Mantova, perde la causa Le pignorano anche il cane

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1 Rivolta/ La crociata di Cantona contro le banche: "Ritirate i vostri soldi" Lunedí :28 Dai campi di calcio, al cinema d'autore, al ruolo di capo-popolo contro le banche. Eric Cantona, il giocatore simbolo del Manchester United, è tornato sulle pagine dei giornali per essere alla guida di un movimento di protesta in Francia contro gli istituti di credito. Il celebre calciatore, già scelto dal regista rosso Ken Loach per un film doloroso e ironico in cui interpreta se stesso, collabora da tempo con la Fondazione Abbe' Pierre. E in un'intervista sulle proteste contro la riforma delle pensioni di Sarkozy, ha spiazzato tutti: i dimostranti, ha detto Cantona, farebbero meglio a far nascere un movimento economico rivoluzionario, "iniziando a ritirare i propri soldi dalle banche". CANTONA L'ANTICAPITALISTA: "PORTATE VIA I SOLDI DAI CONTI" lunedì 22 novembre Eric Cantona è stato molte cose in vita sua: "the King" quando giocava a Manchester, sponda United, attore godibilissimo in "Il mio amico Eric" di Ken Loach e adesso capopopolo anticapitalista. Famoso sia per le giocate, che per i colpi di testa, quando si prese nove mesi di squalifica per aver colpito un tifoso di una squadra avversaria, il francese si e' contraddistinto anche per le molte frasi ad effetto. L'ultima della serie : "E' inutile che tre milioni di persone manifestino per strada sventolando la loro bandierina, non serve a niente. Il sistema è costruito sulle banche. E come si distruggono le banche? Riprendendoci il nostro denaro. Se tre, 10 milioni di persone ritirassero i soldi dal conto, le cose cambierebbero". Si tratta della "Bank Run" un'azione collettiva che storicamente si e' verificata sull'onda del panico e in maniera involontaria nei periodi di crisi economica. Eric Cantona, come capitato nella sua vita di calciatore, vuole pilotare lui stesso gli eventi ed e' determinato ad abbattere il sistema bancario con "Stop Banque" un'azione simultanea in tutta la Francia, e magari nel resto d'europa, un "Bank Run " programmato per il prossimo 7 dicembre. Sul sito dell'iniziativa anche una curiosa sezione chiamata "Sogno" che elenca i progressi a portata di mano dell'umanita' ma finora negati dall'avidità delle banche: turbine a levitazione magnetica per produrre energia elettrica gratis e senza inquinare, culture rigogliose senza pesticidi, aerei costruiti sul principio dell'antigravità e privi di kerosene. E 14 mila francesi hanno già dato la loro adesione a "Stop Banque". Mantova, perde la causa Le pignorano anche il cane E' successo alla titolare di un allevamento di San Giorgio, dopo aver perso una causa da 600 milioni di euro. L'ufficiale giudiziario oltre a un computer e un tavolino, le ha portato via anche un pastore corso di 15 mesi Cucciolo di pastore corso

2 Milano, 22 novembre Si è vista pignorare il cane. E' successo alla titolare di un allevamento di San Giorgio, alle porte di Mantova, dopo aver perso una causa da 600 milioni di euro. L'ufficiale giudiziario oltre a un computer e un tavolino, le ha portato via anche un pastore corso di 15 mesi. I beni, animale compreso, sono andati all asta nei giorni scorsi, ma l incanto è andato deserto. Il cane, valutato 300 euro, sarà venduto nella successiva asta di dicembre. Per il momento Cryo, così si chiama il pastore corso, è stata affidata in custodia giudiziaria alla stessa allevatrice. "Potevano pignorarmi altro - dice l allevatrice, che preferisce mantenere l anonimato -. Paragonare un cane a un bene qualunque significa dare la possibilità a chiunque di avere un pastore corso, cane da guarda di taglia grande, e quindi di problematica gestione"..niente bancarotta se mancano le deleghe 23 novembre 2010.L'amministratore senza deleghe operative non risponde di bancarotta fraudolenta. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n della quinta sezione penale depositata ieri. La pronuncia chiude con l'accoglimento della tesi della difesa una vicenda che si era aperta nel 2002, quando il tribunale di Udine, con rito abbreviato, aveva condannato due uomini, l'amministratore di fatto di una spa e il sindaco e poi presidente del collegio sindacale. A loro venivano addebitati vari reati fallimentari, dalla bancarotta fraudolenta documentale a quella per atti dolosi e false comunicazioni sociali. In seguito la Corte d'appello di Trieste, nel 2009, ridimensionava la vicenda, assolvendo il sindaco ma confermando la condanna per l'amministratore. Quest'ultimo aveva presentato ricorso sostenendo, tra l'altro, di non essere mai stato titolare di deleghe operative e di non avere computo atti gestori della società. La Cassazione osserva che la posizione dell'amministratore senza deleghe è cambiata alla luce della riforma del diritto societario. Che ne ha alleggerito oneri e responsabilità, visto che, con l'articolo 2392 del Codice civile, è stato rimosso il generale «obbligo di vigilanza sul generale andamento della gestione», sostituendolo con l'onere di «agire informato». Sul fronte penale, la nuova norma riconfigura la posizione di garanzia del consigliere non operativo. «Appare necessario osserva la Corte che l'amministratore privo di deleghe abbia avuto la percezione del compimento di attività illecite nell'amministrazione della società». All'accusa spetterà cioè la dimostrazione del fatto che l'amministratore non operativo ha avuto un'esatta percezione dei sintomi di illecito oppure che le attività incriminate erano talmente anomale da non potere sfuggire a un esame ravvicinato. Oltre a questo è poi necessario che il manager abbia avuto la concreta possibilità di intervenire per impedire l'evento dannoso per la società. «D'altra parte conclude la sentenza è noto che, se è vero che l'elemento psicologico per il delitto di bancarotta fraudolenta è il dolo generico, è pure vero che non si può prescindere dalla consapevolezza dell'imputato che si stanno compiendo sul patrimonio sociale attività idonee a provocare un danno ai creditori». Banche, partono due nuove class action sulle commissioni di massimo scoperto _commissioni_di_massimo_scoperto / Sono state promosse contro Intesa San Paolo e Banca Popolare di Novara. Secondo i denuncianti, Adoc e Altroconsumo, i tassi di interesse applicati sui conti finiti in rosso sono al limite dell'usura Due nuove class action sono state promosse contro Intesa San Paolo e Popolare di Novara, a Torino, per l annosa questione delle commissioni di massimo scoperto, la penale applicata a chi è senza fido e va in rosso, tassi di interesse a rischio di sconfino nell usura. Ma, soprattutto, viene ora messa in discussione la criticata legge che ha istituito anche in Italia la "azione collettiva", con la richiesta di

3 portare davanti alla Consulta una serie di eccezioni di incostituzionalità, quelli presentata dagli stessi promotori della battaglia contro le banche. La regia giuridica della doppia mossa è dell avvocato e professore Marino Bin, docente universitario di diritto delle assicurazioni, scelto per seguire le due nuove cause da Adoc e Altroconsumo. "Se le nostre tesi saranno fatte proprie dal Tribunale di Torino e poi dalla Corte costituzionale - dice - ci sarà un effetto deflagrante. Una bomba. La demolizione di una legge che piace davvero a pochi, monca. Così come è la class action non ha senso, non rappresenta quello che ci si aspettava e che i consumatori chiedevano". Le questioni evidenziate sono tre. "La non retroattività - sostiene Bin - lede il principio di uguaglianza. Possono essere promosse class action per eventi successivi al 16 agosto Ma così restano fuori i consumatori danneggiati da Parmalat, dai bond argentini, da Cirio". Secondo snodo, ritenuto al pari incostituzionale. "Chi aderisce alla azione collettiva, accodandosi al promotore, diventa un mero spettatore passivo. Non può intervenire attivamente nella causa, non ne è parte. Tanto per capirci, non può presentare atti, in caso di sconfitta non può fare appello... Però subisce gli effetti del giudicato, compresi quelli per lui negativi. E questo va contro il pieno esercizio dei diritti di difesa". Terza eccezione. "Il promotore iniziali, in caso di ammissibilità, deve anticipare di tasca propria le spese di pubblicità della causa, in modo da informare gli aventi diritto dell esistenza del procedimento. Ma si tratta di un impegno economico assai oneroso, sproporzionato, non conveniente per chi magari chiede euro di risarcimento". Le udienze, nelle quali si capirà la linea tenuta dal Tribuale, sono in calendario il 24 gennaio e il 23 marzo Banche, tassi da usura. Il Lazio terza regione Da Roma il Forum Antiusura bancaria all'offensiva contro gli interessi mai restituiti dagli istituti di credito per l'uso piazza, la fluttuazione dichiarata illegittima. Presentate le denunce alle Procure per associazione a delinquere Lunedí :00 Lazio, Calabria, Sardegna, Piemonte e Valle d'aosta. E poi Marche, Umbria e Toscana. Quella degli imprenditori e delle famiglie alle prese con scoperti bancari, anticipazioni, sconti è un'onda lunga che arriva a Roma, dove il Forum Antiusura Bancaria, lancia l'ultima offensiva contro quegli istituti di credito che non rispettano le regole. Il messaggio che parte dalla sede del Forum ed è diretto a Palazzo Altieri, sede dell'abi è chiaro. Secondo gli organizzatori, guidati dal deputato Idv, Domenico Scilipoti, le banche avrebbero organizzato e posto in essere un accordo associativo per l'attuazione di programmi delittuosi, finalizzati ad eludere le norme bancarie che hanno reso nulle clausole contrattuali agli usi piazza per la determinazione dei tassi d'interesse. Più chiaramente, il Forum denuncia la possibilità che la scelta delle banche di non restituire gli interessi calcolati sulla fluttuazione dei tassi, sia una decisione presa collettivamente. E dunque, il Forum si prepara a depositare presso tutte le Procure d'italia una denuncia con la quale chiede alla magistratura di indagare e di verificare se esista un

4 grande fratello bancario che abbia consigliato agli istituti di non uniformarsi alle disposizione del Testo Unico bancario che ha sancito la nullità degli interessi uso piazza. Già al fianco del Forum Antiusura, l'associazione difesa dei consumatori SoS Utenti, ha anche presentato una classifica delle Regioni in cui la rimodulazione dei tassi d'interesse ha superato la soglia di usura. Undici le regioni nella black list con la Toscana in testa con oltre 7 milioni di euro di finanziamenti erogati a tassi oltre la soglia, seguita da Puglia e Basilicata con quasi 6 milioni di euro e dal Lazio, dove gli imprenditori in difficoltà per la crisi hanno chiesto aiuto alle banche pagando l'8,46 per cento di interesse su un totale di 5 milioni e 358 mila euro erogati. Lo studio di SoS Utenti, elaborato sul Bollettino della Banca d'italia evidenzia che a soffrire di queste criticità sono soprattutto le piccole e medie imprese, quelle aziende a conduzione familiare che più delle altre hanno fatto ricorso al sistema bancario per garantirsi la sopravvivenza. Un milione e mezzo di imprese sono al limite del fallimento denuncia il presidente del Forum, Domenico Scilipoti e un milione e 250 hanno problemi seri che li hanno portati alla chiusura. Il forum antiusura bancaria nasce dall'esigenza di molti cittadini che sono stati trattati male dalle banche, scorrette nell'applicare tassi di interesse fuori dalla norma. Noi denunciamo la violazione della legge sulla trasparenza bancaria ha aggiunto Emidio Orsini, protagonista di una personale lotta decennale per difendere le sue proprietà dai decreti ingiuntivi delle banche leggi che hanno sancito la nullità della clausole uso piazza che le banche non hanno rispettato perché hanno ritenuto più conveniente non rispettare i correntisti. Parliamo di cifre enormi, miliardi di euro per milioni di correntisti. Ma c'è chi come il professor Francesco Petrino, presidente del Sindacato Nazionale Antiusura Riabilitazione Protestati (Snarp) è andato oltre le banche, sostenendo che Paghiamo interessi alle banche per 76 miliardi di euro con un tasso pari al 5 per cento contro un tasso ufficiale europeo dell'1 per cento. Come Stato subiamo un furto del 4 per cento sul prestito per il debito pubblico dalla Banca d'italia che dovrebbe che dovrebbe essere la banca di Stato. E ha concluso: La nostra banca nazionale ruba agli italiani sul debito pubblico 73 miliardi di euro. Anche le telecamere di Striscia alla prima Convention nazionale del Forum Anti Usura. Si è svolta ieri a Roma la 1^ Convention Nazionale del Forum Antiusura Bancaria, presieduta dall On Domenico Scilipoti (IDV) Nato pochi mesi fa e ormai radicato su tutto il territorio nazionale il Forum Antiusura ha avviato una azione capillare presso le Procure di tutta Italia (circa 400) per sensibilizzare i Magistrati al fenomeno dell usura bancaria, riconosciuto ormai anche in un documento ufficiale della Banca d Italia e reso più gravoso dalla crisi finanziaria che da due anni imperversa su imprese e cittadini.

5 Il Forum Antiusura aggrega vittime, avvocati, giuristi, e per statuto si propone di riportare la legalità in un settore trascurato da troppi anni con grave danno di imprese e cittadini, chiedendo che nelle controversie vengano fatte rispettare le leggi e le sentenze della Corte di Cassazione in materia di tassi di interesse e oneri impropri addebitati dalle banche, che nel 99% dei casi risultano eccessivi e fuorilegge. Chiede la riforma di quegli articoli di legge particolarmente vessatori nei confronti di imprese e cittadini, con una proposta di legge presentata dall On. Scilipoti già dal 3 Giugno 2010 che aspetta di essere discussa in commissione. Il Forum Antiusura (www.forumantiusura.org) si è costituito in movimento che partendo dal tessuto produttivo del paese, le piccole e medie aziende e le famiglie, vuole incidere sui grandi temi della politica economica e sociale con obiettivi precisi e importanti: RIDURRE il debito pubblico anche con iniziative e proposte efficaci economicamente, e non solo con la tassazione eccessiva che pregiudica l esistenza del tessuto produttivo. CAMBIARE le regole della economia e della politica mettendo al centro l uomo e non più il profitto, che ha causato impoverimento, precariato e disoccupazione RIDURRE lo strapotere bancario che si rivolge solo al dio danaro, che ci ha donato la più grande crisi economica e finanziaria a memoria d uomo TUTELARE e salvaguardare la salute e porre l uomo al centro delle proprie iniziative, perchè il fine dell economia deve essere di assicurare benessere e prosperità RISCRIVERE le regole del gioco puntando solo a questi obiettivi primari, senza impianti ideologici e privilegi di lobbies Il Forum Antiusura si costituisce quindi in movimento politico con il fine di modernizzare il paese portandolo fuori dalle secche in cui lo hanno cacciato il prevalere di interessi ideologici e particolari, e fa appello a tutte le persone di buona volontà che operano nel sociale, nella politica, nell impresa, di aderire e lavorare fattivamente per il raggiungimento di questi obiettivi. Il tutto si è svolto davanti alle telecamere di Striscia la Notizia. Abi: Mussari, non mi preoccupa l'irlanda. Li' solo fabbriche prodotto newsid=799652&lang=it MILANO (MF-DJ)--La crisi irlandese, dove molte banche italiane hanno messo su casa con fabbriche prodotto per le sgr, non preoccupa Giuseppe Mussari, presidente dell'abi. "La crisi irlandese e' indifferente per il sistema bancario italiano. Le banche sono presenti in Irlanda con fabbriche prodotto e quindi non vedo particolari rischi - ha detto Mussari - piuttosto trovo lungimirante e indovinata la norma introdotta con la manovra a luglio che consente il reimpatrio di aziende che si occupano di servizi finanziari con la possibilita' di concordare con il Ministero dell'economia un regime fiscale diverso per un periodo di tre anni". Abi: Mussari, banche stanno finanziando Stato a tasso zero

6 newsid=799631&lang=it MILANO (MF-DJ)--La non coincidenza tra perdite ai fini del bilancio e ai fini fiscali esistente in Italia determina il fatto che le banche stanno finanziando "a tasso zero lo stato" visto il lento recupero nel tempo dei crediti eccedenti e non immediatamente deducibili. Lo ha detto il presidente dell'abi, Giuseppe Mussari parlando nel corso del seminario tecnico di Gubbio. Per Mussari poi c'e' uno stock quantificabile in diversi miliardi su cui si deve intervenire con le regole di Basilea 3 e che "non si puo' certo azzerare di colpo" perche' non "e' pensabile non pagare le tasse per anni" anche se e' necessario trovare una soluzione compatibile Mussari a ruota libera su manovra, banche e sindacati Di Francesca Gerosa id= &chkagenzie=tmfi&sez=news&testo=&titolo=mussari%20a%20ruota %20libera%20su%20manovra,%20banche%20e%20sindacati La manovra di luglio propone un'operazione intelligente: il rimpatrio di aziende che erogano servizi finanziari, con la possibilità di concordare il trattamento fiscale per tre anni con il Tesoro. È il presidente dell'abi, Giuseppe Mussari (nella foto), a parlare di una norma che si configura come una sorta di scudo per le sgr che operano all'estero ma sono di proprietà di banche italiane. Si tratta di una tipologia di impresa che è presente in tutti i principali gruppi bancari italiani ed è evidente l'interesse delle banche a riportarle in Italia di fronte alle difficoltà dei paesi che le ospitano. A partire, ovviamente, dall'irlanda. "È una norma indovinata", ha evidenzia il numero uno dell'abi e presidente di Mps, che "consente il rimpatrio di aziende e di intelligenze. Ora attendiamo il decretto di attuazione della norma che è in lavorazione". Il seminario organizzato dall'abi a Gubbio è anche l'occasione per fare il punto su diversi temi caldi. A partire dall'annosa disputa fra Abi e Governo sul trattamento fiscale delle perdite sui crediti. "Non c'è coincidenza tra quello che è considerato immediatamente a fini di bilancio e ai fini fiscali", ha ricordato Mussari, che spiega con un esempio il meccanismo: "perdo 100 e sotto profilo fiscale viene considerato 10. Il residuo di 90 è un credito rimborsato in 18 anni". Per altro, si rileva un'evidente asimmetria con i competitor a livello europeo. In Germania, ha fatto notare il presidente dell'abi, perdo 100 e ai fini fiscali viene riconosciuta una perdita di 100: la rilevanza fiscale e bilancistica coincidono. La conseguenza, sul piano pratico, è che le banche accumulano un credito consistente: "stiamo finanziando a tasso zero lo stato", ha sintetizzato Mussari. E, dato che lo stock è enorme, si ragiona in termini di miliardi di euro perché sono anni che pezzi di crediti svalutati che sono stati accumulati senza avere rilevanza fiscale. Guardando alla soluzione del problema, per Mussari è necessario assicurare omogeneità con l'europa, anche alla luce di Basilea 3, anche se non è pensabile azzerare tutto, perchè in questo caso le banche non pagherebbero le tasse per anni.

7 A proposito poi della Banca del Mezzogiorno, che vede impegnate le Bcc e le Poste, Mussari ha precisato che non c'è ostilità preconcetta per un'operazione che aumenta l'offerta di credito. In particolare, "non bisogna fare un processo alle intenzioni" sulla possibilità che Poste diventi un vero e proprio concorrente delle banche, anche perché, non diventano una banca con la licenza che acquisiranno come Banca del Mezzogiorno. Sul fronte delle relazioni industriali, l'attenzione è rivolta all'annunciata intenzione di far cessare l'attività del fondo esuberi. La decisione non comporta nulla nell'immediato. "Ci sono i tempi per discuterne e l'auspicio è che si trovino equilibri più avanzati per rendere lo strumento compatibile con l'andamento della congiuntura". Quanto, più in generale, ai rapporti con i sindacati secondo il presidente dell'abi "è il tempo delle strette di mani e non dei pugni di ferro". Infine, un cenno al ruolo delle fondazioni nel capitale delle banche. Mussari ha ribadito una posizione già espressa all'ultima Giornata mondiale del risparmio: "sono azionisti di lungo periodo, che fanno il loro dovere". Soprattutto, ha detto rivolgendosi a chi ne prospetta un passo indietro, "prima di pensare di sostituirle, o di come sostituirle, bisogna stabilire con chi. Secondo me, non c'è un'alternativa". Operazioni sospette Mb nel mirino di BankitaliaA dicembre anche il Tar del Lazio esaminerà un ricorso dell'ex presidente Aramini contro l'amministrazione straordinaria. Sempre più lontano il ritorno dei soldi TepNon finiscono le sorprese sulla banca Mb, quella dove la Tep ha messo circa 7 milioni di euro, quella dove aveva un incarico Andrea Costa padre padrone di Stt e altre partecipate comunali. I 122 dipenenti licenziati dalla banca d'investimento hanno messo le loro facce sul web come in un reality con la scritta "eliminato" e lunedì mattina faranno una manifestazione davanti alla sede milanese di Bankitalia. Mentre si allontana sempre più la restituzione del tesoretto parmigiano. emergono elementi da verminaio dall'istituto di via Olona che è in amministrazione straordinaria da 16 mesi. Un documento di Banca d'italia - citato dal Corriere della Sera - punta il dito sul ruolo "pervasivo" del presidente dell'istituto Mario Aramini, il verbale cita "impieghi" (passati nel 2008 da 79 a 429 milioni) e affidamenti ad un numero ridotto di "prenditori", collegati con la banca in cui Aramini operava prima, Unicredit. Si parla di finanziamenti ad alcuni clienti per oltre 10 milioni, si parla di "incagli non segnalati a Bankitalia per oltre 50 milioni di euro". Insomma una gestione che una volta si sarebbe chiamata quantomeno allegra, senza contare la parentesi San Marino nella quale la Mb si è contraddistinta per operazioni decisamente ardite (mancato rinnovo di certificati di deposito per 36 milioni, sospetti sull'aggiramento dele norme antiriciclaggio). Insomma un tale caos che diventa difficile immaginare che anche a Parma nessuno sapesse... Frattanto si viene a sapere che il "cavaliere bianco", guardando le offerte è sempre meno.. bianco. La Centrale finanziaria di Giancarlo Elia Valori - sempre stando al Corriere - avrebbe offerto una cifra massima di 20 milioni per rilevare dopo il congelamento, la banca Mb. Come se non bastasse, agli inzi di dicembre è prevista una udienza del Tar del lazio: il presidente Aramini si è infatti opposto all'amministrazione straordinaria. Sempre più difficile che possa tornare a breve a splendere il sole sulla banca Mb e di conseguenza sui 7 milioni parmigiani depositati nella banca dove ha operato Andrea Costa.

8 La Destra di Storace scende in piazza contro Equitalia destra_storace_scende.shtml Volantinaggio in corso Umberto I a Civitanova e corso Matteorri a Porto Recanati per sensibilizzare i cittadini sul recupero crediti Civitanova Marche, 19 novembre Doppio appuntamento, domani, con il nuovo direttivo de La Destra capitanano dalla neo segretaria provinciale Anna Rombini. La mattina a Civitanova, in corso Umberto I e il pomeriggio a Porto Recanati, in corso Matteotti, volantinaggio contro Equitalia, la società di recupero credito (appartiene per il 51 per cento alla Agenzia delle entrate e per il 49 all'inps) che - dice la Rombini - "ha creato la paralisi di piccoli e grandi lavoratori". "Per questo - si legge in una nota - La Destra si batterà per chiedere meno burocrazia e una forma di riscossione meno rigida, soprattutto verso quei cittadini, piccoli imprenditori e artigiani, che non hanno la possibilità di pagare. Diciamo no, quindi, sia agli strumenti utilizzati e alle modalità di riscossione di Equitalia - quando la persona non ha la capacità economica per far fronte al pagamento delle imposte si vede aumentare notevolmente la somma già dopo circa un mese. Per questo, per garantire i diritti dei cittadini, sabato scenderemo in strada a Civitanova e a Porto Recanati".. Abi/Confidnustria: moratoria debiti ha salvato le Pmi (Mi.Fi.) newsid=799475&lang=it MILANO (MF-DJ9--Non ci saranno ulteriori proroghe alla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese, ossia al congelamento previsto dal cosiddetto Avviso Comune siglato ad agosto 2009 dall'abi e dall'osservatorio permanente sui rapporti banche-imprese, alla presenza del ministro dell'economia, Giulio Tremonti Anche la Banca d'italia, scrive Milano Finanza, ha opposto un no alla possibilita' di un'ulteriore slittamento dopo quello gia' concesso a giugno, perche' i crediti non onorati a quel punto si trasformerebbero automaticamente in sofferenze. L'Avviso comune esaurira' percio' la sua funzione il 31 gennaio 2011: le Pmi hanno quindi ancora poco piu' di due mesi per chiedere la sospensione dei debiti. Ma il paracadute, che secondo il numero uno dell'abi, Giuseppe Mussari, ha rallentato la caduta delle imprese dopo la crisi verticale del 2008, non si chiudera' bruscamente. Nessuna piccola e media impresa sana, sebbene ancora in tensione finanziaria, rovinera' a terra. La prossima scadenza dell'avviso comune, inoltre, suggerisce che e' ormai tempo di fare un bilancio. Va detto che il paracadute ha funzionato. Dalla rilevazione Abi effettuata a fine settembre risultava che erano oltre 230 mila le Pmi che avevano fatto domanda, per un controvalore dei finanziamenti, compresi mutui e leasing, vicino a 70 mld. Le richieste accolte, tra l'altro, sono state la grande maggioranza: 179 mila (per 54 mld di euro complessivi), cui se ne potrebbero aggiungere molte altre, visto che quasi 25 mila pratiche a fine settembre erano ancora in corso di esame.

9 Si e' trattato insomma di una sorta di grande respiro finanziario collettivo, che ha dato tempo e modo alle imprese di sopravvivere, ma anche di ristrutturarsi in una fase drammatica nel corso della quale, ha ricordato Mussari, si e' assistito a cali del fatturato anche nell'ordine del 70%. "Mentre negli altri Paesi le banche assorbivano risorse per ricapitalizzarsi", ha commentato Giovanni Sabatini, direttore generale dell'abi, "in Italia il sistema bancario ha fatto uno sforzo che non conosce equivalenti". Ora pero' dal rallentamento della caduta si sta passando a una vera e propria ripresa trainata dall'export; cosi' Abi e Confindustria stanno gia' lavorando a misure alternative, come e' emerso dal confronto organizzato a Gubbio in occasione del seminario Abi del 19 e 20 novembre tra lo stesso Mussari e Vincenzo Boccia, presidente di Piccola Industria. Non si trattera' piu' di interventi generalizzati ma selettivi, da applicare caso per caso. Una delle soluzioni allo studio prevede, dove possibile, un ulteriore allungamento dei crediti in scadenza. Ma si pensa anche a una sorta di blindatura dei tassi per le piccole e medie imprese che si sono indebitate a tasso variabile e rischiano pericolose oscillazioni nell'arco dei prossimi dieci anni. "Una delle ipotesi potrebbe essere sterilizzare il rischio con un derivato lineare", ha detto Mussari, "visto che un contratto derivato non e' certo lo sterco del demonio". Nemmeno Confindustria ormai demonizza i derivati. "Scaduta la moratoria, c'e' l'obbligo di trovare strumenti piu' selettivi per aiutare le imprese a non subire gli effetti finanziari negativi e sostenere chi puo' ancora uscire dalla marginalita'", ha concordato Boccia. Sia Abi sia Confindustria, conclude Milano Finanza, guardano anche a soluzioni piu' tradizionali, come il fondo di garanzia pubblico. A patto pero' che la presenza della Sgr nel capitale delle imprese non sia di breve periodo; anzi, l'orizzonte temporale degli investimenti dovrebbe salire a 15 anni rispetto ai tre attuali. C'e' infine la triangolazione in corso tra sistema bancario, Sace e Cdp per ridurre il costo del credito all'esportazione. L'asse Abi-Confindustria si allarghera' anche alla comunicazione finanziaria. A Gubbio infatti e' stato annunciato un progetto per spiegare, soprattutto alle aziende piu' piccole, con quali lenti la banca le osserva e ne valuta performance, potenzialita', sostenibilita' e capacita' di continuita' aziendale Il futuro delle banche Martedì 23 Novembre :00. Ci sono forse dei problemi nel sistema bancario italiano? Se si, quali problemi? A sentire gli stessi uomini che erano in sella quando la macchina della finanza rischiava di travolgere l intero sistema economico, anticipando la fine del mondo, va tutto bene. L economia sta tornando a crescere, a tratti saltella. Nelle parole dei banchieri, il presente e il futuro prossimo sono tornati a dipingersi di rosa. Donde la domanda: sicumera, tracotanza o malafede? Perché, spiega il manager, i lunghi mesi dell'uragano finanziario il sistema creditizio italiano ha dimostrato grande solidità e ora è pronto per una nuova stagione di crescita. Nei giorni scorsi, non commentando i risultati del terzo trimestre dell'anno, i capi delle grandi banche nazionali hanno fatto sfoggio di ottimismo. Gli utili crescono di nuovo. I costi sono sotto controllo. Aumentano i prestiti alla clientela mentre calano le rettifiche sui crediti a rischio. E anche le commissioni hanno ripreso a correre. Perché preoccuparsi, allora? I conti delle banche tengono. Di più: migliorano. "Risultati incoraggianti", ha commentato il numero uno di Intesa San Paolo, Corrado Passera, sottolineando la

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