L evoluzione del sistema dei controlli nelle banche Contesto, supervisione e controlli interni

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1 L evoluzione del sistema dei controlli nelle banche Contesto, supervisione e controlli interni Siena, 17 novembre 2014 Chief Audit Executive Fabrizio Leandri

2 Obiettivo del mio intervento è quello di analizzare le importanti ripercussioni che il radicale mutamento del contesto esterno ha avuto (e sta avendo) sulle modalità di supervisione e controllo di un settore alle prese con una profonda trasformazione. Mi soffermerò sulle specificità e i punti di debolezza del sistema italiano alla vigilia e durante la crisi finanziaria e poi economica. Analizzeremo poi la risposta della regolamentazione e i nuovi standard adottati dalla banca centrale europea. Un ruolo decisivo è svolto dalle regole di governo e di funzionamento delle funzioni aziendali di controllo. Faremo quindi un focus sulla funzione di revisione interna chiamata a valutare il sistema interno di controllo fornendo indicazioni agli Organi aziendali. 2

3 World 3.0 3

4 Agenda Le banche italiane: sull orlo di una crisi di nervi? La risposta della regolamentazione: regole & stress Rafforzare il presidio dei rischi aziendali: make it work La Funzione di Internal Audit : l arte di sapere ascoltare

5 1 Le banche italiane» IL PIL ITALIANO E IL 65% DEL PIL TEDESCO. Gli impieghi delle banche italiane sono il 110% di quelle tedesche. La dimensione dei fondi erogati all economia e alle imprese è eccessiva?» Finanziamento delle imprese prevalentemente con credito bancario (60 70%). Fragilità delle imprese?» Funding gap tra raccolta interna e impieghi erogati all economia di 4-5 mila miliardi. E ancora sostenibile (volatilità e prezzi)?» Livelli di crediti in sofferenza (stato di insolvenza dei debitori) elevati e superiori agli altri paesi europei. Colpa di chi? 5

6 1 Le banche italiane» I fase : shock esogeno, con effetti sulla liquidità internazionale. Contrazione del credito legata all effetto contagio dei mutui subprime ed alla crisi del meccanismo di trasmissione della liquidità a livello internazionale;» II fase : endogena, legata alle debolezze e alle asimmetrie all interno dell area Euro. Contrazione del credito legata alla crisi del debito sovrano, con aumento dei tassi, riduzione della crescita, riduzione della domanda, incremento dei fallimenti. Credito al settore privato* *Variazioni % sui 12 mesi 6

7 1 Le banche italiane Notevole aumento delle sofferenze bancarie da una parte.. Sofferenze bancarie in % sul totale impieghi* *Elaborazione su dati di bilancio Datastream e utilizzo media semplice delle banche contenute nel campione. 7

8 1 Le banche italiane.diminuzione della raccolta complessiva dall altra. Variazioni in % sui 12 mesi 8

9 1 Le banche italiane Si entra in un circolo vizioso: la crisi economica fa progressivamente entrare in difficoltà sempre più soggetti e le sofferenze continuano ad aumentare. Nuove sofferenze in rapporto ai prestiti* *Dati trimestrali annualizzati e destagionalizzati; valori percentuali. 9

10 1 Le banche italiane Le banche sono spinte ad aumentare in via prudenziale gli accantonamenti e le rettifiche sui crediti deteriorati. Incidenza rettifiche su crediti sul risultato di gestione delle banche (valori %) 10

11 1 Le banche italiane Non sorprende che, insieme con la crisi più generale dell economia, anche la redditività del settore bancario sia in caduta libera. ROE del settore bancario e PIL (valori %) 11

12 Agenda Le banche italiane: sull orlo di una crisi di nervi? Supervisione bancaria: regole & stress Mantenere il presidio dei rischi aziendali: make it work La Funzione di Internal Audit : l arte di sapere ascoltare

13 2 Regole e stress FLASH BACK» Fino agli anni 90 - Vigilanza strutturale: massimale sugli impieghi, trasformazione delle scadenze, autorizzazioni apertura filiali» Scarsa competizione tra banche» Vincoli all entrata e alla gestione efficiente» Anni 90 - Passaggio alla vigilanza prudenziale (Basilea 1): Level playing field e relazione tra attivo e capitale (8%)» Forti arbitraggi regolamentari» Incentivi ad assumere rischio» Anni Basilea 2: One size does not fit all. Requisiti diversificati per rischio. Incentivi ai modelli interni (minore capitale). Rafforzamento processi di risk management» Sviluppo modelli interni 13

14 2 Regole e stress 14

15 2 Regole e stress LA CRISI DI LIQUIDITA : gli effetti» Deleveraging. Riduzione degli Attivi» Forte intervento delle banche centrali» La riforma della Vigilanza sul rischio di liquidità e capitale» Supervisione europea Depositi interbancari 15

16 2 Regole e stress COSA NON HA FUNZIONATO NELLE REGOLE» Livello del capitale: molte banche in crisi che hanno richiesto interventi governativi avevano ratios patrimoniali al di sopra dei minimi» Deleveraging: vigilanza microprudenziale poco efficace rispetto al rischio sistemico. Decisioni singole banche potenzialmente dannose per stabilità sistema finanziario» Prociclicità: aumento del fabbisogno di capitale nelle fasi di crisi dell economia reale» Interconnessione: tra grandi istituzioni finanziarie accresce il rischio di contagio» Leva finanziaria: la regolamentazione prudenziale sugli attivi pesati per il rischio (RWA) non garantisce bassa leva finanziaria» Liquidità: scarsa attenzione al rischio di liquidità» Arbitraggi regolamentari: trattamento posizioni differente secondo la classificazione (trading book vs banking book) 16

17 2 Regole e stress COME SONO STATE CAMBIATE LE REGOLE» Qualità del capitale: enfasi su Common Equity (Core Tier 1)» Nuovo capital conservation buffer : 2,5% RWA (Right Weighted Asset), volto a proteggere il livello minimo del patrimonio, condizionando anche le politiche di distribuzione dei dividendi» Nuovo maximum leverage ratio: minimo 3% ratio Tier 1/Totale attivi» Nuovi requisiti di liquidità» Maggiori capital requirements per rischi di mercato» Maggiore patrimonializzazione per le banche sistemiche 17

18 2 Regole e stress IL NUOVO SUPERVISORE: LA BANCA CENTRALE EUROPEA 18

19 2 Regole e stress IL COMPREHENSIVE ASSESSMENT I passaggi fondamentali sono indicati con i numeri da 1 a 8, illustrati nella slide successiva. 19

20 2 Regole e stress MALTA» 130 Banche (asset mld)» 15 banche italiane 20

21 2 Regole e stress BCE: MONITORAGGIO DEI RISCHI 21

22 2 Regole e stress BCE: MONITORAGGIO SISTEMI DI GOVERNANCE E CONTROLLI 22

23 Agenda Le banche italiane: sull orlo di una crisi di nervi? Supervisione bancaria: regole & stress Rafforzare il presidio dei rischi aziendali: make it work La Funzione di Internal Audit : l arte di sapere ascoltare

24 3 Rafforzare il presidio dei rischi MA COS E UN SISTEMA DEI CONTROLLI?» Insieme delle regole, delle funzioni, delle strutture, delle risorse, dei processi e delle procedure che mirano ad assicurare nel rispetto della sana e prudente gestione il conseguimento delle seguenti finalità:» verifica dell attuazione delle strategie e delle politiche aziendali» contenimento dei rischi nei limiti stabiliti dal framework di propensione al rischio» salvaguardia del valore delle attività e protezione delle perdite» efficacia e efficienza dei processi aziendali» affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche» prevenzione del rischio che la banca sia coinvolta in attività illecite (riciclaggio, usura e finanziamento al terrorismo)» conformità delle operazioni con la legge e la normativa di vigilanza, nonché con le norme e procedure interne 24

25 3 Rafforzare il presidio dei rischi CONSAPEVOLEZZA DA PARTE DEI MASSIMI LIVELLI AZIENDALI Il CDA:» DEFINISCE:» le linee di indirizzo del sistema dei controlli (coerenza con gli obiettivi strategici)» l assetto, i compiti, le responsabilità, le modalità di coordinamento delle funzioni di controllo» APPROVA:» il piano di attività delle funzioni di controllo» ASSICURA:» il sistema dei controlli sia uniformato ai principi regolamentari prevedere attività di controllo diffuse ad ogni ambito operativo e livello gerarchico garantire che le anomalie riscontrate siano portate a conoscenza di livelli appropriati (agli Organi Aziendali se significativi) in grado di attivare gli opportuni provvedimenti avere specifiche procedure per far fronte all eventuale violazione dei limiti» le funzioni di controllo abbiano i requisiti di indipendenza, nomina e sistema di remunerazione previsti dalla normativa 25

26 3 Le Funzioni di Controllo Le funzioni di controllo devono avere posizioni gerarchico funzionali adeguate e non hanno responsabilità diretta di aree operative sottoposte a controllo BOARD REVISIONE INTERNA CEO CREDITI FINANZA E OPERATION HR E ORG.NE CHIEF RISK OFFICER RETAIL CORPORATE COO CFO ORGANIZZ. NE RISK MANAGEMENT AREE TERRITORIALI Indipendenza e Separatezza AREA SICUREZZA INTEGRATA DIRIGENTE PREPOSTO PRESIDIO OUTSOURCING COMPLIANCE (*)» Il Responsabile della Funzione di Revisione Interna è alle dirette dipendenze del CDA SICUREZZA E CONTINUITA SALUTE E SICUREZZA LUOGHI DI LAVORO STAFF CONTROLLI CONTABILI ANTIRICICLAGG IO CONVALIDA MODELLI Funzioni aziendali di controllo (*) HR: 411 Funzioni di controllo HR: 115 * Con requisiti particolari di indipendenza, remunerazione e assetto» Funzioni di Controllo dei Rischi e Conformità (*) sono collocati alle dirette dipendenze dell Organo con funzione di gestione.» Funzione di Convalida Interna e Antiriciclaggio rispondono gerarchicamente alla Funzione di Controllo dei Rischi. (*) La compliance non potrà più stare a riporto del Chief Risk Officer dal

27 3 Le Funzioni di Controllo Le funzioni di controllo devono essere indipendenti e avere un sistema di remunerazione non correlato alle performance aziendali BOARD CEO CHIEF RISK OFFICER RISK MANAGEMENT COMPLIANCE ANTIRICICLAGGIO REVISIONE INTERNA» Nomina e revoca i Responsabili delle Funzioni di Controllo sono nominati/revocati, motivandone le ragioni, dal CDA, sentito il Collegio Sindacale, con apposita delibera. Proposta: Comitato Controllo e Rischi, avvalendosi del contributo del Comitato Nomine e Remunerazione. la nomina e l eventuale revoca dei responsabili delle Funzioni di Controllo è preventivamente comunicata alla Banca d Italia.» Criteri di remunerazione definiti dal CDA su proposta HR, sentito il parere del Comitato Controllo e Rischi. I criteri devono essere coerenti con le finalità della funzione svolta e non correlati al raggiungimento degli obiettivi aziendali di performance. assetti retributivi deliberati dal CDA, sentito il Collegio Sindacale, su proposta del Comitato Nomine e Remunerazione che acquisisce anche il parere del Comitato Controllo.» Accesso alle informazioni CONVALIDA MODELLI consentito accesso ai dati aziendali necessari per svolgere i propri compiti. Il Responsabile della Funzione di Revisione Interna ha accesso agli atti del CDA e degli Organi di Controllo. 27

28 3 Le Funzioni di Controllo Le funzioni di controllo devono essere dotate di risorse umane e finanziarie al fine di poter svolgere con efficacia e in modo indipendente la loro attività BOARD REVISIONE INTERNA CEO CHIEF RISK OFFICER RISK MANAGEMENT le Funzioni di Controllo dispongono delle risorse (anche economiche, eventualmente attivabili in autonomia con rendicontazione periodica al CDA e all Amministratore Incaricato) e delle competenze per lo svolgimento dei propri compiti viene periodicamente valutata l adeguatezza quali - quantitativa delle risorse, affinché le Funzioni Aziendali di Controllo dispongano di personale adeguato per numero, competenze tecnico-professionali e aggiornamento, anche attraverso il ricorso a programmi di formazione specialistici nel continuo COMPLIANCE ANTIRICICLAGGIO al fine di garantire la formazione di competenze trasversali e di acquisire una visione complessiva e integrata dell attività di controllo svolta, sono incentivati programmi di rotazione (piani di turnover) delle risorse tra le Funzioni Aziendali di Controllo CONVALIDA MODELLI 28

29 3 La consapevolezza del presidio dei rischi Il sistema dei controlli rappresenta un elemento fondamentale di conoscenza per il CDA, in modo da garantire piena consapevolezza della situazione ed efficace presidio dei rischi aziendali (Bankit C. 263) Assessment» Perimetro di attività e accountability Ciascuna Funzione di Controllo, in base alle rispettive competenze, è tenuta a: Plan Execution Reporting Follow up definire un programma di attività da presentare annualmente al CDA, in cui sono identificati e valutati i principali rischi a cui la Banca è esposta e sono pianificati i relativi interventi. eseguire le proprie attività di controllo secondo modalità predefinite (standard), garantendone la necessaria tracciabilità. rendicontare periodicamente agli Organi Aziendali i risultati delle attività di verifiche svolte e/o comunicare tempestivamente le criticità riscontrate. presentare annualmente al CDA una relazione che illustra le verifiche effettuate, i risultati emersi, i punti di debolezza rilevati e gli interventi identificati per la rimozione delle carenze rilevate. 29

30 3 La consapevolezza del presidio dei rischi Il rispetto dei criteri di sana e prudente gestione richiede un sistema di controllo che assicuri la funzionalità e la conformità nel tempo dei principali processi aziendali di gestione e controllo dei rischi Assessment Plan Per i principali processi aziendali sono previsti stringenti requirements di controllo e un audit annuale da parte della funzione di Revisione Interna Risk appetite framework e Valutazione adeguatezza patrimoniale Politiche di remunerazione del top management Execution Reporting Follow up Valutazione (e pareri) su operazioni rilevanti Utilizzo dei sistemi avanzati di misurazione del rischio utilizzato per la determinazione dei requisiti patrimoniali Gestione del rischio di liquidità Conformità alle norme Contrasto al riciclaggio e lotta al terrorismo Business Continuity e Disaster recovery Operazioni di cartolarizzazione e covered bond Attività esternalizzate (previsto da contratto accesso diretto) 30

31 3 La consapevolezza del presidio dei rischi La definizione dei flussi informativi per il CDA ispirata a criteri di materialità costituisce momento rilevante per assicurare consapevolezza sulla qualità dei presidi Assessment Plan» Flussi informativi Qualità dei flussi (solo informazioni sintetiche e rilevanti) In caso di rilevazione di gravi irregolarità: obbligo di segnalazione al CDA MPS : numero flussi previsti per Comitati Endoconsiliari e CDA (*) Execution Reporting Funzione di controllo Comitato Controllo e Rischio Comitato Parti Correlate CDA Totale Revisione Interna Compliance Risk Management Antiriciclaggio Follow up Convalida modelli Totale (*) Ai flussi standard si possono aggiungere comunicazioni particolari ad evento (es: richieste vigilanza, accertamenti irregolarità, etc.) 31

32 3 La consapevolezza del presidio dei rischi Assicurarsi che sia monitorata la corretta risoluzione delle criticità rilevate dalle funzioni di controllo nell ambito delle attività svolte Assessment» Follow up Regole di processo per la detection e la gestione Coordinamento tra le Funzioni di Controllo Plan Execution Reporting Follow up Gestione integrata delle azioni di mitigazione in funzione delle priorità in termini di rischio Database integrato con identificazione ownership e livello di rischio Identificazione del GAP Gestione del GAP Chiusura del GAP Rilevanza elevata per follow up delle criticità rilevate dalle Autorità di Vigilanza (impegni presi) a seguito di interventi ispettivi o amministrativi 32

33 3 Accountability alle Autorità di Vigilanza Sono accresciute le comunicazioni/relazioni che le Funzioni di Controllo inviano alle Autorità di Vigilanza. Le relazioni devono essere generalmente accompagnate da considerazioni del CDA ovvero da indicazioni sulle azioni intraprese a seguito degli aspetti di criticità segnalati Funzione di controllo Risk - Compliance - Revisione Interna Risk - Compliance - Revisione Interna Risk - Compliance - Revisione Interna Convalida modelli Revisione Interna Revisione Interna Revisione Interna Risk Management Oggetto/ Autorità di Vigilanza Relazione su attività svolta -valutazione del sistema dei controlli (BANKIT) Relazione sui controlli sui servizi d investimento (CONSOB) Relazione sui controlli e sulle verifiche delle attività esternalizzate (BANKIT) Relazione su esiti processo di validazione annuale modelli interni (BANKIT) Relazione sui metodi avanzati utilizzati per i requisiti regolamentari (BANKIT) Relazione sulle verifiche sulle società controllate Esiti audit (se rilevante) su politiche di remunerazione (BANKIT) Relazione processo di adeguatezza patrimoniale (ICAAP) (BANKT) I maggiori flussi informativi e l accresciuto rigore dei processi di supervisione (da novembre con il passaggio a BCE) impongono un attento monitoraggio al CDA/CCR del follow up rispetto agli impegni presi con le Autorità di Vigilanza. 33

34 Agenda Le banche italiane: sull orlo di una crisi di nervi? Supervisione bancaria: regole & stress Rafforzare il presidio dei rischi aziendali: make it work La Funzione di Internal Audit : l arte di sapere ascoltare

35 4 La Funzione di Revisione Interna: lo scopo Mission» Verificare la regolarità dell operatività e l andamento dei rischi» Valutare l adeguatezza complessiva del sistema di controlli interni» Garantire al management l efficienza e l efficacia del sistema dei controlli interni Responsabilita» Assicurare informazioni accurate, realistiche ed aggiornate» Favorire il continuo sviluppo dei processi di controllo» Seguire i cambiamenti legislativi e regolamentari e il loro impatto sul sistema dei controlli interni del Gruppo Strumenti» Standard di Internal Audit» Codice Deontologico» Sistema Informativo di Audit 35

36 4 La Funzione di revisione Interna: il posizionamento Indipendenza ed obiettività dell IA In coerenza con gli Standard Internazionali per la pratica della professione di Internal Auditing, Il responsabile della Funzione di Revisione Interna del Gruppo BMPS riporta direttamente al CDA. Tale posizionamento assicura l indipendenza della funzione. BOARD INTERNAL AUDIT AD/DG CREDITI CHIEF RISK OFFICER FINANZA E OPERATION HR E ORG.NE RETAIL CORPORATE COO CFO Il Gruppo BMPS ha optato per un modello di internal audit decentrato, in cui le principali Società controllate hanno la propria funzione di IA (la quale riporta direttamente al proprio CdA) IA MPS Capital Services IA IA IA Consorzio MPS Leasing & Consum.it Operativo di Factoring Gruppo IA MP Banque MP Belgio IA 36

37 4 La Funzione di Revisione Interna: organigramma 177 risorse al RESPONSABILE IA Fabrizio LEANDRI Staff Area Revisione Interna Specialist Staff Metodi e Rapporti Istituzionali Audit Strutture Centrali ed Estero» Compliance» Estero Specialist» Strutture centrali Specialist» Frodi» ICT» Operation Audit ICT e Operation Coordinamento Audit Filiali» 4 Dipartimenti Audit Filiali decentrati)» Frodi/irregolarità dipendenti» Rischi di credito» Rischi di mercato» Rischi finanziari e reputazionali Audit Rischi Audit Strutture Territoriali Rete» Aree Territoriali» Direzioni Territoriali Mercato» Centri Specialistici 37

38 4 La pianificazione di audit: Risk Control Assessment ASSESSMENT PLAN EXECUTION REPORTING FOLLOW UP» Un adeguato processo di self risk assessment è fondamentale per individuare i fattori di rischio e gli ambiti in cui allocare le risorse dell IA» La Funzione di Revisione Interna del Gruppo BMPS segue un approccio risk based quale guida al fine della determinazione del ciclo di audit e della predisposizione dell Audit Plan. Step 1 Individuazione dei rischi Analisi interna al fine di identificare la heat map dei principali ambiti da presidiare» valutazione qualitativa in termini di impatto, rilevanza e probabilità OUTPUT: heat map top risk Step 2 Prioritizzazione dei processi esposti a rischio Selezione (dalla heat map) della lista dei principali processi da auditare» approccio qualitativo e quantitativo (coverage delle Strutture, risultati dei precedenti interventi di audit, etc.) OUTPUT: elenco con score dei processi da presidiare Allineamento agli obiettivi del top management Step 3 Focusing» condivisione ed interazione fra le strutture dell Area Revisione Interna al fine di assegnare attività ed obiettivi;» inclusione interventi cd obbligatori ed eventuale accoglimento richieste AAVV e Organi apicali. Conformità ai requisiti legislativi e regolamentari OUTPUT: AUDIT PLAN Approvazione CdA 38

39 4 Esecuzione intervento di audit OPEN MEETING» E il primo incontro formale con il Responsabile della Funzione auditata» Gli argomenti discussi sono formalizzati in un documento scritto il cui contenuto prevede: nome dei partecipanti, argomenti trattati, conclusioni ed eventuali informazioni che rilevino ai fine dell intervento di audit EXECUTION» Esecuzione test di audit» Analisi dei risultati» Collection documentale a supporto delle evidenze rilevate EXIT MEETING» E l incontro con la Funzione auditata che formalmente conclude l attività. Vengono discussi i risultati, suggerite le eventuali azioni correttive, nonché le tempistiche. Deve tenersi entro 15 gg dalla conclusione delle verifiche» Gli argomenti discussi sono formalizzati in un documento scritto il cui contenuto prevede: nome dei partecipanti, argomenti trattati, ed eventuali osservazione della funzione auditata» Il documento deve essere sottoscritto dal Responsabile della funzione auditata e da tutti i partecipanti all incontro di exit meeting 39

40 4 Il reporting di audit ASSESSMENT PLAN EXECUTION REPORTING FOLLOW UP Al termine di ciascun intervento di audit viene redatto un report con i seguenti contenuti:» Premessa: breve descrizione del business contest del processo/funzione auditato/a.» Executive summary: breve descrizione degli obiettivi di audit, delle verifiche effettuate e dei risultati.» Attività di verifica svolte: descrizione approfondita dei test effettuati.» Gap e azioni correttive suggerite: comprende, per rilevanza, la descrizione dei gap rilevati, l individuazione le funzioni owner della sistemazione e le azioni di miglioramento suggerite. Viene attribuito un giudizio sulla base di una scala a 5 livelli: 1 Favorevole 2 In prevalenza favorevole 3 Parzialmente favorevole 4 In prevalenza non favorevole 5 Non favorevole» Sono previsti criteri standard di distribuzione dei report al Collegio Sindacale, al CDA/AD e al Comitato Controllo e Rischi.» Annualmente vengono inviate all Autorità di Vigilanza i seguenti report approvati dal CdA: Relazione sulla valutazione del sistema dei controlli interni Relazione sulle Società controllate Relazione sulle attività esternalizzate Relazione sui Servizi di Investimento 40

41 4 Il follow up ASSESSMENT PLAN EXECUTION REPORTING FOLLOW UP Definizione» Le attività di follow up attengono all attività di verifica da parte della Funzione di Internal Audit dello stato di avanzamento della risoluzione delle criticità emerse nell ambito delle attività di audit svolte. Il processo si conclude con la rimozione delle relative criticità» Attribuite alla funzione owner della risoluzione» Classificate con una scala a 3 livelli (alto, medio, basso) in coerenza con il rischio inerente (se riferite a materie di compliance e a normativa esterna/interna sono sempre a rilevanza alta ) Cosa TIMETABLE per la sistemazione ALTA: as soon as possible MEDIA: 6 mesi max BASSA: 1 anno max Come» I findings, le azioni correttive e le scadenze previste devono essere condivise e formalizzate» I risultati della analisi vengono rappresentati al top management nella reportistica della Funzione di IA 41

42 4 Performance: Quality Assurance e Programmi di miglioramento» Studio continuo dei modelli e delle tecniche per rispondere alla crescente complessità del sistema e coprire tutti gli aspetti dell attività dell IA Efficientamento della qualità dell IA» Periodici programmi formativi per gli auditors (interni ed esterni) per accrescere conoscenze e skills Certificazione CIA MARIO ROSSI» Self-assessment annuale di quality assurance (QAR) Work in progress» Dopo un positivo pre-assessment nel 2011, è in corso il processo di certificazione della Funzione di Revisione Interna da parte di primaria società di consulenza Deadline: Dicembre 2014 CERTIFICAZIONE ESTERNA 42

43 World

44 Conclusioni Obiettivo» Assicurare il corretto funzionamento delle imprese bancarie è condizione necessaria per la tutela del risparmio e per una efficiente capacità di allocazione delle risorse nelle attività produttive e di consumo Condizioni» Rapporto banca impresa: selezione e trasparenza (miglioramento capacità allocativa)» Riduzione del funding gap. Maggiore aliquota di finanziamento del mercato» Rafforzamento della corporate governance delle imprese Sistema di controllo» Capacità di leggere i rischi del mutevole contesto esterno. Rapidità di mitigazione» Funzioni di Controllo con elevato commitment e adeguate competenze» Comunicazione con i supervisori. Accountability 44

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