Coerenza tra parola e vita C è una «classe media della santità» di cui tutti possiamo far parte

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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLIII n. 88 (46.332) Città del Vaticano lunedì-martedì aprile A San Paolo fuori le Mura il Papa invita ad abbandonare gli idoli per adorare il Signore Coerenza tra parola e vita C è una «classe media della santità» di cui tutti possiamo far parte y(7ha3j1*qsskkm( +%!z!&!#!] MO GADISCIO, 15. I fondamentalisti islamici di Al Shabaab sono tornati a insanguinare la Somalia. In una sequenza di attentati, i più gravi degli ultimi mesi, sono morti ieri almeno 34 civili. Gli obiettivi del macabro ritorno sulla scena dei terroristi legati ad Al Qaeda sono stati il tribunale di Mogadiscio, un convoglio umanitario e una località imprecisata. L attacco contro il palazzo di giustizia è già stato rivendicato dai fondamentalisti. I feriti, in tre ore di violenza, sono una sessantina, secondo un responsabile della sicurezza. Un azione da professionisti, con sei attentatori che si sono fatti esplodere all interno del complesso di edifici che ospita il tribunale e altri tre tutti con l uniforme della polizia addosso uccisi dalla polizia. Pochi minuti dopo altre cinque persone, tra le quali due passanti, sono morte per l esplosione di un autobomba comandata a distanza lungo la strada per l aeroporto, mentre transitava un convoglio umanitario. Del terzo attentato, segnalato da varie fonti, non si sa invece praticamente nulla. Una serie di segnali da non sottovalutare, lanciati all Europa e alle organizzazioni internazionali, compresa la missione dell Unione africana Amisom. Mentre il Fondo monetario internazionale ha da poco riconosciuto il Governo del Paese del A Maduro le presidenziali in Venezuela GIUSEPPE FIORENTINO A PA G I N A 3 Per essere credibile la Chiesa deve mostrare coerenza «tra la parola e il modo di vivere», abbandonando gli «idoli» dell ambizione, del carrierismo, del successo, «nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza». È quanto ha raccomandato Papa Francesco domenica pomeriggio, 14 aprile, durante la sua prima messa presieduta nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Una settimana dopo l insediamento sulla cattedra di San Giovanni in Laterano, il vescovo di Roma ha celebrato l Eucaristia sulla tomba dell ap o- stolo delle genti. E richiamando i tre verbi annunciare, testimoniare, adorare che hanno segnato l esperienza di fede di san Paolo, ha ricordato che non basta «portare la parola di Dio nei nostri ambienti di vita». Occorre soprattutto «il coraggio di pensare, scegliere e vivere da cristiano», anche nelle circostanze e nelle forme più umili: esiste infatti ha assicurato il Papa una sorta di «classe media della santità» di cui «tutti possiamo fare Attentati provocano almeno trentaquattro morti Somalia sotto attacco Corno d Africa nato dopo le elezioni di settembre, aprendo la strada a una ripresa dei rapporti dopo ventidue anni, gli shabaab hanno annunciato di volere continuare la strategia del Udienza al presidente del Governo di Spagna Nella mattina di lunedì 15 aprile, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza il Signor Mariano Rajoy Brey, presidente del Governo di Spagna, il quale successivamente si è incontrato con il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, accompagnato dall arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. In un clima di cordialità, i colloqui hanno permesso uno scambio di vedute sulla non facile situazione economico-finanziaria mondiale che la Spagna sta affrontando, come altri Paesi europei che ha provocato una grave crisi occupaziona- Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e Seguito. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»: Antonio Mattiazzo, Arcivescovo-Vescovo di Padova (Italia), in visita «ad limina Apos t o l o ru m» : Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»: Lucio Soravito de Franceschi, Vescovo di Adria-Rovigo (Italia), in visita «ad limina Ap ostolorum»: terrore «fino a quando la Somalia sarà libera dagli invasori». E anche se il presidente, Hassan Sheikh Mohamud, ha definito gli attentati «un segno di disperazione dei le, coinvolgendo molte famiglie, specialmente i giovani. In tale contesto, è stata espressa la vicinanza della Chiesa e si è rilevato il notevole lavoro a favore dei più bisognosi che stanno compiendo la Caritas e altre Associazioni caritative ecclesiali. Si è pure fatto riferimento all attuale assetto politico-istituzionale del Paese, ravvisando la necessità di un dialogo nella società e tra tutte le sue componenti basato sul rispetto reciproco e tenendo presenti valori come la giustizia e la solidarietà nella ricerca del bene comune. Inoltre, ci si è soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Spagna che, nello spirito degli Accordi del 1979, sono andate sempre più consolidandosi come pure su questioni di attualità e di interesse per la Chiesa nel Paese. In particolare, si è parlato dell istituzione del matrimonio e della famiglia e dell imp ortanza dell educazione religiosa. Non è mancato un riferimento alla situazione internazionale, con attenzione soprattutto all America Latina. parte». Per questo è necessario «vivere un rapporto intenso con Gesù, un intimità di dialogo e di vita» incentrata sull esperienza dell adorazione. Che si realizza anche abbandonando gli «idoli piccoli e grandi» in cui ci si rifugia e seguendo il Signore «con coraggio e fedeltà». Sull esempio dei tanti cristiani ancora oggi perseguitati, ai quali il Papa aveva rivolto un pensiero al Regina Caeli. NOSTRE INFORMAZIONI PAGINA 8 terroristi», le ultime azioni sembrano invece confermare che, dopo lo sbandamento dovuto alla perdita delle roccaforti del centro e del sud, Al Shabaab stia serrando le fila. Giuseppe Andrich, Vescovo di Belluno- Feltre (Italia), in visita «ad limina Apostoloru m» : Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza (Italia), in visita «ad limina Apostolorum»: Adriano Tessarollo, Vescovo di Chioggia (Italia), in visita «ad limina Apostolorum». Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza il Signor Mariano Rajoy Brey, Presidente del Governo di Spagna, con la Consorte, e Seguito. Il Santo Padre ha nominato l Eminentissimo Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV centenario dell arrivo dell icona della In un mondo sempre più interdipendente Una nuova occasione di MARIANO RAJOY L elezione di Papa Francesco è stata motivo di gioia sincera per gli spagnoli e ha risvegliato molte speranze in un mondo che ha bisogno di solidi punti di riferimento. La scelta di un Pontefice che, come egli stesso ha detto, viene quasi dalla fine del mondo un americano con radici europee che ha vissuto e studiato in Spagna offre alle relazioni, storiche e speciali, tra Spagna e Santa Sede una nuova occasione per potenziare gli sforzi per servire meglio le persone e costruire un mondo più unito, libero, giusto e prosp ero. Il cristianesimo è uno degli elementi che hanno dato forma alla cultura europea. La sana laicità che, con le sfumature proprie di ogni Nazione, porta a valorizzare la necessità di una cooperazione senza interferenze tra l ambito religioso e quello secolare, presuppone un elemento di consenso imprescindibile per la stabilità delle nostre società democratiche. La presenza e il lavoro della Chiesa attraverso l instancabile opera di aiuto ai più bisognosi che realizza per mezzo di organizzazioni come Caritas e Manos Unidas, i centri sanitari e assistenziali che gestisce e la formazione di centinaia di migliaia di studenti nei suoi istituti scolastici Beata Vergine Maria a Budslau (Bielorussia), previste per i giorni 5 e 6 luglio 2013 nel Santuario Nazionale che si trova nel territorio dell Arcidiocesi di Minsk-Mohilev. Il Santo Padre ha accolto le dimissioni presentate in conformità al canone del Codice di Diritto Canonico da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Giuseppe Nazzaro, O.F.M., Vescovo titolare di Forma e Vicario Apostolico di Alep dei Latini (Siria). Nomina di Amministratore Apostolico Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Padre Georges Abou Khazen, O.F.M., all ufficio di Amministratore Apostolico «sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis» del Vicariato Apostolico di Alep dei Latini (Siria). ed educativi sono contributi decisivi per la società spagnola e in non pochi casi buoni esempi di quella auspicata cooperazione con lo Stato. Sono molte le sfide che l umanità ha dinanzi a sé e le relazioni tra Spagna e Santa Sede non devono essere quindi viste come un mero rapporto bilaterale, ma si estendono nel quadro globale nel quale operiamo. In un mondo sempre più interdipendente il quale esige che in tutte le nostre società plurali venga promosso il valore morale dell unità e della concordia è necessario ricordare che quanti soddisfano i propri interessi egoistici attraverso la divisione e la rottura non solo minacciano il bene comune, ma limitano anche la possibilità, per il resto dei loro concittadini, di raggiungere il progresso e lo sviluppo. Da parte sua la Spagna, nel continente americano vuole lavorare per continuare a fare della comunità iberoamericana delle Nazioni uno spazio più libero e prospero, aperto al mondo, aperto all integrazione, che sappia gettare una luce propria sulle sfide attuali e offrire la sua visione sulle strade da intraprendere per il vero progresso dell umanità. La pace, la libertà, i diritti umani e la coesione sociale sono ambiti in cui la Santa Sede e la Spagna sono chiamate a rafforzare il dialogo. In queste settimane il nuovo Papa ha già messo in evidenza, in ripetute occasioni, l importanza di stare accanto a quanti subiscono maggiormente le conseguenze dei problemi economici. Tutti condividiamo la responsabilità di dare dignità e speranza alla vita di chi ha più bisogno, anche se questo è, propriamente, un compito di noi governanti e dirigenti politici. Noi spagnoli siamo impegnati pienamente nella solidarietà con quanti ne hanno più bisogno e questo si riflette nelle politiche portate avanti dal Governo. Le realtà che agitano il panorama internazionale ci obbligano a essere creativi e a continuare a cercare nuove soluzioni in questo compito. È però sbagliato pensare che solo lo Stato può tutto e deve tutto. La famiglia è la prima rete di sicurezza e di appoggio. Nella famiglia prevale la generosità, si condivide, si trova rifugio e fiducia. Perciò è importante sostenere la famiglia. Queste sono alcune delle linee della possibile collaborazione tra Santa Sede e Spagna. Proprio in questi giorni, cinquant anni fa, durante quella primavera che fu il pontificato di Giovanni XXIII, fu pubblicata l enciclica Pacem in terris. Quell appello alla pace tra tutti i popoli fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla carità e sulla libertà continua a essere un eccellente punto di riferimento per la cooperazione in un mondo in costante trasformazione.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì aprile 2013 L allarme lanciato in un rapporto diffuso dalla Banca centrale Indebitate metà delle famiglie dell e u ro z o n a BRUXELLES, 15. Quasi la metà delle famiglie dell eurozona, esattamente il 43,7 per cento, sono indebitate. È quanto emerge dai dati dell indagine Household Finance and Consumption Survey pubblicati sul bollettino mensile della Banca centrale europea (Bce). Per quanto concerne i prestiti ipotecari, il tasso di partecipazione è pari al 23,1 per cento e il valore mediano è pari a euro: considerevolmente superiore ai cinquemila euro calcolati per i prestiti non ipotecari. All interno di questa categoria, i mutui garantiti dall abitazione Atene fa progressi per uscire dalla recessione ATENE, 15. Passi in avanti della Grecia verso l uscita dalla recessione: oggi la troika internazionale (la squadra di esperti di Fmi, Bce e Ue) ha annunciato che il Paese sta rispettando le politiche economiche e di bilancio ed è quindi in linea con le richieste per rispettare gli obiettivi del programma di assistenza finanziaria. La Grecia tornerà gradualmente a crescere nel 2014, grazie a «un inflazione molto sotto la media dell Eurozona e l aumento della flessibilità dei salari, che stanno aiutando il recupero della competitività dell economia greca» dicono gli esperti della troika. Tali conclusioni danno il via libera alla prossima tranche di aiuti ad Atene. Tuttavia, l ok definitivo dovrà essere dato dall Eurogruppo e dal consiglio direttivo dell Fm i. Intanto, però, a livello di economia reale, la Grecia attraversa un periodo molto pesante. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il nuovo record del 27,2 per cento a gennaio, dopo aver segnato il 25,7 per cento a dicembre. Le persone disoccupate sono La disoccupazione giovanile è al 59,3 per cento, il dato più alto delle altre fasce di età. L opp osizione vince le europee in Croazia ZAGABRIA, 15. È la scarsa affluenza alle urne, solo il 20,7 per cento dei 3,7 milioni di aventi diritto, il dato più rilevante delle prime elezioni europee in Croazia, tenutesi ieri in vista della piena adesione del Paese alla Ue nel prossimo mese di luglio. La Croazia ha diritto a dodici deputati al Parlamento di Strasburgo. A sorpresa, il voto è stato vinto dall opposizione di destra, guidata dai conservatori dell Unione democratica (Hdz), che ha sorpassato il favorito partito socialdemocratico del primo ministro, Zoran Milanović. L Hdz ha ottenuto il 33,1 per cento delle preferenze e sei deputati, mentre i socialdemocratici si sono fermati al 31,7 per cento e cinque seggi. Supera lo sbarramento del 5 per cento anche una forza politica nuova, i Laburisti (sinistra populista), che con il 5,8 per cento porta all Assemblea di Strasburgo un parlamentare. A determinare il sentimento di indifferenza e apatia è stato sicuramente il grave stato in cui versa l economia, in recessione da cinque anni, con un meno 2 per cento del prodotto interno lordo segnato nel 2012, insieme alle notizie negative che continuano ad arrivare dall e u ro - zona. Le prossime elezioni in Croazia saranno le amministrative e provinciali del 19 maggio. di residenza sono più diffusi di quelli con un ipoteca sugli altri immobili (19,4 contro 5,6 per cento) e hanno anche un valore mediano lievemente più alto. Il debito ipotecario costituisce l 82,8 per cento del totale dei debiti dellefamiglie edèasua voltacomposto per il 76,2 da mutui garantiti dall abitazione principale e per il 23,8 per cento da mutui con ipoteca sugli altri immobili. Il ricorso delle famiglie ai prestiti ipotecari rileva la Bce nel rapporto è di norma maggiore nelle fasce di reddito più alto: si rileva in particolare come oltre un terzo delle famiglie di questo gruppo abbia acceso un mutuo fornendo come garanzia l abitazione principale (con un valore mediano di euro). Il tasso di partecipazione e il valore mediano del debito ipotecario sono più elevati tra i lavoratori autonomi. La Bce nota che il debito non ipotecario si distingue da quello ipotecario per diversi elementi importanti. In primo luogo, questo debito è maggiormente concentrato nel gruppo degli affittuari (33,9 per cento contro il 26,2 dei proprietari dell abitazione di residenza). In secondo luogo, presenta differenze sostanzialmente minori nel confronto tra le varie fasce di reddito. In terzo luogo, tende a diminuire con l età, il che potrebbe riflettere la minore necessità di ricorrervi per stabilizzare i consumi nelle fasi più avanzate della vita. Intanto, sul fronte della lotta contro la crisi, oggi il presidente della Bce, Mario Draghi, è atteso ad Amsterdam per un discorso, mentre domani presenterà a Strasburgo, al Parlamento Ue, il rapporto annuale. La situazione con la quale il presidente deve confrontarsi non è facile: il programma Omt (l acquisto illimitato di titoli di Stato varato dalla Bce) ha scoraggiato i mercati dallo scommettere contro la rottura dell euro ma, spiega il «Wall Street Journal», la trasmissione della politica monetaria nell eurozona «non ha ancora ripreso a funzionare come dovrebbe; le aziende dei Paesi periferici devono pagare interessi più alti rispetto alle imprese dei Paesi più forti». E questo è «un enorme problema per le piccole e medie imprese, che rappresentano il 98 per cento delle aziende nell eurozona, il 75 per cento dell occupazione e in genere non hanno alternative ai finanziamenti bancari». Citando uno studio di Goldman Sachs, il «Wall Street Journal» sottolinea che le piccole e medie imprese in Italia e in Spagna pagano quasi il sei per cento d interesse su un prestito di 1,5 miliardi di euro compreso tra uno e cinque anni, mentre le aziende concorrenti di Germania e Francia circa il 3,5 per cento. Il presidente Cavaco Silva visita Colombia e Perú Portogallo in America latina LISBONA, 15. Il presidente del Portogallo, Aníbal Cavaco Silva, inizia oggi una tournée in America latina. Prima tappa in Colombia, dove è atteso dal capo dello Stato colombiano, Juan Manuel Santos, per colloqui dedicati al rafforzamento della cooperazione. Successivamente, Cavaco Silva avrà una serie di riunioni con i ministri colombiani degli Affari esteri, del Commercio, Industria e Turismo e della Cultura. Previsto lo scambio di opinioni su temi di comune interesse, oltre a rinnovare i progetti relativi al commercio, agli investimenti, all istruzione, all aviazione e alla Il presidente portoghese (Reuters) Il pil cala tuttavia dello 0,2 rispetto al trimestre precedente mentre il Governo s interroga sullo sviluppo sostenibile Pechino cresce del 7,7 per cento La Bri chiede nuovi metodi di analisi per prevenire le crisi BASILEA, 15. I media, le autorità di controllo e il mercato sono bombardati tutti i giorni da statistiche e informazioni sulle banche e il sistema finanziario. Ma la mancata previsione di questa crisi, e probabilmente della prossima, non è dovuta «a dati sbagliati» o mancanti sulla salute e i rischi del comparto ma «nel guardarli attraverso lenti non corrette» vedendo solo «ciò che vogliamo vedere». Così Claudio Borio, capo delle ricerche e statistiche della Bri (la banca centrale delle banche centrali con sede a Basilea), ha lanciato ieri un chiaro messaggio agli analisti e chiesto uno sforzo internazionale L insegna di uno studio dentistico a Shanghai (Afp) per definire modi più efficaci nel raccogliere statistiche e informazioni a livello globale. Se infatti gli indicatori e le statistiche hanno più che altro una funzione di primo allarme che deve far smuovere politici e autorità in un analisi più approfondita, tuttavia ci sono ancora mancanze ed errori che vengono facilmente commessi. Ad esempio nella raccolta di dati nel comparto immobiliare, specie quello commerciale, tradizionalmente il settore più esposto e indicativo dei boom e delle crisi. Occorre quindi questo il richiamo della Bri migliorare i metodi di lettura. PE C H I N O, 15. L economia cinese è cresciuta del 7,7 per cento a livello annuale nel primo trimestre 2013, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. I dati sono stati diffusi oggi dal National Bureau of Statistics. La produzione industriale è cresciuta del 9,5 nel periodo gennaiomarzo rispetto all anno precedente, in calo dall 11,6 per cento dello stesso trimestre del 2012, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate del 12,4 per cento, a fronte di una crescita di 14,8 per cento dell anno precedente. La crescita degli investimenti in capitale fisso, una misura della spesa pubblica per le infrastrutture, è rimasta forte al 20,9 per cento anno su anno nel trimestre, lo stesso tasso del La crescita del pil per tutto il 2012 è stata del 7,8 per cento, il più basso dal La Cina ha fissato un obiettivo di crescita del 7,5 per cento per il «Per meglio comprendere l andamento dell economia, è indispensabile rafforzare la lungimiranza» ha dichiarato il premier cinese, Li Keqiang, parlando delle misure per lo sviluppo sostenibile dell economia cinese. Li Keqiang ha sottolineato che «l economia cinese ha avuto un buon inizio quest anno, ma il Paese deve ancora affrontare una situazione complessa a causa dell instabilità e dell incertezza a livello nazionale e internazionale». Per il premier cinese servono sforzi ulteriori per migliorare lo sviluppo con particolare attenzione all occupazione e ai redditi. Intanto, sembra migliorare la situazione delle banche del Dragone. I timori diffusi l anno scorso sul crollo dei prestiti erogati dalle maggiori banche sono solo un lontano ricordo. I quattro principali istituti di credito Bank of China, Industrial and Commercial Bank of China, China Constraction Bank e Agricultural Bank of China avevano registrato il primo calo dei prestiti bancari dal 2008, a causa della contrazione della domanda. Il sistema del credito cinese sembrava destinato a ingolfarsi, uno scenario ampiamente illustrato dalle previsioni elaborate da Fitch. Il sistema aveva iniziato a incepparsi quando le principali banche, in seguito alla contrazione della domanda da parte dei conglomerati prosciugati dalla crisi, avevano iniziato a dipendere dalle piccole e medie aziende per l espansione creditizia. Situazione resa ancor più complessa dal pericoloso sistema bancario ombra, che continua a sgomentare gli analisti. Pochi giorni fa l agenzia Fitch è tornata a ribadire quanto gli istituti di credito del Dragone siano «significativamente esposti» ai rischi connessi al settore bancario ombra per via dei forti legami tra le banche e i canali di credito extra-bancari. Oggi la domanda sembra essersi ripresa. Nei giorni scorsi, i dati di marzo sul calo dell inflazione e la bilancia commerciale in deficit hanno dimostrato una lenta ripresa. Gli occhi degli analisti sono puntati sulle autorità monetarie. Al via la Digital Public Library of America Metti Lincoln in rete WASHINGTON, 15. Le lettere di George Washington, una copia della Dichiarazione d indip endenza stilata direttamente da Thomas Jefferson o alcune immagini d ep o- ca di Abraham Lincoln. La storia degli Stati Uniti a portata di clic: giovedì prossimo gli archivi storici dei più importanti musei statunitensi saranno messi on line a disposizione degli studiosi, degli insegnanti, dei giornalisti e di tutti gli interessati. La Dpla (Digital Public Library of America) sarà la più grande biblioteca multimediale del mondo, pronta a sfidare anche giganti della portata di Google Books. Nata dall impegno del centro Berkman e dell università di Harvard, la biblioteca metterà a disposizione di tutti, in modo gratuito, documenti rari e fondi sconosciuti. «È il più grande progetto informatico di tutti i tempi» l ha definita il suo primo presidente, Dan Cohen. «Raccogliamo i più ricchi archivi e musei d America, e facilitiamo le ricerche» ha spiegato Cohen. Il progetto americano si ispira alla Biblioteca multimediale dell Unione europea, on line dal Con questa ha un progetto comune: quello di una grande storia dell immigrazione. energia. Al termine di un intervento al Congresso, il presidente del Portogallo che è accompagnato in Colombia da una folta delegazione di ministri e parlamentari del Governo di Lisbona e imprenditori sarà ricevuto dal sindaco di Bogotá, che consegnerà a Cavaco Silva le chiavi della città. Dopo la Colombia, su invito del presidente del Perú, Ollanta Humala, Cavaco Silva si recherà a Lima, con l obiettivo, rendono noto fonti di stampa internazionali, di rilanciare le relazioni economico-finanziarie e il dialogo bilaterale. Tutti gli occhi puntati su Tokyo TO KY O, 15. L allentamento monetario qualitativo e quantitativo (Qqe) deciso dalla Bank of Japan (Boj) «dovrebbe cambiare drasticamente le aspettative di mercati e istituzioni economiche, oltre a diffondere effetti a lungo termine su tassi di interesse e prezzi» per superare 15 anni di deflazione. Questo il messaggio lanciato oggi dal governatore Haruhiko Kuroda nella riunione trimestrale dei responsabili di filiale dell istituto centrale, ribadendo che la Boj punta al target di inflazione al due per cento da centrare quanto prima, possibilmente in due anni. Intanto, però, le mosse monetarie della Boj stanno facendo discutere i Governi di mezzo mondo. La manovra di Tokyo, che raddoppierà la base monetaria comprando titoli di Stato con moneta appena stampata nel tentativo di uscire da vent anni di deflazione, mette in allarme soprattutto Stati Uniti e Ue. Si tratta infatti di miliardi di yen da stampare in due anni, che avranno come effetto quello di una decisa svalutazione rendendo il Giappone più competitivo sui mercati. E il tema è già in cima all agenda del G20 finanziario negli incontri al Fondo monetario internazionale, che si terranno questa settimana a Washington, e dove si discuterà anche di una proposta per ridurre i debiti del G20 ben sotto il novanta per cento del pil. L Amministrazione Obama ha fatto sapere che sta tenendo sotto attenta osservazione la manovra di Tokyo. Pur notando, nel consueto rapporto semestrale sui mercati valutari, che lo yuan cinese resta «significativamente sottovalutato», Washington non è andata oltre, evitando di accusare Pechino di svalutazione competitiva. L attenzione degli americani si rivolge invece più decisamente sullo yen giapponese. «Continueremo a fare pressing sul Giappone affinché aderisca agli impegni presi al G7 e al G20» e ad «astenersi da svalutazioni competitive e dal pilotare il suo tasso di cambio per scopi di competitività». Un messaggio chiaro, ora che la Federal Reserve, protagonista di una politica monetaria espansiva dal 2008, comincia a pensare all exit strategy. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a h t t p : / / w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Carlo Di Cicco v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione TIPO GRAFIA VAT I C A N A EDITRICE L OS S E R VAT O R E ROMANO don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Ufficio diffusione: telefono , fax , ufficio Ufficio abbonamenti (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A System Comunicazione Pubblicitaria Alfonso Dell Erario, direttore generale Romano Ruosi, vicedirettore generale Sede legale Via Monte Rosa 91, Milano telefono /3003, fax s e g re t e r i a d i re z i o n e s y s t e i l s o l e 24 o re. c o m Aziende promotrici della diffusione de «L Osservatore Romano» Intesa San Paolo Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Banca Carige Società Cattolica di Assicurazione Credito Valtellinese

3 lunedì-martedì aprile 2013 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Il candidato chavista vince le presidenziali per un soffio L amara vittoria di Nicolás Maduro di GIUSEPPE FIORENTINO Quello che doveva essere un trionfo comodo e largo assicurato dall ondata emotiva creata dalla morte di Hugo Chávez è diventato nel migliore dei casi una vittoria sofferta. Nelle presidenziali svoltesi domenica 14 aprile in Venezuela, Nicolás Maduro, delfino del leader scomparso, si è infatti imposto sul candidato dell opp osizione Henrique Capriles per meno di voti. In ottobre, lo stesso Capriles era stato invece sconfitto dal comandante presidente per oltre un milione e mezzo di suffragi. Secondo i risultati ufficiali annunciati dal Consiglio nazionale elettorale (Cne), Maduro ha vinto le elezioni con il 50,66 per cento dei voti, contro il 49,07 ottenuto da Capriles. Il presidente eletto, che è anche capo di Stato ad interim, ha dichiarato comunque che si tratta «di un trionfo elettorale giusto, legale e popolare» e, dopo avere lanciato un appello «a favore della pace e dell amore», ha detto che Capriles lo ha chiamato per offrirgli un patto politico. La reazione dello sfidante è stata durissima: Capriles ha infatti annunciato che non riconoscerà la vittoria di Maduro finché non sarà verificato il 100 per cento dei voti, perché dispone di «un risultato differente da quello annunciato». Lo sconfitto ha sottolineato «è Nicolás Maduro e con lui il suo Governo». Capriles ha promesso di consegnare alla stampa internazionale i dati raccolti dai suoi militanti riguardo a oltre tremila irregolarità registrate durante la giornata elettorale, che motiverebbero la necessità di un controllo voto a voto. Quanto alle dichiarazioni di Maduro sui contatti tra di loro ha precisato: «Io non patteggio con la menzogna e con la corruzione». Un controllo minuzioso dello scrutinio non servirà forse a capovolgere il risultato finale a favore di Capriles, ma anche così l esito del voto rappresenta una vittoria politica per il governatore dello Stato di Miranda: negli ultimi sei mesi è riuscito a conquistare quasi voti, passando da una sconfitta onorevole a una vittoria sfiorata. La striminzita affermazione, anche se fosse pienamente confermata dal monitoraggio del Cne, lascerà invece Maduro in una posizione politica delicata. Secondo alcuni analisti sarà inevitabile una resa dei conti all interno dello schieramento chavista e il nuovo presidente dovrà affrontare problemi come la situazione economica e la crisi nella sicurezza, divenuti ormai vere emergenze, senza avere ereditato la straordinaria popolarità e quindi l autorevolezza politica della leadership di Chávez. Sta di fatto che da queste elezioni il Paese esce più diviso di quanto non fosse solo pochi mesi fa. Ed è ora più vulnerabile ed esposto a pericolose tensioni. Ne sono prova alcune dichiarazioni rilasciate dopo il voto. Il responsabile della campagna di Maduro, Jorge Rodríguez, ha detto in una conferenza stampa che «il popolo deve mantenersi tranquillo e in pace malgrado stia affrontando una potente macchina da guerra sporca, lanciata dall opposizione borghese». Rodríguez ha sottolineato che il popolo chavista è pronto a «difendere il risultato con le armi che gli fornisce la Costituzione». Di tono ancora più forte le affermazioni del ministro della Difesa, Diego Molero, il quale, in un messaggio al Paese diffuso attraverso la televisione di Stato, ha assicurato che le forze armate saranno garanti del risultato delle elezioni presidenziali e lo faranno rispettare. A Caracas cominciano a giungere messaggi augurali rivolti a Nicolás Maduro tra questi si segnalano quelli del presidente russo Putin e del portavoce del ministero degli Esteri cinese ma la capitale venezuelana è stata questa notte teatro di contestazioni che possono essere la spia del clima che si respira nel Paese. Mentre il candidato chavista si rivolgeva ai suoi sostenitori proclamandosi vincitore, l opposizione è scesa infatti rumorosamente in piazza sbattendo pentole e padelle in segno di protesta. Altre sette persone uccise a Cancún Violenze senza fine in Messico CITTÀ DEL ME S S I C O, 15. Ancora un fine settimana all insegna dell o r ro - re a Cancún, nello Stato meridionale messicano di Quintana Roo. In un abitazione di un quartiere periferico della nota località turistica sono infatti stati rinvenuti sette cadaveri. Lo hanno reso noto fonti della polizia. «Abbiamo trovato i cadaveri di sette persone: due ragazze di una ventina d anni e cinque uomini più grandi. Sono tutti morti per strangolamento e una delle donne è stata sgozzata», ha dichiarato alla stampa il responsabile della polizia locale, indicando di essere stati avvertiti da una telefonata anonima e che i sette sono stati uccisi nella notte tra sabato e domenica. «Tutte le vittime ha aggiunto avevano i piedi e le mani legati e si trovavano nel patio dell abitazione». In relazione al tragico fatto ci sono già stati sette arresti. Tra le persone finite in manette c è Roman Palafox, meglio conosciuto come «el gordo», esponente di spicco del cartello criminale dei narcos del Golfo: nel suo cellulare, ha precisato ai giornalisti il responsabile della polizia di Cancún, c erano immagini delle due donne uccise e di un altro uomo, il cui corpo era stato trovato venerdì. In altre operazioni delle forze di sicurezza contro la criminalità sono invece stati arrestati un adolescente e un giovane di ventidue anni. E proprio a causa delle continue violenze dei narcos, non meno di messicani hanno dovuto cambiare residenza negli ultimi quattro anni, abbandonando case, imprese e stabilimenti commerciali. Lo ha reso noto un inchiesta del Centro di monitoraggio degli spostamenti interni, precisando che lo Stato dove sono avvenute più fughe di civili è quello settentrionale del Chihuahua, alla frontiera con gli Stati Uniti. Ma il fenomeno si è ormai esteso anche ad altri Stati messicani, come Tamaulipas (nordovest, sempre alla frontiera con gli Stati Uniti), Nuevo León (immediatamente a est del precedente), Durango (centro), Guerrero (sud della costa pacifica), Sinaloa (centro della costa pacifica) e Michoacán (a sud di Guerrero). Secondo recenti statistiche delle Nazioni Unite, il Messico è uno dei quattro Paesi latinoamericani con il maggiore numero di popolazione obbligata a spostarsi all interno del suo territorio. Gli altri tre sono Colombia, Perú e Guatemala. Nonostante le minacce di Pyongyang gli Stati Uniti lasciano aperta la porta al dialogo Auspicata la denuclearizzazione della penisola coreana Batteria antimissile schierata al centro di Tokyo (Afp) Un ottantina di vittime in tutto il Paese Scontri sempre più sanguinosi tra esercito e ribelli siriani Attentati in Iraq alla vigilia delle elezioni Almeno venti morti nei combattimenti tra la popolazione e i ribelli della Seleka Battaglia nella capitale centroafricana Un combattente della Seleka a Bangui (Afp) DA M A S C O, 15. Non finisce l ondata di violenza in Siria. Ieri due raid aerei hanno provocato una nuova strage di bambini: in dodici hanno perso la vita. Secondo quanto riportano gli analisti, un primo raid ha colpito il villaggio di Haddad facendo 16 vittime, tra le quali due donne e tre bimbi. Un secondo raid ha invece colpito Qabun, sobborgo a nordest di Damasco, uccidendo almeno nove bambini. L attacco ad Haddad, nella zona a maggioranza curda, rompe di fatto una tregua in atto tra la popolazione e le truppe governative. Sempre ieri un autobomba è esplosa nella città di Aleppo ferendo 18 persone, tra cui tre giornalisti della tv di Stato, secondo quanto riporta la stessa emittente siriana. L attacco avrebbe avuto luogo vicino a un checkpoint militare nel distretto di Furgan. Nel complesso, il bilancio degli scontri della giornata di ieri, stando agli attivisti, parla di circa ottanta morti. Durante i combattimenti fra i ribelli e le forze governative ha subito gravi danni anche la moschea di Omar, nella città di Daraa. Nel frattempo l inviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, si è incontrato al Cairo col presidente egiziano, Mohamed Mursi. Lo rende noto un comunicato della presidenza secondo la quale Brahimi, che si recherà a New York a fine settimana per riferire al Consiglio di sicurezza dell Onu sugli sviluppi della crisi siriana, ha informato Mursi della situazione. Durante l incontro il presidente egiziano ha sottolineato che per fare breccia nell attuale crisi è necessaria «una volontà seria e rapida a livello siriano, regionale e internazionale», ma è anche necessario che il Consiglio di sicurezza dell O nu «si assuma le sue responsabilità». BANGUI, 15. È di venti morti, solo negli ultimi due giorni, il bilancio provvisorio degli scontri tra abitanti di Bangui e i ribelli della Seleka, la coalizione al potere dal 24 marzo scorso dopo aver costretto alla fuga il presidente della Repubblica Centroafricana François Bozizé. Lo riferiscono fonti mediche e di polizia. I combattimenti sono ripresi vicino al Parlamento anche se è nei quartieri periferici che sparatorie e razzi stanno causando più vittime tra la popolazione civile. Secondo testimoni la maggior parte delle vittime è stata uccisa nel sud della capitale e ha fatto fuggire una parte della popolazione che ha raggiunto le migliaia di profughi che già si trovano nella confinante Repubblica Democratica del Congo. Almeno 13 feriti, di cui tre in gravi condizioni, sono stati trasportati al Complexe pédiatrique, l osp edale pubblico di Bangui. Tra loro c è una Sono stati infine liberati sabato i quattro giornalisti italiani rapiti. L inviato Rai Amedeo Ricucci, il fotoreporter Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la giornalista freelance Susan Dabbous sono giunti ieri sera all a re o - porto militare di Ciampino. «Sollievo e soddisfazione» sono stati espressi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I quattro erano trattenuti dallo scorso 4 aprile. BAGHDAD, 15. Ventidue persone sono state uccise e oltre 200 ferite in un ondata di attentati che ha insanguinato l Iraq, secondo il bilancio comunicato da fonti mediche e di sicurezza. Bersaglio dei terroristi ben sette città, tra cui Baghdad. Nella capitale almeno tre persone sono morte e una decina sono rimaste ferite in un attentato suicida compiuto nei pressi dell a e ro - porto internazionale. Lo riferiscono fonti della polizia che parlano di un attacco senza precedenti: un autobomba è riuscita a superare il primo checkpoint ed è esplosa all altezza del secondo vicino allo scalo aereo. E due candidati sunniti alle elezioni provinciali irachene sono stati uccisi ieri, nella città di Diji e in quella di Diyala, a meno di una settimana dal voto che costituisce secondo numerosi osservatori un test di stabilità politica per l Iraq, a più di un anno dal ritiro delle truppe statunitensi. Le elezioni sono fissate per sabato. Non si voterà per ora nelle maggiori province sunnite (Anbar e Ninive) e nelle tre province amministrate dalla regione autonoma del Kurdistan iracheno. bambina di appena un anno, ferita da una pallottola che ha ucciso sua madre. Lo staff medico sta operando senza sosta ed è in collegamento costante con l ospedale Communitaire, dove stanno arrivando altri civili feriti nei sanguinosi scontri. Nel frattempo, Michel Djotodia, capo della coalizione ribelle che ha preso il potere nella Repubblica Centroafricana il mese scorso, sabato è stato confermato come nuovo presidente durante la prima sessione del Consiglio supremo di transizione composto da tutte le formazioni politiche del Paese. Djotodia, che si era autoproclamato presidente dopo la presa della capitale da parte dei ribelli della Seleka, era l unico candidato ed è stato quindi eletto per acclamazione. Il nuovo presidente ha accusato i nostalgici dell era Bozizé di voler portare la Repubblica Centroafricana alla guerra civile. TO KY O, 15. «Misure significative» verso la denuclearizzazione devono essere prese dalla Corea del Nord, che deve aprirsi ad «autentici e credibili» negoziati malgrado la sua aggressiva retorica. Nel suo primo discorso pubblico da segretario di Stato sulle linee strategiche dell amministrazione Obama in Asia, John Kerry, da Tokyo, ha richiamato Pyongyang alle sue responsabilità, rimarcando la propria soddisfazione per l impegno della Cina verso la denuclearizzazione della penisola coreana attraverso il dialogo. «L ultima cosa di cui abbiamo bisogno ha aggiunto Kerry è uno o due Stati che vanno in controtendenza rispetto all andamento della storia e del buon senso. Il mondo non ha bisogno di un maggior potenziale bellico e, per questo, è benvenuta la forte affermazione della Cina sull impegno di due giorni fa relativo alla denuclearizzazione della penisola coreana». Nell intervento, il capo della diplomazia statunitense ha tracciato i termini degli sforzi di Washington nella regione Asia-Pacifico. «Alcuni potrebbero essere scettici sull impegno dell America in questa regione: sia chiaro, il presidente Obama ha preso una decisione intelligente e strategica, l imp e- gno di riequilibrare i nostri interessi e investimenti in Asia» ha spiegato. Obama ha promosso il cosiddetto riequilibrio in Asia, attraverso lo spostamento del peso diplomatico e militare a causa del ruolo sempre più strategico dell area, con la Cina in rapida crescita economica e militare. Il segretario di Stato, dopo l intervento alla TiTech (l Istituto di Tecnologia di Tokyo), ha incontrato il premier giapponese, Shinzo Abe, prima della partenza per gli Stati Uniti, assicurando che Washington farà tutto il necessario per proteggere gli alleati più stretti in Asia: Giappone e Corea del Sud. Con il fiato sospeso il mondo guarda intanto alla penisola coreana nel timore di bellicose iniziative del suo giovane leader. Il regime comunista di Pyongyang celebra oggi l anniversario della nascita del fondatore della dinastia, Kim Il Sung. Decine di migliaia di persone sono arrivate nella capitale per rendere omaggio e inchinarsi dinanzi alle due statue, di Kim Il Sung e del figlio, Kim Jong Il. Ad aprire le celebrazioni è stato il nipote e attuale leader del Paese, Kim Jong Un, che ha reso omaggio al nonno nel mausoleo, il Palazzo del Sole di Kumsusan. Accompagnato dai membri dell élite militare del Paese, Kim Jong Un ha visitato il palazzo dove riposano le salme imbalsamate del nonno e del padre. Sedata una rivolta nel carcere di Guantánamo WASHINGTON, 15. Una rivolta nel carcere di Guantánamo, domata dai militari che hanno sparato seppure con armi non letali, ha riacceso i riflettori sulla prigione nella base statunitense a Cuba. Le autorità militari avevano ordinato il trasferimento in celle individuali dei detenuti del modulo 6, dove c è un gruppo in sciopero della fame dallo scorso mese di febbraio. Alcuni prigionieri hanno tuttavia opposto resistenza, utilizzando armi improvvisate. Le guardie hanno reagito usando armi non letali, senza quindi causare feriti gravi. Lo ha riferito il portavoce del campo, Robert Durand. Le guardie, ha aggiunto Durand, sono intervenute perché alcuni detenuti avevano oscurato le finestre e le camere di sorveglianza delle loro celle. Il carcere di Guantánamo resta per alcuni la più grande promessa non mantenuta di Barack Obama. Il presidente statunitense all indomani del suo primo insediamento alla Casa Bianca, nel gennaio del 2009, aveva infatti promesso la chiusura della struttura dove l Amministrazione di George W. Bush aveva rinchiuso centinaia di nemici combattenti. Al momento sono 166 i reclusi all interno della prigione sull isola di Cuba. Solo tre di essi sono stati condannati, mentre altri attendono il pro cesso.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì aprile 2013 Convegno internazionale alla Pontificia Università Urbaniana In ascolto dell Asia di rono i primi missionari, come li cogliamo da tante loro corrisponden- H FERNAND O FILONI o passato quasi ze giacenti nei nostri archivi, e i vent anni dei miei missionari di oggi, nonostante le trentadue al servizio immense difficoltà e a volte le non della Sede Apostolica piccole persecuzioni patite. Come nel continente asiatico: dal Vicino Oriente, al Sub-con- delle spezie, la via della cultura, sono esistite la via della seta, la via tinente indiano, all estremo Oriente, passando per Paesi a maggiorantomatico che quando Marco Polo esiste anche la via della fede. È sinza islamica, indu-buddisti, confuciani e cristiani. Uno spettro varie- portasse con sé una piccola Bibbia nel XIII secolo partì per la Cina gato. Così inaugurando questo convegno mi pare di tornare, per così Biblioteca Medicea Laurenziana di manuale, oggi conservata presso la dire, a casa. Cioè in un contesto, Firenze, che la Treccani ha riportato all attenzione anche con una pre- per molti versi a me familiare, da cui ho ricevuto un infinità di stimoli culturali e religiosi che mi hanno na e cinese, dal titolo In Via in Saeziosa pubblicazione in lingua italia- aiutato a crescere e ad arricchirmi. cula La Bibbia di Marco Polo tra Molte volte, vivendo nel contesto Europa e Cina (Roma, 2012, XLIV + asiatico, mi sono chiesto: perché 420 pagine). Quel grande viaggiatore non portava con sé solo pro- l Asia risponde apparentemente poco, voglio dire almeno in termini getti e mercanzie, ma la Parola di percentuali, al messaggio del Vangelo, mentre sul piano del servizio pagna di viaggio, consolazione nel- Dio, che gli fu Parola di vita, com- in campo educativo, del servizio ai le difficoltà e forse speranza di bene per il popolo cinese. Un volu- poveri e della difesa dei diritti umani la Chiesa gode di altissima stima? Dovunque sono stato ho trovame, quella Bibbia manuale, che va oltre il significato culturale in sé, e to risposte parziali, non prive di valore e di significato. Anche di recente, leggendo quello straordinario romanzo del giapponese Shusaku Endo, Silenzio (Milano, Corbaccio, 2013, pagine 211, euro 16,40) ho trovato una risposta, per quel che riguarda l evangelizzazione in Giappone, assai interessante eppure non del tutto soddisfacente. Durante l interrogatorio del gesuita Sebastian Rodrigues da parte dell alto funzionario governativo incaricato di stroncare il cristianesimo nato da pochi decenni, questi diceva: «Padre, noi non stiamo discutendo se la sua dottrina sia giusta o sbagliata. Il motivo per cui abbiamo bandito il cristianesimo in Giappone è che, dopo profonda e seria considerazione, troviamo che questo insegnamento non abbia alcun valore per il Giappone di oggi». Aggiungendo un poco oltre: «Gliel ho detto. Questo nostro Paese non è adatto all insegnamento del cristianesimo. Il cristianesimo qui non può mettere radici», spiegando che il Giappone è come una palude dove ogni pianta che si mette marcisce. Tra il 1587 e il 1640, per oltre cinquant anni, la violenza dello Stato contro i cristiani fu così feroce che, come scrive Pierre Dunoyer nel suo recente volume Christianisme et idéologie au Japon XVIe - XIXe siècle (Parigi, Les Éditions du Cerf, 2012, pagine 240, euro 25) portò per via di raffinate ignobili torture, alla «disumanizzazione del popolo cristiano toccando addirittura la coscienza stessa di molti giapponesi». È vera l affermazione dell inquisitore giapponese? Nell Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in As i a (1999), Giovanni Paolo II iniziava il documento scrivendo: «La Chiesa in Asia canta le lodi del Dio della salvezza (Salmi, 68 [67], 20) per avere scelto di dare inizio al suo piano salvifico sul suolo dell Asia, mediante uomini e donne di quel continente. È stato in Asia, infatti, che Dio sin dall inizio rivelò e portò a compimento il suo progetto salvifico» (n. 1). A Manila, quel Pontefice, il 15 gennaio 1995, aveva detto: «Come nel primo millennio la Croce fu piantata sul suolo europeo, nel secondo millennio su quello americano e africano, nel terzo millennio si potrà sperare e raccogliere una grande messe di fede in questo continente così vasto e vivo» (ibidem, n. 1). Questo nostro convegno si riaggancia a quella speranza manifestata dal Sommo Pontefice, quasi facendo sua l ansia di tutta la Chiesa. Non si tratta qui di dare spiegazioni sui tanti perché il continente asiatico sia stato meno aperto al Vangelo; a tale questione si dedica con passione e competenza la ricerca storica, si tratta di «Mettersi in ascolto dell Asia», come propone il tema del nostro convegno. Se è vero che il continente asiatico è stato raggiunto dall Europa dapprima per vie terresti e poi marittime, il concetto di aprire o percorrere vie, come in passato, rimane ancora oggi fondamentale e valido. L Asia va p ercorsa, va conosciuta, va a p p re z z a t a (anche per quel feeling che si crea in chi l adotta come sua terra), va stimata (penso al suo alto grado di civiltà) e, infine, va amata, direi come un corpo che mi appartiene. Credo che non dissimili fossero i sentimenti che intimamente anima- Società e religioni tra tradizione e contemporaneità Anticipiamo in questa pagina stralci degli interventi introduttivi tenuti dal cardinale prefetto della Congregazione per l Evangelizzazione dei Popoli e dal rettore della Pontificia Università Urbaniana al convegno internazionale «In ascolto dell Asia: le vie per la fede. Società e religioni, fra tradizione e contemporaneità» che si svolge all Urbaniana dal 15 al 17 aprile. I lavori si propongono di studiare le prospettive antropologiche e missionarie della Chiesa in Asia provando a leggere in profondità le tre grandi aree culturali e linguistiche che fanno capo alla realtà della Cina, dell India e del mondo musulmano nelle sue diverse comp onenti. che prossimamente tornerà in Cina, a Shanghai e Pechino, per momenti di valorizzazione storico-culturale e religiosa. In verità, non fu la prima volta che la Parola di Dio arrivava in Cina; storicamente sappiamo che il cristianesimo era arrivato in quella Terra almeno dall VIII secolo, introdotta dai monaci siriaci attraverso l Asia centrale. Il ramo della vite piantata nel Vicino Oriente da Gesù («Io sono la vera vite», Giovanni, 15, 5) era riuscita a estendere i suoi rami, attraversando tutta l Asia fino nella lontana Cina, come bene attesta il credo professato a Xian, oggi leggibile nella famosa stele detta appunto di Xian, la capitale dell Ovest. Giovanni da Montecorvino, dopo Marco Polo, raggiungerà Khambalik (Pechino), portandovi evangelizzazione e istituzione. Mi piace che il nostro convegno, in qualche modo, ripercorra «le vie della fede» in Asia con uno sguardo su «società e religioni», aspetti che si intersecano in uno straordinario connubio, così intimamente da non apparire chiaro l inizio o il termine dell una e delle altre. «Tradizione e contemporaneità» poi ci permettono di apprendere quel legame che arriva all oggi e forse ci darà modo di rendere più adeguato il nostro servizio al Vangelo. di C ALBERTO TREVISIOL ome molti di voi sanno, questo nostro incontro si colloca al centro della trilogia con la quale l università Urbaniana intende rimettere a fuoco gli orizzonti della propria vocazione missionaria e scientifica nel contesto di un mondo in rapida evoluzione, affrontandola nei suoi tre ambiti geografici di proprio maggior interesse: l Africa, l Asia, l America. L anno scorso la nostra attenzione si è concentrata sul continente africano che ci ha rivelato il suo volto forse meno noto e che raramente raggiunge la ribalta dei media internazionali. Mi riferisco alla ricchezza di riflessione culturale e al patrimonio spirituale che, partendo dall eredità delle proprie tradizioni più autentiche, ha condotto l Africa negli ultimi decenni a proporsi come modello alternativo a una globalizzazione culturale che tende a livellare i comportamenti e le culture in quella che si presenta come un annacquata mondializzazione. Ne è emerso un quadro incoraggiante, ricco di prospettive e proposte, a livello sociale, culturale ed ecclesiale, che hanno ribaltato un immagine scontata dell Africa quale serbatoio inesauribile di problemi in quella di un Continente ricco di idee e consapevolezza, fornito delle risorse intellettuali e spirituali per affrontare con coraggio un futuro pieno di sfide, capace di trasformare molte delle criticità del nostro mondo moderno in altrettante opportunità di pensiero e azione positi- In mostra al Museo Storico di Berna Qin e i suoi guerrieri Una finestra sul passato della Cina, che consentirà a un vasto pubblico di avvicinarsi alla storia del Regno di Mezzo; fino al prossimo 17 novembre presso il Bernisches Historisches Museum sarà possibile visitare la mostra «Qin L imperatore eterno e i suoi guerrieri di terracotta». L esposizione presenta dieci figure di terracotta e altri 220 reperti originali e racconta un capitolo fondamentale della storia di questo Paese: la nascita dell impero cinese nel 221 prima dell era cristiana, la figura enigmatica del primo imperatore, Qin Shi Huangdi che avviò la costruzione della Grande Muraglia, unificò il sistema monetario, i pesi e le misure e uniformò il sistema di scrittura e l eredità di questo personaggio storico controverso. La mostra accompagna i visitatori nel cuore del suo mausoleo e tenta di dare un idea delle enormi dimensioni dell area archeologica, non ancora venuta completamente alla luce. Oltre a un esercito di soldati, la tomba contiene statue di burocrati e figure di musici, acrobati e animali per il suo divertimento. «La camera funeraria di Qin Shi Huangdi non è stata ancora aperta spiega il direttore del museo e curatore della mostra Jakob Messerli questo mistero non ancora svelato esercita un grande fascino». La dinastia Qin ebbe un periodo aureo di breve durata, appena 15 anni, tuttavia lasciò un impronta indelebile sulla Cina: l impero continuò a essere amministrato in maniera centralizzata fino al Da Origene a Lao Tzu Per riscoprire la ricchezza culturale e spirituale dei Paesi orientali va. Penso al tema della famiglia, proposta in Africa come modello di accoglienza, piuttosto che, come siamo spesso portati a considerarlo oggi, ambito di conflittualità o di rivendicazioni; al tema della domanda religiosa, vissuta come dimensione in cui verificare lo spessore esistenziale dell incontro e dell agire, piuttosto che come luogo della speculazione astratta e delle ipotesi; alla dimensione comunitaria come felice alternativa all introspezione individualistica e psicologica all o ccidentale. Incoraggiati dai fecondi risultati dello scorso anno ci accingiamo ora a esplorare un continente forse ancor più complesso e multiforme come quello asiatico. A prima vista lo scopo che ci siamo prefissi può apparire arduo o addirittura velleitario: come si può anche solo sondare l immensità del patrimonio culturale, religioso e umano dell Asia in soli tre giorni di lavori congressuali? Ramana Maharsi, celebre mistico tamil contemporaneo, maestro dell Advàita Vedànta, ha scritto: «La comprensione non è un problema di tempo e spazio: dipende dalla maturità della mente». Nostro scopo infatti non è tanto quello di procedere attraverso raffinati approfondimenti culturali ed erudite analisi per pervenire a una trattazione sistematica delle religioni, filosofie e antropologie asiatiche. Questo richiederebbe, per usare l espressione di Maharsi, molto tempo e molto spazio, assai più di quello che è a nostra disposizione. Ciò che ci prefiggiamo è piuttosto far emergere il volto dell uomo asiatico lasciandone trasparire la luce spirituale e la profondità interiore. Si tratta cioè essenzialmente di mettere in evidenza il vissuto religioso e lo spessore esistenziale su cui esso poggia, e questo, ne sono convinto, ci consentirà di raggiungere quella maturità della mente cui fa riferimento Ramana Maharsi, che porta a una reale comprensione per poter afferrare in una unità armonica il molteplice delle espressioni umane e giungere alla profondità della loro essenza. Troppo spesso infatti, a mio parere, un approccio iperspecialistico rischia di parcellizzaree l uomo in analisi settoriali che fanno perdere di vista il fine ultimo di ogni ricerca in ambito umanistico, quello cioè di condurre a incontrare la persona e farne risaltare la sua umanità integrale. L approccio tipicamente occidentale, razionalista e analitico, rivela tutti i suoi limiti se messo a confronto, ad esempio, con la visione che emerge dallo scritto Tao te Ching, opera del fondatore del Taoismo Lao Tzu, che pone invece come finalità e strumenti della riflessione e dell agire umano la complementarietà, la dialettica, l equilibrio. Scrive Lao Tzu: «Quando tutti riconoscono che una cosa è bella, un altra diventa di conseguenza brutta. Quando un uomo viene ritenuto buono, un altro viene giudicato cattivo». Questa sintetica espressione mette a mio parere bene in luce tutta la parzialità di un atteggiamento che, per le sue pretese di meticolosità intellettuale e astrazione metodologica, rischia di cadere in un vizio autoreferenziale: partire dalla definizione di sé per interpretare l altro e finire così a scorgere di esso null altro che una caricatura. Lao Tzu, proponendo un suo modello di sapiente, così prosegue: «Il saggio crea senza possedere, nutre senza chiedere indietro, compie senza chiedere compenso. Poiché dimentica costantemente se stesso, non viene mai dimenticato». Ci è stato tramandato questo detto confuciano: «Colui che pratica l umanità è riluttante a parlare. Come si fa a parlare con leggerezza di una cosa che è difficile da mettere in pratica?». Simon Leys descrive così questa attitudine: «Si direbbe quasi che per Confucio una lingua sciolta debba riflettere una mente superficiale; appena la riflessione si fa più profonda, ecco emergere il silenzio». Lo stesso tema fu approfondito dal Mahatma Gandhi che nel parlare del suo incontro con la fede cristiana attraverso il monachesimo afferma: «Mi è spesso venuto in mente che un ricercatore della verità deve essere silenzioso. Conosco l efficacia sorprendente del silenzio». Questo atteggiamento mi sembra che possa costituire, nel nostro caso, una cifra che può aiutare a non perderci nel dettaglio. Quest ultimo infatti forse può risultare alla nostra curiosità certamente più interessante e attraente, ma probabilmente solo perché è più consono alla dimensione minuta nella quale siamo abituati a muoverci. «Chiedete le cose grandi e le cose piccole vi saranno date in più, chiedete le cose celesti e le cose terrestri vi saranno date in più» affermava Origene, proponendo quella via che mirando al totale e al superiore ottiene anche di penetrare nel dettaglio e nel parziale. In realtà il fermarsi solo al dettaglio trattiene dal misurarsi con la grandezza e la profondità, due dimensioni esistenziali costitutive dalle quali non si può invece prescindere se si mette al centro della nostra attenzione l uomo. Esse sfuggono alle semplificazioni come alle minuziose settorializzazioni, e invece emergono grandiose e potenti dalla semplicità del vissuto religioso e dell esp e- rienza spirituale delle fedi asiatiche. Un universo sconfinato da esplorare ma come afferma il mistico Ramana Maharsi «La comprensione non è un problema di tempo e di spazio Dipende dalla maturità della mente» Per questo vorrei dire con forza che il convegno che si sta aprendo non deve temere di non riuscire a dire tutto, nel senso di tutti gli aspetti della realtà del mondo asiatico, ma deve invece ambire a dire quel tutto pieno e autentico che è l uomo che in Asia vive, spera, cerca la sua via di rapporto con l infinito e con l altro. Al-Ghazali, sapiente islamico del XII secolo, ha affermato: «Come può appartenere ai sapienti chi desidera la parola per riferirla e non per praticarla?». L interesse per l uomo asiatico ci spinge pertanto a considerare non tanto le dottrine intese come astratte teorie e le religioni come pratiche rituali; il nostro interesse è rivolto piuttosto al vissuto religioso. Per questo ascolteremo le voci di autorevoli rappresentanti dei diversi mondi asiatici che si faranno interpreti del sentire e del vivere dei loro popoli. È quella sapienza vera di cui parla Al-Ghazali che non si accontenta della parola per riferirla ma vuole raggiungere quella parola mentre si fa vita e che, per noi cristiani, non può non trovare il suo riferimento supremo in Cristo, Parola divenuta Lei stessa carne e vita vissuta. A partire da questo principio diviene allora possibile realizzare lo spazio di un ascolto che non percorre tanto le vie del confronto teologico, ma scava in profondità per scoprire le radici comuni delle domande esistenziali dell uomo e delle risposte che nel corso dei secoli le diverse fedi e filosofie hanno saputo dare, indicando da millen- Frammento di tempio indiano (Agra, XI secolo, Musei Vaticani) ni una direzione ai passi di innumerevoli uomini e donne. La minuzia del dettaglio che nasconde tanto la grandezza della totalità dell uomo quanto la bellezza della semplicità divina, illude chi crede di poter comprendere limitando e circoscrivendo e lo conduce, in tal modo, a una sapienza che è più la soddisfazione dell intelletto che la gioia dell incontro. È quella sterilità di un sapere che non solo rende impermeabili al flusso dello spirito di Dio, ma impedisce a esso di percorrere e fecondare le vie dell uomo, come esprime bene il sapiente Al-Ghazali: «I cattivi sapienti sono come la pietra posta alla bocca di un corso d acqua: essa non beve l acqua ma non consente all acqua di raggiungere la coltivazione». Il primo elemento di cui dunque siamo chiamati a sbarazzarci è la scontatezza di una precomprensione che parte da sé per conoscere l a l t ro e non riesce a sfuggire dall i n g o m b ro dell io che offusca la sua bellezza e, con essa, il fascino dell i n c o n t ro. Nei millenni diverse vie all infinito e all interiore hanno percorso l Asia e hanno guidato uomini, comunità e popoli nel loro vivere quotidiano. A volte non sono mancati i conflitti e le incomprensioni, e ancora oggi spesso emergono difficoltà nella convivenza e nel riconoscimento della reciproca dignità. Bisogna a mio parere rifuggire con decisione dal rischio di considerare le fedi e le visioni dell uomo solo come dottrine da studiare sui manuali, o espressioni del genio umano utili esclusivamente a far mostra di sé nella vetrina di un museo. Sappiamo bene come alcune ideologie nel secolo scorso hanno previsto quella che chiamavano morte di Dio proprio basandosi sulla previsione di una progressiva perdita da parte delle religioni del loro fecondo rapporto con la storia. Ma noi credenti sappiamo e sperimentiamo quotidianamente che la fede diviene vera e rimane viva se essa è vissuta dall uomo, poiché solo per il tramite del sentire e dell agire degli individui e dei popoli riesce a mantenere vivo il proprio legame con la storia. Certo, sappiamo bene che diversi sono gli approcci delle differenti fedi e culture al tema della storia. Rimane però decisivo, a mio parere, tenere in grande considerazione come le società e i Paesi dell Asia abbiano mutato profondamente il loro volto ponendo nuovi interrogativi e offrendo prospettive diverse all evoluzione del pensiero e della prassi umana, realtà davanti alle quali le fedi possono e devono dire molto. Nel flusso della storia, divenuto particolarmente tumultuoso negli ultimi decenni, il credente ha un ancoraggio sicuro, grazie al quale l uomo non perde la sua centralità e il suo destino non è affidato al caso. Questo è necessario saper ridire e dimostrare nell oggi. È la sfida a cui non possiamo sottrarci noi credenti con il travaglio della ricerca esistenziale, ciascuno nella sua via, pena non tanto la morte di Dio, cosa che, per fortuna, sfugge alle nostre possibilità, ma la morte, altrettanto temibile, dell uomo. Il patriarca di Costantinopoli Athenagòras nel 1968 affermava: «Per poter diventare cosciente della mia esistenza e di quella di Dio, ho bisogno dell altro. La conoscenza della mia identità passa attraverso l altro, e io la ricevo da Dio nello stesso momento in cui conosco l altro. Noi uomini cerchiamo di unirci l un l altro, e troviamo insieme il centro a cui convergono i raggi».

5 lunedì-martedì aprile 2013 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Si apre a Parigi la mostra «Le Trésor du Saint-Sépulcre. Presents des cours royales europeennes à Jerusalem» Sopravvissuti ai creditori del console di posto, lo storico li aveva potuti scoprire e studiare. A JACQUES CHARLES-GAFFIOT vendo compreso la profondità della dimensione lestimento della mostra ha riunito Avviato circa quattro anni fa, l al- spirituale contenuta nell esortazione che ha rice- di specialisti, esperti e storici dell ar- attorno al progetto un gran numero vuto nel 1203 dal Cristo te francesi e stranieri, che hanno in croce della cappella di San Damiano, che lo invitava a «riparare la delle opere esposte, sfruttando non permesso di documentare ognuna sua Chiesa in rovina», sedici anni solo gli eccezionali fondi archivistici dopo, Francesco d Assisi s i m b a rc a della Custodia di Terra Santa, ma ad Ancona per la Terra Santa. Il suo viaggio lo conduce allora fino a Damietta, sotto la tenda del nipote di Saladino, il sultano d Egitto Malik al Kamil, che spera di convertire. Sconvolto dai massacri perpetrati per conquistare quella città, pieno di compassione e di ardore, il Poverello vince la resistenza del sovrano ayyubide, il quale accetta di rendere meno rigide le condizioni d accesso ai luoghi santi di Gerusalemme e rimanda l eloquente messaggero con onore nel campo cristiano. All inizio del XIV secolo, grazie alla generosità del re di Napoli, Roberto d Angiò, e di sua moglie, la regina Sancha, i frati minori si possono stabilire a Gerusalemme e acquistare le vestigia del Cenacolo, in passato riedificato dai crociati. Nel 1342 l istituzione del convento viene confermata dal Papa di Avignone Clemente VI. Nel Santo Sepolcro i greci ortodossi concedono ai religiosi l altare di santa Maria Maddalena e permettono loro anche di accedere alla basilica della Natività a Betlemme. Nasce così la Custodia Francescana di Terra Santa che, nel corso dei secoli, conoscerà molte vicissitudini ma non smetterà mai di elargire, con lo slancio di san Francesco, tesori di abnegazione e di carità. Per quanto riguarda l O ccidente, la presenza dei francescani in Terra Santa permette di riprendere l antica di CARLO PEDRETTI tradizione dei pellegrinaggi, interrotta a causa della riconquista nel 1187 della Città Santa da parte dell e s e rc i - to di Saladino. Ma l impresa comporta sempre molti rischi. Ai pericoli del mare e dei barbereschi che solcano il Mar Mediterraneo si aggiungono, lungo il cammino di quanti si recano in Palestina, furti, saccheggi, omicidi, vessazioni, balzelli, gesti di sottomissione ai musulmani e così via. I frati accorrono però efficacemente in aiuto dei pellegrini, li ospitano, li curano, li assistono, li accolgono nel Santo Sepolcro o in altri santuari. In seguito, le nazioni cristiane, grazie ai vincoli diplomatici stretti con la Sublime Porta, riescono a rafforzare la sicurezza dei fedeli e anche quella dei francescani regolarmente importunati e a volte martirizzati. È questo il contesto storico in cui avviene l invio di elemosine e di ricchi doni a Gerusalemme, destinati non solo ad accrescere lo splendore del culto divino attorno al sepolcro di Cristo, ma anche e soprattutto a sostenere, attraverso un regolare afflusso di denaro, la presenza latina in Palestina, preda costante della bramosia delle autorità ottomane locali. La mostra «Tesoro del Santo Sepolcro» che si apre in contemporanea nel castello di Versailles e nella Maison de Chateaubriand per la sezione relativa ai dipinti riunisce, per la prima volta a questo livello, le opere d arte più significative offerte al Santo Sepolcro dall inizio del XVII secolo, fra le quali figurano numerosi doni dei sovrani europei. Questo ambizioso progetto ha visto la luce nel 1990, durante la preparazione della mostra «Tesori del Vaticano» organizzata dal Centre cultural du Pantheon, nel municipio del quinto arrondissement di Parigi. In quell occasione ho potuto incontrare a Roma, a casa di alcuni amici romani, il professore Alvar Gonzales-Palacios. A seguito delle ricerche da lui condotte negli archivi del Regno di Napoli, questo grande esperto di storia dell arte aveva appreso dell invio a Gerusalemme, verso il 1760, di un favoloso corpo di oggetti di oreficeria. Con grande fortuna, trovandosi molti di essi ancora sul Tesori del Santo Sepolcro Uno spettacolare evento espositivo di eccezionale importanza storica, culturale e religiosa si inaugura a Versailles, prima manifestazione di carattere internazionale intesa a rilanciare il monumentale complesso della celebre reggia reale come attrazione turistica che ambisce a esiti pari a quelli del Louvre a Parigi e di altre prestigiose sedi francesi come Chambord, Nimes, e la stessa Amboise, dove Leonardo trascorse i suoi ultimi tre anni di vita, dal 1517 al 1519, ospite del re Francesco I. Si tratta della mostra del Tesoro del Santo Sepolcro, dove sono riuniti per la prima volta oggetti e opere d arte che sovrani e capi di Stato di ogni Paese hanno donato a Gerusalemme nel corso dei secoli a ricordo delle crociate da loro promosse. Con la presenza eccezionale della spada di Goffredo di Buglione, il leggendario personaggio ricordato da Dante e posto in primo piano nell esordio della Gerusalemme liberata del Tasso, si pone l accento sul ruolo di san Francesco che nel 1219, in pieno clima di crociate, incontra il sultano Al Malik, nipote del notorio Saladino, aprendo la via al dialogo fra cristiani e maomettani. I Fogli 93 verso e 94 recto nell originaria impaginazione del manoscritto anche quelli di Napoli, Madrid, Lisbona, Vienna e Parigi, che a volte offrono ai ricercatori le condizioni precise degli invii reali, indicando i nomi dei fornitori e descrivendo più o meno minuziosamente i doni. Così Michèle Bimbenet-Privat, curatrice capo del dipartimento degli oggetti d arte del Louvre, e Danièle Véron-Denise, esperta di ricami ed ex conservatrice capo del Palazzo di L articolo qui pubblicato è scritto, da uno dei curatori insieme a Bernard Degout, come introduzione alla mostra «Le Trésor du Saint-Sépulcre. Presents des cours royales europeennes à Jerusalemm» dal 16 aprile al 14 luglio nella Sala delle Crociate del Chateau de Versailles e nella Maison de Chateaubriand. La spada di Goffredo di Buglione, il bastone pastorale in argento dorato e pietre preziose donato da Luigi XVI, la lampada in oro massiccio offerta da Giovanni v del Portogallo, il baldacchino eucaristico opera di Francesco Natale Juvarra, dono del re di Spagna Filippo IV in argento, bronzo e pietre preziose: sono solo alcuni dei duecentocinquanta meravigliosi oggetti esposti: raccolta di doni estremamente vari tra cui spiccano capolavori dell oreficeria europea prodotti tra il XVI e il XIX secolo che i regnanti europei inviarono nei secoli al Santo Sepolcro. Una pagina inedita e sconosciuta della storia del pellegrinaggio verso la Terra Santa che i curatori della mostra hanno cercato a lungo e con impegno di ricostruire. Suddivisi in cinque sezioni secondo la loro provenienza, per la maggior parte si tratta di oggetti prestati dalla Custodia di Terra Santa, e che al termine dell evento parigino torneranno a Gerusalemme per essere esposte in maniera permanente in una nuova sede museale. Del resto anche Versailles, celebre per la fastosa serie delle decorazioni della Scuola di Fontainebleau, promossa proprio da Francesco I un ventennio dopo la morte di Leonardo, reca una prima presenza dello stesso Leonardo addirittura con la Gioconda, il ritratto già allora famoso che il re volle posto nella sua personale salle de bain e che in una versione di bottega a torso nudo avrebbe fornito l idea ai pittori di quella scuola per il celeberrimo motivo delle dame discinte poste in una vasca da bagno. Se è una singolare coincidenza che la data dell inaugurazione della mostra corrisponda alla ricorrenza della nascita di Leonardo (15 aprile 1452), è un po su mia istigazione che un sotteso punto focale della stessa sia proprio Leonardo con la presenza di un suo manoscritto concesso dalla Biblioteca Nazionale di Parigi, un quaderno di dieci carte che in origine formavano l ultimo fascicolo di uno Fontainebleau, hanno ritrovato la lettera di Luigi XIII, datata 13 settembre 1620, che accompagnava sontuosi «paramenti di Chiesa che abbiamo fatto fare per il servizio del Santissimo Sepolcro ( ) in segno della singolare devozione che nutriamo per questa chiesa» e che inoltre annunciava al custode, fra To m m a - so, l invio prossimo di oggetti di culto in argento. Le ricerche condotte dalle due conservatrici negli archivi parigini hanno permesso di ottenere una descrizione dettagliata della commessa reale fatta l anno precedente al ricamatore e fabbricante di paramenti parigino Alexandre Paynet. Gli oggetti di culto in argento e un offerta di 7125 piastre furono inviati nel 1624 per accompagnare l arrivo a Gerusalemme di un console francese, Jean Lempereur. Secondo le fonti documentali conservate nella Custodia, l insieme realizzato a Parigi dall orafo Claude Caignet era composto da due lampade da santuario (ne è rimasta una sola, esposta nella mostra), quattro candelieri (esposti), una croce da processione (esposta), due grandi bacili (esposti), accompagnati da due acquamanili (esposti), un bacile più piccolo (scomparso), due Agnus Dei (scomparsi), due pissidi (scomparse) e un piccolo secchiello per l acqua benedetta (scomparso), il tutto in argento dorato e ornato di gigli e dallo stemma di Francia. Questi oggetti, oggi assolutamente unici nelle collezioni francesi, a seguito della scomparsa dell oreficeria reale, giunsero a Gerusalemme nel 1625, dopo essere stati bloccati a Sidone (Saïda) dai creditori del nuovo console, che Leonardo a Versailles Storia di un quaderno di dieci carte degli undici codici sottratti da Napoleone all Ambrosiana di Milano e portati a Parigi come bottino di guerra nel Si tratta cioè del manoscritto Ashburnham I, già parte del B del , che intorno al 1840 era stato preso di mira dall insigne matematico e cleptomane Guglielmo Libri. Egli aveva adottato lo scaltro metodo di separarne i fogli mediante fili intrisi di acido muriatico lasciati al loro interno per il tempo necessario a corroderne il bordo cucito in modo da sottrarli agevolmente senza farsi notare. I fogli così separati e dei quali fu cancellata la numerazione da 91 a 100 di mano dello stesso Leonardo, vennero quindi imbrachettati a formare un fascicolo poi rilegato come un quaderno a parte e con una nuova numerazione a inchiostro rosso da 1 a 10. In questo modo fu quindi venduto in Inghilterra a Lord Ashburnham alla cui morte venne posto all asta e acquistato dalla Francia insieme con un simile fascicolo sottratto al Manoscritto A (la prima versione del Libro di p i t t u ra databile intorno al 1492). E nel frattempo questi due codicetti venivano pubblicati dal Ravaison Mollien nella sua classica edizione in facsimile dei cosiddetti manoscritti francesi di Leonardo (Parigi ). L evento espositivo di Versailles sarà quindi l occasione di un importante contributo allo studio di questo manoscritto, in quanto solo di recente ho potuto accertare che i dieci fogli non furono disposti dal Libri nella sequenza originaria attestata dalla numerazione eseguita dallo stesso Leonardo e che il Libri aveva cancellato. Di qui la mia ricostruzione di quella sequenza sulla base di tracce della foliazione originale e da piccole macchie che l inchiostro ancora fresco aveva lasciato da un foglio all altro. La Biblioteca Nazionale ha accolto la mia proposta di restauro anche se i tempi necessari all op erazione non hanno consentito di presentare il manoscritto a fogli sciolti. Ciò sarà intanto possibile solo in sede di catalogo, che è poi un imponente volume di studi e saggi su ogni aspetto dei materiali esposti. Ecco dunque quanto è potuto emergere da un gruppo di Gerusalemme. Rimaneggiamenti che continuarono fino al tempo di Leonardo per essere poi ripresi a fine Cinquecento, via via fino agli ultimi ritocchi nel Sette e Ottocento. La cripta sotterranea accessibile al tempo di Leonardo è stata ripristinata solo di recente, nel Nel folio 57 re c t o del Ma n o s c r i t t o B, il codice dal quale proviene il fascicolo esposto, Leonardo ne disegna con precisione la pianta come appare a piano terra e, accanto, la pianta nella stessa scala della parte sottoterra, cioè della cripta. I due disegni sono designati con le lettere A e B e una nota sottostante spiega: «A è Santo Sepolcro di Milano, di sopra, B è la sua parte socto terra». Questo straordinario documento fu pubblicato per la prima volta dal Richter nella sua antologia del 1893 (poi in seconda edizione ampliata nel 1939) con il commento dell insigne storico dell a rc h i t e t t u r a Henry de Geymuller, che ne riscontrò la sorprendente accura- note e spettacolari disegni sul te- ma degli studi di Leonardo ispirati al Santo Sep olcro. Durante il suo primo soggiorno a Milano, intorno al 1490, Leonardo si occupa di architettura civile e militare, e in particolare quella delle chiese che, come già a Firenze con gli edifici di Brunelleschi, studia con particolare riguardo come problemi ancora aperti trattandosi di edifici che traggono origine da strutture classiche o paleocristiane. Di qui il suo interesse non solo nel grande cantiere del duomo e in quelli in cui operava Bramante come a San Satiro, ma anche in San Lorenzo, Sant Eustorgio e in particolare nella chiesa di San Sepolcro, fondata nel 1070 col titolo di Santissima Trinità. Fu nel 1100 che il vescovo di Milano Aurelio da Bonviso volle ridedicarla al Santo Sepolcro al ritorno della crociata lombarda da lui stesso condotta con successo. Di qui i successivi interventi architettonici intesi a conferirle le forme del Santo Sepolcro a tezza con l edificio stesso anche per quanto riguarda la cripta che gli fu possibile visitare, notando però che l unica eccezione è la presenza di due colonne indicate nella pianta A all entrata del vestibolo presso l ingresso alle scale a chiocciola, forse un aggiunta che Leonardo stesso avrebbe pensato di s u g g e r i re. Lo storico edificio così accuratamente studiato avrebbe suggerito a Leonardo l invenzione di una straordinaria struttura a pianta centrale rappresentata in pianta e alzato al folio 94 re c t o dello stesso manoscritto B (corrispondente al folio 4 re c t o del fascicolo esposto) e con uno schizzo marginale che lo rappresenta nelle sue due parti in spaccato verticale come avverte la notazione: «Dentro l edificio di sopra». Che il San Sepolcro di Milano ne sia l ispirazione lo prova il testo a piè di pagina: «Questo edificio è abitato di sotto e di sopra, come San Sepolcro, ed è sopra come sotto, salvo che il di sopra ha il tiburio c d, e il di sotto ha il tiburio a b; e quando entri nella chiesa di sotto tu cali 10 scalini, e quando monti in quella di sopra tu sali 20 scalini, che a 1/3 l uno fanno 10 braccia, e questo è lo spazio ch è in fra i piani dell una e l altra chiesa». Altri possibili riferimenti grafici al San Sepolcro di Milano da parte di Leonardo sono nel Codice Atlantico e a Windsor, due fogli Rémond Lescot, «Stauroteca» (1628, Gerusalemme, Custodia di Terra Santa) confiscarono una parte dell offerta e che probabilmente rubarono anche una parte degli oggetti, poiché sei elementi principali, tra i quali il calice e il ciborio, non giunsero mai a destinazione. pure databili al circa. Dopo la pubblicazione nel mio Leonardo architetto del 1973, essi sono stati oggetto di particolari considerazioni di ordine storico-architettonico da parte di Richard Schofield nel 1991 e in particolare dal punto di vista iconografico e del contesto storico e religioso da parte di Gabriella Ferri Piccaluga nel Con un mio testo successivo del 1996, col quale restituivo il corretto ordine dei fogli dell ultimo fascicolo del Manoscritto B, cioè quello esposto a Versailles, si è ora in grado di accertare che in origine il folio 94 re c t o quello del progetto dell edificio «come a San Sepolcro» aveva a fronte, sulla sinistra, non il folio 3 v e rs o dell As h b u r n h a m, Del manoscritto si i n t e re s s ò il matematico e cleptomane Guglielmo Libri Che sottrasse i fogli dopo averli separati con fili intrisi di acido muriatico ma il 5 v e rs o, che era infatti il folio 93 v e rs o del manoscritto B, e quindi la facciata che mostra uno dei più spettacolari disegni di chiesa a pianta centrale di Leonardo. Sulla base di questi nuovi dati acquisiti sarà possibile un ulteriore esame critico degli studi di chiese a pianta centrale di Leonardo in rapporto con quanto del Santo Sepolcro di Gerusalemme egli poteva essere venuto a conoscenza attraverso informazioni fornitagli da viaggiatori o da suoi amici francescani, come il matematico Luca Pacioli. Non a caso il fondamentale contributo allo studio di quel celeberrimo monumento sarebbe stato offerto un secolo dopo da un altro francescano, l e ru d i t o spagnolo Juan Bautista Villalpando (Cordoba 1552-Roma 1608), con l opera Apparatus Urbis ac Templi Hierosolymitani (Roma 1604), e la cui immensa opera teorica, in rapporto anche con la pittura, era già stata menzionata da Pierre Duhem nel 1906 come possibile riflesso di idee leonardesche. Fu quella una voce rimasta isolata fino al 1964 quando ebbi a ricordarla come suggerimento di una sistematica ricerca ancora tutta da intraprendere e che finalmente, con l evento di Versailles, sembra ora ricevere l auspicato avvio con la partecipazione di enti specializzati presso prestigiose università in Francia, Spagna e Italia. Il genio di Vinci e l A m b ro s i a n a sbarcano in Giappone «Leonardo e la sua cerchia» sbarcano a Tokyo: dal 23 aprile al 30 giugno, infatti, il Metropolitan Art Museo della capitale nipponica ospita la mostra che raccoglie i capolavori del grandi maestro italiano conservati presso la Biblioteca-Pinacoteca Am b ro s i a n a. Espressione della pace costruibile attraverso l arte e la scienza, l esposizione presenterà tra gli altri il Musico di Leonardo, i fogli del Codice Atlantico e le opere dei cosiddetti pittori leonardeschi come Bernardino Luini, Giampietrino, Andrea Solario e Marco d Oggiono. Non solo Leonardo continua a essere l artista italiano più apprezzato in Giappone, ma l imminente mostra di Tokyo intende anche far conoscere al Giappone la storia dell Ambrosiana e la sua straordinaria importanza sia come sede di ricerca accademica, sia come custode di capolavori assoluti delle arti figurative e della miniatura libraria. La mostra esposizione è organizzata dalla Società Tbs Tokyo Broadcasting System Televisione dal quotidiano «Asahi Shimbun», in collaborazione con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, l università di Tokyo e la Fondazione Cardinale Federico Borromeo.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì aprile 2013 L episcopato del Messico di fronte alle sfide del triennio Per combattere secolarismo e indifferenza CITTÀ DEL ME S S I C O, 15. Le sfide della Chiesa in Messico nei prossimi tre anni. È stato questo il tema principale analizato nel corso della novantacinquesima assemblea plenaria della Conferenza episcopale svoltasi nei giorni scorsi. L apertura dei lavori è avvenuta presso la sede della nunziatura apostolica a Città del Messico, per rendere omaggio a Papa Francesco, con una celebrazione eucaristica presieduta dall a rc i v e s c o - vo Christophe Pierre, nunzio apostolico nel Paese centroamericano. «Con grande gioia della Pasqua, che celebra la vita che il Padre celeste ci ha dato nel suo Figlio Gesù Cristo, morto e risorto, noi vescovi del Messico si legge in un messaggio dell episcopato ci siamo riuniti in occasione dell assemblea plenaria intorno a colui che è stato elevato da terra per attirare tutti a sé. Crediamo fermamente che è lo Spirito dell amore che ci conduce all unità come Chiesa, nella costruzione del Regno di Dio e di una società migliore, nel nostro cammino verso la Pasqua eterna. Ringraziamo il Signore della vita e della storia che ci permette nuovi inizi: l inizio del tempo liturgico della Pasqua, perché proclamare e celebrare Gesù risorto ci dà la forza di seguirlo come testimoni della vita, in mezzo a tanti segni di morte che minano la dignità degli uomini e delle donne nel mondo e nel nostro Paese». Nel messaggio, i vescovi messicani ringraziano «il Sommo ed Eterno Sacerdote che, dopo il ministero luminoso di Papa Benedetto XVI, ci Conclusa ad Aparecida l assemblea generale dei vescovi In Brasile serve una vera conversione APA R E C I D A, 15. «Comunità di comunità: una nuova parrocchia» è questo il tema centrale dell assemblea generale della Conferenza episcopale del Brasile svoltasi nei giorni scorsi ad Aparecida. Tra i temi affrontati, la direzione della comunicazione, per guidare il ministero della Chiesa, e l adozione di un testo sulla questione agraria nel Paese. «L assemblea ha spiegato durante una conferenza stampa l a rc i - vescovo di Campo Grande, monsignor Dimas Lara Barbosa è l o c- casione per prendere coscienza del processo in cui gli orientamenti generali dell azione evangelizzatrice, approvati due anni fa dai vescovi, sono stati realizzati e messi in pratica». Durante i lavori, il cardinale Pedro Odilo Scherer, arcivescovo di San Paolo, ha sottolineato che l incontro dell episcopato brasiliano è arrivato in un clima di grande aspettativa che la Chiesa vive a ragione della elezione di Papa Francesco. C è un clima positivo ha detto il porporato a seguito dell elezione del nuovo Papa. Il cardinale ha posto l attenzione sull importanza del tema dell incontro dei presuli e ha osservato che «la diminuzione del numero dei cattolici nei dati presentati nel censimento del 2010, preoccupa senz altro i vescovi». «Abbiamo bisogno di una vera conversione pastorale, in modo di andare incontro alle persone. Non è solo la Chiesa cattolica che perde fedeli. Il nostro bisogno urgente ha proseguito il porporato è quello di evangelizzare e dobbiamo adeguarci per evangelizzare bene». Questo adeguamento della struttura della Chiesa ai nuovi tempi, che richiede di avvicinarsi maggiormente ai poveri, come è stato rimarcato dal vescovo ausiliare di Belo Horizonte, monsignor Il Cristo Roto ad Aguascalientes (Messico) Joaquim Mol, «è qualcosa di molto importante ed è una scelta che Gesù stesso ha fatto: il cammino di una vita semplice che conduce al Padre. Tutti i Papi hanno toccato questo tema di una Chiesa povera per i poveri e questo va tenuto presente». Inoltre, monsignor Mol ha evidenziato la preoccupazione dei vescovi per l evangelizzazione dei cattolici non praticanti. Ma in tutto il processo di evangelizzazione, sia per i battezzati che i praticanti, la cosa più importante è l esperienza con la persona di Gesù Cristo. Ed è questo l asp etto che dovrebbe essere promosso». Anche sul tema generale dell assemblea generale, monsignor Severino Clasen, vescovo di Caçador, ha evidenziato l importanza della comunità cristiana come luogo di fraterna convivenza. «La gente ha bisogno di calore. Adesso, abbiamo la possibilità di incontrare tante persone sulla rete attraverso i social network, ma quello che manca è il calore del cuore, la vicinanza». Questa è la differenza che la Chiesa può fare. concede ora una nuova tappa nella storia della Chiesa, con il pontificato di Papa Francesco. Ringraziamo anche il nostro Dio provvidente che ci permette di iniziare il lavoro pastorale della nostra Conferenza episcopale messicana, nel triennio ». Nel contesto della celebrazione dell anno della Fede, «noi vescovi prosegue il messaggio abbiamo la possibilità di riscoprire il cammino della fede per annunciarlo e testimoniarlo con nuovo vigore. Come Papa Francesco ci ha chiesto, usciamo e andiamo nelle periferie non solo geografiche, ma anche nelle periferie esistenziali del peccato, del dolore, dell ingiustizia, dell ignoranza. Siamo consapevoli che questo è un compito urgente che già stiamo realizzando, dobbiamo rafforzare lo slancio della missione evangelizzatrice. Con criteri di continuità e rinnovamento intendiamo andare avanti nel compimento della missione che Cristo ci ha affidato al servizio di tutte le persone: annunciare il Vangelo, ragion d essere e di esistere della Chiesa. I nuovi inizi sono incoraggianti, soprattutto quando gettiamo le reti nel nome di colui che è il Principio e la Fine, l Alfa e l O mega». I vescovi, inoltre, si sono impegnati al fine di rispondere alle grandi sfide del mondo di oggi, come ad esempio la secolarizzazione, l indifferenza, il coinvolgimento delle nuove generazioni nella società e alla promozione umana, così come il desiderio di verità, di pace e di giustizia nei nostri fratelli e sorelle in Messico, specialmente i più poveri. «In questa assemblea plenaria, formuliamo il nostro obiettivo globale per i prossimi tre anni, nel corso dei quali saranno affrontati temi e progetti pastorali delle otto commissioni episcopali. Abbiamo intenzione di rafforzare la nostra identità di Chiesa, alla luce della Parola di Dio, dei Papi e del magistero, per rafforzare la missione continentale permanente, nello spirito della Nuova Evangelizzazione, sulla base della conversione personale e pastorale, e come discepoli missionari, contribuiamo alla trasformazione della realtà del Messico promuovendo la cultura cristiana. Consapevoli che questo può essere raggiunto solo con l aiuto di Dio e dell unità tra tutti i nostri progetti pastorali concludono i vescovi ci affidiamo all i n t e rc e s - sione della Madre del vero Dio per cui viviamo». Subito dopo la celebrazione eucaristica, tutti i vescovi si sono trasferiti nella sede della Conferenza episcopale alla Casa Lago de Cuautitlán Izcalli, Stato di Messico. I presuli al termine della plenaria a Punta de Tralca Imp egno per il futuro del Cile SANTIAGO DEL CILE, 15. Preo ccupazione «per il presente e il futuro» del Paese è stata espressa dai vescovi del Cile a margine della 105ª assemblea plenaria della Conferenza episcopale svoltasi nei giorni scorsi a Punta de Tralca. A margine dell incontro, i presuli, in un messaggio indirizzato «a tutti gli uomini di buona volontà», hanno invitato a pregare «per la pace e la giustizia, la comprensione e la cooperazione tra i popoli, per i futuri politici che il Paese eleggerà, e anche per quei temi che preoccupano tutti in Cile, come il salario minimo, le controversie di lavoro e l istruzione, la famiglia e il rispetto per la vita umana». Allo stesso tempo, i vescovi hanno espresso nel messaggio la loro gioia per l atteggiamento di fiducia, di simpatia con il quale Papa Francesco è stato accolto da tutti i fedeli. «Preghiamo sempre con grande affetto per il Santo Padre e la sua missione. Attendiamo con ansia la visita che potrà compiere nel nostro Paese per confermarci nella fede e incoraggiarci nella comunione, nell equità e nella pace sociale». Durante l assemblea, i presuli hanno incontrato numerosi sacerdoti provenienti da ogni parte del Paese, hanno espresso loro «immensa gratitudine per il servizio disinteressato alla gente. Condividiamo la loro vita, i loro bisogni e le speranze. Come vescovi vogliamo camminare con loro fraternamente in questo compito evangelizzatore, specialmente in questo tempo di missione. Vogliamo, come discepoli di Cristo, ottenere la conversione personale e pastorale di tutti». L assemblea plenaria, svoltasi in un clima di preghiera, di comunione e di fraternità, ha consentito inoltre all episcopato cileno di esaminare la vita della Chiesa e della società. «Questa assemblea si legge nel messaggio si svolge nello stesso periodo in cui è iniziato il servizio alla Chiesa, come vescovo di Roma e successore di Pietro, di Papa Francesco. Tutti sentiamo come un grande dono di Dio la presenza vicina, affettuosa e la parola amorevole del Papa che ci permette di toccare Gesù Cristo, Buon Pastore». Rivolgendosi ai fedeli del Cile, i vescovi hanno chiesto di «pregare sempre con grande affetto per il Papa e la sua missione. Incoraggiamo i giovani delle nostre comunità, che a luglio si incontreranno con Papa Francesco in Brasile, a prepararsi spiritualmente per accettare gli insegnamenti del successore di Pietro. Seguendo il desiderio che ci ha espresso il Santo Padre p ro s e g u o - no i presuli del Cile dobbiamo cercare di essere magnanimi e buoni, comprensivi e disponibili. Trattando ogni uomo come se fosse un fratello: da aiutare, consolare ed edificare con la propria testimonianza di vita». I vescovi, inoltre, hanno analizzato durante i lavori assembleari il magistero e la continuità dei due ultimi pontefici. «L atteggiamento sincero e coraggioso di Benedetto XVI e l atteggiamento profetico, manifestato nei gesti e nelle parole, di Francesco. Entrambi p ro s e g u o n o hanno toccato la nostra esperienza di pastori». Un altro tema importante affrontato dai presuli è stato l imp ortanza e il significato della missione che la Chiesa svolge in Cile, così come l interrogativo sull u rg e n z a dell evangelizzazione, vale a dire, ciò che questa significa concretamente per le persone. «Siamo stati noi vescovi ha precisato l a rc i v e - scovo di Santiago del Cile e presidente della Conferenza episcopale, monsignor Ricardo Ezzati Andrello a riflettere sull importanza della vita sacerdotale. C è stato un dialogo tra sacerdoti provenienti da varie diocesi e noi vescovi per guardare insieme al dono della grazia del nostro ministero sacerdotale». Inoltre, i vescovi hanno riflettuto sulla recente visita dell a rc i v e s c o v o Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e analizzato l efficacia dei mezzi di comunicazione nel Paese sudamericano. «Partendo dalla consapevolezza dell imp ortanza dei mass media, ancora più importante ha detto l arcivescovo Ezzati Andrello è entrare in questa nuova cultura della comunicazione, poiché oggi sono cambiati gli strumenti». Per quanto riguarda i giovani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, l arcivescovo di Santiago del Cile ha affermato che «i giovani che andranno in Brasile sono entusiasti di incontrare Papa Francesco, ma il messaggio da veicolare è che non si sta andando in Brasile per incontrare il Papa. Probabilmente si incontreranno con lui, ma quello che il Papa vuole è che ogni giovane incontri Gesù Cristo, il Salvatore, colui che ha parole di vita eterna è solo Gesù». Sulla posizione dei candidati alla presidenza del Cile che sostengono l aborto terapeutico, il presidente della Conferenza episcopale ha spiegato che la Chiesa è sempre stata dalla parte della vita «e crediamo che la vita sia un dono che non dipende da nessun altro. È un dono che Dio rende alla persona e Dio solo può disporre di essa quando giunge a conclusione. Nessuno Stato può intervenire per sopprimere questo diritto umano fondamentale». A conclusione dell assemblea plenaria è stata celebrata una messa, presieduta dall arcivescovo Ezzati Andrello. Durante l omelia, il presule ha ricordato che «l incontro di Punta de Tralca ha permesso ai numerosi presenti di condividere la gioia e la speranza che viene da questa celebrazione, speranza che pervade e illumina la vita della Chiesa e del Paese. Come gli apostoli ha concluso il presidente della Conferenza episcopale siamo felici di annunciare il nome di Gesù Risorto, anche in mezzo alle tante difficoltà che la Chiesa è costretta ad affrontare, non solo oggi, ma in tutta la sua storia».

7 lunedì-martedì aprile 2013 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Aperto dal vescovo Merisi il convegno delle Caritas diocesane italiane Con uno sguardo di amore e di verità PESCARA, 15. Cresce in Italia il numero delle persone che si rivolgono ai centri di ascolto e ai servizi socioassistenziali gestiti dalle Caritas diocesane; cresce il numero di quanti lamentano «patologie socio-sanitarie di non facile risoluzione»; aumentano «gli anziani e le persone in età matura che si affacciano ai servizi Caritas»; aumentano in percentuale le situazioni di povertà estrema, che «coesistono tuttavia con una vita apparentemente normale, magari vissuta all interno di un abitazione di proprietà». È questo il quadro, allarmante, della situazione economico-sociale del Paese, tratteggiato dal presidente di Caritas Italiana, il vescovo Giuseppe Merisi. Il presule ha aperto questa mattina a Montesilvano, in provincia di Pescara, il trentaseiesimo Convegno nazionale delle Caritas diocesane, che si concluderà il 18 aprile, sul tema «Educare alla fede per essere testimoni di umanità. La fede che si rende operosa per mezzo della carità (Galati 5, 6)». Un occasione per verificare anche il «modo d intendere il servizio delle Caritas», la capacità di essere «testimoni veraci del Vangelo», affinché «non sia dato per carità ciò che è dovuto per giustizia» (Atti degli apostoli, 8) In Italia ha detto monsignor Merisi nel suo intervento «la fragilità occupazionale è evidente: cassa integrazione, occupazioni saltuarie, o disoccupazione spesso giovanile, lavoro nero, rendono difficile per molte famiglie coprire le necessità, anche più elementari, del quotidiano», «si assiste ad una normalizzazione sociale nel profilo dell utenza Caritas», nel senso che si trovano in difficoltà persone che non sono sulla strada o immediatamente percepibili come p overi e «la Chiesa è chiamata a moltiplicare gli sforzi», cosa che, attraverso le Caritas, è stato fatto, come dimostrano gli interventi a seguito di eventi che hanno aggravato la crisi, come il terremoto in Abruzzo, nel 2009, e in Emilia, Lombardia e Veneto nel Sono accadimenti, ha detto il vescovo Merisi, «che hanno chiesto alle nostre chiese, a quella italiana, a quelle diocesane e alle nostre Caritas, presenza, passione di condivisione e di solidarietà, capacità di raccordo tra emergenza e ricostruzione, ricostruzione di edifici e di tessuto comunitario, ecclesiale e sociale, chiamando in causa istituzioni e volontariato, Caritas, parrocchie e diocesi, gruppi giovanili, associazioni e luoghi di aggregazione». Di fronte a un tale impegno, sempre più complesso e capillare, le Caritas sono chiamate ad approfondire le radici e l essenza del servizio della carità. Il presidente della Caritas ha ricordato a questo proposito il motuproprio di Benedetto XVI Intima ecclesiae natura, che appunto riporta alla radice teologica della carità, «ancorandola saldamente all azione pastorale della Chiesa». Monsignor Merisi ha ribadito la necessità, già segnata dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), che il motuproprio «venga presentato in ogni diocesi, anche tenendo conto di qualche indicazione che la Cei e la Caritas potranno offrire dal punto di vista canonico e operativo», tenendo presente «che l attività caritativa non deve limitarsi alla raccolta e alla distribuzione dei fondi e dei beni», dovendo favorire invece anche «l educazione alla condivisione, al rispetto e all amore, secondo la logica del Vangelo di Cristo». Si tratta, in fondo, ha spiegato il presidente di Caritas Italiana, «di riflettere sul rapporto fra la fede e la carità, come opportunamente richiamato nel messaggio del Papa per la Quaresima di questo anno ( priorità della fede - primato della carità )». E da quel rapporto «far discendere Il Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Mons. Livio Melina, con tutta la comunità accademica, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Stefano Lucchini, e il Segretario, Mons. Paolo Nicolini, insieme con i membri della Fondazione Benedetto XVI sono uniti nel dolore e nella speranza cristiana alla famiglia di GIORGIO TR O M B E T TA improvvisamente e tragicamente scomparso, e chiedono al Signore Risorto di colmare in cielo il suo grande desiderio di vita e di ricompensare la sua generosa dedizione. indicazioni pastorali sulla responsabilità dei vescovi e delle Conferenze episcopali, sul coordinamento possibile delle iniziative, sulla credibilità evangelica della testimonianza nel servizio della carità». In questo contesto, ha aggiunto monsignor Merisi, «citiamo volentieri i primi passi di Papa Francesco con il caloroso invito a camminare verso le periferie umane, spirituali e geografiche di questo tempo. I suoi gesti di Papa sono apparsi immediatamente essi stessi come Magistero vissuto: ci indicano uno stile di Chiesa semplice, povera e aperta agli altri, che non ostenta né potere né ricchezza, una ortoprassi coerente di gesti di umanità e di fraternità, che attraversano la quotidianità del vissuto ecclesiale e che danno una forma al suo agire mostrando, appunto, che la carità è l intima natura della Chiesa». Da qui, dunque, l invito «a guardare con occhio di amore e di verità» alla vita della Chiesa «e alla vita del mondo che ci circonda e in cui siamo, dobbiamo, essere vitalmente inseriti». In fondo, ha concluso monsignor Merisi, «quando Papa Francesco parla di misericordia, quando dice di combattere il male con il bene, quando dice di uscire fuori verso tutte le periferie, ci invita a sentirci radicati nella Chiesa secondo logica di comunione», per costituire «quel faro, quel luogo di accoglienza e di fraternità che può dare speranza in tempi di chiusura vicendevole, che può coniugare amore e verità, che può orientare la libertà responsabile verso destini di giustizia e di solidarietà verso gli altri, che è il presupposto per aprirsi verso i poveri, gli ultimi, gli emarginati». Nella prima giornata dei lavori è intervenuto l arcivescovo di Chieti- Vasto, Bruno Forte, che si è soffermato sul fondamento evangelico della chiamata ad educare alla fede, a partire, in particolare, dal vangelo di Marco, di cui il cardinale Carlo Maria Martini mise in evidenza la peculiarità di itinerario catecumenale, per i membri delle primitive comunità cristiane. Un itinerario che, per l arcivescovo, è allo stesso tempo performativo, tale cioè da indurre l ascoltatore a decidere della sua stessa vita davanti a Gesù, il Figlio di Dio. «Dall incontro con questo racconto ha detto monsignor Forte non si esce indenni: chi ne fa una lettura di fede, ne è segnato in maniera profonda. In esso tutto nasce dall amore del Dio che si rivela e da cui il narratore è stato toccato e trasformato e tutto ha per scopo di suscitare nei cuori questo amore. Si può dedurre da questo che nell educazione alla fede tutto nasca dall amore e tenda all amore». È per amore «che Dio si è rivelato agli uomini col desiderio di farli partecipi della Sua vita. È per amore che chi crede, al pari degli evangelisti, vorrebbe trasmettere il dono ricevuto agli altri, introducendoli nell esperienza della carità di Dio. È per un profondo bisogno di amore che ci si mette alla ricerca del Volto divino. Alle sorgenti di ogni educazione alla fede ha continuato l arcivescovo Forte c è l amore. Non di rado si tratta di un amore ferito, come, ad esempio, dei genitori credenti che vedono i loro figli allontanarsi dalla vita di fede o quello di chi ha responsabilità pastorali e sperimenta quanto sia difficile a volte trasmettere il dono della fede agli altri, specialmente ai giovani, nella complessità del tempo che viviamo. Il desiderio di comunicare la bellezza della fede sfida, però, quest amore ferito e lo spinge a non arrendersi». Spesso, chi si allontana da Dio «lo fa perché non ha mai veramente sperimentato la grandezza del Suo dono. Non si esagera nel pensare che tante volte l amore divino è più ignorato che consapevolmente rifiutato. Educare alla fede vorrà dire, allora, far conoscere quest amore in maniera credibile, e cioè con la testimonianza della parola e della vita, in modo tale da attrarre ad esso e comunicarlo con l eloquenza silenziosa di chi ne fa esperienza e ne irradia la bellezza in maniera convincente e contagiosa». Messa del Papa a Santa Marta La calunnia uccide L arcivescovo Müller incontra la presidenza della Conferenza delle superiori religiose statunitensi Si è svolto lunedì 15 aprile in Vaticano l incontro del prefetto e i superiori della Congregazione per la Dottrina della Fede con la presidenza della Conferenza delle superiori religiose degli Stati Uniti d America (Lcwr). Era presente anche l arcivescovo di Seattle, monsignor Peter Sartain, delegato della Santa Sede per la valutazione dottrinale della Conferenza. In un comunicato del dicastero si sottolinea che l arcivescovo prefetto, monsignor Gerhard Ludwig Müller, ha incontrato per la prima volta la presidenza della Conferenza delle superiori religiose americane e ha quindi espresso la propria gratitudine per il grande contributo dato dalle religiose alla Chiesa negli Stati Uniti, in particolare attraverso scuole, ospedali e istituzioni per i poveri. Il prefetto ha, quindi, evidenziato quanto affermato dal Concilio Vaticano II sull importante missione delle religiose nel promuovere una visione di comunione ecclesiale fondata sulla fede in Gesù Cristo e sugli insegnamenti della Chiesa, come fedelmente trasmessi nel tempo sotto la guida del magistero. L arcivescovo Müller ha poi ribadito che una Conferenza delle superiori religiose, come la Lcwr, deve collaborare con la Conferenza episcopale locale e con i singoli vescovi. Per questo motivo p ro s e - gue la nota tali Conferenze restano sotto la direzione della Santa Sede. L arcivescovo Müller ha, dunque, informato la presidenza delle religiose statunitensi, che ha di recente parlato con Papa Francesco della valutazione dottrinale stilata sull organismo. Il Pontefice ha riconfermato le conclusioni della valutazione e il programma di riforma per questa Conferenza delle superiori maggiori degli Stati Uniti. È sincero desiderio della Santa Sede conclude la nota che l incontro del 15 aprile aiuti a promuovere una testimonianza integrale delle religiose, basata sul solido fondamento della fede e dell a m o re cristiano, così da preservarla e rafforzarla per l arricchimento della Chiesa e della società nelle generazioni a venire. La calunnia distrugge l opera di Dio, perché nasce dall odio. Essa è figlia del «padre della menzogna» e vuole annientare l uomo, allontanandolo da Dio. Se la calunnia è un venticello, come canta Basilio nel Barbiere di Siviglia, per Papa Francesco essa è un forte vento. Lo ha detto lunedì mattina, 15 aprile, durante la consueta messa, celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Tra i presenti, dipendenti e responsabili dei Servizi telefoni e Servizio internet del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con padre Fernando Vérgez Alzaga, direttore della Direzione delle Telecomunicazioni del Governatorato, che ha concelebrato, e alcuni familiari del cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio, di cui è appena trascorso il quindicennio dalla morte. La calunnia è antica quanto il mondo e se ne trovano riferimenti già nell Antico Testamento. Basti pensare all episodio della regina Jezabel con la vigna di Naabot, o a quello di Susanna con i due giudici. Quando non si poteva ottenere qualcosa «per una strada giusta, una strada santa», si utilizzava la calunnia, che distrugge. E «questo ha commentato il Papa ci fa pensare: noi tutti siamo peccatori, tutti. Abbiamo peccati. Ma la calunnia è un altra cosa». È un peccato, ma è anche qualcosa di più, perché «vuole distruggere l opera di Dio e nasce da una cosa molto cattiva: nasce dall odio. E chi fa l odio è Satana». Menzogna e calunnia vanno di pari passo, perché hanno bisogno l una dell altra per andare avanti. E senza dubbio, ha aggiunto il Pontefice, «dove c è calunnia c è Satana, proprio lui». Papa Francesco ha poi preso spunto dal salmo 118 letto nella liturgia del giorno, per spiegare lo stato d animo del giusto calunniato: «Anche se i potenti siedono e mi calunniano, il tuo servo medita i tuoi decreti. I tuoi insegnamenti sono la mia delizia». Il giusto, in questo caso è Stefano, il protomartire, a cui faceva riferimento la prima lettura tratta dagli Atti degli apostoli. Stefano «guarda il Signore e obbedisce alla legge». Egli è il primo di una lunga serie di testimoni di Cristo che hanno costellato la Storia della Chiesa. Non solo nel passato, ma anche ai nostri giorni ci sono molti martiri. «Qui a Roma ha aggiunto il Santo Padre abbiamo tante testimonianze di martiri, cominciando da Pietro. Ma il tempo dei martiri non è finito: anche oggi possiamo dire, in verità, che la Chiesa ha più martiri che nel tempo dei primi secoli». La Chiesa, infatti, «ha tanti uomini e donne che sono calunniati, che sono perseguitati, che sono ammazzati in odio a Gesù, in odio alla fede». Alcuni vengono uccisi perché «insegnano il catechismo», altri perché «portano la croce». La calunnia trova spazio in tanti Paesi, dove i cristiani vengono perseguitati. «Sono fratelli e sorelle nostri ha sottolineato che oggi soffrono, in questo tempo dei martiri. Dobbiamo pensare a questo». Il Pontefice ha poi fatto notare che la nostra epoca è caratterizzata da «più martiri che non quella dei primi secoli. Perseguitati per l odio: è proprio il demonio che semina l odio in quelli che compiono le persecuzioni». Parlando ancora di santo Stefano, il Papa ha ricordato che era uno dei diaconi ordinati dagli apostoli. «Si mostra pieno di grazia e di potenza ha aggiunto e faceva grandi prodigi, grandi segni tra il popolo, e portava avanti il Vangelo. Allora, Nota pastorale della Conferenza episcopale portoghese La famiglia è un bene insostituibile alcuni incominciarono a discutere con lui su Gesù: se Gesù era il messia o no». Quella discussione però divenne impetuosa e quanti «discutevano con lui non riuscivano a resistere alla sua potenza, alla sua saggezza, alla sua scienza». E cosa hanno fatto? si è chiesto il Papa. Invece di chiedergli spiegazioni sono passati alla calunnia per distruggerlo. «Siccome non andava bene la lotta pulita, la lotta tra uomini buoni, sono andati per la strada della lotta sporca: la calunnia». Trovarono falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo, contro la legge di Mosè, contro questo, contro quello». Lo stesso avevano fatto con Gesù. Nella nostra epoca caratterizzata da «tante turbolenze spirituali», il Papa ha invitato a riflettere su un icona medievale della Vergine. La Madonna che «copre con il suo manto il popolo di Dio». Anche la prima antifona latina della Vergine Maria è Sub tuum presidium. «Noi preghiamo la Madonna che ci protegga ha detto il Pontefice e nei tempi di turbolenza spirituale il posto più sicuro è sotto il manto della Madonna. È, infatti, la mamma che cura la Chiesa. E in questo tempo di martiri, lei un po la protagonista della protezione: è la mamma». Il Papa ha quindi invitato ad avere fiducia in Maria, a rivolgerle la preghiera, che inizia con «Sotto la tua protezione», e a ricordare quell antica icona dove «con il suo manto copre il suo popolo: è la mamma». LISBONA, 15. La famiglia come bene insostituibile, come fonte principale del capitale umano, sociale e spirituale di una nazione, la prima e la più importante delle istituzioni. Nel contesto attuale di crisi economica, la solidarietà familiare una solidarietà fra generazioni diventa il primo, sicuro appoggio per coloro che, per esempio, hanno perso il lavoro e non dispongono dei più elementari mezzi di sussistenza. La Conferenza episcopale portoghese, che dall 8 all 11 aprile a Fátima si è riunita in assemblea plenaria, torna sulla grave crisi finanziaria che da anni sta tormentando il Paese. Lo fa con una nota pastorale, intitolata A força da família em tempos de crise, nella quale ricorda che tale forza, tuttavia, non deve rimanere limitata all ambito familiare, ma estendersi alla società intera, deve creare una rete tra le famiglie, essere testimonianza della vicinanza tra comunità cristiane nella sofferenza. All origine della crisi ci sono «i fallimenti di un modello economico basato sulla massimizzazione del lucro e del consumo». I vescovi portoghesi citano al riguardo un passaggio del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2013: il modello «prevalso negli ultimi decenni postulava la ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo, in un ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacità di rispondere alle esigenze della competitività. In un altra prospettiva, invece, il vero e duraturo successo lo si ottiene con il dono di sé, delle proprie capacità intellettuali, della propria intraprendenza, poiché lo sviluppo economico vivibile, cioè autenticamente umano, ha bisogno del principio di gratuità come espressione di fraternità e della logica del dono» (n. 5). Ecco perché, scrivono i presuli, «la gratuità tipica delle relazioni familiari deve servire da modello per questo nuovo paradigma di sviluppo». I valori che si vivono nella famiglia «la persona amata e accolta come essere unico e irripetibile, l amore gratuito, la solidarietà spontanea, l autorità come servizio, il valore del malato e dell anziano, l alleanza fra tradizione e innovazione, l unità e la complementarità delle dimensioni maschile e femminile, la fedeltà e l impegno» devono estendersi alle imprese, ai servizi pubblici, alle scuole, agli ospedali, alle comunità ecclesiali, alle associazioni. La famiglia è un modello e può esserlo per qualunque convivenza umana, ma per compiere la sua missione sociale la famiglia deve essere maggiormente valorizzata e app oggiata. Secondo le ultime statistiche, il Portogallo risulta fra i Paesi con il più basso tasso di natalità al mondo. «Per superare la crisi demografica, e anche in rapporto con molti altri aspetti relativi alla sua funzione sociale, occorre afferma la Conferenza episcopale credere nella famiglia come progetto duraturo, basato sull impegno a donarsi totalmente e non sulla volatilità dei sentimenti. In questo contesto è ragionevole la decisione di avere figli».

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO lunedì-martedì aprile 2013 A San Paolo fuori le Mura il Papa esorta ad abbandonare gli idoli per adorare il Signore Coerenza tra parola e vita Per essere credibile la Chiesa deve mostrare coerenza «tra la parola e il modo di vivere», abbandonando gli «idoli» dell ambizione, del carrierismo, del successo, «nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza». È quanto ha raccomandato Papa Francesco domenica pomeriggio, 14 aprile, durante la sua prima messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Cari fratelli e sorelle! È per me una gioia celebrare l Eucaristia con voi in questa Basilica. Saluto l Arciprete, il Cardinale James Harvey, e lo ringrazio per le parole che mi ha rivolto; con lui saluto e ringrazio le varie Istituzioni che fanno parte di questa Basilica, e tutti voi. Siamo sulla tomba di san Paolo, un umile e grande Apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore. Sono proprio questi i tre verbi sui quali vorrei riflettere alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato: annunciare, testimoniare, a d o r a re. 1. Nella Prima Lettura colpisce la forza di Pietro e degli altri Apostoli. Al comando di tacere, di non insegnare più nel nome di Gesù, di non annunciare più il suo Messaggio, essi rispondono con chiarezza: «Bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini». E non li ferma nemmeno l essere flagellati, il subire oltraggi, il venire incarcerati. Pietro e gli Apostoli annunciano con coraggio, con parresia, quello che hanno ricevuto, il Vangelo di Gesù. E noi? Siamo capaci di portare la Parola di Dio nei nostri ambienti di vita? Sappiamo parlare di Cristo, di ciò che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra C è una «classe media della santità» di cui tutti possiamo far parte vita quotidiana? La fede nasce dall ascolto, e si rafforza nell annuncio. 2. Ma facciamo un passo avanti: l annuncio di Pietro e degli Apostoli non è fatto solo di parole, ma la fedeltà a Cristo tocca la loro vita, che viene cambiata, riceve una direzione nuova, ed è proprio con la loro vita che essi rendono testimonianza alla fede e all annuncio di Cristo. Nel Vangelo, Gesù chiede a Pietro per tre volte di pascere il suo gregge e di pascerlo con il suo amore, e gli profetizza: «Quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi» (Gv 21, 18). È una parola Al Regina Caeli il Pontefice invita a rispondere alle avversità con l amore e la forza della verità Accanto ai cristiani perseguitati Papa Francesco ha chiesto ai fedeli di pregare affinché i cristiani che ancora oggi sono perseguitati in diverse parti del mondo «sentano la presenza viva e confortante del Signore Risorto». L invito del Pontefice è risuonato durante la recita del Regina Caeli di domenica mattina, 14 aprile, in piazza San Pietro. Cari fratelli e sorelle, buongiorno! rivolta anzitutto a noi Pastori: non si può pascere il gregge di Dio se non si accetta di essere portati dalla volontà di Dio anche dove non vorremmo, se non si è disposti a testimoniare Cristo con il dono di noi stessi, senza riserve, senza calcoli, a volte anche a prezzo della nostra vita. Ma questo vale per tutti: il Vangelo va annunciato e testimoniato. Ciascuno dovrebbe chiedersi: Come testimonio io Cristo con la mia fede? Ho il coraggio di Pietro e degli altri Apostoli di pensare, scegliere e vivere da cristiano, obbedendo a Dio? Certo la testimonianza della fede ha tante forme, come in un grande affresco c è la varietà dei colori e delle sfumature; tutte però sono importanti, anche quelle che non emergono. Nel grande disegno di Dio ogni dettaglio è importante, Ricordiamolo bene tutti: non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita Adorare Dio vuole dire imparare a stare con Lui, spogliarci dei nostri idoli nascosti, metterlo al centro della nostra vita anche la tua, la mia piccola e umile testimonianza, anche quella nascosta di chi vive con semplicità la sua fede nella quotidianità dei rapporti di famiglia, di lavoro, di amicizia. Ci sono i santi di tutti i giorni, i santi nascosti, una sorta di classe media della santità, come diceva uno scrittore francese, quella classe media della santità di cui tutti possiamo fare parte. Ma in varie parti del mondo c è anche chi soffre, come Pietro e gli Apostoli, a causa del Vangelo; c è chi dona la sua vita per rimanere fedele a Cristo con una testimonianza segnata dal prezzo del sangue. Ricordiamolo bene tutti: non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita. Chi ci ascolta e ci vede deve poter leggere nelle nostre azioni ciò che ascolta dalla nostra bocca e rendere gloria a Dio! Mi viene in mente adesso un consiglio che san Francesco d Assisi dava ai suoi fratelli: predicate il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole. Predicare con la vita: la testimonianza. L incoerenza dei fedeli e dei Pastori tra quello che dicono e quello che Vorrei soffermarmi brevemente sulla pagina degli Atti degli Apostoli che si legge nella Liturgia di questa Terza Domenica di Pasqua. Questo testo riferisce che la prima predicazione degli Apostoli a Gerusalemme riempì la città della notizia che Gesù era veramente risorto, secondo le Scritture, ed era il Messia annunciato dai Profeti. I sommi sacerdoti e i capi della città cercarono di stroncare sul nascere la comunità dei credenti in Cristo e fecero imprigionare gli Apostoli, ordinando loro di non insegnare più nel suo nome. Ma Pietro e gli altri Undici risposero: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù... lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore... E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo» (At 5, 29-32). Allora fecero flagellare gli Apostoli e comandarono loro nuovamente di non parlare più nel nome di Gesù. Ed essi se ne andarono, così dice la Scrittura, «lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù» (v. 41). Io mi domando: dove trovavano i primi discepoli la forza per questa loro testimonianza? Non solo: da dove venivano loro la gioia e il coraggio dell annuncio, malgrado gli ostacoli e le violenze? Non dimentichiamo che gli Apostoli erano persone semplici, non erano scribi, dottori della legge, né appartenenti alla classe sacerdotale. Come hanno potuto, con i loro limiti e avversati dalle autorità, riempire Gerusalemme con il loro insegnamento (cfr. At 5, 28)? È chiaro che solo la presenza con loro del Signore Risorto e l azione dello Spirito Santo possono spiegare questo fatto. Il Signore che era con loro e lo Spirito che li spingeva alla predicazione spiega questo fatto straordinario. La loro fede si basava su un esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, e addirittura vedevano le persecuzioni come un motivo di onore, che permetteva loro di seguire le orme di Gesù e di assomigliare a Lui, testimoniando con la vita. Questa storia della prima comunità cristiana ci dice una cosa molto importante, che vale per la Chiesa di tutti i tempi, anche per noi: quando una persona conosce veramente Gesù Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della sua Risurrezione, e non può fare a meno di comunicare questa esperienza. E se questa persona incontra incomprensioni o avversità, si comporta come Gesù nella sua Passione: risponde con l amore e con la forza della verità. Pregando insieme il Regina Caeli, chiediamo l aiuto di Maria Santissima affinché la Chiesa in tutto il mondo annunci con franchezza e coraggio la Risurrezione del Signore e ne dia valida testimonianza con segni di amore fraterno. L a m o re fraterno è la testimonianza più vicina che noi possiamo dare che Gesù è con noi vivo, che Gesù è risorto. Preghiamo in modo particolare per i cristiani che soffrono persecuzione; in questo tempo ci sono tanti cristiani che soffrono persecuzione, fanno, tra la parola e il modo di vivere mina la credibilità della Chiesa. 3. Ma tutto questo è possibile soltanto se riconosciamo Gesù Cristo, perché è Lui che ci ha chiamati, ci ha invitati a percorrere la sua strada, ci ha scelti. Annunciare e testimoniare è possibile solo se siamo vicini a Lui, proprio come Pietro, Giovanni e gli altri discepoli nel brano del Vangelo di oggi sono attorno a Gesù Risorto; c è una vicinanza quotidiana con Lui, ed essi sanno bene chi è, lo conoscono. L Evangelista sottolinea che «nessuno osava domandargli: Chi sei?, perché sapevano bene che era il Signore» (Gv 21, 12). E questo è un punto importante per noi: vivere un rapporto intenso con Gesù, un intimità di dialogo e di vita, così da riconoscerlo come il Sig n o re. Adorarlo! Il brano dell Ap o- calisse che abbiamo ascoltato ci parla dell adorazione: le miriadi di angeli, tutte le creature, gli esseri viventi, gli anziani, si prostrano in adorazione davanti al Trono di Dio e all Agnello immolato, che è Cristo, a cui va la lode, l onore e la gloria (cfr. Ap 5, 11-14). Vorrei che ci ponessimo tutti una domanda: Tu, io, adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo? Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia. Questo ha una conseguenza nella nostra vita: spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti; possono essere l ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri. Questa sera vorrei che una domanda risuonasse nel cuore di ciascuno di noi e che vi rispondessimo con sincerità: ho pensato io a quale idolo nascosto ho nella mia vita, che mi impedisce di adorare il Signore? Adorare è spogliarci dei nostri idoli anche quelli più nascosti, e scegliere il Signore come centro, come via maestra della nostra vita. tanti, tanti, in tanti Paesi: preghiamo per loro, con amore, dal nostro cuore. Sentano la presenza viva e confortante del Signore Risorto. Dopo la preghiera mariana il Pontefice ha ricordato la beatificazione di Luca Passi, celebrata sabato a Venezia, e la giornata dell Università Cattolica del Sacro Cuore. Ieri, a Venezia, è stato proclamato Beato Don Luca Passi, sacerdote bergamasco del secolo diciannovesimo, fondatore dell Opera laicale Santa Dorotea e dell Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea. Rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di questo Beato! Oggi in Italia si celebra la Giornata per l Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema «Le nuove generazioni oltre la crisi». Questo Ateneo, nato dalla mente e dal cuore di Padre Agostino Gemelli e con un grande sostegno popolare, ha preparato migliaia e migliaia di giovani ad essere cittadini competenti e responsabili, costruttori del bene comune. Invito a sostenere sempre questo Ateneo, perché continui ad offrire alle nuove generazioni un ottima formazione, per affrontare le sfide del tempo presente. Saluto con affetto tutti i pellegrini presenti, provenienti da tanti Paesi! Le famiglie, i gruppi parrocchiali, i movimenti, i giovani. In particolare saluto il pellegrinaggio della diocesi di Siena - Colle Val d Elsa - Montalcino, con l A rc i v e s c o v o Mons. Buoncristiani. Un pensiero speciale anche per i ragazzi e le ragazze che si stanno preparando alla Cresima. A tutti voi buona domenica e buon pranzo! Cari fratelli e sorelle, il Signore ci chiama ogni giorno a seguirlo con coraggio e fedeltà; ci ha fatto il grande dono di sceglierci come suoi discepoli; ci invita ad annunciarlo con gioia come il Risorto, ma ci chiede di farlo con la parola e con la testimonianza della nostra vita, nella quotidianità. Il Signore è l unico, l unico Dio della nostra vita e ci invita a spogliarci dei tanti idoli e ad adorare Lui solo. Annunciare, testimoniare, adorare. La Beata Vergine Maria e l Apostolo Paolo ci aiutino in questo cammino e intercedano per noi. Così sia. Intorno al vescovo I romani stretti ancora una volta intorno al proprio vescovo. Migliaia di persone hanno voluto accompagnare Papa Francesco, domenica pomeriggio, 14 aprile come già una settimana fa al Laterano nella sua prima visita alla basilica di San Paolo fuori le Mura, dando vita a una testimonianza spontanea di comunione e di affetto. In molti non hanno trovato posto nella grande basilica Ostiense e hanno seguito all esterno la celebrazione della messa, occupando la piazza e il parco antistanti. Tantissimi i fedeli romani, soprattutto quelli delle parrocchie della zona di San Paolo, alcune delle quali, per un idea pastorale di Papa Montini, sono state intitolate ai collaboratori dell apostolo delle genti, come Aquila e Priscilla. Ma non sono mancati quanti sono giunti appositamente in città per vivere tutta la giornata con il Papa, partecipando anche al Regina Caeli di mezzogiorno in piazza San Pietro. Tra la folla sventolavano diverse bandiere argentine, portate dalle comunità di connazionali del Pontefice che vivono e lavorano a Roma e in Italia. Il Papa è arrivato a San Paolo poco dopo le ore 17. Lo hanno accolto il cardinale arciprete James Michael Harvey, i due cardinali arcipreti emeriti Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e Francesco Monterisi, con l abate benedettino Edmund Power (tutti e quattro hanno poi concelebrato), il cardinale vicario Agostino Vallini e monsignor Paolino Schiavon, vescovo ausiliare per il settore sud della diocesi. Accompagnavano il Papa l arcivescovo elemosiniere Guido Pozzo, i monsignori Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e Alfred Xuereb, e il medico Patrizio Polisca. Prima e dopo la celebrazione della messa Papa Francesco ha compiuto due significativi atti di venerazione. All inizio si è raccolto in preghiera davanti alla tomba dell apostolo. E alla fine si è recato nella cappella del Crocifisso dove si trova l icona della Madonna Theotokos Odigitria, risalente al XIII secolo. Proprio davanti a questa immagine, il 22 agosto 1541, sant Ignazio di Loyola ha professato i voti dando inizio alla Compagnia di Gesù, l o rd i n e religioso a cui appartiene Jorge Mario Bergoglio. Nel saluto all inizio della messa, il cardinale arciprete Harvey ha ricordato l attualità della testimonianza di Pietro e Paolo, «colonne della Chiesa. Vivendo e celebrando l Anno della fede indetto dal suo illuminato predecessore Papa Benedetto XVI ha detto come non ricordare che nel 1967 Papa Paolo VI volle indirne uno simile, proprio nel diciannovesimo centenario della loro suprema testimonianza. Per la loro intercessione e il loro esempio, pertanto, siamo ben coscienti che il rinnovamento della Chiesa passa soprattutto attraverso l immagine offerta dalla vita quotidiana dei credenti nell essere testimoni coerenti di Cristo». «La sua visita e le sue parole ha concluso il cardinale Harvey rivolto al Papa ci guideranno a riscoprire la gioia di credere, a ritrovare ancora forza ed entusiasmo nel comunicare la fede, ed essere sempre più illuminati dalla grazia dello Spirito Santo. Questo ci farà sentire figli perdonati e amati da Dio Padre, amici di Cristo nella verità, innamorati del messaggio sempre nuovo, sempre attuale del Vangelo, sinceramente accoglienti verso tutti gli uomini, per essere tutti la grande famiglia di Dio ossia un solo gregge sotto un solo pastore». Alla celebrazione erano presenti oltre trecento tra professori e studenti dell Università Roma Tre, la sui sede si trova vicino alla basilica, accompagnati dal vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi. Alcuni di loro hanno proclamato le letture e le intenzioni di preghiera. In particolare, si è pregato per i perseguitati a causa della fede e per i popoli che soffrono per la povertà e la guerra, perché «il Signore renda tutti partecipi della sua pace e susciti uomini capaci di promuovere la giustizia e la fraternità». Erano presenti undici cardinali al termine della messa il Papa li ha salutati personalmente e numerosi arcivescovi, vescovi e prelati della Curia romana: tra loro, l arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e monsignor Peter Bryan Wells, a s s e s s o re. Hanno preso parte alla messa i rappresentanti delle diverse realtà che gravitano intorno alla basilica Ostiense: in particolare l osp edale pediatrico Bambino Gesù, che proprio a San Paolo ha aperto di recente una nuova sede; le suore missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù, che prestano servizio in basilica; i religiosi giuseppini del Murialdo, animatori del Pontificio Oratorio San Paolo, con la comunità delle suore Figlie di Cristo Re, che hanno una scuola elementare e materna. Era anche presente il direttore del nostro giornale. Prima di far rientro in Vaticano, Papa Francesco ha salutato personalmente i monaci dell antica abbazia benedettina, i dipendenti della basilica e la comunità del Pontificio Collegio Beda che si trova su viale San Paolo. Proprio da un omelia di Beda il Venerabile sono riprese le parole M i s e ra n d o atque eligendo, a commento del passo evangelico sulla chiamata di Matteo, scelte da Bergoglio per il suo motto.

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