposatesi in età molto avanzata (cioè da trentacinque-quarant anni in su), possono in realtà riferirsi a vedove risposate, anche se i Padri della Chiesa consideravano poco op- trentaquattro anni di matrimonio: si era quindi sposata a undici anni (ICUR, VIII 23447). Nella valutazione di questi dati si deve comunque tenere conto che nella indicazione della durata del matrimonio agisce la consuetudine riscontrabile anche nella menzione della durata di vita che induceva a ricordare i matrimoni molto lunghi o molto Il rituale della dextrarum iunctio (Museo delle Terme di Diocleziano, Roma) brevi, e a trascurare quelli che rientravano nella durata percepita come normale. In sostanza, come era ovvio attendersi, non risultano differenze apprezzabili tra i dati delle iscrizioni pagane e quelli delle iscrizioni di committenza cristiana. Una delle cause della brevità di molte unioni matrimoniali si può senz altro individuare nell alta frequenza dei decessi prematuri delle donne, specialmente nella fascia che intercorre tra i nove mesi e i dieci anni di vita coniugale. Su un campione omogeneo (iscrizioni romane del IV-V secolo) di 293 donne sposate, 23 muoiono nel primo anno di matrimonio, 70 tra il primo e il quinto, 59 tra il quinto e il decimo. La causa immediata di una così alta mortalità femminile è con ogni evidenza da collegare alla incidenza di due fattori tra loro complementari: la consuetudine dei matrimoni precoci e, soprattutto, l incidenza della gravidanza, del parto, degli aborti di portune e quindi sconsigliabili le seconde L CARLO CARLETTI nozze. Ciò spiegherebbe il pressoché assoluto e unioni matrimoniali precoci in silenzio dei secondi o terzi matrimoni e di età imperiale erano pienamente legittimate dalla legislazione vigente. dano espressamente lo stato vedovile. E in contro l esiguità delle testimonianza che ricor- Il diritto romano fissava la aetas questa direzione non sembra casuale che nessuna delle dodici donne sposate tra i trentasei nubilis per le donne a dodici anni e per gli uomini a quattordici: in sostanza l età e cinquanta anni, sia ricordata con il qualificativo virginia, impiegato frequentemente minima per contrarre nozze coincideva con la fase iniziale della pubertà. sia in riferimento alla donna (quae virgo nupsit) sia all uomo (qui virginem duxit) per in- È comunque generalmente ammesso, alla luce soprattutto delle ricerche di Martin Bang dicare l integrità verginale al momento delle condotte sulle iscrizioni pagane di Roma, che nozze. le ragazze si sposavano intorno ai quattordici In questa direzione sembra più aderente alla realtà una lettura condotta sui dati disag- anni, i ragazzi intorno ai venti: una media sostanzialmente in linea con la complessiva gregati per fasce di età, dai quali emerge che aspettativa di vita stimata in età imperiale la punta massima dell età nuziale per le donnaturali e procurati. Di questa realtà abbiamo cospicue ed emblematiche testimonianze, che in più di un caso entrano anche crudamente nel vivo di vicende traumatiche. Un iscrizione della metà del III secolo così ricorda la drammatica vicenda vissuta da Candida, una giovane schiava dalmata morta a circa trenta anni: «Ella soffrì crudelmente per quattro giorni nel tentativo di partorire, / ma non partorì e così lasciò la vita» (C o rp u s Inscriptionum Latinarum, III, 2267). Nelle iscrizioni funerarie dedicate ai coniugati è talvolta presente il ricordo anche dettagliato dei figli venuti alla luce: in definitiva m i c ro s t o r i e di intere famiglie. La prima impressione che si riceve da lettura di questi dati è quella di una notevole prolificità, che tuttavia non sembra compensare l altissima mortalità infantile (i funera acerba), soprattutto nei primissimi anni di vita e anche nel periodo perinatale. E così quanti dei 12 figli avuti da una anonima defunta vissuta 46 anni (ICUR, I, 686) superarono il primo anno di vita? E quanti dei 14 avuti da Egnazia Primitiva morta a 77 anni (ICUR, I, 3437)? Probabilmente non molti se si considera ad esempio che Brattia Dignitas, vissuta 33 anni, filos procreavit VII ma di questi ne rimasero in vita solo quattro (ICUR, I, 1550). Analogamente una tale Iulia, parlando in prima persona del suo epitaffio, ricorda di aver lasciato al marito solo tres filios superstetes (ICUR, I V, 11927). E perciò può apparire quantomeno insolito che Publilia Euhodia, alla morte del marito Publilius Anagius, dopo 11 anni di matrimonio, avesse ancora con sé nove figli (ICUR, II, 4374). Al ricordo di queste famiglie numerose si contrappone la testimonianza del tutto inconsueta e forse unica di una coppia che non ebbe figli e ciò si volle ricordare nella memoria epigrafica, quasi a sottolineare una sofferenza lungamente repressa e resa manifesta nella scrittura ultima : il marito nella dedica alla moglie, morta a trenta anni, testimonia in prima persona che dopo dodici anni di matrimonio, la consorte decessit sine filiis (ICUR, I V, 12534). La realtà dell alta mortalità femminile in età imperiale era probabilmente recepita in alcuni ambienti cristiani di tendenza encratita (pratica della continenza), come esplicito segnale di un momento della lotta terrena tra la categoria dello spirito (il bene) e quella della materia (male). «Finché le donne partoriranno ci sarà la morte» si legge in un testo gnostico di Teodoto (Testi gnostici in lingua greca e latina, a cura di Manlio Simonetti, 1993); una credenza di cui strumentalmente si potevano cogliere i segni anche nelle morti precoci di madri e figli, poi ripresa anche da Clemente Alessandrino, che con linguaggio biblico scriveva: «Fino a quando spadroneggerà la morte? domanda Salome al Signore. Egli rispose: fino a quando voi donne partorirete» (S t ro m a t a 3, 6, 45). Con queste valutazioni, che di fatto disincarnavano realtà drammatiche tutte umane, entriamo però in contesti radicali di ascendenza gnostica, al di fuori quindi della ortodossia e di una azione pastorale rivolta con spirito evangelico alla «cultura della vita, sensibile a tutte le fragilità», come ribadito anche recentemente, il 30 maggio 2015, dal più alto dei pulpiti. Il pianeta Kepler 452b ge sempre la Chiesa oltre i limiti, si poneva il 12 maggio 2014 questo interrogativo nell omelia della messa a Santa Marta: «Se domani venisse Con le domande che suscita la ricerca astrobiologica apre una strada di frontiera verso le periferie esistenziali e fisiche più lontane e più profonde mentava: «Dal momento che una delle questioni più meravigliose e nobili in natura è se c è un mondo o molti (...). Sembra opportuno indagare». Tra i filosofi greci il dibattito della pluralità dei mondi è stato più intenso tra gli epicurei (a favore della pluralità) e gli aristotelici (a favore di unicità). Niccolò Cusano aveva sostenuto l idea di altri mondi abitati, speculando sulla natura degli alieni. Giordano Bruno adottò l elio centrismo di Niccolò Copernico trasformandolo in una visione dell universo infinito ed eterno con stelle, come il sole, con mondi circostanti e abitati. Bruno criticò Copernico perché si era fermato alla matematica, non affrontando i problemi filosofici della nuova visione del mondo. Così per Bruno, la terra è un pianeta simile ad altri che possono essere chiamate altre terre. Meno noto è il caso dell astronomo gesui- di K JOSÉ GABRIEL FUNES epler 452b è il primo pianeta scoperto di dimensioni simili alla nostra terra: è situato nella zona di abitabilità la regione dello spazio intorno a una stella dove l acqua liquida possa esistere sulla superficie del pianeta di una stella simile al nostro sole. La scoperta del nuovo pianeta Kepler 452b ravviva l idea che il contatto e, perché no, l incontro con esseri extraterrestri intelligenti di una civiltà extraterrestre potrebbe accadere in un futuro prossimo. Personalmente sono molto scettico sulla possibilità che questo evento cosmico accada veramente. La domanda se siamo soli nell universo continua ad affascinare l opinione pubblica e gli scienziati. Perfino Papa Francesco, parlando dello Spirito santo che spinta Angelo Secchi, uno dei fondatori della moderna astrofisica, direttore dell Osservatorio del Collegio romano. Secchi nel XIX secolo si occupò dell esistenza di altri mondi abitati, di cui era convinto. La nostra galassia contiene più di cento miliardi di stelle. Considerando il numero di pianeti extrasolari scoperti, sembra che la stragrande maggioranza delle stelle nella nostra galassia sia, almeno potenzialmente, in grado di avere dei pianeti in cui la vita si sarebbe potuta sviluppare. Anche se non sappiamo con certezza se il fenomeno terra sia raro o comune. Come segnala Sara Seager, esperto mondiale nel campo dei pianeti extrasolari: «Quando e se troveremo che le altre terre sono comuni e vedremo che alcune di loro hanno segni di vita, avremo finalmente completato la rivoluzione copernicana, uno spostamento finale e concettuale della terra, e dell umanità, una spedizione di marziani, per esempio, e alcuni di loro venissero da noi, ecco... marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini (...). E uno dicesse: Ma, io voglio il battesimo!. Cosa accadrebb e?». La domanda sulla vita extraterrestre è una costante nella storia del pensiero filosofico e religioso. Nel secolo XIII Alberto Magno comlontano dal centro dell universo. La rilevazione e la caratterizzazione di mondi abitabili sono la promessa e la speranza della ricerca dei pianeti extrasolari». Poche settimane fa sono stato invitato dal Nasa Ames Research Center per tenere una conferenza sul futuro dell universo. Durante la visita, ho avuto il privilegio di incontrare il team della missione Kepler. Mi sono sentito molto onorato da William Borucki, ricercatore principale del telescopio spaziale Kepler, che molto gentilmente mi ha fatto una presentazione della missione. Ho potuto apprendere di prima mano non solo l imp ortanza dei risultati scientifici, ma anche di tutto lo sforzo che un impresa del genere comporta. Con questa scoperta, e con quelle immagini che sono arrivate dal lontano Plutone nei giorni scorsi, abbiamo avuto l occasione di constatare che la scienza è portata avanti da un team e non da singoli. Inoltre abbiamo potuto osservare che per arrivare a risultati scientifici importanti c è bisogno di pazienza e tempo. Ci sono voluti quasi dieci anni per arrivare a Plutone e venti anni dalla scoperta del primo pianeta extrasolare per rilevare l esistenza di un altra terra. La collaborazione e la pazienza sono alcune delle virtù che possiamo imparare dagli scienziati e che possono ispirare le giovani generazioni. La ricerca astrobiologica con le domande e il fascino che suscita negli scienziati e nell opinione pubblica apre una strada di frontiera, verso le periferie, esistenziali e fisiche, più lontane e più profonde. Mentre tutto ciò che possiamo fare è aspettare con pazienza le sorprese di Dio: «Vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Genesi, 1, 31). Sapendo che egli è la prima e l ultima parola, quella definitiva.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO domenica 26 luglio 2015 Le linee del Consiglio francese del culto musulmano guidato da Anouar Kbibech Un discorso di pace da opporre alle tesi jihadiste PARIGI, 25. Rinnovare il pensiero islamico, attraverso la creazione di un consiglio di intellettuali musulmani, e la pratica religiosa, grazie all aiuto di un consiglio teologico pluralista, per meglio comprendere il Corano e lottare contro le teorie jihadiste: sono questi i principali obiettivi del nuovo Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) guidato da Anouar Kbibech, presidente del Raggruppamento dei musulmani di Francia (Rmf), che dal 1 luglio ha preso il posto di Dalil Boubakeur, rettore della Grande moschea di Parigi. Un passaggio di consegne non di poco conto visto che l Rmf è vicino al ministero degli Habbous del Marocco mentre la Grande moschea di Parigi è considerata in qualche modo legata all Algeria. E in passato le due comunità (marocchina e algerina) si sono disputate più volte, non senza polemiche, la presidenza del Cfcm. Come informa il quotidiano «la Croix», giovedì scorso Kbibech, 53 anni, marocchino di Meknès, ingegnere in telecomunicazioni, ha illustrato le linee programmatiche del suo mandato. L occasione per riaffermare l intenzione di puntare a una «cultura del risultato»: bisogna «dire ciò che si fa e fare ciò che si dice», ha osservato, auspicando che la presidenza a turno (il suo incarico durerà due anni) e collegiale favorisca un lavoro più efficace nel Cfcm. Ma sarà attraverso l istituzione di un «consiglio di intellettuali musulmani» e di un «consiglio teologico pluralista» che si penserà al futuro dell islam in Francia e all elaborazione di un c o n t ro - d i s c o r s o da opporre alle tesi jihadiste. Il neo presidente ha tenuto a distinguere il suo progetto dal Consiglio teologico musulmano di Francia (composto da nove membri) creato il 25 maggio a Parigi da teologi, imam ed esperti venuti da tutto il Paese. «Il nostro consiglio teologico spiega sarà pluralista e radunerà le differenti tendenze dell islam». Questa apertura è rivolta soprattutto alle decine e decine di moschee che sono sotto l influenza salafita, per «ricondurre alla ragione» coloro che sono inclini a ripiegarsi su se stessi. Davanti a crimini compiuti in nome dell islam, «noi continueremo a condannare questi atti, consapevoli tuttavia che bisogna anche agire contemporaneamente», ha dichiarato Kbibech, annunciando una serie di conferenze sul radicalismo e sulle raccomandazioni pratiche che esso ha sviluppato: «Non si può negarlo: dobbiamo riconoscere che letture estremiste, interpretazioni erronee di certi versetti possono spiegare questa violenza». Fra le altre priorità figurano l istituzione di un «collegio di donne», poiché «la religione musulmana è regolarmente interpellata sull uguaglianza uomo-donna», l a p p ro f o n d i - mento del dialogo con i giovani e i nuovi convertiti, con i cristiani e soprattutto gli ebrei, la sostenibilità dei fondi del Consiglio francese del culto musulmano che dipendono oggi dai soli contributi provenienti dai luoghi di preghiera. Al riguardo Kbibech ha rivelato che sono allo studio una tassa sull halal (il cibo preparato in modo conforme ai precetti della legge islamica) e un altra sull organizzazione del pellegrinaggio alla Mecca. «Facciamo appello alla generosità dei Paesi musulmani ma solo per appoggiare dei progetti precisi e non per assicurare il funzionamento dell istituzione», ha detto ancora, auspicando fra l altro la creazione di una fondazione che potrebbe finanziare la costruzione di luoghi di culto o la formazione teologica degli imam. Il Cfcm pensa di certificare questa formazione sulla base di un fondamento teologico comune e della firma di una carta dell imam. Per quanto riguarda invece l ip o- tesi di istituire un istanza generale delle associazioni musulmane (alla stregua del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia), il vice-presidente Chems-Eddine Hafiz si è detto contrario: «Non vogliamo ha detto un o rg a n i z - zazione che possa assomigliare a un partito politico musulmano e attirare accuse di comunitarismo». In Namibia la conferenza annuale dell Associazione africana di studio e ricerca su diritto e religione L umiltà di ascoltarsi Dopo Accra, in Ghana, e Città del Capo, in Sudafrica, l Asso ciazione africana di studio e ricerca su diritto e religione (Aclars) ha tenuto la sua terza conferenza annuale a Windhoek, in Namibia. Composta da ricercatori e studiosi di religione e giuristi africani, l Aclars studia la relazione tra religione e Stato e religione e diritto nei vari Paesi africani, con l intento di facilitare dove necessario, il dialogo. L incontro annuale è un occasione per i partecipanti di studiare quegli aspetti problematici che non permettono ai cittadini di vivere pienamente il loro diritto di praticare una religione e di promuovere le misure che consentirebbero alle fedi di partecipare più pienamente allo sviluppo della società civile. Provenienti da Benin, Botswana, Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Malawi, Marocco, Nigeria, Ruanda, Sud Africa, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Gran Bretagna e Stati Uniti d America, gli studiosi hanno dibattuto quest anno su «Libertà religiosa e pluralismo religioso in Africa: prospettive e limitazioni». La giornata di apertura ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo i rappresentanti religiosi delle varie denominazioni della Namibia, che hanno apprezzato l iniziativa, rivelando come per la prima volta dopo tanti anni sia stata loro offerta la possibilità di radunarsi e di ascoltarsi reciprocamente. «Lavoriamo per il bene dell uomo, dei nostri fratelli e sorelle, per il bene di questa nazione, ma mai abbiamo avuto il coraggio, anzi l umiltà di incontrarci e di ascoltarci come oggi», ha dichiarato uno degli intervenuti. Sono stati dedicati approfondimenti alla situazione creata dal gruppo terroristico Boko Haram nel nord della Nigeria, in Camerun e in Ciad, così come alla paura seminata nel corno d Africa da altri gruppi islamici. Il segretario del gruppo di concertazione dei movimenti religiosi presso il ministero dell Interno e della Pubblica sicurezza in Benin, Michel Alokpo, ha spiegato come il Paese non sia così «al riparo dai gruppi islamici radicali», poiché «qualche tempo fa, con il sostegno di un ministro del Governo, ignaro delle loro vere intenzioni, gruppi di imam provenienti da nazioni arabe sono entrati in Benin. Ma ben presto sono stati allontanati perché le loro prediche non erano tese al mantenimento della pace e alla coesione sociale. Da noi ha proseguito e nella stessa famiglia si possono trovare musulmani, cristiani, membri di religioni tradizionali africane; persone di fedi diverse si sposano tra loro, da sempre. Le prediche di quegli imam non avrebbero Alle radici dell esperienza di filiazione Là dove tutto comincia di PABLO D ORS L esperienza spirituale più importante di Gesù di Nazareth avvenne durante il suo battesimo, quando, dopo avere ricevuto l acqua per mano di Giovanni, vide, come raccontano gli evangelisti, aprirsi le porte del cielo da cui scese una colomba. Udì allora una voce che disse: «Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». In questo resoconto ci sono almeno quattro punti di indubbio interesse: 1. Per ricevere un esperienza spirituale il primo passo è la purificazione, qui simboleggiata dalle acque del Giordano. 2. Nella misura in cui ci si purifica, si aprono le porte del cielo, vale a dire le porte della percezione o della ricettività spirituale. 3. Questa esperienza spirituale, rappresentata dalla colomba e dalla voce, consiste, essenzialmente, nel sentirsi figli prediletti. 4. Un essere umano che si senta figlio è qualcosa che rallegra e compiace il Creatore, dandogli gloria. Sentirsi figlio, cioè sentire che c è un padre, è come dire, per usare un Il fondamento della fiducia Pubblichiamo una nostra traduzione dell articolo intitolato El fundamento de la confianza uscito nella pagina culturale (La Tercera) del quotidiano spagnolo «Abc» di venerdì 24 luglio. mantenuto questo clima». Alokpo ha inoltre ricordato che i beninesi che si recano alla Mecca ogni anno incontrano tutte le tendenze islamiche, ma «tocca allo Stato vegliare sempre, affinché la pace e la sicurezza del Paese non siano minacciate». Gli studiosi riuniti a Windhoek hanno sottolineato la necessità di aiutare le popolazioni a discernere anche di fronte a «sedicenti profeti cristiani» che creano però «un sincretismo subdolo e nocivo». Solo un confronto serio e senza paura, tra lo Stato e questi gruppi, permetterebbe di proteggere le frange più deboli, le quali hanno bisogno di più attenzione da parte dei pastori, come ha detto il vescovo luterano (e ministro in Namibia) Zephania Kameeta. (jean-baptiste sourou) vole voluto dalla provvidenza. Capiamo, in poche parole, che nella nostra innata e inevitabile ricerca della pienezza è più sensato avere fiducia che sfiducia, perché solo con la fiducia sentiamo di essere uniti al prossimo e al mondo, e di non esserne separati. Questa è l esp erienza mistica primordiale, riportata paradigmaticamente dai vangeli in occasione del battesimo di Gesù, vero inizio della sua missione nell umanità. E qual è questa missione, potremmo chiederci. Soltanto una e, come è ovvio, conseguente all esp e- rienza che la precede: comunicare la propria esperienza battesimale. Il messaggio cristiano potrebbe ridursi a questa tesi: vale la pena confidare nella realtà. Se c è un Padre, vale a dire un motivo per la fiducia, esiste una conseguenza immediata: sei fratello di tutto e di tutti. Solo a partire da questa fratellanza universale e da questo rispetto strutturale verso la natura è possibile, secondo me, capire e praticare coscientemente ciò che noi cristiani chiamiamo misericordia e che i buddisti chiamano compassione. Conosciamo bene il significato etimologico della parola compassione, patire con l altro, e di misericordia, sentire la miseria altrui, ma entrambe le esperienze, che sono un unica esperienza, hanno una radice: la scoperta che l altro, l Altro, sei tu, la tua famiglia. Il cristianesimo è una religione universale proprio perché avanza questa proposta: è ragionevole avere fiducia, è necessario praticare la misericordia, questo linguaggio meno espressamente cristiano, sperimentare che la fiducia ha un fondamento, che non è stupido, ma sensato, confidare in quello che c è. Perché? Perché abbiamo scoperto che siamo della stirpe divina o, detto in altri termini, che quello che esiste e che accade non è arbitrario o un capriccio del destino, ma obbedisce a un disegno amore- è il culto che vuole il Signore. La pratica della misericordia rende visibile in questo mondo la sensatezza della proposta cristiana, radicalmente umanista. Detto in modo più semplice: l amore rende credibile la fede. Soltanto l amore è degno di fede. La pratica della misericordia è conseguenza dell esp e- rienza della fiducia e, allo stesso tempo, genera questa esperienza. La misericordia aumenta la fiducia nella vita e nell essere umano, solo essa è in grado di aumentarla. Il peccato, in questo senso, è l ego centrismo o chiusura in se stessi, cioè l indifferenza e la passività di fronte al destino altrui. Gli indifferenti e gli egoisti distruggono, consapevolmente o meno, i motivi di speranza che possono o potrebbero nutrire i propri contemporanei. L egoismo e l indifferenza sono, insomma, minacce per la fiducia nella quale si realizza l essere umano. L argomento della misericordia è sempre attuale. La domanda più urgente è, mi pare, come si forgia un cuore misericordioso o, in altre parole, come si combatte contro un egoismo che ha assunto nelle nostre società una proporzione mostruosa. È sensato parlare di questo? È realistico? Discorsi del genere non sono, in fin dei conti, una dimostrazione di supina ingenuità? Non dico nulla di straordinario se affermo che l unico modo perché un albero dia buoni frutti è prendersi cura delle sue radici. Detto più chiaramente: l unico modo affidabile di generare una cultura di misericordia è coltivare la fiducia, fare questo cammino, lavo- stiani credono che la propria sia fede. Ma c è solo un modo per provare se credono o meno coloro che dicono di credere o non credere: se nella vita praticano la fiducia che altro non è che la meditazione e, di conseguenza, praticano la compassione nei propri confronti, nei confronti della natura e degli altri. Per me è secondario che una persona chiami Dio Padre o fondamento della fiducia la propria esperienza spirituale più radicale. La cosa principale è provare questa esperienza, e solo secondario che la si chiami in un modo o nell altro. In tal senso, Bottega dei Cagnola «Battesimo di Gesù» (XV secolo) rare sull esperienza spirituale che rende possibile che la compassione sia più di un semplice dovere etico, trasformandosi nella conseguenza necessaria di una visione la visione di un cielo aperto dal quale scende una colomba e di un ascolto, quello di una voce che ti dice che sei un figlio prediletto. Offro frequentemente ritiri di silenzio e meditazione, ai quali partecipano credenti e non credenti in misura più o meno uguale, e la mia esperienza al riguardo è sempre la stessa: ciò che provano gli uni e gli altri non è, in fondo, molto diverso. Non può esserlo, posto che tutti, ognuno con la propria visione del mondo, si esercitano nella fiducia. Confidare nella realtà è un atto di fede, è un modo di essere credenti. Gli agnostici credono di non credere, allo stesso modo in cui molti crila linea di confine tra un credente e un non credente è molto sottile, mentre grande, invece, è il confine tra uno che medita e uno che non medita. Per me è chiaro che bisogna andare alla radice e che queste radici, in Occidente, si trovano nelle acque del Giordano. Da lì comincia tutto. Se non entriamo in quel fiume, se non permettiamo a quelle acque di purificarci dalle nostre ombre, non si aprirà alcuna porta, non scenderà alcuna colomba e non risuonerà alcuna voce. Non faremo l esp erienza spirituale e continueremo a essere le persone materialiste e pragmatiche che di fatto siamo. Non ascolteremo alcuna voce e il mondo noi, loro e tutti gli altri risulterà semplicemente muto ed ermetico. Un mondo in cui non risuona nulla perché non c è alcun orecchio disposto ad ascoltare. Un mondo arido perché nessuno si cura di quelle acque che potrebbero purificarci da una zavorra di secoli ed estinguere certamente la nostra sete. Buona parte dei nostri mali, per non dire tutti, si devono alla perdita dell esperienza di filiazione. Abbiamo ucciso i padri, tutti, non soltanto Dio Padre, e di conseguenza siamo una generazione di orfani. Mancare di padri, non sentirsi figli, è, come abbiamo visto, il fondamento della sfiducia e in ultima istanza del terrore, dell assenza di misericordia. Il modo di procedere consisterebbe, secondo me, nel mettersi a pregare, anche se non se ne ha voglia, nel cominciare a confidare, anche se nel fondo si nasconde sempre, instancabile, il sospetto. A pregare si impara pregando, solo così. Ad ascoltare si impara tacendo, fuori e dentro. A guardare si impara chiudendo gli occhi e osservando quello che succede dentro di noi. Allora, forse, riceveremo la visione alla quale siamo stati destinati: quella di una colomba che scende su di noi e ci rende capaci della dimensione spirituale che ci costituisce. E allora, forse, udremo anche le parole che, consapevolmente o meno, andiamo cercando: sei mio figlio, ti amo.

7 domenica 26 luglio 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 L episcopato argentino sul protocollo per l aborto messo in rete dal ministero della Salute Il diritto di venire alla luce BUENOS, AIRES, 25. «Ci troviamo di fronte a un caso molto raro perché, senza la mediazione di una legge specifica, da un giorno all altro un organismo del Governo nazionale promuove l aborto in tutto il Paese». È questo il commento che, per voce dell arcivescovo di La Plata, monsignor Héctor Rubén Aguer, la conferenza episcopale argentina ha espresso di fronte alla pubblicazione sul sito web del ministero della Salute di un protocollo per l assistenza integrale delle persone con diritto all interruzione legale della gravidanza. Nonostante nel Paese latinoamericano manchi una vera e propria legge sull aborto, nel documento vengono fornite una serie di istruzioni per facilitare la pratica abortiva nelle strutture pubbliche o private per le donne che vogliano effettuarla. Nel suo intervento l a rc i v e s c o v o di La Plata si domanda se il protocollo sia stato approvato dal capo dello Stato o dal ministero della Salute. Inoltre, denuncia monsignor Aguer, il documento parla di «diritto all interruzione legale di gravidanza», senza però «chiarirne le circostanze». Menziona poi il «consenso informato», senza però accennare alla possibilità per la gestante di «tenere il bambino per poi darlo in adozione». In questo modo, osserva l a rc i v e s c o v o di La Plata, si cerca di imporre «un Giovani in missione a Goya GO YA, 25. Con il motto «Guidati da Maria, missionari per la pace» centinaia di giovani del nord-est dell Argentina daranno vita dal 24 al 26 luglio a una mega missione nella città di Goya, nella provincia di Corrientes. Adolescenti e giovani di diverse parti del Paese si impegneranno a portare la Parola di Dio e un immagine pellegrina della Madonna di Itati alle famiglie di Goya. Scopo della missione è quello di incontrare le famiglie e portare il messaggio di Cristo, sull esempio di Maria, principio perverso in base al quale la vita del bambino non vale niente». Il documento ministeriale, secondo monsignor Aguer, calpesta «il diritto del figlio a nascere» e in questo modo si pone anche in contrasto con la Costituzione e con il codice civile argentino che affermano che «la vita ha inizio sin dal concepimento». Un ulteriore punto critico è costituito dall obiezione di coscienza che non viene tutelata dal protocollo, che anzi sottolinea che nessuna struttura sanitaria può rifiutarsi di praticare l aborto. Al medico obiettore è al massimo consentito, in determinate condizioni, di farsi sostituire da un collega. «Questa afferma il presule è una cosa inconcepibile». In conclusione, l arcivescovo ribadisce «il diritto dei nascituri a venire alla luce», poiché un embrione ha dignità umana «sin dal primissimo grado di sviluppo, quindi non esiste il diritto della madre, né di nessun altro, a ucciderlo». La dichiarazione dell a rc i v e s c o v o di la Plata ricalca e ribadisce la posizione espressa dai presuli argentini in un recente comunicato dal titolo «La vita, primo diritto umano», diffuso dalla Commissione esecutiva della Conferenza episcopale argentina presieduta dal vescovo di Santa Fe, monsignor José María Arancedo. Nella dichiarazione i vescovi sottolineano che «in un epoca nella quale si tratta di rispettare e prendersi cura del creato e della vita in tutte le sue forme», le istituzioni lasciano «senza protezione la vita umana più vulnerabile». Il vescovo di San Nicolás de los Arroyos racconta l interessamento del Papa per la vicenda degli ex dipendenti pubblici dell Ayee Per la dignità del lavoro La Congregazione delle Cause dei Santi partecipa commossa al grave lutto del Rev.mo P. Bogusław Turek, C.S.M.A., Sottosegretario del Dicastero, per la morte del suo amatissimo Padre SIG. HENRYK TUREK e prega perché il Signore Risorto lo accolga nella luce del Suo Regno in compagnia dei Santi e Beati. BUENOS AIRES, 25. Qualcosa comincia a muoversi In Argentina, riguardo alla vicenda degli ex dipendenti della società Agua y Energía Eléctrica del Estado (Ayee), che in massa persero il lavoro a seguito dei licenziamenti verificatisi nel 1992, quando la società, pubblica, fu privatizzata. Il vescovo di San Nicolás de los Arroyos, monsignor Héctor Sabatino Cardelli, ha raccontato all agenzia Aica di aver inviato lo scorso 19 aprile una lettera al Papa per aggiornarlo della situazione di questi lavoratori e delle loro famiglie. Il Santo Padre aveva ricevuto una lettera, racconta il presule, da Rafael Giorgio, responsabile legale della rappresentanza degli ex dipendenti di Ayee, il quale reclamava un risarcimento e una nuova opportunità lavorativa per i suoi assistiti. Si tratta di 267 famiglie che, nel 1992, sono rimaste senza casa. Da allora sono passati ventitré anni caratterizzati da reclami, procedimenti giudiziari e altre azioni legali. «Io sono nella diocesi di San Nicolás de los Arroyos da undici anni ha detto monsignor Cardelli ma non avevo mai sentito parlare di questo problema. Oramai la vicenda non fa più notizia». Il vescovo racconta di aver ricevuto una lettera del Papa attraverso la nunziatura, nella quale Francesco manda il suo saluto e impartisce la benedizione a Rafael Giorgio e agli operai licenziati. In seguito al messaggio del Pontefice, monsignor Cardelli ha organizzato un incontro con gli ex dipendenti della Ayee. Il fine è stato quello di raccogliere informazioni più aggiornate per poter mettere al corrente il Papa circa i progressi compiuti. Secondo il quotidiano «Norte», gli ex dipendenti hanno Il vescovo Cardelli con alcuni ex dipendenti dell Ay e e anche scritto al Governo, dal quale sarebbero arrivate assicurazioni che la questione verrà presto affrontata. Rafael Giorgio ha ringraziato il Papa e ha ribadito come la situazione delle famiglie sia estremamente difficile: «alcuni lavoratori sono riusciti negli anni a trovare un occupazione spiega ma altri sono rimasti fuori dal mondo lavorativo senza alcuna possibilità di inserimento. E questo rappresenta un grave problema sociale». Appello dei leader religiosi della Colombia Patria giusta solidale e fraterna BO GOTÁ, 25. Dopo l accorato appello al Governo e alle Farc lanciato dal World Council of Churches per un immediato cessate il fuoco bilaterale, i leader di quattordici confessioni religiose hanno chiesto al presidente colombiano, Juan Manuel Santos, di continuare a lavorare per raggiungere a Cuba un accordo di pace con le Farc. La richiesta riferisce l agenzia di stampa Efe è stata fatta nel corso di un incontro con il capo di Stato, a Bogotá, dove erano presenti anche i rappresentanti di numerose organizzazioni pacifiste. I partecipanti hanno presentato al presidente Santos una lettera nella quale viene sottolineata «l urgenza di recuperare e collocare la cultura civica del perdono come vaccino e potente rimedio contro questo ritorno al male e all eterna vendetta». Mentre i gruppi armati delle Farc sono stati invitati a deporre subito le armi. «Le armi hanno scritto sono il fallimento della parola e la negazione del valore sublime della bontà, della generosità e della compassione». I firmatari hanno anche incoraggiato il Governo e le Farc a continuare a sedersi attorno al tavolo delle trattative fino a quando non si arriverà alla firma di un accordo di pace. All incontro con il presidente Santos hanno partecipato alcuni membri della Conferenza episcopale della Colombia, del Consiglio evangelico, del Centro culturale islamico, della Comunione anglicana e della comunità buddista tibetana. Nei giorni scorsi, i vescovi delle diocesi di Quibdo, Tumaco, Tibú e Santa Marta, insieme agli arcivescovi di Cali e Medellín, durante un incontro con la stampa hanno illustrato quali sono i principali problemi che si trovano ad affrontare nella regione, sottolineando come le loro giurisdizioni ecclesiastiche sono state le più colpite dal conflitto in questi ultimi mesi. I presuli hanno spiegato di avere speranza e fiducia che i colloqui di pace possano arrivare al più presto grazie a un accordo definitivo che va al di là dei passi positivi fatti ultimamente. Monsignor Omar Alberto Sánchez Cubillos, vescovo di Tibú, al centro della zona del Catatumbo, ritiene che la vera sfida del Governo sarà di saper gestire la pace. Il presule ha ricordato che il suo territorio non solo è controllato dalle Farc, ma registra anche la presenza dell Esercito di liberazione nazionale (Eln) e di bande armate locali. Monsignor Gustavo Girón Higuita, vescovo di Tumaco, ha raccontato come la città abbia vissuto per tutto il mese scorso senza elettricità e senza acqua. Pur essendo in una zona al centro del conflitto, il presule crede nel dialogo, in quanto «con le armi non si può raggiungere la pace». Un appello a tutti i colombiani affinché «costruiscano una nazione dove sconfiggere l ingiustizia e la violenza» è stato infine lanciato dall arcivescovo di Bogotá e Presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), cardinale Rubén Salazar Gómez, in occasione della celebrazione, qualche giorno fa, della proclamazione di indipendenza della Colombia. Il porporato si legge sul sito della Conferenza episcopale ha sottolineato che «con l anniversario del 20 luglio i colombiani devono ricordare che la loro vocazione è quella della libertà ed essa non deve essere confusa con l anarchia e con la dissolutezza». Il cardinale ha auspicato che «tutti i colombiani siano consapevoli di costruire un Paese giusto, solidale e fraterno». Il richiamo è indirizzato in particolare ai mediatori ai negoziati in corso tra le Forze rivoluzionarie della Colombia (Farc) e il Governo che hanno ripreso le trattative grazie anche al cessate il fuoco unilaterale delle Farc. Discorso dell arcivescovo di Acapulco Al Messico serve riconciliazione AC A P U L C O, 25. «Riconosciamo nei giovani una realtà fondamentale: sono la via della speranza per promuovere una nuova concezione della cultura dell amore e della pace». Lo ha affermato, nei giorni scorsi, l arcivescovo di Acapulco, monsignor Carlos Garfias Merlos, in occasione dell inaugurazione del Centro dei giovani per la pace presso la parrocchia dell Immacolata Concezione di Maria. Nel suo discorso riferisce l agenzia Fides l arcivescovo ha rilevato che «le pressioni sociali, alcune mode e tendenze, i conflitti e le minacce come il narcotraffico e la cultura della morte», hanno fatto deviare alcuni settori giovanili dalla retta via. Pertanto la Chiesa cattolica è impegnata ad accompagnare i giovani perché indirizzino le loro energie «nella trasformazione della nostra società e promuovano la civiltà dell a m o re». Monsignor Garfias Merlos ha ricordato l emergenza sociale che si vive da anni in Messico. «Abbiamo vissuto nello Stato di Guerrero, come in molte parti del Paese, una scomposizione sociale che ha profondamente danneggiato la convivenza armonica e pacifica della nostra società. I fattori che hanno portato alla violenza sono molteplici e risalgono a molti anni fa». Questa situazione ha provocato l allontanamento del turismo internazionale, la diminuizione del commercio, un incremento della povertà e del decadimento sociale. L arcidiocesi di Acapulco ha quindi deciso di operare secondo tre direttive. Anzitutto una conversione pastorale per la pace: creando cioè le condizioni, suscitando le capacità necessarie e adeguando le strutture della Chiesa. Poi, una prevenzione della violenza nelle comunità, attraverso dodici progetti in trentacinque parrocchie, per la ricostruzione del tessuto sociale attraverso il perdono e la riconciliazione. Infine, attenzione e accompagnamento delle vittime della violenza e dei giovani, soprattutto quelli a rischio per mancanza di opportunità di studio o di lavoro. «La pace non sarà possibile fino a quando non ci sarà sviluppo integrale» ha affermato l a rc i v e s c o v o, che ha poi ricordato: «Abbiamo bisogno di passare da un modello di giustizia punitiva, che punisce il colpevole ma dimentica la vittima, a uno di giustizia riparativa, dove l autore del reato è punito senza dimenticare la vittima, e cerca il reinserimento dell aggressore nella società per consentire la riconciliazione». Infine monsignor Garfias Merlos ha ribadito che «la verità, la giustizia, il perdono e la riconciliazione, valori umani fondati nel Vangelo di Gesù, sono i pilastri su cui si basa la pace che promuoviamo come Chiesa». Da qui, l auspicio che i messicani e i politici che hanno vinto le elezioni di giugno realizzino le loro promesse elettorali e siano pronti ad ascoltare e servire la società, soprattutto i più bisognosi. La voce della Chiesa è stata presente in modo particolare in questi ultimi mesi a fianco della popolazione nella vita politica del Paese, ecco perché in un messaggio i presuli hanno sottolineato che «come molti altri, i vescovi del Messico sono contenti che la società abbia favorito il percorso democratico come la via per costruire un Messico più giusto, riconciliato e in pace, dove sia possibile per tutti il vero progresso. Continuiamo adesso a partecipare, nel rafforzamento della famiglia, dell istruzione, del lavoro, delle istituzioni culturali e sociali, nel promuovere il rispetto per la vita, la dignità, i diritti e i doveri di tutte le persone».

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO domenica 26 luglio 2015 Miniatura raffigurante san Gregorio di Narek Era stato arcivescovo di Washington e Penitenziere maggiore È morto il cardinale Baum Lettera pontificia per la concessione della comunione ecclesiastica a Grégoire Pierre XX G h a b ro y a n Un buon pastore per chi soffre in Medio oriente Pubblichiamo una nostra traduzione dal francese della lettera con la quale Papa Francesco ha comunicato a Sua Beatitudine Grégoire Pierre XX Ghabroyan, eletto il 24 luglio nuovo patriarca di Cilicia degli Armeni, la concessione della comunione ecclesiastica. A Sua Beatitudine GRÉGOIRE PIERRE XX GH A B R O YA N Patriarca di Cilicia degli Armeni La Sua elezione alla sede di Cilicia degli Armeni è per me motivo di profonda gioia e la ringrazio per la lettera con la quale Sua Beatitudine me ne informava, chiedendo la comunione ecclesiastica. Mi unisco a tutti i fedeli del Patriarcato per esprimerle le mie fraterne e cordiali congratulazioni e imploro per lei l abbondanza dei doni divini affinché il suo nuovo ministero porti numerosi frutti. Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto (cfr. Sal 85, 13)! L elezione di Sua Beatitudine arriva in un momento in cui la sua Chiesa affronta difficoltà e nuove sfide, come in particolare la situazione di una parte dei fedeli cattolici armeni che stanno attraversando grandi prove in Medio Oriente. Tuttavia, illuminato dalla luce della fede in Cristo Risorto, il nostro sguardo sul mondo è pieno di speranza e di misericordia, perché siamo certi che la Croce di Gesù è l albero che dona la vita. Sono convinto che Sua Beatitudine, in comunione con i venerabili Padri del Sinodo, con l aiuto dello Spirito Santo, saprà, con saggezza tutta evangelica, essere Pater et Caput, Buon Pastore della parte del popolo di Dio che gli è stata affidata. I numerosi martiri armeni, e San Gregorio di Narek, dottore della Chiesa, non mancheranno di intercedere per lei. Ben volentieri le accordo, Beatitudine, la comunione ecclesiastica che mi sollecita, conformemente alla tradizione della Chiesa e alle norme in v i g o re. Affidandola, così come il suo ministero, a Gesù Cristo e alla protezione della Santissima Madre di Dio, le invio di gran cuore la Benedizione Apostolica che estendo a tutto il Patriarcato. Dal Vaticano, 25 luglio 2015 FRANCESCO Il patriarca di Cilicia degli armeni Il nuovo patriarca di Cilicia degli armeni ha ottant anni. È infatti nato ad Aleppo, in Siria, il 15 novembre Ha frequentato il seminario minore a Bzommar, in Libano, il collegio dei padri maristi a Jounieh, sempre in Libano, e quindi ha compiuto gli studi in preparazione al sacerdozio a Roma, presso la Pontificia università G re g o r i a n a. Il 28 marzo 1959 è stato ordinato presbitero per l Istituto del clero patriarcale di Bzommar. Il 3 gennaio 1977 è stato nominato esarca apostolico per gli armeni cattolici residenti in Francia, ricevendo la Sede titolare di Arrida degli armeni. È stato quindi ordinato vescovo il successivo 13 febbraio dal patriarca Hemaiagh Pierre XVII Ghedighian, C.A.M. Il 30 giugno 1986 l esarcato apostolico è stato elevato a eparchia con il nome di «Sainte-Croix-de-Paris des arméniens catholiques de France» e monsignor Ghabroyan è stato nominato primo vescovo di quella circoscrizione ecclesiastica. Il 2 febbraio 2013 ha rinunciato al governo pastorale dell e p a rc h i a. A seguito della morte, avvenuta il 25 giugno scorso a Beirut, del patriarca Nerses Bedros XIX Tarmouni, in qualità di presule più anziano dei membri del Sinodo permanente, ha assunto l ufficio di amministratore della Chiesa patriarcale durante la sede vacante, occupandosi della convocazione e della preparazione del Sinodo per l elezione del nuovo patriarca. E alle esequie del successivo 30 giugno, ha tenuto l omelia per le esequie del suo predecessore, presiedute dal delegato papale, il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali. Ieri, venerdì 24 luglio, l elezione da parte del Sinodo riunitosi dal giorno 14. Il cardinale statunitense William Wakefield Baum è morto giovedì 23 luglio, dopo una lunga malattia, all età di 88 anni, a Washington. Nato a Dallas il 21 novembre 1926, era stato ordinato sacerdote il 12 maggio 1951 per la diocesi di Kansas City - Saint Joseph. Nominato vescovo di Springfield - Cape Girardeau il 18 febbraio 1970, aveva ricevuto l ordinazione episcopale il 6 successivo aprile. Arcivescovo della capitale degli Stati Uniti dal 5 marzo 1973 al 18 marzo 1980, prefetto della Congregazione per l Educazione Cattolica dal 15 gennaio 1980 all aprile 1990 e Penitenziere maggiore dal 6 aprile 1990 al 22 novembre 2001, nel concistoro del 24 maggio 1976 Paolo VI lo aveva creato cardinale del titolo di Santa Croce in Via Flaminia. Giovedì prossimo, 30 luglio, nella cattedrale di Saint Matthew dalle 15 alle si terrà la veglia che si concluderà con la messa alle ore 19. Le esequie saranno celebrate sempre nella cattedrale di Washington venerdì 31 alle ore 14, seguite dalla sepoltura nella cripta attigua presso la cappella di San Francesco d As s i s i. Prete per sessantaquattro anni, vescovo per quarantacinque, cardinale per quasi quaranta nessuno lo era stato così a lungo nella storia della Chiesa statunitense William Wakefield Baum insieme a Joseph Ratzinger è stato l unico porporato creato da Paolo VI a partecipare ai due conclavi del 1978 e a quello del 2005: e il 19 aprile di quest ultimo anno Benedetto XVI lo volle accanto a sé quando si affacciò per la prima volta alla loggia delle benedizione. Nato a Dallas, in Texas, il 21 novembre 1926, era ancora bambino quando morì suo padre Harold E. White e la sua famiglia si trasferì a Kansas City, nel Missouri. Sua madre, Mary Leona Hayes, si risposò con Jerome C. Baum. Ricevette l i s t ru - zione primaria nella scuola parrocchiale di Saint Peter sotto la guida di padre McKay, che ebbe un Il 18 febbraio 1970 Paolo VI lo nominò vescovo di Springfield - Cape Girardeau. Ricevette l o rd i n a - zione episcopale il 6 aprile nella cattedrale di Springfield. Come motto scelse ministry of riconciliation, (2 Cor 5, 18). Il 5 marzo 1973 fu promosso alla sede metropolitana della capitale statunitense. «Si può dire che il cardinale Baum abbia dedicato i suoi sette anni come arcivescovo di Washington» a parlare «di Cristo in ogni discorso, preghiera, lettera pastorale», disse di lui il suo segretario per le ricerche teologiche Lorenzo Albavete. Nello stesso periodo divenne anche presidente della Commissione per gli affari ecumenici della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Nel concistoro del 24 maggio 1976 Paolo VI lo creò cardinale, del titolo di Santa Croce in via Flaminia. Aveva 49 anni e divenne uno dei più giovani porporati dell epoca. Come arcivescovo della città in cui hanno sede la Casa Francesco rappresentato da Joachim Meisner alle celebrazioni a Timisoara Inviato papale in Romania Venerabili Fratri Nostro IOACHIMO S.R.E. Cardinali MEISNER Archiepiscopo olim Coloniensi Com è noto, lo scorso 19 giugno è stata pubblicata la nomina del cardinale Joachim Meisner, arcivescovo emerito di Köln (Germania), a inviato speciale del Papa all inaugurazione del complesso conventuale del santuario di Maria-Radna a Timisoara (Romania), recentemente restaurato, in programma il 2 agosto. Di seguito il testo della lettera papale di nomina. Praeclara inter sanctuaria, ad quae christifideles pia mentis affectione accedunt ut Beatissimae Virginis Mariae memoriam venerentur Eiusque Filii operis Redemptionis laetanti animo recordentur, illud Ma - ria-radna in Romania apparet, iuxta quod aedes olim conventus Franciscanorum ad Sanctam Mariam Gratiarum iacent. Istae autem aedes, in statum deteriorem delapsae, iamdudum in formam redintegratam restituendae erant. Nunc vero populus Timisoarensis, nonnullis dioecesibus Germanicis necnon Unione Europaea auxiliantibus, multum operae ac laboris consumavit in iis aedibus explendis, ita ut, in die festo Portiunculae, die scilicet altero mensis Augusti anno M M X V, paratus sit ad easdem denuo inaugurandas. Quapropter magno gaudio affecti sumus in hac renovatione expleta, ac volumus enixas populo Timisoarensi depromere Nostras gratulationes, simul gratias Patri Omnipotenti agentes quia Christum Filium Suum, utpote lapidem ab aedificantibus reprobatum, fecit in caput anguli, quod factum mirabile est in oculis nostris (cfr. Mt 21, 42). Enimvero Venerabilis Frater Martinus Roos, Episcopus Timisoarensis, postulavit ut quendam insignem Praelatum designaremus qui, die II mensis Augusti insequentis, verba adhortationis omnibus adstantibus huic iucundae inaugurationi afferat. Iustam ideo hanc rogationem iudicantes eique adnuere volentes, ad Te, Venerabilis Frater Noster, decurrimus, quippe qui insigne servitium in bonum Ecclesiae tamquam Archiepiscopus Metropolita Coloniensis ac Pater Purpuratus obtuleris. Te igitur hisce Litteris missum extraordinarium nostrum nominamus ad sollemnes celebrationes die II p ro x i m i mensis Augusti renovationis aedium iam conventus Franciscanorum ad Sanctam Mariam Gratiarum apud Sanctuarium Maria-Radna in Romania, quo munere fungeris die altero mensis Augusti insequentis. Omnes quippe huic eventui participes adhortaberis ut, animis cum sanctissimi Redemptoris animo coniunctis, universorum donorum ex intercessione Beatissimae Virginis Mariae a Deo Patre impetratorum plene sint conscii eaque ceteris impertienda possint conferre. Episcopum Timisoarensem aliosque adstantes sacros Praesules, sacerdotes, religiosos viros mulieresque et christifideles laicos Nostro salutabis nomine Nostramque iis ostendes benevolentiam. Instanti denique prece Omnipotentem Deum exoramus ut diligenter officium tibi concreditum expleas, ita ut omnes huius celebrationis participantes uberibus gratiis a Domino ditentur. Caelestium verum donorum conciliatrix et nuntia esto Nostra Benedictio Apostolica, quam tibi, Venerabilis Frater Noster, libenter in Domino impertimus, quam item ad omnes congregatos volumus pertinere, dum a te et ab ipsis auxilium precationum petimus pro officio Nostro Petrino exercendo. Il santuario di Maria-Radna in una stampa del 1820 Datum Romae, apud Sanctum Petrum, die XX mensis Maii, anno M M X V, Pontificatus Nostri tertio. grande peso nella sua vocazione sac e rd o t a l e. Dopo aver iniziato a servire all altare come chierichetto dall età di dieci anni, nel 1939 entrò nel seminario minore di Saint John a Kansas City. Proseguì gli studi di filosofia e teologia nel Kenrick Seminary di Saint Louis e divenne sacerdote il 12 maggio 1951 a Kansas City. Vicario cooperatore nella parrocchia di Saint Aloysius a Kansas City e professore di teologia e storia ecclesiastica nel collegio di Santa Teresa, dal 1956 al 1958 studiò teologia all Angelicum, conseguendo la licenza e il dottorato. Rientrato in patria, fu nominato parroco di Sugar Creek nei pressi di Kansas City, essendo al contempo anche notaio del tribunale ecclesiastico, segretario della Commissione diocesana per l apostolato liturgico e vice-cancelliere della curia vescovile. Per il suo attivo interessamento alla causa dell unione dei cristiani, partecipò come perito ai lavori del concilio Vaticano II, contribuendo in particolare al decreto per l ecumenismo Unitatis redintegratio. E come membro della commissione congiunta prese parte varie volte alle riunioni del Consiglio mondiale delle Chiese. Dal 1964 al 1967 fu segretario esecutivo del Comitato per gli affari ecumenici della Conferenza episcopale statunitense con sede a Washington. E nello stesso periodo, nella sua diocesi, fu parroco di Saint James e cancelliere della curia vescovile. Bianca e il congresso degli Stati Uniti, fu in prima linea nel dialogo con i leader delle altre religioni in particolare con gli ebrei e nella promozione dei diritti delle minoranze, avviando i segretariati per i cattolici afroamericani e per quelli di lingua spagnola. Definì i pregiudizi razziali un eresia e un peccato. Dopo aver accolto Giovanni Paolo II in visita all arcidiocesi nel 1979, quest ultimo lo chiamò a Roma il 15 gennaio 1980 come prefetto della Congregazione per l Educazione Cattolica. Durante questo incarico, dal 1981 al 1986 diresse la prima visita apostolica ai seminari statunitensi voluta da Papa Wojtyła e collaborò alla preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica e della costituzione apostolica sulle università cattoliche Ex Corde ecclesiae. Dopo dieci anni nella Congregazione, il 6 aprile 1990 fu nominato penitenziere maggiore. Nella Penitenzieria apostolica rimase fino al 22 novembre Come cardinale fu anche membro delle Congregazioni per i Vescovi, per le Chiese Orientali, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Dopo oltre vent anni al servizio della Curia romana si era ritirato ed era tornato a vivere a Washington. Nel 2011 aveva celebrato la messa di ringraziamento per i sessant anni di episcopato nel santuario nazionale dell Immacolata concezione, attorniato da cinque cardinali e dodici vescovi del suo Pa e s e.

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